Gita fuori porta

Dopo aver sistemato varie faccende lavorative e non, il sabato lo avrei libero.

Ovviamente per andare a Vicenza.

Chi fosse interessato a fare il viaggio insieme (da Firenze), o a incontrarci sul posto, mi scriva in privato al solito kelebek@imolanet.com anche per scambiare numeri di telefono.

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48 Responses to Gita fuori porta

  1. utente anonimo says:

    L’occasione della mia vita! :D

    la timida donzella

    PS Ma ahimè niente Vicenza, causa impegni improrogabili…

  2. utente anonimo says:

    Ma dai, già ci vanno miei amici, immagino a fare la stessa cosa che farai tu.

    Ero indeciso se aggregarmi o meno.

    Però sono pigro…

    Paolo

  3. Ci andrei di corsa, cazzo (poi, sapendo che ci sei te…) ma non posso.

    mannaggia.

    Cloro

  4. utente anonimo says:

    se per fare coreografia volete uno gande e grosso che vi picchi fatemi un fischio

    :-)

    roberto

  5. kelebek says:

    Per Roberto, n. 4

    sarebbe un onore.

    Quelli contro, invece, faranno:

    1) Tre giorni di campagna mediatica sulla stampa locale, “al-Qaeda minaccia Vicenza”

    2) Durante la manifestazione, tutti tappati in casa a dire che “noi concediamo la libertà di manifestare anche ai teppisti no global che ci vorrebbero ridurre come la Cambogia dove perseguitavano gli ebrei e le ragazze in minigonna”

    3) Sempre durante la manifestazione, fotografi di Libero scatenati

    4) Il giorno dopo, “hanno bruciato una bandiera americana!!!!!!!!!!” e magari sarà pure vero

    5) Due giorni dopo, interpellanza di cinquanta deputati, chiedendo perché “gli amici di Prodi hanno messo a ferro e fuoco la città di Vicenza devastando migliaia di bandiere americane”

    6) Tre giorni dopo, profonde scuse di Bertinotti e Diliberto.

    Miguel Martinez

  6. utente anonimo says:

    Io ci sono, ma non so come verrò, comunque Miguel ci vediamo lì :)

    Erika che Diliberto ormai ha raggiunto l’acme suggerendo che ci pagassero i servizi, vediamo se si supera

  7. Ho usato la tua mappa delle basi americane in Italia(grazie).

    E senza farlo apposta ho fatto un post simile al tuo.

    Ci vediamo a Vicenza.

  8. A proposito dell’informazione di Libero: per quei rarissimi che ancora non lo conoscessero.

    tamas

  9. utente anonimo says:

    >A proposito dell’informazione di Libero: per quei rarissimi che ancora non lo conoscessero. tamas<
    Santo cielo, ma allora anche la notizia delle Brigate Rosse che pianificavano – oltre a far secco il bieco mangialavoratori fancazzisti Ichino – un attacco alla sede di “Libero” i biechi liberisti l’hanno inventata col generatore automatico di notizie! E ti credo, è notorio che le Brigate Rosse non esistono e se per puro caso esistessero sarebbero delle “sedicenti” Brigate Rosse, ovviamente al soldo della CIA.

    Hasta la victoria siempre!

    Ritvan

  10. se mi libero ci sarò…a presto

  11. utente anonimo says:

    Allora, caro Miguel:

    1) l’effetto della manifestazione a Vicenza è già determinato in una grande vittoria delle Oscure Forze Reazionarie,

    2 ) quindi avete fatto il loro gioco a convocarla,

    3) quindi anche voi siete al loro servizio

    Mi sei già più simpatico :))

    Francesco, che se fosse a Vicenza si porterebbe la sua bandierina a stelle e strisce, ma non ci sarà

  12. Paolo i froci stanno dalla tua parte, TUTTI I SONDAGGI DEL MONDO MI DANNO IN TESTA SU DI TE…IO SONO AL 78% E TU 22%…

  13. utente anonimo says:

    Ci vediamo a Vicenza. Mi auguro che sia una grande manifestazione, capace di esprimere la sua contrarietà alla base americana. Le ragioni per cui tanti saranno a Vicenza sabato non sono riconducibili ad un’unica ragione. Ci sarà chi si sente defraudato del suo territorio; chi vuole impedire che si ingrandisca a dismisura una base intesa come supporto logistico a nuove aggressioni; chi ritiene giusto opporsi a qualsiasi politica militarista. In ogni caso, e di questo ne sono più che sicuro, non ci sarà chi sventolerà la bandiera a stellestrisce. Deo gratias.

    Antonio

  14. utente anonimo says:

    “Paolo i froci stanno dalla tua parte, TUTTI I SONDAGGI DEL MONDO MI DANNO IN TESTA SU DI TE…IO SONO AL 78% E TU 22%…

    AquilaTricolore”

    Va bene, ma esattamente chi sarebbe il tu e l’io nell’esempio specifico?

    Riguardo ai froci, ho un amico omosessuale di sinistra, uno di destra, e una indifferente alla politica, quindi… :-)

    Paolo

  15. utente anonimo says:

    …e tutti e tre stanno dalla tua parte piuttosto che da quella di Aquila Tricolore.

    Forse è invidioso :)

    Z.

  16. utente anonimo says:

    Ah, Miguel…

    non è affatto improbabile che le cose vadano sostanzialmente come dici tu (a parte alcuni pur affascinanti aspetti cambogiano-folcloristici :-) ).

    Ma se tu stesso te ne rendi perfettamente conto, che ci vai a fare?

    Perché ti auguri che succeda precisamente questo (mi sembra impossibile)? O perché – come sempre in Italia – la Gloriosa Manifestazione è un fine, anziché un mezzo (mi sembra altrettanto impossibile)?

    Capisco i noglobbal, i Cobbas e compagnia cantante… Ma tu, oscuro traduttore di manuali tecnici al servizio delle paramilizie cilene? tu, che mi hai spiegato con argomentazioni chiare, nette e decise perché la manifestazione romana cui abbiamo partecipato in un milione e mezzo, forse due milioni, non è servita assolutamente ad un piffero?

    Non riesco davvero a capire :-(

    Valà, state attenti a fare poc casein…

    se vedi uno che brucia una bandiera versaci sopra la borraccia…

    lo chiedo per favore…

    :-)))

    Z.

  17. kelebek says:

    Per Z n. 16,

    un commento interessante e utile.

    1) Non ho nulla contro chi brucia bandiere. Se a una manifestazione promossa da Giuliano Ferrara, qualcuno bruciasse una bandiera iraniana, non avrei nulla da ridire.

    2) Qualunque numero di persone vi partecipi, la base USA la faranno lo stesso.

    La fanno anche contro la volontà del 70% dei vicentini. E il sistema bipartitico li blinda, perché contro i destri, è inutile votare a sinistra, e contro i sinistri, è inutile votare a destra.

    Quindi, la manifestazione per me è un fine e non un mezzo: è l’occasione per provare il piacere di trovarsi con altri esseri umani che non si sono venduti.

    Miguel Martinez

  18. utente anonimo says:

    Quindi, la manifestazione per me è un fine e non un mezzo: è >l’occasione per provare il piacere di trovarsi con altri esseri umani che non si sono venduti. Miguel Martinez< Mi piaci quando smetti per un attimo bombetta e ombrello da gentiluomo molto british e usi il linguaggio ruspante che circola(va) nelle Case del Popolo. Però, anche un “servi dell’imperialismo” ce lo potevi elargire, spilorcio che non sei altro!:-)
    Ciao

    Ritvan

  19. provare il piacere di trovarsi con altri esseri umani che non si sono venduti.

    Chevvedevodi? a me certe volte Miguel mi commuove…

    Cloro

  20. kelebek says:

    Per i signori Ritvan n. 18,

    Ve la elargirei volentieri la definizione di Servi dell’Imperialismo, ma non mi risultava fino a oggi che su questo pianeta esistesse più di un Ritvan-Shehi-veterinario-sul-gommone.

    Miguel Martinez

  21. utente anonimo says:

    Il caro Ritvan parlava a nome di tutta la congrega che fa opposizione interna al tuo blog.

    Tipo me, per intenderci, anche se mi mancano il gommone e la laurea in veterinaria.

    Venduti? A parte che l’opinione del 100% dei vicentini non è decisiva in questo caso (sennò sei un anarco-leghista e un nimby), si prendessero la briga di portare a casa il 50%+1 dei voti gli oppositori delle basi o della sudditanza verso gli USA, invece di arrancare tra il 10 e il 15%.

    Saluti e buona gita.

    Francesco oggi in versione strettamente liberale.

  22. utente anonimo says:

    Se libera me da nosocomio vado ànch’io a Vicenzi…brucio bandiera di Guatemala perchè odiare mariaaa

    Marek

  23. kelebek says:

    Per Francesco n. 1

    Non ho capito chi sarebbero gli oppositori della base che si portano a casa il 10-15% dei voti.

    Non conosco in dettaglio i risultati delle elezioni a Vicenza, ma credo che il 99% dei voti fosse diviso tra basisti di sinistra e basisti di destra.

    Dico 99% perché non escludo la possibile presenza di una lista autonoma del Partito Umanista, o di qualche gruppo marxista-leninista dissidente, o anche di qualche comitato civico antibase locale.

    Ma non credo proprio che avesse preso il 10-15% dei voti.

    Miguel Martinez

  24. utente anonimo says:

    no roberto il libro di toaff non mi interessa, e – lo ammetto – non m’interessa tutta la questione. ho le mie fonti, e t’assicuro che sono tante, anche se riguardano un periodo un po’ diverso dal XV sec.

    Potrei fare un appunto sul fatto che i libri che escono per Paideia, ad esempio, autorevoli e probabilmente altrettanto “scomodi” (non so che aggettivo utilizzare) se letti, non usufruiscono dello stesso lavoro di marketing di un il mulino o degli stessi titoli “ad effetto”.

    ma si sa, le ricerche storiche serie non avrebbero altro modo per superare lo scoglio del lettore “specialista”: quindi o si sceglie la politica del target specialista, vendendo ad esempio il primo volume (di 4) dello Schurer “Storia del popolo giudaico al tempo di Gesù Cristo (175 a. C. -135 d. C.)” – che è comunque uno studio introduttivo – a 70 euro e con distribuzione inesistente (praticamente confinata alle sole paoline/dehoniane et similia), o si punta sulla mistificazione “sensazionalistica” a scapito della “credibilità accademica” dell’autore, ma sono scelte editoriali (quasi) sempre indipendenti dalla volontà dell’autore.

    Ci sono cose ben più “eclatanti” – se poi ha un senso scandalizzarsi della storia, è questo il punto – da scoprire in tomi polverosi e sbiaditi e senza alcuna velleità di proporre temi, appunto, eclatanti.

    M’interessa però sapere che qualcuno cita “informazione corretta” come fonte, seppure solo perchè è l’unico posto dove si trova una rassegna degli articoli “indipendenti” di critica scientifica all’inattendibilità delle tesi (qualunque esse siano, ripeto, non ho letto e non leggerò il libro – a parte il tempo, costa un po’ troppo) proposte da mr. toaff. ebbene, ti ho fatto un esempio di distribuzione della ricerca storica: anche questa risponde ovviamente a criteri di mercato e per questo si meriterebbe una critica (che andrebbe quindi a “il mulino” e non a toaff). criticare “informazione corretta” per quello che rappresenta, ovvero una delle più oscene deformazioni della realtà che io sia stato in grado di trovare sulla rete, deformazione consapevole – spinta fino al grottesco – che pregiudica qualsiasi cosa contenuta al suo interno, vuoi solo (soprattutto) per il “montaggio” e il lavoro di selezione che c’è sotto, mi sembra non opportuno, ma obbligatorio. Il lettore “attento” ;) scopre poi da solo il perché.

    poi, sul tema mi sovviene un vecchio libretto piccolo piccolo di Jesi, l’ebreo Furio Jesi, “L’accusa del sangue. Mitologie dell’antisemitismo” Morcelliana, che mi sento di consigliare per “controbilanciare”, laddove ce ne fosse davvero bisogno. Costa tipo sette euro.

    diego

  25. Miguel, non sarei così pessimista:

    2) Qualunque numero di persone vi partecipi, la base USA la faranno lo stesso.

    L’egemonia degli Stati Uniti sta volgendo al termine, c’è una crisi economica e politica.

    In Kyrgyzistan, a Manas, il governo locale vuole chiudere una base a causa di un omicidio a sangue freddo di un autista da parte di un americano.

    Se ci riesce il Kyrgyzistan, non vedo perché non possa riuscirci l’Italia, una volta che il paese dimostra al governo che la questione è fondamentale.

    Conte Oliver

  26. utente anonimo says:

    Miguel,

    – Quindi, la manifestazione per me è un fine e non un mezzo: è l’occasione per provare il piacere di trovarsi con altri esseri umani che non si sono venduti. —

    Ti ringrazio per la tua risposta, e per ragioni che vanno ben oltre il dibattito sull’ampliamento della base di Vicenza.

    Del tuo blog e del tuo sito mi ha colpito, fin da principio, la rara chiarezza e onestà nel comunicare le tue opinioni (unitamente all’uso copioso di esempi e di anafore, che rende facilmente comprensibile quello che scrivi anche agli ignorantacci come me :-) ).

    E considerando anche certi tuoi accenni sullo stesso tema, non dovrei quindi stupirmi per la tua rara onestà nell’ammettere che a questo corteo tu parteciperai non per politica ma *per il gusto*, come si usa dire da queste parti.

    Ora, se così è, è evidente che non c’è nulla di male nel ritenere che il *gusto* di sentirsi circondato da “non venduti” valga di più di tutti i potenziali incidenti che tu stesso paventi come probabili, e le cui conseguenze politiche non potrebbero che essere nefaste. Basta accettare l’idea di aver rinunciato a *fare politica*, nel senso più lato possibile del termine.

    Ora, io invece a *fare politica* non ho rinunciato, e di ignorare le conseguenze politiche delle cose non me la sento.

    Forze la differenza tra me e te – e non solo – sta più in questo che non nei rispettivi punti di vista sulle cose del mondo.

    Z.

    p.s.: si potrebbe osservare che questo commento è molto introspettivo e molto poco politico. E in effetti è proprio così :-))

  27. utente anonimo says:

    Conte Oliver,

    (devo usare il Voi di rispetto? :-) )

    non è che i governo chirghizo, a guida di uno stato non particolarmente ricco (nel 2005 pare che il suo PIL sia calato del 0,6%), vuole semplicemente sfruttare la cosa per ottenere più dinero dagli Yanquis?

    Vista la posizione geografica del Chirghistan dubito che i suddetti Yanquis se ne andranno allegramente…

    Z.

    https://www.cia.gov/cia/publications/factbook/geos/kg.html

  28. Niente “voi”, il conte oliver (di alan ford) è un morto di fame :)

    E’ un’ipotesi plausibile che il governo kirghizo lo faccia per soldi, ma comunque quello che sostenevo è che se non si calano le braghe loro, potremmo non farlo anche noi.

    Del resto anche qui chi è favorevole alla base, a parte quelli della “fedeltà atlantica”, parla di soldi, con il cosiddetto “indotto”.

  29. utente anonimo says:

    >Per i signori Ritvan n. 18, Ve la elargirei volentieri la definizione di Servi dell’Imperialismo, ma non mi risultava fino a oggi che su questo pianeta esistesse più di un Ritvan-Shehi-veterinario-sul-gommone. Miguel Martinez< Miguel se “venduti” l’hai appioppato al plurale, anche “servi dell’imperialismo” credo che andrebbe usato nello stesso numero, se la grammatica non è un’opinione. A prescindere dal fatto se i sullodati “servi” siano arrivati sul gommone o meno.
    Ciao

    Ritvan

  30. kelebek says:

    Per Z n. 26,

    Non è questione di “rinunciare” a fare politica.

    La politica è come il gioco degli scacchi.

    Non basta fare “qualunque cosa”.

    Bisogna saper giocare e avere dei pezzi, e anche sapere esattamente cosa voglia dire “vincere”.

    Ora, io so esattamente cosa voglio (parlo al singolare, giusto per rendere chiaro il concetto): impedire la concessione agli Stati Uniti della base Dal Molin.

    Non mi interessa, ad esempio, attutire l’impatto sonoro su quelli che abitano nelle vicinanze, anche se rispetto le loro motivazioni.

    Ora, i pezzi che possiedo io non mi permettono, semplicemente, di giocare.

    Se li avessi, giocherei volentieri.

    Ma:

    1) per vie legali, le cose sono già decise.

    2) per vie illegali, la loro capacità di controllo è talmente elevato, e la mia capacità di fare danno è talmente minimo, che finirei unicamente per farmi male da solo.

    Se conosci una terza via, fammela sapere.

    Miguel Martinez

  31. utente anonimo says:

    2) per vie illegali, la loro capacità di controllo è talmente elevata, e la mia capacità di fare danno è talmente minima, che finirei unicamente per farmi male da solo.

    *tragica verità*

    diego

  32. kelebek says:

    Sempre per Z, n. 26,

    Io prevedo che alla manifestazione verranno bruciate da due a quattro pezzi di stoffa, decorati con tentativi rozzi di approssimare a una bandiera statunitense.

    Non prevedo alcun altro incidente.

    Prevedo che sull’incendio dei suddetti pezzi di stoffa, si imbastirà una campagna politico-mediatica della durata di tre giorni, con urgenti interpellanze in parlamento, sdegnate prese di distanza del governo ecc.

    Nell’improbabile caso che non vengano incendiati i suddetti pezzi di stoffa, prevedo in subordine che non si parlerà affatto della manifestazione, e che sarà come se non ci fosse stata.

    Quindi, i filo-manifestanti, come me, si trovano davanti a un interessante dilemma:

    1) non svolgimento della manifestazione (o perché non si fa affatto, o perché non si vede)

    2) criminalizzazione della manifestazione

    Nulla di ciò dipende da me. Io non conosco il tifoso del Livorno che in questo momento, di nascosto dalla mamma, sta allegramente pitturando in cantina un lenzuolo che ha rubato dal bucato, con un’approssimazione di bandiera statunitense, e quindi non posso influire su ciò che farà lui.

    Se lo incontrassi al momento della manifestazione:

    1) potrei cercare di picchiarlo, ma credo che le prenderei

    2) potrei fargli una predicozza, beccandomi uno sputazzo

    3) potrei proporgli di fare qualcosa di più divertente, tipo lanciare sassi, e probabilmente mi darebbe ragione.

    Sui fotografi, deputati interpellanti, editorialisti e gli altri non ho alcun potere.

    Miguel Martinez

  33. kelebek says:

    Ancora per Z n. 32,

    E poi mi mancherebbe la faccia tosta sufficiente.

    “Boia deh, caro Livornese,

    Sai che se bruci il lenzuolo della mamma, costringerai il governo a chiedere scusa in ginocchio a Berlusconi?”

    Miguel Martinez

  34. utente anonimo says:

    Caro MM

    i bravi rossi e verdi proclamano a gran voce che loro sono contro la base ma che devono votarla per disciplina di coalizione, li metto quindi nel conto degli anti-base.

    Forse moderati rispetto ai radicali come te che, avendo verificato di non avere quasi nessun seguito popolare nelle sedi politiche deputate e democratiche (diconsi elezioni), pensano di usare la violenza (che sarebbe contro i fessi che stanno alle regole democratiche prima che contro la base USA-NATO) e desistono per banali considerazioni pragmatiche invece che etiche.

    Come se io domani mi metto con uno Stinger ad abbattere il jet di Prodi, visto che le vie legali per liberarmi di lui sono fallite. Come mi definiresti?

    Ciao

    Francesco

  35. utente anonimo says:

    devo dire che fino al post 30 di miguel ero d’accordo con z.

    poi miguel ha sorpreso la difesa avversaria con un pallonetto da quaranta metri e

    questa me la segno da qualche parte:

    “Bisogna saper giocare e avere dei pezzi, e anche sapere esattamente cosa voglia dire “vincere”. ”

    respect

    roberto

  36. utente anonimo says:

    Miguel,

    – La politica è come il gioco degli scacchi.–

    Non potremmo essere più in disaccordo. Tra la politica e gli scacchi a mio avviso passa un’enorme differenza. Anzi, molte enormi differenze :-)

    A scacchi si gioca in due, mentre la politica ha un numero di giocatori pressoché infinito.

    A scacchi si gioca su un tavolo solo e ben preciso, mentre in politica si gioca su molti tavoli e molto diversi tra loro.

    A scacchi si parte tutti coi medesimi pezzi, mentre in politica si parte tutti con pezzi differenti.

    A scacchi non c’è nulla di aleatorio – conta solo saper programmare e prestare attenzione – mentre in politica entrano in gioco numerose variabili aleatorie.

    Negli scacchi, infine, ogni partita fa stato a sé. E durante la stessa non cambiano né i giocatori, né le regole, né gli obiettivi, né i mezzi.

    In politica, invece, ogni giocatore (o gruppo di giocatori) ha il proprio obiettivo. Commisurato, naturalmente, alle proprie possibilità e ai propri mezzi. Nel corso del tempo possono cambiare le regole, gli obiettivi, i mezzi con cui vengono perseguiti, persino i giocatori, ma non esiste un vero e proprio termine dei giochi. Né veri e propri vincitori, se non temporanei.

    Proprio perché, come dite tu e roberto, in politica il concetto di “vittoria” non è sempre banale, e non è mai dato una volta per tutte. Non così negli scacchi.

    Per questo non condivido la tua conclusione (che mi pare sia “dato che non posso far niente, almeno manifesto per sfilare coi ‘non venduti'”). Il fatto che per un aspetto particolare di una lotta non si possa far niente, ammesso che sia proprio così, non esclude la possibilità di continuare la lotta nel suo insieme, né la possibilità di contribuire a pregiudicarne lo sviluppo col proprio agire.

    Tra parentesi, l’assenza di spazio per l’azione politica illegale la trovo una cosa molto bella (anche se non credo sia proprio così: a volte commettere reati garantisce un posto in parlamento. A destra è pieno di esempi “illustri”; a sinistra abbiamo il celebre tenore napoletano Francesco Caruso :-) ).

    Ah, lo “schiaffone di Prodi”, se schiaffone è stato (e ho già detto che ne dubito), mi è arrivato in pieno. Ma è arrivato anche a te: come sono arrivati a entrambi anche quelli di Berlusconi e di tutti gli altri. A meno che tu non viva in un universo parallelo, o quanto meno in un altro paese :-))

    p.s.:

    ma poi, mi associo allo stupore di Ritvan: davvero una persona della tua cultura e della tua intelligenza pensa che il confine tra “onesti” e “venduti” sia segnato da un corteo a Vicenza? non ci credo e non ci voglio credere, sono certo di aver capito male :-(

  37. utente anonimo says:

    Carissimo conte decaduto :-))

    vedrai che i Chirghizi caleranno le braghe in un tempo ragionevole…

    :-)

    Z

  38. kelebek says:

    Per roberto n. 35 e Z (?) n. 36,

    se il post n. 36 è di Z, non sottovalutiamolo.

    E’ ragionato talmente bene che richiede un’analisi attenta.

    Miguel Martinez

  39. utente anonimo says:

    >se il post n. 36 è di Z, non sottovalutiamolo. E’ ragionato talmente bene che richiede un’analisi attenta. Miguel Martinez< D’accordo. Specie il p.s.:-)
    Ciao

    Ritvan Cicero pro domo sua:-)

  40. utente anonimo says:

    è vero,

    in effetti il pallonetto da 40 metri è stato parato con un tuffo spettacolare del portiere. complimenti.

    la demolizione del paragone fra scacchi e politica è stata demolita con efficacia ammirevole.

    sennonché c’è una cosa nel post di miguel che secondo me è fondamentale ed è il passo in politca “bisogna sapere esattamente cosa voglia dire “vincere”.

    ne abbiamo già discusso altre volte con chi è deluso dalle liberalizzazioni bersaniane, o chi vorrebbe la rivoluzione, o chi marcia per i diritti delle donne nello yemen o contro la pena di morte in cina, ecc.

    roberto

  41. kelebek says:

    Per roberto n. 40,

    Le riflessioni di Z sulla metafora del gioco sono profondamente interessanti, e soprattutto mi ha colto in fallo nell’uso di un luogo comune, non sufficientemente ragionato.

    A mio avviso cambia poco per quanto riguarda il punto per cui avevo tirato fuori quella metafora:

    cosa posso fare io, cosa può fare il 70% dei vicentini, e cosa può fare la maggioranza degli elettori del centrosinistra, per bloccare la costruzione della base USA a Vicenza?

    Una manifestazione, pacifica, violenta, rumorosa, piccola, oceanica, quello che vi pare – può cambiare minimamente la decisione presa non democraticamente dal potere politico?

    La risposta è no.

    Eppure ci vado lo stesso.

    A quel punto, ma solo a quel punto, dico tranquillamente che ci vado come fine e non come mezzo, “per il gusto”.

    Mi piacerebbe che potesse essere un mezzo, ma finora nessuno mi ha dato il minimo motivo per pensare che potesse esserlo.

    Il mio è un discorso su questa specifica manifestazione, non su tutte.

    Miguel Martinez

  42. utente anonimo says:

    “cosa posso fare io, cosa può fare il 70% dei vicentini, e cosa può fare la maggioranza degli elettori del centrosinistra, per bloccare la costruzione della base USA a Vicenza?”

    scusa Miguel ma io, che sono favorevole alla costruzione della base USA a Vicenza, rientro nella tua definizione di universo mondo? e se sì, a che titolo?

    Grazie

    Francesco

  43. utente anonimo says:

    “cosa posso fare io, cosa può fare il 70% dei vicentini, e cosa può fare la maggioranza degli elettori del centrosinistra, per bloccare la costruzione della base USA a Vicenza? MM”

    >scusa Miguel ma io, che sono favorevole alla costruzione della base USA a Vicenza, rientro nella tua definizione di universo mondo? e se sì, a che titolo? Grazie Francesco< Sicuramente non come vicentino o come “elettore del centrosinistra”:-).
    In merito alla domanda di Miguel, io direi che non possono fare un cazzo. E per fortuna. Come la maggior parte degli elettori del centrodestra – ammesso che la pensassero così -non potevano al tempo del governo Berlusconi chessò, obbligare il governo a sparare cannonate contro le carrette del mare o mettere fuori legge la religione islamica. Si chiama “democrazia rappresentativa” e mette dei limiti anche agli umori di pancia degli elettori, per non scadere nel populismo più becero o paralizzare tutto a causa della ben nota sindrome NIMBY.

    Ciao

    Ritvan

  44. utente anonimo says:

    No caro Ritvan,

    il problema non è la distanza tra i bruti del popolo e le raffinate menti dei politici.

    E’ che il sciur Prodi ha scelto di allargare le fila della sua coalizione a scapito della omogeneità ideologica, scelta politica del tutto legittima.

    Quindi deve mediare tra le diverse componenti della Sinistra al potere, non vigendo in essa il centralismo democratico (per cui Rutelli e Di Pietro dovrebbero votare sempre coperti e allineati come dice “la maggioranza degli elettori di centrosinistra”).

    Del resto, avesse Prodi scelto la strada della purezza ideologica, non avrebbe vinto le elezioni.

    Mi permetto di rilevare che il Martinez vorrebbe proprio la botte piena e la moglie ubriaca.

    Francesco

  45. utente anonimo says:

    Francesco, le tue osservazioni sulla disomogeneità ideologica dell’allegra beigata prodiana le trovo giuste, ma fuori contesto. Ti faccio osservare che – secondo sondaggi seri -non solo la maggioranza degli elettori del centrosinistra sono contrari all’allargamento della base, ma addirittura la maggioranza degli elettori tout court. Però, siccome non siamo – come auspicherebbe MM:-) -nella piazza di Atene dove l’intero popolo votava anche per la costruzione di un cesso pubblico, bensì in una democrazia rappresentativa, è il Governo e il parlamento che decidono. E non prendere sottogamba la distinzione fra popolo e autorità: spesso le maggioranze popolari hanno il brutto vizio di votare con stomaco/fegato/surrenali e altri organi meno menzionabili, invece che col cervello. Lo sciagurato referendum sul nucleare è lì a dimostrarlo.

    Una tantum mortadella ha fatto la cosa giusta. Ammetterlo non credo equivarrebbe a entrare nella Internazionale Komunista:-).

    Ciao

    Ritvan

  46. utente anonimo says:

    Che ci siano questioni che vadano decise d’imperio, o quanto meno sottratte alla dittatura della maggioranza, non ci sono dubbi.

    Qui si sarebbero dovute considerare tanti aspetti tra loro diversi e confliggenti: l’interesse economico, la posizione dei lavoratori della base e di quelli dell’indotto, l’opinione dei cittadini di Vicenza, l’eventuale interesse strategico per la difesa italiana, e così via.

    Si sarebbero dovuti mettere insieme tutti gli aspetti dei problemi non solo facendo interviste e sondaggi, ma con strumenti più idonei: referendum consultivi locali, stime economiche sugli svantaggi dovuti alla possibile smobilitazione della base già esistente, verifica della possibilità di ricollocamento di eventuali lavoratori in esubero. E magari, se possibile, una riflessione sulla possibilità di cominciare a stanziare un po’ più di fondi per la difesa, come fanno tutti gli altri paesi europei, in modo da risolvere – in futuro, beninteso – il “problema base ammeregana” alla radice.

    E alla fine, factor zem ol tughether :-)

    Il governo invece non ha dibattuto niente e a ben vedere non ha deciso niente, rimettendosi integralmente agli atti già presenti. Per carità, niente di così insolito, specie considerando che siamo in Italia. Ma l’atteggiamento di Prodi ha spaccato in due il governo quando una minore arroganza e una maggiore accortezza, secondo me, potevano attenuare almeno un po’ gli inevitabili contrasti dovute a oggettive differenze ideologiche.

    Z.

  47. utente anonimo says:

    Z.

    una base militare, come una centrale elettrica, una raffineria, un impanto siderurgico, un aereoporto, un inceneritore,non possono essere sottoposti a referendum locale.

    Su questo aveva ragione Stalin: ci sono interesse generali (nazionali nel caso) che sono preminenti su quelli locali.

    Che di solito vengono compensati con vile pecunia.

    Ritvan, se per una volta do ragione a Prodi, mi perdono, suvvia, capita così di rado …

    Francesco

  48. utente anonimo says:

    >Ma l’atteggiamento di Prodi ha spaccato in due il governo quando una minore arroganza e una maggiore accortezza, secondo me, potevano attenuare almeno un po’ gli inevitabili contrasti dovute a oggettive differenze ideologiche. Z.< Insomma, Z, mi par di capire che tu avresti consigliato a Prodi di fare, come si diceva nella marina borbonica, “l’ammuina”?:-). Ovvero, nominare amici, amici degli amici, amanti, nani e ballerine varie di Rizzo, bertinotti, Caruso, Casarini, Pecoraro Scanio consulenti profumatamente pagati per fare la verifica dell’ “impatto ambientale”, “possibilità di ricollocamento dei lavoratori” (sì, li mandiamo a fare le guardie forestali in Calabria!:-) ) e cazzate varie, per concludere che la base si allargherà lo stesso? Suvvia, non riconosco più il solito Z !:-)
    Ciao

    Ritvan

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