Il titillante mondo dello scandalo (III)

Sin da quando mi ricordo, ho sempre provato un violento senso di rigetto verso il Calcio con la maiuscola.

Non verso il gioco, con la minuscola, che i ragazzi una volta facevano per strada. Ma verso la gigantesca macchina della finzione del gioco e della finzione delle emozioni. A giocare non sono giovani che ci mettono l’anima, ma mercenari intercambiabili di uomini d’affari.

In altre parole, gli imprenditori giocano il proprio ego per procura.

Gli uomini d’affari sono selezionati per la loro abilità. Quindi, se arrivano a poter sponsorizzare una squadra, vuol dire che hanno capito e applicato il punto vincente del capitalismo, che è questo: quando io e te abbiamo lo stesso prodotto, vince chi riesce ad avvolgerlo in una nuvola trionfale di fuffa. Ma non basta.

Il fatto che gli imprenditori siano disposti a spese folli, a una dissipazione tipica dei ludi romani, pur di giocarsi attraverso i piedi dei propri mercenari, rende palese una cosa che sapevamo tutti: a un certo livello, si fa capitalismo per puro spirito d’azzardo, per sentirsi vincitori sul destino.

Vincere quindi diventa tutto.

I capitalisti hanno voluto regole molto precise perché lo stato li salvasse dallo sbranarsi a vicenda, e se si viene colti violando queste regole, si viene, in teoria, puniti.

Proprio per questo, il margine vincente consiste nella capacità di violare le regole, senza farsi prendere. E’ un gioco eccitante, in cui i competitori misurano la propria, vera abilità. Chi non è disposto a correre questo rischio, viene spazzato via da chi lo corre.

Siccome il Calcio è una proiezione degli uomini d’affari, ne consegue quindi che sia strutturalmente fuffa truccata. Ancora prima che giochino, dovremmo sapere che le partite sono truccate. Non questa o quella, ma tutte.

Il fatto che l’Industria del Calcio sia truccata la lega al capitalismo; il fatto che sia fuffa la integra in pieno nell’Industria Culturale.

Voglio dire che esiste una continuità indissolubile tra il derby Roma-Lazio, i mini-serial storici con cui ci impongono la memoria culturale, Magdi Allam, la pornografia velinara, il discorso domenicale del Papa e l’analisi alla "Chi l’ha visto" della forma del taglio che il coltello del maniaco ha fatto nella gola di Veronica - qui per Veronica non intendo ovviamente la signora Berlusconi, ma qualunque persona abbia la sventura di entrare mediaticamente per qualche ora nella nostra famiglia di guardoni, spogliata persino del proprio cognome.

L’Industria del Calcio, cioè la sfida tra imprenditori, si incarna sullo schermo televisivo, facendoci vedere alcuni attori – di indubbia bravura, come sono in genere gli animali da allevamento – che si battono nel fango.

Per vedere questi giovani maschi, bisogna pagare uno spietato magnate australiano, proprietario di 175 quotidiani nel mondo, ognuno dei quali ha sostenuto pubblicamente la guerra in Iraq. Lo so che non c’entra, ma c’entra.

Ora, in cambio dei tuoi soldi, Rupert Murdoch ti dà la possibilità di guardare questi giovani maschi sul tuo schermo di casa. La cosa eccita la gente ancora più degli attesi accoppiamenti in diretta del Grande Fratello e derivati.

Questo spettacolo televisivo ha un curioso e arcaico doppione pre-virtuale, un luogo fisico che si chiama stadio, in cui – oltre ai giovani maschi visibili e pagati – si radunano alcune migliaia di giovani maschi di tutt’altro tipo.

Poveri, allegri, adrenalinici, hanno il compito di urlare in coro cose caste e politicamente corrette, di non rompere niente, di fare da sfondo colorato in televisione. Per fare questo noioso lavoro da comparse, devono pure pagare.

Si tratta di un’umanità molto particolare, persone a volte feroci, a volte sentimentali, in certi casi geniali grazie all’assenza completa di sovrastrutture culturali, che cercano di vivere in modo intenso e, se possibile, originale.

Le loro vite sono spesso drammatiche, con alti e bassi degni di un picaro spagnolo del Seicento, e finiscono in genere molto male.

Sono comunque infinitamente più interessanti dei giocatori alle cui partite assistono. Infatti, un calciatore da allevamento, che può fare di interessante, a parte andare a letto di tanto in tanto con una velina? Un’esperienza probabilmente piacevole, ma molto meno formativa di una giornata tra i banchi del mercato del pesce a Catania.
 
Ogni tanto, le comparse paganti provano a giocare anche loro, proprio durante la partita.

Lo fanno battendosi contro altri giovani maschi. Ed è interessante, e non del tutto spiacevole, rendersi conto che ci sono migliaia di giovani in Italia che non vogliono essere spettatori, ma attori. E non per quindici minuti di notorietà in televisione, ma nella vita vera, di quella che può costare anche la morte.

La qualità dello spettacolo gratuito che questi atori danno dipende dalla loro cultura: che è la cultura che proviene dallo spettacolo che loro stessi stanno violando, nonché dall’arroganza umiliata delle periferie planetarie. Chi ha studiato ha altri canali – come questo blog, ad esempio -, oppure può ingannare meglio se stesso di contare qualcosa. Oppure è semplicemente troppo stanco interiormente per fare qualcosa.

Per assicurare la regolare trasmissione dello show del signor Murdoch, e per evitare che giovani maschi consenzienti giochino tra di loro, ogni domenica migliaia e migliaia di poliziotti vengono mandati, a nostre spese, a manganellarli e a prendersi in cambio sassate.

Ieri, mentre giocavano tutti – calciatori, tifosi e poliziotti – un ispettore capo di polizia è stato colpito contemporaneamente da un sasso e da un petardo, di quelli in vendita per la festa della patrona della città di Catania, trasformato nei media in una "bomba carta". [1]

Dopo questa brevissima uscita nel mondo reale, ritorniamo nella bolla virtuale mediatica.

Innanzitutto, Repubblica rivela che Sky TV – che ha pagato 500 milioni di euro per avere l’esclusiva sui campionati – avrebbe fatto lo scoop sul povero poliziotto morto, battendo sui tempi la Rai e dedicando più spazio all’avvenimento: per "spazio" s’intende quella cosa per cui un giornalista che ancora non sa nulla urla cose generiche sulla "commozione" e la "tragedia", poi le telecamere puntano sul volto di qualche politico o qualche psicologo, che non ne sa nulla nemmeno lui, ma ha la risposta per tutto. O meglio, la risposta banale per due o tre domande banali, identiche a quelle che gli vengono poste ogni volta che succede una Tragedia che Scuote la Coscienza Nazionale.

La RAI, risponde, furiosa, con un comunicato stampa, in cui si vanta di aver mobilitato "7milioni912mila" guardoni entro 45 minuti dall’ultimo respiro dell’ispettore Raciti, pari, ci tengono a precisare a "uno share del 32,81%". [2]

Ma proseguiamo.

Repubblica, il giorno dopo, cita due dichiarazioni.

Prodi proclama, "Bisogna fermare la degenerazione dello sport". Napolitano dice, "Le autorità devono reagire".

E il titolista cosa fa? Produce per sintesi questo:

 "Napolitano: reagire contro queste degenerazioni".

C’è qualcosa di significativo nel fatto che le due dichiarazioni siano talmente scontate, prevedibili e intercambiabili da poter essere riassemblate e riassegnate. Tanto, non si offende nessuno.

Ma c’è di meglio. Mentre alcuni propongono sistemi sempre più fantascientifici di  controllo sociale (il microchip sottopelle tra un paio di campionati?), c’è chi invece suggerisce, da ora in poi, di giocare solo  "a porte chiuse". In pratica, che le partite si vedano solo in televisione, così al massimo possiamo tirare una bottiglia di birra al nostro televisore.

Mentre si spera che togliendo l’appuntamento allo stadio, i giovani vivaci e rumorosi si disgregheranno e non disturberanno più.

La proposta è perfettamente sensata: in fondo, si tratta semplicemente di abolire il rappresentato – il gioco stesso – a favore della sua rappresentazione virtuale.

Un chiaro segno dei tempi della videosfera.

P.S. Matarrese, il responsabile del calcio in Italia, ieri ha fatto notare che "La Fiat mica si è fermata per rilanciarsi, e noi vogliamo copiarla perché siamo un’industria che vuole il rilancio". E ha commentato che, fermando le partite, si sottraggono 500 milioni di Euro al "sistema Italia". Se c’è una cosa che rispetto dei capitalisti, è il loro realismo senza fuffa, e Matarrese ha pienamente ragione.

Solo che i 500 milioni di Euro (circa 10 a testa per ognuno di noi) sono tutti soldi risparmiati per gli italiani. Potrebbero usarli per comprarsi un pallone (made in China) e imparare a giocare a calcio senza Murdoch.

Note:

[1] La vicenda ricorda quella del 1973, quando due adolescenti milanesi – il ricco Vittorio Loi e lo squattrinato Maurizio Murelli  – tirarono due bombe a mano da esercitazione, studiate per non far male ai soldati inesperti che le usavano per addestrarsi.

La bomba tirata da Loi andò a finire nel tascapane pieno di lacrimogeni di un poliziotto, uccidendolo. L’omicida per caso si fece pochi anni di carcere, essendosi immediatamente "pentito". Murelli, che non aveva la stoffa del pentito, né i suoi avvocati, si fece undici anni di carcere. Oggi, Loi non lo ricorda nessuno, mentre Murelli viene regolarmente definito "omicida" nei media.

[2] Ecco il comunicato della RAI:

AGIS (SPE) – 03/02/2007 – 16.55.00
RAI: L’INFORMAZIONE RAI SUI FATTI DI CATANIA
——————————————————————————–
ZCZC AGI2413 3 SPE 0 R01 / RAI: L’INFORMAZIONE RAI SUI FATTI DI CATANIA = (AGI) – Roma, 3 feb. – La Rai ha confermato anche ieri, dopo i tragici fatti di Catania, la sua puntuale e precisa presenza nell’informare e nel commentare quello che e’ avvenuto, su tutte le sue piattaforme. Lo ribadisce una nota dell’azienda, in cui si rileva che, Raiuno e’ stata l’unica rete generalista ad interrompere la normale programmazione con una edizione straordinaria alle 22.12 che e’ stata vista da 4milioni 775 mila spettatori ed uno share del 18,52. Ma gia’ l’edizione delle 20.00 del Tg1 aveva dedicato ampio spazio ai tragici avvenimenti, informando 7milioni912mila spettatori con uno share del 32,81. Subito dopo la fine del programma di prima serata "TV7" ha trasmesso in diretta uno speciale interamente dedicato ai fatti di Catania che e’ stato seguito da 2 milioni 104mila spettatori ed uno share del 24,99. Il Tg2 della notte alle 22.50 ha dato ampio spazio alla notizia ed e’ stato seguito da 1 milione 530 mila spettatori con uno share del 7,00. Anche il Tg3 ha dato grande risalto all’avvenimento nell’edizione delle 23.10 che e’ stata vista da 1 milione 891 mila spettatori ed uno share del 10,48. Il Giornale Radio Rai, prosegue la nota Rai, ha trasmesso due "speciali" di 45 minuti ciascuno: il primo alle 21.32 e il secondo alle 22.45. Per quanto riguarda le reti satellitari ed internet, Televideo dalle 21.43 ha pubblicato in "Prima Pagina" uno speciale con notizie e aggiornamenti che ancora sta andando in onda. Rainews24 dalle 21.45 alle 23.30 ha trasmesso solo notizie e aggiornamenti sui fatti di Catania, con le prime interviste a Luca Pancalli Commissario Straordinario della Federazione Italiana Giuoco Calcio; a Giovanna Melandri, Ministro per le Politiche giovanili e le attivita’ sportive e a Oliviero Beha. Anche lo speciale di Rainews24 e’ ancora in onda. Stupisce che un giornale serio come "La Repubblica" paragoni una rete all news satellitare con reti generaliste, senza valutare l’impegno della Rai su tutte le sue piattaforme (AGI) Red/Pec/Cam 031700 FEB 07 NNNN.

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134 Responses to Il titillante mondo dello scandalo (III)

  1. “che le partite si vedano solo in televisione, così al massimo possiamo tirare una bottiglia di birra al nostro televisore.”

    chapeau!

  2. utente anonimo says:

    Ottimo articolo.

    guy debord

  3. utente anonimo says:

    “Sin da quando mi ricordo, ho sempre provato un violento senso di rigetto verso il Calcio con la maiuscola”

    ma come? nemmeno il mitico Hugol sanchez ti ha fatto mai sognare?

    roberto

  4. utente anonimo says:

    “il punto vincente del capitalismo, che è questo: quando io e te abbiamo lo stesso prodotto, vince chi riesce ad avvolgerlo in una nuvola trionfale di fuffa”

    strano, credevo che il punto vincente del capitalismo fosse che, quando io e te abbiamo lo stesso prodotto, vince chi lo vende ad un pezzo più basso o riesce a rendere migliore il prodotto.

    Io amo il Calcio, quando detesto il calcio (nel mondo reale pratico il giuoco della palla al cesto, con modesti risultati ed assoluto impegno).

    Sono molto tentato dall’idea di abolire il vecchio modi di fruzione del Calcio (le gradinate dello stadio) a favore di quello nuovo (il salotto di casa); però come forma intermedia proporrei un discorso di classe: alzare il costo dei biglietti ad un tale livello da escludere a priori dallp stadio i tuoi Giovanotti Giocatori.

    Se poi hanno ancora voglia di giocare, si possono arruolare che nel mondo c’è un sacco di posti in cui menare le mani.

    Credo che gli inglesi abbiano conquistato il più grande impero della storia, partendo da niente, con questo sistema.

    Anzi, potrei aver descritto il sistema usano senza saperlo.

    Francesco

  5. kelebek says:

    Il bello di Francesco, ciò che me lo rende simpatico e interessante, è la sua capacità di avere sentimenti esattamente opposti ai miei su praticamente tutto.

    Miguel Martinez

  6. utente anonimo says:

    Ti garantisco che non sto giocando a fare il bastian contrario.

    Tanti anni, era al palazzetto a guardare la gara decisiva tra Milano e Caserta per lo scudetto di basket.

    Serie in parità, 2-2, la squadra di casa ha sempre vinto; quell’anno Milano non aveva mai perso in casa.

    Naturalmente Caserta stava vincendo, dati questi presupposti.

    Beh, ad un certo punto Vincenzo Esposito (giocatore di Caserta) cade a terra urlando: si è sfasciato un ginocchio. Dagli spalti milanesi si alzò il coro “devi morire”. Io non risucii più a godermi la partita; alla fine vinse Caserta e, mentre uscivo mesto, scoprii di essere stato seduto in mezzo ad un sacco di tifosi casertani, giustamente esultanti. Loro felici, io triste, nessun problema.

    Quella esperienza mi ha segnato, da lì ho capito cosa mi piaceva del tifo e cosa non mi piaceva.

    Poi, se mi proponi una partita 3 contro 3 sul cemento invece di una finale in TV, vengo.

    Ciao

    Francesco

  7. utente anonimo says:

    “strano, credevo che il punto vincente del capitalismo fosse che, quando io e te abbiamo lo stesso prodotto, vince chi lo vende ad un pezzo più basso o riesce a rendere migliore il prodotto.

    Francesco”

    Ah ah ah!

    No, seriamente: quando non si riesce a rendere migliore il prodotto, si fa credere che di averlo reso migliore di se stesso, o dei prodotti concorrenti. Si chiama pubblicità.

    Riguardo al calcio:

    è curioso che un mio amico, che gioca a calcio a livello amatoriale, mi ha sempre ripetuto, riguardo al calcio giocato, esattamente le stesse parole di Miguel:

    è un gioco che si basa sul fare falli e scorrettezze, ma senza farsi scoprire; anzi, l’arte sta nel far incolpare l’avversario.

    Per questo,dice, nonostante le origini, è un gioco insistamente latino, mentre il rude ma corretto rugby è insitamente anglosassone.

    Curiosi, come al solito, gli americani:

    hanno preso il rugby è lo hanno trasformato in una specie di intervallo tra varie pubblicità (football americano), hanno preso una sottospecie di cricket (il baseball) e lo hanno trasfromato nel passatempo nazionale, il gioco che qualunque sfigato può giocare (è questo il senso dell’infinità di filmetti americani sul baseball) ovviamente tra un intervallo pubblicitario e l’altro

    (la stessa mitica canzoncina tradizionale del baseball è già una pubblicità!

    “… buy some peanuts and Crackerjack…/ I don’t care if I never get back”).

    Paolo

  8. utente anonimo says:

    “è un gioco che si basa sul fare falli e scorrettezze, ma senza farsi scoprire”

    ‘a paolé, ma che il tuo amico è materazzi?

    scherzi a parte chi gioca e ama il calcio, non può pensare una cosa del genere (soprattutto se ha fatto l’esperienza di giocatrea basket in quei campionati con un solo arbitro ;-)…)

    roberto

  9. utente anonimo says:

    bello il post 6 di francesco.

    a me è successa la stessa cosa con il calcio, il giorno che il bologna è risalito in serie A.

    partita che invece di una festa è stato un susseguirsi di “morte ai juventini”, “cesena merda”, “negro diqui” “ebbreo dilà”, culminata con non so quanti milioni di danni al prato e un marocchino accoltellato

    bleah

    lo sport come lo vivono negli odiati USA, che è poi una grande occasione per fare un picnic e una festa in famiglia, è esattamente la mia dimensione

    roberto

  10. utente anonimo says:

    “lo sport come lo vivono negli odiati USA, che è poi una grande occasione per fare un picnic e una festa in famiglia, è esattamente la mia dimensione

    roberto”

    A parte che non odio gli USA, sono d’accordo.

    Riguardo al mio amico: mica è un tifoso dei falli.

    Però secondo me descrive bene il gioco.

    prova a immaginare una partita senza falli, gomitate, tuffi e simulazioni varie: un altro sport.

    Forse, chissà, quello che si immaginavano gli inglesi.

    (c’entra poi, oltre alla nazione e senz’altro più di essa, il contesto sociale e culturale in cui è stato concepito, e quello in cui viene giocato ora).

    Paolo

  11. kelebek says:

    Un po’ per tutti,

    Quando dico che il gioco è truccato, mi riferisco al meccanismo nel suo complesso, non a specifiche azioni in determinate partite, che io ovviamente non sono in grado di riconoscere.

    Qualcuno di voi ha letto Petros Markaris, Difesa a zona ?

    Miguel Martinez

  12. utente anonimo says:

    “senza falli, gomitate, tuffi e simulazioni varie”

    senza falli è impossibile, ma senza (o con un numero ragionevolmente limitato) gomitate tuffi e simulazioni è quello che succede un po’ dappertutto, italia a parte

    roberto

  13. utente anonimo says:

    In Ammerica, il gioco del Basket vede alcuni dei più ricchi ed egocentrici imprenditori del paese, anche peggio che da noi.

    Eppure non riesco a vedere come sarebbe “truccato” quello sport.

    Insomma, tu puoi fare quello che vuoi per assemblare la squadra, però alla fine in campo vanno i giocatori e tutto si decide lì.

    E’ il fascino della cosa.

    Dove è il trucco?

    Ciao

    Francesco

  14. concordo…in più, ogni volta che penso ai super stipendi che prendono queste star del calcio (ma di star ce ne sono molte altre) mi viene un misto sta rabbia e vergogna…in fin dei conti, quella ricchezza l’abbiamo prodotta noi…

  15. utente anonimo says:

    a parte tutto, spero solo che questa storia possa servire a mettere la mia città, Catania, sotto i riflettori per un pò, perchè è l’unico modo per richiamare l’attenzione e risolvere qualche problema…primo tra tutti l’indifferenza! gli italiani della penisola si occupano della Sicilia solo in estate e vengono in vacanza qui come andrebbero in tunisia o a zanzibar, i politici ci usano come serbatoio elettorale, i luoghi comuni si sprecano…ho 25 anni e sono già stanco della terra che amo..

  16. Un analisi eccellente di questo “gioco”…

  17. kelebek says:

    Per il commento n. 15,

    Firmate sempre i vostri commenti, anche con un nick qualunque.

    Assolutamente d’accordo: il Sud è praticamente scomparso. Come se il cosiddetto “problema meridionale”, al centro dell’attenzione nazionale dal 1860 al 1980 circa, si fosse improvvisamente “risolto”.

    Non mi piace affatto il concetto di “problema meridionale”, però non credo che, in situazione di crisi economica generale, il Sud abbia improvvisamente raggiunto il Nord nei termini generalmente accettati di sviluppo capitalistico, infrastrutture, diffusione di una noiosa e boriosa borghesia, strade perfettamente pulite e tutto il resto…

    Mi piacerebbe se tornassi sull’argomento.

    Miguel Martinez

  18. utente anonimo says:

    >>> che il punto vincente del capitalismo fosse che, quando io e te abbiamo lo stesso prodotto, vince chi lo vende ad un pezzo più basso o riesce a rendere migliore il prodotto.

    Minchia, come dire, che il marketing è uscito fuori per caso, investimenti assurdi per puro spirito di packaging…

    cioè francesco, permettimi, già prima del ’29 non solo negli USA tutti sapevano – consumatori compresi – che non era quello il “punto vincente” della produzione. Diciamo che dai tempi di Smith l’economia è un po’ cambiata ;)

    “rendere migliore il prodotto” significa, appunto, “renderlo” migliore, investire tutto -non senza rischio, ma calcolato- sull’appealing, non sulla qualità (resistenza/durata/condizioni di produzione). Il punto vincente del capitalismo è che, quando io e te abbiamo lo stesso prodotto, vince chi ha margini di manovra maggiori per rischiare di più sul ritorno d’immagine di quel prodotto. E il gioco vale la candela, eccome se nn la vale: chi vince la singola partita spazza via (controlla, compra, elimina) gli avversari e aumenta le proprie possibilità di rischio, ovvero quei margini di manovra (che possono arrivare fino al controllo delle leggi, delle politiche e delle economie nazionali). Come dire: finisce per dominare, e a quel punto – quello in cui la possibilità di rischiare tende all’infinito, quello in cui anche le guerre rientrano nell’ambito del valutabile – la condizione di partenza “io e te con lo stesso prodotto” diventa sempre più, come dire, obsoleta. Nel senso, laddove tra i possibili “te” di quell'”io e te con lo stesso prodotto” non ne esistono più di 6/7 e basta, ci si accorda e si controlla e chiude il mercato, stando ben attenti ad illudere le economie nazionali del contrario. Ed è un solo, grandioso, investimento in fuffa “trionfale” eheheh.

    diego

    PS: sono passati almeno tre lustri da quella partita definitiva… c’ero anch’io, tredicenne, ma a tifare Phonola… cose che non accadranno più, mannaggia…

    [Miguel, post da “staccare e conservare” eheheh. Peccato che io sia -come tutti i privilegiati del caso- “semplicemente troppo stanco interiormente per fare qualcosa”. Ed è una colpa ben peggiore di tutte le altre]

  19. utente anonimo says:

    “Quando dico che il gioco è truccato, mi riferisco al meccanismo nel suo complesso, non a specifiche azioni in determinate partite, che io ovviamente non sono in grado di riconoscere.

    Migule Martinez”

    Qeusto lo avevo capito però io credo che la mentalità alla base sia la stessa.

    è l’educazione che riceviamo. Purtroppo.

    Paolo

  20. utente anonimo says:

    –Però secondo me descrive bene il gioco.

    prova a immaginare una partita senza falli, gomitate, tuffi e simulazioni varie: un altro sport.

    Forse, chissà, quello che si immaginavano gli inglesi.–

    Un altro sport senza dubbio. Nel senso che, nel calcio inglese, le legnate volano eccome, e l’arbitro tende ad essere *molto* più restio a fermare il gioco rispetto a quanto avviene dalle nostre parti :-)

    (o almeno così era fino a qualche anno fa)

    Z.

  21. utente anonimo says:

    Diego,

    la pensavano come te a Detroit fino alla fine degli anni ’70. Poi è arrivata la crisi petrolifera e le auto giapponesi.

    Il bello del mercato capitalista è che i primi ad essere manipolati sono i capitalisti, anche quelli che credono di essere abbastanza furbi da battere il banco.

    Per fortuna, sennò saremmo tutti socialdemocratici, il che è una bella noia.

    Miguel, non potremmo creare DUE mercati sportivi? Uno per quelli come te ed uno per quelli come me?

    Universi distanti e privi di punti di contatto, tanto non hanno nulla in comune.

    Ciao

    Francesco

  22. utente anonimo says:

    Francesco,

    povero Esposito, lo trattavano sempre male!

    Ricordo una canzone dei tempi in cui giocava in Fortitudo (quindi ormai più di dieci anni fa, può darsi che roberto se la ricordi):

    Alemagna alemagna panettoni

    caramelle cioccolatini

    c’è vincenzo che fa i…

    c’è vincenzo che fa i…

    Ma in genere i nostri cori non erano sempre all’altezza dei loro :-)

    Z.

    p.s.: roberto, al di là delle degenerazioni, anche il tifo si connota a contrario. E’ normale, credo: senza “nemici” che tifo è? Non so se tu fossi ancora in Italia all’epoca, ma nel caso ricorderai che quando si è parlato di fare un’unica squadra cittadina di basket il NO è stato assoluto e assolutamente corale, da entrambe le parti. E ricordo un anno in cui la F. si è giocata lo scudetto e una negoziante da cui facevo acquisti mi diceva “mi vergogno un po’ a dirlo, ma io ci ho gusto…cerchi di capire, mio marito e i miei figli sono della Fortitudo, e ora che ci retrocedono mi pigliano per il culo!!”.

    Non ho potuto far altro che assicurarle la mia massima solidarietà :-))

    Z.

  23. Magari non centra niente, ma su un forum ultras ho trovato questo…

    “tratto da asromaultras.it

    5 febbraio 2007: mi dispiace ma non ci credo. No, non credo alla versione che stanno dando i telegiornali e che si sta cercando di far passare. Non credo alla verità ufficiale. Mentre avevo inizialmente creduto, come tutti, alla versione della bomba carta – perché la dinamica aveva una sua logica – ora non credo affatto al “masso” che avrebbe colpito Raciti.

    a) lo stesso medico che ha eseguito l’autopsia ha parlato di “trauma addominale e fratture multiple del fegato, compatibili con un colpo contundente di importante adeguatezza lesiva”. Nessuno quindi, se non i mass media, ha parlato di un masso e “importante adeguatezza lesiva” non si riferisce alla grandezza dell’oggetto, ma alla sua potenzialità lesiva. Ad esempio, un proiettile di pistola – piccolissimo – ha una importante adeguatezza lesiva.

    b) per provocare lesioni del genere il masso dovrebbe esser stato scagliato con inaudita violenza. In considerazione del fatto che l’Ispettore Raciti pare si trovasse in piedi fuori della vettura (così dice il suo collega), sembra impossibile che, a mani, possa essere scagliato in orizzontale un masso. In più il collega che faceva servizio con Raciti non ha mai riferito del fatto che il proprio collega era stato colpito. Un masso che spappola il fegato sicuramente non lascia indenni ma provoca l’immediato accasciarsi al suolo o quantomeno fa sì che qualcuno si accorga di quanto accade. Se invece vien detto – perché si è detto anche questo – che Raciti era all’interno del veicolo della Polizia che vedete nella foto qui sotto, allora è legittimo chiedersi come abbia fatto un masso a passare attraverso grate intatte.

    c) lo spappolamento del fegato ben potrebbe essere compatibile, invece, con una bastonata, o un colpo diretto inferto a distanza ravvicinata. Tuttavia nessuno ne ha parlato e poiché Raciti prestava servizio insieme a un collega che non ha parlato di corpo a corpo anche questa ipotesi è da escludere.

    d) ciò che invece è compatibile con le lesioni subite è il lancio di un lacrimogeno ad altezza d’uomo, un po’ come quello che ha mandato in coma, colpendolo alla testa, il tifoso napoletano in quel di Pescara un paio di mesi fa. La violenza con cui arriva il proiettile lanciato in parallelo è senz’altro idoneo a spappolare il fegato ed anche ad emettere, cadendo poi sul posto, quei gas venefici al CS di cui il primario ha inequivocabilmente parlato nell’immediatezza. E’ doveroso quindi chiedersi per quale ragione nessuno si ponga il problema se possa essere stato realmente un lacrimogeno, visto che la dinamica di quanto accaduto è già stata cambiata una decina di volte, come accadde per la morte di Carlo Giuliani.”

    Vandalo

  24. utente anonimo says:

    >>>Poi è arrivata la crisi petrolifera e le auto giapponesi.

    Che ha permesso ai jap di comprarsi tutta la nostra fuffa prima, e noi la loro (che resiste ben più delle macchine) dopo.

    >>>Il bello del mercato capitalista è che i primi ad essere manipolati sono i capitalisti.

    Sì, ma solo nei fini. La produzione e la distibuzione della ricchezza è tenuta ben salda nelle mani di quelle che, a ben vedere per chi sa vedere, sono dinastie.

    >>>sennò saremmo tutti socialdemocratici.

    E’ proprio l’optimum del capitalismo, pochi e separati stati socialdemocratici con l’inferno tutt’intorno.

    diego

  25. Santaruina says:

    Ieri Blondet scriveva degli scontri tra gli abitanti di Pompei e quelli di Nocera durante uno spettacolo di gladiatori nel 59 d.C.

    Ci furono parecchi morti, e lo stadio di Pompei fu “squalificato” per 10 anni.

    Oggi come ieri si tratta di manifestazioni sportive che si accavallano, guerriglia e gladiatori ieri e guerriglia e gioco del calcio ieri.

    Basterebbe mantenere gli eventi sportivi separati, con stadi dedicati esclusivamente alle “guerriglie”.

    Blessed be

  26. utente anonimo says:

    “E’ normale, credo: senza “nemici” che tifo è?”

    caro Z. (il nick è spunto dalla serie in cui prima o poi la fortitudo sprofonderà, nevvero?),

    premesso che un fortitudino non lo tocco manco con la canna da pesca, quindi figuriamoci avere una squadra in comune :-),

    il tifo contro mi ha fatto sempre un po’ tristezza…al limite fischiare, ma rompere scientificamente i cabasissi al prossimo non è nel mio carattere.

    c’è stato un periodo in cui io (napoletano) andavo con la mia ganza (fiorentina) a vedere il magico bologna (all’epoca un po’ decaduto): due palle sentirsi urlare per 90 minuti di bologna-cittadella “terroni quanto puzzate” e “chi non salta è fiorentino”

    roberto

  27. utente anonimo says:

    lo stadio di Pompei fu “squalificato”

    il giudice sportivo si chiamava vesuvio?

    roberto

  28. utente anonimo says:

    nel caso in cui la panzer-moglie fosse in linea, preciso che parlavo di un’epoca lontana

    :-)

    roberto

  29. Santaruina says:

    Roberto: >>

    il giudice sportivo si chiamava vesuvio?

    Ti riporto direttamente dall’articolo di Blondet, perchè ci sono alcune analogie con le nostre usanze interessanti:

    Imperava Nerone, che affidò al Senato l’inchiesta sugli incidenti.

    Il Senato la affidò ai consoli.

    Furono disciolti i collegia, ossia le vecchie associazioni di mestiere, che erano diventate polisportive e covi di teppisti.

    Lo stadio di Pompei fu squalificato per dieci anni.

    Ma già tre anni dopo venne l’amnistia.

    Le autorità ritennero necessario risollevare gli animi dopo il terremoto del 62, e non c’era di meglio che concedere alla teppa urbana il suo solo passatempo, lo stadio, il circo.

    Ancora per pochi anni.

    Nel 79, l’eruzione del Vesuvio seppellì Pompei, le sue tifoserie e le sue scritte sui muri.

    Blessed be

    p.s.: dimenticavo, “difesa a zona” è un gran bel poliziesco, molto più verosimile di quanto possa sembrare.

  30. utente anonimo says:

    roberto meglio precisare eh?

    maria

  31. kelebek says:

    Per Vandalo n. 23,

    Grazie della visita. Il post è molto interessante.

    Chiaramente quella del lacrimogeno è una possibilità, assieme a tutte le altre.

    Quello che è interessante è che una simile possibilità non può nemmeno venire presa in considerazione dai media, perché i tifosi non hanno la possibilità di dire la loro, a differenza ad esempio del movimento no global dopo Genova.

    Nel silenzio dei media, e in mancanza di una pressione come quella che ha circondato il caso Giuliani, è molto difficile che la polizia sarebbe interessata a cercare indizi che finirebbero per incriminarla; e forse sarebbe anche tentata a sopprimerli.

    Miguel Martinez

  32. utente anonimo says:

    “Sin da quando mi ricordo, ho sempre provato un violento senso di rigetto verso il Calcio con la maiuscola MM”

    >ma come? nemmeno il mitico Hugol sanchez ti ha fatto mai sognare? roberto< Quello che faceva le capriole dopo il gol? Ma va là, bieko mercemario al soldo dell’imperialismo mediatico pure isso!:-)
    Ciao

    Ritvan il Vice Miguel Per l’Occasione

  33. utente anonimo says:

    >No, seriamente: quando non si riesce a rendere migliore il prodotto, si fa credere che di averlo reso migliore di se stesso, o dei prodotti concorrenti. Si chiama pubblicità. Paolo< Definita dagli addetti ai lavori “l’anima del commercio” e dai detrattori “il commercio dell’anima”. > (Il calcio) è un gioco che si basa sul fare falli e scorrettezze, ma senza farsi scoprire; anzi, l’arte sta nel far incolpare l’avversario.

    Per questo,dice, nonostante le origini, è un gioco insistamente latino, mentre il rude ma corretto rugby è insitamente anglosassone.< Si dice anche che il calcio è un gioco da galantuomini giocato da teppisti e il rugby un gioco da teppisti giocato da galantuomini.
    Ciao

    Ritvan Er Fraseologo

  34. utente anonimo says:

    >Quando dico che il gioco è truccato, mi riferisco al meccanismo nel suo complesso, non a specifiche azioni in determinate partite, che io ovviamente non sono in grado di riconoscere. MM< Una specie di estrazione del lotto con alcune palline tenute preventivamente in freezer, vero?:-)
    Ciao

    Ritvan

  35. utente anonimo says:

    >concordo…in più, ogni volta che penso ai super stipendi che prendono queste star del calcio (ma di star ce ne sono molte altre) mi viene un misto sta rabbia e vergogna…in fin dei conti, quella ricchezza l’abbiamo prodotta noi…< Beh, amico populista anonimo, se pensi che abolendo il calcio quella ricchezza ritornerebbe per magia nelle tue tasche di “produttore” ti sbagli di grosso. Probabilmente sarà spesa in mignotte d’alto bordo, scommesse su combattimenti illegali e altre amenità del genere. Pertanto mettiti il cuore in pace.
    Ciao

    Ritvan

  36. utente anonimo says:

    >Lo stadio di Pompei fu squalificato per dieci anni.

    Ma già tre anni dopo venne l’amnistia.<
    Come dicevano quelli là? Nihil novo sub sole:-).

    Ciao

    Ritvan

  37. utente anonimo says:

    >E’ doveroso quindi chiedersi per quale ragione nessuno si ponga il problema se possa essere stato realmente un lacrimogeno, visto che la dinamica di quanto accaduto è già stata cambiata una decina di volte, come accadde per la morte di Carlo Giuliani. Vandalo< Scusa, il parallelismo sta forse a significare che Giuliani non fu stecchito da Placanica per sacrosanta legittima difesa ma da “fuoco amico”, e i kompagni inquirenti infiltrati travisarono la cosa per farne una vittima della bieca repressione sbirraiola?:-).
    Ciao

    Ritvan

    P.S. Al di là delle ipotesi fantascientifiche su Giuliani, la storia del poliziotto ucciso a Catania puzza tanto anche a me alla luce degli accertamenti autoptici.

  38. kelebek says:

    Ho letto l’articolo di Blondet

    http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1744¶metro=cultura

    So che Blondet:

    1) lo criticano in tanti come cattolico-reazionario-antisemita-complottista ecc.

    2) lo leggono tutti di nascosto

    3) lo ammirano in tanti, anche se non lo dicono pubblicamente.

    Io non sono d’accordo con Blondet su alcune cose fondamentali:

    1) la confusione che lui fa tra giudaismo religioso e storico, singoli ebrei, ruolo di tanti ebrei laicizzati e illuministi nella cultura europea, il sionismo.

    2) il suo antievoluzionismo

    3) le sue teorie sull’11 settembre.

    Fatta questa premessa -che non è poco – e con qualche dispiacere per il suo giornalistico rifiuto di citare le fonti, credo che sia una mente brillante, che ha spesso intuizioni veramente profonde, anche quando mi trovo in radicale dissenso.

    Il merito va al fatto che Blondet è se stesso e non rappresenta nessuno – gode quindi della libertà che permette di pensare.

    I complottisti che dicono che Blondet guiderebbe un complotto per infiltrare il complottismo tra la pura sinistra sono dei paranoici cretini.

    Anche perché Blondet non scrive per la sinistra, ma casomai per i cattolici e i “conservatori”.

    E lì fa un lavoro sacrosanto, svelando come la devastazione capitalista, la cultura berlusconiana e l’Impero americano siano l’antitesi di ogni valore cristiano serio. E in questo, opponendosi con determinazione al razzismo.

    Facile fare l’anticapitalista, l’antimperialista e l’antirazzista rivolgendosi a un pubblico di “sinistra”. Ben più difficile farlo rivolgendosi a un pubblico di “destra”, sapendo come comunicare con quel mondo.

    Blondet ci riesce.

    Questo come giudizio generale.

    La sua analisi del caso Catania è totalmente diversa dalla mia, ma non in contraddizione.

    Non tocca il sistema economico o mediatico, ma l’antropologia del “cafone italiota” di oggi.

    Certo, si sente la matrice cattolica, la cultura dei “princìpi” e delle “regole”, per capirci – se no che cattolico sarebbe?

    E non prova quell’inconfessabile simpatia che provo io per i tifosi :-))

    Ma ha ragione da vendere sulla diffusione di una sorta di anarchismo (scusa, Bakunin!) consumista di massa, sul fatto che proprio il sistema capitalistico-mediatico produce una propria umanità caratteristica: in una parola, il personaggio chiave che spesso cito, il cialtrone.

    Un’analisi che ha qualche punto di contatto con quello di Blondet, in questo caso, lo svolge anche un altro intelligente bloghista:

    http://winstonsmith.ilcannocchiale.it/

    Miguel Martinez

  39. utente anonimo says:

    No, Miguel, l’URL giusto è:

    http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1744&parametro=cultura

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Anch’io mi trovo abbastanza d’accordo con Blondet sull’educazione dei ragazzotti futuri teppisti da stadio. Ovviamente non nel senso fasciocomunista di ripristinare i Balilla, la Hitlerjungend o i Pionieri, bensì delle belle (si fa per dire) colonie penali, dove i baldi giovanotti delinquenti in erba potranno darsi ai sani piaceri di zappare la terra e nutrirsi dei frutti del proprio sudore.

    P.S. Sabato sera di nuovo il branco degli stronzetti brufolosi festaioli sull’autobus. Una coll’ombelico di fuori evidentemente c’aveva le vampate di calore e ha aperto il finestrino (temperatura esterna di circa 8 gradi, velocità dell’autobus sui 50 all’ora!) costringendo tutti a imbaccuccarsi, finché un muratore rumeno (che Dio lo benedica) non l’ha chiuso di forza intimando alla zoccoletta che se l’apriva di nuovo avrebbe pensato lui a fargli passare le vampate di calore:-).

    Per solidarietà con la kompagna, il solito imbecillotto del branco ha subito acceso la sigaretta. Ho chiamato l’autista, ma il Prode Giovanotto se n’è sbarazzato subito e quando l’autista è arrivato faceva lo gnorri. Appena ripartito l’autista ne ha accesa un’altra guardandomi con aria di sfida. A quel punto ho tirato fuori il telefonino e ho chiamato i carabinieri. Il Baldo Terrore di Sirchia si è cagato addosso ed è sceso subito alla fermata più vicina: spero che nella sua famiglia italica tipica con 8 macchine per 4 membri:-) non ci sia stato nessuno in quel momento disposto a recuperarlo, così che si possa esser fatto 4-5 km a piedi.

    P.S.2 Ovviamente, i karamba se ne son fregati.

  40. utente anonimo says:

    Vedo che il bieko splinder persiste nel trasformare nell’URL di Blondet il segno “&” in una specie di codice degli “a capo” dei programmi di videoscrittura. Si consiglia chi vuole far visita a Blondet di cambiare il simbolo.

    Ciao

    Ritvan

  41. utente anonimo says:

    a mio parere le posizioni di blondet sugli ebrei sono assolutamente vergognose….

    che non sia razzista sono d’accordo, questo è vero, non è antisemita, ma come anti-giudaico non è affatto un semplice cattolico che fa delle disquisizioni sulla disputa teologica del deicidio…..lui sferra degli attacchi ideologici ed immotivati agli ebrei (ebrei non sionisti! quello che dice su israele è un altro discorso….) di una violenza schifosa….

    per il resto è veramente una mente brillante, sono d’accordo con kelebek, tranne sull’antievoluzionismo (non è che gli dò ragione, solo non riuscirei a confutarlo….voi sì?) e sulle fonti: mi sembra che le citi sempre in delle note a pie’ pagina…..una volta ha citato anche QUESTO blog!

    comunque io lo leggo anche perché mi piace come scrive….al di là dei contenuti sono esaltanti e a volte anche divertenti lo stile e il linguaggio di alcuni suoi articoli

    Stradivari

  42. utente anonimo says:

    Non sapevo Blondet fosse antievoluzionista.

    Adesso ho una cosa per cui stimarlo (un pò come Kelebek con gli ultra, che non sono tifosi).

    Diego, non funziona. Nei pochi stati socialdemocratici hanno fatto entrare il Giappone, la Corea del Sud, Taiwan, la Cina ufficialmente comunista, tutta l’Europa centrale … e mi sa che ne dimentico qualcuno. Per esempio il Vietnam e l’India.

    Insomma, troppo PSD e troppo poco inferno. Ah, dimenticavo il Messico e il Brasile (non saprei Cuba, il bordello degli europei cui piace il caldo).

    Francesco

    PS I love fuffa

  43. utente anonimo says:

    […] così come ci sono ancora troppe sacche di antistato, d’inferno, negli stati…

    Infatti ho parlato di optimum del capitalismo, non ho detto che sia già (completamente) realizzato.

    O che lo sarà mai ;)

    diego

    ps: sì *fuffa* è il miracoloso

  44. utente anonimo says:

    >…per il resto (Blondet) è veramente una mente brillante, sono d’accordo con kelebek, tranne sull’antievoluzionismo (non è che gli dò ragione, solo non riuscirei a confutarlo….voi sì?)< Nessuno potrebbe confutarlo. Lui è dalla parte di Dio. Si potrebbe confutare Dio?:-)
    Ciao

    Ritvan

    P.S. Blondet è senza dubbio un uomo colto. Ma usa la sua cultura in modo paranoico/complottista (è da ridere a crepapelle il club X di Londra che avrebbe commissionato il lavoro di Darwin) e bara sfacciatamente con gli argomenti. Uno per tutti, la famosa assenza di un tripudio di “anelli di congiunzione” fra le diverse specie l’una dall’altra derivate. L’argomentazione si basa su teorie veterodarviniste, secondo cui una specie deriva dall’altra attraverso una serie di piccoli cambiamenti morfofunzionali protratta nel tempo. Se così fosse, Blondet avrebbe ragione, poiché resti di tali “ibridi” non abbondano, anzi sono scarsissimi. Il darwinismo moderno supera tale contraddizione ipotizzando la comparsa di mutazioni casuali ed improvvise, le quali laddove favorevoli per la sopravvivenza consentivano DA SUBITO la formazione di una nuova subspecie che col tempo si consolidava in specie a se stante.

    P.S. 2 Se ti vuoi divertire a “convertire” Blondet all’evoluzionismo , chiedigli perché Dio, nella Sua Infinita Sapienza ha popolato di marsupiali solo l’Australia e non il resto del mondo. O che per caso Adamo quando chiamò il canguro “canguro” s’incaponì a metterlo per forza in quella terra?:-) O non fu piuttosto Noe che invece di lasciare i marsupiali scorrazzare per l’Anatolia si sobbarcò un viaggio suplementare fino in Australia per deporli laggiù?:-).

  45. utente anonimo says:

    Scusa stradivari ma uno che ha delle posizioni assolutamente vergognose sugli ebrei e che ai medesimi “sferra degli attacchi ideologici ed immotivati” tu come lo chiami? Io antisemita, e il fatto che sia brillante non cambia nulla.

    L’ho letto diverse volte e mi pare che tale definizione gli vada a pennello!

    maria

  46. utente anonimo says:

    x Maria (n.45)

    Probabilmente Stradivari appartiene alla “corrente ritvaniana” per cui siccome anche gli arabi sono semiti, per essere definito “antisemita” a pieno titolo si dovrebbe essere anche contro gli arabi, non solo contro gli ebrei:-) :-).

    Ciao

    Ritvan

  47. Santaruina says:

    Blondet è senza dubbio un uomo colto. Ma usa la sua cultura in modo paranoico/complottista (è da ridere a crepapelle il club X di Londra che avrebbe commissionato il lavoro di Darwin)

    Ciao Ritvan, l’x club è un mio cavallo di battaglia, non sapevo che ne parlasse anche Blondet. (fatte le debite proporzioni, io sono un “cospirazionista” alle prime armi…)

    Comunque non vorrei andare troppo ot, ognuno su Blondet ha le sue legittime opinioni.

    L’articolo citato presentava delle riflessioni interessanti alla luce dell’articolo e delle considerazioni di Miguel, a prescindere dall’autore.

    Io leggo quotidianamente quello che scrive Miguel perchè il suo punto di vista non è mai banale, ma sull’antievoluzionismo e sull’11 settembre, che per me sono argomenti prioritari, la penso in maniera opposta alla sua.

    E non è certo un problema.

    Blessed be

  48. utente anonimo says:

    sono l’anonimo del commento 15, e sull’argomento Catania ci torno volentieri.L’errore madornale che potremmo fare, adesso, è ritenere quello ciò che è successo un problema di ordine pubblico. Come è stato scritto in questi giorni,il problema è sociale e culturale. E’ sociale, perché maggiore è il disagio, più grande è il numero degli arrabbiati, dei delusi, di coloro – spesso minorenni – che cercano un nemico (lo Stato, assente in molti quartieri, dove i carabinieri spesso hanno paura a mettere piede), e sono pronti a partecipare a battaglie che gli altri gli organizzano. Ma è anche culturale, di cultura locale assente, e di questo sono colpevoli i nostri amministratori ed il giornale locale (“La Sicilia”) che ha lobotomizzato molti cittadini trasformando l’ordine dei valori, portando in primo piano la passione sportiva (soprattutto quella insana) ed ha relegato le cose importanti di cui discutere veramente in una meno rumorosa “pagina interna”.

    Inoltre c’è un altro aspetto da sottolineare, ed è un aspetto “antropologico”:stamattina, infallibilmente,i bastardi di venerdì dello stadio Cibali hanno riposto i passamontagna in fondo all’armadio, si sono infilati nelle loro tuniche bianche lunghe fino ai piedi,hanno preso in mano ceri votivi al posto delle spranghe e così, con il viso devoto,hanno accompagnato sant’Agata patrona in giro per la città, come ogni 5 febbraio a memoria d’uomo. Il tempo della vergogna e del lutto (un poliziotto scannato, cento feriti) è durato lo spazio di una notte, giusto il necessario per compilare dichiarazioni di sdegno e necrologi. Poi Catania è tornata alla sua beata irresponsabilità. Questo è il ritratto della mia città. L’idea cioè che esista un tempo per gli stadi e uno per i santi, che il poliziotto morto si possa seppellire, la piazza della battaglia ripulire dalle macerie e il giorno dopo ritrovarsi tutti fedeli, tutti cresimati, con lo sguardo ripulito, a sfilare dietro il fercolo della patrona. Fingendo di non sapere che quello stadio e quella santa, le botte e la processione fanno parte della stessa città.Sarebbe stato un gesto forte e carico di buon senso se le “autorità civili e religiose” avessero deciso che non bastava sospendere i fuochi d’artificio ma che andava annullata ogni cerimonia religiosa,per costringere questa città a guardarsi per una volta allo specchio. Senza i paramenti del sacro. Senza i ceri e le candelore.

    2 anni fa, tra i fedelissimi vestiti di bianco ci furono anche pistolettate, e un tale rimase gambizzato proprio mentre i botti per la patrona coprivano quelli delle pistole. Il giornali ne riferirono come d’un dettaglio, una cosa pittoresca. Ecco la tragedia: l’idea che questo spazio tra sacro e profano non debba mai essere riempito, che il mafioso possa ammazzare e poi farsi la comunione in chiesa, che il tifoso possa sparare una bomba carta in faccia al poliziotto e il giorno dopo accompagnare la santa con la candelora del proprio quartiere. L’idea, insomma, che tutto è consentito.

    Scriveva venerdì, alla vigilia della partita, il quotidiano locale che Catania è città «sperta». Ovvero si fa rispettare: sempre.La città è fabbricata su questo tenace concetto di impunità, la nostra “spertezza”, la sana rivolta contro qualcosa d’altro: lo Stato, i suoi poliziotti, i suoi giudici, le sue leggi, le sue regole… Il calcio non c’entra più, e nemmeno la rivalità tra Palermo e Catania che è una barzelletta. C’entra quest’idea malata che da noi tutto possa convivere,santi e assassini, pistolettate e preghiere.

    In attesa che qualcuno trovi il coraggio per dire che questa lunghissima ricreazione è finita.

    Alex

  49. utente anonimo says:

    “L’errore madornale che potremmo fare, adesso, è ritenere quello ciò che è successo un problema di ordine pubblico.”

    A me non dispiacerebbe se si facesse, per una volta, questo errore.

    E’ tutta la vita che sento menate sui problemi sociali e culturali, e mai vedo una bella e sana repressione della illegalità (altro che giovani interessanti che vogliono giocare).

    Non dico che funzionerebbe, solo per cambiare copione.

    Dalla volta dopo torniamo a menarcela con i problemi sociali, eh

    Francesco

  50. utente anonimo says:

    >E’ tutta la vita che sento menate sui problemi sociali e culturali, e mai vedo una bella e sana repressione della illegalità… Francesco<
    Parole sante (in senso laico, ovviamente:-) ). Purtroppo, per reprimere tutta l’illegalità che c’è in Italia metà della popolazione dovrebbe fare da secondino per lunghi anni all’altra metà:-).

    Ciao

    Ritvan ‘O Pessimista

  51. utente anonimo says:

    L’anno scorso, da queste parti, alcuni agenti si sono permessi di chiedere i documenti ad un tizio che pisciava su di un muro, nei pressi della piazza principale della zona universitaria. Un fatto quasi clamoroso, se si considera che l’ultimo residente del quartiere che si è lamentato perché la polizia si rifiutava di intervenire per scacciare dei tizi che gli occupavano la cantina era stato minacciato di querela dal questore :-))

    Vabbè. Fatto sta che il bisognante si è rifiutato di identificarsi, si è rifiutato di seguirli e ha cominciato a dare in escandescenze. Visto che i vigili hanno provato ad arrestarlo, *tutta* la piazza si è rivoltata loro contro: lattine, bottiglie di vetro, e chi più ne aveva più ne ha messe.

    Sono stati necessari rinforzi e cariche per ripristinare l’ordine pubblico e disperdere l’assembramento di fuorisede “socialmente disagiati”. Dopotutto, bisogna capirli.

    Che è anche vero. Nel senso che bisogna proprio capirli: se nessuno glielo impedisce, si convincono di poter fare sempre ciò che vogliono. Dopodiché, quando le prendono, è comprensibile che se ne stupiscano. Al loro paesello, dove a fare un decimo di ciò che fanno qua si prenderebbero un sonante rullo di botte, si comportano in tutt’altra maniera.

    Ma questo pubblicamente non si può e non si dire. Si passa per razzisti e per amanti della repressione. Vade retro!

    Quindi smentisco tutto ciò che ho detto :-)

    Z.

  52. utente anonimo says:

    …e non si *deve* dire, naturalmente. In barba a Ritvan che vuole abolire gli errata corrige :-)))

    Z.

  53. utente anonimo says:

    Comunque, Ritvan…

    secondo me si è limitato a prendere l’autobus seguente :-)

    p.s.:

    la ragazzina almeno era decente? Qua ce n’è di quelle che van con l’ombelico di fuori pur sembrando dei buoi. Quando si dice l’immaginario occidentale…

  54. utente anonimo says:

    x maria,

    io per antisemita indico uno che attacca gli ebrei da una prospettiva etnica, biologica, razziale, lla hitler insomma….

    blondet li attacca più alla protocolli dei savi di sion, quindi è un antigiudaico

    comunque al di là delle disquisizioni e distinzioni su antisemitismo, antigiudaismo e antiebraimo, quello che volevo dire è che le sue opinioni sugli ebrei sono orribili, ma non razziste

    ad ogni modo io rivendico il fatto che ci possano essere menti brillanti che però partoriscono anche idee stupide, tipo l. ron hubbard….. :-)))

    Stradivari

  55. kelebek says:

    Per Santaruina n. 47,

    Apprezzo molto il tuo commento.

    In un mondo in cui abbiamo accesso letteralmente a miliardi e miliardi di pagine web, è inevitabile che ogni individuo pensante si costruisca un sistema di idee proprio, fatto con frammenti leggermente diversi da quelli di chiunque altro.

    Questo significa che, se guardiamo solo alle differenze, ci troveremo in conflitto incessante con il resto della nostra specie, o almeno con la sua parte pensante.

    La cosa migliore è ascoltare tutto ciò che gli altri hanno da dire, che ci possa arricchire, e respingere il resto.

    Sull’11 settembre, tu e io sosteniamo posizioni opposte riguardo ai fatti, ma non riguardo ai principi.

    In due parole: sui fatti avanziamo, in buona fede, due ipotesi. Ma tu non lo fai, per accusare – che so – i marziani, né io lo faccio per difendere i neocon.

    Sull’evoluzione, sarebbe un discorso lungo e complesso, perché in genere sfuggono le basi stesse del discorso.

    Ma perché se ne discute? Sostanzialmente, perché alcuni ritengono che l’evoluzione comporti con sé conseguenze filosofiche fondamentali: la non necessità di un Dio creatore, una mancanza radicale di “senso” all’esistenza, la superiorità della scienza a ogni altra forma di sapere.

    E’ vero che all’evoluzione si sono appigliati – non per colpa o merito dell’apolitico Darwin – molti entusiasti riformatori sociali dell’Ottocento e primo Novecento.

    Ma quelle idee e quelle speranze sono tutte morte, nella società del flusso incessante: per citare Guénon, facevano parte della solidificazione del mondo.

    Oggi la visione scientifica è stata spazzata via, perché il ragionare è stato sostituito dall’ “esperienza”. Che sostituisce anche la dimensione del tempo, e quindi la ricerca stessa delle origini. E la scienza è sempre più povera e bistrattata, se non per le sue applicazioni tecnologiche.

    L’evoluzione è diventata così, nelle coscienze comuni, una cosa che sta lì, assieme a migliaia e migliaia di altre, senza legame con il resto e senza significato.

    Convive perfettamente con Von Daniken, come con il discorso domenicale del Papa, come con i “valori cristiani dell’Occidente”, come con i sexy shop.

    Miguel Martinez

  56. utente anonimo says:

    d’accordissimo con francesco (49).

    ma sone pure io pessimista.

    in fin dei conti vivete in un paese dove se uno si becca una multa perchè va a 90 all’ora in città, è tutto un coro di “ah, ma i radar sono fatti solo per fare cassa”, “ah ma la polizia deve stare sulle autostrade”, “ah, ma avevo la nonna malata”.

    alex,

    se un branco di selvaggi prende a sassate la polizia, la colpa sarebbe nell’ordine:

    - del disagio

    - della cultura locale assente

    - degli amministratori

    - del giornale locale che ha lobotomizzato molti cittadini

    ragazzi svegliatevi: a diciottanni si è adulti e ognuno è responsabile per le proprie azioni.

    è bella la responsabilità, è quella cosa che ti fa sentire un essere umano

    roberto

  57. utente anonimo says:

    “quello che volevo dire è che le sue opinioni sugli ebrei sono orribili, ma non razziste”

    preclaro esempio di impunità italian style: si possono avere sui perfidi ebrei opinioni orribili, senza che queste opinioni siano razziste

    ma faciteme ‘o piacere

    roberto (rabbuiato oggi dal fatto che gli hanno definitivamente distrutto il suo giocattolo preferito)

  58. utente anonimo says:

    blondet li attacca più alla protocolli dei savi di sion, quindi è un antigiudaico stradivari

    maria

    hai detto stecco!

    Guarda che in genere il razzismo o l’antisemitimo o l’antislamismo non si diffondono a suon di seminari di studio ma su dicerie, il più delle volte

    Guarda con gli zingari, i più sono convinti che rubano i bambini o vai a coinvincerli che è una bufala.

    Quindi avvalorare i protocolli di savion, per esempio, basta e avanza.

    maria

  59. utente anonimo says:

    volevo dire Sion

    maria

  60. kelebek says:

    Per Roberto, n. 56

    Guarda che io non sono un socialdemocratico, cioè qualcuno che crede che:

    1) I ragazzi fanno a botte perché non fanno abbastanza ore di educazione civica o abbastanza gite ai lager

    2) I ragazzi fanno a botte perché non hanno abbastanza Luoghi di Aggregazione

    3) Quindi, lo stato deve dare più soldi ai Progettisti perché progettino più ore di noia mortale scolastica, più gite di iniziazione sessuale e spinellara e più luoghi dove tenere i randelli pronti per le partite.

    Questo non toglie il fatto che se uno dà fuoco a un cestino della spazzatura, è un fatto individuale, che va giudicato in termini di responsabilità individuale.

    Se lo fanno in mille, vuol dire che è un fenomeno sociale (non dico problema, dico fenomeno).

    Per questo, non sono nemmeno un forcaiolo, cioè qualcuno che sostiene che:

    1) I ragazzi fanno a botte perché non ricevono abbastanza botte

    2) Quindi bisogna investire ancora più soldi di quelli che vorrebbe investire il socialdemocratico, per innalzare telecamere, inserire microchip sottopelle, acquistare catene e museruole per legare i tifosi durante le partite e costruire carceri gigantesche.

    Non sta certamente a me risolvere questo fenomeno, anche perché i fenomeni non si “risolvono”: io comincerei impiccando i televisori sulle antenne per i cellulari, e trasformando gli stadi in riserve per lupi, ma non credo che la mia proposta riceverebbe molti consensi.

    Miguel Martinez

  61. georgiamada says:

    blondet è un antisemita della peggior specie, … e definirlo una mente brillante …. ah ah ah ah … è demenziale e non solo perchè il tipo sia antisemita (per me gli antisemiti, come tutti i razzisti, sono tutti oltremodo stupidi, ma non escludo che ci possa essere anche l’eccezione, ma non è blondet quell’eccezione), ma proprio perchè questa mente brillante non esiste, è la rete che fa prendere questi abbagli incredibili, soprattutto a chi è ormai privo di anticorpi e produce artificialmente un eccesso di endorfine che lo anestetizzano al dolore umano.

    geo

  62. utente anonimo says:

    Miguel

    messa così al tua proposta sembra abbastanza una pirlata, è per quello che non gode di molto consenso.

    Avresti voglia di spiegarla ad un ottuso catto-reazionario tifoso da panciolle?

    Grazie

    Francesco

    PS io, i fenomeni sociali, li risolverei costruendo più prigioni.

  63. kelebek says:

    Per Francesco n. 62,

    Beh, facciamo in piccolo… spegni tu il tuo televisore, aspetta un mese e vedrai che ti migliorerà la vista e aumenterai di statura di un centimetro.

    Per quanto riguarda le carceri, mi ricordo un’interessante conferenza di americani molto pragmatici, sui costi economici del sistema carcerario, che allora (1993) era una roba amatoriale rispetto a oggi.

    Sono costi inimmaginabili, e che rendono poco in termini di benefici.

    Poi, come ho detto, credo che anche la soluzione “sociologica” serva a poco. Ma forse costa un po’ di meno.

    Miguel Martinez

  64. utente anonimo says:

    >…bisogna proprio capirli: se nessuno glielo impedisce, si convincono di poter fare sempre ciò che vogliono. Dopodiché, quando le prendono, è comprensibile che se ne stupiscano. Al loro paesello, dove a fare un decimo di ciò che fanno qua si prenderebbero un sonante rullo di botte, si comportano in tutt’altra maniera. Z<
    Parole sante, fratello!

    >Ma questo pubblicamente non si può e non si dire. Si passa per razzisti e per amanti della repressione. Vade retro!<
    Ma nel “retro” so io a chi vorrei metterglielo, a quei maledettissimi “politically correct”!:-)

    >Comunque, Ritvan… secondo me si è limitato a prendere l’autobus seguente :-)<
    C’era solo dopo un’ora ! :-)

    >la ragazzina almeno era decente?<
    Un cesso deambulante.

    >Qua ce n’è di quelle che van con l’ombelico di fuori pur sembrando dei buoi. Quando si dice l’immaginario occidentale…<
    Sì, coi rotoloni di ciccia che debordano. Puah!

    Ciao

    Ritvan

  65. georgiamada says:

    non ho seguito la discussione quindi estrapolo una frase che potrebbe aver tutt’altro significato.

    Tu scrivi:

    MIGUEL

    spegni tu il tuo televisore, aspetta un mese e vedrai che ti migliorerà la vista e aumenterai di statura di un centimetro

    GEO

    Non credo proprio se in quel mese starai seduto davanti al monitor del pc;-)

  66. utente anonimo says:

    >io comincerei impiccando i televisori sulle antenne per i cellulari,..MM<
    Miguel, tu non sarai un “socialdemocratico”, ma di certo qui somigli un sacco agli Illustrissimi et Eccellentissimi Intellettuali Italici (dei miei stivali, ovviamente) De Sinistra (ovviamente) che declamano con evidente puzza sotto il naso ogni due per tre:”In casa mia il televisore è bandito da sempre. Il cellulare? E’ una schiavitù moderna, io ci tengo alla mia privacy”. E ovviamente, ‘ste belle cose le dicono…in TV:-).

    >e trasformando gli stadi in riserve per lupi<
    Sì, e poi Totonno ‘O Sfregiato organizza un bel giro di scommesse clandestine sui combattimenti fra lupi. Con tutto ciò che ne consegue. E gli animalisti s’incazzano come iene e se la prendono con te che hai avuto l’idea balorda. Lascia perdere che è meglio!:-)

    Ciao

    Ritvan

  67. kelebek says:

    Per Ritvan,

    1) in casa mia il televisore non è bandito, è che mi dimentico di accenderlo.

    2) di telefonini ne ho tre.

    3) credo di avere scritto nel mio post come tratto quelli che si permettono di invitarmi in televisione.

    Più o meno come una ragazza con un po’ di autostima tratta un signore che le offre venti euro per venire a letto con lui.

    Miguel Martinez

  68. utente anonimo says:

    >(Quelli delle carceri) sono costi inimmaginabili, e che rendono poco in termini di benefici.< Sì, perché il solito “civilizzato dei miei stivali” ha abolito i lavori forzati. E ti credo, mantenere la marmaglia che si gratta la panza con tutti i confort costa. Ma il lavoro – anche se controvoglia – non dovrebbe nobilitare l’uomo?
    Ciao

    Ritvan

    P.S. Ci vorebbe una bella rivoluzione. Ma non proletaria. Conservatrice. Che mettesse poi i farabutti in galera a pedalare su dinamo per produrre energia elettrica. E Geo ne sarebbe contenta, credo, trattandosi di energia pulita e rinnovabile, perfettamente rispettosa del protocollo di Kyoto:-). Rinnovabile finché ci fossero delinquenti in galera, ovviamente.

  69. utente anonimo says:

    “Più o meno come una ragazza con un po’ di autostima tratta un signore che le offre venti euro per venire a letto con lui”

    insomma ti limiti a chiedere di più….

    :-)

    roberto (sempre più cupo)

  70. utente anonimo says:

    >Per Ritvan,

    1) in casa mia il televisore non è bandito, è che mi dimentico di accenderlo. MM<
    Potresti programmarlo per autoaccendersi: la domotica oggigiorno fa miracoli, fratello!:-)

    >2) di telefonini ne ho tre.<
    Sì, ma se sulle antenne per telefonini ci appendi i televisori (degli altri) i tre aggeggi saranno buoni solo come videogiochi:-).

    >3) credo di avere scritto nel mio post come tratto quelli che si permettono di invitarmi in televisione.<
    Si, l’avevi scritto. Visto che lo ripeti, allora ti dico che ne penso: molto probabilmente non sei altrettanto bravo a parlare – rispettando i tempi e le cadenze TV – come a scrivere. E anche un po’ timido, magari, malgrado le tue feroci e sanguinarie idee antiimperialiste.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Su, su, un po’ di coraggio!Prendi esempio da Sherif, invece. Anche se l’invitasse TeleGnocca di Canicattì si precipiterebbe subito:-).

  71. kelebek says:

    Per Georgia, n. 61,

    Partiamo da un semplice dato di fatto: sei una persona colta e intelligente. Non è piaggieria, ma una constatazione.

    Quindi presumo che non usi le parole come Silvio Berlusconi, che prima le spara grosse, e poi dice che lo hanno frainteso.

    Tu dici che Blondet è un “antisemita della peggior specie”. Il che, in italiano, significa che nessuno può essere peggio di lui. Può essere solo uguale, o migliore.

    Ne consegue che tu ritieni che Adolf Eichmann o fosse un antisemita di “uguale specie” rispetto a Blondet, o di “migliore specie”.

    Secondo, in che punto l’articolo di Blondet sul calcio menziona gli ebrei?

    Non l’ho riletto, ma mi era sembrato di trovare solo riferimenti ai cafoni italioti. I quali, fino a prova contraria, avrebbero passato in pieno il test delle leggi razziali mussoliniane.

    E che oggi sono sicuramente tra i principali sostenitori di tesi razziste in Italia.

    Semplicemente, in questo caso particolare, Maurizio Blondet ha avuto il coraggio di dire delle cose molto poco popolari e per nulla stupide (anche se non mi trova d’accordo su vari importanti punti).

    Queste frasi mi hanno fatto riflettere, come tante cose di ogni sorta e di ogni provenienza che leggo in rete (l’altro giorno ho pure sentito qualche considerazione intelligente di Amato).

    E ho l’abitudine di citare le mie fonti e non di nasconderle.

    Quando Blondet ha fatto delle critiche (strameritate) alla famiglia Agnelli, che però prendevano di petto anche le frequentazioni trans di Lapo Elkann, ho pubblicato – come forse ricorderai – una lunga e ironica critica della mia amica Helena Velena.

    Anche Helena Velena, come Maurizio Blondet, ha spesso delle intuizioni geniali, senza che io sia d’accordo con molte e fondamentali cose che lei sostiene.

    E se tu rispondi con una distinzione politicamente corretta, sul tipo, “ma no, non bisogna discriminare Helena Velena per la sua vita sessuale, mentre Blondet esprime delle idee” – bene, credo che Helena Velena si offenderebbe molto, perché si sente soprattutto portatrice di idee devastanti e scorrettissime, e non chiede la tolleranza, né tua né mia.

    Miguel Martinez

  72. utente anonimo says:

    Miguel, #60

    < io comincerei impiccando i televisori sulle antenne per i cellulari, e trasformando gli stadi in riserve per lupi, ma non credo che la mia proposta riceverebbe molti consensi >

    Esprimo il mio pieno consenso. :-)

    Con una sola perplessità: perché prendersela proprio coi lupi? Sono molto, molto più simpatici di Galliani, Moggi e Matarrese. Diamogli invece costoro in pasto, nello stadio, come ai bei tempi di Roma antica.

    Botas de campo

    nome in codice: Wehrwolf

  73. utente anonimo says:

    >Per Georgia, n. 61, Partiamo da un semplice dato di fatto: sei una persona colta…MM<
    Sì, ma mai sul fatto:-)

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Miguel, lascia perdere Geo, poverina, le sta crollando Gaia addosso da quando due biekissime università USA hanno scoperto che anche la superficie di altri pianeti del sistema solare si stia riscaldando, senza che le bieke industrie dell’arcibieko Bush vi abbiano mai messo piede o che quei pianeti abbiano rifiutato di sottoscrivere il Divino Protocollo di Kyoto

  74. utente anonimo says:

    Miguel #71,

    a volte mi capita di voler citare delle cose molto belle di Blondet sul mio blog. Però non sono mai caduto in tentazione, e per un motivo molto semplice: Blondet è antisemita nella forma più “genuina” del termine. Cosa che, per carità di Dio, non macchia la validità di molti suoi interventi, almeno per me.

    Però, se per esempio si vuole fare -come nel mio caso – una critica serrata all’ideologia sionista e alle nostre parademocrazie che la sostengono e la nutrono (e ne treggono ispirazione), citare Blondet vuol dire farsi autogol perchè – con la sua sola presenza -sposta il fuoco del discorso su vettori che vanno in direzioni diametralmente opposte. Perchè non posso decontestualizzare uno scritto, seppur valido, dal suo autore, dalle sue prese di posizione – specie quando di queste non se ne fa mistero. O meglio, a volte l’ho fatto, ma ho dovuto metterci tutti i paletti del caso. Anche perchè io per primo non mi ritrovo in quella paranoia apocalittica che riconduce tutto ad un disegno limitato alla stirpe di Davide, cosa che può far sorgere dei ragionevoli dubbi sulla lucidità della sua “mente brillante”. Penso che in realtà gli uomini siano molto più, come dire, banali. O saggi.

    Poi. Hai detto

    - in che punto l’articolo di Blondet sul calcio menziona gli ebrei?

    Miguel, non mi sembra che Georgia abbia citato l’articolo. Ovvero, la sua “invettiva” su Blondet è stato forse il tentativo di “riequilibrarne” -nel solo contesto di questi commenti, ovvio – la figura, e non credo che Blondet stesso si sentirebbe offeso se venisse chiamato “antisemita della peggior specie”. Il fatto poi che l’articolo, che a me è piaciuto molto (come quasi tutto ciò che Blondet scrive, fonti comprese), sui fatti di Catania non riconduca nulla alle mire di dominio dei giudei non significa che Blondet non sia antisemita. Nel senso, basta sfogliare per un po’ la libreria online di effedieffe e vedere che non ne fa mistero.

    Questo per dire che forse quel

    - presumo che non usi le parole come Silvio Berlusconi, che prima le spara grosse, e poi dice che lo hanno frainteso

    è un po’ fuori luogo: se convieni con me che uno scritto continui sempre a mantenere un legame col proprio autore, non puoi non dire che una critica come quella di Georgia è una critica onesta, e forse anche utile per non correre il pericolo dell'”autogol” di cui sopra.

    diego

  75. georgiamada says:

    miguel :-)))))

    Anche tu sei colto e intelligente anche se credo che i blog non ci abbiano poi fatto tanto bene;-).

    Io non parlo come berlusconi, però parlo come tutti con frasi fatte ecc.

    Ora se un giorno ti incontrassi, verso le 13, per la strada e ti dicessi, magari da lontano: “Ciao Miguel, scappo perchè ho una fame da lupi” … sono sicura che tu non mi correresti dietro acchiappandomi per una manica per dirmi che un essere umano non ha una fame da lupi. E se così dicendo io intendessi dire che il leone, a differenza del lupo, non ha mai fame, o se ce l’ha, la fame, ha una fame più piccola, e perchè poi anche un coniglio non dovrebbe avere una grossa fame? E cosa io intenda per lupo, se mi rifaccia ad Hobbes o ad alberto lupo e se, avendo io una fama da lupi, poi, una volta sazia, invece di ruttare alla luna io mi metta ad ululare alla luna …

    … insomma dal vero anche tu non diresti delle cavolate simili, perchè ti scapperebbe da ridere .. . mentre qui ti diletti di questi capziosi sofismi e lo fai pure … da serio

    Blondet è un antisemita!

    Non c’è bisogno che, una volta accertatolo, ogni volta io ti debba riportare le varie citazioni :-)

    L’articolo sul calcio non l’ho letto, perchè ormai non leggo più sue cose da molto (proprio dall’articolo da te citato) se ora mi dici, che almeno calcisticamente, non è più un antisemita (e della peggior specie) beh … non ti credo :-)

    geo

  76. utente anonimo says:

    esco per un attimo dal mio incupimento per

    segnalarvi un blog

    che oggi contiene un post molto interessante sulla campagna “acqua bene comune”

    http://karlkraus.urbiloquio.com/

    roberto

  77. kelebek says:

    Per Diego n. 74,

    Chiaramente dipende da ciò che ognuno vuole fare in rete.

    Non ho una porta e non ho una squadra, quindi l’autogol non mi preoccupa.

    Che aumentino o diminuiscano le visite al mio blog, la mia vita va avanti ugualmente; e comunque, su Internet ognuno può leggere ciò che scrivo e non ha bisogno di affidarsi a ciò che si dice su di me.

    Non rischio nulla nemmeno dal punto di vista lavorativo, le mie traduzioni sono del tutto anonime, e poi il parrucchiere medio non si pone grosse domande al di là della composizione chimica del gel.

    Quindi in effetti non mi costa molto dire e scrivere sempre quello che penso, che è esattamente quello che desidero fare.

    In genere non cito Blondet, semplicemente perché non sono d’accordo con quello che dice. Anche, molto semplicemente, perché non sono cattolico, e il resto è abbastanza secondario.

    Quando sono d’accordo, o meglio quando trovo stimolante una sua riflessione, lo cito.

    E lo stesso è vero per gente ben peggiore: Capezzone lo considero un nemico dell’umanità, perché è un sostenitore del totalitarismo capitalista che oggi è il vero nemico dell’umanità e della vita su questo pianeta. Un nemico che non dice “cose inaccettabili”: le fa direttamente.

    Però sui Pacs o sull’otto per mille, Capezzone dice cose che condivido, e le dice con frasi brevi, efficaci e chiare, a differenza del suo mentore Pannella.

    E so anche distinguere tra la persona di Capezzone – che non credo sia un uomo malvagio – e l’orrore che lui attivamente promuove nel mondo.

    Non avrei quidi alcun problema a citare Capezzone sui temi specifici a proposito dei quali sono d’accordo con lui.

    Ma non potrei guardarmi allo specchio, se non trattassi allo stesso modo anche Blondet, che avrà i suoi difetti, ma non è certo un complice del male assoluto dei nostri tempi.

    Magari oggi Blondet fa l’apologia dell’Inquisizione (per dire, non so se l’ha fatta), ma l’Inquisizione oggi non è un problema.

    Non solo: sospetto che se Blondet fosse vissuto ai tempi dell’Inquisizione, lo avrebbero processato, perché comunque non è un conformista.

    Miguel Martinez

  78. utente anonimo says:

    ma come mai tanto incupimento, robelux?

    Z.

  79. utente anonimo says:

    Questo non toglie il fatto che se uno dà fuoco a un cestino della spazzatura, è un fatto individuale, che va giudicato in termini di responsabilità individuale.

    Se lo fanno in mille, vuol dire che è un fenomeno sociale (non dico problema, dico fenomeno).

    Per questo, non sono nemmeno un forcaiolo, cioè qualcuno che sostiene che:

    1) I ragazzi fanno a botte perché non ricevono abbastanza botte

    2) Quindi bisogna investire ancora più soldi di quelli che vorrebbe investire il socialdemocratico, per innalzare telecamere, inserire microchip sottopelle, acquistare catene e museruole per legare i tifosi durante le partite e costruire carceri gigantesche. MM

    maria

    condivido il post di Miguel e in particolare le frasi che quoto.

    Io credo che quello che è successo a Catania non può essere imputato soltanto al calcio.

    Le scene che abbiamo visto somigliavano a quelle delle banlieu parigine o addirittura a teatri di guerra lontani.

    Pensare allora di contenere simili fenomeni con marchingegni tipo braccialetti elettronici o migliaia di telecamere o con un surplus di galera è ipocrita e illusorio. Certo i colpevoli una volta presi andranno puniti secondo le leggi in vigore, questo è ovvio.

    Comunque la montagna ha già partorito il topolino. Pare che domenica prossima si tornerà a giocare, e questo dimostra la potenza del mondo calcistico sostenuto anche da coloro che fanno roboanti e ipocrite dichiarazioni; se così non fosse basterebbe chiudere per alcuni mesi gli stadi e far correre i giovanotti miliardari senza pubblico, far vedere insomma le partite soltanto alla televisione con meno commenti, comparsate, bischerate varie.

    Ma non sarà fatto si preferirà invocare per i tifosi violenti di catania più galera e far finta di credere che davvero sia stata soltanto una questione di calcio.

    maria

  80. utente anonimo says:

    Scusa maria…ma forse non ho capito una cosa: se sostieni che *non* è una questione di calcio, allora perché ti rammarichi del fatto che il campionato (verosimilmente) proseguirà come prima?

    Z.

  81. utente anonimo says:

    Martinez prima di inquisire Blondet lavati la bocca!

    Stiamo leggendo i tuoi deliri cosmici,siamo in tanti,e se continui così ti inviteremo a partecipare al gioco della pelota…

    …anzi stiamo arrivando Martinez,prepara la pelotaaa

  82. utente anonimo says:

    Scusa maria…ma forse non ho capito una cosa: se sostieni che *non* è una questione di calcio, allora perché ti rammarichi del fatto che il campionato (verosimilmente) proseguirà come prima?

    maria

    bella domanda avvocato:-) mi spiego meglio, dicevo che non è SOLTANTO una questione di calcio ma siccome si manifesta su quel terreno, chi la considera SOLTANTO tale, a maggior ragione, per coerenza, dovrebbe cambiare le modalità dello svolgimento del campionato e così eliminare notevoli pretesti come appunto sono le partite con il pubblico.

    Non prendendo queste misure si dimostra che i commenti di questi giorni sono così tanto per fare e che si vuole imboccare la solita strada di sempre senza intaccare minimamente le regole del gioco.

    Sul versante specifico della violenza non ho rimedi o indicazioni particolari, se non quella nell’immediato di punire i colpevoli, ma sono convinta che l’esplosione di catania abbia molte radici e che i gingilli che stanno per mettere a punto servano a poco.

  83. georgiamada says:

    per il #73

    :-)))))))))))))))))))))))))

    Guardate QUI chi sono andrea e mario giuliacci (metereologi di canale 5 e di studio aperto) che firmano l’articolo sul clima che fa andare tanto in sollucchero ritvan :-))))))

  84. utente anonimo says:

    Ochei Maria,

    ora ho capito il tuo punto di vista.

    Ma non chiamarmi mai più “avvocato”, o potrei offendermi :-)))

    Z.

  85. utente anonimo says:

    Condivido tutto tranne le osservazione sui “maschi da stadio”: non li ho mai trovati né originali né interessanti, visti da vicino anzi mi provocano un certo schifo. Premetto che sono uno che ha provato a frequentare la curva fino all’adolescenza e se ne è allontanato per totale incompatibilità ambientale.

    La fenomenologia dell’ultrà attuale è quasi sempre di una banalità estrema e ha poco o nulla a che vedere con la ribellione o il sogno romantico di una vita vissuta in trincea. Si tratta molto più squallidamente di individui incapaci di pensare più in profondità di un ratto da laboratorio, che conquistano con la violenza dei propri spazi e con la violenza impediscono qualsiasi forma di dissenso (ed è questo ad aver allontanato dagli stadi qualsiasi altra tipologia di “tifoso”). Cosa ci sia di interessante in tutto questo proprio mi sfugge.

    A volte la “realizzazione” di queste bande è limitata alla difesa del territorio e all’esercizio della sopraffazione fine a sé stessa; in altri casi queste conquiste territoriali sono funzionali al raggiungimento di benefici economici, che vanno dallo sfruttamento del merchandising (talvolta non solo quello della stessa fazione ultrà ma parte o tutto di quello della società calcistica) alle concessioni per la vendita di bevande all’interno dello stadio, per le pulizie o altri servizi.

    L’immenso squallore di questi personaggi è lampante dalle intercettazioni telefoniche raccolte nel caso degli ultrà della Lazio attualmente agli arresti con vari capi d’accusa che vanno dalle minacce alla truffa: gli affari nei negozi che calano, la propaganda nelle trasmissioni alla “loro” radio, i problemi con la Consob (sic!), le minacce per chi non segue i loro “consigli” e dulcis in fundo, il sogno di “sedere l’anno prossimo in tribuna cor telefonino a da’ ordini come Bettega!”.

    Più che dei picari direi aspiranti mafiosi da mezza tacca, che con fenomeni concreti di “malessere sociale” hanno a che vedere meno di zero.

    AnDrEa

  86. utente anonimo says:

    >per il #73

    :-)))))))))))))))))))))))))

    Guardate QUI chi sono andrea e mario giuliacci (metereologi di canale 5 e di studio aperto) che firmano l’articolo sul clima che fa andare tanto in sollucchero ritvan :-)))))) georgiamada<
    Dizinformacija tipicamente veteroecomunista. Senza andare ad ipotizzare – come lasci chiaramente intendere tu – che i Giuliacci siano bieki servi di Berlusconi, il quale a sua volta è bieko servo di Bush Il Riscaldatore Globale, di quel che dicono i due sui corpi celesti non mi fa né caldo nè freddo (per rimanere in tema:-) ).

    Io mi riferisco all’articolo di “Newton” che riferisce le scoperte e le elaborazioni di due delle più prestigiose Università del mondo. Altro che quattro gatti pseudomarxisti sfigati che credono di aver trovato la via ecologica al comunismo!

    Ciao

    Ritvan

  87. utente anonimo says:

    Caro Ritvan (#73), se ti riferisci a Plutone e Saturno è inutile mettere i due fatti insieme sperando di incolpare il Sole del riscaldamento globale terrestre, perché sembra proprio che si tratti di fatti diversissimi tra loro e nessuno dei 2 correlato con quello che accade sulla Terra:

    http://tinyurl.com/lo43x

    http://tinyurl.com/2fcfm6

    Vorrei tanto che una volta per tutte qualcuno dei tanti presunti “scettici” sul riscaldamento globale (uso le virgolette perché il termine scettico in questo caso è usato secondo me a sproposito) buttasse un occhio sui grafici dell’andamento della temperatura del pianeta e sull’aumento del CO2 nell’atmosfera e provasse a dire, senza sentirsi troppo ridicolo, che non hanno nulla a che vedere tra loro:

    http://tinyurl.com/2hjdsp

    http://tinyurl.com/yqnk3v

    AnDrEa

  88. utente anonimo says:

    L’articolo a cui si riferisce Ritvan potete trovarlo qui.

    maria

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2007/02_Febbraio/02/newton.shtml

  89. utente anonimo says:

    >L’articolo a cui si riferisce Ritvan potete trovarlo qui. maria<
    Veramente era georgiamada che si riferiva a quell’articolo in chiave sarcastica, visto che era scritto da due sul libro paga del Berluska, buon amiko di Bush il Bieko Riscaldatore Globale:-).

    Ciao

    Ritvan

  90. utente anonimo says:

    >Vorrei tanto che una volta per tutte qualcuno dei tanti presunti “scettici” sul riscaldamento globale (uso le virgolette perché il termine scettico in questo caso è usato secondo me a sproposito) buttasse un occhio sui grafici dell’andamento della temperatura del pianeta e sull’aumento del CO2 nell’atmosfera e provasse a dire, senza sentirsi troppo ridicolo, che non hanno nulla a che vedere tra loro:

    AnDrEa<
    Ridicolo si deve sentire chi afferma apoditticamente che uno causa senza fallo l’altro. Ridicolo e presuntuoso, visto che crede di aver scoperto il segreto dei segreti del clima. Ma andasse a spazzare il mare, che fa pure ecologico!:-)

    Ciao

    Ritvan

  91. georgiamada says:

    no io non citavo l’articolo, quello lo avevo già segnalato nel mo blog chiedendomi come mai un simile scoop fosse affidato a due perfetti sconosciuti quando il Corriere ha ottimi giornalisti scientifici.

    Io qui vi segnalavo una intervista delle iene ai due mattacchioni (che prima di essere imbeccati sostenevano pure una tesi diversa), ma questo blog non prende i link, vi riporto quindi l’indirizzo per intero

    http://www.iene.mediaset.it/video/video_1899.shtml?wmv

    E bravo ritvan vedo che tu o vera scienza o nulla ;-)

    Capisco bene che ti piacciano di più le macchie rosse dopo tutta la serie delle toghe rosse ecc.

    :-))))))))))))))))))))))))

  92. utente anonimo says:

    L’articolo in questione non mi sembra particolarmente esecrabile, nel senso che cita delle ricerche universitarie americane e anche una dell’università di Napoli.

    La querelle sul clima si fa sempre più accesa, scusate il verbo:-), segnalo agli interessati ,una conversazione apparsa sul manifesto di domenica, tra uno scettico valentino Parlato e la verde Carla Ravaioli, segnalo anche un post apparso su Ripensare marx che si situa sul versante “negazionista”:-) del problema.

    Io credo che si dovrebbero prendere dei provvedimenti perchè sicuramente lo sviluppo degli ultimi cento anni ha influito sul clima.

    Certo il globo sarà comunque destinato a modificarsi, non credo che la terra rimarrà come adesso, questo è poco ma sicuro e forse si dovranno modificare anche gli esseri umani, però intanto cerchiamo di rallentare questo processo , io nel mio piccolo cerco di contribuire come posso, certo quando sento le campagne televisive sullo spegnimento del led della televisione mi viene un po’ da sogghignare, però, magari milioni di spie rosse spente possono essere una cosa da fare, sia pure con scetticismo.

    Dubito però che possano esserci cambiamenti drastici, per diversi motivi, non ultimo l’disponibilità di Cina e India che non sono affatto disposte a rinunciare a delle comodità per far contenti chi ha già ampiamente manomesso il tutto.

    Senza contare poi che in questa parte di mondo nessuno abbandonerà l’automobile, il riscaldamento a 24 gradi, i trasporti aerei ecc. ecc.

    Intanto però prepariamoci, perchè pare che la prossima estate sia simile a quella del 2003. Ricordate?

    maria

  93. georgiamada says:

    sarà maria che non sia esecrabile e che sia dotto, però … già il fatto che non abbiano trovato altro che quei due disposti a scriverlo la dice lunga ;-)

    L’intervista delle iene va vista, anche perchè dopo lo scoop sulle macchie rosse simili all’effetto serra, trovo molto significativa la loro (dei due, padre e figlio) dotta disquisizione sulla differenza tra metereologia e meteorismo ;-)

  94. utente anonimo says:

    “intanto però prepariamoci, perchè are che la prossima estate sia simile a quella del 2003. Ricordate”

    il che in lussemburgo vuol dire al massimo 15 giorni di pioggia fra giugno e agosto invece dei 60 di quest’anno.

    fico!

    roberto

  95. georgiamada says:

    ma tu conosci la rivista newton ritvan? o ti piace perchè il nome ti sembra straniero?

    E i 4 marxisti sfigati sarebbero gli scienziati del documento, e Al Gore? Si hai ragione sono dei bolscevichi terribili;-) ma tu su cosa ti basi? solo sul fatto che non si sono fatti corrompere?

    Ecco che abbiamo, dopo le toghe rosse incorruttibili, anche gli scienziati rossi incorruttibili :-))))

    Però cavolo come la metti che il comunista Parlato sia invece dubbioso? Un rosso anomalo?

    Ultimo dilemma: ma i giuliacci (famiglia al completo) hanno scritto l’articolo o si sono limitati a fare da prestanome?

    Boh …

  96. utente anonimo says:

    dai nadate a vedere il post dell’acqua che vi divertite

    :-)

    roberto

  97. utente anonimo says:

    Maria, se quest’estate sarà come quella del 2003 sarà comunque difficile dare la colpa all’effetto serra!

    Infatti l’aumento dovuto ad effetto serra è quantificato in termini di un grado ogni tot decenni (e già così sarà qualcosa di catastrofico).

    Nel 2003 invece la temperatura era più alta della media stagionale di sette-otto gradi!

    Z.

    p.s.: nel 2002 era più bassa della media di tre o quattro gradi almeno, e una pioggia della madonna. Mai avuto un prato così bello come a settembre di quell’anno :-)

  98. utente anonimo says:

    zeta certo hai ragione, è che a furia di parlare di effetto serra mi è venuto in mente cosa ci aspetta e mi sono allarmata:-)

    Dunque tu hai un prato eh, io soltanto una corte:-)

    maria

  99. utente anonimo says:

    per georgia

    sì l’ho vista l’intervista delle iene, certo non ci fanno una gran figura:-)ma perchè dici che non hanno trovato di meglio che loro per l’articolo?

    E’ un articolo come un altro, voglio dire niente di esplosivo e che bisogno ci sarebbe stato di trovare dei prestanome per pubblicarlo?

    maria

  100. georgiamada says:

    beh maria se hai seguito il Guardian ha scritto che l’Aei e le exxon (tu a differenza di ritvan sai cosa sono, vero?) hanno tentato di corrompere gli scenziati che avevano steso il documento perchè almeno qualcuno dicesse il contrario, non ci sono riusciti e nulla di più probabile che sia iniziata una delle tante battaglie mediatiche inviando ai vari giornali veline da risistemare. NON dico che sia così, anzi, solo che mi era venuto il sospetto anche perchè i due autori dell’articolo, il colonnello giuliacci e il figlio, come vedi dall’ntervista pochi giorni fa (in realtà non so la data dell’intervista, ma sembra recente) sostenevano tutto il contrario e dicevano che la colpa del surriscaldamento era dovuto proprio al petrolio.

    Un articolo così complesso e articolato e difficoltoso da documentare sarebbe dunque frutto di un studio di pochi giorni? E perchè nessuno dei giornalisti scientifici del corriere (che sono pure bravi) ha sostenuto la stessa tesi, anzi?

    Ipotesi, naturalmente, niente più che ipotesi. Ma la mia domanda per ora è legittima.

  101. utente anonimo says:

    Miguel #77,

    io non rappresento nessuno oltre me e una linea che vorrei portare avanti (e che può sempre cambiare) perseguendo sempre quello che mi sembra più vicino alla verità. né m’interessa il pubblico -cito il mio blog senza linkarlo x esempio. stavo “parlando” con te – persona che ammiro, stimo e rispetto quanto nessuno qui, credo sia chiaro – in pubblico perchè questo botta e risposta è nato pubblico, e forse anche perchè non credo di avere un’intimità tale da potermi permettere un discorso privato. anche se uno che seleziona e scrive delle cose lo fa perchè vengano lette. non c’è nulla di esoterico. nessuno ha preteso che tu volessi/voglia rappresentare qualcosa di diverso da te stesso. Il fatto è che quando georgia dice “Blondet è antisemita”, georgia non sta mentendo perchè è Blondet a non farne mistero: è antisemita o pretende d’esser tale, al di là di ciò che “antisemitismo” possa soggettivamente significare. punto. M’è sembrato d’essere stato chiaro pure sulle citazioni: cito chi voglio anch’io, quando mi piace, e contestualizzo sennò diventa minestra, per dare una direzione che sia mia e non per una “strategia autolimitativa” che mi consenta di accattivarmi un più vasto margine di simpatie. cosa che fai anche tu, ovviamente. e per fortuna possiamo ancora farlo, in questo spazio alla fine ancora innocuo. cito la gente peggiore, mi piace Bagattelle per un massacro, trovo il Mein Kampf un libro fondamentale, succhio il sangue ai pipistrelli (no questo no ;)). non rischio niente né faccio rischiare – non ne ho i mezzi – ma cerco d’essere onesto, come te. se ci son nomi da fare li faccio, così come georgia che s’è permessa di dire “Blondet è antisemita”: una verità. Che poi il giudizio sia negativo lo lascerei a georgia, ma questo non fa di lei una persona non colta o poco intelligente, né meschina al punto da far finta di fraintendere per poi rettificare.

    non avevo intenzione di segnalarti un presunto “rischio autogol”, figurati (e se s’è capito questo mi dispiace), ma una contraddizione nella critica a georgia, essendo quella di georgia un appunto onesto – a Blondet e non all’articolo specifico, tra l’altro – come è onesto dire di condividere alcune cose di Capezzone. tutto qui.

    diego

  102. utente anonimo says:

    georgia, certo che è legittima, io chiedevo davvero per avere lumi, reggiti, ma non conoscevo la storia del guardian:-)

    maria

  103. utente anonimo says:

    >ma tu conosci la rivista newton ritvan? geo<
    Nooo, ma quando mai? Se non conosco la molto onorevole aei e l’altrettanto onorevole exxon, come faccio a conoscere newton? Chi è quello che Dan Brown dice che gli cadde una mela in testa?:-)

    >o ti piace perchè il nome ti sembra straniero?<
    Sembra??!! Ma non lo è? Porca miseria, non sapevo che i newton da tempo immemore sciacquassero i loro panni nell’Arno!:-)

    >E i 4 marxisti sfigati sarebbero gli scienziati del documento, e Al Gore?<
    No, quelli come te che gli vanno dietro. Gli scienziati fanno gli scienziati, sia quando sbagliano sia quando hanno ragione. Ma che una TEORIA tutta da dimostrare venga sfruttata da chi crede di aver scoperto la “via ecologista al comunismo” fa ridere.

    Al Gore è solo un politico trombato e riciclato in ambientalista.

    >Si hai ragione sono dei bolscevichi terribili;-) ma tu su cosa ti basi? solo sul fatto che non si sono fatti corrompere?<
    Vedi sopra.

    >Ecco che abbiamo, dopo le toghe rosse incorruttibili, anche gli scienziati rossi incorruttibili :-))))

    Però cavolo come la metti che il comunista Parlato sia invece dubbioso? Un rosso anomalo?<
    No, un rosso che non ha consegnato il cervello all’ammasso del Partito. Oppure che lo riprende ogni tanto:-).

    >Ultimo dilemma: ma i giuliacci (famiglia al completo) hanno scritto l’articolo o si sono limitati a fare da prestanome? Boh …<
    Questa è la classica situazione dell’idiota che guarda il dito indicante…Marte, Plutone e altri pianeti surriscaldati senza il contributo del biekissimo Bush (quanto je rode ad Al Gore quel Bush lì!:-) )

    Ciao

    Ritvan

  104. utente anonimo says:

    Dimenticavo,

    Matarrese ha ragione da vendere, e la storia gli darà ragione.

    Come al Duce :-)

    Z.

  105. kelebek says:

    Per Diego, n. 101

    Grazie. Comunque non solo puoi citare il link al tuo blog – secondo me sarebbe meglio se lo facessi, mettendolo nella firma sotto il tuo nome quando commenti.

    E’ un blog importante, che dice cose serie.

    Miguel Martinez

  106. kelebek says:

    Per Georgia n. 75,

    Vabbene :-)

    Comunque non è la prima volta che sento la frase, “antisemita della peggior specie”. E’ uno di quei luoghi comuni che odio profondamente, assieme a “perché non se ne tornano a casa loro”, “i comunisti ci stanno spolpando con le tasse”, “losco figuro”, “ambiguo personaggio”, “no global bruciatori di bandiere americane”, “il regime fascista di Berlusconi”, “islamocomunisti” e tutta la serie di urlate esagerazioni fatte apposta per non pensare.

    Quando sento queste frasi, mi viene sempre voglia di chiedere, “ma cosa volevi dire esattamente?”

    Oggi mi sei capitata tu, domani tocca a un altro.

    THIS IS A COMMONPLACE FREE BLOG (tranne per Ritvan, che a volte è un generatore automatico di luoghi comuni, ma si salva mettendoci dopo i sorrisini).

    Miguel Martinez

  107. georgiamada says:

    si daccordo miguel ma non puoi sempre costringermi a pensare sul non pensiero di blondet, la trovo una enorme sciocchezza, anche perchè sai benissimo cosa intenda per antisemita della peggior specie, visto che se ne è parlato mille volte e visto che blondet è stato pure buttato fuori da un giornale cattolico come l’Avvenire che per un lungo periodo gli ha lasciato dire cose molto discutibili, anche se allora cercava di trattenersi. Da quando è uscito dall’Avvenire invece va a ruota libera come appunto “un razzista della peggior specie”.

    Io odio ogni forma di razzismo, di cui l’antisemitismo è solo una parte, lo odio perchè perchè è una forma di malattia (e pure contagiosa) finge di partire da motivazioni pragmatiche e logiche e anche politiche e finisce per impazzire con la bava schiumosa alla bocca, nessuno ne è immune se non si trattiene. Per essere razzisti basta lasciarsi andare, ognuno troverà la “razza” ad personalem ideam (sarà giusta la forma latina?) su cui scatenarsi. Io ogni volta che lo vedo mi va il sangue alla testa (oh non farmi una pippionata sofistica sul “sangue alla testa” ;-) e non c’è fine politico, più o meo giusto, che me lo possa far accettare DA NESSUNA PARTE PROVENGA.

    geo

  108. utente anonimo says:

    x MM (n.106)

    Miguel, vuoi per forza fare l’anticonformista linguistico? Vorresti per caso epurare il dolce idioma dantesco di tutti i luoghi comuni/comunisti, liberista selvaggio che non sei altro?:-).

    Su, nello specifico in sostanza son d’accordo con te, “antisemita della peggiore specie” è una castroneria, visto che l’antisemitismo è un parametro squisitamente qualitatitavo e non si può essere più o meno antisemiti, come non si può essere più o meno cannibali, comunisti o nazisti:-).

    Però, poi ti allarghi troppo, prendendola con altri modi di dire. Tipo:

    “perché non se ne tornano a casa loro”. Che c’è che non va Miguel? E’ una domanda a cui va data una risposta, invece di uscir fuori dai gangheri.

    Idem per “i comunisti ci stanno spolpando con le tasse”. E’ un’affermazione difficilmente confutabile, mi pare. Leggiti il malloppone della Finanziaria e te ne accorgerai. O hai dei dubbi sul fatto che nel governo ci sia gente che si proclama orgogliosamente comunista?:-)

    “losco figuro” e “ambiguo personaggio”, poi, se togliamo anche questi modi di dire e simili l’italiano diventerebbe una specie di linguaggio per programmatori di computer:-)

    I “no global bruciatori di bandiere americane”. Perché non le bruciano, forse? Ti risulta che portino in processione, venerandole come reliquie?:-)

    “il regime fascista di Berlusconi”. Questa sì che è una castroneria, ma non è un luogo comune, è il parto de li mejo cervelli de sinistra. Do you remember che anni fa volevano emigrare in caso di vittoria del Berlusca? Ebbene, non hanno smosso di un millimetro i loro culetti e hanno fatto i loro porci comodi sotto il naso del bieko regime di Mascellone da Arcore:-). Allora se questo è il fascismo, evviva il fascismo, non ti pare?:-)

    “islamocomunisti”. Beh, sì, un sacco di comunisti si son convertiti all’islam (Piccardo, un esempio per tutti). Che c’è di strano, non ci sono forse i kattokomunisti? E perché l’islam dovrebbe essere discriminato in questo senso?:-).

    Ciao

    Ritvan Il Bieko Generatore Automatico Di Luoghi Comuni

  109. utente anonimo says:

    Blondet ce l’ha con l’ebraismo perchè lo vede in una prospettiva apocalittica-cattolica.

    Si è convinto che siamo alla fine dei tempi, e che l’ebraismo (btw coerentemente col peansiero cattolico tradizionale) visto che non gioca nella squadra di Cristo, giochi in quella dell’Anticristo.

    Detto questo, per quanto ho letto io non mi risulta che ce l’abbia cob gli ebrei in quanto razza (questa proprio non ce’ntra assolutamente niente col suo pesniero) nè con singoli ebrei o persone di origine ebraica, che mi è capitato di sentirgli (cioè, ho letto) lodare imparzialmente.

    Eppure mica ho letto la sua opera omnia, solo ogni tanto gli do un’occhiata.

    Ha invece la tendenza, questo sì, a vedere ebrei dappertutto, e talvolta la persona che all’inizio dell’articolo era sospetta di avere un cognome ebraico, alla finedell’articolo è un ebreo punto e basta.

    Un po’ paranoico, ma in prospettiva ripeto religioso-escatologica, non razziale.

    Poi ognuno lo giudichi come crede.

    A me sembra che nonostante tutto dica anche cose interessanti.

    Paolo

  110. utente anonimo says:

    “Ebbene, non hanno smosso di un millimetro i loro culetti”

    non so se posso essere considerato fra li mejo cervelli de sinistra :-), ma io effettivamente dopo la fittoria forzaitaliuta mi sono autoesiliato nel ridente granducato ;-)

    roberto

  111. utente anonimo says:

    roberto,

    dai ,con le tue donne potresti sempre venire nell’altro granducato, il mio, però a pensarci bene fa troppo caldo d’estate, forse stai meglio costì dove sei:-)

    maria

  112. utente anonimo says:

    Paolo, #109

    Più o meno la stessa idea personale di M.B. che mi son fatta io.

    Trovo indicativa del personaggio, per altro verso, anche l’ampia pubblicistica insorgenziale che divulga.

    E qui, simpatizzando più per Robespierre che per Gracco Babeuf, lo mando senz’altro alla ghigliottina. :-)

    Botas de campo

  113. utente anonimo says:

    Martinez ma ti hanno condannato alla pelota?

    Fai qualcosa ragazzo.

    Xul il sumero volante

  114. utente anonimo says:

    Veramente Ritvan c’era anche chi voleva emigrare in caso di vittoria delle sinistre, Emilio Fede, ricorderai spero.

    I luoghi comuni esistono anche se in quanto tali non sono mai del tutto infondati.

    Voglio dire che non tutte le castronerie possono diventare luoghi comuni, per esempio, quella che considera le carceri, alberghi a quattro stelle, non potrà mai avere lo status, seppur antipatico di luogo comune , restarà sempre e soltanto, appunto ,una disumana bischerata.

    maria

  115. utente anonimo says:

    Ha invece la tendenza, questo sì, a vedere ebrei dappertutto, e talvolta la persona che all’inizio dell’articolo era sospetta di avere un cognome ebraico, alla finedell’articolo è un ebreo punto e basta. Paolo

    maria

    scusa paolo ma vedere ebrei dappertutto, e oltretutto a far danni, non è una peculiarità classica dell’antisemitimo storico?

    Come ho già detto, e lo ridico ,anche per me Blondet è antisemita. Che poi sia anche intelligente o sappia scrivere è un altro paio di maniche.

    Anche Oriana Fallaci scriveva bene e non era stupida ma per me era antislamica e razzista .

  116. utente anonimo says:

    >…quella che considera le carceri, alberghi a quattro stelle, non potrà mai avere lo status, seppur antipatico di luogo comune , restarà sempre e soltanto, appunto ,una disumana bischerata. maria< O Dolce Rivoltatrice Di Frittate:-) io non ho mai detto che le carceri hanno gli standard logistici di alberghi a 4 stelle, altrimenti sarei da ricovero. Ho detto e lasciato intendere- più o meno e se non ricordo male – che un carcere attuale sta ad un carcere come espiazone di una pena comanda allo stesso modo di come un albergo a 4 stelle sta ad un tugurio per immigrati clandestini come quello che bruciò giorni fa in Piazza vittorio a Roma. Con la differenza che il tugurio gli immigrati lo pagano salato, la cella il delinquente ce l’ha aggratise.
    Ciao

    Ritvan

    P.S. Ovviamente, per “carcere come espiazone di una pena comanda”non intendo detenuto incatenato al muro in una cella buia 1,5×1,5×1,5 m, dal pavimento umido e nutrito esclusivamente con 200 g di pane nero al giorno:-). Ma una via di mezzo. Lavoro obbligatorio compreso, visto che solo negli alberghi (a 4 o meno stelle) gli ospiti non lavorano:-).

  117. utente anonimo says:

    >Veramente Ritvan c’era anche chi voleva emigrare in caso di vittoria delle sinistre, Emilio Fede, ricorderai spero. maria<
    Infatti, Fede “emigrerà”. Sul satellite, con tutta Rete4. Mentre i kompagni aspiranti emigranti hanno continuato per tutta la durata del bieko regime berlusconiano a pubblicare i loro papiri presso la casa editrice Mondadori, di cui al momento non ricordo chi è proprietario:-).

    Ciao

    Ritvan

  118. utente anonimo says:

    “potresti sempre venire nell’altro granducato”

    non finchè il nano malefico è ancora in giro :-)

    anche se a dire il vero ricordo con molta nostalgia il mio anno fiorentino (e cosa non darei per una ribollita)

    ciao

    roberto

  119. utente anonimo says:

    Ritvan (#90), chieso scusa per il ritardo.

    Allora, supponendo che non esista nesso causale tra aumento dei livelli di anidride carbonica nell’atmosfera e aumento della temperatura globale, che altra conclusione trarresti?

    Visto che l’andamento dell’uno segue da millenni quello dell’altra al di là di qualsiasi dubbio (i grafici sono consultabili on-line); visto che l’impennata dell’ultimo secolo per entrambe non è minimamente paragonabile alle variazioni documentate in tutta la storia del pianeta, tanto per ampiezza quando per rapidità; visto che sussistono pochi dubbi sulle origini antropiche dell’aumento di CO2 dai tempi della rivoluzione industriale, tanto che qualsiasi equilibrio è andato a ramengo e oggi la fotosintesi riesce a riassorbire meno della metà dell’anidride c. prodotta ogni anno, se non si tratta di causa ed effetto, è meglio affermare “apoditticamente” che si tratta di mere coincidenze?

    AnDrEa

  120. utente anonimo says:

    Pensavo l’argomento fosse da considerare “scaduto” ma, considerato che AnDrea lo riprende, mi associo a lui e lo riprendo anch’io.

    Geo riporta il link dei due Giuliacci dalle iene.

    Ritvan fa presente che le sue fonti non sono quelle dei disinformati (veterocomunisti, vabbe’!), bensì Newton (che, a quanto pare scrive di tutt’altro).

    Maria riporta l’articolo del Corriere scritto dai Giuliacci.

    Ho aperto, ascoltato e letto tutti i link trovati tra i commenti ed anche altre cose per mio conto.

    Non capisco quindi la contrapposizione tra ciò che affermerebbero i Giuliacci da “le iene”e sul Corriere (laddove si limitano a riportare analisi fatte da Università sulle cause del riscaldamento dell’atmosfera), e ciò che, in merito, dà per scontato Bush, il quale però, da governante, presenta possibili interventi per limitare gli effetti dovuti all’(eventuale) emissione incostante di energia da parte del sole. Geniali interventi questi ultimi, che, secondo quanto dicono esperti in materia, per l’ambiente potrebbero risultare disastrosi.

    Né nel Corriere, né dalle iene, i Giugliacci affermano che il petrolio non c’entri. Anzi!

    Osservo solo che mentre nel primo caso, sia pure giocando, identificano chiaramente il petrolio come causa, nell’articolo del Corriere, che punta a sottolineare studi sugli effetti del sole sulla temperatura dell’atmosfera, quelli del petrolio sono trascurati, ma non certo negati o per niente menzionati.

    Non capisco inoltre l’affanno di Ritvan a voler indicare solo il sole come causa dei cambiamenti climatici (come se si trattasse di un ribaltamento della tesi che individua come responsabili i gas serra) e deresponsabilizzare gli americani dalla mancata firma del protocollo di Kyoto e dall’imminente assoluta indisponibilità ad intervenire sulla riduzione delle emissioni di CO2 da combustione di petrolio.

    Mi risulta invece che coloro che hanno negato gli effetti della CO2 sul surriscaldamento dell’atmosfera, già diversi anni fa, hanno affidato il compito della divulgazione del loro pensiero ad una rete americana che dopo un po’ si è dovuta scusare miseramente per le enormi castronerie scientifiche che avrebbe diffuso nel corso della trasmissione. :-)

    Cocco

  121. utente anonimo says:

    >Ritvan (#90), chieso scusa per il ritardo. AnDrEa<
    Perché, avevamo un appuntamento?:-)

    >Allora, supponendo che non esista nesso causale tra aumento dei livelli di anidride carbonica nell’atmosfera e aumento della temperatura globale, che altra conclusione trarresti?<
    Semplice coincidenza.

    >Visto che l’andamento dell’uno segue da millenni quello dell’altra al di là di qualsiasi dubbio (i grafici sono consultabili on-line); visto che l’impennata dell’ultimo secolo per entrambe non è minimamente paragonabile alle variazioni documentate in tutta la storia del pianeta, tanto per ampiezza quando per rapidità;<
    Mah, io ti consiglio di vedere la marzipedia all’URL:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Piccola_era_glaciale

    poi ne riparliamo.

    >visto che sussistono pochi dubbi sulle origini antropiche dell’aumento di CO2 dai tempi della rivoluzione industriale, tanto che qualsiasi equilibrio è andato a ramengo e oggi la fotosintesi riesce a riassorbire meno della metà dell’anidride c. prodotta ogni anno,<
    Sì, ma la stessa Marzipedia – basandosi suppongo sempre sui dati degli stessi scienziati – attribuisce all’effetto serra naturale un potere riscaldante pari a a 170 Watt/mq, mentre a quello antropico (di cui il CO2 E’ SOLO UNA PARTE!) solo 2 Watt/mq, i miei conti della serva non tornano:ne deriva che l’uomo contribuisce al calore del pianeta solo per un misero 1.2%!

    >se non si tratta di causa ed effetto, è meglio affermare “apoditticamente” che si tratta di mere coincidenze?<
    Sì, il grande Popper c’insegna che è così. Al massimo si può parlare di un sospetto. Sicuramente non di una prova scientifica. Leggiti la marzipedia dove ti ho indicato e vedrai che il calore che avvolge la Terra non dipende da un solo fattore, specie se quello (ovvero il CO2 atmosferico antropico) contribuisce solo per una parte di un misero 1,2% del totale.

    Ciao

    Ritvan

  122. utente anonimo says:

    >Non capisco inoltre l’affanno di Ritvan a voler indicare solo il sole come causa dei cambiamenti climatici…Cocco<
    Probabilmente ti sei letto un altro Ritvan che ti sei creato da sola:-). Quelli che dicono che la causa è UNA SOLA, ovvero le ciminiere delle fabbriche di armi di Bush e gli scarichi dei carrarmati amerikani in afghanistan:-) sono i tuoi kompagnucci. Io ho detto che i fenomeni atmosferici sono troppo complessi per poter attribuire i loro cambiamenti ad una sola causa, pur se nobilissima, come quella di inchiappettare Bush:-). E il riscaldamento in pianeti in cui Bush non ha (ancora:-) ) messo piede ne è una prova. Nessun affanno dunque.

    Ciao

    Ritvan

  123. utente anonimo says:

    Ritvan, se non ti va di replicare, nessuno ti obbliga.

    Non c’è nessun bisogno di chiudere le discussioni dicendo “i tuoi kompagnucci” o “disinformazio veterocomunista” o cose del genere.

    Non ho dato ragione a nessuno. Ho solo scritto che avevo letto i link da loro riportati. Anzi, nell’insieme mi era sembrato che ciascuno seguisse un proprio discorso senza semmai neanche confutare ciò che scriveva l’altro.

    Tu, secondo me, te ne sei accorto di questo. Non puoi non essertene accorto. Ciononostante continui a portare avanti la tesi che i compagnucci non capiscono niente e vogliono solo inchiappettare Bush.

    Cocco

  124. kelebek says:

    Per Cocco, n. 123

    Non capisci, è che Ritvan ha un godimento tutto artistico dei luoghi comuni.

    Lo entusiasmano, lo divertono, si compiace della loro banalità, della loro iperbole e del fatto, soprattutto, che è praticamente impossibile discutere con loro.

    Miguel Martinez

  125. utente anonimo says:

    >Ritvan, se non ti va di replicare, nessuno ti obbliga. Cocco<
    Ma io ho replicato, mi pare:-).

    >Non c’è nessun bisogno di chiudere le discussioni<
    Col tuo permesso, come apro e chiudo i miei papiri son cazzi miei. Quando ci sarà Il Sol Dell’Avvenir col relativo MinCulPop (sì lo so che il MinCulPop è dell’altra “parrocchia) allora potrà intimarmi come aprire, svolgere e chiudere un discorso.

    >dicendo “i tuoi kompagnucci” o “disinformazio veterocomunista” o cose del genere.<
    Confermo. Attribuire – come hai fatto tu – a me il Sole come UNICA causa del riscaldamento è dizinformacija. Se, invece, non ti piace l’aggettivo “veterocomunista” scegline tu un altro è sarà un piacere per me adoperarlo in futuro:-).

    >Non ho dato ragione a nessuno. Ho solo scritto che avevo letto i link da loro riportati. Anzi, nell’insieme mi era sembrato che ciascuno seguisse un proprio discorso senza semmai neanche confutare ciò che scriveva l’altro. Tu, secondo me, te ne sei accorto di questo. Non puoi non essertene accorto.<
    Certo che mi sono accorto! I kompagnucci sono frastornati dalla nuova scoperta e sembrano pugili in cnockdown:-). Ma sono affari loro e non voglio. Quando la “dialettica interna” avrà fatto schiarire un po’ le loro idee dogmatiche in materia, se ne potrebbe riparlare.

    >Ciononostante continui a portare avanti la tesi che i compagnucci non capiscono niente e vogliono solo inchiappettare Bush.<
    Non solo. Se potessero mettere in pratica anche la Via Ecologista al Comunismo sarebbero oltremodo felici.

    Ciao

    Ritvan Il Luogocomunista

  126. utente anonimo says:

    >Per Cocco, n. 123 Non capisci, è che Ritvan ha un godimento tutto artistico dei luoghi comuni. Lo entusiasmano, lo divertono, si compiace della loro banalità, della loro iperbole e del fatto, soprattutto, che è praticamente impossibile discutere con loro. Miguel Martinez<
    Giusto. Quando sento i kompagnucci che strillano i loro apodittici luoghi comuni:”Il riscaldamento del Pianeta è colpa di Bush e delle sue puzzolenti industrie di armamenti” vado in brodo di giuggiole:-).

    Ciao

    Ritvan

  127. utente anonimo says:

    Ritvan (121)

    grazie per i riferimenti su wikipedia, non che mi servissero ma grazie lo

    stesso. Quanto alla cosiddetta piccola era glaciale” è un esempio interessante; un evento comunque locale (europa e nordamerica) e non globale, che dunque nella scala delle variazioni di tempertura dell’intero pianeta ha una rilevanza abbastanza limitata, ma è interessante perché è un esempio di quelle oscillazioni periodiche di temperatura che su larga scala si sono sempre succedute. Qualcuno ha mai detto il contrario?

    Il problema è che se confrontiamo queste variazioni avvenute nell’arco di secoli con quello che sta accadendo in questi decenni, non esiste paragone, né per l’ampiezza né per la rapidità del cambiamento, scusa se mi ripeto.

    Non so se tu legga a tua volta quanto ti viene proposto o ti limiti a rispondere in base alle tue convinzioni; io per non sbagliare provo con le figure. ;-)

    Questo è un quadro delle temperature che comprende proprio l’epoca di cui parli:

    http://tinyurl.com/26fo7z

    Qui sulla tua fonte preferita, wikipedia, un confronto tra vari grafici relativi a diverse misurazioni indipendenti:

    http://tinyurl.com/7avvb

    E qui un utilissimo confronto tra le variazioni dei livelli di CO2 e quelle della temperatura in 400.000 anni ricavate dai carotaggi nel ghiaccio:

    http://tinyurl.com/2e4p6l

    E questa qui sopra per te sarebbe una semplice coincidenza?? :-)

    Se vuoi pensarlo va bene, ma lascia in pace Popper che se non l’hanno cremato come Gandhi, per citare MM, ce la vediamo brutta. Per tacere di Ockham…

    Semplicemente diciamo che vuoi credere che le cose stiano come tu desideri. Non è grave, è un male che colpisce miliardi di persone, si chiama fede. Basta saperlo che così lasciamo perdere i dati e il ragionamento.

    > la stessa Marzipedia – basandosi suppongo sempre sui dati degli

    > stessi scienziati – attribuisce all’effetto serra naturale un

    > potere riscaldante pari a a 170 Watt/mq, mentre a quello antropico

    > (di cui il CO2 E’ SOLO UNA PARTE!) solo 2 Watt/mq, i miei conti

    > della serva non tornano:ne deriva che l’uomo contribuisce al calore

    > del pianeta solo per un misero 1.2%!

    Perché misero?

    L’effetto serra naturale esiste da sempre e consente un mantenimento costante della temperatura atmosferica, lo sai bene (e a livelli che hanno come fenomeno collaterale il fatto che tu ed io esistiamo e siamo qui a parlarne); se in un sistema in equilibrio introduci un qualunque fattore di alterazione, per quanto piccola, le conseguenze non sono facilmente prevedibili.

    Comunque se ti interessa qui c’è un articolo recentissimo di quei bolscevichi-noglobal-antiamerikani di Scientific American:

    http://tinyurl.com/38vgpl

    E prima che la discussione diventi troppo seria, ecco la prova definitiva, quella che taglia la testa al povero bovino:

    http://tinyurl.com/336syv

    ;-)

    AnDrEa

  128. utente anonimo says:

    X Ritvan n.125

    Come spesso succede c’è un piccolo particolare che ti sfugge:

    stavi rispondendo ad un mio commento, nel quale tentavo appunto di uscire dal campo del luogo comune. Solo che a me, se qualcuno mi dice che i calabresi sono ‘ndranghetisti mentre sto parlando delle bellezze di Capo Vaticano, scoccia moltissimo.

    Te l’ho detto una volta e te lo ripeto: il tuo modo di intervenire nega dignità all’interlocutore, e se permetti, così come tu i tuoi commenti li apri e li chiudi come “cazzo” ti pare, ed il MinCulPop non è tornato né per te né per me, lo faccio anch’io.

    Visto come si fa a chiudere una discussione?

    Questo commento (il mio) ne è un chiaro esempio.

    Cocco

    Ps: Ora possiamo ricominciare tutto daccapo e perpetuare il consueto rito.

    Ah! Ricorda che la prossima scena che il copione prevede è che adesso tu non mi spieghi più niente perché tanto, siccome sono arrabbiata non ti sentirò, poi, siccome io (parole tue) di buono ho che mi passa presto, dimenticherò e…..”vissero felici e contenti”. Ti torna questo film? :-)

  129. utente anonimo says:

    X AnDrEa #127

    < Perché misero?
    L’effetto serra naturale esiste da sempre e consente un mantenimento costante della temperatura atmosferica, lo sai bene (e a livelli che hanno come fenomeno collaterale il fatto che tu ed io esistiamo e siamo qui a parlarne); se in un sistema in equilibrio introduci un qualunque fattore di alterazione, per quanto piccola, le conseguenze non sono facilmente prevedibili.-AnDrEa >

    Era giusto ciò che volevo scrivere a Ritvan, poi dovevo fare l’arrabbiata con lui ;-) e mi sono dovuta limitare.

    Anche qualche pioggerella acida ….cosa vuoi che sia!!! Fatto sta che ha danneggiato, se non compromesso, la vitalità di diversi laghi in Canada e del patrimonio boschivo europeo (8% in Germania).

    Inoltre, giusto per rimanere nell’ambito dei “luoghi comuni” :-), mi piacerebbe se qualcuno potesse approfondire sui rimedi volti a limitare i cambiamenti climatici presentati da prestigiose Università statunitensi.

    Ne avevo accennato nel #120. :-((

    Ciao

    Cocco

  130. utente anonimo says:

    >X Ritvan n.125 Come spesso succede c’è un piccolo particolare che ti sfugge: stavi rispondendo ad un mio commento, Cocco<
    Mah, mi sa che mi sono vagamente accorto:-).

    >nel quale tentavo appunto di uscire dal campo del luogo comune.<
    Sì, tentando di appiopparmi una convinzione altrettanto dogmatica – ovvero quella che sarebbe colpa esclusivamente del Sole – come quella dei nostri amici ecomunisti. Bella uscita, non c’è che dire!

    >Solo che a me, se qualcuno mi dice che i calabresi sono ‘ndranghetisti mentre sto parlando delle bellezze di Capo Vaticano, scoccia moltissimo.<
    Eh, quando c’è la coda di paglia…:-). Comunque, non si stava parlando di bellezze di capo vaticano versus ndrangheta calabrese (ma poi siamo sicuri che un po’ di speculazione edilizia a capo vaticano farebbe proprio schifo alla ndrangheta?:-) ), bensì di una teoria che vorrebbe diventare un dogma da stringere al collo di Bush (e toh, non concerne affatto Cina e India, attualmente i due più grandi inquinatori del pianeta) per stroncare l’industria amerikana.

    >Te l’ho detto una volta e te lo ripeto:<
    Deformazione professionale?:-)

    >il tuo modo di intervenire nega dignità all’interlocutore,<
    Se la tua “dignità” consiste nel non farti osservare che stai dicendo una cazzata nei confronti del sottoscritto, ebbene hai un ben strano concetto di “dignità”. A cui non intendo sottomettermi. Ne ho le tasche piene di donne – a cominciare dalla Veronica – per cui la loro “dignità” coincide col fare e dire al prossimo solo ciò che loro garba!

    >e se permetti, così come tu i tuoi commenti li apri e li chiudi come “cazzo” ti pare, ed il MinCulPop non è tornato né per te né per me, lo faccio anch’io.<
    Bene, niente da eccepire:-).

    >Visto come si fa a chiudere una discussione?<
    No, non l’ho visto:-)

    >Questo commento (il mio) ne è un chiaro esempio.<
    Va bene, non arruffare il pelo, ci si può aprirne un’altra, più tardi:-). Mica siamo pagati a cottimo:-).

    >Ps: Ora possiamo ricominciare tutto daccapo e perpetuare il consueto rito.<
    Ecco, vedi, che ti dicevo?:-)

    >Ah! Ricorda che la prossima scena che il copione prevede è che adesso tu non mi spieghi più niente perché tanto, siccome sono arrabbiata non ti sentirò, poi, siccome io (parole tue) di buono ho che mi passa presto, dimenticherò e…..”vissero felici e contenti”. Ti torna questo film? :-)<
    Si, mi torna. Ma mica c’è niente da spiegare.

    Ciao

    Ritvan

  131. utente anonimo says:

    ERRATA CORRIGE al commento 130.

    ….coincide col FAR fare e dire al prossimo solo ciò che loro garba!

    Ritvan

  132. utente anonimo says:

    x AnDrEa (commento 127)

    Con tutto il rispetto per il rasoio di Occam (e il tipo di peluria che il buon occam usava radere con quello:-) ), Popper, prima che tu intendessi usarlo come ventilatore dell’aldilà:-) c’insegnava che se due fenomeni seguono un andamento cilclico puù o meno parallelo, sci sono le seguenti ipotesi da fare in linea di principio:

    1. E’ una mera coincidenza (e se permetti, posso fare anch’io l’estremista in senso opposto una tantum, visto che vosotros continuate a crocifiggere Bush come Il Grande Inquinatore Del Pianeta).

    2. Il le variazioni del fenomeno A sono causate dalle variazioni del fenomeno B.

    3. L’inverso del punto 2

    4. Entrambe le variazioni sono causate sostanzialmente dalle variazioni di un terzo fenomeno C, ancora da individuare.

    Ora, mio buon Andrea, il fatto che si è costatato un aumento CONTEMPORANEO delle temperature superficiali di diversi pianeti del sistema solare, non scuote affato la tua granitica e dogmatica sicurezza in materia? Dai, su, che per inchiappettare Bush ci saranno altri mille buoni motivi, non credo che sia neccessario far andare le fabbriche a forza di braccia come i frantoi dell’antichità:-)

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Il “syv” con quelle mutandone e mutandine colorate era carino, Cocco lo potrebbe utilizzare per illustrare le malefatte di Bush ai ragazzini della sua scuola. Il “gpl”, invece, non c’era modo di aprirlo: probabilmente le forze oscure della reazione sempre in agguato, in combutta con la P2 e i servizi segreti deviati di Pio Pompa hanno pensato bene di rendere inaccessibile tale sito bolscevico-noglobal:-).

  133. utente anonimo says:

    X Miguel #124

    Scusa se non ti ho risposto ieri.

    Ero convinta di averlo fatto e invece avevo solo pensato di farlo.

    Sono d’accordo sul fatto che i luoghi comuni possano generare una certa insofferenza in chi si trova costretto, suo malgrado, a seguirli. Il punto è che l’oggetto diventa anche stabilire cosa sia luogo comune e cosa non lo sia, e ancor di più, stabilire chi lo stia riproponendo e chi no.

    Ora, se una persona che sta (o stava) in un certo “contenitore” , nel tentativo di essere se stessa, dice qualcosa che in quel contenitore può starci come può non starci, e c’è qualcuno che appena hai finito di parlare ti dice “Torna lì dove è il tuo posto”, come minimo ci si sente non rispettati in quanto individui.

    Tutto qui.

    Ciao

    Cocco

  134. utente anonimo says:

    >Ora, se una persona che sta (o stava) in un certo “contenitore” , nel tentativo di essere se stessa, dice qualcosa che in quel contenitore può starci come può non starci, e c’è qualcuno che appena hai finito di parlare ti dice “Torna lì dove è il tuo posto”, come minimo ci si sente non rispettati in quanto individui.

    Tutto qui. Ciao Cocco< Cocco mia, c’hai una coda di paglia lunga un chilometro:-). Un corso di autostima (di quelli tenuti dai berlusconidi:-) ) credo ti farebbe bene.
    Ciao

    Ritvan

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