Granelli di polvere

La storia, in un certo senso, è nulla, perché parla del passato, di quello che non c’è più e che non potremo mai ricostruire.

"Ohimè, dove sono i tesori dei grandi sovrani? Dove son finiti coloro per opera dei quali si sono manifestati i mondi nelle diverse ere cosmiche? E che fine han fatto i mondi stessi? Quelli d’un tempo sono svaniti. Molte nuove manifestazioni del mondo si sono verificate. Miriadi di divinità preposte alla manifestazione si sono dissolte, e i re sono scomparsi come granelli di polvere." [1]

Al posto dei fatti ormai scomparsi, abbiamo un elenco, di per sé privo di senso, delle evidenze rimaste di azioni dell’uomo e della natura: non abbiamo un faraone che comanda, ma le parole incise su una pietra che ci parlano di un faraone che comanda.

Quando siamo di fronte alla storia più antica, le evidenze sono costituite da qualche frammento di vasellame o qualche riga di poesia.

Quando siamo di fronte alla storia contemporanea, c’è un diluvio di miliardi di minuscole evidenze, e ogni singola evidenza è a sua volta un groviglio misterioso di interessi segreti, di falsi ricordi, di deliri e di vere e proprie menzogne, opere tutte del più perverso degli esseri animati, l’uomo.

Eppure, su ciò che chiamiamo storia, costruiamo le frontiere, creiamo i precedenti che legittimano le nostre azioni, definiamo i buoni e i cattivi.

Come nei disegni a puntini che si trovano sulla Settimana Enigmistica, gli Esperti prendono le singole evidenze, o una piccola parte delle singole evidenze, e le collegano tra di loro, disegnando vari mostri più o meno fantastici, molto spesso inconciliabili tra di loro.

Infatti, unendo i puntini in un certo modo, i puntini di una certa cultura ci rende a piacere la figura di una prosperosa dea madre, o di un baffuto guerriero a cavallo, permettendoci di parlare di "matriarcato" o di "patriarcato", con relative conclusioni filosofiche sulla natura umana [2].

Gli Esperti che dedicano una vita a una singola cultura, per quanto spesso siano follemente innamorati delle proprie conclusioni, sono abbastanza coscienti del problema, e sanno che ogni ricostruzione è legittimamente aperta a una discussione infinita, purché segua alcune fondamentali regole che distinguono la ricerca dalla cialtroneria: ad esempio, non costruirsi in casa cocci di vasi sarmati.

Però pochissime persone leggeranno articoli dotti sulla Cultura del Vaso Bicchieriforme, né tantomeno tutte le critiche accese che quegli stessi articoli hanno indotto. E queste persone, proprio per il fatto che dedicano il proprio tempo a simili attività, sono necessariamente ininfluenti.

Abbiamo bisogno perciò del Divulgatore: cioè della persona che sceglie secondo i propri gusti una delle varie ricostruzioni possibili di quella cultura, un’altra ricostruzione possibile della cultura celtica, e un’altra ancora di quella megalitica, e ci regala così una sua breve "storia dell’Europa antica". Plausibile e coerente, ma ancora più arbitraria delle singole ricostruzioni di cui è composta.

Abbiamo, infine, il Divulgatore dei Divulgatori, l’autore del libro di testo scolastico, che ci presenta una sintesi di varie sintesi di varie ricostruzioni. Affermandola, questa volta, come verità pura e semplice, che gli studenti pensano sia costituita della stessa materia delle leggi della fisica.

Purtroppo, o per fortuna, o chissenesbatte, il Selvaggio col Telefonino [3] vi presta poco ascolto.

Note:

[1] Varahopanisad III 22 – 23 a.

[2] Marija Gimbutas, geniale e onesta ricercatrice, ha ricostruito un’intera "Vecchia Europa", agricola, pacifica e matriarcale, che sarebbe stata spazzata via dai "guerrieri della steppa". Poi arriva Timothy Taylor, ricercatore altrettanto geniale e onesto, che con gli stessi dati, crea una nuova "Vecchia Europa", dove la vita contadina impone rigorose divisioni dei sessi, contrapposta a una cultura delle steppe dove donne guerriere combattevano, libere, accanto agli uomini.

[3] Lo so, ho rubato l’espressione. Da sola, senza necessariamente tutto il contesto.

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92 Responses to Granelli di polvere

  1. utente anonimo says:

    Post perfettamente condivisibile e magistralmente sintetico.

    Però, mi chiedo (e ti chiedo) se nella suggestiva e calzante descrizione:Come nei disegni a puntini che si trovano sulla Settimana Enigmistica, gli Esperti prendono le singole evidenze, o una piccola parte delle singole evidenze, e le collegano tra di loro, disegnando vari mostri più o meno fantastici, molto spesso inconciliabili tra di loro.”

    rientrino anche i seguenti “esperti”:

    -chi “disegna a puntini” un giovane israeliano che va a caccia di palestinesi come ad un safari (anche se non ci dice se il suddetto incolli o meno sulla parete le teste imbalsamate dei palestinesi uccisi).

    -chi sostiene che il bieko Bush non ce l’ha coi feroci talebani afghani, bensì con gli innocui pastorelli adolescenti e a questo proposito ha inventato micidiali missili intelligenti (guidati dai feromoni?:-) ), capaci di scansare elegantemente ogni barbuto adulto e armato fino ai denti e puntare desisamente su innocenti adolescenti imberbi e inermi.

    -chi sostiene che i kosovari hanno scacciato quei 4-5 rom che si ritrovavano in casa perché – a differenza degli angioletti serbi – i bieki kosovari albanesi sono nazisti e razzisti e vogliono un Kosovo etnicamente “pulito”, così bianco che più bianco non si può, nemmeno col candeggio.

    - chi ignora ottusamente e in perfetta malafede che prima del missile NATO che PER ERRORE colpì un bus di bambini serbi, c’erano stati e continuavano a esserci in quella zona decine (o centinaia?) di camion frigoriferi che venivano caricati di uomini, donne, vecchi e bambini kosovari-albanesi, ammazzati SCIENTEMENTE E DOPO TORTURE, per poi essere smistati nelle fornaci di Belgrado per non lasciar traccia, come coraggiosi e onesti SERBI hanno denunciato e testimoniato.

    Ciao

    Ritvan

  2. utente anonimo says:

    Beh Ritvan

    credo proprio che Miguel stia parlando di altro, o anche di altro.

    Comunque, aldilà delle sintesi dei divulgatori (persone per le quali nutro poca simpatia; ancora meno ne nutro per i loro principali seguaci, i semi-colti, quelli che compilano un “dizionario dei cognomi parmigiani” di particolare ignoranza, ad esempio) credo che ogni realtà sia atomisticamente formata da milioni di micro-realtà diverse, spesso contraddittorie, e perciò, purtroppo, esposte inevitabilmente alla semplificazione e al travestimento, nel senso che non possono essere raccontate se non semplificandole e scegliendo una prospettiva.

    Il modo migliore di divulgarle sarebbe forse non quello di fare un volo d’aquila su una serie di prospettive scelte a priori da qualcun altro in base ai suoi gusti, ma di offrire, su magari un numero ben più limitato di cose, diverse prospettive possibili da approfondire.

    Paolo

  3. utente anonimo says:

    “Marija Gimbutas, geniale e onesta ricercatrice…”

    Che fosse “geniale”, non lo metto in dubbio. Ma definirla “onesta”, non mi pare solo una forzatura, ma una vera e propria presa per i fondelli. Tra tutti i/le suoi colleghi/e veniva riferita come una “matta”, una che si inventava favolette suggestive non seguendo nessun rigore scientifico giusto per far pubblicità alle sue strampalate tesi.

    “Nella sua ampia portata e nelle grandi rivendicazioni sull’antico matriarcato, il lavoro dell’archeologa lituana Marija Gimbutas aveva più in comune con le libere congetture di Bachofen che con la fredda scientificità dei suoi pari.”

    “Durante tutta la vita, la sua convinzione in una perduta Arcadia femminile, sostenuta, secondo lei, da migliaia di manufatti ricuperati, ha ottenuto solo un minimo appiglio nel ambiente universitario, principalmente tra le studentesse femministe radicali come lei. ”

    “E’ chiaro che puoi arrivare e delle conclusioni usando le statistiche” ha detto Gimbutas nel 1987 difendendo il suo approccio audace, “ma se non hai una tua visione personale, se non sei un poeta o un’artista…allora sei solo un tecnico”.

    Detta in parole povere, la Gimbutas più che una ricercatrice seria era una femminista radicale che impregnava i suoi cosiddetti studi con le sue “fantasie personali”.

    Sulle teorie del “matriarcato” assurde e fantasiose della Gimbutas:

    “Respinta dalla storica Elizabeth Fox-Genovese (della Emory University) nel The New York Times come poco più che “assurdità”, questa vivace storia apocalittica è stata, tuttavia, assorbita da altre studiose femministe, benché con più sobrietà.”

    Fa un pò senso leggere, in questo blog che amo, caro MM, che adesso la Gimbutas (pace all’anima sua) sarebbe stata una ricercatrice “seria e onesta”.

    Diciamo che era una femminista, poi era una donna, poi era femminista, poi di nuovo donna, poi femminista e alla fine anche una ricercatrice. Tutti i suoi studi sul “Matriarcato” non erano ricerche nè serie nè oneste, semplicemente perchè già prima di iniziare sapeva già cosa VOLEVA TROVARE. Non si affacciava con la curiosità sincera dei ricercatori seri, accogliendo tutto ciò che ricevono senza barriere, bensì si era costruita nella sua mente tutta una storia bizzarra sul matriarcato che poi “proiettava” nei resoconti dei suoi studi. Basti pensare che la Gimbutas parlava spesso di un’Atlantide Femminista… ho detto niente (se si fosse interessata di UFO, probabilmente avrebbe parlato di alieni femministi…).

    Ciao

    -Q

    ps. giusto per onor di cronaca, dato che molte “studentesse” e “ricercatrici” femministe si mettono troppo spesso in bocca la parola “matriarcato” senza nemmeno sapere di che parlano: non c’è nessuna prova che sia mai esistito un “matriarcato” nella storia del genere umano. Sono esistite, ed esistono ancora, società matrilineari, matrilocali e altri tipi di società che in qualche modo potrebbero assomigliare (MOLTO LONTANAMENTE) ad un matriarcato. Il matriarcato esiste, però, nel mondo animale (ed è tutto fuorchè “egualitario”…)

    E ultima cosa, dato che su questo argomento c’è sempre un pò di ignoranza, il matriarcato non è un “patriarcato alla rovescia” con le donne che detengono il potere “visibile”, ovvero una società con strutture di ruolo rigide e ben definite il cui tendere è per così dire “verticale” (cioè “maschile”, incline al rischio e al pericolo della scoperta), bensì è una società di tipo totalmente PRIMITIVO, dove vige l’incontrollata promiscuità sessuale e l’evoluzione è praticamente ferma a zero. Questo perchè si tratta di una società il cui tendere è per così dire “orizzontale” (cioè femminile, incline alla conservazione, all’accudimento e all’accoglienza).

    Detta in parole povere, se migliaia di anni fa si fosse imposto il “matriarcato”, invece del “patriarcato”, adesso molto probabilmente staremmo ancora a vivere nelle capanne.

  4. utente anonimo says:

    #3

    - staremmo ancora a vivere nelle capanne

    Martinez perchè non scrivi, tu che di pazienza e volontà ne hai, un bel post sull’uso degli “ancora” (così come dei “peggio”, degli “indietro” ecc…) nelle frasi che chiosano gli interventi dei difensori della scientificità delle/nelle ricerche?

    diego

    ps: tutti sanno che la statistica è difficilmente manipolabile e assolutamente indipendente dalle “visioni personali” dei ricercatori che ne fanno uso, che gli indicatori sono elementi autoevidenti e non mai arbitrari, vero Q?

  5. utente anonimo says:

    >Beh Ritvan credo proprio che Miguel stia parlando di altro, o anche di altro. Paolo<
    Ma naturellement, caro Paolo, siempre “il problema è un altro”:-).

    Ciao

    Ritvan

  6. utente anonimo says:

    >”E’ chiaro che puoi arrivare e delle conclusioni usando le statistiche” ha detto Gimbutas nel 1987 difendendo il suo approccio audace, “ma se non hai una tua visione personale, se non sei un poeta o un’artista…allora sei solo un tecnico”.<
    Dio ci scampi e liberi da certi “poeti” e “artisti”, sia quando pretendono di fare gli scienziati, sia quando pretendono di fare i capipopolo.

    Se non erro, qualcuno ci ha deliziati qui tempo fa con le squisite e raffinate poesie di un certo Sanguineti. Io spero vivamente che si tratti di omonimia, ma ho letto che in questi giorni un certo Sanguineti Edoardo pare abbia fatto la seguente poetica nonche romantica e lirica affermazione:

    “Bisogna restaurare l’odio di classe, perché i potenti odiano i proletari e l’odio deve essere ricambiato”.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Sì, Paolo, lo so che anche qui il problema è un altro, grazie! Ma posso dire anch’io un po’ quel che c..zo mi pare, per favore?

  7. utente anonimo says:

    Beh, la Gimbutas ha parzialmente ragione.

    Senza una “divina ispirazione” di tipo dionisiaco, qualsiasi miriade di dati è muta. Ed ogni onesta statistica inutile. (quelle disoneste sono sempre utili, invece).

    Però assai spesso la divina ispirazione porta a dire ridicole minchiate, a travisare invece che a leggere i dati.

    Il fatto che il genio che sa leggere i significati dei dati non sia perfetto, onniscente, privo di proprie inclinazioni, non toglie al fatto che abbia capacità ben superiori alla media (e.g. io) di farlo.

    Francesco

    PS il selvaggio col telefonino vive di sintesi divulgative che ha mandato giù per osmosi, magari affascinanti da studiare nella loro idiozia e contraddittorietà.

    PPS oggi ce l’ho coi miei professori di Storia, peraltro degnissime persone.

  8. kelebek says:

    Per Francesco, n. 7,

    Non ho mai letto i libri della Gimbutas, e non mi interessa particolarmente il fatto che piaccia alla femministe.

    A me interessa il fatto che le sue tesi siano ritenute “ascoltabili” tra gli esperti.

    “Ascoltabile” nel senso che avranno certamente elementi personali, poetici, ideologici; ma sono sicuramente utili per capire. E oggi nessuno studioso del neolitico prescinde dalla Gimbutas, che ha aperto orizzonti nuovi.

    Anche chi nega la Gimbutas, mi sembra, cerca di andare oltre, critica singole affermazioni, ma non contesta la sua serietà come storica.

    Il problema non è che lo storico “non debba avere delle idee”. Se non le avesse, probabilmente non si metterebbe nemmeno a contare cocci e ossa.

    Anzi, a volte le opinioni forti danno l’energia necessaria per fare scoperte importanti: pensiamo alla microstoria sociale, fatta di difficili interviste sul campo a contadini e operai, ispirata dal marxismo; oppure – per cerchiobottare un po’ – a certe ricerche cosiddette revisioniste sulla guerra civile italiana.

    Il ricercatore onesto deve solo fantasticare in modo corretto, non mentendo, cercando ipotesi per spiegare anche i dati che a prima vista appaiono scomodi.

    Miguel Martinez

  9. utente anonimo says:

    “Sì, Paolo, lo so che anche qui il problema è un altro, grazie! Ma posso dire anch’io un po’ quel che c..zo mi pare, per favore?

    Ritvan”

    Per quello che mi riguarda, certamente.

    Nel caso, forse dovresti chiederlo a Miguel.

    Ciao!

    Paolo

  10. utente anonimo says:

    >Nel caso, forse dovresti chiederlo a Miguel. Ciao! Paolo<
    In qualità di bieko albanese, unico e legittimo rappresentante dei “diversamente comunitari” in questo nobile consesso, Miguel mi ha dato da tempo carta bianca:-). In compenso, io non gli rompo le scatole (come p.es. fa un certo Castruccio con Sherif) insistendo in modo petulante per avere risposte alle domande che gli pongo e su cui egli glissa con nonchalance. Come si dice in Italia:”una mano lava l’altra…”:-)

    Ciao

    Ritvan

  11. utente anonimo says:

    “Questo perchè si tratta di una società il cui tendere è per così dire “orizzontale” (cioè femminile, incline alla conservazione, all’accudimento e all’accoglienza).

    Detta in parole povere, se migliaia di anni fa si fosse imposto il “matriarcato”, invece del “patriarcato”, adesso molto probabilmente staremmo ancora a vivere nelle capanne.

    Q”

    Scusami, ma

    a parte che prima dici che non è mai esistito un matriarcato del genere umano, e poi ti metti a descriverne la caratteristiche negative (incontrollata promiscuità, evolzuone ferma);

    chi ti dice che il “tendere orizzontale” sia una caratteristica del “femminile”?

    Mi sembra che tu, dalla prospettiva opposta, cada negli errori di cui accusi la Gimbutas, la quale, in effetti, non gode di grande credito, per carità.

    (ma nei siti femministi salta ancora fuori ogni tanto)

    Paolo

  12. utente anonimo says:

    Mi meraviglia il fatto che p. non ci abbia ancora suggerito – a proposito di matriarcato e roba simile – la lettura del pregevole tomo di Friedrich Engels “L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato” (sempre il povero Engel messo in ombra dall’ingombrante Marx!:-)). Io l’ho trovato assai interessante quando dovevo leggerlo per forza in Albania (anche se qualcuno adesso mi potrebbe dire – forse giustamente – che come papiro scientifico è un po’ datato) pertanto ardisco* segnalare il link in cui lo si può leggere in italiano: http://www.resistenze.org/sito/ma/di/ce/mdce5n29.htm

    Ciao

    Ritvan

    * “ardisco” nel senso che accetto volentieri accuse di essere affetto da “sindrome di Stoccolma” nei confronti dei compilatori del “Manifesto del Partito Comunista”:-)

    P.S. Rileggendo la prefazione all’edizione del 1891, mi sono imbattuto nel passo in cui Engels, parlando dello studioso J. F. McLennan scrive: “… fu proprio l’opposto del suo predecessore(Bachofen-ndr); invece del mistico geniale abbiamo qui l’arido giurista, invece della rigogliosa fantasia poetica, le plausibili argomentazioni dell’avvocato che arringa.”

    Azz….! Ecco come la bieka ideologia comunista s’intrufola subdolamente e s’incista nel subconscio di un liberale par mio, uscendo nel momento meno opportuno e facendogli dare dell’ “arido giurista” a chi desidera ardentemente solo ed esclusivamente di essere classificato come “mistico geniale dalla rigogliosa fantasia poetica”:-)

  13. miguel se ti interessa ti avrei risposto sul mio blog…

    W L’ITALIA!!!

  14. utente anonimo says:

    Sul discorso “onestà” degli scienziati (termine “onestà” che io in verità trovo assai improprio, visto che uno scienziato può benissimo essere un “fissato” e arrivare a conclusioni balzane seguendo in perfetta buonafede il proprio “wishful thinking”, senza che per questo arrivi a falsificare COSCIENTEMENTE i fatti e i reperti, come un furfante qualsiasi) vorrei segnalare questa lapidaria conclusione popperiana:

    “Se dovessimo contare sulla imparzialità degli scienziati, la scienza, perfino la scienza naturale, sarebbe del tutto impossibile” (Karl R. Popper, in “Miseria dello storicismo”).

    Ciao

    Ritvan

  15. utente anonimo says:

    L’ho letto anch’io ritvan molti anni fa, interessante, davvero, anche se ora non ricordo più nulla se non che la famiglia non è istituzione naturale ma storica e quindi collegata allo stato e alla proprietà.

    E infatti se non ci fosse la famiglia come i patrimoni potrebbero essere trasmessi e conservati per generazioni?

    maria

  16. utente anonimo says:

    A Ritvan n°1, giusta la tua segnalazione, solo che potrebbe essere usata contro di te, soprattutto quando evidenzi con troppa foga alcune parti – così come fanno i biekissimi kompagni o i luridi Srbi. Ecco perchè Miguel non parla semplicemente “d’altro”, ma cerca di leggere a monte il processo di generazione delle conoscenza storica. Il fatto che poi tu gli scassi le balle perchè il suo ragionamento si contraddice con la teoria “Dominati-dominanti”, significa che lo critichi pregiudizialmente, il che non equivale assolutamente a dire che sbagli. Ma anche tu hai le tue caegorie di “Dominati-dominanti”, come me del resto (per quanto cerchi di “guardare al capello” e arrivare al dettaglio, dove non mi devo sobbarcare questa ingombrante teoria).

    Antonello

  17. utente anonimo says:

    >A Ritvan n°1, giusta la tua segnalazione, solo che potrebbe essere usata contro di te, Antonello<
    Non avrei nulla in contrario, basta che si portino esempi e argomenti.

    >soprattutto quando evidenzi con troppa foga alcune parti – così come fanno i biekissimi kompagni o i luridi Srbi.<
    Scusa ma stai parlando a vanvera, confondendo la mia presunta “foga” con la veridicità o meno delle mie affermazioni. Io non contesto la “foga” altrui, bensi le sue cazzate in malafede. Per farti un esempio fuori dai denti, io non contesto il diritto p.es. del kompagno Botas de campo di piangere immantentemente finché fulmineamente colpito da atrofia delle ghiandole lacrimali sulla misera sorte di quei bambini serbi in quell’autobus colpito dal perfido missile del perfidissimo D’Alema, ma c..zo, non essendo egli serbo almeno due ipocrite lacrimucce per le centinaia di bambini kosovaro-albanesi seviziati, torturati, uccisi dagli sgerri di Arkan&Soci sotto la “protezione” dei carrarmati di Miloseviç e poi fatti sparire nelle fornaci di Belgrado (così i kosovari cornuti e mazziati, coi kompagni “antiimperialisti” di ogni risma che sghignazzano:”‘Mbe, dove sono i corpi?”) le potrebbe versare una tantum?

    >Ecco perchè Miguel non parla semplicemente “d’altro”, ma cerca di leggere a monte il processo di generazione delle conoscenza storica.<
    Se leggi bene il mio commento n.1 a cui ti riferisci, esso comincia con:”Post perfettamente condivisibile e magistralmente sintetico.”

    >Il fatto che poi tu gli scassi le balle perchè il suo ragionamento si contraddice con la teoria “Dominati-dominanti”,<
    Scusa caro ma che genere di roba si fuma in Bosnia?:-). Dove avrei parlato di “dominanti-dominati” qui???!!!

    >significa che lo critichi pregiudizialmente,<
    Vedi sopra.

    >il che non equivale assolutamente a dire che sbagli.<
    Bontà tua!:-)

    >Ma anche tu hai le tue caegorie di “Dominati-dominanti”,<
    Me le fai conoscere, per favore, che la scansione sul mio hard disk non mi ha tirato fuori nulla.

    >come me del resto<
    Affari tuoi.

    >(per quanto cerchi di “guardare al capello” e arrivare al dettaglio, dove non mi devo sobbarcare questa ingombrante teoria).<
    Si potrebbe avere una traduzione in italiano comprensibile, grazie?

    Ciao

    Ritvan

  18. utente anonimo says:

    >E infatti se non ci fosse la famiglia come i patrimoni potrebbero essere trasmessi e conservati per generazioni? maria<
    Mai sento parlare di “testamento in favore di terzi”, cara?:-)

    Ciao

    Ritvan

  19. utente anonimo says:

    > c’erano stati e continuavano a esserci in quella zona decine (o centinaia?) di camion frigoriferi che venivano caricati di uomini, donne, vecchi e bambini kosovari-albanesi, ammazzati SCIENTEMENTE E DOPO TORTURE, per poi essere smistati nelle fornaci di Belgrado per non lasciar traccia, come coraggiosi e onesti SERBI hanno denunciato e testimoniato. < Notizia incompleta per difetto. I criminali Milosevic e Arkan mandarono ai forni non meno di due milioni di kosovari-albanesi, TUTTI gli abitanti della provincia di Kosovo e Metohija più alcuni altri che passavano di lì per caso. Li arrostirono e poi li mangiarono tutti insieme sul Bulevar Mira a Beograd, i resti del banchetto furono usati per concimare i campi come in Cina komunista. Alla nefasta impresa collaborarono Hitler, Stalin e Saddham Hussein. La dimensione reale del genocidio non si è risaputa in quanto un complotto illiberale antimperialista rosso-bruno ordito da Moreno Pasquinelli per diretto ordine di Hugo Chavez l’ha sapientemente occultata. Nondimeno, alcuni spiriti coraggiosi hanno diffuso la notizia: dipendenti serbi della radio B92 e dell’associazione OTPOR pagati dal filantropo Soros, coraggiosi giornalisti in trasferta da Langley a Radio Free Europe e l’organo ufficiale dell’UCK “Narcoterrorismo oggi”.
    Ciò premesso, a Lei, signore, evidentemente manca l’onore degli uomini dritti che quando hanno qualcosa da dire a qualcuno glielo dicono in faccia. I codardi invece strisciano per vie oblique sputando insulti presso terzi e non direttamente in faccia all’interessato. Come fa Lei, appunto. Non Gliene faccio una colpa, il coraggio se uno non l’ha non se lo può dare. Ottusa e in malafede, però, lo dica semmai a Sua sorella. Non ho altro da dirLe, né per ora né per il futuro. Scriva quel che Le pare, con gente come Lei non perdo tempo.

    Botas de campo

  20. utente anonimo says:

    volevo fare il figo sulle scienze naturali ma Popper mi ha fregato!

    Maledetto austriaco!

    Francesco il pistemologo

  21. utente anonimo says:

    >Ciò premesso, a Lei, signore, evidentemente manca l’onore degli uomini dritti che quando hanno qualcosa da dire a qualcuno glielo dicono in faccia. Botas de campo <
    Ha,ha, ha, mi sto sbellicando, parla un pezzo di merda che si nasconde dietro l’imbecille pseudonimo di “botas de campo”!!!

    >I codardi invece strisciano per vie oblique sputando insulti presso terzi e non direttamente in faccia all’interessato. Come fa Lei, appunto.< A ‘mbecille con infarinatura filosofica! Questo è un blog pubblico, tutti possono leggere e a chi prude la rogna, come a te, se la può grattare comodamente. >e qui Non Gliene faccio una colpa, il coraggio se uno non l’ha non se lo può dare. Ottusa e in malafede, però, lo dica semmai a Sua sorella.<
    A mammata, soreta, e a li meglio mortacci tua, se permetti, stronzo.

    >Non ho altro da dirLe, né per ora né per il futuro. Scriva quel che Le pare, con gente come Lei non perdo tempo.<
    Ha parlato L’Essere Superiore! Ma va a magna’ er sapone, va, che è mejo!

    Ritvan

  22. utente anonimo says:

    ERRATA CORRIGE

    Al post 21 leggasi “li mejo mortacci tua”.

    Ritvan

  23. utente anonimo says:

    Per Botas de campo (#19)

    Sì, però mica te ne vai!

    A me piace molto leggere ciò che scrivi.

    Mi piacerebbe saper intervenire ma ho l’impressione che più che altro, nel campo :-) , ho tanto da “ascoltare”.

    Ciao

    Cocco

  24. utente anonimo says:

    Sì, engels di bachofen apprezza l’analisi dell’eumenidi di eschilo. Anch’io, tra parentesi, tra oreste ed elettra ho sempre preferito clitennestra. Visto che ci siamo, si potrebbe parlare di quella pagina engelsiana in “dialettica della natura” in cui parla dell’ominazione. Una teoria, qualunque teoria, non solo serve a inquadrare i fatti man mano che si scoprono, ma indirizza anche la ricerca, non si va a tentoni, dei nuovi fatti da scoprire. Comunque “l’origine della famiglia della proprietà e dello stato” è piuttosto famosa e non ha bisogna di mia pubblicità. Per un comunista (che abbia presente l’ampiezza della teoria , beninteso) è un testo di partito altrettanto importante de “il capitale” di marx.

    Su sanguineti, immagino che abbia postato io qualche sua poesia, anche se adesso non ricordo quale. È un buon poeta, anche se un pessimo (per questa scuola bizantina) marxista. Non per l’odio di classe, che non si tratta di fare i santarelli, ma per quel vizio di “restaurare” che ricorda troppo quello di “rifondare”. Quasi che il comunismo e la sua teoria un giorno valga e il giorno dopo non valga più a seconda dell’umore di qualche politico o intellettuale. Uno dei tanti marxisti “a ritorno mestruale”, come bollò il maestro di caffè napoletano un compare affine a costoro. E poi “potenti”, che scadimento moralistico. Come se l’odio di classe non fosse appunto la lotta per il potere. Mi pare logico che chi ce l’abbia non voglia cederlo spontaneamente. A che pro altrimenti marx ed engels avrebbero sudato tanto per delineare una teoria della conquista rivoluzionaria, cioè violenta, del potere?p

  25. utente anonimo says:

    ma cosa c’entra il testamento in favore di terzi, suvvia, la trasmissione e conservazione della proprietà privata ha bisogno di istitituzioni certe, e la famiglia è una di queste.

    maria

  26. utente anonimo says:

    p, forse non era una poesia, ma l’analogia, espressa da Sanguineti, tra il poeta e Chaplin, che in Tempi moderni raccoglie per sbaglio uno straccio rosso trovandosi poi a capo di un corteo di manifestanti che lo segue esultante.

    Aurora.

  27. utente anonimo says:

    ritvan,

    scusa, ma ognuno si sceglie il il nick che vuole ,vedo invece che ora , ti metti anche a decretare, e a suon di parolacce, se siano ,non tanto appropriati per questo blog, ma di tuo gusto.

    Mi sembra una bella pretesa, non ti pare?

    maria

  28. utente anonimo says:

    Ritvan, non capisco perché tu ti lamenti dei bulletti in autobus, e poi hai questi toni da bullo in blog.

    Aurora.

  29. utente anonimo says:

    Ritvan,

    diciamo che non ho specificato il mio commento perchè conosco bene la piega che prendono spesso questi discorsi. Ed ecco che tu e Botas de Campo ne date un fulgido esempio. Dato che ho la particolarità di risultare filoserbo ai filokosovari e filokosovaro ai filoserbi – e riguardo alla questione bosniaca mi succede anche di peggio – sto cercando di non promuovere un berciume come quello che vi siete amorevolmente spartiti tu e Botas.

    Rispondo ad un paio di questioni non legate al Kosovo, troppo caldo perfino in una pagina di commenti ad un blog: in Bosnia si fuma roba buona, ma non è che abbia consumato tanto. Ho tirato in ballo la teoria “Dominanti-Dominati” perchè, nel momento in cui cerchi di mostrare a Miguel che il suo ragionamento vale anche per Bush, gli Israeliani e tutti quelli invisi ai bieki Kompagni seguaci di Sanguineti, mi pare logico che si parli di quelli che per Miguel sono Dominanti.

    Sul fatto della tua categoria Dominati-Dominati non credo ci siano dubbi: per te, senz’ombra di dubbio, i Dominanti sono i Serbi e i Dominati i Kosovari.

    E per finire traduco quanto detto fra parentesi: io non mi fido delle classificazioni binarie e compartimentazioni varie. Per ogni evento, segmento temporale di guerra o di pace che mi si pari davanti o che abbia la forza di studiare, cerco di ricostruire le responasbilità e azioni specifiche del caso, solo più tardi legando tutto in induzione. Fatto sta che, fino ad ora, e a maggior ragione avendo applicato il mio sguardo a quel casino che è la Bosnia, non sono arrivato a nessuna conclusione definitiva, e ho collezionato solo stralci di verità, spesso parzialmente riconducibili alle retoriche di una o l’altra parte (senza che io lo voglia, s’intende). E il quadro generale si fa sempre più complesso, mettendo in dubbio idee, programmi e visioni come La Grande Serbia, la Bosnia multietnica vittima, la Bosnia Musulmano-Fondamentalista, la Croazia Fascista, e via discettando. Punto.

    Antonello

  30. utente anonimo says:

    Non hai tutti i torti, aurora. Sanguineti è un saltimbanco della letteratura acutissimo, nel senso che cicerone dava all’intelligenza dei siculi: “acutum genus”, cioè di grande sottigliezza intellettuale. Ecco a volte la panca in cui salta gli pare un palco politico, e avendo simpatie marxiste fa il suo bravo comizio “di classe”. Noi marxisti muniti di “pelle di rinoceronte” (più o meno, insomma) non ci caschiamo troppo. Da una parte il nostro marxismo è più leggero (meno indignato e moralista) e dall’altra è più serio (legato a un filo del tempo di quasi due secoli, non all’ora di luna storta d’un pur intelligentissimo signore).p

  31. kelebek says:

    Per Ritvan e Botas de Campo,

    Cito Ritvan, che inizia a sua volta citando BdC:



    >Ciò premesso, a Lei, signore, evidentemente manca l’onore degli uomini dritti che quando hanno qualcosa da dire a qualcuno glielo dicono in faccia. Botas de campo <
    Ha,ha, ha, mi sto sbellicando, parla un pezzo di merda che si nasconde dietro l’imbecille pseudonimo di “botas de campo”!!!

    Questo è esattamente lo stile di scambio che vorrei evitare su questo blog.

    Il prezzo di avere commentatori di varie tendenze qui, consiste nella necessità di controllarsi.

    Miguel Martinez

  32. utente anonimo says:

    Caro Miguel (#31), mi dispiace se si sono creati problemi, comunque per me il discorso è già chiuso. Nel senso che a discutere ci sto con chi mi interessa, magari anche con un nemico, ma che io possa rispettare. Conseguentemente, a quel signore che si firma “Ritvan”, come già specificai, non ho più nulla da dire.

    Inoltre non desidero sputtanare questo blog, che apprezzo, né creare difficoltà al suo titolare, che (per quanto finora ne ho letto) stimo. Sputtanamento e difficoltà che forse da qualche parte si stanno solo aspettando, fregandosi le mani.

    A margine, faccio notare che pur avendo io usato toni pacati sono stato aggredito con espressioni tali da integrare i possibili estremi della diffamazione. Naturalmente non querelerò il soggetto, in vita mia avrei potuto querelare con profitto persone ben più importanti e non l’ho mai fatto. Mi basta che tutti abbiano potuto leggere e trarre le proprie autonome conclusioni sul personaggio.

    Con gli altri, se non hai niente in contrario, per il poco tempo che ho vorrei continuare a discutere in futuro.

    Botas de campo

  33. utente anonimo says:

    Ritvan,

    capisco ma disapprovo che tu sia uscito dai gangheri.

    Miguel,

    se dagli stessi dati si possono onestamente ottenere due letture intelligenti opposte, i dati sono insufficienti per una lettura e sarebbe meglio astenersi. Per onestà intellettuale.

    Tranne che parlando di partite di pallone, naturalmente.

    Francesco

  34. kelebek says:

    Per Botas n. 32,

    sì, dai, chiuso l’argomento.

    Miguel Martinez

  35. kelebek says:

    Per Francesco, n. 33,

    In un certo senso, hai ragione. E’ il ragionamento sottostante al cosiddetto approccio cladistico nelle scienze naturali, ed è il parere di molti archeologi.

    In sostanza, c’è chi sostiene che possiamo dire che il vaso “A” trovato a Rostov è stato costruito attorno al 450 avanti Cristo, usando le stesse tecniche e lo stesso stile del vaso “B” trovato a Siracusa, datato a circa la stessa epoca.

    Ma non per questo possiamo dire che è la prova che i mercanti siracusani andavano a Rostov, o che il vaso apparteneva a un greco, o che il proprietario era ricco o era povero.

    Il problema è che a quasi nessuno al mondo gliene frega qualcosa di elenchi di vasi. E perciò nessuno si interesserebbe alla storia antica, se non si potesse almeno fantasticare su mercanti siracusani in viaggio, ad esempio.

    Considerazioni analoghe, anche se un po’ diverse, valgono anche per le epoche ipetrofiche di informazioni.

    Pensiamo ad esempio alla domanda, “chi ha voluto la prima guerra mondiale e perché”: vedrai che le opinioni degli esperti, che pure hanno scavato in mezzo a milioni di documenti e in genere hanno lavorato con metodi corretti, divergono quasi nella stessa misura in cui divergono a proposito della storia antica.

    Allora, gli esperti dovrebbero tacere, e lasciare la parola solo agli inesperti?

    E’ una domanda complessa.

    Miguel Martinez

  36. utente anonimo says:

    il sanguineti di cui parli è sicuramente Lui, ritvan, lo stesso che nel marzo scorso al compleanno di ingrao ha pronunicato le seguenti parole:

    “Il proletariato è caduto in un errore spaventoso quando si è proposto di pensare alla felicità dei figli futuri, quando il problema, invece, è la vendetta. Bisogna vendicare le sofferenze dei padri. (…) Noi siamo nati per vendicare le sofferenze dei padri: non esiste coscienza di classe se non esiste odio di classe. (…) La borghesia odia il proletariato, perché non è contenta solo di sfruttarlo, ma nutre veramente un odio radicale e una piena coscienza del proprio statuto di classe. E’ deplorevole che il novantotto per cento, ad essere ottimisti, della gente che abita questo pianeta non abbia coscienza di classe, e sia rappresentata da proletari di fatto, o da sottoproletari, che è cosa ancor più terribile e pericolosa. (…) Io credo che avremmo una buona linea di condotta: occorre essere sgarbati, sgarbati e carichi di odio nei confronti di coloro che non appartengono al proletariato e ne sono nemici; credo però che altrettanto forte possa essere la solidarietà umana con i proletari e, in esclusiva, con coloro che si rendono complici con noi di un progetto eversivo, e questo progetto eversivo conserva il nome di rivoluzione”

    probabilmente il tuo brufoloso fumatore abusivo applicava proprio questa fine teoria dell’essere “sgarbati e carichi di odio”

    roberto

  37. utente anonimo says:

    nel caso di dati insufficienti più che astenersi basterebbe semplicemente chiarire che si tratta di ipotesi e non di verità assolute (insomma imparare a scrivere con l’indicativo ed il condizionale al posto giusto).

    roberto

  38. Condivido&sottoscrivo il post di coco rivolto a Botas De Campo. Aggiungo (ma non vorrei gettare benzina sul fuoco) che Te, Ritvan, dovresti essere meno “sghimbescio” quando contesti le idee di qualcuno. Se non eri d’accordo su un’affermazione di Botas la tematizzavi esplicitamente e la contestavi.Così come hai fatto, mi pare 1 pelo sleale , in perfetto stile castrucciano.

    Con questo ribadisco che mi fa piacere leggere gli interventi di entrambi…

    cloro

  39. utente anonimo says:

    Beh cloro,

    per togliere del tutto benzina è oggettivamente difficile contestare idee tipo “a Lei, signore, evidentemente manca l’onore degli uomini dritti”

    ma ha ragione miguel, laissez tomber (e se posso dare un consiglio a bodas e ritvan, al posto di intasare lo sgangherato sistema giudiziario italiano battetevi a duello, al primo sangue)

    roberto

  40. utente anonimo says:

    roberto: e se posso dare un consiglio a bodas e ritvan, al posto di intasare lo sgangherato sistema giudiziario italiano battetevi a duello, al primo sangue

    Uè, Luxemburg, te da che parte stai? Insomma, se la gente non litiga in tribunale quelli come noi a che cacchio servono? :-))

    Z.

  41. utente anonimo says:

    come noi chi, z.?

    io mica sono avvocato, sennò altro che spegnere il fuoco…

    :-)

    roberto

  42. utente anonimo says:

    >Ritvan, non capisco perché tu ti lamenti dei bulletti in autobus, e poi hai questi toni da bullo in blog. Aurora.<
    Perché, Egregio Avvocato, se lei avesse la Bontà di accantonare per un attimo i Suoi Preg.mi Occhiali firmati “Faziosità Fashion”:-) si accorgerebbe che il Suo Preg.mo paragone è liricamente ad minchiam per le seguenti ragioni:

    In autobus ci sono gentili persone che si fanno i cavoli loro senza dare fastidio a nessuno, pertanto se uno fa il bullo con loro – i quali passeggeri, noti bene Egr. Avvocato, sono impossibilitati per ragioni contingenti a sottrarsi all’azione bullesca – io, col Suo Pregiatissimo Permesso m’inkazzo. E rispondo al bullo nell’unico linguaggio che un fallocefalo simile capisce, cioè il bullese. Sperando – ma purtroppo non mi è mai capitato – che il miserabile vada oltre l’imitazione pulcinellesca di Al Zarqawi alle vongole e mi metta le mani addoso, così io possa spedirlo direttamente in ospedale – come si merita come minimo, visto che le Autorità Competenti se ne strasbattono di punire il bullismo – per legittima difesa, senza che qualche Suo (di Lei) Esimio Collega sollecitato dal suddetto rifiuto umano mi possa creare grane giudiziarie.

    In questo blog invece, se faccio presente a qualcuno che sta ignorando ottusamente e in malafede un certo fatto e lui per tutta risposta mi dice di dirlo a mia sorella, se permetti non vedo in che altro tono dovrei rispondergli, visto che i nostri cugini d’oltrealpi c’insegnano che “A canaille canaille et demì”.

    Pregandola di gradire i Rispettosi Omaggi del Suo Umilissimo Servitore

    In fede

    Ritvan

    P.S. Il fatto che il Suo (di Lei) intervento sia precedente a quello di cui mi accingo a parlare, mi fa escludere che la Sua (di Lei) irritazione, Egregio, derivi dal fatto che il sullodato Campione d’Onore degli Uomini Dritti, Nonché Terrificante Terrore Dei Codardi Striscianti che si nasconde molto coerentemente dietro lo pseudonimo “Botas de campo” pare abbia rinunciato a querelare il sottoscritto, (Mamma mia, che paura, lho scampata bella!:-) ) con gran nocumento per gli introiti della Molto Onorevole Categoria Professionale che Lei Degnamente rappresenta. Allora cos’è stato, Esimio Avvocato, visto che leggere i miei commenti sul blog non credo che gliel’abbia prescritto il medico e che leggere il pur bellissimo blog di MM non sia esattamente equiparabille ai sensi del Codice Civile, Penale e di Navigazione alla neccesità di viaggiare sul bus?

  43. utente anonimo says:

    Miguel, #34

    < sì, dai, chiuso l'argomento. >

    Claro que si.

    Botas de campo

  44. utente anonimo says:

    >probabilmente il tuo brufoloso fumatore abusivo applicava proprio questa fine teoria dell’essere “sgarbati e carichi di odio” roberto<
    Non vedo faccine buffe, comunque nella molto improbabile ipotesi che tu parli sul serio, non credo proprio che il sullodato brufoloso aspirante ad essere l’Al Zarqawi de noantri (o per par condicio e – a parte il dovuto garantismo – l’operatore ecologico di Erba) fosse un seguace di Sanguineti e delle sue odiose (è proprio il caso di dirlo:-) ) teorie del c..zo. E per due buoni motivi:

    -Non so se io l’abbia detto, ma appena entrati nell’autobus, lui e i suoi amichetti si son messi a urlare a squarciagola “Boia chi molla/il grido di battaglia”, sublimi versi lirici che non mi pare appartengano a Sanguineti o a suoi ideologicamente simili (e già qui a qualche Democratico, Antifascista, Nato Dalla Resistenza sarebbe saltata del tutto legittimamente e Costituzionalmente la mosca al naso, senza aspettare la camera a gas, ma io sono notoriamente liberale e dei gridi di battaglia altrui me ne infischio altamente).

    2. Mi pare difficile che il sullodato Sanguineti consigli di dirigere il sano odio proletario verso albanesi (anche se non clandestini:-) ) o disgraziati italici che viaggiano sui mezzi pubblici. Ecco, nel caso, sarei curioso di chiedere al Sublime Poeta se io, da “proletario” nel suo senso lato d’accezione potrei essere legittimato ad odiare come “ricco e potente” uno che occupa la Terza Carica Istituzionale d’Italia e che s’è comprato una megavillona con annessa tenuta in quel dell’Umbria. “Riccopotente” che – detto en passant – ha candidato (in compagnia) il sullodato Sommo alla carica di sindaco di Genova.

    Ciao

    Ritvan

  45. utente anonimo says:

    >Te, Ritvan, dovresti essere meno “sghimbescio” quando contesti le idee di qualcuno. Se non eri d’accordo su un’affermazione di Botas la tematizzavi esplicitamente e la contestavi.Così come hai fatto, mi pare 1 pelo sleale , in perfetto stile castrucciano.<
    Sgusi, Esimia, io ezere arrivado su gomone e non zapere di rafinateze dialettighe. Dove sta scritto tutto questo, nel Manuale Del Piccolo Chimico Che Consiglia Come E Qualmente Preparare la Pregiatissima Pozione Clorata Da Usare Sui Biechi Pretacci?

    Col Suo Augusto Permesso e come ho già detto, io dico la mia come mi pare e piace e chi ritiene di aver la rogna – clerico o laico che sia – se la gratti con comodo.

    Ciao

    Ritvan

  46. utente anonimo says:

    >Uno dei tanti marxisti “a ritorno mestruale”, come bollò il maestro di caffè napoletano un compare affine a costoro…p.<
    Io credo da quel giorno il sullodato maestro non goda di particolare affetto e considerazione presso le Compagne marxiste, vero?:-)

    Ciao

    Ritvan

  47. utente anonimo says:

    come hai intuito, ritvan, non ero serio e del papaerello parapolitico di sanguineti non condivido manco l’uso della punteggiatura

    roberto

  48. utente anonimo says:

    >ma cosa c’entra il testamento in favore di terzi, suvvia, la trasmissione e conservazione della proprietà privata ha bisogno di istitituzioni certe, e la famiglia è una di queste.

    maria<
    E il testamento è un’altra:-).

    Maria, Maria, lascia stare per un momento Marx e l’assunto che tutto in questo porco mondo sia stato e sia solo ed esclusivamente in funzione della vil pecunia da usare per vampirizzare il prossimo:-). Il bieko kapitalismo (ma anche il feudalesimo, il sistema schiavistico, ecc. ecc.) non ha bisogno di questi mezzucci per prosperare.

    Mai pensato p.es. che molto probabilmente più che per le da te supposte esigenze di pochi di lasciare automaticamente il gruzzolo ai consanguinei senza farsi dissanguare dal notaio:-) la famiglia sia nata per le esigenze dei più di provvedere in qualche modo al proprio incertissimo futuro, in epoche quando non c’era l’INPS, l’INAIL, la Caritas o l’Esercito di Salvezza, nonché di cercare di alleviare la solitudine umana che ci accompagna purtroppo dalla culla alla tomba?

    Medita Maria, medita!:-)

    Ciao

    Ritvan

  49. utente anonimo says:

    >ritvan, scusa, ma ognuno si sceglie il il nick che vuole ,vedo invece che ora , ti metti anche a decretare, e a suon di parolacce, se siano ,non tanto appropriati per questo blog, ma di tuo gusto. Mi sembra una bella pretesa, non ti pare? maria<
    Maria, rileggiti tutto con più calma, se possibile dall’inizio, e poi casomai, se non trovi da sola la risposta ne riparliamo. Lo dico perché non vorrei infrangere il patto d’omertà:-) – deciso peraltro da altri – e rinvangare il passato e perché forse non a caso recentemente ti sei autodefinita “Maria la pasticciona”.

    Ciao

    Ritvan

  50. utente anonimo says:

    >Ritvan, diciamo che non ho specificato il mio commento perchè conosco bene la piega che prendono spesso questi discorsi.Antonello<
    Ma no, ma no, non aver paura del dialogo, fratello!

    >Ed ecco che tu e Botas de Campo ne date un fulgido esempio.<
    Ecché sarà mai! mai visitato indymedia?:-)

    >Dato che ho la particolarità di risultare filoserbo ai filokosovari e filokosovaro ai filoserbi – e riguardo alla questione bosniaca mi succede anche di peggio – sto cercando di non promuovere un berciume come quello che vi siete amorevolmente spartiti tu e Botas.<
    Non vorrei infrangere il patto d’omertà:-), ma da quel che risulta in questo blog non mi sembra proprio il caso: a mio sommamente immodesto avviso il da te citato pseudonimo non sembrerebbe affatto filokosovaroalbanese nemmeno a Karadzic e Mladic se i suddetti galantuomini conoscessero l’italiano e bazzicassero questo blog. Tu, invece, hai esternato qui i tuoi dubbi, incertezze e tentennamenti a più riprese. Pertanto mi sembra che tu faccia in quest’occasione un torto a te stesso.

    >Rispondo ad un paio di questioni non legate al Kosovo, troppo caldo perfino in una pagina di commenti ad un blog:<
    Mah, i fatti del 1999 dovrebbero essere ormai abbastanza “raffreddati”. Comunque…

    >in Bosnia si fuma roba buona,<
    Immagino fornita in regime di monopolio dai “narcoterroristi kosovaro-albanesi”:-)

    >ma non è che abbia consumato tanto. Ho tirato in ballo la teoria “Dominanti-Dominati” perchè, nel momento in cui cerchi di mostrare a Miguel che il suo ragionamento vale anche per Bush, gli Israeliani e tutti quelli invisi ai bieki Kompagni seguaci di Sanguineti, mi pare logico che si parli di quelli che per Miguel sono Dominanti.

    Sì, caro, ma io non sono Miguel e non condivido le sue teorie, pertanto non mi sembra giusto che tu appoippi a me cose che non ho detto. Insomma, per capirci, la tua interpretazione sul senso della mia domanda a Miguel la trovo corretta (e anche le mie domande erano tali da non lasciar dubbi in proposito) ma il collegamento con le teorie e le categorie migueliane non l’ho fatto io, ecco.

    >Sul fatto della tua categoria Dominati-Dominati non credo ci siano dubbi:<
    Meno male che una tantum non hai dubbi!:-)

    >per te, senz’ombra di dubbio, i Dominanti sono i Serbi e i Dominati i Kosovari.<
    Sbagliato, fratello. Dipende dal periodo storico. Senza dubbio dalla calata (politicamente correttamente:-) non la definisco “invasione barbarica”) delle tribù serbe verso la perferia dell’Impero Bizantino nel VI-VII secolo d.C e fino al 1300, i serbi furono senza dubbio “dominanti” nei confronti degli albanesi, in ragione del numero e anche della superore coesione ed organizzazione sociale. Dal 1400 e fino al 1912, sotto l’Islamissimo Impero Ottomano gli albanesi kosovari progressivamente convertitisi all’Islam furono “dominanti” rispetto ai serbi ortodossi, ma non mi risultano – se qualcuno ne ha le prove le tiri fuori -“pogrom” albanesi nei confronti dei serbi del kosovo in quel periodo.

    Dal 1913 (anno in cui il Kosovo a stragrande maggioranza albanese fu concesso alla Serbia dalle Grandi Potenze) al 1940 (anno d’occupazione italo-tedesca) ritornano ad essere “dominanti” gli albanesi, visto che il Kosovo viene strappato alla Serbia e unito all’Albania, già felice:-) membro del Glorioso Impero Mussoliniano.

    Dopo la II GM tornano subito i fratelli serbi a dominare in Kosovo, tramite la longa manus di tal Rankoviç, il quale con il ben noto pretesto dellla “caccia ai collaborazionisti filonazisti” (che ci furono eccome, la vergognosa Divisione SS kosovara “Skanderbeg” non è un invenzione di Milosevic, anzi molti kompagni occidentali dell’ultima ora del sanguinario tiranno nazicomunista nemmeno sanno dell’esistenza di tale Divisione, così faccio un po’ anch’io a beneficio di tali kompagni filomiloseviciani-antinarkoterroristi “la spia e il traditore del popolo albanese al soldo di Soros e della bieka Spektre Pluto-mason-Giudaica:-), per pareggiare il conto con quegli onesti serbi che denunciarono l’orrore dei camion frigorifero miloseviciani ) Rankoviç, dicevamo, scatenò una vera e propria mattanza di kosovaroalbanesi che non s’era vista nemmeno ai tempi della Jugoslavia monarchica. Fortunatamente Rankoviç finì per stare sugli zebedei al gran capo Tito (magari per tutt’altri motivi) o più probabilmente il croato (e comunista) Josip Broz negli anni ’60 finì per trovare un po’ indigesto che si sterminassero sistematicamente gli innocenti proletari kosovaro-albanesi per il perverso piacere e l’accrescimento della potenza dei serbi. Così, fino al 1989 ci fu sostanziale equilibrio in Kosovo fra le due etnie (cosa che ovviamente:-) i serbi sciovinisti negano decisamente, p.es. inventandosi di sana pianta gli “stupri etnici” delle aspiranti Marie Goretti:-) serbe da parte dei biechi e selvaggi giovanotti albanesi). Poi, quando Miloseviç tolse ai kosovaroalbanesi anche quell’autonomia all’acqua di rose comuniste concessagli da Tito, le cose precipitarono in un lampo e i kosovari si trovarono di colpo destituiti tramite ukase provenienti da Belgrado da tutti i posti statali di una qualche responsabilità (sinceramente non so con precisione fino a che “profondità” andò lo “spoil system” in salsa serboortodossa, ma di sicuro fino al livello di direttore di asilo infantile). Mi pare chiaro chi fossero i “dominati” e chi i “dominanti” in quel periodo che diede l’impulso al movimento nonviolento di Rugova. Dopo la vittoria NATO del 1999, i “dominanti” son ritornati ad essere i kosovaroalbanesi. Dopo, non so, non ho la sfera di cristallo. A rigor di alternanza:-) dovrebbe toccare alla Serba reintrodurre in Kosovo i suoi pacifici e pacifisti carriarmati di produzione cinese su licenza sovietica (tutt’altra roba rispetto ai biechi e guerrafondai Merkava o Abrams:-) ) per insegnare la civiltà delle radici cristiane a quel branco di fondamentalisti islamici collusi col narkoterrorismo:-). Ma io spero vivamente di no.

    >E per finire traduco quanto detto fra parentesi: io non mi fido delle classificazioni binarie e compartimentazioni varie. Per ogni evento, segmento temporale di guerra o di pace che mi si pari davanti o che abbia la forza di studiare, cerco di ricostruire le responasbilità e azioni specifiche del caso, solo più tardi legando tutto in induzione. Fatto sta che, fino ad ora, e a maggior ragione avendo applicato il mio sguardo a quel casino che è la Bosnia, non sono arrivato a nessuna conclusione definitiva, e ho collezionato solo stralci di verità, spesso parzialmente riconducibili alle retoriche di una o l’altra parte (senza che io lo voglia, s’intende).<
    Eh, fratello, ti comprendo e ti compiango, perennemente lacerato da angoscianti dubbi. Ma a qualcuno dovrai pur prestar fede, diamine! E quel qualcuno non devo essere per forza io, eh!:-). Lavori seri sulla Bosnia scritti da gente il cui cognome non finisca per “viç”, p.es.?

    >E il quadro generale si fa sempre più complesso, mettendo in dubbio idee, programmi e visioni come La Grande Serbia,<
    Beh, fratello, ancora non ti sei convinto che quell’ “idea, programma, visione” è stata (e temo che ancora sia ) una realtà a cui attribire le maggiori (non tutte, beninteso9 le nefandezze successe in quell’area?

    >la Bosnia multietnica vittima,<
    Non lo so. Sicuramente mooolto più vittima che carnefice.

    >la Bosnia Musulmano-Fondamentalista,<
    Una cazzata megagalattica che nemmeno i legaioli ormai la usano come carta.

    >la Croazia Fascista,<
    Beh, oddio, anche se i cattolicissimi croati mi stanno simpatici perché – per ragioni meramente geografiche -a nosotros albanesi non hanno rotto mai le balle e hanno insegnato ai bulli serbi – senza intervento amerikano, perciò i kompagni fanno in genere pippa – che possono essere surclassati in bullismo e riceverla in quel posto anche da gente potenzialmente meno muscolosa, i croati, dicevo, un po fascistini io li trovo.

    >e via discettando. Punto.<
    Ma no, “punto-e-virgola”, invece, come diceva l’immortale Totò:-) (nel senso che si può continuare).

    Ciao

    Ritvan

  51. utente anonimo says:

    Maria, rileggiti tutto con più calma, se possibile dall’inizio, e poi casomai, se non trovi da sola la risposta ne riparliamo. Lo dico perché non vorrei infrangere il patto d’omertà:-) – deciso peraltro da altri – e rinvangare il passato e perché forse non a caso recentemente ti sei autodefinita “Maria la pasticciona”.

    maria

    beh ritvan anche tu spesso ti definisci ironicamente , che è un modo divertente per mettere le mani avanti:-), ma per tornare alla questione del “confronto” con botas, ho ben poco da rileggere, botas ha detto delle cose discutibili e tu hai rilanciato in modo ancora più aggressivo e con tanto di epiteti che non ripeto. Questo per dire che stavolta il pasticcione sei stato tu.

    maria

  52. utente anonimo says:

    Ritvan,

    non si parlava del governo prodi e delle tasse di successione sulla casa,:-) si parlava di un testo dove si critica la concezione della famiglia come società naturale, e dove si cerca di dimostrarne invece il suo carattere storico che muta con il mutare della struttura economica e sociale; carattere che si intreccia fortemente con la proprietà privata, di cui è strumento di conservazione.

    Certo non posso farti un riassunto di un testo comnplesso come quello di Engel, ma ricordarti soltanto la tesi che lo percorre, senza per questo volerti convincere della sua giustezza storica. Il fatto poi che gli uomini cerchino legami d’affetto per vivere meglio non c’entra nulla con l’analisi riguardante i vari raggruppamenti familiari che si sono determinati storicamente fin dalla più remota antichità

    maria

  53. utente anonimo says:

    >per tornare alla questione del “confronto” con botas, ho ben poco da rileggere, botas ha detto delle cose discutibili e tu hai rilanciato in modo ancora più aggressivo e con tanto di epiteti che non ripeto. Questo per dire che stavolta il pasticcione sei stato tu.

    maria<
    Bene Maria, a questo punto sono (quasi) sicuro che tu definisci “dillo a tua sorella” con il grazioso termine di “discutibile” e chi “rilancia in modo ancora più aggressivo e con tanto di epiteti che non ripeto” un “pasticcione. Bene, non ho nulla da aggiungere se non la famosa sentenza albanese già citata “la merda degli amici profuma e il profumo degli avversari puzza di merda”. A questo punto per me dire di più sarebbe – come si dice da voi – tentare di lavare la testa all’asino, rimettendoci il tempo, la fatica, il sapone e forse rimediando anche un calcio negli stinchi. Dico forse, perché nel tuo caso, gentile maria, essendo tu una nota zoofila (nel senso di voler bene agli animali, eh, a scanso d’equivoci) forse non ti offenderai del paragone e non mi dirai di dirlo a mia sorella.

    Ciao

    Ritvan

  54. utente anonimo says:

    Ad Antonello (#29) che scrive

    < ho la particolarità di risultare filoserbo ai filokosovari e filokosovaro ai filoserbi - e riguardo alla questione bosniaca mi succede anche di peggio >

    vorrei dire che non ho mai nascosto la mia simpatia, sulle cui ragioni storiche, culturali e politiche per economia di spazio non mi dilungo, per la causa serba.

    Non mi sono mai per tanto trattenuto dal condannare e denunciare gli errori, gli eccessi e i crimini che in nome di quella stessa causa furono commessi. Con amici serbi – data la speciale familiarità che si determina in talune circostanze – ne ebbi dispute accanite, e nello stile serbo una disputa accanita non è uno scambio di convenevoli. Tuttavia, forse facilitato dal non essere parte “etnica” in causa, mi sono sempre sforzato di mantenere la mente fredda quanto bastava per esecrare all’identico modo le persecuzioni e le stragi di incolpevoli civili: serbi, croati, musulmano-bosniaci, kosovaro-albanesi o altro che fossero. Ciò che naturalmente, lo si comprende dal vivo, riesce più difficile a chi ha perduto familiari, conoscenti e amici per mano di una parte avversa.

    Ugualmente, da convinto sostenitore della causa palestinese, non sono mai riuscito ad accettare che il sangue dei civili palestinesi assassinati dalla cricca terroristica al potere in Israele per conto di Washington fosse pagato col sangue di civili israeliani a loro volta incolpevolmente massacrati – ancorché con la comprensibile disperazione delle azioni suicide – per il solo fatto di essere israeliani.

    Ma prima che alla causa serba la mia simpatia andava – e non ha cessato di andare – alla causa jugoslava, cioè a quella della federazione solidale di popoli diversi, ma non estranei l’uno all’altro.

    Quindi a Slobo e ai suoi collaboratori imputo parecchi gravi errori, aggravati in itinere da responsabilità politiche pressoché criminali. Non mi riferisco tanto alle violenze della teppa “paramilitare” e dell’ala militarista serbo-bosniaca, per le quali la responsabilità sua è assai sfumata; penso piuttosto, essenzialmente, a quando egli si fece intrappolare dai gruppi nazionalistici kosovaro-serbi nell’aprile 1987 mentre la leadership della Lega in Kosovo e Metohija era storicamente egemonizzata dai kosovaro-albanesi; a quando si disinteressò della secessione slovena del 1991 che fu invece la premessa fondamentale di quella croata; a quando nell’illusione di accordarsi col neoustascia Tuđiman per spartirsi la Bosnia-Erzegovina non fece schiacciare la sedizione di Zagreb dall’Armata Federale alla fine dello stesso 1991 avendone ancora il tempo e la forza; a quando infine revocò nel 1989 lo statuto di autonomia della provincia di Kosovo e Metohija (insieme a quello della Vojvodina) favorendo il successivo precipitare della situazione con la susseguente proliferazione delle bande narcoterroristiche UCK pagate, armate ed equipaggiate dalla solita feccia yankee e in minor misura da qualche mafiotrafficante albanese.

    A Slobo e ai suoi, in sostanza, imputo di avere favorito – nei fatti – il dissolvimento della RFJ in una congerie di nazionalismi etnici un po’ straccioni e razzisti in sanguinosa competizione tra loro (“Patriottismo, nazionalismo e razzismo stanno tra loro come la salute, la nevrosi e la pazzia” – Umberto Saba, “Scorciatoie e racconti”).

    Tuttavia Slobo, che fino a un certo punto, in qualche modo, si era appoggiato agli Yankee e ne era stato appoggiato, col cambiamento dello scenario di fronte all’opzione decisiva di Rambouillet scelse di non cedere e ne pagò il prezzo. Più o meno, nei suoi passaggi essenziali, il medesimo percorso di Saddham. Simbolicamente, a quel punto, la resistenza della piccola Serbia alla prepotenza dei nemici dell’umanità e dei loro leccaculi e servi venne a rappresentare un esempio intollerabile – come poi in scenari più complessi quello dell’Irak – poiché il neoimperialismo globalista per imporre il mercatismo totalitario ai popoli (e non già per “esportare la democrazia”) non può ammettere la refrattarietà di sistemi “nazionali” autonomi. Infatti col ricatto di Rambouillet i natisti prospettavano alla Serbia non già l’autonomia di una sua storica provincia ma bensì una vera e propria occupazione militare dell’intero paese, che nemmeno la repubblica di San Marino sarebbe stata disposta a tollerare supinamente.

    C’è chi per la propria libertà è disposto a battersi pur nella consapevolezza dell’inferiorità di forze e dell’inevitabile sconfitta poiché nella storia dei popoli ci sono valori non negoziabili e a volte le sconfitte di oggi preparano le vittorie di domani. C’è chi invece per i propri interessi di portafoglio è disposto a dare il culo al primo che comprandolo gli fa fare un buon affare, a vendere la propria terra come colonia, a servire l’imperialismo nemico di tutti i popoli in cambio di un piatto di lenticchie.

    Dal mio punto di vista continua a fare una differenza decisiva. Rendo perciò onore alla memoria di Slobodan Milosevic come a quella di Saddham Hussein, pur consapevole del fatto che né l’uno né l’altro furono limpidi eroi purissimi.

    In ultimo, vorrei osservare che in guerra la commissione delle violenze più nefande è difficilmente imputabile a una parte sola: è la logica stessa della guerra che lo esclude. Né la differenza la fa la “nobiltà”, reale o asserita, della “causa” perseguita. Come emblematicamente scrive Del Boca, che è un uomo-simbolo dell’antirevisionismo storico, nel suo bellissimo “Italiani, brava gente?” (Vicenza, 2005) sui misconosciuti crimini di guerra italiani dall’epoca del brigantaggio alla resa dei conti del 1945, “… è impensabile che tutti i cattivi abbiano scelto Salò e tutti i buoni la Resistenza” (pag. 268).

    Ma nel caso della Jugoslavia, come poi in quello dell’Irak, la tambureggiante propaganda occidentalista è riuscita, superando lo stesso suo maestro Goebbels grazie alla potenza di fuoco dei mezzi di comunicazione odierni, ad attribuire le parti dei “buoni” e dei “cattivi” secondo le proprie convenienze di mercato. Rammento solo la strage alla bomba nel mercato di Sarajevo (agosto 1995) e quella dei civili di Racak (gennaio 1999), tipiche operazioni false flag delle quali incolpare i Serbi per attribuire alle successive operazioni militari natiste in Jugoslavia un risibile carattere di “liberazione”. Come scrisse Malcolm X una quarantina d’anni fa, “I giornali vi faranno odiare gli oppressi e amare gli oppressori”.

    Botas de campo

  55. utente anonimo says:

    ERRATA CORRIGE

    Ho scritto una minchiata storica nel commento 50 (poi con comodo provvederò ad attivare il mio Avvocato di Fiducia perché quereli per diffamazione un certo Ritvan che definisce i miei Gloriosi Papiri “minchiate”). Il paragrafo:

    Dal 1913 (anno in cui il Kosovo a stragrande maggioranza albanese fu concesso alla Serbia dalle Grandi Potenze) al 1940 (anno d’occupazione italo-tedesca) ritornano ad essere “dominanti” gli albanesi, visto che il Kosovo viene strappato alla Serbia e unito all’Albania, già felice:-) membro del Glorioso Impero Mussoliniano.

    va letto invece:

    “Dal 1913 (anno in cui il Kosovo a stragrande maggioranza albanese fu concesso alla Serbia dalle Grandi Potenze) al 1940 (anno d’occupazione italo-tedesca) ritornano ad essere “dominanti” i serbi. Non ebbero tempo di far molto per “ripulire” etnicamente il Kosovo dai biechi musulmani albanesi, anche se un certo numero di kosovari albanesi fu spedito in Turchia nell’ambito del rimpatrio dei turchi concordato con Ataturk, finché l’allora presidente albanese Zogolli (diventato in seguito re, col nome di Zog I) non scrisse ad Ataturk chiedendogli – ed accontentato – di non accettare gli albanesi che i cari serbi gli spedivano “travestiti” da turchi. Inoltre l’ignobile papiro definito “Memorandum dell’Accademia delle Scienze della Serbia” e stilato in quegli anni, papiro in cui venivano suggeriti al governo di Belgrado i metodi “altamente scientifici” di ripulire il Kosovo dalla specie subumana albanese, anche se non applicato in massima parte rimane una obbrobriosa testimonianza di come la pulizia etnica, l’odio razziale e lo sciovinismo ispirante la Grande Serbia non era prodotto solo delle caste militariste o degli affaristi di Belgrado, ma aveva radici ben più profonde.

    Dal 1940 (come già detto, occupazione italo-tedesca) ritornano ad essere “dominanti” gli albanesi, visto che il Kosovo viene strappato alla Serbia e unito all’Albania, già felice:-) membro del Glorioso Impero Mussoliniano”

    Ciao

    Ritvan

  56. utente anonimo says:

    Ritvan, i miei occhiali firmati mi hanno fatto leggere la tua firma in calce a un commento degno della peggior parlata dei bulletti romaneschi.

    Era facile immaginarti davanti ” allo specchio, in meditazione Zen” con i capelli a cresta di gallo e il naso con anello,con quegli stessi segni che tu attribuisci ai bulletti, mentre proclami ” a ‘pezzo demmerda, imbecille, a sorete , a mammete, er mejo de..” ecc.ecc.

    E non dire che applichi le usanze dei cugini di oltre-frontiera : il tuo è kanun, albanese arcaica legge di vendetta ancora in auge, in forza della quale tu ti senti obbligato a restituire il doppio del presunto affronto ricevuto.

    Ecco cosa intendevo per atteggiamento bullico , a prescindere dal trovarsi su un autobus o in un blog: l’atteggiamento sprezzante nei confronti degli altri espresso con frasi volgari o basso popolari, consapevole del fatto che qualunque persona di media educazione e sensibilità eviterà di reagire con le tue modalità. Come ha fatto appunto Botas.

    Kel ha detto di finirla qui. Naturalmente la finirò anche io.

    Aurora.

  57. utente anonimo says:

    >Per Ritvan e Botas de Campo,

    Cito Ritvan, che inizia a sua volta citando BdC: ……

    Questo è esattamente lo stile di scambio che vorrei evitare su questo blog. Il prezzo di avere commentatori di varie tendenze qui, consiste nella necessità di controllarsi. Miguel Martinez<
    Bene MM, nobili parole le tue. Ma cosa ci posso fare io se lo stesso mentecatto fallocefalo che ha inopinatamente eterodiretto il discorso su mia sorella, dopo aver fatto Da Pseudonimo D’Onore qual è pubblica professione di “chiuso l’argomento” (vedi commento n.43) ritorna alla carica, offendendo L’INTERO POPOLO a cui appartengo (il quale, in Kosovo e in Albania, senza nessuna eccezione di destra, sinistra, centro e anche politicamente menefreghisti ha accolto la NATO come “liberatrice”) con le seguenti deliranti e razzistiche parole:

    “C’è chi invece per i propri interessi di portafoglio è disposto a dare il culo al primo che comprandolo gli fa fare un buon affare, a vendere la propria terra come colonia, a servire l’imperialismo nemico di tutti i popoli in cambio di un piatto di lenticchie.”?

    Beh, Miguel, mi dispiace ma non posso aspettare la tua cortese risposta, pertanto dico al suddetto Pseudonimo di andare a dare lui il culo – se non lo ha già fatto – a Karadzic e Mladic, visto che Milosevic e Arkan essendo già crepati non posson più approfittare di tale squisita “bota de culos”. E se, malgrado gli amici serbi che tiene non riesce a trovare dove siano nascosti a Belgrado i due suddetti topi di fogna, facesse un po’ di joga, così riesce a ficcarsi nel proprio culo quella grandissima testa di cazzo che si ritrova e gode lo stesso, alla faccia dei bieki imperialisti che glielo vorrebbero impedire!

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Sempre per il suddetto Pseudonimo Fallocefalo:

    1. Io mi firmo “Ritvan” poiché nell’ufficio anagrafe il mio nome è, appunto Ritvan. Se vuoi conoscere anche il cognome – o Intrepido Uomo d’Onore – non hai che da chiedermelo. ma quelli che bazzicano il blog da più tempo di te già lo sanno.

    2. Visto che credo poco probabile che il tuo nome e cognome registrati all’anagrafe siano “botas de campos”, ti consiglio, prima di darti inopinate arie da Magnanimo Essere Superiore alle vongole nei miei confronti e che non querela nullità par mie, di chiedere al tuo avvocato di fiducia – e qui sarebbe inoltre gradito il parere dei legulei del blog – se uno pseudonimo SCONOSCIUTO e non pubblicamente legato ad un ben preciso nome e cognome possa essere leso nel suo onore mediante “diffamazione” e, come tale, sporgere querela. La logica dice di no, ma in Italia mai dire mai.

    3. Indipendentemente dalla soluzione del punto 2, ti faccio presente, esimio Essere Superiore Razzista dei miei Botas de campo (tradotto in italiano spiccio “dei miei stivali”) che sono incensurato (pertanto eventualmente solo condizionale), libero professionista e nullatenente, pertanto, eventualmente quel “querelare con profitto” te lo ficchi gentilmente in der cu’.

    4. Se non bastasse neanche il punto 3 a convincerti della tua nullità cerebrale che si avvicina davvero a quella di un genuino par de “botas de campos”, ti ricordo che l’ Art. 599 CP (Ritorsione e provocazione) così recita:

    “Nei casi preveduti dall’articolo 594 (ingiuria-nd.r), se le offese sono reciproche, il giudice puo’ dichiarare non punibili uno o entrambi gli offensori.

    Non e’ punibile chi ha commesso alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 594 e 595 nello stato d’ira determinato da un fatto ingiusto altrui, e subito dopo di esso.

    La disposizione della prima parte di questo articolo si applica anche all’offensore che non abbia proposto querela per le offese ricevute.”

    T’è capi’, ‘gnurant?

  58. utente anonimo says:

    >Ritvan, i miei occhiali firmati mi hanno fatto leggere la tua firma in calce a un commento degno della peggior parlata dei bulletti romaneschi. Aurora.<
    Ma perché O Mia Bella dall’Animo Romantico, non ti riferisci p.es. ai sublimi personaggi dell’Immortale Sordi, o – se dall’Alto Della Tua Sublime Sensibiltà Artistica aborri (come dice Mughini) la volgave (sic) cinematografia plebea – non fai planare la Tua Squisita Sensibilità Poetica sui sonetti del Belli o sui versi di Trilussa. Che per caso bulli pure issi?

    >E non dire che applichi le usanze dei cugini di oltre-frontiera : il tuo è kanun, albanese arcaica legge di vendetta ancora in auge, in forza della quale tu ti senti obbligato a restituire il doppio del presunto affronto ricevuto.<
    Esimio Avvocato, se il tuo scopo era di offrire a tale Nobile e Linguisticamente Casto Consesso una prova irrefutabile della tua crassa ignoranza in tema di Kaun, ebbene devo dirti con immenso piacere che ci sei riuscita in pieno.

    >Ecco cosa intendevo per atteggiamento bullico , a prescindere dal trovarsi su un autobus o in un blog: l’atteggiamento sprezzante nei confronti degli altri espresso con frasi volgari o basso popolari, consapevole del fatto che qualunque persona di media educazione e sensibilità eviterà di reagire con le tue modalità. Come ha fatto appunto Botas.<
    Ooooh, che dolore ti devo dare! La Squisita Persona Di Media Educazione E Sensibilità da te tanto ammirata ha appena finito di dare del “datori del proprio culo” a tutto il popolo albanese. Ti metterai a piangere, vero, la Tua Squisita Sensibilità no potrà reggere a cotanto scempio della buona educazione?

    >Kel ha detto di finirla qui. Naturalmente la finirò anche io.<
    Veramente kel aveva detto di finirla ben prima:-). Comunque, da parte mia un Tuo Spassionato – e soprattuto gratuito, eh, niente cene insieme, siamo Carnivori – Parere Giuridico sull’intrigante questione della Diffamabilità o meno dello pseudonimo sarebbe gradito, al di là di quel che ne potrebbe pensare il “Kel”.

    Ciao

    Ritvan il Barbaro (ahimè, mi manca il fisico di Schwarzenegger, però)

  59. utente anonimo says:

    Ritvan, Oooooooooooooohhhhhhhhh che doloooooooooooooore ti devo dare!

    Per qualunque consulenza privata ti dovrai rivolgere ai tuoi legulei di fiducia maschi, essendo la sottoscritta -bieka- femmina- irrazionale – indisposta ( non nel senso di salute ) a concederti qualunque tipo di parere.

    ooooooooooooooooh, come mi dispiaaaaaaaaaceeeeeeeeee NON poterti dire che è veramente una ” grossa questione” ( a difficult question)…ma poi tu sai già la risposta.

    George Sand.

    p.s. : davvero sono così ignorante di Kanun ?

  60. utente anonimo says:

    >e se posso dare un consiglio a bodas e ritvan, al posto di intasare lo sgangherato sistema giudiziario italiano battetevi a duello, al primo sangue. roberto<
    Io non ci penso proprio, poiché – come ricorderete – ho aderito alla definizione del Primo Uomo Civile della Storia come quello che invece di spaccare il cranio con un ben assestato colpo di mazza al suo simile peloso che metteva in dubbio le virtù di sua (del mazzuto, intendo) sorella, gli disse semplecimente:”Ma vaffa..te e tutto il cuccuzaro tuo”, lasciando all’altro la scelta della mossa successiva.

    Ma se il Nobile Pseudonimo Terrore Dei Codardi Striscianti, Nonché Delle Vili Razze Venditrici Di Culo Ai Biechi Yankees volesse scendere dal Sublime Piedestallo Aduso a Cotanta Nobiltà e sfidare a duello un Vil Plebeo Arrivato Col Gommone Par Mio, ebbene, io – che a differenza del nostro Buon Avvocato non parlo mai ad minchiam delle usanze altrui – in qualità di sfidato accetterei volentieri. Così, avrei la scelta delle armi. Credo che sceglierò l’Intelligenza: sono arcisicuro che non avrebbe scampo!

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Non vorrei sfidarlo io, poiché mi potrebbe imporre come armi le baionette su cui quei gentiluomini degli ufficiali serbi, ai primi del ‘900 dopo aver assassinato il re e la regina Draga, issarono l’utero di quest’ultima (come vedi, altro che scempio della Petacci). Oppure certi coltellacci con cui durante le guerre balcaniche la soldataglia serba cavava gli occhi alle vittime e li raccoglieva in appositi cesti, causando l’orripilamento perfino dei “fratelli” ed alleati montenegrini. (Lo riferisce l’antropologa inglese Edith Durham che si trovava in Montenegro all’epoca dei fatti e che si lamentava con un ufficiale montenegrino perché il governo serbo gli aveva rifiutato il lasciapassare per le zone di combattimento. Ricevendone la descrizione dei suddetti orrori e l’esclamazione:”Scusi signora, ma come può pensare che i serbi diano un lasciapassare a lei per poi vedere sul Times di Londra la descrizione delle loro atrocità!”)

  61. utente anonimo says:

    Bene, non ho nulla da aggiungere se non la famosa sentenza albanese già citata “la merda degli amici profuma e il profumo degli avversari puzza di merda”. Ritvan

    caro ritvan,

    ho quotato soltanto queste righe per dirti che il proverbio che citi non mi riguarda, io non so a chi pensi quando parli di amici e di avversari.

    Io discuto con te quando ho qualcosa da dire , a volte, e su cose non secondarie, sono d’accordo, a volte, no.

    Leggo te e tutti coloro che si esprimono con molta cognizione di causa, e siete in molti, su quegli argomenti che io conosco meno al di là dell’adesione che è altra cosa.

    Mi dispiace che tu abbia considerato le mie parole frutto di scelte precostituite, perchè non è così.

    Si discute ritvan cercando come dicevo di unire l’utile, le idee, al dilettevole, il divertimento che ne può venire, qualche volta per via dell’ironia e della leggerezza che in questo blog, così serio e profondo, non mancano.

    maria

    .

  62. utente anonimo says:

    >Ritvan, Oooooooooooooohhhhhhhhh che doloooooooooooooore ti devo dare!George Sand.<
    Oggi mi sento un po’ masochista, dai frustami pure, mia bella Aurora Sand!:-)

    >Per qualunque consulenza privata ti dovrai rivolgere ai tuoi legulei di fiducia maschi,<
    Vabbuo’ visto che castruccio qui non è gradito, vorrà dire che gli porrò la questione da Sherif. Se Z. o Ste 65 non mi fanno la grazia prima, beninteso. (Roberto, tu stai bonino che prima che la questione arrivi alla corte di Lussemburgo, campa cavallo:-) )

    > essendo la sottoscritta -bieka- femmina- irrazionale – indisposta ( non nel senso di salute ) a concederti qualunque tipo di parere.<
    Ma guarda che io sono disposto ad aspettare che passino quei certi 3-4 giorni di “indisposizione fisiologica”, eh!:-)

    >ooooooooooooooooh, come mi dispiaaaaaaaaaceeeeeeeeee NON poterti dire che è veramente una ” grossa questione” ( a difficult question)…ma poi tu sai già la risposta.<
    Non mi conosci per niente. Se l’avessi saputo, l’avrei detto. Come sempre. Mi hai mai visto lasciare la gloria ad altri?:-)

    >p.s. : davvero sono così ignorante di Kanun ?<
    Sì, almeno della parte che citi che secondo te imporrebbe una “vendetta doppia”. E se tanto mi da tanto – visto che la questione dell’eccesso è uno dei punti cardine del kanun – penso che tu lo sia ugualmente anche sul resto.

    Ciao

    Ritvan Il Barbaro Siempre

  63. utente anonimo says:

    Bene, non ho nulla da aggiungere se non la famosa sentenza albanese già citata “la merda degli amici profuma e il profumo degli avversari puzza di merda”. Ritvan

    >caro ritvan, ho quotato soltanto queste righe per dirti che il proverbio che citi non mi riguarda, io non so a chi pensi quando parli di amici e di avversari. maria<
    Va bene, Maria, faccio finta:-) di aver sbagliato con te, pur non essendo noi due certamente concordi sul piano “ideologico”. Anche perché qui, uno che certo ideologicamente, etnicamente e quant’altro non può essere di certo definito mio affine ha salomonicamente – e secondo me giustamente – definito quello che è successo “un berciume …che vi siete amorevolmente spartiti”. Io non mi sottraggo alla responsabilità della mia parte di cotal “berciume”, anche se non mi pento affatto di averlo generato. Ma che qualcunA mi venga a dire che lo zozzone sarei esclusivamente io e l’altro è un Insigne Discepolo di Mons. Della Casa solo un po’ birichino, beh, la cosa mi sa tanto di presa per il culo nei miei confronti. Dovuta, allora, se non ad antipatia “politica”, al sesso dell’avventata valutatrice. Probabilmente, vosotros avete una bilancia incorporata, nella cui scala un “Uomo senza Onore” corrisponde più o meno ad 1/100 di un “testa di cazzo” et similia. Di tale eventuale vostra “dotazione tecnica” però, con tutto il rispetto, nel caso me ne strasbatto allegramente.

    >Mi dispiace che tu abbia considerato le mie parole frutto di scelte precostituite, perchè non è così.<
    Se non è neanche la “bilancia ad minchiam” allora mi arrendo:-). Sinceramente non capisco e me ne dolgo. Ecco, per farti un esempio, a Francesco, mio kom…no, azz…che bestemmia stavo per dire:-)..ecco..mio “alleato” di tante “battaglie dialettiche”, non imputo il fatto di colpevolizzare me. Io so benissimo che lui non mi perdona mai la mia poca predisposizione a porgere l’altra guancia (gentile eufemismo per dire che chi mi “schiaffeggia” si becca di sicuro n’par de altrettanto metaforici ganci, anche sotto la cintola, mica siamo pugili proffessionisti nosotros) come benaugurante premessa dell’abbraccio da parte mia della Vera Fede:-).

    Ciao

    Ritvan Che Cerca Di Capire

  64. utente anonimo says:

    Per roberto, #36

    Non devi farmi di questi scherzi, citando parte dell’intervento di sanguineti. Io poi m’incuriosisco e leggo il resto. Non voglio infierire. Non solo trombone ingrao ma anche l’ex enfant terrible dei poeti ha ora la sua bella età. Però dico io, di che coscienza di classe parla, se strafalcia a chilla manera le cose marxiste?. Classico degli intellettuali. La coscienza (di qualunque specie) è ciò che pensano loro che sia. Quanto all’odio di classe, sarebbe presentarsi candidato sindaco di genova col programma di attuare la costituzione repubblicana. La costituzione! Basta citare i firmatari di questo documento storico della lotta di classe, per farsene un’idea. In primis enrico de nicola (!!!), in secundis umberto terracini (quantus mutatus ab illo!) in tertiis alcide de gasperi (gasp!) in quartis giuseppe grassi (liberale, per chiudere in bellezza). Dico io, si può parlare d’odio di classe brandendo una delle più smaccate manifestazione della collaborazione di classe? Boh.p

    Caro edoardo:

    Lascia ch’io viva un marxismo romantico

    nell’attesa che venga quel giorno.

    Non ho l’età… non ho l’età…

  65. kelebek says:

    Per Botas de Campo,

    ti ringrazio per esserti trattenuto e non aver replicato a Ritvan.

    Comunque confermo che Ritvan si chiama proprio così, e che non ha mai nascosto la propria identità.

    Miguel Martinez

  66. utente anonimo says:

    caro p.,

    il passo era tratto da “Come si diventa materialisti storici” ed. manni, 2006, e per quanto mi riguarda sei libero di infierire quanto ti pare (non ti sarà sfuggito il passo sulla vendetta delle sofferenze dei padri).

    io l’ho archiviato nel cassetto “da bravo chierico posso permettermi prendere in giro i miei lettori-adoratori che sono dei fessi e dei boccaloni” (nello stesso cassetto di scalfari e grillo, per dire)

    roberto

  67. utente anonimo says:

    A Miguel (#65)

    < ti ringrazio >

    De nada, hermano.

    Mi autoinvito a casa tua a pranzo, mi assido buon ultimo e trovo il convivio di mio gusto. Se un tizio, tra i tanti presenti, non mi va a genio, nonpertanto mi metterò a fracassare le stoviglie e a mingere nei bicchieri. A monte della politica stessa la legge dell’ospitalità, non già tra gli hidalgos e i nobles de sang noble ma ancora tra i beduini del deserto e i mugiki della steppa, obbliga il guest quanto e più dell’host. E poi, francamente, credo di aver di meglio a cui dedicare il mio poco tempo disponibile: la roba del tizio di cui sopra manco più la leggo e già stavo dimenticandomi che esiste.

    Botas de campo

  68. utente anonimo says:

    E poi, francamente, credo di aver di meglio a cui dedicare il mio poco tempo disponibile: la roba del tizio di cui sopra manco più la leggo e già stavo dimenticandomi che esiste.

    maria

    caro botas, qui sbagli a mio parere, perchè ritvan scrive delle cose non banali .Ma da ora starò zitta davvero altrimenti Miguel potrebbe giustamente arrabbiarsi.

  69. utente anonimo says:

    Maria, #68

    Tranquilla, Maria, senza accendere esche mi limito a ringraziarti per avermi rappresentato in maniera corretta la diversità della tua opinione dalla mia. Già in passato l’avevi fatto e siccome in quel caso mi è sembrato poi che non fosse tanto “diversa” spero tu abbia potuto leggere la mia conclusiva replica al #61 de “La sentenza cadde sulle loro illuminate teste” (8 gennaio).

    Botas de campo

  70. utente anonimo says:

    L’ho letta Botas la tua replica e mi è anche piaciuta.

    Volevo risponderti per dirti e te lo dico ora che anch’io ritengo la giustizia un fatto di classe, e che anch’io pur avendo in mente le parole di Brecth sulle banche non sono incline a pensare che tutti i delinquenti debbano essere giusitificati o scusati a priori a seconda della loro condizione sociologica; nel caso dello scippo alla vecchina scelgo la vecchina e non lo scippatore:-)

    Ti leggo volentieri. Avremo modo di riparlarci.

    maria

  71. utente anonimo says:

    BdC: Infatti col ricatto di Rambouillet i natisti prospettavano alla Serbia non già l’autonomia di una sua storica provincia ma bensì una vera e propria occupazione militare dell’intero paese

    Occupazione militare dell’intero paese? Hmm, forse mi ricordo male, ma questa me l’ero persa. Esattamente cosa diceva la bozza? un link sarebbe il massimo…

    Z.

  72. utente anonimo says:

    Per Z. (#71)

    Sono di fretta, scusa, per ora ti segnalo solo questo

    http://jurist.law.pitt.edu/ramb.htm

    dove però puoi trovare il testo integrale in inglese dell’Interim Agreement di Rambouillet. Prova magari a dare un’occhiata al Ch VII/Art VIII, forse sta lì.

    Quando ho un attimo di tempo cerco di segnalarti qualcosa di più stringente.

    Botas de campo

  73. utente anonimo says:

    Ancora per Z. (#71)

    Scusami Z., prima ero un po’ assonnato. Al link che già ti segnalavo, il tema dell’occupazione sostanziale del territorio RFJ da parte di forze militari natiste la evinci con sufficiente chiarezza dall’Appendix B. Quest’ultima costituì un allegato a sorpresa scodellato in faccia alla delegazione jugoslava all’ultimo, e tale appunto da costituire un inaccettabile ricatto. L’Appendix B in un primo momento fu tenuta segreta, ma nell’aprile 1999 venne pubblicata dalla Tageszeitung, giornale vicino ai Grüne, smascherando così lo squallido ruolo avuto nella vicenda dallo stesso Fischer (quello che sbaciucchiava sempre la Albright).

    Al link di cui sopra puoi leggere il nudo testo senza commenti e giudicare tu stesso.

    Se invece vuoi un commento analitico, potresti vedere il capitolo IV di Jürgen Elsässer, “Menzogne di guerra” (Napoli 2002), che purtroppo non è facilmente reperibile in libreria e che trovi citato – con un piccolo errore di trascrizione del titolo – anche nell’elenco delle “letture” sulla destra della pagina di questo blog.

    Botas de campo

    NOTA PER MIGUEL: mi permetto di segnalarti, oltre al piccolo errore nella trascrizione del titolo di Elsässer (che non è “Memorie di guerra” ma appunto “Menzogne di guerra” – “Kriegsverbrechen” in ted.), anche un altro errorino nel titolo di Preve “Il potere al popolo” che in realtà sarebbe “Il popolo al potere”. Ne approfitto in ultimo per segnalare l’ottimo nuovo lavoro di Elsässer che ho visto in Germania, non ancora tradotto in italiano, “Wie die Dschihad nach Europa kam”, sul ruolo USA nella penetrazione dei terroristi islamicisti, durante le guerre di Jugoslavia, presso la mussulmana ma storicamente laica comunità bosgnacca. Un po’ di recensioni, ma in tedesco, sono qui

    http://www.juergen-elsaesser.de/de/buecher/zubuch/rezensionen_dzihad.html

    Scusa l’intromissione, Miguel.

    Bdc

  74. >Te, Ritvan, dovresti essere meno “sghimbescio” quando contesti le idee di qualcuno. Se non eri d’accordo su un’affermazione di Botas la tematizzavi esplicitamente e la contestavi.Così come hai fatto, mi pare 1 pelo sleale , in perfetto stile castrucciano.<
    Sgusi, Esimia, io ezere arrivado su gomone e non zapere di rafinateze dialettighe. Dove sta scritto tutto questo, nel Manuale Del Piccolo Chimico Che Consiglia Come E Qualmente Preparare la Pregiatissima Pozione Clorata Da Usare Sui Biechi Pretacci?

    Ehhhh,sì;-)mò adesso;-)con la scusa dei “compagni imperialisti;-)

    pure qui:-)usiamo:-)tipo indymedia sempre che se uno che è extracomunitario;-) ;-) :-D può dire quel cazzo che vuole(ewabeh) ;-))e anche essere maleducato ;-D IGNORANDO LE NOSTRE TRADIZIONI;-D e solo perchè ha attraversato il mediterraneo in gommone :-)) gli giustifichiamo tutto: ma dove siamo;-) ? Provi ad andare in Arabia Saudita Ritvan a fare quello che fa…;-) ;-D ;-D

    cloro (in calderoli mode)

  75. kelebek says:

    Per BdC, n. 73,

    Grazie della segnalazione di errore, ma DOVE? Così lo correggo.

    Miguel Martinez

  76. utente anonimo says:

    Miguel, #75:

    Nella colonna di destra sulla web page di questo blog, nel riquadro a sfondo bianco intitolato “letture”. Mi pare che l’ordine sia alfabetico per cognomi degli autori: scorri fino a “Elsässer” e poi ancora fino a “Preve”. È lì che mi sono saltate all’occhio quelle due piccole imprecisioni.

    Botas de campo

  77. utente anonimo says:

    Dunque BdC,

    innanzitutto grazie del link :-)

    Se non ho capito male, la disposizione che rileva in materia prevede “completa libertà di movimento” delle forze NATO. Ma nella provincia del Kosovo, non in tutta l’allora Yugoslavia (capo VII, art. 5 lett. d).

    Immagino che della stessa libertà di movimento godano anche la forze multinazionali a Timor e in Libano, senza che questo abbia scandalizzato più di tanto i rispettivi governi.

    Insomma, non mi sembra che si possa davvero parlare di una prospettata “occupazione militare dell’intera nazione”..

    Z.

  78. utente anonimo says:

    da cloro x ritvanino (powero!!!)

    l’altro è un Insigne Discepolo di Mons. Della Casa solo un po’ birichino, beh, la cosa mi sa tanto di presa per il culo nei miei confronti. Dovuta, allora, se non ad antipatia “politica”, al sesso dell’avventata valutatrice. Probabilmente, vosotros avete una bilancia incorporata, nella cui scala un “Uomo senza Onore” corrisponde più o meno ad 1/100 di un “testa di cazzo

    no wabeh, qui hai ragione…

    PERO’ HAI COMINCIATO TE.

    CIAO

    cloro

  79. utente anonimo says:

    A Z. (#77), che vuol farmi portare il lavoro a casa :-P

    Chiedo scusa ma non sto a tradurre dall’inglese per praticità ed economia di tempo.

    Prima di tutto non ho capito, caro Z., a quale lett. “d” tu faccia riferimento nell’art. 5 del capo 7:

    - quella al comma 1 recita “in any other areas designated by COMKFOR” (sotto la premessa: “Except as approved by COMKFOR, from K-Day, all other Forces in Kosovo must not carry weapons:”);

    - quella al comma 5 recita invece: “By K-Day + 90 days, authority for storage sites shall pass to the KFOR. After this date, it shall be illegal for Other Forces to possess prohibited weapons and automatic weapons, and such weapons shall be subject to confiscation by the KFOR;” (sotto la premessa: “COMKFOR will establish procedures for demilitarization and monitoring of Other Forces in Kosovo and for the further regulation-of their activities. These procedures will be established to facilitate a phased demilitarization program as follows:”).

    Supporrei che tu abbia assunto come vincolante ed esaustiva non tanto la lettera “d” quanto la premessa del comma 1 “all other forces in Kosovo…”.

    Ma se passi, come un po’ tardivamente avevo suggerito, alla Appendix B “Status of Multi-National Military Implementation Force” (surretiziamente levata dal cilindro con la formale dissociazione russa, ciò che già costituirebbe un vizio ab origine), ti accorgi che le cose stanno diversamente. Prova per esempio a combinare i seguenti suoi disposti, con particolare riguardo al n. 8 che essenzialmente rileva ai fini del concetto di “occupazione” dell’intera RFJ, e anche al 21 e al 22 :

    2. Without prejudice to their privileges and immunities under this Appendix, all NATO personnel shall respect the laws applicable in the FRY, whether Federal, Republic, Kosovo, or other, insofar as compliance with those laws is compatible with the entrusted tasks/mandate and shall refrain from activities not compatible with the nature of the Operation.

    3. The Parties recognize the need for expeditious departure and entry procedures for NATO personnel. Such personnel shall be exempt from passport and visa regulations and the registration requirements applicable to aliens. At all entry and exit points to/from the FRY, NATO personnel shall be permitted to enter/exit the FRY on production of a national identification (ID) card. NATO personnel shall carry identification which they may be requested to produce for the authorities in the FRY, but operations, training, and movement shall not be allowed to be impeded or delayed by such requests.

    6. a. NATO shall be immune from all legal process, whether civil, administrative, or criminal.

    b. NATO personnel, under all circumstances and at all times, shall be immune from the Parties, jurisdiction in respect of any civil, administrative, criminal, or disciplinary offenses which may be committed by them in the FRY. The Parties shall assist States participating in the operation in the exercise of their jurisdiction over their own nationals.

    8. NATO personnel shall enjoy, together with their vehicles, vessels, aircraft, and equipment, free and unrestricted passage and unimpeded access throughout the FRY including associated airspace and territorial waters. This shall include, but not be limited to, the right of bivouac, maneuver, billet, and utilization of any areas or facilities as required for support, training, and operations.

    9. NATO shall be exempt from duties, taxes, and other charges and inspections and custom regulations including providing inventories or other routine customs documentation, for personnel, vehicles, vessels, aircraft, equipment, supplies, and provisions entering, exiting, or transiting the territory of the FRY in support of the Operation.

    10. The authorities in the FRY shall facilitate, on a priority basis and with all appropriate means, all movement of personnel, vehicles, vessels, aircraft, equipment, or supplies, through or in the airspace, ports, airports, or roads used. No charges may be assessed against NATO for air navigation, landing, or takeoff of aircraft, whether government-owned or chartered. Similarly, no duties, dues, tolls or charges may be assessed against NATO ships, whether government-owned or chartered, for the mere entry and exit of ports. Vehicles, vessels, and aircraft used in support of the operation shall not be subject to licensing or registration requirements, nor commercial insurance.

    11. NATO is granted the use of airports, roads, rails, and ports without payment of fees, duties, dues, tolls, or charges occasioned by mere use. NATO shall not, however, claim exemption from reasonable charges for specific services requested and received, but operations/movement and access shall not be allowed to be impeded pending payment for such services.

    15. The Parties recognize that the use of communications channels is necessary for the Operation. NATO shall be allowed to operate its own internal mail services.

    17. NATO and NATO personnel shall be immune from claims of any sort which arise out of activities in pursuance of the operation; however, NATO will entertain claims on an ex gratia basis.

    19. Commercial undertakings operating in the FRY only in the service of NATO shall be exempt from local laws and regulations with respect to the terms and conditions of their employment and licensing and registration of employees, businesses, and corporations.

    20. NATO may hire local personnel who on an individual basis shall remain subject to local laws and regulations with the exception of labor/employment laws. However, local personnel hired by NATO shall:

    a. be immune from legal process in respect of words spoken or written and all acts performed by them in their official capacity;

    (omissis)

    21. In carrying out its authorities under this Chapter, NATO is authorized to detain individuals and, as quickly as possible, turn them over to appropriate officials.

    22. NATO may, in the conduct of the Operation, have need to make improvements or modifications to certain infrastructure in the FRY, such as roads, bridges, tunnels, buildings, and utility systems. Any such improvements or modifications of a non-temporary nature shall become part of and in the same ownership as that infrastructure. Temporary improvements or modifications may be removed at the discretion of the NATO Commander, and the infrastructure returned to as near its original condition as possible, fair wear and tear excepted.

    Spiacente per lo spazio preso, ma è tutta colpa di Z. ;-)

    Al quale però solleciterei, a questo punto, una cortese valutazione di quanto sopra.

    Botas de campo

    P.S.: Timor Est e il Libano mi pare godessero e godano, pur con differenti effetti pratici, dello status di entità statuali indipendenti. Non così, tuttora, la provincia di Kosovo e Metohija che infatti è *parte* di un’entità statuale indipendente.

  80. utente anonimo says:

    BdC,

    è evidente che alle forze internazionali non può essere applicata la giurisdizione locale, né possono essere applicate restrizioni alla facoltà di movimento. Altrimenti tanto varrebbe non inviarle, no? :-)

    Quando è stata decisa la missione a Timor (era questo che intendevo) suppongo che anche ai militari indonesiani non fosse data la possibilità di arrestare soldati ONU, di impedire loro il passaggio per le strade o di ostacolarli comunque nell’esercizio del loro mandato.

    Z.

  81. utente anonimo says:

    Z, le cose SCRITTE dall’Innominato sono esatte. Quell’Appendice “tirata dal cilindro” all’ultimo momento dalla NATO (ovvero dai biechissimi amerikani) a Rambouillet era una vera e propria “licenza di scorrazzare liberamente” per le truppe NATO nell’intero territorio di quel che era rimasto della Jugoslavia e non solo in Kosovo. Quando si apriranno gli archivi (e noi saremo belli e sepolti) forse si saprà chi è stato il geniale fallocefalo che concepì una tale castroneria e soprattutto PERCHE’. Sicuramente la cosa lasciava perfettamente indifferente la delegazione albanese (che aveva già firmato, anche se l’accordo offriva agli albanesi solo il ritorno allo statu quo del tempo di Tito e non maggiore autonomia o l’agognata indipendenza da Belgrado) visto che logicamente ad essa sarebbe bastato un controllo NATO in Kosovo e non gliene fregava nulla se la Nato metteva piede a Belgrado o in altre zone della Serbia.

    Quello che l’Innominato – more solito nel suo stile e in quello degli altri “antiimperialisti” – omette VOLUTAMENTE DI DIRE è che la delegazione serba appena avuto fra le mani il Vergognoso Allegato Incommensurabilmente Offensivo Dell’Onore Serbo, invece di prender tempo e spiegare le proprie ragioni, cercando di cambiare le condizioni o per lo meno circoscriverle alla sola regione del kosovo (che c..zo ci andava a fare la NATO a Belgrado o da altre parti, se il problema era solo in Kosovo?) prese cappello e se ne andò (come fa anche Lo Strenuo Difensore Dell’Onore Serbo in questo blog: quando si dice:”Chi si assomiglia si piglia”:-) ). A quel punto la scelta era obbligata: o mandare tutto a puttane, dire agli albanesi:”Scusate ragazzi, siete stati bravi, avete ingoiato e firmato tutto, ma purtroppo abbiamo scherzato, perciò tornatevene a casa a farvi massacrare dgli scagnozzi di Milosevic che noi abbiamo altro da fare” oppure passare alle vie di fatto, visto che a negoziare i serbi non ne avevano alcuna voglia. E si passò alle vie di fatto.

    E’ veramente una vicenda molto curiosa quella di Rambouillet, quanto mi piacerebbe essere ancora vivo:-) quando si sveleranno (spero) i retroscena. Però, una ricostruzione secondo logica e in virtù del principio “cui prodest” porta ad ipotizzare il seguente scenario.

    Siccome qualsiasi marcia indietro, (anche piccola, come il ritorno all’autonomia alle vongole dei tempi di Tito) di Milosevic nei confronti di quei barbari pecorai significava per lui e per la sua cricca “perdere la faccia” (che da quelle parti è molto importante) l’Abominevole Allegato B cadeva a fagiuolo sulle sue aspettative. Rifiutandolo, si faceva Paladino dell’Onore Serbo nel non accettare pacificamente le truppe straniere sul Sacro Suolo Della Grande Madre Serba Ortodossa. Poi, se la NATO faceva pippa, tanto meglio, si ritornava da Bravi baluardi Della Cristianità Contro L’Invasione Islamica a macellare allegramente i biechi pecorari islamici kosovari e se invece la NATO partiva all’attacco, quale modo migliore di uscire con ONORE (e ho detto ONORE eh, mica pizza e fichi!:-) ) dalla situazione, cedendo solo a forze nemiche soverchianti e solo per salvare il Glorioso Popolo Civilizzatore Serbo dall’estinzione sotto le bombe NATO? E puntualmente così fu: Milosevic fece bellamente “ammuina” come e meglio delle navi del Re Borbone:-) e poi alzò bandiera bianca. “Curiosamente”, allo sconfitto sul campo non fu imposto il Vergognoso Allegato B o anche qualcosa di più “pesante” per l’Onore Serbo, come logica elementare farebbe presumere anche a chi fosse digiuno di trattati di pace. Chissà perché?:-). Ma chi vivrà vedrà. Intanto lasciamo gli hermanos antiimperialistos Onorare Degnamente El Grande Diplomatico Compagnero Milosevic che per la Grande Causa dell’Onore Serbo non esitò – sempre ipoteticamente parlando, eh – a mettere a repentaglio la vita dei poveri bambini serbi su quell’autobus…

    Ciao

    Ritvan

  82. kelebek says:

    Per BdC,

    ho inserito le correzioni, grazie!

    Miguel Martinez

  83. utente anonimo says:

    Miguel, #82

    Grazie, di che? :-)

    Confermo che i titoli comunque appaiono corretti, adesso.

    Bdc

  84. utente anonimo says:

    Z., #80

    Stai in ascolto che poi ti rispondo, eh.

    Bdc

  85. utente anonimo says:

    Ritvan,

    non so se le forze NATO avessero intenzione di scorazzare per tutta la Serbia, né intendo negarlo con certezza. Dico che da questo non si evince da ciò che ha postato BdC.

    Né dagli articoli da lui riportati, né da quell’articolo a cui facevo riferimento (per la precisione: capo VII, art. VIII, c. 5., lett. d). Che infatti dice:

    “The KFOR shall have complete and unimpeded freedom of movement by ground, air, and water into and throughout Kosovo. It shall in Kosovo have the right to bivouac, maneuver, billet, and utilize any areas or facilities to carry out its responsibilities as required for its support, training, and operations, with such advance notice as may be practicable (…)”

    E BdC…resterò tiund, non ti preoccupare :-)

    Z.

  86. utente anonimo says:

    Z, leggi anche la Wikipedia, anche se l’articolo su Rambouillet a volte pare propro scritto da un serbofilo inkazzato (per la serie “Wikiserbìa”:-), ma mi sembra ben documentato e non lascia dubbi in proposito. Mi pare chiaro che l’allegato B fosse da intendersi come scorrazzamento della NATO in tutta la Serbia e non in Kosovo o alla frontiera Serbia-Kosovo.

    Ciao

    Ritvan

  87. utente anonimo says:

    Z, #80:

    < evidente che alle forze internazionali non può essere applicata la giurisdizione locale, né possono essere applicate restrizioni alla facoltà di movimento. Altrimenti tanto varrebbe non inviarle, no? :-) >

    < Quando è stata decisa la missione a Timor (era questo che intendevo) suppongo che anche ai militari indonesiani non fosse data la possibilità di arrestare soldati ONU, di impedire loro il passaggio per le strade o di ostacolarli comunque nell'esercizio del loro mandato. >

    Mi scuso per il ritardo ma prima di replicare in sede *tecnica* volevo rileggere con calma le carte.

    In realtà mi sembra tutto piuttosto semplice.

    Tu persisti nel riferirti a passaggi (capo VII, art. VIII, c. 5., lett. d) ove si fa attribuisce alle forze natiste “complete and unimpeded freedom of movement by ground, air, and water into and throughout Kosovo”, e va bene.

    Ma il ricatto non fu ravvisato su questo, e non fu su questo che i Natisti cercarono la provocazione per la rottura.

    Continui infatti a trascurare la speculare formula di cui all’Appendix B, punto 8, nella quale si attribuisce alle stesse forze natiste “free and unrestricted passage and unimpeded access throughout the FRY including associated airspace and territorial waters”, con quanto ne segue.

    Non negherai che quando si scrive “Kosovo” si designa il territorio della relativa provincia, oggetto del contendere, mentre quando si scrive FRY – Federal Republic of Yugoslavia – si designa il territorio dell’intero stato sovrano denominato appunto “Repubblica Federale di Jugoslavia”.

    Né il parallelo con Timor Est sembra proponibile. Indipendentemente dall’assai diversa configurazione *giuridica* del territorio conteso (un territorio NON appartenente in origine all’Indonesia e da questa illegalmente occupato in un caso; una provincia appartenente a uno Stato sovrano e a questa illegalmente disputata nell’altro), e dei soggetti operanti (l’ONU in via di diritto con la risoluzione CS 1264/1999 in un caso; la NATO in via di fatto nell’altro caso), alla forza multinazionale per Timor Est NON fu attribuita alcuna facoltà di accesso al territorio indonesiano in quanto tale, anzi l’Indonesia ne esercitava il comando congiunto. Recita infatti la risoluzione su Timor Est adottata dal CS il 15.09.1999, che puoi trovare integralmente qui

    http://www.esteri.it/mae2000/eng/archives/events/timorest_en/resolution1264.htm

    3. Authorizes the establishment of a multinational force under a unified command structure, pursuant to the request of the Government of Indonesia conveyed to the Secretary-General on 12 September 1999, with the following tasks: to restore peace and security in East Timor, to protect and support UNAMET in carrying out its tasks and, within force capabilities, to facilitate humanitarian assistance operations, and authorizes the States participating in the multinational force to take all necessary measures to fulfil this mandate;

    4. Welcomes the expressed commitment of the Government of Indonesia to cooperate with the multinational force in all aspects of the implementation of its mandate and looks forward to close coordination between the multinational force and the Government of Indonesia.

    E faccio grazia dei punti 21 e 22 dell’Appendix B di Rambouillet, laddove ai Natisti era accordata nell’àmbito operativo definito – quindi nell’intero territorio jugoslavo – la facoltà di detenere persone (alla faccia dell’Habeas Corpus, eh) e, rispettivamente, quella di modificare a loro discrezione, nello stesso àmbito, le infrastrutture sul territorio (strade, ponti, gallerie, edifici e impianti). Se questo per te non rappresenta un regime di occupazione di uno Stato sovrano, dovresti cortesemente spiegarmi cosa rappresenterebbe.

    Ma il punto *essenziale* sta nelle modalità con le quali l’Appendix B fu tratta all’ultimo dal cilindro per funzionare come detonatore della situazione.

    Come testimonia Heinz Loquai, consigliere militare della BRD presso l’OSCE, Slobo stesso era arrivato a proporre, il 17 febbraio 1999, uno stato maggiore congiunto tra NATO e Armata Federale quando ancora risultava che il territorio oggetto dell’intervento sarebbe stato solo quello kosovaro.

    A quel punto, avendo Slobo ceduto già su *tutto* (io al tavolo coi narcoterroristi manco mi sarei seduto), i Natisti quarantott’ore dopo e a sole diciotto ore dallo svolgimento della programmata conferenza gettarono sul tavolo in forma di ultimatum l’Appendix B. Lo fecero col voto contrario della Russia, che alla conferenza era invitata con pari diritti degli altri partecipanti e che infatti il 20 febbraio se ne dissociò con una dura dichiarazione del viceministro degli affari esteri Aleksandr Avdejev, nonostante il presidente fosse quel disgustoso ubriacone e lustrascarpe di Washington chiamato El’cin.

    Il resto è noto.

    Come aggiornamento a oggi ti segnalo nell’occasione il quaderno speciale 3/2006 di Limes intitolato “Kosovo, lo stato delle mafie” con un interessante intervento, tra gli altri, del Gen. Fabio Mini “Buco nero, Stato mafia e/o Stato canaglia”.

    Botas de campo

  88. utente anonimo says:

    >Come testimonia Heinz Loquai, consigliere militare della BRD presso l’OSCE, Slobo stesso era arrivato a proporre, il 17 febbraio 1999, uno stato maggiore congiunto tra NATO e Armata Federale quando ancora risultava che il territorio oggetto dell’intervento sarebbe stato solo quello kosovaro. L’Innominato Che Non Mi Legge<
    Seh, uno Stato Maggiore congiunto con i cloni di Mladic! Non gli bastavano i carrarmati suoi al buon Milosevic per bombardare i villaggi kosovari, voleva pure quelli della NATO!:-)

    >A quel punto, avendo Slobo ceduto già su *tutto* (io al tavolo coi narcoterroristi manco mi sarei seduto). <
    Ma come siamo disposti al dialogo nosotros antiimperialisti!:-). Avevi paura che ti facessero sniffare per forza all’inizio delle sedute?:-)

    >i Natisti quarantott’ore dopo e a sole diciotto ore dallo svolgimento della programmata conferenza gettarono sul tavolo in forma di ultimatum l’Appendix B.<
    Ultimatum??!! E chi lo dice? Ah, già, i “fratelli serbi”. Embe’ persone degnissime di fede e del tutto disinteressate, no?:-).

    Nel capitolo 8 (Amendment, Comprehensive Assessment, and Final Clauses)della bozza d’accordo, c’era scritto:

    “Article I: Amendment and Comprehensive Assessment

    1. Amendments to this Agreement shall be adopted by agreement of all the Parties….

    2. Each Party may propose amendments at any time and will consider and consult with the other Parties with regard to proposed amendments.”

    Ebbene, provarono forse i cari delegati serbi a coinvolgere i biechi delegati “narcoterroristi” coi quali – senza aver chiesto l’Altissima Opinione dell’Innominato – si accingevano a sedersi al tavolo, chiedendo loro:”Scusata, cari narkoterroristi albanesi del Kosovo, possiamo sapere che c..zo ve ne frega a voi se le truppe NATO scorrazzano o meno nei night-club di Belgrado? Allora, se siete d’accordo di limitare la presenza NATO solo in Kosovo, e visto che le Parti siamo noi e voi, mica la NATO, andiamo insieme a dirlo ai biechi natisti che, in virtù dei succitati articoli, siamo d’accordo a cambiare l’appendice B in tal senso. Altrimenti, non se ne fa niente e voi vi ritrovate con un pugno di mosche in mano”. No, eh, troppo Onore pei “narkoterroristi”:-). Meglio prendere subito cappello e via, a Belgrado, da Uomini D’Onore:-)

    >Lo fecero col voto contrario della Russia, che alla conferenza era invitata con pari diritti degli altri partecipanti e che infatti il 20 febbraio se ne dissociò con una dura dichiarazione del viceministro degli affari esteri Aleksandr Avdejev, nonostante il presidente fosse quel disgustoso ubriacone e lustrascarpe di Washington chiamato El’cin.<
    Noto con piacere che l’Illustrissimo Et Eccellentissimo Rappresentante Degli Uomini D’Onore, Nonché Terrore dei Vermi Striscianti (o come c..zo li chiamava, non ricordo) non si fa scrupolo di insultare pesantemente Eltsin. Probabilmente perché assente e in ogni caso non interessato a querelarlo. Embe’ nosotros Uomini D’Onore mica possiamo abbassarci a insultare dei Vermi Insignificanti, ce la prendiamo direttamente con ex presidenti della Grande Madre Russia, noi, mica pizza e fichi!

    >Il resto è noto.<
    No che non è noto. Quello che a Milosevic “bruciava” non era tanto che le truppe NATO potessero scorrazzare liberamente nel paese (eh, avrebbero potuto scoprire i siti segreti dei terrificanti armamenti serbi, “buoni” per i kosovari, ma che il neonato esercito croato glieli aveva già messi in quel posto:-) o corrompere la sana e ortodossa gioventù serba con chewing gum e tavolette di cioccolata:-)), e che comunque se si mettevano d’accordo con gli albanesi era facilmente superabile.

    IL PUNTO INACCETTABILE, NONCHE’ IRRIMEDIABILE per Milosevic e i suoi era compreso nel punto 3 del succitato art.1 capitolo 8, ovvero:

    3. Three years after the entry into force of this Agreement, an international meeting shall be convened to determine a mechanism for a final settlement for Kosovo, on the basis of the will of the people, opinions of relevant authorities, each Party’s efforts regarding the implementation of this Agreement, and the Helsinki Final Act, and to undertake a comprehensive assessment of the implementation of this Agreement and to consider proposals by any Party for additional measures.

    Praticamente la promessa di un referendum in Kosovo dopo 3 anni. E questo che ha fatto scappare a gambe levate i delegati serbi, altro che truppe NATO scorrazzanti in Serbia!

    >Come aggiornamento a oggi ti segnalo nell’occasione il quaderno speciale 3/2006 di Limes intitolato “Kosovo, lo stato delle mafie” con un interessante intervento, tra gli altri, del Gen. Fabio Mini “Buco nero, Stato mafia e/o Stato canaglia”.<
    Toh, sarà mica lo stesso Mini Fabio di cui il nostro gentile ospite MM fa un ritratto al vetriolo qui:

    http://www.kelebekler.com/occ/mini.htm

    Qualcuno diceva che la guerra è una cosa troppo seria per lasciarla fare ai generali. Figuriamoci le analisi geopolitiche aggiungerei io. Ma quando c’è da buttar merda addosso ai kosovaro-albanesi anche un generale dei bersaglieri diventa un esperto di politica internazionale, narcotraffico/terrorismo internazionale et similia. Ma infatti perché Allam può diventarlo scopiazzando “Gente” e Mini non può diventarlo scopiazzando magari “Borba”?:-).

    Comunque quel numero di “Limes” mi ero ripromesso di leggerlo in Biblioteca, così, tanto per farmi due risate amare. Comprarlo no. Non mi va di finanziare coi miei sudati quattrini i megafoni di Belgrado in terra italica.

    Ciao

    Ritvan

  89. utente anonimo says:

    Z., se hai tempo e voglia e un buon sospensorio per le palle:-) potresti leggere sulla Guerra del Kosovo un interessante rapporto all’URL:

    http://www.reliefweb.int/library/documents/thekosovoreport.htm

    E’ il rapporto stilato dalla Commissione Internazionale Indipendente istituita su iniziativa del primo ministro svedese Göran Persson (e l’appoggio personale di Kofi Annan), il quale indicò il giurista sudafricano Richard Goldstone come presidente e Carl Tham, segretario del “Centro Internazionale Olof Palme” come vicepresidente. I due, poi, selezionarono un team di esperti come segue:

    Dr Hanan Ashwari (Palestina)

    Professor Grace d’Almeida (Benin)

    Senatore Akiko Domoto (Giappone)

    Professor Richard Falk (USA)

    Ambasciatore Oleg Grinevsky (Russia)

    Michael Ignatieff (Canada)

    Professor Mary Kaldor (Gran Bretagna)

    Professor Martha Minow (USA)

    Professor Jacques Rupnik (Francia)

    Theo Sommer (Germania)

    Jan Urban (Repubblica Ceca).

    E’ un mattone, ma se lho letto fino in fondo io io credo che lo potrai fare anche tu. troverai delle cose molto interessanti. Ti anticipo un paio che ricordano molto le intemperanze legaiole (con la differenza che qui i legaioli contano ‘ncazzo e anche quando si fanno un carrarmato di latta vengono inchiappettati:-) ) ogniqualvolta un marocchino balordo fa una porcata un po’ grossa. Ebbene, il fatto che un serbo in Kosovo fosse stato sodomizzato da un kosovaro-albanese con il collo di una bottiglia (intatta) divenne un affare di stato e furono addirittura evocati gli impalamenti degli ottomani medievali! Idem l’omicidio plurimo di 4 commilitoni (di cui solo uno serbo) da parte di una recluta albanese (quasi sicuramente dovuto a esasperazione da nonnismo) che poi si suicidò, fu presentato dai serbi come parte di un complotto albanese per disgregare la gloriosa Armata Jugoslava!!

    Ciao

    Ritvan

  90. utente anonimo says:

    Ritvan,

    oggi sul manifesto c’è un’intervista al generale Mini nel caso tu arda dalla voglia di sapere qualcosa prima di andare in biblioteca:-)

    Il manifesto è consultabile on line il giorno dopo.

    maria

  91. utente anonimo says:

    Grazie Mary.

    Ciao

    Ritvan

  92. utente anonimo says:

    Maria, ho letto l’intervista del generale Mini su “Il Manifesto” e m’è parsa equilibrata e di buonsenso. A ‘sto punto sono curioso di sapere cosa ha scritto su “Limes”.

    Intanto incollo qui una sua valutazione:

    Si parla di Kosovo come di «stato delle mafie», di «stato della droga» e di stato della «burocrazia internazionale» che lucra sull’ipermercato umanitario delle Ong, mentre a Pristina, «miracolata dalla guerra», sono arrivati a pioggia miliardi di euro spariti nel nulla…

    Le espressioni «stato mafia», «stato fallito», o «stato della droga» sono prospettive negative di possibili scenari futuri, non realtà attuali. Sia perché il Kosovo non è uno «stato» sia perché in Kosovo esistono forze serie e veramente dedicate allo sviluppo, alla democrazia e alla pace. Il problema è che queste energie, ancorché espresse dalla maggioranza della gente, sono minoritarie nei luoghi del potere ed hanno bisogno di tutto il supporto internazionale per prevalere su quelle dedicate allo sfruttamento dell’instabilità e dell’indeterminatezza.

    Ciao

    Ritvan

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