Il Pianeta degli slum

Nei commenti all’ultimo post, dove parlavo di un incontro casuale con un ragazzo che indossava un cappuccio rosso, molti si sono soffermati sulla sua identificazione etnica.

Preciso quello che so: certamente non è un arabo, infatti il suo arabo era insieme colto – cioè appreso – e imperfetto.

Da escludere che appartenga all’etnia maggioritaria, quella albanese: nessun albanese si presenterebbe come "jugoslavo" o "serbo".

Quasi sicuramente il nostro ragazzo proviene da una delle etnie che sono state cacciate dal Kosovo nella grande pulizia etnica del 1999, e che hanno tutte il dente avvelenato con gli americani, per lo stesso motivo per cui gli albanesi della stessa regione sono piuttosto filoamericani.

Faccio qualche ipotesi su queste varie etnie.

Escludiamo, per motivi religiosi, quella principale, costituita da serbi di fede ortodossa.

Escludiamo anche i cattolici croati per lo stesso motivo.

Restano le diverse etnie musulmane che sono state cacciate dopo la vittoria albanese.

Il nostro ragazzo potrebbe essere Rom, o Hashkalija: il "Campo" di cui gli parlavo è certamente un campo rom, ma non sono sicuro che avesse capito a cosa mi riferivo.

E poi non ho mai conosciuto Rom in grado di parlare arabo, e comunque il loro Islam,legato alle tradizioni del sufismo Bektaşi, è diverso da quello espresso da quel ragazzo.

Potrebbe essere dei Gorani, cioè i musulmani di lingua serba; oppure turco; oppure circasso. Nella mia città c’è sicuramente un piccolo gruppo di turchi espulsi dal Kosovo.

In realtà, per me, il ragazzo con il cappuccio rosso proviene, come, ho scritto, dal nostro Planet of Slums, il titolo di un importante saggio di Mike Davis. Quelle periferie di capanne e casermoni che crescono al ritmo di un milione di esseri umani la settimana.

Nello sradicamento generale, che noi percepiamo solo come "immigrazione" di "stranieri", si forma una nuova gioventù che è fatta così. Che parla un misto di lingue, indossa gli scarti del consumismo nostrano senza i suoi fronzoli e i suoi addobbi.

E che è sospesa tra abissi di spirito e di materia, frammenti di televisione e sete di infinito. E’ proprio questo che riempie di paura: i nostri disgraziati li vogliamo compatibili, nel doppio senso di incastrabili in qualche angolo del nostro sistema, e abbastanza gentili da meritare la nostra compassione.

I ragazzi del Planet of Slums sono, però, incompatibili, e per questo, una volta esauriti gli scongiuri umanitari, è facile cominciare a sognare le ruspe e le bombe per loro – "li avevamo accolti a braccia aperte, ma loro…".

Anche se lo trovo infinitamente preferibile ai suoi coetanei occidentali, il ragazzo con il cappuccio rosso non è affatto carino.

Come non lo sono gli abusivi della Lagunillas a Città del Messico, che dormono sui cartoni, prendono bastonate dalla polizia e rubano i soldi per offrire cerveza y cigarros alla Santa Muerte; o come i ragazzi di Los Angeles – una città dove centomila esseri umani dormono per strada – che versano anche loro la birra, per terra, per ricordare i propri compagni ammazzati, ripetendo involontariamente il rito descritto da Omero.

O quelli di Baghdad, che camminano con il mitra tra rigagnoli di fogna, sangue, cavi intrecciati di corrente rubata e storie di Hassan e Hussein. O quelli di Lagos, ladri di petrolio, in effervescenti danze a Gesù Cristo e allo Spirito Santo.

Sono i figli della metropoli che non può essere madre, della disuguaglianza fondante del capitalismo, della ricerca di armi di resistenza tra i frammenti in dissoluzione.

Il buonismo, il pacifismo, l’umanitarismo, il volontarismo li guardano con imbarazzo, perché alla fine il problema è sempre quello: cosa ne penserà l’italiano medio, benestante e laico, di chi invece è malestante e credente?

Ma se non guardiamo in faccia la gente, la vita, le storie, se le pieghiamo ai nostri criteri, se ci nascondiamo la conflittualità e la violenza della storia, non potremo capire nulla.

E allora, se i ragazzi con il cappuccetto rosso non potranno mai essere uguali, che siano, almeno, incubo.

"Coltiviamo per tutti un rancore
che ha l’odore del sangue rappreso
ciò che allora chiamammo dolore
è soltanto un discorso sospeso"

(grazie a "p" che nei commenti ci ha ricordato questo splendido brano di De Andrè).

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95 Responses to Il Pianeta degli slum

  1. utente anonimo says:

    non so bene chi o cosa fosse il ragazzo che hai incontrato: so che deve dare molto, molto fastidio a qualcuno: c’è il telepredicatore Robertson, papa dei theocon, che ha preannunciato che Dio punirà gli Stati Uniti con orribili attentati nel 2007, tra le altre cose per aver ceduto all’ orrenda e pericolosissima città multietnica e al pluralismo religioso…….

    roseau

  2. kelebek says:

    Giusto per la precisione, Robertson non è un theocon :-)

    Tra l’altro, i principali theocon sono cattolici.

    Miguel Martinez

  3. utente anonimo says:

    ma scusa kelebek, ma se per te pat robertson non è un theocon, qual è la tua definizione di theocon?

    io credevo che i theocon fossero appunto quei fondamentalisti evangelicali impegnati anche a influenzare il più possibile la politica, tipo robertson appunto, falwell, etc.

    boh…

    comunque mi fai un paio di nomi di theocon cattolici?

    grazie,

    Stradivari

  4. utente anonimo says:

    buenos días – escribo desde uno de esos slums, bastante agradable en verdad, él de Santiago de Chile_ ¡Mira tú, cuando se habla de la casualidad! Hace justo una semana yo andaba por las calles navideñas de esta metropoli, bien raras si se mezclan los adornos a una calor de pleno verano, de playa – y no andaba con un gorro rojo, sino con shorts y hawaianas – dicen que sea una típica moda de artista de vanguardia en el Village de NY_ Entonces ¿no te encuentro un mexicano de madre gringa, que llevaba pura ropa usada de la feria, como la mia, y que se ha licenciado en un Líceo Clásico italiano y habla un buen árabe, aunque con sonidos egipcios?

    Pasé varias noches preguntándome de qué etnía podía ser_ Quizás un ciudadano de alguna “courtown”, que son las contrapartes directivas y acumulativas de recursos de los slums_

    Pero, de todas maneras – lo digo en verdad, conozco tu blog hace poco y me gusta mucho – que tengas un año de mucha felicidad o por último serenidad_

    Leonardo Migliarini

  5. utente anonimo says:

    aah – perdoname Mariposo Guillermo, se me olvidó algo_ Siempre se me olvida algo cuando dejo un post en un blog_

    Yo del De André me sabía esta tembién, que puede servir igual, aunque es más “clásica”:

    ” Se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli

    In quell’aria spessa carica di sale, gonfia di odori

    lì ci troverai i ladri gli assassini e il tipo strano

    quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano.

    Se tu penserai, se giudicherai

    da buon borghese

    li condannerai a cinquemila anni più le spese

    ma se capirai, se li cercherai fino in fondo

    se non sono gigli son pur sempre figli

    vittime di questo mondo. ”

    - – –

    ” se non sono gigli, son pur sempre figli … ”

    PS: mi sa che se Malthus avesse conosciuto De André gli avrebbe sparato_

    Hasta luego – y que estés bien_

  6. utente anonimo says:

    aaaaaaah – ultima cosa, davvero_

    non vorrei essere frainteso subito, la prima volta che che scrivo qui_

    quando dicevo di scrivere da uno slum era un’immagine retorica, ma non era vero_ Vivo in una di quelle che si chiamano “suburb” – ma gli slums e le favelas li conosco abbastanza da vicino, sono qui a 10 minuti camminando – per fortuna qua a Santiago non sono così imponenti come in altri paesi latinoamericani_

  7. utente anonimo says:

    Nel tuo sito kelebek campeggia la frase di nietzsche: “il deserto

    cresce, guai a colui che cela deserti in sé”. Una manifestazione

    esteriore, non interiore, del deserto è l’espansione di queste immense

    baraccopoli. “Piove sul bagnato” è la logica estrema del capitalismo.

    Dove non piove cresce deserto. Per questo si può credere che la

    soluzione sia far piovere dove ancora non è piovuto. Ma se si accetta il capitalismo, è risibile volerne negare la logica a parole. È la cattiva coscienza d’ogni posizione riformista, che più vede deserti, più casca nell’assurdo di voler risolvere la desertificazione

    estendendo (la chiamano giustizia sociale, i disgraziati) la causa che

    lo crea. Perché il deserto si ritragga bisogna che cessi di piovere.

    Paradossale? meno di quanto il “buon senso” creda.

    Ma si ‘l mundo loco està

    no me importa a mi.

    La lluvia no moja nuestro amor

    cuando io soy feliz.

    la lluvia la lluvia ya no existe

    si me miras tu.

    El paragua stiralo

    pues no sirve ya. (La lluvia, g. cinquetti)

    Adororo questa canzone e la sua cantante. Ma nel testo spagnolo mi fa letteralmente impazzire (in senso buono). Lo spagnolo che ho scritto è maccheronico, ma io non lo conosco, se non per affinità alla lingua che parlo. “Io speriamo che me la cavo” in ortografia spagnola . Comunque una buona definizione di comunista è “colui che ha buttato via l’ombrello”, perché è già felicemente fuori dalla piovosa logica capitalista.p

  8. kelebek says:

    Per Stradivari, “neocon” e “theocon” hanno un’accezione abbastanza precisa.

    “Neocon”, ad esempio, vuol dire un “destro” decisamente anomalo per gli Stati Uniti: non cristiano (agnostico o ebreo), della costa orientale, già iscritto al partito democratico e convinto di avere la soluzione ai problemi del mondo in mano.

    Soluzione che consiste nell’esaltare la potenza militare ed economica degli Stati Uniti.

    Bush, ad esempio, non è un neocon.

    “Theocon” è un termine ancora più recente, e mi sembra più giornalistico. I principali theocon che mi vengono in mente sono Weigel e Novak.

    Miguel Martinez

  9. kelebek says:

    Grazie, Leonardo, dei bellissimi commenti.

    Spero che tu venga spesso a scrivere qui.

    Miguel Martinez

  10. kelebek says:

    Sempre per Stradivari,

    Il mondo cosiddetto “fondamentalista evangelico”, in cui si riconosce circa il 40% degli americani, è molto vario, ed è anche molto difficile da classificare, perché tutti coloro che ne fanno parte si considerano “cristiani e basta”, e ciò maschera differenze importanti.

    Ci sono, ad esempio, le chiese nere, che sono un mondo a sé.

    Ci sono fondamentalisti che pensano a pregare e basta.

    Ci sono fondamentalisti che si aspettano la fine del mondo in un tempo brevissimo, e altri no.

    I theocon si distinguono perché sono moderati ed ecumenici (quindi lontani dall’estremismo di certi predicatori), ritengono che gli Stati Uniti siano un po’ la “nuova Roma” e che occorre battersi in maniera organizzata per i “valori giudeocristiani”, quindi grande attenzione alle solite questioni sessuali e affini.

    Miguel Martinez

  11. utente anonimo says:

    >Comunque una buona definizione di comunista è “colui che ha buttato via l’ombrello”, perché è già felicemente fuori dalla piovosa logica capitalista.p<
    Anche i baraccati allora sono degli inconsapevoli comunisti che hanno buttato via l’ombrello dello sporko konsumismo e si crogiuolano felici e beati sotto la pioggia che filtra attraverso le lamiere bucherellate dei loro “tetti”. O no?

    Ciao

    Ritvan ‘O Cinico

    P.S. Si racconta che il filosofo greco Diogene disdegnava perfino le baraccopoli e aveva scelto come dimora addirittura una botte. E dire che a quel tempo lo sporko kapitalismo non era ancora stato inventato e il bieko Bush non era ancora nato!

  12. utente anonimo says:

    grazie per le riposte kelebek…

    che i neocon non fossero fondamentalisti religiosi lo sapevo, però mi suona comunque strano che non lo siano i theocon, e che la parola theocon si riferisca solo a dei conservatori ecumenicamente moderati, magari cattolici, tipo novak appunto…

    sarà che la parola theocon etimologicamente sembrerebbe “teocrazia + conservatorismo”…

    in questo senso etimologico, bush, o ashcroft, che non sono neocon, mi appaiono molto theocon…

    comunque prendo atto che in questo caso l’apparenza etimologica della parola differisce dal suo uso reale…

    a proposito, se bush non è un neocon, cheney lo è? mi sembra meno religioso di dubya (la figlia lesbica, etc.)…

    btw, buchanan è un theocon? cattolico lo è…

    Stradivari

  13. kelebek says:

    Per Stradivari n. 12,

    Buchanan è il massimo nemico dei neocon, essendo il rappresentante per eccellenza della cultura paleocon (cristiani, anche se lui è cattolico; diffidenti verso il “big government”; pragmatici in politica estera).

    Miguel Martinez

  14. utente anonimo says:

    Non mi stupirei, ritvan, che fosse così. Come per il facchino napoletano, molto più marxista di tanti professori e professanti di marxismo. Magari fosse bieco il capitalismo. Invece è semplicemente stupido.p

  15. utente anonimo says:

    Mah, caro p., non mi fare il solito estremista:-). Molto probabilmente fra i milioni di baraccati ci sarà pure qualche novello Diogene marxista rifuggente per protesta il bieko konsumismo kapitalistiko, ma dalle foto che ho visto di diverse baraccopoli, traboccanti di padelle satellitari sui miseri tetti di lamiera, temo che il fenomeno sia assai circoscritto.

    Il capitalismo non è né stupido, né intelligente, visto che non è un essere in carne ed ossa. E’ semplicemente un meccanismo UMANO e come tale imperfetto e fallibile.

    Per tornare ai nostri cari baraccati, logica, umanità, decenza (e anche in pizzico di prevenzione sanitaria e d’ordine pubblico) vorrebbe che ai baraccati fossero offerti alloggi popolari decenti ad affitti accettabili. Cosa che già è stata fatta in molti regimi kapitalistici. Però, come le rivolte delle banlieues francesi c’hanno insegnato, gli ex-baraccati non è che apprezzino tanto tale soluzione. Evidentemente – tranne quello sparuto drappello di marxisti duri e puri che per principio antikonsumistiko preferiscono le baracche – la stragrande maggioranza degli altri trovano più giusto, equo&solidale avere aggratise una villa come quella di Bertinotti o un attico in centro come tanti altri kompagni parlamentari. Ma siccome nessun paese al mondo (kapitalistiko o meno) si può permettere di fare la moltiplicazione delle ville e degli attici in centro, il problema rimane irrisolvibile. Fino all’Ineludibile Avvento della GRP e conseguente Dittatura Mondiale del Proletariato:-).

    Ciao

    Ritvan

  16. utente anonimo says:

    kelebek! lo so che buchanan non è un neocon… guarda bene cosa t’avevo chiesto:

    “btw, buchanan è un theocon? cattolico lo è… ”

    :-)

    Stradivari

  17. utente anonimo says:

    I MIEI INCONTRI RAVVICINATI DI TERZO TIPO:-) – 1

    Per ritornare all’oggetto del post, anch’io ogni tanto faccio qualche strano incontro ravvicinato con abitanti del “pianeta degli slum”.

    In genere l’UFO:-) approfitta delle bieche:-) conseguenze della legge Sirchia, che mi costringe a fare una fumata nei pressi della fermata della metro, per chiedermi una sigaretta. Che io invariabilmente gli nego, ligio al mio principio:”Il pane è un diritto umano, ma i vizi ognuno se li deve pagare di tasca propria”. (vabbè, confesso Vostro Onore, anche il granitico albanese ogni tanto fa una deroga al proprio codice: l’ultima per una ragazza che il suo fetente e pavido compagno fumatore squattrinato aveva mandato avanti a fare la mendica richiesta e io, pur essendomi accorto di come stavano le cose, non ho avuto cuore di spezzare le dolci illusioni amorose della gentile donzella. Nessuno è perfetto:-) ).

    Ebbene, qualche giorno fa, mentre facevo il mio solito rito adoratore di Sirchia:-), mi si avvicina una specie di Chavez in versione bonsai, decentemente vestito, che con un italiano abbastanza corretto e gentile mi chiede:”Scusa, hai una sigaretta da offrirmi?”. “No” rispondo io, altrettanto gentilmente. Al che lui, con un ghigno degno di Tupak Amaru:-) sfoga la ben nota e sacrosanta:-) rivolta del “dominato” verso il “dominante”:”Sai quanto sei ridicolo?”. “E perché sarei ridicolo” chiedo apparentemente imperturbabile. “Perché io ti ho visto poco fa tirare fuori il pacchetto di sigarette ed era pieno”. “Ah” ribatto “solo per questo? Ma allora tu, caro il mio Chavez in versione bonsai o sei un imbecille nato o non sai bene l’italiano oppure non presti attenzione a quello che chiedi in giro. Tu non mi hai chiesto semplicemente se avevo delle sigarette – nel qual caso la risposta sarebbe stata “Si” – , tu mi hai chiesto se avevo una in particolare da offrirtela. Ebbene, confermo, nel mio pacchetto pieno non c’è alcuna sigaretta da dare a sbafo ad uno scroccone par tuo. Ti è più chiaro e meno umoristico così?”.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Per quelli-che-come-andò-a-finire-oh-yeah, come ho già detto il nostro era una versione bonsai ed evidentemente non aveva dimestichezza con arti marziali che gli consentissero di superare l’enorme gap di peso che lo separava da me in un’eventuale vendetta del “dominato” nei confronti del biekissimo “dominatore”. Pertanto, si mise la coda fra le gambe – ohè, metaforicamente s’intende, non vi azzardate ad insinuare che io abbia sostenuto l’esistenza di una coda in carne, ossa e peluria nei Chavez versione bonsai – e si eclissò. Probabilmente in cerca di un’altra preda meno “ridicola”….

  18. utente anonimo says:

    Io quando parlo di attitudine marxista non parlo mai di status sociale ma d’intuizione e istinto. Essere riccho sfondato o povero in canna è irrilevante. Rileva, e qui i poveri in canna sono favoriti, essere meno scolarizzati. Ignorare marx aiuta a essere buoni marxisti.p

  19. utente anonimo says:

    De nada, Miguel Kelebek_ Devi sapere che io al Martinez Ball lo odio, istintivamente ma superficialmente_ E lo odio perché lo invidio_ Ma non lo invidio per questo bel luogo di conversazione che ha costruito, e nemmeno per l’Acropoli, bensì per essere figlio di più culture e aver fatto scelte che mi piacerebbe aver fatto a me, se non fossi stato un idiota, insenso dostoevskiano, ci mancherebbe, per quasi 30 anni_ Per conoscere tante kingua ed essersi specializzato nella conoscenza di quelle culture mediorientali così vicine e fondanti del popolo europeo_ Io dicosempre che l’Europa ha 3 anime: mediterranea, mitteleuropea e slava_ E un po’ l’invidio anche per campare normalmente di noiosissime traduzioni_ Ma soprattutto per leggere e conoscere la poesia persiana, araba, libanese, in originale_

    Ho passato un paio di giornate sul tuo sito perché ho trovato un sacco di insegnamenti molto belli che non si trovano da altre parti_ E non avrei ancora nemmeno finito di leggermi tutti gli arretrati che vorrei_ Questo dopo aver letto sporadicamente tuoi post tramite Comedonchisciotte.org o altri siti_ Ti ringrazio dell’invito e credo che tornerò a scrivere qui_

    Ultima domanda per oggi: perché i bloggers di questo post parlano di cose vecchie e inesistenti come il Marxismo, e non di Marx come filosofo? e come riescono a collegare analisi così superate e fallaci e improduttive alle baraccopoli della società di massa attuale?

    Grazie_

  20. utente anonimo says:

    aaah, tanto per farmi conoscere subito – io su altri Blogs sono quello delle aggiunte in seconda battuta e degli O.T_

    I rapitori nigeriani, secondoil Corriere.it di oggi, affermano:

    “non vogliamo soldi per riscatto, ma scuole”

    L’articolo è di Alberizzi, che per quanto ne so è abbastanza competente e professionale – non come il Magdi J. Hoover_

    Lo trovate qui

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/01_Gennaio/03/alberizzi.shtml

  21. utente anonimo says:

    scusate mi sono dimenticato di firmare

    gli ultimi due posts sono miei

    Leonardo Migliarini

  22. utente anonimo says:

    Ritvan,

    però facevi prima a offirgliela, la sigaretta.

    Pure se assomigliava a Chavez.

    Paolo

  23. utente anonimo says:

    Mi sto chiedendo se una pioggia di soldi aiuterebbe le persone, povere o ricche, qualora non ci fossero più materie prime con cui sfamarsi, o acqua da bere, e gente che sa lavorare la terra.

    Se sull’isola dei famosi, senza risorse sufficienti, un carico carico di monete servirebbe alla sopravvivenza. Carta e metallo.

    Ora in alcune parti del mondo i prodotti vengono distrutti perché sono in esubero rispetto alla domanda e rischierebbero di far crollare i prezzi al punto tale che non ci guadagnerebbe chi li produce.

    Io dovrei comprare il vino a caro prezzo e leggo che in Italia( ma anche in Australia, la più grande produttrice mondiale) si butta o si ricevono sovvenzioni per fare finta di buttarlo mentre in realtà non lo si è mai prodotto. E così funziona per tanti altri prodotti.

    Uno spreco di beni, e un proliferare di truffe, grazie al mercato, tutt’altro che libero.

    Si è ridotta la terra coltivabile, ma si sfrutta di più il piccolo pezzo di terra, lo si costringe a rendere.

    Se i cinesi consumassero tutta la carta igienica che consumiamo noi, leggo che non ci sarebbero quasi più foreste nel pianeta.

    Da un lato c’è spreco, dall’ altro si rovina la natura.

    In mezzo a questo spreco e a questa distruzione, si fa un discorso di soldi, anziché ti mentalità. Si pensa a distribuire ricchezza sotto forma di pioggerellina da nuvola globale soffusa, estesa a tutti, di soldi, anzichè di produzione e distribuzione e scambio di beni nella quantità delle effettive rispettive esigenze.

    Dunque, quello che ho capito da p, il marxista, è che mentalità e ambiente mutano con il reciproco mutare, posso quindi intuire che se non cambia la mentalità, ci penserà l’ambiente a farla cambiare.

    Questo se ho capito bene p, che tra tutti i professoroni e professanti marxisti è l’unico che mi pare di capire perché è anche l’unico che riesco a leggere. Figuriamoci se mi metto a leggere ” Il capitale”.

    E dopo che l’ho letto ?

    Divento la ennesima interprete ?

    Non è il cielo, che devi mutare, ma il tuo animo , ha scritto Seneca.

    Oppure, non il seme, ma il terreno, direbbe p, il marxista- comunista-filonapoletano- che i testi li sa leggere.

    E non mi venite a dire che cambiare il proprio terreno è più difficile che cambiare seme. Questo si sa.

    Aurora.

  24. utente anonimo says:

    “Professoroni e professanti marxisti” ( tra virgolette,dato che il dado è tratto da p)

    Aurora.

  25. utente anonimo says:

    >Ritvan, però facevi prima a offirgliela, la sigaretta. Pure se assomigliava a Chavez. Paolo<
    In che senso “facevo prima”, carissimo? Io mica c’avevo fretta, la sigaretta l’avevo appena accesa e prima dei canonici 5-7 minuti che ci volevano per fumarla mica potevo entrare in metro!

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Guarda che anche se fosse stato la fotocopia di Sergio Romano:-) la sigaretta non gliel’avrei data lo stesso. I principì son princìpi, ekkekkakkio!

  26. utente anonimo says:

    >Ultima domanda per oggi: perché i bloggers di questo post parlano di cose vecchie e inesistenti come il Marxismo, e non di Marx come filosofo? Grazie_<
    Caro “Grazie_”:-), se la gente preferisce prendere come oggetto di discussione dal “Marx-Uno-e-Trino” (economista-filosofo-politico) soprattutto l’ultima “frazione”, ovvero il Fondatore del cosiddetto “Comunismo Scientifico”(volgarmente detto “marxismo”), la ragione è semplicissima. Di economisti famosi ce ne sono a migliaia, di filosofi idem. Di fondatori del “Comunismo Scientifico” solo due, Marx ed Engels (Lenin è un po’ in calo, dopo il bordellazzo combinato nell’URSS, stravolgendo la teoria originaria marxista). Ecco, io mi domando piuttosto il perché dell’ingiustizia storica della quasi mai menzione di Engels. Porcaccia la miseriaccia, ma mica serviva solo da bancomat a Marx il povero Engels, il suo contributo cerebrale ce l’ha messo pure lui! E poi i kompagni dicono di voler fare “giustizia sociale”!:-)

    >e come riescono a collegare analisi così superate e fallaci e improduttive alle baraccopoli della società di massa attuale?<
    Hmmmm…vedo…vedo…vedoooo…vedo il nostro p. che digrigna i denti imprecando:”Ma Fallaci sarà lei!”:-)

    Guarda che le baraccopoli c’erano anche ai tempi di Marx&Engels. E c’erano anche ai tempi dell’Antica Roma. Do you know Suburra? E ci saranno sempre, fino a quando il Glorioso Sol dell’Avvenir non si affaccerà sul Mondo Intero:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Quelle che tu chiami “cose vecchie ed inesistenti” stanno negli statuti di ogni partito italico con falce-e-martello. Ce ne sono 4 o 5 di tali partiti, alcuni dei quali parlamentari. Saranno vecchi e decrepiti, ma non mi pare che siano “inesistenti”, a meno di non averli fatti fuori tutti tu nelle ultime 24 ore, visto che fino a ieri erano vivi e vispi come grilli:-)

  27. utente anonimo says:

    >è facile cominciare a sognare le ruspe e le bombe per loro – “li avevamo accolti a braccia aperte, ma loro…”.< Se consideri il soggetto in questione ed immaginiamo essere così la loro media, Ruspe e bombe sono il minimo si possa ipotizzare… JZ

  28. utente anonimo says:

    >Se consideri il soggetto in questione ed immaginiamo essere così la loro media, Ruspe e bombe sono il minimo si possa ipotizzare… JZ<
    Difatti, le ruspe Democratiche, Antifasciste Nate dalla Resistenza del Kompagno Kofferati (detto “er Cinese”) a Bologna non si son fatte attendere:-).

    Per le bombe ci stiamo attrezzando, ma dacci un po’ di tempo, fratello, quelle che abbiamo negli arsenali della Repubblica sono obsolete, così stupide che si rischia di avere danni collaterali fra la brava gente di pura stirpe italica….che ne dici, ti va di fare l’intermediario per comprare quelle belle ogive intelligenti made in Israel?:-)

    Ciao

    Ritvan

  29. utente anonimo says:

    a ritvan

    Perchè se invece ti chiedeva 5 euro per un panino cosa facevi, visto l’improponibilità della distinzione tra necessità e vizi?

    maria

  30. utente anonimo says:

    Marxismo, è vero, è termine del tutto improprio, discussione già fatta,anche se il nuovo venuto non è tenuto a conoscerla. Ma le parole sono l’ultima cosa per cui ci si fraintende. Quanto al marx filosofo ha gia detto tutto meglio di me aurora. A che serve un’altra interpretazione di marx? A me non interessa affatto dare la mia. Chi vuole esprimere opinioni si accomodi pure. Cos’è marx, dunque, e engels e tutti quelli che ne proseguono il lavoro, o anche solo la speranza? Bene, qualcuno dice che il marxismo era attuale ai suoi tempi, ma oggi è superato (è la tesi di leonardo migliarini, in fondo). Qualcun altro che è attuale ancora oggi (la tesi dei “partiti” marxisti, 4 o 4000 che siano). Io affermo che marx era inattuale ieri ed è inattuale oggi. Marx non è il passato, tanto meno il presente, marx ed engels sono il futuro. Le altre dottrine proiettano il presente sul futuro per capire. La dottrina e il metodo marxista proietta il futuro sul presente. Tutta qui la differenza, che non va interpretata, ma se accettata come migliore, usata per conoscere e “agire” (un milione di virgolette a questa scivolosissima parola)p

  31. utente anonimo says:

    Marx è stato tanto inattuale ieri, a tuo dire, e inattuale, oggi ,al punto che se ne parla e se ne discute da oltre 150 anni.

    Io non sono una filosofa e non conosco marx se non per l’impatto che ha avuto sulla storia politica del Novecento e sulla storia del pensiero filosofico, ma credo che il suo metodo per indagare i meccanismi e i conflitti sociali sia ancora attuale. Il conflitto tra le classi sociali e quello che ne deriva, caro P., è mutato ma non scomparso. Riguardo all’agire, cosa estremamente difficile nonchè faticosa, virgoletti, a mio parere, un po’ troppo.

    Maria

  32. Anche se non c’entra niente, qui (http://statusquo.muslimways.com/2006/12/24/somalia-hearts-minds-holy-war/) c’è il documentario sulle Corti Islamiche di cui ha parlato un commentatore di questo blog qualche giorno fa, se a qualcuno interessa…

  33. utente anonimo says:

    >a ritvan Perchè se invece ti chiedeva 5 euro per un panino cosa facevi, visto l’improponibilità della distinzione tra necessità e vizi?

    maria<
    Semplicissimo, cara. Gli fornivo l’indirizzo della più vicina mensa della Caratas, della Comunità di Sant’Egidio, del Circolo di San Pietro et similia (gli indirizzi, appena arrivato qui me li diede un connazionale e li ho conservati, non si sa mai:-), anche se – grazie a Dio e alle mie larghe spalle:-) – non ne ho mai usufruito finora), dove oltre al “nudo” panino il povero migrante poteva trovare anche un po’ di companatichino e anche un bicchierino di vino.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Dopo il fattaccio di alcuni giorni fa a Roma (di cui qui non s’è parlato, ma da Dacia si son versate calde lacrime per la sorte crudele…dell’assassina, mica della vittima) sto meditando di chiere il porto d’armi (ma lo daranno ai “diversamente comunitari”?), cosi sparo per primo a chi mi chiede 5 euri e non si accontenta di 50 centesimi:-). In gergo tecnico pare si chiami “legittima difesa”:-).

  34. utente anonimo says:

    @Ritvan: ma ti piace tanto fare il karognetta? lo sei o lo fai?

    Ma, se ho ben capito, il post di M.M. voleva rifarsi alla estrema difficoltà (impossibilità??) di capire gli stravolgimenti (e gli sradicamenti) di questi tempi.

    Personalmente, da tempo, io ho scelto di com-prendere, empaticamente, chiunque: un po’ come i cani che si annusano. E non è la pelle, o le bucce che ci stan sopra, che fanno la differenza.

    Silviu

  35. utente anonimo says:

    >@Ritvan: ma ti piace tanto fare il karognetta? lo sei o lo fai? Silviu<
    La cortese domanda sei pregato/a di rivolgerla a soreta!

    Ritvan

  36. utente anonimo says:

    Mi dispiace di aver innescato qualche reazione su Marx – quella specie di Cristo moderno – non era mia intenzione – ma visto che ho lanciato il sasso non posso certo tirare indietro la mano_

    Volevo solo dire che secondo me Marx, nel suo campo primario, cioè l’Economia Politica, o i principi filosofici dell’Economia, è stato il più grande pensatore della Storia – anche se Adam Smith e altri non erano tanto più in bassodi lui_ In fondo anche il Libersimo di Smith è una pura utopia idealista se comparata a cosa è diventato il Liberismo-Globalista nella realtà_ Praticamente tutte le cose contro cui Smith metteva in guardia i Liberisti e ancora dipiù i Neoliberisti le hanno accettate come suggerimenti: -Ah, per avere più potere e infilarlo nel deretano a tutti si può fare tecnicamente così??? Bellissimo!! da domani mattina faremo tutti così!

    Ma per tornare a Marx – ci sono evidenti limiti nelle conseguenze che trae e costruisce sulla propria impressionante e meravigliosa analisi – limiti sociologici, tecnicamente politici, storiografici, etc..

    Questi limiti derivano dal legame che ha con una visione del mondo ancora hegeliana, con la dialettica, con l’esaltazione del razionalismo che vigeva allora, con le utopie socialie ideliste a lui precedenti_ Non c’è dubbio per esempio che, se il metodo di indagine economica di Marx è servito per prevedere molti sviluppi successivi – in campo sociologico e politico sono stati molto più lungimiranti scrittori come Huxley o Orwell_

    Marx poi è stato mitizzato e elevato a Cisto moderno – primo perché le sue analisi, immense e dettagliatissime, hanno dato carburante scientifico e azione a tutte le utopie sociali ed egualitarie, dando voce alla massa dei derelitti del mondo – poi perché è stato cavalcato, quasi sempre maldestramente e settariamente, da una sfilza di adepti che nemmeno Paolo di Tarso, a partire da Trotsky e la Luxemburg, fino a Toni Negri – fra i quali, va detto con orgoglio, spicca invece per originalità e profonditàil nostro Gramsci_

    Ma il problema di fondo alla fine è sempre il solito_

    Chi ha il potere di prendere le decisioni che si ripercuotono sulla vita di tutti, o quasi, non ha mai avuto la minima intenzione di ascoltare Marx, nemmeno nel campo in cui si è rivelato il più grande_ Alla faccia della meritocrazia utilitarista occidentale_ Ma d’altra parte, avete mai visto dei politici di potere ascoltare Weber, Marcuse, o Levinas, o Rancière, o Foucault, o al lilmite anche Mishima o Céline o Ortega Y Gasset o Paulo Freire?? e chi più ne ha più ne metta_

    Loro ascoltano sempre e solo chi gli fa comodo e chi pagano per dire alla massa quello che gli dettano – gente come Bernard Lewis, Huntington, Friedman, Fukuyama_

    Questo è il problema di fondo_ Al quale siamo da aggiungere noi che glielo permettiamo_

    + + + + + + + + + + +

    Infine volevo consigliare un libro_ Trovato per caso nella nuova Biblioteca de Santiago, mi ci è cascato lo sguardo e l’ho preso in mano_ Iniziato a leggere alle 19:25, finito alle 3:45 della notte, tutto di filato_ Uno di quei colpi di fulmine_

    Lo volevo consigliare certo a tutti, ma principalmente a Martinez, perché parla anche del confronto fra le due americhe, entrambe così diverse da noi europei!!! ma non solo_ Ed è divertentissimo e profondo, e di uno stile assolutamente orginale_

    Alberto Fuguet – I film della mia vita – in Italia credo lo pubblichi “Marcos y Marcos”_

    Fuguet è giovane, del ’64, ed è uno dei fondatori della letteratura urbana cilena_ Esteticamente dichiara che la letteratura latinoamericana deve uscire dalla visione mezza mistica e magica e irreale che ne hanno in tutto il mondo_ Spero che non voglia dire che deve entrare in un ambiente globalizzato anonimo_ Io trovo che un po’ in tutte le americhe è sempre mancato il vero Realismo, anche in autori definiti realisti come Steinbeck_ Proprio non fa parte della loro cultura, e va bene così_ Ma sono sicuro che alla letteratura latinoamericana manca davvero una cosa, profondamente e scandalosamente_ Manca l’aspetto sociale_

  37. utente anonimo says:

    Miguel, se posso chiedere – come mai trovi infinitamente preferibile ai suoi coetanei occidentali quel ragazzo con il cappuccio rosso?

    Z.

  38. utente anonimo says:

    scusate, il post precedente era mio

    Leonardo Migliarini

    a parte gli errori di battitura

    manca una virgola nella frase:

    ” … tutte le cose contro cui Smith metteva in guardia, i Liberisti e ancora di più … ”

  39. utente anonimo says:

    Hai un’idea molto marxista di marx, migliarini. Ma il punto principale non è quello di cosa pensi tu o io o chiunque altro di marx (tot capita tot sententiae, come già gli antichi sapevano), ma, impersonalmente, in che direzione va la storia e, individualmente, in che direzione sono rivolto io (la ragione c’entra una beata mazza). Il resto è masturbazione intellettuale, anche piacevole, per carità, che qualcuno chiama filosofia. Io sono per l’antifilosofia del facchino napoletano, seguace di marx (o marx seguace del facchino, transitivamente) senza aver letto una riga di marx.p

  40. utente anonimo says:

    signor p.

    bene, a me non interessa un gran che, al’atto pratico, di Marx_

    lo dicevo solo perché avevo fatto un commento e non precisarlo mi pareva come tirarmi indietro dalla discussione_

    la questione che poni te mi interessa di più_ Dato che più o meno siamo tutti molto più facchini napoletani che Briattori_

    quindi – domanda:

    come fanno i facchini napoletani a fare in modo che vengano ascoltate di più le loro esigenze, senza prevaricare le libertà altrui o il minimo di diritti che non si possono negare, “istituzionalmente”, alle minoranze sociali??

    domanda Bis: e come fanno a fare lo stesso anche le lavandaie indiane, i meccanici egli ortolani mediorientali, e i muratori o i contadini latinoamericani?? Questo Bis, chiarisco, lo aggiungo solo ai fini di un maggior “equilibrio” sociale globale – senza entrare nel campo etico, in prima istanza_

    Leonardo Migliarini

  41. utente anonimo says:

    Io adoro napoli, ci sono stata decine di volte, so che ci vuole una certa prudenza in generale, ma alla stazione una volta mi sono distratta più di quanto non faccia solitamente, e cioè parecchio, e un facchino mi ha rubato la valigia.

    maria

  42. utente anonimo says:

    >Miguel, se posso chiedere – come mai trovi infinitamente preferibile ai suoi coetanei occidentali quel ragazzo con il cappuccio rosso? Z.<
    Giuro sulla Sacra Braciola:-) che mi papperò stasera che la stessa domanda era scesa all’estremità delle mie dita pronta a riversarsi sulla tastiera. Poi, pensando che anche la mia rompipallaggine:-) nei confronti del “padrone di casa” doveva avere dei limiti, lasciai perdere. Anche perché, in fondo-in fondo la risposta la sapevo già:-). Semmai il mio voleva essere piuttosto un grazioso invito di tipo “Affari tuoi”:-) rivolto a MM:”Vorresti cambiare l’espressione “ai suoi coetanei” con la meno estremistica “alla maggior parte dei suoi coetanei” “?:-)

    Ciao

    Ritvan

  43. utente anonimo says:

    Oh mamma mia , quanta sociologia. E il razionalista (ma che bufala) sarebbe marx. Il “marxismo” è tutto in questa frase e atteggiamento del facchino napoletano:

    “Classica è la risposta del facchino napoletano sdraiato al sole sulla banchina. Il ricco turista lo chiama; guarda quegli la pesante valigia e marxisticamente risponde, immobile: “Signò, aggio magnato!”

    Non c’è bisogno d’altro per essere marxisti o facchinisti. Lezione teorica terminata, perché non c’è più niente di decisivo da imparare.p

  44. utente anonimo says:

    >signor p….Leonardo Migliarini <
    Arrrgh! Cominciamo bene, “signor” a p.!! Come se qualcuno desse del “compagno” a La Russa:-).

    >la questione che poni te mi interessa di più_ Dato che più o meno siamo tutti molto più facchini napoletani che Briattori_ <
    Guarda che mi sa che hai frainteso e non per colpa tua, ma per “colpa” di quel marxista di scuola napoletana di p. che crede che anche l’ultimo arrivato su ‘sto blog- in questo caso Migliarini – conosca la profonda filosofia del protomarxista facchino napoletano che p. ha avuto la bontà di illustrarci temporibus illis.

    >quindi – domanda:

    come fanno i facchini napoletani a fare in modo che vengano ascoltate di più le loro esigenze, senza prevaricare le libertà altrui o il minimo di diritti che non si possono negare, “istituzionalmente”, alle minoranze sociali??<
    Ecco, se tu conoscessi la “parabola” del facchino napoletano protomarxista non faresti questa domannda. Vabbè, faccio una tantum anch’io un po’ di Volontariato Socialmente Utile:-) e riassumo le puntate precedenti: in sintesi, il nerboruto operatore pesistico (termine politically correct che sostituisce presso nosotros il bieko sostantivo borghese “facchino”:-) ) se ne strasbatte altamente di “fare in modo che vengano ascoltate di più le sue esigenze”. Egli, appena raccoglie dai suoi clienti i soldi per magna’ quel giorno lascia la postazione di lavoro e va a sdraiarsi sui faraglioni sotto ‘sole e sopra ‘o mare, mandolino d’ordinanza in mano, a cantare a squarciagola “Guarda ‘o mare quant’è bello/’spira tanto sentimento…” e così via. Insomma, alle sirene biekamente kapitalistike del guadagno, della produttività, dell’efficienza, della “crescita” preferisce il canto marxisticamente compatibile:-) delle sirenette della baia di Napoli:-)

    >domanda Bis: e come fanno a fare lo stesso anche le lavandaie indiane, i meccanici egli ortolani mediorientali, e i muratori o i contadini latinoamericani??<
    Mandino una loro delegazione sindacale ad abbeverarsi alla fonte d’esperienza dei facchini napoletani. Tralasciando, però, la pur remunerativa esperienza di fregatura delle valigie altrui – di cui ci rende testimonianza Maria – visto che a quelle latitudini se freghi la valigia ad un tizio c’è altissima probabilità che quello ti faccia la pelle a suon di machete:-).

    Ciao

    Ritvan

  45. utente anonimo says:

    Beh, mentre io scrivevo il mio prolisso riassunto, p. aveva già postato il suo laconico papiro “conforme all’originale”. Meglio così, repetita iuvant:-).

    Ritvan

  46. utente anonimo says:

    signor p.

    mi ha convinto_

    magari tutti i facchini napoletani e operai cinesi e donne delle pulizia indiane e venditori ambulanti latinoamericani dicessero:

    “Signo’ aggio magnato.. ” !!

    Alla fine, con un minimo di organizzazione, starebbero meglio loro- ma ho paura che stareste peggio voi_

  47. utente anonimo says:

    @@@

    Ritvan

    e mentre voi mi rispondevate – io ho postato la mia risposta a p. _

    comunque ti ringrazio dell’esaustivo ricapitolare – sei stato utilissimo_

    anzi – ora capisco meglio il tutto – e dirò che non ho altro da aggiungere – anzi, forse sì – aggiungo che è esattamente quello che sto facendo da quando vivo qua_

    ma voi sareste disposti a vivere senza auto, senza cellulari, senza riscaldamento, facendo la doccia fredda d’estate, che l’acqua è freddina davvero, o facendola una volta a settimana, raggranellando i centesimi di Euro, non potendovi permettere nemmeno il biglietto in autobus per andare al mare o un cinema o un libro nuovo, etc???

    perché è così che vive buona parte della gente quaggiù – e abbastanza serena e felice – certo, imbambolata e indottrinata dalla TV, che è la sola cosa gratis – ma serena – e felice di fare figli e vivere in famiglia_

  48. utente anonimo says:

    Riflessione pseudofilosofica alle vongole, indirizzata al mio biechissimo:-) amico antimuslimmo JZ.

    Caro JZ, come cerco invano da tempo di farti capire, la colpa dell’inarrestabile degrado a cui sta andando incontro l’antica civiltà del Belpaese non è delle barbe, delle lenzuola e dei tovaglioli/turbanti dei biechi muslimmi. A me personalmente (ma credo anche alla stragrande maggioranza degli esseri umani, a meno che non abbiano una genetica intolleranza:-) al tovagliolo sulla testa altrui, tipo celiachia:-)) come si veste il prossimo frega ‘na cippa, basta che non esibisca le pudenda e le chiappe.

    La colpa è del pullulare di fallocefali – ogni riferimento a personaggi bazzicanti questo blog e simili è puramente voluto – che pur essendo generalmente in prima persona gente cortese e civile, portano avanti donchisciottescamente una loro personalissima battaglia del piffero tesa a sancire il DIRITTO del “diversamente comunitario” – muslimmo o meno che sia, non importa – a PRETENDERE in modo protervo, arrogante ed incivile di essere mantenuto vita natural durante dalla società nel suo insieme o dai singoli cittadini taglieggiati a questo scopo. E tesa anche a zittire in malo modo chiunque si ribelli al taglieggiamento protervo malmascherato da “richiesta d’elemosina”.

    Pertanto, mio caro, il “marcio” ce l’avete dentro, è inutile strillare contro “l’invasione”, “l’Eurabia” e cazzate simili. Fintantoché i giovani italici andranno in giro ubriachi, fumando sugli autobus pubblici e cantando a squarciagola colle scarpe zozze sui sedili, fintantoché lo stronzo di turno se la prende – nella beata e beota indifferenza generale – con chi si rifiuta di alimentare il turpe mercato dell’elemosina proterva a scrocco e non con chi tale immondo stile di vita pratica, non vedo perché i nuovi arrivati – muslimmi o miscredenti che siano – dovrebbero comportarsi diversamente.

    Ciao

    Ritvan

  49. utente anonimo says:

    aaaah

    Post Scriptum – al mio post #48

    anche ammesso che tutti fossimo d’accordo con una vita meno forzosamente e artificialmente “produttiva” – una “decrescita felice” – comesono d’accordo io che la metto in atto, più o meno attentamente, tutti i giorni – quali sarebbero gli effetti di quel nostro comportamento sull’economia “reale” della società?? quali sarebbero gli effetti, per esempio, sull’occupazione??

    Leonardo Migliarini

  50. utente anonimo says:

    I MIEI INCONTRI RAVVICINATI DI TERZO TIPO:-) – 2

    Bene, per par condicio oggi vi parlo del mio incontro – sempre in metro -con un magnifico esemplare della specie aliena (ma di pura razza italica, stavolta) “Femmina umanoide fregolatrix arrogantissima”.

    Dunque, qualche sera fa tornavo a casa sulla linea metro A di Roma. Posti a sedere tutti occupati e io stanco morto. Dovete da sape’ che in virtù di una legge della fisica che vi risparmio:-), se ti appoggi ad una superficie verticale il peso del tuo corpo che grava sulle tue martoriate piante dei piedi diminuisce. Siccome le uniche superfici verticali libere in quella carrozza erano quelle ai due lati delle porte, mi sono appoggiato a una di quelle. Dopo qualche fermata, una signora di mezza età, ben vestita e truccata, ma un po’ agitata, mi si avvicina e mi chiede: “Scusi, lei scende alla prossima”. “No” rispondo io. “Allora si tolga di lì per favore che dovrei scendere io” mi intima lei. “Scusi, signora, abbia pazienza” ribatto io raccogliendo tutta quella che avevo a disposizione “ma, come vede, lo spazio della porta è completamente libero e lei potrebbe scendere senza problemi alla prossima”.

    Intanto l’arpia dal volto umano, sempre più agitata, strilla istericamente: “Ma io dovrei premere il pulsante che sta dietro la sua testa per aprire la porta!”

    Senza perder tempo – perché la fermata era ormai prossima e anche per non urtare la sua già ingrifata suscettibilità – a chiedere all’ineffabile individuo uteromunito per quale astrusa ragione insisteva per accanirsi ad ogni costo contro il pulsante dietro la mia testa, quando il pulsante omologo dall’altro lato della porta, ossia 1 m più lontano, era completamente libero, gli dissi, sempre in tono cortese ed affabile, quello che TUTTI i pendolari utilizzatori della metro A sanno da tempo immemore:”Guardi signora che non c’è alcun bisogno di premere il pulsante, poiché sulla metro A tutte le porte vengono aperte simultaneamente dal macchinista appena il treno si ferma” e poi, constatando la palese incredulità dipinta sulla sua faccia, aggiunsi:”in ogni caso, signora, stia tranquilla che anche nel malaugurato e quasi impossibile caso che ciò non accada, il pulsante lo premo io personalmente, appena il treno si ferma”.

    Ovviamente:-) avvenne quello che avviene immancabilmente su quella tratta appena il treno si ferma, ovvero tutte le porte, compresa quella presa di mira dall’arpia, si aprirono simultaneamente e non ci fu bisogno di premere alcun pulsante. Appena messe le zampe sulla banchina, l’ignobile simulacro alieno si voltò verso di me e sibilò rabbiosamente:”Ma lei, sempre li come un salame deve stare?!”.

    A quel punto tutta la riserva di pazienza e cortesia albanese che mi ero portato sul gommone:-) si esaurì di botto e così le urlai con quanto fiato avevo in gola dove doveva ficcarselo il salame, anzi, meglio una mortadella, per ovviare al palese squilibrio ormonale dovuto molto probabilmente alla mancanza di un maschio disposto ad affrontare il mortale pericolo di trombare con una simile arpia!

    Poi le porte si chiusero e il mio incontro ravvicinato di 3° tipo ebbe finalmente fine.

    Ciao

    Ritvan Che Capitano Tutte A Lui, Oh Yeah!

    P.S. E nonostante ciò, vosotros vi fate le pippe mentali sul perché e percome p.es. fra israeliani e palestinesi, sciiti e sunniti, hutu e tutsi non corra…anzi, spesso e volentieri corra sangue. Ma fatemi il piacere, fatemi!:-)

  51. RITVAN tu come al solito sempre l’ultima parola …no’??

    ciao

  52. utente anonimo says:

    >RITVAN tu come al solito sempre l’ultima parola …no’?? ciao Aquilatricolore<
    Come diceva Lui: “Dice bene chi parla per ultimo!”:-) (ahò, non te la trascrivere subito sul tuo sito che è una bufala, me la son inventata io:-) ).

    Scusa, o mio aquilotto “padrone di casa” ma il tuo commento lo trovo piuttosto criptico. Anzi, per dirla tutta, mi sembra tanto l’archetipo perfetto della famosa metafora di MM sul colore della cravatta di Mr. X che aveva fregato 1 milione di dollaroni…Beh, comunque ti prometto – in virtù del fatto che Lui disse a suo tempo “L’Albania è nel mio cuore” (questa invece è vera, ma non si sa perché Lui si dimenticò di precisare se con albanesi compresi o senza:-) ) che la prossima volta che mi si ripresenterà l’occasione (sperando vivamente di no, però) non sarò così gretto e volgare con la “padrona di casa” seppur in fregola. Ecco, potrei risponderle così:”Sguzi, signora e badrona di caza e del vagone della medro, io ezere bovero bingobongo ghe vive in tukul in kaza sua. Io bregare te tu perdonare bovero bingobongo che non zabere che belle zignore italiane aver punto G a fiango di porta vagone metro”:-) :-). Cuntent?

    Ciao

    Ritvan

  53. utente anonimo says:

    A me pare che nelle stazioni italiane non ci sia ombra di facchini, e credo ormai nemmeno a napoli, se non come mestiere improvvisato appunto, tipo i tassisti abusivi, ma non lo so, dalla stazione di napoli sono passata rapidamente un paio di anni fa e avevo il trolley.

    maria

  54. utente anonimo says:

    I MIEI INCONTRI RAVVICINATI DI TERZO TIPO:-) – 3

    Aritorniamo ai “dominati”.

    Sempre in metro (ormai è una mia fissa:-) ).

    Premessa dovuta per tutti frequentatori del blog che usano per spostarsi altri mezzi che la metro.

    Il regolamento prevede che i passeggeri che attendono sulla banchina di salire a bordo si posizionino ai due lati delle porte, lasciando libero il passaggio e attendano finché tutti quelli che devono scendere scendano, prima di salire a loro volta a bordo del treno. L’avviso è affisso su tutte le porte dei vagoni e per gli analfabeti, gli allofoni e i dummies:-) vi sono disegnate anche delle belle figurine in stile fumetto che spiegano il dafarsi.

    Ebbene, nonostante ciò, ogniqualvolta devo scendere dal treno della linea B (che va a sud di Roma, dove ci sono le corriere per Napoli e dintorni, non so se mi spiego:-) ) appena il treno si ferma e dopo alcuni secondi la porta si apre davanti al sottoscritto piazzato in posizione strategica per uscire, ebbene, mi trovo a 30 cm dal naso una muraglia umana plurioculare, occhi che mi guardano dritto nel bianco dei miei, non mostrando la minima intenzione di aprire un seppur striminzito varco per lasciarci passare. (detto en passant, nel percorso inverso, quando scendo dalla metro A, sempre a Termini, sempre tanta gente in banchina, tale situazione non si verifica MAI. Tribù etnicamente diversa??!!:-) ).

    I primi tempi, essendo io fresco di gommone e pieno di rispetto per i “padroni di casa”, facevo gentilmente presente alla mostruosa barricata umana che dovevo per forza scendere lì e che se fossero tanto cortesi e gentili da lasciarmi passare…dopo alcuni sfottò del tipo:”Ma chi ti sta ostacolando?”, “Ue, guagliù, e passe, passe pure, s’accomodi” e piacevolezze simili quelli più al centro di solito, dopo alcuni secondi facevano ammuina in modo da formare una specie di imbuto in cui sarebbe soffocata anche una modella anoressica:-). A volte ero perfino costretto a voltarmi e ad indicare alla muraglia umana – che già si stava apprestando a dare l’assalto ai posti liberi, ricacciandoci indietro – le scritte e le figurine sulla porte della carrozza, esercizio a cui col tempo dovetti a malincuore rinunciare a seguito degli sfottò del tipo “Ué, u guagliune sa leggere!”.

    Alla fine, dopo alcuni mesi di tale tribolazione, mi sedetti alla scrivania con uno specchio davanti e dopo lunga e profonda meditazione zen:-) decisi che era arrivato il momento di accantonare per qualche secondo- seppur molto a malincuore – il rispetto dovuto ai “padroni di casa” che pur tanto amorosamente mi avevano accolto, rifocillato, pagato sempre di tasca loro l’affitto di casa mia e le mie vacanze alle Maldive:-). Mi dissi anche che, visto che non ero cristiano, né avevo “radici cristiane”, non avevo nemmeno l’obbligo morale di porgere sempre l’altra guancia su quella fetente banchina della metro.

    Da quel giorno il mio comportamento standard all’avvicinarsi a quella fottutissima banchina fu il seguente:

    Tappa n.1: Subito prima della fermata maledetta, piazzamento strategico faccia incollata alla porta (a volte non è facile sloggiare di lì la solita vecchietta timorosa di perdere la fermata che vi si è piazzata già da almeno 3 fermate prima:-) ma di solito la frase magica:”signora, la gente su quella banchina appena si apre la porta darà l’assalto alla carrozza e la travolgerà, pertanto lasci a me il suo posto e poi si metta sulla mia scia” funziona sempre).

    Tappa n.2: Appena si apre la porta, dopo che il mio Occhio di Falco si è accertato di non avere davanti donne, bambini o vecchi (quasi mai ci sono lì!), mi proietto fuori a testa bassa e muovendo le spalle a destra e a sinistra, aprendomi facilmente un varco e facendo fare nel contempo una mezza piroetta a chi s’è messo di traverso sulla strada.

    Tappa n.3. Risposta veloce sempre en passant alle numerose proteste dei “piroettanti” (esclamazioni tipo:”Ué, ma che modi!”, “E guarda che maleducato” et similia): “Ma saranno belli i modi vostri, trogloditi, che vi mettete a bloccare la porta! Ma leggete i cartelli affisi sulle porte, piuttosto, anzi, guardatevi le figurine che hanno pensato a spiegarlo con esse anche ad analfabeti pari vostri!”

    Fine delle breve:-) premessa.

    Ordunque, qualche non meglio precisato giorno fa, appena aperta la porta, il mio Occhio di Falco si trovò a tu per tu con una faccia bella abbronzata (per dirla alla Calderoli:-) ). Arabo ho presunto, (non chiedetemi come ho fatto, diciamo “empatia”:-), non per nulla ho un nome arabo:-) ). Ovviamente non potevo riservare al povero dominato:-) – magari fresco-fresco uscito dal CPT e che magari per colpa dei biechi amerikani:-) non aveva visto prima una metropolitana in vita sua – lo stesso trattamento riservato ai fetentissimi figli di Partenope, che la metro ce l’avevano a “casa” loro eccome.

    Gli chiesi allora gentilmente di spostarsi di lato per lasciarmi passare, ma dall’espressione smarrita dei suoi occhi compresi che non capiva una mazza di quel che dicevo. Allora – siccome sono buono e a mio modo anche un po’ terzomondista:-) – gli feci con le mani prima unite dorso contro dorso e poi distanziate e riavvicinate alternativamente il gesto “internazionale” che significa “spostatevi di lato e lasciatemi passare” e dopo, gli mostrai col dito le figurine affisse sulla porta.

    Non lo so, forse il mio gesto nella lingua gestuale della tribù da cui proveniva lo slummaiolo poteva significare qualcosa di losco:-), fatto sta che i suoi occhi divennero minacciosi e cominciò a borbottare qualcosa in una lingua piena di “kh” e “gh” che un ignorante dell’arabo come me poteva benissimo prendere per arabo e poi, fissato bene il sacco di plastica che teneva in spalla, fece per travolgermi ed entrare. A quel punto, memore dell’immortale strategia preventiva di Bush:-), lasciai da parte i sensi di colpa che nosotros uomini bianchi ci portiamo dietro da secoli nei confronti degli “abbronzati”:-) e fulmineamente lo anticipai. La mia spalla sinistra, con un colpo secco lo fece piroettare all’indietro che era un piacere vederlo. La voce salmodiante in (sempre presunto) arabo si fece acuta e dal solo tono anche un profano nontlaxcalano come me poteva benissimo capire che non erano certo complimenti. A quel punto, visto che non potevo conoscere l’esatta potenza distruttiva dei Qassam verbali:-) che mi stava inviando l’energumeno, decisi – pur non essendo io ebreo -di imitare la strategia israeliana, ovvero “massima reazione possibile”. Così mi fermai e gli rivolsi queste cortesi parole, fra il divertimento degli astanti: “A brutto cammellaro de merda, prima d’ annna’ a fa’ lo stracciarolo stronzo in un paese imparate armeno 4 insulti nella lingua di quel paese. Artrimenti, non capendo io quello che me stai a vomita’ addosso te posso di’ solo a te, a mammate, a sorete e a li mejo mortacci tua!”

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Arisempre nosotros che ci facciamo le pippe mentali sul perché e percome israeliani e palestinesi, hutu e tutsi, signori della guerra e Corti islamiche e c..zi vari…Ma lo volete capi’ che finché la mamma degli stronzi (magari fosse quella degli imbecilli, magari!) sarà sempre incinta (ovvero sempre:-( ) ‘ste schifezze non finiranno mai?

    P.S.2 Da qualche mese in qua noto sempre più frequentemente che – suddetto caso dello slummaiolo a parte -anche nella fottutissima banchina di cui sopra la ggente comincia a lasciar libero il varco. Non sono così presuntuoso da attribuirne il merito al mio sopradescritto modus operandi gentile ed altamente educativo:-). Quale sarà la vera causa? mah….

  55. kelebek says:

    Per Ritvan n. 55

    Capito perché tutti vogliamo bene a Ritvan, anche se non lo sopportiamo?

    Miguel Martinez

  56. utente anonimo says:

    Ritvan

    visto che tra poco dovrei forse tornare a Roma per un po’, saresti così gentile da indicarmi orari e percorrenze dei tuoi tragitti in Metro?

    Così li evito :-)

    Paolo

  57. utente anonimo says:

    Grazie dell’indicazione , maria. Se mai capiterò a napoli, ne terrò conto. Ma è così difficile capire che io non parlo di status sociale ma di intuizione conoscitiva, che chiunque può avere senza essere un “grande” filosofo, cosa che a marx molti del resto, io per primo, contesterebbero.

    Ma, lorenzo, non si tratta di decrescita, più o meno felice, ma d’intuizione d’un modo di vivere secondo nuovi rapporti, in cui crescita e decrescita economica non hanno senso. Tanto meno occupazione e disoccupazione.p

  58. utente anonimo says:

    >Ritvan visto che tra poco dovrei forse tornare a Roma per un po’, saresti così gentile da indicarmi orari e percorrenze dei tuoi tragitti in Metro?

    Così li evito :-) Paolo<
    Ma no, caro Paolo, perché causarti tanto disturbo nel precluderti intere fascie dei pregiatissimi servizi metro?

    Facciamo così, invece: tu mi dici quali di questi comportamenti usi espletare in metro (si può barrare anche più di un’opzione):

    a) tentare di scroccare sigarette ai fumatori all’ingresso

    b) approfittando della calca infilare destramente la mano nellla borsa del vicino

    c) andare a zonzo pei vagoni strimpellando un arnese arbitrariamente elevato a rango di strumento musicale e massacrando orribilmente la dolce melodia “El pueblo unido jamas serà vencido”, mentre un tuo compare con un bicchiere di Coca Cola in mano chiede il pizzo ai passeggeri per liberarli dall’infernale cacofonia

    d) pretendi ostinatamente che la gente si scansi per lasciarti pigiare il bottone accanto alla porta, malgrado ti venga ripetuto che quei bottoni non hanno mai funzionato

    e) urli a voce alta alla signora negra seduta di alzarsi e lasciarti il posto poiché qui siamo “a casa tua” (eh, sì, mi è accaduto anche questo e purtroppo gli orari abituali di quel “signore” – in modo che tu possa scansare la “concorrenza”:-) -non te li saprei indicare).

    f) sulla banchina ti piazzi proprio davanti alla porta e al memorabile grido “No pasaran” ti fai un punto d’onore di non lasciar scendere nessuno fintantoché tutti i passeggeri amici tuoi sulla banchina non siano prima saliti

    g) esibendo un falso certificato d’invalidità totale risalente alla seconda guerra…punica pretendi di occupare il posto riservato agli invalidi, minacciando di dimenticare per un attimo di essere invalido e ridurre a polpette il malcapitato che vi si è seduto se non si sbriga

    h) vai in giro con un bicchiere di Coca Cola e una creatura appesa al collo (creatura che dorme come un ghiro, con la testolina rovesciata all’indietro malgrado il rumore infernale e le luci accecanti nel vagone), minacciando di terribili maledizioni makumba il bieko impiccione “dominante” che osi sommessamente osservare che quel sonno gli pare…ehm…un pochino innaturale

    i) pretendi che nella carrozza piena come una scatola di sardine la gente osservi attorno a te uno spazio rigurosamente vuoto dal diametro di almeno 1,5 metri, poiché il medico ti ha raccomandato di evitare il contatto fisico con la gente

    j) ti porti appresso il tuo caro e dolce rottweiler di nome Adolf rigorosamente sprovvisto di guinzaglio e museruola e alle sommesse rimostranze delle facce sbiancate dalla paura dei tuoi compagni di viaggio replichi imperterrito:”Vergognatevi, brutti specisti, non sapete che il cane è il miglior amico dell’uomo, ecché si mettono guinzaglio e museruola ai migliori amici?!”

    k) apri improvvisamente l’impermeabile giallo (sotto cui sei integralmente nudo) e mostri alla gentile fanciulla che ti sta di fronte tutto il bendiddio di cui Madre Natura ti ha dotato

    Ecco, una volta che tu mi avrai indicato il tuo “hobby metropolitano” preferito e ci saremmo messi d’accordo sul segno di riconoscimento che esibirai (chessò, capelli color fucsia a cresta di gallo, anello al naso, falce e martello tatuati sulla fronte, dimmi tu) sarà per me, in qualità di tuo amico telematico, un punto d’onore lasciarti esibire tutti i suddetti comportamenti (o anche altri non compresi nella lista che avrai la bontà di segnalarmi) senza fiatare o muovere un dito. Ekkekkakkio, ormai sono abbastanza integrato per assimilare il concetto tutto italico che le nefandezze che non permettiamo mai agli sconosciuti diventano gradevoli vezzi trattabili con la massima indulgenza se perpetrate da amici e parenti!:-)

    Ciao

    Ritvan

  59. utente anonimo says:

    >Per Ritvan n. 55 Capito perché tutti vogliamo bene a Ritvan, anche se non lo sopportiamo? Miguel Martinez< No, perché?
    Ciao

    Ritvan

  60. utente anonimo says:

    Che vitaccia. Legioni internazionali ammassate sulle banchine, di treni o metropolitane, negli orari di punta, caricate di cartelle, borse, zaini,sacchetti di plastica, uno che storce il naso, l’altra che dice ” ma la gente non si lava mai”, quell’altro ” mi sta facendo mangiare i suoi capelli”, il terzo ” mi sta piantando il gomito nelle costole”, in fondo tutte frasette brevi,anche nei litigi, si passa dal “Kh”, al “gh”, al “Q”, solo tre parole, che non sono “sole cuore amore”, ma “va’ van..”, in tutti i tipi di pronunce, comprese quella della radice della lingua contro il palato molle.

    La concisione di espressione in questi luoghi ha evidentemente una eccezione : Ritvan.

    Non mettetevi sulla sua porta, non incrociate la sua mole verbale, perché è per lui , solo per lui, che vi ritroverete a pensare a quella canzone, mentre ancora vi spiega come sono gli italici, i villici, i rom, i parassiti, gli scrocconi, : ” E’ tardi e l’ultimo metrò sta per partire..vorrei andarmene da te ,ma io sono qui , avvinto come l’edera.. ”

    Aurora.

  61. utente anonimo says:

    Non “L’edera” di Nilla Pizzi, ma di Massimo Altomare, per i curiosi.

    Aurora.

  62. utente anonimo says:

    >La concisione di espressione in questi luoghi ha evidentemente una eccezione : Ritvan. ..Aurora”

    Scusi Egregio Avvocato, ma vorrei gentilmente sapere come mai Lei, dispostissima a credere con Sublime Atto di Fede al Cane Volante di Maria si dimostra estremamente scettica prima sul fatto che un bieko albanesse possa conoscere una certa canzone di De André e adesso sul fatto che lo stesso bieko di cui sopra possa andare oltre il laconicissimo “vaffa” in metropolitana. M’illumini, di grazia, altrimenti potrei pensare – male – che per Lei il dire la verità sia questione di razza.

    Deferenti Ossequi (anche al Suo Pregiatissimo Cane Viaggiante In Metro Rigorosamente Sprovvisto Di Guinzaglio E Museruola, beninteso)

    In fede

    Ritvan

  63. utente anonimo says:

    Ritvan,

    dove ho scritto che non credo al tuo racconto ?

    Non solo non l’ho scritto, ma neppure mi sono mostrata scettica.

    Anzi, ho confermato che se c’è uno che non si lascia prendere dalla sintesi verbale da ritmo veloce metropolitano, quello sei tu.

    Aurora.

    P.s. : dovresti trovarti bene con il facchino napoletano : tu gli attacchi il discorso, lui- sdraiato sulla panchina- si abbassa il cappello, incrocia i piedi uno sull’altro, e ti dice ” hai ragione, guaglio’, parla..racconta..”. Mentre tu descrivi con minuzia le tue avventure nella giungla urbana, lui si appisola per la fase digestiva in una sana pennichella. Al risveglio, dopo uno sbadiglio e una stiracchiata, ti dice ” Bravo,guaglio’, tutti come te dovrebbero essere. Mo’ offrimi un buon caffe'”

    Aurora.

  64. utente anonimo says:

    “kkekkakkio, ormai sono abbastanza integrato per assimilare il concetto tutto italico che le nefandezze che non permettiamo mai agli sconosciuti diventano gradevoli vezzi trattabili con la massima indulgenza se perpetrate da amici e parenti!:-)

    Ciao

    Ritvan”

    Cavolo, non so se è una cosa solo italica, però è verissima.

    Ho anche visto, sulla Metro romana e non solo, quasi tutti i comportamenti da te descritti- mi manca quello dell’impermeabile giallo, e devo dire che ne faccio a meno.

    In compenso ho visto una ragazzina che tentava di fregare il portafoglio a un tale, che lo portava imprudentemente nella tasca posteriore dei pantaloni; e, quando il tale se ne è accorto, lei ha rispoto, con la più bella faccia tosta del mondo, “spuntava, io te lo rimettevo dentro sennò te lo rubano…”

    Paolo

    PS

    Nel caso, credo che mi comprerò un pastore del Caucaso e lo chiamerò Iosif Vissarionovic :-)

  65. utente anonimo says:

    Oltre a nilla pizzi, dio gli ne renda merito, massimo altomare ha cantato e musicato insieme a stefano bollati anche le fanfole di fosco maraini, quello di via del lonfo, se il comune fiorentino non è troppo bischero, come vuole uno striscione di questo blog. “tout se tient”. Ma come dimenticare, della metro, il duo battisti/panella?

    La metro eccetera

    La metro dei riflessi,

    gli sguardi verso il vetro,

    gli appositi sostegni verticali,

    le mani che fatali li discendono,

    e quelli orizzontali, in alto i polsi e gli orologi

    viaggiano da soli.

    La metro, i seduti di fronte

    sono semplicemente gli avanzati

    dal viaggio precedente

    che andava dove vanno

    tutti i presentimenti, eccetera.

    In un soffio di porta, fa’ l’ingresso

    la bella incatenata a testa alta;

    invece i viaggiatori

    sono entrati

    col capo chino, e l’umiltà dei frati.

    Bella incatenata dai sui stessi ormeggi:

    la cinghia della borsa,

    e stringhe mosce,

    e fasce di camoscio e stratagemmi

    dei morbidi tormenti d’organzino.

    Si fa la trigonometria,

    nei finestrini corrispondenti agli occhi alessandrini,

    di lei che guarda fissa

    un suo sussulto fuso nel vetro,

    che le ricorda tanto un suo sussulto.

    La metro piomba nella galleria,

    come un eccetera eccetera,

    che continua tremante veranda di lettura,

    da un attico mittente, tutta giù a fendente.

    E più di tutti

    i giornali e i giornaletti

    ha successo una scritta:

    In caso di necessità

    rompere il vetro,

    e tutti i trasgressori saranno

    eccetera.

    La metro si avvicina

    alla stazione prossima e rallenta.

    I posti a sedere,

    ad occhio e croce:

    diciamo trentasei;

    le scale sono mobili,

    ma le pareti no,

    e fermi i corridoi;

    la folla passa e sale.

    La metro accelera,

    eccetera, eccetera,

    e puntini di sospensione…

    ps: Il tuo facchino, aurora è fantastico: marx e pulcinella a braccetto.

    p

  66. utente anonimo says:

    >Ritvan, dove ho scritto che non credo al tuo racconto ?Aurora<
    Da nessuna parte, Esimia. Ma una discendente diretta del celebre Niccolò Machiavelli, nonché legittima erede della Gloriosa Tradizione Radicaiola (non solo italica, ma SOPRATTUTTO italica) del “dire-e-non-dire-ma lasciar-trasparire” non può ripetere due volte lo stesso errore fatto con la canzone di De André. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.

    >Non solo non l’ho scritto, ma neppure mi sono mostrata scettica.<
    Oh, sì, e anche il cane di Maria vola che è una bellezza!:-)

    >Anzi, ho confermato che se c’è uno che non si lascia prendere dalla sintesi verbale da ritmo veloce metropolitano, quello sei tu.<
    ‘mmazza oh, come giratore di frittate in confronto a te sono un misero dilettante!

    >P.s. : dovresti trovarti bene con il facchino napoletano : tu gli attacchi il discorso, lui- sdraiato sulla panchina- si abbassa il cappello, incrocia i piedi uno sull’altro, e ti dice ” hai ragione, guaglio’, parla..racconta..”. Mentre tu descrivi con minuzia le tue avventure nella giungla urbana, lui si appisola per la fase digestiva in una sana pennichella. Al risveglio, dopo uno sbadiglio e una stiracchiata, ti dice ” Bravo,guaglio’, tutti come te dovrebbero essere. Mo’ offrimi un buon caffe'”<
    In effetti, odio l’eccessiva fretta, nonché l’ossessione per il lavoro e per le scadenze fisse, il consumismo spinto and so on. Ma mi attengo (quasi) sempre agli immortali motti dei nostri comuni antenati:”In medio stat virtus” e “Est modus in rebus”.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Ti prego, non cominciare – come fece tempo fa una mia amica telematica in profonda crisi esasperativa-compulsiva a seguito delle mie prolisse citazioni latineggianti – il tuo immancabile sberleffo alle mie elucubrazioni con il MCM (ovvero “motto cartesiano modificato”):”Coito ergo sum”. Non sarebbe nel tuo delicato e casto stile…

  67. utente anonimo says:

    Per Ritvan n. 55 Capito perché tutti vogliamo bene a Ritvan, anche se non lo sopportiamo? Miguel Martinez< No, perché?
    Ciao

    Ritvan

    Io non saprei dirlo il perchè, però un po’ di bene virtuale te ne voglio

    maria, la compagna deviata:-)

  68. utente anonimo says:

    >Ma come dimenticare, della metro, il duo battisti/panella? p.<
    Mi scusi o Devoto Adoratore del Sacro Totem Frutto Del Rapporto Casto Gay Fra Marx E Pulcinella, ma posso rubare – a proposito della sullodata struggente poesia – la celeberrima battutta di Fantozzi Rag. Ugo a proposito dell’immortale pellicola “La corazzata Potemkin”? Sì? Grazie. Vado allora:

    E UNA BOIAAAAATA PAZZESCAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!

    Ciao

    Ritvan

  69. utente anonimo says:

    ritvan,

    ma il mio canino non volò, scomparve semplicemente, forse oltre il guardrail, perchè in modo molto intuitivo non zampettava in mezzo all’autostrada ma lungo il ciglio di questa…

    maria

  70. utente anonimo says:

    Grazie dell’indicazione , maria. Se mai capiterò a napoli, ne terrò conto. Ma è così difficile capire che io non parlo di status sociale ma di intuizione conoscitiva, che chiunque può avere senza essere un “grande” filosofo, cosa che a marx molti del resto, io per primo, contesterebbero.

    maria

    ma certo p., ho capito più di quanto tu non creda, anzi ti dirò che per me la conoscenza intuitiva, è stata proprio la mia prima forma di conoscenza, confermata poi dall’esperienza di vita e di studio, del resto se avessi creduto che solo un filosofo può averla, questo tipo di conoscenza, che comunista sarei stata?

    P.

    Ma, lorenzo, non si tratta di decrescita, più o meno felice, ma d’intuizione d’un modo di vivere secondo nuovi rapporti, in cui crescita e decrescita economica non hanno senso. Tanto meno occupazione e disoccupazione.p

    maria

    non sono per nulla d’accordo, qui l’intuizione con c’entra per nulla, per me il concetto di crescita, adottato purtroppo anche a sinistra, si vedano le dichiarazioni di prodi che mette appunto la crescita al primo posto dell’azione di governo, è un concetto sbagliato. Ciò non vuol dire ovviamente che chi non ha, non penso tanto ai facchini napoletani, quanto alle lavandaie indiane, non debba avere o restare nella miseria e nella fatica più nere, ma che la vita può svolgersi anche in condizioni di benessere meno parossistiche di quanto non accada oggi in Occidente.

    Una volta sono stata negli usa, era dicembre, fuori nevicava, e nella casa dove ero ospite si dormiva con il lenzuolo e la maglietta di cotone, così tanto per dare un’idea dell’insensatezza con cui si passa l’inverno nelle case di New York, certo un dettaglio, ma è spesso nei dettagli che si cela un po’ di verità.

    La vita che descriveva leonardo non sarebbe accettata da noi, nemmeno a sinistra, se non da frange minoritarie, o da coloro che fanno di necessità virtù.

    Il concetto di crescita è aberrante ma sarà abbandonata solo quando saremo costretti , come succede in un film di godard, dove si vedono automobili abbandonate per le strade per tragica necessità e non per scelta

    .maria

  71. utente anonimo says:

    >ritvan, ma il mio canino non volò, scomparve semplicemente, forse oltre il guardrail, perchè in modo molto intuitivo non zampettava in mezzo all’autostrada ma lungo il ciglio di questa… maria<
    Ah, Maria, Maria, mi hai causato uno “scriptus interruptus”, poiché stavo scrivendo che probabilmente la ragione del tuo immeritato affetto telematico nei miei confronti stava nella tua “deviazione” non dalla kompagnitudine, bensì da quella immutabile ed immarcescibile forma mentis femminile che considera il senso dell’umorismo – sopratutto se applicato alle proprie Sacrosantissime Fisime Irrazionali -la peggior piaga dell’umanità.

    Evidentemente mi stavo sbagliando, come dimostra in modo quasi incontrovertibile il tuo suscritto papiro…..

    Ciao

    Ritvan

    P.S. In alternativa, potrei considerare che la tua memoria sia composta da un metallo più duttile del ferro, facendo sì che tu abbia già dimenticato l’esatta sequenza verbale a cui il mio papiro precedente si riferiva e che col cane reale fiancheggiatore del guardrail non c’entra ‘na cippa. Vuoi che vada a controllare e poi copincollare qui?:-)

  72. utente anonimo says:

    no davvero, conosco la tua pignoleria e la mia distrazione:-) ci rimetterei senz’altro…

    maria

  73. utente anonimo says:

    >non sono per nulla d’accordo……Il concetto di crescita è aberrante ma sarà abbandonata solo quando saremo costretti , come succede in un film di godard, dove si vedono automobili abbandonate per le strade per tragica necessità e non per scelta. maria<
    Guarda Maria che secondo me la tua suscritta frase e quel che dice p. combaciano perfettamente. Infatti, da quel che ho capito, p. estende storicamente nel futuro il concetto riduttivo della sinistra al caviale di “abbandonare la macchina” (grazie al c..zo, lorsignori si possono permettere interi viaggi intorno al mondo in taxi!:-) ) fino a raggiungere la dimensione “abbandonare il mondo economico kapitalistiko, poiché solo abbandonare la macchina non basta”. E questo per INELUDIBILE neccessità storica (e anche ambiente, risorse, ecc. non possono essere scisse dalla storia) e non perché quattro fallocefali targati falce e martello giocano a fare i rivoluzionari alle vongole. Tieni presente qui il concetto filosofico-storico marxista-engelsista del rapporto “casualità-volontarietà-neccessità”.

    Poi si può essere d’accordo o meno sulla visione di p., quella tua, quella del sottoscritto o di chiunque altro, ma sarebbe bene che le premesse del discorso fossero le meno ingarbugliate umanamente possibile.

    Ciao

    Ritvan Serio Una Tantum

  74. utente anonimo says:

    Oh, Ritvan, ancora insisti ? Perché dovrei dubitare del tuo andare “oltre” ?

    Tu- a parole ,s’ intende- solo a parole- vai spessissimo OLTRE.

    E hai anche la caratteristica di ” far dire cose che non si sapeva di pensare”.

    Aurora.

  75. utente anonimo says:

    Dove si muore di fame, maria, si può parlare di decrescita? Anzi, lì la crescita va fatta. È aberrante che si parli tanto dei morti passati e ogni anno senza colpo ferire ne muoiano a milioni nell’indifferenza di tutta la politica. Posso mai pensare che a qualcuno freghi veramenti dei morti di ieri, se se ne strabattono dei moribondi di oggi? Non si tratta di “abbandonare” la macchina. Quella ce la fanno abbandonare oggi, dopo avercela fatta comprare, i nostri tanto amati politici. Si tratta d’impostare una società e una vita sociale che riduca al minimo i movimenti necessari. Per questo è necessario non intervenire sul modello sociale, ma di impostare un tutt’altro modello di società. Fermo restando che questi sono, se saranno, cambiamenti storici, e non alzate di testa di qualche bell’ingegno rivoluzionario. A noi spetta oggi il compito di tenere accesa la fiamma della possibilità storica della nuova società, contro tutte le obiezioni, anche serie, alcune sono tali, che se ne possono fare, o sarà inutile che passi la sua necessità. Nessuna fretta da rivoluzionario “alle vongole” ma anche nessun cedimento ad alcuna delle categorie capitaliste, a partire dalle più suggestive come democrazia e libertà. È tutto, ma è tutt’altro che poco.p

    De gustibus, ritvan… a me il secondo battisti piace anche più del primo, pur grandissimo.

  76. utente anonimo says:

    Caro p, io sono per l’esclusiva, e quindi, dopo aver visto che tu mi dilapidi aggettivi come ” splendido, favoloso” e verbi come ” adorare, amare”, ecc.ecc.” distribuendoli non dico piovosamente ma comunque non raramente, non me la sento di sventolare vivacemente le mie ali da pulcincina per il tuo ” fantastico” e mi limito a un contenuto, sommesso inchino di capo : grazie tante.

    Così umile e modesta, se c’è un ladro a Malpensa, mi mette i soldi in borsetta, anzichè rubarmeli.

    Aurora.

  77. utente anonimo says:

    Ritvan,

    hai ragione ma soltanto in parte. Per me la Storia procede o retrocede su due direttrici, quella della necessità e quella delle idee. Queste due direzioni si intrecciano e si influenzano vicendevolmente, perché la necessità sarebbe , senza le idee, opaca, monca, e senza quest’ultima le idee seppur brillanti e ben esposte lascerebbero il tempo che trovano. Crescita e decrescita , certo sono parole, in questo ha ragione come tu dici, p. Ma per me esiste anche la politica, che è l’arte dell’agire, dell’esserci, e per questo dicevo che la crescita di cui non si vede mai la fine è concetto aberrante che allude a una concezione dell’esistenza assai differente da quello a cui allude il concetto di decrescita.

    .

    Maria

  78. utente anonimo says:

    >Oh, Ritvan, ancora insisti ? Perché dovrei dubitare del tuo andare “oltre” ? Tu- a parole ,s’ intende- solo a parole- vai spessissimo OLTRE.

    E hai anche la caratteristica di ” far dire cose che non si sapeva di pensare”. Aurora.<
    Guarda Aurora che le varie bottiglie di vino avanzate stappate dalle feste possono essere conservate in frigo per ben più di un mese, pertanto non ti devi sentire in dovere di berle tutte adesso mentre scrivi a me.

    Ciao

    Ritvan

  79. utente anonimo says:

    >…Ma per me esiste anche la politica, che è l’arte dell’agire, dell’esserci, e per questo dicevo che la crescita di cui non si vede mai la fine è concetto aberrante che allude a una concezione dell’esistenza assai differente da quello a cui allude il concetto di decrescita. Maria<
    Cara Maria, la differenza fra “crescita” spontanea-kapitalistika e “decrescita” più o meno pilotata dall’alto (perché come giustamente dici, di quella autoimposta al “proletariato gaudente” nun gliene po’ frega’ de meno) sta nel fatto che la prima esiste già da tempo e imperversa nel mondo, la seconda, invece, è come l’araba fenice che come ci indicano gli immortali versi: “Che ci sia ognun lo dice/dove sia nessun lo sa”.

    Ciao

    Rivan ‘O Poetico

  80. utente anonimo says:

    Bottiglie “stappate”, Ritvan, dalle mie parti vengono, in giornata, terminate. In fondo sono 75 cl. Forse tu usi i bottiglioni.

    O forse sei abituato ai fiaschi, per via della carne.

    Aurora.

    P.s : nessuna bottiglia stappata oggi.

  81. utente anonimo says:

    Dove si muore di fame, maria, si può parlare di decrescita? Anzi, lì la crescita va fatta. p.

    mariA

    certo p., hai ragione, ma io parlavo del mondo occidentale, non a caso ho anche citato le lavandaie indiane distinguendole dai facchini famosi; per coloro che muoiono di fame ci deve esser crescita , naturale, per non dire ovvio.

    P. È aberrante che si parli tanto dei morti passati e ogni anno senza colpo ferire ne muoiano a milioni nell’indifferenza di tutta la politica. Posso mai pensare che a qualcuno freghi veramenti dei morti di ieri, se se ne strabattono dei moribondi di oggi? p-

    maria

    su questo sfondi una porta aperta

    p.

    Non si tratta di “abbandonare” la macchina. Quella ce la fanno abbandonare oggi, dopo avercela fatta comprare, i nostri tanto amati politici.

    maria

    quella delle macchine era una metafora, come dire che le macchine che pure ci hanno fatto comprare i politici, con tutto però il nostro entusiastico assenso, dovranno essere

    abbandonate quando non ci sarà più benzina o territorio per ospitarle, nella mia città ,e non solo ,non c’è suolo pubblico sufficiente che possa parcheggiarle….

    p. Si tratta d’impostare una società e una vita sociale che riduca al minimo i movimenti necessari. Per questo è necessario non intervenire sul modello sociale, ma di impostare un tutt’altro modello di società. Fermo restando che questi sono, se saranno, cambiamenti storici, e non alzate di testa di qualche bell’ingegno rivoluzionario. A noi spetta oggi il compito di tenere accesa la fiamma della possibilità storica della nuova società, contro tutte le obiezioni, anche serie, alcune sono tali, che se ne possono fare, o sarà inutile che passi la sua necessità.

    maria

    sono d’accordo, ma , come dicevo nel post a ritvan, non avevo letto ancora il tuo, tenere accesa la fiamma della possibilità di una società differente si fa con delle idee collegate a nuove o vecchie necessità. Ecco perchè mi ero soffermata sul concetto CAPITALISTICO di crescita indefinita. Come avverranno poi cambiamenti epocali è difficile dire, ma forse sono già avvenuti e noi non ce ne siamo accorti

  82. utente anonimo says:

    >Bottiglie “stappate”, Ritvan, dalle mie parti vengono, in giornata, terminate. In fondo sono 75 cl. Aurora.<
    Bieka konsumista selvaggia, arrostirai nel girone degli “antidecresenti”!:-)

    >Forse tu usi i bottiglioni.<
    No, da bravo equo, solidale e rispettoso per l’ambiente, la 75 cl la intappo e metto in frigo (classe A+, che all’ozono fa pure la massaggioterapia!:-) )

    >O forse sei abituato ai fiaschi, per via della carne.<
    Mai fatto fiasco, con una donna o con una bistecca: fatto fino in fondo il mio dovere, nonché il mio e l’altrui piacere. Se tu avessi dei dubbi superiori a quelli sul cane volante di maria…ebbene, non ti resta che agire galileanamente:-). Dimmi dove e quando:-)

    >P.s : nessuna bottiglia stappata oggi.<
    Ah, allora la confusione e la scarsa lucidità del tuo ultimo discorso non è da imputare al vino….

    Ciao

    Ritvan

  83. utente anonimo says:

    >…ma anche nessun cedimento ad alcuna delle categorie capitaliste, a partire dalle più suggestive come democrazia e libertà.<
    Caro p., ti ricordo sommessamente che – diversamente da “plusvalore”, “globalizzazione” et similia – democrazia&libertà son nate mooolto ma molto prima del bieco kapitalismo. Addirittura ipotizzerei che nella tua comunità primitiva felix della preistoria il capo tribù non diventava tale dopo aver ammazzato la metà dei suoi contribuini e sodomizzato l’altra metà, tenendola poi continuamente al guinzaglio, non ti pare? E neanche l’abate dei monasteri da te tanto in passato decantati come archetipi – seppur imperfetti – della società comunista era una fotocopia di Saddam, o no? Pertanto, – sempre seguendo l’Infallibile Dottrina – visto che non son nate col capitalismo, democrazia e libertà non dovrebbero certo morire con esso (ammesso e non concesso che la morte del kapitalismo sia ineluttabile).

    Ciao

    Ritvan ‘O Democratico E Anke ‘O Liberale E ‘O Libertario (‘O Liberista Un Po’ Meno:-) ).

  84. utente anonimo says:

    Ma reza che fine ha fatto?

    maria

  85. utente anonimo says:

    Domanda secca al Kompagno Ritvan ;)

    MA se ti dicessi che mi piacerebbe veder cader morti tanto i giovani Italiani del cazzo da te citati,quanto i rompicazzo stranieri altrettanto citato (e glorificati altrove) ti sei convinto che il mio odio è verso i rompicazzo,anche quando non hanno la madre obesa intovagliata con 12 figli ma magari anoressica,vestita Prada e che gli compa oni 3 mesi il cellulare “trendy”?

    JZ

  86. utente anonimo says:

    >Ma reza che fine ha fatto?

    maria<
    Probabilmente l’avranno richiamato in patria per affidargli la direzione del segrettissimo centro dove verrà prodotta la BOMBA persiana. Chi meglio di lui: fedelta alla Patria e all’islam sciita a prova di…bomba, appunto, capacità organizzative di livello FAO, ahò, che dovrebbe pretendere de più il caro Ahmadinejad!

    Ovviamente è noto che tali centri superultrasegreti non possono essere collegati a Internet (hai presente “Taci, il Nemico ti ascolta!”:-) ), pertanto…..

    Ciao

    Ritvan

  87. utente anonimo says:

    >Domanda secca al Kompagno Ritvan ;) MA se ti dicessi che mi piacerebbe veder cader morti tanto i giovani Italiani del cazzo da te citati,quanto i rompicazzo stranieri altrettanto citato (e glorificati altrove) ti sei convinto che il mio odio è verso i rompicazzo,anche quando non hanno la madre obesa intovagliata con 12 figli ma magari anoressica,vestita Prada e che gli compa oni 3 mesi il cellulare “trendy”? JZ<
    Ti crederei, ti crederei Kompagno:-) JZ, se tu me lo dicessi ti crederei, ci mancherebbe altro, mica sono quella miscredente:-) di Aurora io!

    Però, rimane il fatto che sia dei fdp rompicazzo tovagliolomuniti che degli altri fdp egualmente rompicazzo ma non tovagliolomuniti ci scrivo solo io, mentre tu finora hai scritto solo ed esclusivamente dei fdp rompicazzo tovagliolomuniti. Abbi pazienza, fratello, ma a volte certi comportamenti inducono il prossimo a pensar male:-).

    Ciao

    Ritvan

  88. utente anonimo says:

    >Però, rimane il fatto che sia dei fdp rompicazzo tovagliolomuniti che degli altri fdp egualmente rompicazzo ma non tovagliolomuniti ci scrivo solo io,< No, qui c’ho scritto pure io ora :-)

    Se non è capitato prima è solo perchè qui difficilmente si parla dei succitati FDP, ma si fa spesso apologia degli FDP d’importazione (come in altri blog tipo Dacia e Sherif…) e mi tocca prendere posizione in tal senso… ;)

    JZ

  89. utente anonimo says:

    x JZ, n.90

    Ah, beh, allora siamo perfettamente d’accordo.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Ah, dimenticavo, visto che già le animucce belle antipenadimortenessunotocchicaino di questo blog probabilmente stanno affilando i canini per immergerli in modo equo e solidale nella mia giugulare di bieko favorevoleallapenadimortee chissenefottediCainomorto migliaiadiannifagliassassinidiogginonsichiamanomicaCaino:-) quel tuo “mi piacerebbe veder cader morti” era estremamente metaforico, vero? Altrimenti mi dovrò dissociare da te:-), visto che non approvo assolutamente la pena di morte né per il miserabile “abbronzato” che blocca la porta della metro, né per il suo sodale coetaneo roseo dal telefonino trendy che si mette i scarponi zozzi sul sedile dell’autobus o fuma nello stesso. La pena di morte no, ma qualche anno in Barbagia a spaccar pietre e nutrirsi di bacche e radici, vestiti di stracci, sì, perdio, lo gradirei eccome, per entrambi, cosi vediamo anche chi “domina” e chi viene “dominato” lì!

  90. utente anonimo says:

    Ritvan.

    Era ovviamente metaforico (a scanso d’equivoci leggi cosa ho scirtto sulla pena di Morte a Saddam) e volutamente esagerato.

    Di fronte al buonismo di coloro che non hanno mai il buon senso di dare delle pedate nel culo a cotanto pattume umano…

    JZ

  91. miguel quando cambi il post e ne metti uno nuovo???

    W L’ITALIA!!!

  92. utente anonimo says:

    Ritvan: “kkekkakkio, ormai sono abbastanza integrato per assimilare il concetto tutto italico che le nefandezze che non permettiamo mai agli sconosciuti diventano gradevoli vezzi trattabili con la massima indulgenza se perpetrate da amici e parenti!:-)

    >Paolo: Cavolo, non so se è una cosa solo italica, però è verissima.<
    No, in effetti non è solo italica, ma l’Italia, così come ha saputo elevare l’arte pittorica/scultorica a vette sublimi nel Rinascimento, ha fatto anche del suddetto “principio” una specie di Assoluta Regola di Vita. Difatti, in nessun altro paese civile un Presidente del Consiglio si azzarderebbe mai a mettere nero su bianco l’allucinante motto:”Le leggi si interpretano per gli amici e si applicano semplicemente agli altri”, come fece a suo tempo Giolitti.

    >In compenso ho visto una ragazzina che tentava di fregare il portafoglio a un tale, che lo portava imprudentemente nella tasca posteriore dei pantaloni; e, quando il tale se ne è accorto, lei ha rispoto, con la più bella faccia tosta del mondo, “spuntava, io te lo rimettevo dentro sennò te lo rubano…”<
    Beh, questa non l’ho vista ma la raccontano. Improvvisamente una signora popputa si mette a strillare:”Aiuto, aiuto, mi hanno rubato il portafogli!”. Ovviamente il ladro si era già eclissato col bottino, ma i micidiali curiosi che non perdono mai l’occasione di impicciarsi, le chiedono:”Signora, ma dove lo teneva il portafogli?”. E lei:”Ehm, per sicurezza…nel reggiseno”.E loro:”Ma signora mia, ma come ha fatto allora a non accorgersi!”. E lei:”Beh, in effetti…io mi ero accorto che il signore distinto incollato a me mi stava infilando la mano nel reggiseno, ma ho pensato che avesse intenzioni oneste”:-)

    >Nel caso, credo che mi comprerò un pastore del Caucaso e lo chiamerò Iosif Vissarionovic :-)<
    Giusta par condicio:-)

    Ciao

    Ritvan

  93. utente anonimo says:

    Metropoli che non PUO’ essere madre?

    Assisi nel XII secolo, mi pare lo fosse.

    Poi è venuto Francesco figlio di un mercante.

    Sennò siamo sempre fermi al Pasolini affascinato dai ragazzetti selvaggi, usciti in verità dalla sua testa, e almeno aveva delle motivazioni non ideologiche per essere affascinato.

    Francesco

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