Attacco alla Somalia (I)

Torniamo, come promesso alcuni mesi fa, alla questione somala.

Molto in breve: la Somalia era dominata dalle bande mafiose dei signori della guerra, autodenominatesi "Coalizione anti-terrorismo" e sostenute dagli Stati Uniti.

In un albergo di lusso in Kenya si riuniva di tanto in tanto un simpatico giro di truffatori e spacciatori di titoli nobiliari che si dichiarava "governo transitorio" del paese.

Con una rapida insurrezione, una coalizione di piccoli commercianti, gente semplice e autorità religiose hanno cacciato i signori della guerra da alcune delle principali città della Somalia, e costituendo il governo delle cosiddette "Corti islamiche". Nei pochi mesi in cui hanno potuto governare, hanno saputo riportare la pace, programmare la rinascita del paese ed evitare gli eccessi che hanno caratterizzato alcuni altri governi di ispirazione religiosa nel Medio Oriente.

Invece di riconoscere questo governo, gli Stati Uniti e l’Europa hanno puntato tutto sui simpatici villeggianti kenioti, imponendone il riconoscimento all’ONU, obbligando gli stessi villeggianti a trasferirsi in una cittadina dell’interno della Somalia, mettendo alla presidenza l’unico signore della guerra sopravvissuto, e – in assenza di un esercito – mandando le truppe etiopi a difenderlo. Ma tra lo stesso governo-vacanza, molti ministri hanno cercato di trattare con le Corti Somale, per costituire un governo di unità nazionale.

Adesso l’Etiopia ha improvvisamente invaso la Somalia, per imporre con le armi il potere dei villeggianti; e gli Stati Uniti hanno impedito la condanna dell’invasione alle Nazioni Unite.

Intanto, metto qui un articolo uscito sul Manifesto del 23 dicembre 2006, che aiuta a capire meglio la situazione.

**********************

Emilio Manfredi,  Addis Abeba

Il professor Ibrahim Hasan Addow è il ministro degli Esteri delle Corti Islamiche. Cittadino americano, ex-docente alla Washington University, da sempre è considerato un moderato all’interno dello schieramento  islamista. Recentemente, anch’egli ha radicalizzato le proprie posizioni, soprattutto riguardo alla presenza etiopica all’interno del territorio somalo. Intervistato dal manifesto, analizza la situazione che ha portato all’escalation militare di questi ultimi giorni.

Professor Addow, che posizione avete riguardo al governo federale di transizione guidato dal presidente Abdullahi Yusuf?

Il governo provvisorio è una creazione dell’Etiopia, che ha affidato la presidenza a Yusuf, uno dei peggiori signori della guerra che la Somalia abbia mai conosciuto. Addis Abeba ha poi scelto come Primo Ministro Mohammed Ali Ghedi, un uomo privo di qualsiasi capacità politica, senza alcuna dignità umana e politica.

Un signor nessuno, un traditore, che ha venduto la Somalia all’Etiopia in cambio di un ridicolo interesse personale. Il Tfg, è evidente oggi più che mai, è una marionetta completamente controllata dal Primo Ministro etiope. L’unica possibilità per parlare di pace, nelle fila del governo, era il portavoce del Parlamento, Sharif Hasan Sheikh Aden. Con lui avevamo raggiunto un accordo per ritornare al tavolo delle trattative. Ma Ghedi e Yusuf, consigliati dall’Etiopia, lo hanno sconfessato. Per fare la guerra.

Secondo lei, qual è il piano dell’Etiopia sulla Somalia?

L’Etiopia vuole controllare la Somalia. Da anni, Addis Abeba cerca di impedire la creazione di qualsiasi governo unitario e forte nel nostro Paese. Siccome sono coscienti dell’impossibilità di occupare militarmente la Somalia e di governarla direttamente, cercano di dividere il Paese in piccoli staterelli, politicamente deboli e governati da politici corrotti al loro soldo. Così hanno fatto in Somaliland (l’autoproclamata Repubblica nell’estremo nord del Paese, ndr), così fanno con il Puntland. Ora, tramite il Tfg, cercano di controllare anche il resto della Somalia.

Noi abbiamo il dovere di liberare la Somalia dall’invasore. Dobbiamo liberare il nostro Paese. Almeno ottantamila soldati etiopi sono schierati in Somalia o sul confine etio-somalo, e combattono. E la comunità internazionale cosa fa? Sa tutto, e non dice nulla. Ecco spiegato il motivo della nostra jihad: difendere l’unità e la libertà della Somalia contro l’occupante.

Come andrà questa guerra?

Dal nostro punto di vista, è una guerra di difesa. Ripeto ciò che ho detto molte volte: non abbiamo intenzione di invadere nessun Paese limitrofo. Non abbiamo ambizioni oltre i confini, e non organizzeremo attentati contro i civili, perché è contro la nostra religione.

Attaccheremo i militari etiopi, o di qualsiasi altro Paese, che entreranno in Somalia. Non vogliamo truppe di occupazione, perché siamo in grado di controllare il Paese da soli. Stiamo subendo un’invasione militare da mesi, e per mesi abbiamo chiesto alla comunità internazionale di fermare questa situazione. In tutta risposta, le Nazioni Unite hanno appoggiato il piano americano volto a colonizzare la Somalia. Ma noi risponderemo all’aggressione colpo su colpo.

Ci sono combattenti stranieri nelle Corti?

Non abbiamo militanti stranieri nelle nostre fila. Non ci sono militari eritrei in Somalia. Ma stiamo reagendo ad un’invasione militare di un Paese terzo. E quando scoppia una guerra, è diritto di qualsiasi Stato sotto attacco stringere alleanze.

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15 Responses to Attacco alla Somalia (I)

  1. Scusa miguel se non ho scritto chi ero, ma sono Aquilatricolore, il mio è il primo quello che inizia con guarda

  2. utente anonimo says:

    Guarda come i vincitori ci hanno ridotte le nostre colonie… cmq bando alla nostalgia, cosa vi aspettate dall’ America paese governato da continui terroristi, loro per farsi i soldi devono sempre esserci in ogni guerra, loro si fanno i soldi sul sangue degli altri e molta gente che ci sta ancora dietro, o sbaglio ???ditemelo se sbaglio..Ormai si pensa che i terroristi del mondo siano questi islamici è ora di finirla con queste persecuzioni a questa gente individuiamo i veri terroristi ovvvero america e chi ci sta dietro, cmq questo è il mondo monopolizzato dai terroristi…ciao

  3. utente anonimo says:

    “una coalizione di piccoli commercianti, gente semplice e autorità religiose”

    Anche in Somalia esiste il Mulino Bianco! :-)

  4. Ho visto qualche giorno fa un documentario dell’emittente televisiva Channell4 (credo sia britannica) proprio sulla questione delle Corti Islamiche in Somalia.

    Premetto che da anni a casa mia la televisione (quella intesa via cavo) è spenta, quindi non ricevo nessun “imput” da RAI, Mediaset o simili. Ogni informazione che ho la ricevo da internet e dai documentari scaricati dalla rete.

    Detto ciò, in questo documentario l’inviato -che era al seguito delle truppe delle Corti Islamiche- diceva di essere molto probabilmente l’unico occidentale (o l’unico giornalista occidentale) in Somalia.

    Tra le varie cose faceva anche interviste nelle scuole (le classi erano miste, quindi maschi e femmine che studiavano assieme le stesse materie, tra cui matematica, inglese se non ricordo male e altre. Quindi non solo “religione” come molti vorrebbero far credere).

    La cosa di cui tutti parlavano, era il fatto che apparentemente tutti appoggiavano le Corti Islamiche perchè finalmente erano riusciti a portare sicurezza nel paese, sgominando bande criminali e i signori della guerra. Nel documentario si mostrava anche l’arresto di alcuni “pirati” (così li chiamano) che da tempo derubavano e saccheggiavano i civili. Tra le altre cose poi si mostrava come le Corti Islamiche avessero messo in piedi una sorta di ente giudiziario speciale che aveva il compito di restituire ai civili le proprie case e proprietà che erano state sottratte loro dai signori della guerra e criminali vari.

    Comunque, detto in parole povere, nonostante questo fosse un documentario occidentale, e per di più anglosassone, l’idea che ne dava di tutta la questione era che l’avvento delle Corti Islamiche fosse una buona cosa per la Somalia, perchè finalmente erano riusciti a portare sicurezza e stabilità al paese, e il popolo li appoggiava ed apprezzava.

    Il documentario (in formato DiVX) ce l’ho ancora nell’hard-disk, se qualcuno fosse interessato posso provare a fare l’upload del video da qualche parte (pesa relativamente poco, 200mb).

    Ciao

  5. Sarebbe interessante, vedere questo documentario (#4)… probabilmente, questo unico giornalista occidentale, non ha intervistato quel tale che su Repubblica di oggi dice che preferiva quando, con i signori delle guerra, non si poteva presumibilmente muovere per strada – in fondo ciò che gli interessa più di ogni cosa è guardare la televisione, che a quanto pare le Corti gli hanno sigillato col telo di iuta.

  6. MUiBlack says:

    Ultimi aggiornamenti (“occidentali”): Le truppe governative affiancate da quelle etiopi hanno riconquistato Mogadiscio.

    Piccola analisi personale: gli uomini delle corti in effetti hanno abbandonato la capitale prima dell’arrivo dell’esercito regolare. Considerato la loro tattica di guerriglia, il rimanere in città avrebbe facilitato molto la difesa delle loro postazioni, questo può far ritenere che la motivazione che hanno addotto per la loro ritirata (evitare altre vittime civili) possa essere veritiera. Terroristi umanitari ;p

  7. utente anonimo says:

    Patetico, Martinez.

    Le Corti islamiche del mulino bianco, gente semplice, buona.., i piccoli commercianti e ‘sti cazzi.

    Roba da Nuova Acropoli, da medium russe. Cialtronerie, ovviamente.

    Roba da uno che ha creduto, da sempre, alle cazzate. E continua, imperterrito.

    Dinah Moe Humm

  8. kelebek says:

    Per Dinah n. 7,

    Prendo atto che tu non suggerisci alcun’altra composizione sociologica delle Corti.

    Comunque ti aiuto io.

    Le Corti Islamiche sono costituite, sociologicamente, da una coalizione tra pescatori di balene e grafici pubblicitari.

    Miguel Martinez

  9. utente anonimo says:

    >Ma tra lo stesso governo-vacanza, molti ministri hanno cercato di trattare con le Corti Somale, per costituire un governo di unità nazionale. MM<
    Ovviamente – more solito:-) – tralasci l’altra parte della verità, ovvero che l’offerta è stata sdegnosamente rifiutata dalle Corti Islamiche.

    Probabilmente perché il “governo-vacanza” era contrario alla caccia alle balene (i cacciatori di balene si offenderebbero a morte, credo, se li chiamassi “pescatori”, roba da lenze e reti – questo in omaggio alla cravatta nera di Mr.X:-) ) e considerava un peccato la grafica pubblicitaria:-).

    Ciao

    Ritvan

  10. utente anonimo says:

    >Guarda come i vincitori ci hanno ridotte le nostre colonie… cmq bando alla nostalgia, cosa vi aspettate dall’ America paese governato da continui terroristi, loro per farsi i soldi devono sempre esserci in ogni guerra, loro si fanno i soldi sul sangue degli altri e molta gente che ci sta ancora dietro, o sbaglio ???ditemelo se sbaglio..<
    Eh, mi sa che i/le nostri/e kompagni/e antifascisti/e de ritorno stanno festeggiando, pertanto resto solo io a dirti che ti sbagli di grosso. Primo, le tue care colonie, anche se il Dux avesse avuto un po’ più di furbizia italica da schierarsi dalla parte vincente, quelle colonie, dicevo, l’Italia le avrebbe perdute da un bel pezzo (anni ’60 al massimo) e la situazione odierna sarebbe stata tale quale.

    Secondo, se l’economia amerikana avesse basato le sue speranze sui proventi di vendita di armi a paesi con le pezze al culo, come Etiopia, Somalia et similia, gli USA sarebbero andati a ramengo da un pezzo. E, comunque, l’arma rimane sempre un’arma, un pezzo di ferro: conta chi preme il grilletto e perché.

    Ciao

    Ritvan

  11. utente anonimo says:

    Dall’intervista dell’ineffabile Ibrahim Hasan Addow, ministro degli Esteri delle Corti Islamiche:

    “L’Etiopia vuole controllare la Somalia. Da anni, Addis Abeba cerca di impedire la creazione di qualsiasi governo unitario e forte nel nostro Paese.”

    Certo che – se le cose stanno davvero così – a me pare che rifiutando l’offerta del “governo-vacanza” di dar vita a un governo di unità nazionale le Corti abbiano fatto un gran favore alle mire etiopiche!:-)

    Ciao

    Ritvan ‘O Geopolitico alle Vongole

    P.S. Io credo nel Tempo che dicono sia un Gran Galantuomo. Quando i semplici ed umili:-) rappresentanti di cacciatori di balene&grafici pubblicitari:-) e i “signori della guerra” si saranno stufati di ammazzarsi fra di loro (e purtroppo anche di ammazzare anche gente che ne farebbe volentieri a meno) le cose si aggiusteranno da sole. O quasi. Cavolo, mica è passato poi tanto tempo da quando tedeschi e francesi si accoppavano a milioni per un pezzo di terra chiamato Alsazia-Lorena!

  12. utente anonimo says:

    Ritvan,

    quelli se non mi sbaglio hanno iniziato ai tempi di Carlo Magno e finito, per ora?, dopo il 1945 … siamo sicuri che sia l’unico modo anche per i somali?

    Francesco

    PS MM, la tua spassionata analisi sociologica sembrava emanare un certo aroma di … pane appena sfornato, in effetti.

  13. utente anonimo says:

    >Ritvan, quelli (francesi e tedeschi-ndr) se non mi sbaglio hanno iniziato ai tempi di Carlo Magno e finito, per ora?, dopo il 1945 …Francesco<
    Su, su, non dirai sul serio che ipotizzi la ripresa delle ostilità belliche da quelle parti!

    >siamo sicuri che sia l’unico modo anche per i somali? Francesco<
    Credo di sì. Chi ha già preso quella china, solo dopo aver toccato il fondo può sperare di risalire. Anche se qualcuno dice che…si può sempre scavare:-).

    Ciao

    Ritvan Il Dubbioso

    P.S. Non è che speri un una miracolosa conversione totale dei somali al cristianesimo ad opera del Piissimo et Cristianissimo Esercito Etiope, vero?:-)

  14. utente anonimo says:

    non ci avevo pensato, di certo avrebbero tutto da guadagnarci :)))

    Francesco

  15. utente anonimo says:

    >non ci avevo pensato, di certo avrebbero tutto da guadagnarci :)))

    Francesco<
    Seh, beato a te! Cosi l’Iran, per conquistarsi la leadership dell’ummah testerebbe la bomba non più contro l’armatissimo Israele bensì contro gli “apostati” somali, per i quali nessuno alzerebbe un dito per “rappresagliare” l’Iran:-)

    Ciao

    Ritvan (In Versione Scherzosa Antiislamica:-) )

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