25 dicembre festa dell’Anticristo

Lo so, l’avevo già pubblicato un anno fa, ma anche il Natale si ripete.

Io non sono quello che in Italia chiamano un "credente"; non mi identifico, cioè, con quell’antica e affascinante organizzazione multinazionale che ha sede in piazza del Vaticano a Roma.

Però questo fatto non mi impedisce di provare un senso di curiosità per quell’antico gioco che consiste nell’identificare l’Anticristo.

L’Anticristo, ricordiamo, non è affatto il diavolo, ma qualcosa che imita il Cristo, facendone una parodia.

Il segno dell’Anticristo non è la cattiveria, ma la falsificazione. L’Anticristo, come dicono alcuni, è cristomimetico.

L’Anticristo sarà sempre il più difficile dei nemici da combattere, perché non ha il viso feroce dell’Altro, ma è dentro di noi: si pone sempre come il simulacro dell’estrema, indiscutibile bontà.

A smascherarlo non può mai essere il fanatismo, perché più si è fanatici, più si finisce per lasciarsi irretire dall’aspetto mimetico.

A togliere il velo all’Anticristo servono l’ironia che sa cogliere il grottesco, l’intelligenza che sa cogliere la menzogna e il rifiuto viscerale, istintivo del falso. In questo senso, lo spirito autentico coincide con l’essere coscienti.

Il capitalismo assoluto non è altro che la falsificazione totale, l’infantilizzazione estrema, la sistematica distruzione di ogni valore umano, la generazione di uno stato ipnotico collettivo di falso benessere. In cui l’oppio dei consumi sostituisce la religione, diventando esso stesso religione.

L’esempio supremo, e anche il caso più antico, di falsificazione è certamente la Coca-Cola. Opera alchemica di un fondamentalista evangelico, che volle creare l’ennesimo falso rimedio alla malattia dilagante dell’allora nascente Impero, ciò che oggi chiamiamo lo "stress". Un rimedio, all’inizio, a base di quel noto stupefacente che è la coca e di noci di cola. Un rimedio poi puritanizzato in semplice acqua zuccherata e colorata, che non contiene nemmeno coca o cola.

Questo evanescente e frizzante nulla non serve per dissetare. E’ in realtà semplicemente il riflesso della propria pubblicità; un nulla che però è fantasia di finta giovinezza, di allegria, di infanzia trasformata in prodotto, di socialità solitaria.

Nel 1971, mentre i piloti bevitori di Coca-Cola annientavano i villaggi vietnamiti con il napalm, la Coca-Cola raccolse duecento giovani sulla sommità di una collina toscana, a cantare il nuovo inno cosmico del prodotto:

I’d like to buy the world a home and furnish it with love
Grow apple trees and honey bees
And snow white turtle doves
I’d like to teach the world to sing in perfect harmony
I’d like to buy the world a Coke
And keep it company
That’s the real thing
What the world wants today is Coca-Cola
Is the real thing
[1]

Ma il nulla si trasformò in divinità nel 1931, quando un grafico pubblicitario della Coca-Cola ebbe la brillante idea di unire due cose: la faccia di Lou Patience, un commesso viaggiatore suo amico, e la storia popolare di Santa Claus, un confuso miscuglio tra alcune usanze della cultura popolare olandese e San Nicola detto di Bari (ma i baresi in realtà si erano limitati a piratarne la salma da Mira nell’Asia Minore), passato a New York, dove fu trasformato all’inizio dell’Ottocento in un diffuso e ottimistico personaggio della subcultura commerciale statunitense.

Ma quello che conta è che fu la Coca-Cola a trasformare radicalmente Santa Claus, Babbo Natale, nel dio del commercio dei nostri tempi, dotandolo di un volto e di un accattivante abito rosso.

Nel dopoguerra, accompagnato dalle armi dell’Impero, Babbo Natale ha invaso l’Europa e poi il resto del mondo, polverizzando ogni ciclo festivo locale e annientando ogni tradizione con una determinazione che l’ateismo di stato sovietico avrebbe solo potuto invidiare.

Ci sono persone che lanciano sguaiati guaiti al pensiero delle "nostre radici" minacciate da un gruppo di operai musulmani che pregano privatamente in uno scantinato; ma questi stessi difensori della civiltà non hanno alzato un dito per la fine della Befana, di Santa Lucia e dello stesso San Nicola (per non parlare di Gesù Cristo), lo svuotamento dei luoghi di festa e la trasformazione dei centri commerciali in luoghi di culto perfettamente intercambiabili da Frosinone a Shanghai.

A quei laicisti che invece si rallegrano di una simile devastazione, sfugge il fatto che Babbo Natale, o se preferiamo la faccia del commesso viaggiatore Lou Patience, è diventato l’unico essere sovrannaturale universalmente riconosciuto; ed è curioso come abbia rubato persino la data tradizionale di nascita a Gesù Cristo.

Anzi, attorno al suo giorno di festa, si è ristrutturato l’intero calendario mondiale: dai bambini schiavi che producono per la Benetton nel Terzo Mondo, ai mentitori di professione che creano l’immagine della Benetton a Milano o a New York, tutti guardano al 25 dicembre come scadenza veramente cristomimetica.

Proprio perché la vendita è sempre una forma di seduzione, Babbo Natale non poteva che assumere la forma della bontà assoluta apparente.

Proprio qui sta la sua forza invincibile: immagine eternamente sorridente della divinizzazione del flusso delle merci, essere privo di ogni ragione o teologia, rimozione di ogni dolore, volgarità assoluta e vantata, menzogna dichiarata ma riprodotta in nome dell’innocenza dei bambini, logo di tutti i prodotti del pianeta e nel contempo inseparabile dall’impero che lo ha generato…

Alcune frange evangeliche molto minoritarie condannano Babbo Natale in quanto presunto "dio pagano": anche se gli autori di simili scritti non brillano per capacità raziocinante e quindi non si spiegheranno mai con chiarezza, sembra che credano davvero alla realtà sovrannaturale precristiana di Babbo Natale. Cosa che li rende decisamente ridicoli agli occhi dei bravi laicisti, che finiscono paradossalmente per trasformarsi in difensori del nuovo dio del denaro.

Nella loro ricerca di precedenti pagani, i critici evangelici sembrano perfettamente incapaci di cogliere la vera natura di Babbo Natale. Magari fosse un dio pagano…

Il male è il flusso corrosivo del capitale, del puro numero astratto, che annienta il mondo e chi vi abita. Babbo Natale, vuoto simulacro di plastica ghignante, è in sé nulla.

Proprio per questo, Babbo Natale è il dio dei nostri tempi.

P.S. Per scrivere questo post, ho attinto senza riserve da uno splendido libro di Nicola Lagioia, Babbo Natale. Dove si racconta come la Coca-Cola ha plasmato il nostro immaginario (Fazi Editore, 2005). Un piccolo tesoro, non solo di dati, ma di riflessioni sul senso dei nostri tempi.


[1] "Vorrei comprare una casa per il mondo e arredarla con amore / Coltivare alberi da mele e api da miele e tortore bianche come la neve / Mi piacerebbe insegnare al mondo a cantare in perfetta armonia / Mi piacerebbe comprare una Coke al mondo e tenergli compagnia / Ecco la cosa vera / Quello che il mondo vuole oggi è Coca-Cola / E’ la cosa vera".

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38 Responses to 25 dicembre festa dell’Anticristo

  1. utente anonimo says:

    È di qualche giorno fa la notizia della maestra inglese (è così incredibile che a me sembra una “bufala”, o col linguaccio pretenzioso di moda, una “leggenda metropolitana”) licenziata per aver dato la “sconvolgente” notizia ai piccoli alunni che “l’anticristo” non esiste. Esilarante il tono serio e accorato con cui la laica “repubblica”, quella che non crede alle fole cristiane, finisce l’articolo, citando il “sun”, che si appella ai “diritti dei bambini”. Delirante.

    “La supplente delle Midlands, con la sua rivelazione, ha offeso una “minoranza” molto più ampia e ancora più sensibile di quelle religiose: i bambini. Che devono decidere da soli, commenta il Sun, quando è arrivato il momento di non credere più a Santa Klaus.”

    E quando hanno “deciso”, questi conculcati bambini del loro diritto, di credere a santa klaus? Pura follia.p

  2. utente anonimo says:

    E allora, per ripicca alla lai”c/d”a “repubblica”, beccatevi “la notte santa” di guido gozzano, deliziosa filastrocca di natale.p

    La notte santa

    - Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!

    Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.

    Presso quell’osteria potremo riposare,

    ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.

    Il campanile scocca

    lentamente le sei.

    - Avete un po’ di posto, o voi del Caval Grigio?

    Un po’ di posto per me e per Giuseppe?

    - Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;

    son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe

    Il campanile scocca

    lentamente le sette.

    - Oste del Moro, avete un rifugio per noi?

    Mia moglie più non regge ed io son così rotto!

    - Tutto l’albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:

    Tentate al Cervo Bianco, quell’osteria più sotto.

    Il campanile scocca

    lentamente le otto.

    - O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno

    avete per dormire? Non ci mandate altrove!

    - S’attende la cometa. Tutto l’albergo ho pieno

    d’astronomi e di dotti, qui giunti d’ogni dove.

    Il campanile scocca

    lentamente le nove.

    Ostessa dei Tre Merli, pietà d’una sorella!

    Pensate in quale stato e quanta strada feci!

    - Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.

    Son negromanti, magi persiani, egizi, greci…

    Il campanile scocca

    lentamente le dieci.

    Oste di Cesarea… – Un vecchio falegname?

    Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?

    L’albergo è tutto pieno di cavalieri e dame

    non amo la miscela dell’alta e bassa gente.

    Il campanile scocca

    le undici lentamente.

    La neve! – ecco una stalla! – Avrà posto per due?

    - Che freddo! – Siamo a sosta – Ma quanta neve, quanta!

    Un po’ ci scalderanno quell’asino e quel bue…

    Maria già trascolora, divinamente affranta…

    Il campanile scocca

    La Mezzanotte Santa.

    È nato!

    Alleluja! Alleluja!

    È nato il Sovrano Bambino.

    La notte, che già fu sì buia,

    risplende d’un astro divino.

    Orsù, cornamuse, più gaje

    suonate; squillate, campane!

    Venite, pastori e massaie,

    o genti vicine e lontane!

    Non sete, non molli tappeti,

    ma, come nei libri hanno detto

    da quattro mill’anni i Profeti,

    un poco di paglia ha per letto.

    Per quattro mill’anni s’attese

    quest’ora su tutte le ore.

    È nato! È nato il Signore!

    È nato nel nostro paese!

    Risplende d’un astro divino

    La notte che già fu sì buia.

    È nato il Sovrano Bambino.

    È nato!

    Alleluja! Alleluja!

  3. La canzoncina della Coca Cola girava anche in Italia, e ci ha girato credo finche’ la pellicola non si e’ consunta del tutto.

    “Vorrei cantare insieme a voi

    in magica armonia…”

  4. Buon Natale!!…Crediamo tutti in DIO!!!

  5. Miguel: grandioso questo post. Fa cultura di brutto. Senti posso postartelo su kilombo? lo posto a nome mio (non posso fare diverso) però te lo firmo (metto dopo il titolo di Miguel Martinez, poi, ovvio, linko il tuo sito)

    fammi sapere se 6 d’accordo. ciao

  6. kelebek says:

    Per Cloro, d’accordo senz’altro!

    Miguel Martinez

  7. Miguel sul mio blog ti ho risposto se vuoi servire vai pure a leggere. W L’ITALIA!!!!

  8. elio_c says:

    Buon Natale, Miguel.

  9. utente anonimo says:

    Grazie dell’apprezzato post, non mi sento più solo a considerare come sia successo in fretta, e che da quest’anno tutti i simboli anche vagamente religiosi rimarranno per sempre nelle loro scatole impolverate. Dopo aver letto, per chi ha ancora, o cerca, un po’ di sollievo spirituale, vien voglia di diventare musulmani. Buone feste pagane a tutti, amaramente.

  10. utente anonimo says:

    Miguel,

    il tuo post è un regalo vero

    maria

  11. dantem says:

    Festa pagana? Chiamiamola semplicemente festa del Solstizio d’Inverno! ;-)

  12. MUiBlack says:

    Oggi ho detto che non bevo coca cola perchè non è giusto. Han riso tutti.

  13. utente anonimo says:

    Un poco di paglia…

    Notte gioiosa e movimentata,

    come si fosse in una clinica patentata.

    Però, invece delle “fuori- serie” dei primari,

    mucche, asini, agnellini, cammelli e dromedari.

    Un poco di paglia…

    Ma erano tutti fuori di testa ?:

    far nascere Gesù, come un reietto,

    anziché in un soffice letto!

    Un poco di paglia..

    Firmamento scintillante/

    coro melodioso/

    etere radioso/

    luce divina/

    fai risaltare la bellezza/

    togli alla povertà/

    ogni amarezza.

    E’ ancora Natale, la festa che su tutte prevale.

    Aurora.

  14. utente anonimo says:

    Però miguel, è giusto pubblicare la poesia (fànfola, per usare il termine del poeta) a cui tu vuoi dedicare una strada. Rimedio io, che sono a cazzeggio invece che a passeggio. E ci aggiungo un fosco maraini d’antan (xv sec.), giovanni di domenico, detto il burchiello, perché faceva poesie “alla burchia” come questa famosissima che metterò.

    Ma mica è finita qui, che cazzeggiare per offtopicare è azione altamente istruttiva, che esiste persino una mrs fatimata lonfo (nome e cognome, miscredenti), eroina della microimpresa e del microcredito che ha avuto l’alto onore d’aprire una seduta nientemeno che di wall street. E se facessimmo una petizione per ribattezzare wall street come via del lonfo? La butto lì, e la lascio buttata.p

    Il Lonfo non vaterca né gluisce

    e molto raramente barigatta,

    ma quando soffia il bego a bisce bisce

    sdilenca un poco e gnagio s’archipatta.

    E’ frusco il Lonfo! E’ pieno di lupigna

    arrafferia malversa e sofolenta!

    Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna

    se lugri ti botalla e ti criventa.

    Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto

    che bete e zugghia e fonca nei trombazzi

    fa lègica busìa, fa gisbuto;

    e quasi quasi in segno di sberdazzi

    gli affarferesti un gniffo. Ma lui zuto

    t’ alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi.

    Nominativi fritti, e Mappamondi,

    E l’Arca di Noè fra due colonne

    Cantavan tutti Chirieleisonne

    Per l’influenza de’ taglier mal tondi.

    La Luna mi dicea: che non rispondi?

    E io risposi; io temo di Giansonne,

    Però ch’i’ odo, che ‘l Diaquilonne

    È buona cosa a fare i capei biondi.

    Per questo le Testuggini, e i Tartufi

    M’hanno posto l’assedio alle calcagne,

    Dicendo, noi vogliam, che tu ti stufi.

    E questo fanno tutte le castagne,

    Pe i caldi d’oggi son sì grassi i gufi,

    Ch’ognun non vuol mostrar le sue magagne.

    E vidi le lasagne

    Andare a Prato a vedere il Sudario,

    E ciascuna portava l’inventario.

    ps: cazzeggio dedicato, che a me i marxisti stanno a cuore, a quel compagno di lotta comunista che la vigilia di natale è venuto a portarmi il giornale. Il cazzeggio è forma altamente marxista, lascia perdere l’attivismo a tutti i costi. Non aspettare la rivoluzione, che la rivoluzione non aspetta noi. Quando sarà tempo, verrà a trovarci. Non tenerti pronto, tienti preparato. Sono due cose differenti e, per certi versi, antitetiche.

  15. utente anonimo says:

    miguel, io la coca cola non la compro quasi mai, ma cristo santo se c’è una cosa della quale sono sicuro è che la coca cola è BUONA. E anche la Pepsi, ma un po’ meno. Di bevande analcoliche buone come la coca, ed altrettante economiche, non me ne vengono in mente (ma c’è anche a chi piace il chinotto).

    Tu vorresti raccontarmi che la cocacola è solo acqua e zucchero? Che sono vittima di un illusione collettiva? Ma mi pigli per il culo?

    D

  16. utente anonimo says:

    >È di qualche giorno fa la notizia della maestra inglese…licenziata per aver dato la “sconvolgente” notizia ai piccoli alunni che “l’anticristo” (Babbo Natale-ndr)non esiste…Pura follia. p.<
    Beh, liberalmente parlando, infatti il paese che nell’800 offrì sicuro rifugio a quel sedizioso di Carl Marx in nome della libertà di parola non è che ci faccia una bella figura licenziando quell’insegnante. Però, dovendo proprio scegliere, io penso che sia meglio (o meno peggio, a seconda dei punti di vista) licenziare chi demolisce agli occhi dei fanciulli la romantica visione di Babbo Natale, piuttosto che continuare a foraggiare di denaro pubblico l’insegnante che – come in Italia – sceglie come testo scolastico l’altrovelodato papiro in cui si attribuisce al bieko Occidente la costruzione del Muro di Berlino.

    Ciao

    Ritvan ‘O Romantico

  17. utente anonimo says:

    Ci sarebbe da riflettere anche sul l’antipapa …

  18. utente anonimo says:

    No, ritvan, è comprensibile, pecunia docet, che la preside abbia allontanato un’insegnante che rischiava di fare allontanare degli scolari da quella scuola. Il delirio è dei giornali che parlano d’infanzia offesa e conculcata nei diritti. Neppure la più incredibile credenza della più assurda religione d’ogni tempo sa arrivare alle scempiaggini “ragionevoli” del pensiero “sodo e positivo” laico.p

  19. Ritvan ti avevo detto che sei il migliore, adesso tiri per fino fuori i motti aggiornati, ma tu dici che sono un adulatore

    CMQ W L’ITALIA!

  20. utente anonimo says:

    Il Chinotto è buonissimo, ma dipende dalla marca.

    Al secondo posto, metto la Pepsi, ma si tratta di preferenze personali e non di delirio anticapitalistico, chè la Pepsi è capitalistica quanto la Coca.

    Poi ovviamente c’è la Coca.

    Non sono un appassionato di alcolici, e per me il vino sa di vino, e basta- a volte mi accorgo che sa di tappo.

    ma si sa, io mangio male e bevo peggio

    (sono quello che abita in Emilia e trova disgustosi prosciutti e formaggi).

    A proposito di Babbi Natale: il mio amico olandese ha il suo Sinterklaas (si scirve così?) probabilmente anteriore ad ogni bevanda gassata industriale, e dotato di aiutante nero, Zwarte Piet.

    Però mi dice che quest’anno Piet non è più “zwarte”, ma di ogni colore, per motivi di “politcamente corretto”.

    Peccato, però.

    Paolo

  21. utente anonimo says:

    Per chiarezza, perchè non si sa mai:

    non sto accusando nessuno di delirare se non prova simpatia per la Coca-Cola. Ci mancherebbe.

    manco a me sta troppo simpatica, del resto, ma nè più nè meno di tante altre cose.

    Voglio solo chiarire che se io la metto dopo la Pepsi, lo faccio per considerazioni non socio-politiche ma di gusto personale.

    Poi, ripeto, io non so se posso permettermi di odiare le multinazionali&C., visto che alla fine sono loro a nutrirmi.

    Ah, e odio i programmi di cucina e i collegamenti dal paesino dove si fa il salume tradizionale e il dolcetto con le mandorle che-si-fa-solo-da-noi (che poi è uguale a mille altri in mille altri luoghi d’Italia, ma guai a dirlo) e il maiale nero di una volta eccetera.

    E basta!

    A vedere la televisione generalista, sembra che in Italia pensiamo solo a maggnà, e rigorosamente cose dei nostri trisnonni.

    Per ripicca mi viene voglia di far aprire anche da noi Dunkin’ Donuts, Jack in the Box e El Pollo Loco.

    Paolo

  22. utente anonimo says:

    Mia figlia, visti i regali, non ha mostrato il minimo interesse per la loro origine ma moltissimo per la loro destinazione.

    La maestra andrebbe arsa viva su fascine di legno bagnato e, poi, licenziata in tronco, naturalmente.

    Fatto male la Thatcher a chiudere tutte le miniere.

    Francesco

  23. utente anonimo says:

    Beh, a me la C&C ha sempre fatto schifo. Da quando l’ho bevuta la prima volta a 13 anni (era il ’56 e i russi invadevano l’Ungheria, non so se c’è un nesso nascosto) e si beveva molto di più la spuma (qualcuno ricorda?) o il chinotto.

    Da decenni, ormai, bevo solo aranciata amara corretta col bitter campari o “acqua brillante” corretta gin (niente a che vedere con il gin-tonic).

    Adesso, oltre che a farmi schifo per il sapore, mi farà schifo anche per il Santa Kalus.

    Ciao M.M. e speriamo in un 2007 almeno un filo migliore

  24. Ritvanarium says:

    auguri a tutti

    ps

    Analisi Anticristica per il secondo anno consecutivo su http://www.kelebek.splinder.com da far sembrare Padre Livio Fanzaga di Radio Maria un mite Dossettiano

  25. kelebek says:

    Per Francesco, n. 22

    Io sono cresciuto con alcune idee molto semplici.

    Il 25 dicembre si festeggia la nascita di Gesù, e questo – assieme al buio, al freddo, alle candele, alla musica classica – bastava per rendere molto particolare e magico il momento.

    Poi la mia (ristrettissima) famiglia dimostrava anche di volermi bene, facendomi dei regali.

    Senza alcun bisogno di Santa Klaus, che sapevo vagamente era una credenza truffaldina che girava tra alcuni miei coetanei, e che credo di aver contribuito a smascherare ai miei tempi.

    Miguel Martinez

  26. utente anonimo says:

    Miguel,

    pensi che ci saranno manifestazioni contro la pena di morte inflitta a Saddam?

    Voi del campo farete qualche iniziativa? Se sì facci sapere.

    A me interessa molto, non soltanto perchè sono radicalmente contraria alla pena di morte ma anche, in questo caso per motivi politici, e cioè perchè la condanna a morte di saddam farà peggiorare ancora di piu, se possibile, la situazione irachena .Maria

  27. Io,ammetto che ci sono rimasta di palta quando ho scoperto di babbo natale. In fondo è un’iniziazione, io crescevo pensando che avevo un aeroplanino finto che mi permetteva di vedere dall’alto ogni posto dove stavo.

    Per me uno fa quello che si sente, se la bambina lo chiede con decisione, glielo dici con calma, spiegandole che nn è una presa a culo, ma una fiaba. Se fa finta di niente, si fa finta di niente pure noi, si vede che ha voglia di crederci. Poi che abbiano esso in galera una maestra x questo, m pare una roba tipo “negazione dell’olocausto”=galera.

    buon anno

    cloro

  28. utente anonimo says:

    Si ma bisogna rispettare anche le tradizioni, quindi quella maestra impara, sai Cloro…se ti interessa ti ho risposto sul mio blog…W L’ITALIA!!!

  29. kelebek says:

    Per Aquilatricolore (n. 28),

    ricordo a tutti di firmare i propri commenti anche con un nome d’arte qualunque (vabbe’ che a te ti si riconosce lo stesso :-))

    Il punto è che Babbo Natale NON fa parte delle nostre tradizioni, come ho spiegato nel post che stai commentando.

    Miguel Martinez

  30. kelebek says:

    Per Maria, n. 26,

    Non so nulla su eventuali iniziative del Campo.

    Il mio personalissimo parere forse ti potrà sorprendere.

    Credo che Saddam Hussein fosse ben cosciente che avere il potere significa accettare di dare e ricevere la morte. Sapeva benissimo che prima o poi qualcuno lo avrebbe ammazzato, e il contorno di un processo farsa è irrilevante.

    Criticare il regime iracheno perché ha condannato a morte Saddam Hussein comporta tutta una serie di cose, che non mi piacciono.

    Prima di tutto, significa sottoscrivere l’idea che il regime imposto dagli occupanti sia un “governo”. Io mi posso opporre alla Mafia, ma non firmo petizioni indirizzate a Buscetta (o chi, oggi, per lui) dicendogli che è da incivili condannare a morte un suo avversario.

    Nella condanna della condanna a morte di Saddam (scusa il gioco di parole) è implicita poi l’idea che il regime attuale sia superiore a quello di Saddam: “voi che siete ottime persone e civili (e lo sappiamo, perché al potere vi abbiamo messi noi) non dovete abbassarvi al livello della persona che voi giustamente condannate”.

    Infine, prendersela con il regime iracheno per una condanna a morte, e non per tutto il resto di quello che fa (o cerca di fare, visto che comunque conta poco), mi sembra decisamente sproporzionato.

    Miguel Martinez

  31. utente anonimo says:

    Interessante post miguel, replico solo per dire che la mia contrarietà alla pena di morte a saddam non significa che io riconosca legittimo l’attuale governo iracheno o superiore a Saddam, e che il processo da lui subito, legittimo.

    Rimane poi intatta a prescindere da tutto la mia ripulsa profonda per la pena di morte inflitta dallo Stato.

    Hanno paragonato già la sua morte a quella di Mussolini, senza tener di conto

    che quella morte fu fatta nel corso della lotta arrivata alla fine, e per volontà di italiani e non degli alleati, come invece in questo caso, probabilmente i se Busch si dichiarasse contrario troverebbero subito il cavillo giuridico per salvargli la vita.

    Maria

  32. utente anonimo says:

    Non sono d’accordo, Miguel, quando dici che Babbo Natale non fa parte delle nostre tradizioni.

    Magari si può dire che è una tradizione giovane, giovanissima addirittura in Italia; ma ormai è entrato a far parte dell’iconografia classica del Natale, e dire che questo è dovuto anche, in buona parte, agli sforzi pubblicitari di un’azienda, può servire solo per mostrare come nasce e si evolve una tradizione ai tempi nostri, e non a negarla.

    Del resto, per il pubblico dei bambini, a cui Babbo Natale è originariamente diretto, è del tutto indifferente che una tradizione sia nata negli cinquanta o in epoca forse romana, come l'”arimortis” che usavamo noi per interrompere i giochi.

    Paolo

  33. utente anonimo says:

    Saddam può finire ucciso dai nemici, non c’è da piangerci sopra. Nè di vestirsi di presunte superiorità morali da campioni del diritto, storicamente infondate e infognate pure. Però il lato schifoso è proprio il processo, non so quanto, e poco importa, farsesco. È proprio il cosiddetto diritto la parte puzzolente. Il nemico non è più l’avversario ma il criminale. Alessandro magno giudica dall’alto d’un potere legittimo il predone marittimo, violento “per capriccio”. Il capoverso dove l’aneddoto si trova inizia con la famosa frase: “remota iustitia quid sunt regna nisi magna latrocinia? (allontanata la giustizia, cosa sono gli stati se non estese bande di predoni?) Di qui la preoccupazione di mostrare di “esercitare giustizia”, di essere moralmente superiore. Io, per parte mia, sono giunto alla conclusione opposta. Che si hanno bande più estese e potenti di predoni, ADmota iustitia. Il caso saddam è, da questo punto di vista,esemplare.p

  34. georgiamada says:

    MIGUEL

    Infine, prendersela con il regime iracheno per una condanna a morte, e non per tutto il resto di quello che fa (o cerca di fare, visto che comunque conta poco), mi sembra decisamente sproporzionato.

    GEO

    ma miguel essere contrari alla pena di morte a saddam vuol dire essere contrari alla pena di morte in toto, quindi anche a qualsiasi governo che la contempli

    georgia

  35. falena71 says:

    Complimenti, ottimo post :)

  36. utente anonimo says:

    >Hanno paragonato già la sua morte a quella di Mussolini, senza tener di conto che quella morte fu fatta nel corso della lotta arrivata alla fine, e per volontà di italiani e non degli alleati, come invece in questo caso, probabilmente i se Busch si dichiarasse contrario troverebbero subito il cavillo giuridico per salvargli la vita. Maria<
    Maria, Maria, dalle mie parti si dice:”Non rimestare la merda che puzza”. Quello di Mussolini fu un vile assassinio, senza lo straccio di un processo, neppure sommario, un’esecuzione in perfetto stile Buscetta-Riina. Soprattutto per quanto riguarda la Petacci, non colpevole di alcun delitto, assassinata insieme a lui. E – ciliegina sulla torta – l’osceno e macabro spettacolo in piazzale Loreto. In confronto, gli iracheni, “fantocci” o meno, fanno la figura di Opera Pia!:-).

    Ciao

    Ritvan

  37. utente anonimo says:

    Ritvan,

    su Claretta Petacci sono assolutamente d’accordo con te e forse anche su Mussolini , di quei corpi appesi per i piedi, , se ne poteva fare a meno, ma tuttavia l’analogia continua a non essere corretta. Mi pare che anche Giuliano Vassalli abbia espresso delle riserve.

    Il processo A Mussolini non ci fu perchè lo stato italiano era in disfacimento, eravamo alla fine di una guerra , e di una lotta che come abbiamo detto fu anche guerra civile. Comunque sia considero i corpi di claretta e benito esibiti a testa in giu una pagina poco esaltante della Resistenza.

    Anche la fine di Ceausescu e moglie fu uno spettacolo orribile.

    maria

  38. utente anonimo says:

    OK Miguel,

    hai ragione, ero in preda ad estasi mistica e mi sono dimenticato che io detesto Babbo Natale!

    Però il trattamento educativo alla maestra rimane valido, quello è un campo privato, a gestione familiare, che sia brava e insegni le tabelline.

    Francesco

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