I Custodi della Vita e le Vittime

Il caso di Piergiorgio Welby è il punto focale delle notizie in questi giorni. Sarà dimenticato prestissimo, ovviamente.

Diciamo subito che sto dalla parte sua, nel senso che io, come la grande maggioranza delle persone, vorrei che mi staccassero la spina, se mi dovessi trovare nelle sue condizioni.

Ma non è di questo che voglio parlare, bensì del riflesso mediatico del suo caso.

La prima cosa che si nota è che Welby fa notizia perché è comprensibile.

Provate ad andare sul blog di Ripensaremarx, che riporta i saggi quasi quotidiani del brillante economista Gianfranco La Grassa. Ci racconta cose tremende che stanno succedendo sul piano economico e politico, cose che ci riguardano tutti, e che stanno plasmando momento per momento il nostro futuro. Cose in cui "destra" e "sinistra", come li intendiamo noi, non c’entrano niente, o assumono ruoli inaspettati.

Eppure gli scritti di La Grassa sono noiosissimi: non per colpa dell’autore, che cerca di essere chiaro, ci mette anche le battute e qualche parolaccia.

No: le cose importanti sono difficili da capire; e pochi scelgono di fare le cose difficili; ma ciò che interessa solo ai pochi, non interessa ai media. E quindi, i media non si occupano delle cose importanti.

Capire il caso Welby è invece facile, come tutto ciò che riguarda corpi, indigestione, intrighi amorosi, macchie sulla pelle, tette e così via. E qui i compari di destra e sinistra, che sono uniti quando si tratta di economia, di politica estera o di altre cose che il cittadino ordinario non capisce, improvvisamente scoprono le loro presunte divisioni, e si mettono a litigare rumorosamente.

Anche perché la partita in gioco è puramente simbolica, non essendoci particolari interessi da una parte o dall’altra.

L’eutanasia, in forme più o meno attive, viene praticata con regolarità dai medici di tutto il mondo. E’ una di quelle cose, come l’alcol in certi paesi islamici, che è accettabile, anzi desiderabile, finché non assume veste pubblica, come richiesta invece da Welby: è lì che nasce lo scandalo, e assieme allo scandalo, la notizia.

Lo scandalo nasce a causa del conflitto con la Chiesa cattolica.

Cosa c’entra la Chiesa cattolica con l’eutanasia?

Ai tempi in cui c’erano le mezze stagioni e lasciavamo aperte le porte di casa, la Chiesa fondava il proprio senso su un racconto che ha un fascino tremendo.

Siamo stati messi in questo mondo, dotati di libero arbitrio, con vite uniche, brevissime e dolorose, per metterci alla prova davanti all’unica cosa che conti, la vita eterna. Il cattolicesimo, e il cristianesimo tutto, costituiscono quindi una profonda riflessione sul punto di passaggio tra la vita effimera e quella senza fine: e cioè sulla morte, come testimoniano duemila anni di arte cristiana.

In questa prova siamo sostenuti dalla grazia divina, dalla fede interiore con tutti i suoi contorcimenti ("ma davvero credo, o è solo che credo di credere?"), ma anche dalle opere: in particolare il pane e il vino realmente trasformati in carne e sangue di Cristo attraverso un preciso rituale, e – secondariamente – l’adesione a certe regole di comportamento, socialità e purezza.

Queste regole comprendevano anche alcune restrizioni sull’omicidio. Ma il cattolicesimo non ha mai avuto l’interesse dei buddisti per la salvaguardia di ogni forma di vita: con poche eccezioni, la Chiesa non si è interessata alla devastazione ambientale, o alle stragi di animali; anzi, ha assunto il consumo dell’agnello pasquale come rito sociale (non sacramentale, ovviamente).

Non ha mai condannato in maniera assoluta né la guerra, né la pena di morte. E infatti, visto il racconto fondante della Chiesa, che parla della vita come prova e non come valore assoluto, non c’era motivo per cui lo dovesse fare. A contare era la qualità morale della vita, non la quantità.

Ora, improvvisamente, un’istituzione che porta ancora il nome di "Chiesa cattolica", messi in un angolino sacramenti, vita eterna, paradiso, inferno, salvezza, dannazione e grazia, nonché le immagini di santi traforati dalle frecce e arrostiti sulle griglie, si pone come Garante Assoluto della Vita (umana, non di altre specie).

E’ una funzione che la Chiesa si è arrogata da sola, e in decenni recenti – vi immaginate Pio V a parlare dei "valori della vita"? Eppure questa funzione viene riconosciuta da tutti come se fosse l’essenza del cristianesimo.

La metamorfosi della Chiesa da mezzo per il superamento della morte, in ossessiva custode della vita (umana) è una strategia vincente e perdente, allo stesso tempo.

E’ vincente, perché si inserisce perfettamente nell’ideologia diffusa dei nostri tempi.

Fino a metà del Novecento, vivevamo in un mondo di produttori e di combattenti, cioè di disgraziati a faticare in fabbrica, e di disgraziati mandati a morire in trincea. Perciò era tutto un parlare di sacrificio e di volontà, e quindi, per estensione, di morte.

Poi l’economia ha trasformato l’Occidente in un luogo di fornitori e consumatori di servizi. E così è tutto un parlare di donne e bambini, un tintinnio di canzonette, figure di surfisti abbronzati, di bella vita insomma.

Ecco che la Chiesa si candida a benedire questa finzione di immortalità; ma nel momento stesso in cui lo fa, nega i piaceri della vita, e difende la vita anche quando diventa sgradevole. E perciò diventa la prima nemica della cultura che vorrebbe cooptare.

La civiltà consumista si focalizza sulla Vita Gaudente; quella cattolica sulla Vita Sgradevole, a qualunque costo. Ma entrambi convergono sulla figura della Vittima, cioè della persona a cui è negata la Vita Gaudente.

Un po’ perché siamo tutti vittime – tu che ti sacrifichi tanto a lavorare in ufficio, le vacanze alle Maldive te le meriti, fatti un regalo; un po’ perché la sinistra, avendo rinunciato, come dice Ucalcabari, alla "coscienza etica ed analitica", si occupa solo di vittime, vittimismo e vittimologia; e un po’ perché, come ci insegna l’incredibile fortuna di Gesù Cristo, la questione della Vittima è in qualche modo centrale alla psiche umana.

Welby è una perfetta vittima, caso perfetto della Vita Sgradevole. E infatti, attira subito una moglie profondamente cattolica.

Poi, improvvisamente, Welby rifiuta la Vita Sgradevole, e quindi il ruolo stesso di Vittima, più o meno come, in altre circostanze, ha fatto Nonna Fatima.

Rigetta quindi l’abbraccio della Chiesa. E giustamente la Chiesa se ne risente, e gli nega un funerale cattolico.

Chiunque dovrebbe capire che questo è il pieno diritto della Chiesa. Non vedo perché Forza Italia mi dovrebbe concedere l’uso di una sua sede per festeggiare l’anniversario della Rivoluzione d’Ottobre, e non vedo perché la Chiesa cattolica dovrebbe concedere un proprio rito a uno che alla Chiesa si è opposto.

Ma qui subentra l’altro ruolo della Chiesa: lo Stato italiano, cioè l’insieme di sessanta milioni di contribuenti miscredenti, bestemmiatori impenitenti, evasori, frequentatori di puttane, usurai, bisessuali e trisessuali, versa ogni anno l’otto per mille, nonché tutta una serie di altri benefici, alla Chiesa cattolica, in cambio dell’erogazione automatica di sacramenti: sacramenti che, assieme al calcio, servono per garantire la compattezza della società.

Questo patto profondamente ipocrita spiega la scena paradossale vista ieri sera in televisione: Marco Pannella, nella sede del Partito Radicale, che tiene una conferenza stampa, per invitare la Chiesa a concedere i funerali religiosi a Piergiorgio Welby. Dopo aver definito il diniego della Chiesa, un "errore" (ma la Chiesa saprà meglio di lui cosa è dottrinalmente "errato" e cosa no?), dice "Mi auguro che il Vaticano ci ripensi".

E proprio mentre dice queste cose, le telecamere inquadrano, sopra la testa di Pannella, il simbolo del Partito Radicale e un cartello con le parole, "NO VATICANO".

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47 Responses to I Custodi della Vita e le Vittime

  1. La civiltà consumista si focalizza sulla Vita Gaudente; quella cattolica sulla Vita Sgradevole, a qualunque costo. Ma entrambi convergono sulla figura della Vittima, cioè della persona a cui è negata la Vita Gaudente.

    Belle queste riflessioni. Solo che questo passaggio qui che ho messo qui sopra…ehm, non l’ho molto capito.

    ciao.

    cloro.

    ps buone feste a te e a tutti quelli che ti vogliono bene, compresi i frequentatori di qs sito.

  2. utente anonimo says:

    Post interessanti da leggere sul caso welby sono sul blog di giorgio gambescia e massimo fini. Ma io ha abbandonato per sempre prospettive individualistiche. Nessuno è padrone di niente, nemmeno del proprio corpo, è la mia (dei comunisti ortodossi almeno) posizione. Per certi versi una posizione affine alla cattolica. Da questo punto di vista, cosa voleva welby? Non la padronanza della propria vita, ma la possibilità naturale della morte (lasciatemi morire, diceva infine), che gli era stata sequestrata da un’organizzazione medico-burocratica, spaventosa, a cui è quasi incredibile per me, che la chiesa dia sostegno “ideologico”. Ma chi crede che lo stato, questi stati, poi, debba occuparsi di queste questioni, finisce per conto mio dalla padella nella brace. La stupidità a sinistra, su questo punto, mi è chiara ed evidente, appunto per l’abbandono totale d’ogni prospettiva individualistica, che nulla chiede come “diritto” a chicchessia. C’è un equivoco di fondo, che esce fuori da questa storia, che può essere così sintetizzato: il contrario di “vita” non è “morte”, come incredibilmente ci si è convinti che sia, ma “nascita”. Solo il ciclo di nascita-morte è, in senso pieno, vita. Per finire sorridendo, pannella che detta la dottrina cristiana agli alti prelati indica fino a che punto possa giungere la bestialità laica, che pretende fare le pulci alle bestialità altrui.p

  3. utente anonimo says:

    Errata corrige: il contario di “morte” non è “vita” … ma “nascita”…

    Altrimenti il ragionamento non fila bene come le sottilette della pubblicità.p

  4. SECONDO ME DOVEVANO STACCARGLIELO FIN DA SUBITO…E’ GIUSTO CHE NESSUNO DEVE DECIDERE PER LE VITE DEGLI ALTRI, MA QUANDO UNO DOPO 20 ANNI SOPRA AD UN LETTO SENZA MUOVERSI, E’ DURA…SFIDO CHIUNQUE A PROVARCI…BISOGNAVA STACCARE SUBITO LA SPINA SENZA NEMMENO FARE TUTTO QUEL CASINO CHIEDENDO PERFINO A QUEL COMUNISTA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, ROBE DA PAZZI…NESSUNO E’ PADRONE DEL CORPO DEGLI ALTRI, MA DEL PROPRIO SI…OGNUNO DECIDE PER SE STESSO SENZA OSTACOLI DI NESSUNO….W L’ITALIA!!!

  5. utente anonimo says:

    “La civiltà consumista si focalizza sulla Vita Gaudente; quella cattolica sulla Vita Sgradevole, a qualunque costo. Ma entrambi convergono sulla figura della Vittima, cioè della persona a cui è negata la Vita Gaudente.”

    >Belle queste riflessioni. Solo che questo passaggio qui che ho messo qui sopra…ehm, non l’ho molto capito. ciao. cloro< Prima o poi mi dovrò decidere a pubblicare un tomo dal titolo “Miguel Martinez for dummies”:-)
    Il senso – come si può capire dal passaggio successivo del post di MM – è questo: il Pensiero Gaudente (ovvero biekamente kapitalistiko-konsumistiko) considera il sollazzo consumistico-gaudente (vacanze, shopping, discoteche, ecc., ecc.) come giusto compenso per l’Uomo (e anche Donna, per par condicio) nella sua veste di Vittima che deve lavorare per produrre.

    Il Pensiero Sgradevole (kattoliko) considera sempre Vittima l’Uomo (e anche la Donna, sempre per par condicio), ma Vittima del cosiddetto “peccato”, che deve espiare soffrendo a più non posso, fintantoché Dio (e solo Dio)non decida di por fine alle sue sofferenze.

    Ciao

    Ritvan

  6. utente anonimo says:

    Aquilatricolore, ma non avevi promesso al tuo Mentore Miguel di non fare più il maiuscoloso?:-)

    Ciao

    Ritvan

  7. utente anonimo says:

    OT- DUE RISATE PER NATALE

    CINQUE CANI

    Cinque uomini stanno vantando le doti dei loro cani: un ingegnere, un contabile, un chimico, un informatico ed un impiegato statale.

    L’ingegnere dice al suo cane:

    “RIGA-A-T .. VIENI QUA!”

    Il cane trotterella al suo tavolo, prende dei fogli, una penna e disegna un cerchio perfetto, un quadrato e un triangolo.

    Tutti son d’accordo che è una cosa incredibile.

    Il contabile dice che il suo cane può fare di meglio, lo chiama e gli dice:

    “BILANCIO, VIENI QUA E FAI VEDERE CIO’ CHE SAI FARE!”

    Il cane va in cucina e ritorna con una dozzina di uova e le divide in quattro gruppi di tre ciascuno.

    Tutti quanti dicono che questo è ancora meglio di quanto ha appena fatto il cane dell’ingegnere.

    Ma il chimico dice che ciò non basta.

    “PROVETTA, VIENI QUA E MOSTRA LE PERFORMANCES CHE TI HO INSEGNATO!”.

    Il cane va in cucina, prende 1/2 litro di latte, due tazze da 1/4 di latte e le riempie senza versare una goccia.

    Tutti dicono che la cosa è davvero impressionante.

    L’informatico però è convinto di metterli tutti a tacere:

    “DISCORIGIDO VIENI E FAI VEDERE COSA SAI FARE!”

    Il cane accende il computer, controlla che non ci siano

    virus, manda una e-mail ed installa un nuovo gioco.

    E tutti, a questo punto, pensano che nulla di più possa

    essere fatto.

    Così i quattro uomini si rivolgono all’impiegato statale

    e gli chiedono: “COSA SA FARE IL TUO CANE?”

    L’impiegato statale chiama il suo cane: “PAUSACAFFE’, FAGLI VEDERE!”

    Il cane salta sulle zampe, si beve tutto il latte, mangia le uova, cancella tutti i files dal computer e si incula tutti e quattro gli altri cani.. poi si lamenta per un forte mal di schiena dovuto a tutte queste azioni, invia un certificato medico all’INPS e se ne sta a casa 6 giorni !!:-) :-)

    Ciao

    Ritvan Il Bieco Qualunquista Berlusconide

  8. utente anonimo says:

    ritvan, divertente, davvero…

    sempre in tema di impegati pubblici, sempre per scherzare eh, un mio amico una volta fece una battuta fantastica, disse, se l’11 settembre due aerei si fossero abbattuti sul centro direzionale della giunta regionale yx non ci sarebbe stata nemmeno una vittima, tutti a prendere il caffè delle nove:-)))

    maria

  9. utente anonimo says:

    E’ difficile mettersi nelle scarpe degli altri, per capire le cose importanti. In fondo le cose importanti non avrebbero bisogno di essere neppure spiegate.

    Sono quelle complicate che hanno bisogno di spiegazioni.

    Si nasce e si muore, in mezzo ci sono le complicazioni, le delizie e le croci.

    Una vita disagiata, l’hanno in tanti, e dalla reazione si vede il carattere.

    Voler morire può essere segno di forza o di debolezza, dipende dal contesto. Così se il contesto è tale che ti fa sentire inutile, un peso, solo un peso, e a questo si aggiungono i dolori, certo pensi che è meglio andarsene via presto, sgombrare il campo.

    Ma se il contesto è tale che ti fa sentire importante anche così, ridotto come sei, indispensabile agli altri, o almeno a uno, allora la mano vicina ti sostiene davvero, è la tua vera medicina, quella senza gli aromi dolci artificiali, e non ti induce all’iniezione mortale.

    Aurora.

  10. kelebek says:

    Per Ritvan n. 5,

    Grazie della traduzione, più o meno azzeccata :-)

    Miguel Martinez

  11. utente anonimo says:

    caro Martinez, proprio non ho capito la tua critica a Pannella. Ho come l’impressione che tu sia andato a cercare il pelo nell’uovo. A me è parso evidente come, chiedendo (e quasi implorando) al vaticano di ripensarci, Pannella non abbia voluto far altro che sottolineare la loro freddezza e crudeltà nei confronti della moglie cattolica di Welby. Tu ci vuoi vedere dietro tutta una spiegazione sociologica. Ma quella di Pannella è soltanto una stilettata! Un po’ bastarda, forse, ma che male c’è?

    Daniele

  12. AUGURI DI BUON NATALE A TUTTI QUELLI CHE VISITANO QUESTO BLOG…VI RICORDO DI VISITARE ANCHE IL MIO…www.ilnazionalista.splinder.com…W L’ITALIA!!!

  13. utente anonimo says:

    >Per Ritvan n. 5, Grazie della traduzione, più o meno azzeccata :-) Miguel Martinez<
    Non c’è di che. Però, siccome da bieco miscredente non sono obbligato ad essere buono a Natale, vedo a cercare un pelo nel tuo ultimo uovo:-). Dunque, tu scrivi:

    Ma qui subentra l’altro ruolo della Chiesa: lo Stato italiano, cioè l’insieme di sessanta milioni di contribuenti miscredenti, bestemmiatori impenitenti, evasori, frequentatori di puttane, usurai, bisessuali e trisessuali, versa ogni anno l’otto per mille, nonché tutta una serie di altri benefici, alla Chiesa cattolica, in cambio dell’erogazione automatica di sacramenti: sacramenti che, assieme al calcio, servono per garantire la compattezza della società.

    Non è proprio così. Le indulgenze plenarie e incondizionate per i peccati passati, presenti e perfino futuri non si vendono più dai tempi di Lutero. Le nuove regole prevedono che il peccatore si deve pentire e confessare prima di ricevere i sacramenti. E, siccome è un po’ difficile per un suicida (tale viene considerato Welby dalla Chiesa) esprimere compiutamente il pentimento per il gesto appena compiuto, la decisione della Chiesa di non celebrargli i funerali religiosi non fa una grinza dal punto di vista squisitamente canonico. Le regole del gioco sono queste.

    Evidentemente Pannella vorrebbe la botte piena (Welby suicidatosi per procura) e la moglie di Welby cattolicamente soddisfatta, ma non si può avere tutto in questa vita. Nell’altra chissà….

    Ciao

    Ritvan

  14. utente anonimo says:

    >VI RICORDO DI VISITARE ANCHE IL MIO…www.ilnazionalista.splinder.com…<
    Caro aquilotto, io invece ti ricordo che la pubblicità è una bieca invenzione demo-pluto-masson-giudaica!:-)

    Ciao

    Ritvan

  15. utente anonimo says:

    “E, siccome è un po’ difficile per un suicida (tale viene considerato Welby dalla Chiesa) esprimere compiutamente il pentimento per il gesto appena compiuto, la decisione della Chiesa di non celebrargli i funerali religiosi non fa una grinza dal punto di vista squisitamente canonico. Le regole del gioco sono queste.

    Evidentemente Pannella vorrebbe la botte piena (Welby suicidatosi per procura) e la moglie di Welby cattolicamente soddisfatta, ma non si può avere tutto in questa vita. Nell’altra chissà….

    Ciao

    Ritvan ”

    No, secondo me Pannella vede la Chiesa per quello che essa si propone, solo che il Papa vorrebbe farlo lui.

    Infatti io, come risposi a domanda di Miguel, ho conosciuto un caso di molto probabile suicidio fatto passare per incidente.

    Funerale religioso.

    Devo chiedere a parenti più anziani per altri suicidi, neppure presunti; ma credo che in almeno un caso si sia avuto poi un funerale religioso, cioè, sarà stato il solo sacerdote cattolico a fingere benignamente di credere a un incidente o più probabilmente a seguire qualche dottrina o cavillo dottrinario che gli consentisse di benedire (perchè di questo, in fondo, si tratta) anche la salma di un peccatore.

    Del resto, non è il sacerdote, neppure per la dottrina cattolica, colui che destina all’Inferno o al Paradiso-questo spetta solo al Padreterno, il sacerdote benedice e officia la messa.

    Quindi un funerale religioso in ogni caso non cambia proprio niente, neppure per i cattolici.

    Cambia solo l’aspetto sociale, la riconoscibilità del morto come uno dei “nostri” o no;

    su questo, nel caso Welby, si impuntano, con motivazioni parimenti speciose, la Chiesa cattolica e quella radicale.

    Infatti (leggo sul manifesto, quindi può essere una cazzata) per il Vicariato Welby non avrebbe diritto a funerale religioso non in quanto suicida, ma perchè, “a differenza dei casi di suicidio in cui si presume la mancanza delle condizioni di pienaavvertennza e deliberato consenso, era nota, in quanto ripetutamente e pubblicamente affermata, la volontà del dott. Welby di porre fine alla propri vita, ciò che contrasta con la dottrina cattolica”

    Cioè, se si suicidava e basta avrebe avuto il suo funerale.

    è la sua posizione resa pubblica che non va bene.

    Mentre Pannella vuole che abbia un funerale religioso proprio per consacrare la sua posizione pubblica: “reclamava un suo diritto, poraccio”

    Cioè, Pannella vuol fare il papa e Welby sarà il suo “povero Cristo”.

    Solo che a me di Chiese cattoliche ne basta e avanza una.

    Paolo

  16. utente anonimo says:

    >Cioè, se (Welby) si suicidava e basta avrebe avuto il suo funerale.

    è la sua posizione resa pubblica che non va bene. Paolo<
    Pienamente d’accordo con la tua tesi, Paolo. Come dice il popolino “peccato celato mezzo perdonato”:-). Nella dottrina cattolica al “pubblico scandalo” si dà molto peso, probabilmente in considerazione del fatto che lo scandalo sia stato l’unico motivo che ha fatto uscire momentaneamente dai gangheri il mite e pacifico Gesù Cristo e fare paragoni metaforici truculenti incentrati su braccia tagliate e bulbi oculari enucleati (cfr. Vangelo secondo Matteo).

    Mah, per il resto io credo sempre che la Chiesa faccia il proprio dovere ed il proprio mestiere, seguendo le regole che s’è data. E Pannella idem. Non approvo, però, neanch’io – e in polemica con Daniele – il “pressing” (cosa ben diversa dalla “preghiera”) di Pannella nei confronti del Vaticano sulla questione. Mi sembra un po’ come se Ruini si mettesse a rimproverare Pannella perché quest’ultimo ha “epurato” senza pietà Capezzone:-). Ma porca miseria, dico io, senza convertirsi all’islam (che com’è noto il suicidio per una buona causa lo ammette eccome, anzi..:-) ), ci sono tantissime chiese che si rifanno a Gesù Cristo, perché per forza uno che si vuol suicidare o una che approva il suicidio del marito vuole per forza rimanere aggrappato ad una Chiesa cristiana che condanna senza appello il suicidio, specie se sbandierato urbi et orbi? Per una questione di maledettissime “radici”? Eh, ma allora, ripeto, uno dovrebbe scegliere, la vita è tutta un conglomerato di scelte, che famo, stiamo nella chiesa cattolica “per lottare dal di dentro per il cambiamento”? Ma la Chiesa mica è democratica, che facciamo mettiamo ai voti se mantenere il dogma dell’Immacolata Concezione o meno?:-)

    Ciao

    Ritvan

  17. Sai Ritvan la pubblicità e’ una gran mezzo e lo uso

  18. utente anonimo says:

    Ma certo, Ritvan, sono anch’io d’accordo con te: la Chiesa fa il suo mestiere, è che lo vorrebbe fare anche Pannella.

    Poi, mi risulta che Welby fosse laico e indifferente ai suoi funerali, casomai era la famiglia cattolica a volerli appunto cattolici.

    E un Pannella che si fa custode dei pii desideri di una famiglia cattolica suona abbastanza ridicolo.

    Aggiungo anche qua Buone Feste a tutti.

    Paolo

  19. MUiBlack says:

    Il prelato che comunicato che a Welby non sarebbe stato concesso il funerale religioso, ha appunto precisato che il caso aveva suscitato troppe polemiche perchè si potesse procedere lo stesso (cosa che, celata o meno, si fa, l’altro giorno ho letto i manifesti del funerale religioso per un uomo che si è impiccato qua vicino). Come ripetuto molte volte da lui in persona, Welby non aveva nessuna particolare voglia di un funerale religioso e penso che, come detto da Paolo, sia più un desiderio della famiglia (che però essendo cattolica non dovrebbe volerlo per un suicida, ma ormai c’è così tanta flessibilità in quest’ambito che non le seguo più tanto).

    A proposito di flessibilità teologica e visto che la questione l’han messa in mezzo, vorrei precisare che, tecnicamente, qualsiasi azione che porti sicuramente alla morte è peccato per l’Islam. Non perdete tempo a citarmi migliaia di studiosi musulmani che dicono il contrario, ho presente il loro punto di vista, ma come dicevo questo rientra nella flessibilità ;)

  20. utente anonimo says:

    Le sei del mattino

    Tutto, si sa, la morte dissigilla.

    E infatti, tornavo,

    malchiusa era la porta

    appena accostato il battente.

    E spento infatti ero da poco,

    disfatto in poche ore.

    Ma quello vidi che certo

    non vedono i defunti:

    la casa visitata dalla mia fresca morte,

    solo un poco smarrita

    calda ancora di me che più non ero,

    spezzata la sbarra

    inane il chiavistello

    e grande un’aria e popolosa attorno

    a me piccino nella morte,

    i corsi l’uno dopo l’altro desti

    di Milano dentro tutto quel vento.

    La morte spezza, “nostra sorella morte corporale”, così dice vittorio

    sereni in questa splendida poesia, così diceva pound – “l’onice

    spezzata” – riprendendo l’antico properzio. E poi torna la vita – “tutto quel vento” – che senza morte è come soffocata. Come la sibilla cumana, condannata alla vecchiaia senza morte, (sereni , sempre lui, la cita in un’altra splendida poesia), welby diceva “voglio morire”, lasciate che si compia il passo successivo della vita giunta a questa stadio. Il dio crudele che l’impediva non era apollo, ma un’organizzazione (medico-burocratica, anzitutto) che sequestrava la morte di welby, e impediva che facesse l’atto, dovuto, oserei dire, di spezzare. Io rimango perplesso che la chiesa, nei suoi vertici di grande cultura e sensibilità (avesse la politica una classe dirigente scelta oculatamente come fa la chiesa, altro che oscurantismo) abbia di fatto tenuto dietro a certe posizioni da dio pagano che la tecnica (organizzata in gruppo di potere) pretende di esercitare sul resto degli umani. Ma la bestia peggiore, bestie di laici, non è la chiesa, ma quel potere che non va rabbonito con leggi e leggine, ma abbattuto, finalmente. Nel frattempo, meglio fare le cose senza chiedere nulla alla bestia, che chiedere che sia lei a gestire “legalmente” anche il rito della nostra morte.p

  21. kelebek says:

    Per Ritvan (n. 13),

    non ho capito dove starebbe il peloduovo: sono totalmente d’accordo con quello che dici.

    Il problema però è che gli italiani pagano la Chiesa apposta perché la Chiesa non segua le proprie regole.

    Miguel Martinez

  22. kelebek says:

    Per Paolo, n. 15,

    parzialmente d’accordo con te.

    E’ vero che nel 99% dei casi, le istituzioni cattoliche chiudono uno, due o tre occhi, pur di poter continuare a gestire il Trapasso.

    Il problema lo ha posto Welby, ponendo in maniera pubblica e quindi scandalosa, quello che è prassi segreta.

    Allo stesso tempo, però, Welby ha indubbiamente espresso un parere contrario a quello cattolico, in maniera pubblica, ripetuta e chiara.

    E quindi, se l’ipocrisia della Chiesa è condannabile, è vero che in questo caso non potevano agire diversamente; e non credo che Pannella abbia il diritto di dire qualcosa alla Chiesa.

    Miguel Martinez

  23. kelebek says:

    Per Daniele, n. 11,

    Io credo che in Italia esista una sindrome clericale, che è un insieme contorto di rigetto e di dipendenza.

    I laicisti, invece di considerare la Chiesa qualcosa di aliena, le chiedono spesso una perfezione, vista però nei propri termini.

    Io misuro la Chiesa secondo quelli che dovrebbero essere i suoi criteri, e che riguardano il dramma spietato della salvezza e della dannazione.

    I laicisti chiedono, invece, alla Chiesa, di essere una sorta di bontà assoluta, e l’accusano di non esserlo.

    Miguel Martinez

  24. kelebek says:

    Per Aquilatricolore,

    Grazie degli auguri, ricambio, a te e al tuo avatar, che ci scruta corrucciato dall’aldilà.

    Miguel Martinez

  25. utente anonimo says:

    Cattolici e vita sgradevole? in effetti ho conosciuto UNA suora che aveva di queste idee; posso però considerare più rilvante il parere di TUTTI gli altri cattolici che ho conosciuto nella mia vita, dai Papi in giù?

    MM, la Chiesa non straparla della Vita, si limita a rivendicarne la signoria a Dio e non agli uomini. Come fa Hamas con la Palestina.

    Ciao

    Francesco

  26. MUiBlack says:

    So che continuoi a fare commenti OT, ma mi diverto a precisare ;)

    Hamas non rivendica la signoria della Palestina a Dio, la rivendica per i palestinesi (da alcuni considerati ancora uomini).

    Al contrario di qualcun altro non si considera scelto da Dio per vivere in un certo posto.

  27. utente anonimo says:

    Io misuro la Chiesa secondo quelli che dovrebbero essere i suoi criteri, e che riguardano il dramma spietato della salvezza e della dannazione.MM

    maria

    infatti la chiesa si occupa della peccato e della morte e non dei diritti sociali delle persone,. per quello ci sono i partiti, i sindacati e i

    movimenti

    I laicisti chiedono, invece, alla Chiesa, di essere una sorta di bontà assoluta, e l’accusano di non esserlo. MM

    maria

    sì è proprio così, e non solo ,molto spesso nei fatti pretendono di dettare i criteri del cambiamento che dovrebbero avvicinare a questa bontà assoluta.

    Il caso Welby, o meglio i suoi funerali mostrano proprio questo, Pannella li avrebbe voluti in chiesa, magari e non credo tanto per rispettare Welby che non era nemmeno cattolico quanto per forzare e utilizzare ancora la sua morte per ottenere l’eutanasia.

    I funerali religiosi si sarebbero trasformati per la presenza radicale militante in una sorta di manifestazione per una legge dell’eutanasia, ovvio che la Chiesa li ha rifiutati, e questo serve a Pannella e a molti per dire quanto è cattiva.

    Ieri ho visto un banchetto di radicali sotto un grande cartello grazie welbY

    che raccoglievano firme per l’eutanasia, appunto..

    Io non ho firmato, perchè non c’è bisogno di una legge specifica che conoscendo noi umani potrebbe portare ad abusi spaventosi.

    Gli spazi per alleviare o accettare l’accanimento terapeutico esistono, pensiamo piuttosto a rafforzare le misure di sostegno per chi ha una malattia terminale, per lenire il suo dolore e quello dei familiari.

  28. utente anonimo says:

    alleviare il dolore e NON accettare l’accanimento terapeutico

    la frase era questa

    maria

  29. SCUSATE LA DOMANDA MA L’IMMAGINE QUI VI DA FASTIDIO???

  30. utente anonimo says:

    Mussolini è ormai lontano e il suo fascismo non tornerà più, certo non mi fa gioire perchè il suo ventennio è stata una cosa tremendamente seria.

    E inoltre non si può dire che il suo volto sia particolarmente affascinante, se fossi neo fascista o mussoliniana farei vedere quello

    della disfatta, quando con il bavero del pastrano alzato e il viso ridotto a tragica maschera viene portato a Salò. Per il resto fai tu.

    maria

  31. BE ADESSO NON ENTRO NEI PARTICOLARI, MA TI RICORDO CHE SE AVRAI LA PENSIONE DA ANZIANA E’ GRAZIE, POI NON VOGLIO CONTINUARE, PERCHE’ IN QUESTO BLOG SI PARLA DI ALTRE COSE E IO RISPETTO MIGUEL …QUINDI..CMQ RICORDATEVI QUESTO DEL FASCISMO E IL DUCE..NON SL LA DISFATTA…DAL 22 AL 38 ERAVAMO UNA POTENZA MONDIALE ADESSO SIAMO MERDA!!!!..CMQ W L’ITALIA!!!

  32. MUiBlack says:

    Non mi ricordo che l’Italia sia mai stata una potenza mondiale (l’impero romano non vale). E ovvio che si possono avere definizioni diverse di “potenza mondiale”, quindi non insisto.

  33. GEOPARDY says:

    BUONE FESTE A TUTTI

  34. utente anonimo says:

    Interessante anche l’osservazione fatta nel blog di krudelik: http://krudelik.ilcannocchiale.it/ (blog anarco-conservatore) sul caso welby. Prendiamola alla larga per stringere dopo, invece di “stingere” subito.

    Tra le frasi che adornano la sua pagina il buon krudelik cita un pirata del xviii secolo,”black” bellamy:

    “Io sono un principe libero e ho altrettanta diritto di fare guerra a tutto il mondo, quanto colui che ha duecento navi e centomila soldati”.

    Dove l’avevo già letta? Ma certo, è l’epigrafe che fabrizio de andré mette in retrocopertina al suo disco

    “le nuvole”. Se un’associazione di pirati sono uno stato, spesso migliore, “diciamocelo”, direbbe la russa,dei cosiddetti stati, allora

    gli stati, per proprieta transitiva, sono un’associazione di pirati.

    Iniziamo bene. Ma questo mi richiama un’altro aneddoto di “stati e pirati” che, ricordo, m’aveva colpito. È addirittura d’avanti cristo, avendo a protagonista alessandro magno, e lo cita nientemeno che

    sant’agostino nel suo “de civitate dei”. Lo riporto preso, ironia della

    sorte, da un’intervento sulla giustizia – sulla giustizia! – del

    magistrato pietro calogero di padova. Internet fa di questi scherzi e organizza di questi incontri. È uno dei suoi fascini. Ma citiamo l’aneddoto:

    «Richiesto dal re (alessandro, appunto) per quale motivo infestasse il mare, egli

    rispose con libertà e spavalderia: per lo stesso motivo per il quale tu

    infesti la terra; ma poiché io lo faccio con un piccolo naviglio sono

    chiamato pirata, tu invece siccome lo fai con una grande flotta sei

    chiamato imperatore».

    Di nuovo l’associazione di pirati è uno stato e uno stato è un’associazione di pirati. Per questo krudelik, analizzando i comportamenti istituzionali sul caso welby giunge a un’apprezzabile

    conclusione:

    “La sofferenza di Welby, che non ha ricevuto alcuna risposta da parte delle istituzioni invocate, fino a che non è intervenuto il gesto coraggioso di un medico e di un paio di radicali, mi conferma che un uomo non può trovarsi in balia dello Stato, sia esso incarnato dalla magistratura, dalla presidenza della repubblica, dal ministro della sanità, dal Parlamento o dal Consiglio superiore della Sanità.”

    Lo stato, il leviatano che primo il grande hobbes seppe vedere in tutta la sua forza mostruosa. Il guaio è che “l’uomo”, tutti gli uomini, volenti o nolenti, si trovano in balia dello stato. Facciamo una legge per ridurre la balia? Bene, Ma chi la deve applicare, se non lo stato e le sue istituzioni? Ricadiamo nella sua balia. Qui è il punto formidabile per cui il mostro di hobbes, l’associazione di pirati più turpe e potente sopravvive ancora – ab illo tempore – a tante teorie (anche la nostra, infine) che lo vogliono finalmente morto.p

  35. utente anonimo says:

    aquila,

    hai frainteso il mio commento, parlando di mussolini vinto restituivo al personaggio una sorta di dignità umana che a mio parere non aveva quando si affacciava dal balcone di piazza venezia.

    maria

  36. kelebek says:

    Per Aquilatricolore,

    Una piccola nota di diplomazia internettiana.

    Meglio non usare il “voi” generico.

    Infatti, “voi” può significare:

    a) il proprietario di questo blog, che però non aveva detto nulla a riguardo

    b) i circa 500 lettori di questo blog, tra i quali ci potrebbe essere chiunque, te compreso

    c) alcune persone specifiche, che in quel caso andrebbero identificate.

    Miguel Martinez

  37. georgiamada says:

    ciao miguel auguri

    georgia

  38. utente anonimo says:

    500 lettori ? Occasionalissimi , intermittenti o costanti?

    Aquilatricolore (bello pseudonimo, mi ricorda un capo indiano) parla all’insegna del “tutti per uno, uno per tutti “: nell’ uno identifica i 500 e viceversa.

    Mi piace questa idea di compattezza, che prescinde dai sacramenti e dal calcio ( secondo Kel sono gli elementi che compattano gli italiani) e ci vede, tanto eterogenei, nello stesso accampamento o nave, perché ci piace il posto.

    Ogni tanto si prendono forse abbagli , come quelli che mi indicano cristiana e centrista, me, che tra tutti, sono forse una delle poche che non ha mai gustato un ‘ostia e non è mai entrata in un confessionale; me, che non ho mai votato un partito di centro.

    Ma è sempre interessante sapere come gli altri ti vedono, ci sarà pur qualcosa di vero in quello che dicono, dopo averti frequentato tanto tempo.

    Per questo invito i silenti a partecipare, ci si può conoscere anche attraverso l’ immagine che si trasmette agli altri.

    p, non importa se non guardi Tarantino, ma non trascurare di tenermi aggiornata sulla musica e la poesia.

    Aurora.

  39. kelebek says:

    Per Aurora,

    non è facile calcolare, e nemmeno definire, il concetto di “visite”.

    In media, ci sono circa 400-500 “visite uniche” e 200-300 visite “ripetute” a questo blog ogni giorno.

    Non ho ancora capito se “ripetute” si riferisce solo alla stessa giornata, o a un certo arco di tempo. Inoltre, il programma di monitoraggio può solo dirti se lo stesso IP ha già ,visitato il blog – non viene contato, quindi, il mio, che è un IP dinamico e non statico.

    Miguel Martinez

  40. caro Martinez,

    il suo articolo, é molto interessante e lucido, e ne condivido l’impostazone di fondo. Quello che mi lascia perplesso è l’affermazione che la chiesa si sia posta come protettrice della vita in una fase recente della sua storia, in seguito a un riposizionamento ideologico.

    Mi pare, invece, che la chiesa, in quanto custode del senso del sacro in Occidente, abbia sempre svolto questo ruolo, almeno fino a quando il senso della sua missione non é quasi completamente andato perduto. Quando non lo so, ma certo in coincidenza con il sorgere dell’egemonia dei valori borghesi nella societá europea. La chiesa medioevale`proteggeva l’accesso libero alle fonti, ai guadi, ai prodotti della terra che non fossero frutto del lavoro umano e tutelava i diritti di spigolatura, di legantico, di pascolo e di ospitalitá dei viaggiatori, uilizzando per questo anche lo strumento della scomunica e la costituzione di appaositi ordini monastico cavallereschi come gli Ospitalari.

    Ora, tutelare tutto questo significa tutelare la possibilitá di una piena riprodduzione della vita e le condizioni della sua continuitá in una societá di sussistenza. In questo consiste il “sacer” nel mistero della continuitá della vita. A questo proposito sono interessanti le pagine di Jacques Ellul e anche di Ivan Ilich.

    La “vita sofferente” é una foma nuda dela vita, forse è il grado zero sacramentale della vita umana. In questo senso non credo che si possa considerare la posizione della chiesa un’innovazione

    Credo che il significato della sofferenza , della debolezza e della sconfitta nel percorso di formazione della civiltá meritino una discussione. Siao sicuri che un’umanitá liberata dalle condizioni che rendono possibile il dolore sarebbe ancora umana?

    Non lo so. Naturalmente la algofilia o la algolatria restano pervesioni della devozione.

    Grazi per l’espitalitá e auguri

    genseki

  41. kelebek says:

    per Genseki,

    hai ragione; ma parli di una difesa delle condizioni collettive che permettono la vita, del bene comune.

    La Chiesa moderna si focalizza, invece, sulla vita individuale, e in particolare nei suoi stati più vegetativi, compresi i casi in cui non esisterebbe nemmeno se non esistessero forme estreme di tecnologia: pensiamo agli embrioni superflui nelle gravidanze indotte, o ai casi come quello di Welby.

    Chiaramente questo si rapporta a particolarità storiche della Chiesa, come il suo affascinante rapporto con la debolezza (“donne, bambini, storpi”, per dirla in termini medievali).

    Miguel Martinez

  42. Effettivamente ciò che viene invocato ogni giorno in Europa è il concetto di “Chiesa laica” che, oltre ad essere una contraddizione di termini, è un assurdo teoretico: se la Chiesa diventasse laica non avrebbe più l’autorità “spirituale” – e cioè l’unica che le viene riconosciuta oggi – per poter esplicare le proprie mansioni e per poter mantenere il ruolo che ha.

    D’altra parte il laicismo a tutti i costi sta diventando un Vaticano culturale ben più dogmatico e rigoroso.

    Tuttavia per la Chiesa cattolica, come per l’islam, il problema non è quello di far contenti i laici, ma di rintracciare all’interno della propria storia culturale le radici di quelli che appaiono dogmi inconfutabili e “verificarli” in base a parametri genuinamente spirituali.

    Una cosa “eretica”, forse. Ma ciò che è profondamente religioso appare sempre un po’ eretico, inizialmente! A tutti, non solo ai cattolici!

    Saluti ai 500 e spesso anche di più, stando alle statistiche ;-)

    Khadi

  43. utente anonimo says:

    ” la Chiesa non straparla della Vita, si limita a rivendicarne la signoria a Dio e non agli uomini. ”

    Non è esatto, Francesco. Ciò che lascia perplessi, o perlomeno lascia perplessa me, è che la Chiesa parli di ” difesa della vita ” quando invece il principio reale è l’obbedienza e il rimettersi alla volontà di Dio. Perchè, che mi risulti, non c’è nessun passo della Bibbia che parli di necessità, da parte del credente, di non ricorrere a sitemi anticoncezionali, o che vieti l’aborto ( e non si parla nemmeno di embrioni, se è per questo ) così come non si parla del dovere di vivere, contro la propria volontà. Eventualmente, si parla della necessità, per il credente , di accettare un determinato sacrificio,anche della sofferenza, ma non per il principo assoluto dell’intoccabilitàdella vita.

    E’ questa mistificazione della Chiesa sulla ” vita” che rende ipocrita e quindi impresentabile il suo predicare. Parla di ” sacralità ” della vita e intende sottomissione.

    MJ

  44. utente anonimo says:

    >Sai Ritvan la pubblicità e’ una gran mezzo e lo uso. Aquilatricolore< Bene, allora ti suggerisco un motto d’epoca aggiornato per l’occasione:
    “E’ l’aratro che traccia il solco, è la spada che lo difende, ma poffarbacco, è la pubblicità che fa vendere il grano”:-)

    Ciao

    Ritvan

  45. utente anonimo says:

    >Hamas non rivendica la signoria della Palestina a Dio, la rivendica per i palestinesi… MUiBlack<
    Ma la rivendica TUTTA e in nome di Dio, perDio!:-). Diversamente da Fatah, che ne rivendica una parte, in nome dell’autodeterminazione dei popoli. Da qui le recenti kalashnikovate fra le due organizzazioni.

    >Al contrario di qualcun altro non si considera scelto da Dio per vivere in un certo posto.<
    No, questo no, però che crede che Dio (o se preferiamo Allah) ha deciso secoli fa che in quel posto devono COMANDARE loro. Gli ebrei possono viverci, certo, ma solo da dhimmi. E digiamocela tutta, come dice La Russa!:-)

    Ciao

    Ritvan

  46. utente anonimo says:

    >Per Ritvan (n. 13), non ho capito dove starebbe il peloduovo: sono totalmente d’accordo con quello che dici. MM<
    Il pilu:-) sta nel fatto che la Chiesa non è un bancomat dell’anima che “eroga automaticamente dei sacramenti”, ha certe regole, pochissime, ma ce l’ha e a volte quei sacramenti li nega.

    >Il problema però è che gli italiani pagano la Chiesa apposta perché la Chiesa non segua le proprie regole.<
    Ah, allora tu dici, invece, che non è la Chiesa ad essere un bancomat, bensì sono gli italiani che pagano perché sia così? Mi sembra un po’ azzardato e pertanto mi spunta un po’ di nuova peluria:-). Che ne sai tu, hai forse intervistato personalmente e uno ad uno TUTTI quelli che foraggiano in qualche modo (offerte, 8/1000 ec..,ecc.) la Santissima Chiesa Cattolica Apostolica nonché Romana? Non credo proprio. Statisticamente parlando, di gente che vorrebbe la Chiesa-bancomat ci sarà di sicuro, ma credo che una consistente fetta d’italiani la pensi diversamente.

    Ciao

    Ritvan

  47. utente anonimo says:

    MJ

    o si è sottomessi a Dio, o si è sottomessi a qualcuno peggiore di Lui.

    E quindi, per la Chiesa, parlare di difesa della vita umana (dall’ingerenza di altri uomini) o di sottomissione a Dio è la stessa cosa, in piena coerenza interna.

    Se nella Bibbia si parlasse di embrioni, sarebbe un falso storico, come minimo.

    Ciao

    Francesco

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