Ebrei antisionisti

Giornata di lunghi post… Cito per cortesia la fonte immediata, il blog Cronache da Mileto, di cui non so altro, ma a cui si deve, immagino, la traduzione; comunque il testo originale in inglese si trova sul sito della comunità ebraica ortodossa Neturei Karta.

Credo che sia interessante per chiarire la posizione degli ebrei tradizionalisti rispetto sia al sionismo, che al giudeocidio nazista. Comunque sul tema dell’opposizione giudaica (in senso religioso) al sionismo, ritornerò più avanti.

L’atteggiamento degli Ebrei Ortodossi nei confronti dell’Olocausto
(Conferenza Internazionale “Review of the Holocaust”, Teheran, 11-12 dicembre 2006)
Discorso del Rabbino Aharon Cohen, dell’associazione Naturei Karta.

Onorevoli amici e colleghi, siamo qui riuniti per discutere e considerare da diversi punti di vista […] l’argomento noto come “Olocausto”. E’ noto che l’argomento si impernia attorno alle politiche e alle azioni adottate dalla Germania nazista contro il Popolo Ebraico. Questo naturalmente nel contesto delle loro, molto più ampie, contemporanee azioni assassine. Il mio intento è quello di fornirvi l’approccio degli Ebrei Ortodossi alla questione. […]

Io e i miei colleghi siamo conosciuti come “Ebrei Ortodossi”, cioè Ebrei che intendono vivere le loro vite interamente in accordo con l’antica religione ebraica e con il modo di vivere noto come Ebraismo. Siamo qui in rappresentanza del gruppo “Naturei Karta”, che non è un movimento o un’organizzazione separata, ma un gruppo che diffonde la filosofia che esprime l’opposizione dell’Ebraismo Ortodosso all’ideologia nota come Sionismo – il movimento secolare nazionalista che intende formare uno stato settario in Palestina. […]

L’Ebraismo e il Sionismo sono due concezioni totalmente e diametralmente opposte. L’Ebraismo è un antico modo, che risale a migliaia di anni fa, di vivere secondo la volontà di D-o, pieno di contenuto morale, etico e religioso. Il Sionismo è relativamente giovane – poco più di cent’anni – ed ha una concezione secolare e nazionalista, completamente priva di etica e di morale. Tuttavia, bisogna dire che ci sono gruppi religiosi, tra il Popolo Ebraico, che sono stati influenzati ed infettati dalla filosofia nazionalista sionista ed hanno, scorrettamente e falsamente, “attaccato” il Sionismo addosso all’Ebraismo, andando contro gli insegnamenti dell’Ebraismo come è stato tramandato da generazioni.[…]

[Dalla diaspora] fino ai giorni nostri il Popolo Ebraico è, per decreto divino, in esilio, nel quale noi dobbiamo essere leali cittadini delle nazioni in cui ci troviamo e ci è proibito sotto giuramento di tentare di uscire dall’esilio con le nostre forze. Ci è proibito sotto giuramento di tentare di formare un nostro Stato in Palestina. Trasgredire questi divieti costituirebbe una ribellione contro i voleri dell’O—ipotente e siamo a conoscenza delle gravissime conseguenze di un tale tentativo. […]

Sarà dunque chiaro da quanto detto innanzitutto che i Sionisti non rappresentano il Popolo Ebraico nel suo complesso, ed inoltre che l’anti-sionismo deve ricevere il nostro plauso e non essere confuso con l’antico pregiudizio dell’antisemitismo. Qualcosa che sappiamo essere ben apprezzata qui, nella Repubblica Islamica dell’Iran, dove la comunità ebraica vive pacificamente, con tutti i diritti civili, come accade da migliaia di anni.

Ora, uno dei pilastri che giustificano il Sionismo è l’evento dell’Olocausto, con i Sionisti che affermano che gli Ebrei devono avere il loro Stato per prevenire (come dicono) che l’Olocausto si ripeta ancora. “Mai Più” è il loro slogan. Quindi vorrei esporre la visione dell’Ebraismo Ortodosso riguardo all’Olocausto.

Per prima cosa, i fatti. Non c’è dubbio alcuno che durante la Seconda Guerra Mondiale sono state sviluppate terribili e catastrofiche politiche e azioni di genocidio, perpetrate dalla Germania nazista contro il Popolo Ebraico, confermate da innumerevoli testimoni oculari sopravvissuti e ampiamente documentate più e più volte. Personalmente mi sono stati risparmiati gli effetti peggiori della Guerra perché vivevo in Inghilterra, che fortunatamente non venne occupata dalla Germania Nazista. Comunque, io e molti molti altri abbiamo perduto innumerevoli amici e parenti che morirono sotto il giogo nazista, uccisi intenzionalmente e vittime del genocidio. Tre milioni di Ebrei in Polonia, più di mezzo milione in Ungheria, molte decine o centinaia di migliaia in Russia, Slovacchia, Francia, Belgio, Olanda e altre nazioni. Di solito si cita la stima di sei milioni. Si può mettere in discussione questa cifra effettiva, ma il crimine è stato terribile sia che i milioni (e sono stati milioni) di vittime siano sei, cinque o quattro. I metodi di omicidio sono pure irrilevanti, che siano state camere a gas (e ci sono stati testimoni oculari di ciò), plotoni di esecuzione o qualunque cosa. Il male fu lo stesso. Sarebbe un affronto tremendo alla memoria di quelli che perirono attenuarne la colpa in qualunque modo.

Comunque, gli insegnamenti e l’atteggiamento dell’Ebraismo Ortodosso è che i colpevoli di un crimine, benché totalmente responsabili delle loro azioni, non sarebbero mai riusciti nella loro malvagia impresa se l’O—ipotente non lo avesse voluto. Quindi, da questo punto di vista, la vittima o le vittime devono ovviamente tentare di evitare il male, ma se ciò risulta impossibile, allora devono accettare il volere dell’O—ipotente. Secondo il nostro insegnamento parte del decreto divino di esilio imposto su di noi stabilisce che non è compito del Popolo Ebraico portare i nostri persecutori di fronte alla giustizia. Questo è compito dell’O—ipotente. Nostro compito è accettare il volere dell’O—ipotente e di sforzarsi di migliorare noi stessi, eliminando dal nostro comportamento le azioni che possono essere state la causa della nostra sofferenza.

Non dobbiamo avere in alcun modo l’audacia, come è avvenuto, di tentare di prevedere il volere dell’O—ipotente e presumere di essere capaci di prevenire che una tale cosa accada di nuovo. Questo sarebbe un’eresia.

I Sionisti, con il loro superbo approccio secolare si comportano in completa opposizione a questa filosofia e osano dire “Mai Più”. Hanno l’ardire di pensare che possono impedire all’O—ipotente di ripetere “l’Olocausto”. Questa è eresia. […]

Devo aggiungere che l’uso dell’Olocausto da parte dei Sionisti per promuovere il loro Stato settario è il massimo dell’ipocrisia, quando si pensi che i Sionisti hanno sfruttato a loro vantaggio ogni fase dell’oppressione nazista, per ottenere uno Stato. Negli anni ’30, quando la politica nazista era di espellere gli Ebrei dalla Germania, è ben documentato come i Sionisti abbiano cooperato lavorando insieme – sì, insieme – alle autorità naziste per evacuare ebrei “adatti” (cioè giovani pionieri in buona salute) dalla Germania alla Palestina. Poi, durante la guerra, mentre gli omicidi erano in atto, è ancora una volta ben documentato quale fosse il loro atteggiamento di insensibilità, non aiutandoli quando potevano, benché ne fossero in grado. Avevano bisogno della sofferenza e delle morti per poter premere per il loro Stato quando la guerra fosse finita. Finalmente, dopo la guerra hanno fatto diventare l’intera questione dell’Olocausto e la pietà e la compassione che evocava quasi in un argomento di fede, per assicurarsi il più possibile l’acquisizione del loro Stato, affermando che il Sionismo era lì per prevenire un altro Olocausto, quando in realtà il Sionismo ha sfruttato l’Olocausto per decenni. Poi hanno iniziato a giustificare le loro atrocità contro i Palestinesi per promuovere la loro causa. […]

Amici miei, voglio finire con una preghiera: che la causa profonda delle lotte e della carneficina nel Medio Oriente, cioè lo Stato chiamato “Israele”, venga totalmente e pacificamente dissolto. Che venga sostituito da un regime che risponda pienamente alle aspirazioni dei Palestinesi. Allora gli Arabi e gli Ebrei potranno vivere insieme in pace, come è stato per secoli.

Possiamo noi allora meritare il momento in cui la gloria dell’O—ipotente verrà rivelata a tutti e tutto il genere umano sarà in pace.

Print Friendly
This entry was posted in Israele Palestina Canaan and tagged , . Bookmark the permalink.

16 Responses to Ebrei antisionisti

  1. utente anonimo says:

    francamente a leggere queste cose mi stupisco profondamente di come si possa avere questo tipo di fede

    roberto

  2. utente anonimo says:

    ps. una piccola curiosità se c’è qualche ebreo in giro.

    ma perchè in italiano si scrive D-o?

    il nome impronunciabile non dovrebbe essere J-w-h o qualcosa del genere, piuttosto che l’italianissimo Dio?

    roberto

  3. kelebek says:

    Su Neturei Karta, ritorneremo. Ma i commenti qui si devono firmare.

    Miguel Martinez

  4. kelebek says:

    Per Roberto,

    credo che i nomi divini in genere non vadano scritti.

    Questo vale anche per i nomi degli “idoli”: nelle pubblicazioni ortodosse, i nomi come “Krishna” vengono sempre scritti storpiati, ad esempio “Kritna”.

    Miguel Martinez

  5. utente anonimo says:

    Tra il divertente e il disgustoso.

    Però è vero? se avessi dovuto scrivere una lunga barzelletta su degli Ebrei ortodossi completamente pazzi la avrei fatta uguale (meno bene ma con gli stessi stereotipi).

    Francesco

  6. kelebek says:

    Per Francesco,

    prendo atto di ciò che pensi degli ebrei ortodossi :-)))

    Miguel Martinez

  7. kelebek says:

    Sono andato a vedere il link segnalato al n. 1 dall’Anonimo. Ci sono vari articoli del Foglio contro Ahmedinejad, poi a un certo punto c’è un intervento di un certo “I love Israel – sionista” [sic] che dice che lui “segue le scritture” e lì non ci sarebbe scritto ciò che dicono i Neturei Karta. Piccolo particolare, i Neturei Karta si basano sulla tradizione giudaica nel suo complesso, non solo su brani della Bibbia come fanno gli evangelici.

    Ma I Love Israel poi porta le “prove bibliche” del fatto che i NK avrebbero torto. Merita una citazione tutto il pezzo:

    “Gli ebrei entrarono ugualmente in possesso della Terra promessa ma , contrariamente a come gli era stato imposto dai dettami di Mosè , non riuscirono a decimare le popolazioni locali . Cosa che era assolutamente importante , in quanto distruggere le popolazioni era una prassi supportata da norme ben specifiche miranti a isolare il Popolo Israelita dagli altri . Esempio di questa legislazione sono le seguenti regole :

    Le popolazioni locali dovevano venir cacciate , dopo aver distrutti prima di tutto i loro altari e idoli (Esodo 34,13).

    Con le altre era vietato fare alleanza , né imparentarsi in alcun modo

    Dal punto di vista economico allo straniero poteva essere chiesto l’interesse nei prestiti , ma non a un fratello israelita (Deuteronomio 23,21)

    Dalle nazioni straniere gli ebrei non potevano chiedere prestiti ; piuttosto erano gli ebrei che dovevano risultare sempre in credito per aver ragione di dominarle (Deuteronomio 15,6) e, ovviamente, non avere mai come capo un re straniero (Deuteronomio 17,15).

    Mi spieghi dove sarebbe scritto che gli ebrei devono chiedere agli altri la Terra promessa con la preghiera quando le Scritture insegnato ben altro ?

    “Neturei Karta” è una buffonata !!!

  8. kelebek says:

    “I Love Israel – sionista” prosegue poi con un brano degno dei Protocolli:

    “Keiros , volevo solo far capire a tutti che “Neturei Karta” è una buffonata che fa comodo ai nemici del Popolo di Israele .

    Weiss e compari vanno alle manifestazioni antisemite con i mussulmani !!!

    Ripeto: lo sa quel sedicente rabbino che le Scritture prevedono senza mezzi termini che le popolazioni che occupano la Terra promessa devono venir cacciate ? (Esodo 34,13) . Lo sa che è vietato farvi alleanza o dialogo , né imparentarsi in alcun modo? Lo sa che sono gli ebrei che devono risultare sempre in credito per aver ragione di dominare gli altri (Deut. 15,6) ?

  9. utente anonimo says:

    Quest’articolo.. che mi pare molto interessante anche se “complesso”:

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=2697

    dice diverse cose che si possono tener valide, o no? sbaglio? certo avrei preferito approfondisse maggiormente anche il “discorso bibbia”..

    LB

  10. utente anonimo says:

    Sì, Miguel, quello che cita “I Love Israel” è raccappricciante, ma comunque è nella Bibbia (o Torah, che dir si voglia). E i cari amici antisionisti della natureinonsochecosa, quali papiri “divini” hanno in mano per supportare la loro avversione allo Stato d’Israele? O è solo una loro “libera interpretazione”, basata sui “precedenti”, ovvero che in passato ogniqualvolta JHW decideva di far inviare/ritornare gli ebrei in terra di Palestina mandava un “unto del Signore” che sapeva tramutare i bastoni in serpenti o gridare in tono apocalittico? Ma JHW non è libero di cambiare modus operandi ogni tanto, oppure deve chiedere il permesso ai molto reverendi rabbini di natureinonsochecosa?:-).

    Per definire tali individui la barzelletta evocata da Francesco mi sembra insufficiente. Io scomoderei addirittura Kafka, Becket e Jonesko:-). E ci aggiungerei pure Tafazzi, quello che si dava le martellate sui cog…ni!:-)

    Ciao

    Ritvan

  11. kelebek says:

    Per l’anonimo del n. 12,

    Ripeto, FIRMATE I VOSTRI COMMENTI, anche con un nick qualunque.

    Miguel Martinez

  12. utente anonimo says:

    Per Miguel:

    devi prendere atto dei pregiudizi che conosco.

    I miei pensieri sono un pelino più riservati.

    Ciao

    Francesco

  13. GEOPARDY says:

    Nella Bibbia c’è anche questo:

    Deuteronomio 24 (14-15-17-18)

    14 Non defrauderai il salariato povero e bisognoso, sia egli uno dei tuoi fratelli o uno dei forestieri che stanno nel tuo paese, nelle tue città;

    15

    gli darai il suo salario il giorno stesso, prima che tramonti il sole, perché egli è povero e vi volge il desiderio; così egli non griderà contro di te al Signore e tu non sarai in peccato.

    17

    Non lederai il diritto dello straniero e dell’orfano e non prenderai in pegno la veste della vedova,

    18

    ma ti ricorderai che sei stato schiavo in Egitto e che di là ti ha liberato il Signore tuo Dio; perciò ti comando di fare questa cosa.

    Ciao a tutti

  14. utente anonimo says:

    “Negli anni ’30, quando la politica nazista era di espellere gli Ebrei dalla Germania, è ben documentato come i Sionisti abbiano cooperato lavorando insieme – sì, insieme – alle autorità naziste per evacuare ebrei “adatti” (cioè giovani pionieri in buona salute) dalla Germania alla Palestina. Poi, durante la guerra, mentre gli omicidi erano in atto, è ancora una volta ben documentato quale fosse il loro atteggiamento di insensibilità, non aiutandoli quando potevano, benché ne fossero in grado

    maria

    Il rabbino antisionista così descrive, in modo superficiale ,e alludendo a una tesi, la collaborazione tra agenzie ebraiche e autorità naziste ; secondo il rabbino tale collaborazione ebbe come finalità esclusiva la creazione dello Stato di israele sostenendo tra l’altro che l’evacuazione fosse diretta verso la Palestina.

    In realtà la collaborazione avvenne sì, ma all’insegna del principio strategico, del “salvare il possibile”, principio razionale che però secondo Bauman permise più efficacemente il disegno nazista di annientamento.

    Come osserva Bauman “ la razionalità dei dominati è sempre un ‘arma dei dominatori” e fu così anche allora e sarà sempre. Salvare il possibile significa mettersi in anticipi nei panni dei perdenti, perché quella strategia fa parte appunto del disegno dei dominatori. Bauman utilizza proprio questi termini.

    La logica e la razionalità dei consigli ebraici mirava, non a creare più vittime possibili, per giustificare il futuro stato ebraico, come sostiene il rabbino, ma a evitare, a contenere il numero delle vittime, in un’azione illusoria e perdente.

    Del resto i selezionati, nell’ottica di cui dicevo, non erano affatti diretti in palestina ma alla morte nel tentativo disperato di, sacrificarne 100, per salvarne 1000.

    Nel suo libro Olocausto e modernità , al capitolo La sollecitazione della cooperazione delle vittime, Bauman si sofferma proprio sul punto affrontato in modo così fazioso dal rabbino antisionista .

    Bauman sostiene

    che se gli ebrei fossero stati uccisi tutti insieme il loro numero sarebbe stato probabilmente minore, perché diversamente organizzato, in peggio, ovviamente, invece con il ricorso alla razionalità delle vittime il loro compito fu raggiunto pienamente.

    Gli ebrei poi non erano tutti uguali, c’erano i ricchi, i poveri, i giovani, i vecchi, ebbene come al solito furono i più poveri a morire, come sempre, la classe giocò anche in quel caso un ruolo ben preciso.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>