Bohemian Grove, ovvero antropologia del dominio

Nelle foto che vedete sotto, un gruppo di sacerdoti incappucciati, vestiti di rosso, si appresta a bruciare una vittima davanti alla statua di un gufo, alta 15 metri.

La vittima viene portata legata su una barca, mentre gli altoparlanti fanno sentire ai partecipanti le sue vane richieste di pietà. Il gran sacerdote dà fuoco a una pira, su cui viene trascinata la vittima, mentre gli altoparlanti trasmettono strazianti urli di dolore.

Il luogo del rito, il Bohemian Grove, è un bosco di difficile accesso, in California, per la precisione un sito sacro rubato agli indiani Pomo e che oggi appartiene a un’organizzazione chiamata Bohemian Club.

Il rito, a cui sono ammessi solo maschi, è contornato da bevute sfrenate, orge omo ed eterosessuali (gli alloggi per le prostitute femmine si trovano all’esterno, ma vicino al luogo della cerimonia) e gare falliche tra uomini per urinare sugli alberi.

Precisiamo che la vittima è uno scheletro nero di legno, vestito da donna. Ma non si tratta di un film dell’orrore, come si capisce dalla pessima qualità delle immagini rubate illegalmente.

Infatti il rituale si ripete ogni anno, in segreto, da circa un secolo.

E poi,  tra il pubblico (composto da circa 2.500 persone) troviamo alcuni dei personaggi più potenti del mondo, appartenenti all’elite politico-mediatico-imprenditoriale: in massima parte, si entra a poter far parte del club per diritto ereditario.

Stiamo parlando di gente come George Bush (padre), l’attuale vicepresidente Dick Cheney, Bill Clinton, il presidente della Chevron/Texaco, Jimmy Carter, Colin Powell, Donald Rumsfeld, Henry Kissinger, James Baker, l’ex-direttore della CIA James Woolsey,  David Rockefeller, il presidente della CNN ,  Bono degli U2, il presidente dell’IBM, il presidente della Bechtel Corporation (che assieme alla Halliburton di Cheney ha avuto gli appalti più importanti dell’Iraq), il giudice della corte suprema Clarence Thomas, il direttore di Time Warner, nonché l’attore pornografico gay Chad Savage.

Per due settimane ogni anno – e non è poco per chi per definizione non ha tempo da perdere – i partecipanti vivono in villaggi separati di bungalow, dai nomi pittoreschi.

Questa storia  può essere letta in diversi modi.

C’è innanzitutto il punto di vista evangelico, chiamato con disprezzo “complottista”. Il sacrificio che i potenti compiono sarebbe un vero sacrificio, che indicherebbe la loro adesione a un culto antico e idolatrico, risalente ai sacrifici umani denunciati dalla Bibbia.

Trovo molte cose positive, e una negativa, in questo punto di vista.

Tra le cose positive, questo punto di vista aiuta le persone dell’America profonda, che lavorano dodici ore al giorno per pochi soldi, a capire la natura realmente satanica, secondo qualunque criterio, del dominio.

“Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre.  (Efesini 6:12)

C’è sempre un motore religioso e messianico dietro ogni rivolta, da quella degli anabattisti di Munster a quella dei contadini russi del 1917. E solo un simile motore ha potuto spingere un giornalista donchisciottesco e apocalittico come Alex Jones a violare il segreto del Bohemian Grove, e a scattare, tra l’altro, la foto che vediamo qui [1].

Fa poi piacere vedere queste armi di mobilitazione di massa rivolte contro chi, negli Stati Uniti, le adopera ogni giorno a sostegno di Israele in nome del cristianosionismo.

Il problema è che la tesi di Alex Jones non è vera (ma i fatti da lui denunciati, sì):  anche per credere nel male, ci vorrebbe un idealismo che manca del tutto ai politici, mediatici e imprenditori che fanno parte del Bohemian Club.

C’è poi l’imbarazzata giustificazione ufficiale, che viene fuori solo dopo che i complottisti evangelici hanno svelato quello che succede. A parte aver deciso a suo tempo di produrre la bomba atomica, dicono gli apologeti, non si è mai fatto nulla di politicamente importante durante le riunioni a Bohemian Grove.

Il rito, poi, sarebbe una goliardata, e ciò che si sacrifica al Gufo sarebbe  semplicemente un oggetto che impersona “Care” – i problemi, le preoccupazioni, i pensieri che assillano sempre i potenti.

Probabilmente hanno ragione, ma non un motivo sufficiente per ridicolizzare gli evangelici.

Infatti, il  vero problema è un altro. Riti grotteschi tra bande di maschi che si ritengono degli eletti sono una costante della storia umana, dai tempi dei pirati dalmati a quelli della camorra napoletana, passando per le triadi cinesi. Diciamo tra parentesi che “grottesco” e “segreto” costituiscono una coppia inscindibile: siamo obbligati a non svelare il segreto anche perché, se no, tutti ci riderebbero dietro.

In questi casi, l’omosessualità, più o meno palese, gioca spesso un ruolo importante, che non ha nulla a che fare con la questione dei diritti delle persone omosessuali: tra i frequentatori del Bohemian Grove (come tra certi parà che sono andati a Nassiriya, ma non disdegnano, ci dicono, di frequentare la Mucca Assassina di Roma) si trovano ben pochi sostenitori dei diritti civili.

Anche se in contesti di ben diversa dignità, questi temi sono stati trattati dal viaggiatore arabo Ibn Fadlân durante la sua permanenza tra i vichinghi, e mille anni dopo, dal regista tedesco Volker Schlöndorff nel film Colpo di grazia.

Nei rituali maschili,  l’esclusione delle donne, la convivenza, l’obbligo di preservare un segreto, la trasgressione – spesso sessuale e/o alcolica – sono strumenti per affermare, uno, che noi siamo fratelli uniti al di sopra ogni altro legame o morale, e, due, che insieme possiamo fare quello che ci pare al resto dell’umanità.

Il militare, il politico e l’uomo d’affari stanno dicendo che il legame che li vincola tra di loro è infinitamente più forte del legame che li vincola alla truppa, agli elettori o ai consumatori.

Nota:

[1] Alex Jones denuncia quotidianamente improbabili complotti degli Illuminati di Baviera, agitando la Bibbia.

Ma davanti a 14 milioni di fedeli radioascoltatori, denuncia anche le guerre imperiali, il connubio politico-economico-militare, gli orrori di Guantánamo e Abu Ghraib, la mistificazione del terrorismo, la strumentalizzazione del cristianesimo, l’abolizione dello stato di diritto,  e lo fa rivolgendosi a persone che non presterebbero mai ascolto a un Chomsky. God bless Alex Jones.

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30 Responses to Bohemian Grove, ovvero antropologia del dominio

  1. utente anonimo says:

    caspita!

    e io che pensavo di avere un immaginario contorto perchè la stele fallica nella steppa mi ricordava dersu ozala…

    comunque, c’è una cosa che vorrei chiedere, e riguarda l’ultimo paragrafo

    “Nei rituali maschili…strumenti per affermare, uno, che noi siamo fratelli uniti al di sopra ogni altro legame o morale, e, due, che insieme possiamo fare quello che ci pare al resto dell’umanità”

    se questo fosse vero (e non dico di no, non lo so), mi verrebbe da pensare che i rituali in questione siano un aspetto tipico dei dominanti (o aspiranti tale). dico bene?

    e siamo sicuri che sia vero che i dominati non hanno riti del genere?

    roberto

  2. utente anonimo says:

    ps. lungi da me l’intenzione di sviare l’attenzione da questo post che è piuttosto interessante, ma speravo di trovare da te o su iran blog un commento sul meraviglioso simposio di teheran

    pps sempre a proposito di iran, qualcuno saprebbe dirmi chi sono, che fanno e che vogliono gli appartenenti di una certa “’Organisation des Modjahedines du peuple d’Iran” (Mujahedin-e Khalq )

    grazie

    roberto

  3. utente anonimo says:

    Miguel, spero mi perdonerai l’OT al primo commento di questo articolo – articolo che tratta, tra l’altro, di quegli argomenti-rifilessioni tipici che mi hanno attirato nella lettura del sito e del blog.

    Ma questa notizia merita di esser segnalata…urge consulto tramite medium! :-)

    (A proposito, come si fa in questi casi? Serve un medium madrelingua?)

    http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/cronaca/moschea-siena-maiale/moschea-siena-maiale/moschea-siena-maiale.html

    Zeta

  4. MUiBlack says:

    I mujahidin del popolo, sono un gruppo d’opposizione iraniano che, una volta aiutata l’ascesa al potere di Khomeini, è stata bandita dal paese perchè si opponeva ad un regime di stampo teocratico (si definiscono di ideologia Islamo-Marxista). Militano in Francia dove hanno trovato riparo per la parte politica. La parte combattente (definita terrorista da Usa, Francia e Iran tra gli altri), compieva azioni in territorio iraniano principalmente, avendo base in Iraq. Dopo la “liberazione” molti si son spostati anch’essi in Francia. Oggi stanno tornando alla ribalta per la loro opposizione al regime iraniano (uno di loro è stato citato dall’intelligence americana come esperto e ha fornito le “prove” che l’Iran sta “sviluppando tecnologia nucleare a scopi militari e sta sviluppando anche armi chimiche e forse biologiche.”)

    A mio avviso, i rituali maschili, indipendentemente dalla classe sociale, servono ad affermare la superiorità del gruppo e a giustificare sia le azioni generalmente “cattive” che si svolgono al suo interno (sodomia, riti orgiastici, gare di tracannamento alcolici, uso di droghe et similaria) che quelle compiute contro chi non appartiene al gruppo. Una distinzione ovviamente va fatta, perchè se un gruppo di calzolai decide di prendersela col mondo (anzi, con “gli altri”) avendo come anestesia morale il fatto che il loro gruppo è migliore del resto, le conseguenze saranno limitate a suole che si bucano e lacci che si spezzano. Se invece la cricca citata nel post decide di prendersela col mondo o semplicemente che il resto del mondo è sacrificabile per il bene del gruppo,le conseguenze… beh, le conseguenze le vediamo.

  5. utente anonimo says:

    grazie muiblack.

    (ieri il tribunale di prima istanza della CE ha annullato una decisione del consiglio che bloccava i beni di questi signori)

    roberto

  6. utente anonimo says:

    Ci sono alcune cose che non tornano:

    1) due settimane di sparizione fisica di tutta l’elite imperiale, a scopi ludici, sono quasi fisicamente impossibili;

    2) cosa c’entrano Bono e Jimmy Carter? due che a corte non ci entrano neppure come coppieri? e rientrano alla voce “orge omosessuali”?

    3) gli scheletri di legno non chiedono pietà e non emettono strazianti urla di dolore

    4) 2.500 persone non sono il governo segreto del mondo (o dell’impero), sono un sacco di gente. Se la storia è vera, è una copertura (forse degli Illuminati o dei Comunisti o degli Albanesi, non so).

    Ciao

    Francesco

    di Iran o Somalia o Iraq non si parla più?

  7. utente anonimo says:

    Ho visto qualche link e riletto il tuo post.

    Ne deduco che abbiamo una cosa in comune: detestiamo i boy scout. Ma io non faccio le tue sceneggiate, forse perchè da giovane giocavo a pallacanestro e dopo le partite capitava di andare a bere una birra (no, niente orge omosessuali), senza conseguenze del tipo “ci convicevamo di essere la squadra di basket più forte del mondo e decidevamo di corrompere l’arbitro”.

    Ciao

    Francesco

  8. utente anonimo says:

    Nessuno dovrebbe ascoltare mai Chomsky (non si finisce mai di leggere i tuoi post).

    Come principio gnoseologico di base, oltre che per la pallosità del tizio.

    Saluti

    Francesco

  9. utente anonimo says:

    Mi aggiungo al club (ovviamente segreto) dei detestatori di boy-scout.

    Mai potuti soffrire.

    Paolo

  10. kelebek says:

    Per Francesco, n. 6,

    Le fonti concordano nel dire che l’incontro dura due settimane. Non so se tutti ci rimangono per tutto quel periodo. Quest’anno, la riunione ha coinciso con l’attacco al Libano, bisogna vedere chi c’era e chi no.

    Può darsi che Rumsfeld ci faccia una capatina di un paio di giorni, mentre un pensionato come Bush Padre ci resti per tutte e due le settimane.

    Non so esattamente in base a cosa si venga ammessi al Club.

    Lo scheletro di legno ovviamente non emette suoni. In un recente incontro, a recitarne la voce (non il personaggio fisico) fu il noto giornalista americano, Walter Cronkite.

    Ovviamente, le 2.500 persone non sono il governo occulto del mondo, che come tale non esiste.

    Sono per la maggior parte persone di una discreta importanza che hanno l’esaltante sensazione, per un momento, di stare vicini alle persone più famose del pianeta, e di condividere con loro un segreto.

    Considera che ogni partecipante ha il diritto di invitare diversi ospiti (maschi).

    Miguel Martinez

  11. kelebek says:

    Per Roberto n.1 e 2,

    Sui riti dei dominanti, faccio mia la risposta di MUIBlack (n. 4).

    Volevo scrivere una cosa anche abbastanza lunga sulla conferenza di Tehran, ma mi sono bloccato, almeno per il momento, quando mi sono reso conto che ne sarebbero nati almeno quattro o cinque post.

    Miguel Martinez

  12. Santaruina says:

    Il problema è che la tesi di Alex Jones non è vera (ma i fatti da lui denunciati, sì): anche per credere nel male, ci vorrebbe un idealismo che manca del tutto ai politici, mediatici e imprenditori che fanno parte del Bohemian Club.

    La tua analisi Miguel è come sempre interessante e fine.

    Credo però che il fenomeno venga liquidato da te un po’ troppo in fretta quale “fenomeno di costume”.

    Siamo così sicuri che ai politici dei piani alti manchi del tutto un qualsivoglia idealismo?

    Non potrebbe esistere un idealismo alla rovescia?

    Credo che sia una ipotesi che non si possa scartare a priori.

    Se persone di un certo calibro si riuniscono ad adorare un grande gufo, emblema di quel Moloch a cui le popolazioni tardosemitiche sacrificavano i loro primogeniti, conciandosi in maniera ridicola, qualche cosa che non quadra a dovere effettivamente c’è.

    E purtroppo il bohemian grove è solo uno dei tanti aspetti di questo fenomeno, forse il più innocuo.

    Blessed be

  13. utente anonimo says:

    > sono strumenti per affermare, uno, che noi siamo fratelli

    > uniti al di sopra ogni altro legame o morale, e, due, che

    > insieme possiamo fare quello che ci pare al resto dell’umanità

    Per quel che vale, io ho sempre in mente una ragazza con cui sono uscito

    (per un breve periodo, e si capirà perchè) anni fà.. Visto anche poi il

    tema del “Fascimo” ecc, di cui si è parlato su questo sito. Ora, quello

    che scriverò è senz’altro molto semplificato-semplicistico e diciamo

    così, anche “peculiare” alla mia esperienza.. però, visto il tema anche

    del: “noi facciamo quello che ci pare..” ecco, io di questa ragazza, che

    si dichiarava ‘Fascista’, restata orfana di padre e con un discreto capitale

    da spendere, ricordo molto bene come lei potesse fare di tutto (tirare coca,

    fare la “puttana”, mentire, sfruttare e truffare economicamente, la gente e non

    solo…) mentre nello stesso tempo si professava appunto ‘Fascista’, ora.. il senso

    era questo: io posso (non io, lei, e non ho ben chiaro perchè, a parte ovvie ragioni

    “ego-centriche”) fare quello che mi pare, gli altri *assolutamente no* (e su questo

    era molto tassativa) questo perchè, sostanzialmente gli altri sono, o possono essere,

    “abbietti” giù giù fino ad essere “inferiori” ecc.. quando poi al sodo, la sua era

    una sfiducia forte (anche se sui “generis”.. in fondo con gli “altri” ci stava, e anzi,

    era contenta di poter sentirsi-credere “sopra” di loro..) e quindi un “narcisismo”

    (una ‘maschera’ che copriva le sue debolezze, un ‘personaggio’ da recitare il più

    possibile del tempo e da alimentare continuamente con questo “confronto” anche

    “negativo” con gli altri) ma, potrebbe essere solo la sua storia “personale” (quando

    poi, visto il mondo in cui ci troviamo oggi…) se non che fosse, e mi raccontava di,

    sue amicizie (“affettuose”) con altri “ricconi” (“potenti” diciamo così, di quella zona..)

    sempre da “saluti fascisti”.. che in pratica erano molto simili in questo “atteggiamento”

    (diciamo così) nella vita.. (truffe, furberie comprese). Insomma, anche un

    doppio-pesismo (comodissimo, ma) quasi da schizofrenici.. (se loro stessi, si

    fermassero un’attimo a guardare la “contradittorietà” di base..) ..e sempre condito

    da questa cosa del, ‘gli altri no’.. magari “giustificato” (“moralisticamente”) a

    parole.. ..insomma, tutto questo aveva del “sbalorditivo” per certi versi.. (anche forse

    per la “franchezza” di fondo….)

    Ora questo breve post, non certo esposto al meglio, l’ho scritto un pò anche per

    lanciare qualche input per eventuali successive elaborazioni.. (anche perchè diversi

    temi trattati su questo sito, possono farvi da appoggio.. ..ed in fondo si parla

    dell’essere umano..)

  14. kelebek says:

    Per Santaruina,

    Quello che escludo è la validità dell’interpretazione evangelica, che è molto semplice: ci sono alcune persone che sanno che Satana (concepito esattamente nei termini cristiani) è il signore del mondo e decidono coscientemente di vendergli l’anima.

    Non escludo invece due altre cose. La prima, che i politici possano essere superstiziosi e ignoranti quanto chiunque altro, e correre dietro a maghi, riti propiziatori eccetera, in genere in funzione scaramantica. Ma qui forse il rito è troppo plateale e collettivo.

    Piuttosto – e qui lascio correre liberamente la mia parte mistica :-) – non escludo un senso sottile nelle cose, di cui gli stessi protagonisti sarebbero sostanzialmente incoscienti.

    Ma qui si tratta più di Guénon che di Alex Jones.

    Miguel Martinez

  15. utente anonimo says:

    >Una distinzione ovviamente va fatta, perchè se un gruppo di calzolai decide di prendersela col mondo (anzi, con “gli altri”) avendo come anestesia morale il fatto che il loro gruppo è migliore del resto, le conseguenze saranno limitate a suole che si bucano e lacci che si spezzano. Se invece la cricca citata nel post decide di prendersela col mondo o semplicemente che il resto del mondo è sacrificabile per il bene del gruppo,le conseguenze… beh, le conseguenze le vediamo.MUiBlack< >Sui riti dei dominanti, faccio mia la risposta di MUIBlack. MM< Scusate ma mi pare che non abbiate capito un tubo. Probabilmente Roberto si riferiva (anche) al “rito orgiastico” fottiolocausto celebrato in questi giorni dal buon Ahmadinejad a Teheran (con contorno di sparizione degli studenti contestatori ad opera dei Pasdaran, “rito” nel “rito” piuttosto delizioso:-) ).
    Qualcuno di voi sostiene forse che il buon Ahmadinejad sia un bovero calzolaio?:-)

    Ciao

    Ritvan

  16. kelebek says:

    Per il n. 13,

    commento interessante. Però firmate sempre, anche con un nick qualsiasi, in modo da capire con chi si sta discutendo.

    Miguel Martinez

  17. utente anonimo says:

    Perchè escludi l’interpretazione evangelica? Fila che è una meraviglia, tiene insieme il potere dei tizi in questione, la malvagità del sistema di dominio, l’apparente idiozia degli atti compiuti. Manca solo un negro sacrificato veramente ma di nascosto, dai membri di un qualche cerchio interno ed è tutto perfetto.

    Francesco

    PS cosa non si fa per sfuggire agli sguardi di rimprovero della moglie, ecco la verità.

  18. MUiBlack says:

    Come ho detto da un’altra parte, ultimamente chi cerca d’essere obbiettivo viene invece sempre descritto di parte, perchè è invece il sistema di riferimento in cui si muove ad essere spostato da una parte. Ora, per esempio, perchè nel mio esempio del calzolaio (inteso come una qualsiasi persona che non ha particolare potere al di fuori della sua bottega o casa) qualcuno ci ha visto Ahmedinejad? Nonostate non arrivi neanche lontanamente all’influenza e al potere che hanno per esempio Bush, Cheney e Rumsfeld, resta comunque tra quelli che io avevo messo al di fuori dei “calzolai”. Forse non sono stato chiaro, ma in quel caso mi si sarebbe dovuto lasciare almeno il beneficio del dubbio, no?

  19. utente anonimo says:

    se questo fosse vero (e non dico di no, non lo so), mi verrebbe da pensare che i rituali in questione siano un aspetto tipico dei dominanti (o aspiranti tale). dico bene?

    e siamo sicuri che sia vero che i dominati non hanno riti del genere? Roberto

    maria

    ma questi riti non sono trasversali?

    Zeta ha ricordato la testa di maiale lasciata sul luogo di costruzione della Moschea a Colle Val d’Elsa, sono state ricordate anche le bestie di satana.

    Tutta gente ,questa, che dovrebbe rientrare nei dominati, o sbaglio?

    O invece no, perchè fanno l’interesse dei dominanti? Dico la verità, non so cosa pensare.

    Un’altra cose sulle squadre anti sette, dovrebbero indagare allora anche sulle truffe alla vannamarchi , cartomanti, e perchè no cosmetici che prevedono miracoli che non avvengono mai:-)

    maria

    maria

  20. utente anonimo says:

    dispiace darti torto fratello,

    ma non pensavo per nulla a ahmadineggiad.

    pensavo piuttosto alla trasversalità dei riti che certo, a volte, possono voler dire “possiamo fare quello che ci pare al resto dell’umanità”, ma che sostanzialmente mi pare vogliano dire “noi siamo fratelli uniti al di sopra ogni altro legame”

    il primo commento di muiblack mi è chiaro, ma ripeto ho questo dubbio se ci sia immancabilmente una giustificazione sia delle azioni “negative” interne che di quelle esterne.

    il secondo post invece non l’ho capito

    roberto

  21. utente anonimo says:

    Ha!

    Citare Guenon a Santaruina!

    Ti sei fatto un amico, Miguel… ;)

    Quanto ad Alex Jones, ci ho riflettuto assai: è vero che diffonde notizie che altrimenti non arriverebbero a certe orecchie distanti dalla controinformazione, ma le mescola con l’ONU che governa in segreto il mondo e vuole invadere l’America coi caschi blu, il che è no buono. Nel senso, va bene controinformare, meno bene riempire di bubbole.

    La timida donzella

  22. kelebek says:

    Per la Timida Donzella,

    Infatti, è chiaro che il quadro di riferimento di Alex Jones è sempre quello classico, che unisce Bibbia e patriottismo americano. Per cui il nemico deve essere sempre esterno, in questo caso “l’invasore ONU” :-(

    Miguel Martinez

  23. utente anonimo says:

    >dispiace darti torto fratello,

    ma non pensavo per nulla a ahmadineggiad. roberto<
    E facevi male, fratello! Perché se – nell’ambito della dicotomia dominanti-dominati che hai sollevato proprio tu – uno ti mostra le goliardate di Bush, Rumsfeld & Co, ossia della “creme della creme” dei “dominanti”, il paragone lo dovresti fare proprio con la “creme della creme” dei “dominati” e non col calzolaio del piffero:-) o con i riti tribali degli indios amazzonici. Così, per un Bush che gioca col gufo e col teschio con gli amichetti suoi, abbiamo un Ahmadinejad che nei suoi bei giochetti esoterici:-) mette insieme rabbini ebrei ed esponenti del Ku Klux Klan!

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Quanto sopra vale come risposta anche per MUiBlack, se non s’era capito:-).

  24. utente anonimo says:

    Vedendo su youtube la splendida canzone d’amore “la cura” di battiato, mi sono ricordato che “cura” significa anche “affanno” “pena” (d’amore), come ci ricorda questo splendido notturno infelice di didone:

    At non infelix animi Phoenissa, neque umquam 529

    soluitur in somnos oculisue aut pectore noctem

    accipit: ingeminant curae rursusque resurgens

    saeuit amor magnoque irarum fluctuat aestu.

    E proprio didone potrebbe essere quel fantoccio femminile di cui si brucia la “care”. Così i suoi bruciatori sarebbero degli enea! Bruciata la cura, l’irrazionalità dell’amore (tipicamente femminile in certa tradizione occidentale) ci si può abbandonare anche al sesso “trasgressivo”, divenuto puro dominio – razionale – dei corpi. Molto illuministico, al di là della facciata oscurantista del rito. Del resto de sade è stato un grande e tipico pensatore del “siecle de la lumiere”.p

  25. kelebek says:

    Per Ritvan, n. 23

    Giusto per la precisione: non ci sono “esponenti del Ku Klux Klan” a Tehran, tantomeno messi insieme da Ahmedinejad.

    L’errore non è colpa tua: infatti nei media, l’unico partecipante di cui ci abbiano parlato è David Duke.

    Ora, David Duke 28 anni fa ha lasciato il Ku Klux Klan (“lasciato” vuol dire che non è esponente – singolare – del KKK) e soprattutto non risulta tra gli oratori.

    Non so se era tra il pubblico, ma penso che ci poteva andare chiunque.

    Miguel Martinez

  26. utente anonimo says:

    Un’altra cosa non detta, a proposito della conferenza di Teheran, è che vi partecipano anche degli storici ebrei, oltre ai rabbini antisionisti, calorosamente accolti da Ahmadinejad, come si può vedere qui: http://luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1593

    Rita.

  27. kelebek says:

    Commento al mio commento n. 25,

    mi correggo. David Duke è tra gli oratori. Rimane la sua fuoriuscita dal KKK 28 anni fa.

    Miguel Martinez

  28. utente anonimo says:

    >Per Ritvan, n. 23 Giusto per la precisione: non ci sono “esponenti del Ku Klux Klan” a Tehran, tantomeno messi insieme da Ahmedinejad. MM<
    Va bene Miguel, giusto per la precisione “ex-esponenti del Ku Klux Klan”. Anche se non capisco perché p.es. nessuno di vosotros protesta – o per dire meglio “precisa” – quando si chiama Pinochet “dittatore cileno” e non come sarebbe giusto – precisinamente parlando – “ex-dittatore cileno”.

    Come si capisce bene dalla mia frase, Ahmadinejad non ha messo insieme membri o ex tali del del KKK a Teheran ma ha messo insieme i sullodati (era uno, d’accordo, ma è un modo di dire che si esprime sempre al plurale) con i rabbini ultraortodossi (questi almeno mi concederai che erano più d’uno?:-) ). Come dire il Diavolo e l’acqua santa!:-).

    >L’errore non è colpa tua: infatti nei media, l’unico partecipante di cui ci abbiano parlato è David Duke.<
    Non è assolutamente vero. Hanno parlato dei rabbini e della ragione perché sono contrari a Israele e hanno parlato anche dell’ineffabile italico nipote di Marinetti.

    >Ora, David Duke 28 anni fa ha lasciato il Ku Klux Klan (“lasciato” vuol dire che non è esponente – singolare – del KKK) e soprattutto non risulta tra gli oratori.<
    Aver lasciato il KKK non significa nulla. Probabilmente trovava che il KKK era troppo mollaccione e buonista per i suoi gusti:-). Duke rimane, comunque, tuttora un neonazista (parola di Blondet!) e un arrabiato razzista di m…Forse a ‘sto punto dovrebbe essere il KKK a sentirsi offeso:-).

    >Non so se era tra il pubblico, ma penso che ci poteva andare chiunque.<
    Evidentemente non conosci come funzionano le conferenze indette da Ahmadinejad:-)

    >mi correggo. David Duke è tra gli oratori.<
    Mah, magari il buon Ahmadinejad l’avrà scorto fra il pubblico gremente la sala (probabilmente appollaiato su una colonna:-) ) e lo ha apostrofato:”Ma caro vecchio Duke, cosa ci fa lei fra la calca? Ha fatto bene a onorarci della sua illustre presenza mentre si trovava in Iran per puro caso, venga, salga sul palco e ci delizzi con uno dei suoi illuminati discorsi sulla fratellanza fra le razze umane!”:-)

    Ciao

    Ritvan

  29. utente anonimo says:

    ok miguel,

    qui diciamo che da ahmineggiad sono stati invitati innocenti vecchietti.

    da iranblog si dice che per carità non era un simposio per negare l’olocausto, come la crudele stampa ci vuol far credere, ma solo per parlarne seriamente (e ci voleva proprio dopo la simpatica gara a chi faceva il fumetto più divertente sulla distruzione di sei milioni di persone)

    sono sinceramente curioso di sapere quali sono state le conclusioni di questa allegra brigata di studiosi

    sarebbe anche bello sapere che dicevano i paper su questi argomenti (presi dal call for papers di iranblog)

    2-1) Genocide; causes and agents

    2-2) Roots and concept of Holocaust

    2-3) Holocaust from the viewpoints of documents and evidence

    2-4) Revisionists; viewpoints and their bases

    2-5) Gas Chambers; denial or confirmation

    roberto

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