Lo so, sono troppe immagini, ma…

Dal Libano, dove i Fanatici Musulmani Filosiriani vogliono cacciare il Governo Democraticamente Eletto, come ci spiegano i media.

Vediamo come si muovono in questi giorni gli amici di Prodi, di D’Alema, di Condoleezza Rice e di Hosni Mubarak.

Ieri, i miliziani del "Movimento Futuro" – sunniti legati al governo di Fuad Sanyurah (Sanyora, Siniora, o come preferite) – hanno incendiato i negozi appartenenti ai siriani e aperto il fuoco sui manifestanti antigovernativi a Beirut, uccidendo un giovane: il primo morto, forse, della prossima guerra civile.

Le milizie druse del PSP, che sostengono anch’esse il governo (e che in passato, assieme ai siriani, rasero al suolo una sessantina di villaggi cristiani), hanno devastato una sede del Partito Comunista.

Il quotidiano di destra, Daily Star, sottolinea minacciosamente un punto importante: se dovesse cadere il governo Sanyorah, un governo che rappresentasse i ceti meno benestanti potrebbe bloccare le "riforme" economiche imposte dai donatori internazionali come condizione imprescindibile.

Una curiosità – Fu’ad Sanyurah è sulla lista delle persone che non possono entrare negli Stati Uniti, perché avrebbe contribuito economicamente a un’organizzazione che gli Stati Uniti definiscono "terroristica".

Il mufti sunnita di ‘Akkar, famoso per il suo sostegno pubblico a Osama bin Laden, ha dichiarato che i manifestanti antigovernativi sono "come i pagani che manifestarono contro il profeta Muhammad e i suoi compagni alla Mecca".

Le "Forze libanesi" di Samir Ja’ja’ (o Geagea), vicine alla coalizione governativa,  hanno dichiarato di aver messo in piedi campi di addestramento "a scopo preventivo". Samir Ja’ja’, che nei media viene presentato come parte del "fronte antisiriano", fu corresponsabile assieme ai suoi alleati siriani della strage di Tall al-Za’tar, dove morirono qualcosa come duemila palestinesi; e furono i suoi miliziani, poi, a fare la strage di Sabra e Chatila.

Ovviamente, ciò che conta è quello che la gente fa, non come si veste o come saluta; ma, visto che un giorno sì e l’altro pure si parla di "islamofascismo", può essere divertente ricordare che le milizie di Ja’ja indossano camicie brune, decorate con croci nere, e salutano alla romana.

Seguendo un link indicato da Michi (grazie!), ho raccolto alcune foto della manifestazione antigovernativa a Beirut. Lo so, non bisogna stracaricare i blog di immagini, ma queste valgono la pena, anche perché non so per quanto tempo resteranno disponibili in rete, visto che alcune provengono da agenzie.

In un certo senso, non significano nulla: chiunque segua seriamente gli avvenimenti libanesi sa che si tratta di una società multiculturale, multietnica e multicomportamentale. Sa che l’opposizione non è solo sciita, ma è anche in gran parte cristiana e sunnita, e in piccola parte drusa. E soprattutto è il campo scelto dai laici libanesi, cioè le persone che ritengono che il sistema politico non debba essere vincolato dalle quote religiose.

Solo che queste immagini sono perfettamente incompatibili con l’immaginario prefigurato e preimpostato dei nostri media (ah, nelle foto, la roba dietro il filo spinato è il governo libanese).

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23 Responses to Lo so, sono troppe immagini, ma…

  1. utente anonimo says:

    se ci pensi caro miguel,

    magari grazie al NSLI qualche baldo US marine potrà in futuro fare il filo alle emancipate giovinette mediorientali piuttosto che prenderle a bastonate

    :-)

    roberto

  2. utente anonimo says:

    Eggià, e più persone si conoscono, più litigi si possono fare con persone d’altri paesi. Più litigi, più cause, più lavoro.

    Per questo Roberto, perfido e venale internazionalista, appoggia senza riserve il NSLI :-)

    Z.

  3. utente anonimo says:

    mi suona strano che la povera maggioranza sciita voglia uno Stato laico. più facile che venga usata per smantellare le difese degli altri gruppi libanesi in nome della democrazia.

    di solito i poveri, costretti all’angolo delle identità etnico-religiose, e foraggiati da governi stranieri teocratici, vogliono la Giustizia e con ciò intendono una specie di Comunismo religioso, in cui nessuno ha più fame e tutti obbediscono alla Guida Illuminata (ce n’è sempre una, Re, Cardinale, quello che serve).

    E mi ricordo che è un pò che non scrivi della Somalia

    Francesco

    PS la prima svergognata a calci in convento, altro che palle.

  4. kelebek says:

    Per Francesco,

    non scrivo della Somalia perché la giornata ha solo 24 ore, e – a parte Chavez e Ahmedinejad e la camorra – non mi paga nessuno.

    Spero presto di tornare sull’argomento Somalia, ma non prometto di farcela.

    Comunque credo che tu legga l’inglese, e puoi trovare materiale abbondante, ad esempio su http://www.hiiraan.com.

    Miguel Martinez

  5. kelebek says:

    Per Roberto (n. 1),

    Ah, ecco perché Rumsfeld e Negroponte hanno lanciato l’iniziativa.

    Non lo sapevo, e mi sa che non lo sapeva nemmeno Bush :-)

    Comunque, per fare la fila alla giovinetta, il marine dovrebbe prima arrivarci in Libano.

    E siccome non credo che ci arriverebbe da turista, la cosa mi preoccupa un po’.

    Miguel Martinez

  6. utente anonimo says:

    Sono foto bellissime Miguel, e come tu dici in contrasto con l’immaginario corrente, eppure si vedono spesso giovani e vecchie donne con il velo che manifestano con grande forza nelle diverse piazze del mondo……e ciò dimostra quanto sia puerile e spesso pretestuoso ritenere il velo simbolo di sottomissione:-)

    maria

  7. kelebek says:

    Nell’ultima foto in basso, un cartello dice, “perché amiamo la vita”.

    Uno slogan vacuo, retorico e banale.

    Se non ci avessero fatto una testa così, per dirci che “quelli non amano la vita”.

    Miguel Martinez

  8. utente anonimo says:

    beh, noi lo diciamo con faccetta sorridente, ma qualche anno fa, leggendo i dibattiti al parlamento sulla direttiva erasmus (quella che permetteva agli studenti europei di fare l’erasmus ), avevo letto uno che se ne era uscito dicendo “facendo incontrare giovani dei diversi paesi possiamo sperare di avere prima o poi una generazione di cittadini europei”

    io la mia studentessa erasmus l’ho sposata e la pargola europea l’ho fatta, giusto per non sprecare i soldi del contribuente

    roberto

  9. utente anonimo says:

    Z.,

    non sono avvocato e contando che mia moglie è interprete e che io prima o poi tornerò a fare il traduttore dovrei essere contrarissimo ad ogni iniziativa che favorisca lo studio delle lingue

    ;-)

    roberto

  10. kelebek says:

    Per Roberto,

    infatti l’Europa ha una struttura completamente diversa da quella della Republic.

    Non mi risulta che l’Erasmus sia una creatura, che so, del Sismi.

    Miguel Martinez

  11. kelebek says:

    Per Roberto, n. 12,

    Boh???

    Non ho capito nemmeno io come sia successo.

    Miguel Martinez

  12. kelebek says:

    Da notare anche lo striscione delle “velate”, che dice – con un gioco tra due parole che hanno la stessa radice – “convivenza e non azienda”, con doppio riferimento alla ditta Hariri e alle privatizzazioni imposte dal Fondo Monetario e dintorni”.

    Miguel Martinez

  13. utente anonimo says:

    minchia, miguel (8) mi legge nel pensiero e risponde al (10) prima che sia pubblicato.

    chapeau

    (vabbé comunque metti una faccetta anche al 10 non ero serio)

    roberto

  14. kelebek says:

    Per tutti. A questo punto, non ho idea dove comparirà questo commento.

    L’ordine dei miei commenti è: 8, 12, 11 e poi questo.

    Miguel Martinez

  15. AndreaRusso says:

    Post bello come al solito. E’ anche importante sottolineare che tutti, giornalisti, conduttori Tv, forzisti e ulivisti con la puzza sotto il naso, hanno voluto fare veleno e occuparsi del temino del giorno come al solito: occupandosi di un’altra manifestazione dove il massimo slogan simbolo di civiltà progredita era “Prodi ha il pisello piccolo”. Tanto, prestare attenzione alla manifestazione sacrosanta e imponente per far cadere Siniora è inutile perchè da Giordano a Fini l’opinione è unanime: filosiriani.

    Andrea

  16. utente anonimo says:

    “convivenza e non azienda”: cribbio Miguel, ho letto nella testa dei tuoi amici libanesi, e senza sapere una parola di arabo.

    Adesso che mi ferma più?

    Francesco

    PS tu, da qualche parte, hai scritto cosa pensi dei diritti dell’individuo o devo continuare a leggere tra le righe, che poi mi viene mal di testa? quello slogan è peggio che vomitevole, mi sento come in quel film di fantscienza, con un blog che mi si avvicina e mi sussurra senza bocca “convivenza”

  17. utente anonimo says:

    OPS lapsus, volevo scrivere BLOB e non BLOG.

    Scusate

    Francesco (che non scherzava affatto)

  18. utente anonimo says:

    Di che? Figurati.

    Shukhran

    michi

  19. utente anonimo says:

    >Una curiosità – Fu’ad Sanyurah è sulla lista delle persone che non possono entrare negli Stati Uniti, perché avrebbe contribuito economicamente a un’organizzazione che gli Stati Uniti definiscono “terroristica”.<
    Siamo sicuri? O in questo caso basta la parola del Chiar.mo Ill.mo et Eccell.mo Prof A’sad? E se davvero il nome Fu’ad Sanyurah compare nella lista nera, siamo certi di essere al riparo da omonimie, oppure il Primo Ministro libanese è l’unico ad avere quel nome in quel paese?

    Miguel, non ti riconosco più:-).

    Ciao

    Ritvan

  20. kelebek says:

    Rif. commento n. 19,

    Compito per il prof. Ritvan Shehi,

    cercare nel blog di Angryarab il riferimento originale, visto che il bloggante dice di averne già parlato prima.

    Miguel Martinez

  21. utente anonimo says:

    Miguel,

    falla breve: quale è codesta organizzazione?

    I boy-scout sunniti? O direttamente Al Qaida? Oppure, non mi dire, Hezbollah stesso? Sarebbe una bella situazione kafkiana, degna della burocrazia.

    A proposito, anche qualche opinione del nostro su Israele, che di propaganda buonista sono già pieni i TG …

    Francesco

  22. utente anonimo says:

    se siniora è veramente su quella lista ci deve essere entrato dopo il 18 aprile, a meno che per la visita ufficiale fatta a washington in quella data non si sia introdotto clandestinamente negli usa

    roberto

    http://news.findlaw.com/wash/s/20060410/20060410165519.html

  23. utente anonimo says:

    >Compito per il prof. Ritvan Shehi,

    cercare nel blog di Angryarab il riferimento originale, visto che il bloggante dice di averne già parlato prima. Miguel Martinez<
    Miguel, mi dispiace che la presenza in questo blog di insigni giuristi non ti abbia insegnato nulla. Le prove delle affermazioni fatte e relative ricerche negli archivi dell’arabo inkazzatiello sono a carico tuo.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Se mi chiami un’altra volta Prof – titolo che non mi spetta – ti renderò la pariglia, chiamandoti “Prof di Paramilitari Sudamericani”:-)

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