Cuori neri e problemi di identità. Riflessioni sul neofascismo italiano (XV)

Alla prima parte

In ogni sistema castale, la superiorità viene pagata da una serie di costrizioni. Nei sistemi dell’induismo o del giudaismo, queste costrizioni sono prescritte in maniera rigorosa.

Il neofascismo non ammette a se stesso la propria natura religiosa e nasce in un mondo comunque molto complesso; c’è da considerare lo storico lassismo italiano e forse anche l’influsso del cristianesimo, con la sua enfasi sull’adesione interiore piuttosto che sulla forma. Una cosa che si concilia molto bene con la modernità – solo in questo senso, il neofascismo segue il modello protestante piuttosto che il modello ebraico.

Fatto sta che per essere camerati, si deve vivere secondo “certi valori” e secondo “un certo stile di vita”. Termini dati per scontati, e proprio per questo mai definiti (miracoli anche della ricchezza della parola “certo”).

Quella neofascista è una comunità esclusiva, analogamente ai sikh, agli ebrei o ai parsi. Mentre – in omaggio al grande equivoco politico – i neofascisti distribuiscono migliaia di volantini invitando il popolo a seguirli, nulla li turba di più che trovare un aspirante nuovo seguace.

Si diventa camerati quasi esclusivamente in due modi: per nascita o per ammissione durante la prima adolescenza. In entrambi i casi, vale lo slogan da stadio, “fascisti si nasce e non si diventa”: anche se manca la teologia per spiegarlo, è sottinteso che chi “diventa” camerata lo era già nell’anima – all’incirca come la tradizione ebraica secondo cui tutte le anime degli ebrei erano già presenti sul Sinai al momento del Patto, comprese quelle dei convertiti.

Esistono famiglie fasciste da tre o quattro generazioni, in cui la fedeltà viene tramandata come il bene più prezioso. E di tanto in tanto la comunità ammette qualcuno. L’ammissione è un processo complesso, che spesso richiede vere e proprie prove, che in certi casi ricordano il nonnismo delle caserme. Non è difficile capire perché: se cani e porci potessero diventare camerati, cosa distinguerebbe il camerata appunto dai cani e dai porci?

In compenso, l’identità di camerata è difficile perderla. È facile che all’interno dell’ambiente si litighi, anche violentemente; che ci si lancino le accuse reciproche più spaventose; ma è sottinteso che la controparte è un traditore, non un estraneo. Mentre – come in tutti gli ambienti piccoli e che si trovano sotto pressione esterna – le riconciliazioni possono essere sorprendentemente facili. Un fenomeno che uno studioso ha riscontrato anche tra i Testimoni di Geova, e che vediamo agevolmente anche nell’estrema sinistra.

La comunità è fatta di uomini superiori; questi sono superiori perché hanno uno stile di vita differenziato.

In sostanza, questo “stile di vita” non si distingue molto dallo stile di vita che caratterizza qualunque gruppo di maschi legati da un comune rischio. Uno per tutti e tutti per uno, non lasciarsi sedurre dalle femmine ammaliatrici, non piangere quando ti picchiano.

Fine

Print Friendly
This entry was posted in neofascisti and tagged , , , , . Bookmark the permalink.

15 Responses to Cuori neri e problemi di identità. Riflessioni sul neofascismo italiano (XV)

  1. utente anonimo says:

    Si diventa camerati quasi esclusivamente in due modi: per nascita o per ammissione durante la prima adolescenza. In entrambi i casi, vale lo slogan da stadio, “fascisti si nasce e non si diventa”: anche se manca la teologia per spiegarlo, è sottinteso che chi “diventa” camerata lo era già nell’anima – all’incirca come la tradizione ebraica secondo cui tutte le anime degli ebrei erano già presenti sul Sinai al momento del Patto, comprese quelle dei convertiti.

    maria

    direi MOLTO all’incirca

  2. utente anonimo says:

    MM,

    perchè si diventa camerati? non come, perchè?

    Grazie

    Francesco

  3. utente anonimo says:

    >perchè si diventa camerati? non come, perchè? Grazie Francesco<
    Secondo me, per reazione all’asfissiante pullular di kompagni:-). Non tutti hanno l’elevatezza di spirito di diventare liberali:-)

    Ciao

    Ritvan

  4. utente anonimo says:

    “Non piangere quando ti picchiano”,scrive in conclusione di questo post.

    Eppure,Martinez,il vittimismo,spesso esasperato/esasperante, è una caratteristica di molti neofascisti. In verità, il continuo piagnisteo sui vari ultrasinistri, anarchici ,partigiani(o sedicenti tali) che ,con la violenza prima,con l’imposizione del politicamente corretto poi, hanno impedito una normale partecipazione degli ultradestri (se mai ne avessero avuto voglia) al consesso civile, è anche giustificabile.

    Ma il piagnisteo non è certo cosa da “cuori neri”.

    Dunque come si spiega l’equazione

    neofascismo=vittimismo?

    grazie

    Franz

  5. utente anonimo says:

    Onore alla Tigre Arkan e a Slobodan Milosevic. Ripulire il Kossovo è una priorità. E per il medio Oriente Olmert tira la bomba

  6. utente anonimo says:

    Che pensiero profondo il #5 …

    C.

  7. utente anonimo says:

    Non commento il 5 per carita’ divina, vivo in Bosnia e tanto basta. E per il povero anonimo, sappi che ne ho conosciuti tanti di serbi e serbo-bosniaci che hanno festeggiato alla morte di Arkan e di Milosevic. Quando e’ morto Milosevic, a Belgrado hanno festeggiato per le strade.

    Ma che parlo a fare? “Don’t feed the trolls”, memento, memento…

  8. utente anonimo says:

    La bomba si scrive con B maiuscola, a buoni conti.

    Eppoi il Medio Oriente è grande, dove la devo tirare? Te ne basta una sola o ne vuoi di più?

    In attesa di gentile riscontro,

    tuo Olmert

  9. utente anonimo says:

    >Per la tradizione ebraica secondo cui tutte le anime degli ebrei erano già presenti sul Sinai al momento del Patto< Per la tradizione islamica, tutte le anime di tutti gli uomini, del passato, presente e futuro, erano presenti al momento del Patto con Dio.
    Per maggiori informazioni vedere ; “il mondo di Zar ovvero “alam-al-zar” nel Corano.

    reza

  10. utente anonimo says:

    >Che pensiero profondo il #5 … C.<
    Perché è uscito dal profondo dell’intestino crasso:-).

    Ciao

    Ritvan

  11. utente anonimo says:

    “Onore alla Tigre Arkan”

    Guarda che caso, questo lo ho trovato scritto oggi su un gabinetto pubblico.

    Non so perchè, ma mi sembrava pertinente farlo notare.

    Paolo

  12. kelebek says:

    Segnalo a tutti un interessante articolo sui “giovanissimi da destra” (ben diversi dai “cuori neri”) che ho trovato qui:

    http://www.onemoreblog.org/archives/008089.html

    Per quanto ne so, il giornalista è molto bravo a descrivere una certa umanità diffusa.

    Però non vede assolutamente le cause, che stanno nella mediasfera planetaria.

    E poi esprime tutta la presunzione della sinistra quando scrive:

    “La domanda è davvero questa: cosa abbiamo combinato negli ultimi anni? Dove è l’errore? Attraverso quali strade li stiamo perdendo?”

    Uno che si esprime così, poi resta sorpreso nel sentire questi ragazzini dirgli:

    «Voi di sinistra vi siete presi tutto. E ci volete spiegare le cose. Siete sempre là a farci la lezione, come i professori».

    Ma certa gente non impara mai.

    Miguel Martinez

  13. utente anonimo says:

    Miguel,

    sono andata a leggermi l’articolo di Cotroneo e mi chiedo in base a quali criteri lui e te:-) classificate questi ragazzini di destra, ne vedo soltanto uno, ma poco, utilizzabile, sono ragazzi di destra perchè non sono di…sinistra!

    L’ultimo commento è particolarmente intelligente, secondo certi canoni, i miei, potrebbe essere definito di sinistra perchè mi pare si ponga dei problemi, perchè critica lo stato di cose esistenti, o sbaglio? ma non basta a classificarlo come sinistro anche lui sfugge alla storica dicotomia.

    Nemmeno a farlo apposta , prima mi ero messa all’anima l’articolo di Vincenzo la Grassa su destra e sinistra.

    Il risultato è che mi bruciano gli occhi, ora vado a mettermi il collirio:-)

    maria.

  14. kelebek says:

    Per Maria,

    hai assolutamente ragione, e avrei dovuto dirlo nel mio commento. Quei ragazzini sono solo post-mediatici.

    Hai letto, tra i commenti a quell’articolo, quello di uno studente che descrive il proprio ambiente scolastico, molto interessante.

    Miguel Martinez

  15. utente anonimo says:

    Posso dire quel che penso di Cotroneo? posso?? vai allora! :-))

    Cotroneo è sempre il solito pallone gonfiato ignorante pieno di supponenza, arroganza e presunzione.

    Due anni fa lanciava anatemi che neanche Ratzinger contro i videogiochi che corrompono i giovani e li rendono violenti e cattivi…impezzando per ore il povero commesso del negozio che non sapeva più come levarselo di torno – a proposito dell’immaginario secono cui la sinistra chiacchiera e la destra lavora :-)

    Oggi se la prende con i Gem Boy, e non sa nemmeno che se sono così noti è soprattutto perché chiunque li può ascoltare gratis alle feste de l’Unità. Ma è normale per un “intellettualedissinistra” parlare continuamente e sputare giudizi e sentenze su cose che non conosce. Poi si stupisce che lui, e quelli come lui, risultano odiosi (e non solo ai giovanissimi).

    Su una cosa ha ragione da vendere, però: lui e quelli come lui non ne hanno mai azzeccata una. Sicché, anziché fare i grandi intellettuali, converrebbe facessero professione di modestia. Ma è un po’ come chiedere ad un pesce di respirare aria.

    Z.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>