Cuori neri e problemi di identità. Riflessioni sul neofascismo italiano (XII)

Alla prima parte

Il fascismo cessa di essere l’oggetto cruciale della memoria neofascista, grazie in gran parte al pittore e scrittore, Giulio Cesare Andrea Evola, meglio noto con il suo nome da artista, Julius (no, pare che non fosse affatto un barone), la figura più nota del cosiddetto tradizionalismo in Italia.

Diciamo subito due cose importanti.

Prima di tutto, non tutti i tradizionalisti sono evoliani, anzi le critiche più valide a Evola provengono proprio dagli ambienti tradizionalisti.

Secondo, non è affatto vero che tutti i neofascisti  siano cultori di Evola.

I “fascisti di sinistra” non lo sono mai stati; non lo sono i fascisti più laici e nemmeno quelli cattolici.

Aggiungiamo che tra gli ammiratori di Evola, pochi hanno effettivamente letto i numerosi e pesanti volumi del teorico dell’idealismo magico.

Qui non mi interessa fare una critica del tradizionalismo o del complesso pensiero di Evola: mi interessa capire perché i neofascisti – solo in minima parte intellettuali – si siano identificati nel tradizionalismo e in Evola. Non è l’Evola filosofo che mi interessa, ma l’Evola simbolo.

So perfettamente che questa distinzione, per quanto fondamentale, non verrà capita, e con ogni probabilità ci saranno alcuni che diranno che attacco Evola, e altri che diranno che ne faccio l’apologia. Pazienza.

Evola rappresenta la convergenza di tre filoni molto diversi.

Il primo filone è il vasto mondo dell’ermetismo, la “filosofia occulta” che dal Rinascimento fiorentino in poi rivendica una visione alternativa a quella imposta dalla Chiesa. Una corrente che nasce con un’invenzione, quella dell’Egitto Mistico, che permette di uscire dai soffocanti confini della Bibbia e del monoteismo. L’ermetismo offre una visione affascinante dell’uomo padrone del proprio destino, il “mago” (ovviamente non nel senso di Otelma o della nostra amica Lisistrata).

Da Giordano Bruno alle logge risorgimentali, l’ermetismo è spesso associato alla ricerca di un mondo nuovo, alla liberazione personale (più che sociale) e alla lotta alla Chiesa cattolica, tanto da dare origine a un ulteriore mito, quello del complotto massonico.

Per questo, è pura ignoranza sostenere, come fa un certo antifascismo militante, che lo spiritualismo sia di “destra”.

Il secondo filone è la cultura della Controrivoluzione, che nasce dall’esigenza opposta: la ricerca di una spiegazione cosmica e grandiosa per il crollo dell’Ancien Régime francese, e più generalmente  della cristianità. Una spiegazione che viene offerta, per prima e paradossalmente, da un massone e cattolico francese, Joseph De Maistre.

Il terzo filone è quello della formazione del carattere, nello stile austero dell’aristocrazia nordeuropea dell’Ottocento. Insomma, quel particolare modo di camminare che caratterizzava gli uomini che con una durissima disciplina  avevano conquistato il mondo per il capitalismo che li avrebbe poi spazzati via dalla storia.

Perché questa fusione evoliana interessa al neofascismo?

L’ermetismo politico fu del tutto marginale durante il fascismo, ed era diviso in due tendenze. Accanto a quella di Evola, ci fu infatti quella di Arturo Reghini, che esaltava una presunta tradizione pitagorica e italica, rivendicando una continuità anticattolica tra rivoluzione francese, risorgimento e arditismo nella Grande guerra.

Il fascismo, facendo appello a tutta la nazione, non aveva alcun interesse a promuovere pretese aristocratiche (e infatti, Evola accuserà il fascismo di essere plebeo).

È solo a fascismo morto che il “tradizionalismo” assume improvvisamente una grande importanza, almeno per un piccolo mondo.

Infatti, il pensiero evoliano fornisce uno straordinario quadro cosmico alla limitata narrazione della Repubblica Sociale. Ragazzi poco più che adolescente scoprono, a cavallo tra gli anni Quaranta e Cinquanta, che essi non sono solo gli eletti reduci del fascismo, ma sono anche gli ultimi uomini in piedi tra le rovine di un intero pianeta, e che dietro questo c’è un disegno metafisico. E vengono a sapere che loro stessi possono diventare “maghi”.

La memoria culturale fa allora un prodigioso salto all’indietro; il fascismo reale diventa così un elemento secondario. Positivo certamente, ma minore e liberamente criticabile. La vera età dell’oro non è più quella in cui si bonificavano le paludi pontine; sorge un’età dell’oro assoluta, quella di Esiodo.

(Continua…)

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53 Responses to Cuori neri e problemi di identità. Riflessioni sul neofascismo italiano (XII)

  1. utente anonimo says:

    Direi che a questo punto sarebbe d’obbligo citare anche Spengler e il suo “Tramonto dell’Occidente”, che fa dell’ermetismo un vero e proprio pensiero eziologico, dato che si richiama al (mitico? magico?) Ermete Trismegisto.

    Ed e’ vero che l’ermetismo non e’ solo una proprieta’ di destra, il pensiero apocalittico di sinistra ha molto a che spertire, nella sua escursione nei limiti del pensiero razionale e illuminista, con un ermetismo allegorico, nel senso che ha dato al termine “allegoria” Walter Benjamin nella sua piu’ che ermetica ricerca-tesi sul Trauerspiel.

    Antonello

  2. utente anonimo says:

    Replico brevemente (mi scuso, ma mi manca il tempo) a Ritvan e Maria, che hanno commentato i miei interventi.

    A Ritvan: sono d’accordo con lei. La vittoria ideologica dei comunisti nella forma che ha preso in Italia, di egemonia culturale, e di antifascismo come premessa metodologica del pensiero, ha impedito che si prendesse in esame, e si dibattesse, un dato storico macroscopico: la sconfitta dell’Italia intera nella Seconda Guerra Mondiale.

    Certo che ha guerra l’ha dichiarata e persa il fascismo, e certo che il fascismo “ha cominciato per primo”, come dicono i bambini, identificando una parte politica e la nazione; ma il fascismo non era lì per errore (invasione degli yksos, come disse Croce) nè era il manifestarsi di un “morbo italiano” (Gobetti) contratto dal nostro paese per mancanza di anticorpi protestanti.

    Che cos’è stato, il fascismo? E’ impossibile rispondere, non solo perchè mi mancano il tempo e lo spazio: ma perchè il giudizio storico su quell’esperienza e su quel tentativo (fallito) in rapporto con la storia dello Stato unitario oggi, semplicemente, manca. Manca (oggi) perchè l’interpretazione prevalente fino a ieri (la togliattiano-antifascista) aveva bisogno, per valere come coscienza largamente condivisa, della garanzia aurea dell’esistenza del movimento socialista e comunista mondiale, che si sono invece dissolti esattamente come si è dissolto il fascismo.

    Per Maria:

    Non ci siamo intesi bene. Un conto è la memoria, che non può mai essere univoca, perchè dipende dall’esperienza personale (uno che ha avuto il padre fucilato dai partigiani non può avere la stessa memoria storica di uno che ha avuto il padre fucilato dai repubblichini, e chiederglielo sarebbe follia).

    Un conto è il giudizio storico.

    Un altro conto ancora è la riconciliazione intorno a una comune interpretazione del ruolo presente della propria nazione.

    Ha ancora senso che l’Italia sia uno Stato? C’è qualche motivo, a parte la ragione elementare che attualmente, lo Stato italiano esiste?

    Per secoli, l’Italia e la cultura italiana sono esistiti, senza che esistesse uno Stato unitario italiano. Dal Risorgimento in poi, ha preso corpo il tentativo di far convergere le due dimensioni, culturale e linguistica e storico-politica. E’ ancora attuale? Perchè? A parte i pittoreschi leghisti, ci sono importanti studi della Fondazione Agnelli, e di governi e istituzioni europee, che parlano seriamente di una regionalizzazione dell’Italia. C’è anche il progetto- Europa di Jean Monnet, secondo il quale nell’Unione Europea gli Stati dovrebbero progressivamente dissolversi. Va bene? Sì? No? Perchè?

    Insomma, cosa ci stiamo a fare? Qual è, il compito storico dell’Italia? Ne ha uno, o no?

    L’incapacità di rispondere a queste domande fa sì che la nostra classe politica in blocco tenda ad ammollare questo gatto morto a qualcun altro con le spalle più larghe: la destra agli Usa, la sinistra all’UE (a questo punto, io proporrei di vendere l’Italia all’IKEA, che è una fiorente multinazionale, è anche democratica, e per chiare ragioni favorisce l’incremento demografico di cui avremmo tanto bisogno).

    Cordialmente, R. Buffagni.

  3. utente anonimo says:

    Mi interessa assai questa idea di Jean Monnet: chi è? dove posso trovare informazioni significative su di lui?

    E x MM: De Maistre era cattolico e massone? Sono stupefatto.

    Ciao

    Francesco

  4. utente anonimo says:

    Caro R.B, sono d’accordo con te che sei d’accordo con me:-). Un solo appunto: qui vige il “tu”:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. x Miguel:

    “So perfettamente che questa distinzione, per quanto fondamentale, non verrà capita, e con ogni probabilità ci saranno alcuni che diranno che attacco Evola, e altri che diranno che ne faccio l’apologia. Pazienza. MM”

    E poi sarei io quello che “pregiudica” gli interlocutori!:-)

  5. utente anonimo says:

    >Mi interessa assai questa idea di Jean Monnet: chi è? Francesco<
    Chi “era”, volevi dire. Uno dei “padri fondatori” dell’UE.

    >dove posso trovare informazioni significative su di lui?<
    Sul sito:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Jean_Monnet

    >E x MM: De Maistre era cattolico e massone? Sono stupefatto.<
    Guarda che i massoni accettano pure cattolici, che ti credi:-)

    Ciao

    Ritvan

  6. utente anonimo says:

    francesco

    se leggi il francese prova a vedere il sito della fondazione jean monnet

    http://www.jean-monnet.net/

    è stato poi recentemente pubblicato un’insulso libercolo di chevennement che si chiama “la faute de Monsieur Monnet”.

    aggiungo che monnet è uno dei padri fondatori come giustamente dice ritvan, ma non *IL* padre fondatore come ingiustamente sostiene chevennement, nel senso che la CEE, poi CE poi UE si è evoluta in modo piuttosto diverso rispetto a quanto sperato da Monnet (tant’è che gli stati sono ancora lì)

    roberto

  7. Santaruina says:

    Interessanti le considerazioni di Miguel Martinez.

    Trovo in generale alquanto fuorviante tentare di catalogare pensatori come Evola nelle rigide categorie destra – sinistra.

    Occorre anche ricordare che la tradizione, di cui Evola trattava, considerava tali distinzioni frutto della decadenza e chiaro “segno dei tempi”, per usare l’espressione di Guénon, a cui come è noto Evola deve molto.

    Il disprezzo per le divisioni politiche “profane” da parte dei tradizionalisti, quelli autentici, era massimo.

    Chi si rifà a loro per portare acqua al proprio mulino per dare prestigio alla propria ideologia politica probabilmente ha capito poco dei loro scritti.

    Blessed be

  8. utente anonimo says:

    Ritvan,

    NON volevo Wikipedia, qualcosa di meglio. Quindi è proprio quel Monnet lì, du’ palle, speravo in qualcuno con un futuro migliore.

    Lo so che i massoni accettano i cattolici, ma mai mi sarei atteso il contrario da un uomo intlligente e cattolico come De Maistre. Siamo sicuri sicuri?

    Francesco

    Grazie a tutti, anyway.

  9. utente anonimo says:

    >Ritvan, NON volevo Wikipedia, qualcosa di meglio. Francesco<
    La prossima volta basta dirlo prima:-)

    >Lo so che i massoni accettano i cattolici,<
    Era una battuta la mia (come si vedeva dalla faccina sghignazzante d’ordinanza), poiché so che – da buon cattolico osservante&praticante – intendevi l’inverso.

    >ma mai mi sarei atteso il contrario da un uomo intlligente e cattolico come De Maistre. Siamo sicuri sicuri?<
    Abbastanza. Vedi un po’ te:

    “Joseph de Maistre était membre de la loge maçonnique Saint-Jean des Trois Mortiers, à l’Orient de Chambéry, créée en 1749 sous les auspices de la Grande Loge d’Angleterre ; c’est une des premières loges maçonniques créées en Europe continentale (après Paris).”

    (Wikipedia, versione francese)

    “Laureatosi in giurisprudenza all’Università di Torino, in gioventù aderì alla massoneria, vide con un certo favore le prime fasi della Rivoluzione francese ma dopo la proclamazione dei diritti dell’uomo diventò radicalmente ostile nei suoi confronti.”

    (Wikipedia, versione italiana)

    “From 1774 to 1790, he belonged to Masonic lodges in Chambéry and associated with a more esoteric and “illuminist” brand of Scottish Rite Masons in neighbouring Lyon. This link may appear odd for a future Catholic apologist, but at the time these clubs were often frequented by priests and bishops as well as Catholic noblemen. The lodges were opportune places for an ambitious young man to make friends useful for career advancement and to discuss political reforms. In addition, the mystical doctrines popular in the Masonic circles Maistre frequented appeared to him a providential counter-force to the rationalism and the irreligion of the time.”

    (The Joseph de Maistre Homepage)

    Ciao

    Ritvan

    P.S.Non ho trovato traccia della sua esperienza massonica nella Wikipedia in inglese(?!).

    P.S.2 Scusa, Francesco, ma perché ti meravigli tanto? Sandro Bondi non è stato comunista e Giorgio Bocca fascista?

  10. utente anonimo says:

    Nessuno parlava del ravvedimento di De Maistre, per questo non capivo. Figurati se ho problemi con gli errori di gioventù, hai presente Agostino di Ippona e Francesco di Assisi?

    Quel “significative” non era abbastanza chiaro? Mi pareva.

    Grazie

    Francesco

  11. kelebek says:

    Non ho tempo adesso per controllare, ma ho letto vari studi in cui De Maistre non risultava affatto un massone pentito, poi diventato cattolico, ma una persona che sosteneva il potenziale valore controrivoluzionario della Massoneria.

    Miguel Martinez

  12. utente anonimo says:

    Allora non era così inteligente come si crede.

    Tra la Massoneria e l’Antico Regime “Cristiano” c’è evidente e assoluta incompatibilità, anche se l’Inghilterra era ben altro che la Francia, quanto a rivoluzioni. E se non coglieva la novità inglese, vecchia di un buon secolo, era un pochino distratto.

    Francesco

  13. utente anonimo says:

    >Secondo, non è affatto vero che tutti i neofascisti siano cultori di Evola. MM<
    Parole sante:-). Michelini, padre storico del MSI esclamava a suo tempo: “Io leggo i romanzi gialli, che me ne frega di Evola”.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Kompagni/e sono gentilmente pregati di astenersi dall’esprimere il loro sdegno Democratico, Antifascista, Nato Dalla Resistenza, ecc., ecc. nei confronti di cotanta becera pochezza Culturale del Michelini:-). Si ricorda che infierire sguaiatamente sui “dominati”, specie se da posizioni “dominanti” non è ben visto qui:-).

  14. utente anonimo says:

    >Quel “significative” non era abbastanza chiaro? Mi pareva. Francesco<
    La Sacra Wikipedia si sentirà offesa a morte:-).

    Ciao

    Ritvan

  15. utente anonimo says:

    Riguardo alla diatriba su De Maistre che voleva alleare croce e compasso in funzione antiiluministica, io non ci trovo nulla di poco intelligente. Bisogna solo vedere nelle intenzioni del sullodato chi doveva “servire” chi. Insomma, da quel che ho capito, il De Maistre voleva (ri)portare la massoneria sulle posizioni cattoliche (ricordiamoci che i massoni originari erano i muratori che hanno costruito le cattedrali, mica degli adoratori di Satana:-) ), non trasformare il Vaticano in una loggia massonica.

    Ciao

    Ritvan

  16. Santaruina says:

    Ritvan:>>(ricordiamoci che i massoni originari erano i muratori che hanno costruito le cattedrali, mica degli adoratori di Satana:-) )

    In effetti questo è anche il parere di Evola, per restare in tema con l’articolo di Miguel:

    Purtuttavia, secondo i più, la massoneria nella sua forma attuale di associazione semi-segreta militante non risale oltre il 1700 – è nel 1717 che ebbe luogo la fondazione della Grande Loggia di Londra. Come antecedenti positivi, non fantasticati, la massoneria ha avuto soprattutto le tradizioni di certe corporazioni medievali, nelle quali gli elementi principali dell’ arte del costruire, dell’ edificare, venivano simultaneamente assunti secondo un significato allegorico e iniziatico. […]

    Si può ritenere che fino al principio del XVIII secolo la massoneria abbia conservato questo carattere iniziatico e tradizionale, sì che essa, con riferimento al compito di un’ azione interiore, fu chiamata “operativa” .

    Fu nel 1717 che, con l’ accennata fondazione della Grande Loggia di Londra e col subentrare della cosiddetta “massoneria speculativa” continentale, si verificarono il soppiantamento e l’ inversione di polarità, di cui si è detto. Come “speculazione” qui valse infatti l’ ideologia illuministica, enciclopedistica e razionalistica connessa ad una corrispondente, deviata interpretazione dei simboli, e l’ attività dell’ organizzazione si concentrò decisamente sul piano politico-sociale, anche se usando prevalentemente la tattica dell’ azione indiretta e manovrando con influenze e suggestioni, di cui era difficile individuare l’ origine prima.

    fonte:

    http://www.juliusevola.it/documenti/template.asp?cod=36

    Blessed be

  17. utente anonimo says:

    Si fa sempre più interessante : da Cuori neri- attraverso Evola- si giunge ad Esiodo. Il neo-fascismo risale la corrente fino alle fonti,dove ci si può abbeverare di dei, miti, muse, poesie, voci, parole ritmate.

    Lingua d’altri tempi, esente da espressioni quali ” fenomenologia delle diciture…a livello di obiezioni… essa si struttura attorno a parametri di essenza” (CloroalClero) oppure come ” Il pensiero apocalittico di sinistra ha molto del pensiero ..illuminista con un ermetismo allegorico, nel senso che ha dato al termine “allegoria” Walter.. nella sua più ermetica ricerca-tesi sul Trauerspiel” ( Antonello).

    Per una ignorante come me di un certo modo di esprimersi , capire cos’è la “fenomenologia delle diciture” costituirebbe uno sforzo al quale preferisco rinunciare. Da subito.

    Ho una curiosità : sono solo io che non capisco ?

    Aspetto invece con interesse gli sviluppi su Esiodo e, se ci saranno, sulla scuola di magia degli adolescenti evoliani e dei loro maestri, sapendo che, più o meno, capirò quello che viene scritto. E mi viene il sospetto che sia perché – nella sua adolescenza- non si era fatto avviluppare dalla cultura e dal linguaggio di moda di sinistra.

    Aurora.

  18. utente anonimo says:

    Il soggetto della frase finale è Kel (.. non si è fatto avviluppare..).

    Aurora.

  19. utente anonimo says:

    per aurora,

    no, ci sono pure io che non capisco (dal cuori neri III in poi diciamo che ho rinunciato)

    ma noi siamo giuristi, esserini fragili in questo mondo di parole

    roberto

  20. utente anonimo says:

    Roberto, che consolazione.., grazie, grazie, grazie. In verità riesco a capire Kel, almeno il significato delle sue parole mi è chiaro. Seguirne invece tutto il filo logico mi risulta più complicato.Mi farò un riassunto alla fine.

    Aurora.

  21. utente anonimo says:

    Io non sono un giurista ma non capisco metà dei commenti, di solito compresi quelli di Aurora.

    Ma mi mancano i testi di riferimento, lo ammetto.

    Eppoi sono impegnato a sabotare questa enciclopedia sui neri e (per inesorabile contrasto) i rossi negli anni ’70. Con scarso successo, vorrei riportare MM a parlare di umani vivi. Nel senso che anche allora quelli erano ben più morti che vivi.

    Saluti

    Francesco

  22. utente anonimo says:

    E sì Francesco, io sono ermetica, esoterica, simbolista, sono a destra della destra ( dov’è, a sinistra ?).

    A, Ritvan ti aveva fatto una domanda sulla “moltitudine”, non l’hai letta ? O non ti era chiara ?

    Aurora.

  23. georgiamada says:

    scusate se intervengo su de Maistre :-)

    Prima di tutto miguel de Maistre si scrive con la “d” minuscola e non maiuscola (perché è una particella nobiliare).

    Poi de Maistre è stato sì massone e non credo si sia mai pentito. Ha solo cambiato atteggiamento. In realtà credo abbia sempre visto le logge come uno strumento politico a favore del cattolicesimo al fine di riunire tutte le varie chiese separate (naturalmente sotto il potere del papa).

    E il suo non fu certo solo un errore di gioventù.

    De Maistre è stato massone, ma SEMPRE all’interno del suo cattolicesimo tradizionalistico. Era cioè, all’interno delle logge, testimone di un cristianesimo esoterico custode di una verità segreta tramandata oralmente da gesù e dagli apostoli.

    E’ un tipo di coinvolgimento cattolico diffuso nella massoneria pre-rivoluzione francese.

    Ne, 1774 de Maistre è grande oratore di una loggia di Chambéry affiliata alla Gran Loggia di Londra. Quattro anni dopo però passerà al rito scozzese riformato e quando nel 1782 il duca di Brunswick (protestante e capo di questo rito) invierà un questionario alle varie logge in vista di riportare unità fra le varie diramazioni, de Maistre ormai grand profés, chevalier macon de l’odre bienfaisant de la cité saint. Risponde con un lungo memoriale (di cui non ricordo il titolo ma mi sembra franc-massonerie) da cui emerge il suo orientamento proprio a radicare l’associazione sul terreno cristiano. Sostiene che è sulla base di documenti della antica cultura cristiana (Bibbia a patristica) e non su fantasiose genealogie derivanti dall’ordine dei templari che va fissata l’origine dell’associazione, e cioè come proveniente dalle compagnie (autorizzate da Roma) dei costruttori delle cattedrali medievali. L’iniziazione massonica, per lui, deriva dalla tradizione cristiana e li vanno cercate le sue radici.

    Questo era l’intento di de Maistre ma non solo suo.

    Del resto de Maistre anche in seguito vedrà le logge come strumento utile per la Chiesa.

    Per de Maistre partecipare alla massoneria voleva dire solo potenziare la religione cattolica per riunire i pluralismi religiosi.

    Questo lo pensava nonostante, proprio a causa della presenza di varie religioni dentro le logge, il papato settecentesco avesse condannato la massoneria.

    Anche dopo la condanna verrà vista da lui come un contenitore segreto preparatorio ad una specie di grande “partito” cristiano cattolico. Poi naturalmente gli eventi lo allontaneranno da questo progetto. Anzi nel 1793 dovrà discolparsi dal sospetto, come libero muratore, di aver partecipato alla rivoluzione in Savoia e scriverà all’ambasciatore sardo un memoriale con cui chiederà di essere discolpato dall’accusa di aver partecipato al cambiamento francese, solo perché libero muratore, inoltre rifiutava la tesi che le logge aristocratiche della Savoia avessero coltivato scopi politici eversivi e anzi ribadiva ancora una volta l’importanza di tali logge, la loro utilità sul piano religioso in un moment n cui si stava diffondendo lo scetticismo che spegneva le verità cristiane e addirittura si offrirà come agente investigativo (naturalmente finanziato) in Germania., proprio perché esperto delle varie logge.

    In seguito credo che abbia sostenuto la necessità di uscire allo scoperto e quindi, pur non rinnegandole, negava che le logge fossero di qualche utilità.

    Un po’ è il tragitto che hanno fatto i tutti i partiti politici (escluso forse quello comunista) prima in sette e poi allo scoperto. Non è un caso se in italia disciolti i partiti molti si ritroveranno spesso all’interno di logge massoniche (anch’esse disciolte ma non distrutte), escluso sempre il partito comunista.

    geo

  24. georgiamada says:

    naturalmente con partiti disciolti in italia alludo al fascismo

  25. utente anonimo says:

    >naturalmente con partiti disciolti in italia alludo al fascismo. georgiamada<
    Bieca “allusionista”!:-). Dire “mi riferisco” no, eh?:-)

    Ciao

    Ritvan er Purista (dove “er” si scrive con la minuscola, essendo una particella nobiliare romanesca:-) )

  26. utente anonimo says:

    >A, (Francesco) Ritvan ti aveva fatto una domanda sulla “moltitudine”, non l’hai letta ? O non ti era chiara ? Aurora.<
    Ammazza che occhio di falco che c’hai!:-). Però, la domanda risultava chiarissima anche a un paramecio sbronzo, pertanto, o non l’ha letta o preferisce avvalersi della facoltà di non rispondere:-).

    Ciao

    Ritvan

  27. georgiamada says:

    e bravo sor ritvan vedo che rispondi solo per fare battute grulle mentre sulle cose serie diplomaticamente taci ;-),ma del resto ti devo gratitudine eterna per l’informazione sulla rasegna stampa camera e quindi … non infierisco ulteriormente :-)

    geo

  28. utente anonimo says:

    >e bravo sor ritvan vedo che rispondi solo per fare battute grulle mentre sulle cose serie diplomaticamente taci ;-),ma del resto ti devo gratitudine eterna per l’informazione sulla rasegna stampa camera e quindi … non infierisco ulteriormente :-) geo< Ho bischera:-), c’è poco da infierire.
    Dal Sacro Paravia:

    al|lù|de|re

    v.intr.

    CO riferirsi indirettamente a qcs. o qcn. anche per non nominarlo esplicitamente

    Che per caso il Partito vieta di nominare esplicitamente il fascismo?:-)

    Ciao

    Ritvan

  29. utente anonimo says:

    Ritvan, non è questione di occhio di falco, ma di punti interrogativi che sorgono a seguito di frasi bizzarre : se Francesco afferma di essere , in generale, molto più d’accordo con Kel che con te- e io, leggendo i suoi commenti mi ero convinta del contrario- vuole dire che c’è un problema di comprensione o di comunicazione o di inspiegabili inversioni ad U.

    Ricordo che si era persino reso disponibile a farti da autista, e a scorrazzarti per l’ Italia, in caso di tua ( improbabile, n.d.r. ) candidatura politica. Ho avuto l’impressione di lodi sperticate, seconde solo a quelle di Davide,

    Per contro ha spesso criticato aspramente i post di Kel, e l’ultima sua leale ammissione è il vano tentativo di sabotaggio della serie cuori neri- morti.

    Proprio lui, che ha accusato le donne di non attenersi al principio di non-contraddizione- improvvisamente- nega l’evidenza, ti rinnega, sembra non essersi letto o non essersi capito.

    E poi ci si chiede come un popolo fascista sia diventato improvvisamente antifascista.

    Aurora.

  30. georgiamada says:

    intanto si scrive oh e non ho:-)))

    e poi avrei preferito che tu avessi analizzato il 66% da te attribuito al partito nazional fascista nel ’24:-) invece di fare l’e-pedante andante

    geo

  31. utente anonimo says:

    >intanto si scrive oh e non ho:-))) geo<
    Sarebbe una scrittura ad minchiam. Fino a prova contraria l’ “h” nella pronuncia della celeberrima invettiva toscanaccia sta davanti alla “o”. Qualcuno dovrebbe far pace col cervello:-).

    >e poi avrei preferito che tu avessi analizzato il 66% da te attribuito al partito nazional fascista nel ’24:-) invece di fare l’e-pedante andante

    geo<
    Che, il Partito ha stabilito delle priorità inderogabili anche per me?!:-). Tutto a tempo debito; sto consultando i papiri:l’abominevole (per maria) G.B. Guerri e l’immondo (per Francesco) Sergio Romano.

    Ciao

    Ritvan

  32. utente anonimo says:

    >..se Francesco afferma di essere , in generale, molto più d’accordo con Kel che con te- e io, leggendo i suoi commenti mi ero convinta del contrario- vuole dire che c’è un problema di comprensione o di comunicazione o di inspiegabili inversioni ad U.

    Ricordo che si era persino reso disponibile a farti da autista, e a scorrazzarti per l’ Italia, in caso di tua ( improbabile, n.d.r. ) candidatura politica. Ho avuto l’impressione di lodi sperticate, seconde solo a quelle di Davide,

    Proprio lui, che ha accusato le donne di non attenersi al principio di non-contraddizione- improvvisamente- nega l’evidenza, ti rinnega, sembra non essersi letto o non essersi capito. E poi ci si chiede come un popolo fascista sia diventato improvvisamente antifascista. Aurora.<
    Mah…pur con tutta la mia ben nota ed incommensurabile misoginia ed avvocatofobia:-) non saprei come darti torto.

    Comunque, visto il suo persistente atteggiamento omertoso:-), azzardo un po’ di altre ipotesi:

    - la frase incriminata era sarcastica, ma – obbedendo ad una tua precisa imposizione:-) – ha omesso le faccette buffe.

    - quando scrisse quella frase, Francesco aveva appena finito di festeggiare nel modo appropriato:-) l’intervento legislativo della catto-compagna Livia Turco che permette di mettere più roba nei nostri cannoni:-),

    -recentemente una banda di albanesi gli ha ripulito la villa:-)

    Ciao

    Ritvan

  33. utente anonimo says:

    P.S. (sempre per Aurora)

    Oltre all’occhio di falco hai pure una memoria da elefante. Stai attenta, qualcuno potrebbe denunciarti per detenzione illegale di specie protette!:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S del P.S.:-). Così anche tu avrai – come me – due adulatori ad personam: Kel e me:-).

  34. utente anonimo says:

    Ritvan, è gustoso avere a che fare con te, che, da esperto vocabolarista, sicuramente conosci la differenza tra ” adulatori” e “ammiratori”. La dose di concime che Kel semina di tanto in tanto sotto forma di complimenti equamente tra i commentatori, con te si trasforma, al mio indirizzo, in somministrazione di arsenico . E’ un antiparassitario ?

    Per ringraziarti, chiedo informazioni sul tuo gommone : l’hai fatto revisionare ?

    Dalla corte del non Faraone,

    Aurora.

  35. georgiamada says:

    caro ritvan lascia a noi toscani di decidere dove mettere l’aspirata, ce l’abbiamo nel dna:-)

    Non la puoi mettere dove ti aggrada in base ai tuoi umori del giorno, segue delle regole ferree e precise. Mai saputo che in toscana si dica ho per oh:-)))

    L’aspirata è solo un fenomeno intervocalico e nasce in un periodo ben preciso quindi, ad esempio se tu dici “vado a casa” pur essendo intervocalica la c NON aspira perchè al momento si diceva “ad casam”, mentre se dici “la coca cola” aspira tutta alla grande:-))))

    Ritvan ,ma perche non dai le tue lezioncine solo sulle cose che conosci?

    Per noi toscani sentire gli stranieri aspirare tutte le c è come sentire il gesso stridere sulla lavagna:-)

    Riguardo ai libracci che leggi per stavolta non faccio commenti, ma occhio che se vuoi fare il saputello devi consultare libri un tantino più seri.

    geo

  36. utente anonimo says:

    Cari tutti,

    1) non ho una villa

    2) non generalizza mai su base etnica, solo su bse ideologica o religiosa o filosofica o di tifo calcistico

    3) non mi ricordo di essermi offerto come autista, resta intesa che la benzina e il bollo sono a carico di Ritvan

    4) ho detto “in generale”? intendevo tutto il contrario, era solo su quello specifico argomento che ero pià miguelista che ritvanista

    Salutia tutti

    Francesco

  37. utente anonimo says:

    inoltre, non fumo e cerco di non essere sarcastico che poi mi sparano addosso

    F

  38. utente anonimo says:

    aurora,

    una piccola curiosità personale, sei avvocato civilista o penalista?

    Ma puoi anche non rispondere se ritieni questa domanda indiscreta:-)

    maria

  39. utente anonimo says:

    Mi interesso sia di civile che di penale, Maria, dipende di che si tratta.

    Ovviamente , di ogni singola questione, devo valutare se sono in grado di affrontarla oppure no, e quindi non accettare l’incarico per mancanza di competenze specialistiche.

    Aurora.

  40. utente anonimo says:

    >3) non mi ricordo di essermi offerto come autista, resta intesa che la benzina e il bollo sono a carico di Ritvan. Francesco<
    Si, e precisamente per la mia improbabile campagna elettorale contro il kompagno prefetto Serra. E viste le ca..te che sta sparando la Moratti – tipo quella del balzello per entrare a Milano – forse la CdL avrebbe fatto meglio a scegliere me come candidato a sindaco di Milano:-).

    >4) ho detto “in generale”?

    Hai scritto, rivolgendoti a MM:” ora, su molte cose sono più d’accordo con te che con Ritvan. Ma su questo punto posso solo dirti che conosci i comunisti sbagliati.”

    >intendevo tutto il contrario, era solo su quello specifico argomento che ero più miguelista che ritvanista.<
    Dal tuo succitato paragrafo non pare proprio, anzi, pare tutto il contrario. Vabbè transeamus, porta il cilicio per un paio di settimane, una bella autoflagellazione prima dei pasti per un paio di giorni e dimentico tutto:-).

    Ciao

    Ritvan

  41. utente anonimo says:

    >caro ritvan lascia a noi toscani di decidere dove mettere l’aspirata, ce l’abbiamo nel dna:-) Non la puoi mettere dove ti aggrada in base ai tuoi umori del giorno, segue delle regole ferree e precise. Mai saputo che in toscana si dica ho per oh:-)))geo<
    Ho via! (con l’ acca davanti alla “o”).

    >L’aspirata è solo un fenomeno intervocalico e nasce in un periodo ben preciso quindi, ad esempio se tu dici “vado a casa” pur essendo intervocalica la c NON aspira perchè al momento si diceva “ad casam”, mentre se dici “la coca cola” aspira tutta alla grande:-))))<
    Appunto, la “hoha-hola”:-). Ecco, scrivetela così, anche perché farete inkazzare la bieca multinazionale di Atlanta (Georgia):-)

    >Ritvan ,ma perche non dai le tue lezioncine solo sulle cose che conosci?<
    Che, stai insinuando anche tu che sono arrivato sul gommone? Tutti uguali voi compagni, appena vi si gratta un po’, spunta fuori il Borghezio!:-)

    >Per noi toscani sentire gli stranieri aspirare tutte le c è come sentire il gesso stridere sulla lavagna:-)<
    He ha..o h’entra la “c”?:-). Qui si parlava di “ho”.

    >Riguardo ai libracci che leggi per stavolta non faccio commenti, ma occhio che se vuoi fare il saputello devi consultare libri un tantino più seri.<
    Si, mi ci metterò a studiare sul pregevole tomo del kompagno Salinari (quello delle foibe piene di vittime dei nazisti) e su quello dei kompagni Gallino&Vitrotto (quelli che “il muro di Berlino fu costruito dagli occidentali, oh yeah!”).

    Ma mi faccia il piacere, mi faccia, come diceva l’immortale Totò!

    Ciao

    Ritvan

  42. utente anonimo says:

    Ritvan,

    il tuo errore linguisticamente parlando è un errore veniale:-) il tuo modo di esprimerti e di scrivere in italiano è molto buono anzi direi ottimo, ora però sai anche quando si aspira la C, qualcosa in più no?

    E allora non ti lamentare:-))

    maria

  43. utente anonimo says:

    >Ritvan, è gustoso avere a che fare con te, Aurora<
    Oddio, quel “gustoso” m’inquieta:-). Non lo dici nel senso in cui lo diceva Hannibal the Cannibal, vero?:-)

    >che, da esperto vocabolarista, sicuramente conosci la differenza tra ” adulatori” e “ammiratori”.<
    Mah, paraviescamente parlando, non ho fatto altro che trovare il sostantivo giusto per chi fa – parole tue – “lodi sperticate”

    a|du|là|re

    v.tr. (io àdulo, adùlo)

    CO lodare eccessivamente per compiacenza o interesse: i suoi sottoposti lo adulavano senza ritegno; anche fig.: esaltare eccessivamente determinate caratteristiche positive, far più bello: questo ritratto ti adula

    >La dose di concime che Kel semina di tanto in tanto sotto forma di complimenti equamente tra i commentatori, con te si trasforma, al mio indirizzo, in somministrazione di arsenico . E’ un antiparassitario ?<
    Eccellente se hai la sifilide:-) (veniva chiamato “la pallottola magica”). Ma per te, esangue e diafana fanciulla, preso in piccole dosi, dovrebbe essere un eccellente ricostituente.

    >Per ringraziarti, chiedo informazioni sul tuo gommone : l’hai fatto revisionare?<
    Sì. Il mio gommone ti ringrazia commosso dell’interessamento:-).

    Ciao

    Ritvan

  44. utente anonimo says:

    Ritvan,

    in attesa di scoprire da dove mai mi potrebbe venire la lue, la prima lue del giorno, la lue aurorale, mi documento sui nuovi farmaci, ad evitare il tuo generoso consiglio di assunzione di arsenico, anche a scopo ricostituente del poco rosato colorito.

    Tu lo sai, non farmi perdere parole, che differenza c’è tra le sincere lodi, seppure sperticate, e l’adulazione.

    Auror eating Horror ( ahi, la masticazione, ohi, il veleno !)

  45. utente anonimo says:

    Io sono favorevole al balzello per entrare a Milano, meno common goods e più mercato se non vogliamo morire di smog!

    Francesco il ciliciota

  46. utente anonimo says:

    >Ritvan, il tuo errore linguisticamente parlando è un errore veniale:-) maria<
    Errore ‘n par de ciufoli! Se la regola secondo cui lo scritto deve riflettere fedelmente la pronuncia non è un’opinione, e se i cari toscani dicono “ho via!” (con l’acca iniziale non muta) non possono pretendere di scrivere “oh via”. Vabbè Dante, vabbè scacquare i panni in Arno, ma la dittatura linguistica capricciosa dei toscani no, per favore! Facessero loro pace col cervello.

    >il tuo modo di esprimerti e di scrivere in italiano è molto buono anzi direi ottimo, ora però sai anche quando si aspira la C, qualcosa in più no?<
    Che la “c” di “casa” non si tramutava in acca lo sanno anche i bambini che vedono i film di Benigni. La ragione non la sapevo e francamente m’interessa poho:-)

    >E allora non ti lamentare:-))<
    E chi si lamenta. Ma facessero un po’ come cavolo loro pare, però almeno avessero la decenza di lasciar fare anche a me lo stesso:-).

    Ciao

    Ritvan

  47. utente anonimo says:

    >Io sono favorevole al balzello per entrare a Milano, meno common goods e più mercato se non vogliamo morire di smog! Francesco il ciliciota<
    Scusa, ma se abiti in Cilicia, che te ne frega dello smog di Milano?:-).

    Ti informo che il bieco Feltri, liberale (pertanto odiato dai kompagni), ateo (pertanto odiato dai “fratelli”, con esclusione di Farina e Socci) e vagamente leghista/antiextracomunitario (e pertanto vagamente odiato anche dal sottoscritto), nonché a suo tempo fan della Moratti for sindaco, fece un editoriale di fuoco, intitolato “Letizia, sei diventata matta?”. E francamente non so dargli torto. Il principio è buono, è il tempo d’applicazione che è sbagliato. I mezzi pubblici (e a Roma è peggio, a quanto mi dicono) sono ADESSO pochi e superaffollati, figuriamoci se i loro utenti dovessero aumentare come conseguenza del balzello. Pertanto, una persona ragionevole prima fa un servizio pubblico di trasporti decente (in Albania è migliore, te lo garantisco) e poi cerca di dissuadere – anche mediante balzelli – il rag. Rossi dallo stipendio di poco più di 1000 euri che fa da solo in macchina il tragitto fino al suo ufficio in centro e ritorno a lasciare la macchina a casa, così da lasciar spazio all’agente commerciale Bianchi che guadagna il quintuplo, il quale deve per forza scorrazzare tutto il giorno per Milano e non lo può certo fare in tram. Io la penso così.

    Ciao

    Ritvan

  48. utente anonimo says:

    Caro Ritvan,

    in Italia è sempre il momento sbagliato per applicare un principio buono.

    Quindi è sempre quello giusto, e pazienza per i costi di transizione.

    Sennò ci teniamo la situazione presente e a me fa sempre più l’effetto del Titanic …

    Ciao

    Francesco

  49. utente anonimo says:

    Ho bischera:-), c’è poco da infierire.

    ritvan,

    tu hai scritto ho bischera e georgia ti ha detto che non si dice così e infatti non si dice così.

    Si dice oh ecc. ecc.

    Ho bischera…è sbagliato i n tutte le parlate regionali. Che c’è di male a fartelo notare?

    Se io scrivessi un frase , una parola, un modo dire, in dialetto lombardo sbagliando e aurora o altri me lo facessero notare non mi resterebbe che prenderne atto:-)

    maria

  50. utente anonimo says:

    >ritvan, tu hai scritto ho bischera e georgia ti ha detto che non si dice così e infatti non si dice così.

    Si dice oh ecc. ecc.

    Ho bischera…è sbagliato i n tutte le parlate regionali. Che c’è di male a fartelo notare?

    Se io scrivessi un frase , una parola, un modo dire, in dialetto lombardo sbagliando e aurora o altri me lo facessero notare non mi resterebbe che prenderne atto:-)maria<
    O dolce ex Discepola, credo di aver finalmente trovato il modo giusto per dialogare con te. Semplice come l’uovo di Colombo:-). Basta copincollare quello che ho scritto prima:-) e vediamo chi si stanca prima. Eccotelo:

    Errore ‘n par de ciufoli! Se la regola secondo cui lo scritto deve riflettere fedelmente la pronuncia non è un’opinione, e se i cari toscani dicono “ho via!” (con l’acca iniziale non muta) non possono pretendere di scrivere “oh via”. Vabbè Dante, vabbè scacquare i panni in Arno, ma la dittatura linguistica capricciosa dei toscani no, per favore! Facessero loro pace col cervello.

    Ciao

    Ritvan

  51. utente anonimo says:

    Ho è solo la voce del verbo avere.

    Le interiezioni si scrivono sempre oh, a prescindere dalla pronuncia dialettale.

    Potresto provare con un ‘o bischero e vedere l’effetto che fa.

    Ciao

    Francesco

  52. utente anonimo says:

    >Ho è solo la voce del verbo avere. <
    Tu quoque? Ma allora è vero che se nosotros biechi extracomunitari vi tocchiamo le “radici” dimenticate le divisioni fra comunisti e anticomunisti e ci date addosso?:-).

    >Le interiezioni si scrivono sempre oh, a prescindere dalla pronuncia dialettale.<
    Ah, sì? Anche “Ah”, p.es. si scrive “oh”?:-)

    >Potresto provare con un ‘o bischero e vedere l’effetto che fa.<
    Mmmm…così di prima, non mi sembra tanto corretto. L’apostrofo significa in tutti i casi elisione, ossia “sparizione” di una o più lettere. Qui, invece, abbiamo un’acca da AGGIUNGERE davanti alla “o”, rispetto alla versione italica che sarebbe “o bischero” (e non “oh bischero”, la “o” può fungere da interiezione/esclamazione anche da sola, senza l’acca dietro). Però, pensandoci bene, la “o” con l’apostrofo davanti, ” ‘o bischero”, a significare l’elisione dell’acca iniziale tipicamente toscana, potrebbe essere un’idea per poter scrivere la deliziosa invettiva. Ne parlerò con l’Accademia della Crusca:-)

    Ciao

    Ritvan In Uno Dei Suoi Soliti Deliri Di Grandezza:-)

  53. utente anonimo says:

    Ah si scrive oh solo quando si diatriba con un Bieco Veterinario Albanese. In questo caso si scrivono oh anche uh, ih ed eh. Naturalmente.

    o bischero? o mi suona come congiunzione in questo caso.

    Francesco

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