Cuori neri e problemi di identità. Riflessioni sul neofascismo italiano (III)

Alla prima parte

Luca Telese è intervenuto ieri nei commenti. Credo che il suo intervento meriti la visibilità di un post.

Miguel Martinez

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Carissimi,
mi avete segnalato questi saggi, come potete immaginare, seguo il dibattito con curiosità visto che del mio libro si parla. Sulla prima puntata, visto che proprio di me si parla, sarà necessario un chiarimento (anche se è la centesima volta che lo faccio) su qeusto benedetto nodo dell’identità.

Primo) Sono una persona di sinistra che lavora a Il giornale. Non sono un transfuga, un rinnegato un abiurante come ce ne sono tanti a destra. I miei valori, la mia formazione e buona parte delle mie idee politiche sono di sinistra (anche se rivendico il diritto alla criticità con le varie sinistre uliviste di governo).

Chi legge il Giornale lo sa, i colleghi lo sanno, anche i lettori del Corriere (è stato scritto che sono stato portavoce di RIfondazione sin dalla prima recensione del Corriere) e anche tutti quelli che partecipano alla presentazione. Ha ragione l’estensore di Kelebek. La mia identità politica dovrebbe essere irrilevante, ma siccome se nel parla, ci terrei a precisare che non sono affatto “organico alla Casa delle libertà”.

Secondo) Ma allora perchè uno di sinistra scrive un libro su 21 morti ammazzati di destra? In questo caso non sono veri nè il primo nè il secondo caso ipotizzati dal nostro recensore. O meglio: da tempo mi sono convinto che questo paese debba ricucire la ferita dell’odio, delle infinite guerre civili, della faziosità feroce falsa e propagandistica che negli anni di piombo ha alimentato il conflitto perchè conveniva ai generali degli eserciti senza divisa.

Da persona di sinistra ho trovato intollerabile la copertura politica e morale che si è data a molti delitti proprio in virtù del “doppiopesismo” cronico che affligge questo paese. Che suona più o meno così: “Se a uccidere è stato un mio compagno o un mio camerata”, allora in realtà non è un dleitto. E’ stato un atto di giustizia, o tutt’alpiù un errore. Io invece credo che a questo paese serva assolutamente una memoria se non “condivisa” almeno “comune”. Ovvero: smetterla di credere che contino solo i propri lutti di parte, che il bene assoluto stia in casa propria, e che il “male assoluto” sia l’identità del proprio nemico.

Ho trovato una straordinaria dignità nelle famiglie e nelle madri degli anni di piombo, sia in quelle di destra che in quelle di sinistra. In definitiva ho sentito che un dovere, e come una possibilità concreta, ricostruire un frammento di storia terribile al di là delle fazioni. Ci ho provato.

Alcuni segnali che ho rcievuto mi hanno detto che ci sono riuscito, altri (più minoritari) mi hanno fatto pensare che solo per averci provato ti spareranno contro tutta la vita. Il risultato di questo tentaitvo è Cuori neri, e le mille cose positive che sono state scritte su questo libro (compreso il fatto che chi lo leggeva senza conoscermi non cpaiva come la pensassi) sono state il più bel regalo che potessi ricevere per tre anni di lavoro appassionato.
Luca Telese

Ps. Questa famosa recensione di Valerio Marchi era piena di contestazioni assurde. Molti di questi recensori feroci mi contestano cose che in Cuori neri non ci sono, e che ci hanno letto solo loro. Pazienza, non è un prezzo che non si possa pagare.

(Continua…)

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6 Responses to Cuori neri e problemi di identità. Riflessioni sul neofascismo italiano (III)

  1. utente anonimo says:

    trovo il post di telese veramente ammirevole

    roberto

  2. kelebek says:

    Chiaramente se Luca Telese desidera intervenire di nuovo, può scrivere nei commenti e ci penserò poi io a mettere ciò che scrive tra i post.

    Gli consiglierei quindi di fare una risposta cumulativa, che si possa leggere come un post, anche senza aver letto i singoli commenti a cui risponde.

    Miguel Martinez

  3. utente anonimo says:

    trovo il post di telese veramente ammirevole roberto

    Ortografia compresa?:-) :-)

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Miguel, non correggendo i numerosissimi refusi del commento trasformato in post – e dunque, reperibile con Google -hai rovinato per sempre la reputazione di un giornalista:-).

  4. utente anonimo says:

    percé coza ci trvi di malle nello artrographia del poste?

    robberrto

  5. utente anonimo says:

    scherzi a parte trovo ammirevole (ma già lo sai) la critica che fa telese del doppiopesismo italiano e di questa visione del mondo che vuole il bene tutto da una parte e il male tutto dall’altra

    roberto

  6. kelebek says:

    Ha ragione Ritvan (n. 3). Evidentemente Telese ha scritto di getto. Ho corretto una parte degli errori di ortografia, ma ahimè non tutti. Mi ricorda l’ottimo Moreno Pasquinelli :-)

    Altro difetto di Telese: avere un sito internet che è impraticabile. Fossi in lui, cambierei webmaster.

    Miguel Martinez

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