Cuori neri e problemi di identità. Riflessioni sul neofascismo italiano (II)

Alla prima parte

Si dice che la politica sia l’arte del possibile.

Ne discende una conseguenza interessante.

Scegliere tra varie cose possibili, si può fare solo nel presente, avendo in mente il futuro.

Il passato, come sappiamo perfettamente tutti per amara esperienza, è invece il mondo dell’impossibile: cioè il luogo dove, qualunque cosa cerchiamo di fare, non possiamo spostare nemmeno un filo d’erba.

Il passato, quindi, non è politico.

Certo, il passato ci offre esempi di errori, e questo ci può essere utile per fare le nostre scelte, ma sembra che nemmeno i più cinici decision makers ci riflettano molto.

I morti – quelli di cui parla Luca Telese, come tutti gli altri, di qualunque parte, fazione o etnia  – fanno parte totalmente del passato e sono quindi estranei al dominio della politica.

Non possono fare nulla per il presente, e noi non possiamo fare nulla per loro, se non, forse, pregare (ma si prega eventualmente per il loro presente nell’aldilà, non per il loro passato).

Se ci ancoriamo ai morti, rimaniamo quindi immobili, e non possiamo fare più scelte: restando con i morti, usciamo dalla politica, e veniamo in qualche modo vampirizzati.

La storia e il passato sono latte versato, e il buon senso ci insegna che in questo caso è inutile piangere.

Qui però troviamo un paradosso.

Le scelte presenti – come quella, già citata, di mandare i soldati italiani in Afghanistan – suscitano pochissime emozioni del tipo che siamo soliti chiamare politiche.

Le discussioni invece sui morti, e quindi sul passato, e quindi sull’irrimediabile, risvegliano un tipo di furore e angoscia che si rappresenta come politico: abbiamo detto che sia chi esalta, sia chi denigra Luca Telese ha una chiara identità politica.

Riassumo.

La politica, essendo l’arte del possibile, esclude il pianto sul latte versato.

Eppure, l’identità delle persone è costituita, in grandissima parte, di lacrime spese sul latte versato. Le persone tendono a chiamare questa identità “politica”, e certamente l’identità ha conseguenze concrete sul presente: ma è solo allora che diventa realmente politica.

Questo vuol dire che la politica reale si nutre di identità; ma anche che c’è qualcosa di falso nel chiamare “politica” ciò che è invece questione di identità.

Torniamo così alla questione attorno a cui stiamo girando: l’identità.

(Continua…)

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66 Responses to Cuori neri e problemi di identità. Riflessioni sul neofascismo italiano (II)

  1. utente anonimo says:

    Mi permetto di non essere d’accordo. Il passato e’ POLITICO, in quanto campo di non solo di opinione e appartenenza (che tu sembri associare alla “nostalgia del latte versato”), ma anche di definizione del presente.

    Un esempio fulgido e’ la questione identitaria della Germania post-nazista, che ha dovuto autoamputarsi un’identita’ lineare sul piano storico per non ricadere nella patologia della definzione deteriore. E ancora questo passato non e’ stato versato, e presenta problemi che sono politici, perche’ L’IDENTITA’ E’ POLITICA (scusate il caps lock, ma non so come inserire il corsivo).

    Quindi il campo del passato e’ tutt’altro che escluso dal presente, al contrario, rischia di minarne le fondamenta con scosse post-traumatiche di indicibile potenza. A chi si interessa della questione tedesca, storico-identitaria in generale e (allo stesso livello di importanza) rappresentativa, consiglio di cercare la magnifica raccolta di saggi di Saul Friedlander, “Probing the limits of representation”. Oppure rivolgersi alle opere sulla “societa’ senza padri” dei coniugi Mitterlich.

    Antonello

  2. utente anonimo says:

    Miguel scrive:

    “Eppure, l’identità delle persone è costituita, in grandissima parte, di lacrime spese sul latte versato. Le persone tendono a chiamare questa identità “politica”, e certamente l’identità ha conseguenze concrete sul presente: ma è solo allora che diventa realmente politica.

    Questo vuol dire che la politica reale si nutre di identità; ma anche che c’è qualcosa di falso nel chiamare “politica” ciò che è invece questione di identità.”

    Io intendo che proprio nel momento in cui all’identità a cui ci si richiama non corrispondono azioni coerenti con essa, allora c’è qualcosa di falso nel chiamare politica ciò che è invece questione di identità, o meglio, presunzione di identità.

    Non capisco le oservazioni di Antonello.

    Discutetene voi. Torno fra quattro giorni.

    Cocco

  3. interessante Miguel.

    condivido l’idea che il passato è il mondo che non possiamo cambiare. La politica è scelta e vi è ben poco da scegliere in azioni già accadute quindi il passato non ha valenza politica

    Eppure come sottolinei il passato suscita eccitazione ben superiori a molti eventi attuali , perchè?

    perchè nel passato , nella scelta del passato a cui riferisi , si fa scelta politica.

    Essa è scelta che compiamo nel presente quindi è politica.

    E’ scelta politica pensare ( e comportarsi di conseguenza ) che il Sistema capitalista/liberale non sia un dogma assoluto e che possa essere cambiato salvaguardando l’individuo (il socialismo democratico) , è scelta politica pensare che il Sistema c/l sia comunque il miglior possibile e che pur essendo migliorabile è da salvare (i liberali) , è scelta poltica concepire l’abbattimento del Sistema c/l per l’instaurazione di un mondo più eguale (comunismo sovietico) , è scelta politica credere di dover salvare e fissare l’identità di una comunità contro l’invasione dell’individualismo (tradizionalismo nero , fascismo “democratico”…..) e via dicendo

    Ma questa scelta ha valore o meno?

    ha un valore relativo. In che senso?

    se essa indica i valori di riferimento che influenzeranno le nostre scelte pragmatiche attuali (tipo il sostenere o meno l’invio di truppe) essa è politica.

    se essa invece è semplicemente la scelta di uno schieramente che ci solletica per vari motivi (il Che è un bell’uomo, Khomeini ha l’aspetto da sapiente….) allora diventa “scelta estetica” più che scelta politica e non ha valore.

    Paradossalmente la scelta estetica è molto più diffusa delle scelta vera. Entrambe fanno sentire parte di un clan, così si confonde posizione legate ai valori di una tradizione e posizioni legate all’estetica di una tradizione.

    Esempio? per tempo si è confuso il terrorismo iracheno collegandolo a forme di lotta all’oppressore come la Resistenza antinazista quando essi sono fenomeni diversissimi .

    oppure si è a prescindere definiti “laici” se si appoggiano determinate battaglie (l’esser a favore della sperimentazione sugli embrioni) senza valutare il percorso che porta ad una o all’altra scelta (la laicità è l’assenza di “imposizioni etiche” da parte dello Stato e la razionalità è l’assenza di dogmatismi)

    o ancora confondere la lotta israelo/palestinese che è lotta tra nazioni (che una sia più o meno più oppressiva e/o più forte dell’altra è questione secondaria) con altro

    sarebbe ora di far scelta politica in base al presente e quando si sceglie nel passato i propri valori “storici” , di sceglierli non in base a mode ma in base a seri ragionamenti e modi d’essere (è davvero triste veder a Sinistra, formazione patriarcali e violente come Hamas essere viste come “Sinistra” solo perchè l’appoggio alla lotta palestinese fa parte della “storia” di Sinistra)

    saluti

    p.s.

    quegli scontri rossi/neri non mi suscitano nulla e posso parlarne tranquillamente poichè io mi sento legato al socialismo democratico ed alla democrazia e respingo chi usò la violenza in regime di democrazia nè mi sento legato ai missini ed ai comunisti…. che abbiano loro i sensi di colpa per gli errori della propria tradizione e la bile per quella altrui

  4. utente anonimo says:

    È che miguel ha messo, così a me pare, in contrapposizione due modalità politiche. La politica “ideologica”, per intenderci, di cui l’identità è il fondamento, e la politica come gestione d’una società. Ora, la politica come gestione, l’arte del possibile, ormai è tutta dentro l’orizzonte di questo scorcio di capitalismo, e non chiede altro, che ci riesca è altro paio di maniche, che gestirlo “bene”, per così dire. Ma l’identità politica, l’ideologia che li ha fondati, di molti partiti, aveva altri orizzonti. Questo, suona falso. Se poi, questi partiti, raggruppati grossomodo in una destra e una sinistra, polemizzano per le lotte di chi sarà il “gestore” dell’esistente, con gli scontri ideologici d’un tempo, questo suona ancora più falso, come ha notato miguel con l’esempio afgano.

    Poi ci sarebbe parecchio altro da dire su termini come memoria e dimenticanza, su identità e su come queste cose sono strumentalmente usate. Per esempio, telese fa una distinzione tra i morti dai “rossi”, di cui racconta le storie, e i morti dalle forze dell’ordine, per scelta di lotta armata. Facile vedere la valenza tutta strumentale di questa scelta, quasi che gli altri non fossero cuori neri. Nei siti di militanti di destra legati a doppio filo all’identità nera, e disinteressati alla politica come gestione, il ricordo dei camerati caduti non ha questa distinzione. Sono più rispettabili, indubbiamente, i secondi.p

  5. utente anonimo says:

    E’ tutto normale, tutto come suole.

    Per quanto possa sembrare strano cuori neri tratta un tema più vicino e più comprensibile a noi di quanto lo sia quello dell’Afghanistan.

    L’inquieto passato è il nostro, ci coinvolge, ci avvince, l’Afghanistan è un presente lontano, riguarda altri.

    Il popolo sovrano si disinteressa dei finanziamenti per le missioni e della politica estera, e l’identità del partito non è più una catena, ci si può piegare, come in effetti fanno gli esperti politici, agli interessi della nazione ( vedete voi quali interessi e quale nazione).

    Aurora.

  6. utente anonimo says:

    Filomeno, sei un politico “attivo”, ti sei candidato da qualche parte ?

    Se sì, ti dispiacerebbe dirmi dove e cosa e come hai studiato, come hai iniziato la “carriera” e come procede?

    Aurora.

  7. kelebek says:

    Grazie dei commenti, tutti decisamente interessanti.

    Il discorso ovviamente prosegue!

    Miguel Martinez

  8. utente anonimo says:

    Chi controlla il passato controlla il presente, si diceva in 1984.

    Il passato non può essere mutato, ma ciò non significa che non sia campo politico; anzi, al contrario: proprio perché è (percepito come) immutabile, e dunque posta in gioco di altissimo valore per la definizione delle identità, proprio per questo c’è, da sempre, il MASSIMO INTERESSE POLITICO nell’avere l’esclusiva sulla definizione di ciò che È il passato, di quelli che sono stati gli eventi passati. Non tanto tramite manipolazioni, con la negazione di fatti realmente accaduti o l’invenzione di fatti inesistenti, quanto tramite il semplice meccanismo di tacere alcuni fatti ed enfatizzarne altri. Per questo, nell’Europa di inizio XXI secolo conosciamo tutti a memoria la storia dei lager e massacri nazisti, ma non sappiamo quasi nulla (o ne parliamo comunque pochissimo) di quelli degli imperi coloniali, dal Congo di Leopoldo II al gas italiano in Abissinia.

    È forse falso fare politica col passato, solo perché l’immutabile passato viene presentato come tale nella malleabilissima percezione presente che abbiamo di esso? Forse la soluzione consiste nel liberarsi dall’idea che il passato sia davvero immutabile, che sia un campo solido e granitico da cui discende l’oggi…

  9. E’una analisi che potrebbe sembrare convincente se fosse vera. Quegli scontri che allora venivano vissuti solo dai più imbecilli in modo identitario, erano l’equivalente delle risse e degli omicidi tra tifoserie opposte. O se vuoi l’equivalente delle bande delle metropoli americane. Ricordo gli spari davanti alla mia scuola (di sinistra), ricordo i “compagni” che raccontavano con fierezza di avere spezzato i polsi ai “fasci”. Questa non è – ne’era – di certo politica, ma neppure storia: sono brandelli di tribalismi che allora avevano quel colore, e che non hanno ne’ avevano alcun interesse se non di tipo giudiziario – e volendo antropologico. Non capisco cosa c’entri tutto ciò con gli eventi attuali, che appartengono (e come tali vengono discussi e analizzati, e con quali passioni, al contrario di quel che sostieni tu) a pieno titolo al campo della politica.

    Rosa

  10. utente anonimo says:

    Troppa foga liquidatoria, rosa, anche se è vero che c’era molto “tribalismo”, come in tutte le questioni dove c’entra l’identità. Prendo a spunto i tuoi efficaci esempi di tribalismo apolitico. Hai mai visto i capetti di tifoserie ultras o delle gangs di strada americane essere il vivaio venti trent’anni dopo di una grossa parte della classe dirigente (non solo quella strettamente, professionalmente politica) d’un paese? Questo tra l’altro spiega in parte l’uso che ancora oggi fa la politica di scontri che avevano motivazioni oggi ritenute del tutto sbagliate. Sono diventate soprattutto armi ad hominem contro i tanti che, oggi in posizioni di prestigio, vi avevano partecipato. Se il successo è una chiave per interpretare l’intelligenza di qualcuno, gl’imbecilli rischiano di essere quelli che a quegli scontri non hanno avuto parte, che non hanno capito che quella era una delle importanti palestre pratiche della prossima classe dirigente. Mi pare che la tua posizione nasca dal fatto che per te la politica sia solo l’arte del possibile (e il possibile lo limiti all’orizzonte limitato di cui parlavo), e sottovaluti o non tieni conto dell’aspetto ideologico/identitario della stessa.p

  11. utente anonimo says:

    Chi controlla il passato controlla il presente, si diceva in 1984.

    Non per essere il solito scassaminchia – cosa che peraltro sono – ma in 1984 si diceva esattamente il contrario :-)

    Z.

  12. >>Filomeno, sei un politico “attivo”, ti sei candidato da qualche parte ?>Se sì, ti dispiacerebbe dirmi dove e cosa e come hai studiato, come hai iniziato la “carriera” e come procede?Aurora.< posso chiederti perchè me lo hai chiesto?
    e soprattutto perchè mi hai chiesto come ho studiato? non si vede che ho studiato male :-p

  13. accidenti alle virgolette.

    ripeto il post per Aurora.

    ………………………………………

    aurora:

    sei un politico “attivo”, ti sei candidato da qualche parte ?

    filomeno:

    non nel senso che intendi tu.

    per ora ho fatto solo azioni di disturbo…. sono come la pulce con la tosse :-(

    aurora:

    Se sì, ti dispiacerebbe dirmi dove e cosa e come hai studiato, come hai iniziato la “carriera” e come procede?

    filomeno:

    si può dire che la carriera non procede!!

    i tentativi seri sono stati due:

    1) alle amministrative del 2005 presentare una lista antidemitiana (io vivo in Irpinia). Sarebbe piaciuta a Miguel: l’iniziativa era diretta da me e da un amico di AN.

    La cosa non andò in porto perchè molti avevano parenti nelle altre liste a cui non volevano opporsi e qualcuno dei nostri candidati fu candidato “a sorpresa” in altre liste (la disoccupazione fa accettare qualsiasi cosa!!) , alla fine siamo rimasti in tre!!

    2) quest’anno sto cercando di metter in piedi un’associazione per il Socialismo tra giovani diessini, rosapugnisti e bertinottiani per criticare la deriva politica centrista ed il capitalismo totalizzante. Da come si sono messe le cose, la cosa non andrà in porto. ……

    e dovrò seriamente rividere i modi ed i tempi della mia partecipazione politica

    perchè mi chiedi se ho studiato? non si vede che ho studiato male :-p

  14. kelebek says:

    Beh, se Filomeno si candida da qualche parte come amministratore locale, con divieto di occuparsi di politica estera, lo voto subito :-)

    L’ho conosciuto infatti per alcuni violenti scontri che abbiamo avuto su un paio di mailing list, a proposito di guerre, eccetera.

    Poi ho imparato ad apprezzarlo come spirito indipendente, che fa riflessioni originali su molti temi.

    Miguel Martinez

  15. kelebek says:

    Per Rosa (n. 10),

    Forse avrei dovuto qualificare meglio quello che volevo dire.

    Esiste sicuramente una grande foga emotiva oggi su questioni politiche, ma mi sembra che quella foga sia anch’essa tribale.

    Ad esempio la lotta sulla legge elettorale non riguarda affatto i contenuti (non è certamente di “destra” il proporzionale, o di “sinistra” il maggioritario); mentre gran parte dell’opposizione alle imprese belliche era solo una forma di antiberlusconismo mascherato, e credo che il voto sull’Afghanistan lo dimostri ampiamente.

    Anche per la questione annosa e rumorosa della proprietà delle televisioni, non abbiamo due concezioni diverse dei media, ma semplicemente il problema che il capotifoseria della destra ha troppe televisioni.

    Forse l’unico tema in cui c’era veramente una spaccatura destra-sinistra sui contenuti è stato quella del referendum sulla fecondazione assistita, e infatti sono andati in pochi a votare.

    In questo senso, diventa identitaria anche la discussione su quei temi che, a differenza dei morti, rientrano ancora nel campo del possibile.

    Miguel Martinez

  16. utente anonimo says:

    Anche per la questione annosa e rumorosa della proprietà delle televisioni, non abbiamo due concezioni diverse dei media, ma semplicemente il problema che il capotifoseria della destra ha troppe televisioni. Miguel

    maria

    infatti la televisione pubblica nel corso del tempo si è andata modellando su quella commerciale .

    Guardiamo i reality o i cosiddetti programmi contenitori , non vedo nessuna differenza per esempio tra Domenica in e l’altra analoga trasmissione di cui non riesco in questo momento a ricordare il nome e che va in onda su una rete commerciale. Non credo che il centro sinistra modificherà di molto la qualità dei palinsesti che sono tutti equivalenti. Cambia appunto soltanto il proprietario, ma se un alieno sbarcasse in Italia non riuscirebbe certamente a capirlo dai programmi.

  17. utente anonimo says:

    Non sono certa che il passato sia immutabile dal momento che é sottoposto a una continua rivisitazione sia da parte dei politici che degli storici e anche da parte della gente comune. Esso dunque fa parte a pieno titolo della Politica che non è solo arte del possibile e quindi del presente.

    Tu dici che la politica sembra valere soltanto se riferita al passato, è vero ma forse , l’identità e la politica non sono antitetiche come tu pensi. Nessuno può fare a meno di una narrazione personale e di gruppo che nel corso del tempo tende a cristallizzarsi e a fare tuttavia da base, perlomeno fino a quando un certo autoinganno che ogni identità cela inevitabilmente dentro se stessa sarà pienamente svelato. Ma a quel punto se non ci sarà un’altra forma identitaria potrebbe esserci il distacco dalla politica e proprio perché la politica è presente ma anche scenario futuro.

    Se io amministro una città, devo avere in mente un’idea di città, una città che magari non esiste ancora ma alla quale io tendo anche quando faccio una semplice strada…

    L’identità dunque potrebbe essere cultura, senso del mondo che vorremmo ma anche di quello passato, e non solo vuota facciata che maschera una pratica buona solo per coloro che la fanno in prima persona.

    maria

  18. utente anonimo says:

    Ti ringrazio, Filo, di avermi risposto, anche se parzialmente. Dei tuoi studi non parli, se non per chiedermi se non si vede che hai studiato male. Non so cosa intendi tu per studiare male, ma se significa che non hai frequentato le scuole regolarmente, questo potrebbe essere un merito, da cui far discendere l’originalità e l’indipendenza che ti attribuisce Kel.

    Comunque sì, penso che ti devi sforzare di trovare un’ oratoria più semplice, anche per chi di sigle e diatribe politiche non capisce nulla.

    Naturalmente appoggerei una tua candidatura, non fosse altro che per il fatto che appari “candido”.

    Purtroppo rilevo che ti mancano i supporti, i compagni di strada si disperdono in liste ( della spesa ?) e nessuno tra chi ti circonda è disposto a coltivare con pazienza un buon seme.

    Hai pure pochi parenti, mi pare.

    Non demoralizzarti. Se mi posso permettere, devi smettere di candidare altri e puntare su te stesso. Chi ti ama ti segue, prometti di ricambiare generosamente l’amore espresso con il voto , prometti di tutto e di più, e fatti eleggere.

    Aurora.

  19. In questo momento non sono in grado di commentare con lucidità. Mi pare che di nuovo Miguel riproponga la sua convinzione che destra e sinistra non esistano, che non mi ha mai trovato d’accordo. Ma leggerò meglio domani. Intanto segnalo una recensione di quel libro che mi ha colpito molto, fatta da uno studioso che ho sempre stimato e che di certo ha avuto una biografia particolare.

    http://www.carmillaonline.com/archives/2006/07/001865.html

    tamas

  20. kelebek says:

    Per Tamas,

    alt, non dico affatto che destra e sinistra non sono mai esistiti.

    Dico che oggi non esistono, almeno come portatori di due “possibilità” (virgolette, per via del riferimento all’arte del possibile) radicalmente diverse.

    Miguel Martinez

  21. EduardGans says:

    Il fare politica (a destra come a sinistra) sulla contabilità dei morti è un vizio recente del cosiddetto “revisionismo storico”. Si tratta di un filone alla moda, che in più garantisce una sicura pubblicità agli estensori dei libri e, grazie ad essa, lauti guadagni. E’ un procedimento discutibile sul piano scientifico e non amplia le nostre conoscenze, semmai cerca di giudicare con categorie attuali accadimenti che nulla hanno a che vedere con il teatrino politico di oggidì.

    Se fin qui seguo il tuo ragionamento, non sono invece d’accordo sull’assolutizzazione della categoria dei “morti” che, una volta morti, dovrebbero essere lasciati navigare nel limbo di una memoria indistinta. Al contrario! I morti sono pur sempre morti per un qualche motivo: il partigiano ammazzato dal nazista è morto per un motivo ben diverso dal repubblichino ucciso a sangue freddo dal partigiano, magari dopo l’armistizio. Se neghiamo ai morti la possibilità di essere definiti in quanto “morti per”, ne neghiamo anche la dignità umana.

  22. Miguel scrive:

    “Il passato, come sappiamo perfettamente tutti per amara esperienza, è invece il mondo dell’impossibile: cioè il luogo dove, qualunque cosa cerchiamo di fare, non possiamo spostare nemmeno un filo d’erba.”

    SBAGLIATISSIMO, caro Miguel. Il passato è MODIFICABILISSIMO, è proprio su questo che spesso si gioca. O meglio, il passato non è modificabile, ma il suo ricordo sì, e sono la stessa cosa, alla fine dei conti. E’ questo su cui giocano la destra e la sinistra di oggi, sul fatto che possono dare a bere alla gente che in passato i loro “simboli” non sono stati figli di puttana. Scusate il francesismo.

    saluti

    Rubimasco

  23. utente anonimo says:

    Ho appena letto la recensione di Valerio Marchi, segnalataci da Tamas, al libro di Telese dalla quale si vede che il passato conta molto e che é anche l’dentità a definirlo di volta in volta.

    L’intervista è interessante, il suo autore una persona di grande spessore, eppure la stroncatura totale che ne deriva non può fare a meno di ricordare due cose:

    la prima che Telese è stato militante di Rifondazione e la seconda che adesso è organico al Polo delle Libertà.

    Alla ricostruzione di Telese non si riconosce nulla, al punto di contestare anche la descrizione che Telese fa delle sezioni meridionali del MSI che erano anche una specie di circoli ricreativi, e che nella visione di Telese contribuirono anche per questo ad attirare giovani di destra capitati dunque, a suo parere, lì per caso.

    Non sono in grado di stabilire quanta casualità ci fosse nell’iniziale frequentazione ma certamente negli anni Sessanta le sezioni politiche del meridione erano anche luoghi di ricreazione popolare, nelle sezioni del PCI per esempio si giocava a carte, come in quelle del MSI si giocava a flipper. Questo per esempio non succedeva in Toscana per cui probabilmente, questo lo dico io, i giovani missini toscani del tempo facevano una scelta più meditata.

    maria

  24. @maria: i giovani missini toscani facevano scelta molto più meditata dei loro camerati meridionali… un po’ come la Sinistra meridionale faceva scelta molto più meditata di quella toscana :-p

  25. utente anonimo says:

    caro Filo,

    come ti chiamo anch’io in altra lista, forse non mi sono spiegata bene:-) il mio non era un giudizio di valore ma una notazione sollecitata dalla recensione di marchi al libro di telese che secondo marchi, attribuiva alla militanza di alcuni fascisti meridionali un carattere di casualità citando appunto le sezioni dove si giocava a flipper.

    Ho anche detto che nelle sezioni comuniste si giocava a carte per dire appunto che tali luoghi erano anche dei semplici ritrovi dove si poteva andare anche per motivi non strettamente partitici. In Toscana questo non avveniva per la presenza nel territorio di strutture politiche di intrattenimento tipo case del popolo o circoli cattolici, per cui chi andava nelle sezioni di qualsiasi partito lo faceva per ragioni politiche in senso stretto.

    Molti ssimi anni fa in un viaggio in Sicilia, nell’agrigentino per l’esattezza, toccai con mano questa realtà che non avevo mai visto prima e che mi si rivelò come una caratteristica peculiare del territorio siciliano di quel periodo storico, anni Sessanta. Tutto qui.

    Non volevo certamente mettere in discussione la consapevolezza politica dei missini e nemmeno quella di altri partiti come i comunisti.

    Hai frainteso evidentemente oppure sono io che non ho capito il tuo commento?

    maria

  26. Maria, ancora oggi si gioca a carte nelle sezioni (e più in generale si fa attività creativa) e non solo quelle missine. Io ricordo la vecchia sezione della DC di fronte casa mia al paesino in cui si riunivano per vedere le partite o più recentemente la sezione di Rifondazione nei pressi di dove abitavo a Salerno nella quale si facevano delle nottate a giocare .

    Certo si può entrare in una sezione per far solo ciò ma di solito chi entra in un luogo di tal genere, è già orientato a far una determinata scelta politica.

    e ciò non urta con il fare politica, si tratta semplicemente di aggiungere un’altra attività a quella più propriamente politica.

    In fondo ci sono i BAR nel meridione, dove si gioca a carte dalla mattina alla sera…. se si è interessati all’attività ludica si può andare in quelli

    io quindi metto in dubbio la maggiore consapevolezza politca dei toscani rispetto ai meridionali, soprattutto quando si parla di partiti antisistema come l’MSI, il PCI e per quanto lo fu il PSI… la cui partecipazione nel Meridione comportava talvolta un costo personale nei rapporti con le autorità amministrative e ciò è particolarmente importante visto che quasi tutta l’economia meridionale è legata al pubblico che si tratti di raccomandazione per il dipendente o di appalto per l’imprenditore (questa è la grande malattia del meridione, finchè non se ne esce, non si risolverà nulla)

    è chiaro che una sezione comunista è una sezione comunista , meno chiaro è che un circolo ricreativo è legato ad un partito (eppure spesso lo è stato), è frequentato da gente di un partito.cosa voglio dire? che le amicizie , il gruppo che frequenti alla fine condiziona , solo che nel caso del circolo “politico” non è dichiarato esplicitamente mentre nel caso della sezione si.

    In secondo luogo, parlando di identità e collegando il discorso alla frequentazione (consapevole o meno) di determinati ambienti, io comincerei a notare una cosa: ci sono regioni che hanna cambiato o cambiano voto alle elezioni. Altre invece che sono legate da cinquant’anni alla stessa cerchia di uomini e di riferimenti culturali per queste regioni penso si possa parlare più di identità “locale” piuttosto che di scelta politica.

    E’ qui che l’identità ha un peso, un peso spesso inconsapevole.

    in altri luoghi c’è invece una consapevole scelta politica che questa scelta sia legata a squallidi interessi materiali o ad altri ideali è altro discorso

    questo è quello su cui dissentivo dal tuo discorso

  27. utente anonimo says:

    io quindi metto in dubbio la maggiore consapevolezza politca dei toscani rispetto ai meridionali, soprattutto quando si parla di partiti antisistema come l’MSI, il PCI e per quanto lo fu il PSI… filomeno

    maria

    ma io non ho affermato che sarebbe esistita una maggiore consapevolezza politica dei toscani rispetto ai meridionali, ti ripeto, ho fatto delle notazioni di costume riferite al libro di telese e alle critiche di marchi.

    maria

  28. utente anonimo says:

    per filomeno

    mi ero dimenticata di dirti, forse perchè l’ho fatto tante volte, che il pci non era un partito eversivo, non so quale sia la tua conoscenza dei comunisti italiani ma dire che esso fu una forza nazionale democraticamente radicata nella società italiana è cosa quanto mai vera. Il tentativo di porre storicamente fascisti e comunisti sullo stesso piano è molto attuale ma infondato.

    maria

    maria

  29. ed io ti ho detto non so quante volte che non pongo comunisti e fascisti sullo stesso piano … e sull’intransigenza antifascista si consumano fratture con alcuni movimenti

    in

  30. (partito il post prima che finissi di scrivere)

    in quanto all’eversività, io ho scritto una cosa diversa: ho parlato di antisistema, volendo sottolineare sia l’opposizione al Pentapartito (opposizione concepita come diverso blocco di potere più che come alternativa ideale ) sia come sostenitori (almeno in parte ed in teoria ) di un sistema politico diverso: il comunismo.

    Poi rimango sulle mie posizioni consuete: il livello di democraticità del comunismo italiano (di cui il PCI fu gran parte) non fu completo come lo fu quello del PSI ad esempio. Che poi il PCI fosse un partito complessivamente democratio è una cosa che sottoscrivo

    ciao

  31. utente anonimo says:

    Miguel:Ad esempio (…) gran parte dell’opposizione alle imprese belliche era solo una forma di antiberlusconismo mascherato, e credo che il voto sull’Afghanistan lo dimostri ampiamente.

    Come certamente ricorderai, Miguel, sull’Afghanistan gran parte del centrosinistra aveva già votato a favore quando fu istituita la missione NATO.

    Non vedo nessun cambio di politica nell’insieme della coalizione, solo qualche comprensibile equilibrismo della sinistra radicale. Che a sua volta ha posizioni molto diverse dalla destra su fisco, lavoro, giustizia, sanità – per dirne alcune.

    Insomma, faccio fatica a considerare la politica del centrosinistra sull’Afghanistan come “ampia dimostrazione” che non ci sia differenza tra il centrodestra e il centrosinistra…

    Zeta

    p.s.:

    sono d’accordo con Maria. Diceva Bloch che non esistono fatti storici, è lo storico a crearli. Una posizione certamente radicale, ma che mette chiaramente in luce come la pluralità di punti di vista investe anche il passato, e non solo il presente.

    Se si vuol dire che proiettare la propria identità nel passato – come fanno in troppi – è politicamente improduttivo, allora siamo certamente d’accordo. Ma non credo si possa escludere il passato dall’ambito della riflessine politica, per le ovvie ripercussioni che il passato ha sul presente e quindi sul futuro.

  32. LUCA TELESE SOSTIENE CHE….

    Carissimi,

    mi avete segnalato questi saggi, come potete immaginare, seguo il dibattito con curiosità visto che del mio libro si parla. Sulla prima puntata, visto che proprio di me si parla, sarà necessario un chiarimento (anche se è la centesima ovlta che lo faccio) su qeusto benedetto nodo dell’identità. Primo)

    Sono una persona di sinistra che lavora a Il giornale. Non sono un transfuga, un rinnegato un abiurante come ce ne sono tanti a destra. I miei valori, la mia formazione e buona parte delle mie idee politiche sono di sinistra (anche se rivendico il diritto alla criticità con le varie sinistre uliviste di governo). CHi legge il GIornale lo sa, i colleghi lo sanno, anche i lettori del Corriere (è stato scritto che sono stato portavoce di RIfondazione sin dalla prima recensione del COrriere) e anche tutti quelli che partecipano alla presentazione. Ha ragione l’estensore di Kelebek. La mia identità politica dovrebbe essere irrilevante, ma siccome se nel aprla, ci terrei a precisare che non sono affatto “organico alla Casa dele libertà”.

    Secondo) Ma allora perchè uno di sinistra scrive un libro su 21 morti ammazzati di destra? In questo caso non sono veri nè il primo nè il secndo caso ipotizzati dal nostro recensore. O meglio: da tempo mi sono convinto che questo paese debba ricucire la ferita dell’odio, delle infinite guerre civili, della faziosità feroce falsa e propagandistica che negli anni di piombo ha alimentato il conflitto perchè conveniva ai genrali delgi eserciti senza divisa. Da persona di sinistra ho trovato intollerabile la copertura politica e morale che si è data a molti delitti proprio in virtù del “doppiopesismo” cronico che affligge questo paese. Che suona più o meno così: “Se a uccidere è stato um mio compagno o un mio camerata”, allora in realtà non è un dleitto. E’ stato un atto di giustizia, o tutt’alpiù un errore. Io invece credo che a questo paese serva assolutamente una memoria se non “condivisa” almeno “comune”. Ovvero: smetterla di credere che contino solo i propri lutti di parte, che il bene assoluto stia in casa propria, e che il “male assoluto” sia l’identità del proprio nemico. Ho trovato una straordinaria dignità nelle fmaiglie e nelle madri degli anni di piombo, sia in quelle di destra che in quelle di sinistra. In definitiva ho sentito che un dovere, e come una possibilità concreta, ricostruire un frammento di storia terribile al di là delle fazioni. Ci ho provato. Alcuni segnali che ho rcievuto mi hanno detto che ci sono riuscito, altri (più minoritari) mi hanno fatto pensare che solo per averci provato ti spareranno contro tutta la vita. Il risultato di questo tentaitvo è CUori neri, e le mille cose positive che sono state scritte su questo libro (compreso il fatto che chi lo leggeva senza conoscermi non cpaiva come la pensassi) sono state il più bel regalo che potessi ricevere per tre anni di lavoro appassionato.

    Luca Telese

    Ps. Questa famosa recensione di Valrio Marchi era piena di contestazioni assurde. Molti di questi recensori feroci mi contestano cose che in Cuori neri non ci sono, e che ci hanno letto solo loro. Pazienza, non è un prezzo che non si possa pagare.

  33. utente anonimo says:

    il pci non era un partito eversivo, non so quale sia la tua conoscenza dei comunisti italiani

    Stai forse insinuando che anche il Viscido sia un bieco albanese arrivato sul gommone e, di conseguenza, non sa una beneamata mazza dei molto onorevoli Comunisti Italici, ma conosce solo la storia dell’Albania?:-)

    ma dire che esso fu una forza nazionale democraticamente radicata nella società italiana è cosa quanto mai vera.

    Diciamo pure “a volte democraticamente, a volte meno”. E i nascondigli pieni di ricetrasmittenti e armi di produzione cecoslovacca che si sono scoperti negli anni nell’ambito della cosiddetta “Gladio Rossa” dimostrano che tanto “nazionale” non fu e che – come ho già detto – la democrazia italica dovrebbe ringraziare esclusivamente Baffone se il PCI non tentò il colpo di mano poco democratico.

    Il tentativo di porre storicamente fascisti e comunisti sullo stesso piano è molto attuale ma infondato. maria maria

    Quando ti sfruculiano i comunisti ti fai sempre in due:-).

    Cerchiamo di mettere un po’ d’ordine storico, per favore. Ti riferisci a fascisti e comunisti prima della II GM o dopo?

    Se a quelli di prima, ti ricordo che i comunisti italici “nacquero” come movimento autonomo solo nel 1921, quando la Madre URSS aveva ancora le sue belle gatte da pelare. E già l’anno seguente Er Puzzone fece il colpaccio con la Marcia su Roma e li bruciò sul tempo nella corsa alla dittatura.

    Se ti riferisci a dopo, non ho sentito di un “Partito Fascista”, visto che la Costituzione Italiana, Democratica, Antifascista, Nata Dalla Resistenza (azz…ti devo ancora scrivere dei passaggi stalinisti…vabbè, più tardi:-) ) ne vietava la ricostituzione. Se ti riferisci al MSI, mi pare fosse altrettanto “democraticamente radicato nella società italiana” e, in più, non veniva foraggiato da potenze straniere ostili all’Italia (non so se mi sono spiegato:-) ).

    Ciao

    Ritvan

  34. utente anonimo says:

    alle amministrative del 2005 presentare una lista antidemitiana (io vivo in Irpinia). filomenoviscido

    Mettersi contro De Mita in Irpinia….hmmm…vedo che hai la vocazione del kamikaze:-). Perché la prossima volta non sfidi – per par condicio – il candidato comunista nel Mugello?:-)

    Ciao

    Ritvan

  35. utente anonimo says:

    ma dire che esso fu una forza nazionale democraticamente radicata nella società italiana è cosa quanto mai vera.

    ritvan Diciamo pure “a volte democraticamente, a volte meno”. E i nascondigli pieni di ricetrasmittenti e armi di produzione cecoslovacca che si sono scoperti negli anni nell’ambito della cosiddetta “Gladio Rossa” dimostrano che tanto “nazionale” non fu e che – come ho già detto – la democrazia italica dovrebbe ringraziare esclusivamente Baffone se il PCI non tentò il colpo di mano poco democratico.

    maria

    e allora ,cosa c’entrano i nascondigli? Il fatto storico incontrovertibile é che il colpo come tu lo chiami non fu fatto e non soltanto per via di Baffone. Ricordami piuttosto qualche episodio o tentativo di rovesciare o attentare alla democrazia italiana , io non ne conosco.

    Riguardo a Filomeno è inutile che tu ricorra sempre al solito espediente retorico dell’albanese sul gommone, con me non attacca carissimo!

    Infine, ti ripeto, che comunisti italiani non sono mai stati un pericolo per la democrazia italiana, lo sanno tutti e lo sa anche Filomeno.

    Riguardo poi al fatto che prima della guerra i fascisti avrebbero bruciato i comunisti in fatto di dittatura, beh, questa è una tua personale e fatasiosa iipotesi che lascia il tempo che trova. LA storia non si fa con i se.

    .

  36. utente anonimo says:

    segnalo un errore di battitura, volevo dire ovviamente,

    fantasiosa ipotesi

    maria

  37. utente anonimo says:

    Da quel che ho capito, Kel non dice che il passato non è importante, o che deve galleggiare in un limbo, ma dice piuttosto che il libro ha suscitato “bufere emotive” che si riscontrano più raramente su temi e scelte attuali e importanti per il futuro.

    I vivi si appiglierebbero ai morti facendosi “vampirizzare” e risucchiare la linfa vitale destinata al presente e al futuro.

    Le bufere emotive, dice, sono in genere sintomatiche di qualcosa che si vuole nascondere, mantenere rimosso, qualcosa che turba profondamente.

    Mii viene in mente il caso riportato da p, della signora “razionalista” che si rivolse a Jung : lo psichiatra capì che il rimosso, l’inconscio doveva emergere e sommergerla, provocandole una “bufera”. La signora, con un reticolato appositamente approntato di schemi “spugnosi” simbolici posti a contenimento e assorbimento, era riuscita a superarla.

    L’identità razionale e scientifica della signora si era scontrata con un’altra sua identità latente ( crisi di dissociazione).

    Il commento di Luca Telese mi pare chiarisca che i protagonisti del suo libro non furono vittime di un clima politico ma di assassini .

    Dalle razionali giustificazioni si passa al rimosso : qualcuno ha ucciso, qualcuno ha favorito, qualcuno ha coperto.

    Scoperchiare i morti e le cause della loro morte svelerebbe l’identità (rimasta latente ) assassina, quell’identità che non fa piacere a nessuno scoprire in se stessi o nel gruppo di appartenenza, di cui si condivide e difende l’operato ad oltranza.

    Comunque una sorte di schema di difesa è già approntato : in ambedue gli schieramenti ci sarebbero state vittime , assassini e responsabilità politiche, il che eviterebbe di fare bilanci pro o contro uno solo dei due schieramenti e di dilaniare troppo una identità rispetto all’altra.

    Chissà di che colore è il cuore di un morto.

    Aurora.

  38. kelebek says:

    Per Eduard Gans,

    La politica dei morti inizia, credo, con l’antico Egitto e non certo oggi. Ed è un elemento fondante della politica della Chiesa cattolica.

    Miguel Martinez

  39. Cara Maria,

    come detto la differenza tra fascisti e comunisti , io la riconosco.

    Mi aspetto però che anche tu sappia riconoscerla e ti porti nella posizione dialettica dovuta verso fenomeni politici come Eurasia e Campo Antiimperialista che questa differenza non la vedono.

    Non è possibile siedersi allo stesso tavolo politico con chi chiude gli occhi di fronte a giudizi storici non negativi sul fascismo.

    Con chi , quando si parla di storia repubblcana, è pronto a trovare mille se e mille ma…… e non dice mai una parola sul fenomeno fascista (uscendosene talvolta dicendo che è dato assodato la sua condanna… ma davvero è assodato tra la popolazione?)

    la politica è scelta.

    sai cosa vedo talvolta? una volontà più o meno consapevole da parte della Destra nera di minare la fiducia nella democrazia occidentale.

    Non riuscendo a competere sul piano degli ideali con le forze democratiche allora l’unico modo è quello di svuotarne i valori.

    In questo la possibilità di unirsi con chiunque , in questo la possibilità di essere camaleontici e conservare solo la forma mentis della Destra nera (non dicendosi più neofascisti) ma conservando tutte quelle categorie mentali che trovano naturale sbocco nell’appoggio politico alle forze più patriarcali come quelle dell’integralismo islamico, seducendo quanti a Sinistra (soprattutto comunisti) sono animati da una cultura terzomondista e da una voglia di rifiutare le ingiustizie e non vogliono sentirsi ripetere che nel passato hanno sbagliato a stare con l’URSS (facile dimenticare gli errori ma MAI corretto politicamente)

    Così come mi aspetto che si riconosca che nel 48 aveva ragione Saragat e che nel 56 Nenni dette una grande lezione di onestà intellettuale a tutti , primi fra tutti quelli del PCI, valutando un errore la propria scelta… e non scelta di trent’anni prima o scelta secondaria ma scelta che gli era costata l’ingresso nell’Internazionale Socialista e su cui aveva basata la propria vita politica fino ad allora (ma sai quante palle ci vogliono per dire una cosa del genere?!)

    Perchè se bisogna avere la capacità di guardare al passato e “digerirlo” una volta per tutte, questo non vuol dire che bisogna nutrirsi anche della merda che in esso vi fu.

    Deve essere chiaro che trattare politicamente con un comunista o con uno della Destra nera è possibile SOLO se si parte dalla accettazione di costoro che la storia democratica fu superiore alla storia nondemocratica. Se essi eliminano le infamie della storia non democratica.

    Che un fenomeno va giudicato sul campo e che , quindi, se si dice che il PCI nei fatti fu complessivamente democratico si deve anche dire che talune scelte del PCI furono abominevoli.

    L’alleanza con l’Unione Sovietica fu cosa vergognosa.

    Non credo vi sia bisogno di spiegare quale era la differenza di libertà materiale e spirituale nei due blocchi (anche perchè il PCI amava essere di qua della barricata).

    Ma credo che bisogna ricordare (perchè si dimentica spesso) che il PCI non era in un Paese del blocco orientale o in uno del Terzo Mondo, non doveva temere invasioni sovietiche. La sua alleanza con l’URSS fu libera scelta e per questo pienamente condannabile (ma poi nessuno pensa a quanti soldi sarebbero stati disposti a sborsare gli USA per staccare il più grande partito comunista d’occidente dall’URSS!)

    E se si ha il coraggio di ribellarsi al capitalismo allora non si può essere presi sul serio quando si afferma, come fanno vecchi compagni comunisti, che il mondo andava così… o di qua o di là.

    Ma come?! in occidente hai il coraggio di non accettare i dogmi del capitalismo ma poi si china il capo di fronte al dogma della divisione in due blocchi? (scegliendo tra l’altro un blocco peggiore).

    questo a livello “ufficiale” lo si fa (anche se sarebbe giusto che quando cambia linea politica cambino anche i dirigenti ma in Italia…..) ma quando si parla con gli attivisti è come se si parlasse con un’iscritto del PCI filosovietico : esiste una discrepanza tra le posizioni ufficiali e la cultura di base che è enorme.

    io credo che siamo chiamati sempre a giudicare in base ai fatti ed in questo va il nostro rapporto con il passato, il giudizio storico sul passato che certamente è influenzato dalla nostra identità ma che è qualcosa di diverso.

    L’identità è qualcosa che si sente a pelle, che ci porta a simpatizzare per l’uno o per l’altro.

    Ma il giudizio sui comportamenti è razionale e ci sono alcune cose che sono condannabili universalmente

  40. kelebek says:

    Per Filomeno,

    giusto una precisazione – il Campo Antimperialista non ha nulla a che vedere con le tesi eurasiatiche, qualunque cosa in contrario si possano divertire a scrivere certi dementi su Indymedia.

    Miguel Martinez

  41. in realtà non ne ha scritto solo indymedia ma anche gruppi di Sinistra comunista di varia tendenza dal Manifesto a qualcuno più estremo.

    comunque la miglior cosa è sentire campane di ogni parte.

    dove posso informarmi sul Campo Antiimperialista? con particolare riguardo a :

    1) teorie

    2) partecipanti

    grazie

  42. kelebek says:

    Per Filomeno,

    c’è un articolo su Wikipedia in inglese (anti-imperialist camp) che risponde in maniera abbastanza dettagliata.

    C’è poi il sito del Campo, http://www.antiimperialista.org/ che però riporta soprattutto comunicati.

    La critica all’eurasiatismo da parte del Campo si basa sul rifiuto del concetto astratto e metafisico di “paesi naturalmente alleati”. Se oggi gli Stati Uniti sono il nemico principale, è perché incarnano la manifestazione estrema dell’imperialismo e non perché si trovano in chissà quale posizione geografica.

    Poi avrai probabilmente anche seguito la disputa sulla questione cecena, in cui il Campo è stato attaccato violentemente dai geopolitici/eurasiatisti di sinistra, molto presenti in certe correnti di Rifondazione.

    Miguel Martinez

  43. avrò seguito cosa? ah Miguelito mi fai troppo attento e colto :-)

    letto la pagina su wikipedia ma non mi sembra molto illuminante.

    Quella pagina del campoantiimperialista l’ho visitata più volte in cerca dei partecipanti ma non sono riuscito a trovare nulla.

    Vi sono? può darsi sia stato poco attento .

    Dove posso avere i partecipanti ufficiali (quelli che dicono “noi ci siamo” ) al Campo nel corso di questi anni?

    Se vedi il post che ha innescato questo scambio, la critica era la scarsa visibilità, a mio parere, data alla differenza (esistente e viva secondo me) tra Destra e Sinistra. In particolare allla non presenza di una pregiudiziale antifascista all’interno di esso e all’appoggio a formazione di estrazione “teocratica” in Paesi extraeuropei (in aree dove sono presenti comunque formazioni a carattere più laico e tradizionalmente socialista/comunista). C’è una chiara pregiudiziale verso formazioni colluse con il fascismo o contro l’integralismo islamico che mi sono sfuggite? (può darsi, non sono un giornalista dopotutto)

    in quanto ad Eurasia , da quel che ne so (corregimi se sbaglio) la critica agli USA è più propriamente quella del Paese talassocratico(??) per eccellenza, l’ESSENZA dell’imperialismo…. in questo si opporrebbe ad una “comunità di Stati” continentali che sono colpiti da questa sua (degli USA) società individualista e dal suo imperialismo, di cui Israele è il frutto più evidente: il ladrocinio di un Impero mercantile rispetto ad una comunità (quella palestinese) autoctona.

    Non credo di aver sentito eurasiatisti (almeno di un certo livello) presentare tesi di condanna di quel popolo e di quell’altro se non come condanna dei suoi aspetti socioeconomici e di politica estera.

    “Stranamente” la critica di questi Stati coincide con la critica degli Stati tipici dell’occidente democratico ma questo è altro discorso.. da affrontare semmai con gli eurasiatisti.

    Quel che è interessante è l’interesse (scusate la ridondanza) di Eurasia prorpio per alcuni Stati latinoamericani come il Venezuela di Chavez.

    Almeno in alcuni esponenti si potrebbe intuire una sorta di grandi regioni che dovrebbero combattere la loro battaglia in parallelo contro il comune nemico statunitense (o imperialista se si vuole)

    di cui l’Eurasia è quella di interesse più importante sia per la loro italianetà sia per varie ragioni di ordine politico/economico

    potresti spiegarmi meglio questa differenza di ideologia tra Campo ed Eurasia o darmi link in proposito?

    Rifondazione ha elementi eurasiatisti all’interno? non ho capito…….

  44. utente anonimo says:

    carissimi,

    sono Elvis, the pelvis in the Menphis

  45. utente anonimo says:

    Il fatto storico incontrovertibile é che il colpo come tu lo chiami non fu fatto e non soltanto per via di Baffone. maria.

    Solo ed esclusivamente perché il Baffone non volle, confermo. E Togliatti, il “mandolinaro mancato”:-) obbedì al Baffone. E i kompagni, mordendosi le mani, obbedirono al “Migliore”. Tutto qui.

    Ricordami piuttosto qualche episodio o tentativo di rovesciare o attentare alla democrazia italiana , io non ne conosco.

    Appunto. Poiché il PCI era un partito disciplinatissimo, se Baffone non vuole e Togliatti nemmeno, chi poteva tentare la Gloriosa Rivoluzione Proletaria? Un tentativo ci fu, però. Cinque mesi prima delle famose elezioni del 18 aprile 1948, gruppi armati comunisti guidati da uno dei massimi dirigenti del PCI, Giancarlo Pajetta, presero d’assalto la Prefettura di Milano, e contemporaneamente attaccarono la sede della RAI, del giornale “Il Mattino d’Italia” e quella dell’MSI. I rivoltosi imposero numerosi posti di blocco, costringendo le forze dell’ordine sulla difensiva. Dall’ufficio “okkupato” del prefetto Pajetta telefonò a Togliatti e gli disse, tutto eccitato: “Abbiamo la Prefettura” (non ti ricorda qualcuno che recentemente disse al telefono “Abbiamo una banca”:-) ). E dall’altra parte il Migliore lo gelò con la frase ironica: “Bene. E adesso che ne farete?”.

    Riguardo a Filomeno è inutile che tu ricorra sempre al solito espediente retorico dell’albanese sul gommone, con me non attacca carissimo!

    Beh, veramente il tuo ineffabile “non so quale sia la tua conoscenza dei comunisti italiani rivolto al Viscido, fino a prova contraria nato e vissuto sul bel suolo italico, mi faceva temere che tu ti ritenessi la Vestale Custode Suprema della Verità Rivelata sui Comunisti Italici, includendo anche il suddetto Viscido nel novero dei “gommonisti”.

    Infine, ti ripeto, che comunisti italiani non sono mai stati un pericolo per la democrazia italiana,

    Sì, come già detto, grazie al Baffone e al suo valvassore italico Togliatti.

    lo sanno tutti e lo sa anche Filomeno.

    Sì, solo io che son venuto sul gommone non lo so:-).

    Riguardo poi al fatto che prima della guerra i fascisti avrebbero bruciato i comunisti in fatto di dittatura, beh, questa è una tua personale e fantasiosa ipotesi che lascia il tempo che trova. LA storia non si fa con i se.

    Vabbuo’ allora i comunisti italici se fossero andati al potere con libere elezioni o con un colpo di mano, non importa, nel 1922 sarebbero stati un modello di democrazia parlamentare. Ah, ah, che risate, un governo komunista al servizio di Vittorio Emanuele III, ah, ah, ah:-) :-). Magari gli avrebbero solo imposto di chiamarlo invece di “Sua Maesta” “Suo Primo Segretario del Comitato Centrale”:-) :-).

    Ciao

    Ritvan il Bieco Fantasista Storico

  46. kelebek says:

    “Chi controlla il presente controlla il passato.

    Chi controlla il passato controlla il futuro.”

    George Orwell

    per gentile intervento di Francesco.

    PS Ritvan, mi hai tolto l’episodio di bocca. E questa polemica dimostra ad abundantiam che il passato, per l’unica cosa per cui conta, cioè la nostra memoria, cambia eccome.

  47. utente anonimo says:

    Per Filomeno:

    1) “Chi dice noi” nel Campo? L’assemblea, che elegge un portavoce. Per l’Italia è Maria Grazia Ardizzone, perugina.

    A livello internazionale, è Wilhelm Langthaler, austriaco.

    2) A parte che non esiste che si dicano i nomi di tutti quelli che partecipano a un’assemblea di un gruppo, comunque quei nomi non ti direbbero nulla, visto che si tratta di gente pochissimo presente in rete.

    3) Come ti ho detto, nei vecchi bollettini del Campo, ci sono un paio di critiche all’eurasiatismo, probabilmente sul sito del Campo le trovi.

    In ogni caso, non capisco nemmeno qui quale sia il problema.

    Tu forse avrai scritto qualcosa contro il maoismo, ma siccome non sei maoista, non ti sto lì a chiedere di dimostrarmi che non lo sei.

    Non sei maoista e basta.

    Il Campo non è eurasiatista, ma antimperialista. E basta.

    4) Se ricordo bene, la principale corrente eurasiatista in Rifondazione dovrebbe essere quella di Fausto Sorino, che sostiene un’asse Europa-Russia-Cina in funzione geopolitica anti-USA.

    Per questo, hanno critiato violentemente il Campo per la sua posizione sulla Cecenia: per loro la Russia, chiunque la governi, è un elemento strategico intoccabile.

    Miguel Martinez

  48. Francesco: “Chi controlla il presente controlla il passato.

    Chi controlla il passato controlla il futuro.”

    E no, e no! Anzi, niet! :-)

    Chi controlla il passato controlla il futuro; chi controlla il presente controlla il passato.

    (nell’originale: “Who controls the past controls the future: who controls the present controls the

    past”
    )

    Passi che si voglia riscrivere la storia, ma riscrivere le opere del Maestro quello no, perdiana!

    :-)

    Z.

  49. utente anonimo says:

    1) – 2) scusa Miguel ma in rete ho trovato qualche nome e veramente qualcosa mi dicono.

    Risulta che hanno dato adesione ad almeno un’edizione del Campo:

    -Fondazione Saddam Hussein

    -MAURIZIO NERI (ex lepenista uscito dal Fronte sociale nazionale di Adriano Tilgher, ammiratore di Preve e convertito al «comunismo nazionalitario».)

    - Maria Lina Veca, collaboratrice del quotidiano RINASCITA NAZIONALE

    e risulta che avete fatto manifestazioni con :

    -CLAUDIO MUTTI di Fascismo e Libertà

    -ALESSANDRA COLLI di Orion libri

    (il Manifesto del 22/12 /2003)

    il Manifesto ha scritto balle?

    si possono avere i nomi anno per anno dei partecipanti a Campo Antiimperialista?

    3) Miguel non ti innervosire!! ti ho fatto semplicemente notare che la critica del Campo ad Eurasia che mi hai citato è probabilmente un po’ superata e certamente non è fondamentale.

    io non ho criticato il maoismo o quello che alcuni chiamavano il nazimaoismo (che non sia nessuno dei due è vero) nei post precedenti , ho criticato due cose diverse:

    a) la mancanza di pregiudiziale antifascista. che data la complicità all’interno e all’esterno con movimenti vicini al neofascismo … a me pare cosa abbastanza grave

    b) un nazionalismo mascherato da antiimperialismo e questione nazionale. conosci certamente Evola vero? ebbene le teorie secondo cui un popolo (in questo caso gli USA) siano ESSENZA di un male, di un morbo è qualcosa che si chiama RAZZISMO DELLO SPIRITO .

    Il fatto che sia dichiarato e si facciano iniziative quando l’imperialismo è solo di un marchio e si segua una linea preferenziale di appoggio a determinati movimenti patriarcali è indice, a mio parere, di una rivolta alla modernità piuttosto che di un favore ai popoli oppressi

    può darsi che io sbagli ma credo che sia una posizione rispettabile e e verosimile la mia posizione su quelli che tu chiami “rosso-bruni” facendo l’errore di confondere i rossi (Partito Marxista Leninista Italiano) , i neri (Fascismo e Libertà) , e i rosso-neri (Eurasia) che sono fenomeni diversi

    4) grazie , è una notizia molto interessante.

  50. kelebek says:

    Grazie Z.

    però la mia citazione a memoria era quasi corretta.

    Sempre amato George, quando fa l’analista, meno come romanziere.

    Ciao

    Francesco

  51. Per Filomeno,

    Hai usato un termine che mi fa profondamente orrore: “pregiudiziale”.

    Cioè giudicare (e chiaramente condannare) prima di conoscere e capire.

    Certamente, ognuno ha diritto di decidere chi vuole frequentare. Ma non ha il diritto di decidere per gli altri chi devono frequentare loro!

    Io ho deciso di gestire questo blog senza “pregiudiziali”.

    Tu, ad esempio, la pensi in maniera diametralmente opposta a me su una cosa fondamentale, per me e per i nostri tempi: la resistenza libanese, ad esempio. Una cosa che oggi è infinitamente più importante, ad esempio, della posizione che si può avere sulla poesia di Marinetti (tema sul quale saremmo, probabilmente, d’accordo).

    Primo, perché tu ti esprimi in maniera ragionata, e non ho il diritto di sopprimere un ragionamento ben fatto.

    Secondo, perché ci sono altre cose, per me di minore importanza, su cui siamo d’accordo.

    Ti rispondo per darti delle informazioni, non perché creda che si debba giustificare proprio nulla.

    Prima di tutto, distinguiamo tra Campo Antimperialista come organizzazione e Campo Antimperialista come evento, a cui vengono invitati relatori esterni.

    Fatta questa premessa:

    1a) Ti sei dimenticato… Storace. Poco prima della manifestazione di solidarietà del 13 dicembre 2003, tutti i firmatari di Rifondazione Comunista sono stati bersagliati da telefonate in cui li si informava che tra i firmatari dell’appello per la manifestazione, c’era anche… Storace.

    Un mio amico, firmatario, ha ricevuto anche una telefonata anonima di “avvertimento” perché frequentava il sottoscritto.

    1) non so cosa sia la “fondazione Saddam Hussein”

    2) Claudio Mutti non ha mai partecipato in alcun modo ad alcuna attività del Campo.

    3) Alessandra Colla (persona peraltro rispettabilissima) non ha mai partecipato in alcun modo ad alcuna attività del Campo. Era iscritta per un breve periodo a una mailing list aperta a tutti, vicina al Campo e poi ne è uscita.

    4) Mariolina Veca, esperta del Kosovo, era stata invitata a parlare come relatrice esterna sul tema Kosovo ma non è mai venuta.

    Non la conosco di persona, so che ha anche scritto per Rinascita (dopo pare che abbia litigato) e ha fatto degli studi splendidi sui trattati segreti che vincolano l’Italia, che ho ripreso anche sul mio sito.

    5) Maurizio Neri è un comunista disoccupato di Roma, che è stato di estrema destra in passato. Tra l’altro, lo hanno massacrato nei media perché un quarto di secolo fa la polizia gli perquisì la casa, senza trovarci niente, al che diventa nella mentalità sbirresca/linciatrice uno “neofascista indagato nell’ambito della strage di Bologna”.

    E’ lo schifoso metodo trasversale della demonizzazione, comune a Magdi Allam, Libero e certi sottoprodotti post-stalinisti della sinistra.

    Miguel Martinez

  52. kelebek says:

    Caro Miguel , una cosa è il blog una cosa è un’associazione politica. Anche sul mio blog ci sono stati commenti di ogni parte politica ed allora?

    Io non impedisco e non decido nulla per nessun altro.

    E’ mio diritto però far notare chi frequenta chi.

    Io dico che la pregiudiziale antifascista è caratteristica della Sinistra (non solo dei comunisti ma di tutti) e dovrebbe essere dichiarato esplicitamente quando si è in luoghi di Sinistra che tale pregiudiziale non esiste nel Campo (vostro diritto per carità), però sarebbe corretto nei confronti delle gente di Sinistra che nota le attività del Campo, legge i vostri bollettini ricordare tale vostra caratteristica ed allora fornire l’elenco dei partecipanti è fondamentale: ci sono molti che hanno tale pregiudiziale, ed è loro diritto non sedersi con chi non la ha.

    E’ ipocrisia sapere che a Sinistra esiste una pregiudiziale di tal tipo (sbagliato o giusta che sia) e poi non rendere visibile la propria estraneità a tale pregiudiziale quando magari si hanno rapporti con i (ex o neo) neofascisti

    Tra l’altro non è solo fatto di frequentazione ma di struttura ideologica e come vedi anche sulle idee sono stato piuttosto critico

    La sinergia tra uomini e strutture mentali è essenziale nel giudicare un movimento politico.

    Le idee, per usare una frase fatta, camminano sulle gambe degli uomini e se gli uomini sono di un certo tipo qualcosa significherà.

    Ora è ben chiaro che non intendo dire che chi è stato neofascista una volta lo sarà sempre ma certo esistono delle continuità , un’evoluzione di un pensiero se ad una organizzazione appartengono persone che provengono da determinati ambienti e non da altri.

    Significa qualcosa se delle organizzazioni sono piene di marxisti a sinistra del vecchio PCI e di exneofascisti.

    E questo vale sia per la nuova formazione che per la vecchia.

    Con un esempio: i DS provenienti dal PCI, sono certamente cosa diversa dal PCI; tuttavia un rapporto tra i due è innegabile e bisogna capire quanto di DS vi era nel PCI e quanto di PCI vi è nei DS.

    per chi ha combattuto contro alcune cose del PCI è essenziale!!

    Allo stesso modo bisogna capire quanto di neofascismo vi sia in alcune formazioni e quanto non vi sia.

    per chi ha combattutto contro il neofascismo è essenziale!!

    Ed ecco la complessità di legami da valutare tra uomini ed idee.

    Il Campo Antiimperialista come evento e come organizzazione, hai ragione in parte secondo me. Ti ripeto per l’ennessima volta : dove si possono trovare gli aderenti a questa organizzazione? e a quella manifestazione?

    poi alcune tue frasi le trovo piuttosto sgradevoli in contesti politici (contesto politico sono le richieste che ti ho fatto), ad esempio:

    “”Primo, perché tu ti esprimi in maniera ragionata, e non ho il diritto di sopprimere un ragionamento ben fatto. “”

    oppure

    “”Ti rispondo per darti delle informazioni, non perché creda che si debba giustificare proprio nulla. “””

    e via dicendo….

    cosa significa?! perchè ti è venuto in mente che il pensiero di (non) sopprimere un mio ragionamento ?

    la mia è domanda politica ed occorre una risposta politica e non per “giustificarsi” (non siamo innamorati che devi scusarti perchè parlavi con quella lì l’altra notte!!) ma perchè si è in ambito politico!!

    Ogni movimento politico ha il dovere di portare le motivazioni di ogni suo atto ed essere giudicato !!

    Sembra che in Italia questo concetto non entri nella logica politica: qui non si fa un favore a nessuno nel fornire le ragioni e la documentazione politica di questo o quello! si fa solo il proprio dovere.

    il Campo ha il dovere di portare alla luce le sue “amicizie” all’interno del (ex?)neofascismo italiano per essere giudicato correttamente. Poi che abbia il diritto di proseguire sulla sua linea è evidente nella Repubblica democratica ma non ha il diritto di impedire ad altri di criticare queste amicizie e di porre questioni politiche (per te non significa nulla avere tanti neofascisti all’interno , per me significa)

    passando ai punti di risposta (che sarebbero chiariti velocemente se il Campo passasse l’elenco di attivisti e partecipanti): ti faccio notare che hai risposto che alcuni dei personaggi citati non hanno partecipato al Campo ed infatti il Manifesto (come riporto) non dice che hanno partecipato al Campo ma che hanno fatto e tentato di fare eventi POLITICI insieme (io con Mutti non mi siedo ad un tavolo politico per organizzare qualcosa, voi libero di farlo ma certo non di nasconderlo). Solo di uno su cui hai risposto si dice che sarebbe partecipante e neofascista e a questo punto si risolverebbe tutto con una chiara e sincera biografia (politica) del tizio : da quando non è più neofascista? cosa ha conservato di quella dottrina?

    continuare a confondere le acque non serve a nulla Miguel

    Fatti dire poi che definire il Manifesto, che pure ha mille problemi e non mi è molto simpatico, un frutto della forma mentis stalinista è davvero ingeneroso per quel giornale e la sua storia.

    insomma Miguel, qui il Campo vuole fare politica ed allora non deve far piagnistei: deve fornire chiaramente dottrina ed uomini che lo animano a tutti ed essere giudicato come tutti in base alle info a riguardo senza tacere, omettere, dire “hanno chiamato quelli di Rifondazione perchè c’era Storace (è venuto Storace? che ha detto? prima o dopo AN ;-) ) ”

    e dato come trattate Madgi Allam (che a me NON è simpatico) non potete lamentarvi se qualcuno vi tratta male (direi che questo doppiosismo lo avete preso dalla vostra area comunista ;-))) )

    saluti.

    p.s.

    attento a non fare errori sulle mie posizioni politiche (ad esempio il sostegno ai movimenti di Resistenza)come l’altra volta che mi definisti “estremista di Destra”!

    Sono molto più articolate di quanto pensi …. e per svizio : a me Marinetti non piace ma adoro D’Annunzio ed Evola, pur dicendo cosa aberranti, è uno che dovrebbe essere studiato a scuola secondo me

  53. kelebek says:

    Per Filomeno,

    Per le prossime liste di proscrizione, terrò conto di ciò che hai scritto su Evola: ai tempi del 13 dicembre, si linciava telematicamente per molto di meno :-)

    Anzi, no, non mi conviene, perché ci vado di mezzo io che ho ospitato sul mio blog la tua frase su Evola, quindi mi ci mettono anche a me.

    Scherzi a parte, ciò che trovo insopportabile è il fatto che qui si rivendichi il diritto, anzi il dovere, di emarginare le persone perché avrebbero idee diverse dalle tue, o le avrebbero avute in qualche punto in passato della loro vita, o sarebbero state in contatto con persone che le avrebbero avuto, o anche se non fossero state in contatto, ci sarebbe qualcuno che lo avrebbe detto da qualche parte.

    Io dico che ho delle idee molto diverse dalle tue, ma non rivendico affatto il diritto di censurare le tue idee.

    Ecco perché parlavo, non di una mia intenzione di censurarti, ma al contrario del fatto che io, a differenza di te, non esalto l’emarginazione di persone diverse da me.

    Prima di tutto, il Campo non voleva fare qualcosa di tribale per il divertimento della sinistra italiana, ma voleva organizzare una manifestazione di sostegno alla resistenza irachena.

    Quindi non si era “in luoghi di sinistra”. Tipo quelli del partito di Bertinotti, il signore che ha recentemente fatto un amichevole incontro pubblico con Fini, che ancora prima di essere un “fascista” è stato il ministro degli esteri ai tempi dell’occupazione italiana in Iraq.

    I nomi dei firmatari dell’appello di solidarietà con la resistenza irachena li trovi in rete, e li puoi leggere tutti – sono circa 2.000, il 90% circa costituita da persone che non hanno mai visto o conosciuto nessuno del Campo.

    Esattamente come io firmo continuamente petizioni che mi arrivano da persone che non conosco, semplicemente perché sono d’accordo con quella specifica petizione, e non perché io “faccia politica” assieme alle persone che le promuovono.

    Io ho inquinato allegramente la purezza Democratica e Progressista di appelli di ogni tipo, e continuerò a farlo.

    I nomi dei relatori al convegno di solidarietà alla resistenza irachena li trovi tutti sul sito del Campo.

    Se leggi le riflessioni storiche del Campo sulla guerra in Libia, in Etiopia, in Slovenia o in Spagna – cioè gli eventi “imperialistici” di competenza di una formazione “antimperialista” vedrai che il Campo ha tutte le “pregiudiziali” (termine, ripeto, orrendo) che vuoi.

    Quando tutti i partiti politici d’Italia avranno messo in Internet l’elenco dei propri soci, potrò proporre al Campo la tua stranissima idea di rendere pubblici tutti i nomi e cognomi degli iscritti al Campo (violando tra l’altro la legge sulla privacy).

    Non l’ho mica capita quella di Mutti.

    Ti ho detto che non ha mai avuto nulla a che fare con il Campo, e tu concedi benevolo il diritto di “sedersi a un tavolo con lui per organizzare qualcosa di politico”.

    Se poi ti vuoi accanire su un unico aderente al Campo, che si ritiene comunista, per saperne vita morte e miracoli, cosa che io non chiedo a nessuno (ho mai chiesto a qualcuno qui il suo pedigree o i certificati di vaccinazione?), per vedere se sotto sotto quell’unico aderente al Campo (aderente, mica dirigente) è ancora “inquinato”, beh, scrivigli direttamente e chiedigli la sua biografia.

    Tutt’altra cosa sono le riflessioni, se l’antimperialismo sia oggi di sinistra, o meglio, se la sinistra oggi sia ancora antimperialista.

    Questo, a differenza delle liste di proscrizione di “reietti”, è un argomento assolutamente legittimo di discussione, e se non ti rispondo in merito, è solo perché il discorso è troppo importante e richiederebbe un tempo che non ho adesso.

    Mi limito quindi a lasciarti, per ora :-), l’ultima parola in merito.

    Miguel Martinez

  54. kelebek says:

    sempre per Filomeno,

    non sostengo affatto che il Manifesto sia stalinista. Ci sono anche diversi giornalisti del Manifesto che sono amici del Campo, è un ambiente molto vario.

    Sostengo che quel particolare giornalista si è comportato con il classico metodo stalinista, almeno in quella occasione.

    Miguel Martinez

  55. Sempre e ancora per Filomeno,

    ho notato solo adesso che Claudio Mutti viene definito come “di Fascismo e Libertà”.

    Come dire che Filomeno Viscido è del partito di Ferrando.

    Miguel Martinez

  56. kelebek says:

    Caro Miguel mi sto sforzando di vedere qualche risposta politica oltre alla insinuazioni su mie presunte attività censorie nei confronti di questo o quello.

    Sai che non è corretto rispondere a critiche politiche criticando chi ti fa la critiche e cercando di fargli dire cose che non ha detto?!

    Tu dici che io rivendico il diritto ad emarginare e censurare? potrei sapere dove avrei scritto cose del genere .

    dire che un’organizzazione di Sinistra esprime idee di Sinistra e vi sono persone di Sinistra non è censurare od emarginare . E’ normale prassi politica.

    Insomma perchè Berlusconi dovrebbe far il leader di Rifondazione? non sarebbe serio da parte sua presentarsi con Rifondazione, non è serio per Rifondazione presentarlo .

    A me sembra normale.

    Altrimenti un musulmano potrebbe fare il cardinale!! o un prete il rabbino!! ognuno ha una sua organizzazione con determinate regole.

    Non è emarginare, semmai la “violenza” avviene quando si vuole impedire a qualcuno di fare le regole che ritiene opportuno… come ad esempio l’antifascismo!!

    perchè se si parla di organizzazioni di Sinistra allora evidentemente vi fanno parte persone di Sinistra ed idee di Sinistra. L’antifascismo è da sessantanni una delle caratteristche base della Sinistra. Voi non l’avete? beh fatti vostri . Ma sarebbe onestà intellettuale , dato che vi rivolgete ad un ambiente di Sinistra, presentare immediatamente le vostre disincrasia e non far finta di niente…. poi si fanno i nomi e guarda caso ci si ricorda che vi erano in qualche modo nel Campo.

    allora

    1) io ho fatto una critica sull’ideologia del Campo Antiimperialista facendo notare come essa rientri tranquillamente in una visione evoliana e le teorie antiamericaniste sono teorie di stampo nazionalistico e non “sociale” quindi sono teorie di Destra. Io ho cominciato a nutrire dei dubbi sull’appartenenza del Campo alla Sinistra per le idee espresse, poi ho visto quali erano le scelte nell’appoggio ai movimenti di liberazione (di solito patriarcali) ed infine ho notato alcuni uomini che ne fanno parte citati dal Manifesto (se essi non sono più neofascisti per me va benissimo che stiano a Sinistra, ho pregiudiziale verso i neofascismo a Sinistra , non contro le persone che sono state neofasciste) . Sottolineo che io discuto che il campo possa definirsi antiimperialista , più opportuna sarebbe la definizione di antimondialista . La cosa potrà piacerti o meno ma non è immotivata o persecutoria. E’ ragionata come tu stesso hai riconosciuto

    2)Ho detto che la Sinistra ha una pregiudiziale antifascista. A te la cosa non va bene, liberissimo. Ma non puoi pretendere di dire che io e la Sinistra italiana non dobbiamo avere tale pregiudiziale. Io faccio quel che mi pare, tu fai quel che ti pare.Io ritengo che la differenza tra me ed un neofascista non si limiti all’interpretazione di Marinetti ma sia sostanziale differenza politica e quindi non faccio organizzazione politica con i fascisti (che poi persone di idee fasciste possano essere brave persone o professionisti competenti è qualcosa che ho sempre difeso). Sono liberissimo di farlo . La Sinistra ha la stessa mia posizione. Dato che ciò è risaputo sarebbe onestà da parte del Campo specificare quando parla alla Sinistra , cosa esso pensa in merito del neofascismo

    3) è necessario sapere da chi è composto un movimento, con chi ha rapporti e a chi si rivolge.

    Per me è legittimo che tu ti rivolga indifferentemente all’Area (si chiamano così i fasci?) e alla cultura marxista in nome di un antiamericanismo. Però si deve sapere.

    Per quel che riguarda le persone , io non farei tante storie.

    Penso sia necessario discutere la loro vita politica.

    E’ indifferente se Tizio Caio (dirigente o animatore di un movimento) è eterosessuale omosessuale o sadomasochista. E’ indifferente se ama Marinetti o Pasolini.

    E’ indiffernete se è cinefilo o aracnofobico

    Detesto quando si scende nel personale come spesso avviene, ognuno ha diritto ad una sua vita privata inviolabile ed ad una dignità non violabile

    Però è buona norma sapere se ha avuto formazione in movimenti socialisti, democristiani, comunisti, neofascisti.

    E’ buona norma sapere se “ama” dialogare politicamente con quel movimento o con quell’altro.

    Quali sono le sue posizioni in determinate questioni.

    A me sembra ovvio.

    E mi sembra ovvio che è buona norma sapre se un movimento è composto da gente fuoriuscita da una cultura politica o da un’altra oppure da gente legata ancora a questa cultura o all’altra

    ad esempio mi è utile sapere quale sono i vostri rapporti con Eurasia, se criticate la genesi dalle teorie di Thiriart, se criticate il suo rivolgersi all’Area oppure, come avete fatto, se avete litigato sulla questione cecena dato il differente sistema di alleanze antiamericane che perseguite

    insomma Miguel io chiedo che voi rispettiate le stesse regole che rispettano (o almeno dovrebbero) rispettare gli altri, e che voi stessi chiedete agli altri (o la chiarezza non la chiedete?)

    saluti e grazie per l’ultima parola

  57. utente anonimo says:

    Per Filomeno,

    1) L’antimperialismo nasce con Lenin, e ha una lunghissima tradizione rigorosamente e a volte pallosamente marxista.

    2) La questione dei rapporti con Eurasia e l’eurasiatismo ha una risposta elementare: NON ESISTONO.

    Libero poi tu di trovare quelle che tu ritieni possano essere convergenze casuali, a patto che sia chiaro che quelle convergenze – se esistono – nascono da due filoni di pensiero totalmente diversi, da storie umane completamente diverse.

    Allo stesso modo potresti trovare affinità che, so, tra il pensiero buddista e quello sufi. Forse esistono, forse no, ma se esistono sono CASUALI: togliamo di mezzo l’idea che i buddisti si siano infiltrati tra i musulmani.

    3) La questione degli omini neri infiltrati. NON ESISTONO. Li abbiamo discussi ad uno e come vedi, NON NE ESISTE UNO.

    Salvo che al povero disoccupato romano, che non è certo un grande oratore, attribuisci il potere diabolico di determinare le decisioni di gente che fa politica “a sinistra” da quando avevano quindici anni.

    Tra l’altro, quando ci sono le discussioni, è lui il più “conservatore” in senso marxista. E ce l’ha pure a morte con gli eurasiatici.

    Devo dire che questa discussione mi ha disgustato come poche.

    Non ce l’ho con te, ma ci sono cose che danno veramente fastidio.

    Forse perché, anche se ho vissuto in Italia tanti anni, ci sono alcune cose italiane che non riuscirò mai ad accettare.

    Miguel Martinez

  58. kelebek says:

    E’ mio diritto però far notare chi frequenta chi.

    Io dico che la pregiudiziale antifascista è caratteristica della Sinistra (non solo dei comunisti ma di tutti) e dovrebbe essere dichiarato esplicitamente quando si è in luoghi di Sinistra che tale pregiudiziale non esiste nel Campo (vostro diritto per carità), però sarebbe corretto nei confronti delle gente di Sinistra che nota le attività del Campo, legge i vostri bollettini ricordare tale vostra caratteristica ed allora fornire l’elenco dei partecipanti è fondamentale: ci sono molti che hanno tale pregiudiziale, ed è loro diritto non sedersi con chi non la ha. Filomeno

    maria

    non riesco a capire la preoccupazione di Filomeno per quelli di sinistra che dovrebbero essere avvertiti da quelli del campo del loro mancato e pregiudiziale antifascismo.

    Lo capiscono da se, non sono mica scemi, e se continuano tuttavia, quei pochi o molti, a volersi confrontare , perlomeno in alcune sedi o con alcuni di loro, perchè trovano più interessante parlare di identità e memoria a partire dal libro Cuori Neri, invece di discutere per l’ennesima volta del ruolo di Craxi o del legame urss-pci, saranno problemi loro!

    Io frequento questo blog indipendentemente dal conoscere chi c’era sul Lago Trasimeno, perchè trovo un pluralismo politico e ideologico e un profilo culturale non banale che mi interessa e portando le mie ragioni o idee.

    Non ho mica fatto un patto politico :-)

  59. talib says:

    Per Maria (n. 58),

    Il Campo ha oggi eccellenti rapporti con i Cobas / Bernocchi, e con Ferrando / PCL.

    Che sicuramente sono “di sinistra”, ma siccome conoscono i compagni del Campo da anni e anni di militanza, non si sono lasciati influenzare dalla campagna sul fatto che Alessandra Colla ha postato due o tre commenti una volta su una mailing list che era vicina al Campo, ma aperta a tutti.

    Miguel Martinez

  60. utente anonimo says:

    ma ehm, non so se ho capito bene, Filomeno praticamente cosa stai facendo? Decidi se il Campo Antimperialista ti garba o no a seconda di chi lo appoggia e quindi più persone del campo conosci (e cataloghi) e più puoi decidere se il campo ti garba o no?

    Oppure è una provocazione che casca a pisello in questa serie di post di Miguel che nemmeno il cacio sui maccheroni?

    Io sono molto felice di aver raggiunto la pace dei sensi, non ho problemi a schierarmi con chicchessia, a patto di essere d’accordo con i contenuti.

  61. talib says:

    @miguel: ehi miguel ma non dovevo avere l’ultima parola? ;-)

    l’ennesima contraddizione tipo quelle di piagnucolare di cosa dicono di te e poi attribuire una serie di falsità su di me (stavolta gioco io sporco ;-)) )

    questa discussione ti ha disgustato come poche? sapessi a me!!

    ma davvero non ti rendi conto che delle questioni politiche che ti ho posto non ne hai risposto per l’ennesima volta neanche una?!

    non ci credo, sei troppo intelligente.

    bah ci rinuncio comunque. Tanto nessuno si sposterà dalle proprie opinione e chi poteva spostarsi lo ha già fatto.

    @Maria: beh c’erano quelli che pensavano che Baffone fosse uno buono e difendono ancora l’Ungheria che tanto furbi non sono :-p

    @talib: io non decido nulla , solo la mia posizione (che pare mi si voglia negare!!) . Non ho mai accettato la logica di dovermi schierare con chinque.

    filomeno in trasferta.

  62. utente anonimo says:

    Infatti io ti ho chiesto se prima di prendere posizione vuoi sapere quanti altri hanno preso la stessa posizione e vuoi pure sapere se questi che sono posizionati dove vorresti posizionarti tu hanno idee di sinistra o di destra o di cosa, a quel punto decidi se quella posizione ti piace o no?

    Liberissimo di farlo, figurati se qualcuno te lo vuole negare.

  63. utente anonimo says:

    Forse perché, anche se ho vissuto in Italia tanti anni, ci sono alcune cose italiane che non riuscirò mai ad accettare. Miguel Martinez

    Quali, quali?:-)

    Ciao

    Ritvan

  64. utente anonimo says:

    Paura, eh, Miguel?!:-)

    Ciao

    Ritvan

  65. talib says:

    >Infatti io ti ho chiesto se prima di prendere posizione vuoi sapere quanti altri hanno preso la stessa posizione e vuoi pure sapere se questi che sono posizionati dove vorresti posizionarti tu hanno idee di sinistra o di destra o di cosa, a quel punto decidi se quella posizione ti piace o no? talib<
    Talibuzza, se l’Arcivescovo di Costantinopoli si disarcivescovocostantinopolizzasse ti disarcivescovocostantinopolizzeresti anche tu?:-)

    Ciao

    Ritvan

  66. Anonymous says:

    eheh Ritvy, una cosa così sì ;)

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