Due scandali

PRIMO SCANDALO

Due mesi fa, un regista di opera tedesco ha dichiarato di aver paura che avrebbe potuto essere minacciato dai musulmani.

L’altro ieri, invece, un gruppo etnico-religioso ha chiesto che venisse impedito il concerto di un noto musicista.

Procediamo con ordine.

Doveva andare in cartellone, al teatro dell’opera di Berlino l‘Idomeneo di Mozart.

Il regista, Hans Neuenfels (non "Heinrich", come appare in alcuni articoli), ha aggiunto del tutto arbitrariamente, nella scena finale, la decapitazione di Gesù, Muhammad e Budda (il collo di Mosè viene lasciato in pace).

Poi, il colpo pubblicitario. Neuenfels annuncia al mondo di aver fatto qualcosa di così provocatorio, che i musulmani avrebbero potuto attaccarlo: sì, avete capito bene, nessuno lo ha mai minacciato, anche perché gli immigrati che si alzano alle cinque di mattina per scaricare casse, in attesa di essere espulsi, non è che ne sappiano più di tanto delle modifiche alle sceneggiature delle opere liriche.

Neuenfels decide perciò di sospendere la rappresentazione. Insomma, visto che nessuno ha la minima intenzione di terrorizzarlo, si terrorizza tutto da solo, inventando una nuova, geniale forma di jihadismo: l’autocensura.

Il risultato sono 105.000 voci su Google, se cercate "Neuenfels Mozart". Sono prevalentemente sul genere "Maometto censura Mozart", o proclami come quella della cancelliera tedesca, Angela Merkel, “L’autocensura non ci aiuta contro coloro che vogliono praticare la violenza in nome dell’islam”.

Poi, incoraggiato dall’appoggio urlato di tutta la macchina mediatico-politica dell’Occidente, Neuenfels sfida Non-Qaeda, annunciando che lo spettacolo si farà lo stesso, a dicembre.

Scommettiamo che ci sarà qualche spettatore in più di quelli che ci sarebbero stati senza tutta la montatura.

SECONDO SCANDALO

The Pizza è un locale di Londra che è anche sede di concerti jazz, e appartiene alla catena della Pizza Express.

In questi giorni, ospita i concerti del nostro amico, Gilad Atzmon, di cui abbiamo tradotto o ospitati vari scritti. Gilad Atzmon, nato in Israele in una nota famiglia sionista, combattente nella guerra del Libano del 1982, oggi si dichiara un palestinese di lingua ebraica, e scrive testi ironici e talvolta provocatori contro il sionismo.

Ha il massimo rispetto per chi crede nella religione ebraica e la pratica, ma se ne frega della camicia di forza imposta ai critici di Israele. Decostruisce, con feroce ironia, l’identità ebraica laica costruita esclusivamente attorno al culto delle armi dello stato d’Israele.

La performance di Gilad Atzmon si chiama Artie Fishel and the Promised Band, e con un folle miscuglio di jazz, musica kletzmer e recitato, parla di "Artie Fishel" (che in inglese suona come "artificial"), un vivace militante deciso a rivendicare agli ebrei l’invenzione del jazz e pronto a denunciare come antisemita chiunque sostenga che sia invece una creazione dei neri americani. Chi conosce l’inglese abbastanza bene da cogliere certi sottili giochi di parole, può leggere qui una presentazione del lavoro.

Adesso, Jon Benjamin, amministratore delegato della Board of Deputies of British Jews, ha chiesto che venisse sospesa la rappresentazione. Dice che Gilad Atzmon:

"spesso usa lo spazio che gli viene concesso come musicista per diffondere le proprie forti posizioni politiche, e il suo sito web è pieno di riflessioni su complotti ebraici e delitti israeliani. Questo è del tutto inaccettabile, ed esprimeremo la nostra protesta a Pizza Express nei termini più forti possibili".

Per motivare la sua richiesta, cita vari brani attribuiti a Gilad Atzmon, alcuni del tutto fuori contesto, altri semplicemente inventati, cercando di farlo passare per una specie di seguace del Ku Klux Klan. In realtà, Gilad Atzmon ha chiare posizioni antirazziste, anticapitaliste e antimperialiste, e il suo stesso interesse per la musica jazz è legato alla sua vicinanza al movimento dei neri statunitensi.

Queste due faccende ci dicono, credo, molte cose sui nostri tempi. Ovviamente, i veri scandali di questi tempi sono cose come il fatto che Israele abbia potuto bombardare il proprio vicino di casa per oltre un mese senza subire la minima sanzione; o che gli Stati Uniti abbiano abolito per legge proprio i diritti civili di cui si vantano.

Ma nel lieve mondo dei media, lo Scandalo viene regolarmente impostato attorno al fuffaldino binomio arte-censura.

Solo che nel primo caso, lo Scandalo è la (non) minaccia di censura.

Nel secondo caso, possiamo scommettere che lo Scandalo per i media sarà la mancata censura.

 

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22 Responses to Due scandali

  1. utente anonimo says:

    >..i veri scandali di questi tempi sono cose come il fatto che Israele abbia potuto bombardare il proprio vicino di casa per oltre un mese senza subire la minima sanzione..MM<
    Forse dipenderà dal fatto che il caro vicino lo bombardava a sua volta coi katiusha? Si doveva sanzionare pure isso?Naaaa!:-). Allora una mancata sanzione per uno non fa male a nessuno.

    Ciao

    Ritvan

  2. utente anonimo says:

    Fermo restando che Atzmon non mi piace granchè ti faccio gentilmente notare che spesso determinate porcherie (per vendicare “le offese”) vengono fatte anche da gente di classe operaia.

    Inoltre le critiche da parte della comunità muslim ci sono eccome, e certi capoccia, con la loro lingua lunga, ci mettono poco ad armare la mano di qualche testa di cazzo frustrata.

    Sbaglio?

    JZ

  3. utente anonimo says:

    Che ci possa essere un testa di cazzo islamico, si vedrà in seguito se sarà così. Ma già ora possiamo tranquillamente dire che c’è un testa di cazzo, di cui l’arte di mozart non sentiva proprio il bisogno. La stronzata finale è peggio che censura di mozart, è patente falsificazione dell’opera, che vede l’intervento divino come risolutore incruento delle bestialità di idomeneo, e suo sospiratissimo pensionamento da re. Avercene di dii oscurantisti così, altro che decapitarli.p

    “Non leggo mai trattati di economia politica” (Una vipera sarò, giuni russo).

  4. talib says:

    una vipera sarò.. P icchè hai fumato? :P

    Almeno questo tizio che si è auto terrorizzato ha “cavalcato l’onda”, ha utilizzato un qualcosa che va alla grande per farsi pubblicità. Mi fanno più rabbia quelli che continuano a nuotare sordi come salmoni che risalgono la corrente, che sono loro che legittimano questi furbastri.

  5. utente anonimo says:

    Ma l’ opera, di quanto so, e stata cancellata dalla direttrice dell’ Opera e non da Neuenfels stesso?

  6. utente anonimo says:

    La performance di Gilad Atzmon si chiama Artie Fishel and the Promised Band, e con un folle miscuglio di jazz, musica kletzmer e recitato, parla di “Artie Fishel” (che in inglese suona come “artificial”), un vivace militante deciso a rivendicare agli ebrei l’invenzione del jazz e pronto a denunciare come antisemita chiunque sostenga che sia invece una creazione dei neri americani. Chi conosce l’inglese abbastanza bene da cogliere certi sottili giochi di parole, può leggere qui una presentazione del lavoro.

    maria

    ma non ti pare miguel che questa performance di Gilad sia alquanto bizzarra?

    Che senso ha? Un senso provocatorio, si afferma una cosa falsa, si allude a una giusta reazione, quella che rivendica la vera origine storica del jazz, e poi si inventa l’altra reazione e cioè l’accusa di antisemitismo!

    Suvvia e te credo che qualcuno si sia incazzato, il giochino è troppo scoperto o no?

    maria

  7. utente anonimo says:

    Cara Talib.

    Ed il Voltaire censurato in Svizzera per le proteste Muslim?

    JZ

  8. utente anonimo says:

    Maria , a me sembra parodia sofisticata, una specie di Borat ( quello che adesso va per la maggiore)ma più elegante.

    Infatti, vero che sostiene una cosa falsa, ma cito dal sito:”Anarchic, subversive and deeply hilarious. Artie Fishel, a brilliant but mad saxophonist who is convinced that jazz isn’t a black American art form but rather a Jewish authentic musical expression that was born in the ghettos of Eastern Europe. Artie is determined to bring Jazz back to where it belongs.”

    ” Mad “, quindi l’intento scherzoso è esplicito.

    MJ

  9. utente anonimo says:

    No fammi capire, jz, alcuni vogliono mettere in scena il “maometto”, immagino, di quel bel tomo di voltaire, che può piacere solo a liberali dai gusti molto grossolani (neppure da radicale l’ho mai potuto soffrire), già sapendo che dall’altra parte c’è chi ne approfitterà per fare un po’ di cagnara fondamentalista, e poi si tirano indietro? Ma questi sono cagasotto, altro che censura muslimma. L’unica cosa che si possa pare per tizi simili, è indicare loro una buona marca di carta igienica. E consigliare loro diderot, per esempio, da leggere sul tazzone, così affinano il buon gusto letterario e filosofico.p

  10. utente anonimo says:

    mj

    l’intento è scherzoso e molto allusivo politicamente, un’allusione pesante alla presunta “paranoia” israeliana riguardo all’antisemitismo, accostata appunto alla protesta per una cosa assurda e falsa, francamente non capisco cosa ci sia di sofisticato e divertente.

    E’ la solita tesi di gilad, questa volta in musica, certo legittima, ci mancherebbe altro, ma a me non piace, perchè non condivido le sue idee politiche sullo stato di israele, ritenuto da lui illegittimo e infondato proprio come l’origine ebraica del jazz.

    maria

  11. muslima says:

    Riguardo all’ Idomeneo di Mozart, mi permetto di consigliare a chi non lo abbia ancora fatto, per farsi un’ idea completa della situazione, la lettura del seguente interessantissimo articolo di Blondet:

    Islam contro Mozart? O contro un cretino?

  12. muslima says:

    Ehm, il link al commento precedente non funziona… Quindi lascio direttamente l’ indirizzo dell’ articolo:

    http://www.effedieffe.com/rx.php?id=1456%20&chiave=mozart

  13. utente anonimo says:

    >No fammi capire, jz, alcuni vogliono mettere in scena il “maometto”, immagino, di quel bel tomo di voltaire, che può piacere solo a liberali dai gusti molto grossolani< No, fammi capire tu.
    La libertà d’espressione si pesa a seconda della “qualità” dell’opera?

    JZ

  14. utente anonimo says:

    >La lettura del seguente interessantissimo articolo di Blondet< Prima di far rivoltare nella tomba Marlowe qualcuno avrebbe dovuto spiegare all’imbecille (non a caso tanto amato dai Muslim dalla testa calda) che il succitato autore è stato anch’esso mutilato a livello filologico-letterario. Non,ahimè, in nome di quell “Arte contemporanea” che tanto disprezza,bensì di quegli islamici che gli piacciono tanto… JZ

  15. utente anonimo says:

    L’articolo in questione sul sito effedieffe non è di Blondet,ma di un tale che si firma Jan Kàroly.

    Quanto a Marlowe,il suo Tamerlano fu epurato della scena in cui il corano è messo al rogo , ma, anche in questo caso ,non per minacce o pressioni islamiche,bensì per autocensura del regista,che non si inventò fantomatiche minacce di al quaeda.

    A onor del vero poi,bisogna aggiungere che tal Inayat Bunglawala,segretario del consiglio islamico britannico,sostenne che,nel contesto fittizio dell’opera,il corano dato alle fiamme non avrebbe offeso più di tanto i sentimenti religiosi degli islamici,e quindi l’autocensura ,a suo dire,fu un errore.

    Quanto a “L’EBREO DI MALTA” di Marlowe,che sia per autocensura o per censura vera e propria,penso sia un opera che non vedremo mai.

    Franz

  16. utente anonimo says:

    Io non ho alcun interesse alla libertà d’espressione. Ciò detto, tu parli di svizzera. Dubito che lì funzioni un istituto islamico di censura. Ma ormai voi vivete in una fantomatica eurabia, che, tra l’altro, è già esistita, e ha dato la splendida civiltà alessandrina. Ma sorvoliamo. Quanto al gioco delle parti, io provoco e i fondamentalisti rispondono, così mi strappo scandalizzato la veste liberale, c’ha ormai stufato. Chi lo vuol fare, lo faccia, ma non ci rompa le scatole.p

  17. utente anonimo says:

    Borat è bello volgare però.

    http://www.youtube.com/watch?v=Om7SkkN2T7c

  18. utente anonimo says:

    Più che libertà di espressione è libertà di decapitazione.

    Se si trova dalle parti di Vienna della terra inspiegabilemente smossa , si riesce forse a scoprire finalmente il luogo dov’è sepolto Mozart.

    Quanto all’ironico Atzmon, che va a suonare mentre i pizzaioli sono “all’opera”, in un Pizza Express di Londra, non mi meraviglierei se i titolari fossero arabi.Magari potrebbe stuzzicare il loro senso dell’umorismo variando il personaggio : Fahl-sa-ben, che asserisce essere il jazz di origine egiziana ( giz-jazz).

    Aurora.

  19. utente anonimo says:

    Mah, miguel, agli immigrati che si alzano alle cinque di mattina per scaricare casse, in attesa di essere espulsi, qualcuno deve pure avere detto delle vignette pubblicate sui giornali danesi.

    Titties & Beer.

  20. kelebek says:

    Per Maria,

    Non so se ci siamo capiti.

    Gilad Atzmon fa una performance satirica, che è chiaramente una parodia della rivendicazione sionista sulla Terra Santa.

    Una lobby etnico-religiosa ne chiede il divieto.

    Ora, si può essere d’accordo o con l’artista o con il censuratore; ma resta il fatto che si tratta di un tentativo di censurare l’arte.

    Perfettamente paragonabile all’altro caso – quello dell’Idomeneo – con l’eccezione di un dettaglio: che nel caso dell’Idomeneo, non c’è nemmeno stato il tentativo di censura.

    Ora, a me interessa la reazione dei media.

    Hai visto editoriali sui quotidiani riguardanti il caso Idomeneo?

    Hai visto editoriali sui quotidiani riguardanti il caso Artie Fishel?

    Miguel Martinez

  21. utente anonimo says:

    Maria, ho letto e sentito talmente tante accuse pretestuose di “antisemitismo” che non credo proprio che non ci sia bisogno di smascherare questo meccanismo automatico : critiche adIsraele= amtisemitismo”.

    Anzi, credo ce ne sia bisogno.

    Quanto al ” sofisticato” era inteso come sicuramente meno sboccato del Borat, appunto.

    SE è divertente non lo so, non avendolo ancora visto.

    Oh, sono andata a vedere il sito del locale in cui si dovrebbe esibire Atzmon. Cibo italiano, nove vini su dieci sono italiani.Escluderei che siano arabi, secondo me sono italiani.

    MJ

  22. utente anonimo says:

    per miguel

    sì ci eravamo capiti, preciso che io non appoggio nessuna censura, assolutamente no, volevo semplicemente esprimere il mio disaccordo, per quello che vale, per le tesi di Gilad , che trovo piuttosto ossessive, proprio come lui ritiene ossessive certe paranoie israeliane.

    maria

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