La feroce leggerezza dell’Occidente

Gonfio della propria levità, l’Occidente si stacca dal mondo e vola in alto.

Solo un lungo tubo lo collega ancora al resto dell’umanità: un tubo attraverso cui scorrono gorgoglianti il petrolio, le badanti, i diamanti, la cocaina, gli spazzini, le prostitute, le discariche, le spiagge, la carne animale e il sangue umano di cui ha bisogno per nutrirsi.

Dall’alto, addosso alla terra lontana, l’Occidente riversa il proprio terrore, ma nel grande dirigibile, tutto è delicatamente insonorizzato.

L’Occidente è e non è l’Occidente.

Per staccarsi da terra, ha tagliato tutte le proprie, contraddittorie radici, di cui però si vanta nell’esatta misura in cui le ha distrutte.

Ha ucciso le forme pagane, ha distrutto il cristianesimo, ha messo a morte l’illuminismo e ha svuotato la democrazia.

L’Occidente ha annichilito ogni costume diverso, per mercificarlo poi come folklore.

Ha trasformato mille paesaggi in un unico luogo identico, dove all’uscita della discoteca, la pista da sci scende giù alla spiaggia privata.

Ha liquidato gli aristocratici come i contadini, i borghesi come i proletari, il clero come gli atei, la famiglia come il quartiere, il villaggio come la fabbrica.

Per farlo, non ha usato il bastone: il massacro mortale che esercita senza limiti, lo usa solo fuori da sé. Non è più tempo di potere.

Ma non ha usato nemmeno la carota: perché mai i prestigiatori dell’economia illusoria dovrebbero spartire qualcosa, con chi non produce più nulla, se non servizi?

L’Occidente non è astratto, e non parla ad astrazioni.

Non parla di ideali, e non parla a popoli o classi. Non parla per monumenti e decreti.

Parla con il volto dell’individuo attore, che guarda i tanti individui spettatori.

L’individuo attore può essere modella, politico, esperto, caso umano, trasgressivo, cretino.

Il Volto si vede in primo piano, e appare perfettamente umano, uguale, vicino, fallibile.

Le poche, infantili parole che escono dalla bocca del Volto hanno scarsa importanza. L’Occidente non ha niente da dire (e anche di questo si vanta), perché le sue premesse sono assolutamente indiscutibili, e consistono nell’obbedienza assoluta e incondizionata alle esigenze dell’economia capitalistica.

Ciò che conta è che il Volto è uno di noi, è noi stessi, solo un po’ più bello.

Grazie alla sua espressione e al suo tono di voce, il Volto ci mostra che siamo un insieme turbinante di persone leggere, gradevoli, smaniose di divertirsi, deboli ma carine. Abbiamo addosso l’innocenza dell’adolescenza, o meglio di una tarda infanzia erotizzata. E questo ci rassicura, perché vuol dire che siamo più buoni degli altri, qualunque cosa facciamo.

Il Volto ci seduce e ci rimprovera, e in questo il suo dominio somiglia a quello assegnato nei secoli alle donne, amanti e madri.

Ci seduce incessantemente, con le infinite varianti del muzak, il gradevole suono di sottofondo che induce uno stato leggermente ipnotico nei clienti dei supermercati. Ben più efficace, e meno costoso, della distribuzione di concrete carote.

Ma il Volto ci colpevolizza anche, dicendoci che le infinite frustrazioni della vita reale sono solo colpa nostra: ce lo insegna la legge di mercato, ce lo ribadiscono il karma o la psicanalisi. Siamo noi stessi a bastonarci da soli.

Il pesce, ci dice Régis Debray, non ha mai scoperto l’H2O, cioè non si pone il problema di cosa sia quell’acqua in cui nuota. Salvo il caso in cui si trovi per sbaglio sulla terraferma.

Non cogliamo affatto la natura dell’orrore in cui ci troviamo sommersi, perché non ha nome. Solo quando incontriamo per sbaglio l’Altro, ci sentiamo Occidente, senza però minimamente cercare di capire cosa ciò significhi. Veniamo allora colti da una furia insieme divoratrice e omicida.

Ma siamo persone gentili, che non faremmo male a una mosca: infatti, a sgozzare i maiali che mangiamo ci pensano sofisticati macchinari e stanchi extracomunitari.

Allora la nostra furia divoratrice diventa, incolpare l’altro perché non si fa integrare. E la furia omicida diventa,  incolpare l’altro perché ha osato difendersi.

Certo, l’odio incontrollabile, la follia sconnessa dei discorsi, il grado del delirio di violenza con cui l’occidentale si esprime in tali casi dovrebbero rivelare qualcosa della spaventosa malattia che è l’Occidente stesso.

Ma anche allora, pochi, pochissimi, cercano davvero di capire: al massimo, dicono, Oriana Fallaci era individualmente un po’ disturbata.

Nel Giorno del Giudizio ci verrà chiesto perché non ci siamo ribellati a ciò che non potevamo non vedere.

Allora, per difenderci davanti all’Angelo, potremo solo citare il proverbio cinese: “Il punto più oscuro è sotto la lampada.”

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77 Responses to La feroce leggerezza dell’Occidente

  1. utente anonimo says:

    Il tuo articolo giunge come una chiosa all’orribile programma “Radiotremondo” andato in onda oggi, condotto dall’eneffabile Massimo Teodori. Tutto dedicato all’allarme “ispanici” negli USA: che ostinati, insistono a voler parlare spagnolo e a non “integrarsi”… poveri ascoltatori di radiotre, bombardati dalla propaganda filooccidentale ogni mattina dalle 10.00 alle 11.30.

    Rita.

  2. utente anonimo says:

    Spettacolare, complimenti!

    Grazie alla sua espressione e al suo tono di voce, il Volto ci mostra che siamo un insieme turbinante di persone leggere, gradevoli, smaniose di divertirsi, deboli ma carine. Abbiamo addosso l’innocenza dell’adolescenza, o meglio di una tarda infanzia erotizzata. E questo ci rassicura, perché vuol dire che siamo più buoni degli altri, qualunque cosa facciamo.

    Questa frase tra l’altro mi rimanda molto alle opere di Brett Easton Ellis.

    Saluti,

    Raskolnikov

  3. utente anonimo says:

    Chi ha mai detto che la Fallaci era disturbata? Al massimo un pò scorbutica e, in quanto donna, sicura dei suoi giudizi in misura eccessiva.

    Pezzo divertente, forse un pò lunghetto.

    Francesco

  4. utente anonimo says:

    divertente!?!

    mizzeca è una delle cose più cupe e angoscianti che abbia mai letto…

    roberto

  5. utente anonimo says:

    Roberto

    ma come, non ti sei addormentato ad un terzo, e poi a due terzi, e poi svegliato di soprassalto alla fine, cercando di decifrare il proverbio cinese?

    Ecco, io mi tengo quello, del post, così non mi date dell’Occidentalista fanatico chiuso alle altre culture.

    Francesco

  6. paniscus says:

    e, in quanto donna, sicura dei suoi giudizi in misura eccessiva.

    Nella mia esperienza, quanto più i giudizi sono generali, lapidari e trancianti su un’intera categoria, tanto più si osserva che l’autore del giudizio conosce poco la categoria.

    Se Francesco ha poca esperienza di donne reali, non è colpa di queste ultime.

    Lisa

  7. utente anonimo says:

    altro che dormire francesco,

    l’atmosfera cupissima del post mi ricorda una descrizione del paesaggio di blade runner, e tutto finisce all’improvviso con una luce accecante che fa sparire la città umida scura e puzzolente… la luce è accompagnata dall’eco sinistra della risata diabolica di un vecchio cinese….

    applausi e chapeau bas a Miguel

    (che poi del contenuto non condivido niente è un’altra storia ma il pezzo è così bello che per una volta la forma oscura il contenuto)

    roberto

  8. kelebek says:

    Invece di rispondere ai complimenti, passo subito a Francesco :-)

    Dai, sveltisciti.

    Mi riferivo a quelli di sinistra che hanno criticato anche furiosamente la Fallaci, come se fosse il suo carattere il problema, e non il contesto generale, di cui la poveretta era solo un sintomo come mille altri.

    Miguel Martinez

  9. utente anonimo says:

    Miguel,

    il tuo post è bello, molto, vorrei poterti scrivere, no miguel, abbiamo ancora qualcosa del nostro passato, abbiamo ancora sentimenti e idee per il nostro presente, per l’ALTRO, ma non mi vengono le parole per dirlo…

    maria

  10. kelebek says:

    Per Maria,

    Hai assolutamente ragione. Ma è vero nella misura in cui tu sei Maria, non nella misura in cui tu sei Occidente.

    Miguel Martinez

  11. utente anonimo says:

    Anche stavolta vorrei essere d’accordo con te, Roberto, ma non ci riesco. Il contenuto è forse un po’ troppo monistico, ma nella sostanza mi sembra condivisibile. Purtroppo.

    Z.

  12. utente anonimo says:

    Il contenuto è generico, oggi solo in estremisti catto-reazionari si trova una simile riduzione dell’Occidente al consumatore-bestia con coefficiente d’intelligenza nullo. Pur temendo di essere offensivo, direi che il contenuto è “da ’68”.

    Lisa, cosa ne sai delle colpe delle donne reali verso di me :( comunque la presunzione di avere capito la sostanza delle cose, ad un livello che per un uomo è ridicolmente “soggettivistico-psicologico” non mi pare così raro.

    Francesco

    PS Miguel, ci dai il nome del Nulla occidentale di cui parli? OK, potrebbe essere il capitalismo. E l’Altro chi è, in sè e non in relazione al capitalismo? Troppo comodo definirlo come resistenza per evitare il confronto e il giudizio :)

  13. utente anonimo says:

    Io trovo che l’Occidente sia TROPPO dubbioso di sè e disponibile verso l’Altro a prescindere, escludendo gli abitanti dei paesini della bergamasca che non sono disponiibli neppure con gli abitanti di Bergamo.

    Francesco

  14. georgiamada says:

    Prima di tutto bentornato

    Poi … scusa miguel ma … è tuo questo pezzo?

    Sono basita.

    Sinceramente NON mi piace (e sai quanto io a volte ti abbia stimato).

    Mi sembra l’altra medaglia di redeker, e per me ha dell’incredibile che tu lo abbia scritto proprio TU.

    geo

    Mica leggerai troppo blondel vero?;-)

  15. utente anonimo says:

    Sì Francesco, sono d’accordo che il messaggio sia un po’ troppo “monistico” (e anche un po’ messianico nel finale).

    Però non mi pare che Miguel abbia parlato di “bestie” con un QI nullo. Ha parlato di indifferenza, di sfruttamento, di adultolescenti, di discorsi sconnessi e pieni di odio. E di identificazione a contrario. L’Occidente non è solo questo, certo. Ma è anche questo, e lo è in larga misura, e mi sembra difficile negarlo.

    Tra l’altro non mi sembra neanche che né il contenuto né il contenitore abbiano molto a che vedere col ’68 (salvo che per “sessantotto” non s’intenda “quelli che parlano male dell’America”)…

    Z

  16. kelebek says:

    Per Georgia,

    sì l’autore sono io.

    No, Blondet non c’entra, il mio post deve invece molto alle riflessioni sui testi del mediologo francese, Régis Debray, non so se lo conosci.

    Chi è Redeker?

    Miguel Martinez

  17. utente anonimo says:

    A dire il vero, a me è venuta in mente la teoria critica, quella che va da Benjamin, passa per Adorno e Horkheimer, e finisce, a sua volta “a contrario, nelle tesi di Fukuyama. Che, come ben si sa, sono all’opposto (forse consequenziali? Forse complementari?) rispetto a quelle di Huntington, pur essendo state elaborate nello stesso contesto.

    E non ho citato una trafila di altri nomi che sarebbero pertinenti al post. Sfido chiunque abbia letto Benjamin a non ravvisare l’ombra dell’Angelo della Storia nel pezzo di Miguel.

  18. utente anonimo says:

    È che non esiste più un altro, fuori da questa civiltà, di cui tutti, volenti o nolenti, facciamo parte. O si riesce a formare l’unica società che vede in tutte le società passate la sua stessa unica storia, o, per quanto pazzesca possa sembrare questa prospettiva, io non vedo altro che continuare ad ammazzarci per spazi sempre troppo angusti, dandoci l’un l’altro la colpa, chiamandola di volta in volta con “abominati” nomi diversi. Se le galline non si rendono conto che lo steccato è caduto, non vedranno mai lo spazio davanti a loro, ma si azzufferanno sempre per un pezzetto di pollaio. Il mondo è enorme, non piccolo, è questo il grande inganno/illusione a cui soggiacciamo.p

  19. utente anonimo says:

    Però non mi pare che Miguel abbia parlato di “bestie” con un QI nullo. Ha parlato di indifferenza, di sfruttamento, di adultolescenti, di discorsi sconnessi e pieni di odio. E di identificazione a contrario. L’Occidente non è solo questo, certo. Ma è anche questo, e lo è in larga misura, e mi sembra difficile negarlo. Z.

    Maria

    a me pare che miguel abbia parlato di crisi profondissima, di declino di una civiltà, quella occidentale; mi sembra ci sia molto di vero nella sua analisi scritta benissimo; e del resto niente mai è uguale a se stesso, tutto cambia, forse noi stiamo assistendo senza saperlo al tramonto dell’Occidente, io che non sono nessuno lo penso da anni che c’è qualcosa che non funziona nel profondo, che si è rotto qualcosa, certo questa rottura può coesistere ancora per un lungo periodo con quanto di bello e di buono può ancora esserci ma la direzione è quella. Sono troppo pessimista, catastrofista? Forse.

    Qualcuno poi ha nominato il ’68, ma che c’entra? Nel ’68 alcuni problemi attuali non esistevano, il mondo non era così globalizzato, l’ALTRO era lontano e tutto si teneva, se ben ricordo…

    maria

  20. georgiamada says:

    robert redeker è (ma dai che lo sai) uno dei tanti islamofobi assatanati e irrazionali che si aggirano per l’europa, ma non solo, ha scritto un articolo melmoso, assurdo, senza alcun aggancio con la storia e la realtà su le figarò, le sue parole hanno fatto incavolare qualcuno (credo in pakistan) che lo ha minacciato e i nostri media propagandistici ora, invece di limitarsi a dire che uno può scrivere tutto quello che vuole senza dover essere minacciato, strillano che gli hanno fatto una fatwa, come se chiunque si potesse svegliare la mattina e fare una fatwa e pure via e-mail ;-).

    Ma dai che lo sai chi sia redeker.

    A me risulta, ma forse sbaglio, che l’unica fatwa mai fatta sia stata quella di komeini a Rashdie.

    geo

  21. georgiamada says:

    l’occidente è in crisi da molti secoli. Il problema però è decidere cosa sia l’occidente, io ancora non l’ho capito.

    Per me è una categoria del tutto virtuale e inventata (o meglio rispolverata) dai neocon che non a caso erano ex troztkijsti (come cavolo si scrive?) e non è neppure la prima volta che la si usa come se esistesse davvero.

    Cavolo ma che cosa sarebbe ‘sto occidente (in crisi o meno che sia)?

    me lo vogliono spiegare sia quelli che lo difendono (come il papa, bush e redeker ecc.) che quelli che lo attaccano?

  22. utente anonimo says:

    A orecchio mi è venuto in mento “l’uomo ad una dimensione”, che vedo bene a saltabeccare da un discoteca ad una spiaggia ad una pista da sci.

    Che non sa e non vuole sapere nulla d’altro, se non come vestirsi in discoteca, quale costume indossare in spiaggia e quali sci usare in pista.

    Che poi trovi questo un pistolotto moralistico indigeribile persino per un cattolico reazionario come me è un altro discorso.

    Francesco

    Debray, è un “amico” di Giuliano Ferrara o sbaglio? Mi suona questo nome.

    Ciao p. spero che tu abbia ragione, ma solo perchè sono troppo affezionato a questa civiltà e il suo evidente tramonto mi tramortisce e mi spiace. Come un antico romano, ancora a sperare in un imperatore capace e in funzionari onesti per evitare di confrontarsi con l’inevitabile e l’impensabile.

  23. georgiamada says:

    altra domanda:

    cos’è il giorno del giudizio?

    e quando dovrebbe venire?

    quando ci sarà l’apocalisse?

    mmmmmm io sarò strana, ma quando si parla di giorno del giudizio, che sia savonarola o miguel a ricordarcelo, mi metto subito in allarme ;-)

  24. utente anonimo says:

    Un bel post, Kel, che ci rappresenta tutti, o quasi tutti, noi lettori, come persone, carine ma deboli ( inverto il tuo ordine). Noi siamo beneducati, benpensanti, concilianti, con il piccolo difetto di essere anche molto rammolliti,invertebrati, incapaci di vedere l’ingiustizia e la sofferenza che è sotto ai nostri occhi e di reagire, con tenacia e compattezza.

    Questa incapacità di vedere e capire non si sa se sia conseguenza di mancanza naturale di intelligenza o conseguenza dell’ anestetico propinatoci dal ” Volto “.

    Ricordo che in un post, o in tuo commento, hai dichiarato di avere simpatia per certi estremisti : alla fin fine sono loro che si dedicano di fatto a cambiare il mondo, tutti gli altri chiacchierano moderatamente e pacatamente.

    Prendiamo ad esempio il placido fiumiciattolo di diecimila persone alla manifestazione contro la missione in Libano : nessuno vi ha dato retta.

    Invece i tassisti hanno dato un messaggio efficace e conciso a distanza ravvicinata, -non sono black-block, non sono rivoluzionari-, e proprio per questo, io credo, le loro mazze e le loro facce ferrate hanno prodotto qualche ripensamento politico: estremisti improvvisati ma seri, non quaquaraquà da fotografia in silouette su sfondo di fumo da lacrimogeni, come direbbe M.Serra. Uomini veri e tosti, pure delinquenti, disposti a tutto, si sono smobilitati da tutta Italia, compatti, uniti, decisi, una colonna da testa di ariete pronta allo sfondamento.

    La faccenda funziona così : se sei debole non combini nulla. Bisogna creare la spina dorsale, la lingua di fuoco di un enorme drago per influire come opinione pubblica, bisogna smuovere, io credo, la moltitudine facendo loro presente la perdita di profitto che deriva dal loro complice silenzio. Il danno emergente, il lucro cessante, la necessità indifferibile e urgente di unirsi in un pronto intervento per imporre il dovere delle istituzioni di attivarsi immediatamente, anche di fronte agli “irregolari” che adottano metodi “irregolari”. Se alla gente non tocchi il portafoglio, in maniera seria, da casa si muovono in pochi e se ai politici non metti a rischio la poltrona, se ne fregano.

    Io per esempio mi sono chiesta quanto ci costano queste missioni di pace all’estero e quali vantaggi ci porterebbero. Un discorso egoistico il mio, che non ha nulla a che fare la pace nel mondo. Non capisco come mai noi, assillati da debiti, invece di risanare la nostra situazione, devolviamo fondi a favore di intenti benefici all’estero. E’ come voler salvare qualcuno mentre la nostra barca fa acqua. Posso solo dedurre che si tratti di una forma di investimento, per cui diamo dieci con la speranza di ottenere venti o cento. Se infatti dovessimo intervenire in ogni paese che necessita di aiuti di qualunque tipo, a quest’ ora dovremmo essere impegnati chissà su quanti fronti, ivi compresi quelli dei paesi dove centinaia o migliaia di bambini ogni anno muoiono di diarrea perchè bevono acqua inquinata, non avendone altra a disposizione ( ultima trasmissione di “Report”).

    Invece di questi ultimi ce ne strafreghiamo, e ci soffermiamo indignati sulle foto di guerra, senza fare nulla né nell’uno né nell’altro caso.

    Ma il Ministro degli Esteri, il Governo mi potrebbe ribattere che certe scelte sono dettate da opportunità economico- politiche e che il non intervenire a fianco dell’uno o dell’altro ci creerebbe svantaggi notevoli. Non si agisce secondo giustizia, ma secondo convenienza e a noi questo importa, la convenienza.

    Forse ha ragione p : questo sistema è destinato ad autodistruggersi, senza neanche bisogno che noi si muova un dito.

    Aurora.

  25. stigli says:

    Complimenti anche da me. L’attacco è travolgente. Poi si dilunga un po’, ma ex abundantia cordis. Apprezzo l’ultimo commento di Aurora che mi spinge a interferire. Diceva Vincenzo Cuoco a proposito del fallimento della rivoluzione napoletana del 1799, rivolgendosi ai patrioti illuministi napoletani – grandi – che “gli uomini si muovono per bisogni e non per idee”. Insistere quindi sulle spese folli delle nostre missioni di pace potrebbe convincere anche quelli che non apprezzano l’articolo 11 della Costituzione. Diciamolo a Beppe Grillo che faccia un po’ i conti.

  26. utente anonimo says:

    Diceva Vincenzo Cuoco a proposito del fallimento della rivoluzione napoletana del 1799, rivolgendosi ai patrioti illuministi napoletani – grandi – che “gli uomini si muovono per bisogni e non per idee”. Insistere quindi sulle spese folli delle nostre missioni di pace potrebbe convincere anche quelli che non apprezzano l’articolo 11 della Costituzione. Diciamolo a Beppe Grillo che faccia un po’ i conti.

    maria

    che gli uomini si muovano per bisogni

    era stato detto autorevolmente anche molto prima:-)

    Ma l’accostamento alle spese folli che dovrebbero indurre in buoni propositi i contrari all’art. 11 della Costituzione è sbagliato.

    Si tratta di cose ben diverse.

    Quelli che insistono sulle spese folli della missione, a parte aurora che ha fatto un discorso articolato, sono molto simili in genere a coloro che insistono ,che so, sulle spese folli della politica, peraltro vere, ma non è quello il punto, per soddisfare davvero i bisogni ci vuole ben altro …

    maria

  27. utente anonimo says:

    >…l’atmosfera cupissima del post mi ricorda una descrizione del paesaggio di blade runner, e tutto finisce all’improvviso con una luce accecante che fa sparire la città umida scura e puzzolente… la luce è accompagnata dall’eco sinistra della risata diabolica di un vecchio cinese…. applausi e chapeau bas a Miguel (che poi del contenuto non condivido niente è un’altra storia ma il pezzo è così bello che per una volta la forma oscura il contenuto) roberto<
    Posso umilmente suggerire, invece, come archetipo “Matrix”, con gli umani attaccati ai tubicini e viventi sogni nel matrix?:-). Come Morfeus ci vedo bene Dacia Valent (solo per il colore della pelle, però, il caro Morfeus del film non si abbandonava al turpiloquio:-) ). Miguel, ti stai allenando tu a schivare le pallottole o Neo-il Predestinato è ancora di là da venire?:-)

    Ciao

    Ritvan

  28. kelebek says:

    Per Georgia,

    1) No, non conoscevo Redeker, davvero.

    2) Io credo che la precisione sia importante. Ma credo anche che a volte bisogna ricordare due o tre cose fondamentali, e quando lo si fa, si diventa necessariamente imprecisi nei termini.

    3) Uso il termine, certamente impreciso, “Occidente”, perché è l’autodefinizione preferita della stessa realtà che descrivo.

    4) Le definizioni possibili di “Occidente” sono moltissime, ovviamente, e ognuna carica di un potenziale infinito di discussioni, che fanno perdere il punto centrale.

    5) Ad esempio, l’Occidente che descrivo è:

    - esito naturale della cultura imperiale romana e del culto dello stato?

    - esito naturale e universale del capitalismo?

    - frutto di uno “spirito faustiano europeo”?

    - prodotto della tecnologia delle comunicazioni?

    - il risultato di duemila anni di monoteismo cristiano?

    - il figlio dell’illuminismo?

    Discussioni di grande interesse, e le farei volentieri in un altro contesto, ma rifletterebbero sempre qualcosa della nostra storia personale, più che cogliere la situazione che viviamo.

    A me, in questo momento e in questo scritto, interessa constatare la cosa più immediata e semplice: “Occidente” è un termine come un altro, di facile intuizione, per definire l’ambiente prevalente, in questo momento, nel luogo in cui tu e io viviamo; è ciò che satura di sé i rapporti quotidiani, esattamente come l’induismo poteva fare dei rapporti quotidiani nel medioevo indiano.

    Miguel Martinez

  29. kelebek says:

    Sempre per Georgia,

    il giorno del giudizio è già passato, lo scorso 22 agosto. Ti ricordi Bernard Lewis?

    :-)

    Miguel Martinez

  30. utente anonimo says:

    A me, in questo momento e in questo scritto, interessa constatare la cosa più immediata e semplice: “Occidente” è un termine come un altro, di facile intuizione, per definire l’ambiente prevalente, in questo momento, nel luogo in cui tu e io viviamo; è ciò che satura di sé i rapporti quotidiani

    maria

    miguel, incredibile, oggi al telefono un amico, a cui avevo detto del tuo post, mi chiedeva ma cosa è per te l’occidente, e io gli ho detto, per me l’occidente è l’ambiente in cui vivo e mi muovo…

    Ho detto questo perchè come ricordavi l’Occidente è molte cose insieme e volerlo definire ogni volta che se ne discute

    sarebbe talmente laborioso da impedire ogni scambio di idee:-)

  31. utente anonimo says:

    Io per esempio mi sono chiesta quanto ci costano queste missioni di pace all’estero e quali vantaggi ci porterebbero. Un discorso egoistico il mio, che non ha nulla a che fare la pace nel mondo.

    Sui vantaggi (economici) sai già come la penso. Sui costi basta leggere il bilancio della legge istitutiva della missione :-)

    Non capisco come mai noi, assillati da debiti, invece di risanare la nostra situazione, devolviamo fondi a favore di intenti benefici all’estero. E’ come voler salvare qualcuno mentre la nostra barca fa acqua.

    Hai mai fatto una modesta donazione ad un ente benefico – chessò, 5 o 10 euri? o conosci qualcuno che l’abbia fatta? e tutto questo pur senza avere i miliardi?

    Non mi pare una cosa fuori dal mondo. Oltretutto, se ci pensi, diecimila euri per il nostro stato sono poca cosa – è quello che spende ogni mese per gli stipendi di dieci accertatori delle Entrate in CFL – ma possono finanziare un progetto di un certo rilievo in un paese sottosviluppato.

    Se infatti dovessimo intervenire in ogni paese che necessita di aiuti di qualunque tipo, a quest’ ora dovremmo essere impegnati chissà su quanti fronti

    Non hai tutti i torti. Ma dalle mie parti noi riteniamo che “piuttosto che niente è meglio piuttosto” :-)

    Vedi, anch’io prima delle elezioni mi sono trovato a pensare, e persino a dire, che non avrei avuto alcuna aspettativa dalla politica estera di questo governo. Fare il minimo necessario, spendere il minimo necessario e ritirarsi ovunque e dovunuque possibile. Cercavo di convincermi che fosse la giusta via da seguire.

    Ma non ci credvo veramente allora, forse. Di certo ho smesso del tutto di crederci quando il Libano è stato invaso. La missione ONU – non una folgorazione sulla via di Berito – ha convinto gli Israeliani a ritirarsi, e credo che questo vada ricordato.

    Dopodiché si può ben ritenere che la missione non andava inviata comunque, certo…ma non potrei mai essere d’accordo.

    Z.

  32. utente anonimo says:

    (ah, non conosco quella poesia, mi spiace :-( )

  33. utente anonimo says:

    Z,

    impiego secoli a leggere i preventivi e a raffrontarli con i consuntivi delle spese condominiali di manutenzione straordinaria, voci incomprensibili, voci ripetute in capitolati diversi con denominazioni diverse , aumenti ingiustificati, millesimi non rispettati, criteri di ripartizione non indicati, spese indebitamente attribuite al singolo anzichè al condominio e viceversa, IVA calcolata al 20% anziché al 10% e viceversa, vuoi che mi metta a leggere anche i bilanci delle missioni ? Hai dato tu un’occhiata ?

    Ecco, dopo che hai letto le singole voci e sei riuscito a capire tutto per bene, puoi scrivere un articolo chiarificatore, ho il sentore che alcuni giornali te lo pubblicherebbero volentieri, giusto perché già qualche giornalista ci ha provato e non ne é arrivato a capo.

    Quanto alla poesia, non è lontana, puoi trovarla al commento n. 33 del post appena precedente, ” Ritorni”.

    Aurora.

  34. georgiamada says:

    M

    Ad esempio, l’Occidente che descrivo è:

    - esito naturale della cultura imperiale romana e del culto dello stato?

    G

    Dunque occidente, in negativo, è sia chi usa lo stato per stemperare che chi è antistataliasta, senza se e senza ma, senza lacci e lacciuoli, come gli americani insomma ;-).

    Insomma gli Usa NON sono occidente ;-)

    M

    - esito naturale e universale del capitalismo?

    G

    dunque l’occidente è capitalismo?

    Il feudalismo invece NON lo è. W i grandi proprietari terrieri dunque?

    Il feudalismo NON era occidente? E che era? oriente?

    Allora le crociate vanno bene?

    Carlo magno NON era occidente?

    M

    - frutto di uno “spirito faustiano europeo”?

    G

    Questo, scusami, ma non lo capisco;-).

    Vuoi forse dire che l’occidente è colui che vende l’anima al diavolo,

    E magari … si frega per il giorno del giudizio?

    M

    - prodotto della tecnologia delle comunicazioni?

    G

    Ok allora internet è occidente.

    Questo blog è occidente, o meglio, e-occidente;-)?

    Help, mi sento completamente occidentale :-(

    M

    - il risultato di duemila anni di monoteismo cristiano?

    G.

    Ok allora è un fatto religioso, qui magari ti riconosco ;-)

    M

    - il figlio dell’illuminismo?

    G

    eh eh eh, … vedo che sei in totale sintonia con il papa ratzinger;-)

    con simpatia georgia

  35. utente anonimo says:

    nota metodologica: preferisci usare il termine occidente piuttosto che definire cosa vuole dire?

    non ti suona un pò … scorretto?

    molto comodo dal punto di vista poetico e polemico ma poco utile.

    però mi incuriosce l’accenno al fatto che il Giorno del Giudizio è già passato, puoi darmi qualche indicazione o qualche link?

    Georgiamada, tutto quello che citate è Occidente, bisognerebbe trovare padri e figli, gerarchie e cause, decidere quale è il nucleo, quali sono le forze tra loro contraddittorie e magari come sono finiti gli scontri.

    Francesco

  36. georgiamada says:

    stasera ho visto un Infedele un po’ allucinante, con un bischero dal nome walter siti, non facevano che parlare di occidente.

    Alla fin fine occidente era solo pornografia ;-)

    Ho capito anche a cosa si riferisce miguel.

    Ma mi permetto di far notare che sia quell’occidente lì che quello contro cui migue ha scritto il suo sermone sono due occidenti mediatici

    Forse per questo il tuo scritto mi ha dato fastidio, miguel.

    Capisco che per giocare bisogna accettare, da ambedue le parti, le regole e i termini del gioco, ma il fatto è che, almeno io, a quel gioco proprio NON ci voglio giocare. Non mi piace.

    geo

  37. utente anonimo says:

    Aurora: impiego secoli a leggere i preventivi e a raffrontarli con i consuntivi delle spese condominiali di manutenzione straordinaria, voci incomprensibili, voci ripetute in capitolati diversi con denominazioni diverse , aumenti ingiustificati, millesimi non rispettati, criteri di ripartizione non indicati, spese indebitamente attribuite al singolo anzichè al condominio e viceversa, IVA calcolata al 20% anziché al 10% e viceversa

    A me scende la catena persino quando devo controllare lo scontrino del supermercato. Credimi se ti dico che ti ammiro moltissimo!

    Questo significa anche che non avresti problemi a verificare le spese per la missione in Libano (sia chiaro, di certo non ti biasimo se non ne hai voglia mezza!). A proposito, il fatto che un giornalista non sappia fare qualcosa mica significa che sia qualcosa di impossibile – specie coi giornalisti che ci ritroviamo in Italia :-)

    Z

  38. utente anonimo says:

    per georgia

    sono d’accordo sull’Infedele di ieri, trasmissione noiosa e di scarso significato, voglio dire ma chi se ne frega dei gusti sessuali ed estetici di Walter Siti!

    Ecco già che ci sono posso dire una delle tante cose possibili sull’occidente? questa: la capacità di ragionare a vuoto per ore e ore su faccende reali, le più disparate, facendone però questioni di stato, come ieri appunto!

    maria

  39. stigli says:

    Divertissement Andata e ritorno

    La borghesia ha avuto nella storia una parte sommamente rivoluzionaria.

    Dove ha raggiunto il dominio, la borghesia ha distrutto tutte le condizioni di vita feudali, patriarcali, idilliche. Ha lacerato spietatamente tutti i variopinti vincoli feudali che legavano l’uomo al suo superiore naturale, e non ha lasciato fra uomo e uomo altro vincolo che il nudo interesse, il freddo “pagamento in contanti”. Ha affogato nell’acqua gelida del calcolo egoistico i sacri brividi dell’esaltazione devota, dell’entusiasmo cavalleresco, della malinconia filistea. Ha disciolto la dignità personale nel valore di scambio e al posto delle innumerevoli libertà patentate e onestamente conquistate, ha messo, unica, la libertà di commercio priva di scrupoli. In una parola: ha messo lo sfruttamento aperto, spudorato, diretto e arido al posto dello sfruttamento mascherato d’illusioni religiose e politiche.

    La borghesia ha spogliato della loro aureola tutte le attività che fino allora erano venerate e considerate con pio timore. Ha tramutato il medico, il giurista, il prete, il poeta, l’uomo della scienza, in salariati ai suoi stipendi.

    La borghesia ha strappato il commovente velo sentimentale al rapporto familiare e lo ha ricondotto a un puro rapporto di denaro.

    La borghesia ha svelato come la brutale manifestazione di forza che la reazione ammira tanto nel medioevo, avesse la sua appropriata integrazione nella più pigra infingardaggine. Solo la borghesia ha dimostrato che cosa possa compiere l’attività dell’uomo. Essa ha compiuto ben altre meraviglie che le piramidi egiziane, acquedotti romani e cattedrali gotiche, ha portato a termine ben altre spedizioni che le migrazioni dei popoli e le crociate.

    Gonfio della propria levità, l’Occidente si stacca dal mondo e vola in alto.

    Solo un lungo tubo lo collega ancora al resto dell’umanità: un tubo attraverso cui scorrono gorgoglianti il petrolio, le badanti, i diamanti, la cocaina, gli spazzini, le prostitute, le discariche, le spiagge, la carne animale e il sangue umano di cui ha bisogno per nutrirsi.

    Dall’alto, addosso alla terra lontana, l’Occidente riversa il proprio terrore, ma nel grande dirigibile, tutto è delicatamente insonorizzato.

    Per staccarsi da terra, ha tagliato tutte le proprie, contraddittorie radici, di cui però si vanta nell’esatta misura in cui le ha distrutte.

    Ha ucciso le forme pagane, ha distrutto il cristianesimo, ha messo a morte l’illuminismo e ha svuotato la democrazia.

    L’Occidente ha annichilito ogni costume diverso, per mercificarlo poi come folklore.

    Ha trasformato mille paesaggi in un unico luogo identico, dove all’uscita della discoteca, la pista da sci scende giù alla spiaggia privata.

    Ha liquidato gli aristocratici come i contadini, i borghesi come i proletari, il clero come gli atei, la famiglia come il quartiere, il villaggio come la fabbrica.

    Per farlo, non ha usato il bastone: il massacro mortale che esercita senza limiti, lo usa solo fuori da sé. Non è più tempo di potere.

    Ma non ha usato nemmeno la carota: perché mai i prestigiatori dell’economia illusoria dovrebbero spartire qualcosa, con chi non produce più nulla, se non servizi?

    Nel Giorno del Giudizio ci verrà chiesto perché non ci siamo ribellati a ciò che non potevamo non vedere.

    Allora, per difenderci davanti all’Angelo, potremo solo citare il proverbio cinese: “Il punto più oscuro è sotto la lampada.”

  40. georgiamada says:

    La differenza fra me e quelli che hanno sempre in bocca “occidente” è che io non credo a questo “occidente” che avete sempre, televisivamente in punta di mouse. Forse gli andrebbe dato il nome vero (nominare è operazione di grande importanza), tanto per non confondere le acque.

    L’omosessualita maschilista (ma anche l’eterosessualità) collegata alla palestra e al culturismo assatanato non è un fenomeno nuovo, solo che è, da sempre, un fenomeno tipicamente di destra.

    C’era anche ai tempi del fascismo e del nazismo, le S.A insegnano.

    Nulla di nuovo sotto il sole.

    Però per accettarlo bisogna tornare alla differenza destra-sinistra, se la si abolisce poi è chiaro che tutti i gatti sono bigi e occidentali, oppure colorati e antioccidentali. Invece c’è tanto bigio e tanto nero anche fra gli antioccidentali ;-).

    Insomma secondo me è sparita del tutto la ragione, ma non quella bizantina e preilluminista di papa ratzinger, non la ragione pseudo divina, ma quella terra terra che fa funzionare la nostra presa sulla realtà NON virtuale e ci fa riflettere sul mondo senza eccessiva enfasi e messianismo da nuovo millennio alla gioacchino fiore, ma … appunto più terra terra;-)

  41. kelebek says:

    Per Stigli,

    anch’io ho pensato al noto brano del Manifesto di Marx.

    Riassumerei la cosa così – i comunisti hanno creduto al potere distruttivo/creativo della borghesia, perché pensavano che un giorno si sarebbe trasformato in uguaglianza.

    Pensavano, insomma, di poter cavalcare la tigre.

    Solo che la tigre si è mangiata i comunisti.

    Se dovessi segnalare un unico errore di Marx, sarebbe proprio questo.

    Un errore perfettamente giustificabile, ma un errore fatale.

    Miguel Martinez

  42. kelebek says:

    Per Georgia,

    La tua frase:

    “Forse gli andrebbe dato il nome vero”

    ha due implicazioni:

    1) vuol dire che siamo d’accordo che la cosa da nominare esiste, e che corrisponde, in linea ovviamente di stramassima, a ciò che ho scritto nel post.

    2) vuol dire, probabilmente, che tu hai un nome per questa cosa, e non è Occidente.

    Quale sarebbe?

    Miguel Martinez

  43. georgiamada says:

    No, non penso che le cose che hai scritto siano vere, c’è un vizio di forma.

    ì, per me ha un nome e lo sai benissimo: si chiama destra, banalmente destra (vecchia come il mondo), ma bisogna credere che esista la differenza per chiamarla così. Io come tu sai ci credo;-).

    Ma la stessa destra è anche, come sempre, presente nell’altro emisfero del vostro mondo squallidamente bipolare, proprio come vogliono i signori della guerra, che pensiate.

    Avere sempre in bocca la parola occidente è fare il gioco di quelli che tale spazio virtuale hanno creato.

    Io come ho già detto a quel gioco, con quelle regole, con quel linguaggio, non ci voglio giocare, quindi non ne accetto nè le regole nè il lessico

    geo

  44. kelebek says:

    Per Georgia,

    E’ un nostro vecchio discorso, questo :-)

    Innanzitutto, trovo più facile definire “sinistra” che “destra”. Ad esempio, chiunque di sinistra sarebbe d’accordo, credo, con una definizione del tipo, “un movimento che promuove l’uguaglianza e l’emancipazione”.

    Ed è possibile tracciare una linea di continuità ambientale che va dai CARC fino ai moderati diessini: con tutte le immense differenze, sono abbastanza parenti tra di loro perché i diessini diano dei pazzi esaltati a quelli dei CARC, e quelli dei CARC diano dei rinnegati venduti ai diessini.

    Quale sarebbe una definizione di destra che troverebbe d’accordo i “destri”?

    Ovviamente non parlo di un certo gruppo di destri, che so i militanti di Forza Italia e di AN; parlo di coloro che tu in tutto il mondo consideri dei “destri”.

    A questo punto sospetto che la definizione sarebbe, chiunque stia antipatico a Georgia :-)

    Ma si tratta di una definizione imposta dall’esterno, che collega forzatamente tra di loro realtà che non si sentono affatto affini, anzi…

    E quindi diventa un po’ come quando certi apologeti cattolici mettono esoteristi, militanti radicali e biologi evoluzionisti nello stesso calderone degli “gnostici”.

    Insomma, tu dici di chiamare le cose con il “loro” nome, ma quel nome lo scegli tu, non loro.

    Miguel Martinez

  45. utente anonimo says:

    >L’omosessualita maschilista (ma anche l’eterosessualità) collegata alla palestra e al culturismo assatanato non è un fenomeno nuovo, solo che è, da sempre, un fenomeno tipicamente di destra.

    C’era anche ai tempi del fascismo e del nazismo, le S.A insegnano.

    Nulla di nuovo sotto il sole. georgiamada<
    Ah sì? E le forzute, palestrate (e anche un po':-) anabolizzate) ragazzotte dell’est Europa che a suo tempo stracciavano le esili “occidentali”, anche quelle erano “fasciste”? Ma hai l’idea del culto della palestra – ovviamente di Stato – che c’era nei paesi del “socialismo reale”? Era forse perché l’omosessualità maschilista (?!) fosse “tipicamente di destra” che Hitler massacrò le SA e i suoi capi vagamente frocetti? Allora Hitler, che mise alla gogna postuma il “vizietto” dei caporioni SA, era “de sinistra”?:-).

    Beh, ci mancava solo la parodia di Gaber:”Il culo è di destra e la passera di sinistra”:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Vuoi un nome per la tua “cosa” da dire a Miguel?

    Occidente=Economia di mercato+Democrazia+Diritti Umani. Acronimando: EMDDU (sembra il nome di uno struzzo, però:-) )

    Chi non ha tutt’e tre le caratteristiche non è Occidente. Potrebbe essere definito Oriente, Meridione o Settentrione, a suo piacere:-).

  46. georgiamada says:

    ritvan MAi pensato che i paesi dell’est fossero di sinistra ;-) con me sfondi una porta aperta.

    Riguardo a Hitler che fa fuori le sa fu una resa di conti, non un fatgto moralistico;-). Hitler non è mai stato tenero con i dissidenti, palestrati o meno che fossero.

    Ma la ideologia del corpo virile delle sa è sempre stata consona al pensiero nazista e anche fascista, non a caso al confino non venivano mandati gli omosessuali ma solo quelli considerati effeminati, l’mosessualità virile non è mai stata condannata. ma è un discorso lungo e voglio sottolineare che lungi da me criticare le legittime scelte sessuali degli individui, quindi la tua battuta è solo volgare sial il c*** che la P**** possono essere di destra e di sinistra, nessuna religione nessuna scelta sessuale ecc. preserva dall’essere di destra;-), e ci mancherebbe anche quella ora :-)

  47. georgiamada says:

    A questo punto sospetto che la definizione sarebbe, chiunque stia antipatico a Georgia :-)

    se la metti su questo piano credo sia inutile discutere;-).

    Di solito con chi mi sta VERAMENTE antipatico non dialogo (ma accade raramente) e soprattutto non vado nel suo blog.

    Quindi preciso una cosa e poi la smetto.

    Anche se do l’impressione contraria a me raramente resta simpatico o antipatico qualcuno in rete.

    Io posso attaccare e criticare persone che in rete o altrove mi sono simpaticissime e a cui voglio pure bene, non lo faccio mai per antipatia preconcetta (senza escludere che l’antipatia può subentrare in un secondo tempo)

    QUI (in rete) ho antipatia per per le cose scritte, non per le persone ;-), difficilmente faccio passare una cosa che non condivido solo perchè chi l’ha scritta mi sta simpatico.

    Beh … in fondo siamo qui (in rete) per questo non certo per esibirci o farci le moine, o no?

    naturalmente uno è padrone di credermi o meno;-)

    ciao … alla prossima critica

    geo

  48. kelebek says:

    Georgia, la mia provocazione era solo per sollecitare da te una definizione di ciò che tu chiami “destra”. Ovviamente diversa da quella che ho provocatoriamente suggerito.

    Miguel Martinez

  49. georgiamada says:

    ti posso rispondere che la banalità della destra non contempla definizioni ;-), più facile come hai detto tu definire cosa NON sia o sia di sinistra.

    Credo che chiunque di noi si lasci andare alle proprie emozioni, egoismi, enfasi eccessive, anche moralismi ecessivi, nazionalismi eccessivi, iper-patriottismi ecc. ecc. possa essere (o sembrare) di destra.

    Insomma la sinistra è una costruzione umana culturale in fieri, la destra è …. troppo naturale, non a caso la destra è molto spesso maggioranza e populista e spesso ha buon gioco nell’inventare formule di facile presa;-).

    I neocon hanno inventato e lanciato l’Occidente e ora tutti ci credono

    geo

  50. utente anonimo says:

    >ritvan MAi pensato che i paesi dell’est fossero di sinistra ;-) con me sfondi una porta aperta.<
    Porcaccia la miseriaccia, eppure ce l’avevo sulla punta..delle dita la frase”ovviamente, tu, come tutti i marxistoidi di oggi, mi dirai che i paesi dell’Europa dell’Est non erano “veri” comunisti”. Poi ho pensato che sarei stato accusato – more solito – di presumere in modo speculativo sui pensieri e le convinzioni degli altri e bla-bla-bla:-).

    >Riguardo a Hitler che fa fuori le sa fu una resa di conti, non un fatgto moralistico;-). Hitler non è mai stato tenero con i dissidenti, palestrati o meno che fossero.<
    Leggi bene quel che ho scritto. Non mi riferivo al fatto che li avesse ammazzati, mi riferivo alla gogna postuma a cui li ha esposti, definendoli “pervertiti sessuali”. Se le tenere effusioni omosex fossero “de destra”, ti pare che Hitler avrebbe infierito pubblicamente contro di esse? Che pensi, fosse taqiya in salsa nazista?:-).

    >Ma la ideologia del corpo virile delle sa è sempre stata consona al pensiero nazista e anche fascista,<
    Sì, mo’ anche i latini col loro “mens sana in corpore sano”, saune, palestre e belle statue virili (e prima di loro gli antichi greci) erano dei nazisti! Ma fammi il piacere!

    >non a caso al confino non venivano mandati gli omosessuali ma solo quelli considerati effeminati,<
    Guarda che quello è dovuto al pensiero cattolico (e qui prevedo fuoco e fiamme da Francesco:-) ) di cui era permeato pure il fascismo:”Peccato celato è mezzo perdonato”, nonché a pure ragioni di praticità. Infatti, un omossessuale maschio che va in giro coi tacchi a spillo lo puoi mandare al confino senza ulteriori accertamenti, ma come fai a mandare al confino un omosex virile in giacca e cravatta? Ovviamente, quando c’era denuncia circostanziata anche il virilissimo omosex finiva al confino.

    >l’mosessualità virile non è mai stata condannata.<
    Questo lo dici tu.

    >ma è un discorso lungo e voglio sottolineare che lungi da me criticare le legittime scelte sessuali degli individui,<
    E ci mancherebbe altro! Striderebbe con la bandiera arcobaleno, no? A tanto ci posso arrivare anch’io:-).

    >quindi la tua battuta è solo volgare sial il c*** che la P**** possono essere di destra e di sinistra, nessuna religione nessuna scelta sessuale ecc. preserva dall’essere di destra;-), e ci mancherebbe anche quella ora :-)<
    Se c’è qualcosa di volgare qui e il tuo accostamento “omosessualità virile-destra/nazifascismo”. Io la mia battuta la trovo divertente. Vogliamo indire un referendum fra i lettori sulla mia battuta?:-)

    Ciao

    Ritvan

  51. utente anonimo says:

    A parte il fatto che Marx sbagliava,anzi esagerava apposta per sostenere la sua spiegazione monistica della storia, avrei una domanda per MM:

    i 500 milioni di cinesi ed indiani che si stanno arricchendo entrando nel circuito del capitalismo mondiale, diventano così facendo Occidente?

    Ciao

    Francesco

    Georgia, al tua definizione di destra manca di quello che MM ha chiesto, il riconoscimento in essa dei destri. Io non definirei i sinistri come te, pr esempio, ma non credo che ti troveresti nella mia definizione …

  52. utente anonimo says:

    >i 500 milioni di cinesi ed indiani che si stanno arricchendo entrando nel circuito del capitalismo mondiale, diventano così facendo Occidente?

    Ciao Francesco<
    Non sono le persone ad essere o meno “occidente”. Sono i paesi. Vedi mio commento n.45. Alla Luce del Ritvanpensioro, Faro Illuminante sulle Sponde dell’Adriatico:-), dunque, l’India è Occidente, la Cina no.

    Ciao

    Ritvan

  53. georgiamada says:

    A RITVAN

    G

    mai stata nè marxista, nè marxistoide, marziana forse si ;-).

    Mai detto che le tenere effusioni omosex siano “de destra”. per carità non l’ho mai neppure pensato, anzi.

    Ma il vero e proprio culto del corpo palestrato sì.

    R

    ma come fai a mandare al confino un omosex virile in giacca e cravatta?

    G

    Oh beh, il confino era una misura di polizia e non aveva nessun bisogno di giudici, testimoni, prove e processi. Se lo volevano, potevano mandare al confino chiunque, anche quelli in giacca e cravatta ;-).

    R

    Ovviamente, quando c’era denuncia circostanziata anche il virilissimo omosex finiva al confino.

    G

    No, non è assolutamente ovvio, ti cercherò degli studi particoleggiati perchè me ne ero occupata a suo tempo. Anzi l’omosessualità come prova di forza (e di stupro) nei confronti del più debole era molto praticata nella milizia.

    Certo se il virilissimo era antifascista o dissidente ci finiva eccome al confino;-).

    Sul cattolicesimo, aspersorio e manganello, hai ragione ma solo da dopo il concordato, anzi dal 33 in poi, e infatti anche allora incominciarono a circolare molti scritti sull’apocalisse imminente, prima il fascismo non era cattolico anzi. Il confino è della fine del ’26

    geo

  54. kelebek says:

    Cara Georgia,

    posso riassumere così la tua definizione, sinistra=cultura, destra=spontaneità?

    Come tutte le definizioni originali, contribuisce indubbiamente qualcosa, e ci vorrei riflettere.

    Però, per ora non mi convince in maniera definitiva.

    Primo, perché – come giustamente nota Francesco – tutti coloro a cui tu concretamente attribuirai l’etichetta di “destra” non ci si riconosceranno.

    Secondo, perché ho sentito spesso anche definizioni esattamente contrarie: dove “destra” significa repressione della spontaneità, ricostruzione dell’essere umano in funzione di qualche astrazione o di un dominio a lui esterno.

    Terzo, non sono sicuro che abbia molto a che fare con l’antropologia contemporanea, cioè la personalità artificialmente spontanea, tipo Grande Fratello.

    Miguel Martinez

  55. utente anonimo says:

    >mai stata nè marxista, nè marxistoide, marziana forse si ;-). geo<
    Ecco, te pareva, ho fatto bene ad autocensurarmi:-). Porca miseria, così va a finire che gli unici dichiaratamente marxisti qui rimaniamo p. e io:-)

    >Mai detto che le tenere effusioni omosex siano “de destra”. per carità non l’ho mai neppure pensato, anzi.

    Ma il vero e proprio culto del corpo palestrato sì.<
    Non è proprio così. Hai detto (commento 40): “L’omosessualita maschilista (ma anche l’eterosessualità) collegata alla palestra e al culturismo assatanato non è un fenomeno nuovo, solo che è, da sempre, un fenomeno tipicamente di destra.” Adesso mi togli l’omossessualità e lasci sol e “scollegata”:-) la palestra? Mah…

    Cara mia, l’omosessualità maschile non è de destra e nemmeno de sinistra. Casomai è..de dietro (e scusa la volgarità:-)).

    A questo proposito non posso esimermi dal riferire un gustoso scambio di battute fra Storace, noto uomo di destra, e i tifosi laziali. Per rimarcare la sua fede romanista, Storace vittima della trasmissione televisiva «Scherzi a parte», pronunciò in prima serata una memorabile frase: «mejo frocio che laziale». La domenica successiva, allo stadio Olimpico i tifosi laziali esposero un megastriscione, in cui stava scritto:”A Storace il c..zo piace”:-)

    >Oh beh, il confino era una misura di polizia e non aveva nessun bisogno di giudici, testimoni, prove e processi. Se lo volevano, potevano mandare al confino chiunque, anche quelli in giacca e cravatta ;-).<
    Mi sa che la tua idea del fascismo sia..ehm..un po’ troppo apocalittica. Io confermo che a quel tempo per mandare al confino un omosessuale che non andava in giro coi tacchi a spillo ci volevano delle denunce e prima si facevano delle serie indagini di polizia.

    >… Anzi l’omosessualità come prova di forza (e di stupro) nei confronti del più debole era molto praticata nella milizia.<
    Anche nel Democratico, Antifascista, Nato Dalla Resistenza Esercito della Repubblica Italiana. Si chiama “nonnismo” e prescinde dalle ideologie, visto che affonda le radici nel mondo animale.

    >Sul cattolicesimo, aspersorio e manganello, hai ragione ma solo da dopo il concordato, anzi dal 33 in poi, e infatti anche allora incominciarono a circolare molti scritti sull’apocalisse imminente, prima il fascismo non era cattolico anzi. Il confino è della fine del ’26<
    Geo mia, non confondere dei pezzi di carta come il concordato con quell’impalpabile eppure onnipresente odor di sacrestia che si respirava in Italia ben prima del 1922, durante il bieco ventennio e anche dopo, fino ai giorni nostri e che tramite la massima sommamente immorale “peccato celato, mezzo perdonato” fa dell’Italia uno dei paesi più ipocriti al mondo.

    Ciao

    Ritvan

  56. georgiamada says:

    K

    posso riassumere così la tua definizione, sinistra=cultura, destra=spontaneità?

    G

    No, direi di no! la spontaneità non è negativa, meglio sarebbe sinistra=cultura (ma meglio dire sforzo culturale)

    Destra = natura bellicosa: e quello che mi piace e che mi serve me lo prendo costi quel che costi.

    K

    Primo, perché – come giustamente nota Francesco – tutti coloro a cui tu concretamente attribuirai l’etichetta di “destra” non ci si riconosceranno.

    G

    Beh esisteva anche una così detta destra storica, ma dopo i vari totalitarismi è una definizione che è saltata completamente, forse quelli di destra si illudono ancora di appartenere ad una cultura di destra che aveva una sua dignità e giustificazione e che era sinonimo di conservazione

    K

    Secondo, perché ho sentito spesso anche definizioni esattamente contrarie: dove “destra” significa repressione della spontaneità, ricostruzione dell’essere umano in funzione di qualche astrazione o di un dominio a lui esterno.

    G

    Beh qualsiasi persona o gruppo di destra cerca sempre di piegare il mondo e gli altri al suo servizio, alle sue voglie, alle sue ideologie, alle sue religioni (e per far questo ogni sistema culturale di dominio è buono) e poi chiaramente mantiene la naturalita brada per se ;-).

    Insomma abbiamo tutti più o meno gli stessi bisogni e desideri (che non sono propriamente di sinistra), se però sono di sinistra mi sforzerò di tenere i miei istinti a bada il più possibile, di culturalizzarli per non nuocere al prossimo, cercherò di fare leggi che aiutino a fare questo, se sono di destra ti derubo di tutto, monopolizzo, ti do una botta in testa se non fai come dico io, do di troia alle donne (di froci agli uomini) che non ubbidiscono e che considero inferiori, do a tutti gli altri di poveracci perchè io sono il superuomo. Bombardo gli stati idifesi, torturo gli inermi e poi se si arrabbiano gli do pure di terroristi e uso come arma la propaganda.

    Mi arricchisco, distruggo chi si pone fra me e ciò che voglio (piccola cosa o grande che sia) ecc. ecc.

    Alzo barricate intorno ai miei beni, alzo muri fra me e gli altri.

    Insomma non voglio alcun laccio e lacciuolo che si frapponga fra me e i miei desideri e il mio potere (piccolo o grande che sia), fra il mio cosmico ego e quello infimo degli altri e quando sarò soddisfatto … farò il buono elargendo elemosine.

    Sarò moralista ma … non per quello che faccio io (che è un diritto di natura) ma bensì per quello che fanno gli altri.

    Mentre chi è di sinistra cercherà (e non è detto che ce la faccia) di considerare gli altri almeno alla sua altezza (spesso bassezza), cercherà di non sopraffare chi è più debole e soprattutto farà in modo che almeno il punto di partenza possa essere uguale per tutti eliminando con leggi una serie di ostacoli, per fare in modo che non venga penalizzata la maggioranza dei deboli e soprattutto cercherà di garantire i diritti di tutti e non solo i propri.

    Chi è di destra possiede anche persone per lo più donne e crede che siano sue proprietà.

    Insomma essere di destra è abbastanza facile … essere di sinistra è difficilissimo e spesso ci si stufa di esserlo ;-)

    geo

  57. utente anonimo says:

    georgia,

    hai fatto una descrizione di destra e sinistra un po’ grossolana, la cosa che però mi ha colpito di più è la descrizione di quelli di sinistra , dei santini astratti tutti presi da istanze di bene , hai trascurato

    di considerare condizioni sociali, materiali, geografiche, storie individuali e collettive, bisogni, insomma tutte quelle cose che aiutano a definire cosa sia destra e sinistra per quanto possibile, hai battuto il tasto soltanto della volontà di essere in un certo modo ,come se essere di sinistra dipendesse soltanto dalla volontà o dalla voglia di fare del bene . In altre parole hai ridotto la sinistra a una questione puramente morale, e descritto la destra come fascismo.

    Va bene che non vuoi confonderle ma così facendo le confondi di più:-)

    maria

    maria

  58. utente anonimo says:

    Allora, Lucia dei Promessi Sposi è di sinistra, Don Rodrigo è di destra …

    Georgia, mai sentito parlare di definizioni di comodo?

    eppoi già Nietzsche aveva distrutto gli ipocriti inumani che tu chiami “di sinistra”, giustamente notando il loro tafazzismo. Mai capito perchè accostasse i cristiani a loro, sarò una roba di luterani …

    “esisteva anche una così detta destra storica, ma dopo i vari totalitarismi “; giusto per ridere, oltre al fascismo cosa ci metti? la DC o il PCUS?

    Francesco

  59. georgiamada says:

    maria scendiamo a un compromesso: diciamo che essere di sinistra è una cosa contronatura ;-)

    Francesco ma dai i numeri? che cavolo c’entra la dc poveretta?

    Diciamo, con hannah arendt, che i totalitarismi sono stati i vari fascismi, il nazismo e lo stalinismo e… metteva anche in guardia contro il totalitarismo virtuale americano.

    Che genio è stata quella donna, se solo potesse vederci oggi.

    E con questo chiudo la discussione che avrei dovuto chiudere già da stmattina.

    geo

  60. utente anonimo says:

    Georgia, i regimi dei paesi dell’Est si basavano su principi collettivistici ed egualitari. La proprietà dei mezzi di produzione era (in linea di tendenza) statale, lo stato tentava di provvedere a tutti i bisogni dell’individuo e le libertà individuali erano compresse a favore di quelle collettive (e non per prevenirti, ma non vale l’obiezione che la teoria divergeva dalla prassi: questo è vero in ogni sistema politico, quindi anche per quanto riguarda gli stati demoliberali di oggi).

    Queste sono istanze del socialismo, che piaccia o meno. E quindi fanno parte della storia del socialismo. E la storia del socialismo è parte fondamentale della storia della sinistra, della *nostra* storia (“nostra” ner senso “della sinistra”). E secondo me dovremmo accettarlo.

    Che a noialtri “de sinistra” la cosa non piaccia è comprensibile, proprio come è comprensibile che i conservatori rifiutino di essere accomunati ai nazisti. Ma è altrettanto indubbio che il nazismo fosse una species del nazionalismo. Non solo la potenza della Germania veniva prima di ogni altra considerazione: l’ideologia stessa era precisamente funzionale alla potenza del Reich (si evince da molti aspetti, dalla liquidazione delle SA ai rapporti con Vichy passando per l’atteggiamento nei confronti dei collaborazionisti ucraini, solo per citarne qualcuno).

    Anche a sinistra sono stati commessi errori, orrori e atrocità. Non ne siamo responsabili io e te, questo è ovvio :-) ma trovo inutile dire che questi errori e orrori non ci riguardano e altrettanto inutile cercare di rimuoverli come fossero altro da noi. Altrimenti facciamo come Casini o Papa Razzi quando dice cose del tipo “non possono esserci guerre in nome di Dio”. POSSONO esserci, tant’è che CI SONO. Troppo comodo dire “ah ma non sono fatte in nome di Dio”. Come no! :-)

    Quindi, o rifiutiamo nel modo più totale le categorie di “destra” e “sinistra” – ma anche quelle di “socialismo” e “capitalismo” – oppure accettiamo che i regimi dell’Est sono parte della storia del socialismo, quindi parte della “nostra” storia. Come sono parte della nostra storia le lotte per le otto ore lavorative, la rivendicazione che ha portato allo Statuto dei lavoratori e le proteste contro la guerra di Libia.

    Z.

    (p.s.: dai…dai che stavolta riesco a pubblicare un commento senza sgargamellare tutto quanto…)

  61. utente anonimo says:

    Un altra cosa, Georgia, già che ci siamo :-)

    Tu scrivi: Destra = natura bellicosa: e quello che mi piace e che mi serve me lo prendo costi quel che costi.

    Opporsi alle unioni tra gay – una battaglia condivisa da tutta la destra italiana – significa essere “bellicosi”? significa “prendere quello che ci serve costi quel che costi”?

    Mah. Così a occhio avrei qualche perplessità al riguardo. :-)

    C’è senz’altro una destra che fa appello agli istinti peggiori dell’uomo. Su questo non si può che essere d’accordo. Ma il modo in cui hai definito la destra e la sinistra mi sembra un po’ troppo schematico, direi quasi manicheo…

    Si potrebbe riassumere così:

    Sx = provare interesse per la condizione altrui, condividere ciò che si ha di buono, aiutare gli altri a portare il loro fardello;

    Dx = non curarsi della condizione altrui, strappare agli altri ciò che hanno di buono (o quanto meno non condividere con loro ciò che noi abbiamo di buono), scaricare loro addosso il nostro fardello (o quanto meno non aiutarli a portare il loro).

    Riassumendo ulteriormente:

    Sx = il Bene

    Dx = il Male

    Ora, questa definizione non ricorda molto la dicotomia tra “democrazia” e “terrorismo” tanto amata da certi signori che a noi non piacciono per niente? :-)

    Z.

  62. utente anonimo says:

    Georgia crede che sia prerogativa di una mentalità di destra considerare la donna una proprietà privata.

    Può darsi. Anche se io pensando ad Assunta Almirante, Alessandra Mussolini, l’avv. Bongiorno, Stefania Prestigiacomo, Daniela Santaché vedo che le donne di destra dovrebbero, se fosse vero quello che dice Georgia, frequentare solo uomini di sinistra, non essendo le stesse sicuramente predisposte a essere trattate da ” schiave”.

    Però a sostegno del fatto che gli uomini di sinistra sono meno “possessivi”, posso dire di avere conosciuto , andando a yoga, due o tre reduci del ‘ 68, che erano arrivati alla democratica spartizione degli spazi di libertà : ognuno della coppia usciva per i fatti suoi e si divertiva come voleva.

    All’ insegna di viva la libertà, uno di loro si rodeva il fegato perché la moglie aveva l’amante, e sapeva come impegnare gli spazi a disposizione, ma non la lasciava per problemi di logistica : la casa, i figli, il mantenimento, ecc.ecc.

    Un’altro, sempre all’insegna di viva la libertà, conviveva con una che stava a casa mentre lui si aggregava in discoteca.

    Un’ altro ancora si adattava a qualunque programma pur di stare fuori casa e tentare di acchiappare qualche avventura.

    Comunque nei corsi di yoga non c’erano uomini di destra.

    Aurora.

  63. utente anonimo says:

    Bellissima la tua testimonianza, Aurora! Sappi che la citerò molto spesso :-))

    Z.

  64. utente anonimo says:

    caro o cara? zeta,

    hai ragione il cosiddetto socialismo reale fa parte della storia della sinistra, io non l’ho mai rinnegato, pur considerandolo criticamente, quando esisteva, eppoi se è caduto, come fare altrimenti?

    Voler espellere quel tentativo di giustizia, accostandolo al nazismo, è poi piuttosto demenziale, perchè significherebbe quello che lo storico Luzzatto, non comunista, ha definito la monumentalizzazione delle vittime, e cioè fare la storia del Novecento partendo dal numero delle vittime , una cosa che dice ben poco e che invece si continua a fare.

    La ex Unione sovietica fa parte della storia di quello che si chiamava una volta movimento operaio senza per questo infangarlo o alterarlo.

    maria

  65. utente anonimo says:

    Per Georgia,

    secondo te dopo il 1945 in Italia non c’è più destra politica, se non quella residuale dei missini?

    Questo era il succo della mia domanda.

    Poi io ripeto quello che pure Miguel ha notato: nessuno (o quasi) di destra si riconoscerebbe nella tua definizione. Io ti direi che la destra è un rispetto della libertà, dignità, responsabilità dell’individuo che tiene a freno le pulsioni giustizialiste, prepotenti a fin di bene, aperte a qualsiasi esito totalitario (il fine giustifica i mezzi) che spingono quelli di sinistra.

    Ciao

    Francesco

    PS dov’è che la Arendt parla di totalitarismo virtuale americano? sarei curioso di approfondire.

  66. utente anonimo says:

    Maria, Z è masculo.

    Il “socialismo reale” FA PARTE esclusivamente della VOSTRA storia di “sinistri”, mentre fascismo e nazismo (che e abbreviazione di “nazional-socialismo” e ho detto “socialismo”:-) ) li abbiamo in comproprietà:-) e su questo sono pronto a discuterne in dettaglio quando e come vuoi (perché immagino che da buona donna sinistra non lo accetterai mai solo sulla mia parola:-) ). Nosotros “de destra” possiamo accettare in esclusiva proprietà giusto il franchismo (detto anche “caudillismo”).

    Ciao

    Ritvan

  67. utente anonimo says:

    >PS dov’è che la Arendt parla di totalitarismo virtuale americano? sarei curioso di approfondire. Francesco<
    Anch’io, anch’io! La ricerca su Gooooogle non dà nulla. Sarà un’interpretazione personale di Z., alla luce di una sentenza della Corte Costituzionale?:-)

    Ciao

    Ritvan

  68. utente anonimo says:

    Ci tocca fondare una corrente filo-americana dei lettori di Kelebek?

    Ciao Ritvan

  69. utente anonimo says:

    Sono Francesco, ovviamente.

  70. utente anonimo says:

    Ritvan: Sarà un’interpretazione personale di Z., alla luce di una sentenza della Corte Costituzionale?:-)

    Eh?? Che c’entro io con la Arendt (che non ho mai sopportato) o col totalitarismo virtuale (che non so nemmeno cosa sia)? :D

    Mi hai fatto ridere di brutto cmq :D :D

    Z.

    p.s.:

    Francesco, non disperare…tra poco ti rispondo di sopra :)

  71. utente anonimo says:

    >Eh?? Che c’entro io con la Arendt (che non ho mai sopportato) o col totalitarismo virtuale (che non so nemmeno cosa sia)? :D Mi hai fatto ridere di brutto cmq :D :D Z.<
    Chiedo venia (e crepi il Kanun:-) ), era Nostra Signora della Bandiera Arcobaleno che interpretava la Arendt, non tu. Ovviamente, a ‘sto punto chiedere a lei delucidazioni è perfettamente inutile, tanto lei ha già chiuso la comunicazione, visto che siamo così brutti e kattivi:-).

    Ciao

    Ritvan

  72. utente anonimo says:

    >Ci tocca fondare una corrente filo-americana dei lettori di Kelebek?

    Ciao Ritvan. Sono Francesco, ovviamente.<
    Va bene, ma se permetti io apparterrò a quella corrente della corrente:-) che non difende a spada tratta anche le minchiate di Bush.

    Ciao

    Ritvan

  73. utente anonimo says:

    Il post più bello (letteralmente) che abbia letto finora.

    Erika

  74. utente anonimo says:

    Beh siete tutti pazzi!!!Ma che razza di filosofie sono mai queste??

    Invexce di scrivere tante cazz… prendete le mani inizziate a lavorare e risistemare questo mondo in degrado.

    Che è per colpa della gente che parla, parla, parla e non fa’ niente di concreto che il mondo è a pezzi.

    per colpa di gente che prega da mattina a sera e per colpa di gente che si rinchiude all’universita’ dai 20 ai 40 anni!!!

    Cazzo risistemiamo il mondo con le mani !!!è ora di sudare!!e non fumare 100 cannoni , criticare l’occidente e vivere alle spalle dei genitori o di una societa’ fin troppo buona per chi non fa’ niente!!

    E’ facile parlare ma dopo se si tratta di fare tutti si nascondono!!

    vergognatevi tutti!!

    W l’occidente e viva la liberta’!!!!

  75. utente anonimo says:

    Vengo anch’io nella sottocorrente, a fare una minoranza che eccepisce sulla definizione di minchiate!

    Francesco

  76. utente anonimo says:

    Anonimo: Cazzo risistemiamo il mondo con le mani !!!

    Con le mani e basta al massimo risistemi il Pongo! Almeno concedici chiodi, martello e un po’ di nastro :-)

    Z.

  77. utente anonimo says:

    >Con le mani e basta al massimo risistemi il Pongo! Almeno concedici chiodi, martello e un po’ di nastro :-) Z.<
    Martello da solo? E una bella falce a fargli compagnia no?:-)

    Ciao

    Ritvan

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