La spedizione militare in Libano

Una lettera dell’amico Massimo Bontempelli, indirizzata al Manifesto, ma non pubblicata.
Un buon punto di partenza per la discussione sulla spedizione militare in Libano, che nella migliore delle ipotesi non serve a nulla, visto che la tregua c’è già. E nella peggiore, serve per imporre il controllo saudita e statunitense sul Libano tramite la rete delle imprese di Hariri.

 

———————————–

 

Ogni giorno, in quest’estate di distruzione del Libano, la lettura mattutina dei giornali mi è stata amara e dolorosa, per le disinformazioni, le rimozioni, i sofismi, i commenti mascalzoneschi, o, nel migliore dei casi, le attenuazioni e le prudenze, con cui è stato trattato l’abnorme, la rappresaglia su un popolo intero, e l’annientamento delle sue infrastrutture civili, da parte di Israele.

 

Ha dell’incredibile che si parli in maniera martellante della sicurezza e del diritto ad esistere di Israele, che esiste su un territorio doppio di quello assegnatogli a suo tempo dall’ONU, che occupa territori che le risoluzioni dell’ONU lo avrebbero obbligato a lasciare da tempo, e che gode del sostegno politico e militare della superpotenza mondiale, e molto meno del diritto ad esistere delle sue vittime.

 

Anche «il manifesto» è stato per me deludente, salvo qualche eccezione, come ad esempio gli interventi sempre informatissimi, chiarissimi e razionali di Manlio Dinucci. Ci sono state infatti non poche cadute di razionalità, che hanno toccato il fondo nell’atteggiamento assunto riguardo alla forza di interposizione ONU in Libano, su cui vorrei dirvi alcune cose rispetti alle quali i fatti dei prossimi mesi costituiranno una verifica.

 

Non sono un pacifista integrale, ed una forza militare di interposizione non mi scandalizza di per se stessa. Mi scandalizza, semmai, che tanti che si dichiarano pacifisti più di me, approvino  questa forza di interposizione, senza voler vedere l’evidenza, cioè che essa ci porterà dritto dritto a conflitti armati a vantaggio di Israele.
Perché una simile interposizione avrebbe un senso di pace se fosse  super partes, e lo sarebbe se, e soltanto se, si interponesse da subito simultaneamente tra Libano e Israele, tra Libano e Siria, tra Israele e territori occupati, e se bloccasse l’afflusso di armi simultaneamente da Iran e Siria agli Hezbollah e dai paesi occidentali ad Israele.
È chiaro che questa è fantascienza, purtroppo.
Ma ciò vuol dire che il senso concreto della missione è l’appalto della sicurezza di Israele, sul suo fronte nord, e dei relativi oneri finanziari, a paesi stranieri, senza che Israele sia a sua volta tenuto a garantire la sicurezza e i diritti dei Palestinesi (lo scempio di Gaza in questi giorni lo insegna).
Basta poi ragionare un po’ per capire come le pressioni di Bush sugli europei per dar corso alla missione, da un lato evidenziano che nulla sarà chiesto ad Israele, dall’altro non si spiegano, per vari dettagli, se non con l’intenzione americana di ottenere non soltanto e non tanto che gli Hezbollah non sparino su Israele, quanto soprattutto che siano cancellati come forza militare, e l’urgenza con cui viene perseguito questo obiettivo adombra un futuro attacco all’Iran, a cui esso è funzionale.
È inquietante, a questo proposito, che il condottiero della spedizione israeliana in Libano sia stato lo stesso Dan Halutz responsabile dello studio israelo-americano degli scenari possibili di un bombardamento sull’Iran.
Chissà cosa direte di questa «missione di pace» quando ci sarà scontro armato tra soldati italiani e miliziani sciiti, o assenza di reazione a nuovi atti di barbarie distruttiva israeliana. Intanto accreditate una buona immagine di D’Alema (di cui tutti sembrano aver dimenticato il ruolo di primo eversore della costituzione, articoli 11 e 78, nel 1999), che, lo riconosco, sa costruirla e venderla molto bene, tanto che, quando non saranno occultabili sue mosse a favore di Bush e di Israele (per lui realismo obbligato), si penserà ad un colpo al cerchio e uno alla botte ricordandolo a braccetto di un deputato Hezbollah.
Print Friendly
This entry was posted in Medio Oriente and tagged , . Bookmark the permalink.

18 Responses to La spedizione militare in Libano

  1. utente anonimo says:

    Delusione, delusione.

    Ho provato a dialogare, a cercare di capire, ed ho anche aspettato risposte. Risposte che tali non erano.

    Allora chiedo di nuovo perchè gli Hezbollah sono definiti Uomini della resistenza? Perchè i media tutti confermano che sono stati loro i primi ad attaccare? Cosa mi è stato risposto?

    Vai a leggere il tag sul Libano.

    Letto, E allora? cosa c’è scritto?

    Le varie attività economico-sociale di tale fazione…

    I giornali… già corbellerie tuitte cazzate.

    Questo blog a mio parere ha solo lo scopo di diffondere l’odio.

    E’ la mia opinione, ho il diritto di esprimerla.

    Gianni

  2. GEOPARDY says:

    Se anche fosse vero quello che sostieni, su chi abbia iniziato l’attacco, Gianni, pensa a cosa potrebbero scrivere le centinaia di migliaia di libanesi sensa più casa e lavoro, senza più tante persone care ed altro, con migliiaia e migliaia di ordigni anti-uomo che mieteranno morte ,menomazione e terrore per loro e le generazioni a venire.

    Ho usato il condizionale, poiché, essi non hanno molte opportunità sui mass-media da te tanto amati di potersi esprimere.

    Non so quanti libanesi siano stati illecitamente imprigionati e lo sono da tanti anni, nei campi di prigionia e nelle carceri isreliane, dopo le varie invasioni ed aggressioni da essi subite ed anche dopo.

    Tutto per la liberazione di due soldati di Tsahal?

    Se per te la contestazione ed il rifiuto di queste metodologie barbariche è esprimere odio, allora odiare non è più il rovescio della medaglia dell’amore, ma la medesima icona su di un francobollo.

    Non so che lavoro tu faccia o altro, ma ti consiglierei vivamente di non fare mai il benzinaio, sai, è un’ occupazione in cui avere il senso della misura è particolarmente importante.

    Ciao

  3. Se questo blog volesse diffondere odio, allora starebbe fallendo di brutto la sua missione: ci sono mezzi molto più spicci e sicuri per ottenere tale risultato. Al limite si può sostenere che questo blog si propone di diffondere la visione delle cose di Miguel Martinez. Ed è anche abbastanza normale, visto che è il blog di Miguel Martinez.

    Detto questo, veniamo un po’ alla lettera di Bontempelli al “manifesto” (non pubblicata, ma anche a me una volta il manifesto non ha pubblicato una lettera. Un’altra volta invece sì).

    1)Premetto che quest’estate ero in Germania e i giornali italiani li ho letti di rado; ma quel poco che ho visto non negava l’evidenza della rapresaglia israeliana, a mio parere immorale quando ha bombardato Beirut e altri luoghi che con gli Hezbollah e le loro capacità militari avevano poco o nulla a che fare. Mi stupirei se il manifesto si fosse dimostrato “filosionista”, quando fino a poco tempo fa aveva un corrispondente dalla Palestina, Michele Giorgio, che era perfino irritante nella sua cieca faziosità (intendiamoci, un po’ di faziosità va bene, ognuno ha le sue opinioni; ma se fai il giornalista, devi essere onesto).

    2)Le argomentazioni vere e proprie: mi pare che l’architrave sia che una vera forza super partes si porrebbe non solo tra Hezbollah e Israele, ma anche tra Israele e Siria (anche se non risulta che ci siano scontri armati nella zona) e Israele e Territori Occupati (dove parimenti non c’è una guerra: c’è solo un’occupazione militare israeliana che molto spesso sconfina nell’arbitrio, in crimini più o meno gravi, nell’oppressione e nella violenza, in questo momento senza neanche l’alibi del terrorismo palestinese). A me pare che non ci sia alcuna razionalità in questa pretesa. Che nesso c’è tra Libano e Palestina o Siria? L’Egitto non ha forse fatto da solo la pace con Israele? Se la forza dell’ONU si comporterà secondo il suo mandato senza cedimenti verso una delle parti, per quale motivo dovrebbe esser considerata de facto filoisraeliana? Non vedo proprio il senso di una tale opinione. Fa ridere poi sostenere che Israele non vedesse l’ora di disimpegnarsi dal Nord e lasciare ad altri la grana Hezbollah (ma come, non sono gli stessi guerrafondai di due ore o due giorni fa?); e ancor di più l’idea che sarebbe giusto che Siria e Iran smettessero di rifornire gli hezbollah e l’Occidente Israele: cosa che sarebbe semplicemente il sogno di ogni israeliano, visto che loro le fabbriche di armi ce le hanno e il Libano no.

    3)D’Alema, io personalmente non lo perdonerò mai per quel 1999; soprattutto perché poi si è visto che le giustificazioni non giustificavano e i motivi non motivavano quella guerra (e che poi coesistenza e stabilità in Kosovo non se ne sono viste). Ma ha detto chiaramente che per lui è precondizione per ogni soluzione della situazione medio-orientale che si risolva il nodo palestinese. Quindi è disonesto attribuirgli arbitrariamente intenzioni “nascoste”.

  4. utente anonimo says:

    Ah Gianni!!!!!!!!

    Ma tu lo sai quante volte vorrei chiedere io che mi si spiegasse qualcosa e non lo faccio????

    Hai scambiato il blog per un’agenzia di informazioni?

    E vai a leggere, per piacere, e se capisci capisci altrimenti leggi ancora e forse un giorno capirai.

    Oppure volevi solo dire di avere il diritto di affermare che questo blog mira solo a diffondere l’odio?

    Sì, ce l’hai!

    E ora che l’hai detto puoi andare a leggere.

    Cocco

    ps

    Scusa Miguel ma quando c’è qualcuno che attacca con le domande ossessive perdo la pazienza……perché mi tocca anche leggerle mentre cerco di imparare qualcosa!

  5. utente anonimo says:

    Io seguo questo blog da un po’ e non mi sembra proprio che diffonda l’odio. Se i diffusori dell’odio sono altri…..

    Per tornare al tema sollevato nel post 1, vorrei ricordare che Israele possiede uno dei 5 eserciti più potenti del mondo. Nessun paese o forza del Vicino Oriente è in grado di competere o di costituire una minaccia.

    Non penso proprio che gli Hezbollah vogliano attaccare Israele. Se mai reagiscono a delle aggressioni. Rifletterei su tre punti:

    1) gli Hezbollah sono nati dopo il 1982 per reagire all’invasione del Libano operata da Israele;

    2) anche dopo il ritiro nel 2000 l’esercito Israeliano a continuato tutte le settimane a violare la sovranità territoriale libanese;

    3) i soldati israeliani che sono stati il casus belli sono stati catturati in territorio libanese.

    Sig. Gianni mi dica la sua opinione in merito.

    Antonio

  6. utente anonimo says:

    Vorrei ricordare a Gianni le decine di militanti hezbollah detenuti da anni nelle carceri israeliane,di cui i familiari non sanno più nulla,cui si debbono aggiungere anche le salme di decine di combattenti del “partito di dio” uccisi da tsahal e mai restituite(sì,non le fanno solo gli arabi queste cose).

    Martinez, questa “rete delle imprese di Hariri”,è davvero così potente e così poco “patriottica”?

    Potrebbe cortesemente fornire qualche indicazione in merito?

    Grazie

    Franz

  7. kelebek says:

    Cara Cocco,

    tu vedi solo il lato negativo delle cose.

    Il lato positivo è che Gianni è arrivato qui con l’idea di dimostrare che questo blog diffonde “odio”.

    Per dimostrarlo, fa tre domande, a cui riceve esauriente risposta.

    Poi dice che non ha ricevuto alcuna risposta, e questo a suo avviso è la prova che questo blog diffonde odio.

    Adesso Gianni sarà tutto felice.

    Miguel Martinez

  8. kelebek says:

    Per Franz (n. 6),

    sul ruolo della banda Hariri nelle faccende libanesi, puoi leggere questo:

    http://www.mideastmonitor.org/issues/0602/0602_2.htm

    Miguel Martinez

  9. kelebek says:

    per Gianni,

    Una precisazione, che vale per tutti.

    Tu non hai il diritto di esprimere la tua opinione qui.

    Casomai sono io che concedo l’apertura dei commenti, e che sono abbastanza generoso da non cancellare il tuo commento, perché mi gira così.

    Lo dico perché si confonde spesso il sacrosanto diritto di esprimersi – aprendo blog propri, ad esempio – con l’inesistente dovere di tutti i blog di ospitare qualunque commento.

    Questo blog non è un servizio pubblico, ma nasce per esprimere le mie riflessioni personali, a chi fosse interessato. E dentro questo spazio, io non devo rendere conto di nulla a nessuno.

    Insomma, come dice Calderoli, ognuno è padrone a casa sua :-)

    Miguel Martinez

  10. utente anonimo says:

    sottoscrivo parola per parola quello che ha scritto zebrastarifen.

    mi limito ad aggiungere due osservazioni minime.

    1. sarà che sono ingenuo e forse sionista, ma credo che la situazione in medioriente sarà risolta quando ogni palestinese/libanese potrà fare la vita che faccio io: mi sveglio, porto mia figlia alla sua scuoletta, vado a lavorare torno a casa e trosvo una casa, e una minestrina calda.

    questo i palestinesi/libanesi non l’otterranno *MAI* se il prima di costruire la casetta e preparare la minestrina pensano a scacciare il sionista invasore.

    è facile dalla nostra confortevole casetta e davanti al piatto di minestrina sostenere la resistenza di hezbollah.

    sul fatto che sia utile alla causa esprimo forti riserve

    2.”Chissà cosa direte di questa «missione di pace» quando ci sarà scontro armato tra soldati italiani e miliziani sciiti” questo è esattamente il motivo per il quale sono contrario alla missione: bastano quattro vignette pubblicate su un oscuro giornale per diventare nemici dell’islam. al primo scontro con hezbollah, chi glie lo va a dire laggiù che “no, non siamo nemici dell’islam”?

    roberto

  11. utente anonimo says:

    errata corrige

    sul punto 3 di zebrastraifen credo di non essere completamente d’accordo sul giudizio “d’alema 1999″.

    roberto

  12. utente anonimo says:

    “È inquietante, a questo proposito, che il condottiero della spedizione israeliana in Libano sia stato lo stesso Dan Halutz responsabile dello studio israelo-americano degli scenari possibili di un bombardamento sull’Iran.”

    Credo che questa sia l’unica affermazione condivisibile della ridicola lettera contenuta nel post. A meno di voler essere ottimisti e rilevare che il fallimento della strategia “solo aviazione” malamente seguita in Libano porti a diversi consigli nei confronti dell’Iran. Magari addirittura più miti.

    Che il moderato MM sprigioni odio da quasi ogni poro è evidente a chi non si ferma alle poesie e alle buone maniere. Solo che vuole argomentare il suo odio, in modo razionale, con linguaggio ragionevole. E finisce quasi sempre a tarallucci e vino con noi altri che non odiamo quelli che lui odia, e a cui magari stanno sulle scatole quelli che ammira.

    Per fortuna.

    Francesco

  13. kelebek says:

    Per Francesco,

    avresti voglia di precisare che cosa intendi per “odio”?

    Se con questo intendi tutti i sentimenti umani di rabbia per le ingiustizie, combattività, eccetera, stai parlando di qualcosa di assolutamente trasversale, che riguarda probabilmente la maggioranza dell’umanità, in misura minore o maggiore. E’ odio quello contro l’imperialismo, come contro Bin Laden, come contro il comunismo, come contro gli arabi, come contro Prodi, come contro Berlusconi, come contro il nazismo, come contro l’Inquisizione, come contro Guantanamo, come contro i Gulag, e così via all’infinito…

    Ma se andiamo avanti all’infinito, il concetto si diluisce enormemente.

    In realtà, la mia non è una domanda tanto a te, che usi questo termine in senso parco, quanto a chi lo usa per indicare solo una parte specifica: da lì l’ironica scelta di alcuni blog di aderire alla “prima internazionale dell’odio”.

    Miguel Martinez

  14. utente anonimo says:

    Potrei dire che è odio quando, di fronte alle ingiustizie, è più forte la tendenza a menare i cattivi che ad aiutare le vittime.

    Ciao

    Francesco

  15. kelebek says:

    Per Francesco,

    affermazione apparentemente sensata. Ma c’è una terza possibilità: voler andare alla causa della sofferenza delle vittime, e non solo ai sintomi.

    Miguel Martinez

  16. utente anonimo says:

    Non ho mai detto che l’odio non sappia trovare scuse convincenti, caro Miguel …

    Francesco

  17. utente anonimo says:

    >D’Alema, io personalmente non lo perdonerò mai per quel 1999; soprattutto perché poi si è visto che le giustificazioni non giustificavano e i motivi non motivavano quella guerra (e che poi coesistenza e stabilità in Kosovo non se ne sono viste). ..Zebrastreifen<
    Ah, bene, benvenuto nel club dei filoserbi e/o filoMiloseviciani! Ma toglimi una curiosità, lo fai solo perché i kosovari albanesi “etnicamente puliti” da Milosevic sono musulmani, oppure li ritieni semplicemente una razza inferiore, da riccacciare in Albania, fra i macachi suoi simili e liberare il Kosovo per l’insediamento dei “fratelli serbi”?:-)

    Ciao

    Ritvan l’Insonne (e anche un po’ inkazzatiello per certe castronerie contro D’Alema, del tipo “Per fare un dispetto a mia suocera vado a letto col mugnaio”)

  18. utente anonimo says:

    Si potrebbe dire, con una raffinata metafora culinaria, che il sito offre pregiate confezioni di “antiamerikanismo sott’odio”?:-)

    Ciao

    Ritvan

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>