Il Maestro dell’Indicibile (I)

Si vive intensamente, di questi tempi, appena si alza la voce contro il male.

Tanto che diventa difficile capire da dove iniziare a raccontare. Quello che è successo in questi giorni lo saprete, probabilmente, dalla televisione e dai quotidiani, e comunque il blog di Sherif preseta un’ottima antologia mediatica sul caso Friedman.

Un timido eppure coraggioso adolescente, di trentaquattro anni, nato quando sua maestà Francesco Giuseppe d’Austria era ancora giovane, scagliato dentro tutti gli orrori dei nostri tempi – ecco come definirei Moishe Friedman, rabbino discendente di generazioni di rabbini.

Vive a Vienna, è cresciuto a New York, ma parla con un forte accento sia in tedesco che in inglese. “Ma qual è la sua lingua madre?”, gli chiedo. “Lo yiddish”. Una lingua che credevamo quasi estinta, soppressa in Israele – come racconta Tom Segev nel Settimo milione – quasi fosse una vergogna nazionale.

Sorridente, le scarpe nere sempre incredibilmente lucide, occhi azzurri vivissimi, voce delicata e cortesia austroungarica – gnädige Frau – , Rav Friedman rovescia il cuore mitico della violenza imperiale, sostenendo una cosa semplicissima: il sionismo è la negazione e la morte del giudaismo.

È quello che pensavano quasi tutti gli ebrei religiosi fino a pochi decenni fa. Anzi, è una cosa che dovrebbe essere ovvia a chiunque.

Essere ebrei vuol dire essere una comunità che vive in questo mondo esclusivamente per obbedire alle intenzioni di Dio in ogni minimo aspetto di una vita che è anche un continuo rito. Cosa c’entra questo con un’ideologia nazionalista ottocentesca, inventata da atei che sognavano di diventare i più agguerriti dei goyim, con le sole forze delle armi e una faustiana volontà?

Solo la grande falsificazione del dominio può trasformare questa ovvietà in qualcosa di indicibile,  qualcosa che supera i limiti stessi di quello che è permesso dire oggi.

Indicibile non lo uso in senso metaforico.

Il rabbino Friedman ha parlato lunedì scorso, durante un convegno in una sala del parlamento italiano. Era un piccolo convegno indetto dall’Islamic Anti-Defamation League, e c’erano al massimo una cinquantina di persone.

Era l’11 di settembre. Lo stesso giorno, al senato, ha parlato l’ambasciatore di uno stato che ha compiuto sequestri di persona nel nostro paese. Il rabbino, invece, non ha mai fatto male a nessuno.

Mentre le parole dell’ambasciatore statunitense sono cadute in un meritato oblio, quelle del rabbino hanno creato scandalo proprio perché aveva detto, con la sua voce pacata, l’indicibile.

Ecco qualche commento. Riccardo Pacifici, portavoce della comunità ebraica sionista: “Come e’ stato possibile permettere quest’orgia dell’odio?”

Per Simone Baldelli di Forza Italia, il fatto che gli sia stato permesso di parlare apre una “grave questione politica”.

Per Fausto Bertinotti, le sue idee sono di una “gravità inaudita”.

Per  Calderoli, le sue parole fanno “rivoltare nelle tombe” i morti delle Torri Gemelle.

Per  Maurizio Gasparri,  le sue  parole “non rientrano nella libertà di espressione”.

Ma la cosa più significativa è la difesa avanzata da “ambienti della camera”, che anziché denunciare questo attacco alla libertà di opinione, si giustifcano dicendo di non poter esercitare "alcun potere di censura.”

Cinque anni fa, un mio amico disse che il vero scandalo di questo paese non era che un solo uomo possedeva tre reti televisive su sei, ma che sei reti su sei appoggiavano l’invasione dell’Afghanistan. Gli sguaiati urli della rissa permanente tra i partiti ci danno l’illusione di libertà. Ma appena si osa uscire dal piccolo circolo di ciò che è lecito dire o pensare, ecco che si svela tutta la furia censoria dei dominanti.

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45 Responses to Il Maestro dell’Indicibile (I)

  1. talib says:

    Vabbè, almeno Gasparri è sincero. Che in democrazia si cerchi di prevenire la dialettica la dice lunga su quanto è vuota la parola democrazia.

    Bentornato Miguel, mi fa un po’ paura quel numerino vicino al titolo, che intenzioni hai? :P

  2. utente anonimo says:

    Caro Miguel, la superficialità con cui i politici italiani trattano la materia “medioriente” è spaventuosa.

    Ieri ho sentito alla radio Rutelli dire:”blobblobblobblobdobbimao anche aiutare l’Islam moderato come il re di Giordania e Mubarak in Egittoblobblobblobblobgarantire la sicurezza di israel che in questo momento si trova sotto attacco di alqaeda!!!!!!!!!!!!!”

    Ho fatto una frenata brusca per ragionarci sopra sena fare niente altro e ho pensato: “israel sotto attacco di alqaeda!?!” ma quando mai, dove lo ha visto e sentito Rutelli questa cosa, ma se alqaeda sta massacrando gli Sciiti dell’Iraq come li sta massacrando israel quelli del Libano!?

    Come vedi caro, questo è la sinistra italiana, figuriamoci i fascisti della destra!

    reza

  3. utente anonimo says:

    Beh,

    sarei curioso di sapere quale rete televisiva di quale paese ha avuto qualcosa da ridire sull’invasione dell’Afganistan nel 2001.

    Quindi potremmo vedere le motivazioni con cui ci fu codesta opposizione.

    Infine potremmo chiedere se abbiano ragione o meno.

    Sul ridicolo ometto austro-niuiorchese l’unica curiosità è sapere chi gli ha aperto le porte del Parlamento italiano. Così, per prendere nota sul mio personalissimo libriccino nero.

    Francesco

    PS MM, l’identità ebraica è stata definita, nei secoli, dalle mazzate che questi hanno preso, a prescindere da ogni loro comportamento, compresa l’abiura della propria religione.

  4. Per Francesco,

    ridicolo ometto ci sarai tu:-)

    Per quanto riguarda la definizione vittimistico-negativa dell’identità ebraica, mero sottoprodotto dell’antigiudaismo, non credo che sarebbero d’accordo venti secoli di teologi e giuristi ebrei.

    Miguel Martinez

  5. utente anonimo says:

    Dove si possono leggere tutte le parole del rabbino? Sì perchè non credo che abbia usato soltanto la frase che ci riporti miguel, avrà sicuramente contestualizzato la sua idea e probabilmete avrà tirato in ballo Israele; dalla frase sembrerebbe di capire che Israele secondo lui sarebbe dannosa senza se e senza ma per gli ebrei .

    Io credo che si possa essere antisionisti senza essere contro l’esistenza dello stato D’Israele come il rabbino inglese Goldberg, autore di un volume sulla storia del sionismo molto interessante.

    Insomma il mondo è pieno di rabbini e non credo che le idee di Friedman siano più fondate di quelle di Goldberg, è una questione POLITICA di punti di vista.

    Riguardo al vittimismo secolare, plurisecolare degli ebrei mi pare del tutto evidente che sia espressione della loro storia di persecuzioni di ogni tipo. Ed è proprio l’esistena dello stato di israele che dovrebbe porre fine a questo vittimismo.

    maria

  6. utente anonimo says:

    Colpa tua, capo, che lo incensi in maniera invereconda. Ancora un paio di righe e diventava biondo, con gli occhi azzurri e magari iniziava a volare :)

    Il problema, caro M, è che se uno si scocciava di essere ebreo (tanto più del tipo clerico-masochistico che descrivi tu, e Citati) e iniziava a bere, mangiare carne di porco e non andare in Sinagoga il Sabato, per gli altri restava lo stesso un ebreo. Con conseguenze non propriamente positive.

    Il sionismo mi pare un’idea per risolvere il problema, in linea coi suoi tempi, naturalmente in lotta con le vecchie idee della comunità ebraica, e permeato di indifferenza razzista per le conseguenze sugli eventuali abitanti delle varie Terre Promesse prese in considerazione. Con la Shoah, divenne un’idea molto meno balzana. E l’antica terra di Israele era il luogo naturale per far risorgere lo stato degli ebrei,altro che il Madagascar.

    Non hai risposto alle mie domande, evasivone ;)

    Francesco

  7. ihihihihih!!!

    guarda come risicano…

    http://www.shockvillage.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=1142

    Il delirio per cui chi è antiimperialista è antiumano è notevole. Chiaro che cmq questi sono paraculati, infatti non si vede perchè non abbiamo accettato lo stato fondato sul razzismo in sudafrica e invece dobbiamo accettare israele. Però vedi che questi massacrano massacrano e nessuno gli dice un cazzo? Poi hanno anche il potere di coniare “giornate di…”della memoria”, “della cultura ebraica” ecc… e tutte le istituzioni si adeguano immediatamente per farne “tradizione”. L’appoggio dato ai sionisti e le manfrine per girare le carte e far apparite israele “l’unica democrazia del medio oriente” (pensa te) insultano l’intelligenza.

  8. utente anonimo says:

    “paradiso,una ricerca nel cabalà” di Adam Shamir (ebreo di origini russe) edito della associazione “penna” in Francia, 2005.

    è stata sequestrata ed emmessa il divieto della sua publicazione da un tribunale francese.

    il libero scritto da un ebreo sui malefatti degli ebrei, vietato ad essere messo in vendita nella Francia che rappresenta il cuore della democrazia occidentale lo dice abbastanza lunga sul poter dei sionisti o no?

    reza

  9. utente anonimo says:

    shamir è ebreo quanto io sono shintoista, caro reza, tant’è che si è convertito ed ora è cristiano di rito greco ortodosso

    qui qualche informazione sul tizio

    http://www.phdn.org/antisem/antision/shamir.html

    confesso che a volte ho voglia di cambiare il nome in roberto levi e scrivere un paio di libre sulle malefatte degli ebrei…due beste selleres assicurati e poi si vive di rendita

    roberto

  10. Condivido ciò che scrive Maria. Il mondo è pieno -tra le altre cose- di rabbini. Questi hanno tutto il diritto alle loro opinioni, ma non a farne l’interpretazione unica e corretta del giudaismo.

  11. utente anonimo says:

    Caro Miguel, non sono (almeno, non lo sono più) convinto che il sionismo sia un’ideologia laica.

    Soprattutto dopo aver letto il libro “Storia ebraica e giudaismo. Il peso di tre millenni” (prefato da Gore Vidal – un liberal doc) di quella specie di Voltaire ebraico corrispondente al nome di Israel Shahak, il quale dimostra ampiamente come le radici del sionismo siano religiose nella loro essenza profonda.

    E non è un complimento, ovviamente.

    C.

  12. utente anonimo says:

    Il cuore della “democrazia occidentale” sono gli Stati Uniti d’America.

    La sua culla, la Gran Bretagna.

    I francesci, al massimo, li teniamo buoni per i formaggi.

    Saluti

    Francesco

  13. utente anonimo says:

    formaggi, per altro, evidentemente inferiori a quelli italiani…

    roberto

  14. utente anonimo says:

    Ero in vena di generosità …

    F

  15. utente anonimo says:

    Il sionismo è un movimento blasfemo per gli ebrei oservanti.

    Secondo la Torah solo Dio potrà porre fine alla diaspora.

    http://www.nkusa.org/

    http://www.jewsagainstzionism.com/

    Blessed be

    Carlo Brevi

  16. utente anonimo says:

    >Il sionismo è un movimento blasfemo per gli ebrei oservanti.

    Carlo Brevi< Beh diciamo piuttosto “per CERTI ebrei Ultraosservanti”, tipo l’ineffabile Friedman. Non credo, infatti, che i rabbini israeliani e i “riccioloni” pullulanti nelle colonie ebraiche di laggiù si diano al bricollage di sabato e si abbuffino di salsicce di maiale accompagnate da pinte di latte:-).
    Ciao

    Ritvan

  17. utente anonimo says:

    >Secondo la Torah solo Dio potrà porre fine alla diaspora.<
    No, secondo la Torah DIO PORRA’ SICURAMENTE FINE ALLA DIASPORA, che è lievemente diverso. Ma non è questo che causa l’inkazzatura dei nostri riccioloni talebani, visto che il sionismo potrebbe essere spacciato agevolmente per “strumento di Dio”. E’ che la fine della diaspora dovrebbe essere preceduta dalla discesa del Messia. E quello i poveri sionisti mica se lo possono inventare:-).

    Ciao

    Ritvan

  18. utente anonimo says:

    comunque sia e al di là di ogni giustificazione, perché solamente di questa si tratta, il sionismo, una volta preso il possesso della Palestina, si è messo in testa ad allargarsi e da quel momento è diventato un problema per tutto il mondo.

    Con tutte le giustificazioni che posso portare i sostenitroi del sionismo, i sionisti hanno preso la Palestina grazie al cedimento dei colonialisti occidentali di fornte alle loro richieste e con la foza e la violenza terroristica delle bande armate sioniste che uccidevano i contadini arabi senza preoccuparsi di quello che facevano perché avevano le spalle coperte dall’occidente e lo fanno tuttora.

    Vorrei vedere se qualcuno ha ancora la faccia di negare queste verità, chi può negare che il songo del “grande israele”; dal Nilo all’Eufrate, è stata per anni propagandata dai sionisti, chi potrà negare che il riciclaggio di questo sogno in “grande medioriente” dimostra che ancora i sionisti sognano di essere il centro del potere di tutto medioriente ?

    E’ inutile girarci intorno, lo possono fare i politicanti tipo Fini o Rutelli per guadagnarsi due soldi e per restare a galla ma noi no quindi; chi sostiene israel ovvero l’entità sionista piazzta nel suore del mondo islamico , cosi come è con tutti i suoi crimini e malefatti, lo faccia pure senza giustificazioni perché ormai il medioriente è saturo (due palle grosse cosi) dell’argomento e nessuno potrà nascondersi dietro all’11 settembre per giustificare i morti quotidiani in Palestina che, sranno per voi occidentali come “normali” o “banali” ma per i musulmani sono come pulizia etnica e l’annientamento sistematico di un intero popolo che è quello palestinese, oltre alle guerre causate in Libano, Afghanistan e Iraq e quelle di domani contro l’Iran e altri paesi islamici.

    Tutto qui la differenza; i sionisti hanno un indiscusso potere in occidente contro il quale non potete fare niente e il mondo islamico lotta per non fare la stessa fine vostra, lo ha detto Bush stesso; “volgiono mandarci via dal medioriente”, ebbene si, questo è desiderio più forte di ogni mediorientale che lotta per la libertà e l’indipendenza e siccome non c’é niente di male in tutto questo, eccovi alqaeda che, come dice quel coglione di Rutelli; “tiene sotto attacco israel!?!” ma dove? quando? e come? se è ben impegnato contro gli Sciiti in Iraq.

    reza

  19. Il giudaismo è sicuramente plurale. E la posizione di Rav Friedman è certamente minoritaria oggi. Anche se un po’ meno di quello che si potrebbe pensare, visto che gli ebrei tradizionalisti in genere evitano i media, internet, la politica e simili e quindi non si vedono.

    E’ però anche vero che quella di Friedman era la posizione enormemente maggioritaria degli ebrei credenti alle origini del sionismo.

    Il sionimo religioso è stato un fenomeno minoritario anche tra gli ebrei credenti israeliani, fino a nemmeno tanti anni fa.

    Probabilmente il cambiamento decisivo è dovuto alla “sionizzazione” del grande movimento del Chabad-Lubavitch.

    Miguel Martinez

  20. utente anonimo says:

    >Il cuore della “democrazia occidentale” sono gli Stati Uniti d’America.

    La sua culla , la Gran Bretagna.< #12 Sì,e l’Italia è la sua sguattera .
    Franz

  21. utente anonimo says:

    Posto questo articolo di anna momigliano sui rabbini antisionisti.

    Lo faccio in più puntate perchè lungo.

    mariaRabbini antisionisti, chi sono costoro? Questa è una domanda che si saranno

    posti in molti, ieri, seguendo la querelle sul «Convegno anti-Israele»

    (nelle parole del Corriere della sera), organizzato a Montecitorio

    dall’Islamic Anti-Defamation League in occasione dell’11 settembre. Tra i

    relatori, che vantavano tutti un rispettabile pedigree antisionista,

    spiccava la figura del rabbino Moishe Aryeh Friedman, il quale, oltre ad

    avere ribadito il distinguo tra giudaismo e Stato d’Israele, stando a quanto

    riportato dai partecipanti sarebbe stato il più duro nei confronti della

    «strategia sionista» (parole sue), colpevole di avere «trasformato tutto il

    territorio palestinese in un grande campo di concentramento».

    In realtà posizioni antisioniste sono sempre state presenti nell’ebraismo

    ultra-ortodosso. E dove la Lega islamica abbia trovato un rabbino non solo

    antisionista, ma anche disposto ad accennare en passant al controverso

    assioma sionismo-nazismo, non è affatto un mistero. Arye Friedman – che, a

    differenza di quanto riportato sui giornali, non è il leader della comunità

    ebraica ortodossa di Vienna – è a capo di una piccola congregazione (un

    centinaio di fedeli, secondo il rabbino, ancora meno secondo altri) che a

    sua volta mantiene stretti rapporti, sebbene non sia direttamente affiliata,

    con i Neturei Karta: gli «ebrei anti-sionisti» par excellence. Si tratta di

    una congregazione relativamente piccola (2-5 mila fedeli) che ha fatto della

    lotta contro l’«entità sionista» la propria ragion d’essere. Con risultati

  22. utente anonimo says:

    seguito articolo rabbini

    Con risultati

    per altro pittoreschi: gli incontri tra rappresentanti dell’Olp e leader

    Neturei Karta non si contano; nel 2004 una delegazione volò a Parigi per

    partecipare alla veglia in onore del morente Yasser Arafat; poco più tardi

    la stampa israeliana li accusò di essere al libro paga di Fatah. Uno dei

    loro leader, Yisroel Dovid Weiss, visitò Teheran a marzo: fu accolto in

    pompa magna dalle autorità iraniane (incluso il vice presidente Reza Aref),

    e non lesinò elogi ad Ahmadinejad. «Entrambi», spiegò Weiss, «aspiriamo alla

    disintegrazione di Israele». Ironia della sorte, il quartier generale dei

    Neturei Karta è a Bet Shemesh, a metà strada tra Tel Aviv e Gerusalemme. Più

    recentemente, una loro delegazione ha preso parte alla manifestazione

    organizzata a Londra da Palestine Solidarity contro la campagna israeliana

    in Libano: i fotografi di mezzo mondo immortalarono le immagini di due

    rabbini ultra-ortodossi (con tanto di palandrana nera) insieme alle bandiere

    gialle di Hezbollah. Nel giugno del 2005 lo stesso Aryeh Friedman era stato

    ospite di John Gudenus, leader della Fpö, formazione austriaca di destra

    criticata per posizioni più o meno apologetiche nei confronti del nazismo.

    Vista la predilezione per azioni e dichiarazioni eclatanti, non stupisce che

    la setta dei Neturei Karta riceva tante attenzioni, in particolare nel mondo

    arabo: chi tra gli estremisti di destra o i radicali islamici cerca un

    «alibi ebreo», spiegava il direttore del Centro di documentazione della

    resistenza austriaca Wolfgang Neugebauer, può sempre contare sulla presenza

    di un Neturei Karta. Eppure, il mondo degli «ebrei ortodossi antisionisti»

    va molto al di là di personaggi come Friedman. E’ un universo più ampio di

    quanto comunemente non si pensi, e ricco di sfumature, che fa leva sul

    valore religioso della diaspora.

    In base a questa interpretazione, dopo la distruzione del Tempio il popolo

    ebraico sarebbe condannato a vivere senza una Terra; sarà solamente con la

    venuta del Messia, che essi potranno tornare a governare su Israele: il

    sionismo non è altro che un’eresia, un peccato di alterigia perché propone

    la ricostruzione dello Stato ebraico indipendentemente dal Messia. Questa

    tesi è stata a lungo popolare tra le comunità ortodosse d’Europa,

    specialmente agli albori del sionismo, quando la laicità e le simpatie

    socialiste di Theodor Herzel infastidivano gli ambienti religiosi della

    Mittel Europa. L’incontro tra ortodossia e sionismo risale a molto più

    tardi, quando il rabbino Avraham Isaac Kook, negli anni Trenta, giustificò

    la costruzione di uno Stato ebraico come mezzo di “emancipazione”. In

    realtà, però, il cosiddetto “sionismo religioso” prenderà piede in maniera

    sensibile negli anni Sessanta e Settanta, quando le conquiste dei Territori

    (1967) suscitarono un’ondata di fervore per il recupero della Terra promessa

    e la prima vittoria politica della destra (1977) segnò l’entrata dei

    religiosi come partner di governo. Tutt’ora i “religiosi sionisti” si

    distinguono facilmente dagli altri “ultra-ortodossi”. E tutt’ora la maggior

    parte degli ultra-ortodossi di origine europea mantiene un certo scetticismo

    nei confronti dello Stato ebraico, mantenendosi ai margini, pur accettandone

    l’esistenza. Molti, si diceva ma non tutti: per esempio, gli ortodossi

    Satmar si sono rifiutati di riconoscere lo Stato ebraico tout court. Si

    tratta di una corrente molto antica (traccia le sue radici intorno al 1750)

    che predica l’isolamento totale dal mondo laico, Israele incluso,

    rifacendosi, come molti altri, alla tradizione mistica del leggendario

    rabbino polacco Bel Eliezer. A differenza della loro controparte

    “mediatica”, la corrente Satmar conta un’ampia base di fedeli, più di 120

    mila, distribuiti tra Gerusalemme e New York, in genere più dediti alla

    preghiera che all’attivismo politico. Quanto allo Stato di Israele, gli

    ebrei Satmar hanno deciso che la cosa migliore è ignorarlo: senza bisogno di

    invocarne la distruzione, stringere la mano al numero due di Ahmadinejad o

    sventolare le bandiere di Hezbollah. Forse è per questo che nessuno presta

    loro attenzione.

  23. utente anonimo says:

    “Il cuore della “democrazia occidentale” sono gli Stati Uniti d’America.

    La sua culla, la Gran Bretagna.

    I francesci, al massimo, li teniamo buoni per i formaggi.

    Saluti

    Francesco”

    Far finta di essere americani…

    una cosa che non capirò mai.

    Paolo

  24. kelebek says:

    Per l’autore del commento n. 21-22

    1) Firmate sempre, anche con un nick qualsiasi!

    2) Avevo già letto l’articolo, che è di parte ma sostanzialmente corretto, tanto che lo stavo diffondendo anch’io.

    Unica precisazione, il rabbino Friedman è un Satmar lui stesso, e ci sono molte correnti all’interno di quell’ampio movimento.

    Miguel Martinez

  25. utente anonimo says:

    Egregi Franz e Paolo,

    vi prego di non distorcere le mie parole. Io ho rilevato che la democrazia occidentale, come esiste oggi, è di matrice soprattutto anglosassone. E che la versione francese della democazia, pur non del tutto irrilevante dal punto di vista culturale, non è quella dominante.

    Credo che nelle scuole inglesi si insegni ancora che la Rivoluzione Francese fu, alla fin fine, una schifezza.

    Del resto l’illuminismo inglese e quello francese furono separati e non riconobbero mai ad uno la superiorità.

    Il fatto che io ammiri ed ami questa civiltà non è ragione sufficiente per cambiare la storia nè per fingermi quello che non sono. Anche se certo sarei più a casa mia a Colorado Springs che a Tunisi (o a Catanzaro, credo).

    Reza, lungi da me dubitare della stupidità umana, ma questa della Grande Israele dal Nilo all’Eufrate suona molto ridicola: sai quanti pochi ebrei ci sono al mondo? Non è che siete un tantinello paranoici, voi nativi medio-orientali, e sì che potreste occuparvi di dare casa e accoglienza ai figli e nipoti dei profughi del ’48, sarebbe anche ora.

    Tanto la demografia lavora per voi e, con un pò di pazienza, l’entità sionista annegherà nel mare di bimbi arabi.

    Saluti

    Francesco

  26. utente anonimo says:

    Miguel ero io:-)

    il mio santissimo nome é rimasto annegato nel primo post:-)

    maria

  27. utente anonimo says:

    Carissimo Francesco

    è vero che in internet la comunicazione viene fraintesa più di frequente che con altri mezzi.

    Ho una mia teoria in proposito, ma non voglio annoiarti.

    Anche, è vero che una frase sibillina, come la mia, si prestava di suo al fraintendimento.

    Ma io non ti contesto il fatto che tu ammiri la democrazia di stampo anglosassone, o che ritieni appunto (per me in modo discutibile, ma non da discutere necessariamente ora) che vi sia uno “stampo anglosassone” per la democrazia.

    Io mi limito a dire che non capisco perchè uno di destra (semplifichiamo; dalla mia prospettiva, stai a destra, ecco) italiano debba esprimersi, e sottolineo esprimersi, come uno di destra americano.

    Utilizzando cioè gli stessi “automatismi espressivi”, non so se si dice, che non fanno onore a te e neppure alla destra italiana.

    Francia=formaggi=ininfluente

    (non del tutto, concedi tu)

    Non perchè gli automatismi de noantri siano migliori; ma perchè trovo brutto che siano gettati nel cestino solo perchè adesso va di moda lo stile neocon.

    Poi, io personalmente non credo sentirei aria di casa più a Colorado Springs che a Tunisi, ma queste sono inclinazioni e gusti personali che testimoniano però che l’Italia a modo suo è davvero un paese “intermedio”, almeno come atmosfera.

    Ma troppi argomenti.

    Tra l’altro, proprio tu che sei cattolico, dovresti notare facilmente che il mondo anglosassone ha un po’, nei confronti della Francia, lo stesso atteggiamento che ha nei confronti del Cattolicesimo: si tiene ben stretta la sua “leggenda nera”, che evidentemente serve a dargli sicurezza.

    Dovresti notarlo, ma forse in te la Vandea è troppo forte, e te li rende in partenza simpatici, i “perfidi albionesi” ;-)

    Comunque, ribadisco. se proprio devi essere “fascio” :-), almeno scegli il modello de Freggene, no de Colorado Springs!

    Paolo

  28. utente anonimo says:

    Amico Reza

    Sono ancora in paziente attesa della tua risposta alla mia domanda – rivolta giorni fa a te e a Rumi – su quale ritieni a presente uno Stato più democratico fra Iran e Israele. Lo so che a te la risposta appare lapalissiana, ma avrei bisogno di una conferma. Grazie.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Ringrazio, invece, Rumi della sua sollecita ed esauriente risposta.

  29. utente anonimo says:

    Paolo,

    in Italia soffriamo di una gravissima distorsione lessicale, per cui Destra politica comprende due cose inconciliabili come Mussolini e Churchill. Diciamo diversissime, così siamo tutti d’accordo.

    Io sto con Churchill. E quindi non sto col “fascio” di Colorado Springs, che ritengo sia quasi identico a quello di Fregene, tra l’altro.

    Non mi fingo statunitense, conosco la Leggenda Nera Cattolica presso gli anglosassoni, ma anche quella presso gli Illuministi Latini (francesi, italiani, spagnoli), non sempre coincidente. E pure la Leggenda Nera Massonica che circola tra noi cattolici.

    Ma se guardo oltre le leggende, dell’America mi piace moltissimo, e la sua libertà mi permette di vivere come voglio io per quel che non mi piace.

    Se devo difendere il Papa dagli Occidentalisti so farlo; ma non per questo butto il bambino con l’acqua sporca, anzi trovo provvidenziale che stiano tornando alle radici cristiane. Loro credono di farlo strumentalmente ma è un Altro a guidare la Storia.

    Ciao

    Francesco

    PS a me i formaggi piaccioni. I francesi no, in questo aderisco alle Leggende Nere italiche e spagnole sui francesi traditori alleati coi turchi …

  30. utente anonimo says:

    Simpatico il rabbino ortodosso viennese, e reazionario. E come tutti i veri reazionari può permettersi di dire cose che mettono in discussione il “risaputo” che circola. Il sapere che ebraismo e sionismo non sono affatto la stessa cosa, oggi, va contro il risaputo che lo afferma. Lo scandalo vero, a ben vedere, è che a dirlo sia un ebreo tanto ebreo, che non avrebbe bisogno neppure, in caso di persecuzione, di segni di riconoscimento imposti, bastando e avanzando i propri. Per cui si capisce la cagnara dei guardiani del risaputo, a partire da quegli ebrei che vivono ormai questo risaputo come tratto identitario irrinunciabile. E qui vengo al secondo punto. Questo risaputo, però, non è frutto di mera propaganda: ha basi storiche sulle quali poggia. E se la pretesa di essere l’unico sapere accettabile fonda quello che nel tuo sito viene detto “immaginario dell’occidente”, ciò non toglie che vi sia una parte di sapere. Tu, miguel, l’hai sfiorato quando hai affermato che il sionismo è un’ideologia laico nazionalista ottocentesca. Tutto vero. Ti sei dimenticato di aggiungere [di ebrei]. È su questo sapere che poggia il risaputo sparso a piene mani dai vari bertinotti/gasparri/altri arlecchini politici che hanno l’onore d’essere citati nei tuoi post.p

  31. utente anonimo says:

    Che non tutti gli Ebrei siano sionisti si studia a scuola (chi studia), quando si apprende quando, come e perchè nacque il sionismo.

    Che la quasi totalità degli Ebrei sopravvissuti sia diventata sionista (nel senso di filo-israeliana) dopo la Shoah è un fatto risaputo e abbastanza logico. Basterebbe dire che ai sionisti l’yddish non piace in quanto lingua degli Ebrei che si lasciarono condurre allo sterminio senza colpo ferire (giusto Miguel?).

    Se fossi Ebreo, sarei felice di sapere che esiste uno Stato degli Ebrei da qualche parte nel mondo, dopo la Shoah.

    Saluti

    Francesco

  32. utente anonimo says:

    Con riferimento al commento di Francesco “.. se fossi ebreo sarei contento di sapere che esiste uno Stato degli ebrei”, spero che qualcuno si ricordi del film ” Esodo” .(Mi pare fosse con Paul Newman).

    Se gli ebrei, vaganti con il loro vascello di imminenti fantasmi, avessero avuto una terra, una patria, a cui approdare, quanti morti in meno…

    Aurora.

  33. utente anonimo says:

    Aurora sono d’accordo, uno Stato ti tutela sempre chiunque tu sia, se non altro una protesta diplomatica, una trattativa, insomma abbiamo esempi anche recenti.

    Anch’io se fossi ebrea sarei contenta dell’esistenza di israele.

    maria

  34. utente anonimo says:

    Ebraismo e sionismo non sono la stessa cosa, non c’è bisogno di aver studiato molto per saperlo, ma non sono nemmeno cose necessariamente antagoniste. Gli ebrei non sionisti ritengono la condizione diasporica più affine all’essere ebrei ma non per questo vogliono la distruzione dello stato di Israele.

    maria

  35. utente anonimo says:

    >spero che qualcuno si ricordi del film ” Esodo” .(Mi pare fosse con Paul Newman). Aurora<
    Io ricordo che s’intitolava “Exodus”:-).

    Ciao

    Ritvan il Pescatore dalla Esche Defunte

    P.S. Confermo, invece la presenza del suddetto bonazzo:-) nel cast.

  36. utente anonimo says:

    ERRATA CORRIGE AL POST 35.

    “DALLE” ESCHE DEFUNTE!

    Ritvan (in versione MAIUSCOLOSA)

  37. utente anonimo says:

    Beh,

    sarei curioso di sapere quale rete televisiva di quale paese ha avuto qualcosa da ridire sull’invasione dell’Afganistan nel 2001.

    Posso ripostare la mia domanda, visto che è fedelmente on target?

    Francesco

  38. Miguel, in e comunque il blog di Sherif preseta un’ottima antologia mediatica sul caso Friedman, hai fatto il link al log, non al post. Risultato: quando si clicca, oggi si vede il post di Sherif sulla morte di Oriana Fallaci.

    E non vedo molta differenza tra Friedman e Fallaci, salvo che Friedman è vivo. Tuona contro Israele, certo, ma uno che scrive una lettera aperta a una società di estrema destra di Amburgo dove incoraggia i tedeschi a ritrovare la tradizione religiosa nazionale “per protersi proteggere contro l’Überfremdung (l’invasione degli stranieri)” non è nemmeno un difensore credibile dei diritti delle minoranze.

    Che Friedman faccia di tutto per farsi accettare dalla sinistra è tatticamente logico. È meno comprensibile che la sinistra, e soprattutto la IADL, inviti quel reazionario xenofobo e antiabortista (vedi lettera linkata), soltanto perché è contro Israele. Nemmeno se parla con una dolce cadenza yiddisch.

    Ciao

    Claude

  39. #38 “hai fatto il link al log” -> “…al blog”

  40. kelebek says:

    Per Claude,

    grazie della precisazione sul blog/log di Sherif.

    Non sapevo della vicenda dell’Uberfremdung, che a occhio e croce non mi piace.

    Che poi il rabbino sia un tradizionalista e antiabortista mi sembra abbastanza naturale, e non mi preoccupa: è ovvio che la sua posizione non è progressista e modernista, lo dico anch’io.

    Miguel Martinez

  41. kelebek says:

    Per Claude,

    non avevo controllato prima di rispondere: ho linkato proprio tutto il blog di Sherif, perché i post su Friedman sono diversi, e lui non usa i tag.

    Miguel Martinez

  42. utente anonimo says:

    >Per Claude, grazie della precisazione sul blog/log di Sherif. Non sapevo della vicenda dell’Uberfremdung, che a occhio e croce non mi piace. Che poi il rabbino sia un tradizionalista e antiabortista mi sembra abbastanza naturale, e non mi preoccupa: è ovvio che la sua posizione non è progressista e modernista, lo dico anch’io. Miguel Martinez<
    Ah, non ti piace quella parola tedesca là? Perché non provi a chiedere al tuo dolce rabbino cosa pensa dei tuoi amati rom e del loro eventuale incrocio con il Volk tetesco? Poi ne riparliamo:-)

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Non sempre il nemico del tuo nemico può diventare tuo amico. Al massimo può risultare un “utile idiota”. Ma può diventare anche un idiota dannoso e controproducente.

  43. utente anonimo says:

    Gentile Claude, ti dispiacerebbe fare una traduzione, anche sintetica, della lettera scritta da Friedman?

    Con la lingua l’inglese posso provare ma quella tedesca è per me improponibile.

    Ciao

    Cocco

  44. utente anonimo says:

    Gentile Cocco, una traduzione in italiano la trovi sul blog di Dacia, come commento di Claude al post di Dacia che presentava l’ineffabile rabbino.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. C’è pure il mio solito commento beffardo.

  45. utente anonimo says:

    Grazie *Gentile* Ritvan.

    Cocco

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