Un dettaglio trascurato

In questi giorni, ho poco tempo per scrivere, e persino per seguire le discussioni su questo blog, chiedo scusa a tutti.

Ma immagino che ci si aspetti un commento sul caso del padre che dalle parti di Brescia ha sgozzato la figlia, seppellendola poi nel giardino di casa.

Non so quanti abbiano notato un dettaglio che stona in maniera straordinaria.

La ragazza lavorava in un locale pubblico. Cioè in un ristorante indiano. Non so a chi appartenga quel ristorante, ma c’è una buona probabilità che il proprietario sia di etnia/religione indù.

Nella mentalità dei musulmani conservatori, è decisamente vergogna far lavorare le donne di casa. E mica in una fabbrica di tutte donne, ma in un locale pubblico, dove la gente beve alcolici e avventori maschi possono fare commenti sulle cameriere. Aggiungiamo che il proprietario, se è davvero indù (ma è solo una mia ipotesi), non sarebbe certamente il migliore custode della ragazza.

A quanto mi è dato capire, la giovane Hina andava al lavoro, e anche altrove, senza alcun foulard e persino in minigonna, con tanto di ombelico scoperto e cellulare per chiamare gli amici. E con sufficiente tempo libero per frequentare un fidanzato italiano; anzi, a quanto pare, viveva per metà a casa del fidanzato, per metà a casa dei genitori.

Date le distanze psicologiche che separano i luoghi del benessere dai luoghi della miseria, dobbiamo cercare un parallelo lontano: è un po’ come se il padre di una famiglia italiana trovasse normale mandare la figlia a fare la cubista in topless tutta la notte alla discoteca Ekstasy di Rimini, ovviamente impossessandosi la mattina dopo dei soldi che la fanciulla si è guadagnata.

Qualcuno direbbe che quel padre è un autentico liberale, qualcun altro che è un magnaccia, ma nessuno direbbe che è un bigotto o un fanatico religioso.

Insomma, mi pare evidente che papà Saleem se ne sia fregato altamente del comportamento della figlia, finché portava i soldi in casa, e finché la faccenda fosse nota solo a Brescia.

Poi però i nodi arrivano al pettine. E qui mi viene in mente un mio conoscente italiano (tra l’altro, militante di estrema sinistra) che anni fa era in trattative per comprarsi moglie in Tailandia: i fratelli della ragazza giuravano e spergiuravano che fosse vergine, cosa che permetteva loro di chiedere un prezzo particolarmente alto (no, non so come sia andato a finire questo caso particolare di economia globale).

Evidentemente, il padre di Hina aveva in piedi un traffico simile con qualche ignaro cugino in Pakistan, anche se per motivi piuttosto diversi, come vedremo. E forse era un traffico da concludersi con una certa urgenza, visto che la fanciulla aveva ormai raggiunto la venerabile età di ventun anni.

Il problema non era la vita dissoluta che conduceva la ragazza – almeno secondo gli standard del paese da cui proveniva la famiglia  – , ma il fatto che lei avesse annunciato di essersi fidanzata, e quindi di non essere più trasferibile al promesso cugino. A quel punto, il nostro bresciano adottivo ha dovuto dimostrare al proprio parente di essere uomo di parola, che mantiene gli impegni di casta (e non semplicemente di famiglia).

Alcuni giornalisti un po’ più onesti della media hanno infatti sottolineato come il delitto sia da mettere in relazione con il sistema castale indiano. Ricordiamo che il Pakistan è storicamente parte dell’India, dove il sistema delle caste ha finito per assorbire anche una religione profondamente egalitaria (almeno in principio) come l’Islam: i quattro "colori" (varna) della gerarchia induista si ritrovano, in forma appena attenuata, nei villaggi islamici.

Nel sistema indiano, è la legge della "nascita" – jati in sanscrito, zat in urdu – e la gestione dei matrimoni all’interno di tali gruppi che permette la formazione di gruppi sociali compatti e solidali, in grado di permettere la sopravvivenza in un mondo senza previdenza sociale, dove l’emarginazione significava la morte ai tempi della miseria, e significa la morte ai tempi della privatizzazione e del liberismo.

Il padre di Hina, quindi, è un caso orribile ma interessante di hybris da globalizzazione: ha cercato di ottenere il meglio dal sistema "occidentale", mandando la figlia a far soldi in un locale pubblico; e il meglio dal sistema "orientale" sistemandola con un cugino.

E ha finito per rovinarsi per sempre in "Oriente" come inaffidabile corruttore della propria famiglia, e in "Occidente" come barbaro assassino.

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58 Responses to Un dettaglio trascurato

  1. utente anonimo says:

    In ogni caso Hina è stata “Martire” e NON “Shahid” per la Libertà….Massimo Onore e Rispetto su di Lei !!!

    Davide

    PS

    Exurge Ritvan !!!

  2. utente anonimo says:

    Carissimo Kel :-)

    Ti pongo questo “paradosso” (?!)

    Un Immigrato Muslimmo non-MagdiAllamita ;-) non dovrebbe ___ Con buona pace di El Sebaie___forse identificarsi con la Destra ” Dio-Patria-Famiglia ” ?

    Davide

  3. utente anonimo says:

    No perché vedi Miguel,

    SE l’ avesse fatta franca il Signor (?!?!) Saleem sarebbe diventato un “Nuovo Italiano”, come dice Livia Turco

    …Piaccia o non piaccia: è così !

    Davide

  4. utente anonimo says:

    Come direbbe un Borghezio* qualunque: “El beduin gh ha l’ istessa faza del terun” ergo tirare in ballo melanina e razzismo [Ed è stato fatto !!!] mi pare demenziale, GIACCHé FINCHé NON PARLA NON SI DISTINGUE IL PAKISTANO DAL CALABRESE…..Lo stesso El Sebaie_che immagino parli un perfetto Italiano_ racconta l’ aneddoto di un Siciliano leghista anti-neo-immigrati che a Torino lo scambiò per Siculo pure lui…che è Egiziano invece !!!

    ;-)

    *Tanto per esser chiari cito il razzista (Lui sì) “Borghy” ;-), io ripeto che per me la gente può pure venire da Marte e averci la pelle verde, CHISSENEFREGA (!!!) purché rispetti e si identifichi nelle REGOLE del Paese ospitante ….

    …Come dite ? “Noi Italiani siamo i primi a dare un cattivo esempio !” ?

    Assolutamente vero…ma io la vedo come “mettiamoci in carreggiata noi” NON come “faccian quel c..zo che je pare pure loro !”

    DAVIDE

  5. AntonioF says:

    Salve,

    da tempo volevo ringraziarla per i suoi articoli che leggo sempre con molto interesse. Sempre ottime analisi “sociologiche” che sottolineano gli aspetti culturali dell’umano agire. Una boccata di ossigeno in questo deserto culturale dell’informazione italiana.

    Un sincero saluto di buon lavoro e di ottime ed oziose vacanze.

    AntonioF Napoli

  6. utente anonimo says:

    Mah.

    Conflitti che da anni andavano avanti.

    «Si accaniscono su di me, mi accusano di assumere atteggiamenti da cristiana e non da musulmana. Mi dicono: sei una cretina, una stupida maledetta. Mia madre, come il resto della famiglia, si limita agli insulti e ai richiami. Mio padre invece …». Il primo j’accuse di Hina viene raccolto nero su bianco nella caserma dei carabinieri di Villa Carcina. Sono le 11.50 del 4 marzo 2003. La ragazza ha 17 anni. È stata rintracciata dopo l’ennesima fuga da casa. Quando si rende conto che la vogliono riconsegnare alla famiglia, decide di raccontare ciò che prima aveva sussurrato solo alle amiche più intime: «Con i miei ho un rapporto conflittuale. Mi impediscono di vivere come una qualsiasi ragazza di cultura occidentale. Mi hanno ritirato dalla scuola, nonostante io studiassi con profitto e nonostante volessi continuare ad andare a scuola, perché un amico dei miei genitori li aveva avvertiti che io fumavo sigarette, e siccome alla donna, stando alle leggi coraniche, è vietato fumare, per potermi controllare meglio mi hanno impedito di continuare gli studi».

    piu’ che caste, la ragazza evidenziava che i conflitti nascevano dalla sua inosservanza del corano e delle regole musulmane.

    Poi, sicuro, anche il cugino da sposare non aiutava..

    dog breath

  7. utente anonimo says:

    Exurge Ritvan

    D.L.R.N.U.E.E.F.

  8. Caro Miguel

    Solo un dubbio: non so com’è la situazione a Brescia, però in Inghilterra, i ristoranti “indiani” sono molto spesso gestiti da pakistanesi.

    Ciao

    Claude

  9. gervy1977 says:

    Mi sembra che sia un analisi parziale, non vorrei che si cercasse di analizare la cosa escludendo di principio la causa religiosa, l’articolo di questa mattina del corriere dice altro

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/08_Agosto/19/vall1ni.shtml anche se personalmente credo che sia più una cosa culturale che religiosa la cosa esiste come dimostra anche questo intervento di Souad Sbai, presidente della Confederazione dei marocchini in Italia

    http://notizie.interfree.it/cgi-bin/desc.cgi?id=66320

  10. l’importante è che non si faccia di tutt’un erba un fascio…come al solito…e cioè noi siamo i buoni e loro i cattivi…assurdi omicidi succedono anche fra occidentali…e quanti ne succedono…

  11. utente anonimo says:

    Miguel,

    sono articoli come questo che mi fanno amare il tuo blog. Per questo ti chiederei se è possibile (quando e se puoi) sistemare i feed rss e/o atom che è da un po’ che non ti funzionano più. Scusa la mia pigrizia ma senza di loro mi risulta molto più scomodo seguire il tuo blog.

    Carlo Fusco

  12. AndreaYGHPSA says:

    E se lo dice Souad Sbai, “luogotenente in Italia” della maggiore azienda di “money transfer” mondiale, la “Western Union”:

    http://kelebek.splinder.com/post/5957927

    e

    http://kelebek.splinder.com/post/7303369

    Andrea

  13. utente anonimo says:

    Davide ReNudoUltimoEroeEternalFreedom, cos’è la “L” ?

    A parte questa domanda, volevo ricordarti che Ritvan torna a fine mese e quindi è inutile invocarne continuativamente una miracolosa, anticipata apparizione su questo schermo.

    Infine, se confondono te con qualcun’altro, si possono anche confondere i siciliani e i calabresi con i pachistani.

    Aurora.

  14. utente anonimo says:

    Basta non essere in grado di distinguere.

    Aurora.

  15. gervy1977 says:

    Andrea grazie dei link

    comunque al di la di cosa dice Souad Sbai sono a conoscenza tramite amici di casi simili (non cosi esasperati per quel che ne so) in questo caso è un algerina, sono d’accordo con il commento n.11, certo è che per rivalsa non è che si deve chiudere gli occhi e nascondere i problemi, secondo voi è comprensibile è giusta al di la del nostro modo di vedere le cose (occidentale) la condizione delle donne nella maggioranza dei paesi islamici? Condizione delle donne in italia = condizione di donne in pakistan, algeria, marocco,egitto,arabia saudita,nigeria?

  16. kelebek says:

    Per Carlo Fusco, grazie!

    Purtroppo non so come fare, e temo di non avere il tempo in questi giorni per studiarci.

    Se hai voglia e cinque minuti, potresti scrivermi una mail in privato (kelebek@imolanet.com) per dirmi come fare per aggiustare i feed / RSS?

    Miguel Martinez

  17. AndreaYGHPSA says:

    Gervy vedi, i problemi fondamentali sono due:

    1. la valutazione dell'”Altro” con i “nostri” metri di giudizio, che non sono nè neutrali nè normali, ma storicamente e culturalmente determinati.

    2. l’elezione della “condizione femminile nell’Islam” a rango di “problema”, rispetto al quale è necessario prendere posizione.

    Ora, se partiamo dall’esperienza culturale occidentale, la “condizione femminile nell’Islam” è inaccettabile al pari di quella nell’India, nella Cina, nel Giappone, in Sicilia, piuttosto che tra una qualsiasi “popolazione primitiva”. Però è un “problema” all’ordine del giorno solo quella che coinvolge l’Islam, perchè per tutta una serie di ragioni, questo è “nell’occhio del ciclone” della propaganda occidentale come un “pericolo”, come in altri tempi lo era la Cina o i “comunisti”.

    Tutto questo, al di là del fatto che la stragrande maggioranza di quelle pratiche definite “barbare usanze islamiche”, con l’Islam nulla hanno a che fare, ma trovano la loro ragion d’essere in retaggi culturali-tribali trasversali a molte religioni..

    Sull’argomento avrei da parlare per ore, ma mi limito per non esulare eccessivamente dall’argomento centrale..

    Andrea

  18. AndreaYGHPSA says:

    Finchè non si chiariscono tutte queste cose, la discussione rimane tarata ALLA RADICE, e non c’è discussione, ma un continuo “discolparsi” da parte del musulmano da accuse preventivamente lanciate..

    Prima di dire “il terrorismo è sbagliato”, “la donna in realtà ha un’alta considerazione”, “noi in realtà qui e là” etc.., andrebbero chiariti i rapporti di forza e le motivazioni alla base di questo “dialogo interrotto” che procede solo da una delle due parti..

    Andrea

  19. utente anonimo says:

    @Andrea

    >Ora, se partiamo dall’esperienza culturale occidentale, la “condizione femminile nell’Islam” è inaccettabile al pari di quella nell’India, nella Cina, nel Giappone, in Sicilia, piuttosto che tra una qualsiasi “popolazione primitiva”. Però è un “problema” all’ordine del giorno solo quella che coinvolge l’Islam, perchè per tutta una serie di ragioni, questo è “nell’occhio del ciclone” della propaganda occidentale come un “pericolo”, come in altri tempi lo era la Cina o i “comunisti”.

    Sulla questione femminile nell’islam mi permetto di consigliare “Oltre il velo” di Leila Ahmed, dove c’è una interessante analisi della condizione femminile nel mondo arabo prima e dopo l’avvento dell’islam, e mostra come anche sotto la dominazione bizantina la condizione femminile non fosse paragonabile alla nostra attuale.

    Parlando con un’amica, fortemente femminista e attualmente “filoislamica” (nel senso che, essendo in questo periodo l’antiislamismo di moda e collante ideologico di posizioni teoricamente liberali ma nella pratica pesantemente discriminatorie e violente, lei preferisce schierarsi con chi “le prende”, pur senza negare quello di illiberale che c’è in questi gruppi), mi parlava del fatto che secondo lei l’attuale pensiero femminista sia contaminato da una strana idea, secondo il quale i problemi del mondo europeo in campo femminile nascono dalla “mentalità mediterranea”, che si basa sulle nozioni di vergogna e onore in tutti i campi, e quindi concludendo che la mentalità “nordica” sia l’unica da seguire.

    Quindi, secondo lei, questi gruppi femministi prendono come oro colato tutto quanto (in materia di femminismo, diritti omosessuali e libertà sessuale) viene dall’Europa del nord, e disprezzando come “contaminato” quello che viene da “sotto” la Germania. Da qui però parte, nella versione “importata”, la rimozione dell’antifemminismo in stile “machista” che in certi paesi della zona esiste, anche negli ambienti omosessuali come sorta di “emancipazione” dalle pretese del femminismo più radicale, e di conseguenza l’aggiunta di questo stesso machismo (trasformato in un esclusivismo altrettanto violento contro gli antifemministi però) nella mentalità femminile; la negazione di un simile fatto, in nome della comunanza di ideali qui da noi tra femministe ed omosessuali, a suo e porta ad una confusione tra gli obiettivi delle lotte femministe ed omosessuali ed alla debolezza del pensiero e delle richieste dei gruppi che si prefiggono tali obiettivi.

    Mi piacerebbe sapere che ne pensi. Spero di essemi fatto capire.

    Cordialmente

    michi

  20. utente anonimo says:

    Mi rileggo, e aggiungo una esemplificazione che mi era sfuggita: con “confusione tra gli obiettivi delle lotte femministe ed omosessuali” intendevo che gli obiettivi generali che questi gruppi si prefiggono a livello politico (meno censura e più libertà individuale e niente discriminazioni) non sono, in teoria, solo obiettivi “di sinistra”. Esistono anche gruppi femministi ed omosessuali di destra che si battono per il riconoscimento dei completi diritti a donne e gay, ma parte di questi si ferma lì: i gruppi di entrambi gli schieramenti politici che cercano maggiore apertura nella società e non solo (dovuti) riconoscimenti di parità, ma solo privilegi per il proprio “stato”. Avuti questi, i valori su cui basavano le proprie campagne diventano solo belle parole retoriche da sfoggiare per giustificare repressioni contro quegli stessi valori.

    Molti di questi gruppi, quindi, finiscono loro malgrado a fare da “cani da guardia” di battaglie contro ciò che avevano inizialmente richiesto: vengono istituzionalizzati, piuttosto che accettati veramente, ritrovandosi anche con gruppi completamente avversi a loro.

    E questo a mio avviso equivale a non esistere come gruppo, ma solo come appendice: quindi a non avere vita propria, ad un suicidio di sè e della proprio essere. Che è esattamente il contrario di quello che si voleva all’inizio.

    michi

  21. utente anonimo says:

    x Yghpsa

    Trovami _a parte i tanto vituperati Magdi Allam e Souad Sbai o in misura assai minore Khaled Fouad Allam o Tahar Ben Jelloun che guardacaso nessuno di loro è Imam né tantomeno Presidente di un’ Associazione_ delle Voci non aggressivo-distruttive nei nostri riguardi (sì cocco, pure tuoi finché stai qua) con cui confrontarci serenamente !

    Chi ?! Bouchta ? Abu Omar ? Adel Smith ? Piccardo ?….Stamo freschi !

    Come vedi non sono affatto Io che odio i Muslimmi a prescendire cercando giustificfazioni a posteriori…Bensì Tu che hai deciso a priori che ci sono un miliardo e qualche centinaio di milioni di “Stinchi di Santo” a priori da giustificare a posteriori……Per Te chi fa la Shaddala è automaticamente nel Giusto sempre e comunque, qualunque cosa faccia, qualunque mezzo scelga, chiunque colpisca !!!!!!

    DAVIDE

  22. AndreaYGHPSA says:

    A Davide – rompendo il silenzio che mi ero ripromesso di rivolgerti -: solo una cosa, ma tu hai mai parlato con una delle persone che citi? Sai cosa dice, cosa pensa Bouchta, Abu Omar, Piccardo?

    Dalle tue parole mi sembra proprio di no, quindi non capisco in base a che cosa dici che le persone che citi siano “aggressivo-distruttive nei nostri riguardi” e sia impossibile “confrontarci serenamente” con loro.

    Poi, si dice “Shahada”.

    Infine, dici: “Per Te chi fa la Shaddala è automaticamente nel Giusto sempre e comunque, qualunque cosa faccia, qualunque mezzo scelga, chiunque colpisca”. Ebbene, si vede che non hai mai letto una riga di quello che scrivo.

    A Michi.

    “secondo lei l’attuale pensiero femminista sia contaminato da una strana idea, secondo il quale i problemi del mondo europeo in campo femminile nascono dalla “mentalità mediterranea”, che si basa sulle nozioni di vergogna e onore in tutti i campi, e quindi concludendo che la mentalità “nordica” sia l’unica da seguire”.

    E’ un’interpretazione molto interessante, non c’è dubbio.

    Credo che questo “seguire la mentalità nordica” sia il frutto del potere di persuasione di secoli (soprattutto dalla “rivoluzione industriale”) di influenza in primis anglosassone che nelle sue concezioni in termini di “sviluppo”, “progresso” e “modernità” ha immediatamente posto le culture altre in una condizione di presunta “arretratezza” rispetto ad un modello deterministico, predefinito e presunto necessario di “progresso” ineluttabile, di fronte al quale l’“alterità” è appunto “vecchiume”, residuo di un “passato arcaico”.

    E quindi, nel momento in cui determinati movimenti socio-culturali – come appunto quello omosessuale, ad esempio – scelgono un terreno di lotta impostato non sulla questione delle “libertà”, ma su quella dello “sviluppo” (in stile Radicali, per esempio) – e quindi “libertario” più che “di libertà” – cadono in quella trappola di cui tu stesso parli quando dici che passano da movimento di opposizione a “quinte colonne” della lotta contro il Nemico, senza che si rendano conto che è tale in quanto “diverso”, e quindi loro stesse corrono il rischio di prenderne il posto.

    L’esempio più lampante ritengo siano quegli omosessuali “occidentalisti” ed “islamofobi” – spesso “di destra” – cui credo tu alluda tra le righe di tutto il tuo intervento..

    Ad essere sincero, però, non ho capito cosa volessi intendere con:

    “Da qui però parte, nella versione “importata”, la rimozione dell’antifemminismo in stile “machista” che in certi paesi della zona esiste, anche negli ambienti omosessuali come sorta di “emancipazione” dalle pretese del femminismo più radicale, e di conseguenza l’aggiunta di questo stesso machismo (trasformato in un esclusivismo altrettanto violento contro gli antifemministi però) nella mentalità femminile; la negazione di un simile fatto, in nome della comunanza di ideali qui da noi tra femministe ed omosessuali, a suo e porta ad una confusione tra gli obiettivi delle lotte femministe ed omosessuali ed alla debolezza del pensiero e delle richieste dei gruppi che si prefiggono tali obiettivi”.

    Poi, dici:

    “Avuti questi, i valori su cui basavano le proprie campagne diventano solo belle parole retoriche da sfoggiare per giustificare repressioni contro quegli stessi valori.

    Molti di questi gruppi, quindi, finiscono loro malgrado a fare da “cani da guardia” di battaglie contro ciò che avevano inizialmente richiesto: vengono istituzionalizzati, piuttosto che accettati veramente, ritrovandosi anche con gruppi completamente avversi a loro.

    E questo a mio avviso equivale a non esistere come gruppo, ma solo come appendice: quindi a non avere vita propria, ad un suicidio di sè e della proprio essere. Che è esattamente il contrario di quello che si voleva all’inizio.”.

    Esatto, sono d’accordo.. Usciti dalla discriminazione, eccoli lì col “dagli al diverso”. E – per essere ancora d’accordo con la tua amica femminista – in società “libertarie” ce ne sono molti (senza generalizzare, ho pure visto la foto di uno con la maglia di Bin Laden ad una manifestazione! ;-)!), di omosessuali e femministe razzisti ed islamofobi. Fieri della loro “società del benessere” che gli permette la libertà informale ma non lascia nemmeno quella “sostanziale” della libertà dal profitto e dal meccanismo del “produci-consuma-crepa”.

    Qui da noi, mi viene in mente lo squallido “Platinette” che tempo fa aveva fatto un discorso davvero osceno sull’“Occidente”, il consumismo, i “poveri”..

    Spero di aver capito quello che intendevi!

    Andrea

  23. kelebek says:

    Per Michi,

    grazie dell’interessante intervento. La tua amica femminista ha scritto qualcosa in merito?

    Miguel Martinez

  24. utente anonimo says:

    Anzitutto Andrea, grazie della risposta.

    1. Nel mio discorso non alludevo agli omosessuali, piuttosto alle femministe; forse traspare perché nel discorso che ho fatto con la mia amica, lei parlava espressamente degli omosessuali. Più in generale mi riferivo a tutti i gruppi che sono esclusi o visti come altri dalla società in generale. Al di là di quelle che esistono nelle persone per esperienze personali, le divisioni create da campagne apposite tra i gruppi politici, etnici, religiosi, sessuali, spesso vengono sfruttate per ricreare “caste”, secondo il vecchio uso del “divide et impera”, o come spiega meglio ancora la citazione di Malcolm X sul tuo blog. Gli oppressi dovrebbero in teoria allearsi per rivendicare i loro naturali diritti, ma se li metti uno contro l’altro avveriranno altre priorità.

    Più che “quinta colonna” intendevo queste persone/questi gruppi, che, senza rendersene conto, superano in razzismo i gruppi che razzisti lo sono conclamatamente. Non si tratta solo del fatto che, per casualità, due persone dalle idee diversissime si trovino ad essere d’accordo su una certa questione. Ma di come le identità e i sentimenti di appartenenza (concetti spinosissimi, che hanno bisogno di una disquisizione lunghissima e approfondita) vengono sfruttati, come indicavi tu.

    2. Oltre alla preponderanza culturale anglosassone e della “tradizione ricreata” francese in chiave esclusivamente gallico-celtica, c’è soprattutto da sinistra una certa fascinazione per le cosiddette “socialdemocrazie nordiche” (Svezia, Finlandia, Novregia, Danimarca) per via degli incredibili risultati di emancipazione culturale, del femminismo e della qualità della vita che per anni ha spinto a usarle come pietra di paragone, anche se poi anche loro avevano i loro orribili scheletri nell’armadio – l’eugenetica applicata su vasta scala contro malati mentali e popolazione “indigena” (sarebbe interessante una comparazione dell’uso di questo metodo nelle socialdemocrazie nordiche e nei liberisti Stati Uniti, poiché pur fatti salvi gli ovvi caratteri di differenza del paese ed anzi nonostante queste, a mio avviso trae origine da pulsioni di “ordine” pressoché identiche).

    3. Nel pezzo che non hai capito (in effetti dopo averlo scritto mi sono reso conto che era un po’ contorto, e ho aggiunto l’altro commento sperando di spiegarmi meglio) intendevo che dato che una certa mentalità presuppone un “capro espiatorio” o un nemico eterno per propria esistenza, che viene poi sublimato in teorie in parte simpaticamente pittoresche in parte aberranti come ad esempio l’idea dell’inutilità della donna (nel campo del machismo). Quando questa idea viene traslata in un altro campo opposto, ad esempio quello femminista, ovviamente l’idea della donna inutile non è ammissibile, e viene incosciamente o esplicitamente (in caso di imposizioni culturali dall’alto, ma non è di questo che sto parlando ora)sostituita con un altro “capro espiatorio”. Quello che capita al momento. Era di questo genere di mentalità che cerca il nemico esterno che mi lamentavo.

    4. Ultimo ma non meno importante: lo svalutare i movimenti femministi, omosessuali, di minoranza eccetera presenti nei propri paesi spesso li cancella proprio: o si accodano ai dettami delle ONG e dei partiti occidentali con una certa risonanza, accettando tutte le loro condizioni, o nulla. Si riplasmano i mondi, i movimenti e le persone a propria immagine e somiglianza in tutti i casi; si ricreano le proprie strutture, e poi le si ridivide sulle basi preesistenti (religiose, politiche eccetera) per governarle meglio. E oltre a questo, richiudono le donne e le minoranze che, tra difficoltà effettivamente enormi cercano di emanciparsi da soli, nei propri problemi: o si fanno salvare da loro, o si fanno salvare alle loro condizioni, o si arrangiano. Quindi rimangono eternamente in uno stato di sudditanza, e spesso da chi nominalmente vorrebbe dare loro una mano. Rimane però l’idea che l’unica forma di affrancamento culturale possibile sia quello interno alle regole del mondo occidentale. Così facendo si silenziano le altre culture in maniera più subdola, con la scusa di aiutarle.

    A Miguel

    No, non scrive libri o articoli né, a quanto ne sappia, tiene un blog. E’ molto riservata o, sostiene lei, pigra. Quando la risento le chiedo.

    Grazie per la pazienza

    michi

  25. utente anonimo says:

    >…volevo ricordarti che Ritvan torna a fine mese e quindi è inutile invocarne continuativamente una miracolosa, anticipata apparizione su questo schermo. Aurora<
    Gelosa, eh?:-). Eppure, figliuola, i miracoli a volte avvengono. Sono qui, non insensibile all’angosciante invocazione:-) del nostro “L come Lapalissus”.

    Ciao

    Ritvan

  26. utente anonimo says:

    >Exurge Ritvan !!!Davide<
    Vorresti un mio commento sulla vicenda Hina da Brescia? E che te devo di’? A mio modesto avviso è perfettamente inutile farsi le pippe mentali sui motivi che hanno spinto un padre a uccidere la figlia “traviata”, anche se condivido in generale l’analisi di quel comunistaccio:-) di Andrea che – a quanto ho capito – assegna all’arretratezza tribale piuttosto che all’Islam il ruolo chiave nella vicenda. L’esperienza del mio paese mi consente di dire che i cosiddetti “delitti d’onore” nei confronti di figlie, mogli, sorelle ecc. erano assai frequenti ed equamente distribuiti NELLE REGIONI MONTAGNOSE sia fra la popolazione musulmana che fra quelle cattolica e ortodossa. Nelle città, invece, erano fenomeni assai rari e per la maggior parte riguardavano persone scese di fresco dalle montagne. Dunque, anche a mio avviso è un fenomeno legato principalmente alla CIVILTA’ e non alla religione.

    Ciao

    Ritvan

  27. utente anonimo says:

    Si vede che i lacrimosi necrologi di Yghpsa (Ma che c..zo di nome è ?) a Basayev e Al Zarqawi me li son sognati …

    ;-)

    Davide

  28. utente anonimo says:

    Risorto. Per il gaudio di quello che tu hai definito, in altro commento ” l’ italico popolo bue”.

    Hai ritrovato, Ritvan, i tuoi buoi ad attenderti, e qualcuno ti dice che sei un capro espiatorio.

    Benvenuto tra i buoi, ma sappi che ci sono in loco anche gli arieti.

    Aurora.

  29. AndreaYGHPSA says:

    Il nome veramente è Andrea.. yghpsa è – evidentemente – un acronimo..

    In effetti tu sei un grande esperto di nomi..

    Andrea

  30. AndreaYGHPSA says:

    Bene, michi, direi che siamo sostanzialmente d’accordo.. Ma nel caso non abbia capito e mi sia dimenticato di rispondere a qualcosa, dimmelo!

    Andrea

  31. utente anonimo says:

    >…sappi che ci sono in loco anche gli arieti. Aurora.<
    Sempre bestie cornute sono:-). Per quanto riguarda il “popolo bue”, se uno è bue, è bue. E se uno non trova altro da dire davanti al cadavere della povera Hina che “Ma che cittadinanza a partire da 5 anni, portiamo il limite a 20″ e gli altri s’accodano allora credo che anche il bue s’offenda se paragoni i suddetti ad esso.

    Ciao

    Ritvan

  32. utente anonimo says:

    Prima di tutto Ritvan, se l’italico è popolo bue il tuo è popolo bi-bue ( tanto per sottolineare la proporzione tra armenti e colline e campagne).

    Tu critichi i siciliani di TRENTA ANNI fa e il loro atteggiamento nei confronti delle donne, sorvolando sul fatto che le ATTUALI statistiche riportano che nel sud-Italia si perpetrano molti meno delitti e violenze gravi contro le donne rispetto al nord.

    Inoltre, con le debite eccezioni, al sud le donne, mi pare, godono di maggior rispetto e libertà di quanto ne godano, in genere, le donne albanesi. Ti dico questo perché mi vengono riportate esperienze dirette.

    Peraltro, io penso che ogni popolo debba percorrere coi tempi suoi i suoi percorsi e che la paura provocata dai delitti che si sono susseguiti a Brescia ( opera tutti, pare, di immigrati) non debba provocare reazioni ostili contro coloro che sono onesti e sani di mente. Ritengo però evidente che i politici, come tentavano di reperire elettorato prima, tra gli immigrati, tentino ora di non perdere il consenso degli italiani che, alla luce dei numerosi casi horror , si stanno preoccupando del susseguirsi dei numerosi casi di cronaca che sentirai anche tu.

    Il problema non è infatti la postilla secondo cui la cittadinanza può essere revocata, come già si revoca il permesso di soggiorno, in caso di commissione di determinati reati.

    Il problema è che una persona può essere onestissima, gran lavoratrice, ottimo padre di famiglia, ma il tutto secondo i suoi canoni e tradizioni, che non sono i nostri. Per esempio, se il padre di Hina non voleva che la figlia si integrasse, come si è integrata,nella società italiana-occidentale, poteva farla crescere in pachistan. Una volta che decide di farla crescere in Italia, deve accettare l’idea che sia libera di scegliere come vestirsi, con chi uscire, con chi fidanzarsi. Il caso di Hina e del padre è emblematico dei conflitti che si possono creare tra diverse culture. Certo non tutti gli extracomunitari o islamici ammazzano, ma è evidente che non viene apprezzata, e anzi viene spesso disprezzata, da loro, la libertà o emancipazione di cui godono le donne in occidente. Se non realizzano che questa libertà può diventare la libertà delle loro mogli e figli ( gli uomini già mi pare possano fare quello che vogliono) allora bisogna andarci cauti anche con il conferire loro il diritto di cittadinanza,

    In breve, dovrebbero fare un salto di trent’anni (come eravamo, noi buoi italici) in pochi anni ( come siamo oggi, noi buoi italici).

    Aurora.

  33. utente anonimo says:

    aurora,

    c’è un aspetto del tuo discorso che è centrale e che mi permetto di evidenziare:

    “i politici(…) tentino ora di non perdere il consenso degli italiani che, alla luce dei numerosi casi horror , si stanno preoccupando del susseguirsi dei numerosi casi di cronaca(…)”

    ora, un paio di giorni fà, quando è stata stuprata la poveretta a milano dall’orrido marocchino di turno, la busi (tg1 delle 20.00), dopo il solito servizio di 45 secondi sul mostro straniero ha ricordato che l’8% degli strupi è opera di sconosciuti.

    dal che deduciamo che il 92% degli stupri commessi contro le donne italiche è opera di conosciuti ergo non di orridi extrracomunitari.

    questo dovrebbe far ridimensionare le tue (ma in realtà si tratta di una percezione comune) affermazioni sui “numerosi” casi horror, e dovrebbe stimolare una riflessione sul perchè i giornali ci parlano da una settimana della povera hina

    sul discorso cittadinanza/mostri, sono d’accordo con il capro espiatorio: non vedo che relazione ci sia tra la durata del tempo di attesa della naturalizzazione e la delinquenza.

    al padre di hina sicuramente non sarebbe cambiato molto aspettare 5, 7, 10 o 20 anni per diventare italiano.

    più che sulla durata credo che si potrebbe discutere (personalmente con molte esitazioni, ma capisco le ragioni di chi propone queste soluzioni) su esami di lingua e cultura

    roberto

  34. utente anonimo says:

    sempre per aurora e molto OT,

    per ritornare ad una vecchia discussione, ho trovato una piccola notizia sugli avvocati tedeschi

    (se leggi il tedesco, altrimenti dovrai un po’ pazientare che faccio una traduzione)

    http://www.faz.net/s/RubC8BA5576CDEE4A05AF8DFEC92E288D64/Doc~EAAF1750FF2B84B76BFA634117E095229~ATpl~Ecommon~Scontent.html

    roberto

  35. utente anonimo says:

    >Prima di tutto Ritvan, se l’italico è popolo bue il tuo è popolo bi-bue ( tanto per sottolineare la proporzione tra armenti e colline e campagne). Aurora<
    Aurora Mia, hai sempre la solita propensione infantile a rispondere “Tu di più”. E in questo caso non c’hai capito una mazza. “Popolo bue” è equivalente di “popolino ignorante” e non comprende l’intera popolazione di un paese. Ogni paese ha il proprio “popolo bue” e discutere se l’Italia ne abbia di più o di meno dell’Albania (o di qualsiasi altro paese) in percentuale è del tutto irrilevante, visto che siamo in Italia e si sta discutendo di una legge italiana e delle reazioni di gente italica ad essa. Poi le Georgiche e le Bucoliche raccontale pure da un’altra parte…

    >Tu critichi i siciliani di TRENTA ANNI fa e il loro atteggiamento nei confronti delle donne, sorvolando sul fatto che le ATTUALI statistiche riportano che nel sud-Italia si perpetrano molti meno delitti e violenze gravi contro le donne rispetto al nord.<
    Hai tenuto conto della massiccia migrazione interna dalla Sicilia nel Nord? No, eh? Ebbene, la Lega l’ha fatto ed è risultato che nella maggioranza dei casi di violenza grave contro le donne in famiglia si trattava di masculi dalle chiare origini sudiste. Cara mia, il retaggio culturale non è acqua!

    >Inoltre, con le debite eccezioni, al sud le donne, mi pare, godono di maggior rispetto e libertà di quanto ne godano, in genere, le donne albanesi. Ti dico questo perché mi vengono riportate esperienze dirette.<
    Tu non sai un tubo delle libertà di cui godono le donne albanesi. E anche dell’Albania in generale. Probabilmente ti bevi le storielle riferite da colleghi che hanno a che fare con mignotte albanesi, le quali pur di non essere rimpatriate dalla polizia ti raccontano pure che laggiù le donne se le mangiano allo spiedo!

    >Peraltro, io penso che ogni popolo debba percorrere coi tempi suoi i suoi percorsi<
    Non si parlava dei Popoli del Mondo, bensì dei residenti in Italia.

    >e che la paura provocata dai delitti che si sono susseguiti a Brescia ( opera tutti, pare, di immigrati)<
    Anche i coniugi Donegani fatti a pezzi con la motosega? (uno dei tanti commessi da “indigeni” che mi viene in mente).

    >non debba provocare reazioni ostili contro coloro che sono onesti e sani di mente. Ritengo però evidente che i politici, come tentavano di reperire elettorato prima, tra gli immigrati, tentino ora di non perdere il consenso degli italiani che, alla luce dei numerosi casi horror,<
    Donegani compresi? Ecco perché li chiamo “bue”.

    >si stanno preoccupando del susseguirsi dei numerosi casi di cronaca che sentirai anche tu.<
    Numerosi??!!! Quante Hine sono state sgozzate?

    >Il problema non è infatti la postilla secondo cui la cittadinanza può essere revocata, come già si revoca il permesso di soggiorno, in caso di commissione di determinati reati.<
    No, non è il problema, bensì la soluzione. Ma il “bue” non vuole capire, o meglio gli fa comodo così.

    >Il problema è che una persona può essere onestissima, gran lavoratrice, ottimo padre di famiglia, ma il tutto secondo i suoi canoni e tradizioni, che non sono i nostri.<
    Fammi capire, “ottimo padre di famiglia” che sgozza la figlia maggiorenne con l’ombelico de fora? Ma che stai a di’?!

    >Per esempio, se il padre di Hina non voleva che la figlia si integrasse, come si è integrata,nella società italiana-occidentale, poteva farla crescere in pachistan.<
    Il padre mi pare non volesse che la figlia sniffasse, spacciasse e trombasse in giro e girasse ogni tanto filmini pornosoft. Ogni buon padre italico credo la pensi così al riguardo della propria figlia. La differenza sta nel fatto che un buon padre, italico o meno, qualora constati l’inutilità delle prediche alla figlia ormai maggiorenne al massimo le sbatte semplicemente e definitivamente la porta in faccia e bouonanotte, mica la sgozza.

    >Una volta che decide di farla crescere in Italia, deve accettare l’idea che sia libera di scegliere come vestirsi, con chi uscire, con chi fidanzarsi.<
    Deve semplicemente osservare la legge italica. Che non prevede sgozzamenti, né altri generi di maltrattamento. Se non osserva la legge, niente cittadinanza e se l’ha avuta gli si toglie. A lui, non a me. Avvocato, non credi che la responsabilità penale, presente e futura, sia individuale e non “di gregge”?

    >Il caso di Hina e del padre è emblematico dei conflitti che si possono creare tra diverse culture.<
    Veramente il conflitto ci fu fra due individui. E uno sgozzò l’altro, perché era barbaro e assassino. Esattamente come quello che segò i coniugi Donegani.

    >Certo non tutti gli extracomunitari o islamici ammazzano,<
    No, qualcuno dovrà venir pure ammazzato, no?:-)

    >ma è evidente che non viene apprezzata, e anzi viene spesso disprezzata, da loro, la libertà o emancipazione di cui godono le donne in occidente.<
    Dipende da cosa tu intendi per “emancipazione”. E poi, prova un po’ a entrare in una chiesa cattolica con le tette mezzo de fora e l’ombelico col piercing al vento e poi ne parliamo della considerazione di cui gode tale tipo di “emancipazione” presso la Santissima Chiesa Cattolica Apostolica e Romana.

    >Se non realizzano che questa libertà può diventare la libertà delle loro mogli e figli ( gli uomini già mi pare possano fare quello che vogliono) allora bisogna andarci cauti anche con il conferire loro il diritto di cittadinanza.<
    Cioè, famme capì, io non sono musulmano (e nemmeno di altra religione) ma penso che le donne (e anche gli uomini) devono andare in giro vestiti decentemente, e che se avessi una figlia minorenne lei dovrebbe andare vestita e comportarsi come le dico io, titolare della patria potestà, e non come una peripatetica della tangenziale (poi, quando maggiorenne facesse un po’ quel che c..zo le pare), allora tu, nella tua infinita supponenza mi negheresti la cittadinanza? Beh, sai che ti dico? Non la voglio! Sono io che non voglio essere concittadino di gente così!

    >In breve, dovrebbero fare un salto di trent’anni (come eravamo, noi buoi italici) in pochi anni ( come siamo oggi, noi buoi italici).<
    Non c’è bisogno di salti e zompi. Basta osservare la legge, che è chiara.

    Ciao

    Ritvan

  36. utente anonimo says:

    Roberto, non ci intendiamo : io lo so perfettamente che in Italia la maggioranza dei casi di violenza su donne e bambini sono commessi da familiari e/o conoscenti. Lo devo aver scritto anche in un mio vecchissimo commento ed è stato detto e straripetuto su tutti telegiornali in questi giorni.

    A questi casi, però si aggiungono poi altri episodi di violenza da parte di ciondolanti e fuori di testa sconosciuti. Tu capirai che la donna , se sopravvive, può denunciare gli assalti di un convivente o del parente o del conoscente, indicandone nome e cognome, ma non può preventivamente sapere se e quando verrà violentata da uno sconosciuto .

    Quando sente di questi casi, la donna può solo percepire una maggiore sensazione di pericolo trovandosi in metropolitana in orari e tragitti a rischio, o attraversando un viale, un giardino, un parco, il piazzale antistante la stazione, le grandi aree di parcheggio, il box sotto casa, il cancello del condominio che apre a sentieri alberati, o aspettando l’autobus o tornando anche in auto da sola di notte, ecc, ecc. Mi spiace dover dire che la sensazione di pericolo, almeno in città, non so nei paesi, è giustificata : ci sono in giro molte persone che per condizioni di vita, (nessuna compagnia, nessuna famiglia, nessun permesso di soggiorno, nessun lavoro, nessun reddito lecito, nessuna dimora fissa, e magari per altri motivi) sono a rischio concreto di compimento atti squilibrati ed illeciti. Le forze dell’ordine non sono in grado di controllare questa mole di presenze.

    Aurora.

  37. utente anonimo says:

    Ritvan, ti sarei grata se ti sforzassi di esser più conciso nei commenti.

    In ogni caso , mentre tu mi rimproveri modalità infantili, fai sfoggio di espressioni paternalistiche nei miei confronti, quali “figliola, aurora mia, cara mia”. Ti manca la barba bianca lunga ed una pipa e poi, a tratti, puoi immedesimarti nel ruolo anche il nonno saggio omnicomprensivo.

    Mentre ti invito quindi ad osservare la tua vetustà prima che la mia fanciullezza, ti ricordo che secoli fa, a seguito di una mia modalità infantile di replica al tuo darmi dell’arida, ti sei offeso perchè avrei coinvolto la tua stirpe, con la semplice frase ” arido sarai tu e aridini i tuoi bambini”. Apriti cielo. La tua famiglia

    non si tocca! Ci sono voluti mesi perché tu ti convincessi che si trattava di una espressione scherzosa italiana.

    A proposito di conflitti culturali.

    Con riguardo alle statistiche sui maltrattamenti in famiglia, della indagine della Lega- fortemente sospettata di faziosità- non so che farmene. I Donegani, per esempio ,che tu stesso ricordi, mi pare siano del nord. E ugualmente Erika ed Omar, o Pietro Maso.

    Inoltre, non hai capito che parlando degli episodi di violenza horror che si sono susseguiti, ad opera di extracomunitari, mi riferivo ovviamente alla coincidenza incredibile che gli stessi si siano concentrati, accavallandosi, in questi pochi ULTIMI giorni, con conseguente reazione della gente, bersagliata dalla cronaca nera che ha per protagonisti stranieri.

    Non mi riferivo quindi solo a Hina, nè intendevo generalizzare.

    Fraintendimento anche sul mio discorso sull’integrazione , ti invito a rileggerlo. Vorrei comunque sapere come impediresti ad una ragazza ,soprattutto se già maggiorenne, nonostante l’ intento educativo dei genitori, di mettersi 27 orecchini, 18 tatuaggi, 32 piercing, fare la cubista e fidanzarsi con un sospetto delinquente boss della mafia. Gli italiani mi sembrano essersi rassegnati al fatto che più di qualche sfuriata, qualche minaccia di chiusura del cordone della borsa, non si può fare.

    Mi sembra infine che tu, pur non giustificando ovviamente l’omicidio, confermi che il padre di Hina ben faceva ad opporsi ai suoi comportamenti. Anche la mamma di Hina avrebbe sostenuto che il marito era sempre stato un ottimo padre e che il suo unico intento era mantenere la figlia sulla “retta via”.

    Io non mi meraviglierei se la condotta della ragazza fosse invece conseguenza e reazione ad una intransigenza familiare ipocrita, che da un lato pretende estrema moralità all’esterno e dall’altro autorizza qualunque comportamento all’elemento forte della famiglia, magari l’unico che la sostiene economicamente.

    Aurora.

  38. utente anonimo says:

    aurora,

    ho due domande:

    1. non hai a volte l’impressione che la “maggior senzazione di pericolo” sia creata un po’, come dire, strumentalmente?

    2. tutto ciò che c’entra con il tempo necessario per la naturalizzazione (che è l’argomento di partenza)? in che modo 5-10-20 anni per ottenere la cittadinanza italiana influiscono sulla criminalità?

    roberto

  39. utente anonimo says:

    ancora per aurora,

    sulla mia prima domanda, ti faccio un esempio di una cosa che mi aveva molto colpito la primavera scorsa:

    a bologna una ragazza era stata violentata in pieno giorno da un marocchino in un parco pubblico (e mi aveva colpito perchè era il parco dove io andavo a correre quando abitavo in italia, e che mi era sembre sembrato un posto piuttosto sicuro e molto frequentato).

    lo stesso giorno una ragazza rumena era stata violentata (a viareggio se non ricordo male) da due italiani.

    ho conservato la repubblica di quel giorno perchè dedicava una pagina intera al primo caso con tanto di interviste ai bolognesi inferociti che non si sentono più sicuri e alla sociologa di turno che ci spiega che “queste bestiacce sono soli e devono sfogarsi, è naturale che violentano”.

    nella stessa pagina un trafiletto di nemmeno una decina di righe parlava del secondo caso.

    roberto

  40. utente anonimo says:

    >Ritvan, ti sarei grata se ti sforzassi di esser più conciso nei commenti.<
    Senti, Aurora (senza “mia”:-) ) e se ti dessi l’autorizzazione di scriverteli tu i miei commenti come meglio ti piace, non faremmo prima?:-).

    >In ogni caso , mentre tu mi rimproveri modalità infantili, fai sfoggio di espressioni paternalistiche nei miei confronti, quali “figliola, aurora mia, cara mia”. Ti manca la barba bianca lunga ed una pipa e poi, a tratti, puoi immedesimarti nel ruolo anche il nonno saggio omnicomprensivo.<
    Hai dimenticato di aggiungere che a volte interpello i miei interlocutori masculi con l’appellativo “fratello”. Ne desumi che sono pure negro?:-)

    >Mentre ti invito quindi ad osservare la tua vetustà prima che la mia fanciullezza,<
    Invito tipicamente infantile. Se ci fosse bisogno di conferma.

    >ti ricordo che secoli fa, a seguito di una mia modalità infantile di replica al tuo darmi dell’arida, ti sei offeso perchè avrei coinvolto la tua stirpe, con la semplice frase ” arido sarai tu e aridini i tuoi bambini”. Apriti cielo. La tua famiglia

    non si tocca! Ci sono voluti mesi perché tu ti convincessi che si trattava di una espressione scherzosa italiana.<
    Come ti ho già detto nel periodo paleozoico da te riesumato dall’archivio per l’occasione, gli “scherzi” che coinvolgono la famiglia dell’interlocutore non mi piacciono, che siano “scherzi” italiani o esquimesi.

    >A proposito di conflitti culturali.<
    “Conflitti culturali” ‘n par de ciufoli! In Italia – specie a Roma – si usa dare allegramente del “gran fijo de ‘na mignotta” a una persona scaltra; in Albania del Sud lo stesso (ovviamente in albanese:-) ). Ebbene, non ho permesso a nessuno di interpellarmi così laggiù e non vedo perché dovrei permetterlo qui. Questione di buona educazione “universale” nei confronti di persone che con lo scontro verbale in atto non c’entrano nulla, piuttosto che di “scontro di civiltà”, dunque.

    >Con riguardo alle statistiche sui maltrattamenti in famiglia, della indagine della Lega- fortemente sospettata di faziosità- non so che farmene.<
    La Lega sarà sicuramente faziosa, ma i dati erano reali ed inoppugnabili, tanto che nessuno li ha contestati. Per quel che mi riguarda, puoi farne quel che ti pare…

    >I Donegani, per esempio ,che tu stesso ricordi, mi pare siano del nord. E ugualmente Erika ed Omar, o Pietro Maso.<
    Si parlava di delitti cosiddetti “d’onore”, mi pare, non di delitti d’interesse. Ma ormai mi sono rassegnato alla tua solita propensione a divagare e menare il can per l’aia quando l’argomento iniziale ti è scomodo. Come dimostra anche il fatto che ancora non hai chiarito cosa c’entra il termine di presentazione della domanda di naturalizzazione con lo sgozzamento di Hina.

    >Inoltre, non hai capito che parlando degli episodi di violenza horror che si sono susseguiti, ad opera di extracomunitari, mi riferivo ovviamente alla coincidenza incredibile che gli stessi si siano concentrati, accavallandosi, in questi pochi ULTIMI giorni, con conseguente reazione della gente, bersagliata dalla cronaca nera che ha per protagonisti stranieri.

    Non mi riferivo quindi solo a Hina, nè intendevo generalizzare.<
    Credo che sia stata tu a non capire. Ti ricordo di nuovo che l’argomento era la cittadinanza e le reazioni assurde e ridicole della “ggente”, per cui se un marocchino clandestino infoiato e probabilmente impasticcato e nullafacente stupra una donna italica (o più marocchini del genere stuprano più donne del genere in pochi giorni, fa lo stesso) l’unico rimedio che il “genio italico” riesce a concepire è elevare il termine per la domanda di naturalizzazione DI TUTTI GLI STRANIERI REGOLARMENTE SOGGIORNANTI a 20 anni. Ma per favore!

    >Fraintendimento anche sul mio discorso sull’integrazione , ti invito a rileggerlo.<
    Già letto e commentato. Se non mi fai sapere – anche in modo laconico, come piace a te:-) – cosa c’è che non ti va nei miei commenti, non ho la palla di vetro per indovinarlo.

    >Vorrei comunque sapere come impediresti ad una ragazza ,soprattutto se già maggiorenne, nonostante l’ intento educativo dei genitori, di mettersi 27 orecchini, 18 tatuaggi, 32 piercing, fare la cubista e fidanzarsi con un sospetto delinquente boss della mafia.<
    Mi pare di averlo scritto nel mio commento precedente, ma evidentemente la mia prolissità ad un certo punto deve averti fatto venire la cefalea a grappolo. Ad ogni modo repetita iuvant. Se è minorenne ci proverei ad educarla esclusivamente nelle modalità consentite dalla legge, che tu, come avvocato, conoscerai sicuramente meglio di me. Se è maggiorenne lo sanno anche i sassi che la legge non ti consente di fare nulla, anzi, se la leggiadra donzella lavora in nero o fa la mantenuta del mafioso – gente che difficilmente rilascia fattura- la Suprema Corte ti può costringere pure a pagarle i piercing e il guardaroba firmato, finché lei non avrà trovato un’occupazione consona alle sue aspirazioni!!! Per la serie “summum jus summa injuria”…..

    >Gli italiani mi sembrano essersi rassegnati al fatto che più di qualche sfuriata, qualche minaccia di chiusura del cordone della borsa, non si può fare.<
    Come detto sopra, la Suprema Corte, nella Sua Infinita Saggezza ha recentemente provveduto a scongiurare anche il pericolo della ristrettezza pecuniaria della donzella pierceggiata.

    >Mi sembra infine che tu, pur non giustificando ovviamente l’omicidio, confermi che il padre di Hina ben faceva ad opporsi ai suoi comportamenti.

    Sì, confermo. Ovvero, che era pienamente nel suo diritto sbattere in faccia la porta di casa sua alla figlia maggiorenne qualora giudicasse la condotta della figlia non consona alla propria morale, qualunque fosse quest’ultima.

    >Anche la mamma di Hina avrebbe sostenuto che il marito era sempre stato un ottimo padre e che il suo unico intento era mantenere la figlia sulla “retta via”.<
    Lasciamo perdere le dichiarazioni di una donna, il cui unico scopo ormai resta alleggerire per quanto possibile la posizione giudiziaria del marito e padre degli altri figli…

    >Io non mi meraviglierei se la condotta della ragazza fosse invece conseguenza e reazione ad una intransigenza familiare ipocrita, che da un lato pretende estrema moralità all’esterno e dall’altro autorizza qualunque comportamento all’elemento forte della famiglia, magari l’unico che la sostiene economicamente.<
    Beh, come sociologa marxista giustificazionista non saresti male:-). Si, conosco la storiella del figlio/a che ne combina di tutti i colori solo per protesta contro l’asfissiante perbenismo impostogli forzosamente dalla sporka famiglia borghese. Comoda come scusa, non c’è che dire.

    Parlando del caso presente, non ho elementi sufficienti per considerare quello che traspare velatamente dalle tue considerazioni, ossia la veridicità o meno delle molestie sessuali paterne. Se fosse vero, allora io penso che il principale responsabile della condotta successiva della ragazza sarebbe il padre, altrimenti lui avrebbe solo fallito nell’educazione della figlia. Però, bisognerebbe tener conto anche dell’influenza della genetica sul comportamento umano e spesso contro i geni non c’è educazione – figuriamoci quella rozza e sbrigativa di un padre-padrone – che tenga.

    Ciao

    Ritvan dalla Lunga Pipa (per la barba mi sto attrezzando, ma la biologia ha i suoi tempi)

  41. utente anonimo says:

    Roberto,rispondo velocemente alle tue due domande da intervistatore di Primo Piano.

    1) I politici ovviamente strumentalizzano tutte le informazioni ed umori, nel senso che a loro conviene. Nel caso specifico mi pare però che ci siano stati dei bilanciamenti contrari con l’invito a non generalizzare, soprattutto da parte di parroci, questori, prefetti, associazioni.

    2) La domanda andrebbe posta un po’ diversamente. Correlandola al fatto che la concessione della cittadinanza presupporrebbe una integrazione con il modus vivendi locale.

    Perché e evidente che una scarsa integrazione tra culture differenti comporta problemi di convivenza, incomprensioni, disagi, conflitti che possono aumentare il rischio di crimini.

    La domanda giusta sarebbe quindi quanto tempo ci vuole per l’integrazione : cinque, dieci, quindici, venti anni ?

    IO che ne so ?

    Aurora.

  42. utente anonimo says:

    Sì, Ritvan, vorrei scriverli io i tuoi commenti :

    ” Gentile Aurora, scusami tanto se non mi sono spiegato bene ( non dirò più: tu non hai capito una mazza) e perdonami pure se ti ho rimproverato di essere infantile anche quando non hai fatto altro che ricordarmi il famoso detto ” guardate la trave nei vostri occhi anziché la pagliuzza negli occhi degli altri” nel dirmi che mi preoccupo più della tua fanciullaggine anziché della mia precoce vecchiaia.

    Riconosco poi che il tema del post non era affatto la cittadinanza, o il delitto d’onore, bensì il fatto che il padre di Hina avrebbe voluto ricavare soldi anche dal matrimonio combinato, dopo averla indotta a lavorare in un locale pubblico. Voleva ,cioè, unire il meglio della tradizione orientale con il meglio dell’emancipazione occidentale.

    Questo te lo dico, perchè ho trascurato il dettaglio di leggere il post di kel.

    In attesa degli sviluppi biologici, Ritvan”

    Ecco, come dovresti scrivere, Ritvan.

    Aurora.

  43. utente anonimo says:

    mah aurora,

    io insisto sul fatto che la domanda giusta non è “quanto tempo ci vuole per l’integrazione”, ma : “il tempo è il fattore determinante per l’integrazione”?

    secondo me no, tant’è che il padre di hina viveva in italia da più di diecia anni.

    questo è il motivo che mi spinge a dar ragione al fratello capro espiatorio quando si incavola per l’associazione “crimine di un disgraziato” “revisione dei termini per la naturalizzazione”

    roberto

  44. utente anonimo says:

    >Sì, Ritvan, vorrei scriverli io i tuoi commenti : ” Gentile Aurora, scusami tanto se non mi sono spiegato bene ( non dirò più: tu non hai capito una mazza)<
    O Dolcissima (un altro epiteto che avevo dimenticato di citare) Aurora, vorrei accontentarti, ma non posso. Vedi, se io ammettesi che malgrado la mia – da te sottolineata – megagalattica prolissità non riesco a spiegarmi, allora vorrebbe dire che sono un minus habens. Pertanto le spiegazioni possibili alla nostra incomprensione possono essere:

    -la più comune: tu non c’hai capito ‘na mazza, forse perché i miei logorroici discorsi ad un certo punto ti fanno venire la cefalea a grappolo.

    -tu hai capito benissimo, ma la spiegazione non ti conviene (poiché cozza contro il tuo paradigma sociale, i tuoi pregiudizi e/o contro quello che credi sia il tuo interesse personale) e pertanto fai finta di non capire.

    -tu hai capito benissimo, ma siccome avevi prima detto che “il grano si taglia con le forbici” la ben nota coerenza femminile ti impedisce di ammetere che si taglia con la falce/falcetto.

    Insomma, se il non aver capito ‘na mazza non ti garba, puoi scegliere fra le altre due opzioni. Ma quanto sono democratico!:-)

    >e perdonami pure se ti ho rimproverato di essere infantile anche quando non hai fatto altro che ricordarmi il famoso detto ” guardate la trave nei vostri occhi anziché la pagliuzza negli occhi degli altri” nel dirmi che mi preoccupo più della tua fanciullaggine anziché della mia precoce vecchiaia.<
    Beh, se per il sentire comune “essere infantile” nei discorsi non è esattamente un pregio, mentre la vecchiaia è comunemente associata alla saggezza (anche se non è sempre vero, specie nei casi di Alzheimer:-) ), trave e pagliuzza dovrebbero cambiare di posto:-).

    >Riconosco poi che il tema del post non era affatto la cittadinanza, o il delitto d’onore,<
    Scusi, Vostro Onore, questo mi pare proprio un cavillo da leguleio. Che c’entra il tema del post??!! Poteva essere benissimo sugli alieni o sulla danza del ventre:-), ma io ho postato – in un altro post – un commento sull’associazione impropria – a mio avviso – fra il delitto di Brescia e le urla scomposte di chi vuole che il termine per presentare domanda di naturalizzazione rimanga com’è. Tu, in questo post hai contestato la mia definizione di “popolo bue” per quelli che non collegano il cervello tanto da capire che fra le due cose non c’è alcun nesso, anzi, hai equivocato credendo che io definissi l’intero popolo italico “popolo bue” e ti sei lanciata nell’INFANTILE E STIZZOSO paragone con gli albanesi, che poveretti c’entravano come i cavoli a merenda in una discussione coinvolgente l’Italia. Ti ho spiegato come stavano le cose e abbiamo continuato nello scambio di opinioni sul binomio “delitto di Brescia-cittadinanza”, tanto che è intervenuto pure Roberto a dire la sua. Mo’ te sei pentita e tiri fuori che il post di Miguel non è sulla cittadinanza?! Ma allora nell’arrampicata sugli specchi a te l’Uomo Ragno fa un baffo!

    >bensì il fatto che il padre di Hina avrebbe voluto ricavare soldi anche dal matrimonio combinato, dopo averla indotta a lavorare in un locale pubblico. Voleva ,cioè, unire il meglio della tradizione orientale con il meglio dell’emancipazione occidentale.<
    Questo è tutto da dimostrare. In tribunale. E se Miguel lo vuole scrivere, fatti suoi, ma ciò non vuol dire che io non posso scrivere nei miei commenti del suddetto infame binomio scatenato sotto gli occhi di tutti.

    >Questo te lo dico, perchè ho trascurato il dettaglio di leggere il post di kel.<
    Vedi sopra

    >In attesa degli sviluppi biologici, Ritvan”<
    Sì, la barba sta crescendo che è una meraviglia!:-)

    >Ecco, come dovresti scrivere, Ritvan.<
    Fatto!:-)

    Ciao

    Ritvan

  45. utente anonimo says:

    Ritvan, prima dell’avvento dell’Alzheimer ( tuo e, come conseguenza, anche mio) ti

    riepilogo:

    nel tuo commento n. 9 del post successivo ti sei espresso, pur nell’ambito del discorso sulla differenza tra naturalizzazione e cittadinanza, definendo tutti gli italiani ” ITALICO POPOLO BUE”

    (senza nessuna ulteriore specificazione o limitazione). RILEGGITI senza portarti la barba sugli occhi.

    Sicuramente, se mi fossi rivolta in un blog in Albania, con l’espressione ” L’albanese popolo caprino”, ci sarebbe stato uno scalpitio intenso e rumoroso di zoccoli duri. Se lo avessi fatto qui, mi avresti lanciato ben altro che un epiteto luminoso.

    Il mio appunto è servito a farti chiarire poi che non intendevi riferirti a tutti gli italiani. Ovviamente, hai aggiunto, e mi hai introdotto nell’argomento tuo, che non era il mio.

    Per abbreviare il discorso sull’ infantilismo, il” tu di più” o il” minus habens”, ti insegno un altro proverbio della nostra antica civiltà : i bambini ( e gli ubriachi) dicono (quasi) sempre la verità.

    Aurora.

    p.s. : Sarei curiosa di sapere se hai trovato cambiata l’Albania .

  46. utente anonimo says:

    Credo che sia del tutto inutile commentare a vanvera e azzardare ipotesi che scagionano la ragione religiosa quando gli assassini stessi hanno dichiarato il contrario.

    Silvio (BS)

  47. utente anonimo says:

    >Credo che sia del tutto inutile commentare a vanvera e azzardare ipotesi che scagionano la ragione religiosa quando gli assassini stessi hanno dichiarato il contrario. Silvio (BS)<
    Ah, mbe’ allora se ll cattolicissimo sagrestano cingalese assassino di Elena ne esce fuori – per ragioni leguleimente comprensibili – con una: “Mi è apparso il Santissimo Fra Cazzo da Velletri, con tanto di aureola in testa e mi ha comandato:Congiungiti carnalmente con questa donna, è il volere di Dio e se non ci sta ammazzala” allora vuol dire che anche dietro l’omicidio di Elena c’è una “ragione religiosa”, vero?

    Ciao

    Ritvan

  48. utente anonimo says:

    >Ritvan, prima dell’avvento dell’Alzheimer ( tuo e, come conseguenza, anche mio) ti

    riepilogo:

    nel tuo commento n. 9 del post successivo ti sei espresso, pur nell’ambito del discorso sulla differenza tra naturalizzazione e cittadinanza, definendo tutti gli italiani ” ITALICO POPOLO BUE”

    (senza nessuna ulteriore specificazione o limitazione). RILEGGITI senza portarti la barba sugli occhi. Aurora<
    E’ falso. Non ho definito TUTTI gli italiani “popolo bue”. Se non conosci il significato delle espressioni italiche come “popolo bue” non è colpa mia; mica son venuto col gommone per renderti edotta in tal senso, io!:-)

    >Sicuramente, se mi fossi rivolta in un blog in Albania, con l’espressione ” L’albanese popolo caprino”, ci sarebbe stato uno scalpitio intenso e rumoroso di zoccoli duri.<
    Sicuramente, ma solo perché in albanese non esiste “popolo caprino” come equivalente di “popolino ignorante”.

    >Se lo avessi fatto qui, mi avresti lanciato ben altro che un epiteto luminoso.<
    L’hai fatto, in un certo senso, parlando della supposta mancata emancipazione femminile in Albania, ma ti ho solo detto che dell’argomento non sai un tubo e sei stata probabilmente mal imbeccata da racconti di mignottone albanesi scansaespulsione.

    >Il mio appunto è servito a farti chiarire poi che non intendevi riferirti a tutti gli italiani.<
    Sì, ho dovuto spiegarti l’acqua calda:-). Vedi sopra.

    >Ovviamente, hai aggiunto, e mi hai introdotto nell’argomento tuo, che non era il mio.<
    Diventerà il tuo, vedrai. La Lega ha annunciato che ricorrerà al referendum abrogativo se passasse in Parlamento il limite minimo di 5 anni per la cittadinanza. Così vedremo con precisione matematica che percentuale del popolo italico maggiorenne è da definirsi “bue” a ragion veduta.

    >Per abbreviare il discorso sull’ infantilismo, il” tu di più” o il” minus habens”, ti insegno un altro proverbio della nostra antica civiltà : i bambini ( e gli ubriachi) dicono (quasi) sempre la verità.<
    In vino veritas lo sapevo, ma i bambini mi risulta facciano solo “Ooh”:-) (anche se poi il caro Povia aggiunge “i bambini volan la fantasia e anche qualche bugia

    o mamma mia…”) o secondo Claudio Bisio di “Zelig” sono tutti “de sinistra”. Per non parlare di bambini – non so se ti sei imbattuto nell’esercizio della professione – che p.es. s’inventano molestie sessuali inesistenti.

    >p.s. : Sarei curiosa di sapere se hai trovato cambiata l’Albania.<
    Cambiata in che senso? Economico, politico, dal punto di vista di usi e costumi? O vuoi sapere se nelle moschee albanesi si stanno formando frotte di barbuti integralisti pronti a salire sui gommoni e venire a castigare le licenziosissime femmine italiche?:-). Specificare, prego, sennò poi mi tocca fare una delle mie solite descrizioni prolisse che ti mandano su tutte le furie:-).

    Ciao

    Ritvan

  49. utente anonimo says:

    >io insisto sul fatto che la domanda giusta non è “quanto tempo ci vuole per l’integrazione”, ma : “il tempo è il fattore determinante per l’integrazione”?

    secondo me no, tant’è che il padre di hina viveva in italia da più di diecia anni.

    questo è il motivo che mi spinge a dar ragione al fratello capro espiatorio quando si incavola per l’associazione “crimine di un disgraziato” “revisione dei termini per la naturalizzazione” roberto< Il “fratello capro”:-) sentitamente ringrazia per la comprensione. Secondo me è proprio la visione degli extracomunitari come un “gregge” indistinto, zotico e incolto, e non come persone singole, ognuna con la propria personalità, che porta CERTI ITALICI a questi comportamenti da “popolo bue”.
    Ciao

    Ritvan

    P.S. A proposito del tempo di soggiorno all’estero, ricordo il detto coniato in Albania a proposito di gente che andava all’estero e poi, quando tornava, sparava ca..te: “Anche le botti metalliche del bitume (l’Albania a quel tempo esportava in tutta Europa bitume di prima qualita per asfaltare le strade) soggiornano lungamente all’estero, ma botti partono e botti ritornano”.

    P.S.2 “Fratello capro” mi piace. Pirro l’Epirota (quello della “vittoria di Pirro”, per intenderci) aveva un copricapo ornato da una testa caprina. Lo stesso Scanderbeg, l’eroe nazionale, il cui elmo figura nello stemma ufficiale della Repubblica d’Albania.

  50. utente anonimo says:

    Ritvan, hai la predisposizione a cambiare le carte in tavola.

    Asserivi che in Italia manca un cervellone in grado di spiegare all’ italico popolo bue la differenza tra nazionalizzazione e naturalizzazione. Non hai specificato e non hai chiarito che ti riferivi ad una parte di italiani. Il concetto era nella tua testa, forse, come l’acqua calda.

    Poi hai parlato del fatto che i delitti in famiglia al nord, sono compiuti più che altro da emigrati dal sud.

    Io ti ho contestato con esempi contrari.

    Allora tu hai detto che si parlava dei soli delitti d’onore e non motivati da interesse economico. Ma anche questo( che si parlasse di soli delitti d’onore), era . forse, solo nella tua testa.

    Infatti anche il post in cui era inserito il tuo commento non parlava affatto di delitto d’onore e neppure i commenti inseriti nel post.

    Ma ormai sono abituata al tuo appigliarti a qualunque dettaglio ( sfornato improvvisamente da te) per tentare di cambiare la rotta e avere sempre ragione e l’ultima parola ( all’ insegna del “io di più”).

    Quanto al popolo caprino, non deve necessariamente corrispondere al popolo bue, ignorantello.

    Anzi, il caprino non ha la stessa espressione un poco ottusa dei buoi, non è altrettanto generalmente docile, è selvatico, cocciuto e, credo, abituato ad inerpicarsi su sentieri impervi. Naturalmente bisogna distinguere tra capretti, capre, caproni.

    Leggendo dell’elmo di Scanderberg deduco che non ho sbagliato nel paragone.

    Inutile poi introdurre il discorso sulle eventuali bugie dei bambini, i quali, comunque, le dicono assai meno frequentemente degli adulti.

    Trovo ripugnante il tuo alludere alle bugie sulle molestie sessuali dei bambini. Non potrebbero inventarsi qualcosa che ignorano. Se dicessero bugie, con i dettagli che loro vengono richiesti, vorrebbe dire che qualcuno gli ha comunque dato la possibilità di conoscerli.

    Non voglio neppure iniziare un discorso sul comportamento di (tanti, alcuni ?) albanesi nei confronti delle donne. E’ un filone che non si limita solo allo sfruttamento della prostituzione, ma naturalmente è limitato alle esperienze che mi vengono riportate e che non intendo riportare qui, per motivi di riservatezza.

    Non mi rispondere neanche alla domanda sugli eventuali cambiamenti in Albania : se tu ne avessi notati di evidenti, in qualunque settore, credo ne avresti accennato, magari in poche righe, quelle poche righe che ti sono servite per fare, ancora, dell’ inconcludente sarcasmo.

    Aurora.

  51. utente anonimo says:

    X Ritvan:

    Mio padre quando ero piccolo mi ripeteva sempre: .

    Resta il fatto che le dichiarazioni non le ho fatte io ma chi ha ucciso Hina (e familiari).

    E poi non voglio nemmeno stare a discutere sull’episodio di Elena per almeno 2 buoni motivi:

    1) Nessuno a parte te ha mai vaneggiato di omicidio per motivi religiosi o roba del genere: il ragazzo ha perfino dichiarato che è stato un incidente.

    2) tutta la dinamica è ancora da verificare (in altre parole non si sà se è stato veramente un incidente).

    A parte questo i due casi non hanno nulla in comune a parte forse che le vittime erano 2 ragazze!

    Quindi, non prendertela, ma non riesco a capire il senso e la pertinenza del tuo intervento.

    Ciao by Silvio

  52. utente anonimo says:

    (per qualche motivo la stringa racchiusa fra le doppie parentesi angolari non è stata pubblicata: la pubblico come integrazione al mio messaggio precedente. scusate!)

    Al mio paese di “se” e di “ma” ne sono pieni i fossi.

  53. utente anonimo says:

    >..E poi non voglio nemmeno stare a discutere sull’episodio di Elena per almeno 2 buoni motivi:

    1) Nessuno a parte te ha mai vaneggiato di omicidio per motivi religiosi o roba del genere: il ragazzo ha perfino dichiarato che è stato un incidente…Silvio< Ah no? Beccati questa:
    Da “Libero”, 23/08/2006, p.8, a firma Caterina Maniaci: “Contraccolpi negativi per l’immagine dell’Islam. Dopo gli omicidi della ragazza pachistana Hina e quello della ragazza bresciana Elena, dietro i quali emerge il fantasma di un Islam fondamentalista, capace di ispirare gesti tanto brutali”.

    Ecco, anche il cattolicissimo sagrestano ha ammazzato perché spinto dal “fantasma dell’Islam”.:-) :-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Ho chiesto al giornale di rettificare. Nisba. Allora dev’essere proprio vero:-).

  54. utente anonimo says:

    >Ritvan, hai la predisposizione a cambiare le carte in tavola. Aurora<
    A che gioco stiamo giocando, poker o tresette col morto?:-)

    >Asserivi che in Italia manca un cervellone in grado di spiegare all’ italico popolo bue la differenza tra nazionalizzazione e naturalizzazione.<
    A occhio e croce escluderei di aver parlato di “nazionalizzazione”, bieca pratica economica comunista, ma non ho il tempo per controllare e, d’altronde, so che lo farai tu per me:-). Dice infatti il Sacro Paravia:

    na|zio|na|liz|za|zió|ne

    s.f.

    1 CO il nazionalizzare e il suo risultato

    2 CO TS econ. ⇒statalizzazione

    3 TS burocr., iscrizione di un veicolo di importazione nei registri statali

    na|zio|na|liz|zà|re

    v.tr.

    1 CO assimilare a una nazione, rendere nazionale

    2 CO TS econ. ⇒statalizzare

    3 TS burocr., iscrivere nei registri statali veicoli d’importazione

    Aurora mia, visto che pure tu laureata e per di più in legge, mi scrivi ‘ste castronerie a ‘sto punto temo che il sullodato “parco buoi” si allarghi a dismisura!

    >Non hai specificato e non hai chiarito che ti riferivi ad una parte di italiani.<
    Era obbligatorio? Potevi chiedere chiaramente, mia cara “Ritvan, che intendi esattamente per “italico popolo bue” “, – anche se un’italiana dovrebbe sapere l’esatto significato di “popolo bue” che ti ho chiarito dopo – invece di scrivermi metafore criptiche sugli arieti e poi avventarti sull’incolpevole popolo albanese per ripicca infantile.

    >Il concetto era nella tua testa, forse, come l’acqua calda.<
    No, era nella lingua italiana.

    >Poi hai parlato del fatto che i delitti in famiglia al nord, sono compiuti più che altro da emigrati dal sud.

    Io ti ho contestato con esempi contrari.

    Allora tu hai detto che si parlava dei soli delitti d’onore e non motivati da interesse economico. Ma anche questo( che si parlasse di soli delitti d’onore), era . forse, solo nella tua testa.<
    No, era sottinteso, visto che il padre di Hina che ha dato la “stura” al nostro delizioso dialogo non ha certo ammazzato la figlia per ereditarne le sostanze. Vedi cara, tu evidentemente non hai la più pallida idea di come si compilano le statistiche: se vuoi farne una sui delitti in famigla causati da movente per così dire “culturale-antropologico” devi per forza escludere dai dati il tossico che ammazza la nonna per rubarle la catenina d’oro da trasformare in dosi. Altrimenti ti viene fuori una ciofeca.

    >Infatti anche il post in cui era inserito il tuo commento non parlava affatto di delitto d’onore e neppure i commenti inseriti nel post.<
    Vedi sopra.

    >Ma ormai sono abituata al tuo appigliarti a qualunque dettaglio ( sfornato improvvisamente da te) per tentare di cambiare la rotta e avere sempre ragione e l’ultima parola ( all’ insegna del “io di più”).<
    Scusa cara, ma ancora non ho la palla di vetro per indovinare anticipatamente i tuoi desideri chiarificatori. Come disse quello della trave e della pagliuzza:”Chiedete e vi sarà dato”. Mica disse “Vi sarà dato senza chiedere”!:-)

    >Quanto al popolo caprino, non deve necessariamente corrispondere al popolo bue, ignorantello.

    Anzi, il caprino non ha la stessa espressione un poco ottusa dei buoi, non è altrettanto generalmente docile, è selvatico, cocciuto e, credo, abituato ad inerpicarsi su sentieri impervi. Naturalmente bisogna distinguere tra capretti, capre, caproni.<
    E bla, bla, bla vari…

    >Leggendo dell’elmo di Scanderberg deduco che non ho sbagliato nel paragone.<
    Bene, spero che questo rinforzi la tua autostima avvilita un pochino dai miei biechi sgusciamenti precedenti.

    >Inutile poi introdurre il discorso sulle eventuali bugie dei bambini, i quali, comunque, le dicono assai meno frequentemente degli adulti.<
    Dipende. Evidentemente tu nella vita hai avuto e hai a che fare con molti adulti bugiardi.

    >Trovo ripugnante il tuo alludere alle bugie sulle molestie sessuali dei bambini.<
    Ohibò, gentile donzella, frena un po’ il tuo democratico e antifascista:-) sdegno! Io non alludo, io ho fatti, inoppugnabili, verificati in sede giudiziaria, che esistono bambini che si inventano inesistenti molestie sessuali. Se sapere queste cose causa in te un tale orripilamento, forse è meglio che non frequenti quei malefici luoghi di perdizione che sono i tribunali:-).

    >Non potrebbero inventarsi qualcosa che ignorano.<
    Se ben “imbeccati”, sì.

    >Se dicessero bugie, con i dettagli che loro vengono richiesti, vorrebbe dire che qualcuno gli ha comunque dato la possibilità di conoscerli.<
    Spesso, quel “qualcuno” è – seppur sostanzialmente in modo involontario – lo stesso che fa loro le domande.

    >Non voglio neppure iniziare un discorso sul comportamento di (tanti, alcuni ?) albanesi nei confronti delle donne.<
    Ma dì pure “tanti”, significa sempre più di uno, se non erro; io non sono così facile all’orripilamento come te.

    >E’ un filone che non si limita solo allo sfruttamento della prostituzione,<
    Naturalmente:-), anche se è proprio quello che ci fa condividere coi nigeriani il triste primato papponesco. Comunque, ti posso assicurare che chi fornisce ai papponi (dietro congruo compenso, ovviamente) gli attestati falsi ma rigorosamente autentici per rinnovare il permesso di soggiorno non può essere che di pura stirpe italica. Come si chiama in leguleiese, “concorso”? Per non parlare dei “clienti” che “affittano” la “merce” messa sul mercato dai biechi lenoni d’oltremare….

    >ma naturalmente è limitato alle esperienze che mi vengono riportate e che non intendo riportare qui, per motivi di riservatezza.<
    Anch’io conosco migliaia di casi di maltrattamenti di donne da parte dei masculi italici, ma ovviamente gli stessi motivi di privacy mi impediscono di farti un dettagliato elenco con nomi e cognomi:-).

    >Non mi rispondere neanche alla domanda sugli eventuali cambiamenti in Albania:<
    Grazie, tanta fatica tastieristica risparmiata:-).

    >se tu ne avessi notati di evidenti, in qualunque settore, credo ne avresti accennato, magari in poche righe, quelle poche righe che ti sono servite per fare, ancora, dell’ inconcludente sarcasmo.<
    Eh, lo sai che non ho il dono della sintesi nelle descrizioni. Ma se per “cambiamenti evidenti” tu intendessi, chessò, che il tenore di vita avesse superato quello svizzero:-), sicuramente ti dovrei deludere. E, siccome non sono capace di dipingere quadri idilliaci (come quelli di Reza sull’Iran, p.es.:-) ) preferisco sorvolare…

    Ciao

    Ritvan

  55. utente anonimo says:

    Ritvan, era ovvio che si trattasse di “cittadinanza”, e non di nazionalizzazione, un banale lapsus, che tu hai sfruttato “mente – bieca”.

    Comunque, ti informo che in Italia non si dice ignorante come un bue, ma ignorante come una capra ( che strano!) . O come un asino (leggi Pinocchio).

    Il popolo bue è quello ottuso, ed ottuso potrebbe essere anche uno coltissimo .

    Quanto ai bambini che raccontano bugie, ce ne sono certo, ma come ti ho detto, in determinati settori, per raccontare o descrivere i dettagli bisogna che qualcuno, cioè un “grande”, li abbia “indottrinati” e quindi la colpa è sempre degli adulti.

    Se poi tu alludi a coloro che li interrogano, magari nel corso di una indagine, ad evitare appunto che i bambini raccontino bugie, limitandosi anche solo ad assentire, o a negare ( altra possibilità , nel caso vogliano proteggere qualcuno o ne abbiano timore) non sarebbero ammesse domande suggestive, cioè che possono suggerire le risposte. Non mi dilungo su tutti gli altri elementi che possono concorrere a dimostrare la veridicità o meno degli abusi.

    Comunque un bambino anche in questi casi, cioè quando racconta bugie, non ha la malizia e la perversione degli adulti. Il bambino è immaturo, ricordalo. Non puoi attribuirgli le responsabilità di un adulto. Un bambino va perdonato- se di perdono si può parlare- a priori, e poi educato, o rieducato, o curato. E’ per questo che gli infraquattordicenni non sono imputabili.

    Quanto all’escludere, da una indagine culturale-antropologica sui delitti familiari. i casi dei tossicodipendenti, avrei qualche obiezione, essendo frequentissimi e molto più rilevanti dei rarissimi casi di delitto familiare per motivi ” d’onore”. Il caso di Hina non è totalmente sconnesso, nell’interpretazione di Kel, dai motivi economici ( prezzo del matrimonio combinato, venir meno dell’introito a seguito del rifiuto della figlia a “sistemarsi” con il cugino, forse meglio piazzato del carpentiere).

    Adesso la chiudo qui, ad angolo retto, invitando l’ottuso (popolo bue) a stare attento all’acuto (le corna caprine incise di Kanun).

    Aurora.

  56. utente anonimo says:

    Aurora, ti lascio bieca-mente:-) la famosa “ultima parola”; solo due appunti:

    >Il caso di Hina non è totalmente sconnesso, nell’interpretazione di Kel, dai motivi economici ( prezzo del matrimonio combinato, venir meno dell’introito a seguito del rifiuto della figlia a “sistemarsi” con il cugino, forse meglio piazzato del carpentiere).<
    Primo, da quanto si apprende dalla stampa (lo dice la madre) il famoso “matrimonio combiné” era sfumato definitivamente 4 anni fà (e non mi dire che la vendetta è un piatto che si consuma freddo, per favore:-) ). Secondo, uno che in Pakistan è più ricco del carpentiere bresciano credo non abbia difficoltà a trovarsi in loco – e soprattutto con spese molto ma molto minori di quelle eventualmente pretese da un pachistano che vive e lavora in Italia – una moglie di pura razza pachistana che non abbia recitato in filmini pornosoft. Da cui discende che in pratica i matrimoni combinati sono fatti per “sistemare” le figlie, con susseguente venuta in Italia dei poveri generi, felici e contenti di lasciare il Pakistan. Secondo me tu leggi troppi racconti esotici sui favolosi guadagni ottenuti dai padri “selvaggi” vendendo le proprie figlie all’asta al miglior offerente:-).

    >Adesso la chiudo qui, ad angolo retto..<
    A proposito di equivoci semantici, non è che stai facendo qualcosa d’indescrivibile mentre scrivi queste righe?:-)

    Ciao

    Ritvan

  57. paniscus says:

    Hina, Giuseppe, e un’Elettra eterna

    [..] Vi rcordate della povera Hina Saleem, la giovane di origine pakistana che qualche anno fa, nell'industriosa provincia di Brescia, rimase vittima di un orribile delitto familiare che fu prontamente imputato a un generale e irrisolvibile? Stando [..]

  58. paniscus says:

    Hina, Giuseppe, e un’Elettra eterna

    [..] Vi rcordate della povera Hina Saleem, la giovane di origine pakistana che qualche anno fa, nell'industriosa provincia di Brescia, rimase vittima di un orribile delitto familiare che fu prontamente imputato a un generale e irrisolvibile? Stando [..]

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