Il Volto di Qana (XXXIV)

Tre citazioni, per dare un’idea dell’orrore, ma anche della ridicola cialtroneria, che cova appena sotto la superficie.

La prima, da un’e-mail di un mio amico.

La seconda, da uno scritto di Paolo Guzzanti sul forum "Essereliberi" (Antiamericanista, da cui ho scoperto il testo, sottolinea giustamente come Guzzanti sia membro della Commissione permanente sulla difesa).

La terza, del poeta irlandese William Butler Yeats, nel Secondo Avvento.

Prima citazione:

"I civili verranno sterminati senza alcun umano rispetto. Lasciare che Israele guadagni tempo per pianificare questa strage è un atto di negligenza che peserà sulle coscienze".

Chi l’ha detto? Qualche esponente della "sinistra alternativa"?

No, queste parole insolitamente equilibrate sono state pronunciate da un discubilissimo personaggio, quel Sergio De Gregorio (Italia dei Valori) diventato inopinatamente presidente della Commissione Difesa del Senato al posto di Lidia Menapace con i voti della destra.

Se in generale De Gregorio è certamente discutilissimo, che dire dei politici di "sinistra" che hanno ritenuto di dover commentare queste dichiarazioni?

Riporto dal Corriere della Sera di domenica 6 agosto:

Furio Colombo (Ds): "Queste dichiarazioni gravissime dimostrano una forte sensibilità alla propaganda iraniana. Sono un invito a far la guerra a Israele".

Peppino Caldarola (Ds): "Un uomo delle istituzioni non può parlare come un ayatollah".

Ma insuperabile è il buffone che un tempo girovagava con la kefia, Giovanni Russo Spena (Prc): "Parole inaccettabili da cui trapelano impulsi venati di antisemitismo". E ancora, alludendo alla sottrazione del posto a Menapace: "Anche ora dimostra di essere un problema per la maggioranza".

Seconda citazione:

Oh Israele

Paolo Guzzanti

Voglio urlare ad Israele: vai e colpisci ovunque essi siano, vai e fai quello che un occidente mentitore e senza spina dorsale non ha il coraggio di fare.

Lo dirò sui giornali, lo dirò in parlamento, lo dirò e lo dico agli italiani, tutti accecati, abbrutiti, masturbati dall’inferno del calcio, dai gol de calcio, dalle sue oscene vittorie, dai suoi miserabili scandali.

Di questo vivono gli italiani mentre Israele si erge come un essere umano e la sua pelle si fa di drago e le sue narici, narici di drago e hanno occhi di missile, occhi elettronici di decodificazione alfanumerica rigenerata stellare missilistica satellitare guidati da occhi di filosofi, occhi di matematici, occhi di medici e di poeti, occhi e mani di scrittori sparsi nel mondo, occhi del seme d’Israele perduto in mille altri semi della diaspora del seme, semi nascosti in corpi alieni che sono corpi di Israele e non lo sanno o lo vanno scoprendo, io voglio gridare, io voglio esaltare la guerra di Israele.

Voglio che Israele con mano chirurgica e ferma colpisca e cauterizzi, che con mano pietosa distrugga col fuoco, voglio che Israele non abbia pietà degli equivicini, degli equidistanti, dei mascalzoni, basta pietà per chi non sa schierarsi, per chi non vede da che parte sta il bene e dove sta il male, basta con la Siria, basta con l’Iran, basta con il fango degli escrementi corrosivi che inquinano la morale, basta con gli sputi accecanti che impediscono la vista.

I piloti devono avere occhi ben aperti, gli occhi di chi non può consentirsi emozioni, le mani devono essere ferme sulle leve e i joy stick nei carri roventi che macinano la terra e la sabbia, le mani che guidano i motori diesel, le mani che stringono le armi e che vuotano caricatori, le menti gelide nel deserto rovente che devono pensare, le radio che cicalano fra di loro parole e numeri e codici e codici e codici e fuoco.

Noi vogliamo Israele in guerra così come vorremmo gli italiani in guerra invece che impiccati alla corda dei loro maledetti palloni, dei loro fottutissimi scudetti, coppe e turpi insalatiere, capaci di mascherarsi di colore le loro facce e perdere la voce e il filo dell’anima soltanto per la loro maledettissima palla, va e colpisci anche per loro Israele, e per i francesi che esaltano i loro zizù zazà zulù zozò, le loro cornate da capre mentre Parigi si appresta a bruciare di nuovo e per quella gente di formaggio e di paura che abita l’Olanda fertile di musulmani e la Svezia musulmana e la Danimarca musulmana e i loro maledetti covi e riti, via spazzateli tutti, purgateli, eliminateli, colpisci anche per loro, per noi, Israele.

Fallo per te stesso ma fallo anche per questi popoli codardi che hanno creato un occidente cieco e senza spina dorsale, Israele, ma fallo.

Fallo per i tuoi figli, fallo per le mogli che attendono che Gill ritorni, fallo per i padri delle ragazze sagge che volano di bianche ali, fallo per chi ha capito tardi che cos’era che non andava nella sua identità e perché non aveva mai aderito, mai assorbito, mai condiviso ciò che gli era estraneo, ciò che gli era lontano come l’abisso.

Oh Israele se solo potessi marciare nella tua guerra, se potessi vegliare nei tuoi campi in attesa, se potessi fare l’autostop per raggiungere la mia unità, se potessi lasciare il mio kibbutz o villaggio o città biblica con i capelli sotto il berretto, il fucile in spalla, l’abito da guerra di Israele e la sua bandiera.

Oh Israele se soltanto potessi non essere solidale ma esserci, non scrivere ma combattere, come vorrei Israele essere alla guida di un carro con due materassi legati fuori, insieme a giovani con la chitarra come quelli che incontrai in Libano un quarto di secolo fa e parlare con loro di cinema e sparare e di poesia e sparare e di musica e correre e far tuonare il corto cannone che non sbaglia mentre il cielo viene tagliato a lama di coltello dai nostri jet.

Oh Israele

Terza citazione

La torbida marea del sangue dilaga, e in ogni dove
Annega il rito dell’innocenza;
I migliori hanno perso ogni fede, e i peggiori
Si gonfiano d’ardore appassionato.

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28 Responses to Il Volto di Qana (XXXIV)

  1. utente anonimo says:

    Il pezzo di Guzzanti è la cosa più disgustosa e rivoltante che abbia letto da anni a questa parte.

    Non riesco neppure a immaginare cosa augurargli.

    f.

  2. dantem says:

    Notte in bianco… magari la follia di Guzzanti mi ha colpito a distanza.

    Mi chiedo: è o non è evidente a tutti – persone normali – che c’è qualcuno in giro la cui mente è talmente perversa da far rabbrividire?

    Chi ragiona come il Guzzanti – che in questo caso si svela completamente, cioè sbrocca – è chi su questo pianeta blu a strisce bianche ha sempre voluto e inteso morte e distruzione, semplicemente per il fatto di esser nato senza una coscienza, quel prezioso quid che distingue un uomo-animale da uomo con una mente ed un cuore.

    Capita spesso che certa gente abbia sufficiente materia grigia – criminale, incosciente, senza traccia di empatia – per salire nelle alte schiere, sia a livello di notorietà pubblica che politica (ahimè).

    La scienza della Ponerologia di quel polacco di nome Andrew M. Lobaczewski prende sempre più forma.

    Scrive, e giustamente Miguel enfatizza: “I piloti devono avere occhi ben aperti, gli occhi di chi non può consentirsi emozioni”…

    Usando ancora le sue parole, ci vorrebbe proprio una mano chirurgica per indagare nelle sinapsi di quel suo cervello ormai dannato. Un chiaro esempio di Chimera, davvero.

    Orrore è il giusto termine, cialtroneria è un eufemismo. Cosa uscirebbe fuori dalla bocca di un Bush o di un Olmert senza quelle staffe che contengono tutto il reale marciume che tengono ben nascosto nella loro bile?

  3. utente anonimo says:

    Come siamo caduti in basso …

    C.

  4. sarei curioso di conoscere il commento della Menapace sulle frasi di De Gregorio

  5. utente anonimo says:

    Lo scritto di Guzzanti è terrificante.

    Ma io trovo ancora più terrificante, e vergogno, l’indegna gazzarra che si sta facendo sulle foto della tragedia di Qana e sulle foto” adulterate” del fotofrafo della Reuters.

    Le frasi di Guzzanti sono così esagerate da essere grottesche.Suscitano pietà. Ma tutta il bailamme che circola riguardo alle due questioni sono oscene, pura pornografia.

    MJ

  6. utente anonimo says:

    Come ho letto su un blog americano , Billmon:”

    The fact that our homegrown war porn aficionados apparently find this offense ( la’dulterazione dele foto, nota mia )more atrocious than the vile crimes being committed in this war — by their side as well as by the officially designated terrorists — speaks volumes about their ethical priorities, not to mention their sanitary habits.

    To call them morally depraved would be like calling Jeffrey Dahmer a meat eater.

  7. utente anonimo says:

    ma è vero lo scritto di guzzanti?? ma come fa un uomo a degradarsi fino a questo punto?

  8. utente anonimo says:

    Sto leggendo “Golia – Marcia del Fascismo” di Giuseppe Antonio Borgese (introvabile, censurato per sei decenni perche’ scomodo piu’ o meno per tutti) e i toni del Guzzanti padre (quanto si vergogneranno di lui i suoi figli?) mi ricordano in modo sconvolgente i toni della propaganda di regime quando Mussolini dettava legge, D’Annunzio scriveva i copioni e migliaia di epigoni stolidi ne attuavano i disegni folli. Lo stesso gusto perverso per la guerra, la stessa passione voyeristica per la distruzione (altrui), persino le stesse parole di esortazione agli italiani “molli” e troppo poco marziali. I deliri futuristi che si reincarnano. Qualcosa che mai avrei creduto di poter rivedere durante la mia vita. E’ un bruttissimo segnale, davvero molto, molto brutto.

    Non commento le uscite dei presunti uomini di sinistra alle parole piu’ che sensate di De Gregorio; mi limito ad essere felice per non averli votati, ma e’ ben magra consolazione.

    upuaut

  9. dantem says:

    Il problema è come fa un uomo ad essere degradato fino a questo punto…

  10. utente anonimo says:

    Chissa perchè a parlar di guerra con toni roboanti sono sempre personaggi fisicamente ai limiti dell’handicap.Oltre a Guzzanti(orbissimo e sovrappeso)abbiamo Giuliano Ferrara(grande obeso),l’agente “betulla” Renato Farina (nano,orbo e obeso) lo scheletrico Magdi Allam e lo psicotico Cossiga.Il bello è che questi “superuomini” accusano gli italiani tutti di esser codardi e imbelli. Comunque, al Guzzanti bardo d’Israele, ha risposto a tono il buon vecchio Blondet,in un divertente articolo,”parole misurate”, sul suo sito,in cui chiarisce anche la sua posizione sull’antisemitismo.

    Franz

  11. Blondet ha scritto una risposta che con due sole parole si e’ equiparata allo scritto di Guzzanti:

    Quarto Reich.

    Mi sembrano due esperti del gioco di societa’ “pagliuzze e travi”.

    Sono rimasto annichilito dalla risposta. Veramente.

    Stefano Calzetti

  12. utente anonimo says:

    “Non commento le uscite dei presunti uomini di sinistra alle parole piu’ che sensate di De Gregorio; mi limito ad essere felice per non averli votati, ma e’ ben magra consolazione.

    upuaut”

    Almeno tu hai questa consolazione.

    Io, purtroppo, li ho votati, sperando fossero un po’ meglio del precedente governo.

    E un po’, pochissimo, ma sì, un po’ sono meglio (legge sulla cittadinanza ecc.)

    Non che facciano miracoli, e del resto non me li aspettavo.

    Però, che orrore la loro continua timidezza nel mostrarsi diversi dai predecessori, come se dire cose diverse fosse una cosa di cui vergognarsi.

    E che schifo non tanto l’indulto, ma il perchè e percome è stato fatto.

    In compenso, col Berlusca, scommetto che avremmo mandato aiuti a Israele.

    Paolo

  13. utente anonimo says:

    questa guerra sta solleticando mediocri pennivendoli, che non hanno mai scritto nulla che sia degno di nota in vita loro, a cimentarsi in prose epiche di sapore biblico.

    non fateci caso orsù, si tratta solo di esercizi di stile. fatti male, per giunta.

    la timida donzella

  14. utente anonimo says:

    Negli Usa si è inventato un termine per sbeffeggiare adeguatamente questo tipo di ardimentosi , pugnaci appassionati delle guerre dell’Occidente…che però trovano accuratamente modo di NON andare a combattere quando e se si rende necessario.Ne ho parlato altrove.

    Il Termine è ” Chickenhawk”, il ” pollo falco”.Tra le fila di questa categoria di persone ci sono Il Bullo John Bolton, le guerriera di plastica Ann Coulter ,quasi tutta l’amministrazione Bush, i maggiori giornalisti interventisti.

    Tutti loro appassionato sostenitori delle maniere forti e della necessità di dare una lezione ai ” nemici dell’Occidente”. TUTTI loro, pure ,refrattati a tradurre questo ardimentoso impulso in pratica. Tipo…arruolarsi:).

    Ecco, cosa trattiene il valoroso Guzzanti dall’andare ad arruolarsi nell’Esercito israeliano? Forse lo rifiuterebbero? Sono troppo maligna se io non ce lo vedo proprio Guzzanti in una qualche VERA battaglia? Se mi sembra il classico tipo che ha un orgasmo se gli metti in mano un carrarmato giocattolo ma che se la farebbe sotto , con le gambe tremanti, se un Hezbollah gli facesse :” Buh”?

    Lanciamo una campagna:” aiutiamo Guzzanti ad esaudire il suo supremo desiderio di andare a combattere le valorose guerre di Israele in SPREGIO ai molli comunisti-islamofascisti-fintopacifisti-dispregiatori-nemici dei sacri valori di Occidente!

    Per l’Occidente, per la VITA, per Oriana!:)

    Mj

  15. utente anonimo says:

    Quoto la timida donzella.

    Guzzanti è troppo ridicolo per essere preoccupante. Almeno finora.

    MJ

  16. kelebek says:

    Per Stefano Calzetti,

    nemmeno a me piace l’abuso del nazismo come termine.

    Però dietro il concetto di Quarto Reich, come viene usato da Blondet, c’è tutta una teoria che si può condividere o meno, ma che ha una sua logica: non lo usa (solo) come insulto.

    Miguel Martinez

  17. utente anonimo says:

    “aiutiamo Guzzanti ad esaudire il suo supremo desiderio di andare a combattere le valorose guerre di Israele”

    Presto fatto:

    http://www.mahal2000.com/about/join.htm

    avanti, guerrafondai, sionisteggianti e andreasartori di tutto il mondo: arruolatevi una volta per tutte, fate davvero quello ossessivamente DITE si debba fare, e levatevi dalle scatole.

    Paolo

  18. utente anonimo says:

    Blondet è sicuramente un pò ossessivo sull’argomento.Ma ,come scrisse Orwell in Omaggio alla Catalogna : “sopratutto,era il prestigio internazionale del fascismo ad ossessionarmi…ai giapponesi era stato lasciato fare quel che volevano in Manciuria.Hitler s’era messo a massacrare ogni avversario politico.Mussolini conquistò l’Abissinia mentre le nazioni del mondo si ritrassero in disparte”.Dunque ad ossessionare Blondet,e a offrirgli il destro per bollare come “quarto reich” l’imperialismo d’ Israele nei confronti dei paesi confinanti,è proprio quell’arroganza che permette al primo di bombardare e riempire di coloni i territori occupati,potendo anche bollare i secondi come incivili terroristi islamonazicomunisti se gli rispondono con le armi.Propri come i regimi nazifascisti degli anni ’30 bollavano cinesi,abissini e oppositori vari come barbari,assassini o traditori.E poi Israele,rispetto ai regimi del passato,ha il vantaggio di avere dalla sua la grancassa mediatica di gran parte dei paesi occidentali.Anche perchè molti di questi media sono,anche se può sembrare propaganda antisemita dirlo, controllati da ebrei

    Franz

  19. utente anonimo says:

    Si, “chickenhawk” rende bene l’idea, ma anche il nostro “armiamoci e partite” non e’ male, per non parlare di alcune espressioni piu’ colorite e ancora piu’ eloquenti.

    E’ vero, il fascismo godette fin quasi dall’inizio della sua storia di un clima di grande tolleranza, per non dire di aperta approvazione, da parte di molti degli stati che contavano. Piu’ o meno quello che succede oggi con Israele e con il suo grosso protettore, gli USA, il bullo a cui nessuno osa dire cio’ che pensa. Al fascismo quel sostegno permise di soffocare in tempi brevissimi le opposizioni interne, che non trovarono alcun appoggio di rilievo al di fuori del paese, e di rafforzarsi notevolmente. Poi, quando il vento cambio’ e si capi’ cosa era davvero il fascismo (o quando fu ormai impossibile negarlo), tutti a fare gli antifascisti.

    Sembra che quello di non assumersi le proprie responsabilita sia un vizio non solo dei singoli, ma anche degli stati. E sembra pure che la storia non ci abbia insegnato nulla.

    upuaut

  20. agnosticone says:

    Upuaut, il fascismo non intaccava il normale modo di vivere.

    I resoconti dei miei genitori, nati nel 1920 e nel 1925, e di tutta la mia famiglia, sono esplicativi.

    Il problema era la poverta’.

    Il fascismo e’ noto per la sua prosopopea ma molti poveri lo vedevano come un mezzo per elevarsi, per rendere grande l’Italia.

    Questo funzionava attraverso l’illusione di far parte di una grande disegno, ognuno nel suo ruolo, ridicolo ma pur sempre un ruolo.

    Questo non e’ poco considerando la situazione dell’epoca.

    Da quei racconti ho sviluppato la convinzione che la democrazia, nell’accezione moderna e nell’accezione piu’ nobile, sia una forma di governo per nazioni colte, stabili, culturalmente equilibrate.

    Cosa che l’Italia non era ne’ nel 1922 ne’ 1939.

    Il fascismo avrebbe potuto avere ancora seguito e successo.

    Fu affossato da uomini incapaci di gestire quello che era stato loro consegnato, controvoglia e fuori da ogni logica democratica.

    Considerazione OT Chi vuole trovare un parallelismo di incapacita’ con l’esperienza del governo Berlusconi e’ in mia compagnia. E’ piu’ grave e disonorevole che una tale massa di incapaci abbia governato per scelta democratica ma questo e’ un altro discorso.

    Fine considerazione OT

    Insomma, gli stupidi si rovinano sempre da soli.

    Dall’altra parte la massa dei governati, durante il ventennio, non era in grado di vedere i vantaggi e gli svantaggi di una forma di governo alternativo.

    Questo succedeva per ignoranza, per neghittosita’, per comodo.

    Solo di fronte alla guerra ci fu una reazione, altro che soffocamento delle opinioni interne.

    Quelle che c’erano non sarebbero comunque state in grado di modificare nel breve periodo la situazione politica.

    Molte persone trovano queste mie opinioni denigratorie nei confronti degli italiani; non e’ mia intenzione, ho semplicemente sentito molti racconti sulla fame e sull’ignoranza.

    La degenerazione del regime fascista, la ricerca di una identita’ ariana “all’amatriciana” deriva da quella incapacita’ di cui si parlava prima, dalla necessita’ di alzare la posta.

    Anche qui vedo un parallelismo contemporaneo con l’atteggiamento sempre piu’ della dirigenza leghista piu’ retriva, con il distacco di una buona parte della base stanca di farneticazioni.

    La tolleranza degli stati europei verso il fascismo derivava forse dalla scarsa volonta’ di aprire un fronte ulteriore.

    Gia’ la Germania di Hitler dava preoccupazioni qualitativamente e quantitativamente piu’ gravi, sottaciute ma presenti.

    Inoltre non ho mai ritenuto la Gran Bretagna e la Francia ante seconda guerra mondiale degli esempi compiuti di democrazia e rispetto, intenzionati a dar lezioni a chiunque.

    Intenzionati a difendere i propri interessi si’ ma niente altro.

    Miguel, visto che Ritvan e’ in ferie sembra che abbia preso il suo posto nel darti sulla voce.

    Al di la’ degli scherzi: leggere te e leggere Blondet e’ completamente diverso da un punto di vista qualitativo: a tuo vantaggio.

    Io sono disturbato da chi e’ ossessivo, come ha scritto Franz.

    La tua elaborazione della teoria del dominio e’ fornisce una rappresentazione molto piu’ corretta dell’attuale situazione geopolitica.

    Questo senza dover ricorrere a espressioni che mi sembrano utili solo a gratificare chi le scrive.

    By the way, tu Miguel sei molto, molto piu’ incisivo ed efficiente di Blondet nonostante il tuo lavoro principale.

    Invece non sono d’accordo sulle implicazioni generali della tua risposta a me: molte teorie enunciate da paranoici estremi hanno una logica inattaccabile pur partendo da premesse false.

    Puntualizzo che qui non sto dando un giudizio sulla teoria di Blondet; sto facendo un discorso piu’ generale.

    Franz, il leit motiv degli “ebrei” nei posti di comando puo’ sembrare antisemita a chi si indispone di fronte a qualsiasi critica. C’e’ un motivo storico per la presenza di persone di origine ebraica nei ruoli di comando dell’economia.

    Questa presenza non implica necessariamente un sostegno a Israele. L’identita’ ebraica, anche se dimenticata o non piu’ sentita, puo’ essere usata come elemento rafforzativo a un progetto di carattere economico piu’ generale.

    Torniamo qui al discorso del dominio e dei suoi fautori accomunati dal fine di raggiungere il potere, dall’appartenenza all’oligarchia dei dominanti come elemento identitario.

    Vi dico una cosa: se esistesse la macchina del tempo la userei per un fine personale.

    Vorrei solo vedere dieci-quindici anni nel futuro per vedere come verra’ gestito l’ingresso a pieno titolo della Cina o dell’India, o di tutti i due gli stati, nel gruppo delle potenze economiche.

    Stefano Calzetti

  21. utente anonimo says:

    Mah, Stefano, io ho sentito racconti un po’ diversi (padre del ’21, madre del ’28).

    Certo, molti italiani si erano lasciati abbacinare dal mascelluto, ma le resistenze al fascismo c’erano, ci furono fin dall’inizio, fin dalla “marcia” su Roma, perche’ fin dall’inizio fu chiaro, almeno a una parte del paese, chi era quel Mussolini che aveva appena costretto il re ad affidargli il governo. Ed e’ di questo periodo che parlavo, ben prima che Hitler salisse al potere e quando l’attenzione degli altri stati non era ancora concentrata sulla Germania. Perche’ di che pasta fosse fatto il Duce lo si capi’ fin dai primissimi anni.

    Non dico che la colpa di quello che successe sia da attribuire agli altri governi, dico pero’ che ebbero la loro parte di responsabilita’ nel *non voler vedere* cosa davvero era il fascismo, per ragioni di comodo, per calcolo politico. Se Mussolini fosse stato isolato a livello internazionale forse le cose sarebbero andate diversamente, forse no, non lo sapremo mai perche’ non fu cosi’, anzi, fu anche troppo coccolato da chi avrebbe dovuto tenerlo a debita distanza.

    Con Israele sta succedendo la stessa cosa. Nota bene: non sto proponendo un parallelo tra fascismo e Israele, ma tra i paesi che allora non vollero vedere cos’era il fascismo e quelli che oggi si chiudono gli occhi di fronte al comportamento di Israele, che solo ad un cieco potrebbe sembrare normale. E le ragioni per tacere sono sempre le stesse: calcolo politico, opportunita’ e via dicendo.

    upuaut

  22. agnosticone says:

    Io propongo invece un parallelismo stronzo.

    Molti si sono resi conto della incapacita’ e della incuranza per un buon governo di Berlusconi.

    Molti lo hanno eletto, una percentuale intorno alla maggioranza, e molti anche se di parte opposta hanno sfruttato l’occasione.

    Attenzione: nonostante il tono da nuovo De Felice, la mia era e rimane in questo seguito piu’ un’abbozzo che una vera analisi storica.

    Nella mia valutazione e’ conseguente il parallelismo tra l’Italia del 2001 e l’Israele degli ultimi venti anni.

    E’ un ragionamento semplificativo che serve solo come ulteriore argomento di valutazione.

    Sul tema dell’intervento internazionale vedo nel tuo commento una dissociazione tipica.

    Ultimamente l’ho vista principalmente nelle argomentazioni della sinistra.

    Una nazione ha il diritto di crescere autonomamente, di trovare la sua strada verso la democrazia, di evoluzione verso un governo rispettoso dei diritti umani.

    Le altre nazioni hanno il dovere di intervenire quando uno stato tiene in poco conto i diritti umani al suo interno ed e’ aggressivo verso altri stati.

    Il contrasto tra la teoria e l’applicazione contemporanea di questi due enunciati ha portato a disastri quali l’ex-Jugoslavia, la prima guerra del golfo.

    Questo perche’ gli interventi internazionali non prevedono che i caschi blu fungano da vigili preposti ai passaggi pedonali. Non succede mai ed e’ facile arrivare alla mostruosita’ dei bombardamenti delle operazioni di “polizia internazionale”.

    Io chiedo sempre di non fare da foglia di fico involontaria a interessi geopolitici meno gradevoli e di servire da giustificazione per gli eccessi.

    Lo dico in un altro modo: nei casi che ho citato c’erano motivazioni meno nobili ma la sinistra stessa ha contribuito a dare un significato nobile a essi.

    Poi in molti ci siamo svegliati e abbiamo cominciato a dire la vecchia parola: realpolitik.

    Nota upuaut come sia passato dalla terza persona singolare all prima plurare.

    Io penso di essere di sinistra, se proprio devo qualificarmi.

    Cerco di non servire da alibi a nessuno.

    Nel caso dell’attuale situazione libanese questo significa che fermare Israele, impedirgli fisicamente di uscire dai suoi confini con uomini e missili, non deve giustificare un attacco per reazione e per vendetta da parte di una rinata coalizione “araba”.

    L’intervento internazionale non deve fare da arbitro in un duello alla pistola.

    In esso l’arbitro fa sparare il primo sorteggiato e, dopo l’esplosione del colpo, fa sparare l’altro vigilando che il primo duellante non se la svigni.

    Fuori contesto aggiungo questo:

    la causa dell’espansione israeliana verso il sud del Libano non e’ il petrolio ma l’acqua.

    Al di la’ di qualsiasi discorso sui piani espansionistici di Israele o della Siria, su cui non mi sento ora di discutere con cognizione di causa, c’e’ il problema dell’acqua che e’ immediato, tocca gli interessi di tutti e ripeto tutti gli abitanti della zona.

    Questo parlando con alcuni amici e conoscenti nordafricani e mediorientali che mi riportano delle opinioni diffuse.

    Stefano Calzetti

  23. utente anonimo says:

    Stefano, sono abbastanza d’accordo con quello che dici, anche se non ho capito a cosa alludessi quando parlavi di “dissociazione tipica”. Ho letto e riletto il tuo commento, ma proprio non ci arrivo; abbi pazienza, sara’ che sono un po’ influenzata.

    Quando alla questione dell’acqua – immagino tu ti riferisca alla querelle tra Israele e Libano sull’accesso alle acque del Litani – penso che abbia senza dubbio pesato sulla decisione di Israele di invadere, si, ma non so dire se sia o meno *la* questione. Penso che in situazioni come queste i diversi obiettivi si intreccino in un groviglio inestricabile.

    upuaut

  24. agnosticone says:

    Upuaut, rispondo solo oggi alla tua richiesta di chiarimento sull’espressione “dissociazione tipica”.

    Ti ho preso come esempio di un atteggiamento ed e’ stata una forzatura; me ne scuso.

    Ora provo a spiegarmi.

    Penso che un intervento militare, sia pure su mandato ONU, sia comunque un evento traumatico: soldati che sparano, distruggono, uccidono.

    Eppure quei soldati sono li’, magari con mandato ONU, con intenti lodevoli: creare una zona demilitarizzata, garantire che i contendenti non ricomincino i combattimenti, salvare le vite delle persone tutte, insomma.

    La domanda e': come si fa a garantire tutto questo senza sparare un colpo, sapendo che si e’ visti come un’ulteriore forza combattente?

    I caschi blu non sono invulnerabili, i loro mezzi saltano sulle mine come gli altri.

    Un intervento internazionale per mantenere la pace presuppone comunque la volonta’ di usare le armi quando necessario.

    Un male minore; non il male minore delle politiche preventive USA; piuttosto il male minore del bruciore del disinfettante sulla ferita, minore rispetto alla possibile infezione.

    A volte vedo persone di buona volonta’ che invocano un intervento internazionale, militare, senza armi.

    Mi sembra un controsenso.

    Tu hai parlato di un intervento internazionale militare a scopo di contenimento sulla frontiera Libano-Israele.

    Io sono pessimista, visti i precedenti.

    Il contingente potrebbe dover fare una scelta: difendersi con le armi dai gruppi che non accettano una tregua, difendersi dalle azioni di provocazione delle parti, soprattutto israeliana, o venire spazzato via.

    E’ qui che vedo la dissociazone tipica in molti opinionisti nazionali di “sinistra”: da una parte invocano l’intervento di un esercito, dall’altra chiedono che quell’esercito faccia le funzioni della Croce Rossa.

    Spero che la mia spiegazione sia stata piu’ chiara: se cosi’ non fosse dimmelo e magari continuiamo in privato o sul mio blog, per non annoiare gli altri.

    Stefano Calzetti

  25. non c’è niente da fare, concordo con la visione di un impero sovranazionale, fautore di una mentalità e di convinzioni molto precise. Che difende interessi economici precisi e che difende l’indifendibile israele solo per questioni di daneè. Di tutti mi fa piu’ schifo il deputato di rifondazione che vorrebbe in galera il presidente dell’UCOI, almeno di guzzanti possiamo capire che è di forza italia, ma quest’altro (non ricordo il nome) è proprio un traditore. Se non si rimangia le stronzate che ha detto prc non dovrebbe essere votato piu’.

  26. utente anonimo says:

    A parte la traboccante retorica, che poco mi tange, essendo abituato bene in fatto di stile bellicista (d’annunzio, papini, il mussolini della svolta interventista, marinetti, maestri inarrivabili per gli apprendisti d’oggi), il tutto si riduce a un “armiamoci e partite” di questo eroe che dà patenti di vigliacchi agli altri. Di tutte le belle e comode cose che dice di voler fare “nel momento culminante del finale travolgente” dell’articolo, l’unica che veramente non fa è, manco a dirlo, sparare. Il sottotitolo del pezzo potrebbe essere: “Vai avanti tu (israele), che mi viene da ridere (a me).

    Ca quest’ è a meraviglia d’ mion’c’.p

  27. utente anonimo says:

    Caro p.

    quello che non ho capito di Guzzanti sono i due materassi attaccati al panzer. Una nuova forma di corazza aggiuntiva?

    Illeggibile ma … meno cretino dei pacifisti, temo. E non peggiore dei figli, sarà una tara genetica.

    Francesco

  28. utente anonimo says:

    Sarà una citatazioe occulta. Avendo prima citato zidane, storpiandone il nome, per “par condicio” magari cita materazzi, storpiandolo. Certo che l’idea d’un carro, se non è un’arma, con due materassi che pendono ai lati, fa pensare piuttosto a un mezzo di fortuna sul quale sono raccolti alla rinfusa i pochi beni di profughi in fuga. Diffice sceverare la parte seria da quella cialtronesca della propaganda di costoro. Temo che neppure loro, così gli viene naturale, lo sappiano fare. Ca quest’ è a meraviglia d’ mion’c’.p

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