Il Volto di Qana (XXXI)

Ore 21:25 di ieri sera. Il ministro dell’industria e del commercio israeliano, Eli Yasha’i, propone di radere al suolo ogni villaggio del sud del Libano da cui sia partito un razzo verso Israele.

Ai nonni italiani viene in mente qualcosa?

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10 Responses to Il Volto di Qana (XXXI)

  1. utente anonimo says:

    Questi criminali dovranno pagarla un giorno. Dovrà girare il vento, prima o poi. Spero di essere ancora vivo quando finalmente dovranno rispondere all’ umanità intera per questi crimini. Intanto il Washinton Post riporta che Bush vuole cambiare la legge americana sui crimini di guerra, giusto perché questa favorisce il terrorismo.

    http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2006/08/08/AR2006080801276.html

    Carlo Fusco

  2. utente anonimo says:

    http://www.lcparty.org/180706_3.html

    a questo indirizzo si trovano le coordinate bancarie per fare donazioni ad associazioni che portano aiuto alla gente colpita da un fenomeno naturale (visto che nessuno si muove per fermarlo, dev’essere un fenomeno naturale, chi mai penserebbe di bloccare un terremoto o un tifone ???), penso che si tratti di gente un pò meno burocratica della croce rossa o dell’onu.

    il collegamento l’ho trovato su un sito “comunista” quindi per chi si schifa :-) mi spiace per lui…

    se trovassi un indirizzo per dare dei soldi direttamente ad hizbollah, giuro che lo farei con rabbia, avrei detto con gioia ma in questi giorni dove la trovi !!

    se qualcuno ha altre informazioni, ben vengano

    saluti e tanti auguri ai giornalisti “betulle” di casa nostra, di cui ce n’è proprio una foresta

    roushan

  3. utente anonimo says:

    si, ai nonni italiani viene in mente che i partigiani stavano in montagna e non nei paesi.

    marco

  4. agnosticone says:

    Me l’hanno raccontata anche in un altro modo Marco. Pensa che mi hanno raccontato di persone nei villaggi a valle che aiutavano quelle persone che stavano a monte.

    Ammetto che essendo testimonianze indirette, viste in televisione o lette nei libri possono valere poco.

    Aggiungo che nel cimitero del mio paese, in Umbria, c’e’ una lapide che ricorda diversi “partigiani” uccisi in una rappresaglia.

    C’era anche un “partigiano” di dieci anni.

    Qui non si parla di chiamare nazisti gli israeliani.

    Il nazismo e’ stato contraddistinto da particolarita’ che lo rendono ancora unico nonostante Stalin e Mao abbiano causato piu’ morti (in un lasso di tempo piu’ lungo perche’ purtroppo non sono stati fermati in tempo).

    Israele non ha queste particolarita’ ma e’ a tutti gli effetti un paese imperialista.

    Qualsiasi paese imperialista ha condotto stragi, non importa quale fosse l’ideologia di facciata.

    A me non sembra poco, mi basta questa qualifica “imperialista” per condannare Israele.

    Non fraintendermi Marco, io vivo tranquillo nell’impero, di fatto, occidentale.

    Ne accetto i limiti e magari provo a cambiarlo senza pretese di vedere i cambiamenti durante la mia vita.

    Quando pero’ l’impero “esagera” mi preoccupo per un fatto puramente egoistico: esagerare puo’ portare a cambiamenti incontrollabili.

    Non li gradirei molto.

    Nemmeno chi cerca di raggiungere il mio livello di vita li gradirebbe.

    Ho esposto un punto di vista egoista.

    Magari puo’ essere un punto di partenza.

    Stefano Calzetti

  5. utente anonimo says:

    Ah davvero, non stavano nei paesi?

    Vuoi che ti porto a vedere il posto dove un ragazzo, disertore dai carabinieri e partigiano, è stato fucilato dai tedeschi che lo hanno preso a casa sua (Pellegrino Parmense)? C’è ancora il cippo.

    E non è mica l’unico, di storie così ce ne sono a decine.

    Oppure parliamo di mia zia, adesso residente a Milano, che all’epoca era una ragazzina e non certo partigiana, e si è salvata per miracolo gettandosi in un fosso visto che un aereo da caccia ha avuto la brillante idea di abbassarsi a mitragliare un gruppo di civili.

    Lei non si è preoccupata di identificare nazionalità e modello dell’aereo, ma sarà stato di Hezbollah o al limite del Muftì di Gerusalemme, perchè gli occidentali certe cose non le fanno.

    Paolo

  6. utente anonimo says:

    Per Roushan e per tutti.

    Prenderei molto seriamente quello che dici. Sto cercando informazioni per poter sostenere materialmente la Resistenza; invito tutti a fare lo stesso, poi Miguel potrebbe fare un post e far girare le informazioni, il più possibile.

    Sosteniamo Hizbullah, ne ha bisogno e se lo sta meritando sul campo di battaglia.

    Chi di voi è credente può anche pregare: che i criminali abbiano quello che si meritano.

    Ale

  7. i partigiani (mi raccontava mio zio che lo è stato) tornavano periodicamente al paese, a turno e di nascosto solo per pochi giorni. Poi tornavano sui monti. Comunque evitavano di stare in paese anche per proteggere le famiglie, che altrimenti avrebbero subito attacchi a non finire proprio perchè tra di loro si trovavano i partigiani. La strage di S.Anna ne è un’ esempio eloquente. Quanto alle rappresaglie mi viene in mente una sola cosa:

    ma che cazzo credevate che la guerra si combattesse coi fiorellini? La guerra si combatte anche e sopratutto servendosi dei civili come scudi o come bersagli. E questo lo sanno benissimo sia gli Israeliani che gli Hezbollah. Non mi stancherò mai di dirlo: chi imbraccia un fucile non è MAI innocente e non si può giustificare.

    e scusate il tono.

    saluti

    Rubimasco

  8. utente anonimo says:

    Ai nonni magari viene in mente che col cazzo che li avvisavano dei bombardamenti…

    JZ

  9. agnosticone says:

    Rubimasco, la guerra e’ brutta per questo; e’ un concetto da prima elementare: la guerra e’ brutta perche’ muore tanta gente.

    Dal sano realismo al cinismo rassegnato c’e’ pero’ una certa differenza.

    Anch’io sono realista ma c’e’ un limite anche all’uso di queste tattiche di guerra.

    Insisto, e’ stupido anche questo come concetto ma non mi sembra che la guerra sia uno dei modi piu’ intelligenti per dirimere le controversie.

    E’ pero’ il metodo piu’ razionale per sostenere un’espansione geopolitica.

    Alla fine di questo si tratta e a questo punto non mi viene piu’ niente da dire.

    Stefano Calzetti

  10. agnosticone says:

    Alle truppe incaricate dei rastrellamenti non importava nulla se i partigiani si fermavano pochi minuti o pochi giorni.

    L’accusa di sostegno al nemico non teneva conto di queste sottigliezze ma del puro sostegno, anche solo ventilato dalle spiate dei delatori.

    Sul fatto che chiunque imbracci un fucile non sia innocente sono d’accordo ma la Convenzione di Ginevra serviva a limitare gli eccessi derivati da una interpretazione letterale.

    Non e’ buona politica praticare l’eliminazione fisica dei bambini: fa incazzare la gente, tantissimo.

    Un governo non puo’ avalarre di fatto questo tipo di omicidio, giustificato dai soldati in azione dalla necessita’ di eliminare il nemico del futuro.

    Questa si chiama paranoia, non politica.

    L’eliminazione completa si chiama invece sterminio o genocidio se fatto su basi etniche.

    Risolve in modo razionale il problema ma poi io non mi fiderei di una classe politica sorpresa a praticare questa soluzione.

    Ho parlato di classe politica e non ho parlato di una nazione perche’ voglio evitare l’identificazione biunivoca tra i governati, i governanti e il potere militare.

    Attualmente Israele lo fa per la popolazione libanese e il resto del mondo lo fa per Israele.

    Stefano Calzetti

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