Il Volto di Qana (XXX)

Hanno detto alla gente che abita all’antichissima Sidone di andarsene, e di sparire subito.

Hanno anche detto alla gente che abita all’antichissima Sidone, che spareranno su chiunque si muova sulle strade, e quindi proprio su di loro.

Comunque vada, ricordiamo le parole di Fabrizio De André in Sidun, una canzone dedicata proprio a Sidone. Con traduzione e, in fondo, qualche parola di De André tratta da un’intervista a Mixer nel 1984.

Oggi per una canzone così non lo avrebbero fatto certo parlare alla Rai. Il genocidio, oggi, è rispettabile, non lo sono certo i suoi critici.

U mæ ninin u mæ
u mæ
lerfe grasse au su
d’amë d’amë
tûmù duçe benignu
de teu muaè
spremmûu ‘nta maccaia
de staë de staë
e oua grûmmu de sangue ouëge
e denti de laete
e i euggi di surdatti chen arraggë
cu’a scciûmma a a bucca cacciuéi de baë
a scurrï a gente cumme selvaggin-a
finch’u sangue sarvaegu nu gh’à smurtau a qué
e doppu u feru in gua i feri d’ä prixún
e ‘nte ferie a semensa velenusa d’ä depurtaziún
perchè de nostru da a cianûa a u meü
nu peua ciû cresce ni ærbu ni spica ni figgeü
ciao mæ ‘nin l’eredítaë
l’è ascusa
‘nte sta çittaë
ch’a brûxa ch’a brûxa
inta seia che chin-a
e in stu gran ciaeu de feugu
pe a teu morte piccin-a.

Il mio bambino il mio
il mio
labbra grasse al sole
di miele di miele
tumore dolce benigno
di tua madre
spremuto nell’afa umida
dell’estate dell’estate
e ora grumo di sangue orecchie
e denti di latte
e gli occhi dei soldati cani arrabbiati
con la schiuma alla bocca cacciatori di agnelli
a inseguire la gente come selvaggina
finché il sangue selvatico non gli ha spento la voglia
e dopo il ferro in gola i ferri della prigione
e nelle ferite il seme velenoso della deportazione
perché di nostro dalla pianura al molo
non possa più crescere albero né spiga né figlio
ciao bambino mio, l’eredità
è nascosta
in questa città
che brucia che brucia
nella sera che scende
e in questa grande luce di fuoco
per la tua piccola morte.

«Certo, navigando non è che si incontrino soltanto Jamine o tavole imbandite con gatti in salmì spacciati per conigli selvatici, come si dice nella canzone Creuza de mä. Ci si può trovare anche di fronte alla tragedia, magari alla tragedia altrui, anche se condivisa, in quanto fratelli o figli della stessa cultura.

È il caso di Sidone, Sidùn in genovese. Sidone è la città libanese che ci ha regalato oltre all’uso delle lettere dell’alfabeto anche l’invenzione del vetro. Me la sono immaginata, dopo l’attacco subito dalle truppe del generale Sharon del 1982, come un uomo arabo di mezz’età, sporco, disperato, sicuramente povero, che tiene in braccio il proprio figlio macinato dai congoli di un carro armato. Un grumo di sangue, orecchie e denti di latte, ancora poco prima labbra grasse al sole, tumore dolce e benigno di sua madre, forse sua unica e insostenibile ricchezza.

La piccola morte a cui accenno nel finale di questo canto, non va semplicisticamente confusa con la morte di un bambino piccolo. Bensì va metaforicamente intesa come la fine civile e culturale di un piccolo paese: il Libano, la Fenicia, che nella sua discrezione è stata forse la più grande nutrice della civiltà mediterranea.» Nato al mare, trasferito in campagna dove ho vissuto buona parte della mia infanzia, era quasi fatale che questi due amori convivessero nei miei desideri, nella mia fantasia. Ecco forse il motivo di una scelta di vita: la Sardegna, dove appunto terra e mare convivono, quasi cucite da uno stesso destino.

Fabrizio De André, intervista alla trasmissione "Mixer" (1984) 

Print Friendly
This entry was posted in Israele Palestina Canaan, Medio Oriente and tagged , , , . Bookmark the permalink.

2 Responses to Il Volto di Qana (XXX)

  1. EduardGans says:

    complimenti per l’ottima scelta del testo.

    oggi alla RAI, al massimo, manderebbero in onda un duetto del sempre più incredibile e ridicolo Pagliara (a proposito: ma perché indossa sempre i giubbotto antiproiettile?) con Giuliano Ferrara o Gianni Riotta.

  2. utente anonimo says:

    Grazie Kelebek per la Tua quotidiana,incessante denuncia dei crimini israeliani e in difesa dei popoli libanese e palestinese; purtroppo sei una voce nel deserto del silenzio dei media anche di sinistra (Gad Lerner preferisce interessarsi di moda,economia, sesso,esoterismo: fnno più audience).

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>