Il Volto di Qana (XXVIII)

Giusto per non dimenticare la causa di questa guerra: la richiesta del rilascio dei prigionieri libanesi in mano israeliana. Lasciamo per un momento da parte altre importanti questioni, come il rifiuto di Israele di consegnare ai libanesi le mappe delle mine di cui avevano disseminato tutto il sud del Libano.

Prima che iniziasse quest’ultimo conflitto, Israele sosteneva di avere 28 prigionieri libanesi, compresi alcuni condannati per reati comuni. Le associazioni dei familiari cercano comunque informazioni su circa 250 libanesi scomparsi, e affermano che diversi di questi si trovano in mano israeliana, chiedendone la liberazione in base alla risoluzione 40/161 A del 16 dicembre 1985 dell’Assemblea Generale dell’ONU.

Nessuno dei prigionieri è un "fondamentalista sciita di Hezbollah": ma Nasrallah ha sempre saputo condurre una politica non settaria. Alcune sere fa, infatti, abbiamo potuto vedere per un attimo al telegiornale le immagini di ragazze dall’aria decisamente "emancipata", non so se cristiane o semplicemente "laiche", che manifestavano con i capelli sciolti al vento, jeans e magliette con il ritratto di Nasrallah (se qualcuno riuscisse a trovare immagini simili in rete, per favore me le segnali).

Curiosamente, uno dei detenuti politici per cui si è scatenata questa guerra è un ebreo libanese, con doppia nazionalità (libanese e israeliana), condannato a ben sei anni di carcere per aver avuto contatti con Hezbollah, organizzazione a cui ha espresso la propria solidarietà anche in un recente messaggio dal carcere.

Il prigioniero più noto però è Samir Kuntar, un druso (e quindi non un musulmano), militante di un gruppo di estrema sinistra, che nel 1979 sequestrò una famiglia israeliana nel tentativo di negoziare il rilascio di alcuni prigionieri: la vicenda finì tragicamente, con un assalto della polizia e la successiva morte di tre membri della famiglia (due uccisi dai sequestratori, uno morto incidentalmente).

Ricordiamo il contesto che è sempre quello – un paio di giorni fa, ad esempio, un comando israeliano ha rapito il presidente del parlamento palestinese, ieri hanno rapito un altro deputato, mentre l’altro ieri gli israeliani hanno ucciso un adulto (un missile gli ha tranciato direttamente la testa) e due adolescenti – un ragazzo di 18 anni e una ragazza di 15 – che stavano sgomberando la loro casa che sarebbe stata demolita poche ore dopo dall’esercito occupante.

Infatti, gli israeliani hanno fatto chiaramente capire che trattengono Samir Kuntar ancora oggi, dopo 28 anni, non in quanto prigioniero condannato a ben 542 anni di carcere, ma come oggetto di scambio, esattamente come fa il Hezbollah con i due prigionieri israeliani.

In questo caso, lo scopo israeliano è di ottenere informazioni sul pilota israeliano Ron Arad, precipitato nel 1986 mentre bombardava un villaggio in Libano. Il problema è che Hezbollah nega di sapere che fine abbia fatto Arad.

Il caso Arad ricorda quello di Yahya Skaff (Yehya Sekaf), un libanese scomparso dal 1978, di cui Israele nega di sapere qualcosa, ma che sarebbe stato visto in carcere da diversi detenuti libanesi in anni recenti.

Alla fine di maggio di quest’anno, il primo ministro libanese, il cauto Fu’ad Siniora, assieme all’inviato dell’ONU Terje Rød-Larsen, aveva presentato una precisa proposta di pace a Israele, proponendo la definizione delle frontiere, il rilascio dei prigionieri libanesi, la fine dei continui sorvoli israeliani sul Libano e lo scioglimento delle milizie, compresa l’ala militare di Hezbollah. La risposta israeliana a questo piano l’abbiamo vista in questi giorni.

L’alternativa l’aveva già espressa in maniera inequivocabile lo stesso Hassan Nasrallah ben nove mesi fa:

"La nostra esperienza con gli israeliani ci mostra che, se vuoi liberare i detenuti o i prigionieri, devi catturare soldati israeliani. Non si tratta di una vergogna, di un delitto o di un atto terroristico. E’ nostro diritto e un dovere che un giorno, forse, dovremmo compiere".

Rivolgendosi nello stesso discorso a chi potrebbe preoccuparsi per questa affermazione, Nasrallah ha detto che bastava che Israele rilasciasse tutti i prigionieri per vanificare questa minaccia.

Tanto per ricordare che la guerra non è stata creata dal nulla (la "aggressione non provocata contro Israele"), Nasrallah stava parlando, allora, ai funerali di tre militanti di Hezbollah uccisi dagli israeliani.  

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6 Responses to Il Volto di Qana (XXVIII)

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    RISIKO? CHE C’ENTRA IL LIBANO? OLEODOTTI, NON POZZI PETROLIFERI!

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    Esiste una relazione tra il bombardamento del Libano e l’inaugurazione di un oleodotto strategico che convoglierà più di un milione di barili al giorno verso i mercati occidentali? La notizia è subito passata in secondo piano, ma il 13 luglio 2006 è stato inaugurato l’oleodotto Ceyhan-Tblisi-Baku (BTC) che collega il Mar Caspio con il Mediterraneo orientale. CONTINUA QUI:

    http://svolte-epocali.blogspot.com/

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  2. io della guerra in Libano ho trovato le tre analisi (per ora):

    -intepretazione (1):

    la guerra come piano stutinitense

    http://www.pressante.com/content/view/120/32/

    -interpretazione (2):

    la guerra come piano iraniano :

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/07_Luglio/

    -interpretazione (3):

    la guerra per controllare la risorsa idrica del fiume Litani

    http://petrolio.blogosfere.it/2006/07/non_solo_petrol.html

  3. utente anonimo says:

    L’assalto sul Libano era premeditato – la cattura dei soldati ha fornito semplicemente la giustificazione. Era inoltre inutile.

    George Monbiot, oggi su Guardian

    http://www.guardian.co.uk/israel/Story/0,,1839281,00.html

    Inutile ?! Ma qualcuno ha capito dove vogliono arrivare (gli uni e gli altri)?

    (viviana)

  4. utente anonimo says:

    ciao miguel,

    siamo al ventottesimo canto, al trentaquattresimo che fai , cambi tema?

    :-))))

    maria

  5. utente anonimo says:

    Iraq, Palestina come dice Berlusconi “agosto, alleato (nemico, perché no?!) mio non ti conosco” … , Bt ha deciso di chiudere il suo più grande giacimento Alaska a causa … ,

    rischi di cali sull’export dell’Iran vista la crisi sul nucleare, crisi con Chavez che s’incontra con Ahmadinejad a Teheran.

    La Lega Araba, da ieri, dovrebbe partecipare presso l’ONU al negoziato per il cessate il fuoco (chiameranno anche l’OPEC, presto … con i serbatoi vuoti dove pensano di andare?!) …

    o quello che sarà > lego su Guardian che per la prima risoluzione la Francia, che dovrebbe negoziare per il Libano, non avverrebbe avvertito Siniora sul contenuto della brutta bozza che diedero alla stampa …

    così che interviene, adesso, … in ‘soccorso’ pure la Rusia ma non capisco perché l’articolo dice che il governo inglese si sarebbe ‘indignato’ per l’incidente …

    ormai nessuno si fida di nessuno e Il ministro finlandese Erkki Tuomioja si lamenta e ammette la fuga di notizie su ciò che viene discusso durante le riunioni da parte di singoli paesi membri dell’UE, in particolare nel caso dell’attuale crisi in Medio Oriente: “Tutti i documenti comunitari sul Medio Oriente arrivano a Tel Aviv un’ora dopo che sono stati distribuiti agli stati membri dell’Unione, e probabilmente ciò accade anche con Washington e Mosca.”

    Non si sa perché è iniziato sto casino ma non si vede neanche il più debole segnale per quanto riguarda il DOVE vogliono arrivare.

    Martedì 8 agosto 2006

    Analisi: risoluzione di cessate il fuoco

    http://www.guardian.co.uk/israel/Story/0,,1839463,00.html

    Ministro Tuomioja critica ll’Ue

    http://www.peacereporter.net/default_news.php?idn=25118

    Bt

    http://petrolio.blogosfere.it

    /viviana)

  6. kelebek says:

    Grazie a “Svolte epocali”, un blog interessante che scopro adesso. Fateci un giro…

    Miguel Martinez

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