Il Volto di Qana (XXII)

I media gongolano allegrotti, raccontandoci che "questa volta i pacifisti israeliani sono tutti a favore della guerra".

Per capire se ciò sia vero o falso, occorre capire cosa sia un "pacifista israeliano".

Ci sono sicuramente alcuni individui straordinari che rifiutano il concetto base del sionismo: l’idea di stato razziale ebraico. O perché credono in Dio, e si rifiutano di adorare lo stato; oppure perché credono nell’umanità e non nella razza. E questi non si identificano in alcuna guerra condotta da Israele.

Ma in gran parte, i "pacifisti israeliani" sono creazioni dell’immaginario della sinistra reale occidentale.

Questa sinistra ha alcune fantasie precise, a cui la realtà si deve pazientemente adeguare.

Ad esempio, "i governi sono cattivi, ma i popoli sono buoni".

Oppure, "tutto il mondo è fatto da mamme che vogliono bene anche ai figli degli altri" [1].

Queste due dubbie affermazioni costituiscono l’alibi che permette di compiere la Grande Struzzaggine della Non Violenza.

struzzo

Infatti, su questo pianeta non certamente dei migliori, la scelta è tra aggressione e resistenza.

Esiste ad esempio lo Stato d’Israele che invade il Libano, e Hezbollah che resiste, come esiste lo Stato d’Israele che bombarda Gaza e Hamas che resiste.

La sinistra reale buona però non se la sente di scegliere tra due che non si vogliono bene.

La sinistra reale furba, invece, sa che chi tocca Israele, anziché al governo, finisce nella Lista Nera dei terroristi.

A questo punto, si corre verso il più vicino banco di sabbia, si ficca la testa in profondità nel terreno e si dice, "né con Olmert né con Nasrallah": i pacifisti, esattamente come i neocon, amano personalizzare i cattivi.

Ma con chi, allora? Facile: "siamo dalla parte dei buoni popoli del Libano e d’Israele che soffrono". Con questo gioco di prestigio, cooptano loro malgrado milioni di inconsapevoli pacifisti.[2]

Aggiungiamo la fobia irrazionale di venire chiamati "antisemiti" [3], per cui bisogna accattarsi un ebreo testimonial a qualunque costo. Per il solo fatto di essere ebreo, diventa automaticamente anche un sensibile intellettuale: gli ebrei sono intelligenti, i negri hanno la musica nel sangue e i tedeschi sono grandi lavoratori.

Ecco che chiunque in Israele abbia mai detto "il governo dovrebbe bombardare gli arabi solo nei giorni feriali, e non sette giorni la settimana" diventa un eroe del pacifismo planetario.

Ora, per questi "pacifisti israeliani", oggi (un centinaio di esseri umani incinerati nei dintorni di Sidone) è decisamente un giorno feriale.

Tutto questo problema è dei pacifisti, che adesso si sentono rivolgere loro contro gli Eroi Planetari e i Sensibili Intellettuali che loro stessi hanno contribuito a mitizzare.

A noi che amiamo le cattive compagnie, comprese quelle ebraiche, la faccenda non ci tocca. Nemmeno da lontano.


P.S. Nei commenti a questo post, Claude Almansi ricorda la posizione chiarissima contro la guerra di Uri Avnery. Mi bacchetto da solo per non aver precisato che i miei commenti sui "pacifisti israeliani" non riguardano lui, ma piuttosto certi personaggi coccolati dai media.

NOTE

[1] Queste sciocchezze da teleglobalismo sentimentale attecchiscono anche nella sinistra radicale, che ricorda ancora la "inutile strage" tra teste coronate della prima guerra mondiale, o le idiote "guerre del Duce", di cui fecero la spesa milioni di poveri coscritti. Le mamme allora avevano ben donde infuriarsi. Ma le guerre di oggi sono ben altra cosa. Se sei mamma e vuoi bene al tuo cocco, mandalo a fare il pilota nell’esercito israeliano, che sicuramente rischia di meno che a fare il muratore a Bari.

[2] Esiste anche una variante demenzial-gruppettaro – conosco realmente un’organizzazione che dice, "né con gli americani, né con i terroristi, ma con la Classe Operaia Irachena" (non lo scrivono con le maiuscole, ma le senti tutte quando lo dicono). Le vediamo proprio, le tute blu irachene a scendere compatte, a milioni, per rivendicare la gestione delle forze produttive in nome dell’internazionalismo proletario.

[3] Tanto verranno etichettati come antisemiti lo stesso, qualunque cosa facciano. E noi saremo lì a passarci il tasbîh tra le dita.  

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8 Responses to Il Volto di Qana (XXII)

  1. Sahishin says:

    gli hanno anche dato un termine…la chiamano equivicinanza.

  2. Da Uri Avnery, fondatore di Gush Shalom:

    Junkies of War



    Exactly nine months ago, after his election as Labor Party chairman, Peretz made a speech in Tel-Aviv’s Rabin Square in which he revealed his dream: that in the no-man’s land between Israel and the Gaza Strip a football field will be built, and a match between the Israeli children of Sderot and the Palestinian children of nearby Bet-Hanoun will take place. An Israeli Martin Luther King.

    Nine month’s later, a monster has been born to us.

    In the Knesset election campaign, Peretz appeared as a social revolutionary. He announced that he would change the face of Israeli society, set new national priorities, cut billions from the military budget and transfer them to education, welfare and measure to reduce the glaring gap between rich and poor. As a veteran peace-lover, he would, of course, achieve peace with the Palestinians and the entire Arab world.

    This won him the votes of many citizens, including many who would normally never consider voting for the Labor Party.

    What followed is history. He seduced himself, when Olmert offered him the Ministry of Defense. That was still Olmert the cynic. He knew, as we all did, that Peretz was walking into a trap, that as a rank civilian without serious military experience he would be easy prey for the generals. But Peretz did not shrink back. The supreme aim of his life is to become Prime Minister, and in order to become a credible candidate he believed that he must present himself as a security expert.

    Since then, Peretz has become a rabid warmonger. Not only does he endorse all the demands of the generals, not only does he act as their spokesman – he has also helped to push Israel into war, and since then he has been demanding that it should continue, enlarge, widen, kill more, destroy more, occupy more. He himself declared, “Nasrallah will never forget the name Amir Peretz!” – like a spoilt child inscribing his name on a tourist attraction.

    At the moment, he is trying to be more extreme even than Olmert. While the Prime Minister is afraid of continuing to advance, fearing that too many casualties from the rockets and the battle on the ground might cloud the brilliance of his victory, Peretz wants to reach the Litani River, whatever the cost. There’s no other way – if one wants to become Prime Minister, one has to walk over dead bodies.

    Thus a monster has been born to us. Rosemary’s Baby.(…)

    Non so quanti siano i membri di Gush Shalom, né quanti siano gli altri veri pacifisti iisraeliani, quelli che non hanno imitato Peretz, quelli che persistono nel denunciare le aggressioni israeliane a Gaza, in Cisgiordania, in Libano. Però il loro coraggio merita rispetto – o almeno di non veder negare la propria esistenza, no?

    Un abbraccio

    Claude

  3. Da Uri Avnery, fondatore di Gush Shalom:

    Junkies of War



    Exactly nine months ago, after his election as Labor Party chairman, Peretz made a speech in Tel-Aviv’s Rabin Square in which he revealed his dream: that in the no-man’s land between Israel and the Gaza Strip a football field will be built, and a match between the Israeli children of Sderot and the Palestinian children of nearby Bet-Hanoun will take place. An Israeli Martin Luther King.

    Nine month’s later, a monster has been born to us.

    In the Knesset election campaign, Peretz appeared as a social revolutionary. He announced that he would change the face of Israeli society, set new national priorities, cut billions from the military budget and transfer them to education, welfare and measure to reduce the glaring gap between rich and poor. As a veteran peace-lover, he would, of course, achieve peace with the Palestinians and the entire Arab world.

    This won him the votes of many citizens, including many who would normally never consider voting for the Labor Party.

    What followed is history. He seduced himself, when Olmert offered him the Ministry of Defense. That was still Olmert the cynic. He knew, as we all did, that Peretz was walking into a trap, that as a rank civilian without serious military experience he would be easy prey for the generals. But Peretz did not shrink back. The supreme aim of his life is to become Prime Minister, and in order to become a credible candidate he believed that he must present himself as a security expert.

    Since then, Peretz has become a rabid warmonger. Not only does he endorse all the demands of the generals, not only does he act as their spokesman – he has also helped to push Israel into war, and since then he has been demanding that it should continue, enlarge, widen, kill more, destroy more, occupy more. He himself declared, “Nasrallah will never forget the name Amir Peretz!” – like a spoilt child inscribing his name on a tourist attraction.

    At the moment, he is trying to be more extreme even than Olmert. While the Prime Minister is afraid of continuing to advance, fearing that too many casualties from the rockets and the battle on the ground might cloud the brilliance of his victory, Peretz wants to reach the Litani River, whatever the cost. There’s no other way – if one wants to become Prime Minister, one has to walk over dead bodies.

    Thus a monster has been born to us. Rosemary’s Baby.(…)

    Non so quanti siano i membri di Gush Shalom, né quanti siano gli altri veri pacifisti iisraeliani, quelli che non hanno imitato Peretz, quelli che persistono nel denunciare le aggressioni israeliane a Gaza, in Cisgiordania, in Libano. Però il loro coraggio merita rispetto – o almeno di non veder negare la propria esistenza, no?

    Un abbraccio

    Claude

  4. Le foto delle proteste di Gush Shalom dopo la strage di Cana:

    http://gush-shalom.org/pics/kirya-30-6-06/

    I pacifisti israeliani, almeno quelli veri come Gush Shalom, sono contro questa guerra.

    Il fatto che i giornali dicano il contrario non vuol dire assolutamente niente: il mondo è in guerra con la realtà.

    Paul Olden

  5. kelebek says:

    Per Claude,

    Hai ragione. Grazie.

    Miguel Martinez

  6. utente anonimo says:

    Sarà perché hanno la testa sotto la sabbia che quando parlano sono costretti ad usare i quarti posteriori?

    Per esempio, un caso nostrano

    http://www.onemoreblog.org/archives/012447.html

    a me, senza voler mancare di rispetto al signor Fiano, che sarà pure una degnissima persona, questa roba sembra uscita direttamente dall’apparato digerente, almeno l’odore è quello.

    Io a questa sinistra pacifista preferisco il likud, almeno quelli non devono fare un uso così massiccio dell’ipocrisia e possono dire le loro cose senza doversi avvitare su se stessi come deve fare il signor Fiano.

    Carlo Fusco

  7. Grazie, Miguel e Paul

    Ieri c’è stata un’altra manifestazione di Gush Shalom a Tel Aviv, con quasi 10’000 persone: vedi le foto. Vedi anche Junkies of War in versione completa, di cui avevo citato soltanto un passo.

    Ciao

    Claude

  8. Grazie, Miguel e Paul

    Ieri c’è stata un’altra manifestazione di Gush Shalom a Tel Aviv, con quasi 10’000 persone: vedi le foto. Vedi anche Junkies of War in versione completa, di cui avevo citato soltanto un passo.

    Ciao

    Claude

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