Il Volto di Qana (XVII)

Ieri, abbiamo segnalato le parole con cui Olmert spiegava la soluzione al solito problema della democrazia nel mondo arabo, che finisce sempre per esprimere ciò che vogliono gli arabi, e non ciò che vuole chi li vorrebbe dominare. Bisogna abolire non solo i governi che gli arabi si eleggono, ma meglio ancora, gli stessi governati che li votano.

Poniamo che le residue Brigate Rosse avessero ucciso un esponente di Forza Italia a Bologna alcuni mesi fa, e che l’allora primo ministro, Silvio Berlusconi avesse cosparso l’intera Emilia Romagna di volantini qualche ora dopo, ordinando che la popolazione evacuasse immediatamente le proprie case, abbandonando tutti i propri averi.

Poi, prima che tramontasse il sole, avesse sottoposto l’intera regione a un bombardamento da cielo e da terra, sparando sulle colonne di profughi e massacrando centinaia di emiliani, mentre le raffinerie esplose di Ravenna distruggevano per decenni la costa romagnola. E visto che c’era, Berlusconi avesse anche distrutto strade, ponti, Ipercoop e case del popolo di tutta la Toscana e l’Umbria.

Poniamo, poi, che dopo venti giorni di bombardamenti, e due giorni dopo la strage di 37 bambini in un villaggio dell’Appennino, Berlusconi si fosse presentato alle telecamere, con il suo storico sorriso, dicendo che, anche se non erano stati ancora presi i brigatisti ricercati, era comunque stato eliminato l’elettorato emiliano-romagnolo, e quindi Prodi avrebbe perso le elezioni.

Questo esempio è assolutamente assurdo. E questo è interessante, perché se tutti, automaticamente, sono d’accordo che qualcosa è assurdo, ci dice parecchio sul consenso della gente.

Perché è assurdo? Certo, ci sono problemi tecnici – Berlusconi non potrebbe disporre così delle forze armate, è ovvio. Ma chiunque si rende conto che c’è un altro problema, molto maggiore: una sequenza del genere è semplicemente impensabile.

Anche il più complottista degli antiberlusconiani, di quelli che temevano "colpi di stato" o dicevano che vivevamo in un "regime", non avrebbe mai potuto fantasticare qualcosa del genere. C’è un muro davanti all’immaginazione: non riusciamo nemmeno a immaginare in quale girone dell’inferno finirebbe Berlusconi, se davvero avesse eliminato l’elettorato dell’Emilia-Romagna.

E se Berlusconi comunque poteva apparire come un personaggio un po’ pazzarello, nessuno potrebbe mai immaginarsi che gli Stati Uniti avrebbero fatto un ponte aereo per rifornirlo di armi, o che il Segretario di Stato americano avrebbe detto che si trattava delle "doglie di una nuova Italia che nasce", o che gli USA avrebbero bloccato ogni richiesta di cessate il fuoco alle Nazioni Unite, dicendo esplicitamente che Silvio aveva il diritto di completare la sua opera.

Inimmaginabile, poi sarebbe stato trovare i media di Londra o di Parigi divisi più o meno equamente tra sostenitori esaltati dell’azione di Berlusconi ("Le Brigate Rosse usano gli emiliani come scudi umani"), e critici.

Intendendo per critici quelli che scrivono, "Berlusconi ha il diritto di difendersi, ma proprio perché gli vogliamo bene, gli facciamo presente che rischia di offuscare l’immagine di Forza Italia, e di crearsi nuovi nemici tra gli emiliani sfollati".

Quando la stessa soluzione si applica, invece, a una popolazione non considerata "occidentale", tutto diventa improvvisamente non solo pensabile.

Non solo è pensabile: sta succedendo adesso.  E se è tranquillamente possibile fare a una popolazione ritenuta diversa ciò che sarebbe inconcepibile nei confronti di una popolazione percepita come "nostra", vuol dire che è finito l’intero concetto di universalità.

E quindi di uguaglianza e di fratellanza.  E quindi anche di libertà. E il genocidio, nelle sue tante forme, diventa perfettamente possibile.

Ma di fronte al genocidio, la resistenza non è solo un diritto. E’ un dovere.

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9 Responses to Il Volto di Qana (XVII)

  1. utente anonimo says:

    Caro Miguel,

    l’esempio sarebbe calzante se fosse possibile paragonare la penetrazione sociale di Hezbollah in Libano con quella delle Brigate Rosse in italia.

    Io ritengo che così non sia, il che inficia parzialmente il tuo paradosso, però potrei tranquillamente sbagliarmi a causa della mia manifesta ignoranza in materia.

    In ogni caso, grazie per le tue riflessioni (che a volte non condivido, ma che comunque trovo sempre intellettualmente stimolanti).

    FJF

  2. Ste65 says:

    FJF, l’esempio di MM era ovviamente “per assurdo”, ed in queste cose è normale esagerare.

    Se vogliamo trovare un’esempio “serio” possiamo fare un parallelo con l’IRA (avvertenza: non sto dando giudizio di valore ma sto solo facendo un parallelo quantitativo,; asternesi pertanto soloni et indignati) che aveva certamente ampio seguito tra la popolazione.

    Non mi risulta che gli inglesi (peraltro piuttosto duri ed accusati di numerose violazioni dei diritti umani) abbiano raso al suolo i quartieri cattolici di Belfast.

  3. utente anonimo says:

    L’esempio è perfetto eccezion fatta per il fatto che le brigate rosse ora, non godono dell’appoggio del 79-80 per cento della popolazione emiliana o almeno non oggi nel 2006. Agli loro esordi le BR avevano molto più appoggio da parte della popolazione (ricordate le bandiere rosse nei quartieri periferici di Milano ogni volta che un “capetto” veniva rapito ??) ma sshhhhh questo non si può dire ….

    Gli Helzbollah hanno una penetrazione sociale ben diversa e soprattutto sono un movimento di resistenza e liberazione nazionale ben cosciente anche del fatto che il Libano è una nazione a forte vocazione interconfessionale …

    Per il resto condivido pienamente …

    FrankIlVandalo

  4. utente anonimo says:

    Scusate lo “Agli loro esordi” … vado a mozzarmi un dito …

    FrankILVandalo

  5. utente anonimo says:

    Spunto interessante, ma paragone improponibile…

    JZ

  6. kelebek says:

    Per Frank Il Vandalo, ovviamente il mio paragone è assurdo.

    Ma quello che volevo sottolineare è che la cosa più assurda non sono i dettagli fattuali – giustamente, il diverso rapporto tra BR ed emiliani e quello tra libanesi e Hezbollah – ma la possibilità che uno stato in Europa decida di mettere in fuga milioni di persone per rappresaglia collettiva.

    Miguel Martinez

  7. kelebek says:

    per ste65, giusto l’esempio di Belfast.

    Ma quello che volevo sottolineare non erano solo i bombardamenti, quanto il discorso di Olmert, che dice chiaramente che uno scopo della guerra era la pulizia etnica del Libano, e che si è vicini a raggiungerlo: è come se gli inglesi avessero cercato di risolvere la questione nordirlandese deportando tutti i cattolici e radendone al suolo le case.

    Miguel Martinez

  8. daciavalent says:

    assolutamente inarrivabile, come al solito. accidenti, se gli usa mi appoggiassero ti bombarderei

    dacia

  9. Ste65 says:

    Kel, in effetti pare che gli inglesi ci avessero pensato. La notizia è molto dubbia*, ma te la copio e incollo

    “Ulster: nel ’72 Londra pensò a deportazioni

    di massa dei cattolici per risolvere la crisi

    LONDRA – Deportazione in massa dei cattolici e la creazione di un piccolo Stato protestante: era questo il progetto che Londra aveva in mente nel 1972 per porre fine alle violenze tra unionisti e repubblicani in Ulster. Il programma del governo inglese, allora guidato da Edward Heath, prevedeva una sorta di pulizia etnica, insomma, come soluzione alla crisi che tuttora insanguina la regione. Le prove sono state trovate in una serie di documenti declassificati e conservati negli archivi di Stato di Londra. Il 1972 fu uno degli anni più sanguinosi della guerra civile nel nord dell’Irlanda, l’anno ricordato per la strage del Bloody Sunday, quando 14 civili furono uccisi a Derry”

    http://old.lapadania.com/2003/gennaio/02/02012003p15a6.htm

    *in italia la notizia è stata riportata da “la padania” e da alcuni siti di estrema destra: non certo il massimo dell’autorevolezza.

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