Il Volto di Qana (XV)

Abbiamo già incontrato i sorridenti rappresentanti della Hasbarà, ossia della pubblicità sionista militante, alle prese con i gay e con i neri.

Gli argomenti dell’hasbarà sono quelli esposti in maniera definitiva da Fiamma Nait e Deborah Firenstein nella loro "vera storia d’Israele", un testo la cui lettura consiglio a tutti.

Adesso il London Times ci informa che il governo israeliano sta lanciando sul pianeta un "esercito di ciber-soldati". Il Ministero degli Esteri ha ordinato ai propri giovani diplomatici in formazione di rintracciare siti web e forum "in modo che reti di gruppi statunitensi ed europei con centinaia di migliaia di attivisti ebrei" possano intervenire.

L’Unione Mondiale degli Studenti Ebrei (WUJS) ha già lanciato un software speciale che dovrebbe avvisare immediatamente dell’esistenza di forum o di sondaggi internet critici d’Israele, dove probabilmente possono applicare le geniali tecniche di voto plurale insegnate sulla mailing list Destra per Israele.

Prepariamoci a un flusso onnipresente di luoghi comuni, banalità e frittate girate.

In effetti, si sente il bisogno dell’esercito di hasbarini. Questa è la prima guerra in cui i media iniziano a riconoscere un ruolo fondamentale ai siti e ai blogger di Internet. Ne parlava già qualche giorno fa Lucia Annunziata in un interessante articolo sulla Stampa.

E’ un curioso danno collaterale per la società dello spettacolo: se la guerra è per un quarto massacro e per i due terzi manipolazione del flusso mediatico, è vero che i dominanti hanno il controllo quasi totale delle tecniche di macellazione umana. Ma Internet cambia, a sorpresa, le regole del gioco per quanto riguarda il flusso mediatico.

Di Internet si può dire tutto, ma è vero che mette oppressi e oppressori sullo stesso piano. E se gli oppressori hanno una maggiore preparazione tecnica e di comunicazione, gli oppressi sono comunque di più. E in genere, diciamocelo, hanno storie più interessanti, o comunque più drammatiche, da raccontare degli oppressori.  

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11 Responses to Il Volto di Qana (XV)

  1. Nel Nome di Ritvan,

    l’ Intelligente lo Spiritoso, l’ Acutissimo ;-)

    ***Abbiamo già incontrato i sorridenti rappresentanti della Hasbarà, ossia della pubblicità sionista militante, alle prese con i gay e con i neri. ***

    Sarà pure come dici tu, ma io il Padre di Famiglia Islamico Barbuto

    col ritratto di Khomeini sopra la …testata ;-) del letto non ce lo vedo proprio a votare per Vladimir Luxuria … Non mi risultano Paradisi in Terra della Sharia ove i Gay abbiano vita facile [Se in vita ce li lasciano ;-(]

    Riguardo al “Dermatotipo Melanodermico” presuntamente difeso a Scimitarra Tratta ;-) dall’ Islam , se la Valent si facesse un viaggetto in Sudan

    avrebbe una sgraditissima sorpresa !

  2. utente anonimo says:

    Sei rimasto l’ultimo a credere nei dermatotipi.

    E uno dei pochi a credere che il rabbino barbuto sia meglio disposto verso i gay dell’imam barbuto.

    Paolo

  3. utente anonimo says:

    Paolo, mi deludi … i dermatotipi li tiro in ballo proprio perché si tirano fuori a sproposito in tante occasioni, ad exemlpum si parla di “Razzismo” se uno dice che non vuol vedersi islamizzato…Quando invece l’ Islamizzazione è un problema che con tutto c’ entra forché col DermatoCromatismo….la Valent poi fa un sinolo del suo esser Melanodermica ed Islamica….in Sudan le crollerebbe la Dunya addosso….Lo so che non lo sai, solo Antonio Socci osa parlarne !!!

    By

    EternalFreedom&Quantaltro ;-)

  4. utente anonimo says:

    Davide, è già la seconda volta che resti deluso.

    Da “delenda” in “deludenda” ,

    Aurora.

  5. kelebek says:

    Per Eternal Freedom,

    non ho mai conosciuto un sudanese bianco, per cui Dacia si troverebbe bene da qualunque parte.

    Miguel Martinez

  6. utente anonimo says:

    Vi dirò: Rumi e Reza saranno pure due wanna-be Ayatollah, ma almeno sono coerenti: non vogliono Mischioni con gli Atei Comunisti !

    …Miguel si legga “I Nuovi Preseguitati” di Antonio Socci: scoprirà una Verità Scomoda che gli era sempre stata nascosta !!!

  7. utente anonimo says:

    EF&Quantaltro

  8. Miguel, il commento n. 5 è un sofismo indegno dell’intelligenza che dimostri. E’ vero che tutti i sudanesi sono scuri (d’altronde il nome significa proprio “Paese dei Neri”, no?), chi molto, chi un po’, chi moltissimo; è anche vero che c’è una parte, che si ritiene araba o perlomeno “più” araba, che non si fa scrupolo ad opprimere, massacrare, spesso anche rendere schiavi (non in senso metaforico) gli elementi “neri”. Senza preoccuparsi troppo, questo va detto, che siano cristiani, musulmani o animisti.

  9. utente anonimo says:

    “Lo so che non lo sai, solo Antonio Socci osa parlarne !!! ”

    A dire il vero ne parlano in tanti, mi sembra quasi un topos dell’anti-islamismo. Boh.

    Quanto ai dermatotipi: te c’hai un po’ la mani di tirarli fuori, ogni tanto te ne esci con questi “leucodermi” e compagnia, come quando parlavi dei falasha.

    Non sarebbe più facile dire, anzichè “melanodermi”, semplicemente “neri” che è di uso comune e non ha pretese- tra l’altro assurde- di scientificità?

    Ciao!

    Paolo

  10. kelebek says:

    Per il commento n. 8,

    il problema è che qui gli islamofobi dicono che gli “arabi bianchi” sarebbero razzisti perché in Sudan “opprimono i neri”, come se si trattasse dell’Alabama.

    In realtà ci sono alcune popolazioni nomade, nere, che vantano una genealogia immaginaria araba, che continuano a razziare popolazioni altrettanto nere, altrettanto musulmane, che vantano altre genealogie.

    Come hanno sempre fatto, la differenza adesso è che i nomadi hanno armi migliori di quelle che avevano nel 1700.

    Tra l’altro, i sedentari sono politicamente vicini ai “fondamentalisti” repressi dal nuovo governo sudanese.

    Tutto ciò ci dice molto su un paese complesso come il Sudan, ma è strumentale cercare di universalizzare questi elementi.

    Miguel Martinez

  11. Nessuno universalizza niente, Miguel. Però, parlando del caso Sudan, negare che ci sia una differenza -morale, se vuoi- tra le popolazioni che si sentono arabe (che poi lo siano o no non ha importanza. Mica compiono razzie in quanto arabi) che compiono tali crimini e le popolazioni che non si sentono arabe -che non sono solo musulmane, guardiamo i nubiani- che per lo più subiscono, sarebbe ridicolo e darebbe il destro a critiche più o meno interessate. Allo stesso modo, biasimare e ritenere sbagliate o immorali alcune pratiche, azioni, ecc… di popolazioni islamiche o islamizzate non è certo islamofobia. Se stigmatizzo la caccia alle streghe di Salem o il comportamento delle attuali sette protestanti statunitensi verso il mondo arabo e musulmano, faccio forse della “puritanofobia”? Più semplicemente, segnalare e per quello che si può combattere il marcio dovunque esso sia non solo è giusto e doveroso per persone “di sinistra”, ma dà anche l’autorità etica per alzare la voce contro chiunque senza essere tacciati di faziosità e partigianieria.

    Penso, eh.

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