La fabbrica di Mastro Geppetto

Il 19 ottobre 2005, Il Giornale ha pubblicato una pagina intera sotto l’immenso e inquietante titolo, “Olimpiadi ed elezioni a rischio terrorismo“. La pagina ci permette di sbirciare anche nelle presunte pulsioni psicologiche dei cattivi:

“Eventi come le Olimpiadi di Torino e le elezioni di primavera esercitano una forte attrazione sui terroristi per l’attenzione dei media internazionali e le concentrazioni di folla”.

Fuffa pura, ovviamente, visto che non è successo assolutamente, né alle Olimpiadi né durante le elezioni, ma nella mente di qualche lettore sarà rimasta la visione del sangue della pattinatrice sgozzata che scorre sul ghiaccio, tra schiere urlanti di islamonazicomunisti.

Nella stessa pagina, un certo Gian Marco Chiocchi scrive un articolo che specifica nomi e cognomi delle persone da paura: “In Italia patto tra rossi e e neri per aiutare i ribelli iracheni”. “In testa il gruppo di Assisi guidato da Moreno Pasquinelli”, cioè l’immancabile Campo Antimperialista.

L’articolo parla di un imprecisato “dossier” o “punto di situazione degli 007″, ed è una specie di noioso elenco telefonico di persone, tutte “nel mirino degli 007” (il titoletto è accompagnato proprio dal disegno di un mirino) che hanno in comune solo la critica all’invasione statunitense dell’Iraq.

Con questo facile criterio, Chiocchi riesce a infilarci vari nomi arabi (che fanno sempre paura), un dirigente dei Comitati Iraq Libero che avrebbe un cugino brigatista e che una volta avrebbe parlato con la compagna di un altro ex-brigatista. Quest’ultima affermazione è significativa. Infatti, il cugino del brigatista si sarebbe incontrato – cioè avrebbe scambiato un saluto – una sola volta nella vita con la compagna del brigatista. Nel luogo più ovvio: erano entrambi nella sala d’attesa del carcere, prima di parlare con i loro rispettivi parenti. Un incontro che ha avuto luogo davanti a un unico testimone – un agente di custodia. Indovinate che gliel’ha raccontata a Gian Marco Chiocchi.

Poi Chiocchi prosegue mescolando vari gruppi di sinistra e di destra a caso, e finisce con queste bizzarre parole:

Miguel Guillermo Martinez Ball, definito ‘ex miliziano addestratore di gruppi paramilitari sudamericani’ sostenitore della compagine filo-palestinese Al-Awda Italia”.

Quando i miei amici mi dicevano che dietro cose simili ci potevano essere “i servizi”, io, anticomplottista di ferro come sono, preferivo credere che ci fosse solo l’imbecillità di un singolo giornalista. In fondo, i servizi, con tutti i loro difetti, almeno sanno come stanno le cose. I giornalisti, in genere, no.

Ma proprio stamattina, mentre camminavo nel parco, vengo a sapere chi è che scriveva i copioni che poi Gian Marco Chiocci firmava. Si tratta di Pio Pompa, il Mastro Geppetto della disinformazione, che sfornava Pinocchi mediatici su scala industriale nel suo covo di Via Nazionale 230.

Ieri, il Corriere della Sera ha pubblicato intercettazioni da cui si intuisce che Pio Pompa avesse un rapporto privilegiato con Magdi Allam in persona. Si tratta di intercettazioni molto parziali, e non viene specificato se Allam ricevesse o no un compenso. Io tendo a pensare di no, perché Magdi Allam sicuramente guadagna molto di più pubblicando un articolo preparato per lui dai servizi, di quanto potrebbe fare prendendo quattro soldi direttamente dal Sismi.

Tra l’altro, anche Magdi Allam aveva tirato in ballo il sottoscritto in un suo articolo; mentre aveva addirittura scritto che “secondo fonti dei servizi“, a compiere la strage di Madrid sarebbe stato il “circuito del Campo Antimperialista spagnolo” (che semplicemente non esiste).

Se non ci credete, Magdi Allam ha veramente scritto un articolo in cui cerca di unire i fatti – l’attentato jihadista – con le menzogne di Aznar (“attentato dell’ETA”) usando come colla proprio il Campo.

Adesso sappiamo da dove nasce l’incessante campagna di demonizzazione mediatica contro il Campo Antimperialista, e anche una serie di diffamazioni molto meno gravi contro di me.

Leggendo stamattina La Repubblica sulla panchina, vengo a sapere esattamente come funzionava la macchina delle balle.

Nell’articolo Sismi, la grande ragnatela dei giornalisti di Ferruccio Sansa e Cristina Zagaria (La Repubblica, 28.07.06) ci raccontano degli stretti contatti di Pio Pompa non solo con l’Agente Betulla (alias Renato Farina), ma anche con Oscar Giannino di Libero, Andrea Purgatori dell’Unità e Stefano Cingolani, ex-direttore del Riformista.

Proprio in fondo all’articolo, leggiamo come Pio Pompa abbia fornito una serie di dritte e un video ai suoi collaboratori giornalisti riguardo alla morte di al-Zarqawi, e prosegue:

“Poco dopo, altra conversazione sul presunto capo terrorista, questa volta con Gianmarco Chiocci del Giornale. Lui, che dice di aver già il video che avrebbe incastrato Zarqawi, chiede: ‘Mi mandi, se c’è, un’analisi su Al Zarqawi. Io poi dopo ci attacco il pezzo?” E Pompa: “Io ti mando il comunicato tradotto di Al Qaeda, chi sarà il futuro capo”.

E così veniamo a sapere chi è che ha mandato le “analisi”, o le veline, o gli articoli già fabbricati, che hanno costruito sul nulla il panico sul “terrorismo alle Olimpiadi”, e mille altre leggende da paura.

Adesso sappiamo chi è che definisce questo traduttore di manuali tecnici un “ex miliziano addestratore di gruppi paramilitari sudamericani”.

E sappiamo chi è che ha diffuso sistematicamente in Italia le bufale sul “complotto islamonazicomunista“, come sempre “guidato da Moreno Pasquinelli e dal Campo Antimperialista“. Sappiamo, o intuiamo, chi ha creato cose improbabili come Gianluca Preite.

Lo so che queste bufale fanno estremamente comodo a grandi interessi internazionali. Ma è anche vero che ogni volta che c’è un “allarme terrorismo”, la gente come Pio Pompa può assicurarsi una segretaria in più, o una missione segretissima alle spiagge delle Maldive, o una Ferrari di rappresentanza. E’ proprio questa congiunzione tra cialtroneria, truffa e potere che è affascinante.

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30 Responses to La fabbrica di Mastro Geppetto

  1. utente anonimo says:

    Io credevo che le informazioni del giornalista su di te fossero tratte da un dossier dei servizi segreti, che a loro volta si basano su fonti “anonime”.

    Aurora.

  2. utente anonimo says:

    Il tuo “post” di oggi mi ha richiamato in mente la sensazione che ho provato (e che provo sempre più spesso) quando, per comprare un’libro ad un’amica, sono entrato nella libreria della stazione termini a Roma ed ho commesso il grave errore di avventurarmi nella sezione politica e storia …

    Ovviamente, fanno bella mostra di sè le opere del nostro caro Magdi Allam, ma anche le opere di gente come Zucconi oppure ancora Gianpaolo Pansa ed opere di un numero imprecisato di storici e politologi anglosassoni che sfornano biografie ogni cinque minuti sul solito dittatore comunista di turno e amenità simili …

    E’ semplicemente sconsolante constatare il livello aberrante delle pubblicazioni di questi ultimi anni e sarei veramente curioso capire se altre persone stanno provando questa mia sensazione …

    Mi verrebbe quasi voglia di tapparmi le orecchie e gli occhi … e di rifugiarmi nei classici.

    Si faccia vivo chi vuole organizzare un tour per le maggiori librerie romane e farsi un’idea di ciò che dico …

    FrankILVandalo

  3. utente anonimo says:

    vandalo non c’è bisogno di giri ulteriori anche se forse lo squallore editoriale raggiunge il suo apice proprio nelle librerie delle stazioni ; sono capitata una volta in quella di roma, appunto, e immediatamente mi venne una grande stanchezza, trovai però dei racconti di celati, molto belli:-)comunque anche in quelle “serie” non si scherza, a volte quando entro da feltrinelli guardandomi intorno penso, ecco di questi migliaia e migliaia di libri ,quanti se ne salveranno classici compresi?

    MARIA

  4. utente anonimo says:

    E’ da tempo che:

    1) i tg li ascolto solo per sapere quali informazioni cercare in internet (o per avere un filone da approfondire oltre la marea di opinioni monocorde che mascherano i fatti, o per avere una balla da smentire),

    2) i giornali non li compro più, perchè ho da risparmiare e non ho tempo e voglia di cercare i fatti col lanternino in un mare di menzogne e chiacchiere.

    Tuttavia, so benissimo che molte informazioni su internet le troviamo anche grazie ai siti dei giornali o dei giornalisti. (Non mi pare di trovarne nei siti delle tv e dei volti tv).

    Inoltre, per cultura contemporanea provo a non perdermi le poche perle di giornalismo che continuano a brillare ogni tanto su tv e giornali.

    Con questo, si capirà come mai io non abbia letto l’articolo di oggi del Corriere sui giornalisti imbeccati dal Pompa. E si capirà perchè, ciononostante, io provi a dire qualcosa su un nome che vi compare.

    Parlo di ANDREA PURGATORI.

    E’ vero. Non è più tempo di limitarsi a dire “mi pare impossibile, visto il pedigree del tipo in questione”.

    Ma com’è che non ci ricordiamo le sue inchieste sulle stragi fasciste degli “anni di piombo”? E’ suo demerito essere riuscito a scalfire in questi anni il berlusconismo rampante facendo da autore e attore con alcuni comici satirici censurati dai Berlusconidi? (leggetevi ad esempio i titoli di coda degli show dei Guzzanti e ricordate “Fascisti su Marte”)?

    La mia interpretazione è questa.

    Probabilmente, Bonini e D’Avanzo sono più pericolosi per i Mastri Geppetti, perchè riescono a tenere i contatti con personaggi del SISMI di cui essi ancora non hanno scoperto l’identità. Per questo, gli “007” si sono limitati a pedinarli.

    Il Purgatori invece si è perso qualcosa, negli anni in cui si è dedicato alla satira e ha perso di vista le gole profonde. Nel suo caso, i Mastri Geppetto han provato a imbeccarlo un po’. Magari dissimulandosi un po’, non come facevano col Betulla e coi suoi simili.

    Voi che leggete i giornali, ditemi comunque quali sarebbero le velinacce riportate dal Purgatori, citando i relativi suoi articoli. Potrei eventualmente cambiare idea anche sul suo conto, dopo che l’ho cambiata per tanta altra gente che sembrava così “dura e pura”……

    AB

  5. utente anonimo says:

    >Ma è anche vero che ogni volta che c’è un “allarme terrorismo”, la gente come Pio Pompa può assicurarsi una segretaria in più, o una missione segretissima alle spiagge delle Maldive, o una Ferrari di rappresentanza. E’ proprio questa congiunzione tra cialtroneria, truffa e potere che è affascinante. < Questa bella chiosa mi ricorda tanto il delizioso pamphlet “Il nostro agente ad Avana” di Graham Greene.
    Ciao

    Ritvan

    P.S. Aurora, se osi insinuare che io non abbia mai letto il succitato libro e abbia copiato il paragone da qualche articolo di giornale, ti sparo con un aspirapolvere modificato dagli hezbollah in congegno lanciarazzi (fornitomi dal Campo Antiimperialista completo di manuale d’istruzioni in sanscrito firmato da un tal Miguel Martinez:-)).

  6. utente anonimo says:

    Ritvan, non insinuo niente- stavolta-. L’aspirapolvere, anche se folletto, non credo si possa trasformare in lanciarazzi. Dovresti fare un salto al negozio di libri della stazione Termini, sfogliare il manualone dei lavori fai da te ( un “must” per tutti gli uomini di buona volontà), e verificare piuttosto come mai diventi emetti-polvere. Se non trovi la soluzione, provo a indovinare io : il sacchetto è pieno, il filtro à rovinato, ecc.ecc.

    Anche solo parlare di attrezzi da fatica, di sabato, è sacrilegio ( in questo sono in linea con gli ebrei, domani sarò più cristiana) quindi passiamo al post di Kel, da te commentato. L’avana non è un atollo delle maldive, che dopo mezz’ora ( mi hanno detto) l’hai girato tutto, anche le conchiglie ti ascoltano e poi potrebbero riferire , coi loro foschi toni, a chi le porta alle orecchie. Segreti lontani, abissali, incomprensibili, ma non si sa mai come possano essere auricolati da un receptionist ( grazie del precedente chiarimento) reporter al soldo della sabbia come Pio Pompa.

    La bodeguita de Cuba- libre con ghiaccio- sì che sa di passaggio di informazioni e segreti in un cocktai frastornante, tra rumba, mambo e cha-cha-cha della segretaria, la ferrari parcheggiata fuori.

    Aurora.

  7. utente anonimo says:

    Correzione : è .

    Aurora.

  8. utente anonimo says:

    Aspetto risposte su Purgatori.

    Capito Miguel?

    AB

  9. utente anonimo says:

    >Aspetto risposte su Purgatori.

    Capito Miguel? AB<
    Una richiesta che non si può rifiutare?:-)

    Ciao

    Ritvan

  10. utente anonimo says:

    >…un receptionist ( grazie del precedente chiarimento) Aurore<
    Non c’è di che. Chiamami Paravia, sarò il tuo dizionario!:-).

    Ciao

    Ritvan

  11. utente anonimo says:

    Heilà, ragazzi, io sparisco per un po’, vado in ferie per una ventina di giorni. Durante tale periodo potrete risparmiarvi le borse di ghiaccio sui gioielli di famiglia:-) e sputare a volontà senza tema di contraddittorio -almeno per quel che mi riguarda – su sionisti, amerikani, colonizzatori e schifezze umane simili

    Buone ferie a chi ci va!

    Ciao a tutti e ci riscriviamo a fine agosto

    Ritvan

  12. kelebek says:

    Per AB,

    temo di non essere in grado di darti nessuna risposta, perché conosco solo vagamente il nome di Andrea Purgatori e non leggo l’Unità da quando ha chiuso la bella sezione sulle religioni, molti anni fa.

    Mi limito a riferire ciò che dice Repubblica. Che a sua volta leggo quasi solo per le inchieste sul caso Abu Omar.

    Miguel Martinez

  13. kelebek says:

    Per Ritvan,

    ferie o parti per curare i muli dell’esercito israeliano?

    :-)

    Miguel Martinez

  14. utente anonimo says:

    >Per Ritvan, ferie o parti per curare i muli dell’esercito israeliano? :-)

    Miguel Martinez<
    Ferie, ferie, Miguel. Anche perché non mi risulta che Tsahal abbia un corpo di alpini con muli trasportatori d’artiglieria annessi. Credo che gli hezbollah, invece, dovrebbero usarli per trasportarvi i katiusha da una grotta all’altra per sentieri invisibili agli aerei israeliani. Ma non sono interessato a una loro eventuale “offerta di lavoro”. Troppi rischi. E poi, col nome e cognome che mi porto rischio che neppure mi pagano in petrodollari iraniani e cercano di compensarmi con un bonus per usufruire di un centinaio di vergini hurì supplementari nell’aldilà:-).

    Ciao

    Ritvan

  15. dantem says:

    Wow Miguel! Benvenuto nel mondo delle “conspiracy theories”, tuo malgrado ;-)

  16. utente anonimo says:

    Come hai ragione, aurora, a parlare di sacrilegio, quando si discute di lavoro in tempo di riposo. Io, se volessi una “cittadinanza onoraria”, è di questa tribù, di cui neppure so il nome, e che, temo, abbia fatto la fine accennata nel paragrafo che ti cito. Un po’ in ritardo, ma non ricordavo più in quale punto del mio porcile m’era stata gettata questa piccola perla. Ho dovuto sgrugnare molto per trovarla.p

    Una notizia di queste settimane dice che in piena U.R.S.S. è stata recentemente trovata una popolazione priva di contatti col mondo da secoli e secoli, chiusa tra le catene dell’Elbruz e del Casbek, nel Caucaso. I russi starebbero costruendo una strada per raggiungerla e “civilizzarla” (quella tale rete del mercato interno, che per la prima volta tutto rinnova). Vivono su case alte senza scale e vi salgono con una pertica (ideaccia per Le Corbusier!), non conoscono scrittura; ovviamente gli anziani istruiscono i giovani. Ma non sono loro i capi. “Assai più conta l’autorità delle donne che hanno spesso più di un marito, come quelle di certe regioni del Thibet, ad esempio, ove ancora si pratica la poliandria e il matriarcato e in cui la gelosia è totalmente sconosciuta (Cfr. Engels: se un fatto rimane ben certo è che la gelosia è un sentimento sviluppatosi relativamente tardi: risposta all’argomento che i maschi animali sono gelosi, mentre si tratta solo di lotta per potersi unire alla sola femmina cercata, al dato momento, da più maschi, e che ne accetta uno solo, cui pose fine la comunità ordinata nella gens ). Può capitare a chi viaggia in quel paese di ricevere, come il Kim di Kipling, offerte di matrimonio o di concubinato…”. Questo popolo non diretto da battilocchi avrebbe avuto contatti coi crociati nel Medio Evo; esso intelligentemente rispetta le condizioni del vivente lavoro: fa festa, pure essendo idolatra, il venerdì per Allah, il sabato per Jehovah e la domenica per il Cristo, il lunedì poi riposa per conto suo. Sta fresco, appena lo stakhanovizzano!

    (Superuomo, ammosciati, il programma comunista, 1953)

  17. kelebek says:

    Per p.

    il testo che citi è di Essad Bey, che citavo proprio alcuni post fa :-)

    Miguel Martinez

  18. utente anonimo says:

    Le vie del signore sono infinite, miguel, direbbe giustamente un cristiano. Il testo citato è di bordiga, che riprende quasi di certo un articolo di “antropologia” letto probabilmente sull’unità di allora (1953), o su qualche rivista del pci specializzata nel pubblicare materiale dell’urss. Ma non mi stupisco affatto, che di questa o simile tribù caucasica abbia parlato essad bey nei suoi testi, che dubito bordiga conoscesse, ma che l’autore russo dell’articolo poteva anche conoscere e aver usato nell’estensione del pezzo. E ancor meno mi stupisce se entrambi (cioè bordiga e essad bey) abbiano parlato con evidente simpatia (tanto che tu possa avere scambiato la citazione) d’un popolo primitivo da “civilizzare alle meraviglie della modernità”. Così, a occhio, senza conoscere nulla di essad bey, il maestro di caffè napoletano e l’emiro ebreo avevano entrambi in odio la lurida concezione che si dice “progresso”, o, con temine caro alla propaganda, “civilizzazione” (ed uso il francesismo/anglicismo non a caso).p

  19. utente anonimo says:

    p, il titolo -superuomo, ammosciati- mi è piaciuto, perchè riassume bene come il superlavoro debiliti.

    Però la cittadinanza onoraria della tribù matriarcale non farebbe per me : fiuto troppa fatica.

    Lascio il matriarcato alle possenti donne,le pastamatik, la forza di cento braccia, quelle che lavorano per tutti o impastano gli uomini malleabili per manipolarli a dovere e fornirgli istruzioni sul da farsi.

    Naturalmente contemplo l’eccezione : se fossero tutti belli e brillanti e assolutamente non stancanti ,mi convertirei volentieri al matriarcato, meglio all’aurorato, cioè ad accondiscendere al mio culto, con facoltà di scelta tra gli adoratori. Fingerei di scrutare tra le volute di fumo di un sacro braciere, per non offendere nessuno, ma interpreterei il responso secondo la mia predilezione ( quello che è stato, è stato, così ha voluto il fato.., tu sei, o diletto, lo sfortunato). Poi, dovrebbe essere sempre pronto il rogo per l’altrui sacrificio, in triste evenienza di avvistamento di concorrenza.

    Bella l’idea della pertica, ricorda i pompieri, sempre pronti all’uscita e all’azione immediata .

    Ti ringrazio comunque dello scritto : io seguo , quando mi conviene e estrapolandone quel che mi pare, i precetti evangelici: meglio ascoltare le perle di un maestro, anche se di caffè napoletano, piuttosto che mettersi a sramazzare nella stalla.

    Aurora.

  20. utente anonimo says:

    T’è piaciuto il titolo, aurora? Io ricordo che, capitato tempo fa in un blog d’un anticomunista intelligente, lessi di alcune letture che aveva fatto di bordiga, di cui amava la “bizzarria” dei titoli che bordiga dava a molti suoi articoli. A tal punto da citarne tutta una serie. Per darti un’idea posso citartene alcuni anch’io:

    Gli asini in maggio a Venere

    Gracidamento della prassi

    Danze di fantocci

    La batracomiomachia (che in quell’articolo “tradusse” strepitosamente in “toporanocchiata”)

    Il cadavere ancora cammina

    Dopo la garibaldata

    Raddrizzare le gambe ai cani

    Preparate il canguro

    Omicidio dei morti

    L’imperatrice delle acque purgative

    Fiorite primavere del Capitale

    Malenkov-Stalin, toppa, non tappa

    Chioccia russa e cuculo capitalista

    Battaglia nella pappa

    Far investire gli ignudi

    Esecuzione capitale ed esecuzione del Capitale

    E tanti altri, che non sto a riportare. Raffinatezza d’un borghese che “degustava” il lato letterario e “pittoresco” del napoletano? Del resto, si sa, a napoli hanno tutti animo d’artista, persino i marxisti. Ma come la mettiamo con quel trombone di napolitano, degno presidente di questa condegna repubblica? In realtà aveva colto un punto decisivo che molti comunisti ancora non hanno compreso. Viviamo ormai in un epoca “comica” e bordiga passava al linguaggio comico (in senso dantesco, non di zelig), lasciando quello tragico (sempre in senso dantesco) del primo novecento. Credo di averlo già detta un’altra volta questa cosa, ma è di estrema importanza. Oggi non si può parlare che comicamente, anche nei simboli, per esempio. Per questo, tra l’altro, l’attaccamento a falce e martello di molti comunisti non è comico, è semplicemente ridicolo. Infatti la prossima rivoluzione sarà comica.p

  21. utente anonimo says:

    p, tu sei lo scrigno della memoria di Bordiga, che continua a vivere tuo tramite ( l’ho già scritto ? Non ricordo). Non l’avrebbe potuto immaginare, il maestro, che qualcuno avrebbe assimilato così bene il suo succo e lo avrebbe distribuito ai posteri mantendolo naturale e vivace. Credo con nessun additivo, nessuna aggiunta di aromi al gusto personale, nessun arrangiamento per pseudo-aggiornamenti.

    E’strano il contrasto di e tra alcuni suoi titoli, dialogato coi morti ( è giusto ?), l’omicidio dei morti, il cadavere ancora cammina, e il senso di vitalità che ancora hanno, attraverso di te, i suoi titoli e scritti.

    Il passato dei morti non si aggrappa, impedendogli il movimento in avanti, al presente dei vivi, ma si adagia come un fluido che scorre in un altro soggetto, affinchè questi lo trasmetta , a sua volta, ad altri posteri.

    Avrei duecento considerazioni sul tuo commento, ma sappi solo che sono stata indotta a cercare il comico in Dante, ho trovato un bella critica sui barattieri (pertinentissimo all’attivismo finalizzato solo al guadagno) , e mi sono sorpresa di non essermi mai chiesta perchè la Divina Commedia si chiamasse commedia. A scuola, veramente, sorvolano sulle basi. I miei professori non dovevano avere granché passione e noi allievi ne avevamo meno di loro.

    Aurora.

  22. utente anonimo says:

    Ma si chiama Chiocchi ( quinto capoverso del post) o Chiocci ?

    La distorsione del nome è un esempio freudiano di psicopatologia della vita quotidiana (chiocchi, quelli come te sono proprio sciocchi) ?

    Aurora.

  23. utente anonimo says:

    I fatti di cana lasciano attoniti, non solo per la particolare indifferenza alle vite umane dimostrata dagli israeliani, ma anche perché non si capisce bene cosa vuole veramente chi s’è comportato così. Sul punto dell’efferatezza voglio essere chiaro però, a costa di meritare il titolo di cinico. Tutto il dibattito complementare di “crimini di guerra” o “danni collaterali” è un’enorme sciocchezza. Guardiamo la storia dell’aviazione e dei lanci a lunga gittata, di cui le v2 su londra sono state degne capostipiti. Bene, se si potesse fare storicamente un calcolo di quanti morti militari e quanti civili questi tipi d’arma hanno causato, quale sarebbe il rapporto? Forse 100 a 1, forse molto di più a “favore” dei morti civili. Se, come l’inutile convenzione di ginevra recita, uccidere civili è un crimine in guerra, l’aviazione è, per reiterate prove storiche, un’arma intrinsecamente criminale, e si dovrebbe bandire, se la carta di ginevra fosse cosa seria, da tutti gli eserciti. Invece chi ce l’ha non se ne priva di certo, e chi non ce l’ha, o ne ha poca, cerca di procurarsela in tutti i modi, senza che l’inutile ginevra o il più inutile onu nulla abbiano da ridire. Il resto sono spreco di fiato e carta, buoni solo per concimare qualche “betulla” da una parte o pianta “rossa” dall’altra.

    Ma venendo ai fatti di cana, cosa vuole chi li ha deliberati? Vuole davvero il crescendo del conflitto fino a buttare nello scontro altre nazioni islamiche? Basta davvero che ci sia un’amministrazione americana particolarmente acquiescente verso israele, per ritenere che i dirigenti di quel paese pensino sia giunto il momento del redde rationem? E fino a che punto è una scelta voluta? O è forse solo una dirigenza allo sbando, che dopo più di cinquant’anni di guerra ha ormai i riflessi condizionati a reagire in un certo modo e la sensibilità ottusa? Io non lo escluderei di certo, e in certa misura, non so quanto grande (temo, parecchio) è senz’altro così. Guardate il volto nuovo del laburismo israeliano, peretz, la speranza (anche fondata) d’un cambiamento sociale dentro israele. Ma come ministro della difesa s’è prontamente adeguato, con zelo da neofita, agli illustri predecessori della carica. Un autentico cane di pavlov. Noi comunisti conosciamo bene il meccanismo, per averlo visto tante volte all’opera nella iii internazionale risucchiata dallo stalinismo. Le analogie sono impressionanti. Di certo resta la strana situazione di due paesi, usa e israele, che per combattere il fondamentalismo islamico e cambiare, per palese dichiarazione, in direzione laica il medioriente, hanno distrutto i due paesi più laici della zona, fomentando, per reazione, la resistenza islamica. Anche a volersi mettere dalla loro parte, e prendere per sincere le loro parole (cosa che io non ho difficoltà a fare) c’è qualcosa che sfugge; temo, anzitutto a loro.

    Quanto alla resistenza islamica, anche qui voglio essere chiaro. Pur comprensibile, visto la situazione spaventosa di quei paesi, non c’è da farsi illusioni su movimenti dietro i quali ci sono i nasrallah o i yassin, o personaggi simili. Per quanto generosa, come generosa per molti versi è stata la resistenza italiana, come i nostri maestri vedevano nulla di buono in un movimento guidato dai nenni/togliatti, così noi non possiamo chiudere gli occhi in nome d’una lotta a un nuovo, e ti pareva se non rispuntava il nome, fascismo, questa volta suppostamente israelo-americano. La via del cambiamento è trasversale a tutti i gruppi che adesso sono in lotta, nascerà, se nascerà, dalla dissoluzione di questi schieramenti. O non vedo altro che continua spirale cieca di violenza.

    Per questo voglio concludere con quella foto, divenuta giustamente famosa, della bambina israeliana che scrive sulla bomba. Quante se ne sono dette. Io non credo e non cedo più a grandi indignazioni. Molto probabilmente in quella scritta c’era solo il desiderio d’essere protetta, che la bomba, e, soprattutto, l’organizzazione che può costruirla e sganciarla crede le possa dare. Ingenuamente, forse, visto in che mani sono, siamo messi. E si potrebbe dire lo stesso delle foto dei bambini in armi palestinesi. Però che vuol dire in che mani siamo messi? Forse, come ho letto di recente in un blog indignato di kilombo, che i “guerrafondai” (olmert e nasrallah, fondamentalisti sionisti e islamici) si scannino tra di loro, e lascino in pace gli altri, “che non c’entrano”? O non vuol dire piuttosto, in che mani siamo messi, quali sono i rapporti che ci legano a quelle mani e che, in ultima istanza, ci spingono, proprio come la bambina israeliana, ad affidarci a quelle mani?p

  24. dantem says:

    Io invece non capisco come questa volta non ci sia proprio spiegazione che tenga, per un tale attacco, se non quella di entrare nella mente malata di un “fondamentalista” giudeo o cristiano che sia, a seconda della sponda “democratica” a cui si volge lo sguardo, che sogna la riconquista della terra promessa, l’apocalisse, l’armageddon o che altro.

    E dire che con l’invasione dell’Iraq mi sembrava già di aver visto il fondo.

  25. Io invece sono un po’ più complottista di te Miguel, questa faccenda non mi piace affatto. Credo che in Italia si stia preparando qualcosa di poco chiaro. Per la verità non so nemmeno ad opera di chi ma ho una strana sensazioni. Senza voler fare il G.G. Feltrinelli l’aria è troppo torbida e la corruzione generalizzata di questa classe politica presagisce un cielo scuro.

  26. utente anonimo says:

    Ripensaremarx !, hai ripreso a lavorare mentre tutti fuggono in vacanza ?

    Aurora.

  27. Si, da una settimana. Poi dicono che i comunisti non hanno voglia di lavorare!

  28. utente anonimo says:

    così, ripensare, mentre tutti saremo in vacanza, tu vigilerai contro il golpe strisciante. Ma non vorrai mica commettere l’enorme sciocchezza, foss’anche vera la cosa, di difendere la democrazia? Questa d’italia, poi.p

  29. oniat says:

    Fiamma Nirenstein e la censura planetaria

    [..] di da Questo è un post lungo, noioso e imperfetto, nel senso che ci sono molte cose ancora da capire e chiarire. Un mese fa, il 22 aprile, è stata ufficialmente lanciata una campagna per bandire per legge e in tutto il mo [..]

  30. oniat says:

    Fiamma Nirenstein e la censura planetaria

    [..] di da Questo è un post lungo, noioso e imperfetto, nel senso che ci sono molte cose ancora da capire e chiarire. Un mese fa, il 22 aprile, è stata ufficialmente lanciata una campagna per bandire per legge e in tutto il mo [..]

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