Il Volto di Qana (V)

Interessante discussione ieri con un amico, cattolico, grande conoscitore del Libano e del mondo maronita in particolare.

Quello che segue è l’esposizione, il più possibile fedele, del suo punto di vista, non del mio.

Il Libano vive da decenni tra l’incudine della Siria e il martello d’Israele.

Oggi è rimasto solo il martello, visto che gli Stati Uniti hanno organizzato in Libano quella che doveva essere la prima "democrazia esportata" del Medio Oriente.

E’ successo così lo stesso fenomeno che abbiamo visto con la caduta del fascismo in Italia o quella dei regimi socialisti dell’Est: la casta di mafiosi che prima governava per conto della Siria, è passata in blocco nel campo statunitense, grazie anche a mediazioni e interferenze saudite, e sfruttando il sistema elettorale creato dai siriani nel 2000, che attraverso vari trucchi, assicura una rappresentanza del tutto sproporzionata ai vecchi notabili.

Allo stesso tempo, il sistema politico libanese prevede una divisione di tutti gli incarichi su basi religiose, mentre non permette di censire le dimensioni di tali gruppi.

I rapporti tra i gruppi, ciascuno sotto la guida di un feudatario, diventano così decisivi, ma sono fossilizzati nella situazione in cui si trovavano oltre mezzo secolo fa.

Il Libano uscito dalla cosiddetta rivoluzione del 14 marzo doveva essere, quindi, uno stato diviso su basi settarie, filoamericano e aperto alle interferenze israeliane, governato dai notabili di sempre, di varia estrazione religiosa.

Questo progetto è fallito a causa di Hezbollah e del Generale Michel Aoun.

Hezbollah lo conosciamo – è di gran lunga la prima forza del Libano, e rappresenta forse la metà della popolazione del Libano. Ha mantenuto rapporti discreti, ma non di sudditanza, con la Siria e soprattutto con l’Iran, come avrete sicuramente sentito dire un centinaio di volte dai media in questi giorni.

Invece, il Generale Aoun è l’unico uomo politico libanese che abbia combattuto con le armi contro l’occupazione siriana, e per questo ha passato gli ultimi quindici anni in esilio.

"Il Generale" è di famiglia maronita (cattolica), ma è nato in un quartiere povero e di religione mista.

Questo lo ha indotto a combattere da sempre contro la divisione settaria del paese. Diventato comandante dell’esercito libanese, ha creato i primi reparti interconfessionali.

Nel 1988, venne nominato primo ministro e nel 1989 cercò di espellere l’esercito siriano dal paese. La confusa situazione che ne seguì, con bombardamenti, cambi di incarichi e trattati, si concluse nel 1990 con un accordo tra Stati Uniti e Siria: la Siria avrebbe appoggiato l’attacco statunitense contro l’Iraq, e gli Stati Uniti avrebbero dato mano libera alla Siria in Libano.

L’esercito siriano, assieme a gruppi cristiani, lanciò un grande attacco militare, e Michel Aoun fu costretto ad andare in esilio.

Ritornato in Libano nel 2005, Aoun lanciò un movimento interconfessionale, che entrò subito in rotta con il governo filo-statunitense e i suoi progetti di privatizzazione e svendita delle risorse nazionali.

Nelle elezioni, il movimento di Aoun ebbe un notevole successo in termini di voti, conquistando le zone cristiane dell’interno, ma ebbe un numero basso di seggi a causa della legge elettorale.

Il 6 febbraio 2006, Aoun strinse un importante accordo con Hezbollah, con cui Hezbollah – che aveva già rinunciato ufficialmente all’idea di instaurare uno stato islamico in Libano – aderì sostanzialmente al progetto di Aoun per un Libano giuridicamente laico.

I motivi sono probabilmente molti: la laicità conviene storicamente alle minoranze discriminate, come gli sciiti libanesi (che poi oggi non sono più minoranza, ma sono certamente discriminati); e poi non ci vuole molto per capire che la frammentazione etnoreligiosa del Libano è ciò che ha permesso anni di manipolazione straniera nel paese. Chiaramente, poi, la laicità, in un paese mediorientale, non implica alcun "laicismo" antireligioso.

In queste ore, mentre 700.000 libanesi fuggono dalle loro case, la divisione è diventata molto netta.

Da una parte, un governo privo di autorità, che può contare solo su alcuni giri clientelari, ovviamente vorrebbe che l’opposizione non esistesse, ma non può intervenire contro la maggioranza del proprio paese.

Dall’altra, il patto tra "Il Generale" e Hezbollah. Che, nella pratica, è un’inedita alleanza tra laici, cristiani e sciiti, in nome dell’indipendenza nazionale.

Forse adesso si può capire perché i bombardieri israeliani hanno anche colpito chiese cristiane, e hanno attaccato ieri il quartiere cristiano di Ashrafiyeh a Beirut; o perché ovunque nel mondo, ci siano sacerdoti cristiani tra i libanesi che manifestano contro l’invasione.

E siccome tutti fanno dietrologie sulla Siria o l’Iran senza saperne nulla, anche il mio amico si permette di lanciare lì un’ipotesi.

Cioè che Israele ha deciso di venire meno alla storica pratica di salvare la vita dei propri soldati scambiando prigioneri, per attuare la soluzione finale al problema libanese, come riferisce l’ANSA del 12 luglio:

"Il capo di stato maggiore [israeliano] ha minacciato di riportare il Libano, che si sta ancora riprendendo dalle ferite inflittegli dalla guerra civile negli anni settanta e dalla successiva invasione israeliani nei primi anni ottanta, "indietro di decine d’anni" se i due soldati non saranno subito liberati."

A me sembra che sapere tutte queste cose sarebbe utile per l’italiano medio, che deve decidere cosa pensare della guerra in corso. Magari anche ascoltando cose opposte a quelle che dice il mio amico, che so, che la politica laica proposta da Michel Aoun è sbagliata.

Invece, ieri, Repubblica regala tutta la quarta pagina a Thomas L. Friedman che spiega così le motivazioni di ciò che ha fatto Hezbollah. Anzi, "Nasrallah", perché bisogna sempre personalizzare:

"Non capisco la mentalità orientale… [per Nasrallah] non si tratta di vincere o perdere; si tratta di uccidere degli ebrei".

Ecco. Non è un blog néoconnard dall’italiano zoppicante.

Non è nemmeno l’Agente Betulla su Libero.

Questa è Repubblica, quotidiano che chiamano "di sinistra".  

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21 Responses to Il Volto di Qana (V)

  1. Quella frase è davvero allucinante, quando leggo certe cose su Repubblica (con tutto che tale giornale si autoproclama almeno un paio di volte a settimana “moralmente superiore”) non so mai se ridere o piangere.

  2. utente anonimo says:

    Non credo Hezbollah rappresenti una fetta così grande di Libano, così come non credo agli sciiti come sostenitori di uno stato laico.

    Non eran forse loro, i “laici”, ad osteggiare qualsivoglia proposta di legge sui matrimoni civili in Libano?

    JZ

  3. utente anonimo says:

    Friedman : ah, dimenticavo.

    Saluti,

    Raskolnikov

  4. utente anonimo says:

    Cosa c’è che non va nell’analisi del tuo amico maronita, Miguel? Mi sembra azzeccata …

  5. utente anonimo says:

    Manca la firma al commento #5

    C.

  6. rubimasco says:

    Viva Hezbollah , Viva la Resistenza Libanese.

    —e stai qui a scrivere? Valli ad aiutare, no? Ti arruoli e via. Mi pare giusto per i tuoi fratellini musumani.

    saluti

    Rubimasco

  7. kelebek says:

    Per Rubimasco,

    quello che dici lo sento spesso, e non mi riferisco solo alla questione libanese.

    In linea generale, non sono d’accordo. Quando si è in pochi e con pochissime risorse, alle prese con forze nemiche immense, si deve valutare attentamente ciò che si fa.

    Un italiano che va in Libano, che conosce poco o nulla la lingua, che non sa fare nulla di utile, sarebbe solo un peso.

    Quello che bisogna fare è mettere a disposizione le proprie capacità. In un mondo mediatico, la cosa più utile che può fare chi non se ne intende né di chirurgia né di armi, sarebbe fare un reportage.

    Oppure lottare a casa propria, visto che senza il sostegno del cosiddetto Occidente, Israele non sarebbe più pericoloso dell’Estonia.

    E quindi la vera lotta si svolge qui.

    Miguel Martinez

  8. rubimasco says:

    Per Rubimasco,

    quello che dici lo sento spesso, e non mi riferisco solo alla questione libanese.

    In linea generale, non sono d’accordo. Quando si è in pochi e con pochissime risorse, alle prese con forze nemiche immense, si deve valutare attentamente ciò che si fa.

    Un italiano che va in Libano, che conosce poco o nulla la lingua, che non sa fare nulla di utile, sarebbe solo un peso.

    Quello che bisogna fare è mettere a disposizione le proprie capacità. In un mondo mediatico, la cosa più utile che può fare chi non se ne intende né di chirurgia né di armi, sarebbe fare un reportage.

    Oppure lottare a casa propria, visto che senza il sostegno del cosiddetto Occidente, Israele non sarebbe più pericoloso dell’Estonia.

    E quindi la vera lotta si svolge qui.

    Miguel Martinez

    —sarei daccordo con te se Rumi avesse un’ atteggiamento diverso. Ma l’ atteggiamento “islamici superiori e giusti in ogni caso” secondo me impone un ritorno alla realtà. Io dico “vai” a lui come lo dico a chi sostiene Israele in modo acritico, per me fanno parte della stessa fazione. Giusto quello che dici, da un certo punto di vista, ma come vedi dalle foto la vera lotta NON si svolge qui, si svolge lì. Qui da noi si svolge la discussione da bar, al massimo il comizzietto.

    Ora il punto è che secondo me il reportage migliore è quello che cerca il più possibile di presentare i fatti come sono, e non come li pensiamo utopisticamente. Per cui ripeto: “vai Rumi, vai a renderti conto di come è la realtà”.

  9. utente anonimo says:

    >—e stai qui a scrivere? Valli ad aiutare, no? Ti arruoli e via. Mi pare giusto per i tuoi fratellini musumani.

    saluti Rubimasco<
    Ma allora dormi, caro Rubimasco!:-) Rumi ha già detto che ci va, prima che glielo consigliassi tu. E un po’ di pazienza, che diamine, non si parte per fare il mujahid così, su due piedi, come se si andasse ad un picnic fuori porta!

    Ciao

    Ritvan

  10. utente anonimo says:

    Miguel,

    bene il riportare l’opinione di un sostenitore di Aoun ma mi mancano degli elementi:

    chi sono i governanti oggi in Libano?

    come mai sei così reticente a dare i numeri delle elezioni e così prodigo di valutazione soggettive?

    cosa c’entra Israele con le dinamiche interne della politica libanese?

    cosa c’entra Hezbollah con Israele?

    Insomma, ancora non mi hai convinto che l’attacco israeliano sia frutto della malvagità e non dello scontro cercato da Hezbollah.

    Francesco

  11. utente anonimo says:

    >Friedman : ah, dimenticavo. Saluti, Raskolnikov<
    Nel senso di cognome tipicamente ebraico?:-). Ma allora digiamocela tutta-come dice La Russa- a Miguel che si lamenta di una “La Repubblica” de sinistra. De Benedetti, l’editore, è ebreo!:-).

    Ciao

    Ritvan il Trucido Antisemita:-)

  12. utente anonimo says:

    Di Libano ne so poco, ma il fatto che JZ, bieco sionista gongolante:-), non trovi da obiettare alla ricostruzione storica maronita riportata da Miguel che la scarsa laicità degli Hezbollah (ekkekakkio, mica si può pretendere che un “Partito di Dio” sia anche campione di laicità!:-) ) la fa diventare quella ricostruzione abbastanza credibile ai miei occhi. Il bello del confronto di idee!

    Ciao

    Ritvan

  13. utente anonimo says:

    >…senza il sostegno del cosiddetto Occidente, Israele non sarebbe più pericoloso dell’Estonia.MM<
    Con la non trascurabile differenza che quando l’Estonia decise di “mettersi in proprio” nessuno si sognò di accusarla di essere uno “Stato OGM” e di sottrarre il Sacro Suolo dell’URSS, con conseguente lancio di katiusha sul “ladro”, che alla sullodata URSS non mancavano, visto che li aveva inventati:-).

    Ciao

    Ritvan

  14. kelebek says:

    Per Francesco,

    La risposta alla tua domanda non è semplice.

    1) Non ho i dati complessivi dei voti, che probabilmente richiederebbero calcoli molto complessi.

    2) I seggi vengono assegnati obbligatoriamente secondo il seguente criterio:

    Maroniti 34

    Greco-ortodossi 14

    Greco-cattolici 8

    Armeni ortodossi 5

    Armeni cattolici 1

    Protestanti 1

    Altri cristiani 1

    Totale cristiani 64

    Sunniti 27

    Sciiti 27

    Drusi 8

    Aleviti 2

    Totale musulmani 64

    E’ molto discutibile considerare drusi e aleviti come “musulmani” tout court, evidentemente sono inclusi solo per creare una perfetta parità numerica.

    Questi numeri non hanno alcun rapporto con la reale suddivisione della popolazione, che è il principale segreto di stato del Libano, per cui è dal 1932 che non si svolge un censimento.

    Comunque gli sciiti ricevono un numero di seggi pari a meno di metà della loro effettiva consistenza. Sugli altri gruppi, non saprei fare i conti.

    3) Fatta questa premessa, ecco i risultati delle elezioni:

    - seguaci di Rafiq Hariri 36

    - seguaci di Walid Jumblatt (drusi) 16

    - seguaci di Sami Ja’ja’ (clan maroniti molto settari) 5

    - Falangisti e alleati (antipalestinesi) 6

    - blocco di tripoli 3

    - vari 6

    Questi sono i “governativi”.

    L’opposizione è costituita da:

    - Amal (sciiti “tradizionali” che combatterono con i siriani contro i palestinesi nella “guerra dei campi”) 15 seggi

    - Hezbollah e alleati (che combatterono con i palestinesi contro i siriani) 18 seggi

    - partito della Siria unita (cristiano) 2

    - coalizione di Aoun 21

    In realtà, questi vari “partiti” sono coalizioni molto elastiche, attorno a interessi locali e a notabili.

    Se vuoi altri dettagli…

    Miguel Martinez

  15. utente anonimo says:

    se non ci sono i dati dei voti, il resto è fuffa, come rilevi tu.

    in ogni caso, non si spiega perchè i libanesi avrebbero dovuto appoggiare Hezbollah nella sua lotta contro Israele:

    lampante che Sheba è un pretesto, la resistenza ha vinto da anni.

    ci spiace per i palestinesi in Palestina, in cambio il trattamento per quelli in Libano rimane “discutibile”

    abbiamo un paese da ricostruire.

    certo, se contrapponi la fraterna presenza di soldati e servizi segreti siriani alla invasione neoliberista americana …

    vabbè, io mi sto convertendo alla posizione del Papa, che invoca la pace a gran voce e tace le analisi, perchè foriere di altre guerre.

    ciao e grazie

    Francesco

  16. utente anonimo says:

    >In realtà, questi vari “partiti” sono coalizioni molto elastiche, attorno a interessi locali e a notabili… Miguel Martinez<
    Come già detto, sarebbe il paradiso per Mastella:-) (oddio, non è che in Italia Mastella se la passi così male).

    Ciao

    Ritvan

  17. kelebek says:

    Per Francesco,

    se riesci a trovare tu i dati dei voti, facceli sapere.

    Per capire meglio il quadro, c’è da aggiungere che:

    - il movimento di Hariri ha forti legami con l’Arabia Saudita

    - il movimento di Jumblatt era inizialmente molto legato all’Unione Sovietica e ai palestinesi

    - Amal si è schierato contro i palestinesi anche a causa del forte rigetto che gli sciiti provavano verso l’esasperato e a volte offensivo “laicismo” dei palestinesi

    - il partito della Siria unita ha sempre puntato a un’unica grande area siriana, ma in dissenso con il partito Ba’th siriano

    - la Siria ha sempre garantito la pace ai confini con Israele, per cui Israele ha sostanzialmente sostenuto l’occupazione siriana

    - i falangisti, un movimento creato sul modello del fascismo italiano (e non spagnolo) sono quelli del massacro di Sabra e Chatilla, ma non sono così filoisraeliani da quando il Mossad ha ucciso il loro capo, Elie Hobeika, appena prima che si recasse a Bruxelles per testimoniare sui suoi rapporti con Sharon. Come è ambiguo il rapporto con la Siria, accusata dell’assassinio del suo capo.

    Miguel Martinez

  18. utente anonimo says:

    Miguel, perchè non si racconta anche perché il tutto è stato riequilibrato in chiave Muslim in Libano?

    Risposta: perché furono i cristiani ad avere più vittime e Profughi ed ad accrescere il potere rispetto a prima furono soprattutto gli sciiti.

    JZ

  19. ulivegreche says:

    Repubblica ci aiuta – credo – a comprendere quali saranno le mosse del governo komunista italiano in politica estera. Non vedo quale altra utilità possa avere.

  20. utente anonimo says:

    >Per capire meglio il quadro, c’è da aggiungere che:…MM

  21. utente anonimo says:

    >Per capire meglio il quadro, c’è da aggiungere che:…MM (commento 18).

    Sei il solito ottimista, Miguel. Si fa prima a capire la fisica quantistica o il paradigma ideologico di Mastella:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Dal commentus interruptus precedente si capisce che il caro splinder continua a fare i capricci.

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