Ritorni e nascite

Di nuovo qui, e scopro con piacere che il blog esiste ancora, ed esistono ancora i suoi infaticabili commentatori.

Di cose da commentare, e in particolare di libri da segnalare, ne avrei diversi. Ma in questo momento, preferisco limitarmi a fare un giro dei blog d’affezione, che sono ormai parecchi.

Talib prende spunto dalla noce moscata per portarci lontani.
Mirumir ha scoperto nuovi ometti barbuti.
Piccolo Zaccheo sviscera l’innamoramento di certi cattolici per il liberismo.
An-nisa ci offre alcune splendide riflessioni sulle radici bruciate.
Da Galenzanagraditi segni di rinascita.
Rubimasco ci regala un libro rivelato, nientemeno.
Su Peacepalestine, trovo la lettera di una donna palestinese, che racconta cosa si prova a vivere in un paese il cui governo è stato appena rapito.
Dove va il mondo, assieme a Iran Blog e Giardini dell’Anima ci tiene aggiornati su quello che succede in Iran.
Antiamericanista è combattivo come sempre.
Slowcore produce sempre riflessioni non frequenti, ma profonde.
Etty è approdata, pare, a Bruxelles.
Paniscus analizza acutamente la cultura delle vacanze al mare.
Incrocio dei Tempi continua a darci notizie e approfondimenti, mentre il quasi omonimo Segni del Tempo pubblica un pezzo molto importante sui prigionieri palestinesi.
Tantidati segue attentamente il tentativo di D’Alema di benedire la guerra in Afghanistan.
Viatrix ci racconta alcune delle perversioni terminali della nostra specie.
Collettivo Antimperialista continua a pubblicare i difficili ma incisivi commenti di Gianfranco La Grassa.
Palestina Libera ci informa sulla banalità del genocidio.
Carlo Gambescia fa un’esilarante analisi della mentalità del suddito coloniale Beppe Severgnini.
Sherif smaschera l’ennesima truffa neocon, quella del "muro egiziano contro i palestinesi".

Tacciamo su Orabasta, dove non abbiamo capito molto bene gli ultimi sviluppi. Cercheremo di capire meglio nelle prossime ore.

Ma la cosa più bella è che l’area dei Blogger Canaglia si è arricchita di un nuovo elemento assai imprevedibile: Saidatun. Marhaban, yâ uxtunâ!  

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33 Responses to Ritorni e nascite

  1. “Da Galenzana” si vive, come il suo autore-marmotta, i suoi periodi di letargo. Intanto dal prossimo post, aderisce a Infopal.

    Saluti e abbracci, Riccardo.

  2. utente anonimo says:

    Bentornato Miguel!

    Dalla tua breve antologia blogaiola commento:

    >Carlo Gambescia<
    Figlio di cotanto padre Paolo, comunista DOC pure isso, per caso?

    >fa un’esilarante analisi della mentalità del suddito coloniale Beppe Severgnini.<
    Mah, non ho visto nulla di esilarante, solo faziosità gratuita da veterocomunisti. Intanto l’esempio dei “greculi” è ad minchiam, poiché ai tempi dei romani non c’erano i visti d’ingresso. E una critica agli amerikani per la farraginosità di concessione di visti anche a gente che nemmeno in una commedia dell’assurdo possono essere associati ad al Qaeda, mi sembra sacrosanta.

    Immagino – ma potrei anche sbagliarmi:-) – che il compagno Gambescia plauda all’iniziativa del compagno Amato, neoministro degli Interni, tesa a “sganciare” subito la posizione degli intellettuali extracomunitari dalle asfissianti maglie della Bossi-Fini, ancor prima di riformare radicalmente quest’ultima. Non vedo perché invocare dall’America la stessa cosa per intellettuali provenienti da paesi alleati e non sospettabili di essere dei kamikaze , come fa Severgnini, dovrebbe suscitare ilarità. Io credo di avere abbastanza senso dell’umorismo, e so apprezzare perfino “l’umorismo compagno”, ma stavolta mi sembra solo denigrazione pura e semplice. E anche controproducente.

    Ciao

    Ritvan

  3. Caro Miguel,

    Bentornato! E grazie della segnalazione.

    Vorrei precisare che non ho alcun rapporto di parentela (anche ideologica) con Paolo.

    Per il futuro, e soprattutto per evitare confusioni, consiglio una breve ricerca in rete, cliccando “Carlo Gambescia” sul motore di ricerca.

    Un amichevole saluto,

    Carlo Gambescia

  4. Chiedo scusa per le intemperanze del nostro protetto, Ritvan ;-)

    Ora, io posso accettare:

    1) che chiunque critichi gli Stati Uniti sbagli

    2) che chiunque sia comunista sia ispirato dal male.

    Ma non ne consegue che chiunque critichi gli Stati Uniti lo faccia perché comunista.

    E invece Ritvan dà a Carlo Gambescia, di cui presumo non sappia nulla, del “comunista DOC”, del “veterocomunista” e del “compagno” che plaude il “compagno Amato”.

    Presumo quindi che Ritvan abbia la fotocopia della tessera del Partito Comunista Planetario di Carlo Gambescia.

    Miguel Martinez

  5. kelebek says:

    C’è sempre qualche errore di correggere.

    Mi ero dimenticato di segnalare Giardini dell’Anima, e soprattutto di dare il link a Saidatun.

    Ho cercato di riparare…

    Miguel Martinez

  6. utente anonimo says:

    Bentornato Miguel!

    Adesso c’è da lavorare :-).

    Ah, ti sei dimenticato anche safaviddoors, che ha pubblicato le prime foto…

    Ale

  7. utente anonimo says:

    ben tornato!

    e che vuol dire (e in che lingua)

    “Marhaban, yâ uxtunâ”

    (questa è una domanda che mi pongo spesso in questi giorni, con la pargoletta che iniza a parlare e dice cose tipo “blblbl pu pape blohiò gugulò katà” che lingua è? la mia no, quella della mamma nemmeno, quella degli indigeni nemmanco, sarà la babysitter indiana che le dice ste cose?)

    roberto

  8. etty says:

    bentornato Miguel!

    chissà che si riesca a trovarsi prossimamente

  9. utente anonimo says:

    >Chiedo scusa per le intemperanze del nostro protetto, Ritvan ;-) MM<
    Miguel, da quando in qua “comunista” (anche nelle versioni “vetero” e “neo”) sarebbe un’intemperanza? Se Gambescia Carlo non è un comunista, io al massimo sarei un “compagno che sbaglia”…etichetta:-).

    >Ora, io posso accettare:

    1) che chiunque critichi gli Stati Uniti sbagli<
    Sbaglio o Gambescia criticava Severgnini che criticava gli USA?

    >2) che chiunque sia comunista sia ispirato dal male.<
    Mai detto questo (che fai, Miguel, applichi la legge del taglione?), anzi, spesso e volentieri i comunisti partono ispirati dalle migliori intenzioni (vabbè, poi arrivano dove sappiamo:-) ) ma sicuramente chi è comunista vede l’America come il fumo negli occhi. E per la verità, anche chi è fascista DOC la vede allo stesso modo.

    >Ma non ne consegue che chiunque critichi gli Stati Uniti lo faccia perché comunista.<
    No, vedi sopra. E avendo io seguito il prezioso consiglio di Gambescia, ho trovato in un sito un suo papiro in compagnia di una certa Rossana Rossanda (un nome che è una garanzia:-) ) e in un altro come prefatore per la editrice Settimo Sigillo (un altro nome che è garanzia di tutt’altra cosa). Ora sia lui che tu garantite che lui non è comunista. Ergo..è dell’ “altra sponda”. In senso antiamerikanista, eh!:-).

    >E invece Ritvan dà a Carlo Gambescia, di cui presumo non sappia nulla,<
    Presumi bene. Io non m’inkazzo delle presunzioni altrui:-).

    >del “comunista DOC”, del “veterocomunista” e del “compagno” che plaude il “compagno Amato”.<
    Non c’è niente di ingiurioso. Adesso abbiamo pure il “Presidente di Tutti gli Italiani” che corrisponde all’identikit:-).

    Comunque, avrei preferito che Gambescia, oltre a rifiutare l’etichetta di “comunista”, avesse anche risposto alle mie obiezioni sulla sua critica a Severgnini.

    >Presumo quindi che Ritvan abbia la fotocopia della tessera del Partito Comunista Planetario di Carlo Gambescia.<
    No, andando per esclusione:-), togliendo i comunisti (ai fondamentalisti islamici non c’avevo nemmeno pensato:-) ) rimane solo l’altra “parrocchia” antiamerikana:-).

    Ciao

    Ritvan

  10. utente anonimo says:

    >Tacciamo su Orabasta, dove non abbiamo capito molto bene gli ultimi sviluppi. Cercheremo di capire meglio nelle prossime ore.< Il blog in questione si è “ricchiutizzato” :-).
    Ciao

    Ritvan

  11. Bentornato Miguel!!

    Francy

  12. kelebek says:

    Per Roberto,

    interessante lo studio linguistico. Se hai davvero una babysitter indiana, invitala calorosamente a parlare nella propria lingua nativa con la piccola: questa è l’età in cui si sviluppa la ricettività linguistica, e c’è un mondo di differenza tra chi è capace di usare una lingua e chi è capace di usarne due, fosse anche una lingua poco utile poi nella pratica.

    Marhaban etc. è arabo, “benvenuto, sorella nostra!”.

    a presto

    Miguel Martinez

  13. Caro Ritvan,

    Perché si deve appartenere per forza a qualche sponda? Perché chi critica la politica americana deve essere un fascista o un comunista? E non uno che si sforza di ragionare con la sua testa, magari male, ma ripeto con la sua testa?

    Quanto alle sue critiche: nel post io ho semplicemente fatto un parallelo sociologico (per grandi strutture) tra due imperi allo “stato nascente”: Roma e Stati Uniti. Accennando, solo accennando, ai conseguenti meccanismi di legittimazione sociale, che caratterizzano queste fasi.

    Fasi ben esemplificate, proprio dal ruolo giocato da personaggi, magari umanamente simpatici come Severgnini, o coltissimi come Polibio: che sono i piccoli ma significativi rotismi di un un più generale processo di legittimazione (che, può piacere o meno, ma ormai è in atto). Di qui la loro esemplarità sociologica…

    Certo, come fa notare lei, le due civiltà (Roma-Stati Uniti), sotto il profilo storico non sono identiche (la questione dei visti, ma anche, se vuole, degli abiti che indossavano, del taglio di capelli, eccetera). Ma il mio è un

    approccio sociologico e non storico.

    Tutto qui.

    E poi tenga pure presente che si tratta di post: di raccolte di intuzioni, e non di lavori organici o scientifici. Da parte mia non c’è alcuna pretesa di esaustività… O di salire in cattedra. Posso aggiungere che scriverli mi rilassa…

    Un cordiale saluto,

    Carlo Gambescia

  14. utente anonimo says:

    Ti traduco io Roberto, direttamente dal linguaggio semi-astrale :

    ” Bello-bello-bello! Poi papà diventerò bella uguale a te !”

    Aurora.

  15. utente anonimo says:

    In effetti non è facile trovare persone a cui gli USA non piacciono per motivi personali e non ideologici.

    Aggiungerei a Ritvan la categoria dei reazionari duri e puri, con sottospecie cattolica, e, oggi, dei neofiti islamici entusiasti.

    Per gli italiani direi che può bastare: non conosco altri a cui gli USA dispiacciano. Forse qualche esteta decadente, ma non sarei sicuro.

    Francesco

  16. utente anonimo says:

    E poi tenga pure presente che si tratta di post: di raccolte di intuzioni, e non di lavori organici o scientifici. Da parte mia non c’è alcuna pretesa di esaustività… O di salire in cattedra. Posso aggiungere che scriverli mi rilassa… Gambescia

    E’ proprio così i post si scrivono spesso sull’onda di un convincimento vecchio o anche nuovo, di un’intuizione , in base a quel magma un po’ confuso che c’è dentro in ognuno di noi, frutto di letture, di vita vissuta o patita, di incontri, non sono comunicazioni a un seminario universitario o in una riunione politica….è questo il loro bello:-)

    Ho letto il suo commento agli articoli di galli della Loggia che però non credo vogliano essere come lei sostiene un colpo al governo Prodi, ma delle riflessioni molto interessanti specialmente laddove parlano del senso di accerchiamento, in cui la sinistra si crede immersa, non volendo ancora ammettere fino in fondo che la siniistra è invece maggioranza perchè in realtà diventata prevalentemente ceto medio più o meno radicale, e il ceto medio come sappiamo è numericamente maggioritario.

    maria

  17. utente anonimo says:

    Chi si rivede! Bentornato. :o)

    upuaut

  18. utente anonimo says:

    E così ti sei cantato anche la valent.

    Non ne potevi più di spartire il bottino con lei, eh?

    Adesso tutti i soldi fregati agli extracomunitari te li fotterai tu da solo.

    Collaboratore di giustizia fottuto, pure gli amici hai fregato, come hai sempre fatto.

    Ma st attento, arriverà anche il tuo momento. La fame di denaro ti sta bruciando il cervello.

    Tra poco finirai al fresco anche tu, vogliamo scommettere?

  19. kelebek says:

    Per l’autore del commento n. 19,

    traduzione, prego?

    Miguel Martinez

  20. utente anonimo says:

    grazie ad aurora (*) e miguel per le traduzioni.

    in effetti la babysitter indiana parla sempre sinhala (è la lingua che parla con il marito, che è olandese, come tutti avranno immaginato), visto che il suo inglese, incredibile dictu, è peggio del mio, e che sia io che mia moglie non crediamo nell’esistenza delle lingue “poco utili nella pratica”

    roberto

    (*) per la cronaca, la cosa curiosa è che “bello” secondo la piccola è “bò” (a scuola parlano in francese), ma quando è eccitata dice appunto “blblblbl”.

    “pu” è bambola (la mamma è tedesca e quindi la chiama “puppe”).

    vedere come si sviluppa il linguaggio in un bambino è straordinario.

    vederlo in un bambino che è a contatto quotidianamente con tre lingue una cosa da fantascienza.

  21. Ben tornato, Miguel

    Non è che l’anonimo autore del commento 19 qui sia quell'”Indo” che su orabasta dice di pensare che “Ma la cosa più bella è che l’area dei Blogger Canaglia si è arricchita di un nuovo elemento assai imprevedibile: Saidatun” significhi che Saidatun sei tu? (Vedi qui, messaggio datato [lunedì, 03 luglio 2006 16:10] e successivi.

    Un abbraccio

    Claude

  22. Ben tornato, Miguel

    Non è che l’anonimo autore del commento 19 qui sia quell'”Indo” che su orabasta dice di pensare che “Ma la cosa più bella è che l’area dei Blogger Canaglia si è arricchita di un nuovo elemento assai imprevedibile: Saidatun” significhi che Saidatun sei tu? (Vedi qui, messaggio datato [lunedì, 03 luglio 2006 16:10] e successivi.

    Un abbraccio

    Claude

  23. Indo -> Info

    Claude

  24. utente anonimo says:

    Beh, Kel, per il commento 19 : la traduzione è anche stavolta chiara, “come blblbl” : avresti tradito ( hai cantato )la Valent.

    E’ un linguaggio da picciotto, chissà a chi è venuto in mente di imbastire questo scandalo taroccato ( espressione di Michele Serra).

    Non è un’idea per niente divertente.

    Ma davvero non hai capito ?

    Aurora.

  25. kelebek says:

    Per Aurora,

    sono piuttosto stonato, per cui difficilmente qualcuno apprezzerebbe come canto.

    Stiamo a vedere, che i neoconnards sono comunque divertenti nella loro follia.

    Miguel Martinez

  26. >Stiamo a vedere, che i neoconnards sono comunque divertenti nella loro follia. <
    Miguel

  27. Oops, il commento è partito prima che lo scrrivessi:

    >Stiamo a vedere, che i neoconnards sono comunque divertenti nella loro follia. <
    Miguel

    Nel genere, vedi lo svisceramento minuzioso degli ultimi post e commenti di orabasta da parte di Lisistrata:

  28. :-D forse dovrei rinunciare, fa troppo caldo. Ecco l’URL del saggio filologico di Lisistrata: http://www.shockvillage.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=825

  29. dantem says:

    Ah, ma allora la vacanza è durata poco Miguel! Diamine, ho un bel po’ da leggere a quanto pare…

    Grazie per esserti ricordarto di noi e grazie per il pezzo sulla Bersani che sto leggendo qua sopra.

  30. Caro Miguel,

    non che m’ interessi granché ma …. qualcuno, anzi, qualche due o tre

    ;-) sostiene che la Signorina Saida Tun sia il tuo ennesimo Alter-Ego Bloggarolo Complottardo !

  31. utente anonimo says:

    x la serie “meglio tardi che mai”:-)

    >Caro Ritvan, Perché si deve appartenere per forza a qualche sponda? Carlo Gambescia<
    Perche l’uomo è per definizione “animale politico”. Strano che uno sociologo lo ignori. Certo, ci sono anche quelli che se ne fregano delle “sponde”, ma di solito sono decerebrati, calciatori miliardari o cacciatori professionisti di sottane. Comunque, un giornalista non schierato lo devo ancora conoscere. E, dopo quel che hai scritto su Severgnini, sicuramente quello non sarai tu:-).

    >Perché chi critica la politica americana deve essere un fascista o un comunista?<
    Perché chi critica la politica troppo restrittiva amerikana in materia di visti dovrebbe essere un “greculo”?

    >E non uno che si sforza di ragionare con la sua testa, magari male, ma ripeto con la sua testa?<
    Possibile ma molto improbabile. E la matematica non è un’opinione. Generalmente e per esperienza personale su 100 persone che criticano gli USA 70 son comunisti e affini, 29 fascisti, leghisti e affini (ho tolto dal conto i fondamentalisti islamici) e solo 1 persona che ragiona semplicemente con la sua testa. Quest’ultimo detto altrimenti “pragmatico”.

    >Quanto alle sue critiche:<
    In questo blog ci si dà del “tu”.

    >nel post io ho semplicemente fatto un parallelo sociologico (per grandi strutture) tra due imperi allo “stato nascente”: Roma e Stati Uniti. Accennando, solo accennando, ai conseguenti meccanismi di legittimazione sociale, che caratterizzano queste fasi.

    Fasi ben esemplificate, proprio dal ruolo giocato da personaggi, magari umanamente simpatici come Severgnini, o coltissimi come Polibio: che sono i piccoli ma significativi rotismi di un un più generale processo di legittimazione (che, può piacere o meno, ma ormai è in atto). Di qui la loro esemplarità sociologica…<
    Non c’ho capito un tubo, ma è pur vero che io non sono un esimio sociologo.

    >Certo, come fa notare lei, le due civiltà (Roma-Stati Uniti), sotto il profilo storico non sono identiche (la questione dei visti, ma anche, se vuole, degli abiti che indossavano, del taglio di capelli, eccetera).<
    Bella questa del “taglio dei capelli”! Già che c’era poteva accennare anche al fatto che gli amerikani preferiscono la doccia alle terme:-). Fuori dall’ironia, le situazioni STORICO-ISTITUZIONALI non sono nemmeno lontanamente paragonabili. Roma poteva schiacciare come una pulce la Grecia, la prima democrazia del mondo, e farne una sua provincia governata dalle ferre leggi romane – come infatti fece – e nessuno avrebbe fiatato. Invece, sono tanti i paesi che prendono gli USA a più o meno metaforici schiaffoni – ha cominciato la Francia uscendo dalla Nato – e “L’Impero” incassa e tace. Ma che c..zo d’Impero è? Se per aver rovesciato due ributtanti e sanguinarie dittature – dopo esser stata attaccata da terroristi provenienti da quel brodo di coltura- tu e altri milioni come te gli state rompendo le scatole ogni giorno e quelli zitti, ma che c..zo d’Impero è? Scusa caro Gambescia, ma vorrei avere una macchina del tempo per mandarti al tempo di Nerone a scrivere su di lui le cose che – presumo – scrivi (oh, da un punto di vista squisitamente sociologico, del tutto imparziale, ci mancherebbe:-) ) su Bush e compagnia neocon. Stai tranquillo, ti riporterei indietro poco prima che i pretoriani di Nerone t’inchiodino sulla croce e così, magari avrai modo di trovare qualche altra piccolissima, addirittura insignificante differenza fra i due imperi.

    >Ma il mio è un

    approccio sociologico e non storico. Tutto qui.<
    Le società – e di conseguenza qualsiasi elucubrazione su di esse – non sono mai esistite al difuori della storia e delle conseguenti condizioni storiche. Pertanto la tua distinzione la trovo del tutto bizantina.

    >E poi tenga pure presente che si tratta di post: di raccolte di intuzioni, e non di lavori organici o scientifici.<
    Beh, che non c’era nulla di scientifico in quel post me ne sono accorto subito.

    >Da parte mia non c’è alcuna pretesa di esaustività… <
    Ma quando mai! La frase conclusiva “L’impero Usa si è messo in marcia, e sta schiacciando qualsiasi ostacolo trovi sul suo cammino” esprime tutti i tuoi dubbi amletici in materia:-).

    >O di salire in cattedra.<
    Beppe Severgnini ci salirà però, in quella nel Vermont. La volpe e l’uva, eh?:-)

    >Posso aggiungere che scriverli mi rilassa…<
    Ah, mbe’ se è questione di training autogeno, continua pure cosi. Anche se continuo a non capire cosa c’entri questo con l’accanirsi sarcasticamente su una cortese richiesta da parte di un cittadino di uno Stato sovrano a un altro Stato sovrano perché quest’ultimo riveda le farraginose procedure dei visti d’ingresso. Scusa, caro Gambescia, per caso la tua furia sarcastica avrebbe trovato meno “graeculo” Severgnini se questi avesse scritto:”Bush, testa di c..zo che non sei altro, vuoi metter mano alle trafile burocratiche dei visti o devo venire lì a farti un culo come una capanna, che al mio confronto Ahnadinejad diverrebbe una pudica educanda?”, oppure anche in quel caso la tua sensibilità di sociologo avrebbe avuto da ridire?

    >Un cordiale saluto,

    Carlo Gambescia< Ciao
    Ritvan Shehi

  32. utente anonimo says:

    il link al blog di Viatrix è sbagliato? perché non si apre?

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