“Che nome gli metterò? Lo voglio chiamar Pinocchio” (VII)

Abbiamo visto come Magdi Allam abbia da sempre avuto il desiderio di diventare, o giornalista o Capo di Stato.

Solo che lo Stato in questione non è l’Egitto, ma l’Italia.

Il modello che Magdi Allam cita è offerto da un altro, illustre, mediorientale:

"Dunque, seguiamo l’esempio di Gesù: cacciamo i mercanti dal nostro tempio! […] Questo è il tempo di cacciare i mercanti dal tempio, perché, se non lo facciamo noi, se non lo facciamo ora, soccomberemo, e con noi morirà la civiltà umana. Rimbocchiamoci le maniche, diamoci la mano e collaboriamo insieme per salvare l’Italia, l’Occidente e l’islam". (p. 292)

Da vero raìs, proclama:

"Pertanto dico a Bush e ai leader occidentali: no a questa democrazia formale perché porta al potere i fascisti e i nazisti islamici, perché è foriera di dittatura e morte." (p. 289)

Il primo ostacolo, oltre alla democrazia "formale", è l’Italia stessa, per cui Magdi sembra provare non solo un viscerale amore, ma anche un viscerale odio:

"Siamo in balia di una classe politica schiava di vecchie, logore e controproducenti logiche di potere […] La nostra Italia è avvelenata dalla cultura del buonismo, del ‘volemose bene’ […] La nostra Italia non conosce, e forse non ha mai conosciuto, la responsabilità del singolo". (p. 287)

Proponendosi un po’ troppo platealmente come candidato, dice

"Noi italiani siamo ancora in attesa di un leader e di una classe politica che affrontino i problemi reali anziché ecclissarli, [..] che innalzino il vessillo dei valori, dell’identità e della civiltà" (p. 287)

Magdi Allam era già stato consacrato leader e innalzavessilli, in quello che chiama "uno dei momenti più intensi della mia vita", (p. 121) dalla signora Rossana di Pordenone, "di mezza età, composta e timida", che alle ore 15.30 del 25 settembre 2005, alla fine di una conferenza, si avvicinò a lui, dicendogli:

"Lei è il migliore degli italiani".

L’iniziazione all’italianità da parte della signora Rossana ebbe su Magdi "l’effetto di un terremoto esistenziale".

Eppure, Magdi dice, "di complimenti ne ho ricevuti tantissimi in questi ultimi anni" (p. 125), compresi quelli proferiti da una signora ottantenne che alle ore 17.30 del 13 agosto 2004 gli aveva dichiarato, "Io l’amo!" in un rifugio sui monti di Corvara.

La stessa identica frase di Rossana fu pronunciata, alle ore 17.30 di sabato 15 ottobre 2005 (Magdi Allam apprezza la precisione cronologica), dalla signora Loredana, "anche lei di mezza età", a Vigevano. E questa volta, Magdi Allam capì che si trattava di un "nuovo pressante invito a riflettere sulla mia attività professionale": insomma, il Migliore degli Italiani doveva salvare l’Italia.

Magdi Allam aveva le idee chiare:

"La condizione essenziale, che ho posto a me stesso prima di porla agli altri, è di fare politica solo se mi fosse data l’opportunità di poter ricoprire un ruolo istituzionale nel governo".

E così, il 14 maggio del 2005, telefona a Gianni Letta ("a cui sono legato da un rapporto di stima e amicizia"). Magdi Allam gli spiega che un seggio sicuro non gli basta perché "la mia qualifica di vicedirettore del ‘Corriere della Sera’ vale dieci seggi" e passa direttamente a chiedere un nuovo ministero, quello della "Immigrazione, Integrazione e Cittadinanza". Gianni Letta gli promette una cena con Berlusconi.

"Il 20 maggio [2005] ho iniziato un rapporto più intenso con il presidente del Senato Marcello Pera", ci informa Magdi Allam che nella stessa pagina ci tiene a farci sapere che Fiamma Nirenstein è una sua "cara amica", e che Roberto Formigoni (presidente della Regione Lombardia), Giorgio Vittadini (capo dell’impero imprenditoriale di Comunione e Liberazione) e Alberto Savorana, direttore di Tracce, sono invece "amici fraterni". Ma il libro è tutto uno sfoggio di amicizie: alle pagine 82-83, Magdi Allam elenca nomi e cognomi di ben ventinove giornalisti, solo per il piacere di dire che li ha conosciuti tutti.

In questo mi ricorda molto Durmuş, un gigantesco bracciante alevita turco che lavorava nella campagna siciliana. Un giorno, venne da noi tutto trafelato, per dirci che era arrivata nel porto di Siracusa una nave turca, e che i marinai non credevano che lui potesse avere davvero degli amici italiani. Fummo così costretti ad andare sulla nave, in quattro o cinque, per dimostrare che anche Durmuş aveva veri amici italiani (compreso questo messicano).

Ma lasciamo Durmuş e torniamo a Magdi.

Passano i mesi, e niente cena con Berlusconi. Magdi Allam incontra Berlusconi a un convegno a settembre, e Magdi riesce a fargli promettere un incontro a breve: "tuttavia non ho ricevuto nessuna telefonata e nessun invito".

Magdi Allam cerca di lavorare Berlusconi ai fianchi, tramite Pera e Formigoni. Approfitta anche di un incontro con Confalonieri, mentre Magdi firma un contratto che cede a Mediaset "l’esclusiva delle prestazioni televisive". Magdi riporta compiaciute le parole di Confalonieri: "Per Mediaset lei è come Gilardino. Un ottimo investimento". Ma niente incontro con Berlusconi, nonostante Magdi tempestasse Antonio Martino, Letta, Pera, Formigoni, Cicchitto e lo stesso Confalonieri di telefonate per ottenerlo (p. 244).

Nel frattempo, il ministro degli interni, Giuseppe Pisanu, aveva deciso di inserire nella consulta islamica l’Ucoii, l’organizzazione di cui Magdi Allam chiedeva ogni giorno la messa al bando. Evidentemente Pisanu non mancava di una certa saggezza democristiana, e aveva calcolato che era inutile tenere fuori dalla consulta l’unica organizzazione islamica minimamente rappresentativa. A differenza della signora Rossana di Pordenone, il ministro degli interni non era costretto a basarsi sulle invettive pubblicate sul Corriere della Sera per giudicare la pericolosità o meno dell’Ucoii.

Qualche mese dopo, Magdi Allam, in un’intervista al Gazzettino, spiegherà bene i propri sentimenti:

"Ce l’ho con l’ex ministro degli Interni, Pisanu. Io ce l’ho con lui".

Finalmente, Sandro Bondi riesce a combinare l’incontro. Berlusconi gli sorride, gli regala una "confezione delle famose cravatte Marinella" (p. 247) e lo mette alla porta.

Come nella favola della volpe e dell’uva, Magdi Allam sostiene che la colpa è dell’Italia:

"Mi sono reso conto che in Italia non ci sono le condizioni culturali ed etiche, prima ancora che politiche, perché possano avere spazio personalità che vogliano veramente cambiare dalle fondamenta il marciume che paralizza e impedisce la governabilità del paese."

E così, niente più telefonate per pietire un ministero da Berlusconi. Per cambiare dalle fondamenta la marcia Italia, Magdi Allam decide di lanciarsi in politica da solo, costituendo qualcosa che chiama il "Movimento per la vita e la libertà".

Cita il vecchio detto, "fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani" (p. 255). Intendendo che sarà proprio lui, Magdi Allam di Nazlat Samman, a farli, o a farci, o a farsi, o a farvi, secondo i punti di vista.

Viene in mente quel simpatico personaggio di Kagemusha, descritto in uno splendido film dallo stesso nome, del regista Akira Kurosawa. Alla morte del potente capo del clan dei Takeda, un ladruncolo di infima casta, che somiglia straordinariamente al defunto, viene arruolato dalla corte perché impersoni il capo, in modo che gli altri clan continuino a crederlo vivo. Il ladruncolo inizia a immedesimarsi nel proprio ruolo, fino a credersi davvero il capo del clan; ma quando non serve più, viene crudelmente scacciato, con una borsa piena di monete, sotto una pioggia battente.

Kagemusha guarda con nostalgia attraverso le

sbarre del recinto dei Takeda da cui è stato espulso

E qui, sotto la pioggia, salutiamo il piccolo Magdi che se ne va verso nuovi orizzonti.

"Pinocchio, gettato in mare, è mangiato dai pesci e ritorna ed essere un burattino come prima; ma mentre nuota per salvarsi, è ingoiato dal terribile Pesce-cane."

 

(fine, almeno per ora)
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52 Responses to “Che nome gli metterò? Lo voglio chiamar Pinocchio” (VII)

  1. utente anonimo says:

    Complimenti!

    C.

  2. utente anonimo says:

    Miguel,

    scrivi molto

    bene, davvero:-)

    maria

  3. utente anonimo says:

    Roberto Formigoni? Quello coinvolto nelle tangenti di Saddam Hussein per “Oil for food”? Proprio il personaggio ideale per rifondare una politica che tagli i ponti coi “fascisti e nazisti islamici”.

    Che ha da dire a sua discolpa per la frequentazione di simile gentaglia?

    :-)

    michi

  4. Ste65 says:

    Bella l’ultima citazione di Kurosawa,ma è in parte inesatta.

    “Kagemusha” [letteralmente: l’ombra (kage) del guerriero (musha)] indica in senso figurato “colui che tira i fili” (quello che noi definiremmo “il burattinaio” (o il “grande vecchio”) e non il “burattino”.

    Credo si possa riferire ad un uso nato nell’epoca Sengoku, in cui i daimyou (i signori feudali giapponesi), e più tardi gli shogun (dittatori militari) spesso si ritiravano a vita privata indicando un successore, ma continuavano ad esercitare il potere “dietro le quinte”.

  5. AndreaYGHPSA says:

    CLAP CLAP CLAP!!!!

    Sono costretto a ribadire che DEVI pubblicarlo!

    Andrea

  6. kelebek says:

    Per Ste65,

    purtroppo, come vedrai da un altro post, sto per partire, quindi non faccio in tempo adesso a correggere il riferimento a Kagemusha. Se ti va di spiegare un po’ meglio cosa modificare, lo farò al mio ritorno.

    Miguel Martinez

  7. utente anonimo says:

    >purtroppo, come vedrai da un altro post, sto per partire, quindi non faccio in tempo adesso a correggere il riferimento a Kagemusha. Se ti va di spiegare un po’ meglio cosa modificare, lo farò al mio ritorno. Miguel Martinez<
    Per me non c’è nulla da modificare. Kagemusha può benissimo “convivere” con Pinocchio nello stesso post e riferito allo stesso personaggio.

    Ciao

    Ritvan

  8. utente anonimo says:

    >Roberto Formigoni? Quello coinvolto nelle tangenti di Saddam Hussein per “Oil for food”? Proprio il personaggio ideale per rifondare una politica che tagli i ponti coi “fascisti e nazisti islamici”.

    Che ha da dire a sua discolpa per la frequentazione di simile gentaglia?

    :-) michi<
    Saddam era sì nazista, ma era islamico quanto io sono zoroastriano:-). Probabilmente Formigoni è stato invischiato nel pastrocchio dal suo “fratello in Cristo” Tarek Aziz che Saddam usava come paravento quando c’era da titillare certi cristiani (vedere anche pellegrinaggio di Aziz ad Assisi).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Tarek Aziz è il nome del reggiseno in irakeno:-). E già che ci sono, il kamikaze iracheno si chiama Saddam Orì:-)

  9. utente anonimo says:

    > P.S. Tarek Aziz è il nome del reggiseno in irakeno:-). E già che ci sono, il kamikaze iracheno si chiama Saddam Orì:-) < Ahahahah troppo forte ma dove le trovi? C.

  10. paniscus says:

    > P.S. Tarek Aziz è il nome del reggiseno in irakeno:-). E già che ci sono, il kamikaze iracheno si chiama Saddam Orì:-) < Ahahahah
    troppo forte

    ma dove le trovi?

    Sono le discendenti dirette di una lunghissima tradizione di cazzeggio iniziata in Italia nientemeno che con le olimpiadi del 1960.

    In quella occasione, infatti, per la prima volta l’Italia si riempì di campioni sportivi dai nomi impronunciabili provenienti da tutto il mondo.

    La cosa colpì la fantasia popolare, che cominciò a elaborare gli ormai storici “velocista arabo Dalì Allah”, “ostacolista cinese Cin-Cian-Pai”, tuffatore giapponese Kifuki Maspinto” e affini…

    Nel giro di qualche anno la cosa uscì dall’ambito sportivo, producendo l’investigatore rumeno Silu Pescu, lo zozzone giapponese Urino Sumuri, la ballerina bulgara Ciolanka Sbilenka, e l’omosessuale russo Andreij Komaskij Nebovski.

    Nulla di nuovo…

    Lisa

  11. Ste65 says:

    @MM. Era solo una piccolezza.

    In effetti nelle filmografie occidentali è il personaggio del ladro ad essere chiamato Kagemusha, ma svariati anni fa, parlando con un conoscente che conosceva bene lingua e cultura giapponesi, questi mi diede l’interpretazione che vi ho “girato”.

    Quando hai scritto di Allam definendo “kagemusha” il ladruncolo, mi è tornata in mente (e sono andato a spulciarmi un dizionario*, trovando sia il significato letterale che quello figurato che vi ho riportato).

    Nel film di Kurosawa, il ladro (il cui nome non viene mai detto) viene usato dai consiglieri del defunto daimyo Shingen Takeda onde evitare che diventi subito capo il figlio del daimyo, considerato imprudente e stupido, e permettere al nipote del defunto, ritenuto più adatto, di diventare adulto ed esser nominato successore; Il sosia, diretto dai consiglieri, tiene il clan fuori dalle guerre che infuriavano in quel periodo (da vari elementi, come la presenza di “armi nuove”, le armi da fuoco, e di missionari cristiani, si deduce che siamo all’inizio del 1600, ossia in un periodo cruciale per il giappone, poco prima dell’inizio shogunato); Il trucco regge abbastanza a lungo (ed in effetti il sosia comincia immedesimarsi ed agire spontaneamente come Takeda), ma alla fine viene scoperto per caso (cade da cavallo -disarcionato dal cavallo preferito del signore che non lo riconosce- e gli astanti si accorgono che lui non ha una cicatrice che invece aveva il defunto); prende il potere il figlio del defunto, che, come volevasi dimostrare, causa la sconfitta della casata lanciandosi in una rovinosa battaglia contro truppe trincerate, armate di artiglieria e moschetto (episodio vero; si tratta della battaglia di Nagakute); Il sosia muore anche lui gettandosi contro le fortificazioni nemiche.

    Quindi si potrebbe dire che erano i consiglieri il “kagemusha” (burattinaio) del finto Takeda, ma in effetti nel film il vero Kagemusha è il defunto signore dei Takeda (o meglio la sua ombra), che entra poco a poco nell’animo del suo sosia fino a sostituirlo.

    * http://dict.regex.info/cgi-bin/j-e

  12. utente anonimo says:

    >La cosa colpì la fantasia popolare, che cominciò a elaborare gli ormai storici “velocista arabo Dalì Allah”, “ostacolista cinese Cin-Cian-Pai”, tuffatore giapponese Kifuki Maspinto” e affini…<
    Veramente il tuffatore era “Sesoki Maspinto”. Lo confondi col Milite Ignoto giapponese: Makikazo Fu? E già che ci siamo, mettiamo anche il gay giapponese:SIMOSUKI SINAMIKO :-).

    >Nel giro di qualche anno la cosa uscì dall’ambito sportivo, producendo l’investigatore rumeno Silu Pescu, lo zozzone giapponese Urino Sumuri, la ballerina bulgara Ciolanka Sbilenka,<
    Veramente non è bulgara (cognomi con -ova, -ovski, ecc), piuttosto slovena (o jugoslava, a quel tempo).

    >e l’omosessuale russo Andreij Komaskij Nebovski.<
    No, è il gay nobile (doppio cognome!) russo Andrei Komaski Neiboski

    >Nulla di nuovo…

    Lisa<
    Ah sì? E questi:

    L’arabo poco devoto: NABIR AL BAR

    Il terrorista africano: MOBUTO NABOMBA

    La “cozza” spagnola:

    ESPERANCIA D’ESCOBAR

    Lo jihadista pentito:AHMED ISPIASH

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Per gli amanti delle scimmie:-) un turco brutto e peloso si chiama: Orhan Gotang

  13. utente anonimo says:

    @ Ritvan

    Io lo so benissimo che Saddam Hussein era un laico a capo di una dittatura laica (non faceva distinzioni. L'”italiano medio” invece crede che chiunque sia nato in un paese mediorientale sia musulmano. Senza contare i vari tentativi di certi giornalisti cialtroni di associare tramite vari salti logici Hussein e Bin Laden, che paiono aver attecchito, anche se più oltreoceano che qui. Giornalisti cialtroni tra i quali sta anche Allam, per il quale, poniamo, il fatto che mio nonno quando viveva in Grecia fosse amico di uno che è rimasto a vivere nel paese dopo il colpo di stato dei colonnelli indica che io sono simpatizzante dei succitati.

    Quindi più o meno con lo stesso stile ponevo la domanda del perché frequentasse Formigoni, che indagato per aver preso soldi dal governo iracheno durante l’embargo, seguendo la sua linea logica, dovrebbe essere un terrorista filoiracheno (la cui taqiya è riuscita benissimo, peraltro).

    Per lo scandalo delle tangenti in sè non mi stupisco: finchè ci sono interessi economici certuni non si fanno troppi scrupoli a stare con tizi che rinnegheranno non appena il vento cambierà direzione, o anche quando questo è già cambiato da un bel pezzo se hanno sufficiente protezione.

    michi

  14. Ste65 says:

    Rileggendo mi accorgo di aver fatto un errore. La battaglia è quella di Nagashino.

  15. utente anonimo says:

    messaggio per tutte le teste di turbante o terroriusti in accappattoio con la puzza di merda di cammello:

    vedrete che quando lo zio sam vi farà un clistere di bombe attomiche in quella merda di bucco di culo da dove provenite vi passerà la voglia di ridere e di lesbicare come delle anatre froccie in questo cazzo di blog.

    MORTE ALL’ISLAM

  16. daciavalent says:

    si, dime “froccia” che me piase….

    dacia valent

  17. utente anonimo says:

    Qual suol vedersi in lucida onda e fresca

    di tranquillo vivai correr la lasca

    al pan che getti il pescator, o all’ésca

    ch’in ramo alcun de le sue rive nasca;

    tal la balena, che per lunga tresca

    segue Ruggier perché di lui si pasca,

    visto il salto, v’accorre, e senza noia

    con un gran sorso d’acqua se lo ingoia.

    Ruggier, che s’era abbandonato e al tutto

    messo per morto, dal timor confuso,

    non s’avvide al cader, come condutto

    fosse in quel luogo tenebroso e chiuso;

    ma perché gli parea fetido e brutto,

    esser spirto pensò di vita escluso,

    il qual fosse dal Giudice superno

    mandato in purgatorio o giù all’inferno.

    Stava in gran tema del foco penace,

    di che avea ne la nuova Fé già inteso.

    Era come una grotta ampia e capace

    l’oscurissimo ventre ove era sceso:

    sente che sotto i piedi arena giace,

    che cede, ovunque egli la calchi, al peso:

    brancolando le man quanto può stende

    da l’un lato e da l’altro, e nulla prende.

    Si pone a Dio, con umiltà di mente,

    de’ suoi peccati a dimandar perdono,

    che non lo danni alla infelice gente

    di quei ch’al ciel mai per salir non sono.

    Mentre che in ginocchion divotamente

    sta così orando al basso curvo e prono,

    un picciol lumicin d’una lucerna

    vide apparir lontan per la caverna.

    Esser Caron lo giudicò da lunge,

    che venisse a portarlo all’altra riva:

    s’avvide, poi che più vicin gli giunge,

    che senza barca a sciutto piè veniva.

    La barba alla cintura si congiunge,

    le spalle il bianco crin tutto copriva;

    ne la destra una rete avea, a costume

    di pescator; ne la sinistra un lume.

    (ariosto, i cinque canti, IV, 32-36)

    Il commento a questi versi, grazie a splinder, nel prossimo commento.p

  18. utente anonimo says:

    Pinocchio mangiato dal pesce-cane, dove fa l’incontro decisivo con geppetto, ricorda “i cinque canti” dell’ariosto (aggiunta dell’orlando furioso mai integrata nel poema), dove ruggiero fa un’incontro decisivo con un vecchio che gli apre gli occhi nel ventre d’una balena. E il modello di entrambi è, naturalmente, il giona biblico. Temo che un personaggio come allam mai abbia fatto, ed è essenziale per capire alcune cose, questa esperienza penitenziale.p

    QUI LA MIA PRIMA ATTESA

    Non ero Giona sepolto nell’umido

    respiro dello squalo: fu un vapore

    d’uomini che m’accolse; fu l’antica

    stazione, al mio risveglio, la mia casa

    fuligginosa e ardente.

    Sullo schermo

    del finestrino rapida un’immagine

    trascorse, il venditore di bevande;

    poi la banchina fu deserta, e grande

    l’ansia che rese muta ogni mia voce.

    Io non sapevo respirare ancora

    il silenzio, e nemmeno (come oggi

    il mio pane d’adulto) la mia noia

    spezzare come un pane.

    Logoravo

    qui la mia prima attesa, nella sosta

    del treno accelerato; consumavo

    a Pisa una mia sera:

    puro palpito,

    non misura di tempo, era il mio cuore.

    Giovanni giudici

  19. utente anonimo says:

    >Veramente non è bulgara (cognomi con -ova – ovsky,ecc) piuttosto slovena (o jugoslava,a quel tempo)

  20. utente anonimo says:

    Sono stato censurato da splinder.Comunque, volevo dire che i cognomi in -enko/a sono tipicamente ucraini (Jushenko,Shevchenko ecc),quelli jugoslavi sono in -ic (vedere commento 12) .

    Di nomi giapponesi ne ò inventato qualcuno anch’io,ad esempio:

    il coprofilo:Kagami Su

    il masochista:Kimyama Misega

    il terrorista suicida con gas nervino al posto del tritolo:kimikaze.

    Questi son solo i meno peggio delle decine che ò inventato.

    Franz

  21. utente anonimo says:

    P, sono contenta di riconoscerti.

    Hai lasciato il congiuntivo ed io, nel ventre molle della balena virtuale, o nell’atmosfera sospesa del reale, anche senza esperienza penitenziale, posso trarre ossigeno dalla tua poesia e assorbire il potere della parola, strumento di magia.

    Aurora.

  22. utente anonimo says:

    Non posso non intervenire, ricordandovi l’immortale vulcanologo giapponese:

    Sarifuma Medò.

    (Ti vorrei proprio vedere, Miguel, a tradurre sta roba in qualsiasi lingua a tua scelta!!!) :D

  23. utente anonimo says:

    Sarifuma Medò,diavolo,non l’ò capita.Cioè,Sarifuma sta per se fuma ancora,Medò per (io)mi dò,ma non riesco a capirne l’ironia.Comunque,nell’attesa che qualcuno me la spieghi,ne ò inventata di getto una simile.

    il vulcanologo codardo:Sefuma Fuji.

    Franz

  24. utente anonimo says:

    Se ri-fuma, scappo (“me do”, forse lo slang non è capito in tutta Italia).

    Più o meno come il tuo Sefuma Fuji.

    :-)

    Paolo

  25. utente anonimo says:

    >anatre froccie<
    Caro anonimo, siccome ogni italiano DOC sa/dovrebbe sapere che – secondo le regole della grammatica italica -il plurale femminile di “frocio” dovrebbe essere “froce”, sei proprio sicuro di non essere un islamico proveniente da Cammellilandia, mimetizzato (male) e taqyiante?:-)

    Ritvan

    P.S. Urge intervento cancellante del viceMiguel.

  26. utente anonimo says:

    ritvan,

    ma è evidente che l’esagitato del post 15 non è italiano!

    bucco

    terroriusti

    accappattoio

    attomiche

    ehi 15, bestia che non sei altro, prendi esempio dai tanti extracomunitari che frequentano il blog scrivendo in un italiano ammirevole e impara a scrivere pure tu!

    roberto

  27. Ste65 says:

    @Ritvan e Roberto,

    non ne sarei così sicuro (in fin dei conti, Biscardi è italiano).

  28. utente anonimo says:

    Kagemusha è un bellissimo film.

    e pensare che me lo ero quasi scordato.

    Francesco

  29. utente anonimo says:

    >ritvan,

    ma è evidente che l’esagitato del post 15 non è italiano!

    bucco

    terroriusti

    accappattoio

    attomiche< Sarà il solito rumeno filoamerikano?:-). Scherzi a parte, “terroriusti” è chiaramente un refuso, dovuto alla contiguità sulla tastiera di “i” e “u”. Il resto è il ben noto fenomeno del raddoppio improprio delle consonanti, tipico dei romani de Roma. Er tipo scrive come magna!:-)
    Ciao

    Ritvan

  30. utente anonimo says:

    Ripropongo il regista giapponese di film hard: MOZUMA SUKAZO

    Ciao

    Ritvan

  31. utente anonimo says:

    noi siamo pastori coraggiosi da la terra delle brine e noi wanna denunciare che siamo malati e tired dei guidatori di cammello che minacciano i nostri nobili ascensori. vogliamo parlare a voi che quando parlate di jihad con le spade a monte

    noi ci sobilla di ridere e con una erezione grossa. Lo zio sam che ha vero fuocco dentro vi riversa il suo

    pawer in vostre fuckin lenzuolo di teste come un uragano e polverizza il vostro asino con la sua mighty cazzuola. in vostro deserto di shit si scattena l’apocalisse i nostri picchi bevono il vostro sangue. pagare attenttion non farete nulla a noi perchè i nostri dii ci difendono con i guardiani bendati della vergine di bronzo.

    L’URAGANO CRESCE GUOI A CHI CELLA URAGANI DENTRO DI LUI.

    GRANDINE E UCCIDO!!!

  32. utente anonimo says:

    >i nostri dii ci difendono con i guardiani bendati della vergine di bronzo<
    Scusa,ma cosa sei? Indù,buddista,o comunque pagano politeista?

    E poi mi è sfuggito il soggetto del tuo sfogo.In altre parole:chi ti sta sulle balle?

    Franz

  33. utente anonimo says:

    >Scusa,ma cosa sei? Indù,buddista,o comunque pagano politeista? Franz<
    Mah, così a occhio e croce, vista la frase “dei guidatori di cammello che minacciano i nostri nobili ascensori” direi un tecnico di ascensori disokkupato e inkazzato nero:-).

    >E poi mi è sfuggito il soggetto del tuo sfogo.In altre parole:chi ti sta sulle balle?<
    Ma i “guidatori di kammelli”, è lapalissiano:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Quando il gatto va via i topi ballano. Temo che durante l’assenza di Miguelito dovremmo sorbirci un sacco di simili fake….

  34. utente anonimo says:

    E cosa significa ” terra delle brine”, ” nobili ascensori” (!!), “spade a monte” , ” picchi che bevono il sangue “?

    Da quale lingua traduci ?

    Aurora.

  35. utente anonimo says:

    è uno che imita il traduttore automatico.

    Si capisce che è un’imitazione e non un ver otraduttore automatico di internet dai particolari, tipo “attenttion”.

    Comunque è bravo e mi ha fatto ridere, perchè lo ho preso come parodia di quel tale che ce l’ha con le “teste di turbante” e che crede di essere americano, infatti copia-e-incolla le battute che fanno ridere i truzzi di destra americani credendo che funzionino automaticamente anche qui.

    A meno che non sia lui che si prende in giro da solo, chissà :-)

    Paolo

  36. utente anonimo says:

    Potrebbe essere curdo.Descrive il suo popolo come coraggiosi pastori di montagna (il curdo à due soli amici:il suo cavallo e la montagna,sostiene un loro proverbio) minacciati dai cammellieri del deserto,gli arabi.

    E poi c’è il richiamo alla potenza militare degli americani,protettori dei curdi,che “polverizza il vostro asino (anche questo assai usato dagli arabi) con la sua mighty cazzuola”.

    Franz

  37. utente anonimo says:

    Vuoii dire che secondo te è davvero il risultato di uno di quei terribili traduttori automatici?

    Mah, tutto può essere.

    La sorella di un mio amico ha ordinato uno di quegli attrezzi per fare ginnastica, e il libretto di istruzioni chiamava gli addominali (“crunches”) “sgranocchi” :-)

    Ma l’ipotesi curda non mi sembra reggere:

    non vedo perchè i kurdi non dovrebbero usare l’asino;

    e inoltre non si spiegano i rimandi (a dire il vero comunque sibillini) a Blind Guardian e Iron Maiden (diventati chissà perchè “di bronzo”), che mi sembrano più legati alla cultura USA che a quella curda.

    “Nobili ascensori” sono gli antenati, mi sa;

    i “picchi”, devo ancora capirlo.

    Comunque, a me sembra sempre l’imitazione di una pessima traduzione automatica (“pawer” la dice lunga), e non una vera pessima traduzione automatica.

    è anche vero che un amico olandese che si è sposato qua in Italia con un’italiana ha ricevuto dai suoi compatrioti un (letterale) “Ommajo alla coppia del bride”, vero abominio di traduzione made in Internet, quindi tutto è possibile… :-)

    Paolo

  38. utente anonimo says:

    Aggiungo, per complicare il quadro, che la frase finale sull’uragano che cresce rimanda a quella che si può leggere in Kelebek (il sito) sul deserto che cresce, guai a chi cela deserti dentro di lui.

    Un vero nemico di Miguel?

    Uno finto, ma attento ai particolari?

    Si vede che ho tempo da perdere, eh?

    Paolo

  39. “La grandine e uccide” è preso direttamente dai manowar (Hail and kill), tradurre per credere.

    Sarà un curdo metallaro

  40. utente anonimo says:

    >noi ci sobilla di ridere e con una erezione grossa<
    Mischiato Viagra con allucinogeni, eh?:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Interessante il lavoro investigativo. Poi magari chiediamo a Miguel a chi corrisponde l’IP del nostro:-).

  41. utente anonimo says:

    >voi che quando parlate di jihad con le spade a monte

    noi ci sobilla di ridere e con una erezione grossa.<
    Mischiato Viagra con euforizzanti, eh? Vacci piano amico, ci potresti restare secco!:-)

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Sarebbe interessante chiedere a Miguel l’ubicazione dell’IP del nostro. Se fosse in Italia, è sicuramente un fake, ma se si trova chessò, in Kurdistan (ma ci sarà Internet nel Kurdistan?:-) ) allora ha ragione Franz.

  42. utente anonimo says:

    Curdo, metallaro …. sarà …

    Per me si tratta di una italianissima “supercazzola”, di tognazziana memoria, aggiornata all’era della Rete

    Apis

  43. utente anonimo says:

    ma la potente cazzuola è un attributo dello Zio Sam o dell’asino?

    E ci sono richiamo all’asino d’oro di Apuleio? E alla vergini di ferro di Norimberga? E al picchio di cartoni animati USA?

    Chi cantava sick and tired? non è un post fatto solo di titoli di canzoni e nomi di gruppi?

    In ogni caso apprezzo la vacanza dall’uso del cervello che MM ci impone.

    Francesco

  44. INTERVISTA AD ANTONELLO DE PIERRO

    Da Napolitano alle liti per le poltrone nel governo Prodi, all’Iraq, al sistema elettorale, all’economia.Il ”depierro pensiero”.

    Angelo M. D’Addesio

    *Iniziamo con le notizie politiche di questi giorni. La scelta di Napolitano come Capo dello Stato è condivisibile, giusta oppure si configuravano alternative possibili e se sì quali?

    Sì, penso che Napolitano sia stata la scelta giusta, a dispetto dell’anzianità, anche perché vista la situazione che si era venuta a creare non poteva essere D’Alema, l’uomo giusto, avendo fatto la campagna elettorale per un determinato schieramento. Gianni Letta è stato sempre al suo posto, ma non dimentichiamo che è stato al centro dei fondi neri dell’IRI negli anni ’70 e quindi non era una figura credibile al momento. Mi ha fatto male vedere i 42 voti a Bossi, che è leader di uno schieramento che fa i raduni sul Po e cantava con i suoi seguaci la canzone “Abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il Tricolore…”. Parlo di Bossi perché è stato il secondo più eletto. Penso che Napolitano è una buona figura, che sicuramente riuscirà ad essere al di sopra delle parti.

    *Il Governo Prodi. Dopo la vittoria risicata che durata potrà avere questo governo e soprattutto come si risolveranno i diverbi interni ai DS o il nodo Mastella-Bonino per il Ministero della difesa?

    Come durata mi auguro che sia di cinque anni pieni. Diciamo che le liti sono più nell’ambito dell’Ulivo, nel partito “unico”. Sembra che qualcuno abbia attribuito a D’Alema, la frase e la volontà di una doppia vicepresidenza del Consiglio, con Rutelli. Non sarà così. La vicepresidenza andrà, a mio parere, a Rutelli. Non sono d’accordo sulla scelta di Rutelli, in tempi passati ho trovato molto da ridire sul comportamento politico di Rutelli.

    *E sulla questione Bonino-Mastella?

    Sicuramente vedo molto meglio Mastella alla Difesa. La Bonino alla Difesa sarebbe una scelta contraddittoria, viste le battaglie pacifiste che la Bonino ha condotto in questi anni con i Radicali, Rutelli in primis. Non dimentichiamo il trasformismo esasperato di Rutelli, dai Radicali ai Verdi, per poi genuflettersi in Vaticano, passando alla Margherita.

    *Rimanendo sull’argomento pace-guerra. A fine giugno dovrebbe esserci il rifinanziamento delle missioni in Iraq ed Afghanistan. Il governo Prodi avrà la volontà di svincolarsi dalle missioni oppure seguirà i propositi del governo Berlusconi?

    Io mi auguro di no. Innanzitutto la missione in Afghanistan è stata ben diversa. Quella in Iraq è stata una missione di guerra, perché gli italiani hanno partecipato a diverse operazioni di guerra.

    E’ eclatante il caso di Nassiriya. Lì sono di stanza gli italiani e ci sono gli stabilimenti dell’ENI che gli italiani hanno protetto durante la missione.

    *Quali sono le possibili soluzioni politiche per risolvere questi nodi cruciali legati alle missioni in Iraq?

    Io spero si trovi una soluzione che non sarà comunque facile, vista la situazione creatasi in Iraq. Penso che sia però il momento di ritirare i soldati dall’Iraq. C’è da sottolineare comunque il cinismo aberrante che accompagna il cordoglio per la morte dei militari italiani, dalla tragedia di Nassiriya. Berlusconi disse all’epoca “E’ come se fosse morto mio figlio”. Suo figlio non era lì, purtroppo o per fortuna e sono parole e frasi fatte. Il fatto di considerare i morti in terminI di mera contabilità di un bollettino di guerra dovrebbe far riflettere. Dietro ogni morto c’è una tragedia familiare che segna per tutta la vita.

    *Si parla di Partito Democratico e di Casa dei Moderati. Eppure le formazioni sono molto disomogenee, la sinistra radicale va per conto suo. Saranno possibili queste elaborazioni in termini bipolari e quali saranno i tempi per queste soluzioni?

    E’ una bella domanda. Io sono contrario all’unione DS-Margherita. Sarebbe il tramonto dell’ideologia. Questo già esiste, però se qualcuno ha ancora delle idee, ci troveremmo di fronte ad un’unica lista formata da coloro che combattevano, verbali o meno, ovvero democristiani e comunisti, la vecchia maggioranza ed opposizione. E’ come se in futuro si unissero Berlusconi e Prodi. Dall’altro lato la Casa dei Moderati è surreale. Nel centro-destra non ci sono moderati, per il sol fatto di aver accettato l’alleanza con la Lega Nord che è sempre stata contraria e lontana dallo spirito democratico e di moderazione. Fino a quando ci saranno certe alleanze, sarà difficile una Casa dei Moderati.

    *In riferimento al sistema proporzionale come le pensa?

    Ecco in riferimento a ciò è bene ricordare che l’art. 1 dice che “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”. In realtà l’Italia è stata fondata più sul denaro, sulla ricchezza, che non sul lavoro. E’ stata più che altro una plutocrazia e non una democrazia, non di certo un governo del popolo. In questo senso la legge elettorale è stata un attentato alla democrazia. Non dare neppure la possibilità all’elettore di scegliere il proprio candidato, ma imporre candidature come quelle di Previti, peraltro arrestato in questi giorni o Dell’Utri che si è avvantaggiato di una legge ad personam, altrimenti avrebbe dovuto scontare due anni e sei mesi rende l’idea di come questa legge sia da rivedere, completamente.

    *Il tema scottante del lavoro. Veltroni ha riabilitato la Legge Biagi, ha detto che è da riformare, ma non da bocciare completamente. Altri la considerano l’apice e la causa prima del precariato in Italia. Che posizione ha sulla Legge Biagi?

    Non dimentichiamo che questa situazione è stata determinata in parte dal centro-sinistra. Bisogna invertire la rotta. Non dimentichiamo che il centro-sinistra introdusse i c.d. “Co.Co.Co.”, ora spariti per fortuna, per poter pagare i periodi di prova. Gli stessi sono stati strumentalizzati, infatti circa tre anni fa si arrivò a circa 2 milioni e 700 mila Co.Co.Co. Vorrei sottolineare un evento abbastanza importante su questo argomento.

    *Prego.

    Al Ministero dei Trasporti c’è una centrale operativa, che risponde agli utenti che hanno a che fare con la Motorizzazione Civile, occupandosi dei dati sensibili di tutti i cittadini. Prima l’appalto del call-center era stato dato ad una ditta privata. E’ qualcosa di assolutamente sbagliato affidare i dati sensibili di milioni di italiani ad una ditta che può passare la mano ad altre ditte, in barba alla legge sulla privacy. Tutto ciò non è affidabile. Circa tre anni fa, in proposito feci una trasmissione in Radio su Radio Roma, in cui si parlava del Co.Co.Co, come incostituzionale, perché prevedeva una situazione contraria all’art. 4 della Costituzione, perché prevedeva un lavoro da dipendente con le non garanzie del libero professionista. Nel caso del Ministero la nuova ditta che venne impose questo trattamento e c’era chi lavorava lì da 15 anni ed a 40 anni si vide costretta ad accettare.

    *E’ il caso di rivedere tutto, di attuare una vera riforma.

    Adesso ci sono i “contratti a progetto”. C’è un futuro nel segno del precariato e dell’incertezza. Sono aumentati i divorzi e sono diminuiti i matrimoni. Questo è uno degli effetti collaterali di questa situazione. Oggi un giovane non può neppure comprare una cosa, perché è necessario impegnare una busta paga per un mutuo o un affitto. Una volta si diceva “Ho trovato lavoro” o “Sono Disoccupato” oggi si dice “Lavoro, ma non so cosa farò”. C’è una grande incertezza. Non si parla più tanto di usura in questi tempi, non so se è notato, ma anche questo è un altro effetto collaterale indiretto che bisognerebbe approfondire e che è conseguenza di tale sistema. Berlusconi aveva promesso 1 milione di posti di lavoro, ma se sono questi, ha vinto la scommessa, ma il lavoro è un’altra cosa.

    *Faccio l’avvocato del diavolo. L’impresa italiana è in crisi. La concorrenza asiatica è molto forte. La grande impresa sceglie la strada della vendita o svendita o della fusione all’estero. La piccola impresa è strozzata e quindi o sceglie la strada della flessibilità o cede al lavoro nero? Cosa è meglio e cosa il peggio?

    Lavoro significa stabilità futura e lavoro è un diritto costituzionale. Lo Stato ha il dovere di tutelare il lavoro, ma mi sembra che lo stia piuttosto calpestando. Un lavoratore che mette su famiglia, lavorando in tre mesi e per altri tre mesi non lavora più, può essere schiacciato dall’usura. Si parla di mobbing, senza che ci siano però una legge adeguata. Ho partecipato ad un convegno sul Mobbing, constatando che una legge seria si attende da anni. Solo la Regione Lazio ha varato una legge regionale, fu un consigliere di Forza Italia a presentarla, Claudio Fucci, ma fu bocciata dalla Consulta su istanza del Governo Berlusconi, cosa abbastanza curiosa. Tornando al mobbing, questo tipo di impostazione del sistema lavoro, presta il fianco al mobbing. Lavoratori con contratti di più durata sfrutteranno quelli con contratti precari

    E’ una situazione da ribaltare, magari con incentivi alle imprese che possano assicurare contratti a tempo determinato e con grosse penalizzazioni per le imprese che mantengono la vergogna dei contratti precari.

    *Passiamo alla politica estera. Si dice che il binomio Usa-Italia è destinato a concludersi con l’avvento del governo Prodi che guarderà verso altri modelli ed altre collaborazioni. E’ possibile che l’Italia si rifaccia al modello spagnolo o a quello francese, ad esempio nel campo dei diritti civili. E’ vero che finirà anche il binomio Italia-Usa.

  45. utente anonimo says:

    >Parlo di Bossi perché è stato il secondo più eletto.<
    Un giornalista che scrive “più eletto” al posto di “più votato” (che sia stato l’intervistato o l’intervistatore) secondo me va interdetto:-).

    Ritvan

  46. utente anonimo says:

    ma il tizio intervistato è una controfigura televisiva di Antonio Di Pietro o esiste sul serio?

    Ormai le mie aspettative negative non hanno più limiti.

    Francesco

  47. utente anonimo says:

    tutto questo accanirsi in poemi anti-Allam mi ricorda tanto il commento di Einstein sul libro ”100 autori contro Einstein” ” se avevo torto” commentò il genio ebreo ( cui venne offerta la presidenza dello Stato di Israele) ” ne sarebbe bastato uno”.

    articoli anti-Allam anti-Fallaci, quando i suddetti ( sia chiaro, non apprezzo molto Oriana, apprezzo moltissimo Magdi) non vi considerano molto, e pure il resto del mondo non vi considera granchè.

    Campate di luce riflessa. Se qualcuno vi conosce è solo perchè siete quelli che ”scrivono contro Allam”

  48. utente anonimo says:

    Il tuo commento poteva pure reggere, finchè non hai chiamato in causa il “resto del mondo”, di cui, a quanto pare, nessuno ha eletto rappresentante nè te, nè Allam, nè, fortunatamente, la Fallaci.

    Quanto a questi due, si direbbe siano conosciuti solo perchè “parlano male dell’Islam”, sempre luce riflessa quindi.

    Paolo

  49. utente anonimo says:

    eh sì paolo il nostro amico ha voluto strafare come si dice e ha trasformato il suo commento in una bischerata:-)

    maria

  50. Egira says:

    Un gay greco: MIRKO TELODOGRATIS

    Un sarto giapponese (la mia preferita in assoluto, ma incomprensibile per chi non è sardo): CUSIMI NAKASAKA.

    ps: nella lingua sarda la parola “cucimi” (imperativo di “cucire”) si dice “cusimì” :-).

  51. utente anonimo says:

    >tutto questo accanirsi in poemi anti-Allam mi ricorda tanto il commento di Einstein sul libro ”100 autori contro Einstein” ” se avevo torto” commentò il genio ebreo ( cui venne offerta la presidenza dello Stato di Israele) ” ne sarebbe bastato uno”.<
    Sartori, che fai, approfitti dell’assenza di Miguel per intrufolarti travestito da anonimo?:-)

    Perché ciurli nel manico? Quella fra Einstein e la carica dai 100 contro di lui era una disputa scientifica. Quella fra Allam, Fallaci e quelli che la pensano diversamente è una disputa POLITICA. Che c’azzecca?

    Ecco, una buona idea: perché gli israeliani non propongono anche ad Allam la presidenza di Israele? Basta scavare un po’ nella giungla genealogica di Allam e un’antenata ebrea la si trova di sicuro. Così sarebbe un presidente perfetto:-).

    >articoli anti-Allam anti-Fallaci, quando i suddetti ( sia chiaro, non apprezzo molto Oriana, apprezzo moltissimo Magdi) non vi considerano molto,<
    Curioso concetto della pubblicistica. Cioè, secondo il tuo illuminato parere se uno spara ca..te, tu scrivi che sta sparando ca..te, lui se ne frega di quel che tu dici e continua a sparar ca..te, sei tu che la dovresti smettere, visto che il caz..ro non ti fila! Figliolo, sei sicuro che la roba che ti fornisce il tuo pusher di fiducia sia tagliata bene?

    >e pure il resto del mondo non vi considera granchè.<
    Ah, adesso parli a nome e per conto del “resto del mondo”! Preoccupante!:-)

    >Campate di luce riflessa. Se qualcuno vi conosce è solo perchè siete quelli che ”scrivono contro Allam”<
    Rovesciando il tuo bizzarro ragionamento, non è che Allam sia quello che nel 90% dei suoi papiri “scrive contro i Fratelli Musulmani” e che di conseguenza vive – da nababbo – della luce riflessa dai seguaci di Allah?

    Ciao

    Ritvan

  52. rigirandola says:

    Finito…

    bellissimo

    :))))

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