“Che nome gli metterò? Lo voglio chiamar Pinocchio” (III)

Sul suo blog, Dacia Valent ha compiuto una delle provocazioni per cui noi la amiamo, mentre i polli che ci cascano la vorrebbero morta.

Ha semplicemente ripreso alcuni episodi traumatici della vita di Magdi Allam, descritti in Io amo l’Italia, senza però specificare a chi si riferivano. Commenta un furente "Andreamig", che evidentemente non ha capito di chi si parlava:

"Questa gentaglia deve stare fuori dall’Italia. Lo hai detto tu questo potrebbe essere un serial killer. Che se ne stia a casa sua. Pure mussulmano è e per questo ancora più pericoloso. Già c’abbiamo i nostri matti………ci mancano anche quelli col turbante……………"

Crediamo che il titolo di serial killer sia inappropriato per descrivere Magdi Allam. Lo potremmo chiamare, piuttosto, un serial lover. Guardiamo, infatti i titoli di alcuni capitoli del suo libro:

Il primo "vagito italiano"
Un segno del destino [di diventare italiano]
Sognando Sivori [noto giocatore di calcio dell’epoca]
Italiani buoni egiziani
La Terra promessa [l’arrivo in Italia]
L’Italia da vivere
Grazie agli italiani
"Lei è il migliore degli italiani"
L’Italia da salvare
L’Italia, terra di conquista islamica

Per Magdi Allam, notoriamente, basta la visione di un sito internet, o ascoltare una predica di un quarto d’ora in moschea, per diventare kamikaze. Forse esagera; comunque è evidente che passare gli anni formativi, abbandonato dalla madre e vivendo, giorno e notte, in madrase gestite da religiosi, tra suore, preti e scout, lascia come dice lui stesso, "una traccia indelebile nella mia formazione umana" (p. 26).

Infatti, Magdi Allam è passato dalla materna e le elementari gestite dalle suore comboniane, alla Don Bosco, gestita dai salesiani.

Il passaggio di scuola fu

"una decisione repentina presa da mia madre perché i salesiani le garantivano che si sarebbero occupati di me dodici mesi l’anno".

Mamma Safeya "dal cuore d’oro" si era licenziata dalla famiglia Caccia, per diventare la domestica di un’aristocratica saudita, che la pagava molto di più, ma che Mamma Safeya doveva seguire in giro per il mondo. E così, per comprare l’Abbecedario a Magdi e soprattutto permettergli di "vivere in un ambiente socialmente superiore a quello della media degli egiziani" (p. 16), lo abbandonò totalmente nelle mani del clero italiano.

E’ dal clero, e da qualche insegnante laico, che Magdi apprende il gusto di scrivere (definisce l’italiano la sua lingua madre); "è con i salesiani che ho conosciuto il Cairo", con loro che legge Topolino, e impara a tifare Juve.

Il contesto è quello surreale degli italiani d’Egitto, di cui ho conosciuto gli ultimi scampoli una quindicina di anni fa.

Magdi Allam, ovviamente, li ama.

Ora, è interessante sapere che si tratta dello stesso Magdi Allam che dedica un capitolo dello stesso libro, per spiegare il proprio concetto di integrazione: l’immigrato "deve conoscere adeguatamente la lingua italiana" (p. 270),

"è tenuto alla conoscenza della cultura italiana nel senso più ampio, comprese la religione cristiana e le altre fedi",

deve "condividere, interagire e far propri i valori fondanti della nostra identità nazionale", "deve condividere attività sociali, educative, ricreative, di volontariato, culturali con gli italiani".

Il tutto viene controllato tramite esami di "primo e secondo livello". Chi non riesce a distinguere perfettamente tra condizionale e congiuntivo, chi ignora la modalità della processione dello Spirito Santo che distingue cattolici da ortodossi (per modum intellegibilis actionis e per spiramen), o che non può portare almeno quattro biglietti usati della discoteca Las Vegas Ecstasy di Menegotto Superiore, deve essere espulso dall’Italia.

Se criteri simili fossero stati applicati agli stranieri d’Egitto, sarebbero rimasti davvero in pochi: cioè proprio quelli, come Edward Lane, Carlo Alfonso Nallino e René Guénon, che non erano venuti per fare fortuna.

Ho conosciuto italiani residenti in Egitto da tre o quattro generazioni, che in arabo sanno dire, al massimo, "vieni qui!", "portami questo!" e "costa troppo!"

I greci d’Alessandria possiedono un gigantesco isolato in città, dove c’è il consolato, il circolo culturale e le loro madrase, servite da insegnanti inviati direttamente dalla Grecia, che ai ragazzi fanno provare l’ebbrezza di sentirsi discendenti di Omero e di Pericle.

La domenica, l’intera comunità greca è invece in chiesa, ad ascoltare prediche rigorosamente in greco – ricordiamo che Magdi Allam esige che nelle moschee in Italia si parli solo in italiano. Ripeto, non si tratta di immigrati recenti, ma di nipoti e pronipoti. Almeno il 95%, poi, sono analfabeti, del tutto incapaci di leggere – né tantomeno scrivere – nella scrittura ufficiale del paese che li ospita.

In questo, non c’è vero e proprio razzismo: greci e italiani sono disposti a interagire, e persino a sposarsi, con nativi egiziani che abbiano un ottimo reddito, parlino perfettamente qualche lingua occidentale e indossino regolarmente la giacca e la cravatta. Nativi egiziani che devono condividere lo sdegno, diffuso tra stanieri di tutte le comunità, per l’oltraggioso comportamento del governo italiano, che non ha permesso la sepoltura dell’ultimo re d’Italia nel Pantheon.

Tutto questo, ovviamente, Magdi Allam, sopraffatto da invidioso amore, non ce lo racconta.

Racconta invece dei problemi che hanno avuto molti italiani nel 1967. Ricordiamo che quell’anno, l’Egitto fu attaccato da un suo vicino, che si autodefinisce "stato ebraico". Lo stesso Magdi Allam accenna alla distruzione in poche ore dell’intera aviazione egiziana, l’esercito in rotta, i bombardamenti su Cairo e le immense masse di profughi che fuggiranno poi dai bombardamenti israeliani su Port Said e Suez (lo racconta solo per lamentarsi di come questi buzzurri abbiano intasato la "sua" Cairo).

Tutto questo non lo preoccupa. Invece, scrive con sdegno di come "la gente mostrava dei pupazzi raffiguranti lo stereotipo dell’ebreo e li bruciava pubblicamente", non si sa bene perché.

Tutto ciò mi ha fatto venire in mente Sigrid, una splendida signora tedesca che aveva sposato un medico egiziano – cristiano – subito dopo la guerra, e che si distingueva da tanti stranieri per l’autentico rispetto che aveva per l’Egitto.

Era il novembre del 1956. Senza dare preavviso, Israele, Inghilterra e Francia avevano attaccato l’Egitto. Migliaia di civili erano morti nei bombardamenti.

Sigrid, che abitava ad Alessandria, rimase in casa per ore, dopo aver sentito la notizia. Bionda e dalla pelle chiarissima, inconfondibilmente khawâga, pensava, se esco verrò linciata.

Poi si fece coraggio, uscì dal portone e salì su un tram.

I passeggeri la guardarono sorpresi.

Poi un signore si alzò e le disse, "itfaddalî": "Prego, si sieda".

Dopo poco Geppetto tornò: e quando tornò aveva in mano l’Abbecedario per il figliuolo, ma la casacca non l’aveva più. Il pover’uomo era in maniche di camicia, e fuori nevicava.

– E la casacca, babbo?

– L’ho venduta.

– Perché l’avete venduta?

– Perché mi faceva caldo.

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44 Responses to “Che nome gli metterò? Lo voglio chiamar Pinocchio” (III)

  1. Pensa che mia nonna materna, giunta al Cairo nel 1920, fino alla sua morte nel 1991 non sapeva parlare l’arabo correttamente. Aveva la sensazione di soffocare, parlando l’arabo, diceva.

    Per dire la verità dire che non parlava l’arabo correttamente è un eufemismo: in pratica non lo parlava, se non per quel poco necessario per interagire con gli autoctoni. Sulla nave le prime parole che le furono insegnate erano ovviamente gli insulti, “non si sa mai”.

    Per il resto della vita, e fino al 1956, è vissuta in un ambiente (diciamo pure un ghetto) europeo: circondata da italiani, greci, maltesi, inglesi e francesi. Solo dopo la fuga degli europei, l’ondata di nazionalizzazioni ecc, è entrata veramente in contatto con gli abitanti del paese, subentrati nel quartiere abitato prima dagli stranieri.

    Pensa che gli inglesi hanno avuto l’ardire, per tutto il periodo di colonizzazione, di dividere le città egiziane in “Arab Town” e la parte abitata dagli europei, fino alla liberazione. Ci sarebbe molto da dire su quel periodo e sugli “italiani brava gente” che ricorda Allam.

    Fortuna vuole che io conosca molto bene quella realtà, anteriore alla nascita stessa di Allam, sia per testimonianze dirette che grazie alle ricerche storiche così come conosco bene l’Egitto moderno che lui nemmeno conosce, avendo “tagliato il cordone ombelicale” con il suo paese già negli anni settanta.

    Sherif

  2. utente anonimo says:

    Miguel la tua psicanalisi di Allam e gradevolissima e condivisibile. Però, quando lasci per un attimo Allam e fai dei brevissimi commenti storici tiri fuori il meglio:-) del terzomondismo. Mi riferisco al paragrafo:

    “Era il novembre del 1956. Senza dare preavviso, Israele, Inghilterra e Francia avevano attaccato l’Egitto.”

    Così, un bel mattino, i tre sullodati Stati si sveglarono di buon mattino e, come componenti di una baby gang, dissero:”Che barba, che barba, che noia! Che si può fare per movimentare un po’ la nostra grigia esistenza? Massì, usciamo e diamo un po’ di botte a quei negher di egiziani “:-).

    Miguel, se uno chiude CON O SENZA PREAVVISO un canale marittimo di vitale importanza per il traffico internazionale, si aspetta forse che gli inviino mazzi di fiori?

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Non ho ben capito il criterio che hai usato per elencare i tre Paesi “aggressori”. Alfabetico non è, di sicuro. Comunque, a me risulta che la decisione dell’attaco fu di inglesi e francesi e Israele fu coinvolto in seguito. Pertanto, il mettere Israele in cima alla lista non so come spiegarlo:-).

  3. utente anonimo says:

    Caro anonimo,

    vorresti dire che un bel giorno gli egiziani si sono svegliati e dicendo “che noi, che barba, che possiamo fare per movimentare la nostra grigia esistenza? Massì, chiudiamo il canale e vediamo che succede!”

    Questo significa “senza preavviso”. Ovvero: gli inglesi non farebbero mai simili assurdità ma gli egiziani sì.

    Miguel,

    se mai l’Allam leggerà questo blog, capirà che mai e poi mai sarà in grado di omaggiare ed impreziosire la lingua italiana al livello in cui tu la onori.

    La timida donzella

  4. Caro Ritvan,

    Hai forse ragione riguardo al “senza dare preavviso”. Effettivamente il governo egiziano si aspettava una risposta militare da parte dei maggiori azionisti del canale, Inghilterra e Francia, anche se contava sull’intervento delle grandi potenze. Ed effettivamente è andata proprio così: l’URSS minacciò la rappresaglia nucleare e gli USA intimarono il ritiro.

    Ma l’Egitto non si aspettava di certo un attacco da parte di Israele, che con il Canale di Suez c’entrava come i cavoli a merenda. Tra l’altro sbagli nella sequenza_ Israele invase la Striscia di Gaza e la penisola del Sinai e fece rapidi progressi verso la zona del canale. prima che Inghilterra e Francia si offrissero di rioccupare l’area e separare le parti in lotta.

    Stai effettivamente confondendo le due guerre, quella del 56 e quella del 67. Mentre quella del 67 il casus belli era la chiusura dello stretto sul Mar Rosso, quella del 56 era dovuta alla nazionalizzazione del canale. Nazionalizzazione a sua volta motivata dal rifiuto della banca mondiale di finanziare il progetto della Diga di Assuan

    Sherif

  5. utente anonimo says:

    >Caro anonimo…La timida donzella<
    Cara donzella, pare che oltre ad essere timida tu sia anche un pochino miope. Io mi chiamo Ritvan – come sanno quasi tutti quelli che bazzicano questo blog – e il mio nome l’ho scritto a chiare lettere DELL’ALFABETO LATINO nel mio messaggio.

    Ciao

    Ritvan

  6. utente anonimo says:

    >Caro Ritvan,

    Hai forse ragione riguardo al “senza dare preavviso”. Effettivamente il governo egiziano si aspettava una risposta militare da parte dei maggiori azionisti del canale, Inghilterra e Francia, anche se contava sull’intervento delle grandi potenze. Ed effettivamente è andata proprio così: l’URSS minacciò la rappresaglia nucleare e gli USA intimarono il ritiro. Sherif<
    Non è proprio così. L’URSS minacciò semplicemente di entrare nel conflitto in modo “convenzionale”, mica di usare l’atomica! Non facciamo dell’URSS un mostro, per favore!:-)

    >Ma l’Egitto non si aspettava di certo un attacco da parte di Israele, che con il Canale di Suez c’entrava come i cavoli a merenda.<
    Appunto, Israele fu “allettato” dagli anglo-francesi. L’incontro si svolse a Sevres (Francia) e l’operazione fu definita “Mousquetaires” (I Tre Moschettieri:-) )

    >Tra l’altro sbagli nella sequenza_ Israele invase la Striscia di Gaza e la penisola del Sinai e fece rapidi progressi verso la zona del canale. prima che Inghilterra e Francia si offrissero di rioccupare l’area e separare le parti in lotta.<
    No, sei tu che fraintendi, caro Sherif. Io mi riferivo alla DECISIONE POLITICA dell’attacco, mica alle operazioni belliche.

    >Stai effettivamente confondendo le due guerre, quella del 56 e quella del 67. Mentre quella del 67 il casus belli era la chiusura dello stretto sul Mar Rosso, quella del 56 era dovuta alla nazionalizzazione del canale. Nazionalizzazione a sua volta motivata dal rifiuto della banca mondiale di finanziare il progetto della Diga di Assuan<
    Vedi sopra.

    E il rifiuto della BM (ovviamente comandata dagli amerikani) fu dovuto all’acquisto da parte dell’Egitto di carrarmati dalla Cecoslovacchia. Così, il buon Naser pensò di nazionalizzare la compagnia inglese. Come disse la nuora della storiella “per fare un dispetto a mia suocera vado a letto col mugnaio”:-)

    Ciao

    Ritvan

  7. Ste65 says:

    Mi pare chiaro che si sta parlando della “crisi di Suez” del 1956.

    Il casus belli ovviamente è la nazionalizzazione del canale di Suez da parte di Nasser.

    Cronologia (facendo riferimento solo alle operazioni militari):

    29.10.1956 truppe israeliane entrano in Egitto (Sinai) ed occupano posizioni sulla strada del canale di Suez;

    30.10.1956 Nasser parla di bloccare il canale- la Gran Bretagna chiede all’Egitto di permettere a truppe inglesi e francesi di occupare Porto Said come “forza di interposizione” per proteggere il canale, dando un ultimatum di 12 ore;

    1.11.1956 iniziano le ostilità con gli anglo-francesi (aerei affondano una nave da guerra egiziana, la fregata Akka, affermando che gli egiziani la stavano rimorchiando per affondarla nel canale) – Attacchi aerei ad altri obiettivi;

    2.11.1956 l’ONU chiede l’immediata cessazione delle ostilità;

    3.11.1956 gli egiziani dichiarano di accettare la risoluzione ONU (ma affondano nel canale navi cariche di cemento per bloccare la navigazione) – gli anglo-francesi dichiarano che la loro è una legittima “operazione di polizia” e di essere intenzionati a portarla avanti, ma dichiarano di “accettare” la risoluzione a patto che l’Egitto conceda l’accesso a forze ONU di interposizione (costituite “temporaneamente” dalle forze anglo-francesi presenti in zona);

    4.11.1956 attacchi navali anglo-francesi nella zona del canale;

    5.11.1956 occupazione militare anglo-francese del canale (attacchi aviotrasportati e con mezzi da sbarco) – Gran Bretagna e Francia dichiarano di essere disposte a cessare il fuoco se l’Egitto accetta una forza di polizia internazionale ONU – Israele aderisce alla proposta anglo-francese;

    6.11.1956 gli anglo-francesi annunciano il “cessate il fuoco”

    8.11.1956 l’Egitto accetta una commissione ONU di controllo;

    15.11.1956 arriva il contingente internazionale;

    4.12.1956 inizia il ritiro anglo-francese;

    27.12.1956 gli egiziani iniziano le operazioni per il ripristino della navigabilità del canale.

    marzo 1957 (non ho trovato il giorno esatto) ritiro israeliano dal Sinai.

    In seguito emerse che l’attacco israeliano e quello anglo francese erano stati concordati in un incontro segreto a Sevres, in Francia – in base al piano originale “…tutte le parti concordarono che Israele doveva invadere e che britannici e francesi sarebbero intervenuti successivamente, istruendo gli eserciti egiziano e israeliano a ritirare le proprie forze ad una distanza di 10 miglia (16 km) dai lati del canale, e piazzando quindi una forza d’intervento anglo-francese nella zona del canale attorno a Porto Said…” (1)

    Quindi l’attacco iniziale israeliano fu senza preavviso, mentre l’attacco anglo-francese non fu preceduto da una formale dichiarazione di guerra (gli anglo-francesi non la considerarono una guerra ma una “operazione di polizia”…) ma fu successivo allo scadere di un ultimatum.

    (1) http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_del_Canale_di_Suez

  8. utente anonimo says:

    Una primissima convergenza oggettiva tra gli interessi e i progetti coloniali occidentali e il sionismo, si verificò nel 1917, in pieno conflitto mondiale quando l’Inghilterra diede luogo al consenso politico per la creazione dell’israele sulla terra palestinese -dichiarazione Balfour, infatti fu la prima pietra della creazione dell’israel.

    A questa illegale dichiarazione, il quale non poteva avere valenza politica in quanto a quei tempi la Palestina apparteneva all’impero ottomano, fu seguito il famoso slogan sionista; “una terra senza popolo, per un popolo senza terra!?!”

    Sia la dichiarzione Balfour, che le successive dichiarzioni dei sionisti, sulla illegale occupazione di un territorio che aveva già 700.000 abitanti(di cui solamente 53.000 ebrei) rendono l’attuale situazione dell’israele, instabile, perché la sua creazione è stata illegale.

    l’occupazione di quella terra da parte degli occidentali era illegale, come lo era tutto il colonialismo ma ciò che è peggio, donare la terra delgi altri, sotto banco e per decisioni politiche unilaterali, a gente che non esiste ancora e che deve immigrare negli anni successivi, tra l’altro, i discendenti diretti di quei “avi” di cui parlano i sionisti, sono proprio i palestinesi (di allora e di oggi)e nominare i pressunti “avi” di 2000 anni prima, come fanno i sionisti, non costituisce fonte di diritto per togliere la terra a chi vi abita quindi, quanto sostengono i sionisti non è altro che un concetto irrazionale, antistorico e assurdo.

    Da ciò nasce il fatto che tutte le successive guerre fatte dall’israele e ogni appoggio da parte dell’occidente alla sua creazione e esistenza, siano completamente illegali, come è illegale ogni copertura politica/finanziamento forniti oggi, da parte dell’occidente, ai crimini commessi dall’israel.

    I sionisti, come i loro protettori occidentali, ci marciano anche sulla PROPOSTA DI SPARTIZIONE DELL’ONU del 48, infatti, quella dichiarazione conteneva semplicemente una PROPOSTA, da accettare o da rifiutare, senza che ci sia nessuna cosa “sancita” perché questa esulava l’ONU dalle sue prorogative istituzionali.

    La realtà complessa, articolata e contraddittoria del regime sionista di israele viene in genere circondata dai luoghi comuni e dalla propaganda e di disinformazione totale , come anche dalla confusione tra tre realtà ben diverse; ebrei(esistono in tutto il mondo anche in molti paesi islamici)Israeliani (gli abitanti dell’israel) e i sionisti(anche essi presenti in molte parti del mondo) mentre si tratta di tre piani ben distinti; religioso,statuale e ideologico.

    reza

  9. utente anonimo says:

    reza,

    la tua ricostruzione storica mi pare un po’ troppo semplificata, però vorrei chiederti a parte il passato qualcosa sul presente.

    Se tu per una magia potessi risolvere il conflitto israelo palestinese quale assetto territoriale proporresti per i due popoli?

    Maria

  10. utente anonimo says:

    UN UNICO PAESE, STATO E NAZIONE, COMPLETAMENTE DISARMATO MA SOTTO LA PROTEZIONE DIRETTA DELL’ONU, PER TUTTI GLI ATTUALI ABITANTI.

    reza

  11. utente anonimo says:

    E laico, Reza, laico, LAICO … dove non comandi nessuna religione …

    C.

  12. utente anonimo says:

    reza

    quanti stati ci sono al mondo che rispettano la tua idea di legalità?

    Francesco

  13. utente anonimo says:

    Stati? fase superata bello, se non ci credi chiedi ai tuoi amici Bush e Berlusca di quanto hanno potuto fare abusando degli stati che governavano.

    Ora è il tempo dei POPOLI.

    Certo, STATO LAICO.

    reza

  14. utente anonimo says:

    >Certo, STATO LAICO.

    reza< Sul modello dell’Iran, a te tanto caro, immagino?:-)
    Ciao

    Ritvan

    P.S. Poi non vi lamentate se RenudoUltimoEroeecc. si mette a strillare “TAQYIAAAAAAAAAA”.:-) :-)

  15. utente anonimo says:

    FORZA ITALIAAAAA!

    Ritvan

    P.S. Ovviamente non è una subdola propaganda berlusconiana, ma solo un mio personale augurio in stile Allam:-) per la Nazionale Italiana che gioca stasera.

  16. Scusate,sommessamente chiedo SE quella Sigrid è la Hunke … chiedo per sapere, NON è una domanda retorica,,,,,,,,,,,,

  17. utente anonimo says:

    Oh, i miracoli di Kel !

    Ritvan scrive maiuscolo come Davide di una volta mentre Davide, di recente, chiede sommessamente.

    Reza accetta l’invito a cena in Lussemburgo- chissà quando ci andrà- di Roberto, la cui e-mail inizia con “Judd”.Nessun collegamento , certo, con i Juden, ma dopo aver sentito tanto parlare contro i sionisti..

    Solo un anno fa, quasi di questi tempi, lamentavo il deserto in cui si trovava il blog, causa lontananza del titolare e conseguente dispersione dei commentatori presso i blog dei triumviri alleati.

    Oggi il blog è vivace e basterebbero le tre erre, Ritvan, Reza e Rumi, a riempire strisciate annuali di commenti, anche in assenza di Kel.

    E poi qui si apprende l’arte della diplomazia, del signorile controllo delle manifestazioni delle emozioni, del pensiero, delle parole. Pacati, moderati, critici ma mai palesemente offensivi.

    Per non dire delle nuove forme espressive : Kuk Lux, che tanto ricorda il milanese – ladino Cucc Lux, o l’anglo-latino LooK(for) Lux.

    Che soddisfazione.

  18. utente anonimo says:

    Il commento n. 18 è mio.

    Aurora.

  19. utente anonimo says:

    Ma non è che le turbe del povero Allam possano aver origine da abusi sessuali subiti nella scuola cattolica(non sarebbe il primo) da lui frequentata?Mi ricorda lo scrittore giapponese Shozo Numa, che ,diciottenne soldato fatto prigioniero alla fine della guerra,fu sottoposto a pesanti abusi e umiliazioni sessuali da una donna soldato americana,esperienza che nel ’56 lo portò a scrivere il romanzo scandalo “Yapoo,il bestiame umano”,di cui potete trovare un ottima versione manga(a puntate) nelle edicole in questi giorni.Scrisse infatti Numa nell’introduzione : “di giorno non concedo a nessuno di tenermi testa,ma di notte godo dell’ebrezza di esser maltrattato dalla mia padrona.Amo diventare un cane che gioca ai suoi piedi,o un cavallo che la carica in groppa,e provo in questi atti un piacere indescrivibile.La coscienza che la mia patria si divenuta dominio di un invasore bianco si combina in me con le esperienze vissute durante la prigionia ma a poco a poco comincio a godere di un piacere sessuale nell’umiliazione cui il popolo giapponese è costretto dai bianchi.

    Franz

  20. kelebek says:

    Per Davide,

    No. La Sigrid che conosco io non ha sicuramente mai scritto nulla.

    Miguel Martinez

  21. utente anonimo says:

    per aurora,

    lo “judd” della mia mail non ha niente a che vedere con gli ebrei: trattasi di bistecchine affumicate di maiale, piatto tipico del paese che mi ospita, che vanno mangiate con (mad o mat o matt, l’ortografia lussemburghese è un po’ incerta) le fave (gaardenbounen)

    roberto

  22. utente anonimo says:

    Per Roberto,

    Anche se fossi un ebreo, verrei al tuo invito, ho diversi amici ebrei e sanno come la penso.

    reza

  23. utente anonimo says:

    non ne dubitavo, reza, è che non sono ebreo (e se è per questo nemmeno gay)…ovviamente non vedo nulla di male nelle due cose, nemmeno se cumulate

    roberto

  24. utente anonimo says:

    Scusa Reza

    ma il concetto di legalità di un popolo mi sfugge.

    Come facciamo a disquisire dello status legale dei popolo israeliano (ebraico) e di quello palestinese (arabo)?

    Mi mancano le categorie.

    Poi perchè tratti male il mio povero Berlusconi, che oltretutto ha pure perso il posto?

    Saluti

    Francesco

    PS hai scritto “un unico paese … per tutti gli attuali abitanti”: e il Diritto al Ritorno?

  25. utente anonimo says:

    Il diritto al ritorno deve essere riconosciuto a chi è originario della Palestina.

    La distinzione ebrei/musulmani, specialmente per la gente che vive in Palestina, tutti di razza semita, è un’pò forzata.

    Alla fine, se ariva la Pace, terra per viverci e il benessere per tutti, potrà essere garantita a tutti, oltre ad estendersi ad intera regione(altro che democrazia in Iraq)perché una cosa del genere sarà solo il trionfo della democrazia, quella vera.

    Devi essere sincero e chiederti se l’attuale conflitto è un conflitto ebrei/musulmani!

    Io non ho mai pensato che lo sia, non lo è e non lo sarà mai.

    E’ una questione territoriale, un residuo della filosofia politica del colonialismo, radicata nel tempo dalle interferenze politiche rovinose che hanno lasciato le questioni importanti divenire croniche.

    Il motivo per cui alcuni ebrei volgiono avere un stato ebraica sta nella cultura razzista dell’occidente, tuttora viva, di cui loro hanno perito nella storia diverse volte, quindi è una questione di mancanza di fiducia nell’occidente al quale chiedono l’appoggio incondizionato per sentirsi sicuri, ma tutto è sbagliato cosi.

    reza

  26. utente anonimo says:

    >Poi perchè tratti male il mio povero Berlusconi, che oltretutto ha pure perso il posto? Saluti Francesco<
    Perché è al soldo dell’Internazionale Sionista, ancora non l’hai capito? La quale gli ha anche imposto come socio in affari un perfido giudeo mascherato da sceicco arabo, come recentemente scoperto ad opera del tessuto spugnoso influenzabile dal Viagra che riempie il cranio di reza.

    Ciao

    Ritvan

  27. kelebek says:

    Ritvan, adesso veramente basta.

    Pensavo che fossi un uomo adulto.

    Miguel Martinez

  28. utente anonimo says:

    Guarda che ha ragione Miguel, caro Ritvan, a certe affermazioni si fa fronte come suggeriva il padre Dante “non ti curar di loro ” ecc. ecc. (avevo una prof comunista che odiava Dante)

    ciao

    Francesco

  29. kelebek says:

    Ho cancellato il commento n. 16, più altri battibecchi.

    L’asilo chiude.

    Miguel Martinez

  30. utente anonimo says:

    >Ho cancellato il commento n. 16, più altri battibecchi. L’asilo chiude.

    Miguel Martinez<
    Hai fatto bene. Però, ti sei comunque dimenticato di cancellare IL MIO n.26. Se par condicio ci dev’essere par condicio sia! Sennò qualcuno potrebbe accusarti di simpatie per Ritvan il Bieco Sionista:-)

    Ciao

    Ritvan il Magnanimo:-)

  31. utente anonimo says:

    Guarda che ha ragione Miguel, caro >Ritvan, a certe affermazioni si fa fronte come suggeriva il padre Dante “non ti curar di loro ” ecc. ecc. (avevo una prof comunista che odiava Dante)

    ciao Francesco<
    Ti ricordo che io non discendo da Dante:-). Cavolo, me lo impone il Kanun!:-)

    Ciao

    Ritvan

  32. utente anonimo says:

    Un italiano deve chiamare l’Alighieri “il padre Dante”, cone Garibadi è “l’Eroe dei Due Mondi” e Gigi Riva “Rombo di Tuono”.

    Italianesse oblige!

    Ciao

    Francesco

  33. utente anonimo says:

    In nome di Mastella, il Clemente, il Misericordioso.

    Miguel: la tua ossessione anti-Israeliana (te lo dico in Amicizia) un giorno potrebbe essere analizzata negli stessi termini con cui stai facendo questa gradevole di Magdi Allam.

    Te ne rendi conto quando tiri in ballo il diritto Internazionale (usandolo a vostro piacimento) solo per sottolineare i torti d’Israele e mai le ragioni?

    Senza rancore

    JZ

  34. utente anonimo says:

    Quali sono questi “ragioni!”, spiegaci tu il nesso tra il diritto internazionale e la politica dei governanti israeliani, per favore.

    reza

  35. utente anonimo says:

    per esempio che il diritto di Israele ad esistere è stato riconosciuto dalle Nazioni Unite, che giuridicamente hanno più forza di ogni altra considerazione.

    Franz

  36. utente anonimo says:

    E’ sempre comportarso secondo ciò che conviene, o sbaglio?

    Ma perché se israele è tanto respettuoso del diritto internazionale, non prende in considerazione anche quell’oceano di risoluzioni Onu che lo condannano?

    Gli omicidi mirati(condannati ieri anche dal Papa)sono TERRORISMO quindi, per favore, non parlare del fatto che la nazioni unite riconoscono il diritto di isarele ad esistere perché il modo in cui esiste è contro il dirito internazionale.

    reza

  37. utente anonimo says:

    >spiegaci tu il nesso tra il diritto internazionale e la politica dei governanti israeliani,< Con te che parli di preconcetti sarebbe fatica sprecata, ma a livello di diritto Internazionale Israele mi pare sia stato riconosciuto. Se poi non lo riconoscono i Muslim perché la loro visione oltranzista gli permette solo di leggere quando il diritto internazionale dà loro ragione (a mai quando gli dà torto) il problema è loro. >il diritto di isarele ad esistere perché il modo in cui esiste è contro il dirito internazionale. < Mai difeso l’occupazione dei Territori.
    Detto quante volte? Ho perso il conto, ma fa nulla.

    Se anche tu (come i succitati amici arabo/islamici) leggi solo quelc he vuoi che ci posso fare?

    JZ

  38. utente anonimo says:

    Non solo perché né parliamo noi è una questione importante, si tratta ormai di una questione davvero internazionale, ma il fatto che anche noi, qui in Italia, né parliamo, mentre io e te possiamo parlare dei mondiali senza problemi, è la dimostrazione che i tempi sono abbastanza maturi per una vera svolta.

    sono maturi i tempi per un futuro di pace tra questi due popoli che fanno parte della storia di ognuno di noi, ciò che possiamo fare noi, piccoli grilli borghesi, è il sostegno alla pace, con il sostengo alla pace possiamo tenere un equilibrio politico e stare dalla parte della pace per i popoli quindi, anche per questi due popoli, ma se sostegno lo diamo alla guerra, possiamo solo dire da che parte ci siamo messi senza dare nessun contributo alla pace e la guerra attuale è proprio la guerra della quale parlo.

    reza

  39. utente anonimo says:

    >…a livello di diritto Internazionale Israele mi pare sia stato riconosciuto.JZ<
    Che fai, sfotti?:-). Certo che è stato riconosciuto, è membro dell’ONU!

    >Se poi non lo riconoscono i Muslim perché la loro visione oltranzista gli permette solo di leggere quando il diritto internazionale dà loro ragione (a mai quando gli dà torto) il problema è loro.<
    Guarda che molti paesi appartenenti alla Conferenza Islamica (Albania inclusa) hanno riconosciuto lo Stato d’Israele. Come del resto ha fatto anche un “nemico storico” di Israele, l’Egitto, malgrado fra i due paesi fosse corso in passato un fiome di sangue (e il coraggioso Sadat pagò con la vita quel riconoscimento).

    Qui il Diritto Internazionale c’entra ‘na mazza. Il riconoscimento di un paese da parte di un altro non è obbligatorio, anche se una volta fatto è irreversibile. Ed è falso che l’Iran sia “discriminato” in ambito internazionale solo (o principalmente) perché non riconosce Israele.

    E anche il collegamento fra riconoscimento dello Stato d’Israele e politica di quest’ultimo nei territori occupati è un falso collegamento. P.es. oggi quasi nessuno riconosce Taiwan, ma non per questo qualcuno pensa o dice che il suo governo stia compiendo delle nefandezze da qualche parte. Semplicemente gli altri stati si adeguano al diktat della repubblica Popolare Cinese. Punto e basta. Altro esempio: nessuno (tranne la Scozia, mi pare) riconosce il neonato Somaliland, ma non per questo qualcuno ha avuto a che ridire sul comportamento di quello stato autoproclamato.

    Ciao

    Ritvan

  40. utente anonimo says:

    Ecco Reza

    forse adesso ti sarà chiaro che non esiste nesso tra il riconoscimento di Israele e la sua politica nei territori occupati, e neppure quella interna contro i suoi cittadini palestinesi e non ebrei.

    Il Sudafrica dell’apartheid era riconosciuto da tutti, pur venendo da tutti condannato e subendo un duro embargo economico.

    Saluti

    Francesco

    PS forza Olanda!

  41. utente anonimo says:

    >Saluti

    Francesco

    PS forza Olanda!<
    Avevi investito tutti i tuoi risparmi in bond argentini, eh, incauto economista?:-) :-)

    Ciao

    Ritvan

  42. utente anonimo says:

    Un pochino in un fondo il cui rendimento era legato al non default di vari paesi emergenti, tra cui quello …

    Però il mio tifo contro è dovuto solo a Diego Armando, un essere più detestabile di Fidel.

    Francesco l’orange

  43. utente anonimo says:

    >Però il mio tifo contro è dovuto solo a Diego Armando, un essere più detestabile di Fidel. Francesco l’orange<
    Essere spregevole, d’accordo, ma talento calcistico come pochi. Il pareggio fra Olanda e Argentina, due grandi del calcio, lo trovo giusto. E ho goduto come un riccio per la figura di m…della Serbia (senza Montenegro):-). Per ragioni extracalcistiche, ovviamente:-).

    Ciao

    Ritvan

  44. utente anonimo says:

    Forse il maggiore in assoluto, come talento.

    Ma l’uomo …

    F

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