Assassinio di un fiume

Dal Messaggero di Sabato 27 Maggio 2006

Clitunno, scatta la diffamazione
La Procura di Spoleto sequestra tutto ciò che ha il nome del fiume

Hanno bussato a casa di Mauro e Moreno Pasquinelli alle sette di ieri mattina. Ed hanno dato il via ad una dettagliata e laboriosa perquisizione, sia nell’abitazione che nel ristorante dei due fratelli trevani, che si è conclusa soltanto intorno alle 13. I carabinieri, autorizzati da un mandato di perquisizione firmato dal pubblico ministero Alberto Braghin, hanno cercato ogni elemento utile a chiarire l’origine di un manifesto affisso sui muri di Foligno, di Trevi e di Campello nei mesi scorsi, firmato dal " Comitato per il fiume Clitunno" ed in cui si denunciava quello che il comitato chiamava "assassinio".

E si diceva che questa fine era il frutto di industriali inquinatori, di amministrazioni locali poco attente e di una politica dell’ambiente più che lacunosa. Un manifesto che conteneva anche il nome di un imprenditore della zona che produce olio che l’industria alimentare usa per la confezione degli alimenti in scatola e del quale si diceva che non era il solo responsabile del disastroso stato del fiume Clitunno.

I fratelli Pasquinelli -che sono al vertice del Comitato e che hanno avuto i contatti con la tipografia che ha stampato quel manifesto- sono ritenuti responsabili di diffamazione, forse proprio a causa di una denuncia. Sta di fatto che ieri mattina i carabinieri hanno notificato loro il decreto di perquisizione, che vale anche come informazione di garanzia, in cui si ipotizzano i reati 663 e 595 del codice penale, reati commessi a Campello il 7 marzo scorso. Quella sera, infatti, a Casco dell’Acqua, si era svolta una affollatissima assemblea in cui la gente aveva denunciato lo stato pietoso del fiume e aveva detto che quella situazione doveva finire. Erano presenti anche molti esponenti delle forze politiche locali e, alcuni di loro, successivamente, hanno presentato interrogazioni nei consessi civici ai quali appartengono.

I carabinieri hanno sequestrato tutto. Hanno sequestrato persino il computer che i fratelli Pasquinelli hanno nel loro ufficio. Per cercare chissà cosa. Hanno sequestrato persino copia di una interrogazione presentata al Consiglio provinciale sul caso Clitunno. Caso che, va ricordato, è costata la vita a cinque quintali di trote e a tutte le altre forme di vita presenti nel fiume e che ha aperto una riflessione istituzionale seria ed impegnativa che, proprio due giorni fa ha prodotto un finanziamento cospicuo per rinnovare il depuratore e il sistema fognante che scarica nel fiume.

Il Comitato per il Clitunno è schierato totaalmente a sostegno dei fratelli Pasquinelli. I quali affidano la loro reazione ad un comunicato di poche righe in cui sostengono che «questa azione ha il tono intimidatorio» ma che loro «non cesseranno di lottare» perchè il fiume dei poeti torni com’era e perchè chi lo inquina sia individuato e giustamente perquisito.

Al.Men.  

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46 Responses to Assassinio di un fiume

  1. utente anonimo says:

    Ma è mai possibile che non si possa neanche dire che un fiume è inquinato se si toccano gli interessi di qualcuno senza finire querelati?

    E come è possibile che si perquisiscano coloro che denunciano e non coloro che inquinano?

    E’ incredibile quanto sia consueto tutto questo.

    Miguel, dicci se c’è qualcosa che si può fare da lontano. Io non so come, ma vorrei esserci.

    Cocco

  2. GEOPARDY says:

    Il gesto potrebbe essere intimidatorio, ma il fatto di aver additato (anche se giustamente un’ azienda locale) facendo un nome ed un cognome, dà adito a ritorsioni giudiziarie, a meno che la persone non sia già stata condannata per tale misfatto.

    Sono anch’io fondatore di un comitato ed ho portato avanti una dura battaglia che si sta avviando alla vittoria conclusiva, ma mi sono ben guardato, sia nei volantini sia nei giornali che nei manifesti, di fare nomi di persone (neanche di quelle istituzionali della giunta).

    La nostra azione è stata molto forte: blocchi stradali di lavori in corso, sciopero della fame, campagne informative da cui ne è scaturita una grossa campagna di raccolta firme.

    La lotta era contro la Vodafone-Omnitel ed un influente imprenditore locale, abbiamo ricevuto intimidazioni dalle forze dell’ordine, ma con un’opera di sensibilizzazione anch’esse hanno concordato che le nostre ragioni erano valide.

    Circolavano voci di arresti e di grossi risarcimenti da parte della maxi-azienda (sono stati obbligati ad installare la struttura con elicotteri), ma tutto questo è caduto nel vuoto, poichè, nessuna persona in particolare è stata da noi additata come responsabile.

    Ci siamo sempre appellati ad un inalienabile diritto di difesa della salute pubblica e della democrazia.

    Ciao

  3. utente anonimo says:

    Hmmmm…Moreno Pasquinelli da Foligno…chi è costui? Ah, già, adesso ricordo, il membro del vertice” del “Comitato per il fiume” è nel contempo anche il portavoce del “Campo Antiimperialista”.

    Miguel, non era forse il caso di fare un breve riepilogo del curriculum vitae del nostro, a beneficio di quei 2-3 :-) lettori del blog che non sono molto ferrati in Lotta Antiimperialista?

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Sì, lo so, tu mi dirai che la Lotta Antiimperialista non c’entra na mazza, visto che i biechi usani non hanno ancora mandato un sommergibile nucleare a prendere possesso del sullodato fiume:-). In punta di diritto hai ragione. Però, la vita vera raramente si svolge in punta di diritto. Purtroppo.

  4. utente anonimo says:

    Che fai Ritvan? Stai anticipando la requisitoria dell’accusa?

    Tu te ne intendi di queste cose. Te ne do atto. E quindi sai bene che “raramente la vita vera si svolge in punta di diritto”.

    Ma la vita vera è fatta di un fiume inquinato e di quintali di trote morte, che non contano niente di fronte all’interesse degli imprenditori. Così come non conta niente la vita degli individui, compresa quella del consumatore che si nutre di ciò che è stato ampiamente “biologicamente magnificato”….mentre si ragiona del diritto di produrre.

    Cocco

  5. utente anonimo says:

    Pessima immagine per l’Umbria, questo episodio. Non è nemmeno il primo del genere: altre volte ho visto vicende giudiziarie poco condivisibili. Chissà perchè dicono, poi, che solo al Sud accadono certe cose: disprezzo dell’ambiente, poteri forti con i deboli e deboli con i forti…

    Non era la perla d’Italia, il Centro Italia, una volta?! Forse era solo un mito…

    Rita.

  6. kelebek says:

    Moreno Pasquinelli ovviamente è quello del Campo, e per questo conosco lui, e suo fratello (che invece è su posizioni abbastanza diverse).

    Però tutti e due sono figli di un pescatore del fiume Clitunno, e hanno un rapporto strettissimo con i luoghi in cui sono nati e in cui sono sempre vissuti.

    Quindi in questo caso il Campo Antimperialista non c’entra.

    Miguel Martinez

  7. utente anonimo says:

    >Che fai Ritvan? Stai anticipando la requisitoria dell’accusa?<
    Mah, dipende. Secondo me se il PM è una cosiddetta “toga rossa” ci sono scarse probabilità che si “allarghi” sulle altre attività “socialmente utili” del denunciato, non strettamente attinenti all’ittologia. Certamente il carattere “pericolosamente sovversivo” delle suddette attività non mancherà di sottolinearlo – se conosco gli avvocati come li conosco:-) – l’avvocato del denunciante:-).

    >Tu te ne intendi di queste cose.<
    Modestamente:-)

    >Te ne do atto.<
    Com’è umaaaana lei! (voce di Fantozzi:-) )

    >E quindi sai bene che “raramente la vita vera si svolge in punta di diritto”.<
    Veramente sarebbe utile ad ognuno sapere queste cose.

    >Ma la vita vera è fatta di un fiume inquinato e di quintali di trote morte, che non contano niente di fronte all’interesse degli imprenditori.<
    In una società di mercato, l’interesse di un imprenditore chimico che non va a pesca sul fiume è smaltire le schifezze del suo stabilimento nel modo meno costoso possibile, fregandosene della salute delle trote. L’interesse di un ristoratore, invece, è di poter pescare (o far pescare) nel fiume più vicino il maggior numero possibile di trote VIVE e in buona salute, al minor costo possibile, per poterle poi servire nel suo ristorante al più alto prezzo possibile:-). Dovrebbe essere la legge, a ‘sto punto, a stabilire chi dei due ha ragione:-).

    >Così come non conta niente la vita degli individui, compresa quella del consumatore che si nutre di ciò che è stato ampiamente “biologicamente magnificato”….mentre si ragiona del diritto di produrre.<
    Esistono i NAS, le AUSL e una pletora di altri burocrati ben pagati che dovrebbero controllare anche il pesce, mi pare.

    >Cocco<
    Ciao

    Ritvan

  8. kelebek says:

    Credo che ci sia un accanimento particolare, ma che la “grande politica” in cui è coinvolto Moreno Pasquinelli c’entri poco in questa storia.

    In pratica, un industriale locale, che riversa schifezze da anni nel fiume, si è molto arrabbiato, e immagino che abbia telefonato a qualche piccolo magistrato della zona, amico suo, e/o a un ufficiale dei carabinieri sempre amico suo.

    Secondo me, è un buon segno – vuol dire che questo laido individuo ha paura di essere sputtanato.

    Quindi c’è da augurarsi che venga sputtanato il più ampiamente possibile.

    Miguel Martinez

  9. utente anonimo says:

    Certamente. Esistono i NAS, le ASL e pure l’ARPA .

    Però la vicenda del fiume Clitunno sta diventando vecchia come il cucco, e le autorità, a seguito di segnalazioni e osservazioni, sono intervenute per disporre i controlli già da parecchi anni.

    Poco tempo fa, invece: il fenomeno delle trote morte (che pare sia dovuto più ad eutrofizzazione che ad avvelenamento), delle acque coperte da schiuma biancastra e del divieto di balneazione, il cui epilogo sta, però, nell’articolo del Messaggero.

    …e mi auguro che Miguel abbia ragione.

    Sorvolo sui “ristoratori”, visto che ogni volta che scrivi una cosa di cui (spero) non sei convinto neanche tu, la fai seguire da una (:-)) .

    Riguardo agli imprenditori della chimica,

  10. utente anonimo says:

    continuazione del # 9

    >…. l’interesse di un imprenditore chimico che non va a pesca sul fiume è smaltire le schifezze del suo stabilimento nel modo meno costoso possibile, fregandosene della salute delle trote. L’interesse di un ristoratore, invece, è di poter pescare (o far pescare) nel fiume più vicino il maggior numero possibile di trote VIVE e in buona salute, al minor costo possibile, per poterle poi servire nel suo ristorante al più alto prezzo possibile:-). Dovrebbe essere la legge, a ‘sto punto, a stabilire chi dei due ha ragione:-).

  11. utente anonimo says:

    continuazione del #10. Scusate ma oggi splindler mi pubblica un periodo alla volta. E speriamo con tre post di giungere alla firma. Se non lo fa, vi saluto…. e sono Cocco.

    ————

    “smaltire” le schifezze del proprio stabilimento gettandole nel fiume non credo possa essere considerato oggetto da comparare all’utile che deriverebbe dal reperimento di trote vive e in buona salute da immettere nel mercato.

    Cocco

  12. utente anonimo says:

    Avevo accennato al paludoso Lambro, dove l’esito del tentativo di suicidio dovrebbe essere garantito senza neppure bisogno di tuffarsi, bastando le esalazioni , ed ecco il Clitunno.

    L’assassinio del fiume e delle trote non è roba da poco. Anche senza esser pescatori o ninfe si capisce che l’ambiente e la salute sono ricchezze che dobbiamo preservare.

    Ma concordo con Geo che non si scredita pubblicamente un’ imprenditore, ( il quale ovviamente, anche se ha torto, intanto querela- denuncia e poi si vede come va a finire), senza che prima vi sia stata una sua condanna. Ci andrei cauta anche con gli aggettivi tipo ” laido” indirizzato ad un imprenditore individuabile e riconoscibile.

    Non so se il comitato abbia presentato un esposto, chiesto accertamenti, presentato una denuncia contro ignoti per sollecitare indagini e perizie sull’inquinamento del fiume e sulle sue cause; secondo me è questa la strada giusta, non l’accusa tramite volantinaggio.

    In ogni caso ritengo che l’opinione pubblica abbia un suo potere, più forte di quello delle singole imprese ed è questa che andrebbe smobilitata.

    Infine, mi congratulo per i finanziamenti ottenuti. Sono intraprendenti i fratelli Pasquinelli.

    Aurora.

  13. utente anonimo says:

    In effetti io non ho capito bene, dato che la manifestazione e il manifesto risalgono ai primi di marzo, se il cospicuo finanziamento arrivato due giorni fa sia o meno conseguenza ( anche) dell’ operato, manifestazione compresa, del Comitato e se questo è in qualche modo interessato a vigilare sulla destinazione dei fondi.

    Aurora.

  14. utente anonimo says:

    >Scusate ma oggi splindler mi pubblica un periodo alla volta. E speriamo con tre post di giungere alla firma. Se non lo fa, vi saluto…. e sono Cocco.<
    Ho pregato le divinità pelasgico-iilire che sovrintendono alle telecomunicazioni di creare una incompatibilità temporanea fra il tuo browser e splinder. Così impari a rompere le scatole agli albanesi:-)

    >“smaltire” le schifezze del proprio stabilimento gettandole nel fiume non credo possa essere considerato oggetto da comparare all’utile che deriverebbe dal reperimento di trote vive e in buona salute da immettere nel mercato.<
    Infatti scrivevo: “Dovrebbe essere la legge, a ‘sto punto, a stabilire chi dei due ha ragione:-).”. La faccina buffa alla fine – spiegazione per chi è allergico alle faccine – significa che in questo caso la distinzione è lapalissiana e non si capisce perché i tutori dell’ordine e della legge si comportino in quel modo. Oppure si capisce fin troppo:-).

    >Sorvolo sui “ristoratori”, visto che ogni volta che scrivi una cosa di cui (spero) non sei convinto neanche tu, la fai seguire da una (:-)) .<
    Vedi sopra. E prevedo anche minuziosi controlli NAS, AUSL, ARPA, CIA:-) nel sullodato ristorante per controllare se i sullodati ristoratori rispettino o meno le semplicissime:-) norme igieniche studiate per proteggere la salute dei clienti dei ristoranti. Spero solo che un bacherozzo distratto non finisca per puro caso nella tasca di un controllore della CIA per poi saltare nel pentolone del minestrone equo e solidale dei due hermanos ed essere “scoperto” dallo stesso controllore. Allora sì che per gli hermanos ristoratori sarebbero uccelli senza zucchero:-).

    Ciao

    Ritvan

  15. utente anonimo says:

    >Credo che ci sia un accanimento particolare, ma che la “grande politica” in cui è coinvolto Moreno Pasquinelli c’entri poco in questa storia. MM<
    Noto che sei passato dalla granitica certezza del “non c’entra” (post 6) ad un più moderato “credo c’entri poco”:-). Bene, così mi piaci:-).

    Io, invece, credo che il “Campo Antiimperialista” c’entri abbastanza e non perché dietro l’inquinamento del fiume ci sia lo zampino della CIA o del Pentagono:-). C’entra per un altro motivo, per così dire “pissicologico” che ti svelerò a benefico dei tuoi studi sulla natura umana. Vedi, caro, sia Geopardy che Aurora hanno – seppur in diverso modo – sottolineato il fatto che il linguaggio usato nel manifesto (p.es. “assassinio” collegato con un nome e cognome preciso – a questo proposito ricordo una mia epica battaglia a colpi di Paravia:-) con il nostro avv. di fiducia e vorrei chiederle come secondo lei “assassino di trote” sarà considerato dalla magistratura) poteva dar luogo a spiacevoli ritorsioni più o meno “legali”. Usare un simile linguaggio “forte” fa parte della routine quotidiana dei manifesti di ogni anti-qualcosa che si rispetti:-) e può creare in lui una sorta di pericolosa “deformazione professinale manifestaiola”. Finché i suoi manifesti prendono di mira – anche in termini ingiuriosi e/o diffamatori Bush, Rumsfeld, Rice, Sharon ecc., ecc., non c’è problema, poiché i sullodati se ne fregano altamente di quel che scrivono i manifestaioli antiimperialisti. Ma quando nei manifesti si sostituisce Bush con il cumenda inquinatore, il cumenda querela in un battibaleno. E il manifestaiolo si ritrova a passare da accusatore ad accusato. Sempre per colpa di Bush!:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S.Spero che non si faccia entrare ancor di più il Campo in questa faccenduola. La perquisizione m’inquieta non poco. Non vorrei leggere a puntate su “Libero” – a seguito della solita “fuga di notizie coperte da segreto istruttorio”:-) -l’intero contenuto del hard disc di Moreno Pasquinelli riguardanti le attività del Campo Antiimperialista. E non so se mi sono spiegato.

  16. utente anonimo says:

    Miguel permetti un OT (sennò cancella e amen)?

    dunque, ieri al tiggiuno ho sentito questa frase in un servizio sulla strage di haditha (o come si scrive): “l’esercito usa vuole riesumare le vittime per fare l’autopsia e capire chi li ha uccisi, ma le autorità locali si oppongono per motivi religiosi”

    ora mi piacerebbe sapere dagli islamologhi del blog se esistono veramente dei motivi religiosi per impedire una riesumazione e quindi una autopsia, e se esistono come ci si regola nei paesi in cui le autopsie non si possono fare.

    grazie

    roberto

    ps.preciso che l’informazione che mi interessa ha un un carattere puramente religioso, nun me parlate dei sionisti né dell’esercito invasore

    pps. ottime sia le salsicce che le costolette di venerdi sera

  17. kelebek says:

    Commento n. 15,

    mmh, scopriamo così che Ritvan mantiene una corrispondenza segreta con Moreno Pasquinelli… :-)

    Scherzavo, ovviamente! Ripeto, scherzavo!

    Nel post 6, intendevo dire che il Campo come tale non ha nulla a che fare con l’iniziativa anti-inquinamento del Clitunno.

    Poi è chiaro che un certo stile sanamente umbro si nota in entrambi i casi :-)

    Miguel Martinez

  18. kelebek says:

    Per il commento n. 16,

    mi associo all’interessante domanda di Roberto. In termini generici, so che l’Islam non apprezza che si manipolino i corpi dei defunti; e immagino che sia possibile, nell’immenso corpus teorico dell’Islam, trovare ragioni in un senso o nell’altro per quanto riguarda le autopsie.

    Poi (tanto per non tirare in ballo la “politica”) ci sarebbe da chiedersi come mai ci sia questo improvviso rispetto dei morti da parte dello stesso esercito che ha distrutto l’immenso cimitero sciita di Najaf due anni fa…

    Miguel Martinez

  19. Ste65 says:

    Copio e incollo la parte che interessa di uno scritto trovato in rete:

    L’Autopsia: sin dall’antichità era compreso il ruolo fondamentale

    della Anatomia e della Fisiologia nella scienza medica greca, cosa

    che anche gli arabi compresero. Ma l’Anatomia, quindi l’autopsia

    fu ignorata dagli arabi per l’erronea convenzione che sezionare un

    cadavere rientrava tra il Haram (proibito) cosa successivamente

    smentita da alcune Fatwa (sentenza) ammessi in favore della

    utilità di eseguire l’autopsia a scopo diagnostico e medico legale. Si

    ricorda che le prime autopsie e scoperte anatomo-fisiologiche

    furono eseguite di nascosto dallo stesso medico arabo Ibin an-Nafis

    scopritore della piccola circolazione sanguigna (1245) ben tre secoli

    prima di Servito e Colombo, e da Ibn Rushd 1153 (scopritore della

    grande circolazione sanguigna). Resta da precisare che nel mondo arabo occorre chiedere il consenso ai familiari del defunto”

    “Storia della legislazione medica della Shariya islamica”

    http://www.sardegnamedica.it/public/areadownload/storiamed.pdf

  20. hafiz says:

    Nel Nome di Dio il Clemente il Misericorde

    La sepoltura islamica, quella universalmente praticata con varianti locali, prevede il lavaggio della salma appena dopo la morte e l’interramento in giornata, se possibile.

    Dopo il funerale avviene il giudizio individuale. È un segno di rispetto per il defunto accompagnarlo in tempo, quindi entro sera, all’appuntamento con i due angeli.(Munkar e Nakîr ).

    Dopo la morte il lavaggio del cadavere è eseguito solitamente da uomini e donne, dello stesso sesso del defunto, parenti stretti della famiglia o estranei che siano comunque persone di fede. Ma quando ci si trova all’estero e senza il conforto della famiglia questa pratica viene eseguita anche dagli amici della comunità islamica d’appartenenza. E per i riti di purificazione del cadavere in Italia ci si può appoggiare alla struttura ospedaliera della città o alla camera mortuaria del cimitero, qualora entrambe lo permettano.

    La pratica che segue la regola islamica, prevede che la salma venga lavata in tutte le sue parti e con particolari procedure: rispetto all’abluzione per la preghiera qui si tratta di un lavaggio totale. La salma viene avvolta in un sudario bianco dal tessuto semplice che copre il corpo dalla testa ai piedi. Non si tratta di un pezzo unico: una volta asciugata la salma si preparano tre tagli di lenzuolo. Il primo pezzo copre il corpo fino all’ombelico, il secondo dall’ombelico ai piedi e il terzo avvolge l’intero cadavere da sinistra a destra, senza contare che occhi e bocca vanno chiusi.

    Il morto viene poi trasportato con una lettiga al cimitero.Il defunto poi deve essere rigorosamente sepolto sottoterra (tombe di famiglia e colombaie sopra il livello del suolo sono illecite) e la testa va rivolta verso la Mecca. Anche nel momento della inumazione gli uomini stanno in un lato e le donne in un altro. La cremazione, poi, è proibita.

    Il corpo va rispettato con attenzione: poiché verrà resuscitato nel giorno del giudizio, rompere un osso ad un musulmano morto è grave come romperlo ad un musulmano vivo.

    Rumi

  21. utente anonimo says:

    grazie a rumi e ste75.

    non ho ben capito se l’autopsia è sempre vietata o solo dopo l’interramento.

    e se è sempre vietata, come si fa nei casi in cui da noi sarebbe necessaria (chessò morte violenta della quale è necessaria sapere causa e momento)? esistono eccezioni o le esigenze della “giustizia terrena” vengono lasciate perdere?

    infine, se posso insistere (e non chiedetemi perchè sta cosa mi incuriosice così tanto, perchè non lo so), le stesse regole valgono sia per i sunniti che per gli sciiti?

    per miguel,

    hai ragione, ma volevo togliere di mezzo l’aspetto politico perchè francamente non credo che sapere se i poveretti di haditha siano stati ammazzati dai marines o da tagliagola locali cambi poi di molto il giudizio che ognuno di noi può dare sulla guerra irakena.

    roberto

  22. utente anonimo says:

    Piccola considerazione controcorente.

    Si parla di “un industriale locale, che riversa schifezze da anni nel fiume”. Benissimo. Invece di affiggere manifesti potenzialmente diffamanti, il Comitato dovrebbe sporgere le denunce del caso. Lo ha fatto ?

    Ricordo che, per la legge e la giurisprudenza italica, chi accusa in pubblico un ladro, anche condannato con sentenza defiitiva, di essere un “ladro”, commette il reato di diffamazione.

    Il motivo è ovvio: il diffamatore, seppur veritiero, lede la dignità della persona, per quanto ladra possa essere. Della sua fedina penale deve occuparsene solo il potere giudiziario. Noialtri semplici cittadini non possiamo sostiuirci alle Loro Eccellenze Ermellinate, esponenti di un potere dello Stato e selezionati per concorso. Separati per legge e definzione da noi poveri mortali.

    Orbene: i comitanti hanno le prove provate del nesso causale tra l’inquinamento del Clitunno e l’attività dell’industriale senza scrupoli?

    In caso affermativo, perchè mai i comitanti hanno prodotto un manifesto invece di una buona e giusta denuncia?

    In ogni caso, se l’industriale senza scrupoli fosse costretto a chiudere la sua nefanda attvità, quante famiglie abitanti sulle sponde del Clitunno sarebbero costrette a morire d’inedia?

    Giuseppe

  23. Ste65 says:

    Giuseppe, non sempre accusare in pubblico qualcuno di un reato è diffamazione. Esistono anche il diritto di cronaca (essenzialmente per i giornalisti) ed il diritto di critica (per tutti).

    Ovviamente perchè operino q

  24. Ste65 says:

    oops chiedo scusa, commento prematuramente spedito.

    il prosieguo era

    “ovviamente perchè operino ne devono sussistere i presupposti

    (verità, continenza, interesse pubblico)”

  25. utente anonimo says:

    Mi piace quando gli avvocati (ammesso che Giuseppe sia lo stesso avv. Giuseppe del tempo che fu:-) ) avviano un dotto dibbattito (sic).

    Io che avvocato non sono, la penso così: se dai del “ladro” in pubblico a uno solo perché ti sta sulle balle, anche se questi sia stato condannato in passato per “appropriazione indebita” sei passabile di denucia-querela per ingiuria/diffamazione.

    Se invece, gridi “Al ladro, al ladro” mentre uno sta scappando col tuo portafogli, questi non può voltarsi e minacciare querele:-).

    Un breve commento sul papiro di Giuseppe:

    >Orbene: i comitanti hanno le prove provate del nesso causale tra l’inquinamento del Clitunno e l’attività dell’industriale senza scrupoli?<
    Non lo so e non credo che Pasquinelli verrebbe a dirlo a nosotros. E penso anche che il manifesto “provocatorio” abbia avuto come scopo quello di provocare la reazione del galantuomo “presunto inquinatore”. Così, visto che la magistratura pare abbia “insabbiato” (trattandosi di fiumi mai verbo fu più appropriato:-) ) denunce di cittadini rompiscatole che pretendono di bere direttamente l’acqua del fiume:-), adesso che è in ballo “l’onorabilità” del galantuomo industrialotto, si spera che la magistratura andrà fino in fondo, magari nominando un perito del tribunale ad hoc. (Miguel, chiedi al tuo amico Pasquinelli se ho indovinato:-) ).

    >In caso affermativo, perchè mai i comitanti hanno prodotto un manifesto invece di una buona e giusta denuncia?<
    Vedi sopra, alla voce “insabbiamento”.

    >In ogni caso, se l’industriale senza scrupoli fosse costretto a chiudere la sua nefanda attvità, quante famiglie abitanti sulle sponde del Clitunno sarebbero costrette a morire d’inedia?<
    Ma perché benedetti italici avete sempre la fastidiosissima abitudine di buttarla in melodramma, tirando in ballo orfani affamati e vedove inconsolabili?:-). L’obbligo di istallare un depuratore equo e solidale no, eh!

    Ciao

    Ritvan

  26. utente anonimo says:

    Ritvan, in merito alla tua domanda, ritengo che i fratelli Pasquinelli si debbano rivolgere a te per una decisiva collaborazione con la difesa : potrai elaborare 300 Kg di memorie condite di Paravia e di epiteti al tritolo per il P.M. che ha già formulato le contestazioni , ( non ancora imputazioni) tra cui la diffamazione, nella quale rientrerebbe eventualmente l’espressione ” assassino di trote”. A questo potrai aggiungere cinque quintali di pescosi incartamenti conditi delle tue solite frasi spiritose con le quali inquinare le orecchie e gli occhi e la testa del Giudice.

    Sperimentata personalmente le conseguenze dannose della tossicità , gli instillerai una tale insofferenza contro qualunque forma di deturpamento ambientale, che deciderà per l’assoluzione.

    Aurora.

  27. Ste65 says:

    E’ più o meno come dici Ritvan,ma c’è qualche differenza. Riprendendo il tuo esempio, se dico in pubblico di qualcuno (in passato condannato per furto=questo soddisfa il requisito della verità) che è un ladro, deve esistere un interesse pubblico a che la notizia venga diffusa in quel contesto. Se lo faccio solo per offenderlo, quest’interesse non c’è (e io sono un diffamatore); se lo faccio per altri motivi meritevoli di tutela (ad esempio, il tipo si è proposto come tesoriere della locale Opera Pia, ed io osservo davanti ai consiglieri che, dati i precedenti, forse non è il caso) non sono un diffamatore.

  28. utente anonimo says:

    A volte si va per cercare una cosa e se ne trova un’altra…

    Alessandra K.

    sshhhhhhhh!!!

  29. utente anonimo says:

    >A questo potrai aggiungere cinque quintali di pescosi incartamenti conditi delle tue solite frasi spiritose con le quali inquinare le orecchie e gli occhi e la testa del Giudice. Aurora<
    Avvocato mio, quale freudiano e persistente complesso di “sudditanza psicologica” (simile a quella degli arbitri nei confronti della Juve che fu:-) ) o “crittotipo” che dir si voglia, ti spinge a scrivere anche qui “Giudice” con l’iniziale maiuscola?:-)

    Ciao

    Ritvan il Paraviesco al Tritolo

  30. utente anonimo says:

    >mmh, scopriamo così che Ritvan mantiene una corrispondenza segreta con Moreno Pasquinelli… :-) Scherzavo, ovviamente! Ripeto, scherzavo! MM<
    Sì, ma come tu c’insegni:-) la “caricatura” dovrebbe avere una qualche attinenza con la realtà, o no? Il fatto che io bazzichi il tuo blog, noto covo di feroci Antiimperialisti, non può fungere da proprietà transitiva che colleghi me a Pasquinelli. Comunque hai fatto bene a precisare che scherzavi, sai, non per me, bensì per la Digos:-). Perché il Governo e il Parlamento sara anche nelle mani dei Kompagni Antiimperialisti, ma purtroppo il mio permesso di soggiorno è sempre nelle mani di quelli che c’erano anche prima (e che ci saranno molto probabilmente anche dopo):-).

    Ciao

    Ritvan

  31. utente anonimo says:

    Sono sfortunata, Ritvan.

    Mi è morto Basaglia, l’unico che mi avrebbe potuto risolvere l’ingarbugliato nodo della sudditanza psicologica- retaggio medioevale ( che ne dici? )- per cui ancora oggi scrivo P.M. e Giudice e Parte Civile con le iniziali maiuscole.

    Tutti, tranne che imputato, rimasto interamente minuscolo.

    Jung, aiutami tu presso l’Archetipo con la Spada e presso quello della Dea Bendata, se per caso in qualche “scritto-tipo” dovessi confondermi e usare la minuscola anziché la maiuscola.

    Comunque Ritvan, siccome prendere atto dei propri complessi è sempre difficile, che ne diresti di affidarti a un buon tecnico per il tuo hard disc?

    Aurora.

  32. utente anonimo says:

    di nuovo grazie, rumi

    roberti

  33. utente anonimo says:

    non so se qualcuno l’ha sentita, ma stamattina a unomattina tal margelletti (direttore di un istituto di studi militari) ha pronunciato la seguente frase a proposito dell’iraq “la normalizzazione di un paese è operazione di anni, tendenzialmente infinita”

  34. utente anonimo says:

    ero io

    roberto

  35. utente anonimo says:

    >Comunque Ritvan, siccome prendere atto dei propri complessi è sempre difficile, che ne diresti di affidarti a un buon tecnico per il tuo hard disc? Aurora.<
    Il mio funziona benissimo, grazie. Per lo meno non mi sforna ogni tanto cose surreali, come fa il tuo. Per tua stessa ammissione.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Come sai bene PM è un acronimo che sta per “pubblico ministero” e gli acronimi si scrivono in maiuscolo, anche se le parole che li compongono sono – come dovrebbe essere anche in questo caso – con l’iniziale minuscola. Questo dice la grammatica italiana. Poi liberissimi vosotros della congrega a rivolgervi FRA DI VOI anche in linguaggio spagnoleggiante, tipo: “Ella, Sua Illustrissima et Eccellentissima Signoria Avvocatessa di Parte Civile”.

  36. utente anonimo says:

    >E’ più o meno come dici Ritvan,ma c’è qualche differenza. Riprendendo il tuo esempio, se dico in pubblico di qualcuno (in passato condannato per furto=questo soddisfa il requisito della verità) che è un ladro, deve esistere un interesse pubblico a che la notizia venga diffusa in quel contesto. Se lo faccio solo per offenderlo, quest’interesse non c’è (e io sono un diffamatore); se lo faccio per altri motivi meritevoli di tutela (ad esempio, il tipo si è proposto come tesoriere della locale Opera Pia, ed io osservo davanti ai consiglieri che, dati i precedenti, forse non è il caso) non sono un diffamatore. Ste65<
    Thank’s. Una tantum legge e buonsenso vanno d’accordo:-).

    Ciao

    Ritvan

  37. kelebek says:

    Non so molto di come sia andata la vicenda, ho postato l’unico documento che ho in proposito.

    Non entro quindi in merito a ragioni o torti giuridici. Ovviamente, Mauro e Moreno non sono “innocenti” (parlo in generale, non per questo singolo caso): sono persone che si vanno a cercare i guai, e li stimo proprio per questo.

    Quello che mi ha colpito è che sono piuttosto abituato a fare denunce, e non contro un piccolo comitato locale che dice che ammazzo le trote, ma contro chi mi dichiara un terrorista internazionale, un addestratore di bande paramilitari e cose simili.

    Non mi risulta che pochi giorni dopo aver fatto tali denunce, abbiano perquisito le case delle persone che denunciavo, sequestrando i loro computer.

    Miguel Martinez

  38. utente anonimo says:

    >non so se qualcuno l’ha sentita, ma stamattina a unomattina tal margelletti (direttore di un istituto di studi militari) ha pronunciato la seguente frase a proposito dell’iraq “la normalizzazione di un paese è operazione di anni, tendenzialmente infinita”<
    Ha scoperto l’acqua calda:-) parlando dell’Iraq. Da quelle parti ha (quasi) sempre comandato prima chi aveva la scimitarra più lunga e poi chi aveva il kalashnikov più grosso. Certi istinti sanguinari indispensabili per la conquista (e soprattutto per la conservazione) del POTERE ASSOLUTO non possono scomparire d’incanto alla fine del 2006 come vuole l’allegra brigata di Prodi. Ma “infinita” mi sembra esagerato, vista anche la cultura democratica dimostrata da quel popolo nell’andare a votare. Ricordiamoci che la popolazione iniziale di paesi oggi civilissimi come Australia e Nuova Zelanda si componeva nella stragrande maggioranza di delinquenti deportati dall’Inghilterra. (vabbé, a sto punto il solito terzomondista mi ricorderà che la popolazione “iniziale” erano gli aborigeni, sterminati dai biechi colonizzatori, ecc., ecc. Scusate ragazzi, ma cosa si poteva aspettare da ex-deportati?:-) ).

    Ciao

    Ritvan

  39. utente anonimo says:

    >Non mi risulta che pochi giorni dopo aver fatto tali denunce, abbiano perquisito le case delle persone che denunciavo, sequestrando i loro computer.

    Miguel Martinez<
    Eppure non credi che il Campo c’entri qualcosa!! Deciditi, Miguel!:-).

    Ciao

    Ritvan

  40. utente anonimo says:

    ritvan,

    che sia una banalità sono d’accordo, è che mi sarebbe piaciuto che il grillo parlante margelletti avesse detto ‘sta cosa da vespa un paio d’anni fa, invece di dirla ora

    roberto

  41. utente anonimo says:

    incidentalmente, ti faccio notare che i “delinquenti deportati” cercavano di rifarsi una vita nell’aldiquà e non di mandare il numero più grande possibile di nemici nell’aldilà

    roberto

  42. utente anonimo says:

    Sono Francesco, non il tuo amico, sono uno che passa ogni tanto di qua e non ti è amico, ti legge con stupore a volte con rabbia e a volte non riesce a trattenere i commenti, come questa volta:

    Primo non credo a una parola di quello che hai scritto in questo post, è chiaramente frutto di una raffinata tecnica di disinformathia, secondo quale stile umbro? Vorrai dire sudamericano alla Marcos e compagni.

    Terzo gli islamici i morti li fanno anche a pezzettini e li trascinano per le strade, altro che rispetto per i morti. Se non vogliono che li dissepelliscano per una semplice autopsia c’è il suo perché e tuo sei uno di quello che lo conosce il perché. Se servisse a incriminare i brutti ceffi degli americani vedresti come glieli darebbero al volo i loro morti e per quanto riguarda le leggi anche nell’islam fanno le autopsie, magari non nel paradiso di maometto ma nei paesi islamici sì, dì al tuo amico o amica Rumi di informarsi meglio.

    Quarto ma andava messo per primo i tuoi amici Pasquinelli hanno a che fare anche con il terrorismo turco, vero che ti risulta? E i precedenti di Moreno non sono certo propedeutici alla sua innocente buona volontà. Come tutti coloro che vedono complotti dappertutto i complotti li mettono in pratica ogni giorno.

    Francesco

  43. utente anonimo says:

    Di ” Ella Sua Illustrissima Eccellentissima ecc.ecc.” , cioè di tali esageranzioni, tipicamente Ritvaniane, non c’è traccia in giro.

    Una banale svista, tra una minuscola ed una maiuscola, chiaramente conseguenza della consuetudine in ambito professionale, induce l’ hard disc ad ipotizzare un ” complesso freudiano di sudditanza psicologica” ed un abuso del linguaggio “spagnoleggiante” di commentatrice facente parte di una “congrega”.

    Apparentemente, Ritvan, il tuo hard disc non è in grado di modulare il linguaggio a seconda delle circostanze, non ha il senso delle opportunità né sensibilità, il ” modus in rebus” non è affar suo o tuo.

    Aurora.

  44. utente anonimo says:

    >Apparentemente, Ritvan, il tuo hard disc non è in grado di modulare il linguaggio a seconda delle circostanze, non ha il senso delle opportunità né sensibilità, il ” modus in rebus” non è affar suo o tuo. Aurora.<
    Sennò non sarebbe “hard”, non ti pare?:-).

    Era solo l’applicazione del Kanun albanese (vedi alla voce “legge del taglione”:-) ) alla tua arringa sulle mie presunte tonnellate di prosa avvelenata. La finiamo qui o Glorioso Shaykh Sharif Ahuror, capo delle Corti Poetiche Italiche, oppure riunisco di nuovo la mia temibile Alleanza Antiavvocato al soldo della CIA e continuiamo a darcele di Santa ragione?:-)

    Ciao

    Ritvan il Bieco Signore della Guerra

  45. kelebek says:

    Per Francesco Non Amico,

    troppa carne al fuoco, per cui rispondo solo al primo punto.

    Tu dici:

    “Non credo a una parola di quello che hai scritto in questo post, è chiaramente frutto di una raffinata tecnica di disinformathia, secondo quale stile umbro?”

    Ora, non ho scritto una parola in quel post, tranne il titolo.

    Se leggi anche con attenzione medio-bassa, noterai che c’è scritto:

    “Dal Messaggero di Sabato 27 Maggio 2006″

    e sotto c’è scritto:

    “Al.Men”.

    Il Messaggero è il noto quotidiano romano, che ha, però, anche un’edizione umbra.

    Al.Men. non ho idea chi sia, sarà un giornalista locale.

    Prendo atto quindi che l’unico elemento di dissenso riguarda il titolo, e che per te il Clitunno è in ottime condizioni di salute.

    Può darsi che tu abbia ragione.

    Miguel Martinez

  46. utente anonimo says:

    Riponi il Kanun, allora, e finiamola qui, Ritvan. Ti lascio anche il titolo di Sceicco, che si apparenta con il tuo cognome, Shehi, ed anche lo Sharif, un poco troppo maschile per i miei gusti.Se vuoi aggiungici un Omar, che fa tanto dottor Zivago ma è un poco turco, meglio Osman, che fa tanto dottore laureato in Russia e specializzato in Europa, più somalo.

    Accetto volentieri la carica di Capo Clan ( KUK LUX. coniato da Reza)

    Aurora.

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