La Confraternita dei Predicatori Autorizzati

Così, a quanto pare, Adriano Sofri sarà espulso dalle carceri italiane, nonostante il suo rifiuto di chiedere la grazia.

Come sappiamo, oggi è al governo il centrosinistra. Il quale ha fatto prima un’opposizione, e poi una campagna elettorale, all’insegna del culto della Legalità e del "rispetto che bisogna portare al lavoro dei magistrati". Questo governo rinnega adesso i sette gradi di giudizio con cui Sofri è stato condannato in Italia, mentre la Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo aveva respinto il suo ricorso presentato contro lo Stato italiano.

So che la condanna è stata discussa, ma nessuna persona in buona fede può dubitare della sua correttezza tecnica. E’ anche ridicolo pensare a un qualche persecuzione politica, visto che al momento della sua condanna, Sofri non aveva affatto posizioni di estrema sinistra.

Da una parte, la scarcerazione di Sofri non può che fare piacere. Trovo ripugnante il teatro morale che circonda le questioni giudiziarie. Prendiamo la famosa Erika – che partecipò alla strage della propria famiglia -, una fanciulla che tipicamente (e mediaticamente) conosciamo solo per nome. In un trionfo di avvocati camaleonti, giornalisti squalo, voyeur di ogni sorta, la magistratura ha recentemente respinto la sua richiesta di scontare la pena in una comunità terapeutica, perché "non si sarebbe pentita".

Per cui, invece di rendersi socialmente utile al prossimo, l’oca assassina continuerà a marcire a spese nostre in quei luoghi di inutilizzazione umana che sono le carceri. Che in Italia non sono luoghi di atroce orrore come le carceri americane, ma somigliano piuttosto alle polverose cantine dei musei, dove preziosi dipinti che nessuno catalogherà mai, vanno lentamente a pezzi per incuria, disorganizzazione e mancanza di personale.

In questo, c’è un profondo segno ecclesiastico: la punizione statale non è che un riflesso di quella divina.

Come dice Agostino nella De vera religione, (14.27), sarebbe ingiusta la punizione dell’uomo per i suoi peccati, se il "peccato si impadronisse dell’uomo contro la sua volontà". Il peccato è quindi un male che "si commette con la volontà". Anzi, la prova che il peccato sia volontario, si ha dal fatto che l’anima "si emenda con il pentimento, che è perdonata se si pente, e che è giustamente condannata secondo la legge di Dio se persevera nel peccare."

E’ una sequenza straordinaria. Esiste la dannazione; la dannazione è giusta, perché chi è dannato ha scelto deliberatamente il peccato; e persino chi si pente, dimostra ancora di più quanto il peccato sia male volontario. Così sia la colpa che il pentimento esaltano l’Istituzione, che si chiami Rebibbia o i gironi descritti da Dante.

Uscendo da tutto questo viluppo, che sta alla base del dibattito mediatico e politico sulla "giustizia", un laico dovrebbe chiedersi poche cose: ad esempio, se rilasciamo Sofri, è probabile che spari a qualcuno per strada? Direi di no, come lo direi per il 90% delle persone condannate per reati di violenza politica avvenuti negli anni Settanta.

Quindi, se avessi una bacchetta magica, farei uscire anche Sofri dal carcere, ultimo dopo qualche altro migliaio di persone messe peggio di lui.

Invece, Sofri potrà godere di un privilegio che – credo – sia unico nella storia italiana: l’espulsione, appunto, dal carcere, visto che non si può chiamare "grazia" un perdono non richiesto.

Nel febbraio del 2004, Gad Lerner ha ospitato una straordinaria trasmissione di esaltazione di Sofri, che ricordava certe trasmissioni su Padre Pio o su Papa Wojtyla. Tra l’altro, Gad Lerner ha colto l’occasione per rivelare il coinvolgimento di Adriano Sofri nelle attività di Solidarnosc in Polonia, quasi attribuendogli il merito di aver cacciato il governo comunista, grazie ai soldi che portava agli scioperanti. E’ quantomeno curioso che Sofri abbia partecipato da protagonista a una delle campagne meglio riuscite di Ronald Reagan, ad appena tre anni di distanza dallo scioglimento di Lotta Continua.

In sala da Lerner, una congrega significativa.

Innanzitutto, il clero: il cappellano carcerario di Pisa – “Sofri è un padre, un fratello maggiore per gli altri, si adopera per tutti” e la sua collega, Suor Cecilia – “Io so che il Presidente può dare la grazia, me l’ha detto mia nonna…”

I guitti di classe, Davide Riondino e Paolo Haendel. Siamo infatti a una trasmissione intellettuale e di sinistra; e all’epoca televirtuale, per una sinistra che è diventata un contenitore senza contenuti, i comici con stile sono oggi l’equivalente di Sartre e di Marcuse.

I politici interattivi e trasversali, quelli che da tempo hanno colto la natura del flusso mediatico – Walter Veltroni, Daniel Cohn Bendit, Marco Pannella, Franco Corleone, Marco Follini (“Sofri ha svolto ragionamenti di eccezionale nobiltà e libertà: oggi la libertà di Sofri è un pezzo della libertà di tutti gli italiani”), Enzo Bianco… Veltroni, in una sola frase, riesce a mettere insieme la teologia del pentimento e quella del bombardamento: “la pena non deve essere vendetta, specie laddove fioriscono segni e prove del ravvedimento, e, a proposito, mi ricordo dei tanti segni dati da Sofri fin da quando, inviato a Sarajevo per “L’Unità” che allora dirigevo, fu una delle persone che spostò la sinistra sulla linea dell’intervento umanitario."

Il pentito, Giulio Salierno, teppista di destra e rapinatore nella Roma degli anni Cinquanta, arrestato per l’omicidio di un benzinaio a diciannove anni, che in carcere è diventato un sociologo marxista autore di testi molto importanti. Ma quello che conta è il concetto di redenzione, sulla scia dell’adultera evangelica: nella logica identitaria di sinistra, il fascista è un essere immondo. Non importa che Salierno abbia smesso di esserlo più o meno quando è morto De Gasperi, sempre impuro rimane. Ma se persino un fascista si può salvare, a quali vette del paradiso non può aspirare un rivoluzionario comunista pentito, come Sofri?

I sentenziatori: Mario Pirani, Antonio Socci, Carlo Rossella, Vittorio e Mattia Feltri (imparentati per matrimonio con Sofri) e Stenio Solinas, assieme a Stefano Folli, direttore del Corriere della Sera.

Non è difficile capire che cosa abbiano in comune quasi tutti questi individui (con l’eccezione di Salierno e di un paio di politici minori): appartengono alla grande Confraternita dei Predicatori Autorizzati.

Il discorso di Lerner è chiaro. Qui, afferma, non si mettono in discussione le sentenze dei giudici. Qui non si dice nemmeno che Sofri è innocente. Si dice solamente che deve uscire perché è un Grande Intellettuale.

L’affermazione è di un classismo allucinante. Ed è anche falsa. Perché Sofri non è Einstein, e nemmeno Dostojevskij.

E’ una persona che potrebbe condurre un blog abbastanza leggibile, e che a volte ha espresso riflessioni umane e interessanti sulle questioni carcerarie.

Per il resto, è una persona che si limita a dare del nazista a chiunque ostacoli l’impero americano o critichi Israele. Cosa per cui basterebbe il cervello da gallina di una Deborah Fait. Ma non ci vuole saggezza per essere un Predicatore Autorizzato: bastano relazioni familiari e clientelari, e uno spiccato intuito per capire cosa vuole il padrone.

Siamo quindi di fronte a una richiesta collettiva di privilegi giuridici, promossa dalla Confraternita dei Predicatori Autorizzati. Gran parte dei quali hanno passato i momenti più divertenti della loro adolescenza in Lotta Continua e in alcuni movimenti contigui, come Potere Operaio, quel movimento che al culmine delle sue attività, poteva contare in tutta Italia su una decina di lavoratori di fabbrica, di cui due a Roma.

Senza nulla togliere alla buona fede di molti militanti, è un dato di fatto che una parte sproporzionata di loro apparteneva a un ceto medio alto che aveva fornito loro un uso sciolto della parola (e del megafono), e che in seguito avrebbe garantito il loro inserimento in quei luoghi dove il sistema aveva bisogno di giovani innovatori, energici e chiacchieroni, preferibilmente con un tocco trasgressivo.

Cioè nei media, e proprio quando l’industria mediatica comincia ad affermarsi come nuova potenza, libera dai condizionamenti dei vecchi politici.

P.S. Dimenticavo. Ieri un aereo israeliano ha lanciato un missile contro la Mitsubishi bianca di seconda mano della famiglia Anan. Tre morti – madre e due figli – più un´altra figlia, la piccola Mariya e lo zio Nahed, gravemente feriti alla colonna vertebrale tanto che rimarranno paralizzati a vita. Hamdi, il figlio Muaman e il cugino Iman, pure loro feriti dalle schegge del missile, ma meno gravemente.  

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67 Responses to La Confraternita dei Predicatori Autorizzati

  1. kelebek says:

    Quello che sarebbe interessante fare, è capire i meccanismi per cui è successo.

    E’ interessante a questo proposito rileggersi i testi di Romolo Gobbi sul Sessantotto: Gobbi è uno dei pochissimi ad applicare i metodi dell’analisi sociale, anche marxista, ai movimenti della sinistra.

    Ma ci sono anche diversi altri testi, soprattutto autobiografici, che sono interessanti per capire l’epoca: lo stesso fatto che ci siano tante autobiografie ci dice qualcosa sul tipo di persone che hanno fatto il ’68, e che hanno partecipato ai movimenti successivi.

    Miguel Martinez

  2. utente anonimo says:

    Ottima analisi.

    Dove si trovano i testi di Romolo Gobbi?

    C.

  3. L’ analisi è impeccabile. E gli effetti dell’ autoreferenzialità sono tutt’ altro che sottovalutabili: insomma la costituzione di una sorta di “casta mediatica” cui tutto si perdona, fa da specchio allo scarso ricambio della classe politica… Ovviamente fermo restando che condivido anche la necessità di una grazia o un “espulsione” di Sofri dalle carceri.

    Ma secondo te quello che è successo con lotta continua non si stà ripetendo con il movimento noglobal ( l’ elezione di Caruso in parlamento non potrebbe essere considerato un primo segnale in tal senso )?

    Munchhausen

  4. utente anonimo says:

    Una casta, una casta ben inserita, che si loda vicendevolmente. M’ha fatto venire in mente una lettera di plinio iuniore, in cui descrive un “grande intellettuale” del suo tempo. E il commento dell’estensore dell’antologia che la riporta. Cito la parte finale del commento:

    “Per esempio, egli elogia il contemporaneo Pompeo Saturnino (del quale nulla sappiamo, oltre a quanto ci dice Plinio stesso) come eccellente in tutto quello che fa: sia come oratore, sia come storico, sia come poeta; e le sue orazioni sono meravigliose sia ad ascoltarle sia a leggerle; e la sua poesia è come quella di Catullo e di Calvo, sia nelle note tenere sia in quelle aspre e pungenti… sono giudizi critici, questi? Sono semplicemente l’espressione di una società che balla il minuetto e che, ballando il minuetto, si esime dall’obbligo di aprire gli occhi sulla realtà (a ben vedere, la lettura dell’epistolario di Plinio è la via migliore per capire l’indignatio che muove Giovenale a scrivere le satire…)”

    Plinio è colui che compone e pronuncia solennemente in senato il panegirico di traiano, in cui, tra l’altro, c’è questa frase illuminante: “Iubes esse liberos, erimus; iubes quae sentimus premere in medium, proferemus”. (Ci ordini di essere liberi, lo saremo; ci ordini di manifestare apertamente ciò che sentiamo, lo manifesteremo).

    Naturalmente la possibilità di manifestare liberamente il pensiero è usata da questa casta per sostenere il sistema che così graziosamente glie la concede. E per incensarsi e congratularsi l’un l’atro delle qualità che i singoli membri possiedono. Prima e irrinunciabile qualità, anche se non scritta, fondamento di tutte le (presunte) altre, è ovviamente l’appartenenza alla suddetta.p

  5. utente anonimo says:

    Post molto interessante.

    Non del tutto condivisibile, però.

    Premetto che io credo che Sofri sia colpevole. E mi dà fastidio la sua trasformazione in ” santino “Però, sono per la certezza della pena, non per la sua durezza o inumanità.E quindi ritengo che gli anni passati in carcere da Sofri siano sufficienti per la gravità del reato che gli viene contestato, essere mandante di un assassinio.

    Però, io non vedo influenza cristiana nella concezione della politica carceraria così come è stata creata in Italia. In Italia la caercerazione ha ANCHE carattere educativo, non espitativo.Se non sbaglio c’è scritto anche nellla Costituzione. E non si richiede pentimento, ma cambiamento in positivo , a dimostrare che il carcere ha svolto la sua funzione. Lascaimo stare adesso se ciò avviene sul serio oppure no, adesso è importante solo capire i meccanismi della comminazione della pena in carcere . Io trovo molto più di derivazione cattolica ( nonchè oscena), la pretesa del ” perdono ” .Posso capire che si dia valore alla richiesta di perdono di un colpevole che abbia capito la gravità del suo crimine verso la vittima. Ma trovo ripugnante che si chieda alle vittime, anche recenti , di un delitto se ” perdonano il colpevole “. Non ho parole per descrivere la mia repulsione per questa pretesa. E questo sì, mi sembra un riflesso di chiara derivazione cattolica. Aspettarsi il perdono dalle vittime a prescindere vuol dire partire dalla concezione cattolica che DIo provvederà alla punizione dei peccatori e che cmq il giudicare non è degli uomini ma di Dio.

    Condivido il post nella parte dedicata agli ex-Lc . Se ci sono persone per cui provo lontananza politica e quasi umana sono loro. Sostanzialmente falsi erano allora e falsi sono ora.

    Seguono la ” corrente “.

    Mj

  6. utente anonimo says:

    Volevo scrivere che il carcere ha anche carattere ” RIeducativo “, non ” educativo ”

    MJ

  7. kelebek says:

    Tutti commenti interessanti.

    1) Consiglio di leggere tutti i libri di Romolo Gobbi, che trattano gli argomenti più vari. Gobbi è stato un protagonista del ’68 operaista torinese, ma è anche un ottimo conoscitore di altri temi.

    Per trovare i titoli, andate su http://www.sbn.it, poi su “opac sbn”, e cercate per autore.

    2) Pietro – stupenda la citazione, come sempre.

    3) MJ: hai ragione sulla questione della “funzione educativa”, un concetto illuminista che ha comunque paralleli nella filosofia dell’Inquisizione. In via marginale, è chiaro che “l’educazione” di Erika sarebbe stata curata molto meglio in una comunità terapeutica.

    4) Per Munchhausen, assolutamente d’accordo sul futuro che attende la maggior parte dei protagonisti giovani del movimento no-global, a partire ovviamente da Caruso.

    Miguel Martinez

  8. kelebek says:

    Sulla colpevolezza di Sofri, ovviamente, non ho informazioni maggiori del diretto interessato (che si dichiara innocente), né dei giudici (che lo dichiarano colpevole).

    E’ certamente corresponsabile. E qui mi sembra che ci sia una corsa alla rimozione.

    Da una parte, della violenza diffusa che caratterizzava l’Italia allora.

    E’ significativo il fatto che la “violenza” oggi venga circoscritta, nella fantasia comune, alle Brigate Rosse. Eppure le BR hanno avuto il merito, se così possiamo dire, di cercare di colpire solo persone con gravi responsabilità. Ed è esattamente per quello che si è scelto di demonizzare le BR, e non i tanti gruppi che all’epoca – anche prima delle BR – usavano regolarmente la violenza.

    Dall’altra parte, c’è la rimozione del caso Pinelli.

    Se Calabresi era colpevole (cosa di cui non sono affatto certo), era il colpevole, mai punito, di un omicidio che avveniva nel contesto di una strage che aveva ucciso 16 persone.

    Miguel Martinez

  9. kelebek says:

    A proposito di rimozione, il grande amico Joe Fallisi, autore della “Ballata del Pinelli”, racconta come gli anarchici che a marzo hanno manifestato a Piazza Fontana, abbiano suonata la ballata, saltando deliberatamente i versi dall’ottavo al quattordicesimo:

    Dopo giorni eravamo in tremila

    In tremila al tuo funerale

    E nessuno può dimenticare

    Quel che accanto alla bara giurò.

    Ti hanno ucciso spezzandoti il collo

    Sei caduto ed eri già morto

    Calabresi ritorna in ufficio

    Però adesso non è più tranquillo.

    Ti hanno ucciso per farti tacere

    Perché avevi capito l’inganno

    Ora dormi, non puoi più parlare,

    Ma i compagni ti vendicheranno.

    “Progressisti” e recuperatori

    Noi sputiamo sui vostri discorsi

    Per Valpreda Pinelli e noi tutti

    C’è soltanto una cosa da far.

    Gli operai nelle fabbriche e fuori

    Stan firmando la vostra condanna

    Il potere comincia a tremare

    La giustizia sarà giudicata.

    Calabresi con Guida il fascista

    Si ricordi che gli anni son lunghi

    Prima o poi qualche cosa succede

    Che il Pinelli farà ricordar.

    Quella sera a Milano era caldo

    Ma che caldo che caldo faceva

    Brigadiere apra un po’ la finestra

    E ad un tratto Pinelli cascò.

    Miguel Martinez

  10. kelebek says:

    La mailing list di Socci (io sono uno di quelli che se ne fregano se le fonti sono “inquinate” o meno) riporta oggi un dato interessante:

    “Dal 1969 al 1980 in Italia – secondo stime sicuramente incomplete – vi furono 12.690 fra attentati ed altri episodi di violenza politica (rossa e, per reazione, nera), che provocarono 362 morti e 4.490 feriti. ”

    Lasciamo perdere quel discutibile “e, per reazione…”, i dati sono comunque significativi.

    Poi Socci va avanti per dire che è arrivato Wojtyla e ha messo tutto apposto :-)

    Miguel Martinez

  11. utente anonimo says:

    E’ soprendente la capacità di di ricondurre qualsiasi fatto di cronaca – financo le invettive razziste di una maga deficiente – al complotto giudaico. Nel teorema che hai costruito, ci vogliamo mettere pure che Bompressi si gioverà della grazia sebbene non abbia mostrato doti da intellettuale ne’ apprezzamenti per israele? Nel teorema che hai costruito, ci mettiamo pure che Sofri è stato condannato solo in base alla parola di Marino, e alle responsabilità “morali” della campagna del gioranale da lui diretto contro Calabresi – responsabilità quelle sì oggettive ma non penali, in una sentenza tra le più controverse della storia del dopoguerra? Ci vogliamo mettere che oggi quelle responsabilità morali oggettive non hanno più senso, perchè è cambiato Sofri e perchè è cambiato il mondo? Nel teorema che hai costruito, ci vogliamo mettere che – oltretutto – stiamo parlando di una persona malata? E nel teorema che hai costruito, come mai – spiegami – il precedente governo (nella tua ottica classificabile come filosionista) si è guardato bene dal graziare il Sofri (altrettando filosionista secondo la tua ottica che classifica così chiunque non sia favorevole alla terminazione fisica dello SdI)?

  12. utente anonimo says:

    Complotto giudaico? ma che post hai letto? E poi i commenti di socci e di jo fallisi vanno nella direzione di ricostruire un clima, che certo, qualunque idea si abbia della colpevolezza o meno di sofri, vanno a favore di sofri. Anzi, io, spinto dalla citazione di letteratura popolare, avevo intenzione di citare di rincalzo un esempio di letteratura colta, dalle poesie del milanese raboni. Ma poi ho letto il tuo commento, e m’è venuto di commentarlo. La poesia comunque è questa:

    Vivo, stando in campagna, la mia morte.

    Appeso a trespoli, aiole,

    alle radici del glicine, ai raggi della ruota,

    aspetto (il barattolo del nescafé

    a portata di mano, l’acciarino

    fra le dita del piede)

    che l’arcangelo Calabresi scenda a giudicarmi.

  13. utente anonimo says:

    Parafrasando un noto personaggio, a Woytila hanno attribuito la soluzione di tutti i problemi del mondo ad eccezione di quelli nati con le guerre puniche.

    Il paradigma dei “figli di papà” o dei “delfini” passati dalle barricate agli scranni parlamentari e giornalistici è comune anche alla destra: ricordo un mio amico fieramente di destra farmi un ritratto assai astioso della carriera politica di Fini, dal delfinato alla corte di Almirante fino al successivo rinnegare tutto quello che affermava nei convegni per creare un partito di destra di governo. La sinistra l’ha fatto anni fa, la destra sta cominciando ora sulle orme dell’ex delfino craxiano Berlusconi, tizio che ha avuto la genialità di reinventarsi come uomo “di destra” per portare la propria battaglia personale per le sue aziende e per salvare gli amici dalla sicura galera seguendo lo schema politico degli ex-sessantottini: lo svotamento totale delle idee, sostituite con “la politica”.

    Quando nei pezzi di satira si prendono le dichiarazioni di Berlusconi e poi si commenta “Saranno contenti i sessantottini: non volevano l’immaginazione al potere?” non si va poi troppo lontano dalla realtà.

    michi

  14. utente anonimo says:

    x utente anonimo:

    come, che post ho letto? Per quale motivo le posizioni nei confronti di israele avrebbero dovuto avvantaggiare Sofri tramite Gad Lerner, iyo? Mi pare chiarissimo, il teorema: infatti il post di martinez genera commenti come quello che segue, neanche il sionismo fosse tema primario di interesse nazionale, e pertinente a sofri e alla sua grazia.

    “Lotta Continua aveva tra le sue file i vari Mentana , Capuozzo e quant’altri , oggi per la maggiore tutti gli ex “bolscevichi d’assalto” sono squallidi dirigenti borghesi asserviti al Sionismo più bieco e falso”.

    utentessa anonima

  15. kelebek says:

    Per il commento n. 12,

    firmate sempre, anche se solo con un nick, altrimenti non si capisce la sequenza degli interventi.

    Interessante il fatto che hai pensato subito a un “complotto giudaico”.

    Io no.

    Comunque, ognuno ha le sue ossessioni.

    Per quanto riguarda le cose più serie che dici:

    1) “è stato condannato solo in base” ecc. Bene, lì è un problema eventualmente di leggi da cambiare. Qualcuno lo ha proposto?

    2) “una sentenza tra le più controverse della storia del dopoguerra?” Che sia stata controversa non c’è dubbio; per quello che è passata attraverso tanti gradi di giudizio, di tanti magistrati diversi. Comunque per dimostrare un complotto tra tutti questi magistrati, dovresti spiegarmi perché la magistratura si dovrebbe accanire collettivamente contro Sofri.

    3) “oggi quelle responsabilità morali oggettive non hanno più senso, perchè è cambiato Sofri e perchè è cambiato il mondo?” E’ esattamente quello che dico io, solo che non vale come privilegio per Sofri in quanto “grande intellettuale”. Io sono per l’abolizione di tutti i reati associativi, di “complicità morale”, o che puniscano un delitto in modo più severo perché commesso con finalità politiche.

    4) “stiamo parlando di una persona malata?”

    Lo stesso vale per migliaia di altri detenuti. Ad esempio per Paolo Dorigo, condannato a 13 anni di carcere in base alle dichiarazioni di due pentiti per aver tirato una molotov (come Sofri, si è sempre dichiarato innocente) e malato molto più di Sofri. Bene, dopo dodici anni, in effetti, è stato scarcerato e si trova agli arresti domiciliari.

    Ma quanti Predicatori Autorizzati hanno manifestato per lui?

    5) “come mai il precedente governo si è guardato bene dal graziare il Sofri”

    Sofri è certamente ideologicamente di destra, ma le distanze diminuiscono con una sinistra che è diventata di “destra”.

    Comunque direi che c’è una clientela elettorale diversa: gli evasori fiscali e gli imprenditori che assumono in nero appartengono alla tribù di destra, i guitti e i Predicatori Autorizzati alla tribù di sinistra.

    E quindi l’elettore di destra si infuria, se un “terrorista comunista” viene messo in libertà, mentre l’elettore di sinistra si infuria se un “grande intellettuale” viene tenuto in carcere.

    Miguel Martinez

  16. utente anonimo says:

    Post interessante ma solo due domande/osservazioni per Miguel

    >Sofri è certamente ideologicamente di destra,< IMHO un po’ eccessiva come definizione. Inoltre volevo chiederti (mi riferisco al post 16) se non ritieni una soluzione parimenti sbagliata mettere sullo stesso piano un Cesare Battisti ed un Sofri. Per intenderci: il primo per quanto mi riguarda potrebbe stare in Galera, il secondo già avrei dei dubbi… JZ

  17. utente anonimo says:

    Cao Miguel, quel “PS” è una storia quotidiana della realtà mediorientale ma quei criminali israeliani non vengono puniti per i loro crimini, l’occidente cappeggiata dall’America dei Kuk Lux Klan, blocca l’economia dei palestinesi(li punisce per aver scleto hamas) creando ulteriori disaggi ad un popolo già oppresso dalla banda di criminali nominata israele, ma l’altro giorno hanno regalato 2,5 miliardi di dollari ai sionisti(li premia per commettere ultriori crimni) come se fosse niente.

    Ecco dove è il limite della “democrazia” e della “libertà” occidentale, l’ipocrisia , l’inganno e falsità sono le basi della cultura occidentale, il resto sono solo chiacchere.

    So che adesso salterà fuori il solito razzista a dirmi; beh, se non ti piace, te né puoi anche andare, è un bel pezzo che vedo tanta gente raggiungere a questa conclusione , non avendo niente altro da dire ma ciò non cambia niente per me, qui sono e qui resto, alla faccia di neonazifascisti falliti che si devono aggrappare alle fandonie per rispondermo.

    Se vuoi tu però, levo le tende dal tuo blog, ma quando ci vuole , ci vuole, ogni tanto questi disgraziati li devo mandare al diavolo se insistono a ripetere le loro cretinate in difesa dei criminali o no?

    reza

  18. ehehe devono averla fatta propria grossa, se persone con formazione diversissima come me e te si trovano a contestare la stessa cosa

    saluti

  19. utente anonimo says:

    x martinez

    pensavo che “utentessa anonima” potesse andare bene, comunque vada per “rosa”.

    Tu sei l’autore di questo paragrafo, giusto?

    “Per il resto, è una persona che si limita a dare del nazista a chiunque ostacoli l’impero americano o critichi Israele. Cosa per cui basterebbe il cervello da gallina di una Deborah Fait. Ma non ci vuole saggezza per essere un Predicatore Autorizzato: bastano relazioni familiari e clientelari, e uno spiccato intuito per capire cosa vuole il padrone.”

    Dunque “il padrone” secondo il tuo teorema chi sono? Gli americani (neocon, non c’è bisogno di dirlo) e i sionisti.

    Ovvero gli ebrei: altrimenti a che pro soffermarsi tanto a lungo a imbibire di significati illuminanti il rapporto tra Sofri e Gad Lerner – i quali peraltro sono legati da un percorso politico analogo assai più che dalle posizioni (peraltro per nulla oltranziste) nei confronti dello staterello mediorientale che è invece al centro delle tue preoccupazioni.

    No?

    E dunque, presumere che Napolitano e Mastella si pronuncino per la grazia a Sofri in virtù del fatto che quest’ultimo è filoisraeliano cos’è – se non una visione complottista? (smentita dalle posizioni del governo precedente, quello sì alleato delle destre sia americane che israeliane)

    Quanto alle ossessioni, ci terrei a farti notare che sei tu a conferire *significato* al filosionismo di una maga idiota, in un articolo in cui ne denunci il razzismo antizingaro.

    O vuoi dire che rilevare il razzismo antizingaro della mentecatta filosionista non aveva una pregnanza retorica, che era un commento en passant, una nota di colore senza significato alcuno?

    Io penso che le mie ossessioni siano in linea di massima riflesso delle tue, un fenomeno reattivo. Laddove “io” e “te” ovviamente vanno estesi a categorie più ampie.

    rosa

  20. Quanto Erika e Omar andrebbero giustiziati in piazza.

    Rumi

    °°°

    ….SE lo dice un Non-Muslimmo è “Fascista” pure se vota a Sx

    ….SE lo dice un wanna-be Ayatollah come Rumi o Reza tutti a pecora in nome dell’ Ecumenismo !

    °°°

  21. utente anonimo says:

    Ammiro molto Sofri : non si è pentito. Non ci si può pentire per quello che non si è fatto. Per quello di cui non ci si sente colpevoli.

    Avrebbe potuto chinarsi, smidollarsi : far finta di…e invece ha tirato dritto per il suo carcere.

    E’ vero poi che la pena è rieducativa, ma quando non si ha neppure bisogno di essere rieducati, perché già si è educati, il processo e la pena diventano solo una esperienza istruttiva, per alcuni migliorativa per altri distruttiva.

    Il senso di insicurezza che già avvolge e penetra la persona al ricevimento dell’ informazione di garanzia, aumenta man mano che l’iter prosegue. Figurarsi che inferno passare da un giudizio all’altro, vedersi condannato, assolto,, rinviato ad altro giudizio, ricondannato, in un andamento a tratti a moviola, a tratti con il ritmo vertiginoso delle discese dalle montagne russe. Il non potersi materialmente difendere contro un’accusa che salta fuori a distanza di anni, perchè è impossibile ricostruire un alibi, perché non c’è alibi, perchè gli eventuali testi a favore vengono considerati inattendibili, e vige solo il sacro principio giuridico dell’attendibilità dell’accusatore, il ” pentito” che si autoaccusa e accusa, le cui dichiarazioni andrebbero suffragate da riscontri anche oggettivi. Quali siano stati questi riscontri nel caso di specie io non lo so e non ricordo di averne sentito parlare concretamente in nessuna trasmissione.

    Può darsi che le carceri siano pieni di persone detenute per casi analoghi, ma certo Erika non rientra tra questi. Erika ha sicuramente ammazzato madre e fratellino, e non sembra davvero una matta, anzi si è inventata pure la storia degli albanesi. Non saprei neppure quale comunità terapeutica, quale psichiatra, sia in grado di inculcarle quello che sembra mancarle: il senso del bene. Non parlerei di assenza di sentimenti o di emotività, dato che per compiere simili delitti- premeditati- bisogna comunque essere preda del gelo nel cuore e del furore ( satanico)nella mente. Se per quello che le manca è da considerarsi malata, allora è malata. Ma quale la cura per la crudeltà ?

    Non ammetterei la forca per nessuno, io, neppure per Erika, perchè ognuno ha un percorso diverso nella vita, e per tutti c’è possibilità di trasformazione. Ma fino a che la trasformazione non c’è è inutile premiare, beneficiare.

    Nelle strutture minorili si fa il possibile per assistere, con supporti psicologici e psichiatrici i minori, tutti, anche gli stranieri vengono seguiti in modo tale da favorire il loro reinserimento, ma devono dimostrare di volere, anche a piccoli passi, andare avanti. Studiano, fanno lavoretti, imparano un mestiere, si seguono le loro predisposizioni, a volte è una fortuna per loro entrare nel circuito penale prima che abbiano compiuto la maggiore età. Vengono recuperati per tempo, loro e, se ci sono, si aiutano psicologicamente anche le loro famiglie, quasi sempre problematiche. Per quel che si può.

    Erika non fa parte di queste storie, ha ora quel che si merita. Pensi a sua madre e soprattutto al suo fratellino che hanno avuto, da lei, molto più di quanto si meritassero.

    Aurora.

  22. utente anonimo says:

    Aurora, tu scrivi :”

    ” le cui dichiarazioni andrebbero suffragate da riscontri anche oggettiviQuali siano stati questi riscontri nel caso di specie io non lo so e non ricordo di averne sentito parlare concretamente in nessuna trasmissione.”

    Ecco. Delle tante trasmissioni sul caso Sofri io ricordo che erano quasi tutte a suo favore, cioè evidenziavano solo le parti a lui favorevoli. E dico ” quasi ” tutte per eccesso di prudenza.

    Per dire, ho sentito ripetere spesso in queste trasmissioni che Marino aveva riferito di un incontro per strada. Ma la difesa ribatteva che non poteva essere, perchè c’era pioggia e Marino non ricordava che pioveva. Ma andando a controllare i resoconti meteorologici, la ” pioggia ” risultava essere pochi millimetri d’acqua. E ci potrebbero essere altri esempi. Non so, qui non si tratta di stabilire la colpevolezza di Sofri sui giornali, ciò che mi lascia perplessa del grande circo montato attorno alla sua figura è l’unilateralità. Aurora, facci caso, ricordi che in queste trasmissioni abbiano fatto parlare molto Marino o qualche altro di Lotta Continua critico verso il vertice di cui faceva parte Sofri? No. Sempre, la maggior parte delle opinioni erano dalla parte dell’imputato.

    Quindi io quest’opera di ” lobbying ” a favore del leader di Lotta Continua la vedo eccome, e non mi piace, la trovo disonesta.

    E poi, può essere pregiudizio, il mio. Ma io mi sento più vicina a Marino. Quest’uomo disprezzato da tanti ” benpensanti ” di sinistra. Che viene trattato con sufficienza dagli stessi che un tempo proclamavano di lottare anche in suo nome, in nome di un ” proletario “. No, non sento nessuna vicinanza con Sofri e quelli che gli sono vicini.

    Detto questo, vorrei aggiungere due cose. Una : ammesso che Sofri e gli altri siano innocenti, come si spiega l’atteggiamento di quasi benevolenza che hanno gli imputati verso Marino ? A me sembra fin troppo indulgente, perchè se un uomo ti accusa ingiustamente, altro che ” comprensione ” si proverebbe verso di lui. E’ orribile essere condannati innocenti.

    E non mi si venga a dire che fa parte dell’aplomb di Sofri , perchè io ricordo una lettera acidissima e cattiva di Sofri verso la sorella di di Marco Rostagno assassinato in Sicilia che aveva sollevato dei dubbi . Una lettera di una tale velenosità che fa pensare che la rabbia gli abbia fatto dimenticare di recitare la sua parte di algido e distaccato predicatore .E solo per delle parole . E quindi come si può essere indulgenti verso chi ti costringe alla prigione per molti anni ? Mah.

    Secondo, sono convinta che Sofri sia colpevole. Però, messa da parte questa mia convinzione, trovo estremamente interessante il caso, sia in caso di colpevolezza, sia di innocenza. Ovvero, se Sofri è innocente, sarebbe interessante capire tutti i retroscena e le motivazioni che stanno dietro la confessione di colpevolezza e la chiamata in correità di Marino. SE invece ( come io penso ) sofri è colpevole, diventa ancora più interessante cercare di capire l’atteggiamento dei ” colpevoli”, la loro ostinata negazione, la loro abilità nel farlo e nel coinvolgere tante persone nella sua appassionata difesa.

    Questo a parte gli interessati membri della ” lobby ” a suo favore di cui parla Miguel.

    MJ

  23. kelebek says:

    Per Rosa (commento n. 22),

    Grazie per aver firmato.

    Io ho parlato degli Stati Uniti (98% di popolazione non ebraica) e di Israele (poco più del 50% della popolazione sotto il suo controllo è ebraica).

    Io spesso mi occupo di religioni, per cui se avessi voluto accennare al giudaismo in qualsiasi forma, lo avrei fatto.

    Non l’ho fatto, eppure tu hai parlato subito di “complotto giudaico”.

    “Complotto giudaico” significa una cosa ben preciso: l’idea secondo cui tutti gli ebrei del mondo sarebbero coinvolti, per religione e forse per innate tendenze razziali, in un progetto per saccheggiare il mondo.

    Sei ovviamente libera di pensare che chi non è entusiasta della concessione di privilegi a Sofri lo faccia perché sotto sotto odia gli ebrei (anche se Sofri non è ebreo), pazienza.

    Ma allo stesso modo, avresti potuto pensare che accennavo al Grande Complotto WASP, che avrebbe avuto anche più senso nel contesto, visto che gli Stati Uniti sono ben più importanti di Israele, e in effetti sono dominati, in massima parte, da individui di origine bianca, anglosassone e protestante.

    Non lo hai fatto, e il fatto che tu non veda questa possibilità, vuol dire che il “complotto giudaico” è una tua fissa: ti chiedo scusa se prima ho usato il termine “ossessione” che è un po’ forte.

    Però rimuginando in questa maniera, ti perdi tutto il senso del mio discorso, che verte sul concetto della classe sociologica che chiamo dei “Predicatori Autorizzati”.

    Comunque nessuno è obbligato a capire quello che scrivo.

    Per quanto riguarda Deborah Fait, è la smentita vivente al pregiudizio – di cui parla Moni Ovadia – secondo cui tutti gli ebrei sarebbero persone intelligenti. E credo che sia uno splendido esempio di teorica dell’alleanza USA-Israele, esattamente come Sofri.

    Io non ho mai chiamato “mentecatta” la Maga Lisistrata, credo.

    Anche qui è interessante la maniera con cui vedi ciò che ti interessa, lasciandoti sfuggire il punto centrale.

    Io infatti non ho parlato del filosionismo della Maga.

    Ho citato semplicemente un brano in cui la signora Bolchini (nota maga), scrivendo a un noto sionista, dichiara pubblicamente di essere la proprietaria del sito che attacca i Rom (preferisco questo termine allo “zingaro” che usi tu, ma non sono un fissato del politicamente corretto).

    La cosa è interessante, perché su vari forum, ha sostenuto invece che sarebbe una “balla” e una “calunnia” dire che Lisistrata è una maga.

    Eppure, tu hai notato solo il riferimento al sionismo, facendo poi salti mentali indebiti ulteriori a “gli ebrei”.

    Miguel Martinez

  24. kelebek says:

    Per Aurora,

    Tu parli degli aspetti anomali del processo a Sofri, e potresti avere anche ragione.

    Però chi chiede la grazia a Sofri, non parla di processo anomalo.

    E non avanza alcuna ipotesi, per cui i sette livelli di processo dovrebbero essere stati anomali: non esiste ad esempio un tentativo di accusare pressioni politiche di “antisofristi”, o di spiegare perché dovrebbe esistere un “antisofrismo”.

    Quindi il problema che interessa a me, è il motivo per cui si chiede un privilegio per Sofri, non concesso – ad esempio – a Paolo Dorigo.

    Miguel Martinez

  25. utente anonimo says:

    Ragazzi, diamo per scontato che su Sofri pesa la lapide

    della condanna definitiva e qualsiasi argomento sull’ anomalia del processo è inutile. Il dubbio sulla verità reale può permanere ma questo non incide sul giudicato e qualunque discorso attuale sull’ antisofrismo non porterebbe alcun risultato sul punto.

    Pietro ( tutto intero, ho deciso che mi piace di più, speriamo piaccia anche a lui, altrimenti devo tornare alla sola minuscola iniziale) aveva all’epoca sottolineato l’importanza del clima politico e già, come ora, ricordato la poesia del commento n. 13, riferita alla morte di Feltrinelli.

    Tralasciato quindi questo ( poche gocce son comunque meglio che niente) dico che io non faccio sicuramente parte di lobbies e non so neppure se Sofri sia di destra o sinistra; lo ammiro per il carattere che non si è piegato allo scambio della propria coscienza con l’altrui clemenza, che non ha approfittato delle amicizie esterne per ottenere il risultato della liberazione. Lo ammiro, come ho scritto una volta, perchè ho letto un suo articolo sulla sua vita carceraria e ho pensato che una tale sensibilità era poco compatibile con le accuse rivoltegli e con il carcere. Mi è sembrato che si fosse voluto tarpare le ali ad uno nato per essere libero, più libero dei liberi di fatto. E mi è sembrato che ancora, nonostante fosse in carcere, le sue ali mentali fuoriscissero oltre le mura.

    Non so se ci sono altri in carcere, tra qui il Paolo citato da Kel, meritevoli di grazia. Non contesto. Il fatto è però che io non ho letto nulla di Paolo, mi spiace, e non mi posso pronunciare nè sulla sua condanna nè sulla sua personalità.

    Non è colpa poi di Sofri se parte del mondo intellettuale si è mobilitato per fare conoscere il suo caso, avrà raccolto quello che ha seminato.

    Anche Tortora deve la sua assoluzione a qualcuno che lo ha aiutato.

    Posso credere che tanti meritino altrettanti provvedimenti di grazia, iniziamo con uno.

    Aurora.

  26. utente anonimo says:

    Correggo : ” tra cui”.

    Ho un dubbio : ho capito qualcosa o no, dell'”antisofrismo” ?

    Aurora.

  27. utente anonimo says:

    Indubbiamente la pretesa di farti dire quello che non dici è impervia, e decido di rinunciarci (a malincuore, perchè tua ospite, e perchè sarebbe fatica del tutto inutile: finora non ho mai conosciuto nessuno che si dichiari “antisemita”).

    Tornando dunque a quello che tu invece dici, non sarebbe – come insinuavo – grazie al potere ebraico che Sofri (e Bompressi?) saranno graziati, ma grazie al potere “sionista/americano”.

    Dico bene?

    Il “potere” di cui parli, che avrebbe diretto Mastella e Napolitano sarebbe un potere “sionista/americano”.

    Al di là del fatto che questa tesi – come argomentavo nel mio primo commento – non regge alle controprove, e per più di un motivo, mi preme chiederti una cosa: perchè metti Sofri (e – presumo – Lerner) insieme alla Faith, quando entrambi – per dirne una – si sono dichiarati contrari la guerra in Iraq? Contrari alla rielezione di Bush? Favorevoli alla nascita dello stato palestinese accanto a quello ebraico?

    Non pensi sia una mancanza di rispetto nei confronti dei tuoi avversari, l’attribuire servilismo filo americano/sionista a chiunque non sia sulle tue posizioni?

    rosa

  28. utente anonimo says:

    Maria Josè, temo che tu ed io si sia delle ingenue, ci chiediamo perchè uno menta,( forse per avere dei benefici, degli sconti di pena ?) perchè l’altro neghi ( nega sempre, ché un dubbio lo sollevi ?) , a volte per arrivare alla verità non bastano i nostri occhi, non basta il nostro ragionamento, non basta nulla, ci mancano le informazioni, i dati, quelli che si sono persi nel caso, che sono nascosti , che finiscono nella tomba con il loro custode.

    Chissà dove è finito Archivio.

    Aurora.

  29. utente anonimo says:

    Miguel ma la grazia non si concede soltanto agli innocenti e quindi credo che prescinda dai gradi di giudizio. per questo l’attuale Governo non ha rinnegato nulla, non infierire:-)

    Riguardo alla vicenda io o non so se Sofri sia davvero il mandante dell’assassinio di calabresi, secondo lo storico Ginsburg, amico di Sofri, il giudice si sarebbe comportato da storico e avrebbe quindi giudicato l’imputato in base a ragioni politiche, senza prove certe, su indizi e pregiudizi politici, questa la tesi del suo bel libro, Il giudice e lo storico, ci sarebbe stato insomma un giudizio sul movimento di lotta continua e più in generale su certa sinistra. E in parte è vero.

    Credo però , anzi ne sono certa, che se invece di marino ad accusare sofri fosse stato quest’ultimo ad accusare marino, non ci sarebbe stata alcuna mobilitazione, marino sarebbe passato dal lungomare versiliese dove era finito indebitato fino al collo a vendere frittelle direttamente al carcere, o forse nemmeno perchè per il potere non sarebbe stato per nulla appetibile dal punto di vista simbolico.

    Si torna sempre lì alla classe, al ceto di appartenenza.

    Durante i giorni di fuoco di lotta continua erano tutti uguali, quelli che avevano studiato alla normale di pisa e i poveracci come marino, ma poi passata la festa, quelli come marino si sono ritrovati con un pugno di mosche, dimenticati da tutti e gli altri ,i cosiddetti sessantottini tanto critici con il vecchio pci ritenuto antirivoluzionario e quindi peggiore di tutti, si rifacevano una vita con il giornalismo, la scrittura, insomma con gli strumenti culturali avuti dall’intelligenza e dal ceto sociale, medio alto, di appartenenza.

    E’ ovvio allora che non si tratta di confraternite di predicatori ma della solita soria, chi ha potere, cultura e soldi se la cava sempre meglio, in qualche modo la sfanga al di là della sua colpevolezza o innocenza.

    Questo non vuol dire che Sofri sia colpevole, io direi di no, ma certamente esce soprattutto,e ne sono felice, il carcere è orrendo, perchè appartiene al ceto intellettuale, è un intellettuale con molte relazioni importanti , certo, esce anche per meriti , perchè è stato capace di fare un discorso critico su se stesso e su una stagione passata quella riguardante i cosiddetti extraparlamentari.

    Certo nelle carceri italiane ci sono altre persone che sono cambiate che non sono più le stesse, ma questo riconoscimento viene in genere loro negato, il riconoscimento viene dato solo a coloro che hanno compiuto reati politici, gli altri ciccia.

    Per quanto mi riguarda anche Salierno potrebbe ambire alla grazia se è diventato quello che è diventato. E non è detto che non avvenga, la Russa mi pare l’ha già detto, la grazia non può spettare soltanto a una tradizione politica

    Infine una cosa, io comprendo più Bompressi che ha richiesto umilmente la grazia, perchè disperato, che sofri che non l’ha chiesta sapendo però che gente molto illustre l’avrebbe chiesta per lui. Questo non mi è piaciuto.

    maria

  30. utente anonimo says:

    >Per quanto mi riguarda anche Salierno potrebbe ambire alla grazia se è diventato quello che è diventato< Non era morto? JZ

  31. utente anonimo says:

    Mi ero dimenticata di dire che anche per me il sionismo non c’entra nulla e che quindi nel tuo ragionamento in proposito c’è una notevole forzatura.

    maria

  32. utente anonimo says:

    Usa pure il nome, aurora. Dal caso sofri viene fuori bene il perbenismo della sinistra. Si rinnega la violenza extralegale, accettando solo più la violenza legale come unica violenza lecita, il resto è trattato alla stregua di delitto. E così, paradossalmente, la tradizione violenta della sinistra la ricorda e, in qualche modo rivendita, un’inacidita signora per motivi di destra. Tutta la riflessione sulla violenza, quando e come usarla, si riduce ormai alla lettura di codici giuridici, dimenticando che la legge presuppone la spada. E così va a farsi friggere ogni seria analisi dell’uso e dell’abuso della violenza, in nome d’un’inesistente politica “angelicata”. Per questo voglio citare quest’altra poesia di raboni, poeta degli “eccessi” di quegli anni, desolata riflessione/incubo sulla violenza del novecento.

    Nel grave sogno

    Morto, credo, e parente di morti – ma anche come

    trovarobe, custode, barelliere

    avventizio, reporter

    d’hotel-Dieu e d’obitorio

    frugavo a cuore stretto in un pattume

    di indumenti slavati

    di fodere lacere, di coperte militari

    da una strana risacca sbatti sui banconi.

    E i corpi, dov’erano i corpi?

    Non si vedevano corpi per almeno

    quindici, venti metri tutt’intorno….

    Dici bene, bisogna

    scendere nudi sottoterra:

    ma quelle bluse, quei

    giacconi smessi per sempre, spelacchiati

    sandali, mocassini

    forse miei, bucata la suola, macerata

    la tomaia… Per loro

    non per gli spariti proprietari, non per le

    anime così pomposamente dette mi scioglievo

    prima di giorno in lacrime nel sogno.

    Sì è sostituito al capire per imparare dagli errori, la falsa via, e maggiormente a sinistra che a destra, di giudicare i tempi passati da un’improbabile superiorità morale – andiamo, ma questi politici vogliono davvero farcela bere questa cosa – dei tempi presenti.p

  33. utente anonimo says:

    correggo un verso:

    da una stra risacca sbattuti sui banconi

    p

  34. utente anonimo says:

    Pietro, è incredibile come tu sai dare il giusto valore alle parentesi.

    Quel sogno mi sembra, negli elementi essenziali, molto comune, più strano che si pianga per le cose abbandonate anzichè per le persone sparite. Fossi stata psicologa, avrei interpretato che il sognatore, spaventato, stava abbandonando un suo ruolo, un suo travestimento. Ma quei relitti erano anche la prova del non ritrovarsi più, senza quegli abiti, e del non ritrovare più neanche gli altri,forse ancora se stesso con le diverse identità passate, di cui solo gli indumenti laceri erano rimasti. Le scarpe miserevoli dovrebbero avere un significato di povertà, l’angoscia del ridursi in indigenza.Chissà com’era il mare.

    Per tornare al tuo discorso, mi sembra di capire che oggi, svuotati, abbiamo solo le scarpe senza tomaia da guardare sgomenti.

    La storia può finire con gli ultimi versi della poesia di Montale su Didone.

    Aurora.

    p.s. : a volte ho l’impressione di parlare a vanvera.

  35. utente anonimo says:

    Anzi, Ungaretti.

    Aurora.

  36. kelebek says:

    Per Rosa,

    intanto ti assicuro che come “ospite” sul blog, sei sempre la benvenuta.

    Credo che sia irrilevante sapere se esistono o no degli “antisemiti”. Il problema è, se esistono o no persone che attribuiscono personalità collettive, al di là del tempo e dello spazio, a quelli che in realtà sono individui umani.

    Io non credo all’esistenza de “gli ebrei”, de “gli zingari”, de “i serbi”, de “i neri”, de “i tedeschi”. Altri invece credono all’esistenza di simili enti collettivi, pazienza.

    Io non metto Lerner e Sofri sullo stesso piano: non mi sembra che Lerner dia del nazista a qualunque nemico dell’Impero. In genere trovo interessante quello che dice Lerner; la volta in cui ha fatto il comizio per Sofri è un po’ un’eccezione.

    Per quanto riguarda Nonna Deborah Fait, ribadisco che per esprimere certi concetti, basta il suo piccolo cervello. Credo che la Fait abbia sostenuto in pieno anche la guerra in Iraq.

    Sono contento che ci siamo capiti sul fatto che io non attribuisco ai Savi Anziani di Sion l’espulsione di Sofri dalle carceri italiane.

    Mi piacerebbe sentire un tuo parere anche sul caso Dorigo.

    Miguel Martinez

  37. kelebek says:

    Per JZ,

    Sì, Salierno è morto, purtroppo. Vorrei precisare che il mio giudizio sul ruolo che Lerner gli ha fatto svolgere, non ha nulla a che vedere con quello che è stato Salierno.

    E’ una cosa che succede spesso in televisione: che la funzione per cui ti usano è cosa diversa da ciò che sei.

    Consiglio a tutti questa bella intervista con Salierno:

    http://www.ristretti.it/areestudio/giuridici/studi/salierno.htm

    e anche questo:

    http://www.progettocomunista.it/7-3%20giulio%20salierno.html

    Miguel Martinez

  38. utente anonimo says:

    Grazie per le info Miguel

    Conoscevo l’opera di Salierno e mi fa piacere venga ricordato…

    Suggerisco a tutti di leggere quanto ha scritto, sempre attuale e illuminante.

    JZ

  39. utente anonimo says:

    Allora, cari compagni e camerati, sionisti e devoti di Allah che affollate questo blog, da quel che mi risulta la condanna di Sofri è dovuta a questo fatto:

    Il pentito Marino, – che faceva più o meno da palo quando Bompressi e Pietrostefani freddavano Calabresi – ha raccontato che quando il suo capoccia di LC gli ha ordinato di far parte del comando che doveva uccidere Calabresi, lui (Marino) volle interpellare Sofri, che conosceva di persona e che sapeva fosse un “pezzo grosso” dell’emerita congrega. Sempre secondo Marino, Sofri gli chiese:”Ti ha ordinato il tuo capo, a cui devi obbedienza, di andarci?”. “Si” rispose Marino. “E allora che vuoi da me” concluse Sofri “se è così vai a fare quel che ti hanno ordinato di fare”. Questo è quanto. Non c’è lo straccio di un’altra prova, Sofri dice di non ricordare di aver pronunciato quelle parole, ma i giudici alla fine hanno creduto a Marino il Pentito e non a Sofri l’Impunito. Così è se vi pare.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Credo che gli arresti domiciliari dovrebbero andar bene per Sofri se vanno bene per il novantenne Priebke. Oppure la grazia per entrambi, simultaneamente. Ah, no, Priebke no, lui è un bieco nazista, non è di pura razza italica, ma un teutonico invasor che si oppose alla Gloriosa Resistenza, non ha amici potenti e influenti e – diversamente da Sofri – tutto quel che fece lo fece solo per dovere militare (altrimenti facevano secco lui seduta stante) e soprattutto lui non sognava un MONDO MIGLIORE per tutti noi, non era un “kompagno che sbaglia”.

    I soliti schifosissimi due pesi e due misure italici…..

  40. utente anonimo says:

    Ritavn, ma che scrivi?

    Come sarebbe il suo ” capoccia”?

    Marino ha raccontato che a delle riunioni di vertici di Lc cui hanno partecipato i vertici di Lotta continua tra cui Sofri, Bompressi etc, sia stato discusso l’assassinio di Calabresi .

    Poi, il giorno del comizio c’è stata la conferma della decisione e la sua attuazione. Queste sono le dichiarazioni.

    Non dico che siano vere, ma sono queste.

    Da come le presenti tu l’uccisione sembrerebbe stata decisa da ALTRE persone e Sofri si sarebbe limitato a suggerire ciò che era stato deciso da altri, senza nemmeno sapere cosa stesse suggerendo di compiere.

    MJ

  41. utente anonimo says:

    ritvan,

    ma il nazista non virgolettato fu uno dei responsabili delle fosse ardeatine, la strage che seguì l’attentato di via rasella, 10 italiani ammazzati afreddo con un colpo alla nuca , tutti in fila, che guardavano aspettando il proprio turno, 10 italiani per un tedesco morto.

    Detesto, ho sempre detestato, la retorica dei compagni che sbagliano e amo poco l’altra quella attuale sui mondi possibili, ma mi pare che l’accostamento sia abbastanza improponibile.

    Il vecchio è agli arresti domiciliari, mi va bene, perchè non si tiene in galera un novantenne, è là dove del resto ci sono tutti i novantenni, anche una mia zia è agli “arresti” domiciliari perchè malata e non ha fatto mai del male a una mosca.

    maria

  42. utente anonimo says:

    Un esempio di “ravvedimento laico” (riporto la formula pari pari), simile e diverso può essere sergio d’elia, di cui oggi v’è polemica per i suoi trascorsi in “prima linea”. Interessante per me, che ho, per certi versi, compiuto il percorso inverso. Ero radicale quando era marxista – e da radicale ricordo la sua abiura della violenza e l’accettazione della non violenza – sono marxista mentre lui è radicale. Il punto cruciale del suo discorso sono i fini e i mezzi. Da violento credeva che il fine giustificasse i mezzi, da nonviolento afferma che i mezzi predeterminano il fine. Lasciamo stare la facile obiezione – siamo umani, ognuno ha le sue miserie – che questo discorso è messo clamorosamente tra parentesi quando si appoggiano interventi armati; è che dietro questa falsa dicotomia (entrambe le cose sono sbagliate) fa capolino la volontà di chi vuole un fine e sceglie i mezzi. Dapprima quelli violenti, poi si accorge dell’errore, e sceglie quelli nonviolenti (in realtà, delega ad altri la violenza, che, con trucco linguistico, diventa legalità). D’elia non so che volesse quando fece la scelta terrorista (“tutto e subito”, ma che significa?), non so cosa voglia ora che s’è adagiato nella teoria dei piccoli passi (così piccoli, che ormai la direzione del cammino sfugge). In realtà è un impaziente. Impetuosamente un tempo, cauto ora, dopo la scottatura. E scambia questo adattamento, felice per lui – la scelta di “prima linea” era, anche individualmente, suicida – per scelta morale. Ciò che manca a questa parabola di apparente violenza/non violenza è una forza, la forza di aspettare.p

  43. kelebek says:

    La dichiarazione di D’Elia si trova sul blog http://bishma.splinder.com/

    Io rispetto molto il lavoro di persone come D’Elia, perché affrontano un problema reale – quello carcerario – in maniera concreta.

    E’ un bene che una simile persona abbia un incarico nel governo che gli permette di occuparsi delle situazioni che conosce, anche se – come dice Salierno – è quasi impossibile affrontarle.

    Sopporto meno la pretesa di ideologizzare tale scelta concreta parlando di “non violenza”, una “non violenza”, come sottolinea Pietro, che non critica la violenza di stato, ma solo chi si oppone alla violenza di stato.

    Trovo poi orribile questa affermazione di D’Elia:

    “La mia identità politica e la mia

    lotta degli anni Settanta possono forse essere approssimate alle idee

    ‘libertarie’ (il che non vuol dire: nonviolente) di un anarchico

    dell’Ottocento, non certo assimilate al terrorista suicida e omicida

    degli anni Duemila”.

    Lui dice, “caro Stato, io sono stato cattivo, ma adesso sono cambiato”. E poi aggiunge, “però ero molto più buono dei cattivi di oggi”.

    Ora, io sono il primo a dire che c’era tutt’un altro clima allora, e che la violenza era una cosa assolutamente normale, anche se certamente meno che in tante altre parti del mondo oggi.

    D’Elia faceva parte di Prima Linea, un gruppo che ha commesso delitti molto peggiori di quelli delle BR proprio a causa del proprio pseudo-anarchismo.

    E li ha commessi in un paese che, nel bene o nel male, permetteva di esprimersi in altro modo (molto più allora di oggi), perché un gruppo di giovani voleva “realizzare il paradiso in terra”.

    Oggi, chi combatte con le armi, lo fa in paesi in cui ti radono la casa a terra, ti bombardano dal cielo, ti tagliano l’acqua, ti sparano ai posti di blocco, ti arrestano e ti fanno sparire in carceri dove la gente viene torturata a morte.

    Ha proprio ragione D’Elia a dire che c’è una differenza.

    Miguel Martinez

  44. utente anonimo says:

    >Ritavn, ma che scrivi? MJ<
    MJ ma che scrivi? Io – fino a prova contraria – mi chiamo Ritvan, non Ritavn!:-)

    >Come sarebbe il suo ” capoccia”?<
    Sarebbe lo scagnozzo (di cui non ricordo il nome e non m’interessa) superiore gerarchico di Marino. Quest’ultimo era solo un “picciotto” di poco conto, tanto che gli avevano assegnato solo la parte dell’autista e “palo”.

    >Marino ha raccontato che a delle riunioni di vertici di Lc cui hanno partecipato i vertici di Lotta continua tra cui Sofri, Bompressi etc, sia stato discusso l’assassinio di Calabresi.<
    Ha raccontato cose “per sentito dire”. In quelle riunioni Marino non partecipava nemmeno per servire il caffé:-). E che Sofri abbia “votato” per ammazzare Calabresi è tutto da provare. Personalmente Sofri non mi piace (è noto che io sia di gusti assai difficili, visto che litigo un po’ con tutti:-) ) ma la verità è questa. In questo caso la giustizia italica ha applicato il famigerato teorema (di solito usato contro gente come Craxi, Berlusconi, ecc.) “non poteva non approvare”.

    >Poi, il giorno del comizio c’è stata la conferma della decisione e la sua attuazione. Queste sono le dichiarazioni.<
    Il fatto che Sofri non abbia spinto Marino ad attuare una sorta di “obiezione di coscienza” (ridicola in un’organizzazione come LC) non dovrebbe avere nessun peso giuridico nel condannare Sofri come “mandante”. Sofri potrebbe essere benissimo condannato per partecipazione a “banda armata”, “associazione eversiva” e tutto il cucuzzaro simile. Ma per un omicidio la responsabilità è INDIVIDUALE. Nel senso che bisognerebbe sapere come HA VOTATO Sofri (e anche se c’era!)nel macabro “processo del popolo” in cui si decise l’assassinio di Calabresi. Così dovrebbe funzionare la Giustizia in uno Stato di Diritto. Evidentemente per Sofri la Giustizia ha pensato bene di usare la legge del contrappasso:-) è lo ha condannato come “mandante” in base a criteri che a me francamente sembrano più vicini a quelli dei tribunali dell’URSS che a quelli di uno Stato di Diritto.

    >Non dico che siano vere, ma sono queste.<
    Appunto, sono cose “per sentito dire”. Purtroppo, Sofri e i suoi kompagni di merende conservano ancora quella specie di “omertà/solidarietà proletaria” nei confronti della sporka giustizia borghese che non consente loro di dire la verità. Ossia che – come presumo dal comportamento testardo e per me ammirevole di Sofri – che con tutta la probabilità Sofri HA VOTATO CONTRO l’omicidio Calabresi.

    >Da come le presenti tu l’uccisione sembrerebbe stata decisa da ALTRE persone e Sofri si sarebbe limitato a suggerire ciò che era stato deciso da altri, senza nemmeno sapere cosa stesse suggerendo di compiere.<
    Primo, non la presento io così, bensì Sofri stesso. Secondo, fra Sofri e Marino quel fatidico giorno non si discusse affatto su chi e perché avesse preso la decisione. Terzo, Marino disse chiaramente a Sofri cosa andava a fare; se non l’hai capito dal mio precedente post spero che adesso ti sia chiaro. Ed è questo che ha deciso la condanna di Sofri. Ti pare che se Marino avesse raccontato di aver detto a Sofri:”Sai, mi mandano a comprare il pane dal fornaio, che dici, ci vado?”:-) i giudici avrebbero condannato Sofri come mandante dell’omicidio Calabresi?:-)

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Io non metto in dubbio la ricostruzione che fa Marino del dialogo con Sofri. Però, da pissicologo alle vongole quale mi reputo, la interpreto in un modo un pochino diverso da come fa un povero (di spirito) disgraziato con crisi di coscienza a cui i kompagni (che sapevano il fatto loro!) affidavano solo compiti di gregario. E anche da come fecero i giudici in un comprensibile impeto forcaiolo (o “crittotipo” forcaiolo come direbbe il mio amico Filippo) visto che si trattava dell’assasinio di un famoso comissario di Polizia.

    Io immagino il ghigno sarcastico (tuttora conservato) del kompagno Sofri nel sentire l’italianissimo et furbettissimo tentativo del kompagno gregario di lavarsi la coscienza chiedendo “consiglio” a lui. E così “traduco”:”O disgraziato rifiuto della società travestito da kompagno dai nobili ideali e incapace di fare una scelta secondo coscienza. Io non sono un tuo superiore diretto e se hai un problema di coscienza forse è meglio che tu ti rivolga ad un prete. Se hai accettatto di far parte di quest’organizzazione – che non è certo una congrega di Orsoline – o esegui ciecamente e senza discutere con nessuno qualsiasi ordine che t’impartisce il tuo superiore gerarcico, oppure abbi le palle di andare da quella congrega di assassini che stanno diventando i miei cari kompagni del “vertice” e dai le dimissioni. Tertium non datur. Ma siccome so che tu le palle non ce l’hai, non ti rimane che obbedire”.

  45. utente anonimo says:

    Va bene, Ritvan, chiedo scusa per il ” gravissimo ” sbaglio del tuo nome :).

    Ad ogni modo, Ritvan, tu operi delle forzature sui racconti del processo. Chiamamoli ” ricami ” sulle circostanze.

    Dalla sentenza definitiva della Cassazione si legge che:

    ” Pietrostefani .. non aveva precisato ( a Marino , nota mia ) i nomi dei membri dell’Esecutivo favorevoli al progetto ma aveva confermato che tra questi vi era anche Sofri.”

    Quindi a Marino risultava che Sofri APPROVAVA.Era tra quelli favorevoli.

    Quanto a riferire cose per ” sentito dire “, certo Marino non era lì. Però, devo ricordare che in quelle riunioni si decidevano le azioni da compiere, comprese le azioni violente di rapine o di altro genere fatte in altri momenti.

    Quindi per Marino quelle riunioni erano la fonte di quasi tutte le altre direttive cui aveva partecipato.

    Devo ricordare che all’inizio gli imputati negavano che ci fosse questa struttura , ma poi sono stati smentiti dalle risultanze. Ma curiosamente le smentite ai loro racconti non hanno molto spazio sui giornali.

    Cmq, Marino dice che voleva conferme da Sofri e il giorno del comizio parla con lui.

    ” ; nel corso del dialogo gli era stata confermata la decisione dell’attentato …e gli erano state impartite direttive di carattere generale ossia che in caso di arresto egli avrebbe dovuto dichiarare di avere agito per iniziativa personale, e che gli sarebbe stata garantita sia l’assistenza finanziaria che quella legale a mezzo di un difensore estraneo ai movimenti eversivi; dal punto di vista operativo gli era stato detto di attendere a Torino istruzioni di un certo “ Luigi”.

    Quindi Sofri gli conferma la decisione e gli dice che avrà istruzioni da questo Luigi. E parlano anche di cosa fare e dire in caso di arresto

    Altro che ” non poteva non approvare “.

    Sapeva e approvava e partecipava ( vedi il riferimento a ” Luigi ” che doveva intervenire in qualche modo )

    Sempre secondo Marino.

    La posizione di Sofri è particolare rispetto agli altri imputati, perchè la sua colpa sarebbe essere stato il mandante e questa è un’accusa difficile da provare.

    Però, se i giudici credono a Marino , devono credergli anche quando coinvolge Sofri. Infatti, se non sbaglio, all’inizio gli avvocati di Sofri NON puntavano alla sconfessione totale di Marino, ma piuttosto sull’insufficienza di prove riguardo alla posizione personale del leader di LC.

    Il tuo P.s. mi sembra aquanto fantasioso, stante i fatti risultanti nella sentenza di Cassazione.

    P.s. Craxi è stato condannato perchè, per i giudici, sapeva, non perchè non poteva non sapere.

    MJ

  46. utente anonimo says:

    >Va bene, Ritvan, chiedo scusa per il ” gravissimo ” sbaglio del tuo nome :).<
    :-) :-).

    >Ad ogni modo, Ritvan, tu operi delle forzature sui racconti del processo. Chiamamoli ” ricami ” sulle circostanze.<
    La vita stessa è tutta una forzatura, mia cara MJ.

    >Dalla sentenza definitiva della Cassazione si legge che:

    ” Pietrostefani .. non aveva precisato ( a Marino , nota mia ) i nomi dei membri dell’Esecutivo favorevoli al progetto ma aveva confermato che tra questi vi era anche Sofri.”<
    Siamo sempre lì, ovvero sulle “voci di corridoio” riferite dal solito Marino. Spacciare in modo subliminale:-) per “sentenza della Cassazione” le affermazioni di un assassino accertato riferite da un pentito (che dice lo stesso Pietrostefani alla Corte??) mi sembra una bella “forzatura ricamata” pure issa:-). Inoltre, ragiona mia cara, Pietrostefani si apprestava ad una rischiosissima missione (Calabresi non era certo una mammoletta, era sempre un poliziotto armato) e quando Marino, il suo prossimo palo ed autista in quella missione, gli chiede se Sofri – il cui ascendente su Marino credo fosse noto a tutti – era d’accordo, che doveva dire Pietrostefani a uno, la cui incertezza durante l’azione poteva mandare tutto a puttane? “No, Sofri non era d’accordo, ma tu fa finta che lo sia”?

    Dai, su, siamo seri!

    >Quindi a Marino risultava che Sofri APPROVAVA.Era tra quelli favorevoli.<
    Ah, ecco, a Marino risultava. Ipse dixit:-)

    >Quanto a riferire cose per ” sentito dire “, certo Marino non era lì. Però, devo ricordare che in quelle riunioni si decidevano le azioni da compiere, comprese le azioni violente di rapine o di altro genere fatte in altri momenti.

    Quindi per Marino quelle riunioni erano la fonte di quasi tutte le altre direttive cui aveva partecipato.<
    E allora?

    >Devo ricordare che all’inizio gli imputati negavano che ci fosse questa struttura , ma poi sono stati smentiti dalle risultanze. Ma curiosamente le smentite ai loro racconti non hanno molto spazio sui giornali.<
    Il solito complotto demo-pluto-giudaico-nazi-comunista-mediatico, immagino:-).

    >Cmq, Marino dice che voleva conferme da Sofri e il giorno del comizio parla con lui.<
    Lo so e l’ho detto prima io, se permetti.

    >” ; nel corso del dialogo gli era stata confermata la decisione dell’attentato …e gli erano state impartite direttive di carattere generale ossia che in caso di arresto egli avrebbe dovuto dichiarare di avere agito per iniziativa personale, e che gli sarebbe stata garantita sia l’assistenza finanziaria che quella legale a mezzo di un difensore estraneo ai movimenti eversivi; dal punto di vista operativo gli era stato detto di attendere a Torino istruzioni di un certo “ Luigi”.<
    Ah, mo’ Sofri, il Grande Ideologo Con la Puzza Sotto er Naso si metteva a fare il “ripassino” del “temino” all’ultimo degli scagnozzi! Suvvia, siamo seri!

    >Quindi Sofri gli conferma la decisione e gli dice che avrà istruzioni da questo Luigi.<
    E non ti viene in mente che Marino ci “ricami” su? Vedi sopra.

    >E parlano anche di cosa fare e dire in caso di arresto<
    Sì, e magari Sofri gli avrà detto anche:” Getta il cuore oltre l’ostacolo, kompagno! Dall’alto dei cieli Marx ti guarda e Stalin pure. Perciò, se ti arrestano, devi resistere alle torture dei biechi borghesi. La Grande Rivoluzione proletaria che ti libererebbe è vicina”:-). Ma fammi il piacere!

    >Altro che ” non poteva non approvare “.

    Sapeva e approvava e partecipava ( vedi il riferimento a ” Luigi ” che doveva intervenire in qualche modo )<
    Eh, si, se p.es. avesse detto che lui preferiva l’intervento del kompagno Zaccaria, era chiaro che non approvava l’omicidio:-) :-).

    >Sempre secondo Marino.<
    Appunto. Ma un bacio (come quello di Riina) non glielo dette Sofri?:-)

    >La posizione di Sofri è particolare rispetto agli altri imputati, perchè la sua colpa sarebbe essere stato il mandante e questa è un’accusa difficile da provare.<
    Appunto. E in uno Stato di Diritto dovrebbe essere “in dubio pro reo”. In URSS, invece, “in dubio contro reo”. Ecco perché parlavo di “legge del contrappasso” nei confronti di Sofri. Volevano la “Giustizia Proletaria”? Ebbene, Sofri l’ha avuta:-).

    >Però, se i giudici credono a Marino , devono credergli anche quando coinvolge Sofri.<
    Ma va! In quale “crittotipo giuridico” sta scritta ‘sta panzana? Cioè, famme capì, se uno mi dice di esser andato a pregare la Madonna di Lourdes e io gli credo (anche perché il suo nome figura fra la lista dei passeggeri del volo per Lourdes, nel registro di un albergo di Lourdes, ecc., ecc.) devo per forza credergli anche quando mi dice che gli è apparsa la Madonna e gli ha detto che doveva venire ad inchiappettare me? (e scusate la blasfemia:-) )

    >Infatti, se non sbaglio, all’inizio gli avvocati di Sofri NON puntavano alla sconfessione totale di Marino, ma piuttosto sull’insufficienza di prove riguardo alla posizione personale del leader di LC.<
    E giustamente. E’ la stessa cosa che dico io.

    >Il tuo P.s. mi sembra aquanto fantasioso, stante i fatti risultanti nella sentenza di Cassazione.<
    Ancora “subdola ricamatrice” tu:-). NON SONO FATTI ma solo “ricami” di Marino. E ho detto, mi pare, di aver parlato in veste di “pissicologo alle vongole”. Comunque, per me il dialogo è andato così e non come dice Marino. C..zo, un po’ di psicologia (anche alle vongole!), uno che non scappa all’estero (pur avendo la possibilità), si rifiuta orgogliosamente di chiedere la grazia perché si considera “giuridicamente non colpevole” dell’omicidio Calabresi, pur condannando quello che LC ha fatto in quel tempo, ma ti sembra possibile che sia uno spregevole bugiardo lui e la “bocca della verità” sia Marino?

    >Craxi è stato condannato perchè, per i giudici, sapeva, non perchè non poteva non sapere.<
    No cara, proprio perché “non poteva non sapere”. Informati meglio.

    Ciao

    Ritvan

  47. utente anonimo says:

    Sempre x la serie:”Ritvan contro Le Marie”:-)

    Cara Maria “tout court”, ti consiglio, prima di postare l’inevitabile replica di leggere l’articolo “L’ATTENTATO DI VIA RASELLA ED IL PROCESSO PRIEBKE” di Carlo Baccellieri, all’indirizzo:http://www.giuristi.thebrain.net/zaleuco/priebke.htm

    >ritvan, ma il nazista non virgolettato<
    Dal sunnominato papiro ti cito:

    “…Meno che mai era sotto processo il nazismo, come il pubblico ministero aveva sottolineato ad apertura del dibattimento, bensì l’ufficiale tedesco che aveva, in concorso con altri, eseguito la rappresaglia.”

    >fu uno dei responsabili delle fosse ardeatine, la strage che seguì l’attentato di via rasella, 10 italiani ammazzati afreddo con un colpo alla nuca , tutti in fila, che guardavano aspettando il proprio turno, 10 italiani per un tedesco morto.<
    Veramente i morti “tedeschi” erano in realtà altoadesini (o sudtirolesi, che dir si voglia) e in ogni caso austriaci. Non che questo cambi granché, ma solo per la precisione, altrimenti daremmo ragione a Hitler che considerava gli austriaci una specie di “diversamente tedeschi”.

    E Priebke non fu “uno dei responsabili”. Fu solo uno degli esecutori materiali dietro preciso ordine dei diretti superiori militari. Cosa ben diversa. Comunque, leggi il sopraindicato papiro e troverai risposta ai tuoi dubbi (se ne hai:-) ).

    >Detesto, ho sempre detestato, la retorica dei compagni che sbagliano e amo poco l’altra quella attuale sui mondi possibili, ma mi pare che l’accostamento sia abbastanza improponibile.<
    E’ vero, in un certo senso. Priebke era costretto ad ubbidire agli ordini, Sofri no, poteva smettere quando voleva e “dissociarsi”:-). Però io non farei distinguo tanto sofistici, sono passati tanti anni, entrambi hanno riconosciuto l’insensatezza e l’orrore di quello a cui hanno partecipato (in diversi modi, ma partecipato), pertanto mi sembra giusto che ad entrambi sia concessa la grazia. Se non altro per dimostrare che lo Stato italico non si accanisce contro UN TEDESCO che ha ammazzato di propria mano 2 ITALIANI in TEMPO DI GUERRA, facendosi nel contempo Clemente e Misericordioso nei confronti di UNO O PIU’ ITALIANI che hanno ammazzato (più o meno in concorso fra di loro) UN ITALIANO in tempo di pace. E per mettere finalmente una pietra sopra l’ignobile farsa indegna di un paese civile che si svolse nella notte della prima sentenza Priebke (che leggerai sempre nel sullodato papiro, se non l’hai letto prima a suo tempo nei giornali che leggi abitualmente).

    >Il vecchio è agli arresti domiciliari, mi va bene,<
    Sì, ma non deve andare bene a te, cara. Priebke è residente in Argentina e – se non lo sai – nel frattempo ha dovuto assistere – dal suo provvisorio “domicilio” in casa di un pietoso conoscente – alla morte della moglie gravemente ammalata in Argentina, senza poterla vedere per l’ultima volta. Ma “giustamente” anche la consorte di un bieco nazista TETESCO ha da soffrì!

    >perchè non si tiene in galera un novantenne, è là dove del resto ci sono tutti i novantenni, anche una mia zia è agli “arresti” domiciliari perchè malata e non ha fatto mai del male a una mosca.<
    Sì, ma ti ripeto, tua zia è agli “arresti” per volontà di Dio (o Madre Natura, per par condicio:-) ) e non perché un pusillanime ministro di Giustizia del precedente governo Prodi si arrese alle pretese di una folla inferocita, la quale volle ad ogni costo per Priebke una sentenza diversa da quella che a suo tempo scagionò gli altri sottopanza di Kappler, riconoscendo quest’ultimo (e giustamente) responsabile ALMENO della morte di quei 5 disgraziati che eccedevano il rapporto 1:10 imposto da Hitler in persona.

    Repetita iuvant. Leggi il papiro.

    Ciao

    Ritvan

  48. utente anonimo says:

    ritvan, il papiro lo guarderò certamente anche se con calma. Se i morti ammazzati erano austriaci invece che tedeschi cambia poco, come anche tu dici, ma grazie della preziosa informazione:-))per quanto mi riguarda avrei mandato senz’altro a casa il novantenne ad assistere alla morte della moglie perchè a distanza di tanti anni è inutile accanirsi; riguardo al distinguo tra esecutore e mandante, in questo caso Hitler, è una questione che ha generato dibattiti a non finire sulla colpa, la responsabilità individuale, quella collettiva e altro, e ciò riporta al grande tema dei processi a guerre vinte o perse.

    L’accostamento che hai fatto comunque mi era sembrato e ancora mi sembra improponibile per via dei contesti profondamente differenti.

    Una delle marie:-)

  49. utente anonimo says:

    ritvan

    ma questo baccellieri scrive su un sito revisionista di destra!!

    lo leggerà lo stesso ma mi sa che non sarò per nulla d’accordo

    maria

  50. utente anonimo says:

    x martinez

    Il problema non è solo stabilire se

    una persona attribuisca o meno “personalità collettive”: mi pare una semplificazione. Se un vecchio mito (molto nocivo e screditato dai fatti) che attribuiva agli ebrei certe caratteristiche viene spostato pari pari su non meglio identificati “sionisti” – per motivi di bon ton o correttezza politica – imho la sostanza resta del tutto invariata. La leggenda continua ad avere la stessa funzione strutturante e identitaria per chi ci crede e la diffonde, e niente affatto meno nociva: semmai un po’ più ipocrita.

    Quanto al caso Dorigo – che non conoscevo – da quel (poco) che ho letto mi sono fatta l’idea che abbia subito una ingiustiza. Tuttavia ti segnalo questo sito, che ti potrà chiarire (a me lo ha fatto) le differenze tra indulto, amnistia e grazia:

    http://www.ristretti.it/areestudio/giuridici/studi/milani/settimo.htm

    mi sono fatta l’idea – leggendolo – che partire da un caso particolare di “grazia” pretendendo di estenderlo ad “n” casi sia veramente una contraddizione in termini. Che poi ci si possa dichiarare contrari all’istituto della grazia in se’ è un altro paio di maniche.

    rosa

  51. utente anonimo says:

    >per quanto mi riguarda avrei mandato senz’altro a casa il novantenne ad assistere alla morte della moglie perchè a distanza di tanti anni è inutile accanirsi; maria<
    Mi basta questo. Non è stato fatto. Evidentemente costava troppo mandarlo in Argentina scortato dai carabinieri:-). ma tanto è solo uno sporko nazista, mica un “kompagno che ha sbagliato”, che diamine!

    >riguardo al distinguo tra esecutore e mandante, in questo caso Hitler, è una questione che ha generato dibattiti a non finire sulla colpa, la responsabilità individuale, quella collettiva e altro, e ciò riporta al grande tema dei processi a guerre vinte o perse.<
    Le responsabilità restano sempre individuali in un processo. Anche nel processo di Norimberga, il più spietato e con le macerie ancora fumanti ci furono diversi gerarchi nazisti assolti con formula piena

    >L’accostamento che hai fatto comunque mi era sembrato e ancora mi sembra improponibile per via dei contesti profondamente differenti.<
    Differenti a favore di Priebke, certo:-). Leggi il papiro, con calma.

    >ma questo baccellieri scrive su un sito revisionista di destra!!<
    Beh, se speri di trovare certi particolari scomodi di questo caso sul “l’Unita”, allora credi anche a Babbo Natale:-)

    >lo leggerà lo stesso ma mi sa che non sarò per nulla d’accordo<
    Evviva la sincerità!:-). Ti faccio osservare che lui non fa elucubrazioni e non costruisce arzigogolate teorie. Cita fatti. Con tanto di bibliografia.

    Ciao

    Ritvan

  52. utente anonimo says:

    Per Ritvan, allora.

    Prima di tutto, fai dei post più corti, chè leggere su internet dei post lunghi mi stanca e perdo il filo.

    Magari fai molti post, così è più facile ribatterti.

    Allora, il mio ” come detto nella sentenza di Cassazione ” non voleva significare che era stato ACCERTATO dalla Cassazione, ma che quelle erano le parole e i fatti riportati dallla sentenza quindi erano da considerare le VERE affermazioni dei protaginisti della vicenda.

    Le VERE, non quelle riportate dai giornali .

    Ti ricordo che ho parlato di parole scritte nella sentenza, per ribattere ad alcune tue dichiarazioni.

    Poi, ho parlato delle altre ” missioni ” decise dal comitato esecutivo di LOtta Continua per fare capire che quella era la procedura seguita altre volte, e che era stata ” testata ” altre volte.

    Per smentire tutte le altre tue supposizioni riguardo al ruolo di Sofri, parto dall’ultima tua considerazione , anzi il tuo sarcasmo riguardo quel certo Luigi.

    Guarda che il ruolo di Luigi è PROPRIO una delle circostanze che sono considerati RISCONTRI nella sentenza di Cassazione.

    Ovvero, si è stabilito che il tizio esisteva, che ha avuto un certo ruolo, Marino ha potuto dimostrare cha ha soggiornato nel suo appartamento, etc.

    Insomma, Marino dice che Sofri ( E NON altri )gli parla di questo Luigi, lo istruisce su cosa fare etc.E dai processi il ruolo di questo Luigi è confermato e anzi viene considerato riscontro.

    Secondo me questa fa cadere tutte le tue considerazioni su Sofri, il dialogo immaginario e le altre tue fantasie.

    Perchè, vediamo. SE il ruolo di Questo Luigi è accertato , CHI se non Sofri gli ha dato il nome e ne ha fatto il punto di riferimento?

    Ammesso che non fosse vero che Pietrostefani avesse mentito a Marino riguardo il ruolo di Sofri, perchè Marino dovrebbe incolpare Sofri di una cosa del genere? Naturalmente parto dal punto di vista ( che questa sì, è anche del giudizio finale ) che Marino sia credibile.

    Devo poi ricordarti che Marino aveva diverse occasioni per parlare con Sofri se avesse voluto. Credi che Pietrostefani avrebbe mentito sul ruolo di Sofri a Marino, sapendo che Marino poteva riparlarne in seguito son lo stesso Sofri? Perchè Marino non partecipava a quelle riunioni, ma aveva lo stesso la possibilità di parlare con Sofri, non gli era mica inaccessibile.

    Per finire, tutto il tuo pistolotto finale su Sofri che si sarebbe rifiutato di scappare, etcc.

    Ebbene, ci sono delle intercettazioni telefoniche fatte dopo il suo arresto sulle utenze di parenti e amici e conoscenti. E per conoscenti e amici non parlo del verduraio, parlo di giornalisti, direttori di giornali e politici.Carlo Panella, Boato, Martelli,FErrara , e molti altri, signor nessuno così, insomma. Dunque, a parte che tra gli intervistati non c’e n’è UNO , nemmeno tra i suoi parenti, che dica :” ma come è possibile ? E’ assurdo incolpare Adriano di questo…”, a parte questo, è tutto un mobilitarsi a favore di Sofri. Quindi, se posso permettermi di ipotizzare io come si sono svolte le cose:

    Sofri è colpevole, ma non vuole scappare perchè ormai è un personaggio, e non può e-o non vuole tradire questo personaggio.

    Inoltre, sa che può contare su un gruppo di potere che lo appoggia, e confida nella risoluzione ” politica ” del suo problema e processo.

    Che possa essere un narciso innamorato della sua immagine, anche di uomo vittima e cmq al centro dell’attenzione, è un aspetto di cui altri hanno parlato.

    Non dico che sia la verità, ma è anche la mia ipotesi.

    Secondo me si dà troppa importanza al fatto che non ha voluto scappare. Ma davvero uno con la fama di Sofri avrebbe potuto scappare così facilmente? E poi, c’era la questione che poteva confidare nella risoluzione positiva del suo processo. A quello che vedo , riesce a trovare molte sponde.

    La lobby di cui parla Miguel e gli amici mobilitati dopo il suo arresto, sono precisamente ciò cui mi riferivo quando parlavo di ” curiosamente di questo non si parla sui giornali ”

    Infatto ci sono molte cose risultanti dal processo di cui non si parla. Cosa sfavorevoli per Sofri.

    E quindi mi riferivo a questo, non al tuo fantasioso complottodemo-pluto..etc..

    E’ la stessa lobby che ha tentato per anni di fare passare Lotta continua quasi come una confraternita di educande, negando che si facesse ricorso alla violenza.

    Ridicolizzare le posizioni altrui è uno dei mezzucci che usi ogni tanto. Dovresti provare a non usarlo, fa torto alla tua intelligenza, secondo me. E risulteresti meno tedioso.

    P.S. Sono informata, Craxi è stato condannato perchè sapeva, perchè gli portavano le borse di soldi in ufficio.Informati tu, caro.

    MJ

  53. utente anonimo says:

    >Per Ritvan, allora. Prima di tutto, fai dei post più corti, chè leggere su internet dei post lunghi mi stanca e perdo il filo.<
    Da che pulpito viene la predica:-)

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Cuntent della brevità del post?:-)

  54. utente anonimo says:

    >Per smentire tutte le altre tue supposizioni riguardo al ruolo di Sofri, parto dall’ultima tua considerazione , anzi il tuo sarcasmo riguardo quel certo Luigi. MJ<
    Non ho fatto nessun sarcasmo al riguardo del molto onorevole Luigi.

    >Guarda che il ruolo di Luigi è PROPRIO una delle circostanze che sono considerati RISCONTRI nella sentenza di Cassazione.

    Ovvero, si è stabilito che il tizio esisteva, che ha avuto un certo ruolo, Marino ha potuto dimostrare cha ha soggiornato nel suo appartamento, etc.<
    Ah, avrebbe soggiornato nell’appartamento di Marino. Buono a sapersi:-)

    >Insomma, Marino dice che Sofri ( E NON altri )gli parla di questo Luigi, lo istruisce su cosa fare etc.<
    Ah, SOFRI gli parla del Luigi che Marino ha ospitato nel suo appartamento. Ma che strano!:-)

    >E dai processi il ruolo di questo Luigi è confermato e anzi viene considerato riscontro.<
    Ovviamente:-)

    >Secondo me questa fa cadere tutte le tue considerazioni su Sofri, il dialogo immaginario e le altre tue fantasie.<
    Secondo me no. E che vinca il “secondo” migliore!:-)

    >Perchè, vediamo. SE il ruolo di Questo Luigi è accertato , CHI se non Sofri gli ha dato il nome e ne ha fatto il punto di riferimento?<
    Vediamo un po’…spremiamoci le meningi…toh, non è che c’entri un pochino il fatto che Luigi HA SOGGIORNATO NELL’APPARTAMENTO DI MARINO? No, eh:-).

    Un ciao provvisorio. Al prossimo post breve:-)

    Ritvan

  55. utente anonimo says:

    >Devo poi ricordarti che Marino aveva diverse occasioni per parlare con Sofri se avesse voluto. Credi che Pietrostefani avrebbe mentito sul ruolo di Sofri a Marino, sapendo che Marino poteva riparlarne in seguito son lo stesso Sofri? Perchè Marino non partecipava a quelle riunioni, ma aveva lo stesso la possibilità di parlare con Sofri, non gli era mica inaccessibile.<
    Perché Pietrostefani molto probabilmente conosceva i suoi polli, pissicologicamente parlando. Un “narciso” (come ti piace definire Sofri quando fa comodo a te) come Sofri mai si sarebbe abbassato a rivelare ad uno “scagnozzo” come Marino il suo “voto” nella “Cupola” di LC. Chiaro adesso?

    Un altro ciao provvisorio

    Ritvan Lo Spezzettatore di Post:-)

  56. utente anonimo says:

    >Sofri è colpevole, ma non vuole scappare perchè ormai è un personaggio, e non può e-o non vuole tradire questo personaggio.

    Inoltre, sa che può contare su un gruppo di potere che lo appoggia, e confida nella risoluzione ” politica ” del suo problema e processo.

    Che possa essere un narciso innamorato della sua immagine, anche di uomo vittima e cmq al centro dell’attenzione, è un aspetto di cui altri hanno parlato.

    Non dico che sia la verità, ma è anche la mia ipotesi.

    Secondo me si dà troppa importanza al fatto che non ha voluto scappare. Ma davvero uno con la fama di Sofri avrebbe potuto scappare così facilmente? E poi, c’era la questione che poteva confidare nella risoluzione positiva del suo processo. A quello che vedo , riesce a trovare molte sponde.<
    La tua ipotesi non è priva di verosimiglianza (sorvolando sul fatto – che ho menzionato nell’altro post – che trovi il narcisismo di Sofri solo quando fa comodo a te:-) ). E viene corroborata a posteriori dal fatto che in galera Sofri ha trovato una notorietà che se la sognava scappando in Francia o in Sudamerica. Posti in cui – diversamente da qanto affermi tu – Sofri poteva scappare quando gli pareva e piaceva, anche al momento della sentenza definitiva che lo condannava alla galera (e il cui contenuto i suoi potenti sodali pluto-masson-giudaici:-) potevano conoscere con largo anticipo). E in Francia poteva contare sulla protezione della cosiddetta “dottrina Mitterrand” che ha protetto e protegge tuttora un sacco di terroristi rossi dalle le mani inequivocabilmente lorde di sangue innocente.

    Un altro parziale ciao

    Ritvan

  57. utente anonimo says:

    >Ridicolizzare le posizioni altrui è uno dei mezzucci che usi ogni tanto. Dovresti provare a non usarlo, fa torto alla tua intelligenza, secondo me. E risulteresti meno tedioso.<
    A te invece un po’ di sano senso dell’umorismo farebbe bene per la salute. Ma pare che per il senso dell’umorismo valga quel che s’è detto del coraggio di don Abbondio: se uno non ce l’ha non se lo può dare.

    Un altro ciao spezzettato

    Ritvan il Bieco Ridicolizzatore

  58. utente anonimo says:

    >Sono informata, Craxi è stato condannato perchè sapeva, perchè gli portavano le borse di soldi in ufficio.Informati tu, caro. MJ<
    E’ falso. Nessuno ha provato che Craxi PERSONALMENTE abbia ricevuto tangenti, in borsa o in valigia (magari valigia piena di dollari convertiti da rubli, come un certo Cossutta). Informati meglio, cara. Magari leggendo altri giornali oltre “l’Unità”, “Il Manifesto” o “Liberazione”.

    Un ciao defintivo (per ora:-) )

    Ritvan

  59. utente anonimo says:

    Sì, Ritvan, ti ringrazio VERAMENTE della brevità dei post, detto senza ironia. Io credo che sia ingiusto costringere altri a leggere su Internet dei unghi post mettendo a dura prova la loro vista , nonchè pazienza. Mi rendo conto che la brevità può andare a scapito della qualità, forse è un mio limite, ma lo ritengo faticoso.

    Quindi grazie again:).

    ” Da che pulpito viene la predica:-) ”

    Beh, caro Ritvan , ho dovuto rispondere alle tue considerazioni-contestazioni.

    A considerazioni brevi, risposte brevi. Hai presente Lapalisse?:)

    Allora, è Marino che ha soggiornato nell’appartamento di Luigi. Marino asserisce che il giorno del comizio Sofri gli comunica che si metterà in contatto con lui un certo Luigi,dove Marino deve soggiornare dopo l’assassinio, e seguono istruzioni.

    Adesso non ricordo le parole esatte, ma il succo è che è Sofri che gli parla di Luigi.

    Segue…

  60. utente anonimo says:

    ” Perché Pietrostefani molto probabilmente conosceva i suoi polli, pissicologicamente parlando. Un “narciso” (come ti piace definire Sofri quando fa comodo a te) come Sofri mai si sarebbe abbassato a rivelare ad uno “scagnozzo” come Marino il suo “voto” nella “Cupola” di LC. Chiaro adesso?”

    Hum.

    Può essere e può non essere. IL fatto è che noi parliamo di Sofri come si presenta adesso, ma a suo tempo Sofri esibiva modi e parole diversi. Quindi non dico che tu non possa avere ragione, dico che è una supposizione, e mi sembra un po’ forzata, anche se non lo escludo. La verità è che della testa e dei ragionamenti e delle motivazioni di quelle persone allora come ora io e te non possiamo certo dirci sicuri.

    La tua interpretazione è possibile così come è possibile che invece Sofri, nella sua veste di ” amico degli sfruttati ” potesse avere un qualche compiacimento ad esibire confidenza con un proletario come Marino. Senza conatre che poteva esserci una certa sincera amicizia, visto che è provato che hanno anche fatto un viaggio e varie altre cose insieme.

    Poi, e questa è sempre la mia impressione, il narcisismo di Sofri può essere crescito negli ultimi anni, alimentato da tutto il seguito mediatico .

    ( …segue..)

  61. utente anonimo says:

    ” A te invece un po’ di sano senso dell’umorismo farebbe bene per la salute.”

    Beh, posso sorridere per una battuta una due tre volte, ma dopo un po’ stanca un po’, eh.

    Ogni tanto prova a variare :)

    ( …segue…)

  62. utente anonimo says:

    ” E’ falso. Nessuno ha provato che Craxi PERSONALMENTE abbia ricevuto tangenti, in borsa o in valigia (magari valigia piena di dollari convertiti da rubli, come un certo Cossutta). Informati meglio, cara. Magari leggendo altri giornali oltre “l’Unità”, “Il Manifesto” o “Liberazione”.

    Un ciao defintivo (per ora:-) ) ”

    Beh, c’è Pacini Battaglia che ha parlato di valigette portate nello studio di Craxi, circostanza confermata dalla fedelissima segretaria di Craxi.Per esempio.

    Così come ci sono i conti che si è dichiarato erano per il partito e che invece erano nella disponibilità personale di Craxi.

    Ciao anche a te

    MJ.

  63. utente anonimo says:

    Ops, devo correggermi.

    Insomma, sono passati tanti anni e i nomi si confondono nella mente, pardon.

    Chi ha parlato di soldi dati personalmente a Craxi era Larini, non Pacini Battaglia.

    Cmq, senza stare a rifare la storia deli processi contro Craxi, Ritvan ha ragione quando dice che non è stato provato che Craxi prendesse personalmente con le sue ” vive ” mani i soldi , ma ci sono stati altri processi in cui è provato che Craxi sapesse.Uno per tutti, quello relativo al conto protezione, in cui fornì il numero di conto su cui dovevano finire i soldi.E poi il conto All Iberian, in cui Craxi dice di mandare indietro dei soldi perchè sono ” troppi “.

    Insomma, Ritvan, non stiamo a rinvangare i processi, ma tu non mi cantare la tiritera suonata da fininvest e giornali di Berlusconi, su.

    MJ

  64. utente anonimo says:

    >ma questo baccellieri scrive su un sito revisionista di destra!!<
    Beh, se speri di trovare certi particolari scomodi di questo caso sul “l’Unita”, allora credi anche a Babbo Natale:-)

    magari credessi ancora a babbo natale:-) sei buffo, non voglio dire di peggio, a pensare che quelli e quelle di sinistra leggano l’unità, io per esempio non la leggo, anzi ti dirò che leggo quando posso il foglio, il giornale e facendomi coraggio anche Libero, perchè è anche lggendo cosa dicono quelli molto diversi da noi che si capisce qualcosa di più

    maria

  65. utente anonimo says:

    credo che sia una cazzata e, soprattutto inficiante tutto il discorso, dire che potop fosse contiguo a lotta continua. E non mi pare vi fosse nessun ex-potere operaio nella trasmissione di lerner. Credo che pressapochismo e calunnie, coniugate con un’ignoranza abissale, non servano a nessuna causa.

    E magari è anche un bene.

  66. kelebek says:

    Per il commento n. 68,

    firmare, anche con un nick, i propri commenti, altrimenti non si capisce più che risponde a chi.

    Per quanto riguarda la contiguità tra Potop e Lc, mi sembra di capire dalla passione con cui intervieni, che tu abbia fatto parte di Potop.

    Preciso due cose. “Contiguo” è un termine assai generico, qui si riferisce alla comune nascita dei due movimenti (difficilmente negabile).

    Nel post, invece, non mi riferivo alla presenza di potopini alla trasmissione di Lerner, ma dell’esistenza di Potopini che oggi sono Predicatori Autorizzati, come Paolo Mieli, Fiamma Nirenstein, Lanfranco Pace, Paola Angelici, e in misura minore (e a volte anche rispettabile) Franco Berardi, Franco Piro, Pancho Pardi, Letizia Paolozzi, Alberto Magnaghi, Stefano Lepri, Massimo D’Alessandro, ecc.

    Non era certo mia intenzione attaccare Potere Operaio come movimento storico; conosco anche altre persone dignitisossime che ne hanno fatto parte.

    Comunque presumo che tu conosca meglio di me quella storia; perché invece di parlare di “cazzata”, “pressapochismo e calunnie” e “ignoranza abissale”, non intervieni con un contributo più utile sulla storia di Potere Operaio o di quegli anni?

    Miguel Martinez

  67. utente anonimo says:

    Riguardo alla diatriba LC-PotOp, ricordo di aver assistito al feroce litigio fra due note mignotte. Alla fine, una di esse evidentemente esasperata, urlò all’altra:”Io sarò anche una mignotta, ma ho sempre più onore di te”:-) :-).

    Ciao

    Ritvan

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