Pesci, libri e la triste Russia

E’ morto Aleksandr Zinov’ev, figlio di contadini, matematico, logico, esule, due volte dissidente: la prima, contro l’ottusità sovietica, la seconda contro l’orrore del capitalismo globale.

Zinov’ev è stato, a mio avviso, un genio.

Capace di combinare un tragico senso di ironia a una grande chiarezza di esposizione, quando ti descrive in una maniera assolutamente originale i meccanismi con cui gli esseri umani fanno società.

Per riformulare un vecchio detto, ci sono autori che ti danno un pesce, e autori che ti insegnano a pescare, perché ti lasciano un metodo, uno sguardo sulle cose che poi non perdi più.

Il suo testo, La caduta dell’Impero del Male. Saggio sulla tragedia russa (Bollati Boringhieri, 1994) è uno di questi.

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24 Responses to Pesci, libri e la triste Russia

  1. utente anonimo says:

    bellissimo necrologio Miguel!

    maria

  2. Mai letto niente di suo. Grazie per la segnalazione: inizierò col leggere “L’umanaio Globale”, perchè il titolo mi pare strepitoso.

  3. p.s – anche “Katastrojka. La perestrojka nel culo della Russia” come titolo non è male. :-)

    Paul Olden

  4. kelebek says:

    Zinov’ev ha cominciato pubblicando vari testi con le edizioni Spirali, di quel losco personaggio che è Armando Verdiglione.

    Che probabilmente all’epoca cercava di lanciare Zinov’ev come “antisovietico”, in funzione dei traffici verdiglioneschi con il PSI.

    Ritengo che chiunque abbia il diritto di pubblicare dove e con chi gli pare, quindi non ci trovo nulla di male; ma non confondete Zinov’ev con il suo editore.

    Miguel Martinez

  5. sermau says:

    Una interessante segnalazione. Lo leggerò…

  6. utente anonimo says:

    >E’ stato un precursore della sua epoca , un attento osservatore e ha combattuto per le sue idee fino all’ultimo , l’Impero del Male e il Grande Satana americano< Va che non so quando amasse voi fondamentalisti… :)

    JZ

  7. utente anonimo says:

    >..E’ stato un precursore della sua epoca , un attento osservatore e ha combattuto per le sue idee fino all’ultimo , l’Impero del Male e il Grande Satana americano… Rumi< >Va che non so quando amasse voi fondamentalisti… :) JZ< Si, caro JZ, il – molto probabile – cristiano ortodosso russo doveva logicamente avere una legittima:-) repulsione verso “le teste di turbante”. Purtroppo, però, non mi risulta che l’abbia esternata per iscritto. Ecco perché i fondamentalisti islamici si possono permettere il lusso di recitare duv’a e dispiacersi per la sua dipartita, in omaggio al detto “Il nemico del mio nemico è mio amico”. E senza avere l’intelligenza di capire che spesso e volentieri, morto il “nemico” è il “nemico del nemico” – diventato “amico” – che te lo mette in quel posto più profondamente di quanto facesse “il nemico”. E che, eliminato già “il nemico” non resta più nessuno per garantirti dalle pesanti avances dell’ “amico” che fu “nemico del tuo nemico”.
    Abbastanza contorto il ragionamento:-), ma spero sia comprensibile. Tranne che per i fondamentalisti, che proprio come tali, da quell’orecchio non ci sentono.

    Ciao

    Ritvan

  8. utente anonimo says:

    In un articolo dell’avvenire si ammira il zinovev dissidente, ma si prende le distanze dal zinovev degli “Usa, considerati più pericolosi della Germania nazista” Il dissidente qui, chissa perché, perde la sua perspicacia. Interessante che all’ultima campagna presidenziale russa abbia sostenuta nientemeno che Zjuganov, il segretario del Partito comunista, “buon esempio di comunista post-comunista”. Ah le parole. Servono a poco, ma a qualcosa servono. Tutta la mia differenza da zjuganov e dalla serie infinita di postcomunisti è nel gioco di parole che io sono un comunista “pre”comunista.p

  9. utente anonimo says:

    PARZIALE CORREZIONE DEL MIO POST N.8 (E ANCHE AGGIUNTE)

    >Va che non so quanto (Zinoviev-n.d.r.) amasse voi fondamentalisti… :) JZ<
    Beh, ho delle novità (si fa per dire:-) direbbe il nostro Nemo:-)) interessanti su Alexander Zinoviev a questo proposito. Pare che il caro fresco trapassato non detestasse solo i FONDAMENTALISTI islamici (cosa che ogni essere umano dotato di raziocinio doverebbe IMHO:-) considerare un dovere civico inderogabile), bensì OGNI SEGUACE DI MAOMETTO!!!

    Laurent Murawiec, analista politico della RAND Corporation (Washington DC, USA) nella bibliografia di un suo articolo (consultabile su: http://www.meforum.org/article/37 ) definisce il “nostro” Alexander Zinoviev (a meno di un’assai improbabile omonimia) senza mezzi termini “fascist writer”. Il che è tutto dire.

    Dallo stesso papiro risulta che Zinoviev era in stretti contatti con un certo Vladimir Dmitrievitch, editore di Losanna, un feroce ultranazionalista serbo.

    Dalla Wikipedia, invece risulta che:

    1. Diversamente da Solzhenicyn – che sognava un improbabile ritorno alla Russia del pre 1917, con tutto il cucuzzaro di Santa Ortodossia e “anima russa” – Zinoviev non credeva nella religione e nel nazionalismo russo, bensì – come ogni fascista che si rispetti:-) – nel PANSLAVISMO.

    2. Coerente con le sue convinzioni (del c..zo, aggiungo io alla JZ:-), perché quando ci vuole ci vuole!), il nostro ineffabile recentemente crepato fu fervente ammiratore di Milosevic, Karadzic e Mladic, i carnefici dei musulmani bosniaci. Egli fu copresidente del Comitato Internazionale per la Difesa di Slobodan Milosevic davanti al Tribunale dell’Aia.

    Pertanto, caro Reza, quella duv’a che hai fatto per quello squallido individuo (non m’interessa se fosse un genio o un cretino, rimane un gran figlio de ‘na mignotta) forse è meglio che tu la butti nel cesso e che per combattere il Grande Satana forse ti conviene trovare fonti d’ispirazione diverse dai supporters dei boia di Srebrenica.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Parziale correzione della citazione fornita da p. Pare che il grande matematico fascistoide panslavista abbia misurato con precisione “scientifica” la pericolosità degli USA (pericolosità per la Russia, caro p., degli altri al suddetto non gliene fotte ‘na minchia). Infatti egli trova gli USA “10 volte più pericolosi della Germania nazista”(sic!).

    Ringraziamo Iddio che l’arsenale nucleare ex-sovietico non sia nelle mani di pazzi fanatici del genere, bensì in quelle di un glaciale e pragmatico ex colonnello del KGB!

  10. utente anonimo says:

    ERRATA CORRIGE

    Nel post 10, al posto di “caro Reza” si legga “caro Rumi/Hafiz”

    Ritvan

  11. utente anonimo says:

    Da che pulpito, visto chi fa parte della rand e del ruolo avuto da questo think thank nel sostenere la politica di guerra in medio oriente. Ma queste sono bazzeccole, scaramucce verbali tra bande borghesi. Però, a proposito di taquiya, è facile dire adesso che zinovev è scrittore fascista, termine buono a tutti gli usi (per certi stupidi comunisti, fascisti sono invece i rumsfeld e le rice della rand), mentre si portava alle stelle quando criticava il regime sovietico. C’è, a dir poco, puzza di boria intellettualistica del vincitore. Parafrasando una famosa frase del pittore apelle, sembrano dire: che il dissidente sovieto non critichi oltre il regime sovietico. Ma zinovev non credo fosse un ciabattino impiccione com’era il critico di apelle, e dubito fortemente, ammetto di conoscere poco e niente di questo zinovev, il mio rimane quello che s’è beccato il nomignolo ironico/affettuoso dai compagni italiani di “ballista”, che fosse fascista. Non mi basta che lo affermi un tizio della rand.p

  12. kelebek says:

    Non mi interessano minimamente le posizioni di Zinov’ev sulla guerra nei Balcani.

    Chi lo insulta, ha un’idea del metodo usato da Zinov’ev, del tipo di analisi che lui fa della società sovietica e non? Del modo in cui analizza i rapporti interni tra le persone che fanno parte di una comunità?

    Non credo proprio.

    Miguel Martinez

  13. utente anonimo says:

    >Da che pulpito, visto chi fa parte della rand e del ruolo avuto da questo think thank nel sostenere la politica di guerra in medio oriente.<
    Appunto per questo, mio caro. Vedi P.S. in fondo:-).

    >Ma queste sono bazzeccole,<
    E quisquilie e pinzallacchere, come diceva qualcuno di scuola napoletana:-)

    >scaramucce verbali tra bande borghesi.<
    Vedi sempre P.S. in fondo.

    >Però, a proposito di taquiya, è facile dire adesso che zinovev è scrittore fascista,<
    La taquia c’entra una mazza. Zinoviev era uno slavofascista, come Hitler era un arianofascista (o se preferisci arianonazista) e Ahmadinejad un islamofascista.

    >termine buono a tutti gli usi<
    No, solo per definire chi teorizza la violenta e truculenta supremazia di un popolo, una nazione, una razza, una religione, una qualsiasi cricca predeterminata, insomma, su altra gente.

    >(per certi stupidi comunisti, fascisti sono invece i rumsfeld e le rice della rand)<
    Beh, tanto stupidi non direi. Rumsfeld, Rice &Co hanno infilato una via assai pericolosa – quella dell’imposizione della democrazia -che potrebbe sfociare in un altro tipo di fascismo. Come al solito, di buone intenzioni…..Certo che fra comunisti, fascisti certi e autodichiarati e esportatori di democrazia a rischio di fascismo, in un gioco della torre butteri giù i primi due. Senza esitazione.

    >mentre si portava alle stelle quando criticava il regime sovietico.<
    Scusa, caro, ma se un bieco fascista dice che la terra gira intorno al sole e non viceversa, tu che fai, per fargli dispetto ti converti al sistema tolemaico?:-).

    >C’è, a dir poco, puzza di boria intellettualistica del vincitore.<
    Capovolgendo l’angolo d’osservazione, io direi piuttosto che in quella “10 volte più pericolosa della Germania nazista” ci sia il miasma del rancido rancore dello sconfitto.

    >Parafrasando una famosa frase del pittore apelle,<
    Peccato, ti sei giocato la possibilità di offrire ad Aurora una deliziosa poesiola in tema. Ne approfitto:-):

    “Apelle, figlio d’Apollo

    Fece una palla di pelle di pollo.

    Tutti i pesci vennero a galla

    per veder la palladi pelle di pollo

    fatta da Apelle, figlio d’Apollo”.

    >sembrano dire: che il dissidente sovieto non critichi oltre il regime sovietico.<
    Ovviamente le critiche distruttive alla globalizzazione amerikana non fanno certo piacere alla RAND. Ma come aveva ragione Apelle a consigliare al ciabattino di limitarsi a criticare la foggia delle scarpe dell’opera sua visto che per il resto diceva castronerie, così ha ragione (IMHO, come dice il nostro JZ:-) ) nel trovare farneticanti le teorie zinovieviane che vogliono contrapporre alla globalizzazione amerikana una egemonia panslavista basata sui Milosevic, karadzic e Mladic. Ovviamente anche tu, come Miguel, puoi fregartene tranquillamente di questo aspetto inquietante.

    >Ma zinovev non credo fosse un ciabattino impiccione com’era il critico di apelle,<
    Il ciabattino fu un critico molto competente, finché si limitò a criticare le scarpe. Apelle stesso lo riconobbe, mi pare.

    >e dubito fortemente, ammetto di conoscere poco e niente di questo zinovev,<
    Fra romanzi egizi e fascistoidi russi, pare che tutti abbiamo il vizietto di discettare su cose che non conosciamo:-).

    >il mio rimane quello che s’è beccato il nomignolo ironico/affettuoso dai compagni italiani di “ballista”, che fosse fascista. Non mi basta che lo affermi un tizio della rand.p<
    Che fosse un ammiratore pubblicamente dichiarato di Milosevic, Karadzic e Mladic non ti basta neanche questo? Che vuoi, per convincerti, che abbia lasciato scritto di suonargli “Giovinezza” come marcia funebre al suo funerale?:-).

    Ciao

    Eitvan

    P.S. (ripetutamente promesso:-) ). ricordo che una volta mio padre mi disse:”Ritvan, se vuoi sapere vita, morte e miracoli di due donne..ehm..di facili costumi che si conoscono bene fra di loro, fai in modo che litighino di brutto in tua presenza. Poi prendi nota di quel che esce dalla loro bocca. Facendo una piccola tara, dovuta eventualmente all’ira, tutto il resto è la verità”.

  14. utente anonimo says:

    ERRATA CORRIGE

    Ovviamente, l’estensore del prolisso papiro n.14 non è la “new entry” Eitvan, bensì il solito vecchio rompicosiddetti:-) Ritvan.

    Arifirmo

    Ritvan

  15. utente anonimo says:

    >Non mi interessano minimamente le posizioni di Zinov’ev sulla guerra nei Balcani. MM<
    Eh, già, tu sei solo un povero traduttore di manuali tecnici. Quando ti conviene:-).

    >Chi lo insulta, ha un’idea del metodo usato da Zinov’ev, del tipo di analisi che lui fa della società sovietica e non? Del modo in cui analizza i rapporti interni tra le persone che fanno parte di una comunità? Non credo proprio.

    Confermo. Non ne ho la più pallida idea. Solo che se questo “metodo” lo porta ad appoggiare entusiasticamente Milosevic, Karadzic e Mladic, ho il fortissimo sospetto che il suo sia un gran bel metodo del c..zo.

    Ciao

    Ritvan

  16. utente anonimo says:

    Credo che tu sovrapponga fascismo e nazionalismo. C’è differenza. Intanto mussolini non voleva il dominio della nazione italiana sul resto del mondo, ma che dovesse contare di più tra le nazioni civili – il famoso posto al sole – in ciò rifacendosi a certe idee e posizioni dell’italia liberale ben note e propagandate. Prima di farle lui le guerre di civiltà per far progredire l’”incivile” africa, andrebbe ricordato che mussolini fece espellere tre socialisti importanti (bissolati, cabrini e, dulcis in fundo, uomo di tutte le stagioni, bonomi) dal partito nel congresso di reggio emilia del 12, perché favorevoli all’impresa coloniale di libia, con la solita solfa che lì si andava a portare la civiltà (oggi si direbbe la democrazia). Semmai, in questo caso, il fascista mussolini ha ereditato e, senz’altro rilanciato, posizioni dell’italia democratica che facevano breccia persino nei teneri cuori dei riformisti di allora. Tu puoi anche ritenere sbagliate o addirittura folli le idee panslave di zinovev – neppure a me piace il panslavismo – ma il fascismo è un’altra cosa. Può darsi che zinovev e quelli della rand si dessero dei fascisti a vicenda, visto che l’altro, forse persino più infamante insulto di comunista, in questo caso non si poteva usare. Ma a me continua a non bastare una rissa tra comari per dichiare fascista né zinovev, né rumsfeld, rice e compagnia bella.p

  17. utente anonimo says:

    >Credo che tu sovrapponga fascismo e nazionalismo.<
    No, a spaccare il capello in 4 nessun movimento a sfondo nazionalista è uguale all’altro, pertanto il fascismo in senso stretto ve lo potete tenere:-); la parola stessa proviene dai fasci littori di Roma antica e c’avete il copyright:-). Però, se permetti, come c’è “comunismo” e “comunismo”, con gli adepti di ciascuna parrocchia che danno dai “fascisti” a tutti agli altri, anche per il fascismo in senso lato si può usare lo stesso metodo semplificativo. Lo so che a un “purista politico” come te la cosa fa gridare allo scandalo, ma penso che sopravviverò lo stesso alla tua ira funesta:-).

    >C’è differenza.<
    Sì, esattamente come fra un “singolo marxista” e l’altro:-).

    >Intanto mussolini non voleva il dominio della nazione italiana sul resto del mondo,<
    Ah sì, je faceva schifo?:-). Dì piuttosto che – da uomo indubbiamente intelligente e non pazzo furioso come Hitler – sapeva che non l’avrebbe mai ottenuto, anche se avesse moltiplicato le famose “8 milioni di baionette” come pani e pesci:-). E si accontentava di rosicchiare qualcosa nel bacino del Mediterraneo. Il sano nazionalismo (o patriottismo, che dir si voglia), mio caro, si tramuta ipso facto in fascismo (parlo della politica internazionale, beninteso, la forma di governo è altra faccenda, ma sicuramente non può essere democratica perché si possa parlare di fascismo) appena aggredisci un tuo vicino per annetterlo. In questo senso, p.es. anche Napoleone fu un bell’esempio di fascistone. Ma se contiamo le aggressioni ai vicini nel corso della Storia credo che pochi si salverebbero dall’essere bollati come “fascisti”:-).

    >ma che dovesse contare di più tra le nazioni civili – il famoso posto al sole – <
    Ma perché, all’Italia mancava il sole?:-). Guarda che per allargare i confini a suon di cannonate ogni panzana è buona. Bismark fece pure carte false (nel senso letterale del tempo) pur di avere una scusa per far guerra alla Francia di Napoleone III e strapparle l’Alsazia-Lorena. Un bello scontro fra fascistoni; vinse il meglio armato e militarmente preparato, ovviamente.

    >in ciò rifacendosi a certe idee e posizioni dell’italia liberale ben note e propagandate.<
    Esistono anche i “liberalfascisti”, sai? Ossia liberali in politica interna e fascisti all’estero. Le solite contraddizioni umane.

    >Prima di farle lui le guerre di civiltà per far progredire l’”incivile” africa, andrebbe ricordato che mussolini fece espellere tre socialisti importanti (bissolati, cabrini e, dulcis in fundo, uomo di tutte le stagioni, bonomi) dal partito nel congresso di reggio emilia del 12, perché favorevoli all’impresa coloniale di libia, con la solita solfa che lì si andava a portare la civiltà (oggi si direbbe la democrazia).<
    C’è una sostanziale differenza. La stessa che passa fra ridurre un uomo in schiavitù e offrirgli un lavoro salariato. Lo so che per vosotros marxisti entrembe queste ultime situazioni sono praticamente uguali (anzi, sospetto che giudichiate addirittura la schiavitù meno crudele:-) ), ma non tutti possono essere marxisti.

    >Semmai, in questo caso, il fascista mussolini ha ereditato e, senz’altro rilanciato, posizioni dell’italia democratica che facevano breccia persino nei teneri cuori dei riformisti di allora.<
    Uhmmm…democratica l’Italia d’inizio secolo? Beh, allargando di molto le maglie della democrazia, forse ci potrebbe entrare a stento:-). Ma, del resto anche la “madre di tutte le moderne democrazie”, ossia l’Inghilterra, non biasimava affatto il colonialismo, anzi:-). Lo stesso l’Olanda. Solo gli USA non vollero mai essere una potenza colonialista.

    >Tu puoi anche ritenere sbagliate o addirittura folli le idee panslave di zinovev<
    No, le ritengo semplicemente pericolosissime per l’umanità, come qualsiasi ventilato predominio basato sulla razza. Ariana o slava che sia.

    > – neppure a me piace il panslavismo – <
    E vorrei vedere! A chi piacerebbe lucidare gli stivali degli slavi?

    >ma il fascismo è un’altra cosa.<
    Beh, se vuoi fare dei distinguo bizantini fra m… e m…, accomodati pure. A me basta che puzzi di m.. per dire che è m…e basta.

    >Può darsi che zinovev e quelli della rand si dessero dei fascisti a vicenda, visto che l’altro, forse persino più infamante insulto di comunista, in questo caso non si poteva usare.<
    E perché no? Zinoviev era anche un fan entusiasta del comunista Zuganov. Gli si potrebbe dare tranquillamente del comunista, se non che comunismo e panslavismo (con massacri di Srebrenica annessi) non stanno bene insieme, ma il caro Zinoviev è riuscito – grazie al suo sublime e geniale “metodo”, forse – a attaccarli con lo sputo. A ‘sto punto, forse “fasciocomunista” sarebbe l’epiteto più appropriato per lui.

    >Ma a me continua a non bastare una rissa tra comari per dichiare fascista né zinovev, né rumsfeld, rice e compagnia bella.p<
    Sei proprio un incontentabile:-)

    Ciao

    Ritvan

  18. utente anonimo says:

    Salve a tutti

    a proposito di guerra nei Balcani (di cui parlava Ritvan) segnalo un articolo interessante.

    http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/263/23.htm

    Blessed be

    Carlo Brevi

  19. utente anonimo says:

    >a proposito di guerra nei Balcani (di cui parlava Ritvan) segnalo un articolo interessante.

    http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/263/23.htm<
    Veramente, caro Brevi, io parlavo della Bosnia; Karadzic e Mladic – che io citavo – , fino a prova contraria non mi risulta che abbiano messo piede (e artigli) in Kosovo, regione balcanica assai distinta e distante dalla Bosnia. Comunque, siccome in Italia la geografia pare sia quasi sempre un’opinione, parliamo pure del Kosovo.

    Il papiro anarchico del link è un cumulo di frescacce; farne il solito mio commento paragrafo per paragrafo vorrebbe dire fare troppo onore a una monnezza del genere, perciò mi limiterò ad alcune brevi considerazioni:

    - Già dal titolo si profila in tutta la sua maestosità la crassa ignoranza dell’autore. Il cognome del fu dittatore albanese era HOXHA e non Hoxa. Si vede che per l’anarchia anche l’ortografia è un optional:-).

    - I cari anarchici sono molto bravi nell’applicare la goebbelsiana cosiddetta “strategia della pattumiera”. Per quelli che non la conoscono, consiste nello scovare nella stampa mondiale (preferibilmente neutrale o addirittura benevola nei confronti del soggetto da “demolire”, così la menzogna diventa più credibile ) notizie, commenti, ecc. che avvalorino la tua tesi che il soggetto in questione è proprio un poco di buono. Si chiama della “pattumiera” perché s’ispira al paragone con uno che vuol dimostrare che la tua casa è un porcile, allora fa delle foto grandangolari del contenuto della tua pattumiera di casa, poi pubblica il tutto con sotto la didascalia:”Vedute dalla casa di XY”. Non è un falso, la pattumiera e il suo contenuto è tuttora in casa tua. Ma mi fa ribrezzo lo stesso. Non la pattumiera, chi – come i cari anarcoidi del c..zo – usa quel metodo vergognoso.

    - E’ falso che gli albanesi kosovari abbiano stuprato donne serbe (e dietro istigazione degli anziani, poi!!) per indurre i serbi ad andarsene dal Kosovo. Evidentemente uno che scrive “Hoxa” conosce i kosovari come io conosco gli esquimesi (o inuit, in politicamente corretto:-)). L’albanese ti spoglia di tutti gli averi se ti considera nemico e ha la meglio lui, ti ammazza anche se pensa che tu gli abbia fatto uno sgarro, ma non mutila mai i cadaveri (costume squisitamente serbo – leggere le memorie di qualsiasi viaggiatore europeo durante le guerre balcaniche), né stupra donne o ammazza bambini (costume anche questo squisitamente serbo). Inoltre, chi non ha il cervello annebbiato dalle troppe canne, capirebbe che in uno stato di polizia come quello serbo, dove polizia, magistratura, secondini ecc., erano TUTTI serbi, un ragazzo albanese denunciato (magari falsamente e/o dietro istigazione degli anziani dell’altra “parrocchia”:-) ) di stupro sarebbe finito molto, ma molto male. E gli albanesi saranno pure una “razza inferiore” che non apprezzava le delizie della convivenza forzata coi “civilizzatissimi” serbi, ma stupidi non erano. Tanto valeva legarsi una cintura esplosiva e farsi saltare in mezzo ai serbi, così si risparmiava l’infinito l’orrore del carcere serbo e l’effetto “serborepellente” sarebbe infinitamente più alto. Per non parlare di quanto fosse logicamente più efficace e infinitamente meno pericoloso per i kosovari la “pulizia” etnica contro i serbi non mediante il c..zo, ma semplicemente cospargendo di notte, in assoluto anonimato, una o più case serbe di benzina e dandogli fuoco. Eh, come la canna anarcoide agisce sul cervello!..:-).

    - Che i kosovari albanesi e i serbi siano vissuti in armonia – come dice l’ineffabile ebrea intervistata – è una castroneria. Il sangue è corso a fiumi, nel XX secolo fra serbi occupatori e albanesi “resistenti”. Ricordo ai fan del grufolamente fra vecchi articoli del NYT che la Storia non è solo il suddetto NYT. Il Kosovo – regione già allora a schiacciante maggioranza albanese, ma sotto la sovranità dell’Impero Ottomano – fu occupato manu militari dalla Serbia nel 1912, durante le guerre balcaniche e le Grandi Potenze riconobbero il fatto compiuto. Gli albanesi kosovari no. Ovviamente, per i cari anarcoidi (e anche per altri della loro stessa “razza”:-)) i palestinesi hanno tutto il diritto di fare quel che fanno contro Israele, mentre i kosovari devono subire il giogo serbo senza fiatare, sennò viene accusato di essere un bieco mercenario al soldo del dittatore Enver Hoxha (che in realtà non ha mai mosso un dito per aiutare i kosovari) o un fautore della deprecabile “Grande Albania”. Anzi, anche chi protesta in modo gandhiano, come il defunto Presidente Rugova, non può essere menzionato nel vergognoso papiro anarcoide, come se non fosse mai esistito. Strategia della pattumiera, ovviamente.

    - Mi ha fatto sbellicare dalle risate (perché non posso piangere per simili immondizie) l’accenno al timore dei serbi nell”81 di provocare la “bellicosa Tirana” (o “bellicosa Albania, non stiamo a sottilizzare sulla monnezza). Ma stiamo scherzando? Enver Hoxha sapeva bene che quel che dicevano i sciovinisti serbi “La Jugoslavia può invadere con successo l’Albania anche solo con i circoli dei cacciatori armati solo di doppiette” corrispondeva più o meno a verità; ogni suo atto militarmente ostile contro la Jugoslavia avrebbe immancabilmente comportato il crollo del suo regime, pertanto non avrebbe mosso un dito anche se i serbi avessero massacrato TUTTI i kosovari albanesi. Difatti, quando i carrarmati di Belgrado soffocarono nel sangue la sostanzialmente pacifica rivolta di Pristina, il caro leader albanese si limitò a veementi proteste in ambito internazionale. Ambito che – considerando solo la “nobile” fonte della protesta – con esse ci pulì il didietro.

    - Per ultimo, una domanda mi abbasserei:-) a fare ai cari anarcoidi del c..zo. Visto che nel vostro papiro “accoppiate” sempre serbi-montenegrini, come vittime della brutalità (esercitata soprattutto mediante c..zo) di quei barbari trogloditi di albanesi-kosovari, i quali non sanno apprezzare le delizie della coabitazione forzata, visto tutto ciò, dicevo, come trovate l’ultimo referendum, in cui i “fratelli slavi” del Montenegro hanno mandato definitivamente aff..lo i “fratelli slavi maggiori” della Serbia? Anzi, no, non vi scomodate a togliervi la canna di bocca per rispondermi, la risposta vostra posso formularmela da solo, usando il vostro “metodo del c..zo”. La bieca CIA ha corrotto a suon di dollaroni i poveri e derelitti cittadini montenegrini, inducendoli a sottrarsi al fraterno abbraccio serbo. In sottordine, visto che una loro concittadina, una certa Elena, è stata a suo tempo Regina d’Italia, non si esclude un coinvolgimento dei servizi segreti deviati italici (ovviamente sempre servi della CIA, anche se adesso non più guidata da un amerikano-albanese), infiltrati in Montenegro mascherati da contrabbandieri di sigarette o cacciatori di tope a buon mercato.

    Ma andate a scopare il mare con la forchetta, va!

    Ritvan

  20. utente anonimo says:

    Ciao Ritvan

    Innanzitutto grazie per aver posto attenzione all’articolo da me proposto.

    Sulla prima parte della tua critica sorvolo perché non è importante stabilire cosa pensi tu o cosa penso io sull’anarchia o sullo sfondo ideologico di chi ha scritto l’articolo.

    Questo è un chiaro modo di procedere dei dietrologi, metodo che credo tu stesso non condividi, quindi meglio soffermarci sui fatti.

    >>>Ritvan: E’ falso che gli albanesi kosovari abbiano stuprato donne serbe (e dietro istigazione degli anziani, poi!!) per indurre i serbi ad andarsene dal Kosovo.

    Questi sono fatti accertati. Google funziona per tutti.

    >>>Ritvan :L’albanese ti spoglia di tutti gli averi se ti considera nemico e ha la meglio lui, ti ammazza anche se pensa che tu gli abbia fatto uno sgarro, ma non mutila mai i cadaveri (costume squisitamente serbo – leggere le memorie di qualsiasi viaggiatore europeo durante le guerre balcaniche), né stupra donne o ammazza bambini (ecc.ecc.)

    Perdonami ma stai generalizzando.

    Non esiste “l’albanese”, sembra di sentir parlare Calderoli.

    Esistono persone che condividono una tradizione. una lingua e mille altre cose,persone buone, cattive, stupide, intelligenti, come in ogni parte del mondo.

    >>> Ritvan: (costume anche questo squisitamente serbo).

    Ancora stai generalizzando.

    >>>Ritvan: Inoltre, chi non ha il cervello annebbiato dalle troppe canne…

    Insulto gratuito e non essenziale ai fini del discorso, spero che converrai.

    >>>Ritvan: E gli albanesi saranno pure una “razza inferiore” che non apprezzava le delizie della convivenza forzata coi “civilizzatissimi” serbi, ma stupidi non erano.

    “Razza inferiore” e “civilizzatissimi” sono epiteti che hai aggiunto tu in questo momento, che non rispecchiano né la mia opinione né quella dell’autore dell’articolo.

    Comunque il resto del tuo messaggio evita di entrare nel merito dell’articolo, e la tua critica si fonda solo su considerazione ideologiche che esulano dal discorso.

    Se vorrai entrare nel merito dei fatti accertati e descritti nell’articolo se ne potrà discutere.

    Un altro articolo interessante:

    http://xiaodongpeople.blogspot.com/2004/12/kosovo-site-of-genocide-that-never-was.html

    Sulla Serbia:

    http://www.cattolicigenovesi.org/archivio_01.html

    (chiedo scusa per il link, spero si legga senza pregiudizi concentrandosi sui fatti ivi descritti)

    A presto

    Blessed be

    Carlo Brevi

  21. kelebek says:

    Ringrazio Carlo Brevi dell’interessante articolo che ha segnalato, anche se so quanto sia complesso districare le questioni balcaniche.

    Miguel Martinez

  22. utente anonimo says:

    >Ciao Ritvan Innanzitutto grazie per aver posto attenzione all’articolo da me proposto.<
    Non c’è di che. Sguazzare nella monnezza telematica è il mio passatempo preferito:-).

    >Sulla prima parte della tua critica sorvolo perché non è importante stabilire cosa pensi tu o cosa penso io sull’anarchia o sullo sfondo ideologico di chi ha scritto l’articolo.<
    Ah, ecco, così, per par condicio, tu presteresti fede cieca ed assoluta anche ad un articolo scritto dal dott. Goebbels, solo perché l’hai trovato con Goooogle? Ma fammi il piacere!

    >Questo è un chiaro modo di procedere dei dietrologi, metodo che credo tu stesso non condividi, quindi meglio soffermarci sui fatti.<
    Se valutare la credibilità di un articolista mediante l’accertamento di assenza di possibili “conflitti d’interessi” (sai, ti sembrerà strano ma questi non li ha solo Berlusconi:-) ) ti sembra “dietrologia” non sarò certo io a tentare di rimuoverti dal cervello si nobili convinzioni.

    >>>Ritvan: E’ falso che gli albanesi kosovari abbiano stuprato donne serbe (e dietro istigazione degli anziani, poi!!) per indurre i serbi ad andarsene dal Kosovo.

    Questi sono fatti accertati. Google funziona per tutti.

    Ah, mbe’ se il molto onorevole Gooooogle ha fatto di persona l’esame ginecologico e l’esame del DNA dello sperma depositatovi ad ogni singola donna serba negli anni 80, allora mi arrendo. Ma se permetti, con tutto il rispetto per Goooogle, dei poliziotti e dei giudici SERBI di quel periodo mi fido meno che dei loro omologhi dell’Alabama d’inizio secolo scorso, quando imputato di stupro era un negro. E non so se mi son spiegato.

    >>>Ritvan :L’albanese ti spoglia di tutti gli averi se ti considera nemico e ha la meglio lui, ti ammazza anche se pensa che tu gli abbia fatto uno sgarro, ma non mutila mai i cadaveri (costume squisitamente serbo – leggere le memorie di qualsiasi viaggiatore europeo durante le guerre balcaniche), né stupra donne o ammazza bambini (ecc.ecc.)

    >Perdonami ma stai generalizzando.

    Non esiste “l’albanese”, sembra di sentir parlare Calderoli.<
    Beh, se lo dici tu il Grande Esperto di Albanesi:-). E di quel che pensa Calderoli in materia m’interessa ancor meno di quello che pensano gli anarchici.

    >Esistono persone che condividono una tradizione. una lingua e mille altre cose,persone buone, cattive, stupide, intelligenti, come in ogni parte del mondo.<
    Non escludo che un albanese kosovaro in preda a tempesta ormonale possa zompare su una donna albanese, serba, nigeriana o esquimese se la vede sola in un luogo isolato. Ma ti assicuro che in quel caso sarebbe stato bandito dalla stessa comunità kosovara-albanese come un essere “senza onore”. Ah, se ammazzava un serbo prepotente, sarebbe considerato un eroe. Gli albanesi-kosovari son fatti così. E ti ricordo che paventando un’istigazione degli anziani albanesi dietro i supposti stupri son stati i tuoi amici anarchici ad accreditare una schifosa menzogna cucinata a Belgrado. “Ragionando” loro, in questo caso proprio come Calderoli.

    >>> Ritvan: (costume anche questo squisitamente serbo).

    Ancora stai generalizzando.

    Vallo a dirlo alle donne bosniache-musulmane. Lo stupro etnico è un diffuso costume serbo. Come lo è (o almeno lo è stato fino all’inizio del XX secolo) fare incetta di occhi, nasi, orecchie strappate ai morti ammazzati. Questi orripilanti costumi non si trovano, invece, presso i montenegrini, slavi ed ortodossi anch’essi. Gli albanesi del nord hanno combattuto per secoli contro entrambi i popoli, ma hanno sempre riconosciuto i montenegrini come “nemici onorevoli”. A questo proposito Edith Durham, viaggiatrice nei Balkani a cavallo dei sec. XIX-XX ha lasciato nei suoi scritti (il più celebre dei quali “The burden of the Balkans”) un raccapricciante episodio che ti cito a memoria. Si trovava in Montenegro dirante una delle guerre che serbi e montenegrini combattevano contro i turchi. Chiese il permesso di recarsi nei luoghi degli scontri, ma le autorità serbe glielo negarono. Si dovette accontentare dei racconti dei soldati montenegrini ritornati dalla guerra. A uno di questi chiese anche perché i serbi le avevano negato il permesso. E lui rispose:”Signora mia, ma lei crede che ai serbi avrebbe fatto piacere che una celebre scrittrice inglese vedesse coi propri occhi quello che ho visto io e che non dimenticherò finché campo. Sporte piene di occhi umani raccolte dai soldati serbi sui cadaveri dei nemici”. Il tutto detto da uno slavo, ortodosso, testimone OCULARE (e scusa il macabro gioco di parole) ad una signora inglese. Tu e i tuoi amici anarchici liberissimi di non crederci.

    >>>Ritvan: Inoltre, chi non ha il cervello annebbiato dalle troppe canne…

    Insulto gratuito e non essenziale ai fini del discorso, spero che converrai.

    Scusa ma la libertà di farsi le canne non era una nobile rivendicazione anarchica? Porca miseria, allora anch’io ho pare abbia attinto le informazioni sugli anarchici dalle stesse fonti in cui loro hanno attinto quelle sugli albanesi. Vabbe’ ritiro le canne. Allora i loro indiscutibili danni cerebrali che consentono loro di bersi come acqua fresca ogni schifezza cucinata a Belgrado devono avere altra causa. Su cui saggiamente non mi pronuncio.

    >>>Ritvan: E gli albanesi saranno pure una “razza inferiore” che non apprezzava le delizie della convivenza forzata coi “civilizzatissimi” serbi, ma stupidi non erano.

    >“Razza inferiore” e “civilizzatissimi” sono epiteti che hai aggiunto tu in questo momento, che non rispecchiano né la mia opinione né quella dell’autore dell’articolo.<
    Ho solo tradotto in volgare lo schifo e il ribrezzo verso gli albanesi stupratori etnici, guerrafondai, antisemiti, ec.., ecc. che grondavano da ogni singola lettera di quell’articolo. E senza alcun bisogno di usare Goooogle!

    >Comunque il resto del tuo messaggio evita di entrare nel merito dell’articolo,<
    Alcune brevi considerazioni in merito le ho fatte, ma per te pare non esistano, visto che non replichi. Problemi di vista compagno? Ovviamente non potevo analizzare ogni singola schifezza del papiro, non solo per ragioni di spazio/tempo, ma anche perché la la mia attitudine a rovistare criticamente nei papiri rossi (acquisita durante gli studi obbligati di marxismo in Albania) ultimamente si sta affievolendo. A lungo andare mi viene la nausea. Si vede che mi manca la terza narice di guareschiana memoria.

    >e la tua critica si fonda solo su considerazione ideologiche che esulano dal discorso.<
    Come no. Anche far presente al kompagno che il dittatore del suo titolo si chiama “Hoxha” e non “Hoxa” è una bieca accusa ideologica. Il trionfo dell’ideologizzazione dell’ortografia!

    >Se vorrai entrare nel merito dei fatti accertati e descritti nell’articolo se ne potrà discutere.<
    Ma non ci penso proprio. Conosco la storia del mio popolo (ortografia del cognome del dittatore comunista compresa) molto meglio di un giornalista del NYT o di un anarchico trinariciuto. E di quel che manipolano i suddetti nelle loro ignobili scartoffie me ne frega una cippa. Vedi sopra. Per me Evviva la NATO!

    >Carlo Brevi<
    Ciao

    Ritvan

    P.S. Credo che il miglior modo per rispondere alle schifose menzogne dei serbi (ma anche di greci e macedoni) amplificate dal megafono gracchiante anarcoide sia quello usato da Ismail Bey Vlora (Qemali), primo capo di stato albanese durante la Conferenza di Londra che doveva decidere se consentire o meno – dopo la sconfitta dell’Impero Ottomano nei Balcani- la creazione di uno stato indipendente albanese o semplicemente dividere i territori abitati da albanesi fra gli stati confinanti (Serbia, Montenegro e Grecia). Ovviamente i suddetti stati, mediante i loro agenti a Londra fecero il diavolo a quattro per creare nell’opinione pubblica inglese una visione degli albanesi più o meno simile a quella che hanno tuttora i tuoi amici anarchici:-), al fine di dividere i territori albanesi fra stati “civilizzati” che avrebbero provveduto alla loro “rieducazione”. Alcuni si spinsero perfino a prezzolare la pubblicazione sulla stampa inglese di vignette in cui gli albanesi erano raffigurati pelosi, con lunghi artigli e anche coda. Ismail Bey fu informato di tutto ciò dai suoi amici londinesi appena sbarcato.

    Ebbene, appena riunitisi i delegati della Conferenza attorno al grande tavolo, tutti si sedettero, tranne Ismail Bey, il quale restò in piedi tenendo la sua sedia in mano e scrutandola mentre la rivoltava sottosopra. Il presidente inglese della Conferenza perse la pazienza e lo interpellò:”Ismail bey, perché sta in piedi scrutando la sua sedia? Si sieda, per favore”. E lui di rimando:”Eccellenza, mi perdoni, ma credevo che avreste provveduto a munire la mia sedia di un foro dove infilare la mia coda, altrimenti mi si sciupa”. L’inglese, apprezzatore dell’umorismo come ogni buon inglese, capì l’antifona e rise di cuore della facezia, mentre i delegati dei paesi vicini rimasero di m…

    Questo riportano i libri di storia albanesi. Non so se sia stato anche questo a predisporre benevolmente i “padroni di casa” (notoriamente filoellenici) a favore della causa albanese, ma il leone britannico fu l’ago della bilancia che pesò nella decisione (osteggiata ferocemente da Russia e Francia, note alleate dei serbi, ma appoggiata da Italia, Germania e Austro-Ungheria, certamente non perché volevano bene agli albanesi:-) ) di consentire la formazione di un PICCOLO stato albanese in circa 1/3 dei territori compatti abitati in stragrande maggioranza da albanesi. Il Kosovo restò fuori e se lo pappò la Serbia, ovviamente, ma era meglio di niente. E il leader dei kosovari, Isa Boletini, così spiegò ai suoi al ritorno:”Fratelli, solo questo…

  23. utente anonimo says:

    CONCLUSIONE DEL POST N.23

    :”Fratelli, solo questo abbiamo potuto ottenere dalle Grandi Potenze. Non possiamo dichiarare guerra all’Europa. Un’Albania mutilata è il male minore rispetto a non avere alcuna Albania. rassegnamoci e aspettiamo tempi migliori, confidando in Dio”. E stavolta Dio pare abbia assunto le sembianze di Bill Clinton:-)

    Ritvan

  24. utente anonimo says:

    Ciao Ritvan

    vedo che le divergenze tra i nostri punti di vista sono enormi, ma questo non è certo un problema.

    Permettimi solo di aggiungere alcune considerazioni alla tua analisi.

    Innanzitutto non sono anarchico, ed è strano che tu abbia dedotto questo solo dal fatto che ho citato un articolo che è comparso su un sito di ispirazione anarchica.

    Leggo spesso anche aljazira.it, ma ciò non fa di me un musulmano, così come il fatto che ho segnalato un sito cattolico non fa di me un cattolico.

    Una persona intelligente sa sempre distinguere i fatti riportati in un articolo dal parere dell’autore.

    Nella fattispecie il cuore della questione erano le menzogne acclarate che la nato ha divulgato per giustificare e rendere accettabile agli occhi dell’opinione pubblica un massacro di civili innocenti, celando il tutto sotto motivazioni ipocritamente umanitarie.

    Così come è ormai noto il legame delle forze nato con i criminali dell’uck.

    Questo era il cuore della questione, sul quale bisognerebbe concentrarsi.

    In questo modo si discute sui fatti, oltre questi confini si passa alla propaganda.

    Detto questo ti saluto e ti ringrazio per lo scambio.

    A presto. :-)

    Un saluto anche a Miguel Martinez e un ringraziamento per il suo lavoro.

    Blessed be

    Carlo Brevi.

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