Povero Max

Ci sono (almeno) due persone che hanno le stesse idee: Oriana Fallaci e Max Loda.

Oriana Fallaci, la signora che si vanta di aver avuto intenzione di bruciare vivi un gruppo di somali che manifestava pacificamente per i suoi diritti, ha ricevuto la medaglia d’oro quale benemerita della cultura dal presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi, nonché la medaglia d’oro del presidente del consiglio regionale della Toscana,Riccardo Nencini (sì, è del centrosinistra), nonché l’Ambrogino d’Oro del comune di Milano.

Ferruccio de Bortoli, l’uomo che ha scovato la rancorosa pensionata a New York, le ha regalato pagine intere del principale quotidiano nazionale, e poi l’ha impacchettata, venduta e rivenduta in varie forme come direttore della RCS libri, è diventato direttore del quotidiano della Confindustria ed è stato proposto dal centrosinistra come candidato a sindaco di Milano.

Noi viviamo in un paese in cui si mandano soldati all’estero che poi vanno a sparare sulle ambulanze (come è successo a Nassiriya nell’agosto del 2004). Quando questi omaccioni armati fino ai denti e pagati cifre astronomiche per fare il mestiere più rischioso del mondo, cadono in un incidente di lavoro, ricevono funerali degni del più fulgido periodo barocco.

Viviamo in un paese in cui destra e sinistra fanno a gara a dichiararsi "alleati leali" di un paese – gli Stati Uniti – che lascia trapelare ai giornalisti i propri progetti per colpire con armi nucleari l’Iran; e anche di un altro paese – che ammette o vieta i matrimoni secondo criteri razziali.

Siamo infine in un paese che trova normale mandare gli stranieri indesiderati a morire nei lager nel deserto libico.

Un certo Max Loda, ragazzone di Torino, ex-militante della Lega e poi del "Fronte Cristiano", deve essersi quindi sentito in una botta di ferro quando ha deciso di lanciare il pittoresco partito "Immigrati Basta", distribuendo un insolito gadget elettorale – mille manganelli di plastica, del costo di 60 centesimi l’uno.

Nel suo manifesto elettorale, parla anche di una forma di quello che i neocon chiamano "religion building": suggerisce una "soluzione finale al problema islamico", anche se non mi risulta che sia arrivato all’estremo del vicedirettore del Corriere della Sera, Magdi Allam, che ha proposto il divieto di costruzione di nuovi luoghi di culto islamici in Italia.

Invece di ricevere la medaglia d’oro dal nuovo presidente della Repubblica, Max Loda si è preso, per ora, una raffica di articoli sdegnati sulla stampa e una denuncia dal candidato della Rosa nel Pugno, Silvio Viale. Curiosamente, la Rosa nel Pugno è uno dei partiti più guerrafondai d’Italia (nel loro programma parlano, orwellianamente, di "sostegno alla promozione globale della democrazia"). Evidentemente è una questione di stile: i bombardieri su Falluja vanno bene, i cazzotti e le manganellate a San Salvario no.

Perché due pesi e due misure così evidenti?

Come ci rivela un’interessante inchiesta di Sherif, Oriana Fallaci possiede una casa nel centro di Manhattan, due case in Italia (di cui una di 23 camere) e una tenuta che produce il Chianti e l’olio.

Max Loda ha invece tutta l’aria di essere uno sfigato.

La faccenda riporta irresistibilmente alla memoria il film Monsieur Verdoux, di Charlie Chaplin, dove il serial killer, nell’arringa di difesa, dichiara alla corte ciò che lo distingue dai grandi assassini che fanno le guerre. "Un solo omicidio crea un delinquente; milioni, un eroe. I numeri santificano, caro amico!"

"Business is a ruthless business, my dear", gli affari sono una faccenda spietata, caro, spiega Chaplin.

Povero Max.

Manifesto elettorale di Max Loda, linkato dal blog Lardo di colonnaden

 
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37 Responses to Povero Max

  1. utente anonimo says:

    Chi si loda s’imbroda?

    Anna

  2. utente anonimo says:

    il manganellatore mi sembra un caso chiaro da codice penale (o almeno lo sarebbe in qualunque paese normale).

    roberto

    maronna d’o carmine, rumi, ma c’avete una vera fissa con le lobby ebraiche! ora uno non può essere di per se un minchione, senza essere stipendiato dalla “lobby ebbraica”…

    rivendico il diritto all’autonomia di minchionaggine per i gentili!

  3. utente anonimo says:

    sia detto en passant, e con molta tristezza, il fatto che quella pensionata livorosa faccia incetta di medaglie e ambrogini d’oro, mi porta a pensare che non vivete in un paese normale.

    roberto

  4. kelebek says:

    Più che stipendiata da qualche lobby, credo che la Fallaci sia contentissima di delirare a ruota libera.

    Quello che è grave non è che scriva quello che scrive, ma il lancio pubblicitario che ha ricevuto.

    Miguel Martinez

  5. utente anonimo says:

    Stipendiata da qualche lobby no di certo, ma altrettanto sicuramente contenta dei cospicui gettoni di presenza che le vengono generosamente elargiti da varie associazioni “culturali” bipartisan per andare a ritirare l’ennesimo premio, sia esso concreto o farlocco.

    michi

  6. utente anonimo says:

    D’accordo con Miguel che è vergognoso che le opinioni così razziste della Fallaci siano propagandate dal maggior quotidiano in Italia.

    Però, bisogna dire che , Ciampi, per dire, non il più controcorrente dei Presidenti , si è guardato bene dal cedere a certi perentori inviti a concederle il riconoscimento di Senatore.

    Arrivando persino a concederlo ad incolori personaggi, ma non a lei.Incolori, per me, sono Napolitano e Pininfarina.

    E meno male, anche perchè non si capisce per quali particolari meriti dovesse ottenerlo.

    Cmq, spesso la sinistra italiana , nella sua ansia di legittimazionee di ” intese bipartisan “, si comporta peggio che la destra o il centro. E purtroppo non escludo affatto che ciò che ha negato Ciampi possa essere concesso da Napolitano.

    MJ

  7. utente anonimo says:

    ecco è proprio così il povero max è un gonzo imbecille qualsiasi senza potere, ed è facile querelarlo, la solita storia Miguel, la solita Storiaccia con la s maiuscola che se la prende con chi non conta un c. e la fa passare liscia a ben altri personaggi.

    Ma sarà sempre così perchè non ci sarà nessu n regno dei cieli in terra e allora ci dobbiamo contentare di scrivere nei commenti di splinder:-)e nel caso incontrassimo il nostro max mandarlo con risolutezza a fare in c.

    maria

  8. kelebek says:

    C’è anche un altro punto. Il néoconnarde è una brava persona che non ama correre rischi, ma delega a pagamento la propria violenza ad altri: ai “nostri ragazzi” a Nassiriya, al carabiniere che salta sulla cassa toracica dell’immigrato, ai bombardieri, a giornalisti che scrivono infamità e falsità terrificanti.

    Ecco la rabbia che provano verso i magistrati, che “noi” paghiamo per ripulire il mondo da quelli che non piacciono a “noi”, e invece si basano su astruse leggi.

    Andare in giro con un manganello, rischiando in proprio e senza essere pagato da qualcuno per farlo, disturba questa logica.

    Miguel Martinez

  9. utente anonimo says:

    temo che non convincerò nessuno sul fatto che prodi e berlusconi non sono la stessa cosa nemmeno sulla politica sul medioriente (e io stesso tendo a dare un’importanza relativa ai discorsi), ma ci provo.

    una bronchitella della pargoletta mi ha permesso di vedere il discorso sulla fiducia, durante il quale due cose interessanti sono state dette:

    1. “la guerra in irak è stata un errore”

    2. saluto a tutte le comunità religiose (vabbé non tutte, cattolici, ebrei e musulmani), che mi pare un passo avanti rispetto a “siete una civiltà inferiore”

    roberto

    ps Miguel, non te lo direi se tu non fossi un appassionato di lingue, ma néoconnarde è una femminuccia, un ometto è néoconnard :-)

  10. utente anonimo says:

    sì, andare in giro con un manganello disturba la logica del neoconservatore da salotto, ma è la stessa logica di coloro che vengono da quartieri poveri italiani (e a Torino ce ne sono ancora) e che saranno la futura manovalanza della guerra (esercito e polizia sono formati per lo più da persone che vengono da ceti medio-bassi). quindi gli individui come loda rischiano di polarizzare l’odio crescente dei sottoproletari bianchi verso gli immigrati e diventando così estremamente pericolosi.

    ps: non so se sottoproletari sia il termine giusto, ma al momento è l’unico che mi viene in mente per descrivere le persone appartenenti a certi ceti.

    the mad umanoid

  11. utente anonimo says:

    Quel Loda mi pare un gran bischero, uno come lui sarebbe inimmaginabile in toscana per esempio e anche se ci fosse sarebbe preso per i fondelli, un po’ come succede per i leghisti che si sgolano a volte dietro ai loro banchetti nell’indifferenza generale.

    Non so altrove quanto appeal possano avere, però mi dicono che S. Salvario non è più quel luogo difficile molto difficile di alcuni anni fa, vabbè staremo a vedere quanti voti prenderà, ricordiamoci di verificare, per me pochi

    maria

  12. la mia idea è che questo imbecille sia una delle carte che la lega (cui non appartiene, per ora, ma in futuro potrebbe esserne assorbito) potrebbe tirare fuori in caso il sentiero verso le poltrone fosse piu’ irto del previsto. Questo qui infatti osa dire una cosa che moltissimi, specie tra i piu’ giovani e ignoranti pensano, ma non dicono.

    Oggi è politically correct condannarlo, ma in tempi di magra, anche tali deliri possono fare “brodo”. Del resto, un paese in cui oriana fallaci è considerata una grande donna di cultura e di contenuti, fa in fretta a santificare uno come loda se ce n’è bisogno. Un’altra pedina dello stesso gioco sporco, con l’uscita di sicurezza della degenerazione del pensiero estremista.

  13. utente anonimo says:

    Fa tenerezza il soggetto.

    Si fa fotografare con il manganello in mano, ma nel sito internet ci tiene a precisare di essere il “dott. Loda”.

    Dal suo indirizzo mail si presume che sia nato nel 1976. In un paese dove si può fare politica dai 50 anni in sù (partendo dal basso) c’è poco di cui preoccuparsi circa le sorti del Dott. Loda.

    Non c’è pericolo che il sottoproletariato torinese si aggreghi intorno al Dott. Loda contro l’immigrato. Oramai in Italia proletariato e sottoproletarito sono categorie vuote, mere espressioni verbali a cui non corrisponde alcun “tipo” umano.

    Giuseppe

  14. utente anonimo says:

    a torino non so, ormai non ci abito da anni, ma nella provincia “rossa” dove vivo io noto che molte persone dai 15 ai 25 anni provenienti dal “ceto medio-alto” si aggregano verso posizoni forzaitaliote, mentre molti appartenenti al ceto medio-basso italico si aggregano intorno a posizioni razziste (fortunatamente ancora pochi, ma nel futuro temo che aumenteranno). mentre i primi non si sognerebbero mai di impugnare un manganello i secondi lo farebbero anche. e questo mi preoccupa.

  15. utente anonimo says:

    In primis quelli dei somali erano i LORO diritti, e solo nella loro testa; in secundis l’Oriana voleva bruciare la tenda e non i somali (che aveva già preso a calci nelle palle, a sentir lei); in tertiis se quello aveva davvero pisciato sul Duomo di Pisa, pure l’Iman di Pisa doveva prenderlo a calci negli zebedei, per maleducazione e insensibilità all’arte.

    Infine, i manganelli a 60 centesimi, di cosa sono fatti? Bolle di sapone di lunga durata?

    Vabbè, sparare su Loda è come torturare e sgozzare le reclute irachene, uno cosa poco onorevole perchè troppo facile.

    Francesco

  16. utente anonimo says:

    Secondo voi, questo ha idea di quello che dice usando l’espressione “Soluzione Finale” o gli è solo venuta così?

    Francesco

  17. utente anonimo says:

    secondo me è in buona fede. avrà sicuramente sentito l’espressione “soluzione finale” in qualche pubblicità del tipo “la soluzione finale contro lo sporco più sporco” e gli sarà piaciuta. il che non toglie che uno che minaccia di manganellare la gente dovrebbe essere portato dritto dritto al commissariato più vicino.

    cos’è questa storia dei somali?

    roberto

  18. kelebek says:

    Dell’episodio dei somali, ho solo la versione della Fallaci stessa, che nel suo libro racconta di aver visto un gruppo di somali che aveva istituito una tenda di protesta davanti al Duomo di Firenze, per la folle situazione in cui si trovano, magari dopo anni di vita in Italia, essendo cittadini di un paese senza stato. Nulla a che fare con l’Islam.

    Lei racconta di essere andata alla polizia dicendo che se non toglievano immediatamente il presidio, lei gli avrebbe dato fuoco, e la polizia le avrebbe (improbabilmente) obbedito, sapendo che “lei non scherzava”.

    Miguel Martinez

  19. utente anonimo says:

    questa storia dei somali è la solita bufala maligna dell’oriana, sì la tenda c’era e per l’esattezza in piazza S. Giovanni, quella del battistero, ma non è mica vero nulla che facevano la pipi contro i marmi dell’edificio:-) o perlomeno non si sa se fossero stati loro, propendo più per i soliti turisti che nottetempo la fanno dappertutto per via della cronica mancanza di cessi:-)

    maria

  20. kelebek says:

    “Una tenda rizzata per biasimare condannare insultare il governo italiano, a quel tempo di sinistra, che una volta tanto esitava a rinnovargli i passaporti di cui avevan bisogno per scorrazzare in Europa e che (alleluja) non gli lasciava portare in Italia le orde dei loro parenti. Mamme, babbi, fratelli, sorelle, zii, zie, cugini, cognate incinte, e magari i parenti dei parenti.”

    […]

    “Chiamai un poliziotto che dirige l’ufficio-sicurezza della città e gli dissi: ‘Caro poliziotto, io non sono un politico. Quando dico di fare una cosa, la faccio. Se entro domani non levate la fottuta tenda, io la brucio. Giuro sul mio onore che la brucio, che nemmeno un reggimento di carabinieri riuscirà a Impedirmelo, e per questo voglio essere arrestata. Portata in galera con le manette, arrestata. Così finisco su tutti i giornali e telegiornali, la-Fallaci-arrestata-nella-sua-città-per-aver-difeso-la-sua-città, e vi sputtano tutti’. Bè, essendo più intelligente degli altri, nel giro di poche ore il poliziotto la levò.”

    Oriana Fallaci (fedelmente copincollata da Miguel Martinez)

  21. utente anonimo says:

    Un manifesto “genialmente” demenziale, fatto probabilmente in stato di sonnambulismo (altrimenti m’inchino all’artista). Ma dove ha visto girare a torino un nero e un cinese di quella foggia? Forse nei cinema del capoluogo piemontese, vedendo qualche film in costume. E che sia “appassionato” di pellicole per palati raffinati lo dimostra inequivocabilmente l’importante figura al centro del terzetto equivoco. Ma quella non è l’immagine d’un imam islamico, ma il ritratto di sandokan, la tigre di mompracem. Forse una colta e ironicamente occulta citazione del grande e torinese d’adozione salgari.p

    sandokan sandokan

    giallo è il sole e alla testa mi dà

  22. ” Nel Nome di Dio il Clemente il Misericordioso

    Basta vedere la faccia di questo figuro caro Miguel ”

    ….Veramente dovrebbe si dovrebbe dire “Nel Nome di Cesare Lombroso”

  23. Gli abitanti dei quartieri citati da questo manifesto sono praticamente tutti immigrati dal meridione italiano. I classici venuti su con la valigia di cartone a fare i lavori che i torinesi non volevano piu’ fare già 50 anni fa.

    Oggi odiano tanto gli immigrati extracomunitari perchè in essi vedono l’immagine di loro stessi, e ne hanno orrore.

    Paul Olden

  24. utente anonimo says:

    Ecco, Paul Olden mi ha spiegato la psicologia dei meridionali di Torino e con questa, per analogia, quella di Oriana Fallaci, da cui conseguono alcuni retroscena della vita della scrittrice a me inediti.

    Oriana Fallaci è sbarcata cinquant’anni fa a Firenze, con la valigia di cartone, proveniente dal sud, si è accampata prima in una piazza, poi ha lavorato in fabbrica e si è accaparrata una casetta popolare in un quartieraccio di periferia, uno di quelli dove la polizia si vede solo quando è chiamata. Si faceva orrore da sola e ora quando vede gli immigrati stranieri, memore della sue esperienze passate, ha due orrori, quello che si fa lei e quello che le provocano loro.

    Aurora.

  25. Cara Lisa, quale analogia?

    Io la fallaci la accosterei molto piu’ facilmente alla Maria Antonietta del celeberrimo “non hanno pane? Che mangino brioches!”.

    E’ solo una squallida portavoce dell’insofferenza degli aristrocratici (o neo-aristocratici) verso gli effetti collaterali delle loro politiche e delle loro convinzioni: quando questi effetti li toccano da vicino – anzichè continuare a ricadere, come a loro pare naturale, sullo sventurato popolo che ovviamente li merita tutti – si incazzano come bestie rabbiose.

  26. Ehm. Nel mio commento precedente (n.30) , intendevo rispondere a Aurora, non a Lisa. Scusate.

    Paul Olden

  27. utente anonimo says:

    la descrizione dell’orianona nazionale dei somali che portano “Mamme, babbi, fratelli, sorelle, zii, zie, cugini, cognate incinte, e magari i parenti dei parenti” è quella che mezzo mondo fa degli italiani.

    roberto

  28. La citazione fallaciana dell’episodio della tenda fa malissimo, ho sfiorato la morte per soffocamento.

  29. sermau says:

    ho letto con molto interesse questo post….se vuoi passa da me.

  30. utente anonimo says:

    Certo che c’è da domandarsi quanta lucidità o realismo abbia una persona ( Fallaci ) per credere che la tenda sia stata levata per paura di lei e non per, per dire, per timore di pubblicità negativa o per l’effetto Gabibbo, che ha la capacità di fare diventare più solerti le amministrazioni.

    MJ

  31. utente anonimo says:

    MJ

    guarda che è proprio l’effetto pubblicità negativa quello che la Fallaci cita come suo strumento per far levare la tenda. Ho letto solo quello di suo libro ma resta nella memoria.

    Qualcuno sa che fine hanno fatto i somali?

    Francesco

  32. utente anonimo says:

    Beh, Francesco, era già nel pezzo.

    ” Così finisco su tutti i giornali e telegiornali, la-Fallaci-arrestata-nella-sua-città-per-aver-difeso-la-sua-città, e vi sputtano tutti’.”

    Quello che è esagerato è quel voler credere avere bisogno di ricorrere a toni e mezzi esagerati ( il fuoco, sgominare un plotone di carabinieri )e grazie a questa sua indomita perseveranza, ottenere a duro prezzo la rimozione della tenda.

    Per dire, bastava un megafono e una piccola televisione al seguito.

    E’ che la Signora, al solito, tende ad ipervalutare se stessa e le sue azioni.

    MJ

  33. utente anonimo says:

    Mah, a Firenze, allora, non so.

    Ciao

    Francesco

    PS che fine hanno fatti i somali? o ci interessano solo gli alti principi e degli umani possiamo dimenticarci?

  34. utente anonimo says:

    Paul Olden ( che bel nome anglosassone), dal tuo commento stilizzato mi è parso di capire che per te tutti i terroni trapiantati a Torino sono razzisti.

    Volevo significarti, con il mio commento, che l’ostilità nei confronti degli immigrati prescinde dalle esperienze dei viaggiatori con valigie di cartone ( legate con lo spago) sui treni del sole diretti verso la nebbia e i cioccolatini Caffarel.

    In particolare il tuo atteggiamento mi sembra molto razzista, in quanto attribuisce alla ” razza” meridionale emigrata a Torino sentimenti di ” odio” e “orrore” ( BIM BUM BAM!) nei confronti di tutti gli extracomunitari ( esclusi ovviamente americani e giapponesi).

    Non conosco Torino, ma ti posso assicurare che nei quartieri milanesi, variamente abitati , non si può dire che uno è razzista perchè è meridionale e l’altro non lo è perchè è settentrionale. E non è neppure questione di quartieri periferici o disagiati, dove certamente il mancato controllo del territorio crea più problemi.

    Dubito infine che gli eventuali elettori di Max Lodo siano reperibili nella generazione di emigrati, tra coloro che sanno cosa vuol dire guadagnarsi il pane locale, senza più il gusto della genuina e fragrante pagnotta della terra natia.

    Forse troverà voti tra gli esaltati frequentatori della curva nord.

    Aurora.

  35. kelebek says:

    Per Francesco,

    commento interessante il 38, anche perché è vero che a volte si tende a guardare solo le astrazioni.

    Anni fa, ho sentito parecchie storie personali kafkiane di somali, ma non so dirti precisamente quale sia la loro situazione oggi.

    Miguel Martinez

  36. utente anonimo says:

    x Miguel

    sai, con tutti i miei amici democristiani vengo infettato dalla loro infinita concretezza, che pure spesso trovo priva di principi.

    Ciao

    Francesco

  37. MaxLoda says:

    >>>>>Secondo voi, questo ha idea di quello che dice usando l’espressione “Soluzione Finale” o gli è solo venuta così?

    Certo che lo so, eccome. la sua attuazione concreta dipenderà solo dal procedere dgli eventi. Vale a dire che siamo ancora in tempo per risolvere il conflitto islamico in modo pacifico, con l’oculata gestione dei flussi, con una politica di rimpatri e di lotta agli ingressi clandestini.

    Coloro che delinquono se la possono cavare con un po’ di botte, se presi in flagranza.

    Certo è che se gli iman continuano a comparire in ogni città, se ricongiungimenti familiari e nascite restano incontyrollate, e se le nostre istituzioni rimangono a loro permeabili, presto i partiti non riusciranno più a comporre governi senza rappresentanza arabo-islamica, e sarà l’inizio della fine.

    Notate la Macedonia. 2 partiti albanesi, ormai 25% della popolazione, ricatto continuo, costituzione piegata agli invasori, solo per ritardare una guerra civile. INUTILMENTE.

    Ebbene quando diverremo minoranza in casa nostra, anche dal punto di vista politico, quando loro non si acconteranno, come ovvio e direi anche giusto, di fare lavori degradanti e indesiderati…..

    temo che in tal situazione il metodo Karadzich sia l’unico.

    da fastidio l’idea, la rimuoviamo perchè non piace, ma è la dura verità.

    Ecco aggiungo infine che io stesso se mi ci trovassi in mezzo (probabilmente non avro più di 40 o 50 anni) sarò tra coloro che tenteranno di ristabilire la maggioranza perduta con metodi serbobosniaci. io non li odio finche non si qualificano come miei nemici. La conservazione della nostra libertà è più importante anche della pace

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