Il Paperone delle mimetiche

Da alcuni giorni, i destri di mezzo pianeta, in una serie di lingue, ululano di sadico piacere, perché Forbes (anzi, la prestigiosa rivista Forbes, come si dice) avrebbe messo Fidel Castro tra gli uomini più ricchi del mondo.

A essere precisi, Forbes dice:

Fidel Castro

President/Cuba
$900 million
Age: 79

Comandante since 1959. We estimate his fortune based on his economic power over a web of state-owned companies including El Palacio de Convenciones, a convention center near Havana; Cimex, retail conglomerate; and Medicuba, which sells vaccines and other pharmaceuticals produced in Cuba. Former Cuban officials living in U.S. assert that he has long skimmed profits. Castro insists his net worth is zero.

…For another controversial dictator, Fidel Castro, we assume he has economic control over a web of state-owned companies, including El Palacio de Convenciones, a convention center near Havana; Cimex, retail conglomerate; and Medicuba, which sells vaccines and other pharmaceuticals produced in Cuba. Former Cuban officials insist Castro, who travels exclusively in a fleet of black Mercedes, has skimmed profits from these outfits for years. To come up with a net worth figure, we use a discounted cash flow method to value these companies and then assume a portion of that profit stream goes to Castro. To be conservative, we don’t try to estimate any past profits he may have pocketed, though we have heard rumors of large stashes in Swiss bank accounts. Castro, for the record disagrees, insisting his personal net worth is zero…

"Noi siamo partiti dal presupposto che lui abbia il controllo economico di una rete di imprese di proprietà dello stato"… Per fare il calcolo di "900 milioni di dollari", hanno in pratica calcolato l’intera economia statale cubana, poi hanno presunto ("assumed") che "una parte" non meglio precisata dei profitti andasse personalmente a Castro.

C’è probabilmente un fondo di verità.

Io mi immagino che se Castro decide di andare a un ristorante statale, saranno contenti di offrirgli il pranzo. Anche se chiede una nuova tuta mimetica, può darsi benissimo che glielo regalino senza che debba passare per la cassa. In questo senso, probabilmente "dispone" dell’economia statale cubana.

Anzi, probabilmente potrà fare paperoniani tuffi nei magazzini di abbigliamento militare come e quando vuole.

Se Benedetto XVI alza il telefono e chiama un prete in Canada dicendogli che arriva domani, possiamo essere sicuri che quel prete gli offrirà pranzo, cena e anche la migliore camera da letto della parrocchia, e non gli chiederà certamente il conto dopo.

Quindi con lo stesso criterio, si potrebbe ascrivere al patrimonio personale di Benedetto XVI ogni chiesa cattolica e ogni edificio di proprietà della Chiesa dell’intero pianeta.

In alternativa, si può calcolare lo stipendio di Papa, o quello di presidente cubano. Immagino che né l’uno né l’altro raggiunga cifre eccezionali.

Non mi interessa minimamente difendere Castro, e nemmeno il Papa: entrambi avranno i loro umani difetti.

Non voglio criticare Forbes, perché l’inclusione di Castro in quella lista, e con quei criteri, mi sembra più che altro uno scherzo.

Quello che mi interessa è l’affascinante tema della psicologia di destra.  

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9 Responses to Il Paperone delle mimetiche

  1. Posso ,da Conclamato Kafir del Comunismo :-) ma non Apostata per motivi personalissimi, dirti la mia ?

    Il Comunista non è secondo a nessuno nell’ incutere un Complesso di Inferiorità nel prossimo suo non interessato ad essergli nemico …

    Il suo progetto di Gerusalemme Celeste in Terra [che poi per me il modello di Perfezione Umana non può essere che una Bologna degli Anni Ottanta] non è “eterodiretto” da nessuna Divinità , è per così dire “senza causa” …

    Lo ribadisco: il Legame Militante-Segretario non ha avuto eguali nella Storia dell’ Umanità se non nel Bushido [che ha dato modo all’ Ottimo Guareschi_ Eterna Pace ed Imperitura Gloria su di Lui_ di sbizzarrirsi con la sua Opera Omnia Ineguagliabile ed Ineguagliata] e il Legame Samurai-Daimyo… C’ è tuttavia una discrepanza: il Compagno della Bassa non ha minimamente un “Supporto Zen” per distaccarsi dalle Passioni Individuali prima di abnegarsi alla Causa … Questo penso che spieghi le Foibe e le Vendette Private.

    Il Comunista quindi, non appena gode di qualcosa è “Colpevole” di

    non condividerla con Nessunaltro …

    E’ la stessa carica “tota humana” del Comunista che lo rende Colpevole più di chiunque altro nel

    godere della seppur minima Diseguaglianza a suo Vantaggio affermando di lottare per l’ Eguaglianza Universale.

    Spesso l’ Imborghesimento viene vissuto come Peccato Originale Alternativo :-) … Ma come ha affermato l’ Ottimp “p.” [o era Paolo ?] sul mio Blog l’ Imborghesimento è “Ananke” …

    ….Ecco: forse la Destra col suo Complesso d’ Inferiorità rifiuta l’ Imborghesimento come “Ananke” per la Sinistra !!!

    Facci caso: il Comunista è vituperato mooolto più per l’ Incoerenza sua nell’ Agire che non per l’ Agire suo stesso !!!

  2. utente anonimo says:

    Sì, il criterio usato da Forbes risulta quanto meno bizzarro se applicato ad un dittatore comunista. Con quei criteri Stalin sarebbe risultato a suo tempo l’uomo più ricco del pianeta! Ben altre sono le colpe di Fidel (ric)Castro:-), altro che abuso di guardaroba di mimetiche!

    Ciao

    Ritvan

  3. utente anonimo says:

    “Facci caso: il Comunista è vituperato mooolto più per l’ Incoerenza sua nell’ Agire che non per l’ Agire suo stesso !!! ”

    Quoto.

    Quello dell’ananke ero io, tra l’altro.

    :-)

    Per come la vedo io, hai colto nel segno.

    La destra si sente ancora moralmente succube, bisognosa di conferme;

    è come quegli scolari che invece di criticare il programma del professore, ridacchiano della sua cravata o di sua moglie che gli fa le corna.

    Sono gli orchestrali che ridono del direttore d’orchestra, ma l’orchestra la dirige sempre lui.

    Credo che la destra sia destinata a sentirsi sempre, almeno un po’, così (specie in Italia, dove sconta il senso di colpa ulteriore del fascismo) perchè in fondo in fondo non solo ogni comunista, ma anche ogni destro sa che la giustizia sociale non è del tutto male, sarebbe anche una cosa positiva, via.

    Perciò le loro ciritiche, sentite da sinistra, suonano sempre così, alternativamente, ineffaci o vacuamente irritanti:

    “non hanno i diritti”, e grazie, è una dittatura;

    “Castro razzola male”, il che è applicabile a moltitudini di leaders;

    “il sistema non funziona”, ma se funzionasse non sarebbe male.

    Paolo

  4. utente anonimo says:

    Ottimo commento. Peccato che le varie destre-centrosinistre gongolanti non vadano troppo per il sottile e non informino i loro lettori sul dettaglio da te eloquentemente illustrato. Suggerisco a forbes il prossimo nuovo paperone: Morales che, dopo le nazionalizzazioni, verrà certamente accreditato dei beni del gas e petrolio boliviani, anche se ha uno stipendio inferiore a quello di un maestro elementare italiano. Andres

  5. kelebek says:

    Assolutamente d’accordo con Paolo.

    Miguel Martinez

  6. utente anonimo says:

    Credo che il complesso di colpa per non essere “egualitari e buoni come i comunisti” sia una specificità culturale cattolica e italiana.

    Per quel che ne so, nel mondo anglosassone non gli viene neppure in mente di sentirsi un pochino male se qualcuno muore di fame alla loro porta. Neppure in Brasile ed in Kenya, a sentire i missionari cattolici italiani che vivono là.

    Però concordo con Ritvan, quella di Forbes è una mezza cazzata. Quanto valgono i privilegi del presidente USA, dai mezzi di trasporto alle residenze all’assistenza medica? E l’uso politico dei destri è una cazzata e mezza, specie nei termini in cui si sente.

    Francesco

  7. marcos84 says:

    qualche tempo fa curiosando alla Feltrinelli mi capitò in mano un libro di cui ora non ricordo il titolo preciso, era qualcosa come “Perchè gli intellettuali sono di sinistra?”.

    Nel retro di copertina si accennavano le tesi sostenute dall’autore, prima fra tutte l’invidia di questi “accademici” per le ricchezze di chi è meno colto di loro… la classica e volgarissima equazione sinistra=invidia_di_ricchezze, che talvolta può essere anche corretta se riferita al singolo caso del militante/ignorante con le pezze al culo, ma rivelatrice di un enorme complesso di inferiorità quando viene attribuita ai cosiddetti “intellettuali”.

    L’origine di questo complesso sta proprio nel deficit culturale della “destra”, ben consapevole che in tutti i campi artistici/accademici è la “sinistra” a farla da padrone.

    Dove il “destro” medio prevale è nel far soldi, se non altro per maggior impegno…così quando un “uomo della sinistra” risulta essere ricco, il nostro destro può puntare il dito ed esclamare soddisfatto “ecco! anche tu sei come noi!”

  8. utente anonimo says:

    Già, lo statalismo comunista di castro. Forbes spara sulla croce rossa. E come sparerebbe su questo suo antenato, che cercava di convincere un liberista smithiano:

    Che ragione c’è, mi fate la grazia di spiegarmi, perchè una Società privata sia meno dilapidatrice e meno inetta di quello che debba essere lo Stato? Ma queste sono idee del buon tempo antico, quando la grande azienda non era nata, quando Adamo Smith poteva predicare l’individualismo economico, perché non aveva sotto gli occhi che le piccole aziende, nelle quali infatti il famoso oeil du maître era una garanzia di sollecitudine e di diligenza. Ma che differenza c’è oggi fra il grande trust, fra la grossa Società anonima, e l’azienda municipale o di stato, salvo che la prima serve gli azionisti, la seconda serve il Paese; che gli azionisti procacciano per sé, e nelle aziende pubbliche l’azionista è tutta la città, è tutta la nazione. Ma voi siete… “nazionali”…

    Ma chi erano i due signori?

    Atti parlamentari. Camera dei deputati. Legislatura XXVI. 1a sessione. Tornata del 17 Novembre 1922.

    Forse alla data qualcuno ha drizzato le orecchie. Ecco, è un passo del discorso di turati (il “comunista” per lo stato) contro la fiducia chiesta da mussolini (il “liberista” per i privati) al suo primo ministero. Già, la storia è un po’ più complessa di luoghi comuni ridotti a chiacchiera.p

  9. utente anonimo says:

    Caro p.

    che fesserie che diceva Turati, ben altri sono i problemi di uno smithiano nei confronti delle grosse imprese.

    E si concentrano sul potere di manipolazione del mercato che esse hanno e sanno di avere ed usano a proprio vantaggio, che solo a questo fine esistono ma solo a certe, e diverse, condizioni è la carota con cui gli si fa tarinare l’interesse comune.

    Francesco

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