Il gioco degli addolorati

Il gioco degli addolorati  funziona così.

Dal sito di Repubblica, ho preso i principali concetti espressi in queste ore dai nostri politici (più il Papa), a proposito del blindato saltato in aria a Nassiriya.

Le sequenze di parole che seguono sono state pronunciate da:

Di Pietro, Berlusconi, Bertinotti, Casini, Ciampi, Prodi, il Papa, Martino, Rutelli, Fini, Calderoli e Fassino.

Un uomo, un’emozione, insomma – e poi dicono che i maschi sono duri e insensibili.

Provate ad abbinare ogni politico a una delle sequenze qui sotto.

Per la soluzione, e per valutare la vostra sensibilità alle sfumature politiche, andate a fare un giro su questa pagina del sito di Repubblica.

Ah, per complicare il gioco, ho infilato anche una frase pronunciata da uno dei Nostri Ragazzi in Missione un paio di anni fa, precisamente durante la battaglia dei ponti di Nassiriya.

Vi do un dritta: è l’unica a contenere un’espressione che faccia riferimento al Nostro Patrimonio Cristiano.

(1) profondamente addolorato nostri militari famiglie

(2) tragedia colpisce tutta Italia profondo nostri militari momento dolore lutto famiglie nostre vittime sentite condoglianze

(3) cordoglio messaggio attentato senza giustificazione senza attenuanti

(4) E’ ferito, Annichiliscilo, Luca… Porcoddio… annichiliscilo

(5) profondo dolore tragiche occasioni stringe sentita partecipazione cordoglio forze armate

(6) Profondo dolore cordoglio familiari famiglie Forze Armate vittime Vertici Arma Carabinieri gesto orribile vigliacco agenda Italia in Iraq gesti criminali terroristi

(7) sentimenti dolore partecipazione vicinanza barbarie terrorista adempimento dovere

(8) indicibile dolore solidarietà famiglie

(9) sgomento immenso dolore cordoglio Italia unita piange caduti pensiero famiglie giovani onore servizio Patria solidarietà Italia unita stringe Forze Armate piangere vile attentato

(10) dolore tutto il popolo familiari più intensa solidarietà umana comprensione dolore terrorismo

(11) cordoglio efferato atto terroristico carabinieri esercito solidarietà tutti gli italiani

(12) profondo dolore solidarietà famiglie ore buie dolorose

(13) dolore cordoglio missione terrorismo luoghi di vacanza

 

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32 Responses to Il gioco degli addolorati

  1. Ale’, sono il primo (forse).

    Che dire, arguto come sempre.

    Io chiamo tutto questo gioco “wrestling politico”, che si distingue da quello reale in quanto:

    1)noioso;

    2)popolato di personaggi squallidi;

    3)fatto sulla pelle delle persone;

    4)pur essendo un gioco predeterminato, viene ispiegabilmente dato per vero.

    Ciao!

  2. utente anonimo says:

    >(4) E’ ferito, Annichiliscilo, Luca… Porcoddio… annichiliscilo<
    Ho indovinato? Se sì, il bambolotto con kefiah e giubbotto esplosivo che ho vinto me lo mandi per posta o organizzate una cerimonia apposita per consegnarmelo?:-)

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Moqtada Al Sadr, il capo dei candidati all’ “annichilamento” di quel tempo ha espresso profondo cordoglio al contingente italiano. Che si sia anch’egli venduto al Grande Satana?

    P.S.2. Cambiano i tempi ma gli alti papaveri militari italici rimangono sempre della stessa imbecillità ed ignavia di quelli del tempo del Duce. Nel senso che continuano a mandare i soldati italiani in giro in bare ambulanti fatte di latta.

  3. utente anonimo says:

    Di certo non abbiamo una tradizione politica in grado di gestire la comunicazione al popolo degli eventi riguardanti una missione militare.

    Tutto ‘sto cordoglio andrebbe bene se avesse parlato solo il Papa; gli altri dovrebbero sapere che le missioni militari non sono un pranzo di gala.

    Furbetto Al Sadr jr, ha già imparato a comunicare con gli italiani in modo adeguato! Forse un grande futuro davanto a sè, come torturatore di dissidenti e rieducatore di impudichi? Infatti chiede il ritiro degli occupanti ogni due per tre.

    Francesco

  4. marcos84 says:

    Francesco, la nostra è una “missione umanitaria” composta di “portatori di pace”. E’ normale che non ci si capacità del perchè il popolo che amorevolmente aiutiamo ci prenda a bombe in faccia.

  5. utente anonimo says:

    ho indovinato anch’io, era molto facile, credo che per ora non ti spetti alcun premio Ritvan, la vera abilità consiste nell’ indovinare il nome di chi ha pronunciato le altre frasi

    maria

  6. kelebek says:

    Per Maria,

    comunque non so se avete notato che c’è anche un altra frase che spicca… come in genere spicca il suo autore.

    Miguel Martinez

  7. utente anonimo says:

    miguel vado subito a vedere, ma intanto ti dico che ho cominciato a leggere Simona Masini e sono molto, molto colpita.

    maria

  8. utente anonimo says:

    Miguel,

    non sarò mica la n.9 dove si parla anche di PATRIA?

    maria

  9. kelebek says:

    Per Maria,

    No, è la 13. “Luoghi di vacanza”.

    Miguel Martinez

  10. utente anonimo says:

    Scritte così sembrano lo stile di qualche futurista ubriaco che cerca d’imitare le “parole in libertà” di marinetti. Ma di alcune ci provo.

    3) bertinotti, senza sé senza ma, o uno che vuole fargli fischiare le orecchie.

    4) puzza di sinistra, “partecipazione”, forse fassino.

    6) lunga e istituzionale, “agenda italia”, azzardo berlusconi.

    7) ultra istituzionale, “adempimento dovere”, un “must” per il ministro della difesa martino

    9) la più lunga e retorica, ciampi o uno che lo imita.

    12) la più generica e umana, “ore buie, dolorose”, il papa

    13) la più strana, accostando, non so bene come, “missione” e “luoghi di vacanza”, che sia una genialata del verde padano?

    Magari non ne azzecco una, ma è stato bello provarci. È che alla fin fine sono tutte uguali, come si può capire chi dice cosa? Forse un mostro di stilistica come leo spitzer avrebbe potuto riuscirci.p

  11. utente anonimo says:

    mah il sei potrebbe essere Rutelli?

    Lui mi pare usi la parola vigliaccheria

    e anche gesti criminali.

    Non riesco proprio a capire quella con il riferimento a luoghi di vacanza, forse Fini che deve sempre andare a riprendersi i turisti?

    maria

  12. kelebek says:

    Per p,

    13, indovinato!

    Gli altri non me li ricordo nemmeno io, comunque l’ora buia e dolorosa mi sembra che non sia del Papa, ma di Fassino :-)

    Miguel Martinez

  13. utente anonimo says:

    Miguel, che hai fatto a questo qui?

    “chi si riconosce negli ideali di sinistra ma non nei fischi alla Brigata Ebraica il 25 Aprile, chi ritiene che la discriminante per distinguere amici e nemici sia la democrazia e non l’opposizione all’Occidente, si ritrova oggi ad avere ben strani compagni di strada; e se Berlusconi e Fini, o Cameron e Griffin, sono il nemico, la minaccia maggiore in questo momento viene dai George Galloway e Miguel Martinez di questo mondo..

    Sei una ” minaccia, Miguel ?

    http://inminoranza.blogspot.com/2006/04/sinistra-tosta-sinistra-moscia.html#links

    Oh, immagino che lui sia della sinistra ” tosta “.

    MJ

  14. utente anonimo says:

    >ho indovinato anch’io, era molto facile, credo che per ora non ti spetti alcun premio Ritvan, la vera abilità consiste nell’ indovinare il nome di chi ha pronunciato le altre frasi. maria<
    Ma perché le donne (con le dovute eccezioni) prendono tutto così sul serio e non sono mai in grado di apprezzare un po’ di sano sarcasmo qualora quest’ultimo cozzi – anche se lieviemente – contro i loro Ideali, Valori e Principi Fondanti? mah!…

    Ciao

    Ritvan

  15. utente anonimo says:

    Mi autocito:-):

    “P.S.2. Cambiano i tempi ma gli alti papaveri militari italici rimangono sempre della stessa imbecillità ed ignavia di quelli del tempo del Duce. Nel senso che continuano a mandare i soldati italiani in giro in bare ambulanti fatte di latta.”

    E la polemica è puntualmente scoppiata. Gli alti papaveri della Difesa hanno sentenziato che i “blindati” di latta li hanno mandati laggiù perché i mezzi pesantemente corazzati, in grado di resistere a bombe, granate, RPG e c..zi vari potevano “pregiudicare i rapporti con la popolazione”. Mi scuso, dunque coi gallonati del Duce, loro non erano fessi, solo non c’avevano i soldi.

    Ciao

    Ritvan

  16. utente anonimo says:

    ma ritvan scherzavo anch’io:-)

    oensavi che facessi sul serio, ma dai..

    maria

  17. kelebek says:

    Per MJ,

    sono andato a vedere il blog del tizio che mi pensa così tanto.

    Pare che sia un biologo che sta a Londra.

    Da un’occhiata superficiale, sembra un radicale tendenzialmente di destra, ma “nato” a sinistra, e che ci tiene furiosamente alla sua “identità” di sinistra, a prescindere dai contenuti.

    Nulla di strano, è normale che in questi tempi si spostino continuamente sia i contenitori (“destra” e “sinistra”) che le persone contenute, e quindi è inevitabile che si finisca per non riconoscersi più nelle cose che si sono vissute finora.

    Invece il nostro – purtroppo per lui – fa la scelta opposta, fissandosi disperatamente sulla “identità vuota”.

    Scrive infatti una frase rivelatrice, a proposito del Grande Complotto del deputato Galloway e del traduttore di manuali tecnici Martinez, “ben più” pericolosi di Berlusconi:

    “sono loro che stanno snaturando la sinistra, e la sinistra, vi piaccia o no, e’ anche casa mia e se la riducete ad un porcile io non ho piu’ un posto dove stare, e questa, se vogliamo, e’ una minaccia ben maggiore che avere contro uno come il nano pelato, perche’ mina alla base la mia identita’ politica e il mio senso di appartenenza.”

    Miguel Martinez

  18. utente anonimo says:

    Ho letto il loro manifesto, l’euston manifesto, e non si capisce perché l’abbiano scritto, forse per giustificare ai loro occhi di essere intellettuali. Dicono cose già storicamente pacifiche, e su queste vorrebbero fondare un “nuovo” movimento. Come la linea di demarcazione sinistra democratica / sinistra rivoluzionaria. Ma va’, e io che pensavo che il novecento (a sinistra) può essere letto come uno scontro tra queste due concezioni. E il bello che lo fanno questo manifesto in inghilterra, la nazione dove il movimento operaio ha una tradizione amarxista, non rivoluzionaria, unico in europa, dove tutte le socialdemocrazie hanno invece il “vizio” d’origine di essere nate marxiste e rivoluzionarie. Caspita, ma se al pub ci si ubriacasse soltanto, invece di scrivere cazzate sotto gli effetti dell’alcool, non sarebbe più divertente la serata?p

  19. utente anonimo says:

    Miguel, interessante la tua osservazione.

    In effetti, io credo di potermi collocare a sinistra e UNA delle cose che me la fanno preferire alla destra è proprio il suo essere , attualmente, un ‘ ” accozzaglia ” di varia umanità, al contrario della monoliticità cui tende la destra.

    Guardo con indulgenza alla pittoresca varietà del csx.Idealmente. Finchè dura.

    GLi unici elementi che non posso sopportare, quelli per cui penserei all’esclusione, sono proprio quelli che, magari dall’alto del loro 0, qualcosa per cento, stanno lì a operare distinguo e i ” noi non ci confondiamo con questa gente “.

    Cmq, io ho trovato divertente, nel post che ti ho linkato, l’accoppiamento che fa tra te e G. Galloway. Non capisce granchè, il tizio. Non lo sa che tu sei molto, ma molto più pericoloso :).

    p, da quel che ho capito, il Manifesto vorrebbe o dovrebbe essere la sponda ” a sinistra ” per alcune idee neocon, ecco perchè ci si punta.

    MJ

  20. kelebek says:

    Sul blog in questione, ho lasciato questo commento:

    Caro Eugenio,

    ti ringrazio dell’importanza che mi dai.

    Ho risposto molto brevemente qui, tra i commenti a questo post:

    http://www.kelebek.splinder.com/1146206399#7892753

    Sei ovviamente invitato a replicare.

    Nel caso non ti rispondessi subito, non te la prendere, è perché mi collegherò poco in questi giorni.

    A presto

    Miguel Martinez, traduttore di manuali tecnici più pericoloso di Berlusconi.

  21. utente anonimo says:

    ma il “barboncino di bush” che fine ha fatto, s’è smarrito, e l’inghilterra è piena di affissioni del genere “chi l’ha visto?” La sinistra neocon ne piange inconsolabilmente la perdita?E in sostituzione si compila sbrigativamente questo sbiadito manifesto? Tra franco e francesco, oggi nomi di gran moda, questo manifesto mi ricorda la variante deandriana “franziska”:

    “marinaio di foresta / senza sonno e senza canzoni

    Senza una conchiglia da portare / o una rete di illusioni.

    Gli illusionisti peggiori sono quelli senza illusioni.p

  22. safaviddoors says:

    >E’ ferito, Annichiliscilo, Luca… Porcoddio… annichiliscilo < Il riferimento a San Luca evangelista farebbe pensare che la frase sia del Papa. Ho indovinato? Ale

  23. utente anonimo says:

    “Mi autocito:-):

    “P.S.2. Cambiano i tempi ma gli alti papaveri militari italici rimangono sempre della stessa imbecillità ed ignavia di quelli del tempo del Duce. Nel senso che continuano a mandare i soldati italiani in giro in bare ambulanti fatte di latta.”

    E la polemica è puntualmente scoppiata. Gli alti papaveri della Difesa hanno sentenziato che i “blindati” di latta li hanno mandati laggiù perché i mezzi pesantemente corazzati, in grado di resistere a bombe, granate, RPG e c..zi vari potevano “pregiudicare i rapporti con la popolazione”. Mi scuso, dunque coi gallonati del Duce, loro non erano fessi, solo non c’avevano i soldi.

    Ciao

    Ritvan”

    Io non ci capisco niente di queste cose- non fa figo- però amici militari mi dicono che le cose sono un po’ più complesse di così.

    Verissimo (a loro detta) che mezzi pesanti siano mandati poco, e con molte limitazioni di impiego, per non dare l’idea di essere “troppo in guerra”.

    Però l’Ariete, con isuoi carri armati chiamati, proprio, in Iraq c’era stata, non so quanti mezzi di questo genere abbiano ora a disposizione i militari italiani, comunque;

    fatto sta che non si può viaggiare sul carro armato sempre, anche per fare la spesa.

    Gli americani c’hanno gli Hammer, blindatio anche sotto (più altre blindature, a volte anche artigianali) per scorrazzarei soldati;

    gli italiani, in attesa che il governo li fornisca del mezzo Iveco omologo, e forse superiore all’Hammer, c’hanno lo “scarrafone”, che sotto non è blindato.

    Tanto mi hanno detto!

    Paolo

  24. utente anonimo says:

    Misono scordato una parola (te pareva) “carri armarti chiamati, proprio, ‘Ariete'”.

    Ce n’è un altro modello chiamato Leopard, aggiungo, di cui gli amici militari (che lo preferiscono all’ariete) bramano versioni più moderne che altri stati europei (e non solo) già avrebbero.

    Paolo

  25. utente anonimo says:

    >fatto sta che non si può viaggiare sul carro armato sempre, anche per fare la spesa. Paolo<
    E perché, non c’è il posto dove stivare i sacchetti con la spesa?:-)

    Ciao

    Ritvan

  26. utente anonimo says:

    Eh eh, me sa proprio de no!

    :-)

    Paolo

  27. utente anonimo says:

    Blindato l’hammer? Ma state scherzando? Se l’ànno scorso il povero Rumsfeld dovette subire le lamentele dei “suoi” soldati costretti a reperire pezzi d’acciaio nelle discariche per proteggere meglio i loro mezzi,spesso totalmente privi di blindatura. E comunque i militari americani giudicano ormai insufficienti alle attuali condizioni operative irachene anche gli M113 (cingolati da 12ca.ton.) e gli Stryker (ruotati 18ton.ca.) che ,con le loro sottili corazze,non sono in grado di proteggere equipaggio e squadra di fanteria trasportata(8-10 uomini normalmente).Il mezzo ideale per i soldati USA è il Bradley (cingolato,30 ton.ca.),troppo costoso però per sostituire gli altri mezzi.Il corrispettivo italiano del Bradley è il Dardo,non l’Ariete,che è un carro pesante non progettato, come lo M1americano,per portare squadre di fanteria.Il blindato pesante più usato dai nostri soldati in Iraq è il Centauro(ruotato25 ton) più protetto dello stryker americano,ma che soffre comunque dei limiti tipici dei mezzi ruotati. Franz

  28. utente anonimo says:

    Lo so che il “corrispettivo” italiano dell’Hammer è il Dardo, gli amici militari mi informano abbastanza bene;

    infatti l’Ariete lo ho citato come carro armato e ho anche dett oche non lo si può mica usare sempre, come anche gli americani mica usano sempre il Bradley ogni volta che si spostano.

    Fatto sta che se gli americani sono messi male, gli italiani sono messi peggio.

    Del resto, come rispose Rumsfeld a chi lo contestava, “in guerra si va con quello che si ha, e non con quello che si vorrebbe avere”.

    Solo che non siamo in guerra, no?

    Ciao! :-)

    Paolo

  29. utente anonimo says:

    No, ho fatto unaconfusione terribile, con tutti ‘sti mezzi.

    Adesso ritelefono a un mio amico tenente e me faccio rispiegà.

    Ma il concetto, è sempre quello:

    la sicurezza assoluta non ce l’abbiamo, e forse non ce l’avremo mai;

    però certe polemiche secondo me lasciano il tempo che trovano.

    Ciao!

    Paolo

  30. utente anonimo says:

    Acc, capito l’inghippo:

    quando hai scritto Bradley io chissà perchè pensavo all’Abrams o come mizzica si scrive.

    Quindi la cosa sarebbe questa:

    Bradley=Dardo

    Abrams= Ariete ecc.

    e comunque soldati americani che non si sentono al sicuro, e italiani meno ancora.

    Ciao!!

    Paolo

  31. utente anonimo says:

    Ci sarebbero i Merkava, i carri armati più corazzati del mondo e con posto per una squadra di soldati (o per la spesa) nel retro.

    Però li fanno gli israeliani, sarebbe politicamente pericoloso ….

    Ciao

    Francesco

    PS Marcos, non scherzare, che missione di pace sarebbe se non ci fosse qualcuno che ci prende a bombe in faccia? mica si fanno in Svizzera, le missioni di pace.

  32. utente anonimo says:

    >PS Marcos, non scherzare, che missione di pace sarebbe se non ci fosse qualcuno che ci prende a bombe in faccia? mica si fanno in Svizzera, le missioni di pace. Francesco<
    Non bestemmiare, Francesco! Il subcomandante Marcos con tanto di faccia di Lenin incollata accanto al nome non scherza mai su ‘ste cose:-)

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