Quattro fischi a Milano

Il 25 aprile, a Milano, sono successe tre cose del tutto distinte.

Qualcuno ha fischiato Letizia Moratti. E’ una faccenda che non commenterò perché rientra nel gioco infantile delle polemiche tra centrodestra e centrosinistra.

Un gruppo di migranti accompagnava una bara simbolica che ricordava un marocchino handicappato ucciso da un vigilante che lo voleva sfrattare dall’appartamento che occupava, pare per affittarlo ai viados "che pagano di più". A un certo punto questo gruppo di persone ha bruciato un pezzo di carta (così sembra dalle foto) che raffigurava in maniera approssimativa una bandiera israeliana.

A Piazza San Babila, un presidio completamente diverso di persone, legate ad alcuni centri sociali, ha gridato "Palestina rossa!" e rivolto alcuni fischi verso un gruppo di persone che agitavano bandiere israeliane.

Cose che normalmente non verrebbero nemmeno citate nella cronaca locale dei quotidiani.

L’unico fatto grave è successo il giorno dopo, e ci fa capire molto del futuro che ci attende sotto il centrosinistra.

Su La Repubblica, Mario Pirani invita alla violenza fisica:

"E infine, i servizi d’ordine, che è sperabile esistano ancora, hanno del tutto dimenticato i tempi in cui i provocatori e gli estremisti venivano scacciati dai cortei con metodi assai più persuasivi dell’"invito al dialogo"?"

Il richiamo ai bei vecchi tempi viene accolto con entusiasmo da Armando Cossutta, quello che gestiva i soldi che i sovietici mandavano in Italia per finanziare il PCI:

"Quando c’erano i cortei, il Pci sapeva organizzarsi in modo da isolare i provocatori. Ora purtroppo non si fa più niente".

Lo stalinismo al servizio del capitalismo totale e dell’imperialismo, insomma. Siccome gli attuali funzionari dei DS difficilmente vorranno sporcarsi le mani, presumiamo che si arriverà ad affittare i servizi di qualche agenzia del genere di quella che mandò Quattrocchi in Iraq.

Il concetto di impedire, vietare, reprimere lo ribadisce il neo-clericale, ex-libertario, Francesco Rutelli:

In un giorno di libertà e di festa nazionale nessuno ha il diritto e puo’ prendersi la libertà di compiere dei gesti tanto assurdi. Noi non lo tollereremo più."

Intervengono anche gli imprenditori religiosi. Per l’Osservatore Romano, le isteriche condanne di giudici improvvisati da cui siamo stati sommersi tutto ieri sono state tardive, mentre Amos Luzzatto, dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (quello che accompagnò Fini a Gerusalemme), invoca letteralmente una Endlösung: discolpando Bertinotti, aggiunge "non significa che la sinistra tutta non debba agire in maniera definitiva contro questi teppisti".

Nel frattempo, Forza Italia ha presentato un’interrogazione all’Unione Europea, chiedendo se la Commissione europea e il Consiglio non ritengano "insufficienti le misure adotatte nel contrasto dell’antisemitismo negli ultimi tempi?" e "quali iniziative intende assumere la Commissione (e il Consiglio, ndr) per fronteggiare l’ormai diffuso ritorno di sentimenti antisemiti in diversi paesi dell’Unione europea?"

Non si è ancora formato il futuro governo di centrosinistra, che già si intuisce quale sarà il rapporto tra governo e opposizione. Il grande pregio che si attribuisce al sistema bipartitico è che una parte corregge gli eccessi dell’altra: il governo dà troppi soldi al nord? L’opposizione rivendica i diritti del sud. Il governo vuole entrare in guerra? L’opposizione sostiene le ragioni della pace.

Qui invece avremo un governo che spinge in un senso, e l’opposizione che da dietro gli dà la spinta e lo accusa di non sforzarsi abbastanza.

A Piazza San Babila, il gruppo di persone che agitava bandiere israeliane  reggeva anche uno striscione con la scritta "Brigata Ebraica. Anche loro, 5.000 sionisti, liberarono l’Italia". Sionisti, notate, non "ebrei".

Il sito dell’Associazione Amici d’Israele spiega senza falsi pudori lo scopo per cui i loro militanti si infilano con bandiere dello stato d’Israele in manifestazioni che commemorano un evento avvenuto tre anni prima che nascesse Israele:

"L’utilizzo del termine "sionisti" è stato scelto con cura. Con tale messaggio infatti, abbiamo già voluto introdurre la prossima battaglia culturale: quella dello "sdoganamento" del sionismo. Crediamo infatti importante, nei prossimi anni, spiegare agli italiani che il sionismo è un ideale alto, nobile e giusto, al contrario di quanto sostengono le forze politiche di estrema destra e di estrema sinistra – oltre che diversi intellettuali – che lo riducono ad un movimento "colonialista" o "razzista".

Tutti si rivolgono a Fausto Bertinotti.

Ora, l’area interessata non ha nulla a che vedere con Bertinotti. Il 25 aprile, dicono, "è di tutti", e la Moratti insegna che non è obbligatorio essere di centrosinistra per parteciparvi.

Faccio qui un inciso. Quelli che hanno contestato gli "sdoganatori" sionisti non sono esenti da colpe.

Si tratta, infatti, di un ambiente che ritiene che quattro skinhead siano il massimo dei mali e che fagocitano quella cosa tragicamente inutile che è la guerra tra bande giovanili, tanto da aver scatenato una rissa in Corso Buenos Aires alcune settimane fa, in cui almeno un terzo dei manifestanti sono finiti in carcere. E’ il tipo di gente che crede che chiunque non sia entrato nell’estrema sinistra a quindici anni, e non parli in un certo modo, è un losco infiltrato fascista. Per la legge del contrapasso, Mario Pirani, sempre sulla Repubblica, scrive che "non è un caso" che il loro presidio fosse proprio a Piazza San Babila, un tempo "covo colpevolmente tollerato delle squadre dei picchiatori neri".

Comunque, quando qualcuno viene attaccato dal centrodestra, dal centrosinistra, dal Vaticano e persino dallo Stato d’Israele, ha tutta la mia solidarietà.

Ma torniamo a Fausto Bertinotti, che non solo condanna rumorosamente, ma parla della "esigenza di guadagnare un’idea mite della politica". L’ambasciatore d’Israele non si accontenta:

"Le scuse di Bertinotti non sono sufficienti". Lo ha dichiarato a Sky Tg24 Ehud Gol, ambasciatore israeliano in Italia, a proposito della bandiera israeliana bruciata ieri durante la manifestazione del 25 aprile. "Non capisco perché era necessario, in una festa italiana, dimostrare contro Israele, bruciando la bandiera del nostro paese", ha aggiunto Gol. Per l’ambasciatore israeliano a Roma, "Bertinotti e altri della sinistra devono fare il massimo per fermare questi gruppi militanti, questo odio contro Israele. Devono iniziare un lungo processo di educazione". I manifestanti di ieri, ha aggiunto, "non sono il governo italiano, ma fascisti della sinistra italiana".

Ora, l’ambasciatore israeliano è abbastanza informato da sapere che Bertinotti non c’entra niente. Infatti Gol, come tutti quelli che parlano adesso di Bertinotti, sta mandando un altro messsaggio, e quello che è successo il 25 aprile è solo un pretesto mediatico per farlo.

Da una parte, il futuro governo dovrà schiacciare chi critica il dominio.

Dall’altra, siccome non si possono mandare in carcere tutti, e non ci sono più i servizi d’ordine di una volta, occorre "educarli". E qui ritroviamo il grande progetto di Fausto Bertinotti, che abbiamo chiamato lo stalinismo fricchettone.

Cioè il controllo in maniera autoritaria di tutte le forme di dissenso che comunque nasceranno. Mentre DS e Margherita si fonderanno nel "Partito democratico" che prenderà il posto della vecchia DC, Rifondazione occuperà il posto lasciato libero dai DS. Dove Bertinotti dovrà usare la sua funambolica retorica un po’ psicanalitica e un po’ populista, per tenere sotto controllo chiunque si muova "a sinistra".

Anche Cossutta (intervistato oggi su Repubblica) lo dice esplicitamente:

Bertinotti, e non solo lui, deve tenere la barra dritta […] Bertinotti saprà neutralizzare i massimalisti evitando danni alla causa comune".

Dimenticavo, come dimenticano tutti. Nel rapporto per la sola settimana dal 6 al 12 aprile, il Centro palestinese per i diritti umani ci informa che gli israeliani hanno ucciso 19 palestinesi, feriti 94, sequestrati 70, mentre i coloni si sono impossessati con la forza di case private a Hebron. Il rapporto, però, non segnala fischi contro bandiere palestinesi.  

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44 Responses to Quattro fischi a Milano

  1. Caro Miguel,

    cominciano davvero a stancarmi i chierici del circolo mediatico-ideologico del potere. Sono stufo anche dei sinistri che fondano su un apparente senso di responsabilità governativa la loro esistenza. A volte credo che dovremmo tornare noi a utilizzare metodi meno democratici, ma già l’ignorarli appaga la mia sete di vendetta. Purtroppo i deliri collettivi non mi sono mai piaciuti e nemmeno i tiri al fascio post-moderno. Le priorità sono altre e i poveri mortali si azzuffano per le cazzate(compresi i no global che sfasciano le vetrine assicurate dei negozi). Il sistema funziona e funziona bene, purtroppo. Ma quando brucia una bandiera israeliana sono attraversato da un brivido caldo, un sottile piacere che svanisce non appena penso ai corpi dei palestinesi bruciati. Ovviamente, per questo nessuno si scandalizza perchè si sa che una stoffa colorata vale di più della vita di un uomo senza patria.

  2. utente anonimo says:

    A Milano l’anno scorso li ho visti pure io quattro gatti spellacchiati con una bandiera di Israele e vicino un cartello che diceva che anche (numero che non ricordo) ebrei sionisti avevano combattuto per liberare l’Italia e invece nessuno se ne ricorda.

    Bastava guardarli per capire che erano lì solo per rompere i coglioni, e forse si sono offesi perché l’altr’anno non li ha fischiati nessuno!

    Broccola

  3. utente anonimo says:

    A dire il vero, è un peccato che la tua cronaca sia così poco credibile, perchè ora che si arriva alla fine si è molto maldisposti e anche un termine come “sequestrati” da molto fastidio.

    Cosa è successo dal 6 al 12 aprile? Come mai non citi, per gusto di coincidenza temporale, la settimana seguente o quella con dentro il 25?

    Insomma, oggi ti do lo stesso voto che do ad Ancelotti, pur conscio che ti interessa altrettanto.

    Francesco

    PS ora, vero che potrebbe non interessarti nulla, ma raccontarmi di un gruppo di migranti (quindi ospiti in questo Stato) che, per protestare contro l’efferato omicidio di un marocchino diversamente abile, bruciano un’effige della bandiera di uno stato estero (e qui l’ospite ha violato la buona educazione), mi sembra degno di Calderoli. O il vigilante era una spia del Mossad che voleva reprimere gli immigrati islamici a favore dai cattolici viados brasiliani?

  4. kelebek says:

    Per Francesco,

    Se controlli, le cronache delle settimane prima del 6 aprile e dopo il 12 non sono affatto diverse.

    Io non ho detto che bruciare la bandierina di carta sia stata una cosa particolarmente sensata o logica. Se è per questo, non credo nemmeno che gli incontri calcistici o le manifestazioni siano un gran che.

    Ho semplicemente riportato i fatti.

    Miguel Martinez

  5. utente anonimo says:

    Bruciare una bandierina di Israele per protestare contro l’uccisione di un amico marocchino da parte di un “bravo” del padrone di casa è una palese assurdità che NON capita.

    Ci vuole premeditazione e ideologia per bruciare una bandiera di Israele. E i padroni di casa non c’entrano nulla.

    Eppoi 19 palestinesi ammazzati alla settimana mi paiono tantini, come dato normale o medio.

    Insomma, non spacciare per cronaca neutra i tuoi (ottimi, di solito) post, che forse lo sono solo quando descrivi le eclissi. Non esiste la cronaca neutra, lo sappiamo.

    Ciao

    Francesco

  6. talib says:

    Mi fa piacere che ti paiano tantini Francesco, lo sono.

  7. utente anonimo says:

    Non ho capito una cosa e cioè cosa c’entri con la bandiera di israele il solito farabuttello che vuole lucrare a tutta randa su una casa data in affitto al malcapitato di turno ,sia esso marocchino, italiano o di altra etnia, religione, nazionalità.

    I padroni di casa sono circa l’ottanta per cento della popolazione italiana, molti di loro possiedono anche una seconda casa, sono di destra, di sinistra, di centro e credo che abbiano ben poco a che vedere con lo stato d’Israele se non per via, quando va bene, di opinioni politiche.

    Insomma non vedo il nesso a meno che non si voglia sostenere che la crisi degli alloggi con annessi esosi canoni di affitto abbia a che fare con la nascita dello stato israeliano.

    Rosebud

  8. utente anonimo says:

    Cara Talib,

    saranno anche tantissimi ma vorrei sapere quanti sono “combattenti” e quanti scudi umani in mezzo a cui detti combattenti si nascondono.

    Solo per iniziare ad inquadrare la situazione, naturalmente.

    Francesco

  9. utente anonimo says:

    Se bruciassi una Bandiera Palestinese immagino le rotture di cazzo da parte dei sinistrorsi vari… :)

    Detto questo: che ci fanno dei Palestinesi (alleati del Nazismo) ad una manifestazione dedicata alla “Liberazione” dall’Nazifascismo stesso?

    E’ o non è l’ideologia a permettere a costoro di manifestare il 25 aprile e non a chi partigiano lo è stato davvero?

    JZ

  10. simak says:

    Analisi perfetta, avevo provato a dire più o meno lo stesso sul mio blog scherzandoci su.

    L’unica cosa che non mi piace è: “Comunque, quando qualcuno viene attaccato dal centrodestra, dal centrosinistra, dal Vaticano e persino dallo Stato d’Israele, ha tutta la mia solidarietà.”

  11. utente anonimo says:

    miguel,

    con questa storia dei sionisti e di amici di isreale, mi hai fatto venire in mente una frase che hai scritto nell’altro blog e che potremmo riscrivere così: “tutti noi antifascisti siamo una cosa, gli Alieni con le loro kippà e grida gutturali (1) sono un’altra”.

    ora, un gruppo di persone si è fatta ammazzare a casa nostra per lottare contro i fascisti. essendo queste persone sionisti, la loro memoria non va onorata, perchè oggi il sionista è l’alieno dai suoni gutturali. i “partigiani” brasiliani vanno onorati, perchè i figli hanno prodotto samba e futebol. i”partigiani” sionisti no, perchè sono padri dei mostri. il partigiano moratti nemmeno. scommetto che ci fosse stata una sfilata di reduci amerikani sarebbero stati presi a fischi e sputi

    roberto

    (1) non ho idea se l’ebraico abbia suoni gutturali, ma non credo che sia questo il punto.

  12. utente anonimo says:

    Scrivo soltanto per citare la cosa che Miguel non ha voluto citare: Moratti Letizia.

    Ero alla manifestazione proprio nel punto in cui è avvenuta la contestazione e mi sono unito al coro “scuola pubblica! scuola pubblica!” con i vecchietti, signori, ragazzi, dreadlockettoni, madri di famiglia, che avevano cominciato a fischiare il candidato nel suo breve, (60/70 metri di corteo?) intervento alla manifestazione.

    Come ha sottolineato Miguel sterile polemica per un evento del tutto ordinario (soliti sinistrorsi musoni come me che aspettano un momento di sfogo e la passeggiata vetrina del solito politico populista), come a dire che per cambiare è necessaria una spinta lenta ma continua verso la cuspide, e soffriremo, ah se soffriremo.

  13. talib says:

    cosa intendi per scudi umani? Quelli che abitano nei Territori della Palestina Occupata e muoiono a causa dei raid Israeliani?

    Cioè secondo te stanno lì apposta per difendere i terroristi e si fanno ammazzare invece di andare a vivere da un’altra parte?

    Sicchè anche in Iraq sono quasi tutti scudi umani.. ma vedi te come sono ingegnosi sti terroristi islamici.

    http://www.dci-pal.org/english/info/aboutus.cfm

    http://talib.splinder.com/post/7807264

  14. utente anonimo says:

    luzzato dice un paio di cose che condivido e che riporto:

    Luzzatto, che cosa sta succedendo in questo Paese?

    “Succede che gruppi molto piccoli, quelli che una volta si definivano maestri di ‘entrismo’, utilizzano le occasioni costruite dall’opinione pubblica e dalla politica per mettere a segno atti di intolleranza, i fischi alla Moratti, i roghi delle bandiere, certi slogan irripetibili, azioni di grande rumore e poca politica. E’ gente che va in direzione opposta ad ogni civiltà, gente che ha usato il 25 aprile cambiandogli significato, negando quelli che sono i suoi valori fondanti. Non è una festa campestre, ma la Festa che segna la sconfitta del nazifascismo in Europa e l’insurrezione popolare alla quale hanno preso parte tutte le forze politiche democratiche del nostro Paese”.

    Molti esponenti della comunità ebraica hanno invocato un intervento di Fausto Bertinotti sulle vicende di Milano. La condanna del leader di Rc c’è stata ma a qualcuno sembra non bastare.

    “Ritengo che chi ha bruciato le bandiere non abbia nulla a che fare con Bertinotti. Il che non significa che la sinistra tutta non debba agire in maniera definitiva contro questi teppisti. Penso agli anni di piombo quando partiti e sindacato scelsero la linea dura contro il terrorismo che si qualificava di sinistra. Oggi, sui temi dell’illegalità, bisognerebbe prendere esempio da quel che sta facendo Sergio Cofferati, il suo è un atteggiamento chiaro”.

    Lei dunque avverte una residua debolezza nell’approccio della sinistra verso l’estremismo?

    “Penso che ci siano piccoli gruppi molto immaturi che vanno emarginati definitivamente. Credono ancora di poter rivivere la Primavera dei popoli del 1848 o la Rivoluzione d’ottobre. Sono persone che prendono a prestito le azioni simboliche usate nei Paesi ex coloniali per movimentare i fondamentalisti. In Iraq, in Iran, bruciano le bandiere? E loro le bruciano a Milano, senza tentare un’analisi sociale, politica, niente di niente. Globalizzano la bandiera israeliana, la rendono il simbolo dell’avversario da combattere fino alla morte

  15. utente anonimo says:

    ero io

    roberto

  16. utente anonimo says:

    concordo in generale sull’analisi del post.

    invece le ipotesi sul futuro autoritario in stile vecchio-pci di bertinotti e della sua parte politica mi sembra non tengano assolutamente conto della storia degli ultimi 6-7 anni.

    la storia dei movimenti dice che una simile deriva non avrebbe spazio alcuno, e un suo ipotetico leader sarebbe solo al comando del nulla.

    bertinotti non comanda la barca, ma è a bordo con tutti gli altri; con buona pace di gol, dei riformisti e del giovane “hocapitotuttoio” cossutta.

    domenico

  17. utente anonimo says:

    “i “partigiani” brasiliani vanno onorati, perchè i figli hanno prodotto samba e futebol. i”partigiani” sionisti no, perchè sono padri dei mostri. il partigiano moratti nemmeno. scommetto che ci fosse stata una sfilata di reduci amerikani sarebbero stati presi a fischi e sputi

    roberto ”

    Visto che nel commento all’altro post di Miguel ho parlato dei combattenti brasiliani

    (citando però en passant ristoranti e capoeiristas che vedo tutti i giorni, e non samba e futebol di cui non mi importa niente :-) )

    mi sento chiamato in causa,

    e ribadisco (ribadisco, perchè dirlo lo ho già detto) che io onoro tanto i combattenti brasiliani quanto quello ebrei futuri israeliani.

    Nè più, nè meno.

    Quanto agli israeliani di oggi, non credo affatto siano “mostri” e poi i suoni gutturali mi piacciono molto, specialmente la ‘ayn.

    Questo però non fa sì che io debba appoggiare in toto la politica israeliana.

    Ma certamente non avrei fischiato nessuno, manco la Moratti.

    Paolo

  18. utente anonimo says:

    lo so paolo, mi avevi solo ispirato ma non scrivevo a te.

    e della capoeira non frega niente a me :-)

    roberto

  19. utente anonimo says:

    Talib,

    non ciurlare.

    L’abitudine degli eroici combattenti palestinesi, compresi quelli che organizzano attentati suicidi nelle pizzerie e nei supermercati, di far finta di aver diritto ad una vita normale in mezzo a donne e bambini, magari le loro donne e i loro bambini, mi pare evidente e disgustosa.

    Se vuoi fare il partigiano, sali in montagna per non farti beccare subito e per non coinvolgere civili innocenti nella guerra.

    Ma la mia domanda era diversa e tu lo ha ignorato bellamente.

    A proposito, è confermata una media di 20 caduti palestinesi alla settimana? O era una settimana particolarmente sanguinosa?

    Saluti

    Francesco

  20. utente anonimo says:

    Come cartina di tornasole di cosa potrà essere il prossimo governo, gli incidenti delle manifestazioni e le reazioni sono utili. Ma nessuna solidarietà per tizi che si fanno scrivere l’agenda dagli altri, partecipando ai loro rituali, e poi si lamentano se vengono presi a male parole, e talvolta a mazzate. Ma certo, sono i cretini del qui e ora. Che la rivoluzione non si può – povero marx, in che mani – ma intanto si fa casino per la democrazia. E si strilla se un vecchio stalinista fa quello che ha sempre fatto: lo stalinista. O se il trasformista bertinotti si mette a fare l’ennesimo volteggio. “Ahi fiera compagnia! ma ne la chiesa / coi santi, e in taverna coi ghiottoni” (inferno, xxii). Ma per favore. Settari bisogna essere, settari. Se non se ne ha la forza, e si partecipa ad ammucchiate per apparire in qualche giornale o telegiornale per “sentirsi vivi”, non ci si lamenti se si prendono spintoni e pestate.p

  21. AndreaRusso says:

    Condivido tutto, tutto. Credo che domani farò un post simile. Ciao!

    Andrea

  22. rubimasco says:

    eh, Miguel, scrivi tanto bene ma ultimamente sei un pò troppo di parte, lasciatelo dire.

    vabbeh, fa lo stesso

    Rubimasco

  23. talib says:

    Una cosa che continua a stupirmi di te, Francesco, è proprio il tuo non saperti elevare dalla tua realtà.

    I Palestinesi quindi dovrebbero andare sui monti, a combattere. Quali monti? Sulle Alpi o sugli Appennini?

    Ti ho lasciato due link, se non li ritieni soddisfacenti, prova a cercare con google.

    Uno dei due è una organizzazione a difesa dei bambini, il link è della sezione Palestina dell’organizzazione.

  24. utente anonimo says:

    >eh, Miguel, scrivi tanto bene ma ultimamente sei un pò troppo di parte, lasciatelo dire… Rubimasco< Ultimamente??!! Che fai, prendi per i fondelli?:-)
    Ciao

    Ritvan

  25. utente anonimo says:

    >A Milano l’anno scorso li ho visti pure io quattro gatti spellacchiati con una bandiera di Israele..Broccola<
    Da veterinario mi sento chiamare in causa quando si parla di gatti:-). In italiano “spellacchiato” non esiste. C’è “spelacchiato” (derivante da “pelo”) e “spellato” (derivante da “pelle”). Che ne dite, compagni, prima di fare la Grande Rivoluzione Proletaria, applicarsi in qualche esercizio di italiano, oppure scrivere in buon italiano viene considerato roba da biechi fascisti dediti alla Patria e roba simile?:-).

    Ciao

    Ritvan

  26. utente anonimo says:

    >I Palestinesi quindi dovrebbero andare sui monti, a combattere. Quali monti? Sulle Alpi o sugli Appennini?<
    Geograficamente parlando hai ragione, Talib. Politicamente un po’ meno. Potrebbero p.es. non combattere affatto e cercare una soluzione negoziata, consci che la demografia è dalla loro parte ed è quella che sta costringendo gli israeliani a indietreggare dal loro sogno di fare dei territori occupati una “cosa loro”. Ma se decidono di continuare a fare a pezzi civili israeliani in pub, discoteche e scuolabus mi sembra poi ipocrita lanciare acuti strilli se i loro familiari – fra cui vanno poi a nascondersi – ci rimettono anch’essi la pelle per la rappresaglia israeliana.

    Ciao

    Ritvan

  27. utente anonimo says:

    Prima che Broccola applichi la legge del taglione:-), lo so che nel post 26 “indietreggare” vuole una “i” fra la “g” e la “a”.

    Ritvan

  28. utente anonimo says:

    Egregia Talib,

    mi esprimevo per metafora, “andare in montagna” è espressione proverbiale in italiano, come “salire sul’Aventino”.

    I terroristi delle BR si nascondevano, e non in montagna. Mi riesce difficile immaginare che la Palestina sia così piccola da obbligare i combattenti a stare in mezzo a donne e bambini.

    Eppoi non facciamo gli ingenui in maniera così spudorata.

    Anche perchè a pretendere di aver il 100% della ragione si danneggiano i bambini palestinesi ammazzati a sangue freddo da sentinelle israeliane annoiate o nervose o sadiche o molto prudenti (è un pò elastico anche il concetto di bambino palestinese, mi pare, arriva fino al 15enne pieno di esplosivo a volte, se non mi sbaglio).

    Francesco

  29. rubimasco says:

    Ultimamente??!! Che fai, prendi per i fondelli?:-)

    Ciao

    Ritvan

    no, è solo che all’ inizio mi era sembrato un pò più obbiettivo.

    Ultimamente invece mi pare, caro Miguel, che tu tenda a giustificare o minimizzare cose che , secondo me, non giustificheresti se fossero fatte dall’ altra parte della barricata.

    Insomma, i concetti si possono esprimere in tanti modi, e forse in passato eri meno “politico”.

    però ognuno ha la sua opinione, questo non cambia le cose tra noi, se trovo quel libro sulla lingua accadica te lo spedisco lo stesso

    :-)

    rubimasco

  30. rubimasco says:

    “Ma se decidono di continuare a fare a pezzi civili israeliani in pub, discoteche e scuolabus mi sembra poi ipocrita lanciare acuti strilli se i loro familiari – fra cui vanno poi a nascondersi – ci rimettono anch’essi la pelle per la rappresaglia israeliana.”

    com’è che oggi son daccordo con Ritvan ? Devo avere la febbre…..

    saluti

    Rubimasco

  31. utente anonimo says:

    >I terroristi delle BR si nascondevano, e non in montagna.<
    Dai, Francesco, non t’incaponire adesso; dal punto di vista geografico Talib ha ragione e il paragone con le BR mi pare del tutto improprio, se non altro perché le forze antiterrorismo italiche quando venivano a sapere di un covo delle BR mica mandavano un elicottero a sparargli missili contro, no?

    >Mi riesce difficile immaginare che la Palestina sia così piccola da obbligare i combattenti a stare in mezzo a donne e bambini.<
    Per carità, non sollevare la questione delle dimensioni dei territori palestinesi, sennò Miguel ci propinerà voluttuosamente il suo ben noto sermone sui minuscoli “bantustan”:-).

    Ciao

    Ritvan

  32. utente anonimo says:

    >com’è che oggi son daccordo con Ritvan ? Devo avere la febbre…..Rubimasco< :-) :-). No, il fatto è che stavolta sono io ad essere d’accordo con te:-).

    Ciao

    Ritvan

  33. utente anonimo says:

    >Ma se decidono di continuare a fare a pezzi civili israeliani in pub, discoteche e scuolabus mi sembra poi ipocrita lanciare acuti strilli se i loro familiari – fra cui vanno poi a nascondersi – ci rimettono anch’essi la pelle per la rappresaglia israeliana.< SUBLIME! JZ

  34. kelebek says:

    Per Rubimasco,

    al commento n. 29…

    Se un gruppo di forzitalioti facesse una manifestazione, in cui fischiassero delle bandiere iraniane, non mi scandalizzerei.

    Tanto più se la sinistra insistesse perché Berlusconi schiacciasse chi fa queste cose.

    Questo vale anche per certi eccessi leghisti, che ritengo molto meno pericolosi delle azioni “moderate” dei politici che contano davvero.

    Miguel Martinez

  35. utente anonimo says:

    “in cui fischiassero delle bandiere iraniane, non mi scandalizzerei. ”

    E se le bruciassero insieme a quelle Palestinesi?

    JZ

  36. rubimasco says:

    Per Miguel:

    gli Israeliani uccidono, questo non è giustificabile.

    i palestinesi uccidono, questo non è giustificabile.

    la battaglia , lì, non è tra chi è colpevole e chi è innocente. La battaglia è tra chi ha più armi e chi ne ha meno. La colpa in un conflitto non è mai unilaterale.

    il fatto è semplice: nessuno, in quel posto, ha voglia di pace, ma tutti hanno voglia di comandare.

    il problema non è una bandiera fischiata o bruciata, il problema sono i morti.

    chi non ha missili, media, ambasciatori ed editorialisti uccide come chiunque altro, è questo che non lo fa essere meno colpevole.

    la pace non si fa coi morti, tutto lì.

    comunque mi conosci, non sono certo dalla parte di Israele, la mia è solo una critica (spero) costruttiva.

    saluti

    Rubimasco

  37. kelebek says:

    Per Rubimasco,

    guarda che sono d’accordo con te.

    Il punto che a me interessa è, perché noi dobbiamo subire una versione del conflitto che è basata sulle menzogne di una sola parte?

    Perché fischiare le bandiere israeliane merita il titolo di apertura su tutti i quotidiani, mentre l’uccisione di 19 palestinesi sfugge a tutti?

    Il punto fondamentale sono i ricatti che subiamo qui, senza nemmeno la giustificazione di avere i missili puntati alla gola.

    Miguel Martinez

  38. utente anonimo says:

    X MM:

    1) Per coerenza, riterresti altrettanto irrilevante se in Italia si bruciassero bandiere Iraniane e/o Palestinesi con la spiegazione “E’ solo un pezzo di stoffa” (data da te riguardo le bandiere Israeliane)? Gradirei risposta

    2)In Israele e Palestina la gente muore. Vero

    Delle persone uccise sono moralmente più importanti e degne di nota di bandiere bruciate. Più Vero ancora

    Ma sei sicuro che le “menzogne” vengano solo da parte Israeliana e che quelle Palestinese siano la pura verità?

    JZ

  39. kelebek says:

    Per John Zorn,

    1) Certo, l’ho già detto varie volte. I pezzi di stoffa si possono bruciare liberamente, purché pagati di tasca propria.

    2) Già risposto una decina di volte, compreso nel post a cui tu stesso stai rispondendo, comincio a stancarmi.

    Non esistono buoni e cattivi, dicitori di vero e dicitori di falso.

    Esiste la nostra complicità con una parte, che poi è quella che ha una forza talmente soverchiante da poter schiacciare come vuole l’altro.

    Miguel Martinez

  40. kelebek says:

    Per JZ,

    comunque la tua ipotesi mi sembra abbastanza astratta.

    Una persona che si rispecchia nei titoli dei giornali, le cui opinioni vengono espresse in qualunque talk show televisivo, che bisogno avrebbe mai di bruciare una bandiera?

    Gli dovrebbe bastare accendere il televisore per sentirsi appagato.

    Riesco solo a immaginarmi qualche sfigatissimo membro di qualche etnia minoritaria in Iran, dentro l’Iran, che brucia una bandiera iraniana.

    Miguel Martinez

  41. utente anonimo says:

    per Miguel in risposta al n° #37:

    sottoscrivo

    saluti

    Rubimasco

  42. utente anonimo says:

    Miguel grazie della risposta.

    Solo mi spiace vederti arrabbiato.

    Sinceramente non ho trovato,nel post, un riferimento al fatto che anche i Palestinesi possono essere bugiardi.

    Se però scrivendo “basata sulle menzogne di una sola parte” sottointendi che anche la controparte possa essere bugiarda ben venga.

    I “buoni ” e “Cattivi” io non li ho tirati in ballo però, sia chiaro.

    L’ipotesi non è così inverosimile come scrivi nel secondo post: perchè in un momento “particolare” qualche Italiano non potrebbe dar fuoco a bandiere Iraniane o Palestinesi, anche solo per antipatia verso le cause arabe/islamiche?

    Non ci sarebbe nulla di strano e, per coerenza, di condannabile…

    Ciao, e grazie del chiarimento

    JZ

  43. utente anonimo says:

    >Perché fischiare le bandiere israeliane merita il titolo di apertura su tutti i quotidiani, mentre l’uccisione di 19 palestinesi sfugge a tutti?<
    Si racconta che una volta le mogli dei biechi marines amerikani in Vietnam s’inkazzarono di brutto quando appresero che i loro mariti si sollazzavano allegramente con fanciulle di laggiù. Allora si misero d’accordo a scriver loro una lettera con parole di fuoco, intimando loro di vergognarisi e di smetterla di tradirle. La lettera si concludeva con la frase piccata:”Ma poi, cosa hanno più di noi queste donne vietnamite che vi fanno dimenticare la fedeltà dovuta a noi?”.

    La risposta fu di una sola riga:”Niente di più, niente di meno. Solo che loro l’hanno QUI”….

    Ecco, Miguel, forse il fatto che le bandiere israeliane siano state bruciate QUI – oltre al fatto non disprezzabile che il fattaccio sia avvenuto in un giorno di Festa Nazionale – forse c’entrano qualcosa? E il fatto che un giornale, di norma, ha 1 al massimo 2 pagine dedicate a quel che avviene all’estero e una trentina abbondante dedicata a quel che avviene nel Belpaese ti sembra anche questa una spiegazione sufficiente? Naah, non credo. Beh, tento l’ultima carta, la buona:sono i Savi di Sion (quelli dei protocolli) che impongono alle redazioni di tutti i giornali di non mettere in prima pagina i morti palestinesi. Cuntent?:-).

    Ciao

    Ritvan

  44. utente anonimo says:

    Scusate, ragazzi, ma nella dotta diatriba su quale bandiera è meglio bruciare vi siete dimenticati un “piccolo” particolare: che le bandiere furono bruciate durante la commemorazione di una Festa Nazionale italica. Insomma, mi sembrate gente che litiga ferocemente sul fatto se sia lecito o meno scorreggiare. Senza precisare se si tratta di scorreggiare nel proprio WC oppure a tavola, magari durante la festa di commemorazione delle nozze d’oro dei vostri genitori:-).

    Ciao

    Ritvan

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