Stupro di massa

A uccidere il bambino rapito nel parmense, sono stati due o tre balordi.

Oggi, a stuprarne il cadavere, in una manifestazione di telepedofilia collettiva, c’erano cinquantamila brave persone. Con il braccio teso nel saluto del terzo millennio, quello a videotelefonino flashante. Mille volte più distruttivo di qualunque pugno chiuso o mano tesa.

Al telegiornale, io guardo lo spettacolo dello spettacolo dei funerali, cioè del godimento del lutto per un fatto appreso a sua volta in televisione. Il funerale, una sorta di indotto dello spettacolo televisivo, è stata la più intensa orgia di masochismo collettivo dai tempi dei funerali di Karol Wojtyla.

La giornalista chiede, da che ora è in fila? "Dalle otto di mattina". Sette ore di attesa con la bottiglina di acqua minerale, nella speranza di vedere un pezzo della "piccola bara bianca", parente gergale-giornalistico del "controesodo di fine agosto" o delle "temperature polari" di un normale inverno mediterraneo.

Un’intervistata spera di trovare ancora i santini fotografici del bambino, ultima frontiera del collezionismo. Anzi, non del bambino – il morto si chiama Tommy, con la "y" anglosassone finale e con l’intimità da Grande Fratello che ci regala il telemondo.

Cuore del sacrificio umano, il vescovo di Parma, Cesare Bonicelli, con un’ingioiellata tiara. Gettata nella spazzatura la meravigliosa zavorra di duemila anni di creazione teologica e liturgica, la splendida freddezza di Alberto Magno o di Bellarmino, la marmorea durezza di Pio Quinto, alla Chiesa cattolica postconciliare resta comunque la gestione di qualcosa di assolutamente fondamentale: la definizione del bene.

Nelle vesti femminili di delicata seta stirata dalla perpetua un po’ cialtrona e baffuta, con un gesto della mano, con un soave tocco di voce che fa quasi da eco alle voci dei castrati pontifici, il vescovo risucchia su di sé i politici (trasversalmente di destra e di sinistra), le casalinghe teledipendenti, i collezionisti di iconcine, i sudati portatori di telecamere, quelli che sono venuti perché la pena di morte è troppo poco…

Nessuno potrà mai ricordarsi ciò che ha detto il vescovo, perché le sue parole devono avere in sé l’essenza fondamentale del postconciliare: essere, cioè talmente banali da essere prive di qualunque senso. Solo ciò che è totalmente scontato, che non si mette in discussione, l’orrore inconfessabile su cui non si deve riflettere, è buono.

Ma ciò che è importante, nell’orgiastico rito, è che la Chiesa santifichi il telepopolo.

Non come popolo eletto, non come popolo arrogante, che già sarebbe qualcosa; ma come qualcosa di infinitamente peggiore – come popolo buono.

 

Print Friendly
This entry was posted in Uncategorized and tagged , . Bookmark the permalink.

37 Responses to Stupro di massa

  1. utente anonimo says:

    Leggo questo blog da mesi ed è da parecchio tempo che vorrei farti i complimenti, Miguel.

    L’occasione me la dà questo splendido articolo – l’ennesimo splendido articolo – che sembra scritto da Pasolini. Mi congratulo vivamente.

    satyajit

  2. calmansi says:

    Mi associo a satyajit, Miguel.

    C’è una foto che mostra dei funzionari dell’aeroporto di Washington che guardano l’arrivo del feretro di JFK in TV, mentre sta proprio passando a pochi metri dietro di loro.

    PS hai dimenticato il link a questo post su Kilombo.

  3. Ciao Miguel, anch’io ti leggo da perecchio tempo e ti trovo una persona saggia e acuta. Spesso sono d’accordo con te, ma mai come adesso. Hai espresso in poche parole un disgusto misto a dispiacere che io, (e credo l’ abbiano provato molte altre persone di buon senso), non riuscivo a definire…

    Ti stimo molto.

    francyc

  4. Pur non avendo visto i tigì di rito, non ho alcuna difficoltà a comprendere quel che dici. Spero solo che ci sia anche altro, rispetto al popolo bu-ono e alle (nemmeno tanto) pie banalità del post-concilio, in questo ospitale e strampalato baraccone cui appartengo.

    Un saluto!

  5. broiolo says:

    Terrificante nella sua verità ‘sto pezzo.

    Mauro

  6. kelebek says:

    Per Piccolo Zaccheo,

    se ti riferisci alla Chiesa cattolica, c’è sicuramente anche dell’altro. Qui mi riferisco solo alla funzione dell’istituzione nei confronti del mondo laico, che io vedo così, almeno in Italia.

    Un patto per cui la Chiesa non deve avere contenuti (che potrebbero subito offendere gli altri), ma in compenso può benedire tutto e tutti.

    Una funzione tra l’altro tipicamente italiana: credo che sia diverso altrove, compresi paesi cattolici.

    Miguel Martinez

  7. utente anonimo says:

    posso fare il guastafeste come al solito (daltronde è domenica, sono le 8.30 e sono da un’ore è mezza in ufficio a lavorare per voi contribuenti, ho diritto ad essere di cattivo umore…)?

    allora, mettiamo che per qualche ragione, a me incomprensibile, la famiglia del bimbetto avesse *bisogno* di questo: 50.000 persone piangenti, il duomo, il lutto nazionale, i santini, il vescovo…immagino che non andiamo troppo lontanti dalla realtà, i funerali su questa forma li avranno pur autorizzati, no?

    allora mettiamo che ne avessero bisogno, potremmo ancora parlare de “telepedofilia collettiva”, “funerale indotto dello spettacolo televisivo”, “intensa orgia di masochismo collettivo”?

    preciso che, anche se non credo che nessuno di noi possa seriamente pensare di sapere come reagirebbe in una situazione del genere, io avrei preso a colpi di lupara i giornalisti sotto casa e avrei fatto un funerale con solo me e mia moglie, ma, ripeto, se loro hanno bisogno, di urlare al mondo il loro dolore? se hanno bisogno del vescovo che dice parole di conforto?

    se hanno bisogno del rito collettivo?

    se non abitassi 1000 km credo che sabato sarei andato a parma.

    roberto

  8. utente anonimo says:

    Io il funerale non ho voluto vederlo.

    Non mi interessava.

    Non so cosa ne pensasse la famiglia, nè mi interessa.

    So che vorrei che si facesse una legge per PROIBIRE di applaudire in Chiesa.Per i matrimoni, per cerimonie, ma soprattutto

    di applaudire un morto. Io lo trovo osceno, gratuito, nauseante.

    Cosa dovrebbe significare l’applauso al passaggio di una bara ?

    Mj

  9. utente anonimo says:

    buongiorno miguel,

    la civiltà di massa come si diceva una volta e l’onnipresente televisione, che marcia a pieno carico 24 ore su 24, non può che produrre spettacoli grotteschi e penosi continuamente, penso anche a quella povera donna venuta dalla sardegna . Anch’io come Mj credo che gli applausi ai funerali siano una cosa terribile, alla morte si addice il silenzio, il raccoglimento,

    il pudore.

    maria

  10. NickCohen says:

    Da un parmigiano nauseato da questa storia, dagli striscioni che invocano la pena di morte lungo la strada per Reggio Emilia, dai manifesti con la faccia del bambino appesi alle vetrine di tutti i negozi, posso solo ringraziarti e farti i complimenti per questo splendido post.

  11. NickCohen says:

    (ringraziarti perchè, beninteso, è bello sapere di non essere gli unici ad avere questa visione della cosa)

  12. Tisbe says:

    Molto difficile da commentare ma condivisibile…

  13. Tisbe says:

    Aggiungo che sarebbe stato meglio il SILENZIO e il RISPETTO

  14. utente anonimo says:

    Neppure io ho visto il funerale, però , dato che anche qui se ne parla, ed il silenzio quindi non viene osservato da nessuno, mi permetto di dire che in questi casi , la presenza di persone è ” compartecipazione”. Si partecipa al dolore altrui, ci suole duole con..

    I genitori di Tommaso avevano mostrato già nei giorni precedenti di volere accarezzare gli altrui figli in Chiesa, di volere farsi abbracciare dalla gente.

    Conosco chi criticava i funerali con il corteo come cretinate e poi, quando è morto qualcuno della loro famiglia, non hanno deglutito ( perdonato) che qualcuno fosse assente a quella cerimonia.

    Tutti si scorderanno e resteranno i genitori, ma per i primi giorni l’essere frastornati dalla moltitudine che distrae, dagli abbracci commossi, è una forma di terapia.

    Il silenzio di cui voi parlate, la lontananza che auspicate, potrebbe essere interpretata non come rispetto, ma come disinteresse, indifferenza, cinismo.

    Aurora.

  15. utente anonimo says:

    Ciò che impressiona di queste folle, non solo della piazza dell’avvenimento, ma soprattutto, come la fotografia richiamata da calmansi ha messo perfettamente in risalto, della piazza telematica, è il loro carattere amorfo, speculare al nulla delle parole dell’officiante. C’è un’assoluta continuità tra quest’esplosione d’orgasmo collettivo e i fatti che lo scatenato, ed è l’amorfità di quella folla. Lì dentro, dopo questo orgasmo, tra coloro che ne godono, già stanno maturando gli avvenimenti e i personaggi che ci porteranno al prossimo orrore di cui godere. È l’unica cosa certa, che inutilmente il rito desacralizzato cerca di scongiurare, ridotto ormai a truffaldina scaramanzia tipo il sale venduto dalla premiata ditta marchi/do nascimento, per intenderci. Una domanda si poteva fare a bruciapelo a quella folla tutta compresa dell’orgasmo momentaneo, per vedere se si ricordavano d’un altro famoso/famigerato orgasmo: mi sa dire come si chiamava il bambino ammazzato a cogne? Quanti avrebbero saputo rispondere? Sarebbe stata una statistica interessante, molto più di quell’orgia di statistiche di cui da lunedì ci inonderanno.p

  16. utente anonimo says:

    Aurora, un conto è il silenzio e un altro l’indifferenza.

    Si può essere vicini anche in silenzio.

    Altrimenti, si ha l’impressione che più che andare lì ad onorare il bambino, si vada ad onorare se stessi o il rito.

    Mj

  17. utente anonimo says:

    sottoscrivo completamente quello che ha detto aurora.

    MJ, applaudire un morto può voler dire tante cose: per esempio, rispetto/amore/simpatia per la persona che era, compartecipazione al dolore dei cari.

    perchè applaudire una bara sarebbe “osceno, gratuito, nauseante”?

    roberto

    ps. non so se c’entra molto ma mi viene in mente che in germania c’è una curiosa tradizione: dopo il funerale si va tutti a casa della famiglia del defunto a bere, mangiare e scherzare ricordando il morto. l’ho visto fare per il funerale del nonno di mia moglie, una cosa veramente surreale a mio gusto. pure questo è osceno, gratuito e nauseante?

    roberto

  18. utente anonimo says:

    scusate il francesismo.

    a mio gusto = secondo me

    roberto

  19. utente anonimo says:

    aurora,

    non è l’esserci che io contesto ammesso che abbia la veste per farlo, e non credo, io contesto la baraonda televisiva, le domande stupide dei giornalisti e ripeto l’applauso .

    Riguardo alla presenza ai funerali sono d’accordo, è confortante avere qualcuno che prende parte al tuo dolore, che è con te, le cerimonie funebri si fanno proprio per questo, per attenuare la ferocia del distacco, quello che io criticavo e critico è l’evento televisivo che diventa spettacolo. E comunque sia qualunque cosa io pensi di quell’evento non lede minimamente i genitori di Tommaso che certamente avranno tratto da lla cerimonia una qualche forma di consolazione.

    maria

  20. utente anonimo says:

    Roberto.

    L’applauso è osceno perchè banalizza il dolore e l’evento.

    Adesso è diventato comune, ma pensaci bene.

    Perchè si sarà iniziato ad applaudire in Chiesa?

    Perchè si applaude , in genere? Si applaude perchè si vuole esprimere apprezzamento per lo spettacolo o per l’artista.

    Sottintende gioia, soddisfazione per lo spettacolo.

    Che senso ha applaudire una bara ? Perchè portare questo rito ad un funerale?

    Perchè spettacolizzare un funerale ?

    No, Roberto.

    Adesso si applaude perchè il tutto è diventato spettacolo.

    E si applaude la rappresentazione.

    E quindi per me è osceno perchè il bambino, o il morto, non c’entrano più niente.

    MJ

  21. utente anonimo says:

    MJ,

    vorrei farti riflettere su una cosa: fai una lista di ragioni secondo le quali *a te* non piacciono gli applausi ai morti, e io te ne faccio uno uguale e contrario su perchè *a me* piacciono.

    ora, non ti sembrerebbe un pochino più democratico, di sinistra, o semplicemente umano limitarti a dire che a te non piace, senza imporre questa tua sensibilità al resto del mondo?

    tu dici “perchè si applaude in genere” ma puoi permettere che non tutti applaudano per i tuoi motivi?

    se io ti dicessi che, e qui mi gratto, al mio funerale vorrei non solo applausi ma anche la ola e un coro “ro-ber-to ro-ber-to”, sarebbe così osceno ed indecente da parte dei miei amici e parenti accontentarmi?

    le persone che applaudivano e salutavano a pugno chiuso al passaggio della bara di berlinguer erano oscene e indecenti?

    ora quest’ultima parte non è indirizzata a te, ma più in generale a me pare che questa cosa degli applausi (che sento immancabilmente ad ogni funerale) rientri in una logica tutta propria a una certa parte della sinistra secondo la quale il valore massimo è l’essere indignati per qualcosa che il popolo bove fa senza pensare.

    il ragionamento è questo: noi dall’alto della nostra superiorità morale e intellettuale *sappiamo* che l’applauso in chiesa non va bene perchè è indegno e guardiamo con disprezzo il basso popolo dei teledipendenti che partecipa allo spettacolo.

    roberto

  22. utente anonimo says:

    Non ricordavo il nome del figlio della Franzoni. Però non sono neanche andata al funerale di Tommaso e non ho visto la cerimonia in televisione. Rifiuto però di credere che il guardarla avrebbe comportato una sorta di godimento.Vorrebbe proprio dire che siamo al peggio del peggio, che le persone sarebbero ridotte ad uno schifo tale , ad un esibizionismo/masochismo/sadismo tale, che veramente bisognerebbe rinchiudersi a vita nel mutismo.

    Anche io penso che il dolore sia raccoglimento, silenzio, pudore, che la vicinanza possa essere espressa in tanti modi, che gli applausi siano una moda inaugurata ai funerali di Falcone e Borsellino e uomini della scorta, un gesto sconveniente, un rumore che disturba. Ma i genitori di Tommaso si sono dimostrati dei “cristiani” a modo loro, non hanno escluso nessuno, ben avrebbero potuto richiedere di limitare le manifestazioni e le presenze. Hanno dimostrato accoglienza e umiltà verso tutti.

    Poco importa inoltre ricordarsi dei nomi di Samuele, l’accostamento tra i due casi sarà stato fatto ugualmente.

    Il padre di Tommaso ha detto chiaramente che se non fosse stata la stupidità di uno dei sequestratori a rendere possibile la loro individuazione, se appena fossero stati un poco più attenti, lui sarebbe stato sicuramente considerato l’unico colpevole. Proprio come sta succedendo alla madre di Samuele, la signora Franzoni.

    Infine ci sono persone che non possono esimersi dal parlare, ed infatti i paesani di Alessi, suo padre, suo fratello, hanno parlato.

    Tanti si sono sentiti di dovere parlare, per testimoniare che la comunità sa essere solidale, si immedesima, per quel che può, nel dolore altrui, disprezza chi uccide i bambini. E’ bello sapere che qualcuno pensa anche al figlio di sei anni di Alessi, anche lui vittima innocente.

    E’ bello sapere che non si guarda la televisione solo per registrare e valutare il suo valore mediatico, per essere aggiornati sui fatti di cronaca, ma anche…

  23. utente anonimo says:

    Non si capisce perché splinder abbia messo questa specie di tagliola. Un discorso importante, come quello che mi precede, viene tagliato a mezzo e poi non sempre si voglia e tempo di ricostruirlo. Voi blogger di splinder, miguel, avete chiesto conto di questa novità? Non basta la giusta possibilità di cancellazione del tenitore di blog, se per qualunque motivo i commenti sono indesiderati?p

  24. utente anonimo says:

    Roberto, a me pare ovvio che io stia parlando della MIA sensibilità .

    Spesso premetto ” secondo me ” , ma mica posso farlo sempre.

    Non voglio importi il mio punto di vista e non mi sento supriore a te, soprattutto perchè non ti conosco, eh.

    L’ho già scritto e lo riscrivo.

    Gli applausi sono nati per una funzione ben precisa, applaudire ad un funerale è trasformare il funerale in uno spettacolo.

    Mi suona osceno. Secondo me, per il mio parere, secondo la mia opinione.

    Va bene così?

    Guarda, non si tratta di fare rumore, e non avrei niente da ridire se al tuo funerale ( sempre scongiuri ) si ballasse e si cantasse. Se tu lo volessi, perchè no. Ma che l’applauso sia diventato una specie di rito obbligatorio è assurdo.

    Ho letto che Enzo Baldoni aveva scritto ai suoi cari che non avrebbe voluto facce tristi , al suo funerale.

    Avrebbe voluto che il giorno per ricordare la sua morte fosse il più lieto e normale e che anzi, gli sarebbe piaciuto se avesse saputo che qualcuno ne avesse approfittato per fare l’amore, nascosto da qualche parte nella sua casa.

    Ciò vuol dire che tutti dovremmo sentirci autorizzati a fare l’amore, quando andiamo ad una veglia funebre ?

    Roberto, riguardo al ” popolo bue ” ti invito a riflettere anch’io su una cosa.

    Quando è morto Wojtila erano centinaia di migliaia, emozionati, trafelati, stravolti.

    Qualche giorno fa , c’è stata la commemorazione e ho letto che in piazza se ne aspettavano un centinaio di migliaia e ne sono andati qualche migliaia.

    Perchè se si tratta di ” fenomeni ” ,poi tendono a sgonfiarsi.

    E allora perchè non dovremmo scoraggiare la banalizzazione e spettacolarizzazione degli eventi ?

    E figurati che non mi piacciono nemmeno gli applausi in Chiesa per un matrimonio, quindi in una occasione lieta.

    Perchè desecralizzano la Chiesa.

    E te lo dico da atea ( quasi )convinta :) .

    P.S. Tu perchè…

  25. utente anonimo says:

    Era :

    P.s Tu perchè applaudi agli spettacoli.

    MJ

  26. utente anonimo says:

    >sono da un’ore è mezza in ufficio a lavorare per voi contribuenti,…roberto<
    Lavorare per noi contribuenti?! Che, per caso, lavori alle dipendenze di Dracula, ossia dell’Agenzia delle Entrate?:-)

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Da buon liberale mi assoccio a te, invece, nel fare il “guastafeste”. Uno sarà libero di fare il funerale del proprio figlio come c..zo gli pare, senza che una frotta di moralisti un tanto al chilo gli salti addosso? Ecco, se c’è qualcuno che mi sentirei di legittimare nel bestemmiare contro le “adunate oceaniche” mortuarie, sarebbe quel povero automobilista parmense costretto a fare un percorso allucinante per via dell’inevitabile limitazione del traffico nei pressi della chiesa. Gli altri, per favore, usino il telecomando.

  27. utente anonimo says:

    Caro p., a proposito del perfido meccanismo spezzacommenti, riporto un recente dialogo fra me e Miguel.

    Ciao

    Ritvan

    #64 16:14, 08 aprile, 2006

    Miguel, che fai, hai introdotto un congegno “tagliasproloqui”?:-). Almeno dicci di quante righe possiamo usufruire, che diamine, così ci regoliamo senza fare la figura di quelli recentemente nominati da berlusconi:-)!

    #66 16:30, 08 aprile, 2006

    La prima vittima del meccanismo tagliasproloqui sono stato io.

    Devono aver cambiato qualche impostazione riguardante la lunghezza dei commenti che si possono fare.

    Ho fatto il conteggio del commento n. 63, quello tagliato – sono 299 parole e 1.660 battute. Per cui imamgino che il tetto siano 300 parole.

    Miguel Martinez

  28. utente anonimo says:

    Sempre a proposito del del bieco meccanismo splinderiano. Come si dice dalle mie parti, “Shteti nxjerr ligje populli hap shtigje” (versione albanese del detto italico:”fatta la legge trovato l’inganno”). Consiglio a tutti – specie ai logorroici – prima di inviare il commento di salvarne una copia fatta col copia-incolla su un foglio Word, in modo tale da poter recuperare e inviare successivamente il pezzo tagliato dall’infernale meccanismo.

    Non sarei contrario in via di principio all’introduzione di un limite che impedisca di postare interi romanzi, ma 300 parole mi sembra un limite troppo restrittivo e soprattutto andrebbe aggiunto un meccanismo che non ti consenta di scrivere oltre, così uno si regola senza fare salvataggi e copia incolla per 10 parole che ti rimangono fuori. Tanto il logorroico che posta un romanzo ce l’ha già bell’e salvato e non gli rimane che postarlo a puntate:-).

    Ciao

    Ritvan

  29. utente anonimo says:

    In fondo la stroncatura al mio commento è stata un segnale di smetterla con le ciancie.

    Tu p avevi fatto in passato un commento sul perchè dell’indifferenza della gente di fronte alle notizie drammatiche, un altro sulla carità e la pietà, un altro sull’incapacità dei politici di parlare al cuore delle persone, tutti potrebbero essere connessi al post di Kel, alla sensibilità della società.

    Aurora.

    Aurora.

  30. utente anonimo says:

    Il commento 22 era appunto mio.

    Aurora.

  31. utente anonimo says:

    Avevo intuito fossi tu, e doveva starti a cuore ciò che stavi dicendo, se tu, che fai commenti per lo più abbastanza brevi, ne stavi facendo uno più lungo del tuo solito. Per questo lo scatto d’insofferenza. Ma anche perché la cosa mi pare da parte di splinder parecchio stupida. Ma forse ci sono questioni tecniche che io, che non ho la fatica di mandare avanti blog stento a vedere.p

  32. utente anonimo says:

    no ritvan, eurocrate. “fonctionnaire apatride et irresponsable” coòe diceva de gaulle.

    :-)

    MJ, io perchè cosa? (mazza che frase…)

    ciao e buona notte

    roberto

  33. utente anonimo says:

    a scusa Mj, visto adesso.

    allora nonmi è mai capitato di applaudire ad un funerale. lo farei o per stima della persona o per dire ciao e non mi sentirei nè osceno nè inopportuno.

    sul papa ti rispondo un aktro giorno che sto per svenire sul coòputer

    roberto

  34. utente anonimo says:

    p, non mi stava tanto a cuore il mio finale, ma mi sarei innervosita parecchio se fosse stato troncato un tuo commento e tu non avessi continuato, troppo curiosa di sapere cosa volevi ancora dire.

    Forse Kel ci spiegherà perchè Splinder ha , senza preavvisare, iniziato ad amputare la coda, dove potrebbe sintetizzarsi sia il dolce che il veleno. In mancanza, potrà rifarsi a Mehmet, appena aggiunto alla compagnia, e risponderci con una frase saggia e apparentemente incongruente, stile zen, o con una frase evangelica, dove le figure del pastore e delle pecore abbondano, “sì,no”, tutto il resto è diabolico, come la fretta, al bando le parole “oziose”.

    Aurora.

  35. utente anonimo says:

    >no ritvan, eurocrate. “fonctionnaire apatride et irresponsable” come diceva de gaulle.

    :-) roberto<
    Sull’ “irresponsable” sono d’accordo: anzi, tutta l’UE è un monumento vivente all’irresponsabilità. Sull’ “apatride” un po’ meno. Io credo che che in genere facciano lo stesso gli interessi (o le porcate)nazionali, solo che in modo meno esplicito.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Ovviamente le mie considerazioni non si applicano ai presenti:-)

  36. talib says:

    Venerdì una mia collega mi ha detto “vengo in stazione a fare i biglietti, che domani voglio andare al funerale di Tommaso. Danno anche 50.000 santini”

    Che non sarebbe una cosa negativa in sè, voler partecipare a questo funerale e al dolore della sua famiglia. Non è negativo in sè essere buoni. Mi stupisco solo che non si riesca a dargli uno sfogo utile, a tutta questa bontà. Magari contro la pedofilia, magari contro l’uccisione di tutti i bambini.

    Invece no, resta tutto confinato lì. Siamo buoni e basta, buoni a nulla.

  37. utente anonimo says:

    Credo abbia ragione Miguel. E’ difficile leggere in queste esibizionistiche partecipazioni al dolore privato altrui una forma moderna di vera com-passione. Come è fastidioso l’applauso in Chiesa.

    Essendo ottimista, spero sia solo un mio problema di reazionario vecchio stile.

    Francesco

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>