Colti sul fatto

Lo scontro di civiltà viene costruito, non su complessi ragionamenti, ma su racconti personali e immagini che colpiscono il livello più viscerale dell’essere umano, e che suscitano un clima di odio in grado di giustificare guerre, espulsioni e massacri.

Ogni tanto, si riesce a cogliere gli impiegati dell’orwelliano Ministero della Verità al lavoro. E’ successo, ad esempio, con i gay palestinesi "rifugiati in Israele", per le false dichiarazioni attribuite a Martin Luther King e in parte anche per "l’afghano convertito".

Adesso abbiamo un caso nuovo.

Andate in cucina e preparatevi un buon tè, perché questo è un post lungo.

Una targa polverosa

Probabilmente anche a voi sarà arrivata una sequenza di immagini in cui si vede un bambino che si fa passare sopra il braccio la ruota di una vecchia auto, con una polverosa targa di Tehran.

Si tratta di un reportage di un’agenzia iraniana, che racconta di uno di quegli spericolati mestieri che caratterizzano il Terzo Mondo.

Un anno fa, a Città del Messico, mi ricordo di un ragazzo che è salito in metropolitana a dorso nudo, ha steso per terra una coperta piena di cocci di vetri e ci si è rotolato sopra, mentre il suo socio raccoglieva l’elemosina dei passeggeri.

L’ottimo Alessandro, gran conoscitore della lingua farsi, ci racconta:

"Ho trovato il riferimento più completo sul blog persiano newdialog, che riporta la testimonianza oculare di Sa’id Farzane, giornalista dell’agenzia Ilna.

Il bimbo si chiama Amir Hasan ed è un bambino sui sei-sette anni, probabilmente orfano, che vive in quella stessa macchina che gli passa sul braccio. Il bambino è stato brevemente sentito dal giornalista (ovviamente a pagamento); l’uomo che lo sfrutta, organizza questi spettacoli illegali in piccole piazze del sud di Tehran e seda il dolore al braccio del bambino somministrandogli non meglio precisate compresse antalgiche (personalamente, credo più probabile che sia oppio, vista le reperibilità e l’economicità).

Non credo che la sua attività, ora che è stata denunciata, durerà ancora molto.

La fisionomia fa pensare che il bambino sia un Rom o "zingaro", che svolge una delle attività circensi con cui questo popolo riesce a sopravvivere come fuoricasta; e il ciclo vizioso che promuove il degrado dei Rom funziona anche in Iran con la solita, spietata precisione. Curiosamente, vengono chiamati Ghorbati, dall’arabo gharîb – un termine che mi è familiare dai Gurbeti del Kosovo, considerati una sottocasta dei Romà Ragabi.

Dal Ministero della Verità

Il seguito ce lo racconta Paolo Attivissimo, che ha condotto una delle sue splendide indagini anti-bufala, per cui mi limito a poche cose essenziali.

Qualcuno ha preso sei delle sette foto che compongono il reportage.

Ha creato una snella serie di diapositive, corredando il tutto di testi in varie lingue adattati a contesti culturali diversi. A me, sono arrivate due versioni: una in inglese e in ebraico, piuttosto lapidaria, e una in italiano, che dice:

"Un bambino di 8 anni preso ad un mercato in Iran mentre RUBAVA del Pane viene punito in nome della legge Islamica […] e noi spendiamo i NOSTRI soldi pubblici per aiutarli a costruire le loro MOSCHEE nel nostro paese, e ci sentiamo in colpa per aver offeso la loro SENSIBILITA’ (poverini!!) con delle VIGNETTE irriverenti.. […] e ci scusiamo quando gli Israeliani (Cattivoni!!) si arrabbiano un po’ troppo quando vengono fatti saltare in aria sui loro autobus".

Paolo Attivissimo ci riporta una diversa versione, in inglese e in italiano, studiata appositamente per suscitare entusiasmo per la prossima guerra contro l’Iran:

"Vivono ancora nell’età della pietra? Abbiate fiducia in noi …dicono!!!!! Useremo l’uranio per scopi pacifici …….. dicono!!!!!!!! Se permetteremo loro di possedere l’uranio vedremo se lasceranno un solo ocidentale vivo!!!!!!!!!!!!!"

L’autore deve essere una persona molto particolare, perché segue regolarmente i media iraniani. Fuori dalla CIA e dal Mossad, vi assicuro che il numero di "occidentali" che leggono bene il farsi è molto inferiore a quello di quanti leggono bene l’arabo. Nemmeno io, che ho dato due esami di lingua farsi all’università, ci riesco.

Perché il criminale scarta la settima foto? Perché raffigura il bambino che si riposa subito dopo l’esibizione. E’ ripreso da destra, ma si intravede abbastanza bene la sagoma del braccio sinistro, quello che sarebbe stato maciullato:

"Come la pulce di terra"

Come tutta la propaganda veramente efficace, questa è propaganda biologica.

In una società individualista e consumista, la propaganda eroica e marziale è inutile, se non controproducente. Non pretendo di capire che cosa volesse dire davvero Nietzsche, ma è facile applicare le sue parole alle immense riserve umane dei moderati occidentali post-borghesi:

"Guardate! Io vi mostro l’ultimo uomo.

“Che cos’è l’amore? e la creazione? e il desiderio? che cos’è una stella?”: così chiede l’ultimo uomo, e strizza l’occhio.

La terra allora sarà diventata piccola e su di essa saltellerà l’ultimo uomo, quegli che tutto rimpicciolisce.

La sua genia è indistruttibile, come la pulce di terra; l’ultimo uomo campa più a lungo di tutti.

“Noi abbiamo inventato la felicità” – dicono gli ultimi uomini, e strizzano l’occhio.

[…]

“Una volta erano tutti pazzi” dicono i più astuti, e strizzano l’occhio.

Ora la gente ha gli occhi aperti, e sa bene tutto ciò che accade: se non ne ha di motivi da ridere! Ci si bisticcia ancora, ma subito ci si riconcilia, altrimenti ci si rovina lo stomaco.

Ci sono piccoli piaceri per il giorno e piccoli piaceri per la notte: ma sempre badando alla salute.

“Noi abbiamo inventato la felicità” – dicono gli ultimi uomini, e strizzano l’occhio."

Eppure la pulce di terra si può mobilitare con la stessa facilità con cui si mandavano generazioni passate a morire in trincea. Certo, l’ultimo uomo non va a farsi sparare: deve solo godere nel vedere, al telegiornale, i suoi mercenari, forti e ben pagati, che conquistano il mondo.

Per mobilitare l’ultimo uomo, trasformandolo in néoconnarde, si lavora su due elementi: la paura e i buoni sentimenti.

Se loro ci vogliono avvelenare l’acqua, anche il più pacifico ragioniere che si sta costruendo la villetta abusiva al mare darà il proprio appoggio a chi "fa qualcosa" contro i musulmani.

La manipolazione della paura però diventa ancora più potente quando tocca elementi biologici fondamentali: cioè tutto quanto riguardi il rapporto tra i sessi e la generazione, e quindi le categorie che possiamo chiamare "donne", "bambini", "sesso", "famiglia".

Spesso, si tratta di mobilitare il panico diretto sulla minaccia al nostro parco femmine. Ecco che Vittorio Feltri, editore del quotidiano Libero, riferendosi all’epoca al sequestro in Iraq di Simona Pari e Simona Torretta, ha potuto chiedersi:

"Ora vedremo cosa faranno dei beduini arrapati al cospetto di due belle italiane".

Ma questi terrori fondamentali, di avvelenamento e di castrazione, si ammantano dell’illusione della bontà. Ecco che si va in Africa per liberare Faccetta Nera dalla schiavitù; ecco Emma Bonino che insegna agli arabi come si devono comportare tra un’invasione e l’altra.

Il compiacimento della propria bontà, messa in quotidiano risalto dalla malvagità dell’Altro, assume la sua forma suprema in una sorta di cristianesimo spogliato di alcuni dettagli minori, come Gesù, la vita eterna, la salvezza e la dannazione o le regole di vita.

Via l’Angelo dalla Spada Fiammeggiante che custodisce il Giardino, le maledizioni del Sillabo, il consumo della carne e del sangue del Figlio mandato a morire dal Padre, i viaggi nel Purgatorio di Teresa di Lisieux, le estasi dei flagellanti, gli immensi tomi di Tommaso d’Aquino…

Al posto di tutto ciò, troviamo i "valori giudeo-cristiani", riassumibili in un concetto davvero semplice: nessuno nella storia è mai stato buono come noi, nessuno come noi ha mai protetto i bambini dai pedofili, dai comunisti o dai germi. Nessuno come noi ha mai permesso alle ragazze di andare in discoteca fino all’alba. E per questo, noi abbiamo il diritto di sterminarvi.

Credere al falso

Con tutte le sciocchezze e i falsi che girano in rete, non c’era bisogno di conoscere il farsi per capire che queste immagini avevano qualcosa di strano. E’ vero che nei mercati cristiani dell’Africa, i ladruncoli vengono bruciati vivi nei copertoni; è vero che nel Brasile tanto caro ai nostri turisti, i meninhos da rua vengono abbattuti a colpi di pistola dalle guardie giurate quando si avventurano nei centri commerciali.

Ma quella frase, "ha rubato un pane", è un po’ troppo.

Nelle foto, poi, il bambino non è trattenuto da nessuno: è chiaro che è lui stesso a mettere il braccio sotto la macchina.

Ormai anche le persone più ottenebrate sanno che quando ti arriva un appello o una notizia anonima e poco chiara, si deve andare sul sito di Paolo Attivissimo a controllare se si trova nella sua preziosa raccolta di bufale.

Quindi, se è un criminale chi ha creato questa serie di diapositive, è un pollo volontario chi l’ha diffusa.

Tra quelli che l’hanno diffusa, merita una segnalazione speciale Arturo Diaconale, direttore del Sanmarino dei quotidiani italiani, L’Opinione.

Leggete il fantastico ragionamento con cui si giustifica, dopo che un lettore aveva segnalato che si trattava di un clamoroso falso:

Caro Ciuffoletti,
Se sono caduto nell’inganno me ne dispiace. Ma non sono affatto pentito della pubblicazione delle fotografie, perché il fatto stesso che girino immagini del genere dimostra la possibilità che eventi di questo tipo si verifichino sulla base di norme che risalgono ai tempi della più cupa barbarie.
Arturo Diaconale

 

 

Print Friendly
This entry was posted in giornalisti cialtroni and tagged , , , . Bookmark the permalink.

23 Responses to Colti sul fatto

  1. utente anonimo says:

    >CIA e dal Mossad, vi assicuro che il numero di “occidentali” che leggono bene il farsi è molto inferiore a quello di quanti leggono bene l’arabo< Be’, dai, sei un po’ ingiusto nei confronti del Sismi e dell’MI-6… Ale

  2. utente anonimo says:

    temo che anche oggi alla CIA non sappiano che in Iran si parla e si scrive in farsi; i più cosmopoliti penseranno che sono un altro paese arabo …

    tu continui a sopravvalutare l’impero, credo per poter sopravvalutare le sue sconfitte, che ti danno grande gioia.

    saluti

    Francesco

    PS ma ‘sta cazzo di teocrazia iraniana almeno degli orfanotrofi decenti retti da brave “suore” islamiche non potrebbe permettersele? Devo pensare che i Don Bosco sono una esclusiva della superiore civiltà giudaico-cristiana? Il simpatico organizzatore di eventi è stato lapidato, almeno?

  3. utente anonimo says:

    A’ Francè, ma che tte stai a ‘nventà?

    Che in Iran si parla farsi lo sa persino Hollywood (“Syriana”, dove Clooney è lodato come agente particolarmente esperto in questioni medio-orientali proprio perchè lo parla; e se ne può sentire un dialogo, recitato anche da lui, proprio all’inizio, ma sulla sua pronuncia e correttezza non mi pronuncio e chiedo a Miguel, perchè io di farsi c’ho solo una grammatica semi-intonsa).

    è vero che nel film si parlano almeno tre lingue “orientali”, e poi il pubblico diceva, “mah, tutti quei dialoghi in arabo” come se esistesse solo l’arabo

    (proprio come quando dico due parole in wolof- perchè so solo quelle- con qualche mio amico senegalese, e i miei amici italiani mi chiedono “ma come, parli arabo?”).

    Ma spero che la CIA sia messa un po’ meglio, e non solo per poter sopravvalutare le sue sconfitte ;-)

    Punto due:

    bambini rom, anche probabilmente orfani, e sfruttati, ci sono anche da noi, dove ls suore senza virgolette cattoliche immagino gestiscano ottimi orfanotrofi…

    Punto tre:

    Ghorbati, e gharib, ha qualcosa a che fare con ghorba (se non sbagli oqualcosa tipo “esilio”, attendo correzioni) che ho sentito in una canzone algerina, e con “kourbeti” dei rembetika (“oloi oi koutsavakides/ pou zoune sto kourbeti/ exoune sthn kardoula tous/ ena megalo nterti…”) ?

    Paolo

  4. utente anonimo says:

    >Ghorbati, e gharib, ha qualcosa a che fare con ghorba (se non sbagli oqualcosa tipo “esilio”, attendo correzioni) che ho sentito in una canzone algerina, e con “kourbeti” dei rembetika (“oloi oi koutsavakides/ pou zoune sto kourbeti/ exoune sthn kardoula tous/ ena megalo nterti…”) ? Paolo<
    In albanese (ma ovviamente preso in prestito dal turco/arabo) “kurbat” è uno degli epiteti dello lo zingaro, mentre “kurbet” e l’emigrazione (“esilio” più o meno volontario e non formalmente forzato, dunque). Probabilmente discendono dalla stessa radice, essendo gli zingari degli “eterni migranti” per eccellenza.

    Ciao

    Ritvan

  5. utente anonimo says:

    Come sono “polli” quelli che hanno creduto alla storiella della “punizione” del bambino mediante passaggio dell’auto sul braccio! Ma come, ci fanno una capa così (e in parte a ragione:-) )sul “conservatorismo” dei biechi figli di Allah specie nell’ambito degli strumenti medievali che usano per le punizioni (taglio di mani, lapidazione, flagellazione, ecc.) e poi ti vanno a credere che quelli allegramente e von grande sprezzo della tradizione giuridica avrebbero usato un’auto, strumento non solo improprio e non menzionato nella corposa giurisprudenza shariesca, ma addirittura inesistente ai tempi in cui la sharia fu messa a punto.

    Ciao

    Ritvan

  6. ahaha Miguel, come immaginerai dallo “scopo dichiarato” dei miei commenti sul tuo blog , ora non ho ragione di commentare; tantomeno in questi giorni che sono impegnato a far propaganda ma quella di Diaconale è davvero una perla che merita un rigo. ahahah , davvero grande ‘sto giornalista!!! :-)

    Permetti un OT sul complottismo e sui pregiudizi sull’Iran e viceversa? tempo fa, stavo avviando dei contatti con nick del politecnico di Teheran per scambiare un pò di materiale . Eravamo alle prime mail (tipo : come funzionano gli studi di ingegneria? come è il mercato del lavoro? cosa mangi a pranzo?) e tutto procedeva benissimo, quando Ferrara ti organizza la manifestazione a favore di Israele!! da allora nessuna mail mi è stata risposta…. in compenso è di molto aumentato il flusso degli spam sull’indirizzo di posta che usavo :-(

  7. utente anonimo says:

    >…tutto procedeva benissimo, quando Ferrara ti organizza la manifestazione a favore di Israele!! da allora nessuna mail mi è stata risposta…. in compenso è di molto aumentato il flusso degli spam sull’indirizzo di posta che usavo :-( ..Filomeno<
    Ma no, che vai a pensare:-), la cortesia iraniana e rinomata, perché dovrebbero confonderti con Ferrara e i suo accoliti? Sarà stato chessò, un concomitante guasto del loro server:-), oppure gli ayatollah hanno requisito i loro PC per portarli nelle centrali atomiche oppure per usarli nella guida del loro nuovo missile invisibile:-). Sei troppo prevenuto:-) verso quei regimi e/o verso i loro impiegati :-).

    Ciao

    Ritvan

  8. utente anonimo says:

    Clooney è comunista e quindi non fa testo. Vabbè, per essere precisi è un riccone radical, la versione usana dei comunisti amici di Veltroni, e quindi non fa testo lo stesso.

    L’Impero ha occupato l’Iraq con forze sufficienti sì e no ad occupare il Kuwait: come fare a non giudicarlo incapace?

    Non metterla sul religioso: lì i teocon comandano e quindi dovrebbero essere molto più rigorosi che da noi, tirar via il pupo alla famiglia o allo sfruttatore e sbatterlo in apposita struttura religioso-caritativa. A che scopo sennò proibire minigonne, discoteche, TV spazzatura, libertà politiche, eccetera eccetera? Guarda che parli con uno istintivamente simpatizzante con le teocrazie, e quindi molto esigente.

    Ciao

    Francesco

  9. calmansi says:

    Incredibile, quella risposta di Diaconale. Però dopo la risata, viene la preoccupazione: se un direttore di giornale può sparare cose del genere e conservare il suo posto, siamo messi male.

  10. utente anonimo says:

    >..se era un film iraniano o siriano potevano boicottarlo , ma i turchi sono alleati nella Nato. Rumi<
    Idea. Perché l’Iran non fa richiesta per entrare nella NATO? Tutti i problemi sarebbero risolti. Compresi quelli cinematografici. Come disse a suo tempo un “piccolo Satana” e “cane infedele” (per la Santa ed Apostolica Chiesa Romana, ovviamente): “Parigi val bene una messa”:-).

    Ciao

    Ritvan

  11. utente anonimo says:

    È incredibile le operazioni ideologiche, involontarie, se fossero ironiche saremmo a livelli ariosteschi, che riescono a compiere. Mi riabilitano il de andré più rivoluzionario e meno noto di “storia d’un impiegato”, nella più dura canzone politica di quell’album, “nella mia ora di libertà”. Sono impagabili, e li ringrazio di avermela fatta riascoltare. Posto una strofa che dovrebbero sottoscrivere, anche se puzza comunista:

    E adesso imparo un sacco di cose

    in mezzo agli altri vestiti uguali

    tranne qual è il crimine giusto

    per non passare da criminali.

    Ci hanno insegnato la meraviglia

    verso la gente che ruba il pane

    ora sappiamo che è un delitto

    il non rubare quando si ha fame

    ora sappiamo che è un delitto

    il non rubare quando si ha fame.

    Ma mi viene il dubbio che siano sovversivi solo per paesi dove non metteranno mai piede.p

    ps: miguel, in un post, non ricordo quale, un passo di questa canzone l’hai citato anche tu. Forse si stanno rinsavendo, o smarrendo, a seconda dei punti di vista.p

  12. kelebek says:

    Per Claude,

    beh, non è che L’Opinione sia esattamente un “giornale” :-)

    Miguel Martinez

  13. kelebek says:

    Per “p”,

    “Storia di un impiegato” è per me qualcosa di straordinario. Grazie per aver postato il brano.

    Miguel Martinez

  14. calmansi says:

    >Idea. Perché l’Iran non fa richiesta per entrare nella NATO? <
    (Ritvan)

    O nell’UE: dopo tutto, il farsi è una lingua indoeuropea, no?

  15. utente anonimo says:

    Eh eh Claude, pure l’hindi lo è.

    :-)

    Francesco, caro teocratico:

    il tipo di potere esercitato non credo influisca più di tanto sul fattoche funzioni bene, o meno.

    Su Clooney 2comunista”: mo’ non è che aprire un atlante e guardare che lingua si parla in Iran sia una cosa che sfugga alle (senza dubbio limitate, come crediamo noi snob di sinistra ;-) ) capacità dei non-comunisti!

    Ritvan:

    grazie per il paragone con l’albanese!

    Un po’ alla volta me lo farai imparare (se, magari!) :-) !

    Paolo

  16. utente anonimo says:

    Miguel, post straordinario, davvero.

    Ma hai commesso un errore molto strano per chi, come te, ha un’attenzione “religiosa” per le lingue. eh eh

    Marco

  17. kelebek says:

    Per Marco,

    Mi hai incuriosito… quale errore?

    Miguel Martinez

  18. utente anonimo says:

    niño es castillano, menino é português. ;)

    Purtroppo spesso il portoghese, specie in Italia, riceve influssi spagnoli (é da notare però la tua finezza nel riportare il fonema ñ in nh). Perdonami essere un po’ nerd eh eh eh , sei il mio blogger preferito!

  19. utente anonimo says:

    ovviamente il commento precedente era il mio (questo sistema mi da sempre problemi).

    Marco

  20. kelebek says:

    Marco-Miguel, 1-0.

    Miguel Martinez

  21. utente anonimo says:

    eh miguel ho pure scritto castillano invece che castellano… sei proprio un signore. mi sento un po’ in colpa. mai avrei pensato che il primo commento che avrei fatto qua sarebbe stato per correggerti. ma vabbè, so che tu avresti voluto così;) para frente, mestre!

    Marco

  22. utente anonimo says:

    Miguel su ‘ste cose è sempre un signore. (Ecco perché è apprezzato anche da chi non la pensa sempre come lui.) Basta, però, che non gli si tocchi il Terzo Mondo:-).

    Ciao

    Ritvan

  23. kelebek says:

    Commento offensivo cancellato.

    Miguel Martinez

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>