Cambiare di capro

Un mese e mezzo fa, a Sassuolo, un ragazzo marocchino, dal lungo nome di Amer Moulay El Idrisse Oulkadi, colpevole – forse – di fare schiamazzi, è stato steso a terra dalle forze dell’ordine, e un carabiniere del peso di 120 chili gli è saltato a piè pari sul torace con gli anfibi, all’elegante grido di "Marocchino di merda!"

Conseguenze? In un pomeriggio, la Lega ha raccolto 2000 firme a Sassuolo contro l’immigrazione. Sabato scorso, sempre a Sassuolo, la polizia ha compiuto 66 perquisizioni in case di cittadini stranieri. Commenta compiaciuto il sindaco di centrosinistra, Graziano Pattuzzi:

"E’ necessario mostrare a queste persone che a Sassuolo non esistono zone franche che la nostra citta’ sa essere solidale, sa essere accogliente ma solo a patto che si rispettino le regole. E’ per questo che ringrazio vivamente il Prefetto, il Questore, il Comandante dei Carabinieri e della Guardia di Finanza per l’operazione di questa notte".

Su chi "rispetta le regole", ci sarebbe qualcosa da dire.

Amer – un ragazzo che ho avuto poi la fortuna di conoscere – aveva lavorato per anni a Sassuolo, fino alla chiusura della fabbrica in cui aveva trovato impiego.

Così gli è scaduto il permesso di soggiorno. Raccomandato dal precedente datore di lavoro, Amer è stato assunto da un’altra fabbrica, che però gli ha chiesto di rinnovare il permesso di soggiorno. Si è così presentato in questura a gennaio; gli hanno detto di ripassare tra un mese. A febbraio, gli hanno detto di ripassare di nuovo a marzo. E così il suo nuovo datore di lavoro è stato costretto, a malincuore, a licenziarlo. E’ stato allora che Amer ha iniziato a bere e a lasciarsi andare. Fortunatamente, adesso che è agli arresti domiciliari (lui, non il carabiniere), sta cominciando a riprendersi e possiamo sperare bene.

Spostiamoci di qualche chilometri, a Casalbaroncolo in provincia di Parma, dove due immigrati siciliani – uno con precedenti per stupro di una ragazza di 16 anni, l’altro per rapina e droga – hanno ucciso a colpi di pala in testa un bambino di 17 mesi.

Io sono ovviamente felicissimo che nessuno abbia chiesto la "mano ferma" contro i meridionali, e che il sindaco di Casalbaroncolo non si sia congratulato per il fatto che non esistano "zone franche" per gli extraregionali che "non rispettano le regole".

Ma è interessante un’altra cosa: quindici anni fa, la terronità dei due assassini sarebbe stata sottolineata eccome. Sono o non sono dei sudici in terra di nordici? I siciliani non sono forse degli africani attaccati per sbaglio all’Italia, parassiti e mafiosi?

Oggi, per incanto, questo tipo di razzismo è quasi scomparso. Eppure la realtà del Meridione – nel bene e nel male – rimane immutata, anzi per molti versi è peggiorata.

Non è nemmeno cambiata la ferocia razzista. Semplicemente, i meridionali votano e quindi non vanno alienati. Non solo: la Lega si è alleata al meridionalissimo partito di Gianfranco Fini, e quindi l’argomento terroni è diventato tabù.

E così si cambia capro espiatorio con la stessa facilità modaiola con cui si cambia camicia.

Forse tra qualche anno il Grande Nemico sarà la Cina. E così, quando un marocchino viene accusato di rapina, nessuno se la prenderà con i marocchini, gli arabi o i musulmani; mentre ci saranno fiaccolate contro "l’invasione cinese" non appena un ristoratore di Shanghai viene fermato per essere passato con il rosso.  

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40 Responses to Cambiare di capro

  1. utente anonimo says:

    X MM: Qui la Lega non è effettivamente molto coerente.

    Però mi concedo una piccola provocazione (che un tantino si riallaccia al tema precedente)

    Molti accusano i Leghisti di “incoerenza” per essere passati dai riti Pseudo Pagani del Dio Po, alla difesa delle Radici Cristiane.

    Secondo me (e conoscendo la storia delle religioni in Europa capirai sicuramente che intendo) è quanto di più coerente ci sia.

    Non trovi?

    JZ

  2. utente anonimo says:

    Concordo in linea generale, però io ora vivo proprio in provincia di Parma e devo dire che, sia a livello di “discorso da bar”, ma a soprattutto a livello di discorso istituzionale (sindaci ecc.) la “terronità” di Alessi e C. sarebbe stata sottolineata molto meno che in altre parti più “nordiche” d’Italia.

    Facendo una media: nei bar non avrebbero perso l’occasione di parlare di Sicilia, mafia, “taroni” (che non è esattamente la stessa cosa di terroni) ecc., col dovuto distinguo del “mio amico che invece è proprio una brava persona”;

    a livello istituzionale non ne avrebbero parlato proprio.

    Anzi, ora che ci penso è proprio circa quindici anni fa che ha cominciato a arrivare massicciamente (ma, in fondo, con scarso successo politico subito, quasi nullo ora) la propaganda nordista.

    Perchè in Emilia abbia fatto meno danni e abbia attecchito (politicamente) meno che in altre parti, non lo so, potremmo ipotizzarlo.

    Però sta di fatto che i leghisti continuano a mettere i loro orribili manifestini con la scritta “Emiliano svegliati”, senza che l’emiliano accenni a “svegliarsi”; ci trattano da “stranieri” in Padania, insomma, da evangelizzare e da conquistare. E quando han fatto la loro manifestazione leghista sul Po, anche sulla sponda sud, eran tutti bresciani e bergamaschi.

    Ora, i leghisti si basano molto sull’attaccamento alla terra, le radici, ecc.;

    in campagna daqueste parti, già decenni fa, le “coppie miste” nord-sud, che facevano il lavoro più tipico per il discorso “attaccamento alla terra”, cioè il contadino, erano tutt’altro che rare (a esperienza mia); forse c’entra qualcosa?

    Paolo

  3. kelebek says:

    Per Paolo,

    riflessioni interessanti… conoscevo bene Piacenza all’epoca dell’antiterronismo di massa, ma credo che Piacenza sia molto diverso da Parma.

    Ho vissuto a Imola quando l’ondata antiterrona era già passata, comunque mi sembra che il clima lì fosse un po’ come quello che descrivi tu.

    Miguel Martinez

  4. kelebek says:

    Per JZ,

    in effetti…

    Miguel Martinez

  5. utente anonimo says:

    X MM

    Ben lungi dall’essere leghista sia chiaro.

    Semplice constatazione

    JZ

  6. utente anonimo says:

    Sì Miguel, in effetti Piacenza e Parma sono diversissime come atmosfera e stile di vita.

    Piacenza ha sempre avuto un carattere più lombardo; anche la provincia di Piacenza, direi che gravita verso la Lombardia nella parte di pianura, verso la Liguria quella di montagna.

    Ricordo ancora lo stupore, alle scuole superiori, quando vedevo arrivare dei volantini leghisti con l’Italia tagliata in due e altre amenità; qualcuno li aveva portati in classe per riderne, però, anche così, mi sembrava strano che ci fosse qualcuno che volesse DAVVERO una qualche forma di divisione dell’Italia.

    Ciao!

    Paolo

  7. utente anonimo says:

    Miguel, trovo ineccepibile la tua analisi sul “cambio di obiettivi” degli xenofobi. E che la ragione principale (non l’unica, beninteso, credo) sia il fatto che il “terùn” vota e, in un sistema politico bipolare (seppur imperfetto), nessuno può permettersi il lusso di alienarsi i voti dei “terùn”.

    Ecco perché i legaioli e i loro sodali si battono tanto ferocemente contro il voto e/o la cittadinanza in tempi e modi ragionevoli agli stranieri. Rimarrebbero senza bersagli a cui imputare le schifezze del sistema Italia.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Glisso elegantemente sul fatto specifico del “linciaggio” (definizione daciesca:-) ) poliziesco-carabinieresco del marocchino. Non vorrei ricominciare a litigare con Aurora, proprio adesso che fra noi c’è un intenso feeling, basato sulla poesia surreale :-). Però, non posso fare a meno di dirti che nelle prime righe del tuo post c’è un “forse” di troppo. Qualcuno potrebbe dire – per par condicio – che i tutori dell’ordine “forse” lo hanno pestato:-).

  8. utente anonimo says:

    X Paolo:

    dall’Oltrepò Pavese (con tutte le varie influenze della zona) non posso che confermare la tua tesi sul “piacentino”,per quanto l’elemento “lombardo” influisca anche sul sottogenere Montano, a mio avviso.

    JZ

  9. utente anonimo says:

    Miguel, forse sarai buon profeta :-)

    Ho visto i manifesti elettorali della Lega e se la prendono già con i Cinesi (“NO all’invasione delle merci cinesi”) …

    C.

  10. utente anonimo says:

    Sai che profezia.

    Sono anni che se la pigliano con le merci cinesi…

    JZ

  11. AndreaRusso says:

    Ci ho pensato anch’io Miguel, davvero un bel post. Quando hanno descritto il rapimento e la morte di Tommaso mi è subito venuta in mente la cultura fascioleghista e anti-islamica della Cdl (e quella dei complici ulivisti).

    Andrea

  12. AndreaRusso says:

    Preciso…quelli che se la prendono solo con gli immigrati saltando a piè pari i crimini della “civilità occidentale”.

    Andrea

  13. utente anonimo says:

    Tuttavia non credo che la Lega Nord rinuncerà del tutto alla sua tradizionale politica “antiterronica”, perchè questo le alienrebbe le simpatie di molti suoi votanti classici.

    C’è da dire che l’antiterronismo della lega (come tutta la Lega, del resto) è ad assetto variabile e del tutto irrazionale e improvvisato:

    così io personalmente, nella valutazione di leghisti e leghisteggianti vari, passo a volte come “terrone” che vive a sud del Po (non scherzo, me l’hanno detto più volte), a volte come “fratello padano” da redimere (anche “fratello che sbaglia”).

    Paolo

    PS

    Ritvan,

    ti do ragione, in effetti in queste cose è preferibile uno che ti dice quello che pensa, per odioso che sai, a uno che lo nasconde.

  14. utente anonimo says:

    Esemplifico, se posso

    (scusate, oggi sono grafomane)

    SUONARE IL CAMPANELLO

    Una mia amica, reggiana, colta, di sinistra, aperta, tollerante, l’anno scorso mi viene a trovare a Roma, dove vivevo.

    Era appena tornata da Parigi.

    Mi racconta, tra i vari aneddoti, che ha incontrato un sabato per strada un ebreo ortodosso (così mi dice lei), fermo di fronte a un citofono, apparentemente da un po’di tempo.

    L’uomo le ha chiesto cortesemente se poteva suonargli il campanello, perchè lui non poteva.

    “Beh- le dico io- e tu glielo avrai suonato”

    Tono scandalizzato di lei:

    “Certo che no!

    Io queste cose non le concepisco!”

    Ora, e vabbè, mica era obbligata.

    Però era un semplice gesto di cortesia, a lei non costava niente.

    E lei giù a spiegarmi (a dire il vero, lei spiegava, ma io non capicvo proprio e tuttora non capisco) che lei certe assurdità religiose non le concepisce e non le accetta, in ogni caso non erano affari suoi, e poi così si sarebbe (regionalismo) “scantato” (non so come rendere in italiano, forse “dato una mossa” o “evoluto”).

    Capite?

    LEI non lo concepiva!

    Ma che cavolo, non era mica lei a dover preoccuparsi se concepire o meno le convinzioni religose DI UN ALTRO!

    tanto più che io la conosco bene, e so che se qualunque persona, di qualunque fede e o “razza”, le avesse cheisto un favore di qualche tipo, lei non avrebbe avuto difficoltà a farlo.

    ma quello no, perchè “non lo concepiva”.

    Ora, lei è normalmente una persona aperta, simpatica, cortese, tollerante.

    Non dice certo le cose di Calderoli.

    Però, non so, non mi piacerebbe che lavorasse in un ufficio del Comune e che una mia domanda dovesse dipendere da lei.

    Fosse mai che “non la concepisce”…

    Paolo

  15. utente anonimo says:

    Kel, dici bene che il ragazzo marocchino è il capro espiatorio, solo che non penso sia un sostituto di quello che era una volta il razzismo verso i terroni. Il ragazzo diventa, da semplice schiamazzatore, il simbolo degli immigrati che comunque disturbano, delinquono, ciondolano agli angoli delle strade di sera, a scambiar non si sa che, con occasionali visitatori, che camminano, sempre di sera, con una bottiglia di vetro in mano, guidano auto sgangherate senza osservare le regole di prudenza con musica a tutto volume, dove sanno che non c’è mai un vigile o un poliziotto ( dove sono i poliziotti di quartiere, chi li ha visti ?).

    Lo so che ci sono altrettanti immigrati sfruttati dagli imprenditori, che fanno i lavori più pesanti, che si alzano di notte e vanno a fare i panettieri, i muratori, gli operai di sub-sub-sub-appaltatori che li pagano una miseria, ma ci sono anche i delinquenti e sembrano non essere pochi. E’ una microcriminalità che disturba la popolazione più della delinquenza dei colletti bianchi, perchè impedisce alla gente di uscire tranquillamente la sera, le toglie la sicurezza del vivere quotidiano. Insomma, le persone si accorgono di più della prima che della seconda.

    Alessi e complici non rappresentano il mondo del sud, ma quello delle persone apparentemente normali, che non disturbano e passano inosservate, rappresentano esseri ormai diventati ( come ha commentato un cugino del piccolo Tommaso) ” cose”, che trattano altri esseri umani ( come è scritto in un articolo su enne+uno) come “cose”.

    Non è tipico del sud trattare le persone come cose, anzi, al contrario, lo stesso Bossi ha riconosciuto che deve a sua moglie, figlia di siciliano che le ha insegnato il senso della famiglia, se ha superato il momento difficile della sua vita.

    Al sud, è vero, ci sono le belve, e belve ci vorrebbero per combatterle, ma rappresentano una minoranza che si nasconde, non si fa notare dalla maggioranza, se non quando necessita colpire obiettivi ben precisi.

    Aurora.

  16. utente anonimo says:

    Caro Paolo, la tua amica viveva a Parigi, no? Non co se la sua propensione ad “educare” il prossimo anche per quanto riguarda cose assolutamente innocue per collettività sia maturata nel paese d’origine, ma sicuramente il soggiorno a Parigi gliel’avrà rinforzata. Ricordiamoci che è tipico dell’Illuminismo illuminante e illuminato d’Oltralpe (vedi l’assurdo divieto di mettersi un fazzoletto in testa a scuola!) voler illuminare per forza chiunque gli capiti a tiro:-). Penso che l’unico risultato che avrà raggiunto con l’ebreo (se trattavasi di tipo impaziente o, comunque, impossibilitato ad aspettare il passaggio di una persona più raziocinante che suonasse al citofono, magari con un sorriso beffardo di commiserazione sulle labra:-)) sarà stato di trasformarlo temporaneamente in “napoletano”; nel senso di urlare a squarciagola a testa insù (disturbando tutto il vicinato) per farsi aprire, come si vede in certi film del neorealismo italiano:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Anch’ io, tanto per cambiare:-) mi sento logorroico. A proposito di ebrei ortodossi. Consiglierei alla tua amica di andare in Israele a fare le sue “battaglie di redenzione dalla superstizione”:-). Mi raccontava un mio amico ebreo albanese, emigrato in Israele delle sue vicissitudini con le “ronde del sabbat”. Lui lavorava come maitre in un albergo di lusso a Haifa e avevano dovuto attrezzarsi con due sale ristorante separate: in una si poteva mangiare carne e nell’altra gli altri prodotti di origine animale (latte, formaggio, uova, ecc.). E la cosa era obbligatoria anche per i turisti (cristiani o miscredenti che fossero), insomma, se un inglese ordinava la sua colazione preferita, uova al bacon, doveva mangiarsi le uova in una sala e poi andare a mangiarsi il bacon nell’altra:-). Cose dell’altro mondo! Ovviamente avevano trovato la soluzione “all’italiana”: servizio in camera (gratis) per chi desiderava prodotti “proibiti” o, se insisteva a mangiare in sala, si mandava uno dei ragazzi della cucina a fare la guardia in strada e avvisare se apparivano i “boccoloni”:-).

    Ho riso come raramente quando mi ha raccontato cosa è successo un sabato. Una comitiva di turisti danarosi ha voluto far colazione e ha voluto roba calda. Ovviamente, di sabato vietato accendere elettrodomestici per riscaldare la roba. Solito raggazzetto in strada a fare da “palo”, accensione di una pastra elettrica e i clienti vennero accontentati. Appena finito, il ragazzetto dà l’allarme col segnale convenuto. Arriva la “pattuglia” degli ortodossi e comincia a ficcare il naso dappertutto. Uno di essi tocca con mano la piastra, la trova ancora tiepida e urla trionfante:”Avete accesso questo apparecchio!”. “Ma no- ribatte il mio amico – è impossibile. Sarà stato riscaldato dai raggi del sole. Anzi, proprio quell’apparecchio è guasto e stiamo aspettando che vengano a ripararlo”. “Ah, si – ringhiò il talebano di Jahwé – è guasto? Prova ad accenderlo!”. “Ma fossi matto – replicò il mio furbo amico – non vorrà per caso farmi commettere un peccato?! Lo accenda lei, piuttosto, se non si fida della mia parola!”:-) :-) :-).

  17. utente anonimo says:

    X Aurora: Intervento da incorniciare

    X Ritvan: Racconto da incorniciare (anche se dubito in quel contesto un Inglese avrebbe mangiato bacon ;) )

  18. utente anonimo says:

    P.S: Sono JZ :)

  19. Le Paranoie Religiose* (Ebraiche, Musulmane, Cristiane … tutte !

    …..Ma perché un Dio tanto buono e giusto si dovrebbe inkazzare tanto per un fornello o un campanello o una chioma al vento o uno zampone con lardo e cotiche di Venerdì o qualunque altro Dì ?!?!?!)

    mi ricordano perché sostenevo accesamente una volta L’ Antiteismo ….

    (Ad esempio il Vecchio Zio che tornato in Emilia-Romagna natìa dal viaggio in URSS sentenziò entusiasta: “Quello sì che è un Sistema Educativo … altro che i nostri Ministri Democristianazzi !!! Fanno le Gite Scolastiche in Tupolev ad Alta Quota per far vedere alla Futura Umanità che sui Nuvoloni non (!!!!) ci sono Divinità …. Poi però diventava furibondo se mio Cugino per sbaglio metteva in terra “L’ Unità” anzicché “Il Resto del Carlino” per il “Pessadur dal Càn / Vespasiano per il Canis Familiaris Domesticus” … e guai al povero “Pugaciòff” se per far pipì alzava la zampa dx come un “Fasssista” …. )

    ma poi penso ai Gulagh e capisco che Esse* sono i Mali Minori ….

    …Ma da me non vien + nessuno, magari qualcuno nuovo ?

    …Debbo farvi i Tortellini col ripieno Halal :-) ?

  20. utente anonimo says:

    Che dire di quest’infame storia, che non aggiunga alla sarabanda di rumore che completa l’inferno? Sarò lungo, e temo OT, come usa dire oggi, ma mi affido a tre poeti.

    Pasolini volle attraversare l’inferno fino in fondo, e per questo ci ha detto cose importanti su di esso, restandone marchiato. Ecco come si descrive in un passo della poesia “una disperata vitalità”:

    – sono come un gatto bruciato vivo,

    pestato dal copertone di un autotreno,

    impiccato da ragazzi a un fico,

    ma ancora almeno con sei

    delle sue sette vite,

    come un serpe ridotto a poltiglia di sangue

    un’anguilla mezza mangiata

    – le guance cave sotto gli occhi abbattuti,

    i capelli orrendamente diradati sul cranio

    le braccia dimagrite come quelle di un bambino

    – un gatto che non crepa, Belmondo

    che “al volante della sua Alfa Romeo”

    nella logica del montaggio narcisistico

    si stacca dal tempo, e v’inserisce

    Se stesso:

    in immagini che nulla hanno a che fare

    con la noia delle ore in fila…

    col lento risplendere a morte del pomeriggio…

    La morte non è

    nel non poter comunicare

    ma nel non poter più essere compresi.

    Pasolini visse le contraddizioni in senso estremo, e ne seppe trarre dei cortocircuiti di formidabile intuizione. Ma… ma un altro poeta rinfacciò a pasolini di immergersi nell’inferno del presente e i cortocircuiti che ricavava (e io sono per i cortocircuiti), in risposto all’accusa di fuga da parte di pasolini . In nome di che? Così scrive montale nella poesia “lettera a Malvolio”:

    Non s’è trattato mai d’una mia fuga, Malvolio,

    […]

    Ma dopo che le stalle si vuotarono

    l’onore e l’indecenza stretti in un solo patto

    fondarono l’ossimoro permanente

    e non fu più questione

    di fughe e di ripari. Era l’ora

    della focomelia concettuale

    e il distorto era il dritto, su ogni altro

    derisione e silenzio.

    Fu la tua ora e non è finita.

    con quale agilità rimescolavi

    materialismo storico e pauperismo evangelico,

    pornografia e riscatto, nausea per l’odore

    di trifola, il denaro che ti giungeva.

    No, non hai torto, Malvolio, la scienza del cuore

    non è ancora nata, ciascuna la inventa come vuole.

    Ma lascia andare le fughe ora che appena si può

    cercare la speranza nel suo negativo.

    Lascia che la mia fuga immobile possa dire

    forza a qualcuno o a me stesso che la partita è aperta,

    che la partita è chiusa per chi rifiuta

    le distanze e s’affretta come tu fai, Malvolio,

    perché sai che domani sarà impossibile anche

    alla tua astuzia.

    C’è parecchia ingenerosità in questo ritratto, ma un punto essenziale: non si sta nell’inferno senza conoscere altro che l’inferno, se non avendo un punto di fuga nel futuro, trascendete per montale. E vengo all’immagine straordinaria di dante nel x dell’inferno. Il poeta domanda a farinata degli uberti come mai i dannati sembra che conoscano il futuro ma ignorino il presente:

    «Deh, se riposi mai vostra semenza»,

    prega’ io lui, «solvetemi quel nodo

    che qui ha ‘nviluppata mia sentenza.

    El par che voi veggiate, se ben odo,

    dinanzi quel che ‘l tempo seco adduce,

    e nel presente tenete altro modo».

    «Noi veggiam, come quei c’ha mala luce,

    le cose», disse, «che ne son lontano;

    cotanto ancor ne splende il sommo duce.

    Quando s’appressano o son, tutto è vano

    nostro intelletto; e s’altri non ci apporta,

    nulla sapem di vostro stato umano.

    Però comprender puoi che tutta morta

    fia nostra conoscenza da quel punto

    che del futuro fia chiusa la porta».

    Quando sparisce la luce del futuro, resta solo il buio del presente.p

  21. utente anonimo says:

    “el, dici bene che il ragazzo marocchino è il capro espiatorio, solo che non penso sia un sostituto di quello che era una volta il razzismo verso i terroni.”

    invece ho paura di sì.

    “il simbolo degli immigrati che comunque disturbano, delinquono, ciondolano agli angoli delle strade di sera, a scambiar non si sa che, con occasionali visitatori, che camminano, sempre di sera, con una bottiglia di vetro in mano, guidano auto sgangherate senza osservare le regole di prudenza con musica a tutto volume”

    guarda che, ti posso assicurare, le stesse cose dicevano degli immigrati meridionali;

    comprese le altere note sul loro sfruttamento e sull’onestà di molti di loro, che aggiungi dopo.

    Ora, io, e il 90% delle persone che vivono qua, o anche più, sappiamo bene che Alessi non rappresenta affatto i meridionali (ci mancherebbe, siamo in pratica già mezzi meridonali tutti noi, sia in singolo che socialmente);

    non c’è bisogno perciò, anche se credo siano state molto apprezzate, delle lettere arrivate alla Gazzetta di Parma dalla Sicilia, lettere educatissime e gentilissime che ho letto e dicevano in pratica “ci dispiace per la cattiva immagine, sappiate che non siamo tutti così”.

    Però ugualemnte neanche, che so, Mohamed Atta è il paradigma di tutti gli immigrati musulmani.

    Paolo

  22. utente anonimo says:

    Non sei andato fuori tema, p, hai solo cambiato il capro, hai messo il dito nel pentolone scoperchiato dal fatto, da cui fuoriesce il ghigno diabolico.

    I corto circuiti sembrano colpire a caso, non solo i Malvolio che si avventano con ingordigia a mordere la mela ma anche chi non sa neppure che esista il male.

    La tua frase finale è bellissima.

    Aurora.

  23. utente anonimo says:

    “Quando sparisce la luce del futuro, resta solo il buio del presente.”

    Ciao p. questa tua frase terribile è una bellissima sintesi di perchè non si può essere atei ed umani allo stesso tempo.

    Se l’unica via per sfuggire alla desolazione e alla disperazione per il buio del presente è la fuga nel futuro (e questo futuro cambierà ogni volta, in fondo non conta, l’importante è la fuga), la vita non esiste, non ha senso.

    Eppure uno sguardo onesto vede altro nel presente, un di più rispetto al buoi, un barlume di luce la cui unica spiegazione ragionevole è Altro.

    Ciao

    Francesco

    PS sempre meglio un disperato che un ottuso volontario, che vive ad occhi chiusi apposta, per non affrontare il dramma del buoi che incombe e si accontenta del posto di giornalista al Corriere.

  24. Carissimi fuori argomento ma “in argomento” vi giro questo appello per il non voto, le elezioni incombono e non vorremmo proprio stare a guardare, vero?

    Appello per il non voto

    Dovrebbe ormai essere chiaro a tutti (almeno alle persone di buon senso) il teatro dell’assurdo messo in piedi dalla politica italiana. Caduta inesorabilmente la differenza tra destra e sinistra – che da orizzonti diversi servono supinamente lo stesso padrone americano – e venuti a galla gli sporchi giochi tra “furbetti di quartiere” e “salotti buoni” (schieramenti di diverso grado, ma la cui natura di funzionari del capitale è è indirizzata a risucchiare le poche risorse della nostra debole economia al fine di accentuare la “volatilità” finanziaria e speculativa per i primi, o salvare imprese decotte e purulente per i secondi, in ogni caso facendone gravare i sacrifici maggiori sui salariati e sui lavoratori autonomi), i pochi che decidono ancora di ragionare con la propria testa non possono che rifiutare di andare a votare. Sarebbe, altrimenti, come chiedere al boia di lasciar decidere a noi di che morte vogliamo morire.

    La finanza che conta ha già ampiamente dichiarato di stare dalla parte del centro-sinistra, mentre Berlusconi si barcamena nervosamente, avendo capito che nella CdL i suoi alleati centristi sono pronti alla costituzione di un centro di nuovo tipo che raccolga trasversalmente i servitori più biechi dell’imperialismo americano, eliminando definitivamente il peso e il fardello delle ali estreme di entrambi gli schieramenti. Occorrerà alla fine vedere come l’uomo di Arcore contratterà la sua uscita di scena.

    Dunque, di segnali in questa direzione ne sono stati dati molti e solo chi è in malafede può fingere di non vedere. La linea di condotta del centro-sinistra seguirà un andamento ormai prevedibile: realizzazione piena ed inequivocabile della Legge 30, vendita dei gioielli industriali di famiglia e storno delle risorse così acquisite ai frequentatori industrial-finanziari del salotto di cui sopra, i quali già premono alla cassa. Il tutto, ovviamente, con l’imprimatur statunitense.

    Il risultato sarà un peggioramento generalizzato delle condizioni economiche e sociali dei dominati e la perdita di qualsiasi autonomia da parte dell’Italia. Uno dei primi settori strategici che sarà “sistemato” per compiacere gli Usa è quello energetico con la fine di una politica energetica degna di tale nome in Italia, quod non fecit barbari…

    Per queste ragioni, che peraltro non sono che una piccola parte dei disegni strategici (a perdere) in atto, dobbiamo negare il nostro voto a questa gentaglia. Per una volta dimostriamo di non essere una plebeglia incapace di qualsivoglia analisi politica. Confessiamo, tuttavia, di non essere troppo fiduciosi in tal senso.

  25. utente anonimo says:

    Uno è peggio dell’altro, insomma.

    e questo lo avevamo capito.

    Ma “rifiutarsi di votare per il meno peggio” continua a sembrarmi una pessima idea.

    Mi sembra anche sintomatico di una cosa: certa sinistra pensa che l’intelligneza, l’onestà ecc. possano albergare solo a sinistra.

    Quindi, appello alle persone intelligenti perchè non vadano a votare. bene, facciamo conto che la sinistra non vada a votare.

    Solo che gli altri non vi ricambieranno la cortesia.

    Non sarà più, allora, come il boia che ci offre di quale morte morire; ma come andare a un duello con le mani legate.

    Pessima scelta, comunque.

    Scusa la franchezza.

    Non vado al congresso perchè tanto nessuno esporrà le mie ragioni; così non le esporrò neanch’io.

    mah, a me sfugge la logica.

    Votate, invece: per chi vi pare, ma votate.

    Perchè “quelli” voteranno di sicuro;

    e io altri cinque anni di Berlusconi non li vorrei proprio, grazie.

    Paolo

  26. Mentre vorresti cinque anni della banda avversaria, n’è vero?

    Scegliere il male minore, in questo caso, è davvero scegliere comunque per il male (come diceva la Arendt).

    Ma poi si può davvero graduare questo male?

    Non lo credo, purtroppo rientrerete nell’epiteto berlusconiano (questo sì, invece, che è un male minore):-)

  27. utente anonimo says:

    mah,

    se fai un discorso teorico, se si possa graduare il male diventa un interrogativo interessante.

    Se facciamo un discorso pratico, io sono posto di fronte a due “bande” di rapinatori, e preferisco farmi rapinare un po’ meno, dicendo anche la mia opinione (colgo due piccioni con una fava), piuttosto che farmi rapinare un po’ di più rinunciando a farlo.

    Paolo

  28. AndreaRusso says:

    “Scegliere il male minore, in questo caso, è davvero scegliere comunque per il male”.

    Ottimo.

    Andrea

  29. talib says:

    un’altra riflessione a margine, sempre riguardo al non voto.

    Se il prossimo (auspicato) governo di centro-sinistra non sarà abbastanza di sinistra (e io credo che non lo potrà essere per numerosi motivi) il malcontento e la protesta saranno appaltati all’opposizione di destra?

    Mi spiego meglio: secondo me il prossimo governo, che sia di destra o di sinistra, dovrà mettere in conto parecchi sacrifici. Noi elettori, ce ne rendiamo conto o votiamo centro-sinistra perchè pensiamo che faremo meno sacrifici?

    Io la vedo nera su entrambi i fronti.

  30. utente anonimo says:

    Beh, ma se proprio volete che rivada al governo Berlusconi, a s’to punto votate per lui.

    Paolo

  31. utente anonimo says:

    Grazie Paolo

    Francesco

  32. utente anonimo says:

    Eh eh caro Francesco

    non sono io quello che dovrai ringraziare dopo le elezioni.

    Io un partito abbastanza di sinistra per i miei gusti l’ho trovato.

    Si vede che, oltre che coglione, sono pure di bocca buona.

    Poi, ariscusate la franchezza, ma per me la politica parla, anche, di problemi concreti:

    il meno peggio sarà pure meno peggio, e non “il governo dei nostri sogni”.

    Ma questo meno peggio si quantifica, eccome.

    Per questo dico che in astratto, sarà senz’altro vero che non si può graduare il male.

    ma non facciamo come i neo-con, e non cominciamo a credere DAVVERO alle nostre figure retoriche.

    Qui non si tratta di scegliere tra Hitler e Pol-Pot.

    Fosse così, pure io mi rifiuterei, caspita.

    Qui si tratta di scegliere tra due visioni molto diverse dello stato, e non molto diverse dell’economia;

    ma quel “non molto” che può essere ininfluente per chi già sta più che bene, e può permettersi di prendere tutto a livello sportivo (“ma sì, stavolta mi astengo perchè non mi piace nè questo nè quello”) ma che per molte persone è significativo eccome.

    Perciò, ripeto:

    se vi piace proprio lasciare andare al Governo Berlusconi ‘n’artra vorta, per poi stare altri cinque anni a lamentarvi, accomodatevi.

    Io invece voto.

    Paolo

  33. utente anonimo says:

    Vedo che impazza a sinistra la coglionite dopo i “coglioni” del berlusca, ma potevano rispondere con una classica citazione latina, che già “sdoganava” in un discorso politico, seppure in ben altro senso, la parolaccia incriminata. Dalla coena Trimalcionis del Satyricon di petronio arbiter, Cap. xliv:

    Heu heu, quotidie peius! Haec colonia retroversus crescit tanquam coda vituli. Sed quare nos habemus aedilem trium cauniarum, qui sibi mavult assem quam vitam nostram? Itaque domi gaudet, plus in die nummorum accipit quam alter patrimonium habet. Iam scio unde acceperit denarios mille aureos. Sed si nos coleos haberemus, non tantum sibi placeret.

    Ma guarda un po’ se deve farlo uno che non glie ne frega nulla del voto.p

    Ahi ahi, ogni giorno peggio! ‘Sto paese cresce all’indietro come una coda di vitello. Ma perché ci ritroviamo un edile che vale niente, che ha più a cuore una lira che la nostra vita? E così in privato se la spassa e si fa più soldi lui in un giorno che un altro li ha di patrimonio. Io lo so da dove ha preso quei mille denari d’oro. Ma se avessimo i COGLIONI, non se la passerebbe così bene.

    Ps: aurora, stavolta ho tradotto, o magari stravolto. L’edile, oggi ho la sindrome della maestrina, era una carica pubblica preposta soprattutto al controllo dei generi alimentari e dei suoi prezzi. Si eleggeva.

  34. utente anonimo says:

    p, grazie di aver tradotto. Spero di non essere l’unica del blog a provare gratitudine.

    Non ti considero maestrina, al minimo maestro, al medio come mancato giornalista o originale interlocutore dei politici in tivù. Avresti riscosso scrosci di applausi , saresti diventato esponente di spicco- richiesto in tutti i dibattiti-,senza bisogno neppure di portarti foglio e penna, giacca e cravatta, di dilungarti in clessidre di parole.

    Una replica con freccia sfilata dall’ ampio repertorio, mirata, ed ecco centrato il doppione di napoleone primo, di napoleone terzo, e dell’ edile della cena di Trimalcione.

    Il massimo non saprei qual’è , una rosa è una rosa è una rosa, hai citato tu , mi pare,questa frase di una certa Edith Stein.

    Aurora.

  35. utente anonimo says:

    Che bello, io non voto! Almeno mi risparmio la masturbazione meningeale:-) (a differenza di berlusconi, io non uso parolacce:-) ).

    Buon voto a vosotros

    Ritvan

    P.S. Ai tempi del regime, un Presidente del Consiglio di Zona (una specie di minisindaco) non fu ricandidato dal Partito Unico, poiché al Comitato Distrettuale del partito erano pervenute numerose segnalazioni sull’accentuato nepotismo del sullodato (fenomeno, peraltro diffusissimo). Il giorno della “Presentazione del Nuovo Candidato Unico” (una specie di cerimonia d’investitura, prima della formalità:-) del voto) davanti all’assemblea degli elettori il presidente “disarcionato” si presenta pure lui e chiede la parola:”Cari concittadini, lo so che la mia mancata riconferma è dovuta alle proteste che molti di voi hanno fatto pervenire al Partito perché ho usato tutti i posti di lavoro a mia disposizione (era una sua prerogativa) per sistemarvi i miei parenti e amici. Tutto vero. Però, alla fine del mandato avevo finalmente sistemato tutti i miei parenti e amici e intendevo – se mi aveste riconfermato – nel secondo mandato distribuire i posti di lavoro secondo giustizia. Purtroppo per voi non potrà essere più così. Ci saranno altri parenti e altri amici da sistemare. Buona fortuna!”

    Non fu arrestato solo perché era un veterano della guerra partigiana:-).

  36. utente anonimo says:

    Be’ sì, ‘st’elezioni sembrano, a un osservatore disinteressato, risolversi nel quesito se la sinistra avrà abbastanza coglioni (e ciascuno scelga se nel senso berlusco o in quello petroniano, funziona comunque) da farsi fuori “l’edile” che gli sta sulle… palle. Mi scuso, ma non è colpa mia se oggi la lotta politica è ridotta a volgare contesa di parolacce.p

  37. utente anonimo says:

    Grazie della traduzione p.

    Io a latino era debole già a scuola, andavo meglio in greco, figurati oggi.

    Cario Ritvan, comunque il tuo minisindaco mentiva. I parenti non finiscono mai.

    Francesco

  38. utente anonimo says:

    >Caro Ritvan, comunque il tuo minisindaco mentiva. I parenti non finiscono mai. Francesco<
    Che fai, ti metti a fare propaganda per l’Unione adesso?!:-). Vorresti per caso dire allo spettabile uditorio (che francamente non credo ne abbia bisogno, essendo convintissimo per conto suo:-) ) che il Berlusca, qualora rieletto, continuerebbe a fare solo leggi ad personam (suam:-)) anche nella seconda legislatura, invece di fare leggi per il bene di tutti?!

    Ciao

    Ritvan

  39. utente anonimo says:

    Mannheimer ha assegnato la vittoria matematica all’Unione, osservando: “I co..ni sono neccessariamente il doppio delle teste di c..zo”:-) :-).

    Ciao

    Ritvan

  40. utente anonimo says:

    X MM:

    Ho aspettato un po’ prima di scriverlo, ma te lo devo chiedere.

    Perchè hai scritto: “colpevole – forse – di fare schiamazzi,”, quando mi pare che i fatti parlino chiaro e, tolto il forse (perchè era evidante) il ragazzo faceva ben altro che schiamazzi?

    Te lo chiedo non perchè cambi una virgola della responsabilità delle forze dell’ordine in quel contesto.

    Semmai te lo dico perché è un atteggiamento assai diffiuso in certi ambienti, quello di minimizzare le colpe “dell’altro”.

    A mio avviso, a prescindere dall’episodio, è la miglior campagna si possa fare per la Lega et simili.

    Poi fate come vi pare, ci mancherebbe…

    JZ

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