“Si può fare…”

Ieri sera mi sono addormentato di schianto guardando il dibattito in TV tra Prodi e Berlusconi, per cui ho dovuto cercare in rete stamattina per vedere cosa avevano detto.

L’Uomo di Plastica ha dato il peggio di sé, un po’ per nervosismo, ma anche grazie al sabotaggio di un truccatore, sicuramente un creativo infiltrato comunista, che lo ha dipinto di un allegro color aragosta.

L’Uomo di Gomma, invece, mi è sembrato molto più vispo e guardava gli spettatori negli occhi. Rosy Bindi ha dimostrato un inatteso spirito postmoderno, riassumendo la faccenda così: "Prodi: ovvero la felicità della buona politica."

Questo per quanto riguarda i contenitori umani.

Per quanto riguarda i contenuti, mi sembra che il tutto si possa riassumere così:

"Noi realizzeremo meglio di voi il nostro comune programma. Almeno dello 0,7 percento."

Prendiamo la questione che mi sta più a cuore, perché non ci vanno di mezzo solo i portafogli, ma anche le vite umane.

Come sapete, la posizione della destra è che quelli che hanno la sfortuna di non nascere alle nostre latitudini devono eseguire scrupolosamente le nostre istruzioni (quella che chiamano "la via diplomatica") altrimenti li bruciamo vivi sotto le nostre bombe.

Tenendo a mente questo, cosa ci offre invece la sinistra?

Sul sito di Repubblica, leggo qual è stata la posizione espressa da Prodi, a nome del suo futuro governo, durante il dibattito di ieri sera:

" Quanto all’Iran, sostiene che qualsiasi eventuale intervento armato "si può fare, ma in ambito Onu". Poi sottolinea di essere sostanzialmente daccordo con Berlusconi sul fatto che il conflitto può comunque essere evitato".

E adesso torno al mio lavoro. Che è una grande fonte di chiarezza sul mondo in cui viviamo. E fa sorgere tutte quelle domande che nessun giornalista oserebbe porre a Berlusconi o a Prodi.

Il testo che mi tocca tradurre oggi è l’orgogliosa descrizione di una grande azienda, che ha diversi impianti di produzione in Italia, ma ha appena "delocalizzato" anche in un paese dell’est europeo perché il costo del lavoro è un quinto di quello in Italia, e comunque non bisogna pagare le tasse per tutti i primi  dieci anni di operazione.

E per quanto riguarda gli impianti che restano in Italia?

Il grado di automazione raggiunto grazie agli investimenti compiuti negli ultimi esercizi, è talmente elevato che il ciclo produttivo può essere svolto in completa assenza di personale ("a luci spente").

 

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27 Responses to “Si può fare…”

  1. arpia says:

    hehe.

    bel blog..

  2. kelebek says:

    Sembra interessante anche il tuo.

    Miguel Martinez

  3. talib says:

    Ora resta da vedere quanto alta sarà l’astensione per determinare quanta sinistra resta ancora in Italia!

  4. kelebek says:

    Cara Talib,

    votare o non votare non lo ritengo importante.

    Nelle piccole cose può anche fare bene: ad esempio, visto che chi frequenta le biblioteche è più gente di sinistra che di destra, è probabile che la sinistra farebbe meno tagli ai fondi destinati alle biblioteche della destra.

    Quello che trovo insieme fisicamente insopportabile ed estremamente pericoloso a lungo termine è il clima messianico che, a sinistra, si vuole dare a queste elezioni.

    Poiché a sinistra ci si aspetta la redenzione universale, si trascura ogni male che non sia il “maledetto nano pelato”.

    Berlusconi è certamente una bestia puzzolente, ma resta pur sempre un capro espiatorio, che permette di non riflettere e non cercare risposte (non dico soluzioni) alle straordinarie e allucinanti trasformazioni del mondo intero.

    L’antiberlusconismo poi crea una specie di stalinismo della moderazione: non si deve criticare nessun nemico di Berlusconi, chi pone dubbi sul prossimo governo di centrosinistra è un traditore…

    Ai contenuti, si sostituisce un furioso spirito tribale alla Nanni Moretti, un’identità vuota attorno alla “bella gente di sinistra”, così diversa dai “cafoni leghisti”…

    “Siamo in emergenza”, dicono, un po’ come i democristiani nel ’48… quindi, serrare i ranghi, rimandare i dubbi…

    Certo che siamo in emergenza, ma quell’emergenza non si chiama Silvio Berlusconi. Siamo solo agli esordi degli orrori che ci aspettano.

    E quindi se tacciamo adesso, se rimandiamo le critiche, se accettiamo qualunque compromesso oggi, cosa dovremo accettare domani?

    Miguel Martinez

  5. mah miguel.

    Se l’antiberlusconismo è un punto essenziale della sinistra italiana odierna, non credo tu abbia centrato nè i motivi per cui è necessario sostenere il centrosinistra nè le cause che portano il centrosinistra a considerare EPOCALE la battaglia contro Berlusconi.

    per quel che riguarda le ragioni di questo clima da 48, credo sia sostanzialmente imputabile alla forma mentis del vecchio PCI , per il quale l’avversario politico non è un’alternativa ma il Male. La convinzione assoluta di essere il meglio che la Storia che può offrire e vedere come un oltraggio il voto ad una lista concorrente. quante volte nei “luoghi” della sinistra invece di interrogarsi sulle ragioni di una sconfitta elettorale ci si è limitati ad indicare come “imbecilli” gli elettori del nano?

    In questo l’atteggiamento di Berlusconi e il su o richiamo all’anticomunismo ha avuto l’effetto di un rigurgito d’orgoglio dei vecchi compagni. Oggi la cosa si è moderata e fusa con una stanchezza dell’intera popolazione per il nano del Destino, di cui sono emblema i 4 milioni di voti alle primarie (che non sono certo tutta sinistra).

    Per le ragioni di un sostegno a Prodi, non vorrei che si sviasse il discorso:

    1) quando si parla di finanziamenti a questo o quell’ente , si parla di influenzare vite umane. Un decimo di punto percentuale può decidere il destino di migliaia di persone quindi non snobbiano questo decimo. Delle volte la vita di una persona può essere determinata da un particolare , da una prestazione sanitaria, da una pensione, da un mutuo a cui non si è avuto successo. Sebbene meno elegante e meno ideale della questione palestinese o dei khoisan in africa , il decimo di punto è essenziale :-)

    2) non bisogna creder che chi sostiene Prodi automaticamente accetterà le politiche prodiane. C’è anche chi non lo farà e Prodi rappresenta un piccolo vantaggio su una schiacchiera molto complicata, dove ogni pedina ha la sua importanza in un futuro prossimo dove la battaglia sarà durissima.

    Un semplice cittadino ha un’arma così è meglio una coalizione che vuol mettere mano ai PACS piuttosto che una non ci metterà mano (seppur male) , meglio una che attenderà l’ONU piuttosto una che seguirà Bush,e via dicendo che è il voto, perchè sprecarla?

    saluti

    grazie dello sblocco miguel

  6. Ciao Miguel

    Questo è un caso in cui il commento è ancora più chiarificatore del post.

    E’ vero che la sinistra non deve rinunciare a proporre soluzioni di sinistra, solo per timore di finire nella lista nera di mediaset ( Tanto c’è già ).

    Ed insomma bisogna avere più coraggio nelle innovazioni.

    Ad esempio trovo esemplare la risposta di Prodi su eventuali ritorsioni contro l’ Iran: ” appoggieremo solo le decisioni dell’ Onu”. Già, ma in sede Onu, uno straccio di visione della politica estera bisognerà pur esporla ( o ci si limterà a dire “decidete voi che io mi accodo” ? )

    Insomma, secondo me Prodi avrebbe dovuto dire “noi siamo contrari all’ impiego delle armi come mezzo di ritorsione”. Ma questo, forse, era troppo per un dibattito pre elettorale, in cui si stà attenti sopratutto a non compromettere i consensi già ottenuti.

    Spero che le cose migliorino una volta al governo.

    Munchhausen

  7. utente anonimo says:

    >…Berlusconi è certamente una bestia puzzolente…MM<
    Da medico delle bestie (puzzolenti o meno:-) ) protesto energicamente. Ma non s’era detto di esser contro le “demonizzazioni”, quelle animalesche comprese?:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Miguel, che per caso c’hai la TV in “odorama”?

  8. talib says:

    Già, nelle piccole cose sicuramente. Nelle impostazioni fondamentali naturalmente no. In più, a continuare a prendere le distanze dai violenti, dai contestatori, dai terroristi, dai palestinesi, dall’islam, dalla foca monaca, mi sa inizieranno a restare pochini, questi sinistri sinistri. Ma sinistra può non coniugarsi con terzomondismo?

    Munchausen, secondo me non è che la sinistra si comporti così per mediaset, ma perchè gli Italiani non sono più di sinistra, semplicemente. Essere di sinistra ora significa fare un contratto in perdita, il resto è demagogia.

  9. utente anonimo says:

    Miguel,

    rimango convinto che quello 0,7% sia l’Universo Mondo e che fuori di esso ci siano solo fole, fantasie, illusioni figlie di errori, sbagli di persona, scudetti dell’Inter, ossessioni personali.

    Sull’ONU credo abbia ragione Prodi: dato che il Consiglio di Sicurezza non si metterà d’accordo per gli interessi divergenti, avere uno straccio di politica estera sarebbe uno spreco di forze e un inutile motivo di discussioni dentro l’Unione.

    x Munchausen: va bene essere contro le guerre preventive ma escludere l’uso delle armi come ritorsione non è esagerato? Almeno dicci come ritorsione per che cosa.

    Francesco

    PS io non ho seguito se non con un quinto di orecchio, sono riuscito a beccare Prodi che usava delle parole sconce (concertazione) e ho rideciso di votare Forza Italia.

  10. kelebek says:

    Per Ritvan,

    hai ragione, chiedo scusa alle bestie per il paragone con Berlusconi :-)

    Comunque come caprone espiatorio ci sta bene.

    Miguel Martinez

  11. “Prodi: ovvero la felicità della buona politica.”

    sublime…

  12. kelebek says:

    Per Francesco,

    ho detto che non sono contrario a chi vota, quindi per coerenza non ti rimprovero :-)

    Miguel Martinez

  13. kelebek says:

    Per Filomeno,

    so che in passato ci siamo scontrati con una certa virulenza, e la colpa è anche mia.

    I nostri rapporti sarebbero più semplici, se fosse chiaro che partiamo da presupposti diversi, non necessariamente opposti.

    Condivido quello che dici sull’antiberlusconismo come eredità di un certo atteggiamento del PCI, che io chiamo genericamente e un po’ imprecisamente, “stalinismo”.

    Immagino che concorderai, però, che c’è una differenza tra il togliattismo dei tempi della lotta di classe e della divisione del mondo in due poli, e oggi, che non c’è molto a distinguere i due programmi: per questo direi che è la forma dello stalinismo, senza però contenuti altrettanto forti.

    E se posso giustificare lo stalinismo di un contadino calabrese o di un operaio milanese nel 1950, trovo più difficile giustificare lo stalinismo di un liberale nel 2006.

    Non commento il secondo punto che sollevi, perché tutto dipende dalle priorità che ognuno di noi ha.

    Per quanto riguarda il terzo punto, invertirei la questione dei tempi: è solo durante le elezioni che noi possiamo influenzare gli eletti.

    E quindi possiamo ragionevolmente pensare che una volta eletti, faranno ancora di meno di ciò che hanno promesso durante le elezioni.

    Per questo, è adesso che ci devono giurare con il sangue che non muoveranno guerre, che accetteranno il PACS e tutto il resto.

    Miguel Martinez

  14. kelebek says:

    Per Munchhausen,

    tu dici:

    “E’ vero che la sinistra non deve rinunciare a proporre soluzioni di sinistra”

    Forse il problema sta lì: nel considerare “la sinistra” di sinistra.

    La domanda si potrebbe riformulare così:

    “perché mai una coalizione tra le cooperative, il Monte dei Paschi di Siena, De Benedetti, alcune banche americane, i capitali filo-europei dovrebbe proporre soluzioni di sinistra”?

    Porre la domanda in questi termini ci aiuterebbe a prendere una maggiore distanza psicologica.

    Il che non vuol dire necessariamente non votare: quello che mi interessa è l’atteggiamento che abbiamo, e che conta molto di più del quarantamilionesimo di voto che ognuno di noi può esprimere o non esprimere.

    Miguel Martinez

  15. AndreaRusso says:

    Bel post e bei commenti. Forse scriverò qualcosina anch’io sul patetico scontro tra il reazionario e il liberale…

    Andrea

  16. utente anonimo says:

    Miguel,

    va bene ignorare chi è così vicino alle bestie da votare Berlusconi, ma potreste dettagliare qualche contenuto della Vera Sinistra?

    Ad oggi trovo a fatica:

    1) favorire la proliferazione delle armi nucleari come mezzo di resistenza contro l’Impero;

    2) permettere che gruppi umani che non sono famiglie fingano di esserlo;

    3) sostenere le lotte dei palestinesi e di alcuni iracheni contro … diciamo per …., beh qui la cosa diventa complessa e soprassedete. Però sempre dalla parte di chi lotta.

    Non è che questo mi convinca più di tanto.

    Il divertente è che, nella misura in cui la Vera Sinistra di distingue da quella falsa di Prodi in termini quasi esclusivi di critica a quest’ultima, ne ricalca il comportamento nei confronti di Berlusconi.

    Alla fine dovremo chiamarti Romano Martinez :))))))

    Ciao

    Francesco

  17. kelebek says:

    Per Francesco,

    1) ho visto che gli americani stanno vendendo materiale nucleare all’India in modo da permetterle di triplicare il proprio arsenale nucleare…

    2) qui nessuno finge di “essere famiglia”. Molto più semplicemente, si chiede di regolamentare convivenze di ogni sorta, a prescindere completamente da ciò che noi immaginiamo facciano a letto – anche due anziane pensionate che convivono per risparmiare sull’affitto.

    3) Stare dalla parte di chi resiste a un’aggressione non è “di sinistra”. E’ semplicemente da persona con un minimo di coscienza.

    Miguel Martinez

  18. utente anonimo says:

    caro Miguel,

    1) la tua prima risposta non è buona, sei tu quello etico, non l’Impero. Se per resistergli devi diventare come lui, come puoi pensare che io scelga te al suo posto? Non ho seguito l’accordo nucleare USA-India, non trovo che cambi i termini fondamentali, l’India è una Grande Potenza e una potenza nucleare da tempo, al massimo si potrebbe recriminare su chi li abbia aiutati ad iniziare.

    2) Può darsi, a me pare che una parte cospicua dei pro-pacs ce l’abbia proprio con la famiglia. Se hai ragione tu, io e Ruini siamo con te.

    3) Questo tuo postulato è da sostenere, se non da dimostrare (che non si può, con i postulati). Perchè non inizi a definire i soggetti della tua frase? Chi è l’aggredito, lo Stato Iraq, il popolo iracheno, una parte del popolo, la minoranza sunnita, il dittatore Saddam e i suoi accoliti? Fai le cose troppo facili ma io sono italiano, giochiamo questo gioco sulla nostra pelle da migliaia di anni …

    Ciao

    Francesco

  19. utente anonimo says:

    Eppoi io avevo chiesto dei contenuti della Vera Sinistra, che dovrebbe essere quella cosa che lavora o lotta per un mondo migliore di quello “a pensiero unico” imposto dalla vittoria dei paesi capitalisti a guida usana contro il blocco “comunista” a guida sovietica.

    Francesco

  20. utente anonimo says:

    >Stare dalla parte di chi resiste a un’aggressione non è “di sinistra”. E’ semplicemente da persona con un minimo di coscienza. M. M.<
    Le “onorate” famiglie di Scampia (Napoli) che “resistono” all’aggresione dei biechi carabinieri a colpi di vasi di fiori in testa, sentitamente ringraziano:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Come “frittata” non c’è male, vero?:-)

  21. utente anonimo says:

    >…Chi è l’aggredito, lo Stato Iraq, il popolo iracheno, una parte del popolo, la minoranza sunnita, il dittatore Saddam e i suoi accoliti? Francesco<
    Ma lo Stato iracheno+il popolo iracheno en bloc, of course. Come lo fu l’Ungheria nel 1956, la Cecoslovacchia nel 1968 e l’Afghanistan (nell’anno che non mi ricordo, ma sempre ad opera di chi aggredì i suddetti), però non ricordo manifestazioni di protesta a favore degli aggrediti. Strano…mah, forse dipendeva dal fatto che l’esercito italiano non vi partecipò o forse dal fatto che gli Antiimperialisti di oggi a quel tempo andavano all’asilo nido:-).

    Ciao

    Ritvan

  22. utente anonimo says:

    Ritvan

    così la butti in caciara e la fai troppo facile. Oltre a fare un torto a Miguel.

    Aspetto la sua risposta.

    Francesco

  23. utente anonimo says:

    >Ritvan così la butti in caciara<
    Ah, sì? Ricordare altre aggressioni tu lo chiami “caciara”? Vabbè, veniamo a tempi più recenti. Come si sa (solo in Albania, credo:-)) il Kosovo – abitato per più del 95% da albanesi – fu graziosamente regalato nel 1913 dalle cosiddette “Grandi Potenze” (gli “imperialisti” dell’epoca)

    alla Serbia che l’aveva appena occupato manu militari. Dopo circa 85 anni di occupazione gli albanesi si ribellarono, lo Stato serbo iniziò a sterminarli, la NATO intervenne e i cosiddetti “antiimperialisti” che ti fanno? Piangono ancora per il bombardamento di Belgrado e maledicono D’Alema. Ma per favore, 14 pesi e 256 misure!

    >e la fai troppo facile.<
    Non la faccio affatto facile. Faccio solo dei paragoni storici.

    >Oltre a fare un torto a Miguel.<
    Ingraziarsi i “padroni di casa” va bene, ma con misura:-).

    >Aspetto la sua risposta.<
    Aspetta pure. Ma non credo sarà diversa dalla mia.

    >Francesco<
    Ciao

    Ritvan

  24. kelebek says:

    Per Ritvan,

    mi fa venire il prurito alle mani quando sento dire “non ricordo manifestazioni”.

    Se a qualcuno sta a cuore l’Ungheria, o la Cecoslovacchia, o l’Afghanistan, perché non organizza lui una manifestazione?

    O pensa che la sinistra sia una sorta di macchina addetta a sfornare le manifestazioni che quel critico vorrebbe che qualcun altro facesse?

    Miguel Martinez

    p.s. Ovviamente, visto che all’epoca eri in Albania, tu sei assente giustificato.

    A patto che mi porti un certificato in cui dichiari che se avessi potuto, avresti organizzato tu una manifestazione per l’Ungheria, o la Cecoslovacchia, o l’Afghanistan.

  25. utente anonimo says:

    Miguel

    tu non sei “di sinistra”.

    Sei un autodefinito anti-imperialista, indifferente alle bandierine.

    Quindi le aggressioni imperialissime del ’56 e del ’68 e del ’79 avrebbero dovuto vederti in piazza per primo.

    Al massimo nel ’79 potevi sostenere che l’Afghanistan era sotto atttacco della CIA e che i Sovietici lo andavano a difendere.

    Ritvan, il commento 21 è serio o no? io non ci arrivo.

    Francesco

    PS nel 1799, l’Italia fu invasa o liberata dai francesi?

  26. kelebek says:

    Per Francesco,

    Veramente i miei contatti in Afghanistan sono soprattutto con un gruppo maoista che si oppose con le armi all’invasione sovietica, e che oggi invece si oppone con uguale determinazione all’occupazione statunitense :-)

    A chi lo accusava di essere stato oggettivamente alleato degli americani negli anni ’80, un mio amico afghano rispose, dicendo che “eravamo giovani e non conoscevamo ancora gli americani”.

    Rimane comunque il problema delle persone di destra che si lamentano regolarmente di come la sinistra (e non gli antimperialisti) “non scendono in piazza per…” e giù una serie di cause.

    In realtà, nel caso dell’Ungheria, ci furono manifestazioni anche violente, organizzate dall’MSI, con tanto di assalto alle Botteghe Oscure di Roma: ci fu un futuro consigliere comunale che perse anche la mano lanciando una bomba carta contro la sede del PCI.

    Mentre per la Cecoslovacchia, ci furono giorni e giorni di manifestazioni, organizzate sia dall’MSI che dai Giovani Liberali.

    Quindi chi dice “non ho visto manifestazioni” (ripeto, non ce l’ho con Ritvan) non sa nemmeno di cosa parla…

    In realtà, per i comunisti filosovietici, il problema era un po’ diverso: essi non cercavano di opporsi a qualunque violazione della legalità internazionale, ma sostenevano che esisteva un campo socialista che era sotto attacco da parte dei paesi capitalisti, e quindi i vari paesi del mondo – Ungheria compresa – erano semplicemente fronti di questa guerra.

    Una posizione semplicistica e con conseguenze tragiche, ma che non permette di accusarli di scarsa coerenza.

    Oggi restano tracce di un simile atteggiamento in chi esita a criticare le azioni russe in Cecenia, da parte di chi spera che Putin possa fare da argine alle ambizioni americane, o in chi crede che i “fondamentalisti islamici” siano la longa manus della CIA.

    Sono atteggiamenti con cui ci siamo scontrati più volte, esistono…

    Miguel Martinez

  27. utente anonimo says:

    Veramente i miei contatti in un gruppo maoista che si oppose con le armi all’invasione sovietica, e che oggi invece si oppone con uguale determinazione all’occupazione statunitense :-)

    Ecco, se dovevi trovarmi qualcuno peggiore degli invasori sovietici e onusiani ci sei riuscito :)

    Un gruppo maoista (la seconda versione più sanguinaria del comunismo dopo il polpottismo), anche se etnicamente puro al 100%, è peggio.

    E io insisto a giudicare con il metro del Bene e del Male, e non della Resistenza e dell’Invasione.

    Ciao

    Francesco

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