Il nostro agente a Marano

Ho avuto la fortuna di vedere Mauro Bertini alcuni mesi fa a Firenze, all’ormai storica premiazione della Mezzaluna d’Oro. Un toscanaccio autentico, finito per caso a vivere in uno dei comuni più infelici del napoletano. Presentatosi come candidato a perdere, si è trovato sindaco per caso quando tutti gli altri candidati sono stati arrestati per camorra. E’ stato poi rieletto due volte da una popolazione entusiasta.

In questi giorni è sotto un feroce attacco. Da destra, perché è rimasto forse l’ultimo amministratore di sinistra ad avere dei contenuti e non solo un’identità di vuota. Da sinistra, perché sarebbe il cretino, per non dire il traditore, che con la sua insistenza sui contenuti mette a rischio l’unica cosa che conti, che è far prendere più gol, pardon, voti, alla squadra di centrosinistra.

Questa intervista con Antonello Caporale di Repubblica mostra molto bene il carattere di una delle pochissime persone per cui rischierei di andare a votare.


Parla il sindaco sotto accusa "Isterismi elettorali io resto qua"

ROMASindaco Bertini, lei è il solito passaguai.
"Assolutamente sì: passaguai matricolato".

Solo chi non la conosce non sa quante ne ha combinate.

"Tantissime, eh eh eh…".

Se lo può permettere?

"Fui eletto grazie a un blitz della polizia che tolse di mezzo tutti i miei competitori. Li arrestarono e io che mi ero candidato per pura testimonianza venni eletto".

I concittadini di Marano non ebbero scelta.

"In quel caso no".

O il comunista oppure il comunista.

"Hanno avuto altre due occasioni per redimersi. Non l’hanno fatto".

E lei parla sempre come le viene.

"Esattamente. Mi viene di dirlo e dico".

Non ci pensa.

"Penso, dunque parlo".

Fassino pensa che lei parla troppo ed è ora che si faccia da parte.

"Fassino? Lungo e cretino".

Anche Diliberto si dissocia.

"Ma no!"

Sì.

"Mi ha chiamato e non l’ho sentito minimamente turbato".

Si sarà turbato dopo la telefonata.

"Ah!".

Si dimetta, compia un gesto di responsabilità.

"Senta: le mie opinioni sono state lungamente e reiteratamente illustrate".

Si dimetta.
"Tra due mesi la mia vita politica finisce".

Se è così, allora resti pure.
"Seimila metri quadrati intorno alla vecchia masseria che ho riattato".

Caprette?

"Anche asini. 230 animali da cortile, bellissimo".

Complimenti.

"Quindi, come vede, questi isterismi pre elettorali lasciano il tempo che trovano. Due giorni e si calmeranno".


Lei però è teso.

"Tranquillissimo".

Un po’ nervoso.

"Adesso sto lavorando a un progetto di commercio equo e solidale, non mi distraggo".

Lei è abituato alla lotta.

"E devo avere paura di un Fassino che parla senza sapere?".

Potrebbe mitigare, smentire, precisare, o anche ricredersi. Farebbe un figurone, come Calderoli.

"Ma lei non mi conosce proprio".

Il ministro dell’Interno ha deliberato di sciogliere il suo Comune per infiltrazioni camorristiche.
"E non dimentichi che sono stato anche inquisito per il 416 bis"

Anche il 416 bis?

"Ho vinto su tutti i fronti. Sono arrivato al Consiglio di Stato. Sono qua, penso onestamente. E qua rimango".

Tanto a maggio farà il contadino.
"Ha capito adesso? La scena politica per me è finita"

Caprette, maiali, asini.

"Esattamente".

(a. c.) (22 febbraio 2006)

 

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21 Responses to Il nostro agente a Marano

  1. talib says:

    bellissima intervista!

  2. utente anonimo says:

    >”Seimila metri quadrati intorno alla vecchia masseria che ho riattato”.

    Caprette?

    “Anche asini. 230 animali da cortile, bellissimo”<
    Ma allora quel Bertini lì è uno sporko kulak!!! Tutto quel bendiddio solo per sè?! Non ne ha fatto una cooperativa equa e solidale?! Kompagni, che aspettiamo ad andare a fargli un bell’esproprio proletario, con susseguente cena pantagruelica di capretti allo spiedo da offrire ai poveri disoccupati napoletani?! Avanti o popolo alla riscossaaaaaaa!!!!

    Ritvan

  3. talib says:

    Ritvy proponiti come Regio Veterinario della masseria!

  4. kelebek says:

    Io non capirò mai le persone che confondono il monachesimo cattolico con il comunismo.

    Il monachesimo cattolico esalta la povertà individuale.

    Il comunismo cerca una soluzione generale e politica al problema della povertà.

    Ora, è vero che tra i fattori che hanno mobilitato tanti a sostegno di movimenti comunisti, c’è anche un elemento di brutale invidia personale, oppure di generosità.

    Ma non è certo il dovere di un comunista essere povero.

    Miguel Martinez

  5. utente anonimo says:

    Sì, Talib, per essere pagato – come si dice dalle parti d’origine di Bertini – “a babbo morto”:-). Ma non lo sai che per tipetti equi e solidali come lui i liberi professionisti – compresi i veterinari regi o repubblicani che siano – sono solo delle sanguisughe che sfruttano il povero contadino, incalliti evasori fiscali con la laurea che vanno abbattuti a vista? Naaaa, preferisco fargli un bell’esproprio proletario. Caruso, Casarini, dove siete? A me, a me!:-)

    Ciao

    Ritvan

  6. talib says:

    e gli auguri anche la mastite alle su’mucche?!

  7. utente anonimo says:

    >Io non capirò mai le persone che confondono il monachesimo cattolico con il comunismo.<
    Il problema è tutto tuo, caro Miguel.

    >Il monachesimo cattolico esalta la povertà individuale.<
    Mah, mica tanto. Si racconta di uno che, incantato dall’elogio della povertà individuale (e ricchezza colletiva:-) ) dei monasteri cristiani, è entrato come frate in uno di essi. Ovviamente, ha dovuto intestare al monastero l’unica ricchezza che aveva, una vigna che produceva ottimo vino.

    Una sera, a cena, mentre bevevano vino, i frati lo trovarono squisito e cominciarono a lodarlo. “Eh, non c’è che dire, è il vino della mia vigna, non ha eguali” si vantò l’omino. E il priore subito lo fulminò:”Figliuolo, stai peccando gravemente, qui non c’è MIO e TUO, qui è tutto NOSTRO”.

    L’omino incassò e stette zitto, ma la sera dopo attuò la vendetta. Si mostrò molto sofferente e, quando il priore gli chiese cosa avesse, rispose:”Ci fa molto male la testa e ho paura che ci siamo presi una brutta malattia”. “Figliuolo – lo redarguì il priore – non fare il menagramo, sei solo tu a star male, noialtri stiamo benissimo e non abbiamo alcuna malattia, grazie a Dio!”.

    “Ah si? – replicò l’omino – quando c’è da bere il vino la MIA vigna è NOSTRA, mentre quando c’è il mal di testa in giro me lo devo tenere tutto per me! Ma andate un po’ aff…!” E si riprese la vigna e se ne andò.

    >Il comunismo cerca una soluzione generale e politica al problema della povertà.<
    Certo, GENERALE. Infatti, la povertà la generalizza (tranne che per i gerarchi, ovviamente):-).

    >Ora, è vero che tra i fattori che hanno mobilitato tanti a sostegno di movimenti comunisti, c’è anche un elemento di brutale invidia personale, oppure di generosità.<
    Certo, lo ammetto. L’ultimo e più illuminato esempio è quello di Eddy Merckx. Il quale recentemente si è recato a Cuba, dove ha regalato una bicicletta da corsa al Leader Maximo, accompagnando il gesto con le roboanti parole:”Fidel Castro è un grande leader, un uomo che vive consacrato al suo Paese e che, per l’embargo che subisce, è degno di ammirazione”.(fonte “La Stampa”)

    Sarà per questo che quando qualcuno dice delle castronerie a volte lo interpellano perentoriamente con l’invito:”Ma va a pedalare, va!”:-).

    >Ma non è certo il dovere di un comunista essere povero.<
    Dovere no. Ma una certa minima coerenza fra dire e fare non guasterebbe.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Sempre a proposito del sullodato pedalatore. Lo sai che differenza c’è fra Marx e Merckx? Nessuna. Entrambi hanno fatto un CAPITALE.:-),

  8. A me sembra più consona la definizione di Fassino verso il sindaco (uno che parla troppo) piuttosto che quella amata dai neocon e dagli antimondialisti (il sindaco di Marano = la vera sinistra), del resto l’intervista (e l’intervistato) mi sembra confermarlo.

    Sulla vicenda vi è stata un concorrere dei media a montare la polemica (lo SCOOP, lo SCANDALO)

    Come comprensibile è l’atteggiamento dei neocon che puntando il dito “ vedete cosa è la sinistra? Sono oltraggiatori dei nostri morti!” volevano spaventare la ggente, e quello degli antimondialisti “vedete cosa è la sinistra? Reprimono la libertà di espressione e hanno dimenticato le rivendicazioni dei popoli oppressi!”, volevano ingraziarsi gli attivisti sensibili a queste tematiche.

    Ehehe quale perfetta sincronia :-)

    E naturalmente questo blog non poteva che partecipare all’orchestra . ;-)

    Sulla vicenda della strada posso dire questo: si può dedicare una strada ad Arafat; è un personaggio ambiguo e la dedica di una strada o meno è dovuta alla propria visione.

    Si può considerare “retorica” la definizione e la si potrebbe cambiare ad esempio con , seconda definizione che a me sembra più appropriata.

    O si poteva lasciar tutto come era, in fondo ci sono dediche nelle nostre strade (da una parte e dall’altra) molto più inquietanti.

    Il sindaco di Marano ha invece fatto un atto che suona di provocazione oltraggiosa ai ragazzi morti in quella strage, cambiando il nome di una strada dedicata a quei ragazzi morti con uno di un leader su cui alcuni (molti) hanno giudizi negativi e che vedono cedevole ad un clima culturale (quello del terrorismo islamico) vicino a quello degli autori della strage che uccise gli italiani a Nassiriya.

    Secondo la sinistra e secondo la maggior parte della persone che conosco (anche non schierate) il sindaco di Marano ha fatto uno cojonata.

    Di fronte alla constatazione di ciò, egli ha tenuto un comportamento ambiguo sul montare la polemica e far passi indietro per rasserenare la situazione.

    Questo è quanto a mio avviso.

    Il giudizio sul sindaco, seppur influenzato da questa stronzata che ha fatto, non dipende strettamente da questo. Bisognerebbe valutare la sua attività amministrativa e solo da questa è possibile giudicare se si tratta di un buon sindaco o di un cattivo sindaco, se è un “uomo della sinistra” oppure è un antimondialista o un neocon.

    Dispiace che non si sia colta l’occassione data per presentare i vari problemi che travagliano la nostra regione sia nelle aree costiere sia in quelle montane.

    Saluti.

    p.s.

    Personalmente sono scettico sulla toponomastica celebrativa. Si dovrebbe farne un uso molto parsimonioso, meglio tenerci (laddove ci sono) i nomi tradizionali delle strade, nomi che ricordano le radici dei luoghi.

  9. utente anonimo says:

    >e gli auguri anche la mastite alle su’mucche?! Talib<
    Ma no, po’re bestie, che colpa c’hanno loro? Perché vanno in giro intruppate in mandrie non vuol dire per forza che siano anch’esse comuniste!:-).

    Ciao

    Ritvan

  10. i’m sorry, dimentico sempre che vale l’HTML e che quindi le parole tra “” non compaiono.

    Mi sembra che l’unica cosa da correggere nel post precedente sia :

    Si può considerare “retorica” la definizione di MARTIRE e la si potrebbe cambiare ad esempio con CADUTI , seconda definizione che a me sembra più appropriata.

  11. utente anonimo says:

    >Il sindaco di Marano ha invece fatto un atto che suona di provocazione oltraggiosa ai ragazzi morti in quella strage, cambiando il nome di una strada dedicata a quei ragazzi morti con uno di un leader su cui alcuni (molti) hanno giudizi negativi e che vedono cedevole ad un clima culturale (quello del terrorismo islamico) vicino a quello degli autori della strage che uccise gli italiani a Nassiriya.

    Secondo la sinistra e secondo la maggior parte della persone che conosco (anche non schierate) il sindaco di Marano ha fatto una cojonata.<
    Anche se non mi conosci, da persona ufficialmente “non schierata” (e manco italiano!) mi iscrivo anch’io nella lista e sottoscrivo il giudizio “testicolare”, caro Filomeno.

    Ciao

    Ritvan

  12. utente anonimo says:

    >Si può considerare “retorica” la definizione di MARTIRE e la si potrebbe cambiare ad esempio con CADUTI , seconda definizione che a me sembra più appropriata.<
    Arrivi tardi, caro Filomeno, la cosa l’avevo già detta io temporibus illis, con l’autorevole supporto del Divino Paravia.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Oddio, non è che sto diventando un DS?:-)

  13. utente anonimo says:

    L’anno scorso la giunta Bertini è stata sciolta x infiltrazione mafiosa, con decreto del ministro degli interni Pisanu, spinto alla grande dal senatore Lauro, che ce l’ha a morte con Bertini. Il sindaco ha fatto ricorso ed ha vinto. Si era detto che la giunta era mafiosa xchè una bella parte dei dipendenti comunali “appartengono” a famiglie malavitose… Sono però persone assunte dal comune negli anni 80-90, quindi sta cosa non è imputabile a Bertini.

    Nonostante non sia vecchissimo, ricordo la prima candidatura di Bertini, avvenuta nel periodo in cui tutti vennero a sapere dei traffici del clan Nuvoletta, fu arrestato Lorenzo Nuvoletta (latitante da decenni…), era il periodo del dopo Falcone-Borsellino, quando la mafia sembrava ad1passo dall’essere sconfitta, quando le trasmissioni di Santoro facevano milioni di spettatori incazzati e volenterosi di cambiare lo schifo intorno a loro.

    E’ in questa atmosfera che è nata la candidatura di Mauro Bertini, maranese fiorentino, tornato a Marano per cambiare la città…

    Devo dire il vero, nel suo primo mandato è innegabile che qualcosa ha fatto (molte cose discutibili sul piano dell’utilità reale, però l’ha fatte…).

    E veniamo ora al suo secondo mandato: stiamo nel 2001. Forza Italia a marano sembra non esista, non si riescono a mettere daccordo, e così il partito del portatore nano di cazzate non presenta il suo simbolo alle elezioni. I candidati potete vederli qui

    Si andò al ballottaggio tra Bertini (i democratici, programma marano, rif.comunista) e Giuseppe Spinosa (restanti del centro-sinistra).

    Vinse Bertini. Ma vediamo chi è Giuseppe Spinosa: vi dico solo questo, perso il ballottaggio, il signor Spinosa passa dai DS a FORZA ITALIA, divenendo capogruppo di forza italia in consiglio comunale!

    Si vocifera che anche i fascisti + accaniti, persone comunque oneste, abbiano votato Bertini e non Spinosa proprio per non dare voti alla camorra… ecco perchè è stato rieletto Bertini! Stiamo sempre a scegliere tra il peggio ed il meno peggio…

    Avendo avuto il suo secondo mandato, e sapendo quindi di non poter+essere rieletto, il Mauro nostrano si disinteressa completamente dei problemi di Marano, dei costruttori camorristici che costruiscono dappertutto, e cerca visibilità nazionale. Vuole 1 seggio a Roma…

    Ecco allora che nasce la storia della via Arafat! Mo dico io(senza entrare nel merito della giustezza della cosa), con tutti i problemi che stanno qua tu pensi ad intitolare una via ad Arafat? Beh, se n’è parlato, quindi ora è famoso…

    A natale lui ed una folta delegazione del comune se ne va in Palestina per incontrare Abu Mazen, ovviamente a spese nostra. Cos’è, vuole risolvere il problema palestinese? Passano le feste e se vuole aspirare ad1seggio a Roma deve dimettersi da sindaco, ma non lo fa: Di Liberto non gli da il seggio. Allora sapete che fa? Modifica una legge comunale che prevede la laurea per il city manager del comune, facendo si che basti aver governato per 5 anni… E’ chiaro che si vuole aparare costruendosi un posto con la nuova giunta…

    Ed ora l’ultima caxxata, dichiara che lo stato d’istraele non ha diritto di esistere. E di nuovo fa parlare di lui. A che aspira sta volta?

    Mauro dillo direttamente, poi vediamo che possiamo fare…

    Ecco chi è il mio sindaco, Mauro Bertini

    MiK

  14. kelebek says:

    Per MiK,

    grazie delle notizie su Bertini.

    Vedo che la tua posizione è critica, ma mi sembra una critica molto onesta.

    Chiaramente, io conosco il Bertini “nazionale” e non quello “locale”, e quindi non sono in grado di risponderti.

    Voglio capire una cosa. Dicono sempre che Bertini avrebbe “cambiato” il nome di una strada da “Martiri di Nassiriya” a “via Arafat”.

    Siccome Bertini è sindaco da diversi mandati, questo può solo significare:

    1) Che quella via si chiamava “Martiri di Nassiriya” già… nel 1990 circa.

    2) Che Bertini abbia messo lui prima un nome e poi l’altro.

    3) Che “Martiri di Nassiriya” fosse semplicemente una proposta alternativa, magari fatta dopo la scelta di chiamare la via “Arafat”.

    Può darsi che ci sia un’altra spiegazione, ma non mi viene in mente.

    Potresti chiarire questo dubbio?

    Grazie

    Miguel Martinez

    Voglio chiederti es

  15. utente anonimo says:

    X MM

    Sulla diatriba “comunista povero” la penso come Ritvan.

    Nulla di male ad essere ricco, un bel po’ di più se da ricco sei consumista peggio degli altri, se compri una fuoriserie quando “Razionalmente ” (termine che amano molto i compagni) potresti accontentarti di qualcosa di meno, etc…

    Non so se rendo

    JZ

  16. Già il problema è che si prendono per “eroi” personaggi senza sapere assolutamente nulla delle vicende, solamente perchè hanno creato problemi alla sinistra.

    Poi mi si rimprovera quando dico che alcuni movimenti politici hanno solo voglia di contestare e sono del tutto privi di progettualità.

    Comunque….. fu il commisario prefettizio ad aver intitolato la strada ai “martiri di Nassiriya” e Bertini annullò la cosa cambiandone il nome in Arafat e disse che non vi erano martiri a pagamento e che semmai bisognava darla ad Arafat vero martire.

    Mik potrà essere più preciso o correggermi.

    saluti

  17. kelebek says:

    Per Filomeno,

    ti ringrazio per aver chiarito il mistero del nome della via di Marano.

    Continui a dire che si parla bene di Bertini solo perché avrebbe creato problemi alla sinistra, senza sapere “nulla delle vicende”.

    Come al solito, la bile ti fa dire cose azzardate. Infatti, non è certamente il mio caso.

    Io non ho “preso per eroe” Bertini né perché ha problemi con la sinistra, né per la vicenda della strada intestata ad Arafat. Una vicenda di cui non mi sono mai occupato.

    Io sono entusiasta di Bertini perché l’ho sentito parlare, per quello che sostiene e per il carattere e le idee che si colgono dalle sue parole.

    Se fosse candidato dalle parti mie, la sinistra avrebbe il mio voto, del tutto a prescindere dai nomi di strade a Marano.

    So che è improbabile, ma se in parlamento andasse una maggioranza di gente come Bertini, farei festa e mi sentirei, per quanto mi è possibile, un “governativo”.

    Insomma, uno così mi riconcilia con la “sinistra”.

    Miguel Martinez

  18. utente anonimo says:

    >So che è improbabile, ma se in parlamento andasse una maggioranza di gente come Bertini, farei festa e mi sentirei, per quanto mi è possibile, un “governativo”.<
    Non è affatto improbabile, Miguel, solo che ci vorrebbe un bel golpe rosso.

    Inoltre, in quel tipo di parlamento con gente come Bertini non esiste “maggioranza” e “opposizione”. Esiste solo L’UNANIMITA’ e si vota solo ed esclusivamente per alzata di mano. Ovviamente la mano la alzano tutti, sempre.

    E, last not but least, temo che la tua gioia durerebbe poco, perché – conoscendoti un pochino – prima o poi finiresti di sicuro in un lager.

    Ciao

    Ritvan

  19. utente anonimo says:

    >Comunque….. fu il commisario prefettizio ad aver intitolato la strada ai “martiri di Nassiriya” e Bertini annullò la cosa cambiandone il nome in Arafat e disse che non vi erano martiri a pagamento e che semmai bisognava darla ad Arafat vero martire.<
    E’ vero, Arafat non era “a pagamento”, poiché non permetteva a nessuno di stipendiarlo come un soldataccio qualsiasi. Lui i soldi dell’ANP se li arraffava da solo, senza uno straccio di contabilità, e li teneva parte nella famosa valigetta lasciata a Suha e parte (la più grossa) in conti svizzeri. A parte il fatto che morì (di vecchiaia o di una misteriosa malattia:AIDS??) nel suo letto e non ammazzato, quanto sopra fa di lui un Vero Martire DOC!

    Ritvan

  20. utente anonimo says:

    Ah, dimenticavo, Miguel, la ricostruzione che fa Filomeno del “calvario” (visto che si abusa di “martiri”, spingo anch’io sull’acceleratore:-) ) della povera via è corretta.

    Ciao

    Ritvan

  21. utente anonimo says:

    Un agente a Marano, finalmente un gatto che cova.

    Aurora.

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