Promemoria per i giornalisti di Libero

MANIFESTAZIONE PER LA PALESTINA DEL 18 FEBBRAIO.

 PROMEMORIA PER I GIORNALISTI DI "LIBERO" (ma non solo)

A cura del Comitato organizzatore della manifestazione per la Palestina del 18 febbraio

Poiché sappiamo che potreste essere costretti a scrivere una montagna di fesserie, pensiamo di farvi cosa gradita fornendovi preventivamente alcuni spunti, risparmiandovi la fatica di dovervi inventare le ovvie manipolazioni da scrivere nei vostri servizi sulla manifestazione.

Cartelli antisemiti al concentramento dei manifestanti a Piazza della Repubblica (Ore 14.00)
Sono subito evidenti striscioni, cartelli e volantini provocatori e antisemiti:
"Palestina libera!" (Non fa menzione del diritto alla sicurezza dello Stato di Israele, quindi è oggettivamente antisemita)
"No alle bombe atomiche di Israele!" (Non fa menzione del nucleare iraniano, e il fatto che questo sia esclusivamente per uso civile è irrilevante, che ne sappiamo di quello che faranno i fanatici islamici? Dunque, anche questo cartello è dichiaratamente antisemita)
"Libertà per Marwan Barghouti" (Si tratta di un evidente messaggio di solidarietà al noto terrorista palestinese, che partecipò all’elaborazione degli accordi di Oslo solo per coprire la sua attività terroristica e per questo è stato giustamente condannato a cinque ergastoli, casomai dovesse sopravvivere al primo)

Imam e slogan islamici alla partenza del corteo in piazza della Repubblica (Ore 15.00)
Il gruppo degli organizzatori si muove compatto al grido "Allah akbar!" (in realtà, un esponente romano del comitato promotore ha proposto "Annamo ar bar" ed ha raccolto immediatamente numerose adesioni, ma questo non farebbe notizia).
Di fronte ad una comitiva di turisti danesi terrorizzati, un imam proclama, enfatizzandola con una vistosa gestualità, una fatwa contro le vignette satiriche sul Profeta Maometto (veramente, si tratta di un immigrato pachistano, residente a Roma da più di venti anni, che spiega ai turisti come raggiungere il Colosseo, ma questo non farebbe notizia).
Gravissimo: un imam barbuto lancia una fatwa contro gli uomini che, contrariamente ai precetti dell’Islam, non si lasciano crescere la barba (questa è proprio inventata di sana pianta, ma può tornare utile a Gennaro Migliore e Fausto Bertinotti ­ sempre perfettamente rasati ­ per attaccare gli organizzatori della manifestazione Stefano Chiarini e Sergio Cararo, irriducibili irsuti).

Bandiere bruciate in Via Cavour ­ Piazza Santa Maria Maggiore (Ore 15.30)
Un gruppo di manifestanti, con l’evidente complicità degli organizzatori, da alle fiamme una bandiera israeliana (per la verità, si tratta di un vessillo della società sportiva Lazio e l’episodio provoca un aspro battibecco all’interno stesso degli organizzatori, una parte ­ minoritaria ­ dei quali è di provata fede biancazzurra, ma detto così finirebbe nelle pagine sportive).

Volantino equivoco a Via dei Fori Imperiali (Ore 16.00)
Viene distribuito un volantino di chiaro stampo brigatista (a voler essere precisi, è un volantino che reclamizza una settimana bianca a Bressanone a prezzi scontati, ma questa notizia non interesserebbe a nessuno).

Kamikaze a Piazza Venezia ­ arrivo del corteo (Ore 16.30)
Gli organizzatori esibiscono in piazza la riproduzione di un’autobomba, per manifestare clamorosamente la loro solidarietà con il terrorismo iracheno (effettivamente, è il solito camioncino che vende bibite e panini, ma messa così è proprio uno scoop). Qualcuno per evidenziare il suo dissenso si è subito allontanato dalla manifestazione.

Al termine della manifestazione, un folto gruppo si dirige minaccioso verso il limitrofo quartiere ebraico, ma viene fortunatamente fermato dall’imponente schieramento delle forze dell’ordine (a dire il vero, si tratta dei manifestanti provenienti dalla Sardegna che stavano sbagliando strada per recarsi alla Stazione Termini e hanno chiesto informazioni ai vigili urbani, ma siamo seri, che notizia sarebbe questa?)

Roma, 17.2.2006
(A maggiore garanzia di prevenzione, il resoconto degli eventi è stato scritto il giorno prima degli eventi stessi. Buon lavoro)

 

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4 Responses to Promemoria per i giornalisti di Libero

  1. Sono d’accordo. I giornalisti di “Libero”, e non solo, daranno il peggio di se stessi, pur di mettere in cattiva luce la manifestazione di oggi. Così va il mondo… Purtroppo.

    Quanto al post di ieri sui presunti “impresentabili” e relative polemiche, direi che ormai c’è un problema di “sovranità nazionale”: Governi e Parlamenti, per così dire, giurano “nelle mani” di altri poteri, dislocati altrove. Non in Italia e neppure in Europa.

    Il problema però è un altro: come coniugare recupero della sovranità nazionale e internazionalismo morale (come rispetto delle dignità dell’uomo a prescindere da qualsiasi “gabbia” identitaria). Cioè, come evitare che una giusta difesa, direi fisiologica, della sovranità nazionale (intesa anche nel senso di una più ampia e stretta unità europea: non mi piace però parlare di europa-nazione…) si possa all’improvviso trasformare, come purtroppo è accaduto nella storia del Novecento, in nazionalismo ( e dunque in qualcosa di patologico)?

  2. … Chiedo scusa: ho dimenticato di “firmare” il mio commento, il n.1.

    Carlo

  3. utente anonimo says:

    Fatto sta che alcune di quelle cose sono successe davvero…

    E se Libero le scrive cosa fa? Diffama la manifestazione o ne mette in luce aspetti ad hoc per diffamarsi da sola?

    JZ

  4. utente anonimo says:

    Excusatio non petita …

    Accusatio manifesta!

    Ciao

    Francesco

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