Bertinotti, Ferrando, Luxuria: lo stalinismo fricchettone

"L’Italia è in Europa ma è leale alleato Usa"
Fausto Bertinotti, intervista a La Repubblica del 06/12/05.

Tre nomi: Francesco Rutelli, Marco Ferrando, Vladimir Luxuria.

Il primo, alcuni giorni fa, ha sollevate ondate di complice silenzio quando ha dichiarato quanto segue:

Un merito del governo Berlusconi e’ stato di ‘migliorare i rapporti con Israele e noi continueremo su questa linea‘. Lo afferma Rutelli. Questo miglioramento e’ stato ‘una delle poche cose positive’ fatte dal governo Berlusconi, ha detto il presidente della Margherita dopo un incontro a Gerusalemme con il premier ad interim israeliano Olmert. E’ emersa ‘una identita’ di vedute sui punti strategici’, ha indicato Rutelli. Olmert ha assicurato che Israele ‘non si fara’ ingannare da Hamas’. [1]

Ora, "noi", se non è un plurale maiestatis, vuol dire, "noi, l’Unione". Quindi, "noi continueremo" sulla linea del sostegno incondizionato a Israele, dell’approvazione sostanziale del Muro dell’Apartheid, della collaborazione economica e militare con i conquistatori, dei ricatti e delle minacce contro gli oppressi, della lotta contro il diritto dei palestinesi di governarsi come vogliono. Buono a sapersi.

Marco Ferrando, al contrario di Rutelli, non ha detto proprio niente. Però l’ineffabile quotidiano Libero ha scovato un libro scritto da lui tre anni fa (pubblicato dai nostri amici della Giovane Talpa) e letto presumiamo da ben pochi. Scava e riscava, un certo Gennaro Sangiuliano ha trovato non si sa a che pagina o in che contesto, questa frase:

«La verità è che la teoria "due popoli, due Stati" si è rivelata totalmente falsa». E ancora: «Semplicemente lo Stato di Israele non è l’espressione dei diritti nazionali ebraici. E’ una creatura storica artificiale».[2]

Fausto Bertinotti si è messo a leggere Libero durante la riunione della direzione di Rifondazione. La scena – descritta dal Corriere della Sera – doveva essere esilarante. Questa volta non agitava il cannocchiale premio che aveva vinto assieme a Sharon, ma il quotidiano di Feltri, dove è riportata la frase di Ferrando:

"Proprio l’opposto di quanto sostiene il segretario, che infatti più legge più gli monta la rabbia. Così, quando la riunione si scioglie, tra i due scoppia un durissimo battibecco. O meglio un monologo, perché Bertinotti è un fiume in piena.

«E’ inammissibile che un nostro candidato esprima una simile posizione, che è assolutamente in-com-pa-ti-bi-le con l’appartenenza a questo partito. Se è così, rimettiamo tutto in discussione». Dove tutto sta per la candidatura come capolista in Abruzzo. «La nostra linea è "due popoli, due Stati" – ribadisce – . Bisogna sostenere il diritto di entrambi, israeliani e palestinesi, ad avere una terra, perché solo così si costruirà una pacifica convivenza». Ferrando prova a spiegarsi, ma il segretario del Prc è furibondo: «Capiscimi bene, Marco: non ammetto deroghe! Siamo sempre stati un partito plurale, ma ci sono confini invalicabili e questo è uno di quelli» grida tra le facce attonite degli altri dirigenti."

Il giorno dopo, Il Corriere della Sera ha teso a Ferrando la classica intervista-trappola, facendogli dire tra l’altro:

E la resistenza irachena?

«Questione più complessa. C’è un diritto sacrosanto all’autodeterminazione e a resistere a forze d’occupazione militare che stanno lì per interessi colonialistici. Poi ci sono diverse concezioni, tra movimenti di resistenza popolare e fondamentalisti. E la resistenza popolare armata è cosa diversa dal terrorismo contro la popolazione civile».

Bertinotti ha quindi deciso unilateralmente di togliere la candidatura a Ferrando, avvisando il Comitato Politico Nazionale con un giro di telefonate.

Ferrando è un politico dalla parlata profondamente noiosa (la sua voce somiglia incredibilmente a quella di Massimo Introvigne), ancorato a una spiegazione trotzkista della storia del Novecento che fa cadere le braccia per dogmatismo. Nell’intervista con Il Corriere ha anche condannato Hamas, non certo per compiacere il giornalista, ma perché nella sua interpretazione inossidabile del mondo, i movimenti a ispirazione religiosa sono necessariamente "reazionari".

Però ha toccato con onestà e coraggio il punto cruciale dei nostri tempi: il diritto alla resistenza, senza comode vie di fuga in fantasiose "nonviolenze", in arcobaleni contro carri armati.

E’ questo il "confine invalicabile", quello che separa alla fine Feltri e Bertinotti da una parte, e le persone perbene dall’altra.

E’ interessante confrontare la liquidazione del poco pittoresco Ferrando con l’accoglienza trionfale riservata a un personaggio a prima vista ben più "trasgressivo", Vladimir Luxuria. Luxuria infatti ci offre un prodotto altissimo dell’industria culturale: lo scandalo senza contenuti, che sta totalmente all’interno dei confini stabiliti.

Non a caso, Luxuria offre consigli di moderazione a un altro personaggio non tanto diverso, il giocoso Francesco Caruso.

Oggi su Repubblica [2] questo candidato, che distribuisce preservativi e cartine da spinello per la sua campagna elettorale dichiara cautamente, "non commento la scelta di espellere Ferrando".

Ma la cosa più interessante è che Luxuria non è solo uno scandalo senza contenuti. E’ in buona sostanza il moderatissimo responsabile del settore gay del Maurizio Costanzo Show, una sorta di soubrette mediatica creata da Mediaset, scelta per suscitare reazioni perfettamente prevedibili.

Da una parte abbiamo il ceto degli emancipati, una categoria di cui pullula l’Italia al di sopra di un certo livello di istruzione. Quelli che non ospiterebbero un Rom in casa e scappano senza dire nulla quando scoprono che il loro interlocutore è sieropositivo, ma non direbbero mai una frase razzista e ci tengono a far sapere che apprezzano tanto lo stile di un trans opportunamente virtuale e televisivo.

Dall’altra abbiamo i trogloditi che confermano lo scandalo, come Gaetano Saya, creatore di fantasiosi gruppi paramilitari, che in un’intervista al Corriere della Sera dice:

«Non abbiamo niente contro i gay, contro i finocchi… Possono lavorare tranquillamente, ma senza essere visti. Devono rimanere il più possibile nascosti. La loro presenza, purtroppo, devia la nostra società. Quando un bambino vede, non so, uno come Vladimir Luxuria, che idee si fa sul sesso? »

Potrebbe benissimo votare per Saya quel padre di famiglia romagnolo e berlusconiano che mi disse, "come lavorano di bocca le trans, non lavora nessuno!"

Nel circuito autoreferente dei media, gli emancipati colgono ovviamente l’occasione per scandalizzarsi dell’esistenza dei trogloditi; anzi, questa dichiarazione pare che abbia costato a Saya la sua candidatura nel Polo.

La Rifondazione di Bertinotti, come dice un mio amico fuoruscito dal partito alcuni anni fa, è stalinismo fricchettone. Ho un grande affetto per tanti militanti ed elettori di Rifondazione, e chiaramente questa definizione non riguarda loro.

Ma – come dimostra la maniera in cui ha liquidato Ferrando – Fausto Bertinotti ha una concezione smisurata del proprio potere, che si appoggia comodamente sul trinariciutismo storico di provenienza togliattiana, che all’epoca serviva almeno per far sopravvivere il partito in epoche durissime.

Il sogno impossibile di Bertinotti è di guidare in maniera stalinista, e quindi arcaica e tetra, i "giovani", i "movimenti" e altre cose effervescenti e modaiole. Il capitalismo genera per propria necessità giochi nuovi e l’insofferenza per quelli vecchi, e questo con un po’ di buona volontà si può spacciare per "alternativo".

Non solo – un capitalismo sempre innovatore e competitivo ha bisogno di giovani dinamici e non conformisti: Rifondazione può così aspirare a essere un po’ come certi movimenti del ’68, serbatoio di futuri pubblicitari non convenzionali, di giornalisti senza scrupoli e di amministratori con una marcia in più.

L’ultima trovata bertinottiana è stata quella di rivolgersi a un’agenzia pubblicitaria statunitense per ricreare l’immagine del suo partito; ci chiediamo come immagini di conciliare i consigli della ditta crea-deputati di Madison Avenue con i vecchi funzionari di lungo corso ed entrambi con i militanti che portano il peso del partito, ma tant’è.

Non so se l’agenzia americana si occupa solo di ideare manifesti elettorali, o se ha voce in capitolo sulla scelta dei candidati e dei programmi di Rifondazione; comunque la ricerca di guitti televisivi da candidare sarebbe certamente in linea.

Abbiamo detto che Luxuria è uno scandalo senza contenuto. Peggio, è stato scelto di proposito per sostituire un contenuto.

In breve, l’Unione aveva discusso se recepire nel proprio programma le direttive europee in materia di coppie di fatto.

Francesco Rutelli – tra i commenti ironici di chi si ricordava la vita allegra che faceva un tempo il giovane radicale – ha deciso di stroncare un testo, peraltro moderato, sul riconoscimento formale delle unioni civili.

Bertinotti ha sbattuto lievemente le palpebre. Ma essendo uomo accorto, ha rimpiazzato il contenuto dei diritti civili con la forma, ben più mediatica, di Vladimir Luxuria.

Tanto, l’importante è cacciare Berlusconi. E ovviamente, compiacere Israele e il Vaticano.

E forse, un giorno, diventare presidente della Camera.


NOTE

[1] ANSA, 13/02/2006 12.44.00.

[2] Livia Michilli «Israele, Stato artificiale» Bertinotti contro Ferrando, Corriere della Sera, sabato, 11 febbraio 2006

L’articolo finisce con un fantastico commento di Paolo Mieli, che ricorda i commenti alle notizie che pubblicano i Testimoni di Geova sulla Torre di Guardia:

BREVE COMMENTO DEL CORRIERE DELLA SERA:

E’ davvero sgradevole, anzi inaccettabile, che Marco Ferrando, un esponente della minoranza di Rifondazione comunista che si rifà alla dottrina troskista, affermi che «semplicemente lo Stato di Israele non è l’espressione dei diritti nazionali ebraici. E’ una creatura storica artificiale» visto che «la verità è che la teoria "due popoli, due Stati" si è rivelata totalmente falsa».

Va dunque apprezzata la reazione indignata del segretario Bertinotti alle parole di Ferrando. Un primo passo per affermare la necessità che nel Parlamento italiano non circolino espressioni che assomigliano a quelle dei teorici di Hamas.

[2] "Per i voti dei disobbedienti profilattici e cartine da fumo", La Repubblica, 17.02.06. 

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22 Responses to Bertinotti, Ferrando, Luxuria: lo stalinismo fricchettone

  1. Evidentemente lo stalinismo era cosa seria (non sto dicendo di essere stalinista nè di condividerne la via scelta dallo stesso per transitare ad una società comunista)rispetto all’allineamento alle forze capitalistiche di Rifondazione. Quando partecipavo alle riunioni di questo partito(che allora era solo movimento)le cose erano un pò diverse, ed anche Bertinotti era un pò diverso. Poi un bel giorno fui espulso, perche da responsabile dei giovani avevo stampato un volantino, senza il consenso dei capi, considerato troppo estremista.

    Fui riammesso qualche anno dopo per essere candidato alla provincia ma durò poco. La deriva omologazionista di Rifondazione era giunta a compimento.

  2. Dimenticavo Trinariciuto:”Termine coniato da Giovanni Guareschi nel ’48 sulla rivista Candido, il termine definiva in senso spregiativo i comunisti con tre narici: la terza narice del naso disperdeva i fumi di un cervello offuscato dall’ideologia comunista.”

    Peccato, avrei preferito essere provvisto di altro organo in più che non una banale narice!

  3. utente anonimo says:

    E dai con ‘sta storia della centralità assoluta del Diritto alla Resistenza.

    Non ti rendi conto che è un autoinganno psicologico per farti piacere tutti i nemici degli Stati Uniti?

    Comunque chi resiste è, in generale, subalterno a chi attacca e finirà o per cedere o per omologarsi. Pochi hanno saputo sviluppare all’interno una forza tale da rendersi autonomi dall’avversario (e di solito ne hanno approfittato per attaccarlo).

    ciao

    Francesco

    PS Rutelli dicendo “noi” intendeva “noi maggioranza della Margherita il cui primo obiettivo politico è liberarsi di Prodi e il secondo accreditarci come ala moderata del Centrosinistra”. Sai che i giochi politici sono complessi qui nello stivale

  4. utente anonimo says:

    Abbastanza d’accordo sul post. Però vorrei un attimo commentare una frase:

    >Da una parte abbiamo il ceto degli emancipati, una categoria di cui pullula l’Italia al di sopra di un certo livello di istruzione. Quelli che non ospiterebbero un Rom in casa e scappano senza dire nulla quando scoprono che il loro interlocutore è sieropositivo, ma non direbbero mai una frase razzista…MM<
    Alla luce della suscritta frase credo proprio di appartenere ad una sottospecie della suddetta “categoria pullulante al disopra di un certo livello d’istruzione”. Perché non vorrai mica dirmi che quella “categoria” sia così granitca e monolitica, vero?

    Ecco, io un rom SCONOSCIUTO CHE NON HA UN LAVORO ONESTO non lo ospiterei mai a casa mia. Ma questo vale anche per un albanese o un esquimese. Al limite, se proprio devo essere pietoso e generoso, gli pagherei il pernottamento in una pensione economica:-). Caro mio, ho moglie e prole e la cosiddetta “normale diligenza del buon padre di famiglia” (come la chiamano i legulei) mi obbliga a comportarmi così. Se tu, invece, vuoi chiamarlo “razzismo”, “classismo” o come meglio credi, accomodati, siamo in democrazia e vige la libertà d’opinione:-).

    Per quanto riguarda il sieropositivo (da HIV, immagino, poiché si può essere “sieropositivi” verso un sacco di altre “bestiacce”), siccome sono laureato in scienze biologiche, non avrei alcun problema a stare in sua compagnia. Certo che se il suddetto mi punta addoso una siringa con cui s’è appena “fatto” il discorso cambia:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Quando venni in Italia nei primi anni ’90, già certi miei connazionali più “intraprendenti” si erano fatti notare dai massmedia italici per le loro azioni di una efferata crudeltà. Un conoscente mi mise in contatto con un imprenditore nel campo degli allevamenti suini a Modena. Ci andai, visitai i suoi allevamenti in sua compagnia e mi ospitò per due notti a casa sua, dove viveva solo con l’anziana madre. (Mi fece anche una generosa proposta di lavoro, che poi si arenò a causa della schifosissima legislazione italica in materia). Quando ci congedammo, gli chiesi, tra il serio e il faceto:”Alberto, toglimi una curiosità, con tutto quel che c’è in materia su giornali e TV, come mai hai ospitato un albanese sconosciuto a casa tua?”

    E lui (che pur essendo emiliano non era affatto comunista, anzi, era proprio “dell’altra parte”) mi rispose serio:”Non credo proprio che un professore universitario, che per di più ne sa di allevamento suinicolo più di me, si abbasserebbe a rubarmi in casa o a fare qualche altra cosa abominevole”.

  5. utente anonimo says:

    Caro RM, nel citare in modo piuttosto approssimativo il grande Guareschi hai fatto un po’ quello che certuni fanno con le citazioni di Marx. Legge del taglione?:-).

    La citazione corretta è questa:

    “…la terza narice ha una sua funzione completamente indipendente dalle altre due: serve di scarico in modo da tener sgombro il cervello dalla materia grigia e permette nello stesso tempo l’accesso al cervello delle direttive di partito che, appunto, debbono sostituire il cervello che appartiene oramai a un altro secolo…Naturalmente la terza narice non è una strettissima prerogativa delle sinistre: io credo che ce ne siano molte altre, distribuite un po’ in ogni dove: quanta gente ha la terza narice e non lo sa ancora? Le confesso che anch’io, alle volte, rileggendo quello che ho scritto e che purtroppo ho già stampato mi guardo perplesso nello specchio. Attenti dunque alla terza narice! (da Mondo Candido 1946-1948).”

    Ciao

    Ritvan

  6. kelebek says:

    Per Ritvan,

    ovviamente non sto parlando di un Rom sconosciuto; diciamo piuttosto che questa gente non arriverebbe mai a conoscere un Rom, per cui ogni Rom gli sarebbe sconosciuto :-)

    Quando ne ospitavo dieci in casa mia, li conoscevo tutti :-)

    Per quanto riguarda il sieropositivo, ho visto persone colte impazzire di terrore alla vicinanza di un sieropositivo. E’ una cosa veramente impressionante.

    Miguel Martinez

  7. georgiamada says:

    non mi piace il tuo scritto troppo prevenuto :-), ma lasciamo perdere non era questo che volevo dire, volevo chiederti un’altra cosa che forse non si capisce bene: dov’è, nell’articolo, il fantastico commento di Mieli (mi riferisco alla prima nota 2) con cui finirebbe l’articolo da te citato?. Ho letto l’articolo in rete ma il commento di Mieli non c’è, forse gli articoli sono diversi in rete e in cartaceo, oppure erano due diversi articoli?.

    Dai miguel Bertinotti non può essere definito uno stalinista (e sai che io non sono mai tenera con bertinotti) via non scherziamo :-), non era neppure comunista, ma socialista della linea Lombardo.

    Ferrando può dire quello che vuole ma a me NON piace per niente, e non lo avrei mai candidato. Caruso invece mi piace, è in gamba. Luxuria non la conosco per niente.

    geo

    P.S

    Sulla canzone araba ti segnalo che nel testo arabo che ho visto avete trovato, le prime righe non sono la poesia, ma una piccola presentazione-dedica dell’autore. Se non lo sapete di già, e non lo avete già tradotto (e a me è sfuggito), posso farvi tradurre quelle poche righe e vedere se il testo corrisponde in tutto alla canzone..

  8. kelebek says:

    Per Georgia,

    Beh, lo so che quando sei d’accordo con me sei perfetta, ma nessuno è perfetto sempre.

    Il commento di Mieli l’ho trovato postato così sulla mailing list di al-Awda.

    Però c’è anche qui, sebbene introdotto con un titolo leggermente diverso:

    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&sez=120&id=15447

    In realtà che fosse di Mieli (e non solo, genericamente, del Corriere) l’ho letto da un’altra parte ancora, adesso faccio fatica a ricostruire dove.

    Ovviamente quando parlo di Bertinotti, non intendo stalinista in senso ideologico, mi riferisco a un metodo che si è imposto nei partiti comunisti del mondo ai tempi di Stalin.

    Volevo anche aggiungere una precisazione, citando Preve su Togliatti come il dirigente del partito più stalinista strutturalmente e meno stalinista ideologicamente…

    Grazie, segnalami tutto sulla canzone, magari anche sul blog di Riccardo, visto che lui si occupa di canzoni contro la guerra.

    Miguel Martinez

  9. kelebek says:

    Aggiungo per tutti un comunicato della Giovane Talpa in merito al caso Ferrando:

    **********

    Nei giorni scorsi è montata una campagna giornalistica contro le dichiarazioni fatte da M. Ferrando in un libro intervista “L’altra Rifondazione” da me curato per le Edizioni GiovaneTalpa nel 2002 in cui si attacca la posizione dei “due popoli e due Stati” sostenuta anche da Rifondazione Comunista. Prima ha cominciato il giornale Libero, il quale ha riprodotto ampi stralci dal libro, a cui è seguito un’articolo del Corriere della Sera (che qui riproduciamo) di ieri 11 febbraio. A tale proposito intendo precisare:

    1) che le edizioni GT (www.giovanetalpa.it) non sono la casa editrice della tendenza politica AMR Progetto Comunista e del suo leader Marco Ferrando (con cui hanno rapporti di collaborazione come con altri gruppi e realtà associative). Il libro è stato una dei vari libri-intervista che abbiamo pubblicato nel passato.

    2) che è evidente quanto sia pretestuoso e interno alla dinamica spettacolare e elettoralistica l’interesse dei mass-media su queste questioni e sulle posizioni rivoluzionarie a proposito della questione mediorientale. La nostra casa editrice ha pubblicato ben tre libri sulla Palestina e sulla questione ebraica, in cui si rendono disponibili ai lettori le classiche posizioni comuniste su questa questione:

    a) “Il marxismo e la questione ebraica”, uno studio scientifico del grande ebreo antisionista Abram Leon, militante rivoluzionario morto ad Auschiwitz.

    b) Il volume “Resistenza & Rivoluzione” con una serie di saggi che ripropongono la posizione comunista e rivoluzionaria per una federazione socialista e democratica in Medio-Oriente.

    c) La “donna e l’islam”, un saggio sul rapporto tra fondamentalismo e movimento femminista in occidente.

    Cordiali saluti,

    Yurii Colombo

  10. georgiamada says:

    mai fidarsi di informazione scorretta ;-).

    Ad ogni mdo ti riporto pe irintero l’articolo da te citato, Mieli non vi appare, lo avrà scritto da altre parti (forse nelle lettere).

    Lo sai che io sono pignola sulle fonti ;-).

    Corriere della sera, 11 febbraio, 2006, p. 13

    «Israele, Stato artificiale» Bertinotti contro Ferrando

    Il leader al trotzkista: inaccettabile, candidatura in forse

    RIFONDAZIONE / L’ esponente della minoranza: le mie idee rimangono

    ROMA – All’ inizio non se ne accorge nessuno, la direzione di Rifondazione è impegnata a discutere del programma dell’ Unione. Poi la copia di Libero comincia a passare di mano in mano e arriva in quelle di Fausto Bertinotti, che non riesce a credere ai suoi occhi. Pagina cinque, titolo: «Nell’ Unione c’ è chi vuole cancellare Israele», e quel “chi” è seduto proprio davanti a lui. Si tratta di Marco Ferrando, trotzkista, uno dei leader della minoranza interna, candidato al Senato. Il quotidiano riporta alcuni stralci tratti dal suo libro “L’ altra Rifondazione”: «La verità è che la teoria “due popoli, due Stati” si è rivelata totalmente falsa». E ancora: «Semplicemente lo Stato di Israele non è l’ espressione dei diritti nazionali ebraici. E’ una creatura storica artificiale». Proprio l’ opposto di quanto sostiene il segretario, che infatti più legge più gli monta la rabbia. Così, quando la riunione si scioglie, tra i due scoppia un durissimo battibecco. O meglio un monologo, perché Bertinotti è un fiume in piena. L’ IRA DEL SEGRETARIO – «E’ inammissibile che un nostro candidato esprima una simile posizione, che è assolutamente in-com-pa-ti-bi-le con l’ appartenenza a questo partito. Se è così, rimettiamo tutto in discussione». Dove tutto sta per la candidatura come capolista in Abruzzo. «La nostra linea è “due popoli, due Stati” – ribadisce -. Bisogna sostenere il diritto di entrambi, israeliani e palestinesi, ad avere una terra, perché solo così si costruirà una pacifica convivenza». Ferrando prova a spiegarsi, ma il segretario del Prc è furibondo: «Capiscimi bene, Marco: non ammetto deroghe! Siamo sempre stati un partito plurale, ma ci sono confini invalicabili e questo è uno di quelli» grida tra le facce attonite degli altri dirigenti. Bertinotti vuol chiudere immediatamente la faccenda per non lasciare spazio a pericolosi equivoci. Così, dopo un paio d’ ore, Ferrando stende un comunicato: «La mia posizione attorno alla questione palestinese non contraddice ovviamente la piena presa d’ atto della posizione maggioritaria del mio partito sull’ argomento, nella sua attuale collocazione». LA PRECISAZIONE – Nella nota la frase “due popoli, due Stati” non compare, ma si sottolinea che arabi ed ebrei devono «convivere pacificamente» e si ribadisce il giudizio negativo verso l’ integralismo islamico e Hamas. «Accetto la posizione del partito – spiega poi – ma le mie convinzioni rimangono». Precisa che il libro in questione è vecchio di tre anni e che le frasi riportate «sono esatte ma estrapolate da un ragionamento: l’ equiparazione tra popolo palestinese e Stato di Israele è storicamente insostenibile, perché quest’ ultimo è nato da un atto di esproprio. Sono favorevole a uno Stato arabo-palestinese con il diritto di autodeterminazione della minoranza ebraica». Ferrando cerca di minimizzare lo scontro col segretario: «Ma quale incidente diplomatico, abbiamo solo discusso! I nostri rapporti restano sereni e rispettosi». Certo, le parole pubblicate da Libero hanno lasciato i colleghi di partito tanto arrabbiati quanto basiti: «Sapevamo che sul Medioriente aveva una posizione diversa, ma non gli abbiamo mai sentito dire quelle cose» dicono Giovanni Russo Spena, Ramon Mantovani, Rina Gagliardi. «E’ vero, non ne ho mai parlato – ammette lui – ma solo perché ci siamo concentrati sulla politica interna».

    Livia Michilli

  11. utente anonimo says:

    < Nella sua interpretazione inossidabile del mondo, i movimenti a ispirazione religiosa sono necessariamente "reazionari". >

    ….Caro Miguel, ti sembrerà strano ma condivido appieno questa interpretazione, il problema è che la si applica solo ai Cattolici nel 90% dei casi !

    Aggiungo a corollario questa frase di Pisacane (presa da un sito “cattolicista” :-) che se scandalizza:

    ___La religione è un effetto dell’ignoranza e del terrore; l’uomo deifica ogni forza ignota che lo spaventa____

    ….Difficile udire così tanta saggezza in così poche parole !

    ….Trasformiamo gli Edifici Religiosi in Cineforum Scientisti di filmati Superquark….e il Mondo sarà migliore !

    Davide

  12. AndreaRusso says:

    Ho letto tutto sui giornali quello che riporti tu sul tuo post, Miguel. E’ una vergogna, con Rutelli che chiede a Berty “lealtà”, Letta (Enrico) che vuole convincere il partito a liberalizzare, Bertinotti che vuole imporre la linea arcobaleno a tutti con la sua claque parlamentare…

    Certo, non sono d’accordo con Ferrando su Hamas, su Chavez o altro. Nonostante questo però, rimango iscirtto ai Giovani Comunisti del P.R.C. da ferrandiano convinto, perchè la sua corrente è una delle poche coerenti, forse l’unica in grado di contrastare davvero il bertinottismo e i suoi riprovevoli esiti. E sostiene molte delle cose che dice anche Preve.

    Però non è giusto, il post su Caruso intervistato dal “Corsera” che distribisce presevartivi e cartine lo volevo fare io! :-))))) Va beh, io farò un altro post che prende cose del “Corriere”, se ti va di passare da me…saluti!

    Andrea

  13. utente anonimo says:

    Davide, te l’ha mai detto nessuno che con le idee sulle religioni che ti ritrovi (in compagnia di uno che fu tanto intelligente e buon conoscitore dell’animo umano da andare a farsi infilzare come un pollo dai forconi dei contadini che voleva “liberare”) saresti un graditissimo membro di qualsiasi gruppuscolo marxista-leninista-stalinista-maoista-castrista e chi più ne ha più ne metta? Medita caro, medita, non è mai troppo tardi….:-).

    Ciao

    Ritvan

  14. Sai Miguel, ti leggevo e pensavo una cosa.

    Mettiamo che un governo dell’Unione faccia il peggio possibile, ma proprio il peggio pensabile, chennesò, Tony Blair, che per me è proprio l’incubo degli incubi.

    Tornando a Bertinotti, insomma mi domandavo: quante possibilità ci sono che il PRC esca dal prossimo governo anche in presenza di schifezze, guerre e quant’altro? Secondo me ben poche, forse nessuna. Ho sempre pensato che Bertinotti sia uscito sulla finanziaria ’98 perché sapeva perfettamente che di lì a poco ci sarebbe stata la guerra e non volle far cadere il governo sulla guerra. Tantomeno uscirebbe adesso. Come cambiano velocemente le cose…

  15. utente anonimo says:

    I politici italiani non è che possono dire quello che gli pare in politica estera. Devono necessariamente compiacere i loro padroni , a costo di distruggere tutti i nostri rapporti commerciali coi paesi islamici. Che gliene frega a loro? Non è che davvero decidono qualcosa, sono attori messi li per far credere al popolo ignorante che esiste la democrazia.

  16. utente anonimo says:

    Solo due righe per dire che questo post mi e’ piaciuto molto. Riguardo a Luxuria non conoscevo i retroscena e mi sembrava una candidatura coraggiosa e basta… che infinita tristezza.

    upuaut

  17. utente anonimo says:

    Bel Pezzo MM, te lo dice un avversario, puoi crederci… ;)

    JZ

    P.S:anche con me c’è il problema della stampante, ma nn posso aiutarti purtroppo :(

  18. utente anonimo says:

    Io però non vedo differenza tra i pacs e la candidatura di luxuria. Entrambi esprimono bene quella volontà di omologazione totale allo status quo che attraversa i gruppi organizzati di omosessuali. Fino al delirio dei neocrociati gay. p

    Felice chi è diverso

    essendo egli diverso.

    Ma guai a chi è diverso

    essendo egli comune.

  19. Beh, Luxuria in realtà ha fatto molto nel movimento, prima dopo e durante la sua partecipazione da costanzo.

    Non mi sembra si possa definire “senza contenuto”.

  20. talib says:

    Riguardo al commento 14, credo anche io che Rifondazione si stia attrezzando per non mollare i cadreghini. Una bella rimescolata interna e chi non ci sta se ne vada a spasso.

  21. utente anonimo says:

    Luxuria ha alle spalle una storia personale molto dura. Dire che non ha contenuti dimostra una leggere omofobia, radicatissima purtroppo a sinistra.

    La sinistra pulula di candidati scialbi e senza contenuti. Vladimir Luxuria di contenuti ne ha. A meno che il suo essere transessuale non vi sia di tale fastidio che non riuscite ad approfondire.

  22. utente anonimo says:

    Trappola di un’intervista : gatta ci covava.

    Aurora.

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