Ancora su Caresto

L’otto di gennaio, ho postato un breve commento su questo blog riguardante il tema della Comunità Caresto, per informare che il sito Kelebek aveva messo in rete alcune pagine critiche su tale associazione, come atto di solidarietà contro la censura di quelle stesse pagine su un altro server.

Ne è nata una vivace discussione, del tutto indipendente dagli altri temi trattati su questo blog: stamattina eravamo a 97 commenti, comprese alcune testimonianze molto interessanti, di una parte e dell’altra.

Stamattina ci sono alcune novità:

- il sito critico è stato aggiornato dai suoi autori. Data la mia incompetenza in materia di Caresto, non so bene cosa abbiano cambiato, ma ai frequentatori ed ex-frequentatori, le modifiche probabilmente risulteranno subito evidenti.

- la discussione nei commenti al primo post è stata chiusa e si invita tutti a spostarsi sui commenti a questo post.

- i commenti al vecchio post sono stati tutti salvati e messi sul sito Kelebek.

- su questo blog, è stato creato un apposito "tag" intitolato a Caresto. Questo vuol dire che per rintracciare i post su questo blog che parlano di Caresto, basta andare nella colonna di destra, sotto "argomenti", e cercare "Caresto". In ogni caso, l’indirizzo per tutti i post riguardanti Caresto è http://kelebek.splinder.com/tag/caresto.

Infine, vorrei ricordare ai sostenitori della Comunità Caresto che il sito Kelebek ha promesso che darà il più ampio spazio a ogni replica, ma non ha ancora ricevuto alcun testo da pubblicare.

E’ facile cadere in equivoci – ad esempio, pubblicando un messaggio personale inviato a Kelebek come se fosse una replica ufficiale di Caresto, o viceversa evitando di pubblicare una replica perché lo si è scambiato per un messaggio personale.

Per questo, chiede a chi vuole che si pubblichi una replica:

– di specificare che si tratta appunto di una replica

– di precisare a che titolo si scrive (personale, ufficioso, ufficiale, eccetera)

– di indirizzarla a kelebek@imolanet.com. Questo indirizzo è dotato di filtro antispam, per cui, se non si dovesse ricevere una risposta entro tempi ragionevoli, può darsi che il messaggio sia stato intercettato per errore dal filtro. In tal caso, si dovrebbe rimandare il messaggio, possibilmente da un altro account.

richiedere e autorizzare esplicitamente la pubblicazione.

Ringrazio in anticipo la Comunità e i suoi amici.  

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58 Responses to Ancora su Caresto

  1. utente anonimo says:

    Complimenti ancora agli autori del sito: pensavo che avessero raggiunto l’apice e invece sono riusciti a fare di meglio, hanno proprio dato fondo a tutte le loro riserve di veleno e sputare ancora più mer.a con un odio inaudito. COMPLIMENTI!!! E poi sono stati ottimi anche nella gestione dei commenti, infatti nella sezione “abusi” hanno aggiunto il commento di Ornella evitando accuratamente di pubblicare le risposte (presenti sempre nei commenti al post di Miguel per la precisione il 93 ed il 73) delle altre due persone a cui si fa riferimento… Però bel colpo. Poi vorrei commentare questa frase (anche se si commenta da sola): “C’è un clima di tensione e di paura generalizzato: nessuno parla, nessuno si oppone a nulla di ciò che viene fatto o detto, perchè le persone hanno paura delle sue (di Don Piero & C.) ritorsioni. E’ davvero un clima che assomiglia molto – con le dovute proporzioni – ai regimi totalitari: uso della stampa, intimidazioni, clima poliziesco e di controllo, mancanza di libertà.” Allora, io abito a Sant’Angelo e vorrei sapere ma con che coerenza e soprattutto con che coraggio si possono dire queste cose? Ragazzi le parole sono importanti, come si può fare un’affermazione del genere? Io non ho veramente parole anche perchè un “sito critico di documentazione” è una cosa, ma un sito ANONIMO dove gli autori si permettono di dire ciò che vogliono, nella maniera a loro più favorevole, a volte manipolando addirittura le informazioni è tutta ben altra cosa! Credo inoltre, e questo me lo fa pensare il tono del sito, ovunque alimentato dall’odio, che dietro a questa pseudo-critica, ci sia qualcosa che vada al di là della semplice volontà di denuncia, ma storie e, qui mi sbilancio, interessi personali di cui veramente non sentiremo mai parlare e di cui non conosceremo la vera natura, alla faccia della ricerca della verità e dei “paladini” della giustizia. Chiudo con un messaggio per gli autori di quello “schifo”: SVEGLIATEVI, la gente è più intelligente di quello che credete voi (anche se abita in un paesino di 4000 anime) e per imbambolarla non basta nè un prete furbo ed intraprendente, nè un sito internet con una loquacità magistrale.

    Ley

  2. kelebek says:

    Ricordo a tutti che questo è un forum libero, nel senso che è difficilmente censurabile.

    Perciò, così come si dà spazio al sito critico, anche i difensori di Caresto hanno il diritto di esprimersi liberamente.

    Vedo ad esempio che Ley accenna a “interessi personali” dietro il sito: non ci sono problemi, nel caso volesse approfondire meglio il concetto qui.

    Miguel Martinez

  3. utente anonimo says:

    Puntualizzo: quello che intendo, e questa è una mia opinione, è visto che la comunità sono oramai 30 anni che opera, ed il problema della “questione morale”, di cui tanto si parla, a dire di tutti è da molto tempo che c’è, perchè è stata sollevata con grande veemenza solo in questi ultimi tempi? Non sarà per caso un pretesto per screditare l’operato di Caresto che con la sua attività è diventata una realtà importante (basta vedere i commenti di solidarietà dei frequentatori) e quindi allo stesso tempo “scomoda”?

    Ley

  4. kelebek says:

    Per Ley,

    Grazie.

    Tu ipotizzi che qualcuno possa aver trovato “scomoda” la realtà di Caresto, e che questo possa aver portato alla realizzazione del sito critico.

    La cosa di per sé ovviamente non è da escludere, anche se la presenza di eventuali interessi dietro la comunicazione di un’informazione non ci dice, di per sé, se tale informazione sia vera o falsa.

    I casi sono due.

    Possiamo immaginare che la tua sia un’ipotesi del tutto astratta. Ciò non toglie che possa essere vera, ma in tal caso vale quanto qualunque altra ipotesi.

    Oppure – permetti a me adesso di azzardare un’ipotesi astratta – hai in mente personaggi o organizzazioni precise, ma hai paura che io ti censuri se entri più nello specifico, perché io a mia volta temerei le reazioni dei nemici di Caresto.

    In tal caso, non ti preoccupare, perché io non mi preoccupo di niente e di nessuno: il sito Kelebek è sopravvissuto a ben altro.

    Quindi, in questo secondo caso, esprimi pure liberamente la tua ipotesi, o anche eventuali informazioni più concrete di cui potresti essere in possesso.

    Lo stesso vale ovviamente per tutti su questo forum.

    Miguel Martinez

  5. utente anonimo says:

    Vorrei rispondere a Ley dicendo che è più che legittimato a ipotizzare interessi personali in questa vicenda. Sono d’accordo con lui, quindi. Naturalmente è importante capire da quale parte ci sono, questi interessi personali, da difendere e di cui, è molto probabile, “non sentiremi mai parlare e di cui non conosceremo la vera natura”. E a giudicare da quanto è stato scritto finora, da quanto è stato riportato con dovizie di particolari su capitali al sole, case acquistate, s.r.l. e cavoli vari, non mi sembra difficile trarre qualche conclusione in proposito.

    Roby

  6. utente anonimo says:

    Premetto che il problema non è la paura di eventuali ritorsioni, anche perchè in questo senso neanche io temo niente, solo che non ho idea di chi possano essere questi soggetti e quindi per adesso vorrei che questa mia considerazione fosse presa come un’ipotesi astratta proprio come dici tu Miguel. Sicuramente sapere chi ha fatto il sito potrebbe delineare meglio la situazione in questo senso, però con queste condizioni mancano i presupposti per una “accusa” certa e non è nel mio stile fare il processo alle intenzioni. Altro punto, io non metto in discussione la verità o meno delle cose descritte nel sito, ma il modo come sono esposte mi fa pensare, e non poco. Effettivmente sarebbero tanti i punti ambigui su cui discutere, per questo non capisco il perchè di toni tanto pesanti soprattutto nei confronti delle persone. E’ come se fosse un modo per distogliere volontariamente l’attenzione da altri problemi: cioè screditando le persone (evitando di parlare, per lo più, dell’attività in se), tutta l’immagine di Caresto ne esce irreparabilmente danneggiata. Scusa se mi dilungo ma secondo me questo è un concetto che va chiarito e capito bene. Per il resto preferirei che tutte le cose che dico siano prese come opinioni strettamente personali che metto a disposizioni magari per creare nuovi spunti per la discussione, come io sono ben accetto a tutti i commenti costruttivi che vengono dagli altri partecipanti. Un grazie a Miguel.

    Ley

  7. Ley, quanto a “cioè screditando le persone (evitando di parlare, per lo più, dell’attività in se), tutta l’immagine di Caresto ne esce irreparabilmente danneggiata”, credo che tu sia un po’ pessimista rispetto alle capacità critiche dei lettori.

    Quando Miguel ha fatto il primo post su Caresto, dove annunciava che ospitava il sito critico censurato, l’anonimato dei critici e i loro attacchi ad hominem hanno subito suscitato il mio scetticismo (1). E non credo di essere più sospettosa della media dei lettori.

    ciao

    Claude

    (1) Vedi, commenti salvati al primo post di Miguel, quello #1.

  8. utente anonimo says:

    Ma quali sarebbero questi interessi personali? se si vuole dire qualcosa forse è meglio essere chiari.

    Barbarella

  9. utente anonimo says:

    Lo so Claude che l’intelligenza critica dei lettori è alta, infatti lo anche scritto, solo che intanto quando hai seminato il dubbio dopo qualunque cosa fai può essere presa in una certa maniera ad esempio rispondi agli attacchi allora vuol dire che veramente hai qualcosa da nascondere, non rispondi allora vuol dire che sei stato colto in flagrante e non hai argomenti per rispondere… capito cosa intendo. Mettendo la pulce nell’orecchio poi la tua percezione di Caresto, magari anche inconsciamente, è comunque condiziata da tutto questo, ed è per questa ragione che bisogna costruire una discussione partendo da entrambi i punti di vista per avere una visione più completa del tutto. X Barbarella nel post sotto ho detto che non so chi possano essere queste persone e dunque non posso nemmeno sapere, e non vogliono tentare d’indovinare, quali siano i loro interessi personali (se veramente ci sono) in questa storia. La mia era solo un semplice ipotesi e vorrei che fosse presa come tale: la si può condividere o meno ma non va presa per giusta o sbagliata in assoluto anche perchè mancano alcuni elementi (come ho già detto ad esempio i nomi degli autori del sito “critico”).

    Ley

  10. utente anonimo says:

    Il sito critico non sarà l’oracolo, ma di sicuro ha il significato di una occasione . Occasione per parlare di cose di cui è difficile se non proibito parlare (vedasi chiusura del blog locale). Cose di cui si può parlare solo nell’anonimato del blog, anonimato utile per tutelare legittimi interessi, che ciascuno ha. Anche intonare il ritornello “calunnie, calunnie” è esercizio vuoto e controproducente, visto che qui sono state riportati molti fatti e circostanze da molti, a volte da tutti conosciuti.

    Ma poi: davvero potete credere che un Vescovo della Chiesa “abbocchi” a delle banali o volgari calunnie? Meditate gente, meditate.

    Stracciarsi le vesti per l’anonimato del sito è ormai una scusa che mostra la corda. Parliamo di cose serie per favore. Tra l’altro all’unica persona che è uscita dall’anonimato, cioè Ornella Carciani, che ha mosso gravi addebiti e mostrato pesanti ombre della gestione di Caresto, nessuno ancora ha replicato nel merito. Quindi fino a prova contraria Ornella racconta la verità, che non è in contraddizione, lo ripeto, con le testimonianze favorevoli degli ospiti, ma fa capire che come minimo la realtà di Caresto non è così liliale come si vorrebbe, vista la gravità degli abusi da lei denunciati.

    E poi, paradossalmente il sito è tornato utile anche a Don Piero. Il quale, come riferito da altri nel blog, era effettivamente destinato ad altra sede parrocchiale, già prima dell’uscita del sito. In breve, egli avrebbe dovuto raggiungere questa nuova sede, nello spirito della dovuta obbedienza al Vescovo, e nel discreto silenzio con cui si svolgono queste operazioni in ambito ecclesiale. La reazione rumorosa e scomposta che è seguita al diffondersi del sito (lettera pubblica sollecitata da Caresto e firmata da Sindaco e associazioni) è stata iniziativa meno goffa e irrazionale di quanto non sembri. Infatti ha sicuramente costretto il Vescovo a cambiare i suoi iniziali progetti visto che col polverone sollevato contro il suo stesso superiore, Don Piero ritrovando l’ antico spirito barricadiero, ha di fatto scaltramente auto-bruciato ogni possibile candidatura ad altre parrocchie della zona. Don Piero ha potuto così limitare i danni, perdendo la carica (cosa che dava già per scontata), ma salvando la sua residenza nel luogo, che è ciò che più gli premeva (per non doversi allontanare da Caresto).

    Bisogna casomai chiedersi il perché della grave decisione del Vescovo su Don Pasquini, che come ripeto era anteriore e indipendente dall’uscita del sito. Ora, comunque si giudichi l’operato di Don Pasquini, è un dato oggettivo che il suo lascito è quello di una Parrocchia profondamente divisa e confusa, al di là delle dichiarazioni di facciata, e dell’apparente unanimismo visto in quei giorni. Il Parroco deve unire, non dividere. Questo non è successo a S.Angelo in Vado.

    Giovanni

  11. utente anonimo says:

    Mi chiedo che fine abbiano fatto i sostenitori di Caresto. Chissà forse si stanno godendo anche loro le Olimpiadi. Oppure hanno deciso di chiudersi in uno sdegnoso e risentito silenzio. Fatto sta che gli argomenti non mancherebbero, si vede che loro ne hanno pochi. Ne approfitto per rivolgere un appello ai parrocchiani. Cari sorelle e fratelli, noi sapevamo. Voglio dire, noi sapevamo bene che la singolare concezione del celibato praticata dal nostro ex-parroco non era esattamente coincidente con quella di Papa Ratzinger e della stessa Chiesa. Lo sapevamo ma abbiamo taciuto o tollerato. come candidamente scriveva Mario (nel post 61) facevamo finta che la storia non fosse vera. Certo avevamo le nostre attenuanti. Per citarne qualcuna: la sacralità della figura sacerdotale, la paura di danneggiare l’immagine della Chiesa, il timore dell’inevitabile potere di una autorità ecclesiale, l’amicizia personale con Don Piero, la considerazione per le “opere di bene” di Caresto, la necessità del quieto vivere, il timore di esporsi, in fondo a uno Don Pasquini non ha fatto niente, a un altro invece ha dato una carica parrocchiale, a un altro ancora un incarico di lavoro, ecc.ecc.

    Come non riconoscere poi attenuanti allo stesso ex-parroco, in primis, la solitudine umana del prete? E alla stessa Daniela Maffei, probabilmente anche lei vittima (anche se della vittima non ha mai avuto i modi né il portamento) di un groviglio ormai troppo inestricabile? Tutti hanno sempre qualche attenuante, nessuno è perfetto.

    Resta il fatto che la situazione in Parrocchia ricordava tanto l’eterna favola del Re nudo. Il Re è nudo, ma i cortigiani fanno a gara nell’esaltarne il portamento e la preziosità delle vesti. La finzione collettiva viene smascherata solo dall’innocenza di un fanciullo, che può proclamare la verità perché è un bambino e non ha il peso degli obblighi sociali.

    Riflettiamoci, cari vadesi, perché al benessere delle famiglie ospiti di Caresto, ha corrisposto per troppo tempo il malessere di tante famiglie di S.Angelo in Vado, almeno di quelle che in buonafede si sono in qualche modo accollate il peso di una generale simulazione e ipocrisia non da loro volute e cercate, ma subite fino al silenzio vissuto come colpa.

    Se Don Piero non è stato chiaro con noi, troppi di noi hanno avuto il torto di non essere chiari con lui, tacendo.

    Ornella Carciani, lei invece ha parlato, perché evidentemente, a differenza di noi, aveva ben poco da perdere. Intendo dire, una bella fetta di vita, dicesi la giovinezza, l’ha perduta nella sua sfortunata avventura a Caresto. Dove, un conto era la facciata, altra cosa la vita all’interno.

    Probabilmente ci sono altre vittime di Caresto; questo almeno lascia intendere il recentissimo aggiornamento del sito critico: staremo a vedere.

    Intanto vorrei qui ricordare come vicenda esemplare (a rovescio) anche il processo, intentato dall’ex-parroco, contro Pio Faresin, vicenda che tutti qui conoscono. E’ vero che questa causa giudiziaria appartiene ormai al passato in quanto, come è noto, è stata azzerata per volontà del Vescovo stesso. Giova però rammentarla, quale fatto esemplare della commistione degli interessi tra Caresto e la Parrocchia, favorita dal doppio ruolo di Don Pasquini.

    Non serve entrare nei dettagli del fatto, perché semplicemente quel processo non sarebbe mai dovuto neanche cominciare.

    In primo luogo perché causa intentata da un Parroco contro un suo catechista, stimatissimo da credenti e laici per il valore e la gratuità delle sue attività. In secondo luogo perché la Parrocchia è stata indotta a muovere una causa in giudizio, a sostegno di interessi che non erano della Parrocchia, bensì della privatissima “Comunità” di Caresto, realtà, allora come oggi, senza riconoscimenti ecclesiali.

    Questo dunque il danno ulteriore (oltre al danno morale e pastorale) prodotto a una Parrocchia, come ripeto in parte accondiscendente, a volte in buonafede, a volte no: l’avere abusato della stessa per il sostegno al suo personalissimo progetto: Caresto.

    Per difendere questo progetto, Don Pasquini non solo non ha esitato ad accanirsi contro chi era più debole di lui, ma è arrivato a mettersi di traverso allo stesso Vescovo, nei riguardi del quale a tuttoggi è in corso una campagna di vergognosi insulti e discredito, anche nei luoghi più impensati, da parte dei nostalgici dell’ex-parroco.

    Come si vede quindi le responsabilità di quanto è successo sono in qualche misura anche collettive, questo il motivo della mia riflessione e spero anche dei parrocchiani e dei cittadini vadesi.

    Giovanni

  12. utente anonimo says:

    Mi pare Giovanni che sei rimasto abbastanza solo anche se, devo riconoscerlo, hai tanta determinazione che evidentemente deriva da un odio per Don Piero che devi avere dentro in misura tale che ammazzeresti pure il virus dell’aviaria.

    Io non so se il parroco è andato a letto con Daniela o con Ornella o con tutte e due insieme o con nessuna delle due, così come non so giustamente con chi sei andato o non sei andato a letto tu e francamente non mi interessa.

    Hai la pretesa di capire quello che tutti gli altri vadesi messi insieme, tutti, sembrano non avere capito. Si, solo tu e pochissini altri hanno capito. Non sarà per caso il contrario?? Cos’ì, un dubbio, un semplice dubbio.

    Intanto continui a parlare di insulti al vescovo che solo tu senti e anche qui mi viene un altro dubbio. Un semplice dubbio, visto che lo senti solo tu: chi insulta o è vicino a te o sei tu stesso.

    Tu o qualcun altro, non ricordo bene, avete ventilato una crisi addirittura del Comune con tutta la Giunta contro il Sindaco: stronzate che nessuno ha visto e sentito. La Giunta Comunale non è mai stata così solida.

    Quando avete finito di arrampicarvi sugli specchi, per cortesia, spegnete la luce. Grazie

    Giacomo il Minore

  13. utente anonimo says:

    Ciò che mi sento di dire a Giacomo il Minore è innanzitutto di frenare un po’ la lingua. E’ vero che siamo su un blog di discussione informale e per di più nascosti dietro l’anonimato, ma un po’ di rispetto e di civiltà non guasta mai. Capisco che non avere argomenti porta ad arrampicarsi sugli specchi o a sentirsi frustrati, ma occorre anche contenersi.

    Dire “non so se il parroco” (cioè don Piero che non ha la carica di parroco ormai da anni) “è andato a letto con Daniela o con Ornella o con entrambe…” ecc. è davvero poco delicato e rispettoso delle 3 persone citate. Credo infatti che don Piero condividerebbe questo mio pensiero, perchè proprio la sua di reputazione è maggiormente lesa dalla tua infelice ed esplicita esternazione, che nessuno, mi sembra, si era mai finora permesso di fare, nemmeno chi si pone in un atteggiamento critico verso Caresto.

    Perchè, vedi, se la tua illazione trovasse un riscontro reale don Piero non avrebbe più un futuro nemmeno come prete, oltre che tutti gli altri problemi sollevati su di lui e su Caresto. Quindi su certe questioni occorre andarci piano. E credo che don Piero ti direbbe la stessa cosa.

    Ma consentimi di aggiungere altre considerazioni, dato che dalle tue poche righe se ne possono trarre davvero tante.

    Della verità non è mai depositaria la massa. Che ci siano pochi che sanno e che conoscano la realtà dei fatti, e che al contrario ci sia la maggioranza che non sa perchè non ha elementi per sapere (e può diventare quindi terreno fertile per qualsiasi forma di manipolazione, aggiungerei) non è cosa nuova; è già accaduto nel corso della storia. Qualche post indietro qualcuno citava i regimi totalitari. Forse il parallelo è un po’ eccessivo, ma quelli sono appunto i classici esempi in cui ciò è avvenuto: a interi popoli sono state fornite illusioni e falsità, senza aver dato loro l’accesso ad altre informazioni se non quelle passate dal regime, delle cui misfatte la popolazione non sapeva assolutamente nulla (vedi gulag e campi di sterminio).

    Per cui che la maggioranza dei vadesi pensi o dica il contrario di ciò che espongono pochi, non è assolutamente criterio di oggettività e criterio per definire dove sia la verità.

    Per quanto riguarda gli insulti al Vescovo, per strada, o meglio, nei dintorni della parrocchia o durante le messe se ne possono sentire diversi; c’è ormai in circolazione un discreto repertorio, orale e scritto. In ogni caso il volantino esiste e io ne ho una copia. Se mi dici il tuo recapito te lo mando per posta. Non riporto qui i passaggi più “coloriti”, come avevo inizialmente intenzione di fare, per rispetto del Vescovo.

    Per quanto riguarda la compattezza della Giunta non ne so molto. Quello che ho visto è stato che il sindaco Bravi si è fatto coinvolgere pubblicamente come sindaco in questa sceneggiata paesana “di basso profilo” come dice il sito, e che lo ha fatto in compagnia di esponenti della sinistra piuttosto che di quelli della sua coalizione (basta ripercorrere i nomi nella lettera allora distribuita ora riportata per intero nel sito). Mi risulta in più, che diversi della maggioranza o della giunta, non so, hanno preso più o meno pubblicamente le distanze dal sindaco in questa vicenda, con lettere o con visite personali al Vescovo. Ma se dici che la Giunta è solida, ci credo. Non sarà mica la contrapposizione al Vescovo da parte della massima carica istituzionale e politica locale, a mettere in crisi una maggioranza!!

    Roby

  14. utente anonimo says:

    Mi dispiace Giacomo ma sono d’accordo con Roby per quanto riguarda i toni della tua risposta, ma più che altro mi dispiace perchè sei caduto in una provocazione palese in maniera un pò “ingenua”. Mi pare che anche Giovanni oramai non racconti più niente di nuovo infatti i suoi ultimi due commenti mi sembrano un pò ripetitivi, mi dispiace perchè fino ad ora eri stato un ottimo interlocutore con interventi sempre puntuali e preziosi. Fino ad adesso avevo evitato per questo di intervenire, per evitare, cioè, di dire cose inutili che non avrebbero dato alcun nuovo slancio alla discussione se non creare polemiche e tensioni. Addirittura rivangare il processo con Pio che con questa storia centra poco o nulla, mah… Per Giacomo: senza offesa, sei stato un pò “coglioncello” nel senso che era chiaro l’intento di Giovanni, e cioè, poichè la discussione era giorni che era ferma, ha cercato di indurre qualcuno a rispondere al suo commento per far ripartire il dibattito, il perchè però non l’ho capito. Non è un caso che nessuno, a parte te, gli abbia risposto; ha pure giocato la carta dell’esame di coscienza dei parrocchiani… Per tutti: credo che oramai tutti, e dico tutti, i vadesi si siano fatti, anche grazie a noi che siamo intervenuti nel blog e a quelli del sito critico e al sito di Caresto e tutte le altre fonti (compresa la chiacchera da bar), un’idea di come stanno più o meno le cose e che quindi non si possa più parlare di mancanza d’informazione; adesso veramente basta! Quindi se non si trova un seguito alle tesi che ognuno di noi sostiene, allora forse è anche lecito pensare che la gente non condivida le nostre idee, o che comunque ne abbia una sua diversa dalla nostra, e allora di chi è la colpa? Non inventiamo attenuanti che non stanno in piedi.

    Mi dispiace ma a questo punto spero proprio di non dover più fare interventi, soprattutto di questo genere, in questa discussione.

    Ley

  15. utente anonimo says:

    Condivido nel dire che forse il blog è un po’ stantìo. Probabilmente continuare la discussione non porta a niente ed è in se stesso sterile. Ma il perchè dell’inutilità di questa discussione sta per me in qualcosa di ben diverso da quanto sostiene Ley. Di fatto si eludono i problemi. A nessuno, dico, a nessuno, è venuto spontaneo fare una domanda, chiedere qualcosa che indichi la ricerca della verità di un aspetto o di un altro. Niente. Il Nulla. Verrebbe da sparare a zero: di fatto i sostenitori di Caresto non ne sanno un gran che; di fatto di fronte alle argomentazioni portate non sanno da che parte girarsi; o anche, non sapendo decidono che è meglio non sapere. Però poi dovrebbero attenersi al silenzio ed evitare i proclami !

    In ogni caso non voglio infierire più di tanto. Di fatto le testimonianze, quelle vere, con i contenuti reali, sono depositate nelle sedi opportune. Se uno vuol davvero “conoscere” le va a cercare, se no resta nell’ignoranza, nel senso del non sapere. E questo che facciamo qui è un passatempo, come lo è leggere una rivista di cronaca rosa dal parrucchiere.

    Roby

  16. utente anonimo says:

    PROCLAMA N.2

    Eh Roby Roby… ancora niente di nuovo sotto il sole. Primo, volevo dirti che non sono un sostenitore di Caresto, sono solo una persona che fino ad ora, con l’aiuto di tutti i bloggers, ha cercato di farsi un’idea più chiara sulla storia. Poi volevo chiederti una cosa: secondo te perchè nessuno, compreso te, non hai mai fatto una domanda? Forse perchè anche gli altri, prorpio come te, hanno già un’idea sulla questione e pensano, come me, che non serva a niente continuare a discutere dei particolari? Da parte mia penso che Caresto abbia già fatto una figura “barbina” quindi… Infine ti volevo dire: ti prego infierisci, spara a zero, zittisci la nostra ignoranza! Visto che è dal 30 gennaio che dici che “le prove ci sono, basta andarle a cercare” e, visto i commenti, mi sa che nessuno ha raccolto il tuo accorato appello, forse per indolenza, (altra scusa che non sta in piedi) illuminaci tu, porta la montagna a Maometto, almeno poi non ci sarà più nemmeno l’attenuante dell’ignoranza!

    Ley

  17. utente anonimo says:

    Chi ti ha detto che mi riferivo a te, Ley!

    Ti piacerebbe che mi mettessi a raccontare quello che so. E’ un po’ comodo fare così. Tu prova a chiedere e io, se so la risposta te la darò.

    Per conoscere occorre chiedere. Fare le domande è il principio di ogni conoscenza e di ogni saggezza.

    La verità non si impone. Se la si cerca, forse può essere svelata. Se la si cerca, però.

    Roby

  18. utente anonimo says:

    Adesso racconto un fatterello, forse di fantasia forse no, che potrebbe, chi lo sa, essere in qualche modo attinente con il fatto in questione.

    Una volta, non tanto tempo fa, c’era una “associazione” che aveva come scopo il solito miglioramento spirituale. A riferimento aveva un maestro , un signore già anziano e anche malmesso in salute che pareva godere di un canale di comunicazione coi piani alti celesti.

    Un bel giorno una adepta, giovane e carina, confidò ad altra amica, altrettanto adepta -giovane – carina, che il maestro da tempo la sottoponeva a “rituali corporei”, conformente alle volontà dettategli dall’alto, affinchè lei, l’eletta, migliorasse spiritualmente.

    L’amica, sentendo così, trasalì e nervosissima le ricambiò la confidenza : anche lei era stata definita una prescelta e sottoposta a medesimi rituali.

    Insospettite, chiesero ad una terza, la quale, sentito tutto, rabbiosa, confessò che anche lei era stata turlupinata con le stesse modalità.

    Nessuna si era sottratta per lungo tempo alle spire del maestro, ognuna orgogliosa di essere ” unica” tra le tante, fino a che, la confidenza reciproca non aveva scoperchiato che erano tutte “uguali”.

    Quando le tre, inviperite ( dall’essere state prese in giro ?) proclamarono al resto degli adepti quel che loro era successo, si sentirono rispondere che erano diaboliche e menzognere, che volevano colpire un essere “angelico” e portare zizzania nel gruppo. Furono subito estromesse.

    Mi chiedo se fossero plagiate o solo cretine e se la loro reazione di fronte alle avances e ai rituali, a mio parere troppo tardiva, non fosse stato solo la conseguenza dell’ aver scoperto di essere state “tradite” dal “maestro”.

    Aurora.

  19. utente anonimo says:

    X Giacomo il Minore: caro amico, che tu ci creda o no, io non odio Don Piero o chicchessia, sono in pace con tutti e non lo giudico. Voglio dire: non giudico il suo cuore, poiché naturalmente non ne ho alcuna facoltà o diritto. Questo per me significa il “Non giudicare” della Sacra Scrittura. Il che però non significa “non pensare” o “rinuncia al senso critico”. Ovvero esattamente ciò che è successo a troppe persone di S.Angelo in Vado, con responsabilità che come ho detto nell’ultimo mio intervento, non sono solo di Don Piero, anche se tutto o quasi tutto origina dalle sue scelte (o non scelte). Tanto è vero che ho parlato per lui, non da oggi, di “attenuanti” (e in uno dei miei primi interventi di “vicenda tragica”di Don Piero) chiamando in causa la corresponsabilità di noi parrocchiani, tra i quali mi sono messo anche io, e magari ci sei anche tu, chi può saperlo (però ci scommetterei). Questo lo ribadisco anche per rispondere alle osservazioni di Ley, e mi scuso se per forza di cose sono costretto a ripetermi. In ogni caso quasi ogni riferimento della mia (opinabile se vuoi, ma con argomenti seri per favore) ricostruzione è stato ad atti e fatti pubblici; che è ciò che conta, trattandosi di un parroco (o amministratore parrocchiale) ovvero di una figura pubblica. Infatti, a differenza tua, ho evitato accuratamente di riferire ogni pettegolezzo di bassa lega su rapporti intimi, che riguardano solo la coscienza dei protagonisti, eh sì che come ogni vadese che si rispetti, di pettegolezzi ne conosco un bel po’, anche abbastanza recenti, ma li tengo per me. Cerca di capire la sottigliezza: il prete, soprattutto se parroco, data la grande delicatezza della sua funzione ecclesiale, è tenuto a sottrarsi a ogni ombra di diceria o di calunnia, ovvero alla potenzialità di atti che come dico riguardano in ultima analisi solo la sua coscienza. Ma se egli, una volta nominato parroco, decide di continuare a vivere in stretta vicinanza con colei che per numerose e attendibili testimonianze (non pettegolezzi!) era in intimità di rapporti, compie una chiara e pubblica scelta in dispregio della comunità che è stato chiamato a guidare. E la comunità va in confusione morale e si divide, come è successo. Ecco perché è fuori luogo parlare di calunnie, unico argomento finora tirato fuori dai sostenitori di Caresto, a parte la pubblicizzazione un po’ compiaciuta di prestigiose opere di bene (a pagamento). Se poi si aggiungono storie di sopraffazione (tra cui quelle di Carciani e Faresin sono le più eclatanti, ma non certo le sole) accomunate da una sicura mancanza di carità cristiana (sic), si può comprendere infine il perché dell’intervento (provvidenziale) del Vescovo. Del quale intervento mi sono rallegrato fin dall’inizio (rileggimi prego), e ci vuole una bella dose di stato confusionale o di malafede a insinuare che sia il sottoscritto o altri a me vicino a tirare contro al Vescovo. Il quale peraltro, non ti scordare, Don Piero lo ha trattato con reale misericordia, come si addice al suo ruolo di buon padre della Diocesi, proponendogli prima e infine imponendogli doverosamente una via di reale salvezza.

    I lettori del blog sono quindi in grado di giudicare da soli chi davvero si arrampica sugli specchi e chi in realtà non vede l’ora che si spenga la luce, siccome è certo che al buio si sentirebbe molto più rassicurato. Senza rancore.

    Giovanni

  20. utente anonimo says:

    Grazie Giovanni. La tua lucidità e obiettività è un richiamo per tutti.

    Ho riflettutto e voglio aiutare Ley a porre domande. Vedi, sei stato l’unico, a parte Giovanni, che ha provato a commentare la testimonianza di Ornella, prima benevolmente, ponendoti saggiamente la domanda cruciale di tutta questa discussione, e poi arrabbiandoti inspiegabilmente poco dopo (da sostenitore, mi è parso, e anche convinto!).

    Ti ripropongo dunque la tua stessa riflessione. I due interventi di Ornella sul sito sono più che chiari e forse non lasciano argomenti per una difesa realistica di Caresto. Ma tu eri andato oltre dicendo più o meno così: se la testimonianza di Ornella è vera, e nessuno credo lo mette in dubbio e pensa il contrario, chi sono in realtà don Piero e Daniela?

    Quale abisso di distanza c’è tra il loro presentari agli altri e la loro vera natura?

    Se mentre fanno tutto quel “bene” di cui si dice (e che comunque andrebbe verificato) hanno fatto a Ornella ciò che ha raccontato (e forse anche di più, che non sappiamo), hanno portato avanti un processo durato 8 anni e finito solo perchè l’ha fatto finire il Vescovo, hanno fatto del male anche ad altri (secondo le testimonianze), quale riflessione ne ricaviamo?

    Quale giustificazione possiamo dare?

    Esiste poi una giustificazione?

    Ragioniamo su questo. Mi aspetto risposte attinenti e concrete, o per lo meno tentativi di risposte.

    Credo sia questa la direzione in cui cercare la verità su Caresto.

    Chi sono dunque e come agiscono veramente don Piero e Daniela?

    Roby

  21. utente anonimo says:

    Voglio essere breve e diretto e cercherò subito di rispondere a Roby. So che non si può rispondere ad una domanda con un’altra, ma è la prima considerazione che mi viene in mente: la vera domanda, secondo me, non è chi sono veramente Don Piero e Daniela, perchè loro sono persone come tutti, con i loro lati positivi e negativi (tutti noi d’altronde abbiamo atteggiamenti diversi a seconda dei casi), ma bisogna chiedersi il PERCHE’ di loro certi comportamenti, cioè perchè, sentendo le varie testimonianze, tanta differenza di atteggiamenti nei confronti di persone che condividono il loro stesso ambito? Dopo aver capito il perchè, che mi sembra la ragione fondamentale, allora possiamo fare le nostre riflessioni, si può parlare di giustificazione (ove sia possibile parlarne) e se queste siano condivisibili o meno. Solo per puntualizzare, io mi sono arrabbiato non con Ornella, ci mancherebbe altro, ma con gli autori del sito critico che hanno riportato i commenti in maniera non equa in modo tale da manipolare la realtà; se si fa un sito critico bisogna ammettere entrambi i tipi di testimonianza e non solo quelle che fanno più comodo altrimenti non si può chiamare “critico”; è la mancanza di oggettività che mi fa arrabiare e anche molto. Infine grazie che hai notato la mia riflessione in risposta ad Ornella: se ci fai caso io alcune domande, durante tutta la discussione, me le sono poste ma arrivato al punto di sentire sempre la solita “minestra riscaldata” ho cominciato a chiedermi se veramente ne vale la pena…

    Ley

  22. utente anonimo says:

    Chi sono, il perchè di certi comportamenti, con quale scopo l’hanno fatto e tutto quello che vi pare. Importante è iniziare a rispondere, invece di girarci attorno.

    Mi andrebbe bene anche un “non lo so ma mi dispiace ed trovo deplorevole la sofferenza che hanno creato a tante persone”. Sarebbe una non risposta, ma un’affermazione onesta, finalmente.

    Aspetto, io aspetto…

    Roby

  23. utente anonimo says:

    Qualcuno mi può spiegare cosa ha voluto dire Aurora? Cos’è, uno scherzo di carnevale oppure cosa???

    Paola

  24. utente anonimo says:

    Gatta ci cova ?

    Aurora.

  25. utente anonimo says:

    Mi sembra che Aurora giochi tra il dire e il non dire, e non so davvero cosa pensare, perché in ogni caso, se davvero riferite a Caresto, come parrebbe, le sue allusioni sono pesantissime. Non so se questo è uno scherzo di Carnevale, ma se lo è, è di cattivo gusto. Nemmeno si può escludere che si tratti di una provocazione fatta allo scopo di inquinare le acque, secondo una vecchia tattica: ovvero si mette in giro una grossa panzana, che una volta rivelatasi tale, finisce per offuscare e togliere credibilità anche ad altre verità faticosamente raggiunte, e qui mi riferisco un po’ immodestamente alla ricostruzione dei fatti locali da me fatta e credo da altri condivisa in questo blog. Se però si trattasse di allusioni a fatti veramente accaduti, si aprirebbero scenari inimmaginabili, su cui per ora preferisco non dire altro.

    Giovanni

  26. utente anonimo says:

    Giovanni, di Caresto non so nulla.

    Ho precisato che quanto da me riportato, vero o falso che sia, non so se possa avere attinenza con lo “scandalo” in questione. Speravo appunto di avere da voi chiarimenti sul come mai dopo anni di quiescenza si è scatenata la tempesta.

    Mi è venuto in mente anche il caso del frate di Cosenza, di cui non ricordo il nome. Semplici analogie, denominatori comuni : cherchez la femme oppure cherchez l’argent.

    In ogni caso, appena si parla di qualunque cosa, salta fuori l’intrigo, il complotto, il retroscena, se tutto va bene una sospetta reticenza, cosa ha voluto dire Caio e perchè ha taciuto Tizio, è tutto un ” qui gatta ci cova”.

    Vedo che la fantasia galoppa al primo spunto : io avrei fatto allusioni pesantissime.

    Basta poco, qualche pulviscolo di bocca in bocca diventa polverone, un coriandolo fa carnevale.

    Aurora.

  27. utente anonimo says:

    X Aurora:

    oppure sei stata così brava da mettere proprio il dito sulla piaga, da prenderci in pieno anche senza volerlo…solo così si spiega la reazione di qualcuno. E’ la paura che fa 90.

    O forse mi sbaglio: si cerca di avere altre “denunce” per rimettere carne al fuoco.

    Se per esempio tutti gli scrittori di questo blog si conoscono (o pensano di conoscersi) e poi salta fuori una che insinua di sapere molto bene eventuali risvolti della faccenda, forse qualcuno si spaventa perché la situazione non è più sotto controllo.

    Paolo

  28. utente anonimo says:

    Forse Aurora in effetti non è molto lontana dal vero nella sua storiella.

    Selma

  29. utente anonimo says:

    Dopo i chiarimenti forniti da Aurora, devo fare il mea culpa per avere travisato il suo intervento, per eccesso di dietrologia. Da parte mia, credo di avere sufficientemente illustrato i motivi per cui ritengo (non da solo e comunque l’ultima parola non spetta certo a me) l’attività di Caresto un tipico esempio di quel Cristianesimo-fai da-te recentemente deprecato da Papa Benedetto. Sul perché della esplosione di questo caso dopo un lungo periodo di latenza, alcune cause sono note (e credo di averle riportate), con ogni probabilità ce ne sono altre, almeno credo di intuirlo, ma personalmente non ne ho alcuna notizia certa. Quindi per il momento preferisco tacere.

    Giovanni

  30. utente anonimo says:

    Dopo un po’ di silenzio torno io a farmi vivo. Ho letto e riletto le pagine su Caresto ospitate gentilmente da Martinez, nel tentativo di comprendere chi può esserci dietro quelle pagine.

    Mi sono fatto un’idea piuttosto contorta ma ve la sottopongo, magari perchè anche voi mi diate un parere.

    Scritte da vittime non sembrerebbe, anche se tutto pare essere una denuncia senza fine di fatti e misfatti.

    Personalmente mi ha dato più l’idea che sia scritto da persone fin troppo vicine a Pasquini e Maffei, ancora ora.

    Forse, ho pensato, è dovuto a una delle famiglie che gravita ora intorno a Caresto e che è un po’ stufa di essere usata e poi messa da parte per far emergere altri.

    Oppure ho anche pensato che fossero pagine messe su o da Pasquini stesso o da Maffei stessa: certo l’immagine che ne esce sembra essere una denuncia di entrambi ma….. leggendo forse tra le righe si potrebbe anche riflettere su un tentativo di mettere fuori uso uno dei due per appropriarsi di tutto.

    Non lo so: è un’idea. Voi cosa ne pensate?

    Paolo

  31. utente anonimo says:

    In questi giorni a S. Angelo in Vado viene rappresentato un musical da parte di persone che si definiscono “gruppo teatrale dell’Oratorio”. Una precisazione necessaria: l’Oratorio è gestito da un’associazione composta da famiglie amiche di don Pasquini e che gravitano attorno a Caresto.

    Il musical è il famoso “Aggiungi un posto a tavola”.

    La trama è ben conosciuta da tutti. Tocca tematiche che erano in voga negli anni della contestazione e forse sempre attuali in alcune correnti di pensiero all’interno della Chiesa: la discussione sul celibato, la voce di Dio fuori campo che afferma la sua estraneità alla regola del celibato imposta arbitrariamente dalle gerarchie della Chiesa, come filo conduttore l’amore di una donna per il sacerdote protagonista del musical, il contrasto con l’istituzione ecclesiastica rappresentata in forma grottesca e sarcastica sotto le vesti di un cardinale stupido e dispotico, che svia i fedeli dalla Verità e dai comandi divini, ecc.

    Forse il musical continua ad avere successo nei teatri italiani e stranieri in cui viene rappresentato. Le musiche sono piacevoli e i ragazzi vadesi sono stati bravi a rappresentarlo.

    A S. Angelo con le vicende degli ultimi mesi, con il disorientamento tuttora vivo su certe problematiche, simili o molto affini a quelle proposte dal musical, lo spettacolo sembra uno strano scherzo. Si è voluto dare un messaggio o è una drammatica coincidenza del destino?

    Quale messaggio doveva passare poi visto che nel musical il prete fa la scelta di stare con la sua gente e per questo lascia la donna innamorata di lui?

    Roby

  32. utente anonimo says:

    Niente, quelli di Caresto si sono eclissati, spariti… devono aver capito che il silenzio è la strategia migliore; anche perchè non hanno argomentazioni convincenti e lineari, nulla che non metta in evidenza una contraddizione sempre più palese anche ai più sprovveduti.

    La testimonianza di Ornella li deve aver messi davvero a ko.

    D’altra parte hanno fornito loro stessi elementi fin troppo chiari per far sorgere dubbi e sospetti. Faccio un esempio: 430.000 euro di debiti. A parte che il debito l’avrebbe contratto l’associazione dei volontari (chissà se poi è vero e chissà se lo sanno i “volontari” che hanno firmato l’adesione a questa associazione!) e non la società o l’altra asssociazione. A parte questo che già suscita un bel po’ di sospetti, o almento dubbi legittimi. Ma poi: 430.000 euro di debiti risolvibili in 12 anni, si legge. Sapete cosa significa? Che stanno pagando 2.989 euro al mese.

    Se per caso sbandierare i debiti doveva avere l’effetto: “poverini, hanno anche i debiti oltre le persecuzioni di qualche squilibrato, o meglio “squilibrata”, perchè non li lasciate in pace?” è bene riflettere sul fatto che poter far fronte ad un mutuo per 2.989 euro al mese più gli interessi, non mi sembra che sia tanto da “poverini”!

    Sempre che sia vero la storia del mutuo; infatti non lo si trova citato nel loro sito, però è evidenziato in grassetto in documenti fatti circolare in paese. Boh! Chissà come stanno davvero le cose …

    Roby

  33. utente anonimo says:

    Io invece mi chiedo: come mai i signori Piai che avevano risposto alle eventuali maldicenze sull’altro blog, non hanno mai accettato l’invito a farsi vivi di Martinez?

    Forse sono gli autori del sito? O forse si stanno rendendo conto di essere stati a loro volta gabbati?

    O ancora non hanno davvero il coraggio di testimoniare davanti al mondo? O ancora sono stati messi a tacere da qualcuno, sempre nella politica del “meglio tacere” che andarsi a impantanare sempre più? Mah! Che storia!

    Paolo

  34. utente anonimo says:

    L’idea che i Piai possano aver collaborato al sito critico non è male. In effetti, poverini, ne devono aver passate tante in questi anni, soprattutto ne devono aver viste tante. Ma come possono sottrarsi dalle maglie di Caresto? Impossibile. Vi spiego perchè:

    - abitano nella casa dei genitori di Daniela, e non oso pensare con quali vincoli…

    - sono soli, non hanno amici a S.Angelo. Come nel buon costume della “comunità” non hanno potuto allacciare rapporti al di fuori della cerchia di Caresto, al di fuori di quelle persone che Caresto controlla; in più io penso che l’altra coppia, i Calori si stia allontanando. Dicono che la luce ai Palazzi la sera non c’è mai. Ci sono i nipoti e passano molto tempo al loro paese. In più, dopo la ristrutturazione di Caresto il ruolo dello stabile dei Palazzi (peraltro di proprietà ancora della Curia) ha assunto un ruolo secondario e, di conseguenza un ruolo secondario hanno finito per averlo anche loro nel menage generale;

    - il lavoro: Ezio lavora alla RSA di S. Angelo e Cinzia lavora al forno (come si ripete la storia, è quasi incredibile);-

    - infine, la cosa più ovvia: hanno visto cosa succede a chi esce (o viene fatto uscire), hanno visto benissimo quali ritorsioni, ricatti, congiura del silenzio, stigma sociale danni morali e materiali riceve chi osa parlare e contrapporsi a Caresto. Quindi poverini, non possono che stare lì e continuare a subire, sperando che qualcosa succeda e li liberi. Magari hanno avuto la forza di collaborare al sito e sperano che attraverso quello e le sue conseguenze possano svincolarsi e tornare ad una vita più serena, più limpida, più sana.

    Un’ultima cosa. Non importa se in questo forum non scrive più nessuno. Io credo possa diventare allora un luogo dove porre le informazioni che si vengono a sapere. Se non si può dialogare, alemo che si faccia un servizio di informazione affinchè non ci siano altri Piai costretti a vivere sordidamente nel silenzio e nellla paura.

    Roby

  35. kelebek says:

    Mi fa piacere vedere che riprendono i commenti su questa vicenda.

    Confermo che non ho ancora ricevuto nulla, né in via ufficiale né in via ufficiosa, da Caresto.

    Miguel Martinez

  36. utente anonimo says:

    Caresto tace, nella speranza che passata la buriana, tutto torni come prima. Mi sembra difficile: staremo a vedere. Non sfuggono intanto in parrocchia le prime critiche al nuovo Parroco, accusato di essere autoritario. Evidentemente il disegno, neanche troppo sottinteso, è quello di paragonarlo, in termini negativi, all’ ex-amministratore parrocchiale Don Pasquini. Il quale autoritario lo è stato con chi non poteva difendersi, per il resto ha sempre vissuto in un accordo equivoco e gommoso di tacito lasciar fare. Io non vi rompo, e voi non rompete a me, questo in sostanza il patto non scritto con i parrocchiani. Con quali conseguenze per la pastorale, si può immaginare. Continua anche il boicottaggio al Vescovo, che domenica sera ha detto Messa in Duomo. Mi dicono che di S.Angelo c’era pochissima gente, perlopiù quelli del gruppo locale del Rinnovamento dello Spirito, recentemente costituitosi. Il grosso dei presenti faceva parte dello stesso Rinnovamento, proveniente dagli altri paesi della Diocesi. Contemporaneamente, Don Piero ha usato la delicatezza di dire Messa a Caresto, avendo cura di invitare amici e sostenitori. Un bel boicottaggio al suo superiore, non c’è che dire. Vorrà dire che prima o poi fonderanno la loro Chiesuola, anzi secondo me in pratica l’hanno già fatto, manca solo l’imprimatur, ammesso e non concesso che ci sia qualcuno che glielo dia.

    Giovanni

  37. utente anonimo says:

    Giovanni, non so se sei al corrente infatti che don Piero a S. Angelo non può dir messa e che i luoghi in cui può farlo sono S.Giovanni in Petra per i giorni feriali e S.Maria in Piano per i festivi, o il contrario non ricordo, ma non cambia la sostanza. Quindi che don Piero dica messa a Caresto credo sia del tutto irregolare e costituisce l’ennesima riprova della sua disobbedienza.

    Ero anche io in duomo domenica sera e ho notato le pochissime persone vadesi presenti. E anche io purtroppo ho pensato al boicotaggio. Anzi, mi è stato detto che era pronta un’azione di protesta, di disturbo, poi hanno desistito da tale progetto limitandosi forse a convincere la gente a non andare in chiesa.

    Sì, a S. Angelo siamo a questi livelli.

    Ciò costituisce un danno per l’intera società, per l’immagine stessa del paese ridotto a pendere da un prete ribelle e disobbediente, e da quattro sovversivi ciechi e fanatici nel seguire i comandi irrazionali e totalitari del prete; un paese senza alcuna capcità di reagire a tutto questo.

    Staremo a vedere. Chissà dove poggiano le loro speranze di ottenere una qualsiasi cosa. E come fanno a non capire che don Pasquini è ormai definitivamente rovinato, grazie anche a loro, e che più si muovono e più peggiorano la sua posizione. Strano che don Piero non glielo spieghi. Forse che non se ne rende conto neppure lui?

    Roby

  38. utente anonimo says:

    Speriamo che i Calori o i Piai abbiano prima o poi il coraggio di dire la lro verità… anche anonimamente.

    Questo sarebbe un vero atto di carità reciproca fra coniugi e anche un atto di cristianesimo vissuto.

    Paolo

  39. peppedini says:

    Vengo a rispondere al commento n. 36.

    Non è nel mio stile entrare in forum dove è previsto l’anonimato, perché ho sempre fatto i miei diversi interventi sociali firmando le mie considerazioni e pagando di persona la mia verità.

    Così come credo che sia molto più importante, attenersi alla regola evangelica che “se hai da dire qualcosa a tuo fratello vai e dillo, se non ti ascolta fatti aiutare da un amico, se non ti ascolta dillo pubblicamente”.

    Molti conoscono a Sant’Angelo la mia posizione, proprio per il fatto che ho sostenuto apertamente e anche pubblicamente il mio pensiero riguardo a decisioni prese a livello parrocchiale, ma sempre con lo spirito di cui sopra. Ora mi trovo a dover comunque sostenere la verità in quanto tale ed a correggere alcune affermazioni. Lo faccio qui perché so che queste pagine, sono comunque lette, anche se considero questo “gossip” alla pari delle passate “becerate” di strada; anzi oggi rischiano di essere ancor più dannose proprio perché scritte, ma senza il coraggio di sapere sostenere di persona la propria “verità”.

    Bene, domenica 12 marzo alle ore 17,30, mi sono recato a Caresto per parlare con don Piero e sono stato con lui per circa 1ora e mezza. Quindi posso affermare che quanto scritto nel commento 36 non è affatto vero!

    Abbiamo discusso del locale gruppo scout, del suo incarico di assistente e di altri aspetti legati non solo agli scout , ma anche alla sua attuale situazione.

    Gli scout hanno un assistente che viene nominato a persona e non a carica, perciò la nostra posizione è ancora strana dato che nessuno ci ha detto o scritto niente. Con 40 anni di storia scoutistica vadese, noi ancora non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione e probabilmente siamo poco considerati dal momento che non figuriamo neanche nel sito della nostra diocesi; ma i problemi dei ragazzi non sono come questi, superabili, sono concreti e perciò necessitano anche della loro guida spirituale.

    Vi chiedo di non coinvolgermi in questo forum perché comunque non risponderò (mi sono iscritto solo per non apparire un utente anonimo), mentre sono del tutto disponibile a parlare di questi problemi con chiunque creda opportuno di farlo, basta fermarmi per strada e in quel caso sosterrò la mia verità, con il piacere reciproco di guardarci negli occhi.

    Peppe Dini

    Capo gruppo AGESCI Sant’Angelo in Vado 1°

    1967- 2007 40 anni di scoutismo vadese

    http://www.educambiente.it

  40. utente anonimo says:

    Io non ho capito bene cosa volesse dire Peppe. Se si riferisce che non è vero che don Piero ha detto messa a Caresto, come si dice nel post 36, ripeto, se è questo che voleva dire, la messa a Caresto eventualmente viene detta al mattino, finchè ci sono le famiglie, le quali alle 17,30 sono già sulla strada del ritorno.

    E poi caro Peppe, non farei tanto il moralista sull’anonimato: è stato usato abbondantemente contro il Vescovo l’anonimato, per insultarlo pesantemente e poi, forse non lo sai, ma il dialogo e il confronto “cristiano” con don Piero è stato cercato in ogni modo, in tutte le lingue e ci hanno provato davvero in tanti. Cerca di informarti meglio sulle cose, altrimenti come tutti gli altri amici che intendono difendere Caresto, potresti apparire ridicolo agli occhi di chi conosce come stanno veramente le cose.

    Roby

  41. utente anonimo says:

    Accetto di buon grado la smentita di Peppe Dini sulla coincidenza oraria delle Messe a Caresto e del Vescovo al Duomo. Ma questo particolare non cambia di una virgola la realtà. Il Vescovo ha preso provvedimenti severi su Don Piero, in spirito in verità e giustizia, e per questo viene crocifisso a S.Angelo in Vado. Dove è stata largamente e volutamente ignorata la sua presenza alla cerimonia in Cattedrale. Come a occhio e croce non è avvenuto da qualche secolo (sic). Cristiani che fanno la battaglia dell’audience, ed è tutto dire. Per di più il nuovo parroco Padre Luigi, oltre a essere costantemente sotto tiro anche per provvedimenti minimi, eppure legittimi e sacrosanti, ha lamentato di avere ricevuto tre lettere anonime. Questo il clima che si vive oggi.

    In questo clima avvelenato, il prof. Dini con accenti biblici invita tutti a esporsi pubblicamente, offrendo la sua disponibilità personale. Si può fare, certo. A condizioni preventive di verità e chiarezza su fatti che anche lui conosce benissimo. E se cui anche lui tace, probabilmente per motivazioni, non disprezzabili, di amicizia personale con i protagonisti principali della vicenda. Però tace, mentre lancia un appello che equivale a un invito per le pecorelle a gettarsi nelle fauci del lupo. Come è già accaduto in passato, e lo ha ben ricordato Roby. E come accade perfino al Vescovo, che per essersi pubblicamente esposto, è oggi sulla graticola. Provano a demolire il Vescovo, figuriamoci cosa toccherebbe a chi ha le spalle meno larghe di lui.

    Il tutto per delle faccende che hanno la singolare caratteristica di essere sulla bocca di tutti, e nello stesso tempo blindatissime quasi come un segreto di stato. Cherchez la femme, ou l’argent (o tutti e due), scriveva uno intervenuto nel blog. Perché questo spiega davvero molte cose.

    Mi permetta Peppe Dini, in attesa della sua verità, di fare una riflessione ulteriore sul blog, da lui contestato. Il blog non è una chiacchiera da bar. E’ strumento utile e aperto a tutti e che tutela, volendo, la privacy di chi scrive. E’ democratico perché chiunque può accedervi. Chi scrive fesserie può essere smentito. Non secondariamente, la discussione è solitamente civile, perché cafoni e maleducati si squalificano da soli e finiscono a più miti consigli o abbandonano. Perciò il blog non è assimilabile alle lettere anonime o ai fogliacci che furono appesi finanche alle porte delle Chiese. Non a caso i bloggers sono temuti e perseguiti nei regimi totalitari. Perché diffondono notizie. Poi ognuno si fa la sua idea. Guarda caso qui a S.Angelo in Vado un blog che parlava di questi argomenti è stato chiuso. Non è una bella figura per nessuno. Difetto di democrazia. Interessi da tutelare. Situazioni equivoche da mantenere. In ambito cristiano! Rifletta anche su questo il Prof. Dini. A cui mi permetto di aggiungere che qui ci vuole un bagno nella verità. Che è prioritario anche rispetto alle impellenze pur legittime dei suoi bravi scouts. E che il problema non si risolve tentando frettolosamente di far rientrare dalla finestra chi è uscito dalla porta principale. Perchè Peppe Dini non può essere così ingenuo da ignorare gli effetti dirompenti che avrebbe un rientro nella vita della Parrocchia di Don Pasquini, sia pure quale assistente spirituale degli scouts. Sarebbe la perpetuazione delle parrocchiette personali. Perché Don Piero è oggettivamente elemento di divisione qui. Lasci perdere il Prof. Dini queste manovre, che ricordano antiche scaltrezze. Si rivolga al Parroco e al Vescovo se occorre. Don Pasquini è il passato, ne prenda atto.

    Cordialmente

    Giovanni

  42. utente anonimo says:

    Bravo Giovanni! Quello che hai detto è tutto vero, anzi stravero.

    A me gli scouts mi sono simpatici, ma come mamma chiedo a Peppe Dini che razza di esempio di lealtà, obbedienza, fiducia nell’autorità può dare a dei giovani uno come Don Piero. E poi è vero o non è vero che la storia tra il prete e daniela è cominciata proprio quando erano negli scouts? Non sarà colpa di nessuno d’accordo; è roba vecchia d’accordo: però dura ancora oggi quindi sta storia della guida spirituale mi puzza di bruciato: gli scouts non dovrebbero essere usati per fare i piaceri personali. Giusto Peppe?

    Paola

  43. utente anonimo says:

    …..

    Giacomo il Minore

  44. utente anonimo says:

    X G. il Minore

    quando si lasciano i puntini di sospensione questi devo essere obbligatoriamente 3

    Paola

  45. utente anonimo says:

    Certo che gli amici di don Pasquini non si rendono conto di come rischiano di danneggiarlo ulteriormente. Sto pensando al signor Donnini, ad esempio, il quale senza pudore, e direi con molta ingenuità, va minacciando in giro il Vescovo, parlando tra la gente e alludendo a qualche attacco trasversale nei confronti dello stesso.

    A parte che viene un po’ da sorridere di fronte a queste cose. Ma poi, siamo proprio sicuri che tali atteggiamenti, se dovessero giungere alle orecchie della Curia, migliorino la posizione di don Pasquini o non potrebbe succedere piuttosto il contrario?

    Hanno queste persone così “devote” inoltre, una pur vaga idea di come funzionano i meccanismi della Chiesa?

    Ma davvero a nessuno è venuto da pensare che i provvedimenti presi nei confrontin di don Pasquini siano basati su fatti concreti accertati e che don Pasquini qualcosa di non regolare deve averla pur combinata?

    Lo vogliamo tirare fuori un po’ di senso critico? Vogliamo tirar via le fette di salame dagli occhi o no?

    Roby

  46. utente anonimo says:

    Caresto continui pure l’opera di disgregazione sociale in questo paese, fatto, come si è visto, di gente semplice e poco lungimirante, pronto a credere a tutto e al contrario di tutto.

    Riporto una battuta relativa ai commenti sul Codice da Vinci, ultimamente di grande attualità, apparso in un quotidiano qualche giorno fa; affermazione che ritengo più che adatta al “nostro” caso: “…I vescovi soprattutto dovrebbero capire che il nemico mortale non è Dan Brown, ma l’ignoranza diabolica che domina nel popolo, che sa tutto, ma di Vangeli niente”.

    Buona riflessione.

    Rosa

  47. utente anonimo says:

    Tutto tace, in paese, in Curia. Intanto don Pasquini ha ottenuto ciò che voleva: stare a Caresto, senza altri impegni e incarichi pastorali, libero di fare ciò che vuole, senza rotture di scatole, unico obiettivo fermo di tutta la sua vita.

    A questo punto della storia mi viene da fare una considerazione, che forse è già stata detta, anche se non ricordo. Credo sia evidente come a don Pasquini e alla Maffei Daniela non stia davvero a cuore Caresto, e quel po’ di buono che il progetto a livello ideale aveva, e magari ha ancora; nè tanto meno hanno a cuore le persone che vi approdano, quelle povere famiglie provenienti da diverse località italiane che ignorano la meschinità e i sotterfugi che si nascondono sotto quella “pastorale familiare” tanto apprezzata.

    Il male a Caresto non l’ha fatto il Vescovo con la sua richiesta di trasparenza, nè coloro che a questo obiettivo hanno dato il loro contributo e la loro testimonianza. I veri nemici di Caresto sono i membri stessi di Caresto, pronti ad ingannare tutti e a tradire l’ideale che pur propongono, pur di salvarsi la faccia.

    Lia

  48. utente anonimo says:

    Evidentemente se le cose stanno come dice Lia, il Vescovo (un sant’uomo sicuramente) ha dovuto riscontrare che non vi era motivo per fare diversamente.

    Giacomo il Minore

  49. utente anonimo says:

    Ognuno è libero di credere a ciò che vuole!!! Anche alle balle. Importante è riconoscere che i fatti non sono un’opinione.

    Siamo in un paese libero e democratico (più o meno) e chi vuole sapere le cose sa come informarsi. Se si vuole credere “che il Vescovo (un sant’uomo sicuramente) ha dovuto riscontrare che non vi era motivo per fare diversamente”, va bene. Contenti voi!

    Lia

  50. utente anonimo says:

    Leggo da http://www.caresto.it:

    “Il finanziamento di tutta l’operazione è avvenuto con l’impegno e il lavoro dei membri…”

    sarebbe interessante sapere a quali membri si fa riderimento!! Poi:

    “Segretaria è Sara Calori, che con il marito Pietro è proveniente dalla zona di Como”

    mi risulta che questi signori sono pressocchè rientrati al loro paese di origine già dall’autunno scorso.

    Poi:

    “Don Pietro Pasquini, sacerdote fondatore e animatore spirituale”.

    Ma il Vescovo non aveva scritto per decreto che don Pasquini doveva fare un periodo sabbtico fuori da Caresto e da S.Angelo? Cosa ci fa ancora qui? Poi:

    “Iscritta alla FIES dal 15 settembre 1999″ ma non era stata revocata?

    E ancoora:

    “C’è molta richiesta da queste realtà di ogni parte d’Italia. Possono essere richieste di vescovi, direttori di Ufficio Famiglia, parroci, o gruppi, che chiedono o un corso di esercizi spirituali,” e ancora: “questi libri[…]In genere sono stati presentati o dal vescovo diocesano o dal vescovo presidente della Commissione episcopale della Famiglia per avere un rapporto stretto con chi ha il compito di garantire la fedeltà al Magistero della Chiesa”. Forse è il caso che tutti questi Vescovi comincino a dire chiaramente cosa pensano, visto che sono sempre chiamati in causa, oppure è ora che si provveda ad informarli su questa realtà…

    Mah …

    Lola

  51. utente anonimo says:

    Sembra ormai imminente la formalizzazione con atto notarile del passaggio di proprietà de “I Palazzi”, dall’Istituto Sost.Clero e Caresto. Chissà chi sarà l’acquirente, questa volta… anche se non lo considero rilevante dato che a capo di tutto giuridicamente parlando, c’è sempre una persona, sempre la stessa, in qualità di presidente di una associazione, e dell’altra, e dell’altra ancora.

    Penso sia davvero una buona cosa questa definizione della proprietà per i Palazzi. Poi spero che qualcuno possa chiedere ai signori di Caresto come hanno fatto a diventare proprietari di tre immobili (Palazzi, Caresto, i Bensi) di un valore complessivo di qualche miliardo (i più di qualche)di vecchie lire. A che scopo tanto adoperarsi per l’accumulo di un tale capitale? A che scopo e, soprattutto chi ne benficierà in futuro? Conosco un po’ quei signori, come molti nel paese, e non sono davvero i tipi che si affannano tanto per il bene della Chiesa a cui – pare – lascerebbero il tutto. Nessuno ci crede. E poi queste case sono già adesso, o lo erano, della Chiesa. Perchè non fare allora un commodato gratuito? No, Caresto ha voluto la proprietà, o vorrebbe, la proprietà. Non occorre essere dei geni dell’imprenditoria o della finanza per trarre due o tre conclusioni!

    Roby

  52. utente anonimo says:

    L’Associazione “Comunità di Caresto” è composta solamente da don Piero Pasquini e da Daniela Maffei, secondo lo statuto aggiornato con atto notarile nel 2005. Nonostante questo però nel sito ufficiale di Caresto viene detto che i soci sono quattro.

    Bel mistero. Chissà perchè la persistenza di questa doppia agenda organizzativa. Chissà cosa ne direbbe la Magistratura se intervenisse!

  53. utente anonimo says:

    Nel sito ufficiale di Caresto nel link “per saperne di più” c’è un esemplare aggiornamento. In data 18 dicembre 2006 l’Istituto Sostentamento Clero ha venduto gli immobili in loc. Palazzi e in loc. Caresto. Senza commentare la scelta della diocesi è giusto a questo punto enumerare il capitale di Caresto:

    loc. Palazzi: casa canonica e colonica, 2 case, più terreno.

    loc. Caresto: casa canonica, casa colonica, ex casa Londei, ex casa Brandi; totale 4 case più terreno davanti la chiesa in cui sorgeva una ex casa Brandi (edificabile?)

    Loc. Bensi, 1 case acquistata per 430.000 euro.

    Totale degli immobili, 8 più terreno che non so quantificare.

    La cosa si commenta da se, credo

  54. utente anonimo says:

    nessuno ormai guarda questo blog.

    Bisognerebbe cominciare a raccontare gli abusi sessuali di don Pasquini e forse se ne interesserebbe anche la stampa.

    Magari un giorno potrebbe succedere, come è successo a don Gelmini, e a tanti altri

  55. utente anonimo says:

    E’ vero, nessuno più guarda questo blog. Ma intanto vedo che siamo in due a scrivervi.

    Anche io ho una cosa forte da dire.

    Mi è stato detto da chi vi lavora all’interno, che il forno di Caresto lavora con molte irregolarità. Una tra tutte, oltre che la consueta evasione fiscale, il fatto che i prodotti non sono affatto biologici, perchè gli ingredienti degli stessi vengono acquistati da normali fornitori, gli stessi che distribuiscono agli altri forni della zona.

    M.

  56. utente anonimo says:

    Fina dai primi anni del suo sacerdozio don Pasquini ha affermato di voler vivere con Daniela una relazione di tipo coniugale (nell’accezione più ampia e completa del termine), disapprovando e violando la regola della Chiesa cattolica del celibato sacerdotale.

    Peccato che poi non sia stato fedele nemmeno al “vincolo coniugale” !

  57. utente anonimo says:

    boiate quelle che scrivete la carità e l’Amroe e il bene fatto trionferanno anche sulla vostra stupidità. L’invidia è una brutta bestia

  58. utente anonimo says:

    ..a  distanza  di  anni   fa effetto  rilegerre  cesti  messaggi..e accorgersi  che nonostante  tutto..CA RESTO e sopravissuto  ed  ha  ampliato  la  pubblicazione  di  libri … gli  incontri  settimanali  non  si sono  mai fermati  e sono continuati.. con maggiore  frequenza rispetto  al passato.. la comunita'  si e'  arrichita'  di  nuove  persone.. e  si  e'  allargata  con   un
    " GRUPPO  AMICI  DI  CARESTO "  al quale hanno aderito  un centinaio di famiglie… che prestono servizio  gratuito  durante  i ritiri  settimanali… chi  ha scritto l'ultimo  post  ….e'  STATO  VERAMENTE  UN PROFETA…  IL BENE ALLA FINE  TRIONFA  SEMPRE !!!

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