La visione di Hamas

Per sapere cosa pensa Hamas, la cosa migliore è ascoltare Hamas, in particolare il suo portavoce Khalid Mish’al, sopravvissuto in maniera straordinaria a un tentativo di avvelenamento alcuni anni fa.

Dal Bollettino del Campo Antimperialista (
per riceverlo, mandate una mail a campoantimperialista@tiscali.it )

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parla Khalid Mish’al, portavoce internazionale

Inviataci dai nostri fratelli palestinesi pubblichiamo la prima dichiarazione ufficiale della direzione politica di Hamas, rilasciata a Damasco da Khalid Mish’al. Ognuno comprendera’ la sua straordinaria importanza. Non solo per Israele e le potenze che pretendono di determinare l’evoluzione della situazione in Medio Oriente ricattando il popolo di Palestina per imporgli accordi-bidone, ma pure per tutti coloro il cui cuore batte per la sua causa.


«E’ riconosciuto che i palestinesi sono tra i popoli piu’ politicizzati ed educati del mondo. Quando si sono recati alle urne essi erano ben  consapevoli di cosa gli si proponeva e coloro che hanno votato per HAMAS sapevano cosa volevamo. Essi hanno scelto HAMAS per la sua promessa di non svendere mai i legittimi diritti del popolo palestinese e per il suo programma di riforme. C’erano stati vari avvertimenti, locali e internazionali, affinche’ non si votasse per un’organizzazione bandita dagli USA e dalla Unione Europea come terrorista,  che l’eventuale voto per HAMAS avrebbe implicato la cessazione degli aiuti dall’estero.

Il giorno che HAMAS ha vinto le elezioni democratiche in Palestina, i regimi “democratici” che guidano il mondo, hanno fallito l’esame di democrazia. Invece di riconoscere la legittimita’ di HAMAS come la rappresentanza democraticamente scelta dal popolo palestinese, invece di approfittare dell’opportunita’ creata dai risultati e di appoggiare lo sviluppo di un buon governo e porre fine al macello, Usa e Unione Europea hanno minacciato i palestinesi di punizione collettiva per aver esercitato il loro diritto di scelta dei propri parlamentari.
Noi stiamo per essere puniti semplicemente perche’ resistiamo all’oppressione e lottiamo per la giustizia. Quelli che minacciano di imporre sanzioni a nostro popolo sono le stesse potenze responsabili delle nostre sofferenze e che continuano a sostenere quasi incondizionatamente i nostri oppressori. Noi, le vittime, siamo vilipesi mentre i nostri oppressori sono coccolati. Gli USA e la UE potrebbero utilizzare il successo di HAMAS per aprire un nuovo capitolo nelle loro relazioni con i palestinesi, con gli arabi e i musulmani,  per capire meglio un movimento che invece vene visto attraverso le lenti dell’occupante sionista.

Il nostro messaggio agli USA e alla UE e’ questo: il vostro tentativo di costringerci a sbarazzarci dei nostri principi e della nostra lotta e’ vano. Il nostro popolo, che ha avuto migliaia di martiri, milioni di rifugiati, che ha atteso 60 anni per tornare a casa; i nostri 9mila prigionieri politici e di guerra nelle carceri israeliane; non hanno fatto tutti questi sacrifici per niente.
HAMAS ha vinto prima di tutto a causa della sua fede inamovibile nella vittoria. HAMAS e’ immune alla corruzione, alle intimidazioni e ai ricatti. Mentre siamo disposti ad avere relazioni amichevoli con tutte le nazioni, non le cercheremo a spese dei nostri legittimi diritti. Noi abbiamo visto come altre nazioni, inclusi i popoli del Vietnam e del Sudafrica, hanno tenuto fede alla loro lotta per la liberta’ e la giustizia fino alla loro realizzazione. Non siamo diversi, la nostra causa non ha meno valore, la nostra determinazione non e’ meno profonda e la nostra pazienza non e’ meno grande.

Il nostro messaggio ai musulmani e alla nazione araba e’ questo: voi avete la responsabilita’ di sostenere i vostri fratelli e le vostre sorelle palestinesi, i cui sacrifici sono stati fatti anche per voi. Il nostro popolo non ha bisogno di sperare in aiuti da parte di paesi che hanno responsabilita’ storiche e morali per la nostra situazione e i cui dollari o euri sono offerti a condizioni umilianti. Ci aspettiamo da voi che interverrete compensando il popolo palestinese per ogi eventuale tagli agli aiuti, e vi chiediamo anche di porre fine a tutte le restrizioni ai danni delle vostre societa’ civili che vogliono raccogliere fondi per la causa palestinese.

Il nostro messaggo ai palestinesi e’ questo: il nostro popolo non e’ costituito solo da chi vive vive sotto statao d’assedio in Cisgiordania e a Gaza, ma anche dai milioni che languono nei campi profughi del Libano, della Giordania e della Siria; e dai milioni sparsi per il mondo e impossibilitati a tornare a casa. Noi vi promettiamo che nulla al mondo ci distogliera’ dal perseguire l’obbiettivo della liberazione e del ritorno. Faremo ogni sforzo per lavorare assieme a tutte le frazioni e alle istituzioni allo scopo di mettere ordine nella nostra casa palestinese. Avendo vinto le elezioni parlamentari, il nostro obbettivo a medio termine e’ quello di riformare l’OLP per rivitalizzare il suo ruolo come vero rappresentane del popolo palestinese, senza discriminazion o eccezioni.

Il  nostro messaggio ad Israele e’ questo: noi non vi combattiamo perche’ avete un’altra fede o un’altra cultura. Gli ebrei hanno vissuto nel mondo musulmano per 13 secoli in pace e in armonia; essi sono per la nostra religione “il popolo del libro” che ha ricevuto un patto da Dio e il suo messaggero Muhammad (la pace sia su di lui) ci ha chiesto di rispettare e proteggere. Il nostro conflitto con voi non e’  religioso ma politico. Non abbiamo problemi con gli ebrei che non ci hanno attaccato. Il nostro problema e’ con coloro che sono venuti nella nostra terra, imponendosi con la forza, distruggendo la nostra societa’ ed esiliando la nostra gente.

Noi non riconosceremo mai il diritto di qualsiasi potenza di rubare nella nostra terra, ne’ quello di negarci i nostri diritti nazionali. Non riconosceremo mai la legittimita’ dello stato creato dai sionisti sul nostro suolo. Non vogliamo espiare colpe per peccati commessi da altri o risolvere problemi di altri. Ma se voi siete disposti ad accettare il principio di una tregua a lungo termine, noi siamo pronti a negoziarne i termini. Hamas sta porgendo una mano di pace a coloro che sono davvero interessati ad una pace basata sulla giustizia.

Damasco, 31 gennaio 2006

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34 Responses to La visione di Hamas

  1. bioro76 says:

    Ieri sera ho visto “Otto e mezzo”. L’incontro con Mahmoud Ramahi è stato bellissimo per due motivi: per le cose che ha detto e la pacatezza con cui ha esposto le sue ragioni. E poi la faccia di Ferrara, evidentemente deluso dal non ricevere le risposte che si sarebbe aspettato. Ramahi ha parlato di molti aspetti illuminanti sulla linea che terrà Hamas nei confronti di Israle e dell’occupazione della Palestina. E veder sbugiardare Ferrara è impagabile, vederlo annaspare per poi attaccarsi all’ultima, patetica domanda sulla politica di Hamas nei confronti delle donne… E Ramahi tutto stupito che gli raccontava di sua moglie, neoeletta (anche lei con Hamas) che guida, ha la patente e conduce una vita normalissima.

    Hamas sta tendendo una mano: ora è interessante vedere le reazioni israeliane e dell’Occidente. Secondo me faremo l’ennesima pessima figura, con conseguenze pesanti.

  2. talib says:

    Vorrei partecipare al concorso per il linkaggio più rapido, hovvintoqualcheccosa?! :D

  3. Ecco sgombrato il campo dagli inutili toni apocalittici sullo scontro di civiltà. Hic et nunc si combatte contro l’imperialismo e il colonialismo. I riferimenti al Vietnam e all’Africa lo testimoniano.

    La nostra speranza è che Hamas, come tutti i movimenti di resistenza oggi attivi nel mondo, spinga sino alle estreme conseguenze il suo antiperialismo. Ciò significa messa in discussione di quel sistema complessivo di produzione e riproduzione dei rapporti sociali che genera tutti gli altri fenomeni che qui oggi avversiamo.

    Per cui, momentaneamente, non possiamo che essere dalla loro parte!

  4. utente anonimo says:

    Non concordo con RipMarx.

    Educato a leggere tra le righe della forbita ipocrisia andreottiana e a tra senso dalle follie semantiche di Aldo Moro, non ho difficoltà a vedere il sangue sgorgare a fiumi dalla letterina sedicentemente bambinesca del portavoce di Hamas.

    Certo che riuscire a vederci un possibile sbocco comunista richiede ulteriori strumenti di analisi.

    L’effetto della letterina su di me è di farmi guardare agli arsenali termonucleari dei paesi NATO con impensabile simpatia ed afetto, perchè nei film i cattivi più cattivi sono quelli che parlano a voce e suadente.

    Francesco

    PS non scherzo, peccato aver perso 8 e mezzo

  5. utente anonimo says:

    Vedo che non sono stato chiaro come vorrei: le richieste che Hamas presenta, definendole ragionevoli, sono il suicidio dell’interlocutore, che siano usani ed uennini o israeliani ebrei.

    F

  6. Non pretendo che tu debba concordare con me, ma non puoi fare affermazioni del tipo “guardo con affetto agli arsenali termonucleari dei paesi NATO”. Non ti rendi conto di quelli che dici e del nihilismo che permea la tua atroce riflessione. Quelle armi non dovrebbero più esistere (se fossero effettivamente il retaggio di una guerra combattuta e terminata con la caduta dell’URSS), in realtà sono strumento di offesa che costringe, purtroppo, chi non le ha ancora a procurarsele. Non si può fare a meno di constatare che c’è un certo squlibrio tra le forze in campo e che i cosìdetti buoni sono troppo armati. Meglio, i buoni devono inventarsi sempre nuovi nemici per giustificare l’esistenza della bomba.

  7. utente anonimo says:

    No, no, con questi “cattivi” i “buoni” devono tenerselo ben stretto l’arsenale ereditato dalla Guerra Fredda.

    Pare un caso di “non tutto il male viene per nuocere”, a dire il vero.

    Sai com’è, il potere di dissuasione di quella roba lì serve a tranquillizzarmi, non conosco molta gente che correrebbe felice verso la morte di tutto il proprio universo (anche se in parecchi lo hanno fatto verso la propria morte). Come fai a registrare il messaggio di addio se sospetti che non sarà rimasto nessuno vivo per leggerlo?

    Certo, in alternativa ci sono le buone vecchie armi convenzionali. Ma sono guerre lunghe, faticose, sporche, che si possono perdere. Di fronte alla lucidità di certe posizioni sono tentato di calare il carico pesante e aspettare che Hamas (o chi per lui) arrivi allo stesso livello di potenza. Poi discuteremo ancora.

    Ma io non faccio politica, so di essere inadeguato.

    Francesco

  8. A proposito Miguel,

    il libro di Bontempelli non è ancora arrivato, ho rimandato l’e-mail ordinando, oltre al citato,un altro libro sempre edito dalla graphos. Speriamo bene.

    E’ in uscita il libro di La Grassa “Gli Strateghi del Capitale” ed. manifestolibri. Consiglio, inoltre, al compagno p. “Calcolo Economico e Forme di Proprietà” (analisi approfondita di ciò che dovrebbe essere un modo di produzione socialista)di C. Bettelheim con la nuova introduzione di La Grassa.

  9. utente anonimo says:

    >E’ in uscita il libro di La Grassa “Gli Strateghi del Capitale” ed. manifestolibri. Consiglio, inoltre, al compagno p. “Calcolo Economico e Forme di Proprietà” (analisi approfondita di ciò che dovrebbe essere un modo di produzione socialista)di C. Bettelheim con la nuova introduzione di La Grassa. RM<
    Pubblicità Progresso o prendi una percentuale sulle vendite?:-) :-).

    Ciao

    Ritvan

  10. Quanto a percentuali sulle vendite, non credo proprio visto che La Grassa è abbastanza emarginato dal marxismo ufficiale, non si tratta di un best sellers di Negri per la Rizzoli con migliaia di copie annesse.

    E poi, ti sorprende che qualcuno faccia ancora qualcosa fuori dalle logiche di mercato al fine del puro proselitismo rivoluzionario? Non ti scandalizzare, qui si lavora ancora per la rivoluzione! Siamo proprio irrecuperabili (adesso ci vorrebbe un emoticons con faccina sorridente ma non so come si fa).

  11. utente anonimo says:

    Posso anche leggere bettelheim, ma il titolo, magari m’inganna, mi suona stonato. In una società comunista non esiste calcolo economico perché non esiste economia (solo questo bastava a sconfessare i professoroni stalinisti), e non esiste alcun tipo di proprietà. Spariranno persino le parole per dire cose che non esisteranno più. p

  12. utente anonimo says:

    Beh, una tregua proposta a lungo termine, ma con la condizione che la guerra non finisca finchè non la si vince loro è davvero una proposta della Madonna per Israele…

    W HAMAS!!!

    Mamma mia a leggere queste cose (“L’occidente farà brutta figura”) mi pelo dal ridere…

    JZ

  13. utente anonimo says:

    >Spariranno persino le parole per dire cose che non esisteranno più. p<
    E chi le pronuncerà – oh, magari per sbaglio – quelle parole, “sparirà” pure isso? O verrà solo “rieducato”? Mah, non so perché ma mi ricorda Fahrenheit 451 di Ray Bradbury…

    Ciao

    Ritvan

  14. Infatti Bettelheim parla di Ces (calcolo economico sociale) fondato sull’utilità sociale e non su astratte leggi economiche che nascondono, in realtà, il dominio di una classe sull’altra.

    Insomma, parte da ciò che dovrebbe essere la pianificazione socialista per sconfessare il piano sovietico, visto come un puro supporto del mercato capitalistico.

  15. bioro76 says:

    @jz: ridi? e perchè ti fa così ridere quello che ho scritto, di grazia?

  16. utente anonimo says:

    “Beh, una tregua proposta a lungo termine, ma con la condizione che la guerra non finisca finchè non la si vince loro è davvero una proposta della Madonna per Israele… ”

    Beh però ad onor del vero è più o meno la stessa proposta che gli utlimi governi israeliani hanno fatto ai palestinesi…

    Paolo

  17. utente anonimo says:

    guarda ritvan che tante parole spariscono perché non più pronunciate. Ti risulta, o devi scomodare chissà quale dittatura perché questa naturalissima cosa succeda da sé? p

  18. kelebek says:

    Per tutti,

    Vedo che Ripensaremarx si lamenta di non aver ricevuto il libro “Il mistero della sinistra” pur avendolo ordinato:

    http://kelebek.splinder.com/1134204890#6538124

    E’ un problema che ho sentito anche da altri.

    Su questo blog, c’è qualcun altro che abbia ordinato il libro, senza riceverlo?

    Sono l’unico a cui il libro sia arrivato con una certa puntualità?

    Miguel Martinez

  19. “L’effetto della letterina su di me è di farmi guardare agli arsenali termonucleari dei paesi NATO con impensabile simpatia ed afetto, perchè nei film i cattivi più cattivi sono quelli che parlano a voce e suadente.”

    io spero vivamente che sia un tono sarcastico… se non lo è, la situazione è davvero preoocupante dato che non sei l’unico da cui ho sentito esprimere “simpatie” e “affetto” verso una bomba atomica (o più bombe atomiche)… ora mi chiedo, che differenza corre tra una strana deviazione sessuale verso gli ordigni bellici (ironico eh) e l’essere presunti fontamentalisti

    tagliagoleamortevignetteevignettariwhamas

    kalasnikowpaneetritolo? io credo nessuna. Francesco, mi fai davvero paura.

    TeO

  20. utente anonimo says:

    Scusa Bioro, in generale mi fa ridere vedere tutto questo appoggio ad un’organizzazione che propone una tregua sostenendo al tempo stesso che non riconoscerà mai l’esistenza del proprio vicino (per dirtene una).

    La tua uscita mi pare ambigua: cosa dovrebbe fare l’Europa con Hamas? Coccolarli?

    Ed Israele? Certo che ha i suoi torti (innegabili) ma vorrei vedere se io ti proponesi una lunga tregua ribadendo al contempo che non accetterò il tuo diritto all’esistenza. Cosa faresti?

    Mi abbracceresti calorosamente?

    JZ

  21. utente anonimo says:

    >Quanto a percentuali sulle vendite, non credo proprio visto che La Grassa è abbastanza emarginato dal marxismo ufficiale, non si tratta di un best sellers di Negri per la Rizzoli con migliaia di copie annesse.<
    Caro RM, non credo che la cosa sia dovuta all’ “ufficialità” o meno della dottrina. E’ che il pubblico ama le storie “vere”, quelle che odorano di “sangue vero”. E se il buon La Grassa (che non ho l’onore di conoscere, ma presumo sia una persona mite e gentile, incapace di fare male ad una mosca) provasse a far fuori un paio di sporki borghesi, così, tanto come “assaggio”, molto probabilmente vedresti i suoi libri diventare dei veri e propri bestsellers:-) :-).

    >E poi, ti sorprende che qualcuno faccia ancora qualcosa fuori dalle logiche di mercato al fine del puro proselitismo rivoluzionario?<
    Affatto, ecco perché come prima ipotesi mettevo la “Pubblicità Progresso”. ma, siccome mi pare il buon Marx abbia detto che prima di occuparsi di dottrina, uno dovrebbe avere un tetto sulla testa, da mangiare e vestirsi e un po’ di pecunia in saccoccia, sai, ho pensato che visti i mala tempora che currunt con l’euro che ci ha messi in ginocchio, ecco, un po di quel marxismo applicato non ti avrebbe mica fatto male. Vabbé, come non detto:-).

    >Non ti scandalizzare, qui si lavora ancora per la rivoluzione!

    Siamo proprio irrecuperabili (adesso ci vorrebbe un emoticons con faccina sorridente ma non so come si fa).<
    Due punti, trattino, parentesi chiusa ed è fatta. Non è granché ma si capisce. Nel blog di Sherif la cosa si trasforma automaticamente in un faccione itterico sghignazzante, ma Miguel, da buon terzomondista qual è, non ha provvisto il suo blog di simili lussi sfrenati:-).

    Ciao

    Ritvan

  22. utente anonimo says:

    >guarda ritvan che tante parole spariscono perché non più pronunciate. Ti risulta, o devi scomodare chissà quale dittatura perché questa naturalissima cosa succeda da sé? p<
    Veramente la cosiddetta “dittatura del proletariato” mica l’ho “scomodata” io, sai. Ne avrei volentieri fatto a meno, anche del solo concetto.

    Ciao

    Ritvan

  23. utente anonimo says:

    Anche se le parole calme e pacate del portavoce di Hamas non mi tranquillizzano molto, semplicemente perchè questo partito ci è stato sempre presentato (a torto o a ragione) come un movimento terroristico, trovo che non si possa sbattere la porta in faccia ad una forza politica DEMOCRATICAMENTE eletta dal popolo. Secondo me, sarebbe più saggio se i politici dell’UE (ma anche degli altri Paesi) riconoscessero la legittimità di Hamas senza imporre condizioni, riversassero le loro energie nella mediazione, spingendo verso una risoluzione effettiva (non solo sulla carta) del conflitto. Mi chiedo che senso abbia pretendere da Hamas di riconoscere lo Stato di Israele in cambio del riconoscimento dello stesso Hamas. E’ prevedibile che Hamas non ordinerà il disarmo delle proprie milizie senza avere ottenuto garanzie di non aggressione da parte di Israele. Certo, il disarmo è da chiedere e da pretendere, ma non adesso, anzi lo scopo (o meglio l’effetto) delle trattative dovrebbero essere proprio quello di far deporre le armi ad ENTRAMBE le parti.

  24. utente anonimo says:

    Scusate, mi dimentico sempre di firmare

    Ciao

    Me, myself and I

  25. Formidabile la figura di Ferrara, sconfitto da uno che a malapena parla italiano…Lerner non lo avrebbe mai invitato però, meno brillante ma più scaltro del corpulento collega.

  26. utente anonimo says:

    “L’effetto della letterina su di me è di farmi guardare agli arsenali termonucleari dei paesi NATO con impensabile simpatia ed afetto”

    Ovvero, come imparai a non preoccuparmi e amare la bomba.

    Paolo

  27. utente anonimo says:

    Paolo e Teo,

    io ci sono nato all’ombra della Bomba e, giunto all’età della ragione, dovetti decidere se era meglio stare libero (abbastanza) sotto quell’ombra o rischiare la mia libertà (forse, molto forse) per uscirne.

    La scelta di allora, la prima, mi soddisfa fin qui e non vedo perchè dovrei cambiarla.

    Scusatemi per l’orribile affetto con una effe sola (usavo il termine in senso ironico ma tant’è).

    Per me si tratta solo di una questione tecnica, se non ci fosse la bomba oggi ci confronteremmo con il tizio avendo alle spalle i Leopard2, i Leclerc, i Challenger, i Tigre/Tiger, i Typhoon, gli Harrier, i Tornado, i Rafale; solo che dovremmo usarli per fargli capire che sta scherzando con la nostra libertà e che non ci piace.

    Francesco

  28. utente anonimo says:

    >…Noi abbiamo visto come altre nazioni, inclusi i popoli del Vietnam e del Sudafrica, hanno tenuto fede alla loro lotta per la liberta’ e la giustizia fino alla loro realizzazione… Khalid Mish’al<
    Ah, mbè, se il sig. Mish’al ritiene che il il “popolo del Vietnam” abbia realizzato libertà e giustizia in quello Stato allora forse non hanno tutti i torti quelli che sostengono che in Hamas c’è qualcosa che non va. Ma forse la cosa dipende dal fatto che in Vietnam non ci sono musulmani e il regime vietnamita tutto “giustizia e libertà” è costretto a fare i suoi piccoli massacri “giusti e libertari” solo nei confronti dei montagnard cristiani. Ma che razza di libri di testo di storia ha fornito l’UE ai palestinesi?

    Ritvan

  29. utente anonimo says:

    >Il nostro messaggio ai musulmani e alla nazione araba e’ questo: voi avete la responsabilita’ di sostenere i vostri fratelli e le vostre sorelle palestinesi, i cui sacrifici sono stati fatti anche per voi. (parla sempre il sullodato di Hamas)<
    “Anche per voi” in che senso? Non vorrei essere il solito dietrologo ma l’espressione mi puzza un po’. Perché i bombaroli che scoppiano a Gerusalemme dovrebbero essere di qualche utilità p.es. ai musulmani albanesi? o a quelli statunitensi? o a quelli kuwaitiani (questi ultimi brutalizzati anni fa da un loro “fratello” e liberati dall’ “amico dell’entità sionista”)? Mah, ‘sta Storia ad usum…hamassini non mi convince mica tanto….

    Ritvan

  30. utente anonimo says:

    Quoto l’ottimo Ritvan

    JZ

  31. utente anonimo says:

    A proposito della diatriba “ma bomba o non bomba”:-), la stragrande maggioranza degli storici concorda sul fatto che il cosiddetto “equilibrio del terrore” abbia assicurato al mondo (specie ai paesi appartenenti ai due blocchi, agli altri un po’ meno) uno dei periodi più tranquilli della storia umana. Pertanto non trovo nulla di così sconvolgente nelle dichiarazioni di Francesco, tranne forse il fatto che non le trovo esattamente compatibili con il principio del porgere l’altra guancia:-). Ma, siccome io sono notoriamente per la legge del taglione, la mia solidarietà a Francesco è in questo caso incondizionata.

    Concordo con RM che oggi quest’equilibrio non c’è più. Ma auspicare un suo ristabilirsi, con dall’ “altra parte” – al posto dell’URSS- uno o più stati TEOCRATICI, non mi sembra una cosa accettabile. Infatti, come cantava Sting “the Russians loves their childrens too”. Oddio, non è che i cari teocratici non amino i propri figli, ci mancherebbe, ma la percezione del benessere dei “figli” fra i propugnatori del “paradiso dei lavoratori” in terra e quelli del Paradiso tout court mi sembra un po’ differente. I sovietici erano atei, razionali calcolatori e avevano fatto i loro conti: dopo l’olocausto termonucleare le probabilità che potesse instaurarsi un “paradiso dei lavoratori” erano 1 su diverse migliaia di miliardi. E tante erano anche quelle di poterlo vedere quello che aveva schiacciato il bottone nucleare. Invece, con l’intervento di Dio (o Allah, che dir si voglia) tutto diventa possibile. E per quelli che ci rimangono secchi…ci sono sempre le 80 vergini in Paradiso:-).

    L’Iran avrà tutto il diritto di farsi la sua bombetta “halal”, visto che molti altri stati ce l’hanno (basta che, per favore, la smettano di parlare di “uso pacifico del nucleare”, prendendoci per cretini). Però, in virtù di quanto sopra, a me spaventa infinitamente di più una singola bomba in mano ad un ayatollah o mullah, rispetto ad un immenso arsenale atomico cinese.

    Piccola provocazione: se fossi nei panni del Presidente USA, andrei in Iran con un paio di bombe appresso e direi all’assemblea dei mullah:”Volete qualche bombetta per dormire tranquilli? Eccole, ve le porto io. Basta che mi giurate tutti, con la mano sul Corano che non premerete mai il bottone per primi. E che un tecnico di mia fiducia possa avere il permesso di venire a controllare ogni tanto che le bombe siano sempre al loro posto e non siano state graziosamente e fraternamente prestate a Bin Laden. E che la smettiate con ‘sta menata delle centrali atomiche per ricavarne energia, visto che state col culo immerso nel petrolio almeno per i prossimi 100 anni”. Accetterebbero???

    Ritvan

  32. utente anonimo says:

    Ritvan,

    è che non vedi il business.

    Se l’Iran riesce a farsi la bomba, potrà dire ai suoi vicini islamici di essere più uguale di loro.

    E Turchia, Egitto, Arabia Saudita (come minimo) si sentiranno in dovere di acquisire pari status.

    Se si potesse iniziare a vendere un pò di centrifughe atomiche, scommetto che stanno pensando come portarsi avanti.

    Intanto dei palestinesi continuerà ad importare molto a MM, come sempre.

    Ciao

    Francesco

  33. utente anonimo says:

    ….X RITVAN E p

    …..Le parole possono pure resuscitare: Tremaglia ha resuscitato dagli Anni Ottanta “C+-+ttoni”

    Davide

  34. utente anonimo says:

    Negli anni ottanta te lo ricordi drive-in? La macchietta dell’apocalittico di faletti, oggi rinomato giallista? Uno dei suoi tormentoni, straripetuto dai gionvincelli di allora era un urlatissimo “culattttacchioni”. Non è un miracolo risuscitare chi già vive. Ci riesco anch’io.p

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