La tenue speranza del mondo

Il grande Gilad Atzmon ci ha offerto, tempo fa, una splendida lettura della parabola di Hegel sul padrone e il servo, nel contesto dello scontro israelo-palestinese.

Il Padrone gode con la forza del riconoscimento del servo, che però proprio perché forzato, gli lascia l’amaro in bocca; mentre il Servo si impegna continuamente nella ricerca, proprio per ottenere, con ogni mezzo, il riconoscimento della propria umanità.

La ribellione del Servo non è solo un tentativo di cambiare la situazione: la violenza delle sue rivolte, dalle insurrezioni contadine del Cinquecento alla furia dei Maya durante la Guerra delle caste dell’Ottocento, ha anche il chiarissimo intento di mandare un messaggio.

Da qui, l’intelligenza, o l’astuzia degli oppressi; e l’ottusità degli oppressori. Più si generalizza, più ci sono le eccezioni; ma basta guardare la faccia di Emanuele Filiberto di Savoia per capire dove portano troppi secoli di potere.

Il Terzo Mondo è ovviamente pieno di emanuelefiliberti, come il cosiddetto Occidente è pieno di disgraziati; ma nel complesso, non c’è dubbio che simbolicamente il rapporto tra i due mondi è proprio quello tra padrone e servo.

Non è solo questione di sfruttamento economico, ma anche dell’arroganza che si dimostra nel fatto che non si dichiarano più guerre: i servi si puniscono, non si combattono. Il servo in armi non è un nemico, ma una canaglia. A porre fine alla punizione, non c’è il trattato, ma il trionfo romano.

Che in versione moderna, è la foto dell’umiliazione di Saddam Hussein, con barba e capelli incolti come li aveva certamente Vercingetorige, contro un asettico muro di piastrelle – le piastrelle di tutte le carceri, scuole e manicomi del pianeta – mentre una figura dalla testa pelata gli esplora la bocca con una lampadina.

L’ultimo gesto del Padrone è consistito nel dire al Servo, collettivamente, ovunque si trovi nel mondo, qualunque siano i suoi sentimenti verso il Padrone,

"io ti posso insultare, gratuitamente, come e quando voglio.

Tu non mi potrai fare nulla, perché su di te vegliano bombardieri e satelliti e telecamere e leggi speciali e Centri di permanenza temporanei e Guantánamo e i marines e milioni di spie.

E io ti ho messo in una situazione tale, che ogni tua reazione potrà solo rendere più strette le catene che ti legano".

E’ un gesto di libertà, della libertà che dà il dominio.

Certamente, in quello che è seguito, ci sono state strumentalizzazioni politiche. Anzi, è su questo che si concentrano i dietrologi e i complottisti, e anche coloro che fanno i difensori non richiesti dei musulmani, pronti a dire, "i veri musulmani sono docili come le pecore, quelli violenti sono solo teste calde pagate da qualcuno…"

Ma per strumentalizzare una forza, bisogna che quella forza esista. E quella forza è l’ira del Servo.

L’ira del Servo – in questo caso, un miliardo di musulmani, ma la storia è piena di simili rivolte sotto ogni latitudine – esplode con una tremenda carica emotiva, con un intenso coinvolgimento dei corpi, delle mani, delle voci, della memoria, dei sentimenti.

Ma è ineludibile il fatto che esplode attorno a un nucleo centrale di sacro.

Il Servo, agitandosi, cerca ovviamente di mandare un messaggio. Che però non ha destinatari, perché il Padrone gode anche della libertà di non dover ascoltare.

Questo è forse particolarmente vero per l’Italia, che è un paese profondamente clericale, ma pochissimo religioso.

E’ terrificante, se ci pensate: il mondo urla, e da noi manca, o quasi, ogni possibile ascoltatore.

Una parte delle persone di destra potrebbe intuire il senso del sacro ferito; ma sono profondamente convinte dell’unicità della religione in cui il caso le ha fatte nascere.

Semmai, il fatto che il Servo parli la lingua della religione diventa un motivo per combattere la sua religione nemica, per godere ancora di più della sua umiliazione.

Ottimo sarebbe se si convertissero, ma vista l’improbabilità di un simile miracolo, che vivano almeno nel più totale nichilismo e assenza di senso.

Dall’altra parte, esiste una sinistra che un tempo combatteva il parroco amico del latifondista, o il vescovo amico dell’industriale. Ma oggi la sinistra che conta convive perfettamente con industriali, banche e imprese multinazionali. Per non parlare di parroci e di vescovi.

La sinistra che non conta ha scelto l’identificazione tribale, per cui un po’ bofonchia, ma alla fine segue.

Eppure conserva un disprezzo straordinariamente arrogante per il sacro stesso. Non è certo anticlericalismo – salvo pittoresche frange, la sinistra si trova sostanzialmente a suo agio con le istituzioni vaticane, e anche ai tempi del più feroce anticomunismo cattolico, lo stalinista Togliatti ha tenuto a freno l’anticattolicesimo dei comunisti italiani.

Casomai, la sinistra (salvo eccezioni) prova un senso di assoluta superiorità verso quella che viene percepita come una forma di follia o debolezza personale, una sorta di malattia vergognosa, cugina dell’analfabetismo e nipote della pellagra, che ha il suo posto esclusivamente al chiuso di un "luogo di culto".

Ora, salvo antipatiche razzie a caccia dell’otto per mille o presuntuose interferenze nella vita sessuale dei non credenti, la Chiesa cattolica è proprio qualcosa che si tiene accuratamente al chiuso dei luoghi di culto.

Fedele all’atroce divisione dei compiti stabilita da Costantino, il buon cristiano, quando vede un nemico, chiama la polizia o il cacciabombardiere, ma non mette quasi mai lui la mano sul grilletto ed è sempre pronto a pregare anche per le proprie vittime.

E quindi il giudizio alla fine coincide, da destra a sinistra: che il cattolicesimo sia l’unica religione perché vera, o sia l’unica religione accettabile perché quasi priva oggi di sacralità, alla fine è comunque la pietra di paragone per l’Islam. E siccome l’Islam non è il cattolicesimo postconciliare, l’Islam deve solo tacere.

Paolo Rumiz ha scritto un bell’articolo sulla tragica fine, in Turchia, di quella religione orientale, quasi sconosciuta in Italia e profondamente simile all’Islam, che è il cristianesimo (Repubblica, 7 febbraio 2006).

Tra tante tristi storie, racconta di un’antica chiesa, sopravvissuta felicemente a un millennio di prevalenza islamica, espropriata e trasformata in cinema porno.

Ecco, credo che un desiderio speculare, riferito a tutto ciò che è islamico, alberghi nei cuori di una grandissima parte degli italiani, di destra o di sinistra; una fantasia di nichilistico annientamento del cuore segreto del Servo.

Al-hamdu lillah, i Padroni sono sordi e ottusi. E in questo risiede la tenue speranza del mondo.  

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97 Responses to La tenue speranza del mondo

  1. treball says:

    Tenue speranza, invero…

  2. utente anonimo says:

    Bellissimo articolo miguel … a proposito hai sentito Calderoli l’altro giorno a Matrix rivolgersi a Rula Jebreal come “la signora abbronzata” ?!?!?! Sono sconvolto, mi chiedo tr quanto cominceremo a riapre Dachau &c considerando che la Danimarca ha già ripreso la propraganda antisemita.

    Arioch

  3. kelebek says:

    Quella della signora abbronzata mi era sfuggita.

    Calderoli, come d’altronde il sottoscritto, è un Uomo Rosa, o – a essere precisi – Giallo Rosa a Pallini, vista la presenza di alcuni nei.

    Miguel Martinez

  4. kelebek says:

    Segnalo che sul blog di Treball, l’autore del primo commento, c’è una selezione molto interessante di articoli (in inglese, ahimè) sul caso vignette.

    Miguel Martinez

  5. utente anonimo says:

    Bello bello. Trlaltro mi pare che vi sia un’anlisi dei fenomeni c.d. fondamentalisti come AZIONI SOCIALI. Finalmente usciamo dalle logiche riduzioniste che troppo spesso ci vengono proposte (ogni riferimento a introvigne non è puramente casuale!)

    SIGNORA ABBRONZATA mi sembra particolarmente infelice come definizione, non a caso a dato luogo a reazioni. Non solo per la definizione della persona in base al colore della pelle, ma anche per il ricorso a una specie dieufemismo (i diafani senza speranza come me provano sempre un senso d’invidia e rabbia quando si parla di abbronzature!).

    logicamente Mr. C. vuole farci capire che è dovuto ricorrere all’eufemismo per non utlizzare iltermine dispregiativo che aveva in mente…

    Barbarella

  6. kelebek says:

    Cancello un commento, e lo riporto integralmente perché sappiate cosa ho censurato:

    > La Jebreal è una cazzara, giusto un pirla come Calderoli può mettersi al suo livello…

    >In quanto al pagliaccio Atzmon mi autocensuro che è meglio…

    >JZ

    Sia chiaro, non è solo per i riferimenti alla Jibril (credo che sia la grafia più corretta del suo cognome) che non mi interessa, o al mio amico Gilad Atzmon, ma anche per il “pirla” a Calderoli.

    Va benissimo usare di tanto in tanto gli insulti, ma non accetto che un discorso si limiti alla diffusione di sputacchiamenti a caso.

    Questo spazio esiste per discutere, non per ululare.

    Se non vi sta bene, c’è tutta Indymedia dove potete dire quello che vi pare, senza dover mai accendere il cervello.

    Miguel Martinez

  7. kelebek says:

    Avvistato Ritvan tra le lettere a Repubblica oggi :-)

    Miguel Martinez

  8. utente anonimo says:

    Mica vero tutto quello che hai scritto.

    I cattolici non hanno fatto obiezione al servizio militare fino all’altro ieri, un sacco di santi e martiri erano soldati.

    Tu confondi la sacrosanta separazione tra fede e politica, tra chiesa e stato, tra ambito temporale e ambito spirituale con la vigliaccheria e l’ipocrisia.

    I cattolici clerici non hanno il compito, nè il diritto, di organizzare la vita civile; questo spetta ai cattolici laici dotati di autorità politica. Infatti per organizzare le crociate si andava a predicare a re e baroni, non erano i vescovi a mettersi alla testa degli eserciti.

    Francesco

  9. utente anonimo says:

    Chiedo scusa…

    Sei troppo rispettoso Miguel (anche di Calderoli!! ;) )

    Però Atzmon non lo sopporto.

    Non me ne volere.

    JZ

  10. kelebek says:

    Per Francesco,

    evidentemente non mi sono spiegato bene, infatti non intendevo parlare di obiezione di coscienza.

    Volevo dire che con Costantino, si separano i compiti di due entità in (quasi) perfetta alleanza.

    Ovviamente, siccome lo stato (la Chiesa no) ha bisogno di soldati, e lo stato è abitato da cattolici, lo stato arruola cattolici nel suo esercito.

    Però la Chiesa, che pure benedice lo stato, riesce ad apparire innocente di ogni strage, perché a uccidere è ufficialmente solo lo stato.

    E’ lo stesso meccanismo, dimenticato dai laicisti che non amano la complessità, che sottindeva i processi dell’Inquisizione.

    Dopo aver costretto l’accusato a riconoscersi colpevole di eresia – pur non conoscendo né l’accusa né l’accusatore – il reo veniva consegnato al “braccio secolare”, quasi sempre accompagnato da una preghiera perché venisse trattato “con clemenza” e soprattutto “senza versamento di sangue”.

    Se veniva messo a morte, la Chiesa non ne era responsabile; e se veniva bruciato vivo, nemmeno lo stato era colpevole di aver versato il sangue.

    Con questo non voglio addossare alla Chiesa colpe diverse da quelle che si possono addossare a qualunque istituzione umana. Ma voglio sottolineare la sostanziale ipocrisia dell’autoassoluzione che la Chiesa si può permettere grazie alla divisione dei compiti tra la “Madre misericordiosa” e il “braccio secolare”.

    Una divisione che permette oggi a tanti cattolici di confrontare una “cristianesimo che non uccide nessuno” con un “Islam combattente”.

    Miguel Martinez

  11. utente anonimo says:

    Miguel, condivido l’analisi storica che fai nella risposta a Francesco. Ineccepibile. Con un solo appunto, in fondo, dove – se ho ben capito – parli dell’attualità. OGGI (non nel medioevo, di cui ce ne possiamo altamente fregare) non esiste uno Stato in cui comandi la Chiesa (tranne il vaticano, ovviamente, ma è inerme). Vorrei che la stessa cosa accaddesse per TUTTI i paesi a maggioranza musulmana.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Grazie della segnalazione su “Repubblica”. Corro a comprarla. “Libero”, invece, mi ha pubblicato oggi un’altra, dove cazziavo l’on Volonté il quale sosteneva con grande sprezzo del ridicolo che in Macedonia c’erano truppe NATO a difendere le chiese dall’assalto di quei bruti di albanesi (musulmani, ça va sans dire).

  12. utente anonimo says:

    “Una parte delle persone di destra potrebbe intuire il senso del sacro ferito; ma sono profondamente convinte dell’unicità della religione in cui il caso le ha fatte nascere. ”

    E anche qui non sono d’accordo. Da vecchio cattolico sono cosciente (ed esperto) della ferite al senso religioso inferte dalla società occidentale, sia quella di una volta illuministica sia quella odierna consumistica (uso i termini in senso lato, per sottolineare che sono due diverse società ostili al senso religioso), e del senso di solitudine che si prova, quando ci si rende contro che il proprio animo è ferito ma il prossimo non riesce neppure a capirti .

    Ma non è questo che scandalizza il mondo oggi, bensì la reazione VIOLENTA. E’ selvaggia e barbara questa idea che l’affronto si lavi nel sangue, per le spicce, senza badare tanto a chi lo fornisce detto sangue.

    La mia condanna della blasfemia non mi porta a picchiare nè ad accoppare il blasfemo. E non per timidezza religiosa.

    Ciao

    Francesco

  13. utente anonimo says:

    La tua ricostruzione dei processi per eresia non coincide con i miei modesti studi, basati più che altro sul Manuale dell’inquisitore (libro che consiglio caldamente, peraltro, tranne forse il commento).

    La modalità di punizione dell’eretico dipendeva dalla società cui appartenevano eretico e Chiesa, non credo possa essere imputata alla Chiesa stessa. La bruciatura dell’eretico sul rogo era un necessari atto di salute pubblica e di giustizia. Sbagliavano? Sono abbastanza liberale da voler credere di sì, ma non così repubblicone da giudicare quei tempi coi metri di oggi.

    Non c’è nulla di ipocrita nella divisione tra “Stati che combattono guerre anche in territori abitati da musulmani per motivi non inerenti a nessuna religione” e Chiesa, mi stupisce che tu possa anche solo non trovarlo evidente.

    Francesco

  14. utente anonimo says:

    X Ritvan e Miguel:

    Io invece quoto entrambi.

    Nel senso che l’analisi di Miguel è ineccepibile e capisco anche l’osservazione di Ritvan.

    Ma aggiungerei anche, e soprattutto, che è importante ricordare innegabili differenze tra le sinergie “religione-potere temporale” di Islam e di Cristianesimo, onde evitare di sbilanciarsi troppo da una parte e dall’altra.

    Altrimenti si trascurano, a mio parere, elementi importanti…

    JZ

  15. talib says:

    Oltre al discorso sulla religiosità di superficie che ci fa sentire superiori (su cui concordo al cientopecciento) mi viene da fare un paragone con gli Argentini che sono scesi in strada con le pentole in mano per farsi sentire, per avere una voce. Noi saremmo ancora in grado di fare sentire la nostra voce o ci vergogneremmo a scendere in strada con il nostro pentolino? Ho come l’impressione che questi tumulti del mondo islamico ci schifino un po’ dal punto di vista.. stilistico, ecco.

  16. utente anonimo says:

    Ma se coloro invitano i “servi” alla ribellione devono mentire ed ingigantire l’offesa, aggiungendo -come nel caso specifico- vignette inesistenti e -queste si!- effettivamente offensive. Siamo sicuri che gli insorti siano servi dei grassi e crassi padroni? Non è forse che coloro che si presentrano come amici ed ispiratori dei “servi” si rivelino come i veri padroni?

    Indubbiamente esistono sperequazioni in ogni manifestazione dell’aggregazione sociale umana, partendo dalla famiglia per arrivare all’umanità nel suo complesso.

    Tuttavia, mi sembra, che -frequentemente- quelli che denunciano le sperequazioni siano i primi ad approfittarne. Ammantandosi di solidarietà, questi sodali solidali acquisiscono potere e, se si accontentano di poxo, visibilità mediatica.

    Giuseppe

  17. utente anonimo says:

    “Non c’è nulla di ipocrita nella divisione tra “Stati che combattono guerre anche in territori abitati da musulmani per motivi non inerenti a nessuna religione” e Chiesa, mi stupisce che tu possa anche solo non trovarlo evidente. ”

    ma di preciso, a cosa ti riferisci?

    fammi un esempio chiaro, così magari vedo se riesco a risponderti.

    Delle Crociate, cosa ne pensi?

    Senza offesa, Francesco, m isembri un uomo che sarebbe vissuto benissimo nel Medioevo. Peccato che io non voglio seguirti.

    Paolo

  18. utente anonimo says:

    Io nel Medioevo …

    L’unico problema è che sono miope e che mi piacciono le patate. Queste rinunce mi farebbero molto soffrire. A parte questo, quando si parte?

    Scherzo, ma non troppo. In ogni caso cosa c’entrerebbe?

    Io stavo cercando di dire a Miguel che non concordo con la sua visione negativa del ruolo della Chiesa cattolica da Costantino il Grande in poi. Il rispetto della reciproca autonomia tra Chiesa e Stato (non certo nel senso laicista e ipocrita di Cavour), che avrebbe portato a feroci scontri già con i figli di Costantino stesso, è uno dei grandi fondamenti della civiltà occidentale.

    E mi pare che Miguel lo svaluti, che imputi alla Chiesa di non entrare in terreni non suoi.

    Francesco

    x Talib: bruciare le ambasciate è decisamente poco stylish, carissima. Anche lasciarle bruciare, da parte di governi capacissimi di reprimere quando ne hanno voglia. Non parliamo poi di attaccare le chiese, che c’entrano come i cavoli a merenda.

  19. kelebek says:

    Per John Zorn,

    Non so perché, ma mi immaginavo che avresti colto nel modo migliore la mia censura.

    Miguel Martinez

  20. kelebek says:

    Per Francesco,

    So che sono discorsi delicati, e poi io sono “dalla parte del sacro”, se vuoi…

    Cerca comunque di capire. La mia non è una critica al cattolicesimo in quanto tale, bensì una critica a un discorso specifico: quello che ritiene che la Chiesa cattolica (o anche le varie forme di protestantesimo) siano in qualche modo “migliori” di altre religioni perché “distinguono tra stato e religione”.

    In questo vedo anche una concessione ai laicisti. In fondo, il cattolicesimo potrebbe stare in piedi in base a una semplice considerazione:

    “per i motivi x, y e z, quella cattolica è la religione vera, assolutamente a prescindere dall’ipotesi che sia o no la religione più buona, simpatica, con il passato storico più accettabile secondo i criteri di oggi, eccetera”.

    Miguel Martinez

  21. kelebek says:

    Sempre per Francesco,

    sono assolutamente d’accordo con te sul fatto che le chiese orientali c’entrano come i cavoli a merenda, infatti ho citato proprio l’esempio scelto dall’ottimo Paolo Rumiz.

    I cristiani orientali non portano alcuna responsabilità collettiva per le criminali politiche delle potenze occidentali.

    Non solo, ma il cristianesimo orientale è qualcosa di radicalmente diverso da quello europeo, non tanto dal punto di vista teologico, quanto dal punto di vista della prassi e dello stile, che – come ho accennato – sono sostanzialmente molto simili a quelli islamici.

    Per la maggior parte, al-hamdu lillah :-), i musulmani sanno distinguere perfettamente tra “cristiani” e “occidentali”.

    E questo atteggiamento caratterizza anche i grandi movimenti islamicisti dotati di un senso di responsabilità, da Hezbollah a Hamas.

    Allo stesso tempo, è vero che i cristiani in Medio Oriente hanno spesso (ma nient’affatto sempre) operato da collaborazionisti degli invasori, e in genere stanno molto meglio economicamente dei musulmani; e questo porta a risentimenti di classe che si esprimono attraverso facili veicoli religiosi. La devastazione del ricchissimo quartiere di Ashrafiya a Beirut da parte dei sottoproletari di Tiro si spiega (non si giustifica) così.

    E’ anche vero che molti musulmani non riescono nemmeno ad immaginarsi il grado di nichilismo che caratterizza l’occidente profondo; un’umanità sostanzialmente atea, che occasionalmente finge un’identità religiosa, è un concetto impensabile per la grande maggioranza della povera gente che abita i bidonville tra la Mauritania e le Filippine.

    Insomma, è spesso più facile pensare che gli occidentali che li aggrediscono seguano una religione “sbagliata”, piuttosto che accettare il fatto che sono totalmente “ta’til”, un termine che indica insieme il pozzo secco, la donna senza orecchini e l’ateo.

    Ma anche nel profondo Messico, il concetto di “ateo” è difficile anche da immaginare.

    Su tutto l’argomento, consiglio vivamente la lettura del libro dell’autore cattolico, William Dalrymple, “Dalla montagna sacra”.

    Miguel Martinez

  22. utente anonimo says:

    Caro MM

    se parlando di religione ci si mette a discutere della più vera, l’unica arma dialettica adeguata è la scimitarra! Se parlo con un islamico, questo discorso è messo da parentesi, non per mancanza di convizione ma per assoluta inutilità.

    Io ritengo che la distinzione tra sfera temporale e sfera spirituale, presente già nei vangeli, sia una caratteristica fondamentale e (nel tuo senso) “vera” del cristianesimo, ma anche un requisito di ogni religione che non sia oppressione dell’uomo. Quindi una roba da suggerire anche alle altre religioni.

    Spero che tu non voglia farmi dire che siccome coi musulmani non c’è speranza a questo riguardo, allora non c’è speranza di dialogo e di convivenza pacifica e rispettosa tout court, già lo dicono in troppi.

    Questa cosa dell’aggressione subita dai musulmani mi rimane sul gozzo: 1) non conosco nessun caso per cui un paese o popolo musulmano sia aggredito in quanto tale;

    2) per gli individui i casi sono pochissimi e quasi tutti in India;

    3) questa idea invece di spronare i musulmani a “imparare a lavorare” (nel senso della dialettica hegeliana servo-padrone!!!) li spinge al vittimismo e alla violenza più estrema ed empia.

    Ciao

    Francesco

  23. utente anonimo says:

    Caro Francesco,

    quello che contesto alla Chiesa Cattolica non è certo l’aver avuto chiara fin da subito la distinzione tra sfera religiosa e sfera temporale, tra Dio e Cesare;

    quanto l’uso che è stato fatto della distinzione.

    La Chiesa Cattolica non ha messo becco, per secoli, sostanzialmente avvallandole, in condizioni assurde di discriminazione sociale ed ineguaglianza economica;

    in cambio, ha ottenuto mano libera dal potere temporale sul controllo della sfera religiosa degli umili (molto meno su quella dei potenti, che in quanto tale hanno sempre avuto almeno la possibilità di farsi i cavoli loro).

    E quello che mi da molto fastidio nell’atteggiamento di certi cattolici, è, che pur avendo la Chiesa ufficialmente chiesto scusa per gli errori del passato, nondimeno, potendo scegliere, tornerebbero subito indietro, a un “luminoso” medioevo dove l’uomo sarebbe stato più vicino a Dio (sentita tante volte) forse perchè era così precariamente legato alla vita terrena.

    Era questo il senso delle parole del vostro Messia?

    Io le persone religiose di campagna le ho conosciute, so cosa pensavano, e so che la loro conoscenza della dottrina cattolica era più o meno paragonabile alla mia conoscenza della dottrina di Scientology.

    però la loro adesione formale al cristianesimo era indubitabile, e “sia lodato Gesù Cristo” quando incontravano il prete.

    Per il resto (fortunatamente dal mio punto di vista) nonostante la riverniciatura (credo specialmente post-tridentina) cattolica, i loro riti e credenze e stili di vita erano i soliti, pagani.

    Questo sarebbe un altro discorso, ma credo da un certo punto di vista la Chiesa cattolcia abbia operato bene inconsapevolmente, o forse abbia operato bene quando non ha operato, così i “cattolici” di campagna han potuto tenersi la loro religione tradizionale, fregandosene di incomprensibili idee antico-semite (come il concetto di Trinità, che predata il cristianesimo) e diatribe bizantine (“generato non creato, della stessa sostanza…”) alle quali era chiesta solo l’adesione formale.

    Ma non riesco a perdonare alla Chiesa Cattolica l’aver interpretato “non c’è più libero nè schiavo”, come “ok, visto che in Cristo non c’è più nè libero nè schiavo, nella società la schiavitù va benissimo”.

    Mi dispiace essere così duro, ma secondo me il cattolicesimo come opera di conversione religiosa, ha fallito (non è che la gente adesso sta laasciando il cattolicesimo, è che non è mai stata cattolica, solo costretta ad un’adesione formale) e come opera di “missionariato sociale” pure.

    “Voi non siete entrati, e quelli che volevano entrare non li avete lasciati”, qualcosa del genere.

    Ciao!

    Paolo

  24. utente anonimo says:

    Vorrei focalizzare l’attenzione sulla richiesta di riconoscimento e i messaggi di cui parla il post.

    Ciascuno di noi , nessuno escluso, vuole essere ” riconosciuto” dall’altro, le coppie, le famiglie si sfaldano perchè l’ uno non nota o non capisce i messaggi e i segnali dell’altro.

    Peccato che quando si incomincia a “pretendere” di essere riconosciuti dagli altri, quando si diventa arroganti e lamentosi, quando si combina il ” patatrack” in famiglia, la battaglia è già praticamente persa.

    Mentre il marito lavora come uno schiavo, o la moglie si sente serva in casa propria , ed ambedue si lanciano segnali di insoddisfazione, concentrati ognuno su se stesso, non notano e non “riconoscono” l’altro.

    Questo succede in piccole comunità, come si può pretendere che si capisca e si fronteggi la situazione tra popoli di culture e storie diverse, semisconosciuti?

    Vallo a far capire, fino in fondo, che nessuno di noi può vantare l ” unicità”.

    Come ha scritto Kel, quante sono le persone veramente saggie ?

    Speriamo lo sia chi governa e decide.

    Aurora.

  25. utente anonimo says:

    Sui meccanismo mentali israeliani, ricordo qualche anno fa su IrcNET (un network per chattare) in un canale dedicato alla palestina entrare un israeliano e chiederci stupefatto “come mai noi fossimo dalla parte degli arabi”, non riuscendosene a capacitarsene ci chiese se fossimo stati arabi anche noi ahahah.

    In ogni caso M.Martinez mi piacerebbe che mi dessi un giudizio su M.Blondet anche se non c’entra con il discorso :)

    Arioch

  26. utente anonimo says:

    Tanto per dire la mia anche sulla foto : la faccia di Emanuele Filiberto non è affatto male, come l’ intero personale.

    Aurora.

  27. kelebek says:

    Per Arioch,

    Su Blondet, ho pubblicato qui un articolo di Helena Velena che critica uno dei suoi scritti meno, come dire, fortunati.

    Tra l’altro, Helena Velena ironizza su una specifica fobia di Blondet, e si astiene volutamente dall’attaccarlo per partito preso.

    Blondet mi sembra una persona coraggiosa, che ha peraltro cambiato molto le proprie idee negli ultimi anni (e questo gli fa onore), e che ha avuto il coraggio di rompere con una situazione abbastanza protetta.

    E’ un ottimo cane da tartufo su Internet, in grado di scovare cose difficili da trovare, e ha dimostrato un coraggio intellettuale nell’affrontare la questione delle origini della Bibbia, raro in ambienti cattolici conservatori.

    Infine, pone i cattolici di fronte ad alcuni dilemmi che raramente hanno il coraggio di affrontare.

    Vedo due grandi difetti nel suo modo di procedere.

    Il primo è una certa superficialità nel documentarsi, di cui potrei offrire diversi esempi.

    Il secondo, molto più grave, è il fatto che sceglie e interpreta i fatti in modo che si inseriscano in quello che possiamo chiamare il “racconto cristiano”, con il suo conflitto eterno tra bene e male e il suo giudeocentrismo: che siano il “popolo deicida” o i “fratelli maggiori”, il cristianesimo è in larga misura una fantasia sugli ebrei, cosa d’altronde inevitabile da quando si è scelto di includere l’Antico Testamento nel Canone.

    In questo, l’Islam ha il vantaggio di trovarsi a una religione in più di distanza dal giudaismo, e di non aver canonizzato l’Antico Testamento; ciò ha portato a un atteggiamento molto meno morboso verso gli ebrei.

    Il giudeocentrismo di Blondet mi sembra abbastanza evidente, e a volte assume toni di chiara antipatia personale; proprio come si notano cedimenti emotivi quando si tratta di argomenti come l’omosessualità o la transessualità.

    Non condivido quasi per nulla la critica che Blondet fa al pensiero di René Guénon, e questo è un punto centrale della sua visione “antignostica”.

    Anche qui si tratta di una tesi fondamentale del cristianesimo, che Blondet poi si incarica di “dimostrare” nei fatti, con risultati a mio avviso discutibili.

    Comunque non spetta a me giudicare nessuno: leggo Blondet come leggo tutti, uso quegli elementi che mi interessano (riconoscendogliene il merito) e scarto quelli che non mi interessano.

    Miguel Martinez

  28. stediludo says:

    Non credi, Miguel, che al di là delle tue interessanti osservazioni, il vero problema di Blondet sia la sua proverbiale – e un po’ déjà vu – logica “cospirazionista”, ovvero quel modo di approcciarsi alla realtà in base a cui gli eventi non si interpretano e spiegano, molto prosaicamente, analizzando i rapporti di interazione tra i fattori oggettivi che operano nel reale ma individuando quattro burattinai che scientemente muoverebbero i fili di tutto? Secondo me Blondet è uno dei tipici esponenti di tale logica, che ho sempre ritenuto riduzionista (ridurre la complessità del reale riducendo tutto a un semplice manovrare di qualche burattinaio), infantile (di fronte alla complessità, difficile da analizzare e spesso inintelligibile, ci si rifugia in facili spiegazioni che renderebbero trasparente tutto), paranoica (è sempre colpa degli stessi, soliti, noti burattinai).

    stefano

  29. utente anonimo says:

    Caro Paolo,

    la tua critica alla Chiesa è una lode, la accusi di essersi occupata del suo specifico (la sfera spirituale) e non di aver giocato a fare politica (lascio perdere che la avresti voluta cattocomunista con qualche tempo di anticipo).

    NON ERA IL SUO SCOPO GIUDICARE L’ISTITUTO GIURIDICO DELLA SCHIAVITU’.

    Ciao

    Francesco

  30. utente anonimo says:

    Beh caro Francesco, se vuoi lo grido:

    CERTO CHE LO ERA PERCHE’ LA SCHIAVITU’ GRIDAVA VENDETTA AL COSPETTO DI DIO

    ciao.

    Paolo

  31. utente anonimo says:

    Piccolo ripasso di storia dell’impero. Fine dei veneti.

    De bello gallico; III, xvi. Quo proemio bellum Venetorum totiusque orae maritimae confectum est. Nam cum omnis iuventus omnesque etiam gravioris aetatis, in quibus aliquid consilii aut dignitatis fuit eo convenerant, tum navium quod ubique fuerat in unum locom coegerant; quibus amissis reliqui neque quo se reciperent neque quem ad modum oppia defenderent habebant. Itaque se suaque omnia Caesati dediderunt. In quos eo gravius Caesar vindicandum statuit, quo diligentius in reliquum tempus A BARBARIS JUS LEGATORUM conservaretur. Itaque OMNI SENATU NECATO RELIQUOS SUB CORONA VENDIDIT.

    Già si sentono, girando i blog, tra certi sinistri (peggio dei destri) i sinistri avvertimenti: che poi non si lamentino quei barbari, se avranno la risposta che si meritano. Appunto, i barbari, imprigionano gli ambasciatori (oggi bruciano le ambasciate) e cesare in adeguata risposta li stermina nella classe dirigente e coscienza della tribù (gli anziani) e vende tutti gli altri (giovani e robusti) come schiavi (questo significa “sub corona”). Un’intera “natio” cancellata dalla storia. Ma lui faceva rispettare le buone norme del jus gentium, mica era barbaro. Vediamo cosa faranno in risposta i gentiluomini di oggi. Già gli spalti del colosseo d’occidente sono gremiti di tifosi. Lo spettacolo sarà degno della loro attesa?p

  32. utente anonimo says:

    Caro Paolo,

    non è vero.

    La questione fondamentale per i cristiani in quanto tali non è, non può e non deve essere, una condizione esterna alla persona.

    Il livello del problema religioso è il livello del senso della vita, propria e di tutti.

    I problemi sociali e politici e economici sono un altro livello.

    A quel tempo, la schiavitù non era affatto uno scandalo, come lo sarebbe stata la crudeltà verso gli schiavi. La coscienza dell’ingiustizia del possesso di altri esseri umani sarebbe emersa col tempo, col maturare della civiltà e col progressivo farsi cultura del fatto cristiano originario.

    Francesco

  33. utente anonimo says:

    Caro p.

    la scelta spetta a loro: fino a quando vorranno tendere la corda della nostra pazienza? Abbiamo bisogno del loro petrolio e quindi di qualcuno in grado di vendercelo e di garantire la regolarità della fornitura, senza stupidi incendi di ambasciate. A differenza dei Romani, noi si paga.

    Se non ne avessero, sarebbero liberi di essere la Somalia o il Congo. Questo ci aspettiamo farebbero se non ci fosse l’imperialismo occidentale.

    Lo so che siamo un pochetto brutali a metterla giù così chiara, ma quando ci vuole ci vuole.

    Francesco

    PS passato il quarto d’ora kissingeriano, vorrei chiedere a MM quale è il messaggio delle attuali jaqueries? Che non sono contenti dello stato del mondo?

  34. utente anonimo says:

    Caro Francesco

    i problemi sociali ed economici sono su un altro livello rispetto al senso della vita.

    Ti sembrerà magari strano, ma sono d’accordo.

    Ma possibile che la Chiesa non avesse proprio nulla da dire su quei problemi sociali ed economici che costituivano una palese e pesantissima ingiustizia che gravav su migliaia di persone?

    Possibile che quando “disse” qualcosa, per secoli, fu qualcosa a favore del mantenimento di tali ingiustizie?

    (esplicitamente, ma anche implicitamente)

    Era proprio questo il messaggio del Cristo?

    Lungi da me considerare Gesù Cristo, alla luce di quanto ho letto, come un riformatore sociale.

    Ma come una persona tesa alla giustizia, sì, senz’altro.

    Vedo che la Chiesa non si fa, e forse non si è fatta mai, scrupolo di intervenire in questione sociali e politiche, rivendicando (giustamente) il diritto a dire la sua.

    A volte la Chiesa stessa non ha rispettato neppure la disione tra Dio e Cesare, prendendosi anche la parte di Cesare.

    Bene, ci voleva tanto a dire “la libertà è una caratteristica irrinunciabile dell’essere umano, voluto da Dio a sua immagine”?

    Ci voleva tanto, nei periodi e nei luoghi in cui la Chiesa era anche “Cesare”, a comportarsi in maniera diversa da altri Cesari?

    Non lo ha fatto.

    ha tradito se stessa.

    Si è limitata a imporre l’appartenenza formale al cristianesimo, esattamente come certi destrorsi di oggi (inutile fare nomi perchè non si tratta tanto di una persona, quanto di uno “stile” largamente diffuso) che vivono come gli apre, divorziano, non vanno in Chiesa, non conoscono nulla della teologia cristiana e cattolica, e quant’altro;

    ma il crocefisso, guai a toccarlo, perchè è la bandierina da mettere sulla mappa.

    E subito pronti ad accogliere acriticamente qualunque richiesta della CEI (che non tocchi i lroo interessi); tanto, a loro, che gli frega?

    è- era- questo il cristianesimo?

    Dispiace, anche a un non cattolico, vederlo svilito così.

    Magari tu mi ripeterai che io vorrei il cattocomunismo.

    Forse, non so.

    Ma non vedo, visto che, alla fine, la Chiesa la sua la dice eccome, dovrei tenrmi il “catto-fascismo” (semplificazione per semplificazione) e ritenerlo addirittura più vicino alle parole di Cristo.

  35. utente anonimo says:

    Dimenticavo, sono Paolo.

    Una risposta anche su quanto dici a p.:

    fino a quando vorranno tendere la corda della “nostra” pazienza?

    E chi lo sa.

    ma la fine della pazienza può giustificare tutto?

    Lo hai scritto anche tu:

    alcune reazioni non sono giustificabili.

    Paolo

  36. utente anonimo says:

    Incollo qui la parte inerente alle infami vignette della risposta che dà oggi sul “Corriere della Sera” Sergio Romano (ritenuto dai più un liberale a 24 carati, ma non so se il nostro Francesco – notoriamente di gusti difficili in materia- lo troverà abbastanza liberale:-)). Il fatto che il suddetto Romano non abbia pubblicato – come “La Repubblica” la mia lettera sull’argomento non intacca la mia simpatia per lui:-).

    Ciao

    Ritvan

    “Quando fu pubblicato un libro intitolato «Come si scrive il Corriere della Sera», edito dalla Fondazione del Corriere e dalla Bur, scrissi un breve capitolo sul tema «Pubblicare, non pubblicare?» in cui ricordai tra l’altro che un grande giornale americano, il New York Times, stampò per molto tempo, accanto alla sua testata, il motto «Tutte le notizie che è fit pubblicare»; dove fit può essere tradotto, secondo il dizionario italo-inglese del Ragazzini, come «appropriato, conveniente, giusto, decoroso, idoneo, opportuno». Poi quella frase (credo negli anni Settanta) scomparve.

    Conservato all’epoca della guerra del Vietnam (un avvenimento che scosse dalle fondamenta la coscienza degli americani), il motto sarebbe stato interpretato come una forma di autocensura, e venne quindi considerato «unfit».Ma questo non significa che ogni giornale debba ignorare quell’impegno e non debba rispondere quasi ogni giorno alla domanda che formava il titolo del mio capitolo. Ebbene, temo che il giornale danese in cui sono apparse le vignette satiriche su Maometto si sia dimenticato, nella migliore delle ipotesi, dell’esistenza del problema.

    Attenzione, non sto dicendo che vignette come quelle apparse nel Jyllands-Posten non debbano mai figurare sulle pagine di un giornale. Vi sono circostanze in cui la loro pubblicazione è utile per affrontare un problema, documentare un dibattito, dare al lettore gli elementi di cui deve disporre per formare la propria opinione. Ma se la pubblicazione, come in questo caso, è gratuita, vale dire priva di una particolare necessità, credo che il giornale abbia il dovere di riflettervi e temo che il quotidiano danese non lo abbia fatto. Se avesse riflettuto, avrebbe forse concluso che in questo caso era preferibile rinunciare per due ragioni, di cui una d’ordine generale e morale, l’altra d’ordine politico e contingente.

    La ragione generale e morale è quella a cui ha fatto riferimento lei, caro Giornale. Farsi beffa delle convinzioni religiose di un popolo o di una persona, schernire la sua fede, violare provocatoriamente, e senza alcun motivo, i principi della sua ortodossia, è, come usava dire una volta, una cattiva azione. Se esiste qualche motivo per dissentire dal suo stile di vita, dai suoi costumi familiari, persino dal modo in cui pratica la sua fede, questo è il modo migliore per rendere qualsiasi confronto, anche duro e polemico, del tutto impossibile.

    La ragione politica e contingente è lo stato d’animo delle società islamiche in questo particolare momento.A torto o a ragione, i musulmani si considerano vittime di pregiudizi e ingiustizie.

    Quando viaggiano si accorgono di essere soggetti a una sorveglianza più severa e invasiva di quella che tocca ad altri viaggiatori.

    Quando camminano nelle strade di una città europea scoprono spesso di essere trattati con sentimenti che sfiorano il razzismo. Le offese, soprattutto se colpiscono il sentimento religioso, suscitano in coloro che ne sono feriti un riflesso identitario e li spingono a fare quadrato. È questo il momento in cui gli imam fanatici, i jihadisti, i capipopolo, i tribuni della fede e i reclutatori di martiri escono all’aperto nella speranza di assumere la leadership della comunità e dettare la loro legge. Conviene all’Europa e all’America fare il loro gioco, dare una mano ai loro disegni?…”

  37. utente anonimo says:

    >Quella della signora abbronzata mi era sfuggita. MM<
    Oggi l’incommensurabile (definizione di matrice andreasartoriana) Allam, sul Corsera si autodichiara pure isso “uomo abbronzato”. E per la prima volta non se la prende nel suo papiro coi Fratelli Musulmani:-).

    Lungi da me l’intenzione di prendere le difese di quella brutta copia di Jack Nicholson:-) che è Calderoli, ma alcune domande mi sorgono spontanee:

    -Rula Jebreal (si usa la grafia inglese – che presumibilmente usa la stessa titolare del cognome – per leggere “Jibril”) gode forse presso i musulmani dello stesso status di Maometto, per giustificare una certa levata di scudi nei confronti di Calderoli?

    -Se al posto della BELLA SIGNORA Jebreal fosse stato chessò, un brutto Allam “progressista”, la cosa avrebbe suscitato indignazione di pari grado?

    -Se una signora (abbronzata o meno) replica ai tuoi argomenti con “ma vai a dormire che è meglio” (più o meno le parole che la Jebreal usò precedentemente nei confronti di Calderoli) le si può rispondere impunemente – usando la legge del taglione -non chiamandola per nome ma riferendosi ad essa come “quella signora lì”? O è solo “l’abbronzatura” che costituisce “eccesso di legittima rappresaglia”:-)? In tal caso, se l’avesse chiamata chessò, “signora di colore” – secondo il sacro dogma della “political correctness” – tutto a posto?

    Ciao

    Ritvan (Rosa Pallido Pure Isso)

  38. utente anonimo says:

    >Senza offesa, Francesco, m isembri un uomo che sarebbe vissuto benissimo nel Medioevo. Peccato che io non voglio seguirti.

    Paolo<
    Anche perché la “macchina del tempo” non è stata ancora inventata:-).

    Ciao

    Ritvan

  39. utente anonimo says:

    Tanto per metter becco:-) nella diatriba fra Paolo e Francesco a proposito dell’atteggiamento della Santa Romana chiesa nei confronti dell’istituzione antica della schiavitù.

    Sarebbe un po’ come imputare a Mosé un atteggiamento “rinunciatario” nell’abbandonare l’Egitto insieme alla sua gente (e andare a rompere le scatole ai “palestinesi”, come un Ben Gurion qualsiasi:-) ), invece di indire un referendum (con o senza quorum) fra gli ebrei con le alternative:

    A) Volete voi lasciare ‘sto barbaro e politeista paese ed emigrare in Palestina?

    B) Volete voi eleggermi come vostro Unico Rappresentante Sindacale, autorizzato a indire un tavolo di concertazione col Faraone, nella misura in cui stabilire la giornata lavorativa di 8 ore, previdenza sociale, ferie pagate, tredicesima e quattordicesima e quant’altro stabilito dallo Statuto dei Lavoratori che ricevetti sul monte Sinai?

    C) Volete voi che si crei il Partito Comunista Ebraico come avanguardia del proletariato Mondiale, con me a capo e che poi si faccia la Rivoluzione Proletaria, rovesciando il Faraone e mettendo me al suo posto?

    Ciao

    Ritvan

  40. utente anonimo says:

    Voto per l’opzione B.

    Paolo

    :-)

  41. talib says:

    per Francesco: ne convengo, naturalmente, che non è stiloso bruciare le chiese.

    Eppure proprio quello che hai detto tu, che semplicemente avresti interrotto l’abbonamento alla rivista, mi fa pensare. Nel senso che occorre mettersi nei panni degli altri per farsi un’idea delle loro azioni.

  42. utente anonimo says:

    La Chiesa cristiana ha iniziato ad esistere in un mondo in cui l’idea che le differenze sociali fossero (A) delle ingiustizie e (B) rimediabili non esisteva.

    Ha promosso l’idea che ricchi e poveri, liberi e schiavi, uomini e donne, fosseri uguali in dignità e valore davanti a Dio (e scusatemi se è poco) e ribadito che dare l’elemosina ai poveri e trattare bene i proprio schiavi è azione buona e giusta (e anche questo non è proprio banale).

    Per i tempi mi pare abbastanza.

    Non bisogna mai confondere mai i criteri di giudizio di un’epoca con quelli di un’altra se si vuole sinceramente comprendere.

    Per Ritvan: a Mosè glielo ha ORDINATO Dio di levare le tende dall’Egitto, se quello si metteva a fare un referendum minimo minimo si beccava da solo tutte le sette piaghe in anteprima.

    In effetti trovo Romano molto italo-liberale, nel senso storico e negativo del termine. E il solito furbetto approssimativo quando si parla di religione. Ma è uno dei migliori su piazza.

    Ciao

    Francesco

    sulla pazienza: dipende da dove si mette il tizio che mi provoca. Finchè va in giro col cartello delle sue proteste va bene; se inizia a bloccarmi la strada lo faccio spostare delle forze dell’ordine la prima volta e sbattere in galera la seconda (al terzo ce lo lascio, in galera); se minaccia di buttarsi da un ponte e giudico le sue proteste futili e ingiustificate, bado solo che sotto non ci sia nessuno; se prende un coltello (o un programma nucleare militare) e minaccia qualcuno allora potrei passare alle vie di fatto. Non mi sento MAI in dovere di dargli ragione o soddisfazione.

  43. utente anonimo says:

    io sono stato nei panni di un cattolico che vede pubblicare su una rivista (anzi, un Manifesto) degli insulti stupidi e gratuiti ad un simbolo religioso (l’omino vestito di bianco che parla con accento tedesco).

    non ho ammazzato nessun comunista.

    ciao

    Francesco

  44. utente anonimo says:

    Visto che nel frattempo MM non mi degna di un’occhiata, cercasi hegeliano doc che mi rinfreschi la dialettica servo-padrone, in specie riguardo al suo instuararsi e al suo rovesciarsi.

    Grazie

    Francesco

  45. utente anonimo says:

    >Per Ritvan: a Mosè glielo ha ORDINATO Dio di levare le tende dall’Egitto, se quello si metteva a fare un referendum minimo minimo si beccava da solo tutte le sette piaghe in anteprima….Francesco<
    Appunto, mio caro Francesco, come Gesù non incitò mai alla liberazione degli schiavi, né predicò contro la schiavitù (e saranno affari suoi perché non lo fece?:-) ). Stiamo dicendo la stessa cosa, mi pare, solo che io cerco di sdrammatizzare scherzando.

    Ciao

    Ritvan

  46. utente anonimo says:

    >In effetti trovo Romano molto italo-liberale, nel senso storico e negativo del termine.<
    Mica è colpa sua se è nato italiano, caro Francesco:-).

    >E il solito furbetto approssimativo quando si parla di religione.<
    In effetti non è granché come esegeta biblico/coranico, (anche perché forse è ateo:-); laicissimo di sicuro) ma nessuno è perfetto….

    >Ma è uno dei migliori su piazza.<
    Se non addirittura il migliore (anche se tu forse gli preferisci Pera:-), il liberale devoto:-) ).

    Ciao

    Ritvan

  47. utente anonimo says:

    cribbio se sei laico, anzi areligioso, carissimo Ritvan

    questo ci crea dei grandissimi problemi di comprensione

    no, non credo che il silenzio di Gesù (se tale fu) sulla schiavitù possa essere “fatti suoi”. per il fatto che i “fatti di Dio” sono i nostri fatti più rilevanti. io poi mica contesto che la schiavitù sia sbagliata, solo che Dio ti parla al livello ultimo, quello che si trova DOPO aver abolito con successo la schiavitù o fallito nel tentativo e mentre si attende di essere crocifissi dai soldati romani (fine che fecero i seguaci di Spartaco, se non sbaglio). Io voglio essere libero allora.

    ciao

    Francesco

    PS bella lotta tra Romano e Pera, meglio però l’opportunismo del secondo (sempre non sia conversione) della furba stolidità del primo …

  48. utente anonimo says:

    >cribbio se sei laico, anzi areligioso, carissimo Ritvan<
    Sì, credo in Dio ma non seguo alcuna religione particolare. Qualcuno potrebbe trovarla una posizione troppo comoda:-) ma non è così.

    >questo ci crea dei grandissimi problemi di comprensione<
    Ma non credo. Ne avresti di più conversando con un musulmano:-).

    >no, non credo che il silenzio di Gesù (se tale fu)<
    Stai forse accusando i molto reverendi evangelisti di “omissione d’atti d’ufficio” o la Santa Romana Chiesa di aver “purgato” i Vangeli? Guarda che è peccato grave!:-).

    >sulla schiavitù possa essere “fatti suoi”. per il fatto che i “fatti di Dio” sono i nostri fatti più rilevanti.<
    Sì, ma tu m’insegni che i disegni divini sono imperscrutabili. Io penso che Dio – per ragioni tutte sue che non è tenuto a spiegarci – ritenesse all’epoca che non c’erano le condizioni propizie per predicare l’abolizione della schiavitù, oppure che se l’avesse predicato la cosa avrebbe potuto causare guai ben più peggiori della schiavitù. Vabbè che qualche esegeta potrebbe contestare a ‘sto punto che se veramente Dio è onnipotente poteva fare in modo che la schiavitù fosse abolita senza particolari problemi, a cui si potrebbe rispondere che Dio non ama forzare il libero arbitrio degli uomini e così via teologando…:-).

    >io poi mica contesto che la schiavitù sia sbagliata,<
    Vorrei vedere se tu lo facessi! Saresti lapidato coram populo kelebekorum!:-)

    >solo che Dio ti parla al livello ultimo, quello che si trova DOPO aver abolito con successo la schiavitù o fallito nel tentativo e mentre si attende di essere crocifissi dai soldati romani (fine che fecero i seguaci di Spartaco, se non sbaglio). Io voglio essere libero allora.<
    Mmmm…sta storia non mi convince. Perché allora Dio s’impiccia:-) delle abitudini sessuali della gente? Mica è roba del DOPO quella, è roba del MENTRE!

    >bella lotta tra Romano e Pera, meglio però l’opportunismo del secondo (sempre non sia conversione) della furba stolidità del primo …<
    Lo dicevo io!:-).

    >ciao Francesco<
    ciao

    Ritvan

  49. utente anonimo says:

    >io sono stato nei panni di un cattolico che vede pubblicare su una rivista (anzi, un Manifesto) degli insulti stupidi e gratuiti ad un simbolo religioso (l’omino vestito di bianco che parla con accento tedesco).

    non ho ammazzato nessun comunista.

    ciao

    Francesco<
    E te ne vanti pure? Ti dovresti vergognare, invece!:-) :-).

    Ciao

    Ritvan

  50. utente anonimo says:

    Secondo me il problema è che l’ Occidente [bigotti a parte…] è in grado di affermare la propria identità solo per contrapposizione ….ognuno di noi non esita a farti il rosario di ciò che non (!!!) vuole……ma se chiedi ciò che vogliamo …..si va in tilt…

    Ciò premesso ritengo che la Libertà di Espressione debba essere totale: è da al- 3 secoli con quelli che i “cattolicisti” Messori, Pellicciari, Socci, Cammilleri chiamano “Massoni” che l’ Occidente _di suo_ sfotte allegramente il Cristianesimo…….forse che l’ Islam se lo possono sfottere soli i musulmani rinnegati (“Kafir” se non erro…) ??? Foss’ anche, ma non sono d’ accordo…..l’ offesa al sacro legittima l’ omicidio punitivo?!…..Per me no !

    ………E poi la cosa che + mi lascia allibito è che un 16enne sia turbato dall’ offesa al suo Profeta anzicché dalle grazie delle sue coetanee :-) ….Non può essere cosa normale !!!

    Davide

    PS

    la sortita un po’ “lombrosoide”

    su Emanuele Filiberto (autoironicamente prestatosi alla Saclà Principe dei Sottaceti) …. mi pare di pessimo gusto……avrei anche da ridire su quanto buoni e giusti e progressisti possano essere ed essere stati i governi islamici di ogni epoca ….. o sul fatto che davvero non sia mai esistito sfruttamento all’ interno dell’ Umma….sul falso mito antirazzista di MalcolmX ha già dato Sartori …

  51. utente anonimo says:

    Visto che nel frattempo MM non mi degna di un’occhiata, cercasi hegeliano doc che mi rinfreschi la dialettica servo-padrone, in specie riguardo al suo instuararsi e al suo rovesciarsi.

    Grazie

    Francesco<
    Rapporto conflittuale con Miguel, eh?:-). Beh, ghe pensi mi, caro Francesco! Vedi sotto.

    Ciao

    Ritvan

    Nella sua “Fenomenologia dello spirito”, Hegel ragiona così:

    “Il primo momento dell’autocoscienza è infatti la dialettica servo-padrone . Sembra che Hegel stia ora descrivendo un altro tipo di realtà rispetto a quello tratteggiato nei tre momenti della coscienza, ma dobbiamo tenere a mente che la Fenomenologia è la storia dell’esperienza umana in generale e tale esperienza non è esclusivamente gnoseologica. Per passare dalla sfera conoscitiva della coscienza a quella storica dell’autocoscienza, Hegel segue un ragionamento ben preciso: l’autocoscienza viene acquisita in senso generale, poichè giunti all’intelletto si intuisce che l’oggetto non è nettamente staccato dal soggetto, ma resta comunque una conoscenza di sè in forma embrionale e per svilupparla è necessario passare alle fasi storiche. Infatti, un’autocoscienza non potrà mai svilupparsi pienamente se non in un rapporto con un’altra autocoscienza, poichè essa è l’uomo e l’uomo non potrà mai avere coscienza di sè se non in rapporto con gli altri uomini. E qui emerge bene come la filosofia hegeliana sia, oltre che dinamica, irrequieta, quasi drammatica. Rifacendosi ai vari pensatori dell’antichità, Hegel confessa il proprio amore per Eraclito, il filosofo del divenire, sostenendo di condividere tutto quel che egli predicò, in particolare l’unità e la contrapposizione degli opposti per cui ‘ non si può capire cosa sia la salute se non in riferimento alla malattia ‘ o ‘ la strada che sale è la stessa che scende ‘. La realtà, nella prospettiva eraclitea e anche in quella hegeliana, è un confronto-scontro tra gli opposti e da tale conflittualità emerge l’unità degli opposti. In particolare, Hegel si richiama ad Eraclito e alla sua concezione secondo la quale Polemos (la guerra) è ‘ signore di tutte le cose ‘ per sostenere che la realtà è conflitto , mai pace, a tal punto che Hegel, convinto che la vera vita sia dove c’è conflitto, arriverà a dire che nella storia le pagine di pace sono pagine bianche. In questo senso, si può capire benissimo perchè Hegel, quando dice che per svillupparsi l’autocoscienza necessita di un rapporto con un’altra autocoscienza, alluda ad un rapporto conflittuale e non di pacifico confronto, nella convinzione che lo scontro sia la natura profonda dell’incontro. Entrando nel dettaglio della dialettica servo-padrone, Hegel spiega che l’uomo (l’autocoscienza) ha bisogno di un altro uomo (un’altra autocoscienza) per svilupparsi attraverso rapporti conflittuali. Però, tali rapporti conflittuali non devono mai portare all’annullamento dell’autocoscienza antagonista, poichè un’autocoscienza non può davvero essere tale se non in rapporto con altre autocoscienze, come se, venendo meno uno dei due opposti, anche l’altro si sgretolasse. Perciò il rapporto-conflitto tra le autocoscienze non porta mai alla distruzione totale di uno dei rivali, bensì porta all’asservimento, ovvero al prendere possesso in forma di schiavitù dell’autocoscienza antagonista: un’autocoscienza diventa padrona, l’altra schiava. Naturalmente a diventare padrona sarà l’autocoscienza più forte, ma Hegel, secondo i dettami dell’idealismo, non fa riferimento alla forza fisica e materiale, ma a quella spirituale e dice testualmente che ‘ coloui che diventa padrone è colui che non ha avuto timore della morte ‘. C’è chi, piuttosto di diventare schiavo, preferisce correre il rischio della morte e chi, viceversa, piuttosto di correre il rischio della morte, preferisce diventare schiavo: in altre parole, vince per davvero chi fa prevalere dentro di sè l’aspetto spirituale (rifiutando la servitù) e riesce a sconfiggere quello materiale (il timore della morte della carne). Disprezzando la servitù e preferendo la morte, si trionfa, ancor prima che sul nemico, all’interno di se stessi, facendo vincere la spiritualità. Chi privilegia la materialità a discapito della spiritualità, rifiuta la morte e ad essa preferisce la schiavitù. I contemporanei, amarono Hegel per la sua capacità sistematica, oggi, invece, ciò che di lui si ammira sono alcune singole riflessioni e, senz’altro, quella sulla dialettica servo-padrone rientra a pieno titolo nella categoria. Già Marx la apprezzò in modo particolare per la grande abilità con cui Hegel tratteggia la nascita della schiavitù, ma ancora di più per il fatto che Hegel dimostra, con la tecnica del capovolgimento dialettico, che il rapporto di schiavitù tende a stravolgersi nel suo contrario con la conseguenza che il vero padrone è il servo. Infatti, fa notare Hegel, il rimedio di asservire l’altra autocoscienza senza eliminarla, in realtà porta comunque all’eliminazione di essa, poichè si finisce per considerare l’autocoscienza-serva non più come un’autocoscienza, ma come una ‘cosa’. Infatti, il padrone, come già aveva dimostrato Aristotele, considera il proprio servo come una cosa, alla pari del bue o dell’aratro. Ne consegue che, essendo il servo una ‘cosa’ agli occhi del padrone, l’unico ad avere di fronte a sè un’autocoscienza è il servo appunto, poichè egli, nel padrone, continua a scorgere un’autocoscienza. Il padrone, non avendo più un’autocoscienza con cui confrontarsi, perde la propria stessa natura di autocoscienza e alla fine il vero padrone è il servo stesso, l’unico che si confronti con un’autocoscienza. Diverso sarà anche il rapporto col mondo materiale: il padrone non lavora, il servo sì, e lavorare significa dominare le cose mettendo l’impronta dello spirito nella materia. Il padrone, dal canto suo, vive la natura passivamente e non impone su di essa il proprio suggello: siamo di fronte al capovolgimento dialettico per cui ad essere veramente importante è il servo e non il padrone….”

  52. utente anonimo says:

    Dài mò Ritvan….copiiincolli Hegel ?!

    ,,,,,,,Con tutto quel puoi dire di tuo ?!

    ,,,,,,,,Ad esempio, che pensi dei miei spunti di riflessione ?……Non dovrebbero aver violato il CPK, ecceccaz… ,,,,,,

    Davide

  53. utente anonimo says:

    il 16enne assunto a paradigma è il turco che ha sparato a Don Santoro, ovviamente…

    Davide

  54. utente anonimo says:

    ” Al-hamdu lillah, i Padroni sono sordi e ottusi. E in questo risiede la tenue speranza del mondo. ”

    A parte il fatto che si fanno sciopare anche dei figli di papà islamici….speranza de che ??????

    ….Di finire come

    ” Ahmadinejaddolandia ” ??????

    Davide

  55. utente anonimo says:

    Miguel, lo dico senza polemismo, ma sembra che tu voglia cercare un che di ipocrisia anche lì dove non c’è. Se non sbaglio la chiesa cattolica si è duramente battuta e continua a battersi contro la cosiddetta cultura della morte e non mi è mai parso che si schierasse a favore di alcun tipo di conflitto o forma di violenza. Che tutti quegli italiani che si dicono cattolici (ahimè, senza cognizione di causa a mio avviso) siano chiamati o cmq siano chiamabil ad impugnare un’arma, o abbiano il diritto di difendersi anche con la violenza in alcuni casi, o si comportino in tutti i modi fuorchè cristianamente…bè non è una colpa diretta della chiesa…(chiesa intesa come Vaticano, o, non so,come clero). D’altronde il cristianesimo è una religione unica (PER ME), proprio perchè lasciando ai suoi fedeli la totale libertà di scelta e di azione, educa al profondo rispetto e alla sacralità dell’individuo…o meglio, della persona. E scusa, ma a nulla vale dire che dare la benedizione ai nostri prima di una guerra, o che pregare per le loro anime, sia una forma di ipocrisia. Almeno per chi vive profondamente (e oserei dire praticamente) il cristianesimo queste accuse non hanno sostentamento. Perchè è naturale, in una religione che si basa sull’esaltazione della donazione di sè e dell’amore del prossimo, pregare e avere a cuore anche l’anima di chi sbaglia in temrini morali. In questo computo sono inclusi, ovviamente, anche quelli che non appartengono alla propria fede, i terroristi, gli integralisti di qualsiasi religione. Quando si prega lo si fa per il mondo intero. Non lasciarti contagiare dai pregiudizi culturali e sociali che ci portano con troppa facilità a generalizzare e ad universalizzare. Io mi sono sentito chiamato in causa nel tuo articolo, ma non è così. E non credo di rappresentare un unicum in questo senso. =)

    P.S. Cmq questo è il primo commento che lascio sul tuo blog. Perdona il tono colloquiale con cui ti ho scritto. Ricordi, una volta ti ho mandato una mail facendoti i miei complimenti per quello che trasmetti. Li rinnovo ancora una volta. Ciao. Luciano

  56. Per chi ieri sera ha visto su La 7 la vendetta messa in atto dal Mossad per i fatti di Monaco: Barak diceva candidamente, con la sua faccia sghignazzante, di aver fatto fuori 7 poliziotti libanesi, oltre a tre membri dell’OLP, lapalissianamente estranei al settembre nero, per ritorsione in merito all’episodio citato. Tutto ciò, con la copertura dei servizi segreti europei, come se si potesse mettere sullo stesso piano la vendetta messa in atto dagli ebrei contro i nazisti alla fine della seconda guerra mondiale, col tentativo infame, peraltro, di voler avvelenare l’acquedotto di Berlino affinchè i tedeschi morissero, tutti e indistintamente (del resto quando ci si identifica con i buoni tout court, o con il popolo eletto, ne nasce il diritto a considerare gli altri dei barbari). In più, questi geniacci del mossad sono riusciti ad ammazzare un marocchino, cameriere in un paese nordico, scambiandolo per un membro di spicco dell’OLP. Le facce di bronzo di cui sopra, col solito sorrisetto imbecille, hanno bofonchiato invocando l’errare humanum e buona notte al secchio!

    Adesso, io mi sentivo il fuoco dentro e a malapena riuscivo a seguire la trasmissione. Ditemi che cosa poteva provare un palestinese in quel momento. E non venite fuori con la solfa degli atleti uccisi, perchè ho una caterva di morti palestinesi ammazzati (e scacciati dalle loro case) di cui parlare. I morti saranno tutti uguali ma le statistiche ci danno numeri diversi di chi cade da una parte e dall’altra.

    Palestina Libera!

  57. utente anonimo says:

    Ripensare Marx:

    Siccome tenti di far brillare un barlume di onestà storica, perchè invece di focalizzarti sulla storia dell’acquedotto di Berlino (???) non racconti i morti (quelli sì, VERI!) tra i civili tedeschi uccisi per “Vendetta” dai tuoi amici dell’esercito sovietico?

    Pare non fossero pochi, anche più di un eventuale avvelenamento di Berlino.

    Coerenza

    JZ

  58. Forse non hai capito,

    dimmi si si possono gettare vicende storiche diverse nello stesso calderone! Io potevo capire la vendetta ebrea contro i nazisti (anche se il tentativo di avvelenare l’intera Berlino mi sembra di un revanchismo eccessivo), ma con i palestinesi hanno torto marcio. In questo momento loro sono come i nazisti, hanno allontanato i palestinesi dalle loro terre e continuano a stanarli con i mezzi più atroci, li costringono in ghetti dove si pratica la lenta estinzione della specie(perchè sanno che è l’unico modo per convincere i palestinesi a rinunciare alla loro patria). Americani e Ebrei sono in questo momento (non per motivi razziali che peraltro ritengo un balletto che nasconde ben altri interessi) come i nazisti, a causa del loro imperialismo e della violenza sistematica che praticano nei confonti di varie popolazioni nel mondo. Chi sta con loro, potentati italiani compresi, è come loro e merita tutto il nostro disprezzo. Basta anche con la litania sull’italia piaciona e ridanciana, siamo un branco di servi!

    Dopodichè se la Russia (o l’URSS) fa lo stesso con i propri “protettorati” o la Cina con il Tibet, è chiaro che sempre di imperialismo si tratta, ma non facciamo finta che non sia di grado diverso.

  59. utente anonimo says:

    Rip Marx,

    la tua foga commuoverebbe persino quel freddo razionalista di Engels.

    Peccato che il genocidio dei palestinesi nei ghetti sia così lento, am così lento, che, al momento, il loro numero cresce e parecchio. Dovresti avvertire Ebrei ed Americani (oltre a non offendere MM e quindi chiamarli Usani).

    Con le attuali tendenze demografiche, il problema Isreale verrà risolto in pochi decenni, quando la maggioranza degli abitanti di Israele saranno arabi. Allora, se non sarò morto, mi godrò le risposte del Primo Ministro arabo di Israele alle richieste di ritorno dei pro-pro-nipoti degli scacciati del 1947 e 1948 e guerre successive.

    Francesco

  60. Mi sembra uno scenario orwelliano il tuo, che non tiene conto di alcune variabili e che considera la Storia un triste scivolamento lungo una linea retta. La più importante di queste variabili si chiama armamento atomico, da una parte c’è(a prescindere dal suo reale uso) dall’altra no. Per altro, il mondo potrebbe avere una inaspettata inversione di tendenza in quanto a crescita demografica, basta un virus e qualche bombardamento qui e là… Si oggi sono proprio agitato, quello che ho visto ieri mi ha fatto proprio incazzare, che vuoi sarà l’umanesimo marxista che covo dentro e che invece dovrei lasciar morire, ma si sa nessuno è perfetto!

  61. Dimenticavo, il Papa ha detto nel suo ultimo “capolavoro” che il marxismo è una scienza anti-umana, fosse la volta buona che qualcuno lo legga Marx prima di sparare altre cazzate!

  62. utente anonimo says:

    Caro Ritvan

    grazie per il brano su Federico.

    A proposito del mio rapporto con MM, perchè ho l’impressione che ,quando gli pongo una domanda che per me è decisiva, lui passi ad altro?

    Io non aspiro al ruolo di chiudi-dibattito eppure mi capita troppo spesso di giocarlo.

    Oppure le mie domande “dirimenti” sono in realtà “deprimenti” e non invogliano nessuno a rispondermi?

    Ciao

    Francesco

  63. utente anonimo says:

    RM,

    studiatela sta benedetta demografia e vedrai che NON bastano bombardamenti nè virus (???). Sulla brillante idea di usare bombe atomiche per ridurre la popolazione araba di Israele, vai alla voce fallout di wikipedia, prima di pensare certe cose!

    Eddai, la serietà è un requisito dell’umanità!

    Francesco

  64. utente anonimo says:

    RM

    rischi che quello se lo è letto tutto in tedeco il tuo Carletto … non so se ti conviene metterti a questionare con lui

    F

  65. Non ti ho detto che useranno l’atomica, ma mi sembra che questo a basti a spiegare la proporzione in campo. Ma quando si decide di avere in casa tali armi si capisce che nessun effetto fallout può spaventarli. Tanto poi moriranno gli ebrei “poveri cristi” come è già accaduto negli USA, dove di fronte a qualche incidente nelle centrali nucleari non è andata mica la famiglia Bush a bonificare. Se il Papa vuole discutere con me di marxismo va bene ma non ho la presunzione di poter rappresentare a sì alte sfere la Testa Leonina.

  66. utente anonimo says:

    >Dài mò Ritvan….copiiincolli Hegel ?!

    ,,,,,,,Con tutto quel puoi dire di tuo ?!<
    Veramente, caro il mio Re Col Pisello de Fori:-), non era Hegel in originale, bensì un saggio sulla dialettica servo-padrone di Hegel. Di mio non saprei fare meglio. Senza contare il fatto che col copia-incolla si risparmia un sacco di tempo. E infine, il pezzullo era dedicato a Francesco, mica a te, perciò stai zitto, per favore:-).

    >,,,,,,,,Ad esempio, che pensi dei miei spunti di riflessione ?……Non dovrebbero aver violato il CPK, ecceccaz… ,,,,,,<
    Quello non credo (altrimenti sarebbero stati impietosamente “cassati” dal Giudice Unico”), ciononostante io personalmente li trovo -stilisticamente parlando – molto kitsch, nonché trash. Altrcheccaz!:-)

    >Secondo me il problema è che l’ Occidente [bigotti a parte…] è in grado di affermare la propria identità solo per contrapposizione ….ognuno di noi non esita a farti il rosario di ciò che non (!!!) vuole……ma se chiedi ciò che vogliamo …..si va in tilt… <
    Non esiste la monolitica categoria “Occidente” (bigotti a parte o meno), come non esiste la granitica categoria “Islam”. Personalmente, da occidentale quale sono, so benissimo cosa voglio e mi pare di averlo detto in più d’una occasione. Poi, se quello che voglio io sta sulle balle di qualcun altro (occidentale o orientale che sia) sono pronto a discuterne.

    >Ciò premesso ritengo che la Libertà di Espressione debba essere totale<
    Allora, mio caro, sei un TOTALITARIOOOOOO_ _ _!!!**** (come vedi, anch’io posso esprmermi in versione trash:-) )

    >è da al- 3 secoli con quelli che i “cattolicisti” Messori, Pellicciari, Socci, Cammilleri chiamano “Massoni” che l’ Occidente _di suo_ sfotte allegramente il Cristianesimo…….forse che l’ Islam se lo possono sfottere soli i musulmani rinnegati (“Kafir” se non erro…) ???<
    Sì, se la dialettica non è un’opinione, secondo quello che tu dici, sì. I “massoni”, battezzati e cresimati, non sono altro che “cristiani kafir”. Par condicio, caro Davide:-). Che ognuno si gratti la propria rogna e non quella degli “altri”.

    >Foss’ anche, ma non sono d’ accordo…..<
    E te pareva!:-)

    >l’ offesa al sacro legittima l’ omicidio punitivo?!…..Per me no !<
    Neanche per me e neanche per la stragrande maggioranza degli islamici, nonché per la TOTALITA’ dei musulmani italiani e di quelli albanesi. Poi ti metto un p.s. in tema.

    >………E poi la cosa che + mi lascia allibito è che un 16enne sia turbato dall’ offesa al suo Profeta anzicché dalle grazie delle sue coetanee :-) ….Non può essere cosa normale !!!<
    Una cosa non esclude l’altra. Anzi, l’assassino avrebbe tutto da guadagnare invocando la temporanea incapacità d’intendere e di volere, causata dal dolore per l’offesa dei “crociati” al Profeta. Se leggi fra le righe della stampa italica, pare che il ragazzotto frequentasse delle persone legate alla fiorente mafia del sesso a pagamento (pertanto pare non fosse insensibile al fascino delle bonazze russe:-) ) che il povero sacerdote cercava di contrastare. “Cherchez la femme”, insomma.

    >la sortita un po’ “lombrosoide”

    su Emanuele Filiberto (autoironicamente prestatosi alla Saclà Principe dei Sottaceti) …. mi pare di pessimo gusto……<
    Anche a me:-). Per non parlare del fatto che non ci vedo nulla di “lombrosiano” nella faccia del bel principotto e che ho visto diverse sue interviste in cui appariva tutt’altro che cretino.

    >avrei anche da ridire su quanto buoni e giusti e progressisti possano essere ed essere stati i governi islamici di ogni epoca ….. <
    Ovviamente chiunque può avere qualcosa di ridire su qualsiasi cosa. Ma serve sempre un punto di riferimento. Ecco, se paragoniamo il tasso di “bontà, giustizia e progressismo” dei governi islamici di una certa epoca (diciamo il medio-basso medioevo) con quello dei cristianissimi governi europei (stato pontificio incluso), non credo che questi ultimi farebbero una bella figura.

    >o sul fatto che davvero non sia mai esistito sfruttamento all’ interno dell’ Umma….<
    E chi lo ha mai detto? Sono islamici, mica comunisti!:-).

    >sul falso mito antirazzista di MalcolmX ha già dato Sartori …<
    E chi ti ha detto che i negri siano intrinsecamente migliori dei bianchi? Non c’è bisogno di scomodare il novello Savonarola Sartori. Basta pensare alla recente carneficina hutu versus tutsi. Nella quale sono state usate esclusivamente armi di produzione locale (machete), così che i fautori della teoria sugli spregevoli occidentali che fomentano i massacri fra i buoni negri per vendere armi è servita.

    ” Al-hamdu lillah, i Padroni sono sordi e ottusi. E in questo risiede la tenue speranza del mondo. ”

    >A parte il fatto che si fanno sciopare anche dei figli di papà islamici….<
    Perché se a “scippare” i frugoletti delle italiche donzelle sono padri amerikani, canadesi, argentini o boliviani, (come certa cronaca ha riportato in più occasioni) tutto regolare, vero?:-).

    >speranza de che ??????

    ….Di finire come

    ” Ahmadinejaddolandia ” ??????<
    Per fortuna, nella maggior parte dei casi si avvera il detto “chi vive sperando…” con quel che segue:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. (promesso)

    Negli anni ’80 del XIX secolo, il mio bisnonno era imam della più grande e prestigiosa moschea della città di Shkodra (Scutari) e veniva considerato una sorta di guida spirituale della comunità musulmana della città. Era la più grande e ricca città dell’Albania (che ancora faceva parte dell’Impero ottomano)e aveva una grande comunità cattolica (circa il 40% della popolazione). Fra le due comunità da secoli correva una sana rivalità corporativistica, ma niente di più. A volte si sfottevano reciprocamente, ma senza trascendere.

    Ora un bel (si fa per dire) giorno, nell’occasione della festa di chiusura del Ramadan, i fedeli della grande moschea trovano di prima mattina sul sagrato della stessa…una testa di maiale! Ovviamente s’incazzarono come iene, la notizia si sparse e in breve il cortile della moschea si riempì di fedeli armati fino ai denti e urlanti di sanguinosa vendetta da effettuare nei confronti dei “crociati” che avevano osato profanare in quel modo il sacro tempio. Un bel pogrom, insomma. Aspettavano solo la benedizione dell’imam per dar via alla “jihad”.

    Quello arrivò, impose il silenzio e poi chiese:”Qualcuno ha visto chi ha messo quella cosa lì?”. Silenzio, poi la folla vociante esplose:”E chi se non quei maledetti cattolici (il termine che usavano era però “crociati”, che dall’atra parte veniva gentilmente ricambiato con “maomettani”) poteva disporre e toccare l’immonda bestiaccia, nonché avere l’interesse a volerci offendere, per gelosia nei nostri confronti?”.

    “Ditemi, cari fedeli, in questa città, chi sono di più, noi o loro?” chiese l’imam.”Nooooi” urlò la folla. “E chi è meglio armato, noi o loro?”. “Noooooi” esultò di nuovo la folla (anzi, dire “meglio armati” era un eufemismo, poiché ai cristiani era proibito tenere armi e solo i più coraggiosi fra loro ne avevano, ben nascoste in casa). “E ditemi, i cristiani lo sanno che quello che è successo qui è per noi una gravissima offesa, da lavare col sangue, non solo secondo i dettami dell’Islam, ma anche secondo il Kanun albanese?”. “Siiii, lo sanno bene” rispose la folla. “Infine, ditemi, se noi andassimo a far strage di cristiani, le truppe del governo turco interverrebbero in loro difesa?” “Noooooo” la folla.

    “Ma allora, cari fedeli, mi spiegate per favore quale strana follia dovrebbe essere impossessata dei cristiani di questa città, – da voi tutti conosciuti fino a ieri come gente colta ed intelligente – per correre ad occhi chiusi verso la loro inevitabile autodistruzione?”

    Silenzio di tomba, occhi bassi.

    “Allora, cari fedeli, deponiamo le armi, ripuliamo il sagrato e festeggiamo la fine del Ramadan, perché se Allah e Grande ed Onnipotente, non sarà l’ignobile gesto di un farabutto a sminuire la Sua Grandezza. Siate certi che Allah, se lo vorrà, castigherà Lui stesso il colpevole”. E così fu.

    P.S.2 L’imam, che aveva viaggiato da esule politico per anni in Europa, sapeva il fatto suo. Infatti, l’unico a trarre profitto da un eventuale pogrom era il piccolo regno del Montenegro, il quale dal Congresso di Berlino del 1878 aveva ricevuto in dono – malgrado l’accanita resistenza armata degli albanesi -, come preda di guerra contro l’Impero ottomano, le piccole città albanesi di Ulqin (Dulcigno) e Tivar (Antivari o Bar), ma non la città di Shkodra. La strage avrebbe provocato l’orripilazione delle Grandi Potenze e, con tutta probabilità, la città più cattolica dell’Albania sarebbe stata strappata all’imbelle Impero Ottomano e consegnata al cristianissimo Montenegro. Ben pensato, davvero.

    La denuncia fatta dall’imam alle autorità turche non sortì alcun effetto. Però, le indagini congiunte di improvvisati 007 musulmani e cattolici albanesi individuarono uno straniero arrivato dal Montenegro che aveva comprato una testa di maiale nel giorno precedente al fattaccio. Come volevasi dimostrare.

  67. utente anonimo says:

    RM

    ti consiglio di guardare una cartina di Israele e provare a disegnare il cerchietto con gli effetti indesiderabili di una piccola esplosione nucleare, forse ti renderesti conto di cosa succederebbe.

    F

  68. utente anonimo says:

    Caro Ritvan, ho trovato molto bello il racconto sul tuo bisnonno. Però mi ha anche lasciato l’amaro in bocca: per una persona sensata a quanto pare ce ne sono centinaia che seguono, per così dire, l’istinto. Il rapporto di proporzione pare vantaggioso in favore di queste ultime.

    PPP

  69. utente anonimo says:

    Caro PPP

    già andò bene al nonno di Ritvan che nessuno nella folla gli abbia urlato “traditore” e che non sia stato lui la prima vittima del pogrom anti-blasfemia ….

    Ciao

    Francesco

  70. utente anonimo says:

    Caro Ritvan,

    ho religiosamente letto il tuo pezzo su Hegel ;)) ma non ho capito una cosa.

    Quando il rapporto si rovescia nel suo opposto, il servo si libera del padrone rincoglionito dalla mancanza di confronto-scontro con un’altra autocoscienza o rimane libero all’interno di una relazione formalmente di servitù?

    Ciao

    Francesco

  71. utente anonimo says:

    Caro ripensaremarx, l’aggettivo “disumano” dato al marxismo dall’enciclica fa parte delle armi retoriche, ed è inutile indugiarci sopra. Semmai è piuttosto deludente la superficialità con cui viene definito. Ma lasciamo stare. Del resto non era un “saggio” del teologo ratzinger sull’argomento. Semmai è giusto dire, e va dato atto ad ogni papa che lo affermi, al di là del modo in cui lo fa, che c’è incompatibilità tra dottrina cattolica e cristiana in genere, e marxismo. Non possiamo mica pretendere che un papa dica parole tenere sul marxismo. p

  72. utente anonimo says:

    è che i marxisti non scientifici si sentono tanto soli e al freddo, privi come sono della certezza del Sol dell’avvenire.

    e un pò di affetto cattolico anti-capitalista gli fa piacere.

    Francesco

  73. utente anonimo says:

    >A proposito del mio rapporto con MM, perchè ho l’impressione che ,quando gli pongo una domanda che per me è decisiva, lui passi ad altro?<
    Mah, probabilmente perché è solo un povero traduttore di manuali tecnici:-). Scherzi a parte, non è che pretendi troppo dal “padrone di casa”, caro Francesco?

    >già andò bene al nonno di Ritvan che nessuno nella folla gli abbia urlato “traditore” e che non sia stato lui la prima vittima del pogrom anti-blasfemia …. <
    Bisnonno, Francesco, bis-nonno, ossia il padre di mio nonno.

    Probabilmente, nel fare la tua considerazione tu t’ispiri al comportamento dei piissimi et caritatevolissimi cristiani quando nel ‘300 il Papa con apposite bolle li esortava a non massacrare gli ebrei, perché non erano loro gli untori della peste. E quelli gli rispondevano con sonore pernacchie (di più non potevano fare, sai, il Papa c’aveva pure il suo esercito) e facevano strage di ebrei che era un piacere (si fa per dire). ma nelle comunità musulmane (almeno in quelle albanesi che conosco bene) le cose funzionano diversamente.

    Ciao

    Ritvan

  74. utente anonimo says:

    >Quando il rapporto si rovescia nel suo opposto, il servo si libera del padrone rincoglionito dalla mancanza di confronto-scontro con un’altra autocoscienza o rimane libero all’interno di una relazione formalmente di servitù?

    Ciao

    Francesco<
    Credo proprio che sia la seconda. Ma si sa che Hegel era un idealista, seppur dialettico. Marx prese “in prestito” a Feuerbach il materialismo, lo combinò con la dialettica di Hegel …e concluse che non stava bene che il servo fosse libero solo “in ispirito”, ma doveva logicamente diventare tale anche “materialmente”. Espropriando il padrone (dai mezzi di produzione, of course, sennò p. s’inkazza:-) ). E siccome i “mezzi di produzione” di cui si occupa un servo domestico sono…la casa del padrone, un calcio in culo al padrone che viene spedito a fare il barbone, mentre la sua casa viene “socializzata” e diventa “Casa del Popolo”. E, in nome del popolo viene occupata dallì ex-servo:-) :-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. ‘sta storia mi ricordo una gustosa scenetta dal film “Superfantozzi”, dove il travet più famoso d’Italia è a spasso nel tempo. Ebbene, quando fa il contadino a Sherwood e si lamenta con la sciura Pina della loro povertà compare Robin Hood che esclama:”Sono Robin Hood e rubo ai ricchi per dare ai poveri”, riversa sul misero desco sacchetti pieni d’oro e se ne va. Gioia sfrenata in famiglia Fantozzi e urla fantozziane:”Evviva, siamo ricchi, siamo ricchiiiiii!”. Ricompare Robin Hood, afferra il malloppo e scompare con esso dicendo:”Sono Robin Hood, rubo ai ricchi per dare ai poveri”:-) :-).

    Ciao

    Ritvan

  75. utente anonimo says:

    X Ritvan!!

    Ma sei un aquilotto di Scutari!!! Quasi tutti i miei amici albanesi sono di quelle parti,sai?

    JZ

    P.S:Però dal tuo racconto mi crolla il mito dell’Albania come paese in cui le due comunità avavano pari opportunità e diritti, leggendo la storia delle Armi… :(

  76. utente anonimo says:

    RIPENSAREMARX, a dire il vero il papa definisce come “filosofia disumana” quella tendenza del marxismo a non riconoscere l’importanza della carità (e quindi dell’amore donativo) come necessario ai fini di una società giusta, ma anzi nel vederla come “sistema di conservazione dello status quo”. La giustizia sociale non può prescindere da un comportamento umano, anche all’interno della migliore delle società, aggiunge in seguito. Cmq che Marx sia letto in senso eccessivamente anti-umano lo penso anche io. =) Luciano

  77. utente anonimo says:

    Questo è un concetto di carità “giulianonesca” (già trattata per esempio nel post e commenti “la signora petrache e le ruspe democratiche”). L’elemosina è un modo di accordare la vita invece della morte, binomio che è la forma di potere massimo: vitae necisque ius. Solo chi “ha” può “dare”, e la cosa si sposa bene con la morale di romiti, che, ancora amministratore delegato della fiat, disse davanti al precedente papa che l'”etica” dell’impresa era di “fare profitto”. Questa è una carità “privata” in tutti i sensi. Carità, in senso pieno, ha tutt’altro significato. Come agape, l’equivalente greco. ma da lì sparisce il concetto di “privato”, e la chiesa di oggi neppure più riesce a immaginare una simile “eresia”.p

  78. utente anonimo says:

    Scusa p. ma hai dato un’interpretazione proprio personale di carità :D E dove sta scritto che solo chi ha deve dare? Quella sì che è elemosina. Ma vedi, ragioni in termini esclusivamente materiali. Quello di amore donativo e gratuito è un concetto che tocca l’uomo e non l’operaio o l’imprenditore. E’ un concetto che riguarda l’umanità e non una classe. Almeno questo è quello che ho sentito dire alla chiesa, poi ognuno la pensi come vuole, Ovvio… ;) Luciano

  79. utente anonimo says:

    Guarda che sei tu che hai parlato di giustizia sociale come una forma di carità. Io nego che sia tale, se non nel senso di “elemosina”, che è una forma di potere. Quanto a vedere nel marxismo una forma di pensiero che cerchi di assicurare (senza riuscirci) la giustizia sociale, è opinione che lascio tutta all’estensore dell’enciclica, e a te, se la condividi.p

  80. utente anonimo says:

    -.-” Io non ha parlato di “giustizia sociale come una forma di carità” (ti cito testualmente), ma dell’importanza della carità, necessaria ai fini di una giustizia sociale (rileggi meglio se vuoi). Quelle che il marxismo non riconosceva (a detta di Benedetto) era la validità della carità come comportamento umano garante della pace e dell’amore fra i popoli. Chiaro ora? Bye bye

    PS: personalmente sono convinto che anche il marxismo (quello di marx beninteso) avesse un umanesimo di fondo, e che fosse motivato da un lacerante bisogno spirituale, come testimoniano alcune affermazioni del filosofo, contenute nelle sue opere a partire dai Manoscritti economico-filosofici del 1844.

    PPS.: che il marxismo abbia fallito nel tentativo di affermare una giustizia sociale forse lo comprese lo stesso Marx durante la sua vecchiaia, quando si fece fotografare senza la barba, simbolo storico della SUA rivoluzione (ovviamente leggi con ironia =)

    Luciano

  81. utente anonimo says:

    Il che è la stessa cosa. La giustizia sociale si fonda sull’elemosima, non sulla charitas, quindi la carità in senso ampio non c’entra nulla. la società occidentale è pochissimo caritativa, ma si mostra molto caritatevole. E ha i suoi buoni motivi per farlo. Parlare di pace e di amore, vabbe’, dopo la storia che abbiamo alle spalle e quella che viviamo, ce ne vuole del coraggio. In questo mi pare che marx, ma prima machiavelli, hobbes e altri classici del pensiero borghese, abbiano avuto perfetta ragione. Lascia perdere i bisogni spirituali di marx. Per spiegare le scelte di marx è sufficiente la parola istinto. Lo spirito lo lasciamo ai cristiani come la ragione agli illuministi. Può avere sbagliato molte cose marx, ma non ciò che non perseguiva. La giustizia sociale non era il fine di marx.p

  82. utente anonimo says:

    Non è affatto la stessa cosa. Io con la mia affermazione intendo dire che la caritas è uno strumento di coesione fra gli uomini. Ho capito che tu, rifacendoti al significato intimo di carità, non lo poni al livello di un valore che abbia implicazioni sociali, ma è proprio qui il punto. E’ proprio questo l’errore di Marx, ossia il non riconoscere che l’unione di tutti i valori cristiani (caritas inclusa) conducono ad una vita giusta ed anche ad un’equità sul piano sociale. La giustizia sociale non può essere garantita da un’istituzione astratta (lo stato idealisticamente pensato), ma deve nascere, in quanto comportamento umano, nell’animo di ogni persona. Poi che sia un fatto di scelte, è indiscusso. E ti prego anche di non sottovalutare i concetti di pace e amore di cui parla il cristianesimo (i quali più che banali, sono molto coraggiosi) solo perchè degli scettici come Machiavelli, Hobbes, Marx ed altri hanno improntato la loro filosofia ad un cinismo, ad un pragmatismo e ad un utilitarsimo inumani. La vita non è fatta solo di contratti sociali e lotte di classe, e fortunatamente non sono esistite solo le loro di speculazioni. Poi, ripeto, sono punti di vista. “Un popolo per educarsi in forma spiritualmente più libera, non può più restare schiavo dei propri bisogni materiali, non può più essere il servo del proprio corpo. Gli deve quindi anzitutto rimanere del tempo per poter anche produrre e godere spiritualmente” (dai famosi Manoscritti che ti citavo prima). Ok, sono d’accordo che la necessità spirituale invocata da Marx non sia la stessa che animò un Kirkegaard, tanto per dirne uno, ma è bello ripensare Marx anche e prima di tutto come essere umano e non solo come pensatore dell’istinto. Non sto smentendo nulla di quello che hai detto, semmai ho sottolineato un aspetto differente del suo pensiero. Bye bye. Luciano

  83. utente anonimo says:

    Il punto è lì: voi volete intervenire dopo, ma si può intervenire prima. Per questo l’istinto supera madama ragione e monsù spirito messi assieme.p

  84. utente anonimo says:

    Se lo dici tu…spero che questo “motto” nella vita di tutti i giorni e nel relazionarsi con chi ha bisogno di qualcosa (un semplice qualcosa, non per forza soldi), sortisca un effetto migliore di quello che ha nei discorsi…nella mia vita so che avrebbe conseguenze disastrose. Cmq aia ciao :) Luciano

  85. utente anonimo says:

    “Per spiegare le scelte di marx è sufficiente la parola istinto”

    me la spieghi meglio questa, perfavore?

    Grazie

    Francesco

  86. utente anonimo says:

    Superare il paradigma presente, intuendo quello futuro. Tutto il resto è conseguenza.p

  87. utente anonimo says:

    ma non era un processo oggettivo, guidato nei tempi e nei modi dall’evoluzione del modo di produzione?

    tanto guidato che la misera mente umana plasmata dal modo di produzione presente non riesce a figurarsi quello che lo supererà e deve (qui concordo) vagamente intuirlo?

    io l’unico istinto che ho mi si risveglia davanti ad un paiolo di polenta …

    Francesco

  88. utente anonimo says:

    Non confondete istinto ed intuizione però… ;) Luciano

  89. utente anonimo says:

    istinto e intuizione sono simili. Ma capisco che l’istinto ha odore di “bestia” e possa non piacere a chi vede gli uomini come altro dagli animali. francesco, leggi marx come un illuminista. marx era e i marxisti siamo antiilluministi.p

  90. utente anonimo says:

    Senti p. ma sai parlare solo per luoghi comuni? L’istinto ha odore di bestia ecc ecc…ma che dici? Risparmiati certe frasi fatte e studiati un po’ di filodofia del linguaggio o di filosofia della conoscenza… Luciano

  91. utente anonimo says:

    Vorrai mica negare agli animali anche l’istinto. Io dò loro anche la ragione, se è per quello. Tu mettiti d’accordo con la tua dottrina, se puoi. Quanto alla tua filosofia, non m’impressiona. Sono ignorante e so più delle loro chiacchiere morte di filosofi. Rido dei professori marxisti o marxologi e della loro balordaggine. Gli altri non credo siano troppo diversi da quelli. Vuoi una definizione d’istinto? “L’istinto è la conoscenza ereditaria di un piano di vita della specie”. Vuoi una definizione di ragione? La ragione è la più stupida delle facoltà.p

  92. utente anonimo says:

    Credevo che la più stupida delle facoltà fosse Sociologia …

    Grazie per gli applausi.

    p. io leggo Marx come un positivista, non come un illuminista (almeno credo). Anche se giudico il 90% delle discussioni su Teoria e Prassi fuffa usata nelle baruffe tra rivoluzionari in pantofole.

    Ciao

    Francesco

  93. utente anonimo says:

    Sì Francesco in pratica hai letto Marx come un positivista progressista, e forse la tua interpretazione non è sbagliata.

    Cmq, per la cronaca, io non mi reputo nè più nè meno intelligente di te. Semplicemente dò alla vita un significato diverso, che non si basi solo sul disegno della specie, ma anche sull’esistenza di un’anima e quindo di valori come la fede e la speranza. Ma già so che queste tu le prenderai come banalissime parole…ciao Luciano

  94. utente anonimo says:

    La seconda parte era per p. =) Luciano

  95. utente anonimo says:

    Infatti non capivo ..

    x MM: puoi togliere la foto? Mi da il voltastomaco ormai. Lo so che non si dovrebbe, è lombrosiano, forse ingiusto, ma mi viene proprio da vomitare.

    Francesco

  96. utente anonimo says:

    Tutt’altro. In tempi non sospetti, contro un altro marxista, ho difeso la fede. Tutti abbiamo i nostri luoghi comuni.p

  97. utente anonimo says:

    Eh, eh … intanto a Peshawahar spunta “God bless Hitler”

    “City” del 16/02/2006, pag, 16

    ,……….Se la speranza è questa, fortuna ke l’ è tenue !

    Davide

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