“E una bestemmia pe stà libertà”

Come riassumere le riflessioni su tante cose?

I discorsi sulla “non violenza” di Bertinotti, la vittoria di Hamas in Palestina, la retorica sull’Italia patria che va di moda da qualche anno a questa parte, il buonismo che alla fine è sempre dalla parte del “progresso”, cioè del vincitore…

Pensare che cose come questa si cantavano, nemmeno tanti anni fa.Aimm pusato chitarra e tambure
pecchè sta musica s’ha da cagnà,
simme briganti e facimme paure
e co a schioppetta vullimme cantà,
e co a schioppetta vullimme cantà.

Eh, eh, ah, ah… ( 2 Volte )

E mò cantammo sta nova canzone,
tutta la gente sa l’ha da ‘mparà,
nun ce ne fotte d’ orre e do borbone,
la terra è nostra e non s’ha da toccà,
la terra è nostra e non s’ha da toccà.

RIT.

Tutte e paise da Basilicata
se so scetati e vonne luttà,
pure a Calabria mo s’è arrennutata
e lu nemico facimme tremà,
e lu nemico facimme tremà.

RIT.

Chi vise o lupo se mise paura,
non sapea buono qual è a verità,
o vero lupo che magna e creature
è o piemontese c’aimma caccià,
è o piemontese c’aimma caccià.

RIT.

Omme se nasce, brigante se more,
ma fino all’ultimo aimme sparà
e si murimme menate nu fiore
e una bestemmia pe stà libertà,
e una bestemmia pe stà libertà.

Le due foto sotto raffigurano Michelina Di Cesare, brigante e terrorista, a vent’anni e poi torturata a morte ed esposta in piazza dalle truppe italiane.

Ringrazio “p” per aver segnalato il link alle immagini.

 

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23 Responses to “E una bestemmia pe stà libertà”

  1. Caro,

    bella citazione! Io sono di Monopoli (ba) ma vivo e lavoro a Potenza da 3 anni. Qui tutti gli anni fanno un bellessimo spettacolo sulla Storia di Crocco, (a Brindisi di Montagna(PZ) avvolti in un’atmosfera realmente brigantesca), con le voci di Lina Sastri e Michele Placido. Ti invito a settembre!

    Purtroppo però libertà l’è morta!

  2. utente anonimo says:

    Quale è la lezione che trai da questa storia?

    Sennò perchè ne parleresti, per non dover scrivere di calcio?

    A me viene in mente che una resistenza senza cervello, senza una Cultura e un progetto, per quanto combattuta con tutta la disperazione e la violenza possibile, non solo verrà sconfitta ma porterà maggior danno e desolazione al popolo resistente.

    E io tra i briganti cattolici e l’esercito italiano liberale simpatizzo per i primi.

    Francesco

  3. utente anonimo says:

    >Quale è la lezione che trai da questa storia?<
    La solita, caro Francesco, la solita:-).

    >Sennò perchè ne parleresti, per non dover scrivere di calcio?<
    Appunto:-).

    >A me viene in mente che una resistenza senza cervello, senza una Cultura e un progetto, per quanto combattuta con tutta la disperazione e la violenza possibile, non solo verrà sconfitta ma porterà maggior danno e desolazione al popolo resistente.<
    Parole sante (in senso laico, ovviamente:-) ).

    >E io tra i briganti cattolici e l’esercito italiano liberale simpatizzo per i primi.<
    L’esercito italiano sarà stato pure “liberale” – anche se francamente “esercito liberale” lo trovo un bell’ossimoro – ma il progetto politico che vi stava dietro no. E i risultati si vedono ancora oggi.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Io, invece non simpatizzo per nessuna delle parti. Ognuno ha avuto quel che s’è cercato. Caso mai provo pietà per i civili del Sud massacrati sbrigativamente e senza processo (o con processi farsa) per “sospetto brigantaggio”.

  4. I briganti lottavano e protestavano giustamente contro l’invasione di un esercito straniero. Era altrettanto giusto fare l’Italia, meno era invece farla sulla pelle del solo sud (le conseguenze si vedono ancora oggi come dicevate bene). I briganti erano la parte emarginata di un certa società con i suoi meccanismi di riproduzione a dominante religiosa(preponderante nel sud ancora agricolo). E allora, a cosa volete si appigliassero, a Budda?

  5. rubimasco says:

    qui dalle mie parti dalle dominazioni e dalle ribellioni abbiamo imparato due cose:

    1°-il bene ‘un dura e ‘l male ‘u’ regna

    2°- (sulla statua di Leopoldo secondo):

    L’ASSEMBLEA TOSCANA

    DICHIARA CHE LA DINASTIA AUSTRO-LORENESE, LA

    QUALE NEL 27 APRILE 1859 ABBANDONAVA LA TOSCANA SENZA IVI LASCIAR FORMA DI GOVERNO, E RIPARAVA NEL CAMPO NEMICO,

    SI È RESA ASSOLUTAMENTE INCOMPATIBILE CON L’ORDINE E LA FELICITÀ DELLA TOSCANA,

    DICHIARA CHE NON VI É MODO ALCUNO PERCHÉ TALE DINASTIA POSSA RISTABILIRSI E CONSERVARSI SENZA OLTRAGGIO ALLA DIGNITÁ DEL PAESE, E SENZA OFFESA AI SENTIMENTI

    DELLE POPOLAZIONI, SENZA COSTANTE E INEVITABILE PERICOLO DI VEDERE TURBATA INCESSANTEMENTE LA PACE PUBBLICA,

    E SENZA DANNO D’ITALIA,

    DICHIARA CONSEGUENTEMENTE NON POTERSI NÈ RICHIAMARE NÉ RICEVERE LA DINASTIA AUSTRO-LORENESE A REGNARE DI NUOVO SULLA TOSCANA.

    ESEMPIO AI POPOLI ED AI REGNANTI.

    (ovvero: se n’ enno iti e ora qui ‘un ci rimette piede nissuni)

    sì, forse non centra del tutto con l’ argomento, ma per traslato…..

  6. kelebek says:

    Interessante la nota di Rubimasco, perché coglie la profonda differenza nell’atteggiamento toscano verso l’unità d’Italia.

    Miguel Martinez

  7. pazyryk says:

    Questa poesia Li Briganti

    dedicata al brigante Gaetano Manzi

    da Fiorenzo Manzo l’ho trovata qui

    http://www.ilportaledelsud.org/libriganti.htm

    aggiunge poco alla discussione ma aiuta meglio a farsene un’idea

    A don Gaetano, e a tutti “LI BRIGANTI” e chistu munno,

    che songo muorte nun pe scelta lloro …

    Si so’ Breànde è stàta la furtùna,

    pe’ me ‘uardà sibbe’ la tèrra mìa.

    La nòtte ‘uardo fràsche sènza mùra,

    m’addòrmo sènza ‘e vàsi ‘e màmma mìa.

    Inda ‘sta gròtta scùra a miezziuòrno,

    ccu prànzi re rignàndi, còme càni.

    La néve è fatto iàngo, tuòrno, tuòrno.

    Tenéssemo sibbe’ li pànni sàni.

    ‘Uardo la fàcci jànga re li cumbàgni,

    chi pàre céra sòtta li barbùni,

    nun g’è chiù rìsa ‘n bàcci a li breànbi,

    ‘ngi han’a turnà’ la tèrra a li burbùni.

    Si lu patròne è sàzio e la ròbba jètta,

    e s’addilìzia a sènde suòni e càndi,

    sinditi còme cànda mo’ la scuppètta,

    senza cerca’ la gràzia re li Sàndi.

    Lu sòle è puòsto, è òra ! E’ fàtto nòtte,

    la mòrte scènne abbàscio ra la mundàgna,

    lu còre sàglie ‘n gànna e fòrte vàtte,

    sibbè tu mòrte fàmme ra cumbàgna.

    Re muri’ accìso chìsto è lu ristìno,

    ma lu breànde nun l’ha da penzàre.

    ‘Nu fiòre chiantatèmmelo vicìno,

    ‘stu fiòre Nènna nu’ lu fa’ seccàre.

  8. utente anonimo says:

    “L’ASSEMBLEA TOSCANA

    DICHIARA CHE LA DINASTIA AUSTRO-LORENESE, LA

    QUALE NEL 27 APRILE 1859 ABBANDONAVA LA TOSCANA SENZA IVI LASCIAR FORMA DI GOVERNO, E RIPARAVA NEL CAMPO NEMICO,

    SI È RESA ASSOLUTAMENTE INCOMPATIBILE CON L’ORDINE E LA FELICITÀ DELLA TOSCANA..”

    Come dire, il povero Leopoldo non solo “mazziato” ma pure “cornificato”! Non facevano prima quei grandissimi…falsificatori della Storia (e anche con meno spesa) a mettergli un bello str..zo sulla capoccia della statua?:-). Che schifo!

    Ritvan

  9. utente anonimo says:

    Ti ringrazio miguel. Quando io parlavo di stessi metodi dei civilizzatori nel precedente post sui briganti, non intendevo la violenza (quella si sa è di fascisti e comunisti) neppure della tortura (mele marce dell’epoca) ma dell’esposizione e della foto: non ti ricorda un fatto irakeno dei grandi civilizzatori d’oggi? p

  10. signori, questa canzone è stata brillantemente musicata dal gruppo

    “i mercanti di liquore”… vale la pena di sentirli dal vivo.

    Spero che ciò non venga considerato spamming di bassa leva ma un come consiglio per ottima musica “di riflessione”. Un saluto a tutti. TeO

    X ripensaremarx:

    e no dai,non è morta, mai sentito parlare di coma metabolico? tipo i santoni indiani che si fanno seppelire per settimane… ;)

  11. AndreaYGHPSA says:

    NO Miguel, questa non dovevi farmela!! Io sono di pura estrazione calabbrisi, e quella canzone mi rimanda a una “ricerca” di qualche anno fa sul Brigantaggio.. Non resisto: Avimmu pusatro chitarra e tamburi, perchè sta musica sa’dda cangià….

    Simu briganti facimmu paura..

    Magnifico.. Un pezzo della mia storia!

    Andrea

  12. utente anonimo says:

    Povera Cesarina, passano i secoli, e quella foto è ancora in giro, a rappresentare la sua fine, la sua cadaverica nudità, nessuno più può condividere la sua memoria, fa parte della storia, eppure l’umiliazione, la violazione della sua intimità esposta a posteri sconosciuti, sembra non dovere terminare mai.

    Aurora.

  13. utente anonimo says:

    La stessa canzone è stata musicata parecchi anni fa da un noto gruppo della destra redicale (non mi ricordo esattamente chi, forse “Gli amici del vento” o “La compagnia dell’Anello”).

    Ale

  14. utente anonimo says:

    Ma pure Salvatore Giuliano era un brigante.

    Barbarella

  15. rubimasco says:

    dice Ritvan:

    Come dire, il povero Leopoldo non solo “mazziato” ma pure “cornificato”! Non facevano prima quei grandissimi…falsificatori della Storia (e anche con meno spesa) a mettergli un bello str..zo sulla capoccia della statua?:-). Che schifo!

    Ritvan

    —l’ occasione di fare le cose ammodino l’ ha avuta, e per un certo periodo non è stato neanche male (il granducato è stato il primo stato ad abolire la pena di morte, per esempio) ma quando ha visto la matta parata s’ è dato…..che si levi dalle ***** lui e tutti quelli come lui. Punto. Che ci vuoi fare, noi siamo fatti così, quando ci mettiamo in testa che ci siamo rotti le scatole (a torto o a ragione)……..

    saluti

    Rubimasco

  16. utente anonimo says:

    >Ma pure Salvatore Giuliano era un brigante. Barbarella<
    Eh, no, questo non lo dovevi dire, cara Barbarella! Mica era un nobile resistente all’imperialismo piemontese quello! Quello era un bieco fascista, al soldo della CIA, che ha ammazzato dei comunisti a Portella della Ginestra. Quello pussa via!:-)

    Ciao

    Ritvan

  17. utente anonimo says:

    ma quando ha visto la matta parata s’ è dato…..che si levi dalle ***** lui e tutti quelli come lui. Punto. Che ci vuoi fare, noi siamo fatti così, quando ci mettiamo in testa che ci siamo rotti le scatole (a torto o a ragione). saluti Rubimasco<
    Eh, lo so, caro Rubimasco, che voi toscani siete “fatti così”, ma dopo 150 anni dai fatti un piccolo sforzo di obiettività storica per rimuovere quell’indecente targa riportante un illogico sfottò lo potreste pure fare, no?

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Sai, la cosa mi ricorda l’atteggiamento dei nostri bravi comunisti (eh, sì, è il mio chiodo fisso:-) ) nei confronti di Re Zog d’Albania per la sua precipitosa fuga il 7 aprile del 1939, giorno dell’invasione italiana. Loro, proprio loro che in quel giorno non spararono nemmeno un colpo, che per ben più di due anni, fino al fatidico 22 giugno del 1941 (quando la Grande Madre Patria dei Comunisti fu attaccata da Hitler) non solo non spararono nemmeno un petardo contro le truppe di Mussolini, ma andavano predicando in giro i “benefici” che l’invasione avrebbe portato in termini di industrializzazione e conseguente crescita del proletariato (sic!), ebbene loro continuarono per ben 50 anni a tacciare Zog di codardìa, solo perché il Re ordino una resistenza simbolica (tanto per far capire al mondo “civile” del tempo che gli albanesi non accoglievano mussolini coi fiori e i tappeti rossi, ma s’inchinavano all’inevitabile) e non se la sentì di coinvolgere il paese in una inutile e sanguinosa guerra dall’esito scontatissimo.

  18. kelebek says:

    Per Ritvan,

    ma perché devi mettere le tue parole in bocca agli altri?

    Sono forse responsabile della squallida produzione complottista di certa sinistra, legittimo erede del peggiore stalinismo e cugino stretto del complottismo sionista che se la prende con gli “islamonazicomunisti”?

    Ho forse espresso un parere su Salvatore Giuliano?

    Io non ho affatto le idee chiare sulle sue imprese, credo che sia stata una storia assai complessa e contorta, in cui c’era di tutto, vicende personali, legittime aspirazioni indipendentiste, intrecci con latifondisti e mafiosi vari.

    Non ho mai detto che era fascista; e poi credo che la CIA sia stata costituita qualche anno dopo.

    Né credo che la resistenza antipiemontese fosse tanto più chiara; va da sé che c’erano complessi rapporti con la Chiesa, con i borboni e altri. Cosa che non la rende affatto meno dignitosa ai miei occhi, perché ognuno resiste con gli strumenti e gli alleati che si trova.

    Queste battute che sbagliano bersaglio sono la cosa meno simpatica di Ritvan.

    So benissimo che Ritvan è più o meno “di destra”, ma non per questo gli attribuisco automaticamente la perfetta coincidenza di vedute con Forza Nuova, oppure con Vittorio Feltri.

    Miguel Martinez

  19. utente anonimo says:

    Caro Miguel,

    qui si ha l’impressione che tu abbia tirato il sasso e poi voglia ritirare la mano, pure facendo l’offeso.

    Mettiamola così: non si capisce perchè hai fatto qusto post, da piccolo un tuo insegnante ti ha picchiato perchè non volevi studiare che gli italiani sono brava gente? (nds è una battuta).

    Ciao

    Francesco

  20. kelebek says:

    Per Francesco,

    io rispetto Ritvan, e trovo interessanti molte cose che scrive.

    Quello che non mi piace è la tendenza a fare ironia quando è perfettamente fuori luogo.

    L’ironia consiste nell’esagerare un tratto che esiste realmente in una persona. Ad esempio, io potrei ironizzare dicendo che tu bevi Coca Cola mentre ascolti Radio Maria, perché tu hai detto di essere (a) filoamericano e (b) cattolico.

    Non lo faccio, perché non è uno stile che mi piace, però avrebbe un senso.

    Se io invece dicessi, riferendomi a te, “ma si sa che voi fascisti amate qualunque cosa sia tedesca, Sieg Heil!”, la mia ironia invece colpirebbe un bersaglio falso, perché tu non hai mai espresso sentimenti filotedeschi e hai sempre criticato il nazismo.

    Ecco perché sentirmi dare del complottista di sinistra che ritiene che chiunque non sia schierato con il Partito sia al soldo della CIA, dando per scontata una mia antipatia per Giuliano che non avevo mai espresso, mi dà fastidio.

    Non mi arrabbio certo con Ritvan, ma esprimo la mia sensazione.

    Miguel Martinez

  21. utente anonimo says:

    Giuliano era un brigante. Va bene. Ma altre erano le condizioni, o non se ne cava nulla. Era fuorilegge e usava la violenza. Basta questo ad accomunarlo a quelli? No. E non per il fatto che abbia ammazzato comunisti. Conta nulla. L’inquadramento storico l’ha fatto perfettamente francesco. Una rivoluzione nazionale e liberale condotta dai piemontesi si scontra con una resistenza accanita di parte della popolazione più umile. Una resistenza “arretrata” rispetto alla rivoluzione stessa. Ma perché? Perché quella rivoluzione doveva far passare quegli strati sociali nelle sue forche caudine, facendo loro assaggiare gli svantaggi, senza dargli nulla in cambio per generazioni. Tanto per fare qualche esempio: leva obbligatoria (ricordate “i malavoglia”: luca, il figlio di padron ntoni morto a lissa?), tassa sul sale e sul macinato, perdita di alcuni antiche consuetudini d’uso comuni sulle terre, speranza d’una distribuzione delle stesse andata delusa, (i fatti di bronte descritti da verga nella novella “libertà”), nessun diritto politico. Qui sta la differenza tra giuliano e michelina. O si rischia di fare da destra, l’errore che spesso si fa da sinistra. Molti di quella parte politica usano oggi accostare i briganti ottocenteschi alla resistenza antifascista più avanzata. Niente di più sbagliato. La prova lampante è l’aprile 48. Qual era il simbolo del fronte popolare? Il bel faccione di Garibaldi. E garibaldi e i briganti sono storicamente su due parti opposte della barricata. Non si scherza con i simboli. Come diceva jung, sono loro che usano noi, non noi che usiamo loro. Si può essere contro michelina di cesare da destra, come francesco, senza scomodare impropriamente giuliano. p

    p.s. per i più dimentichi, verga era un conservatore, un “galantuomo”, come si diceva allora, non una “testa calda” rivoluzionaria.

  22. rubimasco says:

    —Eh, lo so, caro Rubimasco, che voi toscani siete “fatti così”, ma dopo 150 anni dai fatti un piccolo sforzo di obiettività storica per rimuovere quell’indecente targa riportante un illogico sfottò lo potreste pure fare, no?

    beh, si potrebbe fare tanti sforzi di “obiettività storica”, ma secondo me il tutto porterebbe ad una semplice considerazione:

    sia la parte dei “buoni” che la parte dei “cattivi” sono schifose alla stessa maniera, e ognuno sceglie quello che gli conviene.

    e non credo che la gente sia pronta per una cosa del genere.

    saluti

    Rubimasco

    P.S.: per ora un re non lo rivogliamo, in ogni caso.

  23. utente anonimo says:

    >Ecco perché sentirmi dare del complottista di sinistra che ritiene che chiunque non sia schierato con il Partito sia al soldo della CIA, dando per scontata una mia antipatia per Giuliano che non avevo mai espresso, mi dà fastidio.<
    Miguel, come al solito sei tu che vuoi per forza travestirti da “bersaglio”. Mah, diciamo pure che anche stavolta ho voluto dar voce ai braccianti emilianoromagnoli, va:-). Ekkkekakkio, non si può mai scherzare qui!

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Parlando seriamente, io penso che Giuliano fosse un cinico bandito doppio/triplogiochista che alla fine ha avuto quel che si meritava. Anche per aver ammazzato degli inermi manifestanti a Portella della Ginestra.

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