E poi io dovrei votare…

L’altro giorno, il parlamento ha introdotto alcune “Modifiche al codice penale in materia di reati di opinione“. In pratica, quelli di centrodestra sanno che perderannole prossime elezioni e vogliono, comprensibilmente, prepararsi per sopravvivere all’opposizione.Hanno così ridotto le pene per alcuni dei reati più vaghi e strani del codice penale. E hanno anche abrogato alcuni commi particolarmente pericolosi a causa della loro ambiguità.

La faccenda ci fa capire parecchio della natura di questa destra arraffona e provinciale, che tramonta nell’isolamento dal mondo che conta.

Queste misure forse salveranno qualche leghista intemperante dalle conseguenze dei suoi urlacci; ma vanno in senso opposto all’inasprimento in tutta Europa delle leggi inquisitoriali. Cioè di quelle leggi che puniscono non fatti, ma amicizie sospette, pensieri sovversivi e scarso amore per lo stato di cose.

Leggere i commi che sono stati abrogati o cambiati costituisce un viaggio affascinante attraverso certi angoli bui del codice penale.

Ad esempio, l’art. 241, “attentati contro la integrità, l’indipendenza o l’unità dello Stato”, puniva con la morte un “fatto” diretto a “menomare l’indipendenza dello Stato”. Non sono per nulla esperto di queste cose, ma mi sembra di capire che l’articolo prevedesse la pena di morte fino a ieri, solo che quella pena è stata sostituita dall’ergastolo per via di altre leggi. Oggi la punizione è la “reclusione non inferiore a dodici anni”.

Che è la pena che ci auspichiamo per chi mantiene i trattati segreti e iniqui che permettono la presenza di basi straniere sul nostro suolo, o per chi ha ceduto la sovranità nazionale a quella cosa che chiamano “Europa”.

Ma la stessa pena colpiva anche chi cercava l’indipendenza delle “colonie” o dei “territori temporaneamente” occupati dall’Italia:

“Alla stessa pena soggiace chiunque commette un fatto diretto a disciogliere l’unità dello Stato, o a distaccare dalla madre Patria una colonia o un altro territorio soggetto, anche temporaneamente, alla sua sovranità.”

Grazie alle modifiche introdotte in questi giorni, rivendicare l’indipendenza della Sardegna non è più punito con la morte.

Ma andiamo avanti. E’ stato abrogato anche l’articolo 269 del Codice Penale “Attività antinazionale del cittadino all’estero”:

“Il cittadino, che, fuori del territorio dello Stato, diffonde o comunica voci o notizie false, esagerate o tendenziose sulle condizioni interne dello Stato, per modo da menomare il credito o il prestigio dello Stato all’estero, o svolge comunque un’attività tale da recare nocumento agli interessi nazionali, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.”

Oggi non rischia più cinque anni di carcere il giornalista italiano a Parigi che dice che in Italia c’è l’inflazione.

Poi c’è il famigerato articolo 270 che resta ancora in piedi, ma viene leggermente migliorato. Si tratta della fattispecie di “associazione sovversiva”.

La riforma abolisce anche un paragrafo che vietava, almeno formalmente, i movimenti anarchici in Italia:

Alla stessa pena soggiace chiunque nel territorio dello Stato promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni aventi per fine la soppressione violenta di ogni ordinamento politico e giuridico della società.

“Avente per fine” non significa che si usa la violenza; significa che una canzone un po’ focosa cantata durante una riunione fa capire che il “fine” è violento. A Lecce è successo proprio con un gruppo di sfigati: una piccola combriccola di anarchici che vengono accusati, tra l’altro, di aver imbrattato dei Bancomat. Questi ragazzi rischiano, come è giusto, una condanna per imbrattamento. Come la rischia anche chi scrive Forza Inter sui muri. Solo che all’imbrattamento ci aggiungono anche l’associazione sovversiva. Che praticamente significa quindi, punito per aver avuto finalità politiche e non di delinquenza comune.

Ecco, tra parentesi, il motivo per cui assumono una grande importanza nei processi le intenzioni espresse o sottintese o presunte in volantini e documenti; ed ecco perché a ogni perquisizione di immigrati, si cercano quelli che i media chiamano “materiali inneggianti alla jihad.” Un versetto coranico può fare la differenza tra la libetrà e la galera.

La riforma abolisce, poi, la legge che in pratica vietava il comunismo, almeno nella sua variante maggioritaria leninista, e persino il generico anticapitalismo, in Italia.


art. 272 C.P Propaganda ed apologia sovversiva o antinazionale
Chiunque nel territorio dello Stato fa propaganda per la instaurazione violenta della dittatura di una classe sociale sulle altre, o per la soppressione violenta di una classe sociale o, comunque, per il sovvertimento violento degli ordinamenti economici o sociali costituiti nello Stato, ovvero fa propaganda per la distruzione di ogni ordinamento politico e giuridico della società, è punito con la reclusione da uno a cinque anni […].
Alle stesse pene soggiace chi fa apologia dei fatti preveduti dalle disposizioni precedenti.

Cioè, fare l’apologia della propaganda del “sovvertimento violento degli ordinamenti economici o sociali costituiti nello Stato”, nonché schierarsi da una parte nella lotta di classe, portava “da uno a cinque anni” di carcere.

A favore delle modifiche, hanno votato i partiti di centrodestra. I Verdi si sono astenuti.

Contro le modifiche, ha votato l’Unione.

Il motivo è semplice: “sinistra” vuol dire in sostanza il contrario di qualunque cosa dica o faccia Silvio Berlusconi.

E fin qui, fa parte del gioco partitico. Ma ci sono pure quelli di centrosinistra che stanno scrivendo messsaggi pieni di sdegno e gridano al “regime” berlusconiano. Come questa pagina da cui ho tratto i testi delle leggi modificate. Scrivono pure GOLPE in rosso.

Poi mi chiedono perché non voto.

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12 Responses to E poi io dovrei votare…

  1. utente anonimo says:

    Da liberale sottoscrivo il tuo post, Miguel.

    Ciao

    Ritvan

  2. kelebek says:

    Caro Ritvan, grazie della sottoscrizione, non ho problemi nell’accettarla.

    Miguel Martinez

  3. utente anonimo says:

    Come darti torto?

    Un inno al Non Voto certa roba…

    John Zorn

  4. utente anonimo says:

    D’accordo sull’atteggiamento dell’opposizione in alcuni casi, non su questo pacchetto, che votato in blocco ha inserito alcune modifiche totalmente censurabili.

    Come il primo articolo citato in quella pagina: se prima chi diffondese “in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi” si doveva aspettare almeno 3 anni di reclusione adesso può cavarsela con 6000 euro di multa. E i Gentilini di turno ringraziano.

    Quanto alla scritta “GOLPE” la vedo solo a specificare meglio la ratio di uno degli articoli riportati, quello appunto riguardante l’attentato contro gli organi costituzionali:

    “È punito con la reclusione da uno a cinque anni, qualora non si tratti di un più grave delitto, chiunque commette atti violenti diretti ad impedire, in tutto o in parte, anche temporaneamente:

    1. al Presidente della Repubblica o al Governo l’esercizio delle attribuzioni o delle prerogative conferite dalla legge;

    2. alle assemblee legislative o ad una di queste, o alla Corte costituzionale o alle assemblee regionali l’esercizio delle loro funzioni”.

    Insomma, la norma riguardante i tentativi di colpo di stato. O golpe, appunto.

    Considerato tutto, e soprattutto i motivi che hanno portato a queste modifiche, secondo te una sinistra seria avrebbe dovuto votare a favore solo perché nel mucchio c’è qualcosa di buono?

    E allora perché non votare anche a favore del decreto sulle olimpiadi? Sì, c’è quel dettaglio della legge folle sulle droghe infilata in mezzo, ma vuoi mettere le olimpiadi…?

    Andrea

  5. utente anonimo says:

    Andrea, forse non hai capito bene, ma l’articolo marchiato dai kompagni con “GOLPE” coi veri golpe non c’entra ‘na mazza. Se l’italia fosse un paese serio, quell’articolo si poteva applicare p.es. a quei bravi giovani “progressisti” che qualche mese fa bloccarono (oh, in modo “pacifico”, come no:-)) l’ingresso di Montecitorio, impedendo ad alcuni deputati “reazionari” di entrarvi. O roba simile. I golpe, caro mio, sono tutt’altra cosa e vengono sanzionati da ben altri pesantissimi articoli del codice.

    Ciao

    Ritvan

  6. utente anonimo says:

    Non scherziamo Ritvan. Il senso di quella scritta mi sembra abbastanza chiaro, ma se ci vuoi vedere un esagitato “commento” all’approvazione del decreto non credo che esistano argomenti sufficienti a fartii cambiare idea.

    Andrea

  7. utente anonimo says:

    Update: mi sono ricollegato ora a quella pagina e a quanto pare anche il curatore deve aver pensato che la scritta in questione potesse suscitare delle perplessità: quel “(GOLPE)” accanto al titolo dell’articolo 289 c.p. è diventato “(cioè GOLPE)”.

    Andrea

  8. utente anonimo says:

    Beh, rimane l’articolo 270 contro l’attività comunista (meglio usare l’aggettivo più generico “rivoluzionaria”, con certi “comunisti” in circolazioni), di cui il 272 era inutile doppione, se non forse che propaganga spicciola si può fare anche senza organizzazione, per esempio suggerendo a qualcuno di leggere i classici del marxismo. Ma è carino che i loschi figuri del centrosinistra siano più stupidamente canaglieschi dei figuri del centrodestra. Devo dirti la mia posizione sull’inutile spendaccionata del voto? Meglio far parlare un ex partigiano, g.caproni

    Show

    Guardateli bene in faccia.

    Guardateli.

    Alla televisione,

    magari, in luogo

    di guardar la partita.

    Sono loro, i “governanti”.

    Le nostre “guide”.

    I “tutori”

    - “eletti” – della nostra vita.

    Guardateli.

    Ripugnanti.

    Sordidi fautori

    dell’”ordine, il limo

    del loro animo tinge

    di pus la sicumera

    dei lineamenti.

    Sono

    (ben messi) i nostri

    illibati Ministri

    Sono i Senatori.

    I “sinistri”

    - i provvidi – Sindacalisti.

    “Lottano” per il bene

    del Paese.

    Contro i Terroristi

    E la Mafia.

    Loro,

    che dentro sono più tristi

    dei più tristi eversori.

    Arrampichino.

    Arrivisti.

    In nome del popolo (Avanti!

    Sempre Avanti!), in perfetta

    Unità arraffano

    Capitali – si fabbricano

    Ville.

    Investono

    All’”estero”, mentre “auspicano”

    (Dio, quanto “auspicano”!)

    Pace e giustizia.

    Loro,

    i veri seviziatori

    della Giustizia in nome

    (sempre in nome!)

    Del Dollaro e dell’Oro.

    Guardateli, i grandi attori:

    i guitti.

    Degni

    - tutti – dei loro elettori.

    Proteggono i Valori

    (in Borsa!) e le istituzioni…

    Ma cosa si nasconde

    dietro le invereconde

    Maschere?

    Il Male

    Che dicono di combattere?…

    Toglieteceli davanti.

    Per sempre.

    Tutti quanti.

    Ah, i poeti, che sovversivi. Altro che i comunisti. p

  9. AndreaRusso says:

    Non sempre, Miguel, l’Unione è così “anti-berlusconiana”. Tanto per citare un esempio, votò a favore dei provvedimenti della maggioranza sulla depenalizzazione del falso in bilancio, proposta venuta dalle lucidissime menti dei D.S. (Fassino).

    Comunque, scegliere tra una destra reazionaria e una sinistra che la supera…

    Andrea

  10. utente anonimo says:

    Non scherzavo affatto, caro Andrea, ma tu evidentemente non hai molta familiarità con la nobile arte della “sussunzione”:-). Il vero “bersaglio” dell’articolo in questione lo si evince proprio dalla “precisazione”:

    “…chiunque commette atti violenti diretti ad impedire, in tutto o in parte, anche temporaneamente…”.

    “IN PARTE”, mio caro, ossia intabarrarsdi di bandiere arcobaleno e circondare La Russa, impededogli l’ingresso a Montecitorio. Vorresti forse negare che il sullodato La Russa sia “parte” nel nobile consesso di Montecitorio?

    “TEMPORANEAMENTE”, ovvero, basta che la variopinta congrega “progressista” trattenga all’interno del suo “pacifico” cerchio il sullodato con frizzi e lazzi, per far scattare il “temporaneamente”.

    Altro che “GOLPE” ! Ma s’è mai visto nel mondo un golpe “parziale” e “temporaneo”? Mi sa che a scherzare ci sia solo l’autore della scritta in rosso. Con “cioè” o senza.

    Ciao

    Ritvan

  11. utente anonimo says:

    Ritvan, quella legge – a parte le modifiche riguardanti l’entità delle pene – risale al dopoguerra: secondo te a cosa pensavano i legislatori nello stilare quell’articolo assieme a quelli che lo precedono e lo seguono nel c.p.? Alle manifestazioni all’acqua di rose di oggi o a uno scenario da guerra civile (citata per nome e cognome 3 articoli prima)?

    È proprio in questo capo del c.p. che si tratta dei “delitti contro la personalità interna dello stato” e delle ipotesi di usurpazione del potere politico, insurrezione armata, strage! Ed è in questi articoli che sono presi in esame i diversi reati connessi con quello scenario, fattene una ragione.

    E se non venissero interpretate strettamente in questo senso, visto che fortunatamente la volontà del legislatore è quella che conta, le carceri italiane scoppierebbero di golpisti. Per non parlare dei rei di vilipendio…

    Andrea

  12. utente anonimo says:

    Beh, Andrea mio, se mi scagli addosso la cosiddetta “volontà del legislatore”, – visto e considerato che il suddetto è ormai defunto da un pezzo e non ce la può chiarire “in diretta” – lascio in parità:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Comunque, i facinorosi (nient’affatto golpisti, ma solo desiderosi di “portare avanti un discorso”, come suol dirsi) disposti a interrompere temporaneamente l’esercizio delle funzioni delle autorità mica li hanno inventati Caruso, Casarini, Agnoletto&Co. Ci sono stati in ogni democrazia (non neccessariamente italica) e il legislatore italico non è che legiferasse in un vuoto pneumatico di precedenti.

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